Twitter allunga i ‘post’ e diventa (quasi) come Facebook

AGI – Indipendentemente da cosa succederà tra Elon Musk e Twitter e se l’acquisizione del social dell’uccellino si concluderà con un successo per il miliardario texano, resta sul tavolo la necessità per la società co-fondata da Jack Dorsey nel 2006 (da cui poi è uscito definitivamente un mese fa) di apportare cambiamenti.

Uno di questi sembra in rampa di lancio (in attesa della funzione forse più desiderata: la possibilità di correggere gli errori di battitura nei tweet dopo che sono stati pubblicati). Dopo i test sulla possibilità di modificare i post, Twitter infatti ha postato “Introducing: Notes. We’re testing a way to write longer on Twitter”, in pratica la società sta lavorando allo sviluppo di testi lunghi: nome in codice appunto “Notes”.

Una rivoluzione per il social che aveva fatto dei messaggi brevi (140 caratteri prima e poi 280, anche in quel caso fu una mezza rivoluzione) il limite invalicabile e lo standard del proprio modo di comunicare (e anche del nostro). In fase di test in un insieme ristretto utenti negli Stati Uniti, secondo diverse fonti la nuova funzione potrebbe debuttare a breve.

This is where
the writers are,

Of past,
Present,
And Future.

— Elon Musk (@elonmusk) June 18, 2022

Notes darebbe la possibilità agli utenti di pubblicare contenuti più lunghi direttamente sulla piattaforma, creando articoli con anche foto e video, che gli altri potranno condividere e salvare. I titoli delle note sono limitati a 100 caratteri e il corpo di una nota può contenere fino a 2.500 parole. A differenza dei tweet, gli autori di note potranno modificarle dopo che sono state pubblicate, con un’etichetta “Modificata” aggiunta nella parte superiore della nota.

Qualcosa insomma che si avvicina a Medium, piattaforma nata come aggregatore di articoli e approfondimenti. Inoltre le note avranno anche URL univoci: le persone potranno accedervi dall’esterno della piattaforma Twitter, “indipendentemente dal fatto che abbiano o meno effettuato l’accesso a Twitter e anche se non dispongono di un account Twitter”. Questo faciliterà la condivisione.


La funzionalità era stata scoperta a febbraio 2022 per la prima volta dalla ricercatrice Jane Manchun Won, che aveva mostrato un menu nascosto sul sito del social network dedicato alla nuova funzionalità “Articoli”. La funzione offriva anche strumenti di formattazione in una barra nella parte superiore dello schermo, con opzioni per il testo in grassetto, corsivo o barrato, elenchi ordinati, collegamenti, stili e allegati multimediali


Twitter allunga i ‘post’ e diventa (quasi) come Facebook

Lettore d’impronte digitali a ultrasuoni per smartphone: cos’è e come funziona

Da diversi anni ormai gli smartphone, che siano Android o iOS, propongono diversi metodi di autenticazione per l’accesso. Questi sono fondamentali, visto che ormai all’interno dei dispositivi mobili ci sono tutte le nostre informazioni personali. Inoltre, tali metodi di autenticazione vengono usati da Android come da iOS per accedere a servizi di pagamento, di identità digitale e non solo. Da qui comprendiamo quanto sia importante che tali metodi di autenticazione siano sicuri.

Tra i metodi di autenticazione più recenti troviamo il lettore d’impronte a ultrasuoni. La lettura dell’impronta è concettualmente il metodo di autenticazione arrivato prima su smartphone, e quello ultrasonico rappresenta la sua ultima evoluzione. Per chiarire subito, il lettore d’impronte ultrasonico corrisponde al componente usato per realizzare i sensori d’impronte in-display, ovvero quelli integrati sotto al display degli smartphone.

Andiamo quindi a vedere in cosa consiste il suo funzionamento, come è diffuso nel mercato attuale e quali sono le principali differenze rispetto agli altri metodi di autenticazione.

I sensori d’impronte ultrasonici sono basati sulla tecnologia di decodifica delle informazioni tramite ultrasuoni. Gli ultrasuoni sono delle onde sonore che i trovano a frequenze non udibili dall’orecchio umano. La tecnica a ultrasuoni viene usata molto nel settore medico e industriale, come ad esempio in ecografia dove gli ultrasuoni vengono usati per costruire immagini bidimensionali o tridimensionali del sito indagato.

In tecnica delle immagini, la tecnica a ultrasuoni prevede l’invio delle onde sonore sul sito da mappare e analizzare come queste vengono riflesse o rifratte dallo stesso sito analizzato. In base alle onde riflesse e rifratte si avrà una rappresentazione bidimensionale della struttura analizzata. Nel caso dei lettori d’impronte, la struttura da analizzare corrisponde al profilo dell’impronta digitale.

Quindi tali sensori prevedono un trasmettitore e un ricevitore per decodificare gli ultrasuoni in esame. Chiaramente è necessario un certo tempo affinché gli ultrasuoni emessi vengano riflessi e analizzati. Qualcomm, che è una delle aziende maggiormente attive nella realizzazione di questi componenti, quantifica un ritardo di circa 250 ms tra l’invio dell’impulso ultrasonico e la risposta del sensore.

