Su Opera arriva lo stream dei video su Chromecast, ma c’è ancora del lavoro da fare

Il browser web più utilizzato su smartphone Android è senza dubbio Chrome, ma sul Play Store è presente qualche alternativa molto interessante. Tra queste, abbiamo sicuramente l’app Opera, che recentemente si è aggiornata con una funzione davvero molto utile, o quasi.

LEGGI ANCHE: I migliori smartphone 5G medio gamma 2021

Con l’ultima versione di questo browser arriva infatti la possibilità di condividere i video su un dispositivo Chromecast, ma purtroppo questa funzione è compatibile solo con il player di default: questo vuol dire che sarà possibile effettuare lo stream di video da Facebook o Reddit, ma non da Instagram o YouTube, dato che entrambi i servizi utilizzano player proprietari.

Questa è sicuramente una limitazione davvero importante e speriamo che lo stream da qualsiasi player arrivi con un prossimo aggiornamento. Nel caso in cui vogliate dare una chance a Opera, potete scaricare l’app dal badge in basso.

L’articolo Su Opera arriva lo stream dei video su Chromecast, ma c’è ancora del lavoro da fare sembra essere il primo su AndroidWorld.


Su Opera arriva lo stream dei video su Chromecast, ma c’è ancora del lavoro da fare

Un bug rende Google Home/Nest Hub completamente muto, ma c’è una soluzione temporanea

Nell’ultimo periodo, molti utenti hanno lamentato uno strano bug per gli speaker smart di Google, più precisamente quelli dotati di display, ovvero Google Home e Nest Hub: l’audio infatti è completamente assente, anche quando il volume è impostato al massimo.

LEGGI ANCHE: Racing Master è il nuovo gioco di corse mobile

Questo problema, le cui segnalazioni di sono apparse sul forum ufficiale di Google, è ovviamente molto fastidioso: nonostante il display riesca a mostrare molte informazioni, il feedback audio è una parte fondamentale dell’esperienza di uno smart speaker e, se completamente assente, rende difficile capire quando scade un timer o arriva una notifica.

Google è già a conoscenza del bug ed è al lavoro su una soluzione definitiva. Nel frattempo, sembrerebbe che un riavvio del dispositivo riesca a risolvere il problema, ma si tratta di una soluzione temporanea e molti utenti hanno visto riapparire questa problematica. Non resta quindi che attendere un aggiornamento da parte di BigG.

L’articolo Un bug rende Google Home/Nest Hub completamente muto, ma c’è una soluzione temporanea sembra essere il primo su AndroidWorld.


Un bug rende Google Home/Nest Hub completamente muto, ma c’è una soluzione temporanea

Samsung ha presentato i nuovi Galaxy S21. Che cosa c’è da sapere

AGI – “Viviamo in un mondo mobile-first, in cui molte persone hanno iniziato a lavorare da remoto e a trascorrere più tempo a casa. Con i nostri nuovi smartphone, abbiamo voluto offrire un’esperienza in grado di rispondere alle esigenze multimediali che caratterizzano la nostra vita quotidiana in rapida evoluzione”. Con queste parole TM Roh, Presidente e Head of Mobile Communications Business, di Samsung, ha aperto la presentazione dei nuovi Galaxy S21 5G, S21+ 5G e S21 Ultra 5G, la nuova serie di smartphone della multinazionale coreana. 

Il primo è pensato per chi vuole un design sottile e un display compatto da 6,2”, il secondo ha un display più ampio da 6,7” e una batteria più capiente ed è più centrato per gli amanti del gioco e delle serie tv. Per quanto riguarda l’S21 Ultra, Roh ha parlato di un “esempio di come Samsung stia portando avanti un’innovazione significativa, volta a offrire ai consumatori esperienze personalizzate, che possano arricchire le loro vite e aiutarli a esprimere la propria personalità. Abbiamo voluto fare un altro passo avanti ed espandere i confini delle concrete possibilità di uno smartphone”.

Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G sono già in vendita in Italia. Il primo, nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo consigliato di 879 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 929 euro. Il secondo è in vendita nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo di 1.079 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 1.129 euro.  Anche Galaxy S21 Ultra 5G sarà disponibile in vendita da oggi, ad un prezzo che oscilla tra 1.279 e 1.459 euro.

Tripla fotocamera, ia e fermo immagine 8K

La tripla fotocamera con Intelligenza Artificiale di Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G è progettata per i momenti in cui si desidera fare scatti più ricercati e avere maggior controllo creativo. Il sistema di lenti è in grado di analizzare e adattarsi alla scena per garantire il miglior scatto possibile in ogni ambiente.

La funzione “Fermo Immagine 8K” permette di ottenere immagini nitide dai video in 8K, mentre “Super Stabilizzatore” garantisce la massima fluidità dei video indipendentemente dalla velocità o dalle condizioni di ripresa, ottimizzando automaticamente tra i 30fps e i 60fps registrando in risoluzione FHD.

La funzionalità “Scatto Singolo”, poi, grazie all’Intelligenza Artificiale permette di ottenere contemporaneamente un’ampia gamma di immagini e video, è stata migliorata con nuove impostazioni come Video in Evidenza e Slow-Mo Dinamico.

Schermo intelligente

Galaxy S21 Ultra 5G è il modello più grande della serie Galaxy S21: ha un display Dynamic AMOLED 2X da 6,8”. Per la prima volta gli utenti non devono più decidere tra la fluidità di una frequenza di aggiornamento da 120Hz e un display Quad HD+: su Galaxy S21 Ultra 5G sono disponibili entrambi.

La frequenza di aggiornamento dello schermo si adatta al contenuto visualizzato, da 10Hz a 120Hz, assicurando la migliore esperienza di visione senza compromettere la durata della batteria. Rispetto a Galaxy S20, S21 Ultra 5G offre  immagini 25% più brillanti. Con un rapporto di contrasto migliorato del 50%, i contenuti sullo schermo risultano nitidi ed immersivi, anche all’esterno.

Infine, come Galaxy S21 5G e S21+ 5G, anche Galaxy S21 Ultra 5G include un sistema di protezione della vista, per ridurre l’affaticamento degli occhi.

