11 migliori smartwatch economici: Huawei Watch Fit e Mi Band 7 da non perdere

Il miglior smartwatch economico è quello che più si adatta alle vostre esigenze, ed è anche quello che vi rende fiero del vostro acquisto. Non è facile scegliere e, nel contempo, rimanere sotto i 100€. Ce ne sono molti su Amazon Italia, buona parte dei quali risultano invitanti per i loro prezzi bassi, ma bisogna stare attenti a vari fattori. Guarda caso, la nostra attenta selezione vi guiderà nei meandri del vasto mondo degli orologi intelligenti a costi contenuti: abbiamo scelto per voi i 10 smartwatch più interessanti tra quelli a meno di 100€ in questo momento, dunque andiamo subito a vedere cosa conviene comprare, ma non prima di avervi informato che c’è anche la nostra guida dei migliori auricolari Bluetooth sotto i 50€ tra quelli in commercio.

Nella lista in calce vi aspettano tutti i migliori smartwatch a meno di 100€ oggi disponibili su Amazon. Per acquistare quello che desiderate basta cliccare sul pulsante dedicato nel box in basso. Se volete affacciarvi al mondo degli orologi intelligenti senza spendere troppo, optate per Amazfit GTS, oppure posate gli occhi direttamente sulla famosa Xiaomi Mi Smart Band 6 (o sulla nuova versione 7) o sulla bellissima Huawei Watch Fit, sempre che non vi dispiaccia indossare una smartband. Fate solo attenzione alle modalità di attivazione dello sconto: alcune offerte si attivano al check-out o richiedono di spuntare la casella “COUPON” presente sulla pagina del relativo prodotto.

A seguire vi lasciamo anche i pulsanti per iscrivervi al nostro canale Telegram delle offerte e quello per andare sulla pagina dei migliori sconti di Amazon.

Canale Telegram Offerte

Offerte Amazon

A differenza di molti smartwatch estremamente economici presenti su Amazon dalle marche poco note, questi segnalati nella nostra selezione vantano funzioni complete e vi consentono di vivere l’esperienza degli orologi intelligenti senza troppi compromessi. Valutate con calma le varie caratteristiche in base alle vostre esigenze, ma prima di tutto fatevi una domanda: l’orologio deve piacervi, quindi selezionate uno che vi piace davvero, perché diventerà il vostro compagno d’avventure!

Ovviamente, i più costosi vantano dei sensori più precisi soprattutto per il tracciamento del battito cardiaco e delle attività sportive, ma anche sui più economici si sono fatti enormi passi in avanti rispetto alle precedenti generazioni. Ultimo consiglio: nonostante questi siano compatibili con tutti i dispositivi Android, vale la pena comprare uno che sia della stessa famiglia del vostro smartphone per una migliore integrazione con l’ecosistema.

L’articolo 11 migliori smartwatch economici: Huawei Watch Fit e Mi Band 7 da non perdere sembra essere il primo su Mobileworld.


11 migliori smartwatch economici: Huawei Watch Fit e Mi Band 7 da non perdere

Prolife Sterilized Sensible Gatti Adulti Quaglia e Patate 7 kg


Fornitore: PROLIFE CAT DRY
Tipo:
Prezzo: 52.53

Prolife Sterilized Sensible Gatti Adulti Quaglia e Patate 7 kg

Alimento secco per gatti adulti ricco in carne fresca senza cereali Alltech® Nutrigenomic System Cats

Marca: Prolife

Linea: Sterilized Sensible

Codice: 8015579035973

Bioplex®nutriente essenziale per pelle pelo e ossa supporta la formazione della cartilagine
Economase® nutriente a sostegno del funzionamento del sistema immunitario e protettivo dei tessuti

  • NUPRO® riequilibra e rinforza le difese immunitarie dell’intestino
  • Bio-Mos®protegge e rinforza le funzioni dell’apparato digerente
  • Actigen®favorisce il mantenimento ottimale delle funzioni intestinali
  • Per gatti sensibili e/o sterilizzati


