Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

“Durante lo scorso anno, abbiamo assistito al ruolo fondamentale svolto dalla tecnologia nell’aiutarci a continuare la nostra vita e rimanere in contatto gli uni con gli altri. Il nostro impegno per un futuro inclusivo e sostenibile va di pari passo con la nostra incessante ricerca di innovazione per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori: dalla riduzione dell’impronta di carbonio dei nostri prodotti, alla fornitura di una suite di funzioni di accessibilità, all’offerta di un un’esperienza visiva senza precedenti che si adatta allo stile di vita di ogni utente”. Queste le parole con cui JH Han, President of Visual Display Business di Samsung, ha aperto il suo First Look 2021, appuntamento (per la prima volta virtuale) in cui la compagnia coreana ha presentato la nuova gamma di TV: Neo QLED e Lifestyle TV, annunciando inoltre che da quest’anno i televisori Samsung saranno dotati di un telecomando a energia solare che può essere ricaricato dalla luce del sole ma anche dalle luci di casa, o tramite usb.

Tutto questo a pochi giorni dal CES 2021 di Las Vegas, la più importante fiera del mondo dedicata all’elettronica di consumo. Di accessibilità, sostenibilità (miglioramento dell’efficienza energetica, impiego di materiali riciclati e riduzione al minimo del testo e delle grafiche sull’imballaggio ecologico) e innovazione ha parlato anche Bruno Marnati, Head of Audio Video di Samsung Italia. “Il nostro impegno nell’innovazione, nel DNA di Samsung da sempre, deve andare di pari passo con la costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile”.

In particolare Samsung ha presentato una tecnologia display nuova, Neo QLED, nei suoi modelli di punta 8K (QN900A) e 4K (QN90A), portando la tecnologia QLED a un livello ulteriore grazie a una nuova sorgente luminosa, il Quantum Mini LED, controllata dalla tecnologia Quantum Matrix e dal processore Neo Quantum, un potente processore di immagini ottimizzato per Neo QLED. I modelli 2021 Neo QLED 8K e 4K di Samsung presentano poi funzionalità smart che arricchiscono il ruolo della TV, supportando le esigenze di fitness, intrattenimento e smart working dei consumatori.Samsung ha presentato anche la nuova gamma di Lifestyle TV. The Frame 2021 ha una dimensione della cornice dimezzata rispetto ai modelli precedenti. Le nuove cornici personalizzabili sono disponibili in cinque opzioni di colore e in due diversi stili personalizzabili.


Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

Ecco com’è l’interno dello smartphone più curioso del momento (video)

ZTE è riuscita a prendersi il primato di produttore del primo smartphone con fotocamera anteriore integrata direttamente sotto al display, con il suo Axon 20 5G. Ora è giunto il momento di vedere cosa c’è al suo interno per vedere come funziona tale fotocamera innovativa.

Il solito Zack del canale YouTube JerryRigEverything ha effettuato il teardown completo di ZTE Axon 20 5G. Come potete vedere nella prima parte del video, disponibile attraverso il player presente in fondo all’articolo, non è stato semplicissimo rimuovere la scocca posteriore a causa del notevole quantitativo di colla usato da ZTE. Lo stesso dicasi per la rimozione della batteria.

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Procedendo nel teardown il buon Zack ha scovato un motore della vibrazione relativamente datato, una scelta comprensibile da parte di ZTE per contenere i costi di realizzazione del device.

Prima di scoprire la fotocamera integrata sotto al display, Zack ha estratto il sensore per le impronte digitali, anch’esso integrato al di sotto dello schermo. La tecnologia impiegata risulta essere quella standard, ovvero quella che si serve di una fotocamera per realizzare il riconoscimento dell’impronta poggiata sul display.

