Google fa il lifting alle sue emoji, probabilmente in vista di Android 12

Se in questi giorni le news relative alle emoji si sono intensificate c’è un perché: domani 17 luglio si festeggia l’Emoji Day. Società come Samsung e Adobe hanno approfittato per pubblicare degli interessanti report che potete recuperare nel nostro articolo dedicato.

Anche Google a quanto pare non si è lasciata sfuggire l’occasione per svelare qualche novità a riguardo. Il suo progetto open source Noto Emoji, quello da cui attinge per le emoji di Android e Chrome OS, si sta “aggiornando”, con tutta una serie di modifiche, più o meno rilevanti, che riguarda il set di faccine e simboli.

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Ecco un esempio che paragona un set di vecchie emoji con quelle nuove appena aggiornate:

Le emoji con i simboli sono più lucide e vantano tonalità di colore diverse. Altre invece sono state completamente ridisegnate.

Non sappiamo ancora quando il nuovo set farà il suo debutto su Chrome OS e Android. Probabile che Google aspetti il lancio di Android 12. Nel frattempo potete dare un’occhiata al set completo nella gallery sottostante: la prima immagine rappresenta le vecchie versioni, la successiva il set nuovo.

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Google fa il lifting alle sue emoji, probabilmente in vista di Android 12

Il mirroring dello smartphone su PC con scrcpy è ora possibile anche su Android 12

Il tool da linea di comando scrcpy (screen copy) è un programma open source che serve ad effettuare il mirroring dello schermo dello smartphone su PC (Windows, macOS e Linux) e consente di eseguire diverse azioni, come registrare il tutto o effettuare screenshot.

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Il funzionamento di scrcpy è molto semplice: il software è formato da due componenti, un’app server che viene “installata” su smartphone tramite ADB e un client da utilizzare su PC. Fino ad Android 12, il tutto si basava sulla creazione di un “secure display”, pratica non più supportata dall’ultima versione del sistema operativo e che portava al crash istantaneo di scrcpy.

Fortunatamente il tutto è stato risolto nell’ultimo aggiornamento 1.18 del tool, grazie ad una completa riscrittura del codice dell’app server. Oltre alla correzione di questo problema, arriva anche la possibilità di utilizzare il flusso video proveniente dallo smartphone come una sorgente webcam su Linux o come sorgente su programmi come OBS.

Per scaricare scrcpy, basterà recarsi sulla pagina Github del progetto, che contiene inoltre tutte le istruzioni per l’installazione ed il corretto funzionamento.

Add support for Android 12
Add support for V4L2 (device screen capture as a webcam)
Add an option to lock the initial video orientation
Add an option to power off the device on close
Bind 4th mouse button to APP_SWITCH
Bind 5th mouse button to expand notification panel
Expand settings panel on double-expand notification panel
Push to /sdcard/Download by default
Center the window on resize-to-fit
Increase possible display id range
Log input events in verbose mode
Fix touch events parameters
Fix left click on Samsung Browser
Remove option –render-expired-frames
Pass scrcpy-noconsole arguments through to scrcpy on Windows
Upgrade platform-tools to 31.0.2 (adb) in Windows releases
Various technical fixes

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Il mirroring dello smartphone su PC con scrcpy è ora possibile anche su Android 12

Niente più pensieri, le chiavi della vostra auto saranno ancora più al sicuro su Android 12

Tra le molte novità che Android 12 porterà con se questo autunno, ha destato particolare interesse anche il futuro supporto alle chiavi digitali delle automobili compatibili con questo servizio. Molti però si sono posti il problema di cosa accadrà quanto lo smartphone su cui la chiave è salvata, verrà smarrito oppure rubato. Google ha ovviamente pensato anche a questa evenienza, e nella sua app Trova il mio dispositivo inserirà anche la possibilità di eliminare o sospendere le chiavi dell’auto in caso di smarrimento del telefono.

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A scoprirlo è stato 9to5Google, che decompilando il file .apk della relativa applicazione in versione 2.4.042, ha scoperto le seguenti righe di codice:

Le chiavi della tua auto saranno cancellate.

Le vostre chiavi dell’auto saranno sospese.

