Arriverà anche su Android la possibilità di ripristinare le schede chiuse per sbaglio su Chrome

Prossimamente potrebbe debuttare sulla versione per Android di Chrome una funzione davvero interessante. Secondo “ChromeStory”, infatti, gli sviluppatori starebbero lavorando all’introduzione su mobile di una funzione già presente (ed apprezzata) sulla versione per PC: stiamo parlando dell’opzione per ripristinare un gruppo di finestre chiuse accidentalmente. Prima di scoprirne di più, però, può essere utile leggere la nostra guida su come potenziare il segnale del tuo router.

Ritornando a Chrome, dal flag sperimentale scovato nel codice Chromium, sembrerebbe che per ripristinare il gruppo di schede dovrebbe essere sufficiente un solo tocco. Altre informazioni, però, non sono emerse, anche se, sempre secondo “ChromeStory”, la novità potrebbe arrivare presto.

Infine, sembrerebbe che Google stia ancora a lavoro per consentire agli utenti di salvare i gruppi di schede su Chrome (versione PC). Nell’ultima versione di Chrome Canary, infatti, è presente un flag che, se abilitato, fa apparire un’opzione per salvare i gruppi di schede nella barra dei preferiti.

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Arriverà anche su Android la possibilità di ripristinare le schede chiuse per sbaglio su Chrome

Chrome Canary fa 100: il browser che in un decennio ha fatto la storia

Google Chrome è ormai sinonimo a livello mondiale di browser web, e la sua diffusione e livello di sviluppo sono così avanzati al punto che anche molti altri browser concorrenti usano l’engine Chromium sul quale è stato costruito.

Nelle ultime ore è arrivato un nuovo quanto simbolico traguardo per il browser: la variante Canary, dedicata alle build in fase di testa, ha appena ricevuto la sua centesima versione. Un traguardo importante per il browser di Google che, nel lontano 2008 iniziava a muoversi i suoi primissimi passi in un settore dominato da Internet Explorer e Firefox.

In un decennio Chrome ha fatto la storia del settore, arrivando a essere di gran lunga il brower web più utilizzato al mondo, forte anche della sua compatibilità con tutte le piattaforme, comprese quelle mobili.

Tutto questo non sarebbe successo se Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, non avessero portato nell’azienda il progetto per creare un browser web proprietario, visto che inizialmente il CEO dell’epoca Eric Schmidt non era favorevolissimo a questa avventura. Il progetto fu condotto sotto la guida di Sundar Pichai, l’attuale CEO di Google.

Dopo quasi 15 anni Chrome è il leader del settore browser, con i suoi rivali più apprezzati che comunque fanno affidamento all’engine open source sul quale si basa.

Parlando in termini pratici, la Chrome Canary 100 non dovrebbe apportare grosse novità software. Attualmente è in fase di distribuzione automatica per coloro che l’hanno installato. La centesima versione stabile di Chrome dovrebbe invece arrivare non prima di qualche settimana.

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Chrome Canary fa 100: il browser che in un decennio ha fatto la storia

Nexus Tools 5 rende facile accedere a ADB e Fastboot, anche su Chrome OS (foto)

Gli sviluppatori di app Android, o gli amanti del modding, conosceranno sicuramente le utility da riga di comando ADB e Fastboot: queste permettono di “comunicare” con lo smartphone e consentono l’esecuzione di diverse operazioni utili. Da qualche tempo, Google consente l’installazione di questi due tool senza installare anche l’intero SDK di Android.

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In precedenza però non era così e, nel lontano 2013, è nato Nexus Tools, un programma “one-click” che consente di installare ADB e Fastboot in maniera rapida e semplificata. Il software è ancora supportato e da poco è disponibile la versione 5: questa è stata completamente riscritta con il linguaggio di programmazione Dart e, per quanto riguarda Windows, consente di installare i driver automaticamente (non necessari invece su altre piattaforme).

Nexus Tools 5 è disponibile per Windows, macOS, Linux e anche Chrome OS, dopo aver ovviamente attivato il supporto alle app Linux. Per installare il programma, vi rimandiamo alla pagina ufficiale su Github, che elenca le semplici istruzioni per tutti i sistemi operativi.

