Le impostazioni di Android Auto diventano finalmente al passo col 2022

La nuova interfaccia Coolwalk è finalmente approdata su Android Auto (ecco le migliori app da installare), e anche se purtroppo non tutti gli utenti interessati sono riusciti a partecipare al programma beta, si spera che a breve ci sarà un rilascio generale.

C’era un problema però. Nonostante il nuovo Android Auto sia molto più moderno e funzionale, le impostazioni (accessibili dal telefono) erano rimaste le stesse di prima. Fino ad oggi, perché il canale Telegram Google News ha infatti individuato delle nuove impostazioni nella versione 8.5 dell’app. 

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In realtà in quella versione c’erano solo delle indicazioni non funzionanti che Google stesse aggiornando l’interfaccia, e solo con la versione 8.6 di Android Auto Beta il nuovo design è diventato pienamente funzionale. La riprogettazione porta finalmente il design Material You e una serie di novità:

  • pulsanti a forma di pillola
  • intestazioni più grandi
  • pulsante arrotondato per connettersi all’auto
  • tema scuro
  • finestre arrotondate

Come si può vedere dall’immagine sotto (le prime due sono screenshot delle nuove impostazioni, l’ultima a destra quella attuale), anche l’immagine di intestazione è sparita.

Nell’insieme, la nuova grafica è sicuramente più omogenea con il resto dell’interfaccia, e le opzioni sono più chiare e semplici da raggiungere. Qui sotto potete vedere un’altra parte dell’interfaccia, con le finestre di scelta che ora presentano angoli arrotondati.

Per quanto riguarda la distribuzione, le nuove impostazioni non sembrano disponibili per tutti gli utenti. Al momento non è chiaro se Google News abbia abilitato le nuove impostazioni da linea di codice dopo aver decompilato l’app o se semplicemente la nuova interfaccia non è ancora stata rilasciata per tutti gli utenti che partecipano alla beta di Android Auto

Qualunque sia la spiegazione, è comunque confortante sapere che Google sia al lavoro su questo aspetto dell’interfaccia, che ha ricevuto un dovuto e apprezzato aggiornamento. Se siete curiosi di vedere com’è la nuova Android Auto, vi lasciamo al nostro video dedicato.

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Le impostazioni di Android Auto diventano finalmente al passo col 2022

Google risolve un fastidioso bug di Android Auto, ma solo per i Pixel

Si tratta di un periodo molto intenso per Android Auto, il sistema di infotainment di casa Google che ha appena ricevuto un corposo rinnovamento grafico, disponibile solo in beta al momento.

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Nelle ultime ore Google ha fornito dei chiarimenti che riguardano Android Auto e un bug ben preciso che si verificava con le chiamate vocali.

Si tratta di un fastidioso bug che coinvolge la gestione delle chiamate quando lo smartphone è connesso all’auto attraverso Android Auto. Il bug infatti causa la trasmissione del suono in chiamata non dalle casse audio dell’auto ma dagli speaker dello smartphone.

Il problema sembra coinvolgere soltanto l’audio relativo alle chiamate, e non quello relativo ai contenuti multimediali ad esempio. Google ha chiarito che l’aggiornamento ad Android 13 per i Pixel, rilasciato da qualche mese ormai, dovrebbe aver risolto definitivamente l’inconveniente.

Per gli altri modelli di smartphone Android sarà invece necessario, molto probabilmente, un aggiornamento di Android Auto che ancora non è stato menzionato da Google.

Allo stesso tempo, Google ha riferito di essere a lavoro per capire come risolvere alcuni problemi di disconnessioni spontanee che si verificano con Android Auto per i possessori di Pixel 7 e Pixel 7 Pro. Anche in questo caso aspettiamoci un update che risolva il problema per le prossime settimane.

 

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Google risolve un fastidioso bug di Android Auto, ma solo per i Pixel

Il nuovo Android Auto è arrivato in beta: lo abbiamo provato!

Da diversi mesi conosciamo le novità che ha in cantiere Google per Android Auto, la sua piattaforma per connettere facilmente il proprio smartphone all’auto per un’esperienza di infotainment completa. Finalmente sembrano esserci dei risvolti importanti.

