Samsung Pay festeggia i 5 anni annunciando l’arrivo di una carta di debito fisica (aggiornato: maggiori dettagli)

Samsung continua a dimostrarsi decisamente interessata ad ampliare i propri servizi nel mondo finanziario, dove ha mosso i primi passi 5 anni fa con il lancio di Samsung Pay, l’applicazione che consente di trasformare il proprio smartphone in una carta di pagamento contactless.

Nel 2020 il programma era quello di far diventare il proprio smartphone un POS, capace addirittura di ricevere pagamenti, e non solo di inviarne (come già testato in Canada). Ma non sarà tutto: la notizia dell’ultima ora è che Samsung è al lavoro per rilasciare una “innovativa carta di debito, sulla scia di quanto visto con Apple (con la differenza di non poter far credito).

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La novità arriva direttamente dal sito di Samsung, dove la società si lascia andare a ben pochi dettagli, rivelando solo il nome del partner per il lancio (in programma questa estate, non è chiaro dove), che sarà SoFi. Non resta che aspettare le prossime settimane per scoprirne di più. A voi stuzzica l’idea?

Aggiornamento27/05/2020

Samsung ha divulgato alcuni dei dettagli sul progetto, che sarà ufficialmente chiamato Samsung Money by Sofi e partirà dagli Stati Uniti già da questa estate.

Ovviamente, essendo parte integrante di Samsung Pay, solo i possessori di uno smartphone abilitato potranno usufruirne (per la serie Galaxy si parte da S6, ad esempio). La carta fisica si presenta completamente spoglia di qualsiasi numero: tutte le informazioni (numero di carta, scadenza, CVV) saranno infatti incluse all’interno dell’applicazione.

Si potranno aprire conti individuali o condivisi, e almeno negli Stati Uniti Samsung promette zero commissioni e tassi d’interesse maggiori rispetto alle banche tradizionali, oltre ad un sistema di ricompense basato sull’accumulo di punti (per chi vorrà iscriversi al programma Samsung Rewards).

Aprendo un conto si riceverà istantaneamente una carta virtuale, che sarà poi affiancata da una fisica attivabile via NFC. Come già detto, il controllo di tutto passerà poi per l’applicazione Samsung Pay, che mostrerà un resoconto delle transazioni e le varie opzioni per bloccare/sbloccare la carta e cambiare il PIN.

La lista di attesa riservata per il pubblico americano è già aperta. Per la prima attivazione viene richiesto un minimo di 10$ di ricarica. Se volete rimanere al passo con gli aggiornamenti, vi consigliamo comunque di registrarvi. Non si hanno ancora notizie sul resto del mondo.

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Con Poco Xiaomi punta ad allargare il mercato. Dopo 2 anni ecco l’F2 Pro

Il nome, oggettivamente, non è il massimo, specie per il mercato italiano. Il brand ‘Poco’ dice, per l’appunto, poco o quasi nulla al grande pubblico italiano e sicuramente di primo acchito fa storcere il naso, ma basta pensare a chi c’è dietro – il colosso cinese Xiaomi – e a cosa ha già prodotto (uno smartphone, l’F1 che all’epoca della sua uscita, nell’estate del 2018 fu definito un ‘miglior acquisto’ per il rapporto qualità/prezzo) e già il discorso di fa più interessante.

Per Poco vale quanto già abbiamo visto con Honor e Realme: nati come spin-off di brand più noti come Huawei e Oppo per la vendita di smartphone a basso prezzo e poi diventati indipendenti con top di gamma che se non si avvicinano ai mille euro, comunque si discostano e parecchio dall’idea di low cost che aveva accompagnato la loro nascita. Con Poco Xiaomi vuole continuare a conquistare fette di mercato diversificando il portafoglio prodotti e allargando la fascia di clienti alla quale rivolgersi.

E l’ultimo uscito, l’F2 Pro, va proprio in questa direzione. Creato per gli appassionati di tecnologia, punta tutto sulle performance, ma a un prezzo più accessibile rispetto a quello di un tradizionale flagship.

La piattaforma è l’ormai collaudatissimo Snapdragon 865 con connettività 5G abbinato a un processore chip Kryo 585 octa-core e alla GPU Adreno 650. La Ram è diversificata in base alle due configurazioni: 6 giga con uno storage a 128 e 8 giga con uno storage da 256. Il prezzo è di 499 euro per la prima da 6GB+128GB e 599 euro per la seconda.

Pensato per il gaming, usa la tecnologia LiquidCool 2.0 con la più grande camera di vapore disponibile sul mercato, insieme a più lotti di grafite e grafene, per mantenere il dispositivo fresco.

Il display è un amoled da 6,67” a tutto schermo, grazie alla pop-up camera, una soluzione che altri produttori hanno abbandonato perché non garantisce la resistenza all’acqua e alla polvere e soprattutto non ha le stesse prestazioni in termini di velocità di sblocco con il riconoscimento facciale.

Il comparto fotografico è costituito da una quad camera posteriore da 64MP e la pop-up camera da 20MP con sensore Sony IMX686. L’obiettivo ultra grandangolare da 13MP è a 123 gradi, il sensore macro è da 5MP e un quello di profondità da 2MP. La registrazione video può essere a 8K e 4K.

La batteria è da 4.700 mAh con carica rapida da 30W, che può ricaricare il dispositivo al 64% in 30 minuti e al 100% in 63 minuti.

Agi

Se vi siete registrati ad Aptoide negli ultimi anni, i vostri dati personali potrebbero essere online (foto)

Arrivano notizie poco confortanti per la privacy degli utenti Android che hanno usufruito dei servizi di Aptoide, una dei più noti database di app di terze parti. Nelle ultime ore sono trapelati online significativi dettagli sulla violazione della privacy degli utenti registrati ad Aptoide.

Secondo quanto riportato da ZDNet, un hacker avrebbe diffuso le informazioni personali di ben 20 milioni di utenti registrati ad Aptoide. La stessa ZDNet è riuscita a entrare in possesso di una copia dei dati personali diffusi online, secondo quanto riferito dal servizio Under the Breach si tratterebbe dei dati personali degli utenti registrati ad Aptoide tra il 21 giugno 2016 e il 28 gennaio 2018. Lo stesso hacker avrebbe riferito di essere in possesso dei dati personali complessivi di 39 milioni di utenti.

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Per dati personali si intende informazioni che potrebbero portare all’identificazione degli utenti: dunque parliamo di indirizzi email, password, nomi e cognomi, indirizzo IP, dati di accesso. Oltre a queste sarebbero presenti anche informazioni di natura più tecnica come lo stato dell’account, token di registrazione. Il database di informazioni personali sarebbe disponibile al download libero in formato PostgreSQL (in galleria ne avete un esempio).

La stessa ZDNet ha avvertito Aptoide del data breach, ma il noto database di app di terze parti non ha ancora commentato la vicenda. Se siete tra gli utenti registrati al servizio nel periodo indicato vi suggeriamo un controllo di sicurezza su tutti gli account correlati alle informazioni trapelate online.

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