La nuova realme UI 4.0 verrà lanciata l’8 dicembre: ecco quali dispositivi verranno aggiornati

L’8 dicembre, in occasione della presentazione a livello globale di realme 10 Pro, verrà annunciata ufficialmente la nuova interfaccia utente dell’azienda, ovvero realme UI 4.0 basata su Android 13. L’obiettivo dell’update è quello di migliorare quattro aree chiave: design, interazione, fluidità e sicurezza, per fornire un’esperienza utente del tutto nuova.

Design

Per ovviare al problema rappresentato dall’elevato numero di app con cui interagiscono gli utenti, è stato progettato un set più intuitivo di icone così da orientarsi con immediatezza. La nuova interfaccia, quindi, adotterà un nuovo layout che raggruppa più informazioni, mentre gli utenti potranno ottimizzare il centro di controllo in stile scheda per ottenere rapidamente le info principali. Verranno offerte, infine, anche wallpaper floreale e orologio con riflessi d’ombra.

Interazione

Realme UI 4.0 è caratterizzata da alcune interessanti informazioni come la musica smart AOD. Ad esempio, quando l’utente caricherà una canzone su Spotify sarà possibile vedere il lettore musicale senza sbloccare il telefono. Inoltre, il telefono suggerirà 4 playlist e toccando due volte l’AOD, il lettore si trasformerà in un pannello interattivo. L’inedita interfaccia adotterà anche le Bitmoji, che potranno mostrare il comportamento e lo stato dell’utente nel mondo reale per offrire più divertimento.

Fluidità

Debutta il nuovo Dynamic Computing Engine che aumenta le prestazioni complessive e riduce il consumo energetico, offrendo agli utenti un’esperienza fluida e duratura. Le prestazioni complessive sono state migliorate del 10% mentre la durata della batteria durante il gioco è aumentata del 4,7%. Inoltre, la società ha ottimizzato le animazioni con il Quantum Animation Engine 4.0, implementato per fornire un’esperienza più intuitiva mentre si passa da un’applicazione all’altra. Non manco miglioramenti ai layout adattivi con nuove funzionalità, come il nuovo Waterfall Content Self-Adaption

Sicurezza e privacy

È stato adottato un nuovo strumento per la privacy, ovvero Private Safe basato su Advanced Encryption Standard (AES). Tra l’altro, la nuova interfaccia 0 è dotato di una nuova funzione chiamata “Auto Pixelate” con cui gli utenti possono pixelare automaticamente le informazioni con un semplice clic attraverso screenshot presi da app di messaggistica istantanea come Whatsapp e Messenger, evitando di svelare informazioni personali.

Infine, prima del rilascio ufficiale di realme UI 4.0, l’azienda ha lanciato il progetto realme widget UI Co-Creation 2022 per spingere i fan e i designer di tutto il mondo a sviluppare design interattivi e innovativi per realme UI 4.0. Il progetto ha ricevuto più di 1.500 proposte da 15 Paesi in tutto il mondo. Le idee selezionate saranno svelate in occasione del prossimo evento di lancio di realme 10 Pro, l’8 dicembre.

I modelli che verranno aggiornati:

  • novembre 2022:
    • realme GT 2 Pro
  • dicembre 2022:
    • realme GT 2 Pro
    • realme GT Neo 3
    • realme GT Neo 3 150W
    • realme GT Neo 3T
    • realme 9 Pro+
    • realme 9 Pro
    • realme 9i 5G
  • gennaio 2023:
    • realme 9 5G
    • realme GT
    • realme narzo 50 Pro 5G
    • realme narzo 50 5G
  • febbraio 2023:
    • realme GT Neo 2
    • realme X7 MAX
    • realme 8 5G
    • realme Narzo 30 5G
  • marzo 2023:
    • realme GT Master Edition

 

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La nuova realme UI 4.0 verrà lanciata l’8 dicembre: ecco quali dispositivi verranno aggiornati

L’audio spaziale di Google sui Pixel: app e smartphone supportati

Giusto qualche ora fa Google ha rilasciato il nuovo aggiornamento Feature Drop di dicembre per i suoi Pixel supportati, il quale include diverse novità interessanti. Ne abbiamo parlato in questo articolo. Tra queste troviamo l’audio spaziale per i Pixel e Pixel Buds Pro.

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Per audio spaziale si intende un’esperienza audio immersiva, che si rivela molto coinvolgente soprattutto nell’ascolto di contenuti in cui sono presenti diverse fonti audio, come ad esempio accade nei film. La novità arriverà a gennaio, secondo quanto riferito da Google, su Pixel Buds Pro. Ora andiamo a vedere quali sono gli smartphone e le app con le quali sarà possibile godere dell’audio spaziale.