Questi avvisi molto probabilmente appariranno come promemoria prima di mettere in sicurezza (sospendere) o cancellare (eliminare) un dispositivo. L’ultima azione è abbastanza semplice, mentre non è chiaro se la prima faccia qualcosa di più che richiedere uno sblocco del dispositivo prima che le chiavi dell’auto vengano ripristinate. I dettagli di implementazione non sono infatti completamente chiari al momento.

Il vantaggio di caricare le proprie chiavi su Android 12 sarà anche legato alla possibilità di condividerle anche con amici e parenti. Le chiavi digitali dell’auto su Android 12 saranno disponibili nei prossimi mesi per dispositivi “selezionati” (presumibilmente dotati di Ultra Wideband (UWB)) come gli smartphone Pixel e Samsung Galaxy.

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Niente più pensieri, le chiavi della vostra auto saranno ancora più al sicuro su Android 12

Con Android 12 si rinnova il widget At A Glance: il contenuto cambierà in base al contesto (foto)

Su tutti gli smartphone Pixel è presente il widget At A Glance, che mostra una serie di informazioni legate al meteo e al calendario nella schermata home e in quella di blocco: con Android 12 arriverà un corposo aggiornamento proprio di questa funzionalità.

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All’interno dell’app Google Assistant sono stati trovati riferimenti a Live Space, nuovo nome di questa funzione. La novità più grande riguarderà le opzioni di personalizzazione: fornendo dati quali percorso casa-lavoro o luogo preferito per il meteo e attivando il GPS, saranno visualizzate diverse informazioni nel widget, in base al contesto. Si potranno inoltre selezionare quali aspetti devono essere visualizzati in Live Space, come vedete dalle foto in galleria.

Al momento non si conosce ancora il design di Live Space, anche se un piccolo indizio lo troviamo nel video di presentazione dello stile Material You: a giudicare dall’immagine, il widget si adatterà al contesto mostrando anche pulsanti personalizzati per raggiungere determinate funzionalità. Non ci resta che attendere ancora un po’ per saperne di più.

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Con Android 12 si rinnova il widget At A Glance: il contenuto cambierà in base al contesto (foto)

Google consentirà di scegliere il motore ricerca su Android. Ma solo in Europa

AGI – Google cede alle pressioni dell’Ue e annuncia che consentirà agli altri motori di ricerca sul mercato di poter essere scelti gratuitamente dagli utenti come ‘predefiniti’ sui dispositivi Android in Europa. Lo ha annunciato la società in un post sul proprio blog ufficiale.

La mossa di Mountain View arriva dopo l’affondo dell’Unione europea che nel 2018 aveva accusato la società di trarre un indebito vantaggio competitivo sui propri sistemi operativi multandola per 4,24 miliardi di euro. “Abbiamo rispettato la sentenza del 2018”, si legge nel post, che continua: “In dialogo con la Commissione europea, siamo andati anche oltre” introducendo “una schermata di scelta che chiede agli utenti di Android di scegliere un motore di ricerca predefinito”.

Sui dispositivi Android “le persone possono scegliere liberamente quali applicazioni usare, scaricare e impostare come predefinite”, scrive Oliver Bethell, direttore dell’area legale della società, “e le ricerche dimostrano che gli europei sanno come cambiare facilmente i motori di ricerca se desiderano farlo”. “A seguito di ulteriori feedback da parte della Commissione, stiamo apportando alcune modifiche finali alla schermata con le scelte multiple, compresa la partecipazione gratuita per i motori di ricerca ritenuti idonei”, si legge ancora nel post, che conclude: “Aumenterà anche il numero di motori di ricerca mostrati sullo schermo. Questi cambiamenti entreranno in vigore da settembre di quest’anno sui dispositivi Android”. 


Google consentirà di scegliere il motore ricerca su Android. Ma solo in Europa

Apple ha deciso di aprire FaceTime ad Android e Windows

AGI – Apple ha presentato il nuovo sistema operativo per iPhone, iOS 15, in cui ha aggiornato il servizio di videochiamata FaceTime in modo che sia accessibile agli utenti Android e Windows, sullo stile di Zoom.
Il nuovo FaceTime introduce la possibilità di creare collegamenti per le chiamate che possono essere condivisi con altri utenti, consentendo l’accesso via web a chi non utilizza dispositivi Apple, cosa che fino ad ora non era possibile.

