Il mercato degli smartphone non andava così male da quasi dieci anni

AGI – Con 49 milioni di smartphone spediti in Europa, il mercato degli smartphone del vecchio continente è calato del 12% nel primo trimestre di quest’anno, registrando le spedizioni più basse del periodo da quasi un decennio. Il numero più basso dal primo trimestre 2013. È quanto emerge da un rapporto di Counterpoint Research. 

Secondo la società di ricerca il calo è frutto della carenza di componenti, dei blocchi legati al COVID-19 in Cina, del deterioramento delle condizioni economiche e dell’inizio della guerra Russia-Ucraina.  

In particolare Samsung, che resta al vertice del mercato con una quota del 35%, ha registrato un calo delle spedizioni del 16%.  Apple cala del 6% e resta il secondo produttore in Europa con il 25% del mercato. Realme è stato l’unico tra i primi cinque fornitori a registrare una crescita annuale delle spedizioni. Giù Xiaomi, che ha registrato -36% di crescita annua e una quota di mercato che passa dal 19 al 14%.

“L’aumento dei livelli di inflazione in Europa sta incidendo sulla spesa dei consumatori, mentre Samsung e Apple, il primo e il terzo fornitore di smartphone in Russia, hanno interrotto tutte le spedizioni nel mercato più grande d’Europa all’inizio di marzo 2022″ ha dichiarato Jan Stryjak, di Counterpoint Research. La società di ricerca prevede che la crescita annuale delle spedizioni di smartphone in Europa continuerà a diminuire per i prossimi trimestri, soprattutto nel secondo. 


Il mercato degli smartphone non andava così male da quasi dieci anni

Tonfo del mercato degli smartphone in Europa: mai così male negli ultimi 9 anni

Il mercato degli smartphone in Europa sta vivendo uno dei periodo di crisi più grandi dagli ultimi nove anni: secondo quanto emerge da un recente report di Counterpoint Research, rispetto al primo trimestre del 2021, il numero di unità spedite nel Vecchio Continente è calato di ben il 12%.

L’azienda più colpita è stata Xiaomi, con un calo del 36% nelle spedizioni rispetto a quanto fatto nel primo trimestre del 2021. In calo anche i dati relativi a Samsung e Apple che, nonostante i nuovi prodotti presentati nel 2022, non sono riuscite a invertire il trend (calo rispettivamente del 16% e del 6%). Stessa sorte infine per OPPO (che include anche i dati di vendita di OnePlus), con un calo dell’8%. La vera sorpresa è però Realme: il brand cinese è l’unico dei produttori “importanti” a registrare una crescita nel numero di unità spedite (ben il 67% in più rispetto al Q1 2021).

I motivi di questo enorme calo nelle unità spedite riguardano sicuramente la costante crisi dei semiconduttori, che rende estremamente complicato per le aziende produrre effettivamente i dispositivi, e i nuovi lockdown in Cina, che hanno costretto tantissime persone a rimanere a casa. In ultimo, troviamo sicuramente la guerra in Ucraina, che di certo non ha aiutato il mercato a crescere in questi mesi.

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Tonfo del mercato degli smartphone in Europa: mai così male negli ultimi 9 anni

Street View compie 15 anni: tutte le novità

AGI – L’obiettivo era una mappa a 360 gradi del mondo. Quella mappa si chiama Street View e dalla idea del cofounder di Google (oggi controllata dalla holding Alphabet) Larry Page sono passati esattamente 15 anni: tre lustri, 220 miliardi di foto, 100 tra Paesi e territori coinvolti, per essere precisi.

Per aggiornare il servizio, in occasione dell’anniversario, a Mountain View stanno pensando aduna serie di novità, legate all’hardware (allo sviluppo della telecamera) e al software, in una chiave emotiva, legata al tempo che passa (update disponibili da oggi). In questo quadro, come la compagnia ricorda, vanno considerati anche i 25 miliardi di aggiornamenti che da Street View, grazie a tecnologie di Intelligenza Artificiale, vengono utilizzati in Google Maps. Aggiornamenti che si traducono in update su nuove attività commerciali, sull’orario dei ristoranti e sulle informazioni legate ai limiti di velocità. 