Arrivando al componente più interessante, Zack ha estratto la fotocamera implementata tra il display e la scocca posteriore: il sensore è collegato direttamente alla scheda madre ed è posto dietro a un particolare vetro che permette di captare la luce solo in un senso e non nell’altro. Il video mostra anche come il sensore integrato sotto il display “veda” il tutto con un leggero alone giallo, probabilmente corretto via software da ZTE.

Per maggiori dettagli sul teardown completo svolto su ZTE Axon 20 5G vi suggeriamo di godervi il video completo che trovate qui in basso.

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Ecco com’è l’interno dello smartphone più curioso del momento (video)

Tante novità nell’ultimo aggiornamento di Telegram: arrivano le chat vocali “fatte come si deve”

Telegram è una delle app di messaggistica istantanea più famose, quasi 500 milioni di utenti attivi, e circa mensilmente vengono rilasciati aggiornamenti che aggiungono tante novità.

Dopo aver già potenziato i gruppi con tantissime funzioni non presenti sulle app concorrenti, sono arrivate le Chat vocali, un modo nuovo di comunicare in stile walkie-talkie. Ogni gruppo può diventare una chat room vocale in cui i membri possono parlare liberamente, parallelamente all’invio di foto e testo. La funzione è attivabile dalle impostazioni del gruppo e, una volta attiva, i membri potranno unirsi alla chat vocale tramite una barra in alto che mostra i membri attivi e chi sta parlando in quel momento.

L’interfaccia delle chat vocali mostra tre pulsanti: uno per scegliere l’output dell’audio, uno per attivare o disattivare il microfono e uno per chiudere totalmente la comunicazione. La funzione rimane attiva anche se l’app non è in primo piano e, nel caso di Android, sarà presente un gradevole pulsante flottante che mostra i controlli del microfono e chi sta parlando.

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Secondo Telegram, le chat vocali possono accogliere alcune migliaia di partecipanti, per cui possiamo dire che non ci sono davvero limiti. Vanno citate anche le animazioni delle varie finestre e dei pulsanti, che sono davvero ben fatte e si integrano bene con il resto dell’applicazione. Questa funzionalità è presente sia su mobile che sul client per macOS e Telegram Web. Su quest’ultime piattaforme sarà possibile scegliere una scorciatoia per il push-to-talk.

Altre novità introdotte con questa versione sono: l’ottimizzazione degli sticker, che ora mostrano un contorno grigio mentre vengono caricati, potenziamento delle funzioni dell’editor di foto, possibilità di archiviazione su scheda SD di tutti i dati dell’applicazione, ovviamente solo su Android, e sempre su Android, sono state introdotte nuove animazioni in tutta l’interfaccia.

Su iOS arriva invece la possibilità, fino ad oggi in beta, di far leggere i messaggi ricevuti da Siri tramite AirPods. Questo è attivabile tramite Impostazioni iOS > Notifiche > Fai leggere i messaggi e attivando Telegram.

Come ogni aggiornamento, sono state rilasciate anche alcune nuove emoji animate. Questa versione dell’applicazione è già presene sui vari store ed è raggiungibile dai badge in basso.

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Tante novità nell’ultimo aggiornamento di Telegram: arrivano le chat vocali “fatte come si deve”

Ecco come Google ha rilevato il terremoto di Milano con gli smartphone (foto)

Sappiamo bene che Google possiede delle ampie potenzialità in tantissimi settori e nelle ultime ore lo ha dimostrato per un evento accaduto in Italia, il sisma che è stato avvertito nel territorio di Milano lo scorso 17 dicembre.

Il servizio di Google denominato Android Earthquake Alerts System è riuscito a rilevare il sisma accaduto a Milano qualche ora fa basandosi sulle informazioni fornite da sensori standard integrati negli smartphone. Questi componenti sono proprio gli accelerometri, dei sensori in grado di rilevare spostamenti relativi anche minimi. Gli algoritmi di Google hanno fatto il resto: riconoscendo il pattern di movimento rilevato l’hanno associato a un probabile sisma.

