ASUS ROG Phone II riceve Android 11, mentre altri guardano già oltre

ASUS ha sempre impiegato un po’ più di tempo nell’aggiornare la sua linea ROG, e infatti ora ASUS ROG Phone II si sta preparando per ricevere l’update che farà entrare questi dispositivi nel mondo di Android 11. Ciò sta avvenendo nello stesso mese in cui altri smartphone accoglieranno Android 12.

Al momento la società non ha diffuso un annuncio ufficiale circa tale implementazione, ma il registro delle modifiche è attivo sul sito cinese dell’azienda, considerando anche che a fine settembre sono iniziati i beta test.

L’aggiornamento ha un numero di build di 18.0210.2111.160 e include una sezione Conversazioni per le notifiche, un registratore dello schermo integrato (sebbene il ROG Phone lo avesse già), nuove API per le app e miglioramenti della privacy.

A ciò si aggiunge anche il nuovo design per ROG UI, presumibilmente lo stesso che, probabilmente lo stesso che sarà presente su ROG Phone 3 e ROG Phone 5 a seguito dell’arrivo di Android 11. 

Pare che la distribuzione sia stata avviata lo scorso martedì, ma se non si ha intenzione di attendere XDA Developers mette a disposizione il link OTA, che trovate nel loro articolo

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ASUS ROG Phone II riceve Android 11, mentre altri guardano già oltre

iOS 15, come attivare le notifiche di allontanamento per AirTag e altri dispositivi

Con iOS 15 è finalmente possibile impostare notifiche di allontanamento dai nostri dispositivi utilizzando l’applicazione Dov’è.

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iOS 15, come attivare le notifiche di allontanamento per AirTag e altri dispositivi

Un nuovo leak aggiunge altri dettagli su OnePlus 9 e OnePlus 9 Pro

Emergono nuovi dettagli sulle caratteristiche dei prossimi smartphone di OnePlus. Dopo i rendering e le immagini trapelate nelle scorse settimane, OnePlus 9 e OnePlus 9 Pro sono ora al centro del leak pubblicato dall’affidabile informatore Digital Chat Station.

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Secondo quanto si dice, entrambi gli smartphone avranno una fotocamera frontale integrata in un foro nel display dal diametro di 3,8 mm. Lo schermo della variante Pro dovrebbe essere un QHD+ 120Hz da 6,78″ curvo, mentre arrivano conferme sulle precedenti informazioni riguardanti il pannello piatto di OnePlus 9, che sarà un FullHD+ 120Hz da 6,55″.

Lo spessore di OnePlus 9 e 9 Pro dovrebbe essere rispettivamente di 8mm e 8,5mm, ma nessuno dei due peserà più di 200 grammi. Entrambi gli smartphone saranno equipaggiati con il SoC Snapdragon 888, e alimentati con batterie da 4.500 mAh con supporto alla ricarica rapida da 65W. La variante Pro, inoltre, potrebbe avere anche la ricarica wireless a 45W.

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Un nuovo leak aggiunge altri dettagli su OnePlus 9 e OnePlus 9 Pro

Gli sviluppatori di XDA portano Android 11 su altri 4 smartphone: ecco quali

Dal momento in cui Google ha pubblicato il codice sorgente di Android 11, gli sviluppatori di XDA hanno lavorato incessantemente per rendere l’ultima versione di Android accessibile ad un numero sempre maggiore di dispositivi.

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I primi smartphone a ricevere le custom ROM Android 11 basate sulla versione AOSP sono stati Redmi K20 Pro/Xiaomi Mi 9T Pro, seguiti addirittura da dispositivi più datati come OnePlus One e il Google Nexus 5. Ora altri 4 cellulari si aggiungono alla lista: Sony Xperia 5 II, Xperia XZ1, Xperia XZ1 Compact, e Xiaomi Mi Note 2.

Mentre il Sony Xperia 5 II, rilasciato lo scorso anno, avrebbe ricevuto comunque l’aggiornamento all’ultima versione di Android, tutti gli altri dispositivi ne sarebbero rimasti sprovvisti se non fosse per queste ROM non ufficiali. Se vuoi provarle sul tuo cellulare, puoi cliccare sui rispettivi link e seguire attentamente le istruzioni fornite da XDA. Ci teniamo a precisare che queste ROM non ufficiali sono ancora in fase di test, e potrebbero quindi presentare alcuni bug indesiderati.