È sottolineare che, nel caso dei lettori d’impronte a ultrasuoni, la mappatura della struttura, ovvero del profilo del dito degli utenti, può avvenire in tre dimensioni. Questo aggiunge un rilevante grado di sicurezza alla tecnologia usata.

Come appena menzionato, Qualcomm è una delle aziende che maggiormente ha lavorato alla realizzazione di sensori d’impronte ultrasonici. L’azienda statunitense ha realizzato uno dei primi sensori ultrasonici per il mercato consumer nel 2018, compatibile con il processore Snapdragon 855.

I primi modelli con sensore d’impronte ultrasonico ad arrivare sul mercato sono i Galaxy S10 e S10 Plus di Samsung. A questi sono seguiti i modelli della serie Galaxy S20, mentre con la serie Galaxy S21 è arrivata la seconda generazione di sensori d’impronte ultrasonici realizzata da Qualcomm. Questa avrebbe incrementato la velocità di riconoscimento dell’impronta, che per alcuni utenti non era particolarmente alta nei modelli precedenti. Anche sugli attuali top di gamma, i Galaxy S22, troviamo questa tipologia di sensore.

Tra le ultimissime novità con sensore d’impronte a ultrasuoni troviamo il nuovo Vivo X80 Pro. Il dispositivo dell’azienda cinese, appena presentato anche in Europa, presenta un sensore a ultrasuoni di nuova generazione e con superficie più ampia. Questi miglioramenti dovrebbe portare a una maggiore rapidità e accuratezza del sensore stesso.

Gli altri produttori di smartphone sembrano non voler sposare la strada del sensore d’impronte a ultrasuoni. Alcuni di questi, la maggioranza, opta per sensori d’impronte nel display ottici, ovvero basati su una mappatura bidimensionale dell’impronta. Tra i modelli più recenti con questa tecnologia troviamo ad esempio i Pixel 6 di Google. I sensori capacitivi, ovvero quelli che non possono essere integrati sotto al display, li troviamo sui modelli di smartphone meno recenti o di gamma media e medio-bassa.

I sensori d’impronte a ultrasuoni rappresentano un ottimo vantaggio per chi intende avere un certo grado di sicurezza e nessun sensore d’impronte posteriore / laterale sul proprio smartphone. La sicurezza dei sensori a ultrasuoni è maggiore rispetto a quelli ottici. La mappatura dell’impronta avviene in tre dimensioni, mentre con quelli ottici si ha una struttura bidimensionale.

I sensori ultrasonici tipicamente hanno uno spessore di appena 0,15 millimetri e possono scansionare fino a 800 µm di vetro e fino a 650 µm di alluminio. Questo li rende pienamente compatibili con l’integrazione sotto al display degli smartphone.

La conformazione tecnica di un sensore ultrasonico implica anche una maggiore resistenza agli agenti esterni: risulta difficile da manomettere, così come è resistente al sudore e all’umidità, fattori che possono essere frequenti in un uso quotidiano su smartphone.

Dal punto di vista della sicurezza, la soluzioni ultrasoniche che troviamo per il mercato smartphone, come ad esempio i sensori di Qualcomm che troviamo prettamente nei modelli di Samsung, prevedono protocolli di crittografia per l’elaborazione delle informazioni. Tra queste ce ne sono di altamente personali, come la struttura biometrica dell’impronta digitale.

I sensori ultrasonici sviluppati da Samsung offrono anche il supporto all’autenticazione online senza password tramite il protocollo Fast Identity Online (FIDO) Alliance. Questo costituisce un ulteriore aspetto a favore di tale tecnologia di sensori, rispetto a quelli ottici che troviamo sul mercato smartphone.

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Lettore d’impronte digitali a ultrasuoni per smartphone: cos’è e come funziona

Da oggi potete richiedere un invito per pre-ordinare Nothing Phone (1): ecco come

Torniamo a parlare di Nothing Phone (1), lo smartphone dell’azienda di Carl Pei che ormai conosciamo quasi totalmente, grazie alle immagini trapelate negli ultimissimi giorni. Dopo la sua anteprima dettagliata e gli ultimi rumor sul sistema di acquisto a inviti, finalmente scatta la corsa per accaparrarsene uno.

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Sul sito ufficiale dell’azienda di Carl Pei è partita la corsa per riservare un invito. Per farlo sarà necessario registrarsi alla lista d’attesa che, al momento in cui scriviamo, è già lunga 23.200 utenti. L’iscrizione alla lista d’attesa prevede la registrazione su Nothing gratuita tramite il proprio indirizzo email.

Successivamente all’iscrizione si entrerà in lista d’attesa. Ma attenzione: sarà possibile scalare posti in lista d’attesa condividendo un link personale, generato successivamente all’entrata in lista, con altri utenti. Se questi enteranno a loro volta in lista d’attesa allora l’utente che ha condiviso il link originale scalerà posizioni.

Se vi sembra di aver già vissuto questa situazione allora siete tra coloro che si sono cimentati nella campagna a inviti per acquistare i primi smartphone OnePlus. Questo la dice lunga sul ruolo di Carl Pei nell’introduzione di questo meccanismo, sicuramente vincente in termini di spinta per l’attenzione mediatica allo smartphone.