Quindi alcuni utenti presenti nell’area di Milano hanno notato che cercando la parola chiave “Terremoto” tramite Google veniva restituito un messaggio relativo alla conferma di effettivo avvenimento del sisma. Questo è stato notato sia da piattaforma desktop che da smartphone.

Il sistema Android Earthquake Alerts di Google in realtà prevede anche delle notifiche più approfondite e complete al momento della rilevazione del sisma: l’animazione che trovate qui in basso ne è un esempio pratico. Probabilmente il sistema di Google non è ancora pienamente operativo in Italia oppure le rilevazioni non si sono rivelate accurate per il sisma di Milano al punto da proporre le notifiche di emergenza.

Fateci sapere se avevate già notato le notifiche di Google in merito al sisma avvertito a Milano, così come il vostro parere sulla loro efficacia.

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Ecco come Google ha rilevato il terremoto di Milano con gli smartphone (foto)

Samsung regala fino a 100€ per l’acquisto di un dispositivo Galaxy: come ottenere il voucher

Si avvicina il periodo di Natale e con esso arrivano le prime promozioni che riguardano il settore della tecnologia. Tra queste arriva subito quella di Samsung, la quale prevede un interessante voucher per chi intende acquistare uno dei suoi dispositivi.

L’iniziativa promozionale di Samsung si chiama “Regala Galaxy a chi ami” e sarà accessibile a tutti coloro che hanno installato l’app Samsung Members. In sostanza, l’iniziativa consiste nella possibilità di riscuotere un voucher per l’acquisto scontato di diversi dispositivi Samsung. Andiamo a vederli nel dettaglio:

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La promozione lanciata da Samsung sarà accessibile fino al prossimo 25 dicembre. Il voucher può essere riscosso da tutti gli utenti Samsung attraverso l’app Samsung Members, iscrivendosi alla piattaforma. A questo indirizzo troverete maggiori informazioni a riguardo.

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Amazon chiede il vostro aiuto per istruire Alexa: come scalare la classifica di Alexa Answers

Amazon ha appena annunciato una particolare novità per i suoi clienti italiani, e in particolare per coloro che si avvalgono del supporto di Alexa, il suo assistente virtuale ormai presenti in diversi dispositivi smart.

La novità di Amazon consiste nel programma Alexa Answers: in breve si tratta di un programma per fornire ad Alexa le risposte che ancora non conosce. In particolare, sono state raccolte una serie di domande alle quali l’assistente ancora non sa rispondere, alle quali gli utenti partecipanti al programma possono rispondere per istruire Alexa e migliorare il suo bagaglio di apprendimento.

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Gli utenti che parteciperanno al programma Alexa Answers guadagneranno punti in base ai contributi forniti, con i quali sarà possibile scalare la classifica, sbloccare badge e raggiungere i vari traguardi impostati da Amazon. Al momento non sono previste delle ricompense concrete per chi parteciperà.

Il programma Alexa Answers è ufficialmente aperto per gli utenti italiani: vi basterà accedere a questo link, registrarvi tramite il vostro account Amazon, selezionare le domande per le quali si conoscono le risposte e iniziare a fornire i propri contributi.

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Arrivano interessanti novità per Google Maps: come potete esplorare il feed dei luoghi (foto)

Google ha appena annunciato delle ulteriori novità per Maps, la sua piattaforma di mappe e navigazione, le quali arrivano trasversalmente per le app Android e iOS. Le novità si riferiscono principalmente alla scoperta dei luoghi registrati su Maps.

Google ha infatti annunciato delle interessanti novità per la sezione Esplora di Google Maps: come vedete dall’animazione presente nella galleria in basso, la novità consiste in un vero e proprio feed, all’interno del quale potrete trovare le ultime recensioni, le foto pubblicate e i post aggiunti da altri utenti relativi al luogo selezionato.

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Il feed appena introdotto da Google fornirà agli utenti anche degli aggiornamenti in merito ai luoghi su Maps: questi riguarderanno nuovi piatti inseriti nei menù dei ristoranti e nuovi eventi organizzati.