Una nuova telecamera

La prima novità riguarda dunque le telecamere. Sì, quelle che hanno praticamente attraversato il mondo a bordo di tutti i veicoli possibili, dalle automobili ai dorsi di cammello. “Oltre all’auto e al trekker di Street View – fa sapere la compagnia del motore di ricerca – stiamo sperimentando una nuova fotocamera che verrà introdotta completamente l’anno prossimo per aiutarci a raccogliere immagini di alta qualità in un numero maggiore di luoghi. Questa nuova fotocamera prende tutta la potenza, la risoluzione e le capacità di elaborazione che abbiamo incorporato in un’intera auto di Street View e la riduce in un sistema di telecamere ultra-trasportabile che ha più o meno le dimensioni di un gatto domestico. Ma a differenza dei gatti domestici, è pronta per essere portata su isole remote, sulle cime delle montagne o per una passeggiata nella piazza della vostra città”. Il peso? «Meno di 7 chili», quindi facilmente trasportabile.

Scanner laser e 140 megapixel

La nuova telecamera sarà personalizzabile, aggiungendo ad esempio scanner laser, alla base della tecnologia Lidar, per riprendere immagini ancora più precise. La maneggevolezza di questo dispositivo permetterà così l’impiego sia da parte di privati che di partner terzi con l’obiettivo di arrivare a una mappatura idealmente totale del mondo. Secondo Steven Silverman,  head of Street View’s hardware team, i nuovi sensori (ne avrà sette) della fotocamera avranno un rapporto segnale/rumore inferiore rispetto al device precedente e una risoluzione di 140 megapixel.

Anche sul portapacchi

La nuova telecamera può essere “montata su qualsiasi veicolo dotato di portapacchi e gestita direttamente da un dispositivo mobile, senza bisogno di un’auto specializzata o di complesse apparecchiature di elaborazione. Questa flessibilità renderà più facili le raccolte per i partner di tutto il mondo e ci permetterà di esplorare soluzioni più sostenibili per il nostro attuale parco auto, come ibridi plug-in o veicoli completamente elettrici. L’anno prossimo inizierete a vedere la nostra nuova fotocamera nei divertenti colori di Google, accanto alle nostre iconiche auto e ai nostri trekker di Street View”

Un occhio al passato

Se le novità in termini di sviluppo hardware delle telecamere di Street View saranno a regime in un anno, le novità legate al software sono disponibili già da oggi (su piattaforma Android e iOS). “Quando si visualizzano le immagini di Street View di un luogo – si spiega – potete toccare un punto qualsiasi della foto per visualizzare le informazioni sulla località. L’opzione “Vedi altre date” vi farà vedere le immagini storiche che abbiamo pubblicato di quel luogo, a partire dal lancio di Street View nel 2007. Sfogliando ogni immagine si può vedere una capsula del tempo digitale che mostra come un luogo sia cambiato”. La funzione era già disponibile dal 2014 su desktop, da oggi arriva anche su Mobile.

Prima di partire

Fra gli aggiornamenti di Street View anche “Immersive view”, nuova funzionalità che aiuta a conoscere un luogo prima di partire. Grazie ai progressi compiuti negli ultimi anni nel campo della computer vision e dell’Intelligenza Artificiale, “siamo in grado di fondere insieme miliardi di immagini Street View e aeree per creare un ricco modello digitale dei luoghi di tutto il mondo. Con la nostra nuova “immersive view”, che verrà lanciata nel corso dell’anno, potrete facilmente scendere al livello della strada su Maps e persino controllare l’interno di un’attività commerciale come se stesse camminando”.


Street View compie 15 anni: tutte le novità

I 16 anni di Twitter prima dell’arrivo di Elon Musk

AGI – Messaggi brevi ma storia lunga e turbolenta, arrivata a una svolta clamorosa. Con l’acquisizione da parte dell’uomo più ricco al mondo e troller più celebre del globo, Elon Musk, Twitter entra ufficialmente in una nuova dimensione dove “regneranno” “libertà di parola senza confini”, “algoritmi più aggressivi” e messaggi più politicamente scorretti. Cioè tutto ciò da cui si era tenuto alla larga Jack Dorsey quando ebbe l’ispirazione, mentre si gustava un tacos messicano seduto su un’altalena al parco.