Sensore da 108 MP

Il Galaxy S21 Ultra 5G è dotato di quadrupla fotocamera posteriore (ultra-grandangolare, grandangolare e doppio teleobiettivo) che dispone di un sensore da 108 MP, da cui è possibile acquisire foto HDR a 12 bit. È possibile anche registrare in 4K a 60 fps con tutti gli obiettivi, inclusi la fotocamera frontale e le quattro lenti posteriori. Inoltre, grazie all’opzione file RAW a 12 bit, è possibile conservare tutti i dettagli anche per l’editing delle foto.

Disegnare e prendere appunti con la S pen

Samsung ha portato la S Pen su Galaxy S21 Ultra 5G: si potrà disegnare, prendere appunti, editare foto e firmare documenti. È possibile utilizzare la S Pen di un dispositivo Galaxy Note o Galaxy Tab, oppure acquistare una S Pen separatamente.

Per garantire una connettività migliore e più rapida, Galaxy S21 Ultra 5G è uno dei primi smartphone che supporta il Wi-Fi 6E, che offre una maggiore larghezza di banda e una connessione internet quattro volte più veloce, così da poter trasmettere in streaming e condividere contenuti in un batter d’occhio.

Con una connettività 5G ultraveloce e a bassissima latenza, Galaxy S21 Ultra 5G è progettato per fornire download video veloci, oltre a videoconferenze e streaming fluidi. Grazie alle funzionalità Ultra-wideband (UWB) integrate in Galaxy S21 Ultra 5G e S21 + 5G, sarà presto possibile usare Galaxy S21 per sbloccare automaticamente le portiere dell’auto, senza estrarre le chiavi.


Samsung ha presentato i nuovi Galaxy S21. Che cosa c’è da sapere

Il gioco più fruttuoso del 2020 è PUBG Mobile: tra i giochi “miliardari” c’è anche Pokémon GO e Roblox (foto)

Sensor Tower ha appena condiviso i dati relativi al bilancio annuale dei giochi più popolari, mettendo in evidenza quelli che sono riusciti a generare almeno un miliardo di dollari di introiti durante il 2020.

I giochi per piattaforma mobile che sono risultati “miliardari” nel 2020 troviamo PUBG Mobile in testa alla classifica, con i suoi 2,6 miliardi di dollari generati, mentre al secondo posto troviamo Honor of Kings, sviluppato sempre da Tencent. Pokémon GO è il terzo gioco più redditizio del 2020, facendo registrare anche il suo miglior anno in assoluto dal punto di vista degli introiti.

LEGGI ANCHE: la nostra prova del ProRAW di Apple

Un altro gioco che ha avuto grande successo durante l’anno che sta per chiudersi è Roblox, che ha totalizzato 1,1 miliardi di dollari insieme a Coin Master. In generale, Sensor Tower ha constatato che il 2020 passerà alla storia come un anno eccezionale per i giochi mobile, i quali hanno generato introiti maggiori del 20% rispetto allo scorso anno. Su questo incremento hanno sicuramente influito la pandemia e i periodi di lockdown. Speriamo che il 2021 sarà da meno.

L’articolo Il gioco più fruttuoso del 2020 è PUBG Mobile: tra i giochi “miliardari” c’è anche Pokémon GO e Roblox (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Il gioco più fruttuoso del 2020 è PUBG Mobile: tra i giochi “miliardari” c’è anche Pokémon GO e Roblox (foto)

Stadia un anno dopo: oltre le nuvole c’è il sereno (video)

È passato poco più di un anno dal lancio di Stadia, e sebbene l’inizio sia stato tutt’altro che roseo, il servizio di giochi in streaming di Google si è evoluto nella giusta direzione e ad oggi, a dispetto della sfiducia di molti, appare più solido che mai. Cogliamo quindi l’occasione di questo primo compleanno, e delle novità introdotte di recente, per fare un po’ il punto della situazione e per raccontarvi come funziona il cloud gaming di Google.

Interfaccia

L’interfaccia di Stadia è stata recentemente rinnovata, ed in effetti ce n’era bisogno. Adesso la home è organizzata in modo migliore, ma ancora carente dal punto di vista della personalizzazione. Non potete infatti nascondere eventuali giochi che non volete visualizzare (grave mancanza per chi ne abbia molti, anche perché le demo stesse, di titoli che poi magari avete acquistato, restano in elenco), né riordinarli, né decidere la griglia di visualizzazione dei vari giochi. E parlando di mancanze, non c’è ancora una ricerca nello store, il che è quasi assurdo per un prodotto di Google. All’inizio la cosa era giustificabile perché c’erano pochi contenuti, ma adesso se ne sente decisamente la mancanza. Tutto ciò su desktop, mentre su mobile non ci sono stati particolari cambi di grafica, ed anche lì bene o male si sentono le stesse carenze.

Nota di demerito quasi completo per la gestione dei contenuti catturati, siano essi screenshot o video. Non c’è selezione multipla, ad esempio per eliminarne/scaricarne tanti assieme (cancellare e/o scaricare un video alla volta è una noia), e la condivisione genera un link che si apre in Stadia, non il file direttamente. Inoltre le clip di soli 30 secondi sono molto brevi ed a volte non vengono nemmeno registrate correttamente; per di più sono salvate in WebM che non è il miglior formato in termini di compatibilità. Sì, questa parte sarebbe tutta da rivedere a parer mio: non è fondamentale, ma ampiamente migliorabile.

Ed a proposito di cose che cambierei, se da una parte è vero che in-game è possibile vedere la risoluzione dello streaming, mi piacerebbe che fosse indicato per ciascun gioco qual è la massima risoluzione/framerate disponibile per quel titolo, soprattutto con la possibilità di potere impostare la risoluzione ciascun titolo, e non solo a livello globale com’è adesso. Perché questo? Perché alcuni giochi in 4K si fermano a 30 fps (come per esempio Cyberpunk 2077), mentre in full HD vanno a 60 fps, e vorrei poter decidere a che risoluzione giocarli senza per questo dover cambiare impostazioni anche per tutti gli altri.

In compenso sono arrivate col tempo diverse funzioni utili. C’è la condivisione di contenuti in famiglia, c’è la possibilità, introdotta proprio negli ultimi giorni, di trasmettere live su YouTube in modo nativo (prima si doveva ricorrere a software di terze parti, che potevano complicare il tutto), c’è una sezione per i messaggi con gli altri giocatori, c’è il Crowd Choice, ovvero la possibilità, per gli spettatori su YouTube, di partecipare alle scelte che alcuni titoli pongono davanti al giocatore. Tutta l’integrazione con YouTube è migliorata col passare del tempo: non sarà certo la chiave di volta, ma è una peculiarità di Stadia sulla quale Google fa bene a puntare.