Modelli di smartphone supportati

  • Pixel 6
  • Pixel 6 Pro
  • Pixel 7
  • Pixel 7 Pro

App supportate

  • Netflix
  • YouTube
  • Google TV
  • HBOMax

L’audio spaziale sarà disponibile per coloro che accederanno a contenuti, con le app sopra elencate, compatibili con traccia audio 5.1 È importante chiarire che l’audio spaziale sarà disponibile sui modelli di smartphone elencati indipendentemente dall’utilizzo di Pixel Buds Pro, ovvero sarà disponibile con gli speaker audio degli smartphone. Per abilitarlo sarà necessaria la seguente procedura nelle impostazioni di Android (le voci ancora non risultano presenti perché la novità arriverà da gennaio):

  1. Aprire le Impostazioni.
  2. Tap su Suoni e vibrazione –> Spatial Audio.
  3. Attivare Spatial Audio

Parallelamente lo stesso audio spaziale sarà disponibile per coloro che usano Pixel Buds Pro con le app citate e con i modelli di Pixel elencati. Nello specifico sarà possibile accedere all’audio spaziale con tracking dei movimenti della testa, il che renderà l’esperienza ancora più immersiva. Per abilitarlo sarà necessario:

  1. Aprire le Impostazioni.
  2. Tap su Dispositivi connessi –> Pixel Buds Pro –> Impostazioni –> Head tracking.
  3. Attivare Head tracking

Ribadiamo che le novità appena descritte non sono ancora disponibili, ma dovrebbero esserlo a partire da gennaio. Non è chiaro se l’audio spaziale arriverà dopo l’aggiornamento con le patch di gennaio. Torneremo ad aggiornarvi non appena ne sapremo di più.

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L’audio spaziale di Google sui Pixel: app e smartphone supportati

Google rilascia il Feature Drop di dicembre: novità golose per i Pixel

Siamo ormai abituati agli aggiornamenti puntuali da parte di Google, quelli che mensilmente introducono le nuove patch di sicurezza sui Pixel. La cosa si fa ancora più interessante ogni 3 mesi, quando Google rilascia l’ormai consueto Feature Drop.

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Per Feature Drop si intende l’aggiornamento software trimestrale con il quale Google introduce nuove funzionalità per i suoi Pixel. Google ha appena rilasciato il Feature Drop di dicembre sui suoi Pixel. Anche in questo caso arrivano interessanti novità. Andiamo a vederle insieme:

VPN gratis per Pixel 7 e Pixel 7 Pro

Arriva una bella e gradita novità per tutti coloro che possiedono uno dei top di gamma di casa Google. La VPN, un servizio che solitamente è a pagamento, arriva gratuitamente e in modo illimitato su questi dispositivi. Per usarlo basta scaricare l’app Google One e attivare la VPN.

Impostazioni di privacy e sicurezza unificate

Google conferma di tenere particolarmente alla privacy e sicurezza dei suoi utenti e semplifica ulteriormente l’accesso a queste impostazioni su Android 13.

Clear Calling per Pixel 7 e Pixel 7 Pro

Quella che è stata presentata come una novità esclusiva del nuovo processore Tensor G2 arriva finalmente per tutti coloro che possiedono un Pixel 7 e Pixel 7 Pro.

Riconoscimento degli speaker con l’app Registratore

La trascrizione delle registrazioni audio con l’app Registratore di Google è sempre più smart. L’app ora è in grado di etichettare i vari speaker all’interno della stessa registrazione audio. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Nuovo profilo del sonno per Pixel Watch

Anche i possessori di Pixel Watch possono gioire di questo aggiornamento. Google introduce l’annunciato nuovo profilo del sonno con l’app Fitbit. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Nuovi sfondi per i Pixel

Sui Pixel arrivano nuove possibilità di personalizzazione con la nuova serie di sfondi denominata Curated Culture per celebrare la Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Novità minori

  • Rilevamento della tosse e del russamento anche per Pixel 6 e Pixel 6 Pro.
  • Nuovi sfondi Live Bloom.
  • Spatial audio per Pixel Buds Pro (rilascio da gennaio 2023),
  • Voice Message Transcription per tutti i Pixel a partire da Pixel 4a.

L’aggiornamento appena descritto è attualmente in fase di distribuzione automatica via OTA per tutti i Pixel compatibili, a partire da Pixel 4a. Dalle nostre parti abbiamo già ricevuto la notifica di aggiornamento. Fateci sapere cosa ne pensate una volta installato.