Prolife Sterilized Sensible Gatti Adulti Quaglia e Patate 7 kg

Anche Apple si è lanciata nella corsa al Metaverso

AGI – Era il grande atteso della Worldwide Developers Conference, la conferenza annuale degli sviluppatori di Apple, ma con l’avvicinarsi dell’appuntamento erano diventate sempre più basse le probabilità che il visore di Cupertino venisse lanciato in quell’occasione. Ora, secondo le previsioni dell’analista Ming-Chi Kuo, la data da segnare sul calendario potrebbe essere gennaio 2023: da quel momento anche Apple potrebbe essere in corsa per il Metaverso

Dopo gli annunci di Facebook, Cupertino sembra stringere i tempi per definire gli strumenti di accesso a quello che molti considerano il futuro di Internet. La scorsa settimana, poi il CEO di Apple Tim Cook ha quasi confermato l’esistenza del device quando ha detto agli intervistatori del China Daily di “rimanere sintonizzati e vedrete cosa abbiamo da offrire” nel settore della realtà mista.

Cook aveva parlato di Realtà Aumentata decine di volte durante il suo incarico di CEO di Apple e si è spinto fino a dire di essere il fan “numero uno” della tecnologia. Ha anche convenuto che l’AR è una “parte di fondamentale importanza per il futuro di Apple”. 

Secondo Ming-Chi Kuo, sempre ben informato sui movimenti non ufficiali della compagnia della mela morsicata, i visori di Apple saranno un “punto di svolta” per il mercato della realtà aumentata e virtuale e il visore “offrirà un’esperienza virtuale completa, compresa una modalità trasparente” per non staccare l’attenzione dall’ambiente circostante.

Kuo ha sottolineato che Apple sta stringendo partnership con studi cinematografici per la realizzazione di contenuti pensati proprio per questi Device. In particolare, l’analista pensa che i rivali gareggeranno per imitare l’ecosistema di Cupertino, una volta che si sarà lanciato sul mercato, “portando l’industria dell’hardware a una fase di rapida crescita”. 

L’accessorio dovrebbe essere caratterizzato da un design leggero, due display micro Oled 4K, 15 moduli ottici, due processori, connettività Wi-Fi 6E, rilevamento degli occhi, degli oggetti e controllo dei gesti e delle mani. Il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 3.000 dollari. Mark Gurman sulla sua newsletter per Bloomberg ha scritto che il dispositivo potrebbe essere spinto dal nuovo processore M2.

 


Anche Apple si è lanciata nella corsa al Metaverso

Samsung Galaxy XCover6 Pro ufficiale: torna il rugged con batteria removibile

Samsung ha appena annunciato il suo nuovo smartphone “rugged”, il Galaxy XCover6 Pro, successore di XCover 5 che ha da poco ricevuto l’aggiornamento ad Android 12

Il nuovo telefono, dedicato a chi vive e lavora all’aria aperta, era nell’aria già da qualche tempo e ora finalmente il gigante sudcoreano lo ha ufficializzato. Andiamo a scoprire le sue caratteristiche, che ovviamente saranno votate alla resistenza fisica e alla massima connettività.

Segui AndroidWorld su News

  • Schermo: 6,6″ LCD FHD+ 1080×2408, Corning Gorilla Glass Victus+ 120 Hz
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 778G
  • RAM: 6GB
  • Archiviazione: 128GB espandibile fino a 1TB tramite micro SD
  • Reti: Hybrid Dual SIM (nano + nano / microSD)
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 50MP, f/1,8, AF, video fino UHD 4K @30fps
    • ultra grandangolare: 8 megapixel, f/2.2
  • Fotocamera anteriore: 13MP, f/2,2, FF
  • Sicurezza: facciale, sensore impronte laterale, Samsung Knox
  • Audio: 2x mic, Dolby Atmos
  • Altro: tasto programmabile laterale, certificazione IP68 e dello standard MIL-STD-810H
  • supporto a Samsung DeX: 
  • Pagamenti digitali: Samsung Pay
  • dual SIM: sì, triplo slot (SIM 1 + SIM 2 + microSD)
  • Connettività: dual SIM con triplo slot (SIM 1 + SIM 2 + microSD), 5G, WiFi 6E, Bluetooth 5.2, NFC, USB-C, GPS, Glonass, Beidou, Galileo, QZSS
  • Dimensioni: 168,8×79,9×9,9mm
  • Peso: 235 grammi
  • Batteria: 4.050 mAh removibile, ricarica 15W