Catalogo e Prezzi

Il catalogo di Stadia è stato fin dall’inizio una delle principali critiche, nonché fonte di preoccupazione. Un anno dopo, le cose sono nettamente migliorate. Baldur’s Gate 3 (addirittura in early access), Borderlands 3, Watchdogs Legion, Assassin’s Creed Valhalla, Doom Eternal, la serie Hitman (compreso quello in arrivo), Fenyx Rising, Red Dead Redemption II ed ovviamente Cyberpunk 2077.

Sono ormai tanti i titoli tripla A disponibili per Stadia, spesso in contemporanea con il lancio sulle altre piattaforme. Alcune software house amano il servizio di Google più di altre (Ubisoft su tutte), e di certo i paragoni con Steam ed altri store ancora sono ben lontani, ma il catalogo cresce sia con vecchie glorie che con nuove hit, e ci sono titoli in programma per altri 3-4 anni.

Su questo punto voglio essere chiaro: Google sta investendo su Stadia, con convinzione. Al di là del fatto che il lancio di un anno fa fosse di fatto una beta (la “stabile” è arrivata solo ad inizio aprile, quando il servizio è divenuto disponibile gratuitamente per tutti), ed al di là del fatto che in fatto di marketing e promozione ci siano ancora grossi passi in avanti da fare, ciò che non è affatto mancato è la costanza di novità. Chiunque abbia seguito da vicino Stadia sa che il progetto è vivo e vivace, e non si intravede nemmeno lontanamente l’ombra di quel cimitero che ormai in molti temono, quando si parla di Google.

Riguardo i prezzi, è vero che mediamente i titoli presenti costano almeno quanto sulle altre piattaforme, se non di più in alcuni casi, ma è anche vero che ci sono molto spesso ottime offerte, e non solo per gli utenti Pro. In questi giorni è attiva una promo che, tra gli altri, vede Borderlands 3 scontato a 10,99€, e nei mesi passati ci sono stati spesso titoli interessanti scontati.

Va inoltre aggiunto un fatto importante: Stadia è gratis. A meno che non vogliate giocare in 4K HDR con audio 5.1, cosa che non è affatto scontata su tutti i titoli, la versione free di Stadia va benissimo per la stragrande maggioranza dei giocatori (ed anche la versione Pro, con i suoi 9,99€ al mese, si ripaga abbondantemente grazie ai giochi inclusi ed alla qualità superiore). Questo per dire che ci sta anche che alcuni titoli possano costare un pelo di più, ma se saprete pazientare le offerte non mancano.

Come funziona Stadia

Ma veniamo alla parte più importante, ovvero come funziona Stadia. Le considerazioni da fare sono di due tipi: i requisiti necessari e la qualità dei giochi.

I requisiti sono in realtà al singolare, ovvero una fibra. Sarò molto lapidario: una 100 Mbit per giocare in full HD ed una FTTH per il 4K. Non perché ci sia bisogno di queste velocità per farlo, assolutamente, però avrete bisogno di una rete molto reattiva e con tanta banda libera. Un secondo prima vi basteranno 5-10 Mbit perché il vostro gioco sia fluido, il secondo successivo ce ne vorranno 25; e ci vorranno subito, non un secondo dopo, non uno prima. Non c’è pre-caricamento che tenga: non state guardando un video su YouTube, qui deve tutto avvenire in tempo reale, ed è inutile lamentarsi che “Stadia non va”, se il problema a monte è un altro.

Detto questo, anche giocando in full HD con una FTTH (come nel mio caso), non è detto che qualche scatto non possa capitare. A volte è il gioco stesso ad avere delle incertezze (perché non dimentichiamoci che tutti i giochi scattano prima o poi, anche su una RTX 3090), a volte è solo che, pur avendo tutta la banda del mondo, qualche pacchetto è andato perso. Capita! I protocolli di trasmissione non sono perfetti, e soprattutto via UDP qualche pacchetto può smarrirsi, e questo significa rallentamenti o scatti più o meno vistosi. E qui non è una questione di banda, ma anche solo di semplice sfortuna. Chiarisco però che è ormai un anno che gioco a Stadia ai titoli più disparati, e le volte nelle quali questi problemi sono stati “catastrofici” (=sono morto in game), si contano sulle dita di una mano.

E con questo mi riallaccio al secondo punto, ovvero la qualità dei giochi. Non tutti i videogiochi sono uguali su Stadia. Ci sono quelli più adatti alla piattaforma, e ci sono quelli meno adatti. Ci sono semplici “porting” e ci sono giochi ottimizzati. Doom Eternal, che è probabilmente il titolo più frenetico dell’anno, gira splendidamente. Red Dead Redemption II, che non è nemmeno lontanamente così adrenalinico, aveva decisamente più problemi quando lo giocai ad inizio 2020. Ed era così, probabilmente per tutt’altra ragione, anche su PC, nel senso che il debutto di RDR2 su PC è stato abbastanza pessimo e pieno di patch riparatrici. Stadia alla fin fine è una macchina Linux virtualizzata (semplificando al massimo), e come tale i giochi possono avere dei loro problemi intrinseci che nulla hanno a che spartire con la banda di rete di cui abbiamo parlato finora.

Di Cyberpunk 2077 ho già parlato in un articolo a parte e confermo quanto già detto: Stadia rappresenta l’alternativa più semplice ed efficace per giocare a Cyberpunk, ma questo non vuol dire che il gioco sia perfetto. Il gioco gira sempre fluido, ci sono anche le opzioni per decidere se privilegiare qualità grafica o prestazioni, cosa insolita per un gioco per Stadia, ed in full HD a 60 fps non ho mai avuto problemi. Scegliendo la maggiore qualità grafica non ho notato particolari miglioramenti tali da farmela preferire, quindi ho sempre tenuto la modalità prestazioni.  Graficamente si presenta qualche artefatto nelle scene più scure, ma non ai livelli di Assassin’s Creed Valhalla, anche perché Cyberpunk tendenzialmente ha dei colori dai contrasti molto elevati che ben si prestano alla compressione.