Le novità introdotte da Google arrivano dopo i confortanti risultati dei test effettuati da BigG in merito ai post dei commercianti pubblicati su Maps: questi sono stati visualizzati il doppio delle volte rispetto ai post degli utenti standard. Pertanto, Google ha deciso di implementare a livello pubblico la possibilità per i commercianti di farsi conoscere e far conoscere le novità relative alla propria attività attraverso Google Maps.

Le novità appena introdotte sono in fase di distribuzione a livello globale per le versioni Android e iOS di Google Maps.

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Com’è successo che il caviale italiano è diventato il migliore al mondo

Caviale Beluga, Caviale Osietra, Caviale Siberian: ma non siamo in Russia, siamo in Italia. Negli ultimi 40 anni il nostro Paese è stata la culla di vari allevamenti di storioni, pesci poco conosciuti nel nostro territorio anche se presenti fin dall’antichità.

Nelle acque Italiane vivevano in natura tre specie di storione che sono andate scomparendo a causa dell’antropizzazione dei corsi fluviali e l’eccesso di pesca illegale, destino comune in tutto il Mondo dove a causa appunto dell’eccessivo sfruttamento, tali specie ittiche sono state inserite nella Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites) al fine di favorirne la conservazione.

Ma è proprio grazie all’unicità del nostro territorio e alle sue  risorse naturali come l’acqua pura e calda, che nelle zone lombardo-venete l’allevamento dello storione in acquacoltura ha trovato  le condizioni perfette.

“Mentre da noi” spiega Rodolfo Giaveri, fondatore di Caviar Giaveri “grazie a queste risorse inizialmente si allevavano le anguille, in Francia e, precisamente in Aquitaine, con lo scarseggiare del prodotto “selvaggio” nascevano i primi allevamenti di storione per la produzione del caviale, era la loro cultura gastronomica a richiederlo, la tradizione culinaria, crearono anche un vero e proprio consorzio come per lo Champagne, per tutelarne l’origine.

 L’Italia venne subito dopo, nei primi anni ’80 e si affermò rapidamente grazie al grosso vantaggio delle risorse idriche”. In Veneto, infatti, vengono trasformati in quel periodo i possedimenti ittici della Caviar Giaveri nel comune di San Bartolomeo di Breda (in provincia di Treviso), a pochi chilometri da Venezia e diventano allevamenti di storioni specializzati nella  produzione del caviale.

Nasce così un allevamento di storioni di dieci diverse specie, attualmente il parco più vario del mondo, che permette di scegliere tra una ricca varietà di tipi di caviale eco–sostenibile: dal famossisimo Beluga, passando a l’Osietra fino ad arrivare al Sevruga, ce né per tutti i gusti.

Le grandi dimensioni delle vasche all’aperto, che riproducono perfettamente l’habitat naturale, l’utilizzo bilanciato di nutrienti adeguati, l’estrazione delle uova in ambiente protetto e la loro rapidissima conservazione a temperatura controllata, sono tutti aspetti che permettono a Caviar Giaveri di porsi al top nel mondo della produzione del caviale. Ogni esemplare è accudito e seguito in ogni fase della sua crescita ed ogni aspetto è curato minuziosamente per garantire il massimo rispetto dell’equilibrio dell’ecosistema. Passione e pazienza quotidiana caratterizzano Caviar Giaveri, servono, infatti, molti anni per la maturazione del pesce, ciò comporta un ciclo produttivo estremamente lungo, dai 7 ai 15 anni e oltre per fare il caviale, a seconda della specie allevata. 

L’obiettivo è quello di ottenere un prodotto di elevata qualità ed è questo che ha determinato la scelta di lavorare artigianalmente e di confezionare direttamente il caviale seguendo fedelmente la tradizione. La salatura, fase molto delicata segue una ricetta segreta di Caviar Giaveri, il metodo russo malossol (poco sale), la selezione delle uova avviene a mano con assoluto rigore e precisione, come il confezionamento. Il tutto in ambiente controllato e certificato. Un processo meticoloso che si perpetua per mantenere elevati gli standard nel tempo.

