Gundam diventa un film live action su Netflix: il regista sarà Jordan Vogt-Roberts

Tutti gli appassionati di robot giganti giapponesi saranno sicuramente felici di sapere che Gundam, il franchise creato da Yoshiyuki Tomino e Hajime Yatate, sarà anche un film live action, prodotto da Netflix.

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Il colosso dello streaming ha pubblicato la notizia sui suoi canali social: la regia del film, dal titolo provvisorio GUNDAM, è affidata a Jordan Vogt-Roberts, che già aveva diretto Kong: Skull Island ed è quindi abituato a dover lavorare con “personaggi giganti”, mentre la sceneggiatura è affidata a Brian K. Vaughan.

Purtroppo i dettagli sulla pellicola terminano qui: il cast è ancora sconosciuto e ovviamente non è disponibile una data d’uscita. GUNDAM sarà distribuito da Netflix in tutto il mondo ad eccezione della Cina, in cui la distribuzione del film sarà affidata a Legendary.

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Gundam diventa un film live action su Netflix: il regista sarà Jordan Vogt-Roberts

Non potete spendere 700 dollari meglio di così! (foto e video)

Hasbro, assieme a Robosen Robotics, ha creato il Transformer che tutti avremmo voluto da piccoli: un Optimus Prime (Commander, per i fan italiani) che si trasforma da solo, programmabile, e controllabile via smartphone (Android ed iOS). Non esattamente possibile 30 anni fa, ma adesso realtà per coloro che abbiano 699,99$ da investire nella collector’s edition disponibile sul sito Hasbro. Ed a quanto pare sono stati in tanti a farlo, perché l’avveniristico giocattolo è già esaurito, almeno per adesso.

Optimus Prime Auto-Converting Programmable Advanced Robot, questo il lungo nome completo, è anche in grado di camminare sulle sue gambe quando in forma di robot, e di correre in modalità camion, è programmabile e può essere controllato anche tramite comandi vocali

E questo è appena l’inizio: visto il successo di questo primo modello, non possiamo affatto escludere che non arrivino anche altri Autobot/Decepticon (Autorobot/Distructor, sempre per i fan della vecchia serie italiana). Intanto gustatevi il rinato Optimus Prime in azione.

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Non potete spendere 700 dollari meglio di così! (foto e video)

Samsung ha iniziato lo sviluppo del firmware di Galaxy Z Fold 3

Sappiamo che Samsung è al lavoro sul Galaxy Z Fold 3, uno degli smartphone più attesi dell’anno, che dovrebbe debuttare sul mercato durante la seconda metà di quest’anno. Questo potrebbe essere il primo pieghevole di Samsung ad avere anche il supporto alla tanto amata S-Pen. Secondo le ultime notizie, l’azienda sudcoreana sarebbe attualmente al lavoro sul firmware del dispositivo.

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Il nuovo membro della famiglia Galaxy Z Fold, che sarà identificato dal numero di modello SM-F926, avrà preinstallato  Android 11 assieme all’interfaccia personalizzata One UI 3.5. Il fatto che Samsung abbia già iniziato a lavorare sul firmware del Galaxy Z Fold 3 dà al produttore il tempo per apportare eventuali modifiche, se necessario, prima che il telefono venga presentato.

Secondo queste indicazioni, si può presupporre che Samsung abbia in previsione il lancio di questo foldable tra agosto e settembre 2021, accompagnato dal Galaxy Z Flip 2 con apertura a conchiglia.

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Samsung ha iniziato lo sviluppo del firmware di Galaxy Z Fold 3

Sarà Galaxy M42 il primo smartphone 5G della serie Galaxy M di Samsung?

Secondo le voci circolanti, Samsung sarebbe in procinto di lanciare il Galaxy M42 sul mercato indiano. Di questo smartphone, che dovrebbe arrivare già durante il mese di aprile, si conoscono alcune delle presunte caratteristiche che possiederà.

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Secondo l’utente Twitter Mukul Sharma, il Samsung Galaxy M42 sarà il primo smartphone della serie Galaxy M dotato di supporto alla rete 5G. Si era già detto in precedenza che il dispositivo sarebbe stato dotato di un SoC Qualcomm Snapdragon 750G per la connettività 5G. In vista del lancio, è inoltre emerso online un video teaser che afferma che il Galaxy M42 5G sarà lo smartphone più veloce nella sua fascia di prezzo.