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Nexus Tools 5 rende facile accedere a ADB e Fastboot, anche su Chrome OS (foto)

Chrome si arricchisce di una novità molto utile per la ricerca: come provarla subito (foto)

Google è sempre alla ricerca di nuove soluzioni per le sue app e i suoi servizi per dispositivi mobili. E proprio in questo contesto rientra la novità in fase di distribuzione per Google Chrome, il suo browser web.

La novità riguarda la barra di ricerca dei contenuti e consiste in suggerimenti automatici proposti in base alla scheda che si sta visualizzando: il video che vedete in fondo a questo articolo mostra un esempio pratico, in cui vengono suggerite schede attinenti all’argomento visualizzato e presenti su altri siti web. Questo permette di risparmiare notevolmente tempo quando si è alla ricerca di contenuti correlati.

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La novità potete già provarla, anche sulla versione stabile di Chrome. Basterà abilitare il flag disponibile all’indirizzo qui in basso.

chrome://flags/#continuos-search

9to5Google riferisce inoltre che la novità è in fase di distribuzione via server anche per coloro che non hanno abilitato il rispettivo flag. Fateci sapere se la trovate utile e se la userete spesso.

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Chrome si arricchisce di una novità molto utile per la ricerca: come provarla subito (foto)

Chrome di Google dirà addio ai cookie di terze parti nel 2023

Chrome, il browser di Google, potrebbe eliminare i cookie di terze parti entro la fine del 2023. Lo afferma Big G in un post sull’evoluzione di Privacy Sandbox. L’iniziativa, lanciata nel 2019, punta a sviluppare soluzioni collaborative e open source che proteggano la privacy degli utenti senza danneggiare imprese e sviluppatori che poggiano sulla pubblicità e sull’offerta di contenuti gratuiti.

Fino a oggi, Chrome e altre realtà hanno messo in campo più di 30 proposte, di cui quattro già in fase di sperimentazione. Obiettivo: tecnologie principali “pronte per la distribuzione entro la fine del 2022, affinché la comunità degli sviluppatori possa iniziare ad adottarle”. Si passerebbe poi a “eliminare gradualmente i cookie di terze parti nell’arco di un periodo di tre mesi, cominciando verso metà del 2023 e fino alla fine dell’anno”.

Perché i tempi sono così lunghi

I tempi non sono brevissimi, come riconosce a più riprese Google: l’obiettivo “richiede un progresso condiviso e un ritmo responsabile”. Chrome deve avere “un tempo adeguato” per “valutare le nuove tecnologie, raccogliere i feedback e riflettere sui processi”. Non è semplice come spegnere un interruttore: Privacy Sandbox sta cercando un complicato punto di equilibrio tra la protezione della privacy e i modelli di business – come quello di Google – che campano di pubblicità (anche grazie ai cookie). Si tratta quindi di conciliare interessi avvertiti spesso (a ragione) come contrapposti, attraverso il coinvolgimento di sviluppatori, editori e autorità di regolamentazione. I tempi, quindi, si allungano non solo per ragioni tecniche ma anche per l’esigenza di mediare.

Google è però convinta che il progetto sarà “un vantaggio per tutti”. Trovare soluzioni alternative permetterebbe di mitigare le perdite provocate dagli ad-blocker (i software che bloccano la pubblicità online), ricalibrare le metriche che decretano il successo di una campagna e scoraggiare la sostituzione dei cookie con “altre forme di tracciamento individuale”, ancora più invasive, come il fingerprinting (una tecnica di tracciamento che raccoglie “l’impronta digitale” di un dispositivo, assemblando dati utili per profilare chi lo utilizza).

Cosa vuol dire (in pratica)

Il termine cookie è ormai familiare a molti utenti. Lo è da quando, nel 2019, l’Ue ha imposto l’obbligo di consenso attivo: nella prassi, è quel messaggio che compare quando entriamo su un sito, spesso approvando senza pensarci troppo. Delegare alla scelta dell’utente è sì una tutela in più, ma non ha certo limitato il potere di tracciamento. I cookie sono infatti “pezzetti” di codice che riconoscono l’utente, fornendogli una navigazione personalizzata (con pubblicità su misura).

