Google tira le somme: il passaggio a Rust rende Android più sicuro

Su queste pagine parliamo spesso dei problemi di sicurezza di Android e degli sforzi di Google per combatterli. I più comuni e più difficili da affrontare riguardano i bug di sicurezza della memoria causati da un linguaggio di sviluppo non sicuro, e infatti l’anno scorso la casa di Mountain View ha annunciato il supporto a Rust per l’Android Open Source Project (AOSP).

Ora è il momento di tirare le somme, e Google ha pubblicato una serie di dati in cui dimostra che il numero di vulnerabilità di sicurezza della memoria è diminuito notevolmente negli ultimi anni, o versioni, di Android, come si può vedere nel grafico sottostante.

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Ma cos’è la sicurezza della memoria e perché Rust è più sicuro? La sicurezza della memoria è lo stato di protezione da vari bug del software e vulnerabilità di sicurezza quando si ha a che fare con l’accesso alla memoria, e i bug di sicurezza della memoria in C e C++ continuano a essere la fonte di errore più difficile da affrontare.

Senza entrare troppo nel tecnico, Java e Kotlin, l’opzione migliore per lo sviluppo di app Android, rilevano gli errori di runtime mentre C e C++ no. Purtroppo però, mentre l’utilizzo di questi linguaggi da parte di Android protegge efficacemente ampie porzioni della piattaforma Android dai bug di memoria, per i livelli inferiori del sistema operativo non è possibile.

Per C e C++, lo sviluppatore è responsabile della gestione della durata della memoria, ma è facile commettere errori, mentre Rust fornisce garanzie di sicurezza della memoria utilizzando una combinazione di controlli in fase di compilazione e controlli di runtime per garantire che gli accessi alla memoria siano validi. Il tutto con prestazioni equivalenti a C e C++.

Come si vede dal grafico sopra, la riduzione di vulnerabilità di sicurezza della memoria sono passate da un numero annuale di 223 a 85, e ancora più importante è il fatto che queste non rappresentino più la maggioranza delle vulnerabilità di Android, passando dal 76% delle vulnerabilità totali al 35% di adesso. 

Per vulnerabilità si intende il totale delle vulnerabilità segnalate nel bollettino sulla sicurezza di Android, che include vulnerabilità critiche/di gravità elevata segnalate tramite il programma di premi per la vulnerabilità (VRP) e vulnerabilità segnalate internamente.

E con Android 13 le cose non possono che migliorare, in quanto l’ultima versione di Android è la prima in cui la maggior parte del nuovo codice aggiunto è in un linguaggio sicuro per la memoria.

Rust costituisce infatti il 21% del nuovo codice nativo in Android 13, inclusi lo stack Ultra-wideband (UWB), DNS-over-HTTP3, Keystore2, il framework di virtualizzazione di Android (AVF) e vari altri componenti e le loro dipendenze open source.

A supporto di quanto detto, Google rileva come finora siano state scoperte “zero vulnerabilità di sicurezza della memoria nel codice Rust di Android‘” su Android 12 e 13.

Certo, questa correlazione non implica necessariamente una casualità, ma la GrandeG osserva come la percentuale di vulnerabilità causate da problemi di sicurezza della memoria sembra correlare piuttosto strettamente con il linguaggio di sviluppo utilizzato per il nuovo codice.

A riprova di quanto questi sforzi siano importanti, Google rileva come le vulnerabilità legate alla sicurezza della memoria rappresentino quelle più critiche, e parla anche i suoi piani futuri. La casa di Mountain View ammette infatti come la  migrazione da C/C++ sia impegnativa, e bisogna arrivare a utilizzare Rust ovunque nella base del codice.

Questi i progetti in corso:

  • implementazione degli HAL dello spazio utente in Rust
  • aggiungere il supporto per Rust nelle applicazioni attendibili
  • migrazione del firmware della VM in Android Virtualization Framework a Rust
  • supporto per Rust in Linux 6.1, che porta la sicurezza della memoria nel kernel, a partire dai driver

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Google tira le somme: il passaggio a Rust rende Android più sicuro

Android System Intelligence non si aggiorna e tormenta molti utenti Samsung

Non è la prima volta che un’applicazione Google rimane “incastrata” nei suoi aggiornamenti nel Play Store. Oggi è il turno di Android System Intelligence che da qualche mese sta dando un po’ di grattacapi agli utenti Samsung. L’applicazione non si aggiorna e lascia gli utenti con un laconico “Impossibile aggiornare”.

