Dalle email alle Big Tech, ecco quanto inquina Internet

AGI – Ogni ricerca su Internet è responsabile dell’immissione nell’atmosfera di 1,7/2 grammi di CO2. Un solo server può arrivare a produrre in un anno da 1 a 5 tonnellate di anidride carbonica. Il semplice invio di un’email può comportare la produzione di anidride carbonica da 4 fino a 50 grammi (se gli allegati sono di grandi dimensioni).  Non solo: il consumo energetico dei data center è pari all’1% della domanda globale di energia.

Quanto “pesa”  poi in termini di inquinamento ogni gigabyte su Internet? Produce emissioni di CO2 tra i 28 e i 63 grammi. Tanto per essere chiari, secondo uno studio della Royal Society di fine 2020, in un anno un utente medio che utilizza la posta elettronica per lavoro può arrivare a emettere 135 chili di CO2. Per quello studio le tecnologie digitali contribuiscono tra l’1,4% e il 5,9% alle emissioni globali di CO2.

È un po’ questo il punto di partenza di ogni ricerca che abbia come obiettivo il dare una dimensione di quanto inquinano le nostre attività quotidiane online. Se alziamo lo sguardo, questi numeri, ci portano dritti alle aziende che dei servizi su Internet hanno fatto un business gigantesco, inquinando come uno Stato. Proprio così.

Nel dettaglio l’Osservatorio ESG Karma Metrix (progetto dell’agenzia di digital marketing Avantgrade.com, che misura la carbon footprint delle pagine Web), i cui dati sono stati resi noti  in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, ci dice che i nostri microcomportamenti quotidiani fanno sì che  Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google in 1 anno abbiano consumato 49,7 Milioni di MWh quasi come la Romania (50) e più di Portogallo e Grecia

In generale, dal 2018 al 2020 (anni per cui sono disponibili i bilanci di sostenibilità delle aziende, passati al setaccio dagli analisti di Karma Metrix) il consumo di energia delle 5 Big Tech è quasi triplicato, passando da 16,6 a 49,7 Milioni MWh.

E Internet? Il report cita anche il Global Carbon Project, la sua stima è che se Internet fosse una nazione sarebbe la quarta più inquinante al mondo. Ricordiamo che la Rete produce emissioni di CO2 sia per le modalità poco efficienti di realizzare siti web e app, sia per i combustibili fossili che alimentano i data center.
Sempre secondo lo studio della Royal Society riportato dal World Economic forum, il digitale contribuirebbe alle emissioni mondiali di CO2 per una quota compresa tra l’1,4 per cento e il 5,9 per cento del totale (per fare un paragone, il traffico aereo contribuisce solo al 2%).

La tecnologia utile all’ambiente

Il punto è che la transizione energetica non può non essere guidata dai dati, il settore tecnologico dovrebbe dare l’esempio e fornire i dati necessari per consentire il monitoraggio del consumo di energia e delle emissioni di carbonio e le autorità di regolamentazione dovrebbero sviluppare linee guida sulla proporzionalità energetica delle applicazioni digitali.

il mining di criptovalute

In tutto questo deve essere considerato anche il valore in termini di inquinamento delle criptovalute. Secondo uno studio di Digiconomist, citato da The Guardian a fine 2021, una singola transazione bitcoin utilizza la stessa quantità di energia che consuma una famiglia americana media in un mese, il che equivale a circa un milione di volte in più in emissioni di carbonio rispetto a una singola transazione con carta di credito. E a livello globale, l’impronta di carbonio del mining di bitcoin è maggiore di quella degli Emirati Arabi Uniti e scende appena al di sotto dei Paesi Bassi.

+17% di Co2 in tre anni

In particolare l’analisi di Karma Metrix, ha estratto dal report i valori di energia consumata e di CO2 prodotta per ogni anno. Dai dati emerge che Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google hanno emesso 98,7 milioni di tonnellate di CO2, più dell’intera Repubblica Ceca (92,1), con un aumento aggregato delle emissioni totali del 17% dal 2018 al 2020. Tra le cinque aziende spiccano tuttavia “dei segnali positivi di riduzione della Co2 di Apple e Google – spiega lo studio – grazie al maggior peso delle fonti energetiche rinnovabili e alla ricerca attiva di efficienza energetica nei loro data center”.