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Stiamo parlando chiaramente di Coolwalk, il gergo che indica la nuova interfaccia grafica che Google ha sviluppato per Android Auto e che dovrebbe introdurre una sorta di rivoluzione per il sistema di infotainment di Google. Finora infatti soltanto pochi fortunati sono riusciti a testare il nuovo Android Auto.

Negli ultimi sei mesi Google ha lavorato intensamente allo sviluppo e alla finalizzazione della nuova versione di Android Auto, anche grazie al feedback fornito dagli utenti che l’hanno testato. Finalmente la prima versione beta pubblica sembra pronta al lancio su scala globale.

Andiamo quindi a vedere cosa attenderci dal nuovissimo Android Auto, alla luce delle più recenti modifiche introdotte da Google:

Nuova barra delle app

Le immagini che trovate qui in basso mostrano chiaramente una delle grandi novità che ci attendono con il nuovo Android Auto. Sarà la barra delle app con layout centrale a rendere più semplice il multitasking. L’icona che troveremo sempre sarà quella di Maps, come è ovvio che sia per un sistema destinato all’utilizzo in auto, e le altre dipenderanno dalle abitudini e dall’utilizzo dell’utente. Alla destra di questa barra vediamo l’indicatore del segnale telefonico, batteria e notifiche. Sulla sinistra vediamo il collegamento diretto per l’attivazione di Google Assistant.

Interfaccia divisa

Una delle peculiarità principali del nuovo Android Auto sarà la possibilità di avere lo schermo diviso per ospitare contemporaneamente due app affiancate. La parte assegnata a Google Maps occuperà una porzione maggiore di schermo per ovvi motivi.

La seconda parte di schermo sarà dinamica, nel senso che l’utente potrà aprire l’app per i contenuti multimediali che usa più spesso e che, nel caso in cui riceva una chiamata, è pronta a ospitare l’app Telefono per gestire le chiamate.

Sempre nell’ambito della nuova interfaccia grafica di Android, arrivano delle ottimizzazioni anche per le app multimediali. L’immagine qui sotto mostra come i pulsanti per gestire la riproduzione multimediale che cambiano forma in base allo stato della riproduzione stessa.

Anche l’aspetto delle notifiche e dei messaggi non letti è stato rinnovato, e sembra più comprensibile e immediato. Nel complesso, sembra che il nuovo Android Auto voglia fornire un’esperienza utente più immediata e accessibile, più vicina a quanto proposto dal CarPlay di Apple.

Nel corso degli ultimi sei mesi abbiamo visto il nuovo Android Auto evolversi, grazie ai leak trapelati in rete con cadenza periodica, andando probabilmente a limare le criticità individuate dagli utenti che l’hanno testato in anteprima.

Quando arriva il nuovo Android Auto?

La nuova versione di Android Auto è in fase di rilascio pubblico in versione beta. È chiaro che solo coloro che sono iscritti al programma beta la riceveranno. Gli altri dovranno attendere almeno qualche altra settimana. Ad oggi purtroppo la beta di Android Auto è completa, ormai da molto tempo, e con poche speranza che venga ampliata a breve.

Per coloro che non riescono a iscriversi alla beta non tutto è perduto. È comunque possibile provare da subito installando manualmente l’ultima versione beta rilasciata da Google. Questo è l’indirizzo per scaricare l’apk e installarlo. Al momento non ci sono però conferme che questa soluzione permetta davvero di avere l’ultima versione di Android Auto, visto che sembra dipendere in buona parte da un aggiornamento lato server.

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Il nuovo Android Auto è arrivato in beta: lo abbiamo provato!

AA Wireless mi ha fatto tornare ad amare Android Auto

AAWireless è al momento forse la migliore (in termini di qualità/prezzo) soluzione per avere Android Auto Wireless su un’ampia gamma di veicoli, nel modo più semplice possibile. Ed è anche responsabile di un mio personale ritorno di fiamma con Android Auto stesso.

Ad inizio 2021 pubblicai sul nostro canale YouTube un video intitolato “che strazio Android Auto”, che vi ho riproposto qui sopra. In esso mi lamentavo di quelli che erano i (cronici) problemi nei quali un utente Android Auto poteva imbattersi, e da allora non è cambiato quasi niente.