Il messaggio completo indica che:

Impossibile aggiornare Android System Intelligence

Riproa e, se il problema persiste, scopri i metodi più usati per la risoluzioen del problema (Errore durante il recuperao delle informazioni dal server. DF-DFERH-01).

I metodi suggeriti da Google non sembrano risolvere il problema e sono tanti gli utenti Samsung che riportano di questa app che è impossibile da aggiornare. Aprendo l’app nel Play Store appare un altro messaggio:

Questa app non è più compatibile con il tuo dispositivo. Per ulteriori informazioni, contatta gli sviluppatori.

Ironico diremmo. Se siete curiosi di spaere a cosa serve Android System Intelligence potete leggere questo nostro articolo. Non è un’app fondamentale e alcuni utenti hanno semplicemente scelto di disattivarla, ma si potrebbero perdere alcune funzioni “smart” offerte da Google su Android.

Fra gli smartphone che hanno questo problema segnaliamo Samsung Galaxy S22, S22+, S22 Ultra, A22, S20, S20+ e S21 Ultra. Sono probabilmente però molti altri gli smartphone colpiti. A settembre questo problema si era già presentato per alcuni utenti Samsung e si era risolto dopo qualche giorno, cosa che invece non sembra star succedendo questa volta.

Come risolvere l’aggiornamento di Android System Intelligence

Noi consigliamo di attendere e pazientare che Samsung e Google risolvano il problema. Per i più impazienti c’è un’altra soluzione aggiornare all’ultima versione di Android System Intelligence a mano con l’apk, scaricabile a questo link. Al momento però gli apk che risolvono il problema sono solo quelli per i pixel e non quelli OEM (ovvero per gli altri produttori non-Google) che sono troppo vecchi e danno un errore al momento dell’installazione. Attenzione quindi: se per alcuni questa soluzione ha risolto il problema, per altri la versione “errata” di Android System Intelligence fa si che questa crashi dando sporadichi errori.

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Android System Intelligence non si aggiorna e tormenta molti utenti Samsung

Finalmente è disponibile Android 13 TV, ma non per tutti

Dopo mesi di annunci ed anteprime, finalmente è stato lanciato ufficialmente Android 13 per il S.O. Android TV. Tuttavia, a riguardo occorre chiarire subito un aspetto: per installare l’update bisognerà pazientare ancora un po’ di tempo visto che la nuova versione può essere provato soltanto su ADT-3 e sull’emulatore di Android TV in Android Studio.

In attesa della diffusione dell’update, Google ha già annunciato le novità contenute da Android 13 per TV. Tra queste, la maggior parte sono dedicate all’aumento delle prestazioni e della qualità. Difatti, l’aggiornamento introdurrà delle nuove API che aiuteranno gli sviluppatori ad offrire esperienze migliori agli utenti su diversi tipi di dispositivi. Ad esempio, ci sarà un importante intervento sulle API “AudioManager”, che permetterà di anticipare il supporto degli attributi audio per il dispositivo audio attivo e selezionare il formato ottimale senza avviare la riproduzione.

Altre novità interesseranno l’accessibilità ed i controlli di input. A questo proposito, l’API “InputDevice”, supporterà diversi layout di tastiera, mentre gli sviluppatori di giochi possono anche fare riferimento ai tasti in base alla loro posizione fisica per supportare diversi layout di tastiere fisiche. Infine, una nuova API per le descrizioni audio in “AccessibilityManager” consentirà alle app di interrogare la nuova impostazione delle preferenze di descrizione audio a livello di sistema, aiutando gli sviluppatori a fornire automaticamente descrizioni audio in linea con le preferenze dell’utente.

In attesa del rilascio dell’aggiornamento, potrete reperire maggiori informazioni sulle novità di questa versione del sistema operativo alla pagina ufficiale sul blog degli sviluppatori Android.

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Finalmente è disponibile Android 13 TV, ma non per tutti

Le impostazioni di Android Auto diventano finalmente al passo col 2022

La nuova interfaccia Coolwalk è finalmente approdata su Android Auto (ecco le migliori app da installare), e anche se purtroppo non tutti gli utenti interessati sono riusciti a partecipare al programma beta, si spera che a breve ci sarà un rilascio generale.

