Il coronavirus è l’occasione per il più grande esperimento di corsi universitari online

Quando, a fine gennaio, hanno chiuso la porta delle loro stanze nei campus delle università internazionali fiorite negli ultimi anni in Cina, le migliaia di studenti che si sono messi in viaggio per il capodanno lunare pensavano di tornare dopo una settimana. Ora, un mese dopo l’esplosione della crisi del coronavirus, non hanno idea di quando potranno tornare. Tutte le loro cose sono chiuse negli alloggi di atenei prestigiosi come la Duke Kunshan University, alle porte di Shanghai, o la New York University e la Nottingham, nel cuore della metropoli cinese. Posti che raccolgono studenti da ogni parte del mondo e della elite cinese e che all’improvviso si sono trovati ad affrontare la più grave crisi immaginabile.

Una crisi ha sorpreso le università in pieno secondo semestre, quello che si apre dopo le vacanze di Natale e si chiude a inizio maggio e, non avendo alcuna prospettiva sui tempi per la ripresa della lezioni in aula, non hanno potuto far altro che precipitarsi a mettere a punto un piano B: i corsi online. 

Organizzarsi per tenere un corso online per la prima volta di solito richiede diversi mesi. Le università internazionali in Cina lo ha fatto in meno di tre settimane.

“È stato molto stressante, ma allo stesso tempo ci ha uniti”, ha detto a ‘Inside Higher Education’ Clay Shirky, vicepresidente per le tecnologie educative alla New York University, che ha aiutato i colleghi della New York Shanghai a lanciare i loro corsi online. “Ci è voluto del tempo per renderci conto che avevamo davvero bisogno di spostare il semestre online”, ha detto. “Guardando indietro, vorrei che avessimo telefonato un po ‘prima.”

Più rapida è stata la decisione presa dai vertici della Duke insieme con quelli della DKU. Non appena è stato chiaro che le lezioni nel campus ultramoderno di Kunshan non sarebbero riprese  il 3 febbraio, come previsto, Matthew Rascoff, responsabile dell’e-learning si è sentito dire che entro tre settimane doveva essere tutto pronto per passare alla modalità online. Un’impresa, con 579 studenti universitari e più di 100 docenti sparsi in ogni parte della Cina e del mondo, con  fusi orari diversi e con diversi livelli di accesso a Internet.

“La pressione era altissima”, ha detto Rascoff al giornale online dell’università. “Ma la Duke è attrezzata per farlo. Abbiamo impiegato anni a costruire le infrastrutture per rispondere a una crisi “. Sette anni, per l’esattezza, durante i quali i docenti hanno messo a punto oltre 60 corsi online, tenendo conto di come ogni materia segue diversi principi di apprendimento e sforzandosi di creare gruppi partecipativi e coinvolgenti.

Innanzitutto sono stati identificati gli obiettivi da raggiungere in termini di apprendimento e da lì si è partiti per mettere a punto i materiali dei corsi, gli esercizi, i compiti e gli esami. Il 24 febbraio sono andate online le prime lezioni e studenti da decine di Paesi – sei dal’Italia – si sono connessi per seguirle. “La tecnologia è un fattore abilitante, ma la chiave è l’interazione umana” ha detto Rascoff, “Faccia a faccia o online, stiamo cercando di far sì che la base sia sempre il bon insegnamento e apprendimento basato sull’esperienza”.

Il primo obiettivo era completare il corso di sette settimane interrotto dalle vacanze con lezioni in diretta sulla piattaforma di videoconferenza Zoom e il sistema di gestione dell’apprendimento Sakai per i materiali, gli esami e le discussioni in bacheca insieme con la piattaforma di apprendimento di Coursera.

Le biblioteche di Duke e Duke Kunshan concedono in licenza risorse elettroniche a studenti e docenti che non hanno accesso ai propri libri o biblioteche. La Duke ha portato a Durham, in North Carolina, molti insegnanti della Duke Kunshan che erano sparsi in tutto il mondo, per preparare le lezioni online.

Alla NYU Shanghai fino le cose stanno andando “sorprendentemente bene”, ha detto Jace Hargis, direttore del Centro di insegnamento e apprendimento della New York University. Ha seguito da vicino i progressi da quando sono iniziate le lezioni online, il 17 febbraio. “Il feedback iniziale degli studenti è stato buono, e i docenti riferiscono di sentirsi sempre più fiduciosi nella loro capacità di insegnare online anche se la stragrande maggioranza dei docenti – l’88% – non aveva avuto esperienze significative nell’insegnamento online in precedenza”.

Con docenti e studenti sparsi in tutto il mondo, lavorare in diversi fusi orari è stato impegnativo, ma non impossibile, ha affermato Hargis. “Dieci anni fa, non saremmo stati in grado di farlo: non c’era la  tecnologia”, ha detto. Internet ad alta velocità e progressi nella tecnologia di videoconferenza hanno reso la comunicazione molto più semplice. Attraverso webinar, risorse online appositamente create, consultazioni individuali, orari di apertura degli uffici online e molte, molte e-mail, un team internazionale ha lavorato con la facoltà di New York Shanghai per spostare quasi 500 lezioni online.