Nothing introduce questo sistema a inviti riferendo che le scorte sono limitate, in quanto si tratta del primissimo modello dell’azienda. Una volta scalata la lista d’attesa sarà possibile ricevere l’invito per procedere al preordine dello smartphone. Questo richiederà il deposito di una cifra non ancora precisata da Nothing.

Chi effettuerà il preordine avrà anche diritto ad un buono sconto di 20€ per l’acquisto sullo store ufficiale Nothing. Trovate maggiori dettagli sul sito ufficiale.

Di seguito trovate la lista completa delle specifiche tecniche finora trapelate su Nothing Phone (1):

  • Schermo: 6,55 pollici OLED Full HD+ (1080 x 2400 pixel) con frequenza di aggiornamento di 90 Hz o 120 Hz
  • Processore: Snapdragon 778G+
  • GPU: Adreno 642L
  • RAM: fino a 8GB
  • Archiviazione: fino a 128 GB
  • Sistema Operativo: Android 12
  • Aggiornamenti: 3 anni di aggiornamenti del sistema operativo e 4 anni di aggiornamenti di sicurezza

Il link qui in basso vi porterà al sito ufficiale Nothing dove è possibile iscriversi alla lista d’attesa per l’invito.

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Telegram Premium su Android: come abbonarsi a prezzo ridotto con l’apk (legale!)

Telegram Premium è realtà da pochi giorni: tante funzioni in più, al costo di 5,99€ al mese. E se vi dicessimo che su Android c’è un modo, perfettamente legale e senza “accrocchi”, per pagare l’abbonamento solo 3,99€/mese?

Forse non tutti i lettori ne sono a conoscenza, ma Telegram per Android non è distribuito solo tramite il Google Play Store, bensì anche sul sito ufficiale dell’app di messaggistica.

Vi basta recarvi su https://telegram.org/android, meglio se direttamente dal browser del vostro smartphone, e premere su “Scarica Telegram” per scaricare l’apk ufficiale dell’app. Come specificato anche sul sito, questa versione di Telegram ha meno restrizioni e riceve aggiornamenti automatici direttamente da telegram.org. Si tratta di un passaggio molto importante, ma ci torneremo sopra a breve.

Una volta scaricato l’apk di Telegram sul vostro telefono, lo dovrete installare (nel caso aveste la versione di Telegram del Play Store è meglio disinstallarla prima). È sufficiente cliccare sulla notifica di download, oppure aprirlo tramite un file manager di vostra scelta, ma in entrambi i casi dovrete dare all’app utilizzata per aprirlo i permessi per installare app sconosciute.

Nessun problema: sarà l’app stessa a chiederveli, e voi dovrete solo abilitarli. In caso di problemi basta tenere premuto il dito sull’icona dell’app, selezionare le informazioni app, scorrere in basso fino a Installa app sconosciute, cliccarci sopra, e abilitare consenti da questa origine. Qui sotto trovate tutti i passaggi illustrati, completi con una breve animazione, ed in giornata arriverà anche un video dedicato.

Alla fine insomma avrete una “nuova” app di Telegram installata, identica a quella del Play Store, ma con la particolarità di non avere alcun vincolo con lo store di Android, e quindi con Google, cosa vitale per ridurre il prezzo di Telegram Premium.

Benissimo, avete una “nuova” app di Telegram installata sul vostro smartphone. Dopo aver effettuato il login ad essa, apritela e andate nel menu laterale, scegliendo poi la voce Impostazioni.

Scorrendo un po’ in basso dovreste vedere una opzione chiamata proprio Telegram Premium, tramite la quale potrete abbonarvi. Se così non fosse, significa che la versione di Telegram che avete scaricato è inferiore alla 8.8.2, necessaria per potersi abbonare.

Niente panico: Telegram si aggiorna automaticamente. Dovrete solo pazientare qualche ora (o anche meno) e sarà l’app stessa a segnalarvi che c’è un aggiornamento pronto da installare. Non appena disponibile, effettuate l’update, riavviate Telegram, e al termine avrete l’agognata voce Telegram Premium nel menu delle Impostazioni.

Cliccateci sopra e sarete davanti ad una schermata come quella qui sotto, con il prezzo per abbonarsi a Telegram Premium di 3,99€ contro i 5,99€ convenzionali.

Com’è possibile tutto ciò? Semplice: in questo modo, non essendo passati dal Play Store, Telegram non dovrà pagare alcuna commissione a Google, e quindi può permettersi di ridurre il prezzo. La transazione sarà infatti processata direttamente da Telegram.

Ci possiamo fidare? È sicuro questo metodo? Indubbiamente passare per Google Play rappresenterebbe senz’altro una garanzia ulteriore, ma è comunque di Telegram che parliamo, un’app di messaggistica famosa e usata da milioni di persone al mondo; fatto sta che in caso di problemi è a lei che dovrete rivolgervi.