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Google rilascia il Feature Drop di dicembre: novità golose per i Pixel

Google tira le somme: il passaggio a Rust rende Android più sicuro

Su queste pagine parliamo spesso dei problemi di sicurezza di Android e degli sforzi di Google per combatterli. I più comuni e più difficili da affrontare riguardano i bug di sicurezza della memoria causati da un linguaggio di sviluppo non sicuro, e infatti l’anno scorso la casa di Mountain View ha annunciato il supporto a Rust per l’Android Open Source Project (AOSP).

Ora è il momento di tirare le somme, e Google ha pubblicato una serie di dati in cui dimostra che il numero di vulnerabilità di sicurezza della memoria è diminuito notevolmente negli ultimi anni, o versioni, di Android, come si può vedere nel grafico sottostante.

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Ma cos’è la sicurezza della memoria e perché Rust è più sicuro? La sicurezza della memoria è lo stato di protezione da vari bug del software e vulnerabilità di sicurezza quando si ha a che fare con l’accesso alla memoria, e i bug di sicurezza della memoria in C e C++ continuano a essere la fonte di errore più difficile da affrontare.

Senza entrare troppo nel tecnico, Java e Kotlin, l’opzione migliore per lo sviluppo di app Android, rilevano gli errori di runtime mentre C e C++ no. Purtroppo però, mentre l’utilizzo di questi linguaggi da parte di Android protegge efficacemente ampie porzioni della piattaforma Android dai bug di memoria, per i livelli inferiori del sistema operativo non è possibile.

Per C e C++, lo sviluppatore è responsabile della gestione della durata della memoria, ma è facile commettere errori, mentre Rust fornisce garanzie di sicurezza della memoria utilizzando una combinazione di controlli in fase di compilazione e controlli di runtime per garantire che gli accessi alla memoria siano validi. Il tutto con prestazioni equivalenti a C e C++.

Come si vede dal grafico sopra, la riduzione di vulnerabilità di sicurezza della memoria sono passate da un numero annuale di 223 a 85, e ancora più importante è il fatto che queste non rappresentino più la maggioranza delle vulnerabilità di Android, passando dal 76% delle vulnerabilità totali al 35% di adesso. 

Per vulnerabilità si intende il totale delle vulnerabilità segnalate nel bollettino sulla sicurezza di Android, che include vulnerabilità critiche/di gravità elevata segnalate tramite il programma di premi per la vulnerabilità (VRP) e vulnerabilità segnalate internamente.

E con Android 13 le cose non possono che migliorare, in quanto l’ultima versione di Android è la prima in cui la maggior parte del nuovo codice aggiunto è in un linguaggio sicuro per la memoria.

Rust costituisce infatti il 21% del nuovo codice nativo in Android 13, inclusi lo stack Ultra-wideband (UWB), DNS-over-HTTP3, Keystore2, il framework di virtualizzazione di Android (AVF) e vari altri componenti e le loro dipendenze open source.

A supporto di quanto detto, Google rileva come finora siano state scoperte “zero vulnerabilità di sicurezza della memoria nel codice Rust di Android‘” su Android 12 e 13.

Certo, questa correlazione non implica necessariamente una casualità, ma la GrandeG osserva come la percentuale di vulnerabilità causate da problemi di sicurezza della memoria sembra correlare piuttosto strettamente con il linguaggio di sviluppo utilizzato per il nuovo codice.

A riprova di quanto questi sforzi siano importanti, Google rileva come le vulnerabilità legate alla sicurezza della memoria rappresentino quelle più critiche, e parla anche i suoi piani futuri. La casa di Mountain View ammette infatti come la  migrazione da C/C++ sia impegnativa, e bisogna arrivare a utilizzare Rust ovunque nella base del codice.

Questi i progetti in corso:

  • implementazione degli HAL dello spazio utente in Rust
  • aggiungere il supporto per Rust nelle applicazioni attendibili
  • migrazione del firmware della VM in Android Virtualization Framework a Rust
  • supporto per Rust in Linux 6.1, che porta la sicurezza della memoria nel kernel, a partire dai driver

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Google tira le somme: il passaggio a Rust rende Android più sicuro

Android System Intelligence non si aggiorna e tormenta molti utenti Samsung

Non è la prima volta che un’applicazione Google rimane “incastrata” nei suoi aggiornamenti nel Play Store. Oggi è il turno di Android System Intelligence che da qualche mese sta dando un po’ di grattacapi agli utenti Samsung. L’applicazione non si aggiorna e lascia gli utenti con un laconico “Impossibile aggiornare”.

Il messaggio completo indica che:

Impossibile aggiornare Android System Intelligence

Riproa e, se il problema persiste, scopri i metodi più usati per la risoluzioen del problema (Errore durante il recuperao delle informazioni dal server. DF-DFERH-01).