Dalle email alle Big Tech, ecco quanto inquina Internet

Nuova versione beta di WhatsApp: arrivano i primi cambiamenti alle Reazioni

Da qualche settimana sono arrivate finalmente le Reazioni ai messaggi di WhatsApp, ma gli sviluppatori hanno già iniziato a mettere le mani su questa funzione: in un nuovo aggiornamento beta dell’app di messaggistica, si nota infatti un primo cambiamento alla schermata che mostra tutte le Reazioni.

In particolare, questo cambiamento riguarda le Reazioni inviate a un gruppo di foto o video, che WhatsApp raggruppa automaticamente in un unico messaggio: adesso infatti, nella schermata che mostra l’elenco degli utenti che hanno messo una Reazione, sarà visualizzata anche un’anteprima della foto o del video a cui è stata messa la Reazione. In precedenza infatti non era possibile capire quale foto aveva una Reazione se non aprendo la galleria creata automaticamente dall’app. In fondo all’articolo, una foto che rende meglio l’idea.

Questo utile cambiamento è già in rollout con la versione 2.22.12.14 beta di WhatsApp, ma sicuramente arriverà nelle prossime settimane anche sul canale stabile. Nel caso in cui vogliate provare la versione beta, potete aderire al programma apposito da questa pagina.

L’articolo Nuova versione beta di WhatsApp: arrivano i primi cambiamenti alle Reazioni sembra essere il primo su Androidworld.


Nuova versione beta di WhatsApp: arrivano i primi cambiamenti alle Reazioni

App che rubano le credenziali di Facebook e le chiavi di accesso alle criptovalute: nuove minacce

Capita nel Play Store di trovare app che sfuggono ai controlli del team di Google ed eseguano operazioni dannose come il furto di credenziali utente e altre informazioni sensibili, comprese le chiavi private di accesso al portafoglio di criptovalute. Alcune di queste app sono state scaricate anche centomila volte, e il sito Trend Micro le ha analizzate per scoprire come funzionano.

Canale Telegram Offerte

Molte app contengono varianti del malware chiamato “Facestealer“, che come suggerisce il nome sottrae le credenziali di accesso a Facebook, in modo da usarle per phishing, post falsi o altro. Nel database MARS (Mobile App Reputation Service) di Trend Micro sono state rilevate più di 200 app che contengono questo spyware, principalmente camuffate da app di fitness, fotoritocco e VPN, e sono già state rimosse dal Play Store.

Il meccanismo è piuttosto complesso ed è favorito dal modo in cui Facebook gestisce la sua politica di gestione dei cookie. All’avvio dell’app, questa invia una richiesta a un sito per scaricare una configurazione crittografata. A quel punto l’app aspetta che appaia un prompt per l’accesso a Facebook e quando ciò avviene avvia una visualizzazione web che in pratica ruba le credenziali che l’utente inserisce tramite un cookie, e le manda crittografate a un server (qui trovate la spiegazione tecnica completa, veramente illuminante).

Alcune di queste app sono:

  • Daily Fitness OL
  • Enjoy Photo Editor
  • Panorama Camera
  • Photo Gaming Puzzle
  • Swarm Photo
  • Business Meta Manager

Trend Micro ha poi scovato più di 40 false app per il mining di criptovalute, anche in questo caso già rimosse dal Play Store, progettate per indurre gli utenti ad acquistare servizi a pagamento o a cliccare su annunci pubblicitari attirandoli con la prospettiva di guadagni fasulli in criptovaluta.

Le app sono per la maggior parte sviluppate usando Kodular, una suite online gratuita per lo sviluppo di app, e per esempio nel caso di “Cryptomining Farm Your own Coin” richiedono chiavi private, caricandole su siti web all’apparenza legittimi che però non solo non sono crittografati, ma caricano le chiavi private e rubano anche le frasi mnemoniche (serie di parole non correlate che vengono generate quando viene creato un portafoglio di criptovalute in modo da recuperare il denaro in caso si perda il portafoglio). In alcuni casi, addirittura gli attori malevoli cercano di attrarre le vittime proponendo 0,1 ETH (240 dollari). 

Di nuovo vi rimandiamo al testo originale, consigliandovi di cercare di prestare la dovuta attenzione controllando le recensioni (soprattutto negative) delle app, e controllando anche gli sviluppatori coinvolti. Trend Micro ritiene che in futuro possano apparire altri metodi per rubare chiavi private e frasi mnemoniche.