C’era un problema però. Nonostante il nuovo Android Auto sia molto più moderno e funzionale, le impostazioni (accessibili dal telefono) erano rimaste le stesse di prima. Fino ad oggi, perché il canale Telegram Google News ha infatti individuato delle nuove impostazioni nella versione 8.5 dell’app. 

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In realtà in quella versione c’erano solo delle indicazioni non funzionanti che Google stesse aggiornando l’interfaccia, e solo con la versione 8.6 di Android Auto Beta il nuovo design è diventato pienamente funzionale. La riprogettazione porta finalmente il design Material You e una serie di novità:

  • pulsanti a forma di pillola
  • intestazioni più grandi
  • pulsante arrotondato per connettersi all’auto
  • tema scuro
  • finestre arrotondate

Come si può vedere dall’immagine sotto (le prime due sono screenshot delle nuove impostazioni, l’ultima a destra quella attuale), anche l’immagine di intestazione è sparita.

Nell’insieme, la nuova grafica è sicuramente più omogenea con il resto dell’interfaccia, e le opzioni sono più chiare e semplici da raggiungere. Qui sotto potete vedere un’altra parte dell’interfaccia, con le finestre di scelta che ora presentano angoli arrotondati.

Per quanto riguarda la distribuzione, le nuove impostazioni non sembrano disponibili per tutti gli utenti. Al momento non è chiaro se Google News abbia abilitato le nuove impostazioni da linea di codice dopo aver decompilato l’app o se semplicemente la nuova interfaccia non è ancora stata rilasciata per tutti gli utenti che partecipano alla beta di Android Auto

Qualunque sia la spiegazione, è comunque confortante sapere che Google sia al lavoro su questo aspetto dell’interfaccia, che ha ricevuto un dovuto e apprezzato aggiornamento. Se siete curiosi di vedere com’è la nuova Android Auto, vi lasciamo al nostro video dedicato.

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Le impostazioni di Android Auto diventano finalmente al passo col 2022

Google risolve un fastidioso bug di Android Auto, ma solo per i Pixel

Si tratta di un periodo molto intenso per Android Auto, il sistema di infotainment di casa Google che ha appena ricevuto un corposo rinnovamento grafico, disponibile solo in beta al momento.

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Nelle ultime ore Google ha fornito dei chiarimenti che riguardano Android Auto e un bug ben preciso che si verificava con le chiamate vocali.

Si tratta di un fastidioso bug che coinvolge la gestione delle chiamate quando lo smartphone è connesso all’auto attraverso Android Auto. Il bug infatti causa la trasmissione del suono in chiamata non dalle casse audio dell’auto ma dagli speaker dello smartphone.

Il problema sembra coinvolgere soltanto l’audio relativo alle chiamate, e non quello relativo ai contenuti multimediali ad esempio. Google ha chiarito che l’aggiornamento ad Android 13 per i Pixel, rilasciato da qualche mese ormai, dovrebbe aver risolto definitivamente l’inconveniente.

Per gli altri modelli di smartphone Android sarà invece necessario, molto probabilmente, un aggiornamento di Android Auto che ancora non è stato menzionato da Google.

Allo stesso tempo, Google ha riferito di essere a lavoro per capire come risolvere alcuni problemi di disconnessioni spontanee che si verificano con Android Auto per i possessori di Pixel 7 e Pixel 7 Pro. Anche in questo caso aspettiamoci un update che risolva il problema per le prossime settimane.

 

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Google risolve un fastidioso bug di Android Auto, ma solo per i Pixel

Android TV 13 arriva su Raspberry Pi 4 grazie alla LineageOS

Arrivano delle interessanti novità sul fronte dei dispositivi compatibili con Android TV, la piattaforma software di Google dedicata al mondo smart TV.

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Queste novità provengono dal team della LineageOS, la custom ROM attualmente più in voga nel panorama Android. Stavolta non si parla di smartphone ma di Raspberry Pi 4, l’ultima generazione della nota serie di PC minimalisti.

Forse non tutti sanno che Raspberry Pi 4 è anche compatibile con sistemi operativi derivati da Android, come Android TV. L’architettura ARM sulla quale si basa il dispositivo Raspberry è infatti compatibile con Android. Questo ha spinto lo sviluppatore KonstaT, Senior Member del forum di XDA, a sviluppare una ROM per Raspberry Pi 4 basata su Android TV 13.