I metodi suggeriti da Google non sembrano risolvere il problema e sono tanti gli utenti Samsung che riportano di questa app che è impossibile da aggiornare. Aprendo l’app nel Play Store appare un altro messaggio:

Questa app non è più compatibile con il tuo dispositivo. Per ulteriori informazioni, contatta gli sviluppatori.

Ironico diremmo. Se siete curiosi di spaere a cosa serve Android System Intelligence potete leggere questo nostro articolo. Non è un’app fondamentale e alcuni utenti hanno semplicemente scelto di disattivarla, ma si potrebbero perdere alcune funzioni “smart” offerte da Google su Android.

Fra gli smartphone che hanno questo problema segnaliamo Samsung Galaxy S22, S22+, S22 Ultra, A22, S20, S20+ e S21 Ultra. Sono probabilmente però molti altri gli smartphone colpiti. A settembre questo problema si era già presentato per alcuni utenti Samsung e si era risolto dopo qualche giorno, cosa che invece non sembra star succedendo questa volta.

Come risolvere l’aggiornamento di Android System Intelligence

Noi consigliamo di attendere e pazientare che Samsung e Google risolvano il problema. Per i più impazienti c’è un’altra soluzione aggiornare all’ultima versione di Android System Intelligence a mano con l’apk, scaricabile a questo link. Al momento però gli apk che risolvono il problema sono solo quelli per i pixel e non quelli OEM (ovvero per gli altri produttori non-Google) che sono troppo vecchi e danno un errore al momento dell’installazione. Attenzione quindi: se per alcuni questa soluzione ha risolto il problema, per altri la versione “errata” di Android System Intelligence fa si che questa crashi dando sporadichi errori.

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Android System Intelligence non si aggiorna e tormenta molti utenti Samsung

La mia ottima esperienza con l’assistenza di Google

Ad ottobre 2021, preso dall’euforia delle promesse di Google, acquistai un Pixel 6 Pro al lancio del telefono, che come probabilmente saprete non avvenne in Italia. I due smartphone di Google sono infatti disponibili sul nostro mercato solo da febbraio 2022, ed infatti lo acquistai tramite Fnac Francia, che per fortuna prevedeva la spedizione in Italia.

Tutto bene per diversi mesi, almeno fino a quando uno degli angoli del display cessò di essere stondato: un problema a quanto pare non raro, del quale vi parlai in questo articolo. Complice quindi la successiva uscita di Pixel 7 Pro, nelle scorse settimane ho deciso di provare la via dell’assistenza di Google, per cercare di riparare lo schermo del Pixel 6 Pro, essendo il telefono ancora in garanzia, e questa è la (breve) storia di come sono andate le cose.

Andando nel centro riparazioni del Google Store la prima cosa che mi è stata chiesta è stato l’IMEI del mio smartphone. Niente scontrini, fatture, o altre prove d’acquisto. Tramite questo codice univoco infatti, Google saprà tutto ciò che deve sapere del vostro dispositivo, compreso il fatto se sia ancora o meno in garanzia.

È un ottimo punto di partenza, non perché non avessi la fattura di Fnac, ma perché l’IMEI è sempre reperibile sul telefono stesso, mentre uno scontrino può facilmente andare smarrito. Inoltre, anche nel caso in cui doveste ricevere lo smartphone come regalo, o se doveste comprarlo usato, non ci saranno problemi.

Dopo aver risposto ad alcune e molto generiche domande sul tipo di problema riscontrato (vedi screenshot sotto), Google mi ha posto davanti ad una scelta: spedire lo smartphone per conto mio, ricevendo una lettera di vettura pre-pagata, oppure farmi inviare una confezione ad-hoc, con tanto di spedizione assicurata. Ho scelto questa seconda strada, benché più lenta, proprio perché in questo modo non sarei stato responsabile dei danni durante il trasporto. (A seguire alcuni screenshot a conferma dell’intera procedura, fatta in pochi minuti da browser.)

Venerdì 18 novembre ho quindi inviato la richiesta per ricevere il pacco da Google, col quale rispedirgli a mia volta il Pixel 6 Pro, e prontamente ho ricevuto una email con anche il codice di tracciamento; pacco poi giunto a destinazione mercoledì 23 novembre. Ci sono voluti più giorni del previsto, ma ne è valsa la pena per la maggiore sicurezza. Ecco infatti una foto del mio Pixel 6 Pro inserito nella confezione “ammortizzata” fornita da Google.

Occorre a questo punto specificare che il dispositivo va mandato in assistenza resettato, per questioni di privacy, e non potendolo fare subito ho dovuto attendere fino alla settimana successiva.