Aggiunge anche un sistema di visualizzazione “a griglia” – in cui tutti i partecipanti alla chiamata appaiono con le stesse dimensioni uno accanto all’altro – e la modalità verticale per sfocare automaticamente gli sfondi.

L’azienda di Cupertino ha iniziato con questo annuncio la sua conferenza annuale degli sviluppatori WWDC, che quest’anno si tiene in formato digitale e che andrà avanti fino a giovedì prossimo.

Un altro miglioramento in FaceTime è l’inclusione dell’audio spaziale, in modo che in una videochiamata con più partecipanti, la voce di ciascuno di essi suonerà come se provenisse dallo stesso punto in cui quella persona appare sullo schermo (angolo in alto a destra, in basso a sinistra angolo, ecc.).

Anche in relazione al suono, la versione aggiornata della piattaforma di videoconferenza Apple è in grado di rilevare ed eliminare rumori di sottofondo come cantieri o aspirapolveri, in modo che la conversazione possa essere ascoltata nel modo più chiaro possibile.

L’azienda guidata da Tim Cook ha visto nell’ultimo anno i concorrenti di FaceTime come Zoom, Google Meet o Microsoft Teams guadagnare sempre più terreno nel bel mezzo della pandemia e ha concentrato gli sforzi sull’aggiornamento del suo servizio con tutte le funzionalità del concorrenza.

Così, la versione rinnovata include anche SharePlay, uno strumento per ascoltare musica o guardare film e televisione contemporaneamente al resto degli utenti durante una chiamata. (AGI)


Apple ha deciso di aprire FaceTime ad Android e Windows

Albion Online arriva anche su Android e iOS: lancio fissato per il 9 giugno (foto e video)

Albion Online, titolo MMORPG fantasy ambientato nel medioevo già disponibile su PC, macOS e Linux, arriverà anche su smartphone: a confermarlo è Sandbox Interactive, la casa di sviluppo del gioco.

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Gli sviluppatori hanno voluto creare un’esperienza completamente multipiattaforma: piuttosto che una versione semplificata del client PC, la versione mobile di Albion offrirà l’esperienza di gioco completa sullo stesso singolo server globale della versione desktop. Le azioni e la progressione dei personaggi saranno persistenti indipendentemente dalla piattaforma utilizzata e i giocatori avranno la possibilità di passare da una piattaforma all’altra in qualsiasi momento.

Per festeggiare questo traguardo, i giocatori riceveranno una skin unica dal valore di 100.000 Fame come ricompensa per aver giocato alla versione mobile. Albion Online arriverà sugli store di Android e iOS il prossimo 9 giugno e sarà scaricabile gratuitamente.

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Albion Online arriva anche su Android e iOS: lancio fissato per il 9 giugno (foto e video)

Il blocco degli annunci personalizzati su Android sarà più chiaro ed efficace

Assieme ad Android 12 arriverà un rinnovato centro di controllo di tutte quelle opzioni riguardanti la privacy che comprendono anche la possibilità di disabilitare l’accesso delle app a fotocamera e microfono. Un ulteriore aggiornamento previsto per quest’anno mirerà invece a portare una maggiore efficacia per gli utenti che decideranno di rinunciare agli annunci personalizzati nelle applicazioni Android.

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I Google Play Services hanno da tempo reso disponibile un ID pubblicitario che gli sviluppatori di terze parti possono utilizzare per monetizzare con le loro applicazioni in modo standard. Gli utenti possono resettare e generare un nuovo identificativo in qualsiasi momento e hanno anche la possibilità di disattivare la personalizzazione degli annunci. Questo dice alle app di “non usare il vostro ID pubblicitario per costruire profili o mostrarvi annunci personalizzati”.

In un nuovo documento di Google per gli sviluppatori, si dice che l’azienda di Moutain View farà in modo che gli utenti Android con questa preferenza di privacy abilitata avranno un blocco più efficace e rigoroso sugli annunci personalizzati. In questi casi, l’identificativo non sarà più disponibile a terzi e le app non riceveranno più dati. Gli sviluppatori saranno inoltre informati quando un utente finale deciderà di rinunciare, in modo che i dati già esistenti possano essere rimossi.

Per aiutare gli sviluppatori e i fornitori di servizi di ad/analytics con gli sforzi di conformità e rispettare la scelta dell’utente, saranno in grado di ricevere notifiche per le preferenze di opt-out. Inoltre, le applicazioni rivolte ad Android 12 dovranno dichiarare un permesso normale per i servizi di Google Play nel file manifest.