Era il 2006. Dorsey immaginò una rete che permettesse a una persona di comunicare a un ristretto numero di persone e di farlo con testi brevi. Il primo nome del progetto fu ‘twttr’, che sembrava preso da una lingua aliena, in realtà scopiazzato da Flickr, sistema che permetteva l’invio facile di sms negli Usa.

Gli sviluppatori scelsero il numero “10958” come codice breve per l’invio di messaggi, poi rimpiazzato da “40404”, fino a quando Dorsey non si imbatté su una parola del dizionario, “Twitter”, che indicava una “breve raffica di informazioni irrilevanti” e un “cinguettio di uccelli”.

Piazza e presidenti

Il prodotto a cui Dorsey aveva pensato era esattamente questo: una “piazza digitale” dove scambiarsi messaggi brevi e inutili. Ma nei sedici anni successi Twitter è diventato tutt’altro: seppure con un seguito molto minore rispetto a Facebook o Instagram – poco più di duecento milioni di utenti, 65 milioni di messaggi al giorno – il social del cinguettio è diventato la piattaforma d’elite, quella preferita dai leader politici di tutto il mondo, e terreno su cui si sono scontrati Donald Trump e Joe Biden, al punto che subito dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte di Elon Musk, il primo ha detto “Musk è un bravo ragazzo, ma io andrò su Truth”, il suo social personale non ancora decollato in pieno. Mentre il presidente degli Stati Uniti, secondo la Casa Bianca, è “preoccupato dal potere dei social”. Cioè, gli ultimi due presidenti alla guida del Paese più potente al mondo hanno sentito il bisogno di commentare subito gli eventi.

L’unicità di Twitter

Twitter, in tutti questi anni, ha sempre mantenuto un’aura più intellettuale rispetto a Facebook, anche per via della brevità dei messaggi, limitati a 140 caratteri, poi allargati a 180, ma sempre a numero chiuso, rispetto ad altre piattaforme. Nel 2009 Twitter si era guadagnato la prima pagina di Time, portato ad esempio come modello virtuoso di innovazione. L’anno dopo, il 22 gennaio 2010, era stato quello del primo tweet inviato nello spazio: l’autore era stato l’astronauta della Nasa Timothy Creamer, dalla Stazione spaziale internazionale. Da quel momento altri astronauti avevano inviato messaggi e suggestive foto scattate dallo spazio.

Il servizio è diventato sempre più popolare anche sulla Terra, non solo per la facilità di raggiungere un vasto pubblico, ma per il fatto che la selezione naturale degli utenti ha creato una sorta di ‘comunità di prescelti’, mediamente di buona cultura e sentimenti profondi, dove le parole più diffuse sono state “solidarietà”, “diritti”, “libri”, “sociale”.

Ognuno poi ne ha fatto l’uso più svariato. Il giapponese Takahiro Shiraishi, per esempio, è passato alla storia come il ‘killer di Twitter’: attraverso i messaggi privati riuscì ad attrarre nove persone, poi uccise e fatte a pezzi.

Nel nostro Paese, la piattaforma ha fatto da base per molti scontri, tra cui uno dei più recenti è stato quello che ha visto la denuncia di censura di Fedez nei confronti della Rai. Tutti sono su Twitter: gli auguri del Quirinale, i messaggi di Papa Francesco, quelli di Matteo Renzi, Giorgia Meloni, Giuseppe Conte, Enrico Letta e Matteo Salvini. Mario Draghi, invece, no, lui si tiene distante da tutti i social.

Cosa non riuscita a Trump: espulso da Twitter per i suoi messaggi, il tycoon ha prima chiesto con insistenza di essere reinserito, poi è passato a lanciare un proprio social, “Truth”, che con Twitter ha in comune solo la prima lettera. La piattaforma dell’uccellino non lo riavrà, a patto che l’ex presidente non cambi idea: se ‘Truth’ non dovesse conquistare il mercato, Trump sa che le porte di Twitter saranno sempre aperte e lui libero di inviare i suoi messaggi, stavolta senza più paura di subire sanzioni.