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Gli sviluppatori di XDA portano Android 11 su altri 4 smartphone: ecco quali

La riscoperta della merende e gli altri riti sociali nella seconda ondata del Covid

Le pantofole con pelliccetta nera intonata ai calzini di Ilary Blasi, la felpa rosa salmone di Chiara Ferragni , i “task pants” (come quelli “cool” chiamano i pantaloni simil-tuta) della regina della moda Anne Wintour, il rito sociale dell’aperitivo anticipato all’ora della merenda o addirittura sostituito con la colazione al bar. Non siamo ancora al “sono già le 10 devo fare pranzo” della gag dell’attore comico Paolo Camilli che su Facebook inscena una telefonata a un ristorante  dove prenota “la cena alle 17 e l’aperitivo alle 16”.

Ma coprifuochi e regole varie anti Covid  dell’Italia multicolor giallo-arancione-rosso, infliggendo un indubbio colpo alla socialità stanno però stimolando nuovi business italici,  concentrati soprattutto sull’homewear o loungewear che dir si voglia e estri personali all’adattamento, con innesti convivial-creativi come il compleanno con invitati a turno appena messo in scena dalla scrittrice Lia Levi.

Per i suoi 89 anni, racconta all’Agi, in obbedienza alla raccomandazione governativa di limitare gli inviti casalinghi, ha convocato due persone ogni ora: “Per maggiore prudenza rispetto al contagio, quando è stato il turno dei miei nipotini in età scolastica ho preferito incontrarli all’aperto, sotto casa, anziché riceverli al chiuso, e così il mio è stato anche un compleanno in ascensore e in mascherina, sicuramente memorabile” scherza la scrittrice che ha aggiunto un tassello ai nuovi riti sociali escogitati da adulti e soprattutto giovani. Fatti di riscoperta della merenda, di diciottesimi tristemente declinati in inviti a pranzo “con tre tavoli da quattro amici, tutti tamponati dopo la positività di uno della loro cerchia”, come chiarisce Paola Troncarelli, madre di due ragazzi, e anche, come racconta ad Agi Barbara Mattei, madre di una sedicenne, dallo sfrondamento della cerchia degli amici a favore di una o due prescelte promosse a congiunte, “per dormire in tranquillità a casa dell’una o dell’altra” . Ovviamente dotate di tute e pigiami modaioli che non sfigurino sull’inevitabile reportage Instagram o Facebook.

Che l’abbigliamento da casa e quello sportivo sarebbero state le due principali tendenze autunnali l’avevano già previsto a fine estate gli analisti di  Retviews, prendendo in esame i prodotti  online in Francia, Italia e Germania di quindici brand  e anticipando il dominio di felpe e cardigan, meglio se in tessuti ecologici, incentrati sui colori marrone, terracotta, castagno, rosa polvere e beige, tanto per sottolineare il mood depressivo..

La seconda ondata, con la chiusura di bar e ristoranti alle 18 e il nuovo avvento dello smart working ha fatto il resto, archiviando look ricercati, outfit eleganti ma anche pigiama e tute impresentabili e spesso infarinate sfoggiate nel primo lockdown, quando non c’era stato il tempo per rinnovare il look da casa. Oggi spopolano invece  le linee dedicate, come la “Comfy”  di Mango, un nome e un programma a base di  pantaloni e maglie larghe, e prodotti di lusso come tute di cashmere o pantaloni larghi piumati stile boa da star hollywoodiane.

E ancora gli Ugg, gli iconici stivali piatti che incredibilmente tanto piacciono alle celebrities declinati in pantofole di pelliccia, alla pari dei sandali Birkenstock, mentre il marchio Leslipper propone  pantofole di velluto con profili in raso a contrasto, una roba in stile  Flavio Briatore insomma. Ma, trovate di lusso a parte, basta farsi un giro nei mercatini rionali per accorgersi che i banchi dove ci assembra pericolosamente di più sono quelli che vendono pantofole, morbide vestaglie di ciniglia e tute varie, e anche quelli che smerciano lenzuola e piumini. Si cerca di abbellire insomma il contenuto (noi) e il contenitore (la casa) come conferma all’Agi la direttrice di Caleffi, tra i negozi  con più clienti di Castel Romano Outlet in questo momento storico-sanitario: “Assistiamo a una ricerca del fashion casalingo, comprano piumini per il letto, lenzuola, asciugamani e accappatoi- analizza – dovendo trascorrere per forza più tempo a casa si sente l’esigenza di svecchiarla”.