Google

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Il blocco degli annunci personalizzati su Android sarà più chiaro ed efficace

Ecco come dare a Chrome un tocco di Android 12 (foto)

La nuova versione di Chrome per Android, il popolare browser web di Google, sembra includere un interessante numero di novità in fase di test. Dopo aver visto la novità per le news, andiamo a vedere come abilitare una piccola novità grafica.

La novità della quale parliamo ha il sapore di Android 12 e del Material You che caratterizza la sua interfaccia grafica. Come vedete dalle immagini in galleria, si tratta di un rinnovamento per le linee del menù contestuale del browser, in favore di bordi più arrotondati rispetto allo standard al quale siamo abituati con Chrome. Questi bordi così curvi sono estremamente coerenti con le linee del Material You che abbiamo visto con Android 12.

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Tutti coloro che hanno installato la versione 90 di Chrome per Android possono provare subito la novità grafica, abilitando il classico flag. Basterà recarsi al seguente indirizzo:

chrome://flags/#theme-refactor-android

Successivamente sarà necessario selezionare Enabled e procedere al riavvio del browser. Staremo a vedere se Google deciderà di implementare le nuove linee grafiche in pianta stabile sul suo Chrome.

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Ecco come dare a Chrome un tocco di Android 12 (foto)

Google sta cercando di semplificare la vita agli sviluppatori di app per Android Auto e Android Automotive

Google sta cercando di rendere più facile il compito per gli sviluppatori che vogliono costruire applicazioni compatibili con Android Auto e Android Automotive. L’azienda ha pubblicato una libreria di app “Android for Cars” nella suite di strumenti Jetpack, aiutando così gli sviluppatori a portare applicazioni di navigazione, parcheggio e veicoli elettrici su Android Auto. La stessa libreria supporterà anche Android Automotive.

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Quest’ultima caratteristica in particolare permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni che sono compatibili con entrambe le piattaforme, senza dover dedicare ulteriori sforzi a farle funzionare singolarmente. Diversi partner di Google, tra cui Chargepoint, Parkwhiz e Plugshare, stanno così portando le loro applicazioni appartenenti alle categorie precedentemente riportate su Android Automotive.

Google prevede di ampliare la sua libreria di app includendo anche altre categorie nei prossimi mesi. Inizialmente, l’azienda permetteva agli sviluppatori di terze parti di creare solamente applicazioni multimediali e di messaggistica per “Android for Cars”.

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Google sta cercando di semplificare la vita agli sviluppatori di app per Android Auto e Android Automotive

Clubhouse arriva su Android: comunque sempre con troppa calma

Non era affatto una novità che Clubhouse stesse lavorando alla realizzazione della sua versione specifica per Android. Dopo tanti annunci oggi è finalmente il giorno in cui Clubhouse per Android viene alla luce. Purtroppo però, come capirete a breve, sempre con troppa calma.

Clubhouse è un social network audio nato oltre un anno fa e disponibile sino ad oggi solo per iOS e solo su invito. Ha avuto un’esplosione di popolarità qualche mese fa quando avevamo colto l’occasione per raccontarvi più nel dettaglio cosa fosse e come funzionasse.

Era ovvio che prima o poi (come per qualsiasi app che si rispetti) una versione per Android sarebbe arrivata, ma forse nessuno si sarebbe immaginato che sarebbe stato necessario più di un anno. Poco male. Oggi Clubhouse annuncia il lancio per la versione per Android, purtroppo però con qualche limitazione di troppo. Per prima cosa si tratta di una beta e gli utenti dovranno iscriversi alla beta tramite il Play Store. Questo perché il software non è ancora completa (mancano per esempio i pagamenti e la creazione dei club) e perché l’azienda vuole ricevere un po’ di feedback prima di aprire la beta ad un pubblico più ampio.

Un’altra grossa limitazione è poi che Clubhouse per Android al momento sarà disponibile solo per gli utenti USA ed essendo legata all’account beta del Play Store non è qualcosa che possa essere aggirato con un semplice APK. Come se il limite dell’iscrizione su invito non fosse sufficiente. L’azienda ha comunque garantito che la beta verrà allargata presto ad altri paesi. E pensare che una versione non ufficiale esiste da tempo.

