Le tre sfide per rendere i podcast redditizi

I podcast hanno vissuto una doppia infanzia. La prima dopo nascita: nel 2005, pochi mesi dopo essere comparsa per la prima volta in un articolo del Guardian, “podcast” viene nominata parola dell’anno dal New Oxford American Dictionary. La seconda è di questi tempi: il podcast cresce, ma la maturità pare ancora lontana.

Chi (e quanto) ascolta podcast in Italia

Secondo un sondaggio Ipsos, il 30% degli italiani ascolta podcast almeno una volta al mese, il 4% in più rispetto al 2019. In numeri assoluti, vuol dire 8,5 milioni di persone. Occhio però alla composizione di questa platea: più di un utente su due ha meno di 35 anni; il 22% è laureato e il 10% riveste posizioni professionali elevate; il 61% ha acquistato contenuti online, mentre l’intero comparto del digital audio si ferma al 45%. Altri due dati: il 77% ascolta il podcast mentre fa altro (era l’83% nel 2019) e il 61% segue l’intero episodio. Un utente su due, dopo aver ascoltato un messaggio pubblicitario, compie un’azione (dalla ricerca di informazioni sul marchio all’acquisto). In sintesi: i podcast hanno un pubblico giovane, con profili socio-culturali qualificati, una propensione alla spesa elevata, sempre più attento e partecipe. Tutti elementi estremamente appetibili per gli inserzionisti.

Tanto ascolto, pochi incassi

Nonostante ci siano tutti gli elementi per monetizzare, un’analisi di LoupVentures sottolinea quanto poco incassino i podcast rispetto alle loro potenzialità. Secondo l’Interactive Advertising Bureau, nel 2020 hanno fatturato 810 milioni negli Stati Uniti. Un bel balzo rispetto ai 480 milioni del 2018. Si tratta però del 5% rispetto agli introiti della radio e circa l’1,5% della pubblicità in televisione. Eppure, già oggi, il tempo speso ad ascoltare podcast è il 10% di quello della radio e il 5% di quello passato davanti alla tv. In altre parole: la quota di incassi è minore rispetto all’interesse degli utenti. È tempo di accelerare. Secondo un report di Grand View Research, il mercato globale dei podcast valeva 9,28 miliardi di dollari nel 2019. Tra il 2020 e il 2027 potrebbe crescere a un ritmo medio annuo del 27,5%.

Sfida uno: pubblicità più mirata

Senza aumentare gli utenti non si va da nessuna parte. Ma, a giudicare dai dati, questo non sembra essere un problema: i tassi di crescita sono elevati e il punto di saturazione ancora lontano. Le sfide, secondo LoopVentures, sono altre: massimizzare gli incassi pubblicitari, agevolare suggerimenti e ricerche. Per raggiungere il primo obiettivo sarebbe necessario migliorare la targettizzazione. Cioè creare inserzioni più personalizzate, esattamente come fanno Google e Facebook. Va in questa direzione l’ultima acquisizione di Spotify: lo scorso novembre, la società svedese ha messo le mani su Megaphone, una piattaforma che si occupa proprio di migliore l’efficacia degli annunci nei podcast. Spotify ha spiegato che l’operazione fornirà agli editori “strumenti innovativi per guadagnare di più dal loro lavoro”. Un po’ quello che succede con gli youtuber.

Sfida due: suggerimenti centrati

La seconda sfida riguarda una maggiore efficacia della navigazione. Netflix, Youtube, Spotify, Amazon: tutti suggeriscono contenuti e prodotti che si suppongono affini a quelli già visti, ascoltati, comprati. Nei podcast è una funzione ancora da perfezionare. Eppure indicare i contenuti giusti sarebbe fondamentale, ancor più che per un brano musicale. La ragione è banale: se una canzone non incontra il nostro gusto, può essere saltata dopo pochi secondi. I podcast, invece, durano molto di più. E capire se sono di nostro gradimento richiedono più tempo. Ecco perché avere raccomandazioni efficaci diventa decisivo. Un po’ come fa Spotify creato playlist personalizzate o come fanno migliaia di stazioni radio definendo un proprio stile musicale. Si spiega così la mossa di Apple, che lo scorso settembre ha acquisito Scout FM, una startup che punta a gestire i podcast per “canali radio”, omogenei e personalizzati.

Sfida tre: ricerca più efficace

La terza sfida è spiegata da un dato della ricerca Ipsos: il 37% degli ascoltatori ha trovato un podcast cercando su Internet un argomento di proprio interesse. Una quota (decisamente) superiore a quella degli utenti che inciampano in un podcast perché lo hanno visto sui social (il 22%). È quindi ancora preminente un’azione di ricerca autonoma e attiva. Intercettarla e, in parte, guidarla sarà importante in un ambiente sempre più affollato. Sarà quindi necessario migliorare i sistemi di ricerca, rendendoli più complessi e dettagliati: ad esempio non solo per temi e generi ma anche per autori e ospiti.

L’impegno delle grandi piattaforme

Nel 2008 Amazon ha acquisito Audible. Nel 2017 Google ha assorbito l’app di podcast 60db. Già un paio d’anni fa, Spotify ha dichiarato che il proprio futuro sarebbe stato “audio”, cioè non solo musica. Nel 2021, prevede LoopVentures, Apple potrebbe aggiungere alla sua scuderia un servizio dedicato ai podcast, simile a quelli già attivi per video, videogiochi, musica e informazione.

Certo, gli investimenti delle grandi compagnie non sono garanzia di successo, ma sono (quantomeno) un buon indizio. Per due motivi. Primo: ci vedono lungo e basano i propri investimenti (anche) su dati che (spesso) i concorrenti non hanno. Ma soprattutto perché sono piattaforme in grado di spingere i contenuti sui quali puntano. Una previsione fatta (sotto forma di investimento) da Apple, Spotify, Google o Amazon è già di per sé più attendibile perché Apple, Spotify, Google o Amazon si impegneranno per realizzarla. 


