Google prolunga l’accesso gratuito ad alcune funzioni enterprise di Google Meet

In conformità con quanto dichiarato nell’annuncio ufficiale di ieri, Google ha deciso di estendere l’accesso gratuito ad alcune funzionalità avanzate del suo servizio Google Meet, prolungando ulteriormente il termine dell’offerta dalla data 1 luglio al 30 settembre.

Conscia del fatto che le videochiamate stanno svolgendo un ruolo fondamentale non solo nell’ambito lavorativo, ma anche in quello scolastico/educativo, Google permette il libero accesso ai meeting tramite piattaforma Meet, che supporta fino a 250 partecipanti (il numero cresce vertiginosamente fino a 100.000 spettatori in caso di dirette streaming unilaterali). Queste funzioni, normalmente esclusive degli utenti G Suite Enterprise, di norma costerebbero 25$ al mese.

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I risultati e la crescita di servizi del genere è facilmente immaginabile: Google Meet cresce costantemente al ritmo di 2 milioni di utenti nuovi al giorno, per un totale di un carico di utilizzo giornaliero 25 volte superiore rispetto a quello registrato nel mese di gennaio, quando ancora la situazione virus non era così dilagante. Discorso analogo per i servizi rivali come Zoom (+190 milioni di utenti rispetto a dicembre) e Microsoft Teams (+12 milioni in una settimana).

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Siete pronti per il nuovo Happy Friday? Potete scegliere tra quattro abbonamenti gratuiti a riviste digitali (foto)

La settimana volge al termine e siamo di nuovo a venerdì, dunque torna il consueto appuntamento con Happy Friday per i clienti Vodafone iscritti al programma di fidelizzazione Vodafone Happy.

Per l’Happy Friday di oggi, quello del 10 aprile, Vodafone propone ai suoi clienti un abbonamento gratuito a una delle quattro alternative che trovate di seguito:

  • 1 anno di abbonamento all’edizione digitale di Cosmopolitan.
  • 6 mesi di abbonamento all’edizione digitale di Elle.
  • 6 mesi di abbonamento all’edizione digitale di Gente.
  • 1 anno di abbonamento all’edizione digitale di Marie Claire.

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Il coupon per il riscatto dell’abbonamento gratuito può essere selezionato entro la mezzanotte di oggi, 10 aprile, e usato entro il prossimo 30 aprile mediante la sezione dedicata nell’app per dispositivi mobili MyVodafone.

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Disney+ può festeggiare: superati i 50 milioni di abbonati!

Disney+ ha quasi raddoppiato il numero di abbonati rispetto all’ultimo annuncio avvenuto circa due mesi fa, passando dai 28 milioni di allora ai 50 milioni di oggi.

Nel mezzo, c’è stato il lancio internazionale in varie parti del mondo, tra cui UK, Europa (Italia compresa) ed India. Ancora lontano il rivale principale, Netflix, leader incontrastato con 167 milioni di abbonati.

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Ma se consideriamo che Disney è proprietaria anche di Hulu e ESPN+ (che in due fanno quasi 40 milioni), la società raggiunge nel suo complesso più della metà del bacino di Netflix, nonostante Disney+ abbia meno di un anno di vita.

Sebbene Disney stia fortemente puntando sulle novità in arrivo nei prossimi mesi (alcune direttamente dal cinema), in Italia il successo maggiore è stato raggiunto dai grandi classici. Voi per quale motivo vi siete abbonati?

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Questo caricatore wireless di Oppo arriva a 40 W ma probabilmente farà tanto rumore quanto un aereo al decollo (foto)

Oppo Reno Ace 2 sarà compatibile con la ricarica wireless a 40 W. Proprio per questo motivo Oppo lancerà anche un caricabatterie wireless in grado di erogare tale potenza: 40W AirVOOC, già passato per il Wireless Power Consortium. Volete sapere come sia fatto? Oggi siete fortunati: è trapelata un’immagine reale, e la potete vedere in galleria a fine articolo.

Ovviamente quello che viene mostrato nell’immagine è la il lato inferiore del dispositivo, ma già da questa foto possiamo farci un’idea di come sarà il caricabatterie. Si vedono tutti i fori di aerazione, segno che al suo interno ci saranno delle belle ventole a raffreddare caricatore e telefono. Speriamo non faccia troppo rumore.

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Perché tanto interesse per Oppo 40W AirVOOC? Semplice: al lancio potrebbe essere il caricatore wireless più potente al mondo. E non solo: dalle immagini del Wireless Power Consortium sembra che questo caricatore riesca a raggiungere anche i 65 W di output. Un vero record.

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La scritta sulle confezioni di Mi 10 Pro accende le polemiche in Cina, e Xiaomi tenta di incolpare Google

“Con accesso semplice alle applicazioni Google che utilizzi più spesso” – questa è la scritta che campeggia in bella vista, proprio sotto il nome dello smartphone, nella confezione di vendita di Mi 10 Pro.

L’obiettivo è molto chiaro, e anche il riferimento: Xiaomi vuole distinguersi da Huawei, e per farlo ha deciso di puntare su una caratteristica importante per il pubblico europeo, ovvero le applicazioni Google.