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Clubhouse arriva su Android: comunque sempre con troppa calma

Warpinator semplifica il passaggio di file tra Android e computer Linux (foto)

Warpinator è un software open source, sviluppato dal team che sta dietro a Linux Mint e installabile solo su sistemi operativi basati su Linux, che consente di scambiare file in maniera molto rapida sfruttando la rete locale.

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Lo sviluppatore Slowscript ha creato un’applicazione che sfrutta lo stesso protocollo appena descritto e permette quindi anche a smartphone Android di scambiare dati con sistemi Linux. L’app consente lo scambio di file anche tra due smartphone Android e perciò risulta un’alternativa al sistema Nearby Share di Google, che comunque ha bisogno dei servizi Google per funzionare a dovere.

Pur non essendo direttamente legata a Linux Mint, l’app è menzionata sul sito della distribuzione: Warpinator per Android è scaricabile gratuitamente dal Play Store o da F-Droid, dalla repository IzzySoft.

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Warpinator semplifica il passaggio di file tra Android e computer Linux (foto)

Abbiamo provato un PC ed un proiettore (con Android) così piccoli che… (foto e video)

Vi ricordate di Cardroid? Ebbene gli stessi autori della chiavina per (Android) Auto sono ora al lavoro su un nuovo progetto completamente diverso. Ecco a voi Pantera Pico PC, un vero personal computer, ma così piccolo che il prefisso “mini” gli andava largo.

Hardware e Prestazioni

4 porte USB-A (3x 3.0 + 1x 2.0), HDMI 2.0, slot microSD, jack audio, USB-C (per l’alimentazione). Ci sono più porte in questo Pico PC che non in molti mini PC, e tra l’altro, se le affermazioni dell’azienda sono veritiere, è il primo al mondo con 4 porte USB, e quello con più porte di tutti in generale.

Immaginatelo su una scrivania, con attaccati tastiera, mouse e monitor. Ad un occhio poco attento potrebbe sembrare un qualche accessorio ed invece è colui che li anima tutti, forte di un hardware sì di fascia bassa, ma forse non così tanto come potreste pensare.

All’interno: processore Intel J4125 quad-core a 2 GHz, 8 GB di RAM LPDDR4, SSD SATA M.2 da 256 GB, dual band Wi-Fi, Bluetooth e Windows 10 Pro. Ci sono anche versioni con meno memoria, ed anche una con 512 GB di storage, mentre lato software c’è anche l’opzione Ubuntu.

Stiamo parlando al presente ma in realtà dovremmo usare il futuro, dato che la campagna di raccolta fondi per Pantera Pico PC non è ancora iniziata, e dovrebbe prendere il via a giugno (ulteriori informazioni in questa pagina).

Il modello che abbiamo in prova è quindi una unità di pre-produzione, che si è rivelata sorprendentemente capace. Ci è arrivata in inglese, ma dopo un po’ di download e riavvii l’interfaccia di Windows è diventata in italiano, e se soprassediamo sul fatto che mouse e tastiera non sono inclusi (ma dovrebbero esserci dei bundle al momento del lancio), dobbiamo dirci stupiti. Si perché questo Pico PC gira straordinariamente bene; nei limiti del possibile.

Lato multimediale è notevole: ha riprodotto senza indugio tutti i nostri file di test, inclusi VP9, HDR, Dolby Vision, H.265/4 a 140Mbit e 10-bit, Dolby Audio. Insomma, tutti i principali formati audio/video sono supportati egregiamente. Idem dicasi per i servizi di streaming: Netflix e Prime Video su Edge non hanno mai dato problemi.

Ed anche la navigazione è ok, a patto di contenersi possibile entro le dieci schede aperte e soprattutto senza troppo contenuti pesanti in esecuzione concorrente. Il caricamento delle pagine è abbastanza lento, e non parliamo di un fatto di connessione, quanto di rendering della pagina stessa. Questo fenomeno è più visibile nei siti ricchi di contenuti diversi come Repubblica o Gazzetta, mentre per quanto riguarda YouTube la riproduzione è fluida anche in 4K, ma a patto di non avere troppe altre schede a “dare fastidio”.