L’articolo App che rubano le credenziali di Facebook e le chiavi di accesso alle criptovalute: nuove minacce sembra essere il primo su Androidworld.


App che rubano le credenziali di Facebook e le chiavi di accesso alle criptovalute: nuove minacce

I nuovi Collectibles Android strizzano l’occhiolino alle prossime novità Google

Nel mondo Android una delle costanti presenti ormai da anni sono i Collectibles del robottino verde realizzati con licenza ufficiale da Dead Zebra. Nelle ultime ore sono trapelati online quelli che stanno per arrivare nel 2022.

Le immagini che trovate nella galleria in basso mostrano un’anteprima dei nuovi collezionabili Android realizzati da Dead Zebra. Il tema principale è @Work e alcuni di essi sono molto interessanti perché potrebbero includere delle allusioni alle prossime novità in casa Google: troviamo ad esempio l’esperto di cybersecurity che ha al polso uno smartwatch, che sia proprio il Pixel Watch?

Un secondo elemento invece tiene tra le mani un Pixelbook. Che entrambi siano segni di novità hardware in casa Google? Su Pixel Watch abbiamo ormai la quasi certezza, staremo a vedere se arriverà a breve anche un nuovo Pixelbook.

I nuovi collezionabili Android sono dunque tutti centrati su varie figure professionali. Al momento il set è stato pubblicato sullo store Dead Zebra ma non è ancora disponibile all’acquisto.

L’articolo I nuovi Collectibles Android strizzano l’occhiolino alle prossime novità Google sembra essere il primo su Androidworld.


I nuovi Collectibles Android strizzano l’occhiolino alle prossime novità Google

Galaxy S21 Ultra già in pensione: stop alle vendite in alcuni mercati

La presentazione di Samsung Galaxy S22 Ultra è dietro l’angolo e sembrerebbe proprio che l’azienda coreana voglia puntare tutto su questo smartphone: il suo predecessore infatti è già vicino alla pensione, dopo solo un anno dal rilascio al pubblico.

Samsung ha fermato le vednite del dispositivo in diversi mercati e dunque in Francia, Germania e Regno Unito non è più possibile acquistare un Galaxy S21 Ultra dal sito ufficiale del produttore. Ovvaimente lo smartphone rimane disponibile ancora negli store di terze parti. Sicuramente presto Samsung fermerà la vendita anche in altri mercati e probabilmente cesseà anche la produzione di massa.

Nessun problema invece per gli altri dispositivi della serie: Galaxy S21, S21 Plus e ovviamente il recente S21 FE restano ancora disponibili.

L’articolo Galaxy S21 Ultra già in pensione: stop alle vendite in alcuni mercati sembra essere il primo su Androidworld.


Galaxy S21 Ultra già in pensione: stop alle vendite in alcuni mercati

Le Community di WhatsApp: ci sarà un canale dedicato alle comunicazioni importanti

Procedono spediti i lavori alle Community per WhatsApp, una delle prossime novità rilevanti che arriveranno sulla nota piattaforma di messaggistica istantanea.

Il nuovo screenshot che trovate in galleria, proveniente dal teardown effettuato da WABetaInfo sul più recente apk di WhatsApp per Android, mostra come si potranno aggiungere gruppi o creare gruppi all’interno di una Community. Dall’immagine vediamo che sarà disponibile di default anche un gruppo probabilmente dedicato alle comunicazioni più importanti. Tale gruppo sarà accessibile e utilizzabile esclusivamente dagli admin delle Community.

Le Community di WhatsApp non sono ancora disponibili a livello pubblico e non sappiamo quando arriveranno ufficialmente. Di certo la novità sarà disponibile tanto su WhatsApp per Android quanto sulla versione iOS.

L’articolo Le Community di WhatsApp: ci sarà un canale dedicato alle comunicazioni importanti sembra essere il primo su Mobileworld.


Le Community di WhatsApp: ci sarà un canale dedicato alle comunicazioni importanti

Instagram e Facebook convergono sempre più: ora gli utenti possono unirsi alle chat di gruppo su Messenger

L’integrazione tra i vari servizi di messaggistica di Facebook continua a vele spiegate. Dopo aver semplificato il passaggio di chat tra Instagram e Messenger (con WhatsApp che aspetta nell’ombra), oggi è stato annunciato l’arrivo della possibilità di iniziare conversazioni di gruppo in entrambe le app aggiungendo contatti da tutte e tue. Le chat cross-app saranno potenziate dai sondaggi in stile Messenger.