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Già da tempo infatti, Huawei non ha più accesso ai servizi della società americana a causa del ban imposto dal governo statunitense. Dunque, nella lotta con P40, quale arma migliore per Xiaomi?

Dopo un inizio bomba per Mi 10 in Cina, la società non vuole lasciarsi sfuggire il mercato del vecchio continente, su cui Huawei stava facendo faville. In un 2020 magro per tutti, l’obiettivo terzo posto è alla portata di Xiaomi.

Aggiornamento07/04/2020

A quanto pare, i cinesi non hanno apprezzato il comportamento di Xiaomi, identificato come un chiaro tentativo di screditare una società connazionale.

Tanto che la società è stata costretta nelle scorse ore a diramare un comunicato ufficiale su Weibo in cui si è dichiarata non colpevole ma semplicemente conforme alle nuove linee guida di Google, effettive a partire dal lancio Mi 10 Pro, che le hanno imposto di aggiungere la scritta incriminata (un po’ come già succede con “powered by Android”).

Ma non è finita qui: la stessa Xiaomi, dopo alcune ore, ha confessato a XDA tramite un portavoce che tali linee guida risultano essere in realtà di vecchia data. Scavando un po’, XDA ha effettivamente appurato che le condizioni imposte da Google ai propri partner non prevedono l’obbligo di apporre la scritta, ma una semplice raccomandazione (valida nel caso il produttore preinstalli una serie di applicazioni solitamente al di fuori del pacchetto standard: Google Podcast, Calendar, ecc.).

Da una parte, la società ha dunque voluto tranquillizzare il pubblico cinese facendo passare la scelta come un’imposizione da parte di Google. Dall’altra, alla redazione internazionale di XDA, ha rivelato che si tratta di accordi pre-esistenti, e comunque non obbligatori. Una situazione paradossale, a cui Xiaomi ha contribuito con la confusione fatta nei vari comunicati stampa, in netta contraddizione tra loro. Qualcuno ha bisogno di un reparto di PR più attento?

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Samsung Galaxy S7 e S7 Edge ai titoli di coda: non riceveranno più gli aggiornamenti di sicurezza

Anche le avventure più belle, prima o poi, giungono al termine. Come quella di Galaxy S7 e Galaxy S7 Edge, gli smartphone top di gamma di Samsung per la prima parte del 2016, che non riceveranno più aggiornamenti software.

I loro nomi sono infatti scomparsi dalla lista di dispositivi Samsung che ricevono aggiornamenti di sicurezza trimestrali, a seguito dell’update comprensivo delle patch di sicurezza di marzo 2020, rilasciato poche settimane fa. A meno di un inatteso dietrofront, si è dunque trattato del capitolo conclusivo della loro epopea.

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Usciti sul mercato con a bordo Android 6.0 Marshmallow, Samsung li ha aggiornati fino alla versione 8.0 Oreo, per poi proseguire soltanto con gli aggiornamenti di sicurezza, fino al mese scorso. Qualche lettore all’ascolto che possiede e utilizza ancora uno dei Galaxy S7?

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Gli auricolari Xiaomi Redmi AirDots in super offerta a 16 euro!

Il Black Friday arriva anche su Gearbest! Siete curiosi di provare tutta la praticità di un paio di auricolari wireless ma gli AirPods di Apple sono oltre il vostro budget? Ebbene solo per oggi su Gearbest trovate in offerta lampo i fantastici Xiaomi Redmi AirDots ad un prezzo davvero super interessante.Piccoli e decisamente compatti i […]

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Dalla Svezia arriva la batteria protonica: ecologica, si ricarica in pochi secondi e non perde capacità nel tempo

Ormai sono anni che le batterie, ossia i dispositivi in grado di accumulare e conservare la carica elettrica, rappresentano uno dei maggiori colli di bottiglia per lo sviluppo tecnologico. Dagli smartphone alle auto elettriche, le batterie rappresentano una delle sfide più grandi per ingegneri e scienziati che in tutto il mondo stanno cercando soluzioni che possano fornire energia in quantità, a lungo e senza troppe complicazioni nella costruzione e nell’uso, mantenendo compatte le dimensioni e magari anche eco-sostenibili.

La notizia di oggi è che dei ricercatori dell’università di Uppsala in Svezia, sono riusciti a mettere a punto un prototipo di batteria protonica che si può ricaricare in pochi secondi senza il supporto dell’elettronica avanzata – come avviene invece con le comuni batterie al litio. Si tratta di un’invenzione con le carte in regola per iniziare una nuova rivoluzione visto che è completamente realizzata con materiali organici (per la precisione chinoni, composti del carbonio, presenti in abbondanza in natura, e soluzione acquosa acida come elettrolita) che la rendono priva di rischi di esplosione o incendio.

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La ricarica può avvenire tramite una cella solare e riesce ad operare fino a 500 cicli di carica/scarica senza perdita significativa di capacità elettrica. Come se tutto ciò fosse poco, la batteria protonica non è influenzata nelle sue prestazioni dalla temperatura ambientale – al contrario delle altre batterie che invece perdono capacità a basse temperature – riuscendo ad operare in maniera immutata fino a -24°. Molte speranze circondano questa invenzione che speriamo si trasformi in realtà il prima possibile.

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