La ROM in questione è derivata dal codice della LineageOS 20, basata a sua volta sul codice AOSP di Android 13 condiviso recentemente al pubblico da Google. La ROM sembra funzionare abbastanza bene, a patto che si abbiano a disposizione almeno 2 GB di RAM. Sono anche compatibili le Google app installabili come pacchetti indipendenti.

Chiaramente il processo di installazione e avvio della custom ROM con Android TV 13 su Raspberry Pi 4 non risulta essere semplice. Quindi se intendete cimentarvi nello stesso lavoro vi suggeriamo di far riferimento alla guida pubblicata dallo sviluppatore sul forum XDA.

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Android TV 13 arriva su Raspberry Pi 4 grazie alla LineageOS

Samsung pensa già ad Android 14 e a come aggiornare gli smartphone più rapidamente

Samsung è stato uno dei produttori più veloci a rilasciare una versione stabile di Android 13 per i propri dispositivi: l’azienda ha infatti sviluppato in tempo record la OneUI 5.0, basata proprio sull’ultima versione del sistema operativo Android, e questa è già disponibile per praticamente tutti gli smartphone top di gamma dell’azienda e su dispositivi più “vecchi” come Galaxy S21, Galaxy S20 e Galaxy Note 20.

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Samsung ha parlato proprio degli aggiornamenti dei propri smartphone in un nuovo post sul proprio blog in versione coreana. La società ha annunciato che altri dispositivi si aggiorneranno presto ad Android 13 con la OneUI 5.0: Galaxy Z Fold 4 e Flip 4 si sono aggiornati da pochissimo (almeno in Corea del Sud), mentre è già programmato per il prossimo mese l’update per Galaxy Tab S7, Tab S6 Lite, Galaxy A52s 5G e Galaxy A32.

Nel post, l’azienda ha fatto notare come sia stata estremamente celere nel rilasciare l’aggiornamento ad Android 13 dopo solo un paio di mesi rispetto a Google: si tratta sicuramente di ottime tempistiche (almeno per quanto riguarda i top di gamma), visto che è ovviamente impossibile competere con aziende come Apple o Google stessa. 

In ogni caso, Samsung pensa già al prossimo step: il prossimo anno infatti arriverà Android 14 e la società vuole farsi trovare pronta. Samsung ha dichiarato di star lavorando ancora più a stretto contatto con Google per rilasciare la OneUI 6.0 in tempi record e quasi in contemporanea con BigG.

L’azienda conclude poi il post parlando brevemente delle prestazioni della prossima release del software: Samsung vuole che la prossima release del sistema operativo sia migliore anche dal punto di vista delle performance. Ricordiamo che la prima beta di Android 14 sarà rilasciata a marzo 2023.

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Samsung pensa già ad Android 14 e a come aggiornare gli smartphone più rapidamente

Crosscall CORE-Z5, lo smartphone Android con ben 5 anni di garanzia

Crosscall, produttore francese di smartphone e tablet rugged, ha da poco lanciato un nuovo dispositivo che offre una garanzia completa di ben 5 anni: stiamo parlando di CORE Z5, smartphone ultra resistente e impermeabile che supporta anche la connettività 5G e promette funzionalità davvero interessanti.

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Questo nuovo Core Z5 è lo smartphone più potente di Crosscall: monta un processore octa-core Qualcomm QCM6490 ed è certificato AER (Android Enterprise Recommended), ovvero soddisfa i requisiti di sicurezza e aggiornamento di questa certificazione, oltre a semplificare l’implementazione e la gestione delle flotte mobili all’interno delle aziende.

Come detto, il focus di questo smartphone non sono sicuramente le prestazioni, ma la robustezza: CORE Z5 soddisfa lo standard militare MIL-STD-810H, che prevede ripetuti test alle sollecitazioni meccaniche in condizioni climatiche estreme (da -25° a +60°), nonché cadute da oltre 2 metri su superfici dure. È garantita anche l’impermeabilità per diverse tipologie di liquidi, come acqua, olio di scarico o prodotti chimici altamente corrosivi.

CORE Z5 monta una batteria da ben 4.950 mAh, che garantisce fino a 44 ore di autonomia in conversazione e che supporta la ricarica rapida (bastano 42 minuti sotto carica per ottenere il 50% della capacità della batteria). Lo smartphone può inoltre diventare un vero e proprio powerbank e ricaricare altri dispositivi grazie al doppio cavo USB-C incluso in confezione.