Sì, ci sono stati un sacco di aggiornamenti nel frattempo, ma di fondo l’esperienza d’uso è rimasta la stessa, sia a livello grafico che pratico. Ci tengo a specificarlo perché Google ha annunciato lo scorso giugno un nuovo design per Android Auto, che però stenta ad arrivare, ed al netto di quello, i bug ed i malfunzionamenti sono sempre stati presenti in tutto questo tempo.

Il succo di fondo è che Android Auto funziona, ma non offre un’esperienza uniforme e consistente su veicoli diversi. Alcuni si lamenteranno di qualcosa, altri di qualcos’altro, ma la morale è che tutti (o quasi) avranno prima o poi sperimentato qualcosa che non funziona o che comunque non si comporta in modo ottimale.

Parlo di problemi di riproduzione audio, di impuntamenti, di errori dell’assistente al limite del frustrante. Vari elementi, legati in parte anche al modo d’uso del software, ma comunque di stampo piuttosto basilare.

Ancora oggi, quando voglio provare a rispondere con frasi un po’ più lunghe ad un messaggio, non so mai se andrà bene alla prima o se dovrò riprovarci fino allo sfinimento. “Vuoi inviare il messaggio o modificarlo?” – “MODIFICARLO” – “Non ho capito, vuoi inviare il messaggio o modificarlo?” – “MODIFICARE!” (sì, se dici “modificare” anziché “modificarlo” l’assistente capisce, altrimenti più no che sì – NdR)

E tanto per chiarire, non penso che un sistema di infotainment come Android Auto debba fare chissà cosa. Navigazione, musica, chiamate e messaggi: sono questi i quattro punti fondamentali, a mio modo di vedere. Ed il sistema di Google li porta anche a casa, ma come già sottolineato lo fa in modi che non sono sempre quelli auspicabili, soprattutto se pensiamo che alla guida ci vorrebbero meno distrazioni possibili, non potenziali scocciature che ad ogni aggiornamento possono comparire / scomparire / riapparire.

Altri esempi? Se qualcuno vi invia un link di una posizione su Google Maps non c’è verso di aprirlo da Android Auto, dovete per forza prendere il vostro telefono e cliccarci sopra, e mentre Maps è in esecuzione sullo schermo del veicolo non lo potete usare su smartphone. Sono piccole mancanze che però, in un sistema che ormai dovrebbe essere più che maturo, un po’ scocciano.

Detto questo però, rispetto a praticamente il 99% dei sistemi di infotainment proprietari dei vari car maker, Android Auto è comunque migliore. Migliore in termini di flessibilità, replicando molte app presenti sul vostro smartphone, ed anche in termini di qualità, perché comunque la navigazione su Maps/Waze è facilmente anni luce avanti a tutte le possibili alternative.

Una volta che ti abitui ad usarlo anche per i piccoli spostamenti di ogni giorno, diventa facile non volerne fare più a meno, perché comunqe parte subito la musica che stavi ascoltando senza le interruzioni tipiche della radio, perché così sei pronto a rispondere ad una chiamata schiacciando un semplice tasto al volante, perché se c’è un ingorgo nella strada che fai di solito eviterai di prenderla risparmiando tempo prezioso. C’è sempre un buon motivo per usare Android Auto, rispetto a… nulla!

Peccato dover sempre cercare il telefono in tasca/borsa/zaino e collegarlo a quel cavo penzoloni in macchina, che magari col tempo si usura. E poi hai le borse della spesa, l’ombrello, i figli che urlano, e la partenza in questo modo è solo ritardata…

Come ci ricorda da oltre un decennio il buon Sheldon di The Big Bang Theory, “everything is better with Bluetooth“. Applicate lo stesso concetto al wireless in generale e avrete capito l’antifona.

Entri in auto, avvii il motore, e dopo una decina di secondi o poco più (col cavo è logicamente immediato), parte l’interfaccia di Android Auto; così, senza colpo ferire. Non importa che il telefono sia in tasca, in carica sul cruscotto, o nello zaino nel portabagagli, in ogni caso avrai il tuo sistema di infotainment pronto, esattamente come lo avresti avuto col cavo. E sarò sincero, è il classico esempio di un benefit che compensa anche (parte dei) malus. Un po’ come quando comprate un prodotto ad un prezzaccio, ed anche se non è il dispositivo più perfetto al mondo ci passate sopra, perché comunque a quel prezzo vale tutto.