Al contrario un Dragon Ball Xenoverse 2 è ad oggi il titolo peggiore che abbia mai provato: scattoso, mai fluido come vorrei, e ben poco godibile (al di là del gioco in sé). Dragon Ball rappresenta però un’eccezione: la maggior parte dei giochi, anche quelli che non vi fanno percepire di essere stati cuciti a misura di Stadia, non hanno comunque particolari problemi di performance, che anzi sono superiori a quelle di tanti PC, dato che giocate comunque in full HD con dettagli alti a titoli quali Assassin’s Creed Valhalla, Shadow of the Tomb Raider o The Division 2.

C’è però un’ultima osservazione importante da fare. Quando giocate a Stadia, di fatto state guardando un video su YouTube, non una scena renderizzata in tempo reale. Stadia usa lo stesso codec VP9 reso celebre da YouTube, e gli algoritmi di compressione probabilmente sono davvero gli stessi, o molto simili, perché se siete abituati al tubo ci ritroverete gli stessi difetti. Mi riferisco al fatto che in scene scure, con molte sfumature, ampio intervallo dinamico, magari con una gestione non ottimale delle luci o con la classica nebbiolina abusatissima in certi giochi, vedrete degli evidenti artefatti nell’immagine, incapace di visualizzare correttamente tutte le gradazioni di colore del video. Tutto ciò dipende fortemente dal titolo in questione.

AC Valhalla è abbastanza pessimo in questo caso, perché presenta una grafica che tende al realismo, ha una gestione dell’illuminazione tutt’altro che impeccabile, ed abusa del fogging. Il risultato è che in alcune scene la visibilità è pessima. Cyberpunk 2077, che in quanto a grafica raggiunge vette notevoli, non ha lo stesso problema, perché lo stile del gioco adotta contrasti molto netti, poche sfumature e luci ben marcate, oltre che gestite egregiamente. Ma anche rimanendo in casa Ubisoft, Immortals Fenyx Rising è ottimo visivamente, per il suo stile “cartoon” si comprime bene senza perdite di qualità; e per Watch Dogs vale in misura minore il discorso fatto per Cyberpunk, ovvero colori netti, poche sfumature, e quindi pochi artefatti.

Poi dipende anche dallo stile del gioco e dai movimenti della videocamera stessa. Un Baldur’s Gate 3 potrebbe avere gli stessi problemi di Assassin’s Creed, ma di fatto non li ha perché presenta una visuale isometrica, più ampia, meno vicina al soggetto, che aiuta a ridurre la presenza di aberrazioni.

E sia chiaro che niente di tutto ciò è una tragedia, perché Assassin’s Creed Odyssey l’ho giocato tutto, fino alla fine, e col tempo porterò a compimento anche Valhalla. Il fatto che ogni tanto qualche scena sia meno visibile è l’eccezione, non la regola. Potete considerarlo un po’ un limite attuale della piattaforma, del resto tutti ne hanno uno, o più. Con Stadia vi basta l’ultimo dei Chromebook per giocare in full HD a 60 fps a Cyberpunk 2077, mentre per farlo con un vero PC avrete bisogno di tutt’altro hardware e di tutt’altre cifre. Bisogna vedere quali sono le vostre esigenze e le vostre pretese. Stadia non è per tutti, ma del resto nemmeno un PC con RTX 3090 ed un AMD Ryzen 9 5950X lo è.

E sia chiaro poi, a proposito di hardware, che l’esperienza di Stadia è la più multipiattaforma che si possa immaginare. Qualsiasi sia il vostro sistema operativo desktop, qualsiasi sia il vostro smartphone Android (più o meno, anche se non tutti sono supportati altrettanto bene), qualunque sia la vostra TV (se avete un Chromecast Ultra), ci potrete giocare in un attimo, ed in un attimo potrete passare da un device all’altro continuando il gioco da dove lo avevate interrotto: una comodità impossibile con piattaforme tradizionali. Ed a proposito di comodità, non dover pensare a nessun aggiornamento, a nessuna patch, a nessun driver, ma solo a schiacciare play e giocare, è un’altra comodità che apprezzerete moltissimo; soprattutto mentre voi girerete per Night City, mentre i vostri amici sono ancora intenti a scaricare la patch del giorno.

Chiudo però con una tirata d’orecchi a Google: perché non c’è ancora il supporto ufficiale ad Android TV? Se ne parla da mesi, più o meno funziona tramite apk, ma fatto sta che ufficialmente non è mai stato rilasciato, nemmeno sulla nuova Chromecast con Google TV. (E non parliamo nemmeno di quello ad iPhone, perché lì il discorso sarebbe più complesso.) Eppure l’impegno di Google verso Stadia c’è; si vede. Però ci vorrebbero anche un po’ di coordinazione e di pianificazione in più.

Resto convinto che il  cloud gaming sarà uno dei futuri del mondo videoludico, così come lo streaming lo è stato per quello musicale e cinematografico. Stadia ha le carte in regola per essere tra i protagonisti di questo futuro. L’unico che potrebbe mettergli i bastoni tra le ruote è Google stesso, ma ho fiducia che non sarà così.

L’articolo Stadia un anno dopo: oltre le nuvole c’è il sereno (video) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Stadia un anno dopo: oltre le nuvole c’è il sereno (video)

C’è questa pubblicità con Robert Downey Jr. che è… non lo so! (video)

Robert Downey Jr. è da tempo testimonial ufficiale di OnePlus in Asia. Abbiamo già visto in passato il frutto della sua collaborazione con l’azienda cinese, ed ora è stato rilasciato un nuovo spot TV incentrato su OnePlus 8T.

Al contrario della precedente pubblicità, non c’è niente di davvero cringe nel filmato qui sotto, eppure si capisce chiaramente che è stato girato con in testa un pubblico diverso dal nostro. È tutto molto “ovvio”, a tratti banale, e del telefono in sé non è che venga poi mostrato chissà cosa, a parte i grandi classici quali warp charge e fotocamera (e poco altro), senza dimenticarsi dell’ossessione di OnePlus per la velocità.

LEGGI ANCHE: Recensione OnePlus 8T

Eppure qualcosa non ci convince nemmeno stavolta, anche se non sapremmo dirvi di preciso cosa. Se aveste una risposta migliore, lo spazio dei commenti è qui sotto apposta per voi.