Ognuna delle fasi di lavorazione delle uova avviene in un ambiente protetto e controllato, una “camera bianca” con aria pura dove accedono solo le persone autorizzate. Il rigore del processo produttivo è testimoniato dai certificati più autorevoli, come “IFS FOOD” higher level. Nell’ottica del continuo miglioramento, Caviar Giaveri si è certificata in conformità ai più alti standard ed è un marchio votato all’eccellenza, uno stile riconoscibile come la qualità del caviale proposto in diverse selezioni. 

A quarant’anni dall’intuizione di Rodolfo Giaveri, e per merito di tutta la sua famiglia possiamo trovare, alle porte di casa, il cibo preferito degli Zar che non teme confronti con kìestero. Giaveri è sempre stato presente in questo mondo, conosce bene le sue dinamiche a livello mondiale e gioca un ruolo importante, tant’è che partecipa ad un incontro a porte chiuse “unico” che si tiene una volta l’anno tra i più importanti allevatori e produttori di caviale i quali decidono il trend di questo mercato.

Oggi l’Azienda è condotta da Jenny, Giada e Joys Giaveri, 3 giovani imprenditrici che, con grande passione, continuano la tradizione di famiglia a fianco del padre.

Caviar Giaveri esporta in tutto il mondo caviale italiano di alta qualità, i principali Paesi sono Francia, USA, Canada, Brasile, Sud Africa, Oriente (Giappone, Thailandia, Korea, Taiwan, Hong Kong, Indonesia e Malesia), Medio Oriente e Australia. 

In questo anno di pandemia il mercato occidentale e americano è rallentato mentre i mercati in Oriente hanno mantenuto la stessa richiesta, anzi è aumentata perché non potendo più viaggiare, la fascia alta della popolazione acquista i prodotti di eccellenza per consumarli comodamente a casa.  

“La nostra” conclude Jenny Giaveri che si occupa dell’estero “è un’azienda a conduzione familiare dove ricompriamo i ruoli chiave ed è quindi più flessibile e dinamica: il caviale non si spreca, si preferisce produrre meno quantità se necessario e mantenere sempre un elevatissimo standard qualitativo.

 

Agi

Una delle esclusive di Galaxy S21 avrà come protagonista Bixby Voice

Trapelano nuovi e interessanti dettagli sui prossimi smartphone che lancerà Samsung, i dispositivi della famiglia Galaxy S21 che dovrebbero arrivare tra fine gennaio e febbraio 2021.

Stando a quanto appena riferito da SamMobile, Galaxy S21 arriverà con una funzionalità esclusiva e che coinvolgerà Bixby Voice, la sezione dedicata al riconoscimento vocale dell’assistente vocale di Samsung: questa consisterà nella possibilità di sbloccare il dispositivo tramite comando vocale. La feature dovrebbe corrispondere a un metodo di sblocco biometrico a tutti gli effetti.

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Al momento non è chiaro come Samsung implementerà il riconoscimento vocale tramite Bixby Voice, e soprattutto quali misure di sicurezza verranno integrate. Immaginiamo che l’algoritmo di riconoscimento sarà “allenato” al punto da discriminare il caso in cui il proprietario voglia davvero sbloccare lo smartphone oppure il caso in cui viene riprodotta una semplice registrazione della voce del proprietario.

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Il manuale che racconta come nascono i tessuti che indossiamo

Di cosa sono fatti gli abiti che indossiamo ogni giorno, cosa sono le fibre e come sono tinte e trattate per diventare un tessuto, quali le tecnologie e i processi  utilizzati affinché dalla fibra si arrivi al capo finito! ?