Perché che Android Auto in fondo sia utile l’ho già ribadito abbastanza, ed averlo sempre pronto, come se fosse integrato sul veicolo stesso, fa una grande differenza. In questo modo se ne apprezzano davvero i benefici, anche per quei brevi percorsi dove magari non lo avreste usato altrimenti. Android Auto rimane sempre lo stesso, con i suoi pregi e difetti, ma almeno ora è praticamente sempre disponibile, “costringendovi” ad usarlo.

Dopo che vi avrà evitato di prendere una strada interrotta per lavori che non conoscevate, dopo che avete risposto ad una noiosa chiamata durante il tragitto, anziché una votal arrivati a destinazione, dopo che avrete zittito vostro figlio con un po’ di canzoni che gli piacciono, ringrazierete di aver usato AAWireless.

E poi la configurazione è semplice (ci vuole solo un po’ di pazienza la prima volta), il funzionamento immediato, e se già eravate abituati ad Android Auto la curva d’apprendimento rasenta lo zero. Ma per questi dettagli andatevi a leggere la nostra recensione.

Alcuni di voi penseranno sicuramente: e che scomodità vuoi che sia collegare un cavo? In linea teorica nessuna: è quel piccolo gesto che, una volta che ti sei abituato, farai meccanicamente ad ogni ingresso nel veicolo. Ma soprattutto se foste soliti prendere l’auto più volte al giorno, magari non da soli, è anche quel piccolo gesto che ringrazierete di non dover più compiere, e vi accorgerete di quanto fosse noioso solo una volta che lo avrete abbandonato.

C’è però anche un rovescio della medaglia, ovvero che in questo modo la batteria del telefono si scarica. Nella mia esperienza personale però non è che parliamo di un battery drain eccessivo, perché comunque lo schermo dello smartphone rimane spento, ed in tutti gli spostamenti quotidiani, magari casa-ufficio (dovre avrete comunque un alimentatore a disposizione), non c’è ragione di fare a meno della comodità del wireless. Discorso diverso per i viaggi lunghi, dove ci vogliano però ore prima dell’arrivo: in quel caso la soluzione cablata diventa necessaria per non arrivare a destinazione col fiato corto.

Se vi fosse quindi venuta voglia di acquistarlo, trovate AAWireless sullo store ufficiale per 89,99€ (date magari prima una controllata ai modelli compatibili). Ci tengo solo a sottolineare che questo articolo non è in alcun modo sponsorizzato, né affiliato: è solo un’onesta opinione opinabile, e come tale prendetela.

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AA Wireless mi ha fatto tornare ad amare Android Auto

La modalità alla guida di Assistant è prossima al cimitero di Google: Android Auto per smartphone non ha più un successore

Si torna a parlare di Android Auto e modalità alla guida di Assistant. Due entità che sembravano indicare quasi la stessa cosa. Successivamente Google ci ha lasciato intendere che la modalità alla guida di Assistant avrebbe succeduto ad Android Auto. Ma lo sappiamo bene, a Google piace cambiare.

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Quella che infatti è nata come la nuova generazione di Android Auto, direttamente integrata in Assistant e senza richiedere la necessità di installare un’app a sé stante, sta per salutarci definitivamente.

Google ha infatti comunicato che dal prossimo 21 novembre la modalità alla guida di Assistant non sarà più disponibile. Al contrario, rimarrà disponibile la modalità Guida di Maps. Questa è abbastanza simile a quella di Assistant e, se vogliamo, è anche più semplice da avviare visto che basta aprire Maps quando ci si trova in auto.

La modalità alla guida di Assistant proponeva un’interfaccia ottimizzata per accedere alla navigazione e ai principali servizi Google e di streaming musicale che possono tornare utili durante la guida. La modalità Guida di Maps è davvero molto simile.

Possiamo quindi aspettarci che Google abbia fatto questa scelta per non tenere un quasi duplicato tra i servizi che offre ai suoi utenti in auto.