L’articolo C’è questa pubblicità con Robert Downey Jr. che è… non lo so! (video) sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld

Un nuovo video hands-on mostra (quasi) tutto quello che c’è da sapere sulla fotocamera di Galaxy Note 20 Ultra (video)

Tra un paio di settimane finalmente Samsung svelerà in tutto e per tutto i suoi nuovi Galaxy Note 20 e Galaxy Note 20 Ultra. Con l’avvicinarsi della data si stanno intensificando le rivelazioni provenienti da leak che forniscono un quadro ancora incompleto, ma sempre più ricco su cosa aspettarsi dai due modelli. Molti dei contributi più solidi in questo senso stanno arrivando dal canale YouTube “Jimmy Is Promo” che evidentemente è riuscito a mettere le mani sugli smartphone e li sta sviscerando pezzetto dopo pezzetto.

Stavolta scopriamo quasi tutto quello che c’è da sapere sulla fotocamera di Galaxy Note 20 Ultra. In particolare sembra che diversi punti deboli di Galaxy S20 Ultra siano stati rivisti e sistemati a partire dallo zoom che sul prossimo top di gamma Samsung sarà limitato a 50x, con ingrandimenti ottici fino a 5x e poi scatti in digitale a 10x e 20x. Gli amanti della fotografia poi possono osservare alcune funzioni della modalità Pro compreso l’istogramma dei toni.

LEGGI ANCHE: Ecco gli sfondi di Vivo X50

Il filmato mostra anche le varie risoluzioni in cui sarà possibile registrare video compresa la risoluzione 8K in formato ultra-wide 21:9 e il sistema di controllo dei microfoni. A quanto si vede infatti si potrà scegliere da quale fonte catturare l’audio: microfono frontale, posteriore, entrambi o uno esterno connesso via USB o Bluetooth.

Bixby Vision è stato potenziato con la funzione di descrizione vocale della scena, utile per chi ha difficoltà con la vista. Infine tra i dettagli di sistema si scorge la presenza di ONE UI 2.5 e di Nearby Share (anche noto come AirDrop di Google).

GRUPPO FACEBOOK DI SMARTWORLD

CANALE TELEGRAM OFFERTE

L’articolo Un nuovo video hands-on mostra (quasi) tutto quello che c’è da sapere sulla fotocamera di Galaxy Note 20 Ultra (video) sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld

C’è un easter egg nella modalità Fnatic di OnePlus, che sblocca degli sfondi segreti! (aggiornato: nuovi sfondi)

La modalità Fnatic è un add-on della modalità di gioco di OnePlus 7 Pro, con lo scopo di massimizzare l’esperienza di gioco, anche a scapito di alcune funzionalità base del telefono. Dopo il debutto su OP7 Pro, tramite aggiornamenti software è poi arrivata su tutta la gamma, fino a OnePlus 5 / 5T, ma a quanto pare al suo interno si nascondeva anche un simpatico easter egg.

  • Andate in Impostazioni -> Utilità -> Gaming Mode -> Fnatic Mode
  • Premete 5 volte sul logo Fnatic
  • Apparirà una casella di testo, nella quale dovrete scrivere “alwaysfnatic” (senza virgolette)
  • Godetevi 3 wallpaper esclusivi

La procedura funziona su tutti gli OnePlus con la modalità Fnatic, ma se non ne aveste uno o se qualcosa non andasse, vi lasciamo qui sotto gli screenshot a grandezza originale da scaricare.

Aggiornamento13/07/2020

Ehi guarda, ci sono 3 nuovi sfondi Fnatic da scaricare! (e chi ci pensava più, dopo quasi un anno…) Li trovate nella galleria qui sotto (sono gli ultimi 3).

 

L’articolo C’è un easter egg nella modalità Fnatic di OnePlus, che sblocca degli sfondi segreti! (aggiornato: nuovi sfondi) sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld

Delusione Pixel 5: perde una delle funzioni migliori e forse avrà sempre 2 fotocamere (aggiornato: c’è chi dice no)

Come sono andate le vendite di Pixel 4? Alcuni segnali facevano propendere per “male“, altri invece sembravano incoraggianti, fatto sta che con Pixel 5 è atteso un bel cambio di rotta, ed il cambio in effetti pare ci sarà, è solo la rotta che non ci sembra troppo giusta.

Stando infatti a dei render basati su schemi CAD di Pixel 5, il nuovo smartphone di Google non avrà più lo sblocco 3D col volto, sostituito da una “banale” singola fotocamera frontale con foro nel display. In compenso avremo finalmente uno smartphone “full screen”, ovvero con cornici ridotte al minimo sui 4 lati.

Ci sono però novità anche sul retro, dove, quasi per forza di cose, ritorna il lettore di impronte digitali posteriore. Praticamente immutato il corpo macchina posteriore, che è in pratica lo specchio di quello di Pixel 4, con il flash spostato in alto e al di sotto due sole fotocamere. Attenzione però: la fonte dice che “non può ancora confermare quali saranno le fotocamere posteriori“, quindi non si capisce bene se quei due sensori siano stati messi lì basandosi sempre sugli schemi CAD, o se siano solo una sorta di improvvisazione.

Le dimensioni approssimative sono di 144,6 x 70,4 x 8-9,5 mm, mentre le specifiche parlavano di Snapdragon 765, presumibilmente 6 GB di RAM ed almeno 64 GB di storage. Nulla è cambiato sul fronte USB-C e no jack audio. Il display dovrebbe essere un 5,8” circa, sempre in base agli schemi CAD in questione.

Al netto delle fotocamere posteriori, che speriamo vadano incontro ad un deciso rinnovamento (3 sensori, e fatti bene: grazie Google – NdR), l’assenza di sblocco sicuro col volto suonerà antipatica a tutti coloro (come il sottoscritto – NdR) che si fossero abituati alla sua bontà su Pixel 4. Meglio così dal punto di vista del design? Forse sì, ma non da quello della praticità. In ogni caso non c’è ancora nulla di immutabile, tanto più che la data di lancio è quantomai incerta, visti anche i continui slittamenti di quella di Pixel 4a (che a questo punto potrebbe tranquillamente chiamarsi 5a).

