Shazam ha un nuovo widget: riconoscere i brani è ancora più veloce

Tutti conoscono Shazam: si tratta di un’applicazione disponibile ormai da tantissimi su Play Store e App Store che riconosce i brani in riproduzione semplicemente ascoltandoli utilizzando il microfono dello smartphone. Per richiamare l’app, almeno su Android, è possibile utilizzare un widget posizionato sulla schermata home.

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Fino ad oggi, il widget di Shazam era semplicemente una scorciatoia all’app: cliccando su di esso, si apriva l’app e iniziava ad ascoltare il brano. Adesso però, gli sviluppatori di Shazam hanno rilasciato un nuovo aggiornamento (versione 13.7) che introduce un nuovissimo widget, finalmente più veloce da utilizzare e utile per davvero.

Il nuovo widget, che ha dimensione standard 5 x 1, è innanzitutto compatibile con i temi dinamici del Material You e di Android 12 e superiori: questo vuol dire che è colorato in base allo sfondo dello smartphone e dunque risulta decisamente più bello e integrato nella schermata home.

Il widget è formato da una piccola scritta (“Tap to Shazam”) e dal pulsante Shazam: cliccando su di esso, inizierà l’ascolto del brano senza aprire l’app Shazam e quindi senza lasciare la schermata home (semplicemente, la scritta diventerà “Listening for music”). Alla fine del riconoscimento, la parte sinistra del widget mostrerà copertina, titolo del brano e artista e sarà mostrata una notifica per aprire la pagina del brano sull’app Shazam.

Ovviamente, il widget può essere ridimensionato a proprio piacimento: ad esempio, il widget in dimensione 1 x 1 mostra semplicemente il logo si Shazam con i colori del tema impostato sullo smartphone, ma il funzionamento rimane lo stesso.

La versione 13.7 di Shazam è già disponibile sul Play Store e può essere raggiunta dal pulsante in basso.

Scarica da Play Store

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Shazam ha un nuovo widget: riconoscere i brani è ancora più veloce

La guerra dei chip è già finita. O deve ancora cominciare

AGI – Quali conseguenze avranno l’inflazione e la crisi dei chip sul mercato dell’elettronica di consumo? L’obsolescenza programmata ci ha abituati (o, meglio, fatto rassegnare) alla sostituzione frequente degli elettrodomestici e di strumenti come smartphone, computer e tablet, ma la carenza di componentistica e l’aumento dei costi per famiglie e imprese rischia di renderla insostenibile.

I produttori lo sanno e per questo all’IFA di Berlino, la fiera in cui si mette in mostra lo stato dell’arte della tecnologia di consumo, si è molto parlato di risparmio energetico, di case connesse e di domotica nel suo complesso, ma non di aumento dei costi dei prodotti. Non ancora, almeno.

Il costo degli smartphone

“Ci saranno sempre nuove sfida da affrontare” ha detto Billy Zhang, president of Overseas sales and services di Oppo, che a Parigi ha presentato il suo nuovo smartphone di fascia media, il Reno 8, “noi consideriamo la user experience alla base dei nostri prodotti, a prescindere da come va l’economia. Se i prezzi dei componenti aumenteranno, allora aumenteranno anche i prezzi degli smartphone, ma quello che importa è l’obiettivo dell’azienda: se competere nel mercato o rendere migliore l’esperienza dell’utente.  Noi, ad esempio, destiniamo 50 milioni di yuan alla ricerca e allo sviluppo”. E per questo, ad esempio, si pensa di allungare la vita di uno smartphone garantendo gli aggiornamenti per un periodo più lungo.

Ma, al di là delle buone intenzioni, anche colossi come la cinese Oppo devono fare i conti con le complicazioni lungo la supply chain e la carenza degli approvvigionamenti. Specie sul fronte dei microchip. “La situazione sta migliorando” assicura Zhang, “non vediamo un problema di carenze all’orizzonte”.

Altrettanto sicuro si è mostrato Roger Liyun, general manager Honor Italia, che all’Ifa ha presentato il nuovo smartphone di fascia media, l’N70. “Non prevediamo problemi di approvvigionamento” ha detto, “Anche per questo contiamo di portare avanti senza rallentamenti il nostro piano di lancio sul mercato europeo”.