Lunedì 28 novembre verso le ore 19:00 mi sono quindi recato in un punto di ritiro UPS (Google si avvale di questo corriere per la spedizione, anche se omette un link per trovare i punti di raccolta nelle mille email che vi manderà: eccolo qui!), e mercoledì 30 novembre alle ore 13:21 ho ricevuto conferma dell’arrivo del Pixel 6 Pro nel centro assistenza polacco di Google.

10 minuti dopo il telefono era già stato esaminato, e Google mi proponeva di sostituirlo direttamente con un modello ricondizionato, senza alcuna spesa. Ho accettato l’offerta, ed un’ora dopo il dispositivo sostitutivo era già stato spedito. Il giorno successivo, 1° dicembre, era già nelle mie mani, come potete vedere qui sotto: non un graffio né segno di usura, ed ovviamente perfettamente funzionante.

A scanso di equivoci la garanzia è ancora valida fino alla data di scadenza originale, l’ho verificato sul telefono sostitutivo inserendo l’IMEI nel sito di assistenza Google.

Una rondine non fa primavera. Ovvero, il fatto che io abbia avuto un’esperienza positiva non significa che l’assistenza di Google sia infallibile. Cercando opinioni online troverete sicuramente chi si è trovato malissimo, cosa che del resto vale praticamente per qualsiasi produttore; ed anche in quel caso è impossibile trarne una valore generale per tutti.

Ci sono però alcuni dati oggettivi che mi preme sottolineare.

  1. Il mio Pixel 6 Pro era stato acquistato in Francia, ma la richiesta di riparazione è stata fatta interamente sul Google Store italiano, senza alcun problema, completamente online, ed in pochi minuti. La garanzia insomma funziona benissimo.
  2. Google non ha centri assistenza sul territorio italiano, pertanto non potete portarlo voi di persona il telefono a riparare, ma deve essere spedito in Polonia (come vedremo a breve non è un problema).
  3. I tempi di UPS sono stati rapidissimi: di fatto un giorno lavorativo per andare dall’Italia alla Polonia, e viceversa. 
  4. Anche i tempi dell’intervento di Google sono stati eccezzionali, anche se nelle email ricevute l’azienda riportava che “in genere occorrono 2-3 giorni lavorativi“, a conferma del fatto che è impossibile dare indicazioni generali.
  5. La comunicazione a mezzo email da parte di Google è stata sempre rapida, puntuale e quasi del tutto impeccabile. Mancava appunto un link al punto di raccolta UPS per renderla perfetta.
  6. Il telefono non è stato riparato ma sostituito con uno ricondizionato. Non posso sapere il perché di questa scelta, né se sia una prassi comune o meno, ma ciò è sia un bene che un male. Da una parte ha senz’altro accorciato drasticamente i tempi dell’intervento, dall’altra non è più il telefono originale. Per me è stato però solo un bonus, perché il mio Pixel 6 Pro presentava non pochi graffi sul vetro frontale, mentre quello che mi è stato restituito è immacolato, esattamente come nuovo. Di contro ho perso la skin Dbrand applicata al vecchio telefono, ma direi che posso conviverci.
  7. Come già sottolineato, la durata della garanzia residua non è stata minimamente impattata da tutto ciò, ed è la stessa del telefono originario anche sul ricondizionato.

La mia esperienza è stata insomma ottima, al punto da portarmi a scrivere questo articolo, visto che ancora oggi Google non vende al day one tutti i suoi prodotti in Italia (vedi Pixel Watch) e sapere di poterli riparare con cotanta facilità se acquistati nel resto d’Europa è senz’altro un bonus importante. Per tutte le altre eventuali vostre considerazioni personali, c’è lo spazio dei commenti qui sotto.

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La mia ottima esperienza con l’assistenza di Google

Finalmente è disponibile Android 13 TV, ma non per tutti

Dopo mesi di annunci ed anteprime, finalmente è stato lanciato ufficialmente Android 13 per il S.O. Android TV. Tuttavia, a riguardo occorre chiarire subito un aspetto: per installare l’update bisognerà pazientare ancora un po’ di tempo visto che la nuova versione può essere provato soltanto su ADT-3 e sull’emulatore di Android TV in Android Studio.

In attesa della diffusione dell’update, Google ha già annunciato le novità contenute da Android 13 per TV. Tra queste, la maggior parte sono dedicate all’aumento delle prestazioni e della qualità. Difatti, l’aggiornamento introdurrà delle nuove API che aiuteranno gli sviluppatori ad offrire esperienze migliori agli utenti su diversi tipi di dispositivi. Ad esempio, ci sarà un importante intervento sulle API “AudioManager”, che permetterà di anticipare il supporto degli attributi audio per il dispositivo audio attivo e selezionare il formato ottimale senza avviare la riproduzione.