Le sessioni di formazione si sono concentrate sull’insegnamento ai docenti dell’uso delle due piattaforme di condivisione video, Zoom e VoiceThread, strumenti che consentono di insegnare in modo sincrono o asincrono. Per ridurre il carico di lavoro, la facoltà è stata incoraggiata a concentrarsi sulla preparazione delle prime due settimane del semestre di 14 settimane. Facoltà e studenti hanno accesso a un servizio di chat che funziona per 16 ore al giorno se hanno domande o hanno bisogno di aiuto.

Alla Fort Hays State University, che in Cina offre diversi corsi di laurea attraverso due istituzioni partner, si è lavorato per garantire che i contenuti online fossero accessibili a tutti gli studenti e su tutti i device. “Abbiamo dato priorità all’ottimizzazione per i dispositivi mobili: portatili, tablet e smartphone”, ha detto Andrew Feldstein, assistente preposto per l’insegnamento dell’innovazione e delle tecnologie di apprendimento all’università, “La prima cosa che ho pensato quando ho sentito che i campus erano chiusi era che questa poteva essere una vera opportunità”, ha detto Feldstein. “Spesso siamo rallentati da processi che non ci mettono nemmeno più in discussione. Questo ci ha permesso di guardare tutto sotto una nuova luce.”

 

Agi

MediaTek annuncia il nuovo Helio P95: come il predecessore, ma migliorato e ottimizzato

MediaTek ha annunciato l’ultimo arrivato della gamma di processori Helio, il P95. Successore dell’Helio P90 (che risale a due anni fa), il P95 porta con sé numerosi miglioramenti che comprendono GPU, connettività, fotocamera e intelligenza artificiale, nonostante la struttura sia la stessa del modello precedente.

Il P95 è infatti basato sulla stessa architettura octa-core, di cui 2 ARM Cortex-A75 a 2,2 GHz e 6 AMR Cortex A55 a 2,0 GHz. Rimane invariata la GPU PowerVR GM 9446, che grazie alla nuova ottimizzazione riceve un +10% a livello prestazionale. Lo stesso discorso vale per il chip dedicato all’intelligenza artificiale (APU). Con questo nuovo modello Mediatek ha finalmente portato la tecnologia HyperEngine anche sulla serie P, rendendoli più adatti anche al gaming.

L’Helio P95 introduce il supporto ai sensori fotografici a 64 MP in configurazione singola e 24 e 16 MP in caso di doppia fotocamera. Grazie al nuovo ISP il processore riesce a gestire i processi RAW 14 bit e YUV 10 bit; non mancano le migliorie permesse dalla IA, come il tracking automatico delle persone in fase di scatto (fino a 5) e la modalità AK-NR per le condizioni di scarsa luminosità.

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Dal punto di vista della connettività il P95 supporta le reti 4G LTE e 4G dual SIM VoLTE, Wi-Fi 5 e Bluetooth 5. Non sono chiare le tempistiche di lancio e i modelli che equipaggeranno questo nuovo processore, anche se con tutta probabilità si tratterà di dispositivi di fascia bassa.

 

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Samsung è al lavoro su Galaxy Tab S6 Lite: specifiche di fascia medio-bassa, ma con S-Pen? (foto)

Sebbene il mondo dei tablet Android stia proseguendo nel suo lento e inesorabile declino, Samsung intende continuare a cannibalizzare i pochi altri produttori che si stanno cimentando nel segmento. Dopo il recente lancio di Galaxy Tab S6, dispositivo top di gamma a tutti gli effetti, nel prossimo futuro potrebbe essere il turno della sua versione Lite.

Attualmente conosciuto con il nome in codice SM-P615, questo dispositivo dovrebbe atterrare sul mercato con il nome di Galaxy Tab S6 Lite, strizzando l’occhio al fratello maggiore, ma proponendo specifiche di fascia medio-bassa. Secondo le indiscrezioni, il SoC che lo animerà sarebbe l’Exynos 9611, già visto sullo smartphone Galaxy A50s, coadiuvato da 4 GB di RAM e 64/128 GB di memoria interna. Caratteristiche tutto sommato interessanti, per un segmento tablet che offre ben poche alternative valide.

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Il pezzo forte del dispositivo però, oltre alla One UI 2.0 basata su Android 10, potrebbe essere la presenza della S-Pen. Con grande probabilità, si tratterà di una versione datata – o comunque molto ridotta nelle funzionalità rispetto a quelle incluse nella serie di smartphone Galaxy Note o su Galaxy Tab S6 – ma che risulterebbe in ogni caso un vero asso nella manica di Tab S6 Lite. Molto però dipenderà anche dal prezzo, che se sarà particolarmente aggressivo, potrebbe richiamare nuova attenzione sui tanti bistrattati tablet Android economici.

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Installare WhatsApp, Instagram e Facebook sugli smartphone Huawei senza Google

Si chiama TrovApp ed è stata interamente sviluppata da un team italiano per aiutare chi ha comprato un telefono Honor o Huawei senza Google Play (come il Mate 30 o il Vera 30 e presto il pieghevole Xs) a scaricare le app che altrimenti non troverebbero su AppGallery, lo store del colosso cinese. La nuova applicazione è stata ideata per facilitare l’utilizzo dei dispositivi Huawei dotati di HMS (Huawei Mobile Service): è un vero e proprio motore di ricerca che suggerisce all’utente dove poter scaricare le app che si desiderano, sia che si trovino su AppGallery sia che siano presenti su store alternativi, offrendo inoltre alcuni suggerimenti per il corretto utilizzo delle app o del servizio.