Il metodo appena descritto ha quindi per l’utente degli indubbi vantaggi economici, ma di certo non sarà visto di buon occhio da Google. Finora Telegram non offriva acquisti in-app, quindi il problema non si poneva, ma non è detto che adesso BigG non possa prendere provvedimenti

Il problema dei pagamenti al di fuori degli store di Google ed Apple è quantomai dibattuto, e le prime rotture sono già in atto; pare comunque che piano piano si stia arrivando ad un’apertura (celebre quella con Spotify), ma non è ancora il momento in cui chiunque possa offire le proprie alternative di pagamento, e questa di Telegram, essendo un novità, è ancora tutta da valutare.

A tal proposito ricordiamo infatti che non c’è una simile opzione su iPhone, perché Apple non permette di installare applicazioni da fonti sconosciute. Solo gli utenti Android possono beneficiarne, per adesso, fino a prova contraria.

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Telegram Premium su Android: come abbonarsi a prezzo ridotto con l’apk (legale!)

Come inviare la propria posizione da WhatsApp

Vuoi far sapere alla persona con cui stai chattando il punto esatto in cui ti trovi? Magari spiegarlo potrebbe essere difficile, in particolare se ti trovi in un posto nuovo o che non ti è particolarmente familiare. Se stai utilizzando WhatsApp puoi inviare la posizione. Si tratta di un modo rapido e semplice di far sapere dove sei e farti raggiungere o di far seguire i tuoi spostamenti in tempo reale. Non sai come fare? Se ci hai già provato e non ci sei riuscito non disperare, stiamo per spiegarti come procedere. Potrai seguire le istruzioni passo dopo passo o leggere con attenzione e eseguire la procedura in autonomia in un secondo momento.

Vuoi sapere come disconnettere WhatsApp Web da PC, Android ed iPhone? Clicca qui!

Inviare la posizione da WhatsApp è una funzionalità dell’applicazione molto utilizzata dagli utenti. Vuoi sapere dove si trovano gli amici che stai per incontrare? Con la condivisione della posizione potrai seguirli sulla mappa man mano che si spostano ed avere le idee più chiare. Continua a leggere per sapere come inviare la posizione precisa attraverso la chat, sia che tu abbia un dispositivo Android, sia che tu possegga un iPhone.

Hai un iPhone e non hai le idee chiare su come mandare la posizione su WhatsApp? Non ti devi preoccupare perché stiamo per spiegarti come farlo. Il primo passaggio fondamentale è quello di assicurarti di avere abilitato il GPS sul tuo smartphone. Assicurati di averlo fatto, in modo tale che l’iPhone possa localizzarti e poter condividere la posizione precisa sull’applicazione di messaggistica istantanea. Procediamo, leggi con attenzione per sapere come fare:

  • Sblocca il dispositivo mobile, se necessario
  • Clicca sull’icona dell’ingranaggio per accedere alle Impostazioni dell’iPhone
  • Seleziona la voce Privacy dall’elenco che vedrai
  • Fai tap su Localizzazione
  • Sposta la levetta da OFF a ON
  • Premi sull’opzione WhatsApp che apparirà in basso nella stessa schermata
  • Procedi con un clic sul comando Mentre usi l’app o su Sempre
  • Muovi la levetta presente accanto alla voce Posizione esatta su ON; in questo modo aumenterai la precisione della tua posizione che starai per inviare ai tuoi contatti su WhatsApp

Se hai seguito questi passaggi, a questo punto avrai abilitato il GPS del tuo smartphone. Non appena avrai finito potrai procedere e:

  • Fare clic sull’icona dell’app di WhatsApp
  • Fare tap sulla sezione relativa alle Chat che vedrai nella parte inferiore dello schermo
  • Trova la chat della persona con cui vuoi condividere la tua esatta posizione 
  • Fai tap sulla conversazione

Se questa persona non appare nell’elenco probabilmente è perché non ci hai mai chattato sull’applicazione. In questo caso dovrai creare una conversazione. Come fare? Dovrai semplicemente fare tap sull’icona con foglio e matita che vedrai in alto a destra sullo schermo. Dall’elenco dovrai selezionare la persona interessata. Una volta avviata la conversazione potrai:

  • Cliccare sul segno + che vedrai in basso a sinistra
  • Selezionare la voce Posizione dall’elenco che visualizzerai
  • Premere sull’opzione Invia la tua posizione attuale, oppure inviare le indicazioni di un posto in particolare, che avrai la possibilità di cercare e trovare attraverso la barra di ricerca sulla parte superiore. Potrai, in alternativa, optare per l’invio della posizione in tempo reale. Per farlo dovrai solo fare clic sull’icona con il simbolo di un aeroplanino

A questo punto avrai condiviso dove ti trovi con la persona con cui stai parlando. Ecco come fare per inviare la posizione da WhatsApp su iPhone. Se hai scelto la seconda opzione, avrai la possibilità di decidere quanto durerà la condivisione della tua posizione in tempo reale. La persona che riceverà l’informazione vedrà la tua icona spostarsi sulla mappa.