CORE Z5 dispone di una fotocamera da 48 MP con tecnologia Fusion4 e di una fotocamera 4K, che permette di ottenere scatti di buona qualità anche in condizioni di scarsa illuminazione. Lo smartphone è dotato poi di quattro pulsanti programmabili, è compatibile con la tecnologia Push-to-Talk e monta un altoparlante da 2 W, 100 dB, tre volte più potente della media.

CORE-Z5 copre numerose bande di rete private: n28, n38, n40, n77, n78 in 5G e bande 28, 38, 40 e 68 sulla rete 4G. Il CORE-Z5 è inoltre il primo smartphone al mondo ad essere compatibile con la banda 68 (700 MHz) che, nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea, appartiene agli enti statali ed è dedicata alla pubblica sicurezza.

Crosscall CORE-Z5 sarà presto disponibile sul sito athena.eu e presso i punti vendita ad un prezzo al pubblico consigliato di € 899,90.

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Crosscall CORE-Z5, lo smartphone Android con ben 5 anni di garanzia

Now TV arriva ufficialmente su Android TV e Google TV

Arrivano delle interessanti novità per coloro che hanno un dispositivo Android TV o Google TV, il sistema operativo che Google ha creato per le smart TV, e che possiedono anche un abbonamento a Now TV.

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Nelle ultime ore infatti è arrivata l’app ufficiale per dispositivi Google TV e Android TV di Now TV, il servizio di streaming multimediale di Sky che è disponibile in Italia da ormai diversi anni.

L’app ufficiale di Now TV per le piattaforme di Google renderà possibile accedere ai contenuti di Now TV dal proprio dispositivo Android TV / Google TV tramite un’interfaccia grafica ottimizzata per smart TV. Questo in precedenza non era possibile, visto che l’app Now TV era disponibile ufficialmente sul Play Store per questa tipologia di dispositivi.

La novità è già in fase di distribuzione in Italia. La pagina di supporto ufficiale di Now TV specifica che per installare l’app su dispositivi Android TV / Google TV sarà necessario aver aggiornato il sistema operativo almeno ad Android TV 8.0. Qui sotto trovate il pulsante diretto per trovare l’app Now TV sul Play Store.

Scarica da Play Store

Riguardo invece l’abbonamento a Now TV per il mercato italiano, vi suggeriamo di far riferimento alla nostra guida dettagliata dove troverete tutte le informazioni in merito alle tariffe, ai contenuti e alla procedura per abbonarsi.

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Now TV arriva ufficialmente su Android TV e Google TV

La serie Galaxy Tab S8 festeggia: ecco Android 13 e One UI 5.0

Continua senza sosta la campagna di aggiornamenti di Samsung, che si conferma come il produttore Android più costante e solerte nel supporto software

Dopo le serie Galaxy S22 e pieghevoli 2022, le serie Galaxyy S20, S21 e Note 20 e i Galaxy A53 5G, ora è la volta dei tablet del gigante coreano, la serie Galaxy Tab S8 (qui la nostra recensione di Galaxy Tab S8 Ultra), che a fine agosto avevano ricevuto Android 12L con One UI 4.1.1. Vediamo tutte le novità.

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Aggiornamento Android 13 e One UI 5.0: le novità

L’aggiornamento di Android 13 e One UI 5.0 porta

  • una nuova interfaccia utente
  • la funzione Tavolozza dei colori
  • i widget impilabili (ne abbiamo parlato qui)
  • icone delle app più grandi nell’area delle notifich
  • interruttori di impostazione rapida ottimizzati
  • effetti traslucidi nell’area delle notifiche
  • animazioni e transizioni più fluide
  • possibilità di impostare la lingua per app (per le app di supporto)
  • app Samsung migliorate
    • Nuovo design per l’app Fotocamera, ora più semplice
    • L’interfaccia di Samsung Dex è stata migliorata
    • Samsung Gallery, Samsung Internet, Samsung My Files e altre app stock hanno ricevuto nuove funzionalità
    • Gli editor di immagini e video integrati hanno ricevuto miiglioramenti
  • maggiori impostazioni di accessibilità
  • OCR (riconoscimento del testo) per tutto il sistema, il che consente alle app Fotocamera e Galleria di acquisire il testo dalle immagini. Anche la tastiera Samsung può aprire la fotocamera e acquisire testo da quanto viene mostrato in diretta
  • Come abbiamo già visto, le Routine Bixby sono diventate Modi & Routine, che comprendono routine preimpostate, mentre sia Bixby che Modi & Routine hanno ricevuto nuove funzioni e opzioni che consentono una gestione più capillare delle notifiche (in modo simile a iOS)
  • Nuovi emoji, coppie di emoji, emoji animati ed emoji AR
  • Nuova sezione Privacy e sicurezza semplificata
  • Nuovo menu Dispositivi connessi
  • Nuovi gesti multitasking
  • Migliorate prestazioni di ricerca all’interno delle app stock e dell’interfaccia utente One
  • RAM Plus (la funzione di espansione della RAM virtuale) può essere personalizzato o disattivato
  • Nuovo menu dettagliato di diagnostica Wi-Fi