Aggiornamento07/07/2020

Molte note fonti, tra le quali Android Police e 9to5Google, hanno preso le distanze dai render in questione, additandoli come un prototipo non definitivo. Si tratta di un’ipotesi che non possiamo certo scartare, del resto è molto difficile avere la certezza assoluta a tanti mesi di distanza dal lancio, che indicativamente avverrà in autunno. Vero è che anche in passato, di fronte ad alcuni render di Pixel 4, ci fu chi disse la stessa cosa, a torto. Attenzione: non stiamo dicendo che le immagini qui sotto siano definitive e che Pixel 5 sarà esattamente così, ma non abbiamo nemmeno materiale per smentirle, ed a quanto pare nemmeno Android Police, 9to5Google o chi per loro ne è in possesso, altrimenti l’avrebbero già pubblicato. In ogni caso, per i motivi esposti qui sopra, speriamo ardentemente che Google tiri fuori qualcosa di meglio dal cilindro.

L’articolo Delusione Pixel 5: perde una delle funzioni migliori e forse avrà sempre 2 fotocamere (aggiornato: c’è chi dice no) sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld

HONOR X10 Max ufficiale: c’è anche lui, e dall’alto dei suoi 7,09″ si crede un tablet!

Insieme a HONOR 30 Lite  c’era anche lui, Honor X10 Max, un altro smartphone presentato sempre per il mercato cinese che potrebbe comunque arrivare anche in occidente. Il nome dovrebbe già suggerirvi la natura “gargantuesca” del dispositivo: tra le sue peculiarità c’è infatti un display da ben 7,09″, più di un tablet dei bei vecchi tempi andati! Vediamo le caratteristiche hardware.

Honor X10 Max Caratteristiche Tecniche

  • Schermo: 7,09″ full HD+ (1.080 x 2.280 pixel) LCD 2.5D, 96% NTSC color gamut, fino a 780 nit
  • Processore: MediaTek Dimensity 800 (MT6873) 7nm octa-core
  • RAM: 6 GB LPDDR4x | 8 GB LPDDR4x
  • Memoria interna: 64 GB | 128 GB; espansione di memoria tramite NM Card fino a 256 GB
  • Fotocamera posteriore:
    • 48 megapixel
    • 2 megapixel depth
  • Fotocamera anteriore: 8 megapixel
  • Audio: jack 3,5 mm, 1217 super linear stereo speakers, Smart PA, Huawei Histen
  • Connettività: 5G SA/NSA, Dual 4G VoLTE, Wi-Fi 802.11ac (2.4GHz/5GHz), Bluetooth 5.1, GPS, NFC, USB Type-C
  • Batteria: 5.000 mAh con ricarica rapida 22,5 W
  • Dimensioni: 174,46×84,91×8,3 mm
  • Peso: 227 g
  • SO: Android 10 con Magic UI 3.1.1
  • Altro: lettore di impronte sul lato, dualSIM

Anche questo modello vanta un nuovo processore MediaTek dotato di modulo 5G. Lo schermo, come già accennato, è un brillante 7 pollici full HD interrotto da un notch a goccia che ospita la fotocamera frontale. Lato connettività troviamo tutti i comfort: Bluetooth 5.1, NFC, lettore di impronte digitali fisico sul lato, Type-C, dualSIM.

Uscita e prezzo

Honor X10 Max arriverà sul mercato cinese nei prossimi giorni in tre colori, nero, blu e argento. Vediamo i prezzi, sempre per il mercato cinese:

  • 6/64 GB – circa 270 dollari
  • 6/128 GB – circa 300 dollari
  • 8/128 GB – circa 353 dollari

L’articolo HONOR X10 Max ufficiale: c’è anche lui, e dall’alto dei suoi 7,09″ si crede un tablet! sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld

Ma davvero c’è uno smartphone che vede sotto i vestiti?

C’è un filtro del OnePlus 8 Pro che permette di vedere attraverso i vestiti. Prima che parta la corsa all’acquisto, calma: non è proprio così. Sì, la possibilità di attraversale le superfici c’è (tanto che il gruppo sta lavorando a un aggiornamento). Ma quella della nudità esposta è una balla (tanto che il filtro non è stato disabilitato). Ecco che cosa è successo a uno degli effetti collaterali più bizzarri visti nel settore smartphone.

Origine dell’effetto collaterale

Il OnePlus 8 Pro è lo smartphone di punta del marchio cinese. È dotato di una fotocamera posteriore tripla e di un filtro, chiamato Photochrom, che permette di fotografare “in infrarosso”. L’obiettivo era (è) catturare scatti con colorazioni singolari, includendo nella vista delle fotocamere anche le lunghezze d’onda che l’occhio umano non percepisce.

L’infrarosso è lì, solo che non lo vediamo. Questa proprietà è sfruttata in diversi modi, quando è necessaria una vista alternativa a quella offerta dalla combinazione di luce e apparato umano. È il caso, ad esempio, delle camere termiche, che permettono di vedere al buio rilevando la temperatura di un individuo. Oppure dei dispositivi usati dai pompieri, per vedere attraverso il fumo.

Le fotocamere, di solito, bloccano gli infrarossi o ne ammettono solo una piccola parte proprio per riprodurre artificialmente un assetto simile a percepito dall’uomo come naturale. Il filtro di OnePlus ha invece allentato questo freno per avere immagini con uno spettro molto particolare, dagli effetti quasi lunari. Modificare lo spettro del visibile, però, ha significato anche cambiare la consistenza di alcune superfici. In altre parole: si può vedere attraverso alcuni oggetti che a occhio nudo sono impenetrabili.

I raggi x nello smartphone

Il primo ad accorgersi dell’effetto collaterale è stato il giornalista Ben Geskin. Attivando il filtro, ha potuto osservare l’interno della sua Apple Tv. Sono poi spuntate diverse immagini, di grande effetto: telecomandi neri che rivelavano le pile al proprio interno, bottiglie opache diventate trasparenti e aggeggi vari apparsi di colpo nudi.

Lo sviluppatore Guilherme Rambo si è anche divertito a riprodurre lo stesso effetto sugli iPhone. Gli smartphone della Mela, infatti, utilizzano gli infrarossi per il riconoscimento facciale. È bastata qualche modifica per portare la visione “a raggi x” anche sull’iPhone. Chiaro però che un conto è l’arrembaggio di uno sviluppatore e altra cosa è un filtro a disposizione di tutti.

