Gli sfondi ufficiali di Xiaomi Mi 11 Ultra e Mi MIX Fold: come provarli subito (foto)

I due gioielli più preziosi presentati tra i nuovi top di gamma Xiaomi sono sicuramente Mi 11 Ultra e Mi MIX Fold. In attesa della loro disponibilità effettiva sul mercato potete averne già un assaggio provando i loro sfondi.

Le immagini presenti in galleria mostrano un’anteprima degli sfondi ufficiali di Xiaomi Mi 11 Ultra e Mi MIX Fold. Quelli per Mi 11 Ultra hanno una risoluzione 1.440 x 3.200 pixel con un rapporto 20:9 e sono divisi in diverse categorie: Natural Texture (7), Geometry (4), Dynamic Nebula (3), Minimalist Scenery (7), Black and White (4) e Mars (4).

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Anche gli sfondi per Mi MIX Fold sono divisi in categorie: PC Mode (5 immagini statiche), Natural Texture (7 immagini statiche), Musubi (4 immagini statiche), Dynamic Nebula (3 sfondi animati), Minimalist Scenery (7 immagini statiche), and Mars (7 immagini statiche). Alcuni hanno una risoluzione di 2.480 × 1.860 pixel (3:4 ratio), mentre altri di 2.520 × 2520 pixel (1:1).

Attraverso i link presenti qui in basso potete scaricare gli sfondi descritti a risoluzione originale.

Sfondi ufficiali di Xiaomi Mi 11 Ultra | Download

Sfondi ufficiali di Xiaomi Mi MIX Fold | Download

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Gli sfondi ufficiali di Xiaomi Mi 11 Ultra e Mi MIX Fold: come provarli subito (foto)

Lo smartphone che fotografa il mondo come lo vediamo

AGI – L’espressione inglese è difficile da rendere in italiano: “what you see is what you get”. In sostanza: ‘quello che vedi è quello che compri’ o, in senso lato, ‘quello che ottieni’. Ed è uno dei dilemmi atavici delle fotocamere degli smartphone, in particolare dei brand cinesi, data la passione tutta orientale per i colori molto saturi e le immagini molto contrastate.

Non a caso fu sul primo top di gamma di Huawei, il P6, che fece la sua comparsa l’effetto bellezza: un filtro ancora un po’ rudimentale con il quale, se si eccedeva, si aveva lo stesso straniante effetto che si ha oggi guardando le conduttrici di certi programmi tv. 

Fatto sta che negli anni – e nelle edizioni che si sono succedute – l’asticella dell’aspettativa nelle fotocamere degli smartphone si è molto alzata e così abbiamo visto zoom potentissimi, sensori con megapixel a tre cifre e obiettivi macro da pubblicazione del National Geographic. Con il risultato che tra ciò che l’occhio vedeva nella realtà e che poi vedeva replicato sul display c’era spesso una differenza sostanziale, anche se quasi mai in peggio.

Raggiunti livelli di miglioramento dello scatto oltre i quali c’era solo la mistificazione, l’unica direzione verso cui la fotografia per smartphone poteva andare era restituire autenticità alle immagini, Ed è questa la sfida che lancia Oppo con le fotocamere, ma soprattutto il display della sere Find X3. Tre modelli: Pro 5G, Neo 5G e Lite 5G di cui il primo monta una quadrupla camera all’avanguardia e un display in grado di catturare e riprodurre le sfumature fino a 1 miliardo di colori.

Puntando sull’immagine – fotocamera e display – Oppo mira così decisamente a prendere il posto di Huawei, in caduta libera nel mercato europeo a causa dei ban imposti dagli Usa, che proprio della fotografia ha fatto il proprio punto d’onore. La casa cinese ha da poco raggiunto il traguardo del milione di smartphone venduti in Italia e ora punta a guadagnare ulteriormente spazio in nel segmento dei top di gamma.

Il Find X3 Pro è il primo smartphone con due fotocamere primarie da 50 MP (grandangolare e ultra grandangolare) che sfrutta un sensore di imaging Sony IMX 766, ma soprattutto una elaborazione di immagini e video a 10 bit, una funzione che caratterizza le fotocamere DSLR professionali, ideale per coloro che in postproduzione vogliono spingere i propri contenuti ai limiti della creatività.