È importante però sottolineare come con questa scelta non c’è più un successore diretto di Android Auto per display su smartphone. Anche perché la modalità Guida di Maps non è altro che una sezione dell’app Google Maps.

Non conosciamo le motivazioni di Google alla base della scelta. In un certo senso sembra che Google stia “liberando” il suo Assistant da servizi che non sono strettamente relativi le potenzialità di un assistente vocale.

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Nel Play Store aggiunta la scheda “Altri dispositivi” per esplorare app per Wear OS, TV e auto

Il Play Store di Google, soprattutto negli ultimi tempi, si sta evolvendo sempre di più. L’ultima novità, in fase di rilascio, interessa l’introduzione della nuova sezione “Altri dispositivi”. Nel dettaglio, sulla schermata principale del software, sotto la barra della ricerca, è apparsa questa inedita scheda che, se selezionata, dà l’accesso a tre sezioni:

  • Watch
  • TV
  • Auto

Selezionando la prima scheda – ovvero quella dedicata alle smartband e agli smartwatch – appariranno le applicazioni più consigliate per questo tipo di dispositivi, come ad esempio i software che monitorano l’attività fisica. Premendo la sezione dedicata alle TV, invece, il Play Store metterà in evidenza le app di streaming oppure quelle che forniscono le ultime notizie disponibili. Infine, selezionando “Auto”, ad ogni utente verranno consigliate applicazioni di radio oppure sempre di streaming.

Questa decisione di Google suggerisce ulteriormente la direzione che intende percorrere il colosso di Mountain View, ovvero quella di rendere il Play Store qualcosa in più di una semplice “sede” delle applicazioni. Del resto, si tratta di un percorso già avviato da tempo, anche con la riprogettazione web dell’app.

Infine, sempre a proposito del Play Store, è recente anche l’introduzione della possibilità di controllare lo stato delle installazioni delle app su tutti i dispositivi collegati allo stesso account. Nelle note di rilascio relative all’ultimo aggiornamento di sistema di settembre, infatti, viene menzionato che sarà possibile “Controllare lo stato delle installazioni di app che si verificano su altri dispositivi che possiedi”. A riguardo, però, sembrerebbe che occorrerà attendere una modifica lato server.

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Nel Play Store aggiunta la scheda “Altri dispositivi” per esplorare app per Wear OS, TV e auto

Arriva Android Auto 8.0: manca ancora la novità più importante

Android Auto è ancora un punto di riferimento assoluto nel settore dell’infotainment in auto, almeno dalla sponda di Google. Nelle ultime ore è stato rilasciato un nuovo aggiornamento.

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L’aggiornamento del quale parliamo si riferisce alla versione 8.0. Negli ultimi tempi è cresciuta ulteriormente l’attenzione attorno agli update per Android Auto, visto che Google ha annunciato la nuova visualizzazione del sistema, nota con il nome in codice Coolwalk.

Coloro che però sperano che la nuova interfaccia grafica di Android Auto sia già arrivata resteranno delusi. L’aggiornamento appena rilasciato da Google contiene poche novità, e sicuramente non di rilievo.

Il changelog associato all’aggiornamento infatti menziona soltanto l’introduzione di qualche bugfix, novità minori che difficilmente noterete nell’uso quotidiano.

L’aggiornamento è attualmente in fase di distribuzione automatica attraverso il Play Store a tutti coloro che sono iscritti al programma beta di Android Auto.

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Arriva Android Auto 8.0: manca ancora la novità più importante

Google avvia il rilascio di Android Auto 7.8

A breve distanza dalle precedenti versioni, Google ha rilasciato ad alcuni utenti Android Auto 7.8. Grossi cambiamenti a prima vista non ce ne sono, anche se è molto probabile che ci siano molte correzioni di bug.

Per scaricare l’ultimo update, è possibile che sia necessario che l’utente sia registrato nel programma beta. Tra l’altro, una cosa che potrebbe accadere una volta installata questa versione, è che venga richiesto di rifare il processo di configurazione iniziale. Probabile, a riguardo, che Google stia testando alcune modifiche minori. Inoltre, un lettore citato da Android Police ha affermato che per avviare la nuova configurazione, gli è stato richiesto di utilizzare una connessione cablata anziché wireless.