Come si può vedere, il nuovo Galaxy XCover6 Pro presenta un notevole miglioramento rispetto al Galaxy XCover 5 in tutti i sensi, schermo, processore, memoria, batteria (che resta removibile, per fortuna). Inoltre il telefono può funzionare anche con i guanti, ha un tasto programmabile e lo schermo come si è visto ha un refresh che arriva fino a 120 Hz.

Il telefono sarà disponibile nel colore nero anche in Italia a partire da metà luglio al prezzo di listino di 629€.

L’articolo Samsung Galaxy XCover6 Pro ufficiale: torna il rugged con batteria removibile sembra essere il primo su Androidworld.


Samsung Galaxy XCover6 Pro ufficiale: torna il rugged con batteria removibile

La trasformazione di Huawei da produttore di smartphone a creatore di un ecosistema

AGI – Sarebbe interessante scoprire come sarebbe oggi il mondo della tecnologia di consumo se il 20 maggio del 2019 la Casa Bianca guidata da Trump non avesse messo fuori gioco con una mossa a sorpresa Huawei, uno dei protagonisti assoluti della scena, la cui crescita sembrava ormai inarrestabile.

Sarebbe interessante anche sapere cosa si dissero l’ad di Apple Tim Cook e lo stesso Trump in un incontro del 7 marzo di quell’anno – quello in cui, durante la conferenza stampa conclusiva il presidente Usa fece la storica gaffe in cui lo chiamava ‘Tim Apple’.

E sarebbe interessante sapere se durante quel colloquio i due parlarono della quota di mercato globale di Huawei che aveva raggiunto Apple al 12% o di quella in Europa, dove il colosso cinese aveva compiuto il sorpasso di un punto percentuale: 18 contro 17.

Ma oggi che il confronto tra Usa e Cina si è esteso ben oltre gli smartphone e il 5G, sarebbe pura accademia. Lo scenario del mercato non è poi così cambiato: lo spazio occupato un tempo da Huawei è stato in parte conquistato da Apple (mission accomplished, direbbe qualcuno) e per il resto parcellizzato tra altri brand cinesi come Xiaomi, Oppo, realme, vivo e OnePlus.

E cosa ne è stato di Huawei? Non ha smesso di produrre smartphone – che ancora oggi, come dimostra il P50 appena presentato – eccellono in tecnologia e innovazione, ma ha di fatto smesso di venderli in Europa e ovunque si faccia ancora totale affidamento sui Google Mobile Service (GMS) praticamente indispensabili per chiunque voglia usare app con, ad esempio, la geolocalizzazione.

Ci sono i modi per bypassare questa mancanza e continuare a usare social network e altre app teoricamente inaccessibili anche su uno smartphone Huawei senza GMS, ma bisogna guardare in faccia la realtà e riconoscere che a nessuno verrebbe in mente di caricarsi questa noia su un telefono per il quale ha speso mille euro.

Eppure sbaglia che pensa che Huawei sia uscita completamente dal mercato. E lo dimostra il successo degli smartwatch o dei computer portatili che la casa cinese continua a mettere sul mercato dove sono concorrenti di brand blasonati come Dell e (al netto dei sistemi operativi) Apple.

Quello su cui punta ora è la creazione di un ecosistema – parola che definisce la nuova frontiera di qualunque brand tecnologico – in cui a dominare non siano i device ma il sistema operativo. Quell’HarmonyOs che Huawei ha sviluppato per rendersi indipendente da Android (e quindi Google) e che vuole portare a essere protagonista di quell’Internet delle Cose (IoT) che è legato a doppio filo allo sviluppo del 5G.