Lo scopo è proprio quello di agevolare i consumatori dei nuovi dispositivi dell’azienda cinese grazie a circa 600 tra le applicazioni più diffuse e popolari in Italia e nel mondo. L’obiettivo è quello di incrementare questo numero nel minor tempo possibile e di raggiungere, nelle prossime settimane, 1.500 app, in modo da avere un portfolio ancora più ampio e soddisfare le esigenze di tutti gli utenti.

Utilizzare TrovApp è semplicissimo. È sufficiente scaricarla dall’AppGallery, lo store ufficiale di Huawei preinstallato su tutti i loro dispositivi, ed è pronta per essere usata. Si presenta come un classico motore di ricerca, ed è possibile vedere tutte le applicazioni disponibili ordinandole per popolarità o per nome. Inoltre, per facilitare la ricerca di nuove app, è possibile filtrarle per categoria. Se invece si vuole trovare più velocemente un’app di cui si conosce già il nome, è possibile ricercarla nella barra dedicata “Cerca App”. Una volta selezionata l’applicazione che si desidera scaricare, si apre una pagina in cui vengono suggeriti i metodi migliori per ottenerla: direttamente da AppGallery, dalla versione Web ufficiale oppure da uno store alternativo, come Amazon Store o APKPure.

Qualora l’applicazione ricercata non dovesse essere disponibile al download su questi store, Trovapp propone una soluzione alternativa. Per i video, ad esempio, suggerirà l’utilizzo di YouTube nella Web version, oppure il download di app terze come Video for YouTube o YouTube BackGround Player. Per favorire un’esperienza d’uso più completa possibile, una volta individuata l’app da scaricare, TrovApp suggerisce anche applicazioni terze per utilizzare al meglio tutte le funzionalità dell’app selezionata. Ad esempio, in caso di download dell’applicativo Whatsapp dal sito ufficiale, TrovApp suggerirà anche il download di app come Here we Go o Maps.me, per la condivisione della propria posizione.

Una volta scaricate le applicazioni desiderate sul proprio device è possibile anche effettuare gli aggiornamenti. In particolare, se si tratta di app trovate su AppGallery l’update è automatico, mentre per quelle installate da store alternativi, è necessario avere sul proprio dispositivo l’applicazione dello store di riferimento da cui sono state scaricate, Amazon Store o ApkPure. In questo caso gli utenti ricevono una notifica push dall’app dello store e, cliccando, accedono direttamente all’aggiornamento.

Tutte le applicazioni presenti su TrovApp sono state testate e verificate sui dispositivi Huawei dotati di HMS, sia per il download che per il funzionamento.

Agi

Una Visita Tra Mare E Dolci Colline

I percorsi sono tutti stradali, sia asfaltati che su strade “bianche”, con la presenza di una vera e propria pista ciclabile nel territorio di Castellina. A Bolgheri si può partecipare a degustazioni e wine tours grazie ai quali scoprire la bellezza del territorio sorseggiando un fresco calice di rosato o vermentino. Anche in questo caso, scegliere la spiaggia dove trascorrere la giornata è particolarmente piacevole grazie all’ampia scelta di gioielli affacciati sul mare. La peculiarità della zona è la forte influenza del mare che influenza anche le località più interne nell’arte della preparazione del pesce piuttosto diffusa in tutta la provincia. 1275 – Agriturismo Podere Le Sodole – San Gimignano (Siena) Agriturismo a San Gimignano in provincia di Siena. Antica struttura del 1300 vicino Siena dove è possibile ammirare la Val d’Orcia e la Val di Chiana.

Nel sud della provincia di Siena, in posizione strategica per visitare Montepulciano, Pienza e Cortona e Montalcino, l’agriturismo Belagaggio si trova fra la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Questo tratto di costa tra Piombino e Follonica, scende verso Sud con sabbia dorata, fondali chiari e la particolarità di dune sabbiose a ridosso della fresca pineta dove svettano lecci, tamerici e sugheri. Itinerario di viaggio in Maremma, piccola regione al sud della Toscana che offre tutto quello che si desidera da itinerari di montagna, a colline ed itinerari enogastronomici sino alla costa. 1372 – Agriturismo Podere dei Frati – Arcidosso (Grosseto) Agriturismo ad Arcidosso in provincia di Grosseto, in Toscana. Le altre province toscane sono Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa e Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, ognuna con una storia da raccontare. Le località balneari che troviamo per prime arrivando da Nord in Toscana sono quelle della Riviera Apuana, ossia Marina di Massa e Marina di Carrara. Un agriturismo con piscina in Toscana è la soluzione ideale per ristorarsi al termine di una giornata trascorsa a scoprire l’innegabile fascino di questa famosa terra o prendersi una pausa tra un giorno di vacanza e l’altro.