Inoltre l’aggiornamento, oltre a offrire prestazioni migliori, porta le patch di sicurezza di novembre 2022 che risolvono quasi quattro dozzine di vulnerabilità di privacy e sicurezza negli smartphone e tablet Galaxy.

Aggiornamento Android 13 e One UI 5.0: chi lo sta ricevendo

Al momento, l’aggiornamento stabile di Android 13 (One UI 5.0) è disponibile in europa solo per i modelli 5G del Galaxy Tab S8. Queste le versioni firmware:

  • Galaxy Tab S8: X706BXXU2BVK4
  • Galaxy Tab S8+: X806BXXU2BVK4
  • Galaxy Tab S8 Ultra: X906BXXU2BVK4

Aggiornamento Android 13 e One UI 5.0: come installarlo

Per verificare la presenza del nuovo aggiornamento, in caso non vi sia stato indicato come notifica, fate come segue:

  1. Accedete a Impostazioni (abbassate due volte la tendina delle notifiche e toccate l’icona a forma di ingranaggio)
  2. Selezionate Aggiornamento software
  3. Toccate Scarica e installa

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La serie Galaxy Tab S8 festeggia: ecco Android 13 e One UI 5.0

Il nuovo Android Auto è arrivato in beta: lo abbiamo provato!

Da diversi mesi conosciamo le novità che ha in cantiere Google per Android Auto, la sua piattaforma per connettere facilmente il proprio smartphone all’auto per un’esperienza di infotainment completa. Finalmente sembrano esserci dei risvolti importanti.

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Stiamo parlando chiaramente di Coolwalk, il gergo che indica la nuova interfaccia grafica che Google ha sviluppato per Android Auto e che dovrebbe introdurre una sorta di rivoluzione per il sistema di infotainment di Google. Finora infatti soltanto pochi fortunati sono riusciti a testare il nuovo Android Auto.

Negli ultimi sei mesi Google ha lavorato intensamente allo sviluppo e alla finalizzazione della nuova versione di Android Auto, anche grazie al feedback fornito dagli utenti che l’hanno testato. Finalmente la prima versione beta pubblica sembra pronta al lancio su scala globale.

Andiamo quindi a vedere cosa attenderci dal nuovissimo Android Auto, alla luce delle più recenti modifiche introdotte da Google:

Nuova barra delle app

Le immagini che trovate qui in basso mostrano chiaramente una delle grandi novità che ci attendono con il nuovo Android Auto. Sarà la barra delle app con layout centrale a rendere più semplice il multitasking. L’icona che troveremo sempre sarà quella di Maps, come è ovvio che sia per un sistema destinato all’utilizzo in auto, e le altre dipenderanno dalle abitudini e dall’utilizzo dell’utente. Alla destra di questa barra vediamo l’indicatore del segnale telefonico, batteria e notifiche. Sulla sinistra vediamo il collegamento diretto per l’attivazione di Google Assistant.

Interfaccia divisa

Una delle peculiarità principali del nuovo Android Auto sarà la possibilità di avere lo schermo diviso per ospitare contemporaneamente due app affiancate. La parte assegnata a Google Maps occuperà una porzione maggiore di schermo per ovvi motivi.

La seconda parte di schermo sarà dinamica, nel senso che l’utente potrà aprire l’app per i contenuti multimediali che usa più spesso e che, nel caso in cui riceva una chiamata, è pronta a ospitare l’app Telefono per gestire le chiamate.