In modalità Cinematic è dotato di risoluzione 4K, un’ampia gamma di colori dinamici e registrazione video in formato log. Questo offre il pieno controllo manuale su ISO, bilanciamento del bianco, velocità dell’otturatore e messa a fuoco. La fotocamera ultra grandangolare con lenti freeform aiuta a ridurre drasticamente la distorsione di foto e video.

L’obiettivo combinazione tra le fotocamere da 50 MP e il display da 1 miliardo di colori è di fornire una precisione del colore di livello professionale, grazie anche alla frequenza di aggiornamento di 120 Hz del display e alla risoluzione QHD+.

Il Find X3 Pro 5G monta la piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 888 5G e una batteria da 4500 mAh con ricarica SuperVOOC 2.0 Flash Charge da 65 W, ricarica AirVOOC Wireless Flash charge da 30 W e ricarica inversa.

Find X3 Pro 5G sarà disponibile in Italia a 1.150 euro nei colori Gloss Black, Blue e White;  Find X3 Neo 5G  costerà 800 euro nei colori Starlight Black e Galactic Silver e Find X3 Lite 5G costerà 500 euro ne colori Galactic Silver, Astral Blue e Starry Black.


Lo smartphone che fotografa il mondo come lo vediamo

Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

Don Turner ricopre il ruolo di Android Developer Relations Engineer all’interno di Google e ha recentemente rilasciato un post sul blog Android Developers nel quale aggiorna il mondo sui risultati ottenuti grazie al lavoro sulla latenza audio effettuato negli ultimi quattro anni.

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Le azioni intraprese unite ad una rinnovata attenzione da parte dei produttori di dispositivi hanno infatti permesso infatti di ottenere miglioramenti significativi, portando la latenza media degli smartphone Android più popolari sotto ai 40ms. Questo valore rientra pienamente all’interno della gamma richiesta per le applicazioni in tempo reale.

Solamente nel 2017 la differenza tra il minimo ed il massimo valore di latenza dei dispositivi più popolari era di 222ms. Confrontando questo dato con quello della lista del 2021 l’intervallo si è ridotto a soli 28ms, fornendo un’esperienza audio superiore nonostante la presenza di smartphone di diversi OEM. Le informazioni riportate fanno riferimento alla latenza audio “andata e ritorno” che include ingresso audio, elaborazione e output audio. Per ottenere invece la latenza “tap-to-tone”, che include il tocco dello schermo per  l’emissione del suono, vanno aggiunti 15ms alle latenze visibili nei grafici a fondo articolo. L’obiettivo a lungo termine per gli ingegneri del suono Android resta comunque quello di raggiungere i soli 10ms di latenza “andata e ritorno”.

 

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Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

Ecco come risolvere il dilemma del curriculum: la risposta è Curriculify (foto)

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Una delle attività fondamentali quando si cerca lavoro fa rima con curriculum, il mezzo che spesso può aprire le porte giuste al mondo del lavoro dopo gli studi. Il curriculum dunque riveste un’importanza rilevante, è essenzialmente la prima interfaccia tra l’aspirante lavoratore e chi deciderà l’assunzione, e per questo deve essere sviluppato nel miglior modo possibile. Probabilmente avrete sentito diversi pareri in merito alla strutturazione di un curriculum, e quindi saprete che uno dei principali aspetti da evitare è la creazione di un curriculum poco originale e poco personale. In questo contesto abbiamo provato Curriculify, un’app molto interessante che si pone l’obiettivo di sviluppare il curriculum personale senza scadere nella banalità.

Tante personalizzazioni, proprio dove servono

Curriculify è un’app relativamente semplice e leggere da installare. Al primo accesso non verranno richiesti particolari permessi speciali per funzionare. Come vedete dai primi screenshot presenti nella galleria in basso, al primo accesso si potrà eseguire il login tramite un proprio account personale, opzione che aprirà le porte alla possibilità di sincronizzare i contenuti generati in locale e nuove opzioni di personalizzazione. Molto apprezzata, soprattutto di questi tempi, la sezione di avvio dedicata alla protezione dei dati personali.