Le conseguenze sulla casa connessa

Ma il problema dell’aumento dei costi – possibile o probabile che sia – non riguarda solo uno strumento ad alta tecnologia come lo smartphone, che in media gli italiani cambiano ogni due-tre anni (anche perché poi cominciano i problemi con gli aggiornamenti di sistema e di sicurezza) ma anche l’elettronica di consumo: dalle lavatrici ai condizionatori. “Ci auguriamo che l’impatto sui prezzi, che abbiamo valutato intorno al 10%, ci sia già stato”, ha detto Emanuele De Longhi, capo del marketing di Samsung, “per quanto riguarda la crisi dei chip, bisogna riflettere sulle soluzioni possibili per affrancarci da questa schiavitù, per evitare che succeda quello che abbiamo visto accadere nell’automotive: ossia che la richiesta sia superiore alla disponibilità”.

Eventuali ritardi nelle consegne nel mondo dell’elettronica di consumo comporterebbero un danno non solo economico, ma anche tecnologico, allungando quel gap nello sviluppo della casa connessa su cui le aziende puntano non solo per rivitalizzare il mercato, ma anche per mettere a disposizione dei clienti funzionalità in ottica di risparmio energetico e sostenibilità.

“Al momento non ci sono problemi di forniture” ha assicurato Piergiorgio Bonfiglioli, direttore marketing IoT di Haier Europa, altra azienda che ha investito molto sull’Internet delle cose come “educatore alla sostenibilità” grazie, ad esempio, al dialogo tra le macchine e il gestore dell’energia elettrica per un’ottimizzazione automatica degli usi e dei consumi.


La guerra dei chip è già finita. O deve ancora cominciare

Apple ha aumentato ancora i prezzi delle app in Europa 

AGI – Apple ha comunicato in un messaggio agli sviluppatori che dal 5 ottobre aumenterà i prezzi in Europa e in Asia delle app e degli acquisti in-app sul suo App Store. “Cile, Egitto, Giappone, Malesia, Pakistan, Polonia, Corea del Sud, Svezia, Vietnam e tutti i territori che utilizzano la valuta euro” ha specificato la compagnia. L’azienda non ha chiarito il motivo alla base dei rincari, ma è probabile che sia conseguenza della debolezza delle valute locali rispetto al dollaro: anche i prodotti Apple come l’ultimo iPhone 14 sono più costosi in Europa che negli Stati Uniti per lo stesso motivo.

L’aumento percentuale varia da regione a regione. Ad esempio, i prezzi in Corea del Sud aumenteranno del 20-25%, in Giappone  del 30-35% e nelle regioni che utilizzano l’euro l’aumento è di circa l’8-10%. Apple ha diversi livelli per i prezzi sul suo App Store. Un grafico condiviso sul sito indica che il prezzo del livello più basso aumenterà da 0,99 dollari a 1,19 mentre il livello più alto passerà da 999 a 1.199 dollari nei paesi citati.

Ad agosto 2021, Apple aveva aumentato il prezzo di acquisto in-app per gli utenti in Sud Africa, Regno Unito e tutte le regioni che utilizzano l’euro . È dunque il secondo aumento in due anni per gli utenti europei. Le entrate di Apple relative ai servizi hanno mancato di poco le stime nel trimestre di giugno. L’amministratore delegato Tim Cook ha riconosciuto in un’intervista con Emily Chang di Bloomberg Television che la società stava affrontando i riflessi di un’economia in rallentamento, ma ha anche detto che si aspetta che le entrate salgano di nuovo nel quarto trimestre.


Apple ha aumentato ancora i prezzi delle app in Europa 

Pixel Tablet si farà ancora attendere, e per di più avrà SoC “vecchio” e niente rete mobile

Durante lo scorso Google I/O non solo abbiamo appreso della volontà di Google di continuare la sua avventura nel mercato smartphone, con i top di gamma Pixel 7 che dovrebbero arrivare in auturnno, ma anche di rilanciarsi nel mercato tablet oltre che avventurarsi tra gli smartwatch.

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Il Pixel Tablet di Google ha preso forma durante le ultime immagini ufficiali condivise da Google, in cui vediamo un pezzo di Pixel Tablet tra i nuovi Pixel 7 e Pixel Watch che arriveranno a breve. Per chi lo aspetta però non arrivano belle notizie.