Dei piani di Huawei e di cosa è successo negli ultimi tre anni abbiamo parlato con Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Huawei Consumer Business Group Italia.

Cosa ha fatto Huawei in questi anni?

A dispetto di quanto il mercato può pensare, non abbiamo smesso di fare telefoni. Continuiamo a sviluppare prodotti nuovi, investiamo in ricerca e sviluppo e nei prodotti nuovi ma è chiaro che da quando c’è stato il ban americano è iniziato un percorso di cambiamento che ci ha fatto passare dall’essere da azienda produttrice di smartphone ad azienda produttrice di un ecosistema.

Non siete certo i primi a farlo

Se si guarda ad altri player del mercato, è vero ma nella fattispecie abbiamo fatto qualcosa di più: abbiamo creato AppGallery (lo store di applicazioni proprietario su cui ha investito moltissimo, ndr) e HarmonyOs. Quando dico che siamo un’azienda produttrice di ecosistema non mi riferisco al mero device, ma ai pc, ai wearable, agli auricolari, ai monitor e stanno arrivando le stampanti. Non è solo una questione di device, ma di servizi. AppGallery è una piattaforma che si pone come terzo polo rispetto a quello di Android e iOs e con HarmonyOs, abbiamo voluto creare un sistema operativo aperto non solo per i prodotti di Huawei, ma per l’industria.

Volete fare concorrenza ad Android?

Le premesse sono diverse: il nostro non è un sistema operativo che deve essere per forza legato alla telefonia, ma che, non avendo necessita di attaccarsi ai cloud, può essere usato dagli elettrodomestici senza che in mezzo ci sia uno smartphone a fare da hub. Un bel vantaggio anche in termini di privacy e riservatezza delle informazioni che non devono necessariamente uscire dal sistema domestico. La nostra priorità è posizionare Huawei come una ecosystem company, con un ecosistema di servizi e dispositivi connessi all’interno di cinque scenari specifici – Smart Office, Smart Home, Entertainment, Smart Travel e Sports and Health – in risposta alle esigenze di mercato e ai desideri dei consumatori.

Con che risultati?

Al 28 aprile 2021, HarmonyOS era stato implementato su oltre 240 milioni di dispositivi Huawei, rendendolo il sistema operativo per dispositivi mobili in più rapida crescita al mondo. Oltre 2.000 fornitori hanno aderito ad HarmonyOS Connect, con oltre 150 milioni di dispositivi HarmonyOS Connect spediti. Alla fine del 2021 più di 33.000 servizi erano in esecuzione sui dispositivi HarmonyOS.

Come sta andando AppGallery?

Abbiamo messo in piedi una piattaforma che non è solo un contenitore di app, ma vende servizi come il gaming, il cloud, servizi video e musicali. Fatte salve alcune app, oggi possiamo dire all’utente finale che possiamo soddisfare al meglio le sue esigenze. Il 70% delle lamentele riguardava la mancanza di app bancarie e su tutte Banca Intesa e di Unicredit, che ora sono a bordo.

E in termini di utenti?

Siamo molto soddisfatti anche dell’evoluzione degli HMS (Huawei Mobile Services) e di AppGallery in questi soli due anni che si inserisce perfettamente in questa visione di ecosistema che possa rendere la vita delle persone veramente connessa. Solo in Italia abbiamo oltre 6,3 milioni di utenti attivi mensili, +38 milioni di nuovi download (+25%), e integrato 12.000 app in 18 categorie tra cui banking, app di servizi, giochi e intrattenimento, shopping, strumenti di navigazione e trasporto, notizie, social media. Abbiamo un dipartimento che propone AppGallery come un normalissimo canale social sul quale le aziende possono fare pubblicità e lo proponiamo alle agenzie.

Chi manca ancora all’appello in AppGallery? Quale servizio sentite che vi manca più di altri?