Riguardo al rifacimento del look personale casalingo, la psicoterapeuta Marinella Cozzolino spiega all’Agi  che si tratta di un’esigenza innescata dal primo lockdown, quando ci siamo resi conto di non essere sempre così presentabili nei collegamenti Zoom: “Adesso è diventata una pratica per noi stessi, che noi psicoterapeuti incoraggiamo, perché vedersi con qualcosa di pratico ma carino indosso e anche magari con un filo di rossetto aiuta le difese immunitarie, mentre trovarsi davanti allo specchio spettinati e trasandati ci fa sentire in qualche modo malati anche se non lo siamo”.

Il look accurato, sottolinea, aiuta anche a dare la giusta importanza al lavoro che svolgiamo in smart working (“Non a caso molte scuole private impongono la divisa anche agli allievi in didattica a distanza”) e chiarisce non è solo un’esigenza femminile: “Mio marito vende abbigliamento maschile e mi racconta che ultimamente sono tanti gli uomini che chiedono “una tuta che non sembri una tuta”. Era ora.

Agi

Perché vivo non è come gli altri brand di smartphone cinesi

AGI – Con il mercato degli smartphone sempre più complesso e affollato, la crisi innescata dalla pandemia di Covid e una certa diffusa diffidenza verso i marchi cinesi, lanciare in Europa un brand di telefonia mobile può sembrare una follia. Fallo con un device di fascia alta, ancora di più.

Eppure è quello che ha fatto vivo (sì, si scrive tutto minuscolo), un’azienda che esiste sul mercato da 25 anni e che è arrivata in Italia calando il suo asso e scommettendo sulla rete 5G. L’asso si chiama X51 e per capire come si è arrivati alla decisione di sfidare marchi come Oppo e Xiaomi impegnati a cannibalizzare le quote lasciate libere da Huawei bisogna innanzitutto capire da dove vengono questi cinesi molto ambiziosi e cosa hanno da offrire.

Le origini

Vivo è stata fondata nel 1995, già nel 1998 era il principale produttore di telefoni fissi in Cina. Nel 2003 la decisione di provare l’ancora semi-inesplorato mercato dei telefoni cellulari, fino al 2011, anno in cui è stato lanciato il marchio vivo smartphone.

Del 2011 è il primo smartphone e tre anni dopo, nel 2014 l’azienda si allarga nel sud-est asiatico, segnando l’inizio dell’espansione all’estero e della strategia aziendale globale.

Del 2016 è la decisione di cimentarsi con la sfida del decennio: il 5G. Viene così aperto il 5G Research Institute per la ricerca e la standardizzazione della tecnologia di quinta generazione. Nel 2018, poi, la sfida che fuori dal perimetro conosciuto può rivelarsi la più rischiosa: il lancio di un assistente di intelligenza artificiale che si chiama Jovi.

A quel punto – e siamo al 2018 – vivo lancia il suo primo derivato dal concept Apex e un anno dopo fa il passo che tutte le marche cinesi hanno fatto: lanciare una sottomarca. Nasce così iQOO con lo slogan “born strong” e il suo primo smartphone 5G iQOO Pro 5G diventa uno dei primi marchi con uno smartphone 5G sul mercato.

L’arrivo in Europa è recentissimo: alla vigilia della pandemia, nel novembre 2019. I mercati chiave sono sei: Italia, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Polonia.

Da dove vengono i soldi

Vivo è stata creata dal colosso BBK nel 1995. Da quando nel 2001 BBK si è sciolta in tre aziende indipendenti, vivo non risponde a nessuna casa madre, né condivide tecnologie, ricerca o altro con altre aziende. L’amministratore delegato è Shen Wei. Ha attualmente oltre 14.000 dipendenti in tutto il mondo, tra cui 10.500 impegnati in 9 centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo. Tutta la catena – dall’R&S, alla gestione della catena di approvvigionamento, alla produzione, alla distribuzione e alle vendite – è sotto il controllo di un’unica società.

Il successo in Asia ha permesso all’azienda di mettere da parte i capitali serviti poi per l’espansione verso Occidente, ma anche se ha 370 milioni di utenti, i soldi non vengono tutti dagli smartphone. Una parte significativa dell’attività di vivo è la ricerca e lo sviluppo di software. Molto è stato investito nell’assistente Jovi che fornisce servizi tra cui assistenza quotidiana, assistenza sanitaria, tempo libero e cura della persona. Viene utilizzato da 222 milioni di utenti e supporta oltre 1.000 scenari ed è parte integrante della IoT Open Ecology Alliance: una piattaforma diffusa in Asia e nel Pacifico che supporta oltre 800 dispositivi intelligenti di 56 categorie, che coprono prodotti indossabili e domotica .