Possiedi uno smartphone Android e vuoi inviare la tua posizione su WhatsApp? Ovviamente, anche in questo caso potrai utilizzare l’applicazione di messaggistica istantanea per informare i tuoi contatti di dove ti trovi e dei tuoi spostamenti, se necessario. Allo stesso modo dell’iPhone, anche con gli smartphone Android sarà necessario avere il GPS abilitato. Vuoi sapere come fare? Procedi così:

  • Procedi con lo sblocco del tuo dispositivo in caso sia necessario
  • Fai tap sull’icona dell’ingranaggio per accedere alle Impostazioni
  • Clicca sulla voce Servizi di localizzazione presente nell’elenco
  • Muovi la levetta a lato della voce Accedi alla mia posizione in modo che il tassello diventi di colore blu
  • Seleziona l’opzione Posizione
  • Trova l’icona WhatsApp
  • Fai tap su di essa per aprirla
  • Procedi a mettere il segno di spunta sulla voce Consenti solo mentre usi l’app

Ecco che a questo punto avrai appena attivato il GPS, così facendo il tuo smartphone potrà localizzare la posizione in cui ti trovi. Dopo questo passaggio fondamentale andiamo a vedere come mandare la posizione su WhatsApp da Android:

  • Clicca sull’icona di WhatsApp per avviare l’applicazione
  • Vai alla sezione chat
  • Trova la conversazione della persona con cui vuoi condividere la tua posizione e cliccaci su
  • Fai tap sull’icona della graffetta che vedrai a destra in basso
  • Clicca su Posizione
  • Premi sull’opzione Posizione attuale, o scegli un luogo dopo averlo cercato e trovato grazie all’aiuto della barra di ricerca che vedrai in alto sulla stessa schermata

Oltre alla posizione attuale, avrai la possibilità di inviare la tua Posizione in tempo reale. Per farlo dovrai cliccare sulla voce opportuna e prima della condivisione potrai scegliere il tempo durante il quale questa sarà a disposizione del contatto a cui la stai per mandare. Potrai scegliere tra: 15 minuti, 1 ora, 8 ore. Scegli quello che preferisci e dopo clicca sull’opzione in verde a destra in basso per procedere con l’invio.

Vuoi sapere come interrompere la condivisione della tua posizione? Se hai inviato la tua posizione in tempo reale a una persona su WhatsApp avrai la possibilità di smettere di condividere questa informazione anche prima che scada il tempo che hai selezionato prima dell’invio. Vuoi sapere come fare?

  • Avvia l’applicazione di WhatsApp
  • Trova la conversazione della persona a cui hai inviato la tua posizione in tempo reale e aprila con un clic
  • Seleziona la voce che vedrai in rosso Interrompi condivisione, che sarà sotto la mappa che indica la tua posizione
  • Clicca su Interrompi nella finestra che apparirà

Se hai seguito correttamente le istruzioni avrai appena interrotto la condivisione della posizione su WhatsApp.

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Come inviare la propria posizione da WhatsApp

Come trasferire le chat di WhatsApp da Android ad iPhone con Passa a iOS

Trasferire le chat di WhatsApp da Android ad iPhone è stata per anni un’operazione impossibile, o comunque molto complicata.  Non c’è mai stata una soluzione ufficiale, efficace, sicura. Occorreva avvalersi di servizi di terze parti, spesso a pagamento, ai quali venivano affidati i dati contenuti nelle chat di WhatsApp, nella speranza che la migrazione funzionasse, e che la riservatezza delle conversazioni non venisse compromessa.

Per fortuna le cose sono recentemente cambiate, ed è ora possibile usare l’app “Passa a iOS” anche per spostare gratis le chat di WhatsApp da Android ad iPhone, e con esse tutti i loro contenuti (conversazioni, note vocali, foto, e tutti i file multimediali).

Passa a iOS è infatti l’applicazione ufficiale sviluppata da Apple e dedicata a coloro che vogliano sèpstare o propri dati da uno smartphone Android ad un iPhone; la novità è che adesso è possibile sfruttarla anche per trasferire le chat di WhatsApp, sebbene sia necessario rispettare alcune condizioni.

Per trasferire le chat WhatsApp da Android ad iPhone non basta avere i due cellulari in oggetto, ma occorre anche che questi rispettino alcune condizioni.

Anzitutto lo smartphone Android deve avere almeno la versione 5.0 Lollipop o superiore. Questo non dovrebbe affatto essere un problema, visto che si tratta di una release del 2014. Inoltre, sullo stesso smartphone, dovrete installare l’app gratuita Passa a IOS.

Allo stesso modo, l’iPhone deve essere aggiornato ad iOS 15.5 o successivi. In questo caso il requisito è molto più stringente, perché si tratta di una versione rilasciata a maggio 2022. Vero è che tutti i modelli di iPhone da iPhone SE (prima generazione del 2016) in poi possono essere aggiornati ad iOS 15.5, quindi la maggior parte degli utenti non dovrebbe avere problemi.

C’è però un altro requisito importante: l’iPhone deve essere nuovo o appena resettato. Non potete insomma trasferire le chat di WhatsApp da Android su un iPhone già configurato. Se già avete un iPhone, dovrete insomma avere la pazienza di resettarlo, perdendo così tutti i vostri dati, ma comunque potrete sfruttare Passa a iOS per trasferire su iPhone tutte le informazioni contenute su Android, non solo le chat di WhatsApp.

Per fortuna, probabilmente, è più facile che qualcuno voglia trasferire le chat di WhatsApp da Android ad un iPhone nuovo, piuttosto che su uno già in uso, che altrimenti avrebbe già WhatsApp installato.