La verità? Poste Italiane. Ci piacerebbe averli a bordo nel più breve tempo possibile perché offre un ampio ventaglio di servizi agli utenti finali. È una app che fa moltissime cose ed è un passo verso la digitalizzazione dei servizi. Stiamo collaborando con loro, ma ci sono delle resistenze che speriamo di superare presto.

A che punto è il 5G in Italia?

È molto lento per diversi motivi: le infrastrutture innanzitutto e poi perché è molto costoso. Così il risultato è un rimpallo tra chi dovrebbe offrire i servizi e chi dovrebbe fare le infrastrutture: i primi non lo sviluppano se non ci sono le seconde e i secondi non vogliono investire senza una chiara visione sulle opportunità dei servizi. Non è sufficiente pensare che serva a scaricare un film in altissima risoluzione in pochi secondi: il vero 5G è rivolto all’utente finale, ma è un prodotto che deve servire all’industria. Anche per questo ci stiamo concentrando su un sistema operativo per l’auto intelligente – che funzionerà con il 5G – e su batterie che si carichino velocemente: un settore in cui abbiamo un’esperienza importante sviluppata proprio con gli smartphone.


La trasformazione di Huawei da produttore di smartphone a creatore di un ecosistema

Nuovo Amazon Fire 7 disponibile da oggi: più potenza, più autonomia, USB-C, e solito prezzaccio

Amazon lancia oggi il nuovo tablet Fire 7 2022, che migliora sotto diversi aspetti, senza dimenticarsi di quello più importante: il prezzo (a questo proposito, date un’occhiata alla nostra guida sui migliori tablet). Ecco le sue caratteristiche salienti.

  • Schermo IPS da 7” touch 1.024 x 600 pixel (171 ppi)
  • Prestazioni aumentate del 30%, grazie al nuovo processore MediaTek MT8168V/B quad-core a 2 GHz e memoria RAM raddoppiata (ora sono 2 GB).
  • 16/32 GB di archiviazione espandibile con microSD
  • Autonomia aumentata del 40%: fino a 10 ore di lettura, navigazione, video e altro.
  • Ricarica (finalmente!) tramite USB-C (l’alimentatore incluso è da soli 5W).
  • Secondo i drop test di Amazon, il tablet è il doppio più robusto di iPad Mini (2021).
  • Supporto per i principali servizi di streaming (Disney+, Netflix, Prime Video ecc.) e per le più popolari app (TikTok, Zoom, Facebook, Instagram ecc.).
  • Kindle Content: milioni di ebook disponibili dal Kindle Store e 3 mesi di prova di Kindle Unlimited.
  • Fotocamera frontale e posteriore da 2 MP, con cattura video a 720p.
  • Dimensioni: 180,68 x 117,59 x 9,67 mm
  • Peso: 282 grammi

Al di là dei proclami di Amazon però, chiariamo che il Fire 7 rimane un tablet molto basilare: ok per navigare un po’, vedere film, leggere libri, o per entrare nell’ecosistema Amazon (Alexa), ma proprio il già citato iPad è un’altra cosa, anche nella sua forma più basilare.

C’è un occhio di riguardo anche all’ambiente: il tablet presenta la certificazione “Reducing CO2” di Carbon Trust. Il 35% delle sue plastiche sono riciclate post-consumo, e il 95% dell’imbasllaggio è realizzato con fibra di legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile o da fonti riciclabili.

Amazon Fire 7 2022 è disponibile da oggi 29 giugno su Amazon Italia a 79,99€ nella versione da 16 GB con pubblicità e 94,99€ per quella senza pubblicità. Passando a 32 GB i prezzi salgono ad 89,99 e 104,99 euro rispettivamente. La sola colorazione disponibile è nera. In compenso potete abbinare le custodie nelle colorazioni blu, rosso e viola vendute a 29,99€.

L’articolo Nuovo Amazon Fire 7 disponibile da oggi: più potenza, più autonomia, USB-C, e solito prezzaccio sembra essere il primo su Androidworld.


Nuovo Amazon Fire 7 disponibile da oggi: più potenza, più autonomia, USB-C, e solito prezzaccio