Il manuale “Tecnologia. Innovazione. Sostenibilità.  Conoscere i materiali tessili”,  tratta con semplicità tutti questi argomenti cercando di far chiarezza in una materia assai complessa e in continua evoluzione.

Nel primo volume del manuale, pubblicato lo scorso anno, Paola Ungaro aveva descritto i processi che dalle fibre conducono alla realizzazione dei filati e quindi dei tessuti, dando conto di come una tecnica millenaria si sia nel tempo evoluta e affinata sino ai giorni nostri. È uscito ora il secondo con cui l’autrice conclude il percorso illustrando in dettaglio le lavorazioni effettuate e le tecnologie utilizzate sui filati e sui tessuti allo scopo di trasformarli in capi di abbigliamento.

Tecniche di tintura e di stampa, coloranti naturali e coloranti sintetici,  stampa digitale, stampa laser,  abiti stampati in 3D,  tessuti riciclabili, upcycling, certificazioni tessili; sono questi alcuni degli argomenti trattati nel nuovo volume, con uno sguardo sempre attento alle innovazioni più recenti e al tema della  sostenibilità.

Avvalendosi di una lunga esperienza sul campo come fashion designer e come docente di “tecnologia dei materiali tessili” e utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile anche ai profani della materia, l’autrice descrive in dettaglio le varie tipologie tessili e le tecniche utilizzate per i finissaggi di tintura e di stampa, soffermandosi poi sulle  certificazioni  tessili, la cui conoscenza è indispensabile per decodificare e scegliere scientemente i prodotti e i materiali, e introducendo infine le tecniche di finissaggio “in capo”, come per esempio,  la “tintura in capo”, cioè quei trattamenti che vengono realizzati direttamente sui capi già confezionati,  la cui storia come quella dello “stone washed” ha caratterizzato, negli anni ’70, in “made in Italy” . vari focus di approfondimento sulla sostenibilità, sull’innovazione e sugli “smart textile” in modo da offrire ai lettori interessati e in particolare agli studenti, novelli  “eco-fashion designer”, una panoramica aggiornata dei più recenti sviluppi del settore e delle sue prospettive.

Il volume è impreziosito da numerose immagini che consentono un’immediata rappresentazione della materia trattata, agevolandone la comprensione, e si chiude con un’ampia bibliografia e sitografia a supporto di chi voglia approfondire gli argomenti.

Sono presenti vari focus di approfondimento sulla sostenibilità, sull’innovazione ed in particolare sugli “smart textile” in modo da offrire, una panoramica aggiornata dei più recenti sviluppi del settore e delle sue prospettive.

“Tecnologia. Innovazione. Sostenibilità.  Conoscere i materiali tessili 2” si rivolge certamente alla platea di studenti delle Accademie e delle Università di Moda, che si devono confrontare con una materia in costante evoluzione, ma anche ad un più ampio pubblico che voglia acquisire conoscenze di base sui materiali che indossiamo ogni giorno.

Agi

Perché vivo non è come gli altri brand di smartphone cinesi

AGI – Con il mercato degli smartphone sempre più complesso e affollato, la crisi innescata dalla pandemia di Covid e una certa diffusa diffidenza verso i marchi cinesi, lanciare in Europa un brand di telefonia mobile può sembrare una follia. Fallo con un device di fascia alta, ancora di più.

Eppure è quello che ha fatto vivo (sì, si scrive tutto minuscolo), un’azienda che esiste sul mercato da 25 anni e che è arrivata in Italia calando il suo asso e scommettendo sulla rete 5G. L’asso si chiama X51 e per capire come si è arrivati alla decisione di sfidare marchi come Oppo e Xiaomi impegnati a cannibalizzare le quote lasciate libere da Huawei bisogna innanzitutto capire da dove vengono questi cinesi molto ambiziosi e cosa hanno da offrire.