Altre novità interesseranno l’accessibilità ed i controlli di input. A questo proposito, l’API “InputDevice”, supporterà diversi layout di tastiera, mentre gli sviluppatori di giochi possono anche fare riferimento ai tasti in base alla loro posizione fisica per supportare diversi layout di tastiere fisiche. Infine, una nuova API per le descrizioni audio in “AccessibilityManager” consentirà alle app di interrogare la nuova impostazione delle preferenze di descrizione audio a livello di sistema, aiutando gli sviluppatori a fornire automaticamente descrizioni audio in linea con le preferenze dell’utente.

In attesa del rilascio dell’aggiornamento, potrete reperire maggiori informazioni sulle novità di questa versione del sistema operativo alla pagina ufficiale sul blog degli sviluppatori Android.

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Finalmente è disponibile Android 13 TV, ma non per tutti

L’app di AAWireless ha finalmente una grafica alla sua altezza

AA Wireless, il più popolare ed efficace dongle per avere Android Auto Wireless sul proprio veicolo (che personalmente adoro! – NdR), ha appena aggiornato la propria app per Android, dotandola finalmente di una grafica un po’ più al passo coi tempi.

Appena pochi mesi fa l’app si era in effetti già rinnovata, ma adesso cambia nuovamente, non tanto nella sostanza, che rimane esattamente identica a prima, quanto nella forma.

Tema scuro di default, immagine di sfondo, menu più chiari e leggibili. Qui sotto potete averne un assaggio, almeno giudicherete da soli. Ci fa comunque piacere che AA Wireless lavori anche su questo aspetto marginale, visto che, una volta superata la configurazione iniziale, difficilmente avrete bisogno dell’app dedicata.

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L’app di AAWireless ha finalmente una grafica alla sua altezza

Samsung Galaxy A04s

Vediamo qui le caratteristiche tecniche di Samsung Galaxy A04s, uno smartphone di fascia bassa con Android.

È da 6,5 pollici lo schermo di questo dispositivo ed è realizzato in tecnologia PLS TFT. La sua densità di pixel è di 270 ppi e questo grazie alla risoluzione di HD+ / 720 x 1600 pixel.

La fotocamera principale ha una risoluzione di 50 megapixel e può registrare video a Full HD – 1920 x 1080 pixel. È dotata di flash Singolo.

Questo dispositivo dual SIM supporta le reti LTE e la a/b/g/n/ac. Il Bluetooth è alla versione 5.0, mentre, sempre parlando di connettività abbiamo il GPS, la radio FM e l’NFC. Purtroppo non è presente nessun tipo di uscita video via cavo.

La CPU è un Exynos 850 octa a 64 bit da 2 GHz e GPU Mali-G52, il tutto supportato da 3 GB di RAM e 32 GB di memoria, espandibile tramite una microSD.

La batteria non removibile di questo dispositivo è da 5000 mAh.

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Samsung Galaxy A04s

Nuovo aggiornamento per Google Play System: interessanti novità in arrivo

Negli ultimi anni abbiamo visto Google introdurre una nuova forma di supporto software per i dispositivi Android corrispondente agli aggiornamenti Play System. Questi apportano novità a livello funzionale e sono indipendenti dai meno frequenti aggiornamenti di sistema Android.

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Con il mese di dicembre appena iniziato Google si prepara a rilasciare un nuovo update dei Play System. Questo aggiornamento introduce alcune novità interessanti e ne lascia intendere altre che arriveranno in futuro.

Con il nuovo aggiornamento apprendiamo che Google sta preparando il lancio della funzionalità per archiviare la patente di guida con Google Wallet. Questa funzionalità arriverà in beta. Attualmente è già disponibile per gli utenti residenti negli Stati Uniti e speriamo che con la nuova beta sarà disponibile anche in Italia.

Oltre a questo, il nuovo aggiornamento Play System include riferimento al Pixel Tablet che Google sta preparando per il lancio. Nello specifico, si parla della possibilità di trasmettere contenuti multimediali sul tablet con Google Cast, esattamente come già è possibile fare con dispositivi Chromecast o Nest Hub.

L’aggiornamento per i Play System di dicembre è attualmente in fase di distribuzione automatica via server a livello globale. La funzionalità relativa all’archiviazione della patente non è ancora disponibile. Torneremo ad aggiornarvi non appena ci saranno novità sul rilascio della beta.