Stando infatti a quanto riferito dallo sviluppatore Kuba Wojciechowski, il nuovo Pixel Tablet di Google potrebbe offrire una scheda tecnica deludente per chi si aspetta un top di gamma assoluto. Andiamo quindi a vedere le evidenze principali scovate da Kuba Wojciechowski nel codice AOSP che dovrebbe essere destinato anche al tablet di Google:

  • Nessun hardware previsto per connettività dati e GPS. Questo significa che il tablet arriverà esclusivamente in versione Wi-Fi. Sarà davvero così?
  • Non ci sarà un sensore di prossimità, non ci sarà il barometro e nemmeno un processore dell’immagine avanzato.
  • Potrebbe esserci la prima generazione di processore Tensor, il componente identificato dal codice gs101.

Insomma, non aspettiamoci particolari faville dal nuovo Pixel Tablet di Google, potrebbe anche trattarsi di un dispositivo di gamma media. Non è escluso che il nuovo tablet sarà concepito per essere integrato in Nest Hub, come smart display.

Intanto, ancora non è stata definita una data di lancio per il Pixel Tablet, e nemmeno i rumor che emergono in rete hanno provato a chiarire questo aspetto. Presumiamo che ora Google sia particolarmente focalizzata sullo sviluppo di Pixel 7 e Pixel Watch. Dopo il loro evento di lancio possiamo aspettarci nuovi dettagli anche su Pixel Tablet.

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Pixel Tablet si farà ancora attendere, e per di più avrà SoC “vecchio” e niente rete mobile

Le novità di Android 13 che devono ancora arrivare

Proprio nella giornata di Ferragosto Google ha deciso di lanciare, con grande sorpresa da parte di tutti, Android 13. Ne abbiamo parlato in questo articolo. Ora scopriamo qualche dettaglio in più sui piani futuri per Android 13 da parte di Google.

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Dopo aver appreso dei piani per il nuovo programma beta di Android 13, anche una volta che la stabile è stata rilasciata ufficialmente, andiamo a vedere le novità che ci attendono sempre nel contesto di Android 13.

Quelle che seguono sono le novità previste su Android 13 che ancora non sono state implementate da Google, dunque le novità che non troverete sulla stabile che è in fase di rollout in questi giorni. Andiamo a vederle insieme:

  • Le opzioni di privacy e sicurezza saranno sempre più integrate nel sistema Android. Nel nuovo Security Hub arriveranno nuove opzioni per il controllo di sicurezza, per renderlo più rapido e accessibile. Ci saranno anche opzioni in evidenza per eventuali azioni urgenti da fare in termini di privacy e sicurezza.
  • La ricerca unificata all’interno del Pixel Launcher arriverà con i prossimi aggiornamenti di Android 13. Ne abbiamo avuto un assaggio nelle beta pubbliche ma con la prima versione stabile è stata rimossa. Dovrebbe arrivare nei prossimi mesi.
  • Migliore integrazione tra dispositivi Android. Arriverà la possibilità di rispondere alle app di messaggistica da Chrome OS. Sarà anche possibile usare il copia incolla si dispositivi diversi.
  • Android 13 porterà sui tablet una nuova barra delle app con collegamento diretto al drawer. Ad oggi nessun tablet ha Android 13. Ci aspettiamo che il debutto avverrà con Pixel Tablet.

Quanto appena descritto è sicuramente nei piani di Google e possiamo aspettarci che arriverà con i prossimi aggiornamenti ufficiali di Android 13. Molte delle novità descritte potrebbe arrivare subito con il Feature Drop di dicembre.

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Le novità di Android 13 che devono ancora arrivare

Samsung crede ancora nei pieghevoli e lancia la quarta generazione di Flip e Fold

AGI – È arrivata la quarta generazione degli smartphone pieghevoli di Samsung: Galaxy Z Flip4 e Galaxy Z Fold4. Il colosso sudcoreano continua così a scommettere su una tecnologia che pure continua a generare fatturati marginali.