Il suo possibile ritorno diventerà un tormentone, che si traduce in interazioni. Proprio ciò che vuole Musk, per il quale il nuovo Twitter dovrà essere una comunità aperta, piena di messaggi “utili”, possibilmente virali, meglio se politicamente scorretti.


I 16 anni di Twitter prima dell’arrivo di Elon Musk

I dieci anni del razzo Vega, il vettore europeo costruito in Italia

AGI – Il 13 febbraio 2012 il razzo Vega lasciava per la prima volta la rampa di lancio del Centro Spaziale della Guyana, con a bordo il satellite LARES dell’Agenzia Spaziale Italiana e altri payload scientifici. Sono passati dieci anni e il vettore europeo, a trazione fortemente italiana, è diventato un componente fondamentale della strategia per l’accesso allo spazio per l’Europa, oltre ad aver soddisfatto diversi altri clienti. Vega ha messo in orbita i satelliti Sentinel 2A e 2B del programma europeo Copernicus che continuano a dare un contributo fondamentale alla gestione delle risorse, al monitoraggio dei disastri naturali e altre importanti applicazioni.

Nel 2015, Vega ha compiuto il suo unico volo sub-orbitale per permettere all’Intermediate eXperimental Vehicle, prototipo del futuro veicolo spaziale europeo Space Rider, di effettuare il test di rientro atmosferico. Le missioni non si sono fermate all’orbita terrestre. Infatti, il razzo ha permesso al dimostratore tecnologico LISA Pathfinder di raggiungere il punto lagrangiano 1 del sistema Terra-Sole. Infine, Vega ha il record europeo di satelliti lanciati con un singolo volo, grazie alla missione VV16 che ha messo in orbita 53 satelliti grazie al nuovo adattatore del carico Small Spacecraft Mission Service (SSMS). Oltre al LARES, altre missioni italiane hanno volato sul Vega come OPSAT-3000, satellite multispettrale per l’osservazione della Terra e PRISMA, un dimostratore tecnologico dell’ASI a tecnologia iperspettrale.

“I dieci anni dal primo lancio del Vega segnano un punto importante per Avio e il settore europeo dei lanciatori. Nonostante alcune difficoltà, abbiamo lavorato senza sosta per rendere Vega sempre più affidabile e competitivo. Per questo, il mio ringraziamento va a tutta l’azienda, ai nostri partner e ai nostri clienti. Questi 10 anni del Vega hanno costituito un bagaglio di esperienza ineguagliabile su cui poggerà il successo del Vega C, che volerà per la prima volta quest’anno”-  ha commentato Giulio Ranzo, Amministratore Delegato di Avio.

Il Direttore per il Trasporto Spaziale dell’ESA Daniel Neuenschwander ha osservato: “Gli sviluppi dei nuovi programmi Ariane 6 e Vega C consentiranno all’Europa di mantenere l’accesso indipendente allo spazio, che rappresenta una priorità strategica in un mondo dove la tecnologia, il business e la politica cambiano molto velocemente. Dobbiamo continuare ad andare avanti per assicurarci che l’Europa sia pronta per il futuro”

La Città di Colleferro ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del Vega. Qui, infatti, hanno sede gli stabilimenti di Avio dedicati alla fabbricazione del razzo e all’integrazione di diversi suoi componenti provenienti dai nostri partner. A sugellare questo importante legame quest’anno, Colleferro sarà Capitale Europea dello Spazio nell’ambito del consorzio Communauté des Villes Ariane.


I dieci anni del razzo Vega, il vettore europeo costruito in Italia

Il roaming europeo ci sarà ancora per almeno 10 anni: tutte le novità per l’Europa digitale

Arrivano delle importanti novità per noi tutti cittadini europei nell’ambito della digitalizzazione riguardante tutti i territori che fanno parte dell’Unione. Sono state infatti approvate diverse misure a sostegno del roaming like-at-home e della interoperabilità digitale.