Il collo di bottiglia in questi casi è il processore, dato che lo storage è piuttosto veloce, ed il quantitativo di RAM più che sufficiente per tutte le operazioni comuni. Abbiamo fatto qualche test anche con la suite Office di Microsoft, e l’impressione è la medesima: per quanto riguarda l’uso generico non ci sono criticità, ma se usaste molte formule su Excel o tante animazioni in Power Point, non aspettatevi certo un’esperienza cristallina.

Per chi abbia esigenze di computing medio/basse, per guardare la posta, controllare i propri siti/social preferiti, compilare qualche documento e guardare film in locale o in streaming, è una macchina “perfetta”: minima spesa e soprattutto ingombro, buona resa.

Attenzione però al calore. Il profilo del Pantera Pico PC è tutto in metallo (tra l’altro saranno realizzate anche delle versioni colorate: rosso, viola, rosa e altro), e diventa facilmente molto rovente durante l’uso, perché di fatto viene utilizzato per dissipare il calore all’esterno. La parte superiore è invece in plastica, con un LED blu che si illumina quando il Pico PC è acceso.

Accessori

Proiettore

Per proiettare un Pico PC non ci vuole un proiettore grande, ma un grande proiettore. Parafrasiamo una nota pubblicità per presentarvi il secondo (ma non meno importante) elemento di Pantera Pico PC: un pico proiettore con Android. Sì, avete letto bene, si tratta di un piccolissimo proiettore WVGA (854×480 pixel), grande più o meno quanto il pico PC stesso, che per certi versi ci ha sorpreso più di quest’ultimo.

Grazie alla mini HDMI può proiettare bene o male qualsiasi fonte esterna vogliate, incluso appunto il pico PC, ma anche senza collegarsi a niente e nessuno potete usarlo senza problemi. Al suo interno c’è infatti Android (7.1.2, quindi non aspettatevi upgrade), con una interfaccia abbastanza facilmente navigabile col telecomando in dotazione.

Il problema è che il sistema operativo “finge” di essere uno smartphone e pertanto molte app hanno un’interfaccia poco adatta al controllo con telecomando. Per fortuna quest’ultimo ha anche una funzione di mouse, che fa comparire un puntatore che potete muovere con le frecce direzionali. Non è il massimo della comodità, ma si fa di necessità virtù.

In compenso la parte superiore del proiettore è touch, e potete usare quella per muovervi un po’ più velocemente nell’interfaccia, per quanto l’area sensibile al tocco sia così limitata che spesso non è facile nemmeno così. Di YouTube è stata preinstallata la versione per TV, quindi nel suo caso è facile, ma con Netflix dovrete appunto ingegnarvi come sopra.

La velocità poi non è certo il suo forte: i titoli richiedono qualche secondo più della media per avviarsi, che sia YouTube, Netflix o altro, ma grazie alla porta USB potrete riprodurre anche dei contenuti locali, anche se da questo punto di vista le performance del Pico PC sono superiori. Parliamo infatti di un dispositivo con SoC Rockchip RK3128, 1 GB di RAM DDR3 e 16 GB di storage (che sono più della media). Tutte le informazioni tecniche sono disponibili sul sito del produttore.

In ogni caso è chiaro che questo non sia un proiettore pensato per diventare il centro multimediale di casa, quanto piuttosto per un utilizzo casuale, forte delle sue doti di portabilità e autonomia.

Sì perché c’è un altro elemento importante: il proiettore funziona anche a batteria. Lo potete utilizzare tramite l’alimentatore in dotazione (in questo caso le ventole si fanno più presenti), ma quando scollegato dalla corrente per almeno un’oretta dovrebbe farvi compagnia (l’autonomia è variabile: collegando il Pico PC è superiore ad utilizzare solo la parte android).

Pensatelo ad esempio in ufficio, per una rapida presentazione da una stanza all’altra, o nella cameretta dei bambini, per fargli rivivere un po’ il cinema o per proiettare qualche bel cartone. Ha un suo perché insomma, tanto che ci siamo trovati ad utilizzarlo più di quanto non avremmo pensato noi stessi.

Anche perché, ultimo ma non meno importante, la qualità video non è malvagia. Se usato per proiettare Windows i suoi limiti li mostra, perché parliamo comunque di un’interfaccia piena di scritte, alcune anche molto piccole, ma se ci guarderete un film o un cartone animato, vi assicuriamo che non sfigura affatto. I colori sono piuttosto vivaci e contrastati, e si può riempire tranquillamente una bella parete (100 pollici circa, ma anche spingendosi un po’ più in là non è che noterete chissà che perdita di qualità).