“L’entusiasmo verso i dispositivi pieghevoli è in costante crescita” dice TM Roh, President e Head of Mobile eXperience Business di Samsung Electronics, “Siamo riusciti a trasformare questa categoria da un progetto di nicchia a una lineup di dispositivi mainstream, utilizzati da milioni di persone in tutto il mondo”.

Grazie alla collaborazione tra Samsung e Meta, Z Flip 4 è ottimizzato per Instagram, WhatsApp e Facebook, scatta selfie direttamente dal display esterno sfruttando la fotocamera principale e avvia la registrazione video in alta qualità in modalità senza dover interrompere la ripresa – una funzione pensata per i creatori di contenuti e per i vloggers. La fotocamera è stata migliorata e dotata di un sensore più luminoso del 65%, alimentata dal processore Snapdragon 8+ Gen 1.

La batteria potenziata è da 3.700 mAh che con la ricarica ultra-rapida si può ricaricare fino al 50% in circa 30 minuti. La cerniera è più sottile, i bordi ottimizzati, il retro in vetro opaco in contrasto e la scocca in metallo lucido.

Galaxy Z Fold4 è il primo dispositivo dotato di Android 12L, una versione speciale di Android creata da Google per esperienze su schermi ampi, come i foldable. La nuova barra delle applicazioni presenta un layout simile a quello di un PC e consente di accedere alle app preferite e recenti. Con uno solo gesto è possibile passare dalle app a schermo intero alle finestre pop-up oppure dividere a metà lo schermo in modo da avere più possibilità di multitasking.

Le app Google, incluse Chrome e Gmail, supportano la funzione drag-and-drop che permette di copiare e incollare rapidamente link e foto da un’app all’altra. Con Google Meet ora è possibile connettersi con più persone condividendo attività virtuali. L’intera suite Office e Outlook di Microsoft è ottimizzata per l’uso sullo schermo pieghevole. La S Pen consente di disegnare e prendere appunti.

Il comparto fotografico ha un obiettivo potenziato da 50 MP e lo Space Zoom 30x. Lo schermo principale da 7,6 pollici ha un refresh rate adattivo da 120 Hz e la fotocamera sotto il display meno visibile. Le app dei social media più popolari sono ottimizzate per la fruizione su schermo ampio. Il processore è lo Snapdragon 8+ Gen 1. Sia Z Flip4 e Z Fold4 hanno scocche Armor Aluminum e lo schermo esterno e il vetro posteriore in Gorilla Glass Victus+.

Galaxy Z Flip4 nella versione da 8GB + 128GB costerà 1.149 euro; e in quella da 8GB + 512GB 1.329 euro. Galaxy Z Fold4 costerà invece 1.879 euro nella versione da 12GB + 256GB e 2.249 euro quella da 12 GB + 1TB.


Samsung crede ancora nei pieghevoli e lancia la quarta generazione di Flip e Fold

Arriva Android Auto 8.0: manca ancora la novità più importante

Android Auto è ancora un punto di riferimento assoluto nel settore dell’infotainment in auto, almeno dalla sponda di Google. Nelle ultime ore è stato rilasciato un nuovo aggiornamento.

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L’aggiornamento del quale parliamo si riferisce alla versione 8.0. Negli ultimi tempi è cresciuta ulteriormente l’attenzione attorno agli update per Android Auto, visto che Google ha annunciato la nuova visualizzazione del sistema, nota con il nome in codice Coolwalk.

Coloro che però sperano che la nuova interfaccia grafica di Android Auto sia già arrivata resteranno delusi. L’aggiornamento appena rilasciato da Google contiene poche novità, e sicuramente non di rilievo.

Il changelog associato all’aggiornamento infatti menziona soltanto l’introduzione di qualche bugfix, novità minori che difficilmente noterete nell’uso quotidiano.

L’aggiornamento è attualmente in fase di distribuzione automatica attraverso il Play Store a tutti coloro che sono iscritti al programma beta di Android Auto.

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Arriva Android Auto 8.0: manca ancora la novità più importante

La frammentazione è ancora un problema per Android

Nel settore degli smartphone si parla sin dalla notte dei tempi dell’eterno confronto tra Android e iOS, due sistemi operativi diversi che offrono pro e contro sotto diversi punti di vista. Uno dei talloni d’Achille del robottino verde consiste nella frammentazione.

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Con questo termine si intende il fatto che la distribuzione delle versioni di Android non è uniforme su tutti i dispositivi, perché molti modelli restano non aggiornati e quindi fermi ad una versione ormai datata del sistema operativo. Con il passare del tempo questo fenomeno è diventato sempre più evidente, ed ha generato non pochi problemi di sicurezza, lasciando i dispositivi più vecchi esposti a potenziali vulnerabilità.

Ancora oggi infatti sopravvivono, in percentuali minori, versioni di Android risalenti a 4-5 anni fa. Ogni mese Google rilascia un report con i dati aggiornati sulla distribuzione delle varie versioni di Android, ovvero la percentuale, rispetto al totale di tutti i dispositivi Android, su cui è installata ciascuna versione del sistema operativo.

L’ultimo report rilasciato da BigG mette in evidenza quanto ancora sia rilevante la frammentazione sui dispositivi attualmente sul mercato che adottano Android. Il grafico qui in basso, realizzato con i dati combinati dalle ricerche di 9to5Google, mostra come Android 12 sia diffuso sul 13,3% dei dispositivi Android, a poche settimane dal lancio ufficiale di Android 13.

Attualmente la versione più diffusa rimane, come era successo a maggio, Android 11 con il 27%. Android 10 riveste ancora una particolare rilevanza, diffuso per il 22,3% mentre Android Pie (9.0) si attesta ancora al 14,5%, con una percentuale che supera incredibilmente la diffusione di Android 12.

Rimane quindi abbastanza evidente il problema della frammentazione Android, in un contesto in cui la versione rilasciata quattro anni fa risulta più diffusa della più recente versione stabile rilasciata da Google. Il tutto a poche settimane dal rilascio di una nuova release stabile.

Chiaramente non si può fare un raffronto diretto con iOS, visto che su Android si basano dispositivi prodotti da tantissimi produttori che adottano politiche diverse di supporto software con tempistiche diverse, le quali si allungano sensibilmente se si considerano i modelli non di fascia alta.

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La frammentazione è ancora un problema per Android

Ancora app e giochi in sconto sul Play Store: c’è Metal Slug 5 a meno di due euro!

Spesso vi parliamo delle app e dei giochi scontati sul Play Store, e anche oggi sullo store di BigG sono stati aggiunte nuove offerte: oggi, in particolare, ci sono tanti giochi interessanti proposti ad un prezzo più basso del solito (vale la pena citare Metal Slug 5 a due euro), ma non manca ovviamente qualche app interessante da non farsi scappare. Come sempre, vi ricordiamo che è possibile chiedere un rimborso per gli acquisti effettuati sul Play Store: qui la nostra guida per effettuare la semplice procedura.

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Nuovi sconti

Sconti passati ma ancora attivi

Alcune offerte disponibili già da qualche tempo sul Play Store sono ancora attive.

Ricordiamo che gli sconti saranno disponibili per un numero limitato di giorni (purtroppo non è menzionato per quanto tempo gli sconti saranno attivi), per cui consigliamo di scaricare al più presto un’app o un gioco interessante.

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OnePlus 10 / 10T si mostra ancora: solo un dubbio deve essere risolto

Torniamo a parlare di OnePlus e dei suoi smartphone top di gamma. Dopo i nuovi dettagli trapelati su OnePlus 10T 5G, arrivano le nuove immagini del dispositivo, per il quale permane ancora un mistero.

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I render che trovate nella galleria in basso corrispondono alle nuove immagini di OnePlus 10 o 10T 5G condivise dal noto leaker Yogesh Brar. Come per quelle circolate in rete qualche giorno fa, anteriormente vediamo ben poche differenze con OnePlus 10 Pro che già conosciamo, con un display forato al centro per ospitare la fotocamera anteriore. Posteriormente invece vediamo un modulo fotografico quadrato, di dimensioni considerevoli e con tre sensori oltre al flash LED.

Il mistero che abbiamo citato prima spiega perché ci riferiamo a questo dispositivo con un doppio nome: rimane infatti da chiarire se lo smartphone arriverà sul mercato come OnePlus 10 o OnePlus 10T 5G, anche se ultimamente quest’ultima ipotesi sembra la più gettonata.

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