La notizia che più ci riguarda e più ci interessa riguarda la proroga per almeno altri dieci anni del cosiddetto roaming like-at-home. Questa normativa prevede che tutti i cittadini europei possano accedere alle reti mobili quando viaggiano entro i confini dell’Unione Europea alle stesse tariffe che sostengono nel loro paese. In altre parole, è possibile accedere al proprio bundle di minuti, SMS e traffico dati senza alcun sovrapprezzo. Vi sono chiaramente alcuni limiti sulle soglie del bundle.

Sempre in ambito roaming, sono state introdotte ulteriori misure:

  • Dovrà essere garantita, oltre che la stessa tariffa, anche la stessa qualità delle reti mobili alle quali i cittadini UE sono abbonati nel loro paese quando viaggiano all’interno dell’Unione.
  • Viene imposto il limite di spesa a 50 euro per tutti i servizi a pagamento in roaming. Oltre questa soglia il servizio sarà inaccessibile.
  • Vengono ridotte le tariffe extrasoglia:
    • 2 euro/GB nel 2022, 1,8 euro/GB nel 2023, 1,55 euro/GB nel 2024, 1,3 euro/GB nel 2025, 1,1 euro/GB nel 2026 e 1 euro/GB dal 2027 in poi.
    • 0,022 euro/minuto nel 2022-2024 e 0,019 euro/minuto dal 2025.
    • 0,004 euro/sms nel 2022-2024 e 0,003 euro/sms dal 2025.

Oltre alle novità introdotte sul roaming, la Commissione Europea ha ufficializzato l’entrata in vigore dei cosiddetti e-Codex, degli standard digitali per il trasporto di tutte le tipologie di merci che semplificheranno le procedure e i controlli che avvengono alle frontiere. Nello stesso contesto sono state approvate nuove norme per regolamentare la pubblicità politica in fase di elezioni europee.

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Il roaming europeo ci sarà ancora per almeno 10 anni: tutte le novità per l’Europa digitale

Il primo computer compie 60 anni

Più di 3000 valvole, 2000 transistor, 12000 diodi al germanio, grande come un’intera stanza, ma risolveva in pochi minuti un sistema di 100 equazioni lineari di 100 incognite.

Parliamo della Calcolatrice Elettronica Pisana costruita grazie all’accordo tra Università di Pisa e Olivetti e per la quale il 13 novembre ricorre il più importante anniversario per la storia dell’informatica italiana: i 60 anni del primo computer italiano a scopo scientifico. L’evento fu considerato così importante che per la CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana), ci fu anche la visita dell’allora Presidente della Repubblica, Giovanni b. 

Nato grazie anche all’interessamento di Enrico Fermi e di Adriano Olivetti, che nella città toscana avrebbe aperto un laboratorio di ricerche avanzate nel campo dell’elettronica, il progetto pisano della CEP vide fra i suoi primi collaboratori l’ingegnere italo-cinese Mario Tchou. Nell’ambito delle celebrazioni, in programma il 13 novembre al Polo Congressuale Le Benedettine infatti, si ricorderà anche questo illustre scienziato, scomparso in un incidente pochi giorni prima dell’inaugurazione della CEP.

Tchou, guida carismatica del gruppo di giovani scienziati lavorò anche alla realizzazione dell’ELEA 9003, primo “cervello elettronico” a transistor messo in commercio dalla Olivetti alla metà del secolo scorso. 

Il convegno è organizzato nell’ambito dell’Internet Festival 2021 dall’Università di Pisa in collaborazione con l’Istituto di Informatica e Telematica (CNR-IIT), l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” (CNR-ISTI) e l’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “M. Picone” (CNR-IAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il programma della giornata prevede, tra gli altri, l’intervento da remoto di Walter Veltroni, la presentazione della graphic novel di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte “La macchina zero” e l’anteprima di “Pionieri dell’informatica. Uomini e donne all’alba della rivoluzione digitale”.