Sempre nell’ambito della nuova interfaccia grafica di Android, arrivano delle ottimizzazioni anche per le app multimediali. L’immagine qui sotto mostra come i pulsanti per gestire la riproduzione multimediale che cambiano forma in base allo stato della riproduzione stessa.

Anche l’aspetto delle notifiche e dei messaggi non letti è stato rinnovato, e sembra più comprensibile e immediato. Nel complesso, sembra che il nuovo Android Auto voglia fornire un’esperienza utente più immediata e accessibile, più vicina a quanto proposto dal CarPlay di Apple.

Nel corso degli ultimi sei mesi abbiamo visto il nuovo Android Auto evolversi, grazie ai leak trapelati in rete con cadenza periodica, andando probabilmente a limare le criticità individuate dagli utenti che l’hanno testato in anteprima.

Quando arriva il nuovo Android Auto?

La nuova versione di Android Auto è in fase di rilascio pubblico in versione beta. È chiaro che solo coloro che sono iscritti al programma beta la riceveranno. Gli altri dovranno attendere almeno qualche altra settimana. Ad oggi purtroppo la beta di Android Auto è completa, ormai da molto tempo, e con poche speranza che venga ampliata a breve.

Per coloro che non riescono a iscriversi alla beta non tutto è perduto. È comunque possibile provare da subito installando manualmente l’ultima versione beta rilasciata da Google. Questo è l’indirizzo per scaricare l’apk e installarlo. Al momento non ci sono però conferme che questa soluzione permetta davvero di avere l’ultima versione di Android Auto, visto che sembra dipendere in buona parte da un aggiornamento lato server.

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Il nuovo Android Auto è arrivato in beta: lo abbiamo provato!

Nuova vulnerabilità Android: basta una scheda SIM per bypassare la schermata di blocco

Dopo pochissimi giorni dal rilascio delle patch di sicurezza di novembre, ecco che si ritorna a parlare di una vulnerabilità scoperta recentemente e che affligge il sistema operativo Android: il ricercatore David Schütz è stato in grado di bypassare la schermata di blocco dello smartphone semplicemente utilizzando una scheda SIM normalissima.

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Il funzionamento di questa falla di sicurezza è pericolosamente semplice: è necessario che un malintenzionato abbia fisicamente accesso allo smartphone e che sia in possesso di una SIM protetta da codice PIN e di cui conosca anche il codice PUK ed il gioco è fatto. Inserendo la SIM nello smartphone al posto di quella vecchia, all’utente sarà richiesto di inserire il codice PIN, ed è proprio questo il momento in cui è possibile sfruttare la falla.

Basta infatti sbagliare di proposito il codice PIN per tre volte e dunque digitare il codice PUK per sbloccare lo smartphone, bypassando del tutto la schermata di blocco. Potete vedere l’intero procedimento nel video qui in basso, pubblicato proprio da David Schütz sul proprio canale YouTube.

Senza andare troppo nello specifico, basta sapere che il sistema operativo Android mostra la schermata di blocco “al di sopra” di tutte le altre attività: in alcuni casi, per rimuovere questa schermata basta autenticarsi con l’impronta digitale o tramite riconoscimento facciale, mentre in altri casi è necessario inserire per forza il codice (questo avviene solitamente dopo aver appena acceso il dispositivo).

Nel caso di questa falla, quando l’utente inserisce la nuova SIM protetta da codice PIN, viene mostrata una “nuova schermata di blocco” al di sopra di quella classica, nella quale inserire appunto il codice PIN e il codice PUK della SIM. Quando il codice PUK viene confermato, il sistema operativo rimuove però tutte le schermate di blocco (ovvero quella di richiesta del codice PIN e quella classica di Android a cui tutti siamo abituati), mentre dovrebbe limitarsi a nascondere la schermata relativa al codice PIN della SIM.

Questa falla di sicurezza è molto efficace con dispositivi che sono stati sbloccati almeno una volta prima di effettuare questa procedura: nel caso in cui il dispositivo sia stato appena acceso, la falla funzionerà comunque, ma sarà impossibile accedere ad alcuni dati e alcune app potrebbero funzionare male (questo perché il sistema operativo rende accessibili tutti i dati solo dopo essere stato sbloccato almeno una volta).