Le pietre miliari

Nel 2012 vivo ha lanciato lo smartphone più sottile al mondo al momento del suo rilascio: X1 (6,55 mm di spessore). È stata anche la prima al mondo a inserire un chip audio di qualità Hi-Fi dedicato in uno smartphone. Due anni dopo arriva X5Max, con 4,75 mm di spessore, ancira oggi il telefono più sottile al mondo.

Il 2018 è l’anno delle sfide tecnologiche: in gennaio, al CES, viene presentato X20Plus UD, il primo smartphone al mondo per la scansione di impronte digitali in-display. In febbraio lancia il concetto di smartphone APEX FullView, che incorpora tecnologie innovative tra cui la scansione delle impronte digitali in-display a metà schermo, la fotocamera frontale pop-up e la tecnologia Screen SoundCasting. A giugno 2018 l’ammiraglia della serie NEX e con una fotocamera frontale pop-up e un display senza cornice.

Non solo vivo

Anche se tutto ruota inorno al marchio vivo, in Asia e Pacifico ci sono due sottomarchi molto specifici, ciascuno a sé stante. Il primo è il marchio NEX,  con la serie omonima nata dal primo concept smartphone, APEX, con il primo display completamente senza cornice e una fotocamera selfie periscopio. I suoi punti di forza sono il comparto fotografico e l’autonomia, senza tralasciare il design completamente senza pulsanti. Guardando di più alle relazioni all’interno di prodotti e gruppi, APEX è considerato il futuro dello smartphone; NEX è l’ultima tecnologia nata dal concetto APEX; e la serie X è un passo successivo come una sorta di dispositivo più “mainstream”, ancora ereditando le innovazioni chiave all’interno della rispettiva categoria di prodotto.

Il secondo sottomarchio è iQOO. In azienda lo considerano come un’auto che si può portare in pista a Monza per il fine settimana e poi utilizzare per accompagnare  i bambini a scuola il lunedì mattina. Ha i più recenti chipset ad alte prestazioni, memoria, display reattivo ed è destinato a un pubblico di nicchia appassionato di mobile gaming. Attualmente è venduto solo online in Cina ed è molto popolare tra chi gioca con giochi ricchi di azione.

Il mercato

Sul mercato cinese vivo (che rappresenta il 17,1%) nel secondo trimestre del 2020 vivo si è classificata al secondo posto secondo i dati pubblicati ad agosto da IDC. Sull’appetibile mercato indiano nel secondo trimestre del 2020 Canalys attribuisce a vivo la seconda quota con il 21,3%. È prima in Indonesia (21,2%) e nel sud-est asiatico è terza (18%) con una crescita su base annua del 20%. Nelle Filippine e in Malesia, in particolare, vivo si è classificato al primo posto sul mercato.

Per chi è vivo

Prima di sbarcare in Europa, vivo ha intervistato 9.000 persone e ha individuato il target principale: i consumatori giovani che prestano particolare attenzione all’intrattenimento e alla condivisione di foto sui social. Il che significa alte performance in termini di durata della batteria, di processore e di comparto fotografico: tre elementi che fino al bando dei servizi Google che l’ha quasi messa fuori gioco erano appannaggio di Huawei.

Infotainment, contenuti multimediali in streaming, musica in movimento e videochiamate con amici e familiari tramite i social e le piattaforme di messaggistica istantanea. 

La strategia per l’Europa e l’Italia

Il quartier generale europeo conta 70 professionisti di 16 nazionalità diverse, con esperienza in vari settori verticali tra cui automotive, elettronica di consumo, ospitalità e assistenza domiciliare. L’idea di vivo è di tenere d’occhio le tendenze chiave del mercato per personalizzare e mettere a punto la strategia aziendale per ciascuno dei mercati cogliendone punti in comune nel modo di pensare dei consumatori, ma anche varie sfumature, mentalità, linguaggio, comportamento di acquisto.

La sfida, come per qualunque debuttante sul mercato europeo, è farsi conoscere e creare fiducia prodotti e nel marchio. La penetrazione nel mercato, in questa prima fase, avverrà attraverso gli operatori e il mercato aperto, ma  anche la strategia di e-commerce con i partner chiave.

Per l’Europa, si sta concentrando sulla qualità del suono e della fotografia, sfruttando le novità introdotte in passato nel settore come il chip audio di qualità hi-fi dedicato, e la usabilità, come lo scanner di impronte digitali.