Nell’occasione l”archeologo informatico” Maurizio Gazzarri presenterà la  ricostruzione storica di quegli anni, basata su fonti archivistiche e testimonianze dirette, che videro la nascita dei primi computer italiani e dei protagonisti di questa sfida avveniristica. Storie raccolte nel  romanzo “I ragazzi che scalarono il futuro”  e nel recentissimo saggio storico “ELEA 9003. Storia del primo calcolatore elettronico italiano”.  

“Celebrare i 60 anni della Calcolatrice Elettronica Pisana non è solo il modo di ricordare una bella storia di scienza e tecnologia, ma anche l’occasione per imparare dal passato – spiega Gazzarri -. Un progetto realizzato grazie al contributo degli enti locali della costa toscana come Pisa, Livorno e Lucca che investirono 120milioni di lire, l’equivalente di 2 milioni di euro, e grazie alla lungimiranza dell’Università di Pisa, alla collaborazione con la società di Adriano Olivetti e al lavoro di giovani capaci. Un’unità di intenti e un esempio di intelligenza collettiva, utili anche per l’oggi, in questa fase di ripartenza.” 

“Elea 9003 – prosegue –  fu il primo computer messo in commercio dalla Olivetti. Fondamentale anche la figura di Mario Tchou, l’ingegnere italo-cinese che ha coordinato il progetto della società di Ivrea e del quale si commemorano i 60 anni dalla morte. Elea 9003 ha interpretato quella che Adriano Olivetti chiamava ‘ansia di progresso’ declinata come speranza e sviluppo e non come paura e resistenza al cambiamento”.


Il primo computer compie 60 anni

Tre anni fa gli italiani si sono messi in casa Alexa per la prima volta

AGI – Tre anni fa – con un ritardo di quattro anni rispetto al debutto negli Stati Uniti – il primo dispositivo Alexa entrava nelle case degli italiani. E sembra che tre anni di polemiche sulla privacy e sull’accesso ai dati personali che gli assistenti vocali (non solo quello di Amazon) consentono a chi li controlla, sembra che non abbiano scoraggiato chi ormai interagisce sempre di più con loro.

“Nei primi tre anni dall’arrivo in Italia, gli utenti attivi che utilizzano Alexa sono cresciuti in maniera rilevante, oltre l’80% anno su anno” afferma Gianmaria Visconti, Country Manager di Amazon Alexa “e nel solo 2021 si contano oltre 5 miliardi di interazioni tra gli utenti in Italia e Alexa. Alcune di queste dimostrano come Alexa sia entrata nelle nostre case come un vero e proprio membro aggiuntivo della famiglia: basti pensare che oltre 7 milioni di volte, solamente nell’ultimo anno, gli utenti le hanno detto “ti voglio bene”.

Una delle funzioni (o skill, come si chiamano in gergo alexiano) più apprezzato fin da subito è stata la possibilit di ripriodurre musica in streaming. Un fenomeno in costante crescita in Italia: sono state infatti oltre 280 milioni le ore di streaming fruite nel corso degli ultimi 12 mesi. Tra i brani più richiesti troviamo Malibù di sangiovanni, Baby Shark e Musica leggerissima di Colapesce e Dimartino.

Alexa è stata protagonista anche nelle cucine degli utenti italiani anche attraverso la skill di GialloZafferano, il food media brand più diffuso in Italia, grazie anche alla possibilità di impostare timer e sveglie – circa 500 milioni solo nell’ultimo anno in Italia – controllare le preparazioni da seguire, aggiungere ingredienti alla lista della spesa e consultarla una volta arrivati al supermercato. Nel 2021, cucinare è stato per molti una grande distrazione e fonte di piacere, e sono state oltre 5 milioni le ricette consultate. Le preferite dagli utenti? Spaghetti alla carbonara, Tiramisù e Pancake allo sciroppo d’acero.

Quest’anno Alexa si è inventata anche sommelier, consigliando i vini dalle cantine italiane con cui accompagnare pranzi, cene e momenti conviviali. 