Lo smartphone era precedentemente stato avvistato su Geekbench, nascosto dietro al numero di modello SM-M426B. Oltre al già citato Snapdragon 750G SoC, saranno presenti anche una GPU Adreno 619 e 4GB di RAM. Ad alimentare il tutto troviamo una batteria da 6000mAh, mentre il sistema operativo preinstallato sarà ovviamente Android 11 con l’interfaccia utente One UI 3.0.

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Sarà Galaxy M42 il primo smartphone 5G della serie Galaxy M di Samsung?

Game Of Thrones, il gioco da tavolo arriva anche su iPhone e iPad

Per i nostalgici dell’amatissima serie TV Game Of Thrones arriva su App Store il nuovo board game, per divertirvi in compagnia insieme ai vostri amici.In questo gioco di strategia a turni basato sulla serie di romanzi di G.R.R Martin potrete rivivere le guerre e gli intrighi del Continente Occidentale guidando una delle 6 grandi Case. […]

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Game Of Thrones, il gioco da tavolo arriva anche su iPhone e iPad

A che serve filtrare a freddo la birra

AGI – La filtrazione a freddo è un metodo che è già una tendenza, utilizzato anche per la spremitura dell’olio, l’estrazione dei succhi di frutta o le cold brew nel mondo del caffè. Il processo di filtrazione a freddo avviene alla fine di quello di maturazione della birra ed insieme servono ad eliminare per precipitazione e filtrazione, alcune sostanze ed il lievito rimasto in sospensione rendendo la birra quindi, quindi, più ‘’pulita”. Più la temperatura è bassa più questo processo è efficace. Nel caso della Birra Moretti Filtrata a Freddo questo processo avviene ad una temperatura di -1°C aiutando così ad ottenere una notevole pulizia organolettica.

Birra Moretti ha appena immesso sul mercato una lager dal moderato tasso alcolico (4,3%) derivata da un processo di filtrazione a freddo, grazie al quale la birra viene portata fino a -1 prima di passare il filtro, per esaltarne al meglio le caratteristiche. La temperatura è un agente importante, responsabile della “pulizia” della birra sia nella fase di maturazione che di filtrazione.

Il design è diverso rispetto alle altre birre della casa: una bottiglia di vetro trasparente con un formato inedito: 55 cl per la grande distribuzione e 30 cl per ristoranti, hotel e bar.

La ricetta della nuova  Moretti filtrata a freddo prevede l’utilizzo di due luppoli differenti. Da una parte un luppolo, aggiunto ad inizio bollitura per regalare a questa birra un’amarezza delicata e dall’altra, un luppolo ricco di oli essenziali, inserito a fine bollitura per donare una profumazione particolarmente floreale.

Si presenta con un colore brillante, luminoso dalla tonalità paglierina. È una birra che al naso ha una grande aromaticità e freschezza, nella quale si percepiscono eleganti note erbacee e di fiori bianchi. Al palato è morbida e piena, con una delicata nota amara che dona equilibrio e profondità gustativa. Ha una grande facilità di bevuta, pur mantenendo struttura e corposità date da uno speciale processo appositamente creato per ottenere una ricchezza gustativa.

Crea una buona armonia con piatti dai gusti bilanciati e delicati. Ideale quindi da abbinare con paste con sughi bianchi a base di pesce e verdure (ad esempio, la classica zucchine e gamberetti), insalate mediterranee (con pollo, uova, tonno, ecc.), focacce con formaggi a pasta morbida, quindi piatti che siano saporiti ma non particolarmente intensi. Ha una buona frizzantezza e cremosità, che permette di sgrassare, con una struttura e un equilibrio che non mascherano il piatto. Quanto ai dolci, si abbina bene ad esempio con la crostata di frutta.

Birra Moretti ha deciso di far produrre, ad hoc, un vetro flint, acromatico e trasparente, appositamente trattato. In questo modo si garantisce una protezione dai raggi UV equivalente a quella di un vetro verde ma, essendo la bottiglia trasparente, permette di ammirare da subito il prodotto, preservandone comunque la stabilità. Senza opportuni trattamenti, il vetro non è adatto a proteggere la birra da uno dei suoi nemici principali, la luce: quando i raggi UV colpiscono la bevanda innescano una reazione nelle molecole presenti nella birra alterandone l’aroma.