Vuol dire che, grazie alle soluzioni di Privacy Sandbox, i cookie saranno eliminati del tutto? No. Saranno eliminati solo quelli di terze parti, cioè quelli che raccolgono dati e personalizzano gli annunci durante tutta la navigazione, su pagine web diverse. È un po’ come se Mario, identificato per strada, venisse seguito in casa, in ufficio e in palestra dallo stesso occhio. Resteranno invece attivi i “cookie originali” (o di prima parte): sono quelli creati da un sito, che personalizzano l’esperienza (pubblicitaria e non) solo su quel sito. Mario viene riconosciuta solo quando entra in casa. La differenza è notevole, perché i cookie di terze parti – sapendo come si comporta Mario in diversi luoghi e contesti – possono ricreare un profilo molto più dettagliato.

Cosa si può fare già adesso

Nel 2023, quindi, potrebbero esserci dei passi avanti ma non ci sarà la fine del tracciamento. Sia perché – come dice Google – ci sono già sistemi alternativi invasivi (come il fingerprinting), sia perché altri browser (di default) e lo stesso Chrome (tramite le impostazioni) permettono già di bloccare i cookie. Basta aprire il browser da computer, cliccare sull’icona dei tre puntini in alto a destra e poi su “Impostazioni”. Nella sezione “Privacy e sicurezza”, selezionare “Cookie e altri dati dei siti” e scegliere l’opzione: “Accetta tutti i cookie”, “Blocca tutti i cookie”, “Blocca cookie di terze parti nella modalità di navigazione in incognito”, “Blocca cookie di terze parti”.

La mossa di Big G, però, è più complessa di un aggiornamento delle impostazioni: non vuole solo eliminare i cookie di terze parti ma trovare un’alternativa. Certo: è uno sforzo funzionale al business di Google, che guadagna dalla pubblicità. Ma è comunque uno sforzo destinato ad avere ampie ripercussioni e andare oltre il bilancio di Mountain View, se non altro per una questione di scala: Chrome detiene quasi due terzi del mercato dei browser. La quota di Safari, che però gira solo su dispositivi Apple, è attorno al 18%. Firefox si ferma poco oltre il 3%.

Le fasi della Privacy Sandbox

Guardando da qui al 2023, Privacy Sandbox seguirà “un rigoroso processo di sviluppo pubblico in più fasi”. La prima discute “le tecnologie e i relativi prototipi in forum come GitHub o gruppi W3C”. C’è poi una fase di test. Una delle tecnologie già arrivata a questo punto (e che Google definisce “incoraggiante”) è la Federated Learning of Cohorts (FloC): aggrega le persone in gruppi (coorti) caratterizzati da interessi simili. In questo modo i dati vengono resi anonimi ed elaborati a livello di dispositivo, mantenendo privata sul browser la cronologia web di ogni utente. Anche se le prime simulazioni sono state positive, Google riconosce che “il risultato dipende dalla forza dell’algoritmo utilizzato da FLoC per eseguire i raggruppamenti e dal tipo di segmento di pubblico che si intende raggiungere”. Tradotto: c’è ancora da lavorare.

Una volta completato il processo di sviluppo, si passerà alla fase di adozione e all’eliminazione graduale dei cookie di terze parti. Dopo aver completato i test e aver lanciato le API, inizierà (dalla fine del 2022) una fase di transizione, durante la quale editori e investitori avranno il tempo di migrare i servizi e Chrome potrà ricevere informazioni e suggerimenti. Secondo le previsioni, questa fase dovrebbe durare circa nove mesi. Dalla metà del 2023, “Chrome eliminerà gradualmente il supporto ai cookie di terze parti nell’arco di un periodo di tre mesi che terminerà alla fine dell’anno”.


Chrome di Google dirà addio ai cookie di terze parti nel 2023

Ecco come dare a Chrome un tocco di Android 12 (foto)

La nuova versione di Chrome per Android, il popolare browser web di Google, sembra includere un interessante numero di novità in fase di test. Dopo aver visto la novità per le news, andiamo a vedere come abilitare una piccola novità grafica.

La novità della quale parliamo ha il sapore di Android 12 e del Material You che caratterizza la sua interfaccia grafica. Come vedete dalle immagini in galleria, si tratta di un rinnovamento per le linee del menù contestuale del browser, in favore di bordi più arrotondati rispetto allo standard al quale siamo abituati con Chrome. Questi bordi così curvi sono estremamente coerenti con le linee del Material You che abbiamo visto con Android 12.

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Tutti coloro che hanno installato la versione 90 di Chrome per Android possono provare subito la novità grafica, abilitando il classico flag. Basterà recarsi al seguente indirizzo:

chrome://flags/#theme-refactor-android

Successivamente sarà necessario selezionare Enabled e procedere al riavvio del browser. Staremo a vedere se Google deciderà di implementare le nuove linee grafiche in pianta stabile sul suo Chrome.