Infine, entrambi gli smartphone devono essere connessi alla stessa rete Wi-Fi al momento del trasferimento di dati, ma questo difficilmente può essere un problema.

Prima di procedere al trasferire le chat WhatsApp da Android ad iOS è meglio effettuare un backup di WhatsApp su Android, anche solo per sicurezza. In questo modo tutte le vostre chat saranno al sicuro nel cloud, e potrete così ripristinarle in caso di problemi.

La procedura è semplicissima. Basta aprire WhatsApp su Android e premere in alto a destra sui tre pallini, selezionando poi Impostazioni, quindi Chat, ed infine Backup delle chat. A questo punto sarà sufficiente premere su Esegui Backup ed il gioco è fatto: non dovrete fare altro che attendere il completamento del backup, il cui progresso sarà indicato da una barra verde con la percentuale di completamento al suo fianco.

Se volete che il backup includa anche i video scambiati su WhatsApp, vi basterà selezionare l’apposita opzione in fondo alla schermata, prima di cliccare sul pulsante per eseguire il backup. Casomai ve ne foste dimenticati, o se cambiaste idea, sarà sufficiente effettuare un nuovo backup dopo averla selezionata. Gli screenshot seguenti illustrano chiaramente tutti i passaggi appena descritti.

Ed eccoci giunti al piatto principale: vediamo come trasferire le chat di WhatsApp da Android ad iPhone in pochi e semplici passaggi, dando per scontato che abbia già seguito quanto illustrato nei punti precedenti.

  • Collegate i due smartphone alla stessa rete Wi-Fi, ed avviate la configurazione iniziale del vostro nuovo (o resettato) iPhone.
  • Ad un certo punto vi verrà chiesto se volete trasferire dati sull’iPhone: scegliete di spostarli da Android.
  • Su Android, aprite l’app Passa a iOS, che dovreste aver già scaricato (potete anche farlo in questo momento), e seguite le istruzioni a schermo.
  • Su iPhone premete Continua quando vedrete la schermata di Passa ad iOS ed aspettate che compaia un codice numerico.
  • Inserite tale codice sullo smartphone Android, selezionate WhatsApp nella successiva schermata di trasferimento dei dati, e premete su Avvia.
  • Dovrete attendere un po’ (anche molto a lungo a seconda della dimensione del backup), finché chat e dati di WhatsApp non saranno pronti per il trasferimento. Al termine sarete scollegati dal vostro account WhatsApp su Android.
  • Completate la configurazione iniziale dell’iPhone ed al termine scaricate WhatsApp dall’App Store. A questo punto non vi rimane che effettuare il login su WhatsApp su iPhone con lo stesso numero di telefono che avevate usato su Android, ed il gioco è fatto: WhatsApp sarà lì ad accogliervi con tutte le chat al posto giusto.

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Come trasferire le chat di WhatsApp da Android ad iPhone con Passa a iOS

Esa e Nasa studiano come andare su Marte senza la Russia

AGI – L’ESA e la NASA stanno valutando gli sforzi di collaborazione per implementare la missione del rover ExoMars “Rosalind Franklin” anche al di fuori di una collaborazione con la Russia, saltata a seguito dell’invasione dell’Ucraina e delle conseguenti sanzioni. Il rover è stato progettato e costruito per fungere da piattaforma mobile di laboratorio di scienze di superficie per la perforazione del suolo di Marte e la conduzione di esperimenti scientifici in situ.

La NASA ha fornito elementi chiave di uno degli strumenti di ricerca della vita per Rosalind Franklin, MOMA, e utilizza già ExoMars Trace Gas Orbiter per trasmettere dati scientifici dai suoi lander e rover. I team scientifici e ingegneristici dell’ESA stanno lavorando a uno studio industriale accelerato per definire meglio le opzioni disponibili per implementare la missione del rover ExoMars.

“Nell’approfondire la nostra partnership nell’esplorazione di Marte, che include anche l’innovativa campagna Mars Sample Return, la NASA sta determinando il modo migliore per supportare i nostri amici europei nella missione ExoMars”, ha detto l’amministratore della NASA, Bill Nelson.

“Nel frattempo, continueremo a lavorare insieme per perfezionare l’architettura di Mars Sample Return“, ha aggiunto direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher. “Nel complesso, vogliamo ottenere il miglior ritorno scientifico dai nostri investimenti collettivi, su entrambe le sponde dell’Atlantico”. Gli Stati membri dell’ESA discuteranno ulteriormente la via da seguire per Rosalind Franklin durante la riunione del Consiglio di luglio. 


Esa e Nasa studiano come andare su Marte senza la Russia

iOS 16, come attivare la vibrazione della tastiera

Tra le tante novità di iOS 16 è arrivata una piccola funzionalità, disponibile da tempo su Android, molto apprezzata da una nutrita schiera di utenti. Stiamo parlando del feedback aptico della tastiera e in questo nuovo focus scopriremo come attivare la vibrazione della tastiera su iOS 16. Per alcuni un fastidio, per altri una piacevole […]

Link all’articolo originale: iOS 16, come attivare la vibrazione della tastiera


iOS 16, come attivare la vibrazione della tastiera

Ora potete usare i Play Points per pagare sul Play Store: ecco come

Dopo l’ultimo Google I/O abbiamo visto Google introdurre la possibilità di usare i Play Points tra i metodi di pagamento ufficialmente disponibili sul Play Store. Ora vi è l’ufficialità, con Google che sta distribuendo la novità su smartphone e non solo.