La vacanza in agriturismo in questa regione è all’ordine del giorno perché antiche ville e poderi sono stati ristrutturati e trasformati in strutture turistico-vacanziere. Sono molti gli antichi casolari, i poderi e le ville della Versilia, di Marina di Pisa e Livorno acquistati da personaggi di spicco del jet-set internazionale. Si trova in provincia di Livorno la prima struttura termale toscana a proporre un percorso di benessere diffuso, in cui i trattamenti termali rientrano in un più ampio percorso olistico di riequilibrio psico-fisiologico. L’antica tradizione Toscana è stata rispettata in tutto, nella scelta dei materiali, come il cotto artigianale, le antiche travi in castagno ed i muri, anche interni, in pietra a vista. La spiaggia è lunga e sabbiosa e si può raggiungere anche con un percorso ciclabile. Si tratta di un’incantevole spiaggia di sabbia bianca lunga alcune centinaia di metri, circondata da una fitta e rigogliosa macchia mediterranea. Una lunga spiaggia con una quinta magnifica di pini secolare alle spalle, sabbia brunita per gli antichi residui di ferro, acque trasparenti e calde per i bassi fondali: un’icona del mare toscano al suo meglio. Parliamo della Spiaggia di Cavoli, connotata da sabbia bianchissima e da un mare cristallino, lungo la Costa del Sole a pochi chilometri da Marina di Campo.

Questo bellissimo agriturismo sorge a pochi chilometri da Firenze e offre pernottamenti in camere e suite con aria condizionata ricavate in antiche case coloniche. A pochi chilometri di distanza sorge Panzano: con il suo imponente castello fin dal XII secolo ha provveduto alla difesa della Repubblica di Firenze. A seguire, da visitare Radda in Chianti, dal caratteristico aspetto medioevale; Gaiole in Chianti, a metà strada tra Chianti e Valdarno nei cui dintorni si possono ammirare il Castello di Vertine, il Castello di Meleto e la Pieve di Spaltenna. Arte Marziale presente nella città di Ancona già dalla metà degli anni settanta; è ampiamente diffusa e praticata da oltre 300 atleti nel solo capoluogo marchigiano. Il pernottamento in agriturismo vi permetterà di godervi una rilassante vacanza immersa nel verde. Se state cercando un agriturismo con cantina in Toscana, ecco la classifica delle top 5, le migliori strutture esistenti. La classifica annuale del Secondo Il Sole 24ore sulla qualità della vita in Italia vede nelle prime posizioni: Milano, Bolzano e Trento! Rustici, case d’epoca e ville di alto profilo a due passi dal mare sono il sogno di una vita che si realizza. Lia in realtà ha già capito tutto da sola, ma delusa dalla sua vita a Spoleto pensa comunque di seguire Massimo in Sicilia per fare la madre e la moglie.

  1. 9 Grosseto est
  2. CINQUE TERRE – LIGURIA
  3. 9 – Tropea, Vibo Valentia – Calabria (530 voti)
  4. 3 Secche e scogli affioranti
  5. Percorso Dell’Arte Sacra
  6. Carente offerta di servizi (ricettività, riparazioni, trasporto ferroviario compatibile ecc.)
  7. Baia del Buon Dormire, Palinuro (SA). Campania

La zona della Maremma è sicuramente tra le più belle per quanto riguarda il mare Toscana. Trascorrere una vacanza in Toscana significa scoprire i tesori naturalistici e i patrimoni culturali in essa racchiusi. Spiagge attrezzate con lettini e ombrelloni, spiagge di scogli meno frequentate, angoli naturali di una bellezza unica per trascorrere la vacanza perfetta. Più in là ancora si incontra la Pieve di San Leolino, una basilica romanica a tre navate risalente niente meno che all’anno Mille. Incastonato come una pietra preziosa sulle colline del Chianti, circondato da tre castelli medievali, la struttura è inserita in trenta ettari di terreno che lo rendono un piccolo angolo di paradiso. Un vero e proprio angolo di paradiso affacciato sui meravigliosi panorami della Val di Farma, dove le colline senesi sfumano nell’incontaminata Maremma dei vecchi briganti. Nella Maremma Toscana, ubicata sulla sommità di una splendida e soleggiata collina a pochi km da centri urbani, azienda agrituristica di grande carattere e fascino.

La nostra azienda agrituristica con ristorante, piscina e spa, ha nell’ospitalità il suo punto di forza. Altra spiaggia della Maremma, che come abbiamo detto fa la parte del leone in questa nostra panoramica, è la Spiaggia di Castiglione della Pescaia, vero gioiello fra le località balneari italiane, costantemente premiata per la limpidezza delle sue acque. Marina di Pietrasanta con i suoi 5 km di spiaggia ampia fino a 200 metri e con il suo mare limpido e trasparente, ideale per chi ama nuotare. È situata in località Porto Santo Stefano ed è lunga circa 700 metri. Il moderno ed attrezzato porto turistico di Punta Ala e le spiagge di Punta Ala. Da Porto Santo Stefano ci si può poi imbarcare per l’Isola del Giglio, un vero gioiello di granito. Sostiamo alcuni minuti all’interno della chiesa per un momento di riflessione. Ogni serata è introdotta da una pillola, promossa dalla Regione Umbria, di circa 2 minuti intitolata I viaggi del Maresciallo C., dove i protagonisti si muovono tra alcuni dei caratteristici luoghi umbri. Ecco per cui che si prospettano alternative altrettanto invitanti per trascorrere un’estate all’insegna di luoghi meravigliosi e…temperature accettabili! Date un’occhiata a tutte le località da Marina di Bibbona (ottima per i campeggi) in giù verso Sud, specialmente San Vincezo, Donoratico e Baratti-Populonia, che ha il mare forse più bello della Toscana (escludendo le isole). per altre informazioni: https://www.levenelle.it/agriturismo-toscana.html

Il nuovo pieghevole di Huawei e la sfida a fare a meno di Google

La sfida è di quelle toste: proporre su un mercato difficile come quello occidentale uno smartphone pieghevole da 2.600 euro senza i servizi di Google. Ossia senza Maps,  Pay, YouTube e tutte quelle app che rientrano nel bando imposto dagli Usa all’utilizzo della suite di Google da parte del colosso cinese.