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Ecco come dare a Chrome un tocco di Android 12 (foto)

Gli screenshot estesi arrivano su Chrome: ecco come provarli subito (foto)

Arrivano interessanti novità per gli utenti Android che si affidano a Chrome per svolgere il ruolo di browser web. Queste riguardano la possibilità di acquisire gli screenshot estesi.

Gli screenshot estesi sono una funzionalità che diversi produttori di smartphone integrano nelle loro personalizzazioni di Android. Google tuttavia non ha reso tale funzionalità parte integrante di Android stock, almeno per il momento. BigG però sembra voler rimediare a tale mancanza con Chrome: il browser per Android si è infatti arricchito di un nuovo flag per abilitare l’acquisizione di screenshot estesi direttamente dal menù condivisione.

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Abilitare il flag è davvero semplice, basterà recarsi all’indirizzo qui in basso e selezionare Enable.

chrome://flags/#chrome-share-long-screenshot

Al successivo riavvio potrete accedere agli screenshot estesi tramite il menù condivisione di Chrome. Le immagini presenti nella galleria in basso mostrano gli screenshot estesi in azione. L’idea alla base di tale feature è l’acquisizione e la successiva condivisione dello screenshot, magari dopo averlo modificato con gli strumenti forniti dal tool di personalizzazione.

La novità dovrebbe essere disponibile anche sulla versione stabile di Chrome per Android. Però è bene considerare che potrebbe non funzionare a dovere per alcuni. Pertanto ci aspettiamo un lancio pubblico in veste ottimizzata.

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Gli screenshot estesi arrivano su Chrome: ecco come provarli subito (foto)

Ecco cosa ci aspetta con la versione 91 di Chrome: nuovo design dei pulsanti su Android (foto)

A poco più di una settimana dal rilascio della versione 90 di Chrome, che ha portato tante funzioni utili e un miglioramento della sicurezza grazie all’utilizzo del protocollo HTTPS di default, si parla già del prossimo aggiornamento del browser di Google.

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In un post sul Chromium Blog si è parlato delle funzioni in sviluppo per la versione 91 di Chromium, ovvero la “base” sulla quale vengono costruiti Google Chrome o il nuovo Microsoft Edge. La prima novità riguarderà la clipboard di Chrome: con la versione 91 sarà infatti possibile caricare file dal computer al browser semplicemente effettuate il copia-incolla, anziché utilizzare la funzione di trascinamento. Tale feature è tra l’altro già attivabile sulla beta di Chrome 91 attivando il flag Clipboard filenames.

La seconda novità degna di nota riguarda lo “svecchiamento” di alcune icone legate ai controlli dei form su Android: questi nuovi elementi grafici, creati in collaborazione con Microsoft, supporteranno meglio la modalità scura e saranno più facili da utilizzare su schermi touch. Al momento non è nota la data di rilascio di questo aggiornamento, ma sicuramente ne sapremo di più nelle prossime settimane.

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Ecco cosa ci aspetta con la versione 91 di Chrome: nuovo design dei pulsanti su Android (foto)

Buon compleanno Chrome OS! Per i 10 anni del sistema operativo, Google annuncia le novità in arrivo

Ebbene si: sono passati già 10 anni dal rilascio di Chrome OS, il sistema operativo open source di Google pensato pensato per gli utenti che utilizzano il computer per la maggior parte del loro tempo collegati ad internet. Per festeggiare questo traguardo, BigG ha rilasciato la lista delle prossime novità in arrivo sul sistema.

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Per prima cosa si torna a parlare di Phone Hub, la funzionalità di Chrome OS che permette di collegarsi al proprio smartphone Android per effettuare una serie di operazioni come rispondere ai messaggi, controllare la durata della batteria del telefono e il segnale o attivare l’hotspot. Phone Hub mostra anche le schede del browser Chrome che sono state aperte l’ultima volta sullo smartphone, così da riprendere la navigazione. Sarà poi possibile collegarsi automaticamente alle reti Wi-Fi salvate sul telefono e scambiare dati con la funzione Nearby Share.