Le tre sfide per rendere i podcast redditizi

Che cosa succederà l’8 febbraio agli utenti di WhatsApp che non hanno accettato le modifiche? Niente

AGI – Cosa succederà l’8 febbraio a chi non avrà accettato i nuovo termini contrattuali con WhatsApp? Nulla, perché la società ha deciso di rinviare di tre mesi l’ultimatum e, di fronte alle critiche montanti e all’esodo verso servizi di messaggistica meno autocratici come Signal e Telegram, di “dare più tempo per il recente aggiornamento”.

Di più: WhatsApp ha deciso di spiegare agli utenti come stanno le cose visto che “il recente aggiornamento ha creato un po’ di confusione”.

“Poiché la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo” scrivono. Ecco in sintesi cosa sostengono.

Cosa non cambia

  • Tutto ciò che si condivide con familiari e amici rimane tra loro.
  • Le conversazioni personali continueranno a essere protette con la crittografia end-to-end.
  • Né WhatsApp né Facebook possono vedere i messaggi privati. Non viene tenuta traccia delle persone che vengono chiamate o cui vengono inviate messaggi.
  • WhatsApp non può nemmeno vedere la posizione condivisa e non condivide i contatti dell’utente con Facebook.
  • Con questo aggiornamento non aumenta la capacità di condividere le informazioni con Facebook.

Cosa cambia

L’aggiornamento include invece nuove opzioni facoltative che consentono agli utenti lo scambio di messaggi con le aziende che usano WhatsApp e offrono maggiore trasparenza sulle modalità di raccolta e utilizzo dei dati. L’obiettivo è diffondere l’uso di WhatsApp per fare acquisti. Tuttavia, l’azienda ritiene che in futuro saranno sempre di più gli utenti sceglieranno di farlo.

Cosa non succederà l’8 febbraio

WhatsApp ha deciso di posticipare la data in cui richiederà agli utenti di rivedere e accettare i termini. L’8 febbraio, nessun account verrà sospeso o eliminato. In modo graduale, e secondo le tempistiche di ciascuno, gli utenti saranno invitati a rivedere l’informativa prima del 15 maggio, quando saranno disponibili le nuove opzioni business.


Che cosa succederà l’8 febbraio agli utenti di WhatsApp che non hanno accettato le modifiche? Niente

Samsung ha presentato i nuovi Galaxy S21. Che cosa c’è da sapere

AGI – “Viviamo in un mondo mobile-first, in cui molte persone hanno iniziato a lavorare da remoto e a trascorrere più tempo a casa. Con i nostri nuovi smartphone, abbiamo voluto offrire un’esperienza in grado di rispondere alle esigenze multimediali che caratterizzano la nostra vita quotidiana in rapida evoluzione”. Con queste parole TM Roh, Presidente e Head of Mobile Communications Business, di Samsung, ha aperto la presentazione dei nuovi Galaxy S21 5G, S21+ 5G e S21 Ultra 5G, la nuova serie di smartphone della multinazionale coreana. 

Il primo è pensato per chi vuole un design sottile e un display compatto da 6,2”, il secondo ha un display più ampio da 6,7” e una batteria più capiente ed è più centrato per gli amanti del gioco e delle serie tv. Per quanto riguarda l’S21 Ultra, Roh ha parlato di un “esempio di come Samsung stia portando avanti un’innovazione significativa, volta a offrire ai consumatori esperienze personalizzate, che possano arricchire le loro vite e aiutarli a esprimere la propria personalità. Abbiamo voluto fare un altro passo avanti ed espandere i confini delle concrete possibilità di uno smartphone”.

Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G sono già in vendita in Italia. Il primo, nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo consigliato di 879 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 929 euro. Il secondo è in vendita nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo di 1.079 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 1.129 euro.  Anche Galaxy S21 Ultra 5G sarà disponibile in vendita da oggi, ad un prezzo che oscilla tra 1.279 e 1.459 euro.

Tripla fotocamera, ia e fermo immagine 8K

La tripla fotocamera con Intelligenza Artificiale di Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G è progettata per i momenti in cui si desidera fare scatti più ricercati e avere maggior controllo creativo. Il sistema di lenti è in grado di analizzare e adattarsi alla scena per garantire il miglior scatto possibile in ogni ambiente.

La funzione “Fermo Immagine 8K” permette di ottenere immagini nitide dai video in 8K, mentre “Super Stabilizzatore” garantisce la massima fluidità dei video indipendentemente dalla velocità o dalle condizioni di ripresa, ottimizzando automaticamente tra i 30fps e i 60fps registrando in risoluzione FHD.

La funzionalità “Scatto Singolo”, poi, grazie all’Intelligenza Artificiale permette di ottenere contemporaneamente un’ampia gamma di immagini e video, è stata migliorata con nuove impostazioni come Video in Evidenza e Slow-Mo Dinamico.

Schermo intelligente

Galaxy S21 Ultra 5G è il modello più grande della serie Galaxy S21: ha un display Dynamic AMOLED 2X da 6,8”. Per la prima volta gli utenti non devono più decidere tra la fluidità di una frequenza di aggiornamento da 120Hz e un display Quad HD+: su Galaxy S21 Ultra 5G sono disponibili entrambi.

La frequenza di aggiornamento dello schermo si adatta al contenuto visualizzato, da 10Hz a 120Hz, assicurando la migliore esperienza di visione senza compromettere la durata della batteria. Rispetto a Galaxy S20, S21 Ultra 5G offre  immagini 25% più brillanti. Con un rapporto di contrasto migliorato del 50%, i contenuti sullo schermo risultano nitidi ed immersivi, anche all’esterno.

Infine, come Galaxy S21 5G e S21+ 5G, anche Galaxy S21 Ultra 5G include un sistema di protezione della vista, per ridurre l’affaticamento degli occhi.

Sensore da 108 MP

Il Galaxy S21 Ultra 5G è dotato di quadrupla fotocamera posteriore (ultra-grandangolare, grandangolare e doppio teleobiettivo) che dispone di un sensore da 108 MP, da cui è possibile acquisire foto HDR a 12 bit. È possibile anche registrare in 4K a 60 fps con tutti gli obiettivi, inclusi la fotocamera frontale e le quattro lenti posteriori. Inoltre, grazie all’opzione file RAW a 12 bit, è possibile conservare tutti i dettagli anche per l’editing delle foto.

Disegnare e prendere appunti con la S pen

Samsung ha portato la S Pen su Galaxy S21 Ultra 5G: si potrà disegnare, prendere appunti, editare foto e firmare documenti. È possibile utilizzare la S Pen di un dispositivo Galaxy Note o Galaxy Tab, oppure acquistare una S Pen separatamente.

Per garantire una connettività migliore e più rapida, Galaxy S21 Ultra 5G è uno dei primi smartphone che supporta il Wi-Fi 6E, che offre una maggiore larghezza di banda e una connessione internet quattro volte più veloce, così da poter trasmettere in streaming e condividere contenuti in un batter d’occhio.

Con una connettività 5G ultraveloce e a bassissima latenza, Galaxy S21 Ultra 5G è progettato per fornire download video veloci, oltre a videoconferenze e streaming fluidi. Grazie alle funzionalità Ultra-wideband (UWB) integrate in Galaxy S21 Ultra 5G e S21 + 5G, sarà presto possibile usare Galaxy S21 per sbloccare automaticamente le portiere dell’auto, senza estrarre le chiavi.


Samsung ha presentato i nuovi Galaxy S21. Che cosa c’è da sapere

I passi falsi di WhatsApp e Twitter fanno volare Telegram

AGI – Telegram ha registrato 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore. Lo ha dichiarato il suo fondatore, Pavel Durov. L’annuncio arriva nel momento in cui WhatsApp, principale rivale dell’app di messaggistica, è al centro di numerose polemiche per via dell’aggiornamento dei termini di utilizzo che consentiranno di condividere più dati con Facebook.

Durov, 36 anni, di cui qualcuno passato in Italia durante l’infanzia, ha dichiarato sul suo canale Telegram che l’app ha registrato oltre 500 milioni di utenti attivi mensili nelle prime settimane di gennaio e “25 milioni di nuovi utenti si sono uniti a Telegram solo nelle ultime 72 ore”.

Durov non cita mail l’app rivale, ma spiega che, a suo avviso, “la gente non vuole più scambiare la propria privacy con servizi gratuiti”.

I nuovi termini di WhatsApps hanno suscitato critiche in quanto gli utenti extraeuropei che non accettano le nuove condizioni prima dell’8 febbraio saranno tagliati fuori dall’applicazione di messaggistica. Durov martedì ha detto che Telegram è diventato il “più grande rifugio” per quanti cercano una piattaforma di comunicazione privata e sicura e ha assicurato ai nuovi utenti che il suo team “prende questa responsabilità molto seriamente”.

Telegram è stata fondata nel 2013 dai fratelli Pavel e Nikolai Durov, che hanno anche fondato il social network russo VKontakte. Una delle caratteristiche che l’hanno resa popolare è il rifiuto di collaborare con qualsiasi autorità e di consegnare le chiavi di cifratura dei messaggi, il che ha portato al suo divieto in diversi Paesi, tra cui la Russia. Anche se sul finire dello scorso anno Mosca ha annunciato che revocherà il divieto. 

@arcamasilum


I passi falsi di WhatsApp e Twitter fanno volare Telegram

Lo smarphone di Zte con la fotocamera sotto il display è disponibile anche per l’Italia

Lo ZTE Axon 20 5G, il primo smartphone 5G con fotocamera sotto il display, è disponibile per l’acquisto anche in Italia, ma solo sul sito web ZTE. Al momento non sono pèrevisti accordi con gli operatori, né con catene di negozi fisici.

A differenza di tutti gli altri smartphone in commercio (a esclusione di quelli con pop-up camera),  Axon 20 non ha alcun notch o foro sul display OLED FHD+ da 6,92 pollici a 90Hz. Per riuscirci sono stati usati materiali più trasparenti, chip a doppio controllo, circuiti driver unici, matrice speciale di pixel e il un algoritmo per il selfie usato dalla telecamera frontale alloggiata in modo invisibile sotto lo schermo, dove sono alloggiati anche il sensore di luminosità, l’altoparlante e il sensore per le impronte digitali 

L’esperienza 5G 

Axon 20 5G è dotato di una tecnologia d’antenna potenziata per garantire un’esperienza 5G ultraveloce. La Super Antenna 2.0 della ZTE è un’antenna PDS all’avanguardia con un design integrato a 360 gradi surround e una tecnologia intelligente di sintonizzazione ad anello chiuso, che può migliorare la stabilità della connessione di rete e la velocità di download. 

Sul fronte dle comparto fotografico è dotato di una telecamera principale super HD da 64MP che supporta video ad alta risoluzione 4K a 60 fps, scene super notturne e video HDR in tempo reale in condizioni di illuminazione multipla. Inoltre, gli obiettivi principali e il grandangolo supportano la stabilizzazione dell’immagine,

Le prestazioni

Alimentato dalla piattaforma Qualcomm Snapdragon 765G, Axon 20 5G è dotato di un motore di ottimizzazione del sistema a scenario completo di nuova generazione. La batteria da 4.220 mAh può supportare la ricarica rapida da 30W e ha una modalità di risparmio energetico da 5G che migliora la durata della batteria del 35%. Le capacità di dissipazione del calore sono migliorate grazie a un sistema a triplo livello, che include la circolazione del raffreddamento a liquido, il cuscinetto termico in nanofibra di carbonio e il materiale in grafite. 

È disponibile in due colori: nero mezzanotte e giallo alba e pesa 198 grammi.

Gli auricolari

ZTE ha presentato anche gli auricolari TWS – gli ZTE Livebuds. Grazie ai due microfoni ad alta definizione all’interno, utilizzano la riduzione del rumore ambientale ENC con l’inclusione di un chip intelligente di riduzione del rumore che sopprime il 90% del rumore ambientale.

Axon 20 5G costa 449 euro  e le LiveBuds ha un prezzo 39,90.

 


Lo smarphone di Zte con la fotocamera sotto il display è disponibile anche per l’Italia

Tcl si allea con Google per conquistare il mondo delle smart-tv

Tcl, il colosso dell’elettronica di consumo da 300 milioni di clienti in 160 Paesi, si è alleato con Google per conquistare il mondo delle smart-tv.

Sul palco (per la prima volta virtuale) del CES di Las Vegas ha lanciato la Google Tv attraverso una partnership che porterà su schermi QLED, Mini-LED e 8K l’offerta di intrattenimento del grupo di Mountain View.

Sarà disponibile da subito negli Stati Uniti, per poi arrivare nel resto del mondo. “Siamo entusiasti di collaborare con TCL per portare Google TV ai clienti di tutto il mondo. Google TV è un’esperienza TV utile e piacevole che aiuta gli utenti a trovare i contenuti che amano” ha dichiarato Shobana Radhakrishnan, Senior Engineering Director Google TV.

Ma al di là dei proclami e dei buoni propositi, che  cosa sarà possibile vedere su Google TV?

Film, programmi, programmi TV in diretta e altro da tutte le app e gli abbonamenti organizzati per gli utenti. Integrerà suggerimenti personalizzati che consentiranno agli utenti di scoprire cose nuove da guardare, controllare i dispositivi domestici intelligenti e anche fare domande a Google sul grande schermo.

Non solo Google Tv, TCL ha anche presentato una nuova linea di smartphone, la Serie 20, che combina un design ispirato alla natura, prestazioni di livello, con  due modelli 5G, un’immagine migliorata, e una maggiore durata della batteria. Ha lanciato nuovi prodotti Alcatel con due smartphone (dotati di fotocamere con Intelligenza Artificiale) e di un tablet: Alcatel 3L, Alcatel 1S e Alcatel 1T 7 WiFi. 

E poi ancora, nuovi prodotti wearable: gli occhiali Wearable Display, gli auricolari premium MOVEAUDIO S600 True Wireless e l’ultimo MOVETRACK Pet Tracker.

L’AI per la visualizzazione adattativa

La Serie 20 di smartphone è dotata degli ultimi display realizzati da TCL e della nuova generazione di tecnologia NXTVISION, che fornisce miglioramenti in tempo reale nell’esperienza di visualizzazione di video e immagini. Tra i vantaggi apportati, una migliore conversione da SDR a HDR, una calibrazione ottimizzata del colore e maggiori caratteristiche di sicurezza per gli occhi. I dispositivi della Serie 20 includono anche un motore di visualizzazione dedicato di nuova generazione, combinato con software AI per consentire funzioni di visualizzazione adattiva, e la nuova tecnologia di miglioramento visivo, che consiste in un algoritmo che rileva in modo intelligente l’illuminazione dell’ambiente e distingue le diverse scene per migliorare automaticamente luminosità, accuratezza dei colori, chiarezza e contrasto. “Quest’anno – ha sottolineato Aaron Zhang, CEO di TCL Communication – i nostri dispositivi mobili a marchio TCL evidenziano una crescente attenzione al rafforzamento del nostro ecosistema, rendendo la connettività 5G più accessibile e conveniente per le persone di tutto il mondo, senza compromettere le caratteristiche e il design premium di TCL”.

L’innovazione “accessibile” Alcatel

“La nostra prossima generazione di smartphone Alcatel – ha precisato Stefan Streit, Global Marketing General Manager di TCL Communication – ridefinisce l’innovazione come accessibile e si sforza di soddisfare le esigenze sempre mutevoli dei nostri consumatori”,  “I consumatori richiedono sempre più spesso fotocamere dotate di AI, e noi abbiamo risposto assicurando che queste siano una caratteristica standard nella nostra ultima linea di smartphone”.


Tcl si allea con Google per conquistare il mondo delle smart-tv

Lo smartphone di fascia media Redmi Note 9T monta due sim 5G

AGI – Connettività 5G su due schede SIM contemporaneamente e più antenne, per connessioni veloci anche in condizioni di congestione del traffico. Tripla fotocamera posteriore da 48 megapixel con sensore di profondità da 2 megapixel e un obiettivo macro da 2 megapixel.

Queste in sintesi le caratteristiche principali di Redmi Note 9T 5G, nuovo smartphone di fascia media lanciato da Xiaomi. La compagnia di Pechino, terzo produttore mondiale di smartphone (secondo i dati di ottobre 2020, con 46,5 milioni di smartphone, il 42% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ha superato Apple) ha presentato anche lo smartphone entry level Redmi 9T e i nuovi dispositivi dell’ecosistema Xiaomi: Mi Smart Clock e Mi 360° Home Security Camera 2K Pro.

Terza azienda di smartphone del mondo

“Xioami è attualmente la terza più grande azienda di smartphone del mondo -ha detto in apertura Abi Go, Head of Product Marketing di Xiaomi”. A proposito della serie Redmi Note 9, lanciata lo scorso anno, ha sottolineato come sia “stata apprezzata da 20 milioni di utenti”.

Il 5G per tutti

Ma la chiave che dà un po’ il senso di questo lancio sta forse qui. “Rendere la tecnologia più recente accessibile a tutti”. E la tecnologia che tutti vogliono è il 5G, “23 volte più veloce” di una connessione 4G. Un esempio? Per scaricare un film di due ore con il 4G ci vogliono pochi minuti, “con il 5G bastano pochi secondi”.

Alla ricerca dello scatto perfetto

Non solo 5G, la sfida del futuro (in tempi di distanziamento obbligatorio ancora di più) è nella creatività, in casa e fuori. Per questo il Redmi Note 9T 5G è equipaggiato con una una tripla fotocamera posteriore da 48 megapixel. Obiettivo è fa sentire anche gli utenti meno esperti dei veri e propri fotografi professionisti, consentendo una migliore qualità dell’immagine e un’elaborazione più rapida, mentre i suoi strumenti di creatività – come Night, Pro + RAW, HDR e la modalità Ritratto – permettono agli utenti di catturare lo scatto perfetto, indipendentemente dalle circostanze.

Quando arriva

Redmi Note 9T è disponibile (nella versione 4GB+64GB) dal 25 gennaio al prezzo di 269,90 euro. La configurazione da 4GB+128GB sarà invece disponibile su mi.com e presso Mi Store Italia al prezzo di 299,90 euro.

La webcam con l’intelligenza artificiale

Durante l’evento sono stati presentati anche due nuovi dispositivi dell’ecosistema Xiaomi: Mi Smart Clock e Mi 360 Home Security Camera 2K Pro. Il primo è una sveglia smart, con touchscreen a colori da 3,97 pollici che visualizza orario, meteo, calendario e può fare da cornice digitale. La webcam di sicurezza adotta invece un algoritmo di rilevamento umano per individuare le sagome e tenere informati gli utenti tramite messaggi automatici. Grazie ai doppi microfoni e alla tecnologia di cancellazione attiva del rumore, supporta una comunicazione bidirezionale. Mi Smart Clock e Mi 360° Home Security Camera 2K Pro sono disponibili in Italia a partire da marzo entrambi al prezzo di 59,99 euro.


Lo smartphone di fascia media Redmi Note 9T monta due sim 5G

Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

“Durante lo scorso anno, abbiamo assistito al ruolo fondamentale svolto dalla tecnologia nell’aiutarci a continuare la nostra vita e rimanere in contatto gli uni con gli altri. Il nostro impegno per un futuro inclusivo e sostenibile va di pari passo con la nostra incessante ricerca di innovazione per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori: dalla riduzione dell’impronta di carbonio dei nostri prodotti, alla fornitura di una suite di funzioni di accessibilità, all’offerta di un un’esperienza visiva senza precedenti che si adatta allo stile di vita di ogni utente”. Queste le parole con cui JH Han, President of Visual Display Business di Samsung, ha aperto il suo First Look 2021, appuntamento (per la prima volta virtuale) in cui la compagnia coreana ha presentato la nuova gamma di TV: Neo QLED e Lifestyle TV, annunciando inoltre che da quest’anno i televisori Samsung saranno dotati di un telecomando a energia solare che può essere ricaricato dalla luce del sole ma anche dalle luci di casa, o tramite usb.

Tutto questo a pochi giorni dal CES 2021 di Las Vegas, la più importante fiera del mondo dedicata all’elettronica di consumo. Di accessibilità, sostenibilità (miglioramento dell’efficienza energetica, impiego di materiali riciclati e riduzione al minimo del testo e delle grafiche sull’imballaggio ecologico) e innovazione ha parlato anche Bruno Marnati, Head of Audio Video di Samsung Italia. “Il nostro impegno nell’innovazione, nel DNA di Samsung da sempre, deve andare di pari passo con la costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile”.

In particolare Samsung ha presentato una tecnologia display nuova, Neo QLED, nei suoi modelli di punta 8K (QN900A) e 4K (QN90A), portando la tecnologia QLED a un livello ulteriore grazie a una nuova sorgente luminosa, il Quantum Mini LED, controllata dalla tecnologia Quantum Matrix e dal processore Neo Quantum, un potente processore di immagini ottimizzato per Neo QLED. I modelli 2021 Neo QLED 8K e 4K di Samsung presentano poi funzionalità smart che arricchiscono il ruolo della TV, supportando le esigenze di fitness, intrattenimento e smart working dei consumatori.Samsung ha presentato anche la nuova gamma di Lifestyle TV. The Frame 2021 ha una dimensione della cornice dimezzata rispetto ai modelli precedenti. Le nuove cornici personalizzabili sono disponibili in cinque opzioni di colore e in due diversi stili personalizzabili.


Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

Ecco la fotocamera digitale più grande del mondo: ha 3.200 megapixel

AGI – La fotocamera digitale più grande del mondo ha scattato le prime immagini, composte da 3,2 miliardi di pixel (o 3.200 megapixel), riprendendo un broccolo romanesco, ma sarà presto utilizzata per osservare l’Universo alla ricerca di risposte sul cosmo. Questo il risultato raggiunto dagli esperti del Centro d’Accelerazione Lineare di Stanford (SLAC), presso l’Università di Stanford, che hanno pubblicato un comunicato per descrivere il successo dell’operazione.

“La telecamera verrà trasferita all’Osservatorio Vera C. Rubin – afferma Hannah Pollek dello SLAC – e potrà aiutare gli astronomi a scrutare l’Universo alla ricerca di informazioni relative alla formazione e all’evoluzione delle galassie, nella speranza di comprendere meglio la materia oscura e la sua presenza nella realtà”.

La fotocamera ha 189 sensori di luce individuali che portano 16 megapixel di dati e sono raggruppati in nove set. “Il dispositivo risulta delle dimensioni di un SUV – spiega l’esperta – ed è stato utilizzato, in fase di test, per inquadrare delle verdure ad altissima definizione, ma il vero scopo della fotocamera è quello di osservare l’Universo, nella speranza di individuare alcune delle luci più fioche e comprendere meglio i segreti della nostra realtà cosmica”.

La scienziata aggiunge che il progetto è stato davvero impegnativo, ma il team versatile è stato in grado di raggiungere un livello di definizione elevatissimo, tanto che i pixel raggiungono dimensioni di circa dieci micron, mentre il piano focale è estremamente piatto, meno di un decimo di un capello.

“Queste proprietà consentono alla fotocamera di acquisire immagini nitide – si legge nel comunicato – e abbastanza grandi da scattare foto di una porzione di cielo con 40 lune piene. L’intera telecamera è progettata in modo che i sensori di imaging possano rilevare oggetti che sono oltre dieci milioni di volte più deboli degli oggetti visibili ad occhio nudo. Potrebbe rilevare, ad esempio, una candela accesa a migliaia di chilometri di distanza”.

LSST Camera Focal Plane (Foto: SLAC National Accelerator Laboratory)

Il team ha scattato alcune foto utilizzando oggetti trovati in laboratorio prima di portare la fotocamera dalla California settentrionale alla sua destinazione finale in Cile, raffigurando un broccolo e la foto di Vera Rubin, l’astronoma da cui l’osservatorio prende il nome.

“Queste foto – conclude JoAnne Hewett, direttore del laboratorio associato di SLAC per la fisica fondamentale – sono le immagini a scatto singolo più grandi mai scattate. Per visualizzarle nella loro interezza avremmo bisogno di 378 schermi TV 4K ad altissima definizione. Il successo dello scatto di queste foto iniziali gioca un ruolo significativo nell’acquisizione e nella comprensione dell’Universo, è una pietra miliare che porta gli scienziati a compiere un grande passo avanti nell’esplorazione di questioni fondamentali sul cosmo in modi mai considerati precedentemente”.


Ecco la fotocamera digitale più grande del mondo: ha 3.200 megapixel

Il nuovo materiale che potrebbe proteggere le superfici dal coronavirus

AGI  Potrebbe essere efficace anche nella lotta al Covid-19 uno speciale rivestimento dalle proprietà battericide, da impiegare per mascherine, guanti e oggetti di uso comune come maniglie, corrimano e schermi tattili. Cercano di scoprirlo i ricercatori del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente e di Scienze biomediche dell’università di Cagliari, impegnati negli studi virologici su un particolare materiale sviluppato dagli specialisti del dipartimento di Scienze chimiche e geologiche e per il quale è stato richiesto un brevetto internazionale.

I team di virologi guidati da Francesca Esposito, responsabile scientifica del progetto, e da Enzo Tramontano e dai docenti Aldo Manzin e Fabrizio Angius. collaboreranno con un gruppo di chimici coordinati da Guido Ennas e Alessandra Scano, per raggiungere, nei prossimi 10 mesi, un risultato che potrebbe contribuire alla prevenzione della diffusione del Sars-CoV-2, il coronavirus responsabile della pandemia.

“Si tratta di un materiale che ha dimostrato di possedere attività battericida pari al 100% su batteri GRAM positivi e negativi”, spiega Esposito, “a differenza dei prodotti finora sviluppati, che portano unicamente a una riduzione della carica microbica, a fronte di assenza di tossicità per le cellule eucariotiche”.

I ricercatori hanno anche osservato che la capacità dei componenti dello speciale rivestimento di indurre la rottura della membrana dei microrganismi apre allo studio dell’attività antivirale nei confronti di virus con envelope (rivestimento) come i coronavirus (CoVs) ad alto rischio biologico.

L’approccio proposto dai ricercatori dell’università di Cagliari si basa sulla capacità del componente attivo, presente nel materiale oggetto di studio, di alterare profondamente le proprietà dell’envelope virale, determinandone l’alterazione o, nel migliore dei casi, la completa neutralizzazione, prima dell’entrata nella cellula ospite, così da prevenire l’infezione. Il progetto condotto dai tre dipartimenti dell’ateneo  rientra nell’iniziativa ‘Incentivo Ricerca – SR4COVID’, promossa dall’agenzia regionale ‘Sardegna Ricerche’.  


Il nuovo materiale che potrebbe proteggere le superfici dal coronavirus

Cosa dobbiamo aspettarci dalle tecnologia nel 2021

AGI – Telemedicina, cloud, sport femminile e informazione sul 5G: sono i trend in crescita nel 2021 secondo la ventesima edizione del report Deloitte “TMT Predictions”. Lo studio analizza le tendenze di tecnologia, media e telecomunicazioni che potrebbero influenzare consumatori e aziende nei prossimi mesi.

Uno dei trend innescati da Covid-19 a livello globale è stato il ricorso alla telemedicina, tra cui le visite mediche effettuate tramite video. Oltre ad aver reso necessario l’abbattimento di alcune barriere normative, i pazienti sono stati spinti a comprendere e utilizzare le app di videochiamata, soprattutto gli ultrasessantenni. Lo studio prevede che la percentuale di medici e pazienti disposti ad adottare soluzioni virtuali salirà al 5% a livello globale nel 2021, rispetto all’1% stimato nel 2019.

Lockdown e lavoro da remoto hanno accelerato la crescita del mercato cloud, che nel 2020 ha registrato tassi più elevati rispetto al 2019. Tra il 2021 e il 2025, si prevede che l’aumento dei ricavi rimarrà superiore al 30%. Il mercato esce quindi rafforzato dalla pandemia. “È ormai sotto gli occhi di tutti che la pandemia ha portato con sé un’accelerazione tecnologica senza precedenti, soprattutto in Italia”, afferma Andrea Laurenza, TMT Industry Leader, Deloitte Central Mediterranean.

Gli eventi sportivi, tra annullamenti, spostamenti e assenza di pubblico, sono stati condizionati nel 2020. Tuttavia, spiega il rapporto, sono rimaste intatte le prospettive di crescita. Soprattutto in due direzioni: la maggiore capitalizzazione degli sport femminili e l’utilizzo delle tecnologie digitali per allenarsi. Nei prossimi anni, prevede Deloitte, il mercato degli sport femminili supererà il miliardo di dollari, grazie a una crescente capacità di attrarre il pubblico televisivo e gl sponsor.

Le bufale sui danni del 5G sono dure a morire. Soprattutto in Italia, che tra i Paesi analizzati è penultimo per conoscenze sulle nuove tecnologie di rete. Sarebbe quindi necessario “un tempestivo e adeguato piano di informazione che educhi i consumatori affinché vengano opportunamente arginate le paure” associate al 5G.

“Anche se persistono alcune resistenze come nel caso del 5G – spiega Laurenza – il nostro Paese sta vivendo un incremento dell’alfabetizzazione digitale sia a livello di consumatori sia di aziende, ed è fondamentale capitalizzare questi cambiamenti per ottimizzare il rilancio socio-economico post Covid”.


Cosa dobbiamo aspettarci dalle tecnologia nel 2021

Il down di Google è durato un’ora. Gmail, YouTube e Classroom sono tornati online

AGI – I servizi di Google sono rimasti bloccati per circa un’ora in numerose nazioni, tra cui Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia. La homepage del motore di ricerca e alcune funzioni di ricerca non erano disponibili ma YouTube, Gmail, Google Docs, Google Calendar, Google Home, Nest, Google Classroom e praticamente ogni altro servizio del colosso di Mountain View risultavano non funzionanti. I disservizi sono stati rilevati alle 12,55 ora italiana e sono stati risolti alle 13,52. 

“Il problema riscontrato dovrebbe essere stato risolto per la stragrande maggioranza degli utenti interessati” scrive Google, “Continueremo a lavorare al ripristino del servizio per gli utenti che continuano a riscontrare il problema. Garantiamo che l’affidabilità del sistema è una priorità di Google e stiamo apportando continui miglioramenti per rendere migliore il nostro sistema”.

“Oggi alle 3:47 am PT [12:47 ora italiana] Google ha riscontrato una interruzione del sistema di autenticazione per circa 45 minuti, dovuta ad un problema interno con la quota storage. I servizi che necessitano che gli utenti siano loggati hanno riscontrato una elevata percentuale di errore durante quel periodo. Il problema con il sistema di autenticazione è stato risolto alle 4:32 AM PT [13:32 ora italiana]. Tutti i servizi sono ora ripristinati. Ci scusiamo con tutti coloro che sono stati impattati e condurremo un approfondito esame per per garantire che questo problema non possa ripetersi in futuro.”


Il down di Google è durato un’ora. Gmail, YouTube e Classroom sono tornati online

L’evento per comprendere le opportunità del 5G per l’Italia

“La quinta generazione mobile entrerà nel vivo nel 2021, quando molte sperimentazioni passeranno dalla fase pilota a quella a regime, potendo essere replicate nei territori e in attività industriali e di business”: Andrea Rangone, presidente di Digital360, accende i riflettori sull’anno che verrà nell’annunciare l’edizione di fine anno di Telco per l’Italia, lo storico evento di CorCom. L’appuntamento è per mercoledì 16 dicembre dalle ore 17 (cliccare qui per l’agenda e la registrazione).

“Il 5G per la ripresa economica: la roadmap dell’Italia”, il titolo del digital event dedicato ad esplorare le potenzialità della quinta generazione mobile in termini di business e di rilancio del Paese anche e soprattutto a seguito degli impatti della pandemia da Covid-19.

“Già oggi il 5G ha aperto la strada della cooperazione fra istituzioni, aziende, mondo dell’università e della ricerca in ottica di ecosistema. Una grande opportunità per tutti: i consumatori, il tessuto economico-industriale e la PA beneficeranno delle grandi potenzialità offerte in termini di applicazioni e servizi – sottolinea Rangone – Telco per l’Italia 2020 sarà il momento di approfondimento e dibattito su uno dei temi più “caldi” del comparto Tlc, infrastruttura strategica per la quarta rivoluzione industriale”.

L’evento online riunirà a dibattito i principali operatori di Tlc e i vendor, alla luce delle sperimentazioni del Ministero dello Sviluppo economico che si sono ufficialmente concluse lo scorso 30 giugno. Sarà presente, in apertura dei lavori, il Sottosegretario al Mise con delega alle Tlc, Mirella Liuzzi. Nell’occasione saranno presentati alcuni dei progetti più rappresentativi già sviluppati e attuati in Italia e all’estero, con l’obiettivo di diffonderne la conoscenza e favorire la crescita di nuove iniziative. L’Italia è in pole position nelle use case e vanta già esperienze in grado di favorire lo sviluppo di un ecosistema nazionale. L’obiettivo dell’evento è delineare la roadmap italiana della nuova generazione di reti e delle applicazioni.

“L’Italia ha bisogno di accelerare sull’infrastrutturazione ultrabroadband e il 5G può rappresentare un’occasione senza precedenti per lo sviluppo di applicazioni e servizi avanzati, indispensabili per il grande salto nella digitalizzazione – commenta Mila Fiordalisi, Direttore di CorCom – Bisognerà però sgombrare il campo dalle fake news, in particolare quelle sull’elettrosmog, e semplificare ulteriormente l’iter autorizzativo per spianare la strada verso il futuro”.


L’evento per comprendere le opportunità del 5G per l’Italia

Che cosa si progetta nei laboratori aperti di Ericsson e quanto investe in Ricerca e Sviluppo

C’è un sistema conforme al GDPR e basato su blockchain, che tiene traccia dei dati personali e pubblici dell’utente, proteggendo i dati sensibili, in modo da attivare servizi in ambito healthcare. Un progetto sviluppato con RiAtlas, una startup dell’Università di Salerno specializzata nel monitoraggio dei pazienti da remoto tramite applicazioni che sfruttano il potenziale di AI, IoT, wearable e smartphone.

Ma c’è anche il progetto per il controllo remoto del robot umanoide R1 dell’Istituto Italiano di Tecnologia che, grazie alla rete 5G, potrà raccogliere in tempo reale una enorme quantità di dati sull’ambiente circostante, condizione necessaria per muoversi in modo autonomo e interagire con persone e oggetti anche negli ambienti esterni più complessi. Tra gli altri c’è poi 5G VR CoDrive, progetto che consente di essere guidati in viaggi virtuali, potendo vedere, muoversi e interagire come se si fosse realmente in presenza. Sono alcuni dei progetti nati negli Innovation Garage di Ericsson, laboratori tecnologici nati all’interno dei tre centri di Ricerca e Sviluppo della compagnia di Genova, Pisa e Pagani (in provincia di Salerno). 

Co-sviluppo aperto a startup e studenti

I tre Innovation Garage sono tra loro interconnessi, ma ognuno ha una competenza tecnologica specifica: il laboratorio di Genova è specializzato in latenza delle reti 5G, Pisa in robotica e Pagani in cybersecurity. Nel corso del 2020 si sono occupati prevalentemente di progetti in ambito healthcare, assistenza sociale e industria 4.0. Soprattutto i tre laboratori condividono l’approccio di fondo: hanno l’obiettivo di agevolare dipendenti, aziende, istituzioni, studenti, centri di ricerca e startup nelle attività di co-sviluppo e testing di soluzioni innovative, a supporto delle comunità locali. 

Contaminazione

“Oggi un’azienda per rimanere competitiva deve collaborare con i diversi attori dell’ecosistema in cui opera, facendo ricorso a idee, strumenti e competenze sia esterne che interne. Gli Innovation Garage sono luoghi di cross-fertilizzazione e sperimentazione, dove vige un approccio collaborativo e aperto all’innovazione” ha spiegato Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia.

Ericsson, quanto investe in R&d n Italia

La presentazione degli Innovation Garage è stata anche l’occasione per il punto sull’attività di Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia. La compagnia è presente nel nostro Paese da più di 100 anni, da 42 è impegnata in Ricerca e Sviluppo: negli ultimi 20 anni ha prodotto più di 600 brevetti. Tra le tappe più rilevanti di questo percorso la creazione nel 1978 della Divisione R&S a Roma e la prima dimostrazione in Italia del 5G nel 2017.


Che cosa si progetta nei laboratori aperti di Ericsson e quanto investe in Ricerca e Sviluppo

Cosa ha cercato la gente su Google nel 2020 (oltre al coronavirus)

Coronavirus e dintorni, elezioni americane, l’incidente ad Alex Zanardi, l’addio a Diego Armando Maradona. Sono gli argomenti che hanno caratterizzato il 2020 degli italiani, almeno secondo Google. Il motore di ricerca ha, come di consueto, diffuso le liste di “Un Anno di Ricerche”. Non sono le chiavi di ricerca più usate in assoluto ma quelle che, per un periodo prolungato, hanno registrato un forte incremento rispetto al 2019.

Pandemia e dintorni

La vetta in diverse categorie spetta alla pandemia. Coronavirus è la parola che, più di ogni altra, ha segnato le ricerche 2020. “Elezioni Usa”, al secondo posto, è l’unico argomento in grado di fare breccia in una top 5 dominata da termini legati al Covid-19: al terzo e quarto posto ci sono Classroom e Weschool, i due servizi online più utilizzati per le lezioni a distanza. E al quinto posto c’è la ricerca delle regole indicate dal governo, con “Nuovo Dpcm”.

Fai da te in cucina e dall’estetista

Gli utenti chiedono a Google istruzioni per l’uso e il significato di alcune parole. E anche queste liste sono segnate da coronavirus. Gli italiani hanno chiesto “come fare” “il pane in casa”, “e mascherine antivirus”, “il lievito di birra” e “la pizza”. Frutto di un ritrovato gusto per la panificazione e la cucina durante il lockdown. Vista la penuria di alcuni prodotti e la chiusura di alcune attività, si sono moltiplicate alcune ricerca sul “fai da te”. Per produrre cosa? “Amuchina”, “maschera capelli”, “scrub viso e corpo e labbra”, “tinta capelli”, “ceretta”. Insomma, oltre ai disinfettanti per le mani, si è sentita la mancanza di parrucchieri ed estetisti. Il “fai da te” ha riguardato anche attività di bricolage. Sono stati infatti molto cercati “pollaio”, “barbecue” e “zanzariere”.

In cerca di spiegazioni su pandemia e Mes

Legati al coronavirus sono anche le ricerche che puntano a capire “cosa significa…” un parola. In vetta ci sono infatti “pandemia”, “mes” (il molto discusso meccanismo europeo di stabilità), “dpcm” e “congiunti” (termine che decretava il primo spiraglio di allentamento del primo lockdown).

Solo alcuni eventi e la richiesta di alcuni “perché” infrangono il dominio della pandemia nelle ricerche Google 2020. “Perché si chiama coronavirus” è al secondo posto, preceduto da “perché votare si al referendum” (tenutosi a settembre per ridurre il numero dei parlamentari) e seguito da “perché le scope stanno in piedi” (frivolo tormentone di inizio anno). Gli eventi più cercati sono delle costanti. Gli italiani confermano l’enorme interesse per “Campionato Serie A”, “Elezioni USA” e “Festival di Sanremo”.

Da Alex Zanardi a Maradona

I personaggi che hanno registrato un’impennata di ricerche sono quelli legati all’attualità: “Alex Zanardi” (vittima di un grave incidente e impegnato nel percorso riabilitativo) e “Silvia Romano” (liberata a maggio dopo un anno e mezzo di prigionia). Molto ricercati anche i due protagonisti della corsa alla Casa Bianca (“Donald Trump” e “Joe Biden”) e “Giuseppe Conte”.

Nella lista degli addii ci sono i nomi di personaggi morti nel corso dell’anno. In vetta due campioni dello sport: la crescita di ricerche più netta è stata quella di “Maradona”, seguito da “Kobe Bryant”. Alle loro spalle un trio di artisti italiani: “Gigi Proietti”, “Ezio Bosso” ed “Ennio Morricone”, che precede “Sean Connery”.  

Agi