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I Play Points sono una sorta di punti fedeltà che vengono elargiti da Google a ogni utente che completa acquisti sul suo Play Store. L’acquisizione di Play Points varia in base allo status dell’utente, ovvero in base al numero di acquisti effettuati nel tempo. Andiamo quindi a vedere come usarli per pagare prodotti venduti sul Play Store:

  • Innanzitutto sarà necessario controllare quanti Play Points si hanno a disposizione, basterà tappare sulla propria icona nella sezione principale del Play Store, come mostrato dallo screenshot qui sotto.
  • Successivamente selezionare l’opzione per usare i propri Play Points, tramite la sezione dedicata denominata “Use”.
  • Selezionare la taglia del coupon che si vuole generare con i Play Points a disposizione, il quale sarà poi utilizzabile per pagare i prodotti venduti sul Play Store.

Quanto appena visto attualmente è l’unico metodo accessibile per riscattare i Play Points sul Play Store, ma in futuro sarà possibile utilizzare i Play Points anche in fase di acquisto dei prodotti sul Play Store, ovvero al momento della selezione del metodo di pagamento.

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Android 13 offrirà un risparmio energetico inedito sui Pixel: ecco come

Grazie alle prime beta pubbliche rilasciate finora abbiamo già conosciuto le novità che Google introdurrà su smartphone con Android 13. Tra queste ne è stata scovata una ancora inedita.

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L’animazione che trovate in galleria mostra la novità in questione. Si tratta della possibilità di impostare una risoluzione del display più bassa su Pixel 6 Pro, passando dal quad HD+ al full HD+. Questo dovrebbe chiaramente permettere un risparmio energetico a parità di utilizzo. Il display è notoriamente uno degli aspetti che più consuma su smartphone.

La nuova opzione che si vede in galleria è stata abilitata installando i driver del display di Pixel 7 Pro su Pixel 6 Pro. Questo suggerisce che la novità arriverà con Android 13 al momento del lancio dei nuovi Pixel 7. Sarà chiaramente disponibile sui dispositivi che offrono un display a risoluzione più alta del full HD+, dunque non su Pixel 6 o Pixel 6a.

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Come farsi rimborsare dal Play Store tramite browser e app

Hai appena acquistato un’app Android ma ti sei accorto che le sue funzioni non rispecchiano ciò che stavi cercando oppure semplicemente hai trovato un’app Android che costa meno e che ha feedback migliori. Niente paura, perché esiste un modo per annullare l’acquisto di un’app Android e ottenere il rimborso di un’app Android acquistata. Non è difficile, anzi: basta seguire le linee guida del Play Store che tengono conto soprattutto del momento di acquisto dell’applicazione. In questo articolo ti spiegheremo quindi cosa bisogna fare e cosa sapere per farsi rimborsare dal Play Store.

Chiedere un rimborso sul Play Store è un diritto di chi utilizza un qualsiasi smartphone e tablet con il sistema operativo mobile del “robottino verde”, purché vengano rispettati alcuni requisiti indicati dalle norme del negozio dove scaricare app per Android e che ti indicheremo tra un attimo.

Secondo quanto previsto infatti dal Google Play, un utente può ottenere un rimborso di un’app Android acquistata entro 48 ore dall’ordine. Quando parliamo di applicazione facciamo riferimento ovviamente a una categoria generale e non ci riferiamo quindi soltanto a una certa tipologia di app, ma a tutti i contenuti dello store di Android.

Le norme del Google Play sono piuttosto chiare in questo senso, in quanto precisano che è possibile annullare l’acquisto di giochi, film, musica, acquisti in-app e persino ebook. In quest’ultimi casi, si potrà addirittura ottenere un rimborso anche dopo trascorse le 48 ore che abbiamo visto sopra, rispettando però alcune condizioni che riporteremo nelle prossime righe.

Ovviamente il discorso non cambia nel caso in cui tu abbia deciso di utilizzare il credito Google Play per acquistare app Android, anziché pagare del denaro secondo la modalità di pagamento impostata per il tuo account. Riceverai infatti un rimborso completo del credito speso, che tornerà nuovamente a disposizione sul tuo account.

Per rendere il discorso più semplice, ti riportiamo le tempistiche esatte entro cui è possibile farsi rimborsare dal Play Store in base alla diversa tipologia di app:

  • App/giochi/acquisti in-app: il rimborso va chiesto entro 48 ore dall’ordine, come abbiamo appunto visto finora
  • Acquisti Google Play Film o Google TV: è possibile chiedere un rimborso entro 7 giorni lavorativi se non hai iniziato a guardare il contenuto o 65 giorni dall’acquisto in caso di difetti, non disponibilità o prestazioni inadeguate
  • Abbonamenti Google Play Musica: l’annullamento dell’acquisto di singoli brani o playlist è ammesso entro 7 giorni lavorativi, a patto che tu non abbia già scaricato o riprodotto il contenuto.