In arrivo anche un toggle nei Quick Settings per effettuare screenshot e registrare lo schermo e una nuova sezione con i controlli multimediali, che potrà anche essere “ancorata” sulla barra Shelf per raggiungerla più velocemente. Anche la Clipboard verrà migliorata e sarà in grado di tenere in memoria gli ultimi cinque elementi copiati e verrà aggiunta una nuova funzione detta Quick Answers, che permetterà di riceve informazioni utili quando viene effettuato il click con il tasto destro su una parola.

Le novità non finiscono qui: Google ha migliorato i desktop virtuali e la schermata di blocco e in più sono in arrivo delle nuove icone per moltissime applicazioni. L’aggiornamento di Chrome OS verrà reso disponibile a livello globale nel corso delle prossime settimane, ma per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina ufficiale di Google.

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Buon compleanno Chrome OS! Per i 10 anni del sistema operativo, Google annuncia le novità in arrivo

SmartWorld News Podcast – iPhone 12 in Italia, Ubuntu 20.10 e grave falla di Chrome

Anche questa settimana si chiude con SmartWorld News, il nostro podcast che ogni giorno vi racconta le notizie più importanti della giornata, quelle che non potete perdervi. La nuova puntata è online: qui sotto trovate il player per ascoltare l’ultimo episodio, ma non dimenticate che potete ascoltarlo anche su Apple Podcast, Google Podcast, Spreaker e Spotify.

Ascolta “23/10 – iPhone 12 in Italia, Ubuntu 20.10 e grave falla di Chrome” su Spreaker.

Gli argomenti del giorno:

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Google Chrome per Android e iOS si aggiorna con il controllo salute delle vostre password

Google compie un altro passo importante sulla strada del dominio nel settore dei browser web, rilasciando per Chrome, il suo browser disponibile anche per Android e iOS, un’interessante funzionalità di sicurezza già vista su desktop.

La novità consiste nel Password Checkup, la funzionalità che offre il controllo automatico della salute della password salvate e sincronizzate con il browser: la feature controllerà automaticamente se ognuna delle password salvate e sincronizzate con Chrome risulta compromessa secondo il ricco database di Google. La novità è stata già vista sulla versione desktop di Chrome e su altri browser, oltre che password manager come 1Password. Chiaramente la novità sarà accessibile esclusivamente per coloro che abiliteranno il salvataggio delle password su Chrome.

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La nuova funzionalità è in arrivo con la versione 86 di Chrome per Android e iOS. Per la versione iOS del browser arriva anche la funzionalità per abilitare il touch-to-fill al momento del login previo accesso tramite autenticazione biometrica. L’aggiornamento di Chrome per Android e iOS dovrebbe essere in fase di distribuzione automatica in queste ore.

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Presto Chrome vi dirà in anticipo quali pagine si aprono più velocemente (foto)

Lo scorso maggio Google ha lanciato l’iniziativa “Web Vitals” con lo scopo di fissare degli standard nella misurazione delle performance di caricamento dei siti. L’obiettivo finale è aumentare la consapevolezza tra gli sviluppatori ed assicurare agli utenti minori tempi di attesa nel caricamento delle pagine internet. Con il rilascio di Chrome Beta 85 è stata introdotto un flag che permette di avere un primo riscontro dei lavori in corso.

Se abilitato infatti, il browser mostrerà nel menu contestuale (quello che si apre tenendo pigiato sui link) un’etichetta per quelle pagine che garantiscono tempi rapidi di caricamento. Come potete vedere dall’immagine in galleria, alcuni link mostreranno la dicitura “Pagina veloce” con tanto di rassicurante spunta celeste. Questa espressione appare solamente per quelle pagine che storicamente hanno un caricamento rapido, cioè inferiore ai limiti previsti da Web Vitals.

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Tuttavia per alcuni siti recenti o con poche visite, Chrome potrebbe effettuare delle valutazioni diverse per ogni utente. Tutte le altre pagine invece non mostreranno nessuna dicitura. Questa mossa è stata annunciata come la prima in un processo di etichettatura che prossimamente potrebbe venire esteso ad altre parti del browser. Inoltre Google ha anche dichiarato che in futuro l’esperienza di caricamento delle pagine avrà un impatto anche sulla posizione nei risultati di ricerca tramite il suo motore.

Se volete provare la novità in prima persona vi invitiamo a scaricare Chrome Beta dal Play Store usando il badge qui sotto e poi, dopo essere andati in “chrome://flags”, ad abilitare la voce #context-menu-performance-info-and-remote-hint-fetching.

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