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Nuovo aggiornamento per Google Play System: interessanti novità in arrivo

Migliori app e giochi Google Play del 2022: l’elenco ufficiale

Manca un mese alla fine del 2022 e, come ogni anno, per Google è arrivato il momento di dare uno sguardo alle migliori app e giochi che sono passati dal Play Store, il negozio digitale di BigG: ecco dunque le classifiche per quanto riguarda le app e i giochi migliori per il mercato italiano, ovviamente secondo Google.

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Migliori app del 2022

A differenza della classifica statunitense, Google non ha diviso le app per categorie, ma si è limitata a stilare una lista senza un ordine preciso.

Nella “classifica”, troviamo alcune interessanti applicazioni: Dream by WOMBO serve per generare disegni tramite intelligenza artificiale, Plant Parent promette di aiutare a riconoscere eventuali problemi delle piante utilizzando, ad esempio, la fotocamera dello smartphone, STIGMA è “un’app per la salute mentale che si pone l’obiettivo di normalizzare le conversazioni sulla salute mentale creando spazi sicuri in cui le persone possono parlare”.

Questa la lista completa:

Migliori giochi del 2022

Per quanto riguarda invece i giochi preferiti dagli italiani, Google ha deciso di dividere la classifica in diverse categoria, come il miglior titolo multiplayer o il titolo con la migliore storia.

Tra i giochi più interessanti troviamo sicuramente Apex Legends Mobile e Rocket League Sideswipe, entrambi versioni per smartphone delle controparti per PC e console, l’enorme Genshin Impact e Angry Birds Journey.

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Migliori app e giochi Google Play del 2022: l’elenco ufficiale

I tre nuovi Samsung Galaxy S23 appaiono su “FCC”: emergono dettagli su batteria e processore Snapdragon

Il debutto della nuova serie di Samsung è sempre più vicino (si parla, infatti, di febbraio 2023). Per questo motivo, quotidianamente emergono nuovi dettagli sui nuovi flagship dell’azienda sudcoreana, ovvero i Galaxy S23. Stavolta, grazie alla “FCC” possiamo conoscere ulteriori specifiche dei tre dispositivi che comporranno la nuova linea del famoso marchio. I tre smartphone sono contraddistinti da questi numeri di modello: SMS911B (Galaxy S23), SMS916B (Galaxy S23 Plus) e SMS918B (Galaxy S23 Ultra). A riguardo, considerando i numeri di modello, probabilmente si tratta delle varianti europee visto che quelle statunitensi avrebbero un numero di modello con una “U” alla fine invece di una “B”.

Il sito, inoltre, svela le capacità delle batterie dei modelli standard e Plus: il primo potrebbe avere una batteria da 3900 mAh, mentre il secondo da 4700 mAh. Inoltre, i nuovi smartphone dovrebbero beneficiare anche della ricarica wireless e dell’opzione “Wireless PowerShare”. Il processore, invece, così come già era noto, dovrebbe essere fornito da Qualcomm: si tratterebbe dell’inedito Snapdragon 8 Gen 2. Insomma, anche la FCC sembrerebbe confermare che l’azienda sudcoreana potrebbe puntare sul chip di Qualcomm per i suoi nuovi flagship.

Infine, recenti indiscrezioni hanno lanciato l’ipotesi secondo cui Samsung dovrebbe dotare i suoi nuovi Galaxy S23 anche della connettività satellitare. Questa tecnologia – già presente su iPhone 14 e su Huawei Mate 50 Pro – sarebbe in fase di sviluppo da due anni in collaborazione con “Iridium”, una società che appunto fornisce servizi di comunicazione voce e dati nello Spazio.

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I tre nuovi Samsung Galaxy S23 appaiono su “FCC”: emergono dettagli su batteria e processore Snapdragon

C’è un chihuahua nascosto in tutti gli smartphone Samsung Galaxy

È una funzionalità nascosta ma non per questo segreta, visto che un chihuahua è nascosto all’interno dei menù di tutti gli smartphone Galaxy da… prima che esistessero. Andiamo con ordine: il “trucco” di cui parliamo è nascosto all’interno di un menù per sviluppatori e utile ai tecnici Samsung per verificare il corretto funzionamento dello smartphone.

Si tratta di un menù che si attiva con i codici *#0*# ed è a sua volta nascosto fra la miriade di test che è possibile eseguire. Questo chihuahua è presente da “sempre”, almeno da quando questa tipologia di menù è presente, ancor prima quindi dell’esistenza della famiglia Galaxy e di Android.

Qualche sviluppatore ha quindi voluto simpaticamente consegnare all’immortalità il suo cane includendolo in un test di riproduzione di immagine. Trovate i passi completi per verificarlo all’interno del video TikTok a seguire.