L’occasione per il lancio del Mate Xs doveva essere il MWC di Barcellona, cancellato per l’allarme coronavirus, ma dopo che anche l’evento milanese è stato annullato per la scoperta del focolaio in Lombardia, Huawei ha deciso di non attendere oltre e ha optato per una presentazione online.

Anche se non ha accesso ai servizi di Google, ​Mate Xs funziona con un sistema operativo basato su Android Open Source e sarà uno dei primi dispositivi Huawei ad essere lanciato con la versione rinnovata di AppGallery, lo store di applicazioni ufficiale della casa cinese. Per avere sulla piattaforma un numero sufficiente di app che non facciano pesare troppo l’assenza di Google Play, Huawei ha investito tre miliardi di dollari, uno dei quali destinato agli sviluppatori (10 milioni all’Italia). 

“I dubbi sulla assenza dl servizi di Gogle sono leciti” dice all’AGI Isabella Lazzini, marketing & retail director di Huawei Italia, “ma la realtà dei fatti è che si potranno scaricare le  app da piattaforme come ‘TrovApp‘ creata da sviluppatori italiani per aiutare l’utente finale a trovare le soluzione. Oggi le app sono distribuite su diverse piattaforma, alcune poco conosciute: soluzioni spesso  molto intuitive”.

Ma l’obiettivo di Huawei non è quello di offrire ai clienti un modo per avere sullo smartphone WhatsApp, Instagram e Facebook anche se Donald Trump non vuole. “AppGallery” dice Lazzini, “si propone come una terza vera opzione rispetto al monopolio delle americane Google Play e Apple Store. Le ricerche ci dicono che gli utenti cercano negli store di app la sicurezza e in AppGallery l’hanno trovata i 28 milioni di utenti attivi che abbiano in Europa”.

Lazzini non si sbilancia sulla voce ricorrente che in realtà al ‘terzo polo’ potrebbero aderire altre case cinesi, come Xiaomi e Oppo, tentate di rendersi indipendenti dal monopolio di Google e dagli scherzi che la Casa Bianca può tirare da un momento all’altro a chiunque.

Come ha già fatto da Samsung, l’idea è di insistere sullo sviluppo della tecnologia del display pieghevole e Xs è la naturale evoluzione di Mate X. Monta un processore Kirin 990 5G, un design con Falcon Wing migliorato e offre un’esperienza di utilizzo senza soluzione di continuità, nelle modalità smartphone e tablet. Oltre alla connettività 5G.

“Mate X è stato il nostro primo pieghevole e ha stabilito uno standard per il settore” ha detto Richard Yu, ceo di Huawei Consumer Business Group, “alziano ulteriormente l’asticella proponendo una connettività ancora più potente e un’esperienza utente integrata. È lo smartphone 5G più veloce della sua categoria”.

Xs offre ha un display da 8 pollici ripiegabile verso l’esterno, grazie al nuovo design della cerniera meccanica. È la prima volta che il design Falcon Wing viene montato du uno smartphone Huawei: più di 100 componenti a incastro che lavorano per rinforzare il display, offrendo un’esperienza utente senza soluzione di continuità in tutte e due le modalità. Realizzata con un metallo liquido a base di zirconio, la nuova cerniera è stata progettata per essere molto più resistente e rendere semplice e lineare l’apertura a 180 gradi.

Il display pieghevole è realizzato con due strati di poliimmide di grado aerospaziale uniti da un adesivo trasparente per mantenere qualità dell’immagine, saturazione e luminosità, e soprattutto durabilità.

Piegato Mate Xs è uno smartphone a doppio schermo, con display principale da 6,6 pollici e quello secondario da 6,38 pollici. Aperto, si trasforma in un tablet da 8 pollici. È dotato del sistema di raffreddamento Flying Fish Fin, progettato su misura, che utilizza grafene flessibile con fessure microscopiche che consentono di ripiegarsi insieme al dispositivo e di coprire l’intera superficie per un raffreddamento uniforme.

Il processore Kirin 990 5G SoC ha modem 5G integrato che supporta diverse modalità di connessione: 2G, 3G, 4G, così come 5G NSA (not stand alone) e SA (stand alone).

Come da tradizione sui top di gamma Huawei, il comparto fotografico è l’elemento distintivo. Il sistema SuperSensing Quad Camera realizzato in collaborazione con Leica è sulla barra laterale ed è composto da una camera principale da 40MP (grandangolare, f/1,8), una fotocamera ultra grandangolare da 16MP (f/2,2), un teleobiettivo da 8MP (f/2,4, OIS) e una fotocamera 3D Depth Sensing Camera. La combinazione di OIS e Image Stabilisation con AI pernette uno  zoom ibrido fino a 30X e fino a ISO 204800 per scatti in ambienti poco illuminati. 

Per i selfie possono essere usate le quattro fotocamere, guardando nello schermo secondario mentre sta scattando. In modalità ritratto, sia il fotografo che il soggetto possono lavorare insieme per ottenere scatti e ritratti ancora più interattivi guardando il risultato della posa su entrambi gli schermi.