Prima di spiegarti come annullare l’acquisto di un’app sul Play Store, troverai utile sapere quali sono le tempistiche del rimborso sul Play Store. Generalmente, Google stornerà la cifra completa entro un giorno lavorativo, ma potrebbero essere necessari fino a quattro giorni lavorativi per processare la richiesta.

Nella maggior parte dei casi, comunque, il rimborso verrà elaborato e riconosciuto nel giro di qualche ora dall’inserimento della richiesta. In caso di annullamento immediato, ad esempio dopo qualche minuto dall’ordine, il rimborso arriverà addirittura in massimo quindici minuti. Non preoccuparti quindi se non vedi subito il rimborso e attendi piuttosto il riaccredito della cifra spesa, confermata anche tramite ricezione di un’apposita email.

Apri il browser che utilizzi di solito ed entra nell’account Google Play da questa pagina. Se non hai ancora effettuato l’accesso, inserisci l’indirizzo email e la password che utilizzi sul tuo dispositivo mobile per accedere al Play Store. 

Seleziona “Cronologia ordini” dall’elenco che trovi a sinistra e attendi il caricamento della nuova schermata.

Trova adesso l’app o il gioco Android che vuoi annullare e clicca sulla voce “Segnala un problema” accanto ai dettagli dell’ordine.

A questo punto, non ti resta che completare il modulo che ti apparirà a schermo e nel campo note scrivi di voler ottenere un rimborso dell’app Android acquistata. Seleziona anche la categoria più appropriata in base alla tua casistica.

Un secondo messaggio pop-up ti avviserà che l’operazione è stata registrata correttamente. A rimborso avvenuto, riceverai un’e-mail di conferma sul tuo indirizzo associato all’account Google Play. 

Ovviamente questa procedura va ripetuta passo passo per ogni singola app Android acquistata entro le 48 ore precedenti. Prosegui quindi dall’inizio selezionando l’altra applicazione e avvia il procedimento di rimborso, e così via per tutte le eventuali altre app acquistate.

L’importante, come detto prima, è rispettare il termine di riferimento delle norme del Play Store che è quello delle 48 ore dall’ordine.

Vediamo adesso come chiedere un rimborso di un’app Android acquistata tramite app Google Play Store. Se non sono trascorse due ore dal completamento della transazione, apri il Play Store dal tuo dispositivo e clicca sulla foto del tuo profilo nell’angolo in alto a destra.

Nel menu contestuale, seleziona “Pagamenti e abbonamenti” e successivamente fai un tap su “Budget e Cronologia“, per aprire appunto un elenco delle app Android acquistate.

Trova l’applicazione o il gioco per il quale desideri un rimborso, clicca su di essa per fare apparire il menu di scelta e clicca adesso su “Rimborsa“.

L’app verrà disinstallata dal tuo dispositivo e riceverai un rimborso secondo i tempi che abbiamo visto prima. Una email ti avviserà dell’avvenuto rimborso.

In alternativa, se sei dentro le 48 ore indicate dalle norme dello store di Android, segui i passaggi che abbiamo visto prima dal sito web di Google Play per effettuare la procedura di rimborso tramite computer.

È possibile chiedere un rimborso per gli acquisti in-app se non sono trascorse 48 ore dall’inserimento dell’ordine. Ti basterà seguire uno dei due metodi riportati sopra e inserire la richiesta.

Se sono trascorse più di 48 ore, puoi comunque provare a chiedere un rimborso contattando direttamente lo sviluppatore. Considera infatti che ogni sviluppatore ha delle proprie politiche e requisiti legali e potresti essere ancora in tempo per chiedere il rimborso dell’acquisto in-app. Continua a leggere per scoprire come fare.

Per contattare lo sviluppatore dovrai aprire l’app Google Play Store dal tuo dispositivo e selezionare la foto del tuo profilo nell’angolo in alto a destra. Nel menu a tendina, seleziona “Pagamento e abbonamenti” e successivamente fai un tap su “Budget e cronologia“.

Dopo avere individuato l’app di interesse, tocca su “Visualizza” e seleziona in basso l’email dello sviluppatore nella pagina sul contatto. In automatico, ti si aprirà l’app di posta elettronica con indicato come destinatario l’indirizzo email dello sviluppatore. Spiega esattamente che desideri ottenere un rimborso e fornisci anche il motivo per cui desideri ottenerlo. 

Il metodo che abbiamo visto sopra si applica anche per il rimborso di app Android dopo 48 ore dall’acquisto. Se l’applicazione non è stata di tuo gradimento, prova a contattare lo sviluppatore. Tieni presente che non tutti gli sviluppatori accetteranno di rimborsare gli utenti, dunque è sempre meglio far tutto nei limiti di tempo indicati dalle norme del Play Store. 

Come hai visto, è molto semplice richiedere rimborso dell’app Android acquistata. Si tratta di una procedura che potrà tornarti molto utile in caso di acquisti fatti per sbaglio o altre situazioni che potrebbero capitarti nell’utilizzo del tuo smartphone o tablet.

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Come farsi rimborsare dal Play Store tramite browser e app