Con la funzione che approda anche sui DM di Instagram, il social arancio-viola riceve “Watch Together”, un’opzione che consente di guardare lo stesso video sull’app con altri amici. Per attivarla basta iniziare una videochat, andare su un post che si vuole condividere e cliccare sul pulsante Condividi > Watch Together.

Con l’aggiornamento in corso di rilascio da oggi, vengono introdotte anche alcuni dettagli come gli le scritte che indicano quando qualcuno sta scrivendo che entrano in azione sia quando si usa Messengere sia con Instagram. Inoltre Facebook ha aggiunto alcuni nuovi temi per le chat tra cui “Cottagecore”, un tema dedicato al cantante colombiano J Balvin e la suite Astrologia con effetti in Realtà Aumentata e sticker.

Iscriviti al Gruppo Facebook

L’articolo Instagram e Facebook convergono sempre più: ora gli utenti possono unirsi alle chat di gruppo su Messenger sembra essere il primo su Mobileworld.


Instagram e Facebook convergono sempre più: ora gli utenti possono unirsi alle chat di gruppo su Messenger

L’auto-reset dei permessi alle app sta arrivando per miliardi di Android: ecco i requisiti

A partire da Android 11 Google ha introdotto un’interessante quanto utile novità sul suo sistema operativo per dispositivo, la quale prevede il ripristino automatico dei permessi concessi alle app installate se queste non vengono usate dopo un certo intervallo di tempo.

Questo intervallo di tempo di inutilizzo che fa scattare automaticamente il ripristino dei permessi associati alle app è dell’ordine dei mesi. La scelta di Google è molto condivisibile ed è a favore della privacy degli utenti: se un’app non viene usata, allora non ha motivo di godere di permessi di accesso allo smartphone.

Le ultime novità condivise da Google riguardano però anche i dispositivi meno aggiornati. Tutti gli smartphone aggiornati almeno ad Android 6.0 riceveranno la feature che prevede il ripristino automatico dei permessi concessi alle app se queste non vengono usate.

Tutti i device con API aggiornate almeno al livello 23, ovvero quelle corrispondenti ad Android 6.0, avranno tale funzionalità abilitata di default. Sarà comunque possibile disabilitarla manualmente se lo smartphone è aggiornato alle API 29 o precedenti. La novità investirà dunque miliardi di smartphone a livello globale, coprendo la quasi totalità dei dispositivi Android in circolazione.

L’articolo L’auto-reset dei permessi alle app sta arrivando per miliardi di Android: ecco i requisiti sembra essere il primo su Androidworld.


L’auto-reset dei permessi alle app sta arrivando per miliardi di Android: ecco i requisiti

Come seguire il lancio dei Samsung Z Fold 3, Z Flip 3, Galaxy Watch 4 e Buds 2: oggi alle 16 in diretta (video)

Samsung non si riposa nemmeno in piena estate, e mentre il Ferragosto si avvicina, l’azienda prepara uno dei lanci più importanti dell’anno, con tante novità smartphone e non solo. Se i rumor delle settimane passate saranno confermati avremo infatti non solo il lancio dei nuovi pieghevoli, ma anche del primo smartwatch con Wear OS 3 e di nuovi auricolari true wireless, che ormai spuntano come funghi da tutte le parti.

L’evento in live streaming prenderà il via oggi, mercoledì 11 agosto, alle ore 16, ed oltre alla diretta troverete anche tanti articoli ed hands-on sulle nostre pagine, quindi restate sintonizzati. Per arrivare preparati vi lasciamo anche una serie di link utili ad approfondire i vari dispositivi che saranno annunciati, oltre ovviamente al video YouTube con la diretta.

L’articolo Come seguire il lancio dei Samsung Z Fold 3, Z Flip 3, Galaxy Watch 4 e Buds 2: oggi alle 16 in diretta (video) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Come seguire il lancio dei Samsung Z Fold 3, Z Flip 3, Galaxy Watch 4 e Buds 2: oggi alle 16 in diretta (video)