La diffusione degli assistenti vocali va di pari passo con l’evoluzione delle smart home e dei prodotti sviluppati da aziende come BTicino, Fastweb e Philips Hue. Sono oltre 140.000 in tutto il mondo i dispositivi per la casa intelligente compatibili con Alexa – tra cui luci, prese, citofoni, Internet box per gestire le connessioni ultraveloci dei dispositivi alla rete domestica e robot per le pulizie – e oltre 200 milioni quelli già connessi all’assistente vocale di Amazon. In Italia contiamo oltre 4.500 skill disponibili, di cui 544 dedicate proprio alla casa intelligente, messe a punto da Amazon insieme a sviluppatori di terze parti. Solo nel 2021, in Italia, sono state oltre 1.2 miliardi le interazioni tra i dispositivi intelligenti e Alexa, con oltre 100.000 comandi al giorno impartiti vocalmente per far funzionare la casa smart con BTicino. Nell’ultimo anno si contano inoltre circa 1 miliardo di interazioni tra Alexa e i principali sistemi di illuminazione, tra cui quelli offerti da Philips Hue.

Gli utenti in Italia chiedono anche tante curiosità, domande ad Alexa. Le più gettonate dell’ultimo anno? “Cosa c’è stasera in tv?”, “Quanti giorni mancano a Natale?”, “Che Santo è oggi?”.

Ma la casa non è l’unico spazio in cui ricevere il supporto di Alexa. Anche all’interno di alcune vetture, come ad esempio Maserati, è possibile riprodurre musica, effettuare chiamate, ascoltare audiolibri e notizie, consultare il meteo, controllare i dispositivi smart di casa compatibili, ottenere indicazioni stradali, trovare parcheggio.

“Non avremmo ottenuto questi risultati senza la combinazione di più fattori. In primis il lavoro svolto dal team italiano: 50 colleghi, tra Language Engineer e Data Scientist, del nostro centro di Ricerca e Sviluppo a Torino, che in questi anni hanno migliorato la comprensione linguistica di Alexa del 70% circa. Oltre a tutti gli altri membri del team Alexa che ogni giorno lavorano per rendere Alexa l’assistente vocale ideale: cordiale, talentuosa e divertente. E ovviamente non possiamo dimenticare il grande contributo delle aziende con cui collaboriamo e quello degli sviluppatori”, conclude Visconti.

Le funzionalità di Alexa in Italia sono frutto del lavoro di una community di sviluppatori, composta oggi da oltre 54.000 membri.


Tre anni fa gli italiani si sono messi in casa Alexa per la prima volta

“In un anno le abitudini di aziende e lavoratori sono cambiate come nemmeno in 10 anni”

AGI – La pandemia ha innescato cambiamenti senza precedenti nel lavoro, nella scuola, nei contatti sociali e in molti settori, dalla sanità all’intrattenimento. Ha anche fortemente accelerato la trasformazione digitale, portando alla definizione di ambienti in cui si svolge tutto da casa.

Secondo uno studio condotto da Intel e Lenovo, ‘Empowering your employees with the right technology’, solo il 30% dei dipendenti di tutti i settori ha detto che i propri laptop o PC desktop sono ideali per la collaborazione incrociata, e la metà ha risposto che i propri computer non sono aggiornati o insufficienti per il lavoro.

Di futuro del lavoro abbiamo parlato con Luca Rossi, presidente di Intelligent Devices Group (IDG) di Lenovo, ruolo nel quale ha la responsabilità a livello globale del business di Lenovo nel campo dei PC, smartphone, tablet, workstation e altri prodotti. Lo abbiamo fatto in occasione del Tech World, iniziativa in cui la compagnia ha presentato una serie di innovazioni per aiutare le aziende e i consumatori ad affrontare quella che l’azienda vede come “la nuova realtà”.

“La nuova realtà è qui e tanto gli individui quanto le aziende hanno oggi esigenze e usi diversi che richiedono una tecnologia più intelligente” ha dichiarato il presidente e CEO di Lenovo, Yuanqing Yang. “Lenovo – ha aggiunto – è concentrata sulle soluzioni per questa nuova realtà. Dalle nostre soluzioni ibride per il lavoro e la vita privata al portfolio edge-to-cloud, dal nuovo modello di business Everything-as-a-Service nell’ambito di Lenovo TruScale alle tecnologie Lenovo Brain e IA, fino al nostro impegno per un’innovazione ecologica e responsabile: Lenovo mira a innovare per consentire ai propri clienti e al mondo di vivere una trasformazione digitale e intelligente”.