One of the best examples #OnePlus8Pro Color Filter Camera can see through some plastic pic.twitter.com/UkaxdyV6yP

— Ben Geskin (@BenGeskin) May 13, 2020

Il filtro vede attraverso i vestiti?

Alla grande curiosità delle prime ore sono subentrati i timori, rimbalzati soprattutto sui social cinesi. In particolari circostanze, infatti, la vista a infrarossi permette di penetrare alcuni tessuti, come dimostrato (tra gli altri) da AndroidPit. Oddio, ma allora potremo spogliare gli sconosciuti con lo smartphone. Non proprio: l’effetto trasparenza, che fa impressione sugli oggetti, sui vestiti è più blando. Funziona solo con pochi materiali, solo con alcuni colori (scuri), riprendendo da un certa distanza (molto ridotta), con determinate condizioni di luce e angolazione.

La decisione di OnePlus

OnePlus ha comunque deciso di intervenire, anche se con modalità diverse in Cina e nel resto del mondo. “Sebbene riteniamo che questa fotocamera offra agli utenti la possibilità di essere più creativi – ha spiegato un portavoce – capiamo le preoccupazioni” in tema di privacy. La compagnia sta lavorando a un aggiornamento che eviti le distorsioni segnalate dagli utenti. Sarà disponibile “nelle prossime settimane”.

Nel frattempo, il filtro è stato disabilitato “temporaneamente” su HydrogenOS, il sistema operativo che copre il mercato cinese. Si tratta, spiega la società, di una “precauzione” dovuta alle molte “informazioni false e fuorvianti circolate sui social media” del Paese asiatico. Nel resto del mondo, dove gira il sistema operativo OxygenOS, in attesa dell’aggiornamento il filtro non verrà disabilitato.

Agi

C’è ancora tempo per le offerte ho. Mobile: prorogate ho. 8,99 e ho. 100 Giga, ecco tutti i dettagli

Sono appena emerse importanti novità per coloro che stanno pensando di attivare una delle offerte di ho. Mobile, l’operatore virtuale che è attivo in Italia sotto rete Vodafone. Due delle sue offerte più note sono state prorogate, le riassumiamo di seguito.

ho. 8,99

  • Minuti illimitati verso tutti i numeri nazionali.
  • SMS illimitati verso tutti i numeri nazionali.
  • 50 GB di traffico dati fino alla velocità del 4G (30Mbps in download e 30 Mbps in upload).
  • Attivazione + nuova SIM: 9,99€ una tantum.
  • L’offerta sarà accessibile fino al prossimo 24 maggio, ecco il link per l’attivazione.
  • Offerta accessibile per chi attiva un nuovo numero o per chi proviene da Kena MobileDaily Telecom.

ho. 100 Giga

  • 100 GB di traffico dati fino alla velocità del 4G (fino a 30 Mbps in download e upload).
  • Al costo di 12,99€ al mese.
  • Attivazione + nuova SIM: 9,99€ una tantum.
  • L’offerta sarà accessibile fino al prossimo 15 giugno, ecco il link per l’attivazione.

LEGGI ANCHE: le offerte ho. Mobile – maggio 2020

Vi ricordiamo che l’offerta ho. 100 Giga non prevede la portabilità del numero e dunque è disponibile per coloro che attivano un nuovo numero. Inoltre, l’offerta è compatibile con l’opzione Riparti, quella che consente di rinnovare le soglie mensili nel caso si raggiungesse il limite di traffico dati senza dover attendere il rinnovo automatico dell’offerta.

L’articolo C’è ancora tempo per le offerte ho. Mobile: prorogate ho. 8,99 e ho. 100 Giga, ecco tutti i dettagli sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld

Ibm: “Non c’è inclusione senza connettività. Il Miur ascolti le scuole”

La didattica a distanza vista da vicino. Ibm e Cisco hanno hanno messo a disposizione strumenti e volontari per assistere 2000 scuole e 200.000 mila studenti durante il lockdown. Il progetto ha incontrando istituti già pronti e altri che non avevano neppure una connessione.

“Una pianificazione più attenta avrebbe fatto trovare il Paese più attrezzato, ma i grandi cambiamenti arrivano nei momenti di emergenza”, afferma Alessandra Santacroce, direttore relazioni istituzionali Ibm Italia e presidente Fondazione Ibm Italia. Le forzature del Covid-19 “innescheranno un cambiamento” di lungo periodo. A patto che il governo ascolti scuole e aziende per “ripensare i modelli formativi”. E sbloccare “le opere pubbliche a supporto della connettività”. Perché la “cultura digitale” è importante, ma “senza un collegamento a internet può fare poco”.

Com’è la didattica a distanza vista da vicino?

Ibm e Cisco hanno risposto a un appello urgente, all’indomani della chiusura delle scuole, per sostenerla. La nostra esperienza è molto positiva, sia come azienda sia nella capacità di fare sistema.

Com’è stata la risposta delle scuole?

C’è stata una grande partecipazione. Inizialmente un po’ di scetticismo, ma poi si è instaurata una collaborazione con i nostri volontari, nella quale i professori hanno avuto un ruolo importante. Da parte di insegnanti e scuole c’è stata una capacità di abbracciare il cambiamento che ci ha sorpreso.

Per quali motivi sono stati contattati più spesso i volontari?

L’assistenza in remoto è stata la più varia. Da chi aveva problemi ad accendere il pc alla connessione che non funzionava fino alla possibilità di fare lezioni a distanza.

Più in generale, quali sono state le maggiori criticità incontrate sul campo?

Sono state soprattutto tre. Prima di tutto il digital gap e la diversa propensione all’utilizzo delle tecnologie, non solo come ritardo digitale ma anche come tema culturale. La seconda riguarda la connettività: il fatto che non ci sia omogeneità ha reso più complesso avere a bordo scuole di tutto il territorio nazionale. E poi c’è la disponibilità di device. Se alcune famiglie ne sono sprovviste, c’è un chiaro problema di accesso.

Pesa di più l’assenza di una cultura digitale o la disponibilità degli strumenti?