Mate Xs ha la capacità di trasformarsi in una tela digitale molto più grande con un semplice click sul pulsante accessibile dalla barra laterale. Questo offre più spazio agli utenti per personalizzare l’esperienza in base alle proprie esigenze. Supporta una modalità Multi-Window, che consente di visualizzare e interagire con due app affiancate. Testo, immagini e documenti possono essere trasferiti con la stessa facilità con cui si trascina il contenuto da un’applicazione all’altra.

Quando due app sono aperte contemporaneamente, gli utenti possono lanciarne una terza utilizzando la funzione Floating Window. Questa feature è molto comoda per occuparsi di piccole attività come rispondere a messaggi di testo senza abbandonare le altre app in uso.

Come funziona ​TrovApp

È una app interamente sviluppata da un team italiano per aiutare chi ha comprato un telefono Honor o Huawei senza Google Play (Come il Mate 30 o il Vera 30) a scaricare le app che altrimenti non troverebbero su AppGallery, lo store del colosso cinese. La nuova applicazione è stata ideata per facilitare l’utilizzo dei dispositivi Huawei dotati di HMS (Huawei Mobile Service): è un vero e proprio motore di ricerca che suggerisce all’utente dove poter scaricare le app che si desiderano, sia che si trovino su AppGallery sia che siano presenti su store alternativi, offrendo inoltre alcuni suggerimenti per il corretto utilizzo delle app o del servizio.

Lo scopo è proprio quello di agevolare i consumatori dei nuovi dispositivi dell’azienda cinese grazie a circa 600 tra le applicazioni più diffuse e popolari in Italia e nel mondo. L’obiettivo è quello di incrementare questo numero nel minor tempo possibile e di raggiungere, nelle prossime settimane, 1.500 app, in modo da avere un portfolio ancora più ampio e soddisfare le esigenze di tutti gli utenti.

Utilizzare TrovApp è semplicissimo. È sufficiente scaricarla dall’AppGallery, lo store ufficiale di Huawei preinstallato su tutti i loro dispositivi, ed è pronta per essere usata. Si presenta come un classico motore di ricerca, ed è possibile vedere tutte le applicazioni disponibili ordinandole per popolarità o per nome. Inoltre, per facilitare la ricerca di nuove app, è possibile filtrarle per categoria. Se invece si vuole trovare più velocemente un’app di cui si conosce già il nome, è possibile ricercarla nella barra dedicata “Cerca App”. Una volta selezionata l’applicazione che si desidera scaricare, si apre una pagina in cui vengono suggeriti i metodi migliori per ottenerla: direttamente da AppGallery, dalla versione Web ufficiale oppure da uno store alternativo, come Amazon Store o APKPure.

Qualora l’applicazione ricercata non dovesse essere disponibile al download su questi store, Trovapp propone una soluzione alternativa. Per i video, ad esempio, suggerirà l’utilizzo di YouTube nella Web version, oppure il download di app terze come Video for YouTube o YouTube BackGround Player. Per favorire un’esperienza d’uso più completa possibile, una volta individuata l’app da scaricare, TrovApp suggerisce anche applicazioni terze per utilizzare al meglio tutte le funzionalità dell’app selezionata. Ad esempio, in caso di download dell’applicativo Whatsapp dal sito ufficiale, TrovApp suggerirà anche il download di app come Here we Go o Maps.me, per la condivisione della propria posizione.

Una volta scaricate le applicazioni desiderate sul proprio device è possibile anche effettuare gli aggiornamenti. In particolare, se si tratta di app trovate su AppGallery l’update è automatico, mentre per quelle installate da store alternativi, è necessario avere sul proprio dispositivo l’applicazione dello store di riferimento da cui sono state scaricate, Amazon Store o ApkPure. In questo caso gli utenti ricevono una notifica push dall’app dello store e, cliccando, accedono direttamente all’aggiornamento.

Tutte le applicazioni presenti su TrovApp sono state testate e verificate sui dispositivi Huawei dotati di HMS, sia per il download che per il funzionamento.

 

Agi

Che ne è delle nostre chat e dei nostri dati dopo che siamo morti?

“Sono definitivamente assente”. Trent’anni fa, in una scena de Le Comiche, Renato Pozzetto provava a vendere una bara con segreteria telefonica incorporata. Al di là dello humor nero, la questione è seria: tra social network e intelligenza artificiale, è sempre più probabile che la nostra voce ci sopravviva. Pezzi consistenti della nostra eredità, ormai, non si toccano più. Eppure, si continua a badare molto all’eredità di quadri e armadi e poco a quella dei nostri dati. Una cosa cui bisognerebbe pensare per tempo, visto che non si può ancora dire: “Ehi Siri, sono morto”.

Un account è per sempre?

Il post mortem è stato discusso durante il meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science. “C’è un difetto significativo di progettazione nel modo in cui stiamo affrontando il fenomeno dell’aldilà digitale, con implicazioni globali”, ha spiegato Faheem Hussain, professore della Arizona State University. Per Hussain, il cui intervento è stato riportato da Geekwire.com e Financial Times, si discute molto di sicurezza dei dati e privacy ma “nessuno vuole parlare della morte” e del destino delle nostre informazioni. Se qualcuno mettesse le mani su un profilo di un defunto, potrebbe esserci un eterno “falso me” che vive sui social network, che “accumula dati”, “fa colloqui di lavoro su LinkedIn” o “parla con i miei familiari”. Un “io” fasullo, che però “mi rende praticamente vivo”.

Il Dna tramandato ai posteri

C’è poi un altro aspetto del post mortem, per ora meno popolare ma altrettanto attuale. Sono sempre di più le società che erogano servizi basati sulla mappatura del corredo genetico, come 23andMe. “Raramente pensiamo al destino del nostro Dna dopo aver effettuato i test”, ha sottolineato Stephanie Malia Fullerton, professoressa di bioetica alla University of Washington School of Medicine. Oltre al tema immediato della privacy, ce n’è un altro che riguarda l’aldilà: “Le nostre informazioni genetiche possono essere mercificate e continuare a creare prodotti commerciali anche molto tempo dopo la nostra scomparsa”. Fullerton ha quindi chiesto più attenzione sul tema e regole più stringenti. O, tanto per cominciare, una maggiore capacità d’intervento da parte dei familiari, che dovrebbero poter scegliere il destino dei geni della persona scomparsa. Come, in parte, fanno con gli account alcune piattaforme digitali.

L’eredità di Facebook

Facebook è un social network molto popoloso e ormai piuttosto anziano. Ed è quindi naturale che cresca il numero degli utenti deceduti. Non è un caso se proprio a Menlo Park, ormai da tempo, hanno creato una delle procedure più complete per la gestione post mortem degli account. L’utente può scrivere una sorte di testamento. Può, ad esempio, scegliere di eliminare il profilo dopo la sua scomparsa, indicando questa precisa volontà nelle impostazioni.

Nonostante i progressi della tecnologia, non è ancora possibile segnalare la propria morte. Per cui la cancellazione scatterà “quando qualcuno ci comunicherà il tuo decesso”, spiega Facebook. Verranno quindi eliminati, “in modo definitivo”, “tutti i messaggi, le foto, i post, i commenti, le reazioni e le informazioni” presenti sulla piattaforma. Se invece un utente ambisce a far sopravvivere il proprio profilo a se stesso, può nominare un “contatto erede”. Cioè un altro iscritto responsabile della trasformazione in “account commemorativi”. Il profilo non comparirà più tra i suggerimenti di amicizia e accanto al nome comparirà la dicitura “in memoria di”. Ma per il resto non cambia molto: in base alle impostazioni sulla privacy, gli amici potranno continuare a commentare e condividere ricordi.

Post mortem online: istruzioni per l’uso

Instagram ha una procedura diversa. Un parente può chiedere la rimozione o la trasformazione in account commemorativo (ma servono i documenti che attestino la morte e il legame). Il profilo non comparirà più nella sezione esplora ma, a differenza di Facebook, l’account commemorativo non può essere aggiornato o modificato.

Twitter non fornisce a nessuno e per nessun motivo i dati per accedere all’account del caro estinto. Se ne può chiedere la rimozione, passando però dalle carte, come il certificato di morte.

Simili sono le procedura per la chiusura dell’account di LinkedIn e Google. Big G offre però anche un’altra possibilità: l’utente può configurare la sorte del proprio profilo. Mountain View dichiara la morte digitale se l’account resta inattivo per un certo periodo (con opzioni dai 3 ai 18 mesi). Una volta arrivati a scadenza, in base alle ultime volontà, l’account verrà eliminato oppure sarà contattato un altro utente, con il quale condividere alcuni contenuti.

Il profilo di Apple (con tutto quello che c’è dentro, dalle app ai film), “non è trasferibile”. Può solo essere eliminato, inviando i documenti che attestino il trapasso.

Un team si occuperà di vagliare le richieste di chiusura account per Amazon. La piattaforma di e-commerce, però, bada al sodo: nella pagina dedicata, poche righe dopo aver fatto le condoglianze, chiede di fornire “un indirizzo e-mail e l’ultimo acquisto effettuato” se “desideri che eventuali buoni regalo ti vengano trasferiti”. Un coupon a futura memoria.

Finché chatbot non ci separi

Non c’è solo la gestione della vita biologica nell’aldilà digitale. Alcune applicazioni dell’intelligenza artificiale ambiscono a sfumare il confine tra l’una e l’altro. Diverse società puntano a trasformare un timore (che i nostri dati ci sopravvivano) in una risorsa (ricreare interazioni realistiche anche dopo la morte). Funzionano un po’ come il software di “Be Right Back” (Torna da me), episodio di Black Mirror in cui una giovane donna interagisce con il compagno morto, ricostruito in chat grazie alla raccolta dei suoi dati online.

Eternime è una società statunitense che fa proprio questo. Gli utenti che si propongono mettono a disposizione quello (tanto) che si può sapere dalla loro attività online: foto, post, messaggi. Al momento del trapasso, Eternime impacchetta tutto e lo trasforma in un avatar con cui chattare. Secondo il fondatore Marius Ursache, “si muore tre volte”: “Quando non ci prendiamo cura di noi stessi, quando ci mettono nella tomba e quando il nostro nome è pronunciato per l’ultima volta”. L’obiettivo di Urache è evitare la terza. E se l’idea può sembrare inquietante, ci sono già 46580 persone che hanno deciso di provarci.

Ehi Alexa, riportalo in vita

HereAfter ha lo stesso obiettivo, ma ci mette di mezzo la voce e utilizza un altro strumento per la raccolta dei dati. La società registra (di persona) una sorta di audio diario. Chi decide di iscriversi racconta aneddoti, episodi del passato, consigli per il futuro, canzoni preferite. L’intelligenza artificiale li rimescola, creando un avatar da ascoltare tramite smart speaker. Basta scaricare un’app per interpellare la nonna defunta come fosse Alexa.

L’idea del co-fondatore James Vlahos è nata registrando la voce del padre, cui era stato diagnosticato un cancro. Da lì è nato “Dadbot”, un software installato sullo smartphone che interagiva con il figlio. “In questo modo ho sempre mio padre in tasca”, ha detto Vlahos. Anche l’idea di Replika è nata da un addio. La co-fondatrice Eugenia Kuyda aveva creato un chatbot partendo da migliaia di messaggi ricevuti da un amico scomparso, Roman. Tra il 2015 e il 2017, la startup ha ricevuto circa 11 milioni di dollari di finanziamenti e cambiato direzione. È sempre un bot che dialoga, ma si nutre delle discussioni con gli utenti (vivi). Un confidente digitale, per il presente. Qui, però, più che vicini a Black Mirror, siamo dalle parti di Her.

Agi

È morto l’inventore del ‘copia-incolla’

 L’inventore del popolarissimo comando di ‘copia-incolla’ del computer è morto all’età di 74 anni. A dare la notizia è stata la società Xerox in un tweet pubblicato ieri. Lawrence “Larry” Tesler, nato a New York nel 1945, aveva trascorso parte della sua carriera con il produttore americano di stampanti. “L’ex ricercatore della Xerox aveva inventato il ‘taglia-copia e incolla’, il ‘trova e sostituisci’ e molti altri comandi”, ha spiegato Xerox.

“La vostra giornata lavorativa è più facile grazie alle sue idee rivoluzionarie. Larry è deceduto lunedì, vi preghiamo di unirvi a noi per onorare la sua memoria”, ha aggiunto la società. E il mondo gli deve tanto, soprattutto per il tempo che permette di risparmiare ogni giorno a chiunque lavori al computer.

 Laureato alla Stanford University nella Silicon Valley in California, Lawrence Tesler si è specializzato nelle interazioni tra uomo e macchina. Aveva lavorato in particolare per Amazon, Apple, Yahoo e il centro di ricerca Xerox a Palo Alto. La capacità di “tagliare” e “incollare” un pezzo di testo senza fare molti passaggi complicati fu ispirata da una tecnica precedente all’era digitale, che consisteva nel tagliare porzioni di frasi stampate e fissarle altrove con nastro adesivo.     

Il comando è nato grazie ad Apple, che lo aveva inserito sul computer Lisa nel 1983 e su Macintosh l’anno successivo. Il co-fondatore di Apple, Steve Jobs, strappò Larry Tesler a Xerox nel 1980. L’ingegnere trascorse alla Mela morsicata 17 anni, ottenendo la posizione di capo ricercatore della compagnia. Ha poi fondato una start-up di formazione e ha lavorato a progetti con Amazon e Yahoo. 

 

Agi

L’ospedale cinese dei record avrà la rete 5G

L’ospedale dei record, che i cinesi stanno approntando a marce forzate per far fronte all’emergenza posta dall’epidemia di coronavirus, avrà una rete Internet 5G. A installarla saranno Zte e China Mobile, incaricati di fornire al Lei Shen Shan Hospital di Wuhan la tecnologia più avanzata.

Dopo aver ricevuto le notifiche della selezione della sede dell’ospedale, Zte e la filiale Hubei di China Mobile hanno analizzato la situazione attuale della rete. Zte ha sviluppato una soluzione per la costruzione della rete e ha fatto in modo che dal 26 gennaio il personale tecnico possa portare avanti la costruzione e l’espansione del network in loco. Una volta completato, l’ospedale soddisferà le esigenze di comunicazione e di trasmissione video di decine di migliaia di persone.

In questo progetto è stata commissionata anche la rete 5G, che può essere utilizzata per il supporto di telemedicina e per migliorare l’efficienza della cura dei pazienti. In futuro, l’espansione della capacità e la distribuzione del 5G indoor, saranno realizzate contemporaneamente alla costruzione dell’ospedale Lei Shen Shan. Si stima che più di 25.000 persone possano comunicare tra loro contemporaneamente.

Nella battaglia per il controllo dell’epidemia di Wuhan, Zte ha messo in campo centinaia di professionisti, affinché gli operatori possano avere il giusto supporto e i pezzi di ricambio per le apparecchiature fondamentali possano arrivare da Shenzhen soddisfacendo ogni emergenza al fine di garantire il funzionamento sicuro e stabile della rete di comunicazione. 

Agi

Questa è Miss Mondo

Miss Mondo 2019 è Toni-Ann Singh, studentessa giamaicana di psicologia incoronata a Londra nel corso di una cerimonia. “Credete in voi stesse“, ha twittato la 23enne dopo l’elezione, rivolgendosi “a tutte le ragazze di St.Thomas, in Giamaica, e a tutte le ragazze del mondo”.

To that little girl in St. Thomas, Jamaica and all the girls around the world – please believe in yourself. Please know that you are worthy and capable of achieving your dreams. This crown is not mine but yours. You have a PURPOSE. pic.twitter.com/hV8L6x6Mhi

— Toni-Ann Singh (@toniannsingh) December 14, 2019

“Dovete avere un obiettivo”, ha aggiunto. A Singh la corona è stata consegnata dalla messicana Vanessa Ponce, Miss Mondo 2018. 

Agi