Nonostante la falla sia stata scoperta su un telefono Pixel, il bug è presente direttamente nel codice sorgente di Android Open Source Project (AOSP): questo significa che tutti i dispositivi che eseguono software basato su questo codice potrebbero essere vulnerabili. Alcuni utenti hanno confermato che il procedimento descritto in precedenza funziona su dispositivi che eseguono LineageOS e GrapheneOS, mentre sembra che su dispositivi Samsung più recenti non funzioni.

Questa vulnerabilità è formalmente registrata con il nome CVE-2022-20465 e Google ha già confermato di averla risolta del tutto: l’azienda ha pubblicato le correzioni nel codice sorgente AOSP di Android 13 e di versioni più vecchie (in particolare, Android 10, 11 e 12). Nel corso dei prossimi giorni i vari produttori rilasceranno un aggiornamento per risolvere questo pericoloso problema.

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Nuova vulnerabilità Android: basta una scheda SIM per bypassare la schermata di blocco

Volete imparare ad utilizzare lo stile Material You? Provate l’app Now in Android

Con il rilascio di Android 12, Google ha introdotto anche il nuovo stile grafico Material You: questo si basa sullo stile Material Design che abbiamo imparato a conoscere sin dai tempi di Android Lollipop, ma con opportuni cambiamenti che lo rendono molto più moderno e scalabile.

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Ovviamente, gli sviluppatori devono imparare ad implementare questo nuovo stile nelle proprie app e devono seguire alcune regole e linee guida per avere un design più uniforme anche con altre applicazioni: Google ha voluto rendere questo procedimento più semplice rilasciando l’app Now in Android sul Play Store.

L’applicazione è una demo che permette di dare uno sguardo a praticamente tutti gli elementi che caratterizzano il Material You, come supporto al tema scuro e ai temi dinamici, la disposizione e lo stile di pulsanti e altri elementi della UI, il supporto a schermi di diverse dimensioni e tanto altro. Ma non finisce qui: l’app non si limita semplicemente a mostrare il Material You, ma contiene anche guide e video che possono essere utili per apprendere fino in fondo questo stile grafico.

All’interno di Now in Android è infatti possibile guardare decine di video o leggere guide di sviluppatori e designer che hanno effettivamente lavorato allo sviluppo dello stile Material You, e non manca la possibilità di selezionare degli argomenti preferiti per essere sempre informati su eventuali novità a riguardo.

Now in Android è sviluppata interamente in Kotlin, linguaggio di programmazione che ha sostituito Java da ormai molti anni per quanto riguarda lo sviluppo di app Android, e Jetpack Compose, una specie di framework che permette di “disegnare” le interfacce grafiche delle app. Now in Android può essere scaricata dal Play Store cliccando sul pulsante qui in basso e il codice sorgente è interamente disponibile su Github.

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Volete imparare ad utilizzare lo stile Material You? Provate l’app Now in Android

Amazon Foto è tutta nuova su Android

Google Foto non è l’unica piattaforma alla quale affidarsi per la sincronizzazione e salvataggio delle proprie foto e video. Questo i clienti Amazon Prime lo sanno, grazie ad Amazon Foto che da oggi riceve interessanti novità.

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Nelle ultime ore infatti Amazon ha rilasciato un nuovo aggiornamento per l’app Foto su Android. L’aggiornamento è di particolare rilevanza perché apporta la nuova interfaccia utente, la quale è arrivata qualche settimana anche sulla versione iOS di Amazon Foto.

Gli screenshot in galleria vi mostrano un’anteprima della nuova interfaccia grafica di Amazon Foto. Oltre a questo sono state apportate nuove funzionalità:

  • La ricerca delle immagini e degli album è molto più semplice. Con uno swipe verso l’alto è possibile aprire lo strumento di ricerca, all’interno del quale sono presenti diversi filtri per affinare la ricerca.
  • L’icona di Amazon in alto a sinistra permette di accedere al proprio account, di consultare le opzioni per la stampa foto e le impostazioni degli upload.
  • L’icona in alto a destra di condivisione permette la condivisione rapida dei contenuti, come immagini e video, con amici e familiari.

Questo nuovo aggiornamento è attualmente in fase di distribuzione automatica attraverso il Play Store, mentre le stesse novità dovrebbero essere già arrivate per coloro che hanno aggiornato l’app iOS. Qui sotto trovate il pulsante per avviare il download dal Play Store di Amazon Foto.

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Amazon Foto è tutta nuova su Android