L’app prevede una sezione principale che include tutte le personalizzazioni applicabili al curriculum in fase di generazione. È possibile personalizzare il layout del documento secondo diversi standard, il font e la tonalità principale. Poi si passa all’inserimento delle informazioni personali, divisi in informazioni demografiche, esperienze di studi, certificati e esperienze professionali. Ogni opzione include delle sotto-opzioni di personalizzazione, e pertanto sarà molto difficile non poter aggiungere il desiderato dettagli di informazione.

Oltre alla possibilità di personalizzare il proprio curriculum è presente anche un’interessante sezione per la ricerca di posti di lavoro in base a semplici parole chiave, sicuramente nulla di rivoluzionario ma uno strumento in più integrato nel posto giusto. Oltre alla personalizzazione di base è poi possibile aggiungere immagini, firme e tradurre il documento in altre lingue.

Alla fine della generazione si potrà esportare il curriculum in formato PDF, condividerlo o salvarlo. È bene considerare che il modello personalizzato rimarrà a disposizione dell’utente, in modo da poterlo aggiornare o modificare in un secondo momento. Alcune funzionalità sono riservate agli utenti che creeranno un profilo sull’app, rispetto a quelli che hanno effettuato l’accesso come ospite. Altre funzionalità invece saranno disponibili esclusivamente per coloro che sottoscriveranno un abbonamento alla versione Pro dell’app.

Download gratuito e acquisti in-app

Curriculify è disponibile al download gratuito sul Play Store. L’app in versione free prevede degli annunci pubblicitari, non particolarmente invasivi e frequenti, e l’accesso limitato alle personalizzazioni a disposizione. Sempre all’interno dell’app sarà possibile creare un proprio account, per sbloccare parte delle esclusive, e sottoscrivere la versione Pro per sbloccarle tutte. Qui sotto trovate il badge di download dal Play Store.

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Ecco come risolvere il dilemma del curriculum: la risposta è Curriculify (foto)

Dickinson: Finn Jones e Pico Alexander parlano di come è stato lavorare con Apple TV+

Due attori della seconda stagione di Dickinson raccontano la loro esperienza sul un set Apple TV+.

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Dickinson: Finn Jones e Pico Alexander parlano di come è stato lavorare con Apple TV+

Samsung è pronta al lancio di Galaxy A72, ecco come sarà (foto)

Samsung ha in programma il lancio di alcune nuove versioni dei suoi smartphone dalla serie Galaxy A. Tra questi, oltre al Galaxy A52, troviamo anche il Galaxy A72 di cui sono emersi dati e immagini ufficiali. Sarà un dispositivo di fascia media che dovrebbe avere una variante con connettività 5G, elementi di design che ricordano la serie S e prezzi a partire da 449 euro.

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Il Samsung Galaxy A72 avrà un display SuperAMOLED da 6,7 pollici (2400×1080 pixel) in formato 20:9 con refresh rate fino a 90 Hz. Il lettore di impronte digitali si troverà direttamente sotto allo schermo, che avrà anche un piccolo foro posizionato in alto al centro dentro il quale sarà ospitata la fotocamera frontale da 32 megapixel. Le quattro fotocamere sul retro, di cui la principale potrà contare su 64 megapixel e maggiore dettaglio grazie al binning dei pixel, troveranno alloggio in un modulo ridisegnato. Le altre tre fotocamere dovrebbero essere una zoom da 8 megapixel, una grandangolare da 12 megapixel e una macro da 2 megapixel.

Il successore di Galaxy A71 avrà a disposizione un processore Qualcomm Snapdragon 720G, Octacore con clock fino a 2,3 GHz. La RAM varierà a seconda del modello, che potrà contare su 6 o 8 GB, mentre la memoria interna sarà di 128 o 256 GB, espandibili con scheda di memoria. Ad alimentare il tutto troviamo una batteria da 5000 mAh, che potrà essere ricaricata rapidamente utilizzando la porta USB Type