Le origini

Vivo è stata fondata nel 1995, già nel 1998 era il principale produttore di telefoni fissi in Cina. Nel 2003 la decisione di provare l’ancora semi-inesplorato mercato dei telefoni cellulari, fino al 2011, anno in cui è stato lanciato il marchio vivo smartphone.

Del 2011 è il primo smartphone e tre anni dopo, nel 2014 l’azienda si allarga nel sud-est asiatico, segnando l’inizio dell’espansione all’estero e della strategia aziendale globale.

Del 2016 è la decisione di cimentarsi con la sfida del decennio: il 5G. Viene così aperto il 5G Research Institute per la ricerca e la standardizzazione della tecnologia di quinta generazione. Nel 2018, poi, la sfida che fuori dal perimetro conosciuto può rivelarsi la più rischiosa: il lancio di un assistente di intelligenza artificiale che si chiama Jovi.

A quel punto – e siamo al 2018 – vivo lancia il suo primo derivato dal concept Apex e un anno dopo fa il passo che tutte le marche cinesi hanno fatto: lanciare una sottomarca. Nasce così iQOO con lo slogan “born strong” e il suo primo smartphone 5G iQOO Pro 5G diventa uno dei primi marchi con uno smartphone 5G sul mercato.

L’arrivo in Europa è recentissimo: alla vigilia della pandemia, nel novembre 2019. I mercati chiave sono sei: Italia, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Polonia.

Da dove vengono i soldi

Vivo è stata creata dal colosso BBK nel 1995. Da quando nel 2001 BBK si è sciolta in tre aziende indipendenti, vivo non risponde a nessuna casa madre, né condivide tecnologie, ricerca o altro con altre aziende. L’amministratore delegato è Shen Wei. Ha attualmente oltre 14.000 dipendenti in tutto il mondo, tra cui 10.500 impegnati in 9 centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo. Tutta la catena – dall’R&S, alla gestione della catena di approvvigionamento, alla produzione, alla distribuzione e alle vendite – è sotto il controllo di un’unica società.

Il successo in Asia ha permesso all’azienda di mettere da parte i capitali serviti poi per l’espansione verso Occidente, ma anche se ha 370 milioni di utenti, i soldi non vengono tutti dagli smartphone. Una parte significativa dell’attività di vivo è la ricerca e lo sviluppo di software. Molto è stato investito nell’assistente Jovi che fornisce servizi tra cui assistenza quotidiana, assistenza sanitaria, tempo libero e cura della persona. Viene utilizzato da 222 milioni di utenti e supporta oltre 1.000 scenari ed è parte integrante della IoT Open Ecology Alliance: una piattaforma diffusa in Asia e nel Pacifico che supporta oltre 800 dispositivi intelligenti di 56 categorie, che coprono prodotti indossabili e domotica .

Le pietre miliari

Nel 2012 vivo ha lanciato lo smartphone più sottile al mondo al momento del suo rilascio: X1 (6,55 mm di spessore). È stata anche la prima al mondo a inserire un chip audio di qualità Hi-Fi dedicato in uno smartphone. Due anni dopo arriva X5Max, con 4,75 mm di spessore, ancira oggi il telefono più sottile al mondo.

Il 2018 è l’anno delle sfide tecnologiche: in gennaio, al CES, viene presentato X20Plus UD, il primo smartphone al mondo per la scansione di impronte digitali in-display. In febbraio lancia il concetto di smartphone APEX FullView, che incorpora tecnologie innovative tra cui la scansione delle impronte digitali in-display a metà schermo, la fotocamera frontale pop-up e la tecnologia Screen SoundCasting. A giugno 2018 l’ammiraglia della serie NEX e con una fotocamera frontale pop-up e un display senza cornice.