Infine, non è escluso che anche questa versione di Android Auto possa continuare a manifestare problemi di compatibilità con alcuni smartphone Samsung Galaxy.

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Google avvia il rilascio di Android Auto 7.8

Sony vuole il 75% del mercato delle auto elettriche. E ha un piano

AGI – L’obiettivo è fornire sensori ottici a 15 delle prime 20 case automobilistiche mondiali entro il 2025. Questo il piano di Sony, che aveva già annunciato l’intenzione di accelerare nell’industria automobilistica nel 2020 quando ha presentato un prototipo di auto elettrica chiamata Vision-S. Quest’anno poi ha lanciato una divisione di mobilità elettrica e ha annunciato una joint venture con Honda per la produzione di automobili. Il prossimo passo è fornire i sensori, quelli cruciali, per veicoli elettrici e veicoli autonomi, puntando qui non più solo sulla fornitura di tecnologie fotografiche per colossi come Apple, Google e Samsung. 

A delineare la strategia della multinazionale giapponese è stato Terushi Shimizu, the head of Sony’s imaging and sensing business. Agli investitori pochi giorni fa ha detto: “Prevediamo di fare affari nei sensori ottici per autoveicoli con il 75% delle prime 20 case automobilistiche globali entro l’anno finanziario 2025”. Secondo Shimizu quel 75% di case automobilistiche vorrebbe dire circa l’80% delle auto vendute a livello globale entro tre anni. 

Per sviluppare sensori ottici sempre più performanti e soddisfare il piano, Sony conta di spendere circa 900 miliardi di yen (7 miliardi di dollari), quasi il triplo di quanto speso tra il 2015 e il 2017. Una sfida che però deve fare i conti con la crisi dei chip e della catena di approvvigionamento. Una sfida acuta è la sicurezza dei chip, poiché la pandemia ha compresso le catene di approvvigionamento e tagliato drasticamente le scorte delle aziende.

Shimizu ha ricordato agli investitori che Sony ha stretto una joint venture con Taiwan Semiconductor Manufacturing Company per costruire una fabbrica di chip da 7 miliardi di dollari in Giappone per garantire forniture stabili di semiconduttori, in particolare di quelli che vengono utilizzati per controllare il funzionamento dei dispositivi elettronici.


Sony vuole il 75% del mercato delle auto elettriche. E ha un piano

BMW annuncia le nuove auto compatibili con Digital Key Plus tramite iPhone o Apple Watch

Stanno per arrivare nuove auto BMW compatibili con la tecnologia Digital Key Plus.

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Il casting in auto e le altre novità dell’ecosistema Android

Sul palco del Google I/O 2022 non poteva mancare la parola ecosistema. Del resto un’azienda come Google, che produce software, hardware e servizi, è l’esempio perfetto per parlarne: “le cose sono più semplici se i vostri dispositivi comunicano e lavorano tutti assieme“.

Con Android che è il cuore pulsante di smartphone, smartwatch, tablet, TV e anche automobili, per non citare cuffie, speaker, laptop e altro, Google punta ad introdurre ulteriori novità che ci semplifichino la giornata, letteralmente.

Ecco quindi che “il casting” di contenuti sarà sempre più universale, ed i dispositivi Chromecast built-in, con i quali guardare video e ascoltare musica, aumenteranno ancora, con nuovi partner e prodotti, come ad esempio i Chromebook, ma anche le auto (probabilmente con Android Automotive, non sappiamo se anche Android Auto). 

Inoltre sarà possibile passare automaticamente l’audio dalle cuffie, mentre state guardando un film, al telefono, qualora arrivasse una chiamata.

Ed a proposito di cuffie ed altri dispositivi, Fast Pair supporterà nuovi dispositivi, grazie anche al supporto per lo standard Matter incluso in Android.

Infine, sarà presto possibile copiare un’immagine o un URL dal proprio telefono e incollarle sul proprio tablet al volo. E questi sono solo alcuni esempi di come Google voglia rendere noi, e i nostri dispositivi, sempre più inter-connessi.

 

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Il casting in auto e le altre novità dell’ecosistema Android