Unico difetto: il proiettore deve essere precisamente di fronte alla parete dove volete proiettare l’immagine, perché se lo inclinerete di lato non avrete funzioni per regolare il trapezio dell’immagine. Invece, se si tratta di inclinarlo verso l’alto o verso il basso, la keystone correction è automatica (fino a circa 40°)

Parliamo di ambienti abbastanza bui, ma anche con la luce del giorno è sufficiente che il sole non batta sulla parete di proiezione e ve la caverete. Certo, con un telo dedicato la qualità migliora sensibilmente, ma se non ne aveste uno non vale certo la pena comprarlo per un proiettore del genere. In ogni caso, considerando le dimensioni esigue ed il fatto che non richiede sempre di essere alimentato, l’unione di qualità video e flessibilità ve lo faranno senz’altro apprezzare. Ah, e c’è anche un treppiedi incluso, per indirizzarlo al meglio.

Powerbank

Per rendere il tutto davvero portatile, in caso di necessità, il Pantera Pico PC può essere alimentato grazie ad una Power Station. Purtroppo il modello che ci hanno inviato era proprio un pre-pre-produzione, senza alcuna informazione sulla capacità stampata sopra, e con un adesivo CE che poteva provenire da qualsiasi altro prodotto.

Funziona, sia chiaro: ha anche una uscita USB-A in modo da poterci ricaricare smartphone ed altro, più un ingresso per la ricarica ed una uscita per alimentare il Pico PC. È un po’ un mattone, ma del resto sarebbe stato il contrario, ci piacerebbe potervi dare però qualche informazione tecnica in più che al momento ci sfugge, ma che sarà senz’altro pubblicata su Indiegogo al momento opportuno.

Prezzo

Come già accennato più volte, la campagna di raccolta fondi non è ancora disponibile, e partirà solo il 14 giugno per concludersi due mesi dopo, pertanto i prezzi che abbiamo sono solo preliminari. Si parte da 169$ per la versione 4/64 GB e si arriva a 229$ per la 8/512 GB. Ci sono varie versioni intermedie e alcuni bundle, ma non ha senso ragionarci sopra adesso che potrebbero facilmente cambiare. Dando per scontato per un attimo che tutto rimanga così, il prezzo non è malvagio, ma aspettiamo di esserne sicuri e di vedere anche tutti gli accessori che saranno disponibili.

Il progetto è interessante, probabilmente non troppo mainstream, ma ciò non di meno interessante. E non è solo una fatto di originalità dei prodotti, ma soprattutto perché funzionano davvero, non solo solo un piccolo PC ed un piccolo proiettore, ma hanno il loro perché; come abbiamo visto finora.

Vi terremo aggiornati sul suo evolversi ma vi invitiamo anche a visitare il sito ufficiale per ulteriori informazioni. Continua a leggere Abbiamo provato un PC ed un proiettore (con Android) così piccoli che… (foto e video)

Google Discover ha deciso di fare un lifting su Android 12 per nascondere le “rughe” (foto)

Il feed di informazioni di Google è pronto a cambiare faccia: gli utenti in possesso dell’ultima beta di Android 12 potranno già riscontrare le differenze con le precedenti versioni. La nuova schermata è stata “stirata” per nascondere i riquadri che contenevano gli articoli, probabilmente per alleggerire l’occhio del lettore.

Nonostante questa scelta, che porta quindi gli elementi a “fluttuare” nella schermata a scorrimento, separati solo da una linea sottile, non c’è stata però una grande ottimizzazione degli spazi: se prima era possibile leggere anche le prime parole di ogni articolo, questa nuova veste grafica ci permetterà di visualizzare solo titolo e immagine e dovremo aprirlo per saperne di più.

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L’aggiornamento di Discover è già disponibile su Android 12 e su iOS, che anzi l’ha ricevuto ancor prima dei dispositivi Pixel e lentamente arriverà anche su tutti gli smartphone, pur non essendo ancora accertato che arrivi su dispositivi con precedenti versioni del sistema operativo di Google, forse a causa della rivoluzione visiva che arriverà col prossimo major update.

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Google Discover ha deciso di fare un lifting su Android 12 per nascondere le “rughe” (foto)