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C’è un chihuahua nascosto in tutti gli smartphone Samsung Galaxy

Samsung al lavoro su un’app per aiutare nelle riparazioni fai da te degli smartphone

Nell’ultimo periodo, abbiamo visto come tantissimi produttori di smartphone si siano aperti di più alle riparazioni fai da te degli utenti: persino Apple, notoriamente contraria a questo tipo di pratiche, ha lanciato da ormai un anno il programma Self Repair, che permette agli utenti di acquistare parti di ricambio e strumenti per riparare gli iPhone in autonomia.

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Lato Android, il produttore più attento a questo aspetto è stato sicuramente Samsung: l’azienda coreana, a marzo di quest’anno, ha annunciato la collaborazione con iFixit, grazie alla quale gli utenti possono acquistare parti di ricambio per i propri smartphone direttamente dal sito, con quest’ultimo che ospita anche le guide e i tutorial per effettuare le riparazioni in tutta sicurezza.

Samsung però vuole fare di più: è stato scoperto un recente brevetto della società, depositato il 26 novembre di quest’anno, riguardante una misteriosa app chiamata Self Repair Assistant. Nel brevetto trova posto il logo dell’app (una chiave inglese blu all’interno di un ingranaggio bianco, il tutto all’interno di un quadrato blu con angoli arrotondati) e una breve descrizione.

In parole povere, l’app dovrebbe consentire agli utenti di consultare guide, video e altre informazioni circa la riparazione fai da te di smartphone, smartwatch, tablet e auricolari: anziché recarsi su iFixit, gli utenti potranno aprire l’app e ottenere tutti i dettagli circa l’intervento di riparazione che si vuole svolgere sul proprio dispositivo.

Purtroppo questo è tutto quello che sappiamo, ma probabilmente ne sapremo di più nel giro delle prossime settimane. Ricordiamo che il programma Self-Repair di Samsung è disponibile solo negli Stati Uniti e permette di riparare esclusivamente la serie Galaxy S20, la serie Galaxy S21 e il tablet Galaxy Tab S7+.

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Samsung al lavoro su un’app per aiutare nelle riparazioni fai da te degli smartphone

Xiaomi presenterà serie 13 e MIUI 14 giovedì

Nelle ultime settimane sono apparse sempre più anticipazioni attorno ai nuovi Xiaomi 13, che ne hanno rivelato design, risoluzione dello schermo e molte altre caratteristiche come il processore.

Tutto lasciava intendere che il gigante cinese fosse prossimo alla presentazione dei suoi nuovi top, e infatti stamattina dalla Cina è arrivata la conferma ufficiale: la serie Xiaomi 13, composta da Xiaomi 13 e Xiaomi 13 Pro, verranno annunciati giovedì 1° dicembre insieme alla nuova interfaccia MIUI 14.

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L’immagine di invito (che potete vedere qui sopra) non rivela molto più di quanto già non sapessimo, ovvero si intravede un bordo piatto in metallo stile iPhone. Per quanto riguarda lo schermo, invece, Xiaomi 13 è dotato di un pannello frontale piatto, mentre quello di Xiaomi 13 Pro è curvo.

Come possiamo vedere dall’immagine, inoltre, è presente il logo Leica, quindi entrambi i telefoni avranno ottiche create in collaborazione con il noto marchio tedesco di fotocamere.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, entrambi i telefoni dovrebbero montare il Soc Snapdragon 8 Gen 2, mentre si differenzieranno per dimensioni e tipo di schermo, oltre che per il comparto fotografico.

Xiaomi ha infatti confermato che Xiaomi 13 utilizzerà un pannello da 6,2 pollici OLED FHD+ (come il suo predecessore non LTPO, riservato al modello Pro), ma con frequenza di aggiornamento a 120Hz e sarà dotato di cornici ultra sottili di soli 1,61 mm su tutti i lati. Lato fotocamere, avremo un sensore principale Sony IMX8 da 50 megapixel con OIS.

La versione Pro, invece, potrebbe avere uno schermo curvo Samsung 2K E6 AMOLED da 6,7 ​​pollici e cornici più ridotte rispetto a quelle viste su Xiaomi 12 Pro. Le cose si fanno più gustose per il comparto fotografico, che dovrebbe ricevere lo stesso sensore IMX989 da 1 pollice, con OIS, che abbiamo potuto solo desiderare in Xiaomi 12S Ultra, e che si spera sia stato meglio sfruttato dal punto di vista software.

La presentazione avverrà in Cina giovedì 1 dicembre alle ore 19:00. 

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Xiaomi presenterà serie 13 e MIUI 14 giovedì