L’approccio culturale è determinante, ma in alcune scuole e famiglie non c’è neppure un collegamento internet. E lì la cultura può fare poco. In generale, la cultura è stato un elemento abilitante, ma in termini di equità e inclusione la connettività è decisiva.

C’è voluta una pandemia per mettere al centro scuola e digitale. Non ci si poteva pensare prima?

Nella storia, spesso i grandi cambiamenti sono stati dettati dall’emergenza. Certo, il gap digitale c’è e colmarlo dovrebbe essere una priorità in tema di investimenti, iniziative e formazione. Quindi no, non avrei voluto che un’epidemia ci portasse a fare riflessioni di questo tipo. Una pianificazione più attenta ci avrebbe fatto trovare più attrezzati, ma non è il momento di evidenziare colpe. Se in questa emergenza c’è da vedere qualcosa di positivo, è la capacità di innescare un cambiamento.

Quindi pensa che questa didattica a distanza forzata non sia solo una fiammata…

Credo che avrà un impatto di lungo periodo. Di sicuro abbiamo visto che il digitale serve e non si può ignorare. Serve per fare le cose di tutti i giorni. Lavorando in emergenza abbiamo creato le basi per un’accelerazione futura. Abbiamo raccolto risposte positive e best practice che porteranno una spinta dal basso verso un nuovo modello di istruzione e didattica. Spero che il patrimonio delle scuole venga condiviso a livello istituzionale. Mi auguro che il Miur abbia la volontà di incontrare scuole e aziende per raccogliere suggerimenti e capire cosa ha funzionato meglio. Sarebbe utile per mettere a punto un sistema di didattica che sia un mix con quello tradizionale, integrando nuove modalità e competenze.

Pensa che il percorso verso nuovi modelli sia spinto soprattutto dal basso (dalle scuole) o guidato dall’alto?

È un mix. Decisiva sarà la spinta dal basso perché le scuole portino il proprio punto di vista. Ascoltare le esperienze, soprattutto degli insegnanti, è fondamentale. Ma ci deve essere sempre un coordinamento a livello centrale.

L’utilizzo stesso di strumenti digitali è, già di per sé, educazione digitale?

Il digitale è un strumento fondamentale per imparare meglio e offrire spunti che non è possibile avere con metodi tradizionali. Ma il punto fondamentale non è la tecnologia quanto la capacità di saperla gestire. Quello che conta davvero è la formazione al digitale, sia per i giovani che per chi è già nel mercato del lavoro. Guardando oltre l’emergenza, vanno quindi ripensati i modelli formativi.

Come se li immagina?

L’aspetto saliente è la contaminazione. Una lezione di latino o di letteratura, fatta in digitale, può proporre in diretta l’esperienza di un’opera o la visione di un quadro. Il digitale aiuta la contaminazione tra i saperi e va oltre leggere un libro. In questi giorni, però, pur essendoci state alcune sperimentazioni, la priorità è stata completare il programma scolastico.

Qual è, invece, una misura da adottare subito per spingere il digitale Italia?

Nell’immediato (e mi risulta si stia andando in questa direzione), la priorità è lo sblocco dei cantieri per la fibra e delle opere pubbliche a supporto della connettività. È una cosa da fare velocemente, in una fase in cui l’emergenza lo richiede.  

Agi

Per OnePlus 8 c’è ancora un poco da attendere, nel frattempo potete scaricare uno dei suoi nuovi sfondi (foto)

Mancano poco meno di due settimane alla presentazione dei prossimi OnePlus 8 e l’attesa non potrebbe essere più snervante. La cerimonia ufficiale avverrà online il prossimo 14 aprile (ore 17:00 italiane) e in questi giorni di quarantena forzata probabilmente anche voi a casa avrete la sensazione che non arrivi mai.

Per consolarvi un minimo tutto quello che possiamo fare è riportarvi tutte le indiscrezioni che trapelano e continuano ad arrivare sui nuovi modelli, che quest’anno dovrebbero essere ben tre. Oggi vi proponiamo quindi uno dei nuovi sfondi che arriveranno insieme agli smartphone.

LEGGI ANCHE: Il nostro confronto fotografico tra gli ultimi top di gamma

È uno solo, quello visto negli ultimi render, ma la fonte – il noto leaker Ishan Agarwal – promette che presto arriveranno anche gli altri (e li troverete sempre qui). Lo potete trovare nella sua risoluzione massima al momento disponibile (578 x 1.326 pixel) nella galleria qui sotto, cliccando su “File Originale”. Non abbiamo altri dettagli, ma sembra che pure stavolta l’immagine sia opera di Hapuss Olsson, l’artista grafico che realizza gli iconici wallpaper dell’azienda cinese.

GRUPPO FACEBOOK DI SMARTWORLD

CANALE TELEGRAM OFFERTE

L’articolo Per OnePlus 8 c’è ancora un poco da attendere, nel frattempo potete scaricare uno dei suoi nuovi sfondi (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld

Netflix: supporto ai contenuti HDR per OPPO Find X2 Pro e OnePlus 7T, ma c’è anche un gradito ritorno

Netflix ha aggiornato la sua lista di dispositivi supportati per la riproduzione di contenuti HDR tramite l’app ufficiale per Android. Fanno il loro ingresso uno dei top di gamma più ammirati del momento e l’ultima serie di smartphone OnePlus, insieme ad un gradito ritorno.

Iniziamo con OPPO Find X2 Pro, lo smartphone chiamato a far compiere il salto di qualità definitivo sul mercato occidentale al produttore cinese. Quando arriverà fra le vostre mani, supporterà già Netflix in HDR e, da ora, lo stesso vale anche per OnePlus 7T e 7T Pro, finalmente inclusi nella lista del più celebre servizio di streaming on demand.

LEGGI ANCHE: Recensione Google Pixel 4 XL

Dopo essere stato inserito, e successivamente escluso, fa il suo ritorno ufficiale nella lista di dispositivi supportati da Netflix per l’HDR anche la serie Pixel 4 di Google. Nel momento in cui scriviamo, nella pagina di supporto italiana i modelli menzionati in questo articolo non figurano ancora, tuttavia a breve la lista dovrebbe venire aggiornata anche nella nostra lingua.

L’articolo Netflix: supporto ai contenuti HDR per OPPO Find X2 Pro e OnePlus 7T, ma c’è anche un gradito ritorno sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld