Android Auto: ecco il toggle per la modalità notte (finalmente!)

Sin dal suo debutto, Android Auto è in grado di controllare lo stato di accensione dei fari del veicolo in modo tale da impostare la modalità giorno o notte per le app di navigazione a seconda se i fari sono spenti o accesi. Di fatto, uno dei requisiti per la certificazione di un’automobile al protocollo di connessione di Android Auto è il controllo di alcuni parametri della vettura, e tra questi vi è proprio lo stato dell’illuminazione esterna del veicolo.

Una funzione molto basilare e abbastanza scontata per la maggior parte degli utenti ma che, purtroppo, nel corso del tempo ha creato alcuni grattacapi. Il primo problema di questa funzionalità è sorto in concomitanza con l’uscita di Android 10: a partire da questa versione del sistema operativo è infatti stata integrata la modalità scura di sistema, ma tale modalità non è andata d’amore e d’accordo con Android Auto, o meglio, ci è andata troppo d’amore e d’accordo poiché la modalità chiara o scura di Android Auto era perfettamente concorde con la modalità chiara o scura di Android.

Questo comportamento faceva sì, ad esempio, che un uso di Android Auto in pieno giorno facesse disattivare la modalità scura sullo schermo del telefono. O ancora, provare a cambiare il tema da chiaro a scuro dalle impostazioni del telefono aveva una ripercussione anche su Android Auto. Certo, non rappresentava un vero e proprio problema (visto che il telefono, teoricamente, dovrebbe non essere usato) ma era un fastidio per chi è abituato ad avere lo smartphone in modalità chiara o scura e lo ritrovava in maniera diversa dal “normale” durante l’uso di Android Auto.

Tuttavia questa accordanza tra tema sul telefono e tema su Android Auto era una vera e propria manna dal cielo per gli utenti di autoradio aftermarket. Spesso nel montaggio di quest’ultime capita di non effettuare un cablaggio perfetto lasciando il sensore dello stato delle luci scollegato e un veloce trucco per avere le mappe in modalità giorno o notte era quello di programmare la modalità scura di sistema in base all’orario, o semplicemente attivarla manualmente e il gioco era fatto. Ma Google dal suo canto ha ritenuto opportuno rendere il tema di Android Auto indipendente dal tema impostato sul telefono e lo stratagemma che prima funzionava senza problemi, a partire da Dicembre 2020, non ha più effetto, costringendo di fatto all’uso della modalità giorno per l’intera durata della sessione.

Ci sono due ironie in tutto questo racconto: la prima è che, a partire da Android 10, Android Auto è diventata un’app di sistema; la seconda è che ci sarebbe un’opzione nelle opzioni sviluppatore dell’app, ma da quando le due modalità sono indipendenti tra loro, nella pratica non funziona più. O meglio: è possibile solo forzare una modalità tra giorno o notte, perennemente.

La buona notizia è che a partire da Android Auto 6.3, è stata finalmente creata un’impostazione ad hoc per il cambio della modalità delle mappe. C’è voluto del tempo, decisamente troppo, ma grazie a questa funzione sarà finalmente possibile controllare quando Android Auto deve andare in modalità chiara o scura direttamente dallo schermo dell’automobile e senza il bisogno di riavvio dell’app. Questa funzione non si ottiene semplicemente aggiornando l’app ma è un’attivazione che avverrà via server e noi l’abbiamo attivata in modalità manuale e portata in anteprima esclsuiva a voi. Non ci è dato sapere quando (e se) arriverà in maniera globale ma siamo senz’altro contenti di vederla in azione (screenshot in galleria).

E voi rientrate tra le persone che hanno avuto problemi con la modalità giorno/notte di Android Auto? Aspettavate questa funzione? Fatecelo sapere nei commenti e nel nostro gruppo Facebook Android Auto Italia.

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ASUS ROG Phone 3 riceve la seconda closed beta di Android 11: tanti bug e problemi corretti

ASUS ROG Phone 3 è sul mercato da quasi un anno e rimane ancora molto apprezzato dagli utenti, sia per le caratteristiche tecniche da top di gamma, che per i vari aggiornamenti che sta ricevendo in questi mesi. ASUS aveva lanciato il programma closed beta di Android 11 circa un mese fa, e adesso è arrivata la seconda build.

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L’aggiornamento, caratterizzato dal numero versione 18.0410.2102.96, è già in rollout per gli utenti che aderiscono alla closed beta e purtroppo non porta nessuna novità tangibile: l’update infatti si concentra sulla risoluzione di bug e problemi fastidiosi, che potevano minare l’utilizzo quotidiano. Tra i bug risolti abbiamo quello per cui alcune app non riuscivano ad utilizzare il Wi-Fi, problemi di luminosità e di frequenza del display, che non riusciva a rimanere costante a 144Hz.

Questo è il changelog completo:

  • Fix the lighting of earphone is not synced with DUT with connecting ROG Cetra RGB headset
  • Fix OOBE stuck in “Saving audio is your choice” and is note response even click “Next” at right botton corner.
  • Fix Call of Duty: mobile doesn’t seem to connect to the internet just over WiFi.
  • Fix ViLTE video call handovers to voice call when wifi is off.
  • Fix device flickers while clicked on Camera settings when Launched the Camera from the lock screen.
  • Fix CS Call double talk issue.
  • Fix when Dual-band Wi-Fi enabled, the right icon of signal bar error.
  • Fix Frame rate drops from 144 to 60 on low brightness

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Google Traduttore è nell’olimpo delle app più scaricate su Android

Le app e i servizi offerti da Google per i dispositivi mobili sono sicuramente tra i più usati, grazie alla frequenza di aggiornamento e alla loro affidabilità. Tra questi troviamo sicuramente il suo Traduttore.

L’app Android di Google Traduttore ha appena tagliato un traguardo storico: l’app ha raggiunto il miliardo di download sul Play Store. Un numero che comunque tiene anche conto del fatto che l’app arriva preinstallata su alcuni device. Google ha investito parecchio nell’implementazione di feature software nel suo Traduttore, e questo sta dando i suoi frutti: si stima che l’app processi circa 100 miliardi di parole al giorno.

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Poco importa se il periodo attuale è dei meno felici per le app di traduzione, viste le forti limitazioni sui viaggi che più o meno tutti stiamo sperimentando intorno al mondo. Fateci sapere se Google Traduttore è anche il vostro riferimento oppure se vi avvalete di alternative.

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Google Traduttore è nell’olimpo delle app più scaricate su Android

Il navigatore ABRP per le auto elettriche in beta su Android Auto

In un articolo di qualche settimana fa, vi abbiamo parlato della apparente volontà di Iternio, una piccola startup Svedese specializzata in pianificazione di itinerari stradali per veicoli elettrici, di portare su Android Auto la propria app A Better Route Planner.

Per chi non avesse mai sentito parlare di ABRP, altro non è che un navigatore che si pone il compito di facilitare la vita dei guidatori di veicoli elettrici calcolando le soste per la ricarica della batteria in base alle caratteristiche del veicolo, alla capacità della batteria, alla modalità di guida e alle caratteristiche dell’itinerario, come ad esempio le differenze di altimetria, o banalmente anche la lunghezza totale.

Grazie alla libreria di sviluppo di app per automobili che Google ha messo a disposizione nello scorso Ottobre, ora anche ABRP ha implementato, all’interno della sua app, la compatibilità ad Android Auto. Visto che la libreria di Google è ancora in stato di beta e visto che sul Google Play Store formalmente non è ancora stata aperta una categoria di app di navigazione compatibii con Android Auto, anche A Better Route Planner si deve affidare al rilascio della funzione esclusivamente sul canale beta.

Per chi volesse provare l’app su Android Auto, si rende quindi necessario entrare a far parte del programma beta: per fare questa operazione si può andare direttamente sulla pagina dell’app sul Google Play Store e scorrere in basso fino alla sezione “Diventa un beta tester” e, in caso non lo si è già, scegliere di entrare a far parte del programma di beta testing. L’operazione dura qualche minuto e si può constatare l’avvenuta entrata quando nella pagina dell’app sul Google Play Store, alla fine del titolo vi è la dicitura “(beta)”.

Anche per A Better Route Planner vale una considerazione fatta per tutte le altre app di navigazione che hanno sviluppato la compatibilità con Android Auto: non sono possibili interazioni via touch con la mappa quali zoom, trascinamento e rotazione. Su Reddit, il team di ABRP ci tiene a far sapere che questa limitazione è imposta da Google attraverso delle linee guida fornite, e per ora non c’è modo di superarla (senza avere un rifiuto dell’app sul Google Play Store, N.d.R.). Inoltre, al contrario di come avviene sull’interfaccia dell’app Android, al momento non è possibile usare le mappe fornite da Google Maps all’interno di Android Auto, pertanto ABRP si sta avvalendo delle mappe open source di OSMDroid, ma il team sta lavorando per portare la compatibilità alle mappe di Vector, reputate migliori in termini prestazionali.

La funzionalità su Android Auto non richiede un abbonamento ed è automaticamente attivata. Durante l’uso dell’app l’interfaccia presenta un angolo interamente dedicato al monitoraggio della batteria del veicolo, con l’indicazione della percentuale di batteria rimanente e la percentuale di batteria stimata alla fine del percorso e vi è anche la possibilità di visionare il limite di velocità vigente sulla strada percorsa. L’app ri-calcola automaticamente il percorso (incluse le soste per la ricarica) quando viene abbandonato un percorso e l’integrazione con Google Assistant funziona come dovrebbe.

Per ora non vi è modo di avere la mappa in 3D e mancano diverse funzioni come un’impostazione per evitare i pedaggi o le autostrade, la ricerca di itinerari alternativi in fase di calcolo del percorso e la ricerca di punti di interesse. ABRP fa sapere sul proprio forum che è al lavoro per implementare queste funzionalità e, tra le altre, ha anche chiesto a Google di mettere a disposizione un modo per poter visualizzare un burn down chart all’interno dell’interfaccia, per fornire ai guidatori delle ulteriori preziosi informazioni riguardo la batteria del proprio veicolo.

Tuttavia dobbiamo segnalare che ABRP, per ora, è l’unica app di navigazione che è possibile utilizzare anche sullo schermo del telefono mentre Android Auto è in esecuzione, con tanto di bottone predisposto per inviare un itinerario ad Android Auto. Di contro, in base ai nostri test, non vi è il supporto alla modalità split screen di Android Auto e lo spazio secondario rimane completamente nero.

Insomma una compatibilità che per ora è ad uno stato abbastanza primordiale, ma ABRP vuole seriamente impegnarsi per portare un’esperienza a tutto tondo della sua app sul sistema di Google. Voi avete mai provato ABRP? La trovate comoda per pianificare le vostre soste di ricarica elettrica? Avete provato il supporto ad Android Auto? Fatecelo sapere nei commenti e nel nostro gurppo Facebook Android Auto Italia.

 

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Il navigatore ABRP per le auto elettriche in beta su Android Auto

Che sorpresa Qualcomm! In arrivo una console Android simile a Nintendo Switch

Nel panorama dei dispositivi Android irrompe un’interessantissima novità che riguarda la sfera gaming da dispositivi mobili e che coinvolge da vicino Qualcomm, uno dei principali attori nel settore dei processori per smartphone.

Stando a quanto riferito da Android Police, Qualcomm starebbe progettando una sua console di gioco Android molto simile a Nintendo Switch. Al suo interno chiaramente ci sarà un chipset di Qualcomm, il quale sarà comprensibilmente progettato su misura rispetto al dispositivo. Android Police ha anche visto alcune immagini del dispositivo e afferma che il design sarà molto simile a quello della console Nintendo, con i controller staccabili posizionati lateralmente in modo simmetrico.

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Il display centrale dovrebbe avere una diagonale da 6,65″ mentre la batteria dovrebbe avere una capacità pari a 6.000 mAh, con l’ovvio supporto alla tecnologia di ricarica rapida Quick Charge. La console dovrebbe supportare la visualizzazione attraverso un monitor esterno, anche se non è chiaro se sarà presente un’uscita HDMI oppure una porta USB Type-C. Ci sarà anche il supporto alle microSD, mentre la base software sarà Android 12 e pertanto ci sarà il pieno supporto ai servizi Google e al Play Store. Oltre a questo potrebbe esserci anche una piattaforma di contenuti sviluppata da Qualcomm.

Non è escluso che Qualcomm collaborerà anche con StadiaGeForce Now di NVIDIA per offrire ulteriori contenuti personalizzati. Non mancherà nemmeno la connettività 5G, grazie alla probabile integrazione del modulo di casa X55. Il lancio di questa console potrebbe arrivare sui mercati internazionali per il primo trimestre 2022, e dunque potrebbe presentarsi sul mercato con il prossimo processore top di gamma dell’azienda.

Il prezzo potrebbe essere interessante, perché Android Police riferisce che potrebbe attestarsi attorno ai 300 dollari. Sicuramente è troppo presto per dare tutto questo per assodato, Qualcomm non ha né confermato né smentito queste voci, dunque fino al prossimo anno tante delle carte in tavola potrebbero cambiare. Vi terremo aggiornati su tutti i prossimi sviluppi.

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Android 12 Developer Preview 2 è qui: OTA e factory image pronte al download

Perfettamente in linea con la sua tabella di marcia, Google ha rilasciato una nuova developer preview di Android 12, la seconda delle tre previste.

Le novità elencate da Google (qui trovate tutti i dettagli) sono tutte focalizzate sugli sviluppatori, ma ciò non esclude la possibilità di qualcosa di più tangibile anche per gli utenti ordinari (ne riparleremo nelle prossime ore, dopo averla provata di persona).

Ad esempio, le app possono richiedere espressamente che lo smartphone sia sbloccato prima di poter interagire con una notifica. Inoltre gli sviluppatori possono impedire agli overlay di comparire nelle app sensibili (ad esempio durante un pagamento, per evitare “intercettazioni”).

All’uscita da un’app che abbia un video in riproduzione, la DP2 passerà immediatamente al Picture-in-Picture, inoltre tali finestre possono essere nascoste trascinandole verso destra/sinistra dello schermo, e con un tap avrete maggiori controlli sul PiP, compreso il resize con il pinch-to-zoom.

Android 12 introduce inoltre l’API CompanionDeviceService che serve a migliorare le app che gestiscono altri dispositivi, come smartwatch e fitness tracker.

Se aveste già la DP1 o la 1.1 riceverete un aggiornamento nelle prossime ore. In caso contrario potete scaricare la DP2 (SPP2.210219.008) tramite i link qui sotto; le istruzioni per l’installazione sono disponibili nelle rispettive pagine.

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Motorola Moto G8 e G8 Power hanno iniziato a ricevere l’aggiornamento stabile di Android 11

Facevano già parte della lista di dispositivi, diramata da Motorola a dicembre 2020, per cui era previsto l’aggiornamento ad Android 11, ma ora quella promessa di update sta diventando realtà. Stiamo parlando di Moto G8 e Moto G8 Power che hanno iniziato a ricevere la versione stabile di Android 11.

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Moto G8 e Moto G8 Power avranno la stessa versione build che risponde al codice RPE31.Q4U-47-35, ed è anche per questo motivo che stanno ricevendo l’aggiornamento insieme. Questo update basato su Android 11 conterrà anche le patch di sicurezza del mese di febbraio 2021. Il rollout OTA sta avvenendo a tappe, e per ora è stato segnalato solamente dagli utenti colombiani, ma ci si può aspettare di veder arrivare questo aggiornamento a breve anche in altri mercati.

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Android 11 su Xiaomi Mi 10 5G? Non è ancora arrivato a tutti perché l’aggiornamento ha troppi bug

Quando uscì lo scorso anno Xiaomi Mi 10 fu uno dei primi smartphone a supportare anche la connettività in 5G, caratteristica da vero top di gamma innovativo. Anche per questo, quest’anno tutti aspettavano di ricevere l’aggiornamento ad Android 11 in tempi rapidi, come si addice a un dispositivo di fascia alta e invece i possessori di Mi 10 5G sono rimasti a bocca asciutta. A peggiorare il tutto, pare che la situazione non sia destinata a cambiare, per lo meno in tempi brevi.

Le altre varianti di Mi 10 hanno ricevuto l’update da tempo e in effetti anche il rilascio per Mi 10 5G sembrava partito per tempo a dicembre, ma il nuovo firmware è rimasto appannaggio di pochi, mentre la maggioranza degli utenti sono ancora in attesa. Tutto ciò vale soprattutto per l’Europa, anche se probabilmente è una conseguenza di quanto accaduto in India.

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Nel subcontinente infatti l’aggiornamento ad Android 11 su Mi 10 5G ha incontrato diverse difficoltà, a causa della presenza di svariati bug che hanno spinto Xiaomi ad interrompere il rilascio. La presenza di qualche anomalia non è cosa nuova, soprattutto nei passaggi di versione dell’OS, ma a quanto pare stavolta il software non era proprio all’altezza. A chiarire la questione non è una discussione clandestina, una soffiata anonima o qualche forum di utenti, ma il moderatore stesso del forum ufficiale mi.com (come potete vedere dalla schermata qui sotto). In ogni caso siamo ormai arrivati quasi a metà marzo e  l’azienda cinese non ha ancora comunicato una data certa per l’arrivo della versione stabile.

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Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

Don Turner ricopre il ruolo di Android Developer Relations Engineer all’interno di Google e ha recentemente rilasciato un post sul blog Android Developers nel quale aggiorna il mondo sui risultati ottenuti grazie al lavoro sulla latenza audio effettuato negli ultimi quattro anni.

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Le azioni intraprese unite ad una rinnovata attenzione da parte dei produttori di dispositivi hanno infatti permesso infatti di ottenere miglioramenti significativi, portando la latenza media degli smartphone Android più popolari sotto ai 40ms. Questo valore rientra pienamente all’interno della gamma richiesta per le applicazioni in tempo reale.

Solamente nel 2017 la differenza tra il minimo ed il massimo valore di latenza dei dispositivi più popolari era di 222ms. Confrontando questo dato con quello della lista del 2021 l’intervallo si è ridotto a soli 28ms, fornendo un’esperienza audio superiore nonostante la presenza di smartphone di diversi OEM. Le informazioni riportate fanno riferimento alla latenza audio “andata e ritorno” che include ingresso audio, elaborazione e output audio. Per ottenere invece la latenza “tap-to-tone”, che include il tocco dello schermo per  l’emissione del suono, vanno aggiunti 15ms alle latenze visibili nei grafici a fondo articolo. L’obiettivo a lungo termine per gli ingegneri del suono Android resta comunque quello di raggiungere i soli 10ms di latenza “andata e ritorno”.

 

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Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

Holey Light si aggiorna e ora supporta Android 11 e tanti nuovi dispositivi

Holey Light, sviluppata da Chainfire, già creatore di LiveBoot, CF.lumen e SuperSU, è un’applicazione che permette di “personalizzare” il foro della fotocamera frontale, in modo tale che funzioni come un LED di notifica, con vari effetti animati.

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Inizialmente questa era compatibile solo con Galaxy S10, ma nell’ultimo aggiornamento, ovvero la versione 1.0, arriva il supporto agli ultimi Galaxy S21, Note 20 e Galaxy S20, Galaxy Z Fold 2 e Google Pixel 5 e 4a. Oltre a questo, il changelog del nuovo update è davvero molto lungo: tra le funzionalità più importanti abbiamo la possibilità di regolare lo “spessore” dell’animazione di notifica intorno alla telecamera, il supporto per le notifiche Bubbles di Android 11 e un migliore supporto della modalità scura, oltre che un miglioramento della stabilità del sistema e un minore utilizzo di CPU.

Holey Light è disponibile gratuitamente su Play Store e quindi, nel caso in cui il vostro dispositivo sia compatibile, potete scaricarla dal badge in basso.

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Google sta per riportare in vita lo spirito dell’app Android TV Remote Control (foto)

Gli utenti che frequentano il mondo Android, e in particolare il settore Android TV, da qualche anno si ricorderanno dell’app Android TV Remote Control. Nonostante questa sembra ormai dimenticata da BigG, potrebbe presto rivivere in Google TV.

Stando al teardown effettuato da 9to5Google sulla più recente versione dell’app Google TV (la versione 4.25), è emerso che Google sta lavorando a una funzionalità per associare il dispositivo mobile a Google TV, in modo da avere un telecomando per gestire i contenuti della piattaforma multimediale. Infatti, i riferimenti scovati indicano che sarà possibile avere un trackpad, i pulsanti virtuali per andare avanti o indietro e quello per Invio. Esattamente quelli che offre l’app Android TV Remote Control.

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Dunque sembra chiaro il piano di Google: archiviare definitivamente l’app Android TV Remote, che ormai non viene più aggiornata dal 2017, in favore di un metodo di associazione del tutto analogo ma integrato nell’app Google TV.

Al momento non è noto quando Google lancerà la novità, la funzionalità risulta ancora in fase di sviluppo. Torneremo ad aggiornarvi quando avremo ulteriori novita.

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Google sta per riportare in vita lo spirito dell’app Android TV Remote Control (foto)

Tutte le app Android su Windows 10: il sogno potrebbe avverarsi presto

Negli ultimi anni Microsoft ha dimostrato di tenere parecchio in considerazione come la sua piattaforma software principale si interfaccia con l’ecosistema Android, in particolare quello relativo ai dispositivi mobili.

Il colosso di Redmond chiaramente non ha tutti i torti, visto che la maggior parte dei dispositivi mobili attivi nel mondo si basa proprio su Android. Dopo aver fatto vedere interessanti funzionalità tramite l’app Il tuo telefono, che però offre le sue peculiarità più utili e interessanti solo per alcuni dispositivi Samsung, il progetto denominato Latte potrebbe finalmente completare l’integrazione tra Android e Windows 10.

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Il progetto Latte è in fase di sviluppo interno da Microsoft e ha come obiettivo principale l’integrazione a tutte le app Android in Windows 10. Tale obiettivo ambizioso si baserebbe sull’implementazione di app e giochi Android secondo lo standard MSIX proprietario di Microsoft. Dunque, si mira all’implementazione delle app Android nel subsystem per Linux di Windows.

Al momento i dettagli su tale progetto non sono parecchi, pertanto non possiamo sbilanciarci su quando vedremo i primi frutti concreti di tale integrazione. Nella migliore delle ipotesi, vedremo i primi risvolti entro la fine del 2021. Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.

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Tutte le app Android su Windows 10: il sogno potrebbe avverarsi presto

Final Fantasy VII Ever Crisis per Android e iOS è il sogno di ogni fan del celebre capitolo della saga

A quanto pare Square Enix non è ancora del tutto soddisfatta con le riproposizioni di Final Fantasy VII. Ieri, dopo l’annuncio di Final Fantasy 7: Remake per PS5, è arrivato anche un altro annuncio legato sempre al celebre capitolo della saga.

L’annuncio riguarda Final Fantasy VII Ever Crisis, un capitolo dedicato ad Android e iOS che farà davvero la gioia degli appassionati del capitolo originale. Non si tratta di una versione tascabile del recente remake, bensì di una riedizione dell’originale suddiviso in capitoli.

Il comparto grafico dei combattimenti è stato profondamente rivisitato, risultando alquanto spettacolare. Rimane comunque ancorato al classico Active Time Battle. L’esplorazione invece è simile all’originale, con personaggi e fondali ridisegnati per l’occasione.

Come dicevamo, si tratta di un’esperienza a capitoli che però coprirà tutta la timeline di FFVII, incluso ciò che succede nel gioco originale e in tutte le compilation di FFVII, oltre a nuovi elementi narrativi legati alle origini dei SOLDIER scritti dallo sceneggiatore di FINAL FANTASY VII REMAKE, Kazushige Nojima. Golosissimo insomma!

Purtroppo dovremo aspettare il 2022 per vederlo in azione su Android e iOS. Square Enix ha dichiarato che più avanti diramerà ulteriori informazioni a riguardo. Non vediamo l’ora di saperne di più.

Final Fantasy VII Ever Crisis Trailer

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Final Fantasy VII Ever Crisis per Android e iOS è il sogno di ogni fan del celebre capitolo della saga

Telegram si aggiorna con una valanga di novità: auto-eliminazione dei messaggi, widget su Android e iOS e tanto altro (foto)

Telegram ha appena ricevuto un nuovo aggiornamento, diretto alla versione Android come a quella iOS, il quale introduce una bella lista di novità, alcune delle quali rilevanti e interessanti. Andiamo a vederle insieme con ordine.

Auto-eliminazione dei messaggi per tutti

Telegram introduce la funzionalità di auto-eliminazione dei messaggi in chat per tutti gli utenti. Tale feature è un’estensione di quella che dal 2013 è disponibile nelle chat segrete: l’auto-eliminazione può essere attivata tramite un timer da 24 ore o da 7 giorni. Allo scadere del timer, che si applica a tutti i messaggi successivamente inviati in chat, i messaggi verranno definitivamente rimossi dalla cronologia. Questa la procedura per attivare l’auto-eliminazione su Android e iOS:

  • Su Android, selezionare l’opzione Cancella cronologia dal menù contestuale in chat.
  • Su iOS, selezionare Attiva autoeliminazione nella sezione Elimina tutto accessibile tramite la pressione prolungata sul messaggio.

Una volta attivato il timer, è possibile anche consultare il tempo di permanenza rimanente del messaggio in questione tramite l’accesso al menù contestuale relativo al messaggio. Nei gruppi e nei canali, solo gli amministratori possono attivare o modificare il timer.

Widget per Android e iOS

Telegram ha annunciato un nuovo widget che arriva per la versione Android e per quella iOS. Come vedete dall’animazione presente qui in basso, il widget permette di visualizzare solo le chat selezionate dall’utente, con la possibilità di espandersi successivamente al semplice tap. Le chat incluse nel widget verranno aggiornate in tempo reale.

Link d’invito con scadenza

I link d’invito nei gruppi Telegram sono molto più flessibili: questi potranno essere creati per essere attivi per un tempo limitato o per essere usati da un numero limitato di utenti. Inoltre, tutti i link d’invito possono essere convertiti in QR code.

Gruppi senza limiti di partecipanti

I gruppi Telegram che si avvicinano al limite massimo di 200.000 membri possono ora avviare la conversione verso un Gruppo Broadcast, per avere un numero illimitato di partecipanti. Tale tipologia di gruppo su Telegram implica che solo gli amministratori possano inviare messaggi, ma i membri possano ancora unirsi alle chat vocali.

Miglioramento per l’importazione chat

Successivamente al grande annuncio fatto a inizio anno, relativo allo strumento per importare le chat in Telegram, la piattaforma di messaggistica ci fa sapere di averla perfezionata. Dopo l’aggiornamento di oggi i messaggi importati appariranno ordinati in base alla loro data originale se aggiunti a una chat Telegram che ha meno di 1000 messaggi.

Sistema di segnalazione migliorato

Telegram ha migliorato anche lo strumento per segnalare le chat al team di supporto. D’ora in poi, agli utenti verrà richiesto di selezionare i messaggi specifici ai quali si riferisce la segnalazione. Inoltre, sarà possibile aggiungere dei commenti alla segnalazione.

Nuove emoji animate

Il nuovo aggiornamento di Telegram apporta anche delle nuove emoji animate. Potete averne un’anteprima osservando l’animazione qui in basso.

Disponibilità

L’aggiornamento appena descritto di Telegram è attualmente in fase di distribuzione automatica per i dispositivi Android e iOS, tramite i classici Play Store e App Store.

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