Non solo vivo

Anche se tutto ruota inorno al marchio vivo, in Asia e Pacifico ci sono due sottomarchi molto specifici, ciascuno a sé stante. Il primo è il marchio NEX,  con la serie omonima nata dal primo concept smartphone, APEX, con il primo display completamente senza cornice e una fotocamera selfie periscopio. I suoi punti di forza sono il comparto fotografico e l’autonomia, senza tralasciare il design completamente senza pulsanti. Guardando di più alle relazioni all’interno di prodotti e gruppi, APEX è considerato il futuro dello smartphone; NEX è l’ultima tecnologia nata dal concetto APEX; e la serie X è un passo successivo come una sorta di dispositivo più “mainstream”, ancora ereditando le innovazioni chiave all’interno della rispettiva categoria di prodotto.

Il secondo sottomarchio è iQOO. In azienda lo considerano come un’auto che si può portare in pista a Monza per il fine settimana e poi utilizzare per accompagnare  i bambini a scuola il lunedì mattina. Ha i più recenti chipset ad alte prestazioni, memoria, display reattivo ed è destinato a un pubblico di nicchia appassionato di mobile gaming. Attualmente è venduto solo online in Cina ed è molto popolare tra chi gioca con giochi ricchi di azione.

Il mercato

Sul mercato cinese vivo (che rappresenta il 17,1%) nel secondo trimestre del 2020 vivo si è classificata al secondo posto secondo i dati pubblicati ad agosto da IDC. Sull’appetibile mercato indiano nel secondo trimestre del 2020 Canalys attribuisce a vivo la seconda quota con il 21,3%. È prima in Indonesia (21,2%) e nel sud-est asiatico è terza (18%) con una crescita su base annua del 20%. Nelle Filippine e in Malesia, in particolare, vivo si è classificato al primo posto sul mercato.

Per chi è vivo

Prima di sbarcare in Europa, vivo ha intervistato 9.000 persone e ha individuato il target principale: i consumatori giovani che prestano particolare attenzione all’intrattenimento e alla condivisione di foto sui social. Il che significa alte performance in termini di durata della batteria, di processore e di comparto fotografico: tre elementi che fino al bando dei servizi Google che l’ha quasi messa fuori gioco erano appannaggio di Huawei.

Infotainment, contenuti multimediali in streaming, musica in movimento e videochiamate con amici e familiari tramite i social e le piattaforme di messaggistica istantanea. 

La strategia per l’Europa e l’Italia

Il quartier generale europeo conta 70 professionisti di 16 nazionalità diverse, con esperienza in vari settori verticali tra cui automotive, elettronica di consumo, ospitalità e assistenza domiciliare. L’idea di vivo è di tenere d’occhio le tendenze chiave del mercato per personalizzare e mettere a punto la strategia aziendale per ciascuno dei mercati cogliendone punti in comune nel modo di pensare dei consumatori, ma anche varie sfumature, mentalità, linguaggio, comportamento di acquisto.

La sfida, come per qualunque debuttante sul mercato europeo, è farsi conoscere e creare fiducia prodotti e nel marchio. La penetrazione nel mercato, in questa prima fase, avverrà attraverso gli operatori e il mercato aperto, ma  anche la strategia di e-commerce con i partner chiave.

Per l’Europa, si sta concentrando sulla qualità del suono e della fotografia, sfruttando le novità introdotte in passato nel settore come il chip audio di qualità hi-fi dedicato, e la usabilità, come lo scanner di impronte digitali.

Cosa bisogna aspettarsi

Vivo punta su tre dispositivi nel segmento sotto i 300 euro, della serie Y, poiché il 62,5% di tutti gli smartphone venduti in Europa rientra in quella fascia di prezzo. Ma il vero gioiello della corona è l’X51 5G, con funzionalità avanzate della fotocamera che ruotano attorno a un meccanismo di stabilizzazione del gimbal e una qualità costruttiva che lo porta a confrontarsi da pari non solo con i top di gamma di Xiaomi, Oppo e OnePlus, ma di sfidare la serie P di Huawei e i Galaxy S di Samsung.

L’intenzione è di integrare gli smartphone con accessori audio: gli auricolari wireless Sport e TWS Neo.
 

Agi