A che serve filtrare a freddo la birra

Android Auto: ecco il toggle per la modalità notte (finalmente!)

Sin dal suo debutto, Android Auto è in grado di controllare lo stato di accensione dei fari del veicolo in modo tale da impostare la modalità giorno o notte per le app di navigazione a seconda se i fari sono spenti o accesi. Di fatto, uno dei requisiti per la certificazione di un’automobile al protocollo di connessione di Android Auto è il controllo di alcuni parametri della vettura, e tra questi vi è proprio lo stato dell’illuminazione esterna del veicolo.

Una funzione molto basilare e abbastanza scontata per la maggior parte degli utenti ma che, purtroppo, nel corso del tempo ha creato alcuni grattacapi. Il primo problema di questa funzionalità è sorto in concomitanza con l’uscita di Android 10: a partire da questa versione del sistema operativo è infatti stata integrata la modalità scura di sistema, ma tale modalità non è andata d’amore e d’accordo con Android Auto, o meglio, ci è andata troppo d’amore e d’accordo poiché la modalità chiara o scura di Android Auto era perfettamente concorde con la modalità chiara o scura di Android.

Questo comportamento faceva sì, ad esempio, che un uso di Android Auto in pieno giorno facesse disattivare la modalità scura sullo schermo del telefono. O ancora, provare a cambiare il tema da chiaro a scuro dalle impostazioni del telefono aveva una ripercussione anche su Android Auto. Certo, non rappresentava un vero e proprio problema (visto che il telefono, teoricamente, dovrebbe non essere usato) ma era un fastidio per chi è abituato ad avere lo smartphone in modalità chiara o scura e lo ritrovava in maniera diversa dal “normale” durante l’uso di Android Auto.

Tuttavia questa accordanza tra tema sul telefono e tema su Android Auto era una vera e propria manna dal cielo per gli utenti di autoradio aftermarket. Spesso nel montaggio di quest’ultime capita di non effettuare un cablaggio perfetto lasciando il sensore dello stato delle luci scollegato e un veloce trucco per avere le mappe in modalità giorno o notte era quello di programmare la modalità scura di sistema in base all’orario, o semplicemente attivarla manualmente e il gioco era fatto. Ma Google dal suo canto ha ritenuto opportuno rendere il tema di Android Auto indipendente dal tema impostato sul telefono e lo stratagemma che prima funzionava senza problemi, a partire da Dicembre 2020, non ha più effetto, costringendo di fatto all’uso della modalità giorno per l’intera durata della sessione.

Ci sono due ironie in tutto questo racconto: la prima è che, a partire da Android 10, Android Auto è diventata un’app di sistema; la seconda è che ci sarebbe un’opzione nelle opzioni sviluppatore dell’app, ma da quando le due modalità sono indipendenti tra loro, nella pratica non funziona più. O meglio: è possibile solo forzare una modalità tra giorno o notte, perennemente.

La buona notizia è che a partire da Android Auto 6.3, è stata finalmente creata un’impostazione ad hoc per il cambio della modalità delle mappe. C’è voluto del tempo, decisamente troppo, ma grazie a questa funzione sarà finalmente possibile controllare quando Android Auto deve andare in modalità chiara o scura direttamente dallo schermo dell’automobile e senza il bisogno di riavvio dell’app. Questa funzione non si ottiene semplicemente aggiornando l’app ma è un’attivazione che avverrà via server e noi l’abbiamo attivata in modalità manuale e portata in anteprima esclsuiva a voi. Non ci è dato sapere quando (e se) arriverà in maniera globale ma siamo senz’altro contenti di vederla in azione (screenshot in galleria).

E voi rientrate tra le persone che hanno avuto problemi con la modalità giorno/notte di Android Auto? Aspettavate questa funzione? Fatecelo sapere nei commenti e nel nostro gruppo Facebook Android Auto Italia.

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Android Auto: ecco il toggle per la modalità notte (finalmente!)

Apple rifiuta di testimoniare all’udienza del Senato USA sugli app store

Dopo il rifiuto di partecipare ad un’udienza del Senato USA, arriva per Apple la richiesta ufficiale indirizzata direttamente a Tim Cook.

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Apple rifiuta di testimoniare all’udienza del Senato USA sugli app store