Cosa bisogna aspettarsi

Vivo punta su tre dispositivi nel segmento sotto i 300 euro, della serie Y, poiché il 62,5% di tutti gli smartphone venduti in Europa rientra in quella fascia di prezzo. Ma il vero gioiello della corona è l’X51 5G, con funzionalità avanzate della fotocamera che ruotano attorno a un meccanismo di stabilizzazione del gimbal e una qualità costruttiva che lo porta a confrontarsi da pari non solo con i top di gamma di Xiaomi, Oppo e OnePlus, ma di sfidare la serie P di Huawei e i Galaxy S di Samsung.

L’intenzione è di integrare gli smartphone con accessori audio: gli auricolari wireless Sport e TWS Neo.
 

Agi

Google Calendar al passo con i tempi: in arrivo la visualizzazione degli eventi negli altri calendari (foto)

Google ha in mente di migliorare ulteriormente la gamma di funzionalità offerte dal proprio Calendar, lo strumento per gestire gli impegni e le giornate lavorative.

La novità in fase di sviluppo per Google Calendar è intesa esclusivamente per la versione Android dell’app ed è stata scovata nel codice della build più recente. La funzionalità in fase di sviluppo consiste nella possibilità di vedere gli eventi fissati calendari lavorativi degli altri colleghi. Questo aiuterebbe non poco chi deve organizzare riunioni o incontri. Google ha confermato l’arrivo della funzionalità e ha specificato che non verranno mostrati in questo ambito gli eventi e le informazioni correlate al proprio account personale.

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Al momento non è noto come e quando Google intende lanciare la novità a livello pubblico. Secondo la descrizione fornita da Google, la feature potrebbe arrivare parallelamente ad Android 11. Vi terremo sicuramente aggiornati sui prossimi eventuali sviluppi.

 

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Apple Music inserisce Billie Eilish e altri artisti nel nuovo video spot “Worldwide” (video)

La settimana scorsa vi avevamo parlato di Apple Music 1, il nuovo nome che è stato scelto per Beats 1, la stazione radio che a partire dal suo lancio, avvenuto nel 2015, è riuscita ad affermarsi come una delle più ascoltate in tutto il mondo, e delle due nuove radio che entreranno a far parte delle fila dell’azienda di Cupertino: Apple Music Hits e Apple Music Country.

Ora, il servizio di streaming musicale della mela morsicata torna sugli schermi con un nuovo video pubblicitario intitolato “Worldwide” in cui possiamo vedere sfilare tra una scena e l’altra moltissimi artisti tra cui Billie Eilish.

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Il video dai mille colori e stili, che rimandano al gran numero di generi musicali, è coronato da una descrizione che riporta la visione che Apple ha voluto dare al suo servizio, ossia di un modo per avvicinare più che mai i suoi utenti “ad artisti iconici, a stelle nascenti, a nuove scoperte e a intrattenitori leggendari“.

Video

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TWRP continua ad espandersi e aggiunge il supporto a Motorola One Vision, Huawei P9 Lite, LG V20 e altri

Immancabile come quasi tutti i mesi, anche per agosto arriva la notizia di nuovi smartphone che ricevono il supporto a TWRP. I dispositivi interessati da questa ultima tornata sono Motorola One Vision, Huawei P9 Lite (hi6250), LG V20, Realme C2, Lenovo Smart Tab M10 e Ergo Force F500. Andiamo a vedere in dettaglio le novità per i principali telefoni.

Motorola One Vision

Già era in circolazione il supporto non ufficiale, ma grazie a kaneawk, noto membro della comunità XDA dedito alla manutenzione di diversi modelli Motorola, oggi arriva anche in versione ufficiale.

Huawei P9 Lite

Anche in questo caso lo smartphone era supportato non ufficialmente dal 2017. La build in questione gira anche su altri dispositivi Huawei/Honor equipaggiati con processore HiSilicon Kirin 650 ed aggiornati almeno a EMUI 5 con Android 7.0 Nougat.

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LG V20

Sono disponibili build sia per la versione sbloccata che per quella Global, oltre che quei modelli legati a operatori telefonici USA (AT&T, T-Mobile, Sprint e Verizon).

Realme C2

L’ultimo Realme a ricevere il supporto TWRP purtroppo non ha a disposizione nessuna custom ROM ancora, ma c’è da sperare che la notizia inspiri qualche sviluppatore volenteroso.

Potete scaricare la build TWRP per ogni dispositivo cliccando sul link del nome di ogni modello elencato. Per maggiori dettagli vi rimandiamo alla pagina sul sito XDA.

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