Rossi, che sta succedendo nel mondo del lavoro?
“La pandemia è una tragedia che ha avuto tra i pochi effetti collaterali non negativi quello di funzionare come una sorta di “macchina del tempo” che ha accelerato la trasformazione digitale del mondo di almeno 5 o 10 anni, cambiando l’importanza della tecnologia nella nostra vita quotidiana, privata e non. Quindi anche nel lavoro, dove ha avuto un impatto incredibile. In un anno sono cambiate le abitudini di aziende e dipendenti in una maniera che neanche in 10 anni”.

È cambiato tutto
“Sì, il sentimento dei dipendenti, soprattutto i knowledge worker, è non voler tornare a una vita office based. Secondo una ricerca promossa da Lenovo, il 70% dei dipendenti vogliono un lavoro in forma ibrida. Lato aziende, sempre secondo i dati della stessa ricerca, nel 50-60% dei casi i CEO sono già su questa linea. È chiaro che questa forma ibrida di lavoro sarà declinata in modo diverso settore per settore”.

E la tecnologia che ruolo ha avuto?
“La tecnologia è al centro di questo grande cambiamento e ci ha permesso di mitigare gli effetti devastanti dei lockdown. Se la tecnologia non fosse stata già così matura, la pandemia avrebbe avuto un effetto ancora più devastante sul mondo del lavoro. Sia in occasione del fully remote work e poi dell’ibrid work, ci siamo resi conto da una parte che tecnologia era sì più pronta di quello che pensavamo. Ma subito sono emersi i gap”.

Gap di che tipo?
“Il comparto audio e video nei PC poteva essere migliorato ulteriormente e l’esperienza degli smartphone era decisamente superiore. Su questi due elementi abbiamo investito immediatamente. Poi abbiamo lavorato sull’accensione dei PC e sulla durata della batteria”.

Parliamo della sicurezza

È un tema caldo e lo sarà per i prossimi anni. È un tema di ecosistema: le aziende sono passate dall’avere tutto all’interno della loro rete più o meno protetta a postazioni remote, tutte una possibile vulnerabilità. Le aziende devono investire per permettere di avere queste postazioni esterne alla rete fisica protette. Lato utente remoto, smartphone e PC devono essere più protetti. Ci si confronta con un tipo di hacker decisamente diverso, uno che vuole utilizzare il tuo computer come porta di accesso per entrare nella rete aziendale”.

Che cosa possono fare le aziende?

“Fornire i prodotti e le soluzioni giuste per chi lavora a casa”.


“In un anno le abitudini di aziende e lavoratori sono cambiate come nemmeno in 10 anni”

Square Enix celebra i 30 anni di Mana: in arrivo due giochi mobile della serie (foto e video)

Per il trentesimo compleanno della serie di videogiochi Mana, giochi di ruolo in tempo reale creati da Koichi Ishii, Square Enix ha annunciato due nuovi giochi mobile, sia Android che iOS, di questo franchise.

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Trials of Mana arriverà su smartphone il 15 luglio: il remake 3D del gioco, originariamente rilasciato nel 1995 esclusivamente in Giappone, è arrivato lo scorso anno su PS4, Nintendo Switch e PC. La versione mobile del titolo vanta diverse funzionalità uniche, tra cui controlli touch rinnovati, impostazioni grafiche personalizzabili e funzionalità di salvataggio su cloud. È possibile pre-registrarsi su App Store e Play Store.

Il secondo titolo ad arrivare su mobile, questa volta free-to-play, è Echoes of Mana, capitolo esclusivo progettato e sviluppato da WFS, Inc. Si tratterà di un gioco di ruolo che presenterà una storia originale che intreccia nuovi personaggi e vecchie conoscenze della serie Mana. Il gioco avrà anche una modalità multiplayer per sfidare i propri amici e arriverà nel 2022: per il momento, vi lasciamo al video trailer.

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Square Enix celebra i 30 anni di Mana: in arrivo due giochi mobile della serie (foto e video)