La serie Honor X30 è pronta ad allargarsi: in arrivo un nuovo smartphone il 16 dicembre

A solo qualche mese dal rilascio in Cina della serie Honor X30, formata da X30i e X30 Max, l’azienda cinese è pronta a presentare la variante “base”, che arriverà il prossimo 16 dicembre.

I due smartphone precedentemente annunciati hanno uno schermo in FHD+ con refresh rate a 90Hz, SoC MediaTek (Dimensity 810 5G per X30i e Dimensity 900 per X30 Max) e fino 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna. Purtroppo per Honor X30 “base” non sono note le specifiche: i rumor parlano di refresh rate a 120Hz per lo schermo (che probabilmente rimarrà in risoluzione FHD+) e SoC Snapdragon 695 con supporto al 5G.

Non resta dunque che attendere ancora qualche giorno: al momento gli smartphone della serie Honor X30 sono disponibili solo in Cina, ma non è escluso che possano arrivare anche in Europa in futuro.

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La serie Honor X30 è pronta ad allargarsi: in arrivo un nuovo smartphone il 16 dicembre

Viaggio in Italia in 20 formati di pasta (e qualche ricetta)

AGI – Ripiena, secca o fresca, fatta in casa o industriale: esistono tantissimi formati di pasta e ancora altri se ne continuano a inventare. In Italia mangia pasta il 98% della popolazione, se ne consumano circa 23 kg a testa l’anno e 6 italiani su 10 la mangiano tutti i giorni.

I consumi più elevati si registrano al Sud, dove si realizza un terzo del fatturato di settore. E per quanto questo alimento campeggi sulle tavole degli italiani con grande frequenza, aggiudicandosi il titolo di vero e proprio simbolo Made in Italy, la varietà e le tradizioni regionali italiane non hanno risparmiato alla pasta una certa diversità, almeno nei formati. E di conseguenza nei condimenti.

Ecco, dunque, il giro d’Italia in 20 formati di pasta, una piccola guida alle tradizioni locali per saper mangiare bene al prossimo viaggio nel Belpaese.

Le trofie

Pasta ligure per eccellenza, il loro nome significa gnocchi mentre la loro forma è data dal peculiare carattere arricciato come il truciolo da falegname. La tradizione le vuole accostate al pesto ligure (rigorosamente fatto in casa), patate e fagiolini.

I tajarin

Questo tipo di pasta lunga è piemontese e viene preparata con ben 30 tuorli per un chilo di farina che donano a essa quel famoso colore giallo. A dispetto di quello che può sembrare, i tajarin sono una pasta molto delicata, pensata appositamente in abbinamento con il tartufo bianco, tipico della zona.

Gli chnéffléne

Pasta tipica valdostana, sono piccoli gnocchi realizzati con farina e uova poi ‘grattugiati’ con un apposito strumento direttamente nell’acqua che bolle. Originariamente venivano conditi con burro fuso e cipolla brasata, ma oggi il condimento che va per la maggiore è quello con la fonduta.

I pizzoccheri

Tpici della Valtellina, questo formato di pasta lombardo si presenta come le tagliatelle, ma più spesse e più corte. Gli ingredienti sono farina di grano saraceno, altri tipi di farina e acqua. Si condiscono tradizionalmente con patate, verze, burro fuso e formaggio (Casera o Bitto), ma sono molte le varianti nate nel tempo.

I bigoli

Una sorta di spaghetto, ma più spesso, di grano tenero e acqua in grado di trattenere il condimento: questi sono i bigoli, pasta tipica veneta che può essere fatta con farina di grano saraceno o con l’uovo. In ogni caso, vanno serviti con ragù di anatra o di oca, oppure sugo di pomodoro, o, ancora, con le acciughe.

Gli cjarsons

È una pasta tipica friulana ripiena. La loro particolarità è quella di essere farcita con ripieno in cui il dolce e il salato sono accostati insieme: dentro possiamo infatti trovare uva passa, cioccolato fondente o cacao, cannella, spinaci, erba cipollina, ricotta, marmellata, rum, grappa, prezzemolo, biscotti secchi, uova, latte. Il condimento è bene sia soft: ricotta affumicata alla base e un po’ di cannella con burro chiarificato fuso e bollente sopra.

Gli spätzle

Originari della Germania meridionale, sono un piatto tipico anche del Trentino Alto Adige. Piccoli gnocchetti a base di farina di grano tenero, uova e acqua, possono essere fatti anche nella versione con spinaci, assumendo un bel colore verde. I condimenti più comuni sono quelli con i sughi di carne, ma vanno forte anche creme di formaggio o burro fuso e aromatizzato o, ancora, panna da cucina.

I tortellini 

Sono la pasta ripiena dell’Emilia Romagna per eccellenza e vanno rigorosamente mangiati in brodo. In realtà, si contendono il territorio con i cappelletti, altra pasta ripiena servita allo stesso modo. Le differenze? I primi sono della zona dell’Emilia, i secondi della Romagna, i primi sono piccoli e ripieni di carne con una ricetta rigida e depositata presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna dalla Confraternita del Tortellino e dall’Accademia italiana della cucina. Per i cappelletti, invece, la cosa è un po’ meno formale, ma tradizionalmente chi li fa li preferisce non usare la carne, ma solo formaggio. La cosa migliore è assaggiare entrambe le preparazioni, ma occhio a non confondervi quando li ordinate!

I pici

Formato di pasta lungo tradizionale toscano, è una pasta fresca preparata rigorosamente a mano a base di farina, acqua e sale. Si adattano bene a molti sughi, ma danno il meglio di loro con quello di carne tipico toscano.

I bucatini

Tra i più strani e famosi formati di pasta ci sono i bucatini, tipici spaghetti cavi, cult della tradizione laziale, famosi nella preparazione “all’amatriciana”.

Gli strangozzi

Altro tipo di pasta lunga, fatta solo di farina e acqua (ma si può aggiungere anche l’uovo), sono gli strangozzi, tipici dell’Italia centrale e in particolar modo dell’Umbria. Di origini povere, gli strangozzi sono nati nelle cucine delle massaie che ancora oggi stendono a mano la sfoglia fino a uno spessore di 2 mm per poi tagliarla in strisce di circa 3-4 mm lunghe 30 cm che ricordano le stringhe delle scarpe. Possono essere conditi con un sugo piccante o di carne, ma sono buoni anche accompagnati dal tartufo nero tipico di quelle zone.

I maccheroncini

Il nome completo è “maccheroncini di Campofilone” ed è una pasta lunga all’uovo tipica marchigiana. Ciò che distingue i maccheroncini dagli altri formati di pasta è la sottigliezza della sfoglia e un taglio finissimo che consente di cuocerli in acqua bollente in un minuto o direttamente nel condimento. Non solo: per prepararli viene impiegato più uovo di quanto non viene fatto in altri formati di pasta. Trattengono molto il condimento, di solito sugo di carne.

I maccheroni alla chitarra 

Tipici dell’Abruzzo, questo formato di pasta lungo viene fatto con un telaio di legno di faggio (o un altro legno neutro) sul quale sono tesi dei fili d’acciaio paralleli, la chitarra. Per realizzare i maccheroni, la sfoglia va adagiata sullo strumento e premuta con il mattarello sui fili: così si ottengono spaghetti a sezione quadrata, lunghi circa 30 centimetri. Possono essere conditi in tanti modi, ma anche in questo caso quello tradizionale resta il ragù. Qui di pecora, però.

Le sagne

Pasta tipica molisana, le sagne sono ricorrenti in tutta la cucina molisana e possono essere di diversi formati: romboidali nella loro versione classica, o a listarelle piatte, o, ancora, a piccoli quadrati o rettangoli. Di solito vengono mangiate con i legumi, in particolare con i fagioli.

Gli strascinati

Tipica della Basilicata, si tratta di una pasta corta molto diffusa anche nel resto del sud Italia, che viene preparata facendo strisciare dei tocchetti di pasta sulla spianatoia con un coltello o con le dita. Il condimento perfetto? Semplicemente un sugo, oppure un ragù. Ma, anche qui vince la fantasia.

Le orecchiette

Formato pugliese per eccellenza, possono essere fresche o secche e in Puglia tradizione vuole che vengano mangiate con le cime di rapa. In realtà, però, esse sono anche molto diffuse nell’abruzzese, dove si chiamano orecchie di prete. Ci sono poi piccole modifiche famose in altre province: in zona Taranto, si chiamano chiancaredde e sono orecchiette larghe 4 cm e leggermente più piatte che di solito si mangiano con cavolo e pancetta o con sughi di carne. Nel foggiano, invece, ci sono le pestazzulle: un’orecchietta meno incavata e più piatta.

I paccheri

Pasta corta tipica campana, se non addirittura napoletana, il nome deriva da pacca, che in napoletano vuol dire schiaffo, probabilmente per lo “sciàff” che emettono quando le tuffiamo nel sugo. Ma possono essere abbinati con moltissimi condimenti essendo molto porosi e quindi trattenendo bene i condimenti.

La fregola

Pasta tipica sarda, la fregola è costituita da piccole palline di grano duro e acqua, lavorate a mano e tostate nel forno, anche detta cous cous sardo. Si può condire in tanti modi, uno dei più tradizionali è quello con le arselle.

La stroncatura

Questo formato di pasta calabrese era in origine un prodotto di recupero e veniva fatta con le crusche dello scarto della molitura. Si racconta che la farina venisse letteralmente “spazzata” da terra, cosa che per ovvi motivi igienici è stata poi proibita. Oggi, questo formato di pasta è pressoché scomparso e solo poche botteghe la vendono ancora (con tutte le norme igieniche del caso). Si tratta di una pasta scura fatta di grano duro e farina integrale trafilata al bronzo, simile alle fettuccine, molto grosse con un sapore lievemente acidulo e ruvide. Si condisce in maniera altrettanto povera:  olio, aglio, peperoncino, sarde, olive, pomodori secchi e “mollica di pane” tostata.

Le busiate 

Sono un tipo di maccheroni arricciolati fatti a mano con semola e acqua, tipici della Sicilia. La tradizione le vuole con il pesto trapanese, essendo originarie di quelle zone, e cioè basilico, mandorle e pomodoro, ma possono essere molto versatili e sposarsi bene anche con altri sughi.


Viaggio in Italia in 20 formati di pasta (e qualche ricetta)

A Natale regalate Echo! Echo Dot, Show e non solo ai migliori prezzi Amazon

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MediaWorld offre sconti fino a 400€ con l’iniziativa Sconto Subito Xmas ed Apple Days

Come risparmiare per i regali di Natale acquistando da MediaWorld.

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iMessage, ecco come risparmiare dati con l’opzione “Immagini a bassa qualità”

Scopriamo a cosa serve e come abilitare la funzione “Immagini a bassa qualità” in Messaggi.

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Facciamo il punto della situazione: ecco cosa è successo a novembre su Stadia

Un altro mese è passato e come di consueto ci ritroviamo qui per riportarvi quelle che sono state le novità che Google ha introdotto nel suo servizio di cloud gaming Stadia durante tutto il suo corso. 

A novembre la libreria Stadia Pro ha raggiunto i 40 giochi: un mix di titoli open world, giochi sportivi, avventure attraverso nuovi mondi e molto altro, a cui tutti gli abbonati possono giocare, compresi i titoli appena aggiunti come Saints Row IV: Re-Elected, Hundred Days – Winemaking Simulator e Wavetale.

Tra gli altri nuovi titoli inseriti nello store servizio citiamo anche Just Dance 2022, Rayman LegendsFarming Simulator 22.

Inoltre, quello appena passato è stato il mese che ha segnato un importante traguardo: i due anni di Stadia. Le vendite di Stadia Premiere Edition hanno aiutato i giocatori a estendere il gameplay ai loro televisori e le offerte del negozio Stadia hanno offerto successi come Far Cry 6 o FIFA 22 a un prezzo inferiore.

Dallo scorso anno sono stati inseriti nel negozio oltre 120 giochi, tra cui:

  • 10 giochi, prove e demo gratuiti per qualsiasi giocatore Stadia, come Immortals Fenyx Rising, Riders Republic e Crayta;
  • 19 titoli, tra cui HITMAN 3 e HUMANKIND, che hanno aggiunto funzionalità come State Share o Stream Connect
  • Altri prodotti esclusivamente giocabili su Stadia, come Wavetale, Hello Engineer, Outcaster e PixelJunk Raiders.

A ciò bisogna anche aggiungere l’arrivo di una nuova funzionalità. Ora infatti gli utenti possono condividere le proprie acquisizioni e stati di gioco con altri e vedere altri contenuti della community per i titoli a cui giocano.

Sintetizzando, i nuovi contenuti lanciati su Stadia a novembre sono stati:

  • Farming Simulator 22
  • Hunting Simulator 2
  • Just Dance 2022
  • Rayman Legends
  • Saints Row IV: Re-Elected
  • The Jackbox Party Pack 8
  • Wavetale

 

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Facciamo il punto della situazione: ecco cosa è successo a novembre su Stadia

Ora è più facile controllare se ci sono aggiornamenti del Play Store: ecco come

Google ha appena introdotto un’interessante novità sul fronte del Play Store, il suo popolare store delle app, centrata sul tema degli aggiornamenti.

Stavolta la novità non riguarda gli aggiornamenti dei milioni di app che troviamo sul Play Store ma gli aggiornamenti del Play Store stesso. Sappiamo che questi solitamente vengono introdotti via server, ma con la nuova opzione che ha integrato Google nelle impostazioni dello store sarà più semplice verificarli. La nuova opzione per verificare se ci sono aggiornamenti del Play Store sarà nella sezione Informazioni delle impostazioni dell’app.

Lo screenshot che vedete in galleria riassume esattamente la nuova opzione implementata da Google nelle impostazioni del Play Store.

La novità è stata avvistata da qualche possessore di Pixel 6, ma anche da altri che hanno un dispositivo con Android 10. Come al solito, ci aspettiamo che il rollout stia avvenendo via server. Fateci sapere se avete già ricevuto la novità sul vostro Play Store.

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La One UI 4 è perfetta per il multitasking

Samsung ha intergrato sui propri dispositivi delle funzionalità multitasking da ormai diversi anni: il sistema operativo dell’azienda coreana permette di eseguire più app in split-screen e inoltre offre la possibilità di creare finestre flottanti contenenti applicazioni, funzione decisamente molto utile sui recenti Galaxy Fold o sui tablet.

Purtroppo non tutte le app riescono ad essere eseguite in split-sceen: tra gli esempi più famosi c’è sicuramente Instagram, che dev’essere eseguita a schermo interno anche su device molto grandi. Grazie a Good Lock, l’app di Samsung che permette di sbloccare “impostazioni extra”, era possibile forzare lo spilt-screen per tutte le app, ma con la One UI 4 questa impostazione è accessibile direttamente, senza dunque installare software extra.

Per forzare lo split-screen su smartphone con a bordo la One UI 4 è necessario recarsi in Impostazioni > Funzioni avanzate, poi nella sezione Labs e infine bisogna attivare l’opzione Multi finestra per tutte le app. Samsung comunque informa gli utenti che alcune app potrebbero non funzionare a dovere in split-screen, ma vale comunque la pena tentare.

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La One UI 4 è perfetta per il multitasking

Due dirigenti Apple parlano dei cinturini Apple Watch: design, compatibilità e tanto altro

Evans Hankey e Stan Ng di Apple hanno parlato dei cinturini Apple Watch svelando diverse curiosità.

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Due dirigenti Apple parlano dei cinturini Apple Watch: design, compatibilità e tanto altro

WhatsApp Beta si prepara al lancio di una delle sue novità più interessanti

Arriva un nuovo aggiornamento per la versione Beta di WhatsApp per Android, con altri interessati dettagli su una delle novità più attese per la piattaforma di messaggistica.

Stiamo parlando ovviamente delle Reaction ai messaggi, una funzionalità che abbiamo visto in anteprima diverse settimane ma che è ancora in fase di sviluppo. WABetaInfo ha effettuato il teardown del più recente apk dell’app scovando altri dettagli sul funzionamento delle reazioni: come vedete dallo screenshot in galleria, le informazioni sulle reazioni a un singolo messaggio saranno raccolte in due tab differenti.

Il primo tab raccoglierà le informazioni generali sulle reazioni ricevute dal singolo messaggio, mentre il secondo raccoglierà solo quelle inviate dall’utente specifico che le consulta. Tramite la stessa interfaccia sarà anche possibile rimuovere la reazione inviata.

Quanto appena visto è ovviamente coerente con quanto trapelato la scorsa settimana. Segno che ormai lo sviluppo è quasi ultimato. Torneremo ad aggiornarvi appena le Reaction di WhatsApp verranno distribuite per tutti.

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WhatsApp Beta si prepara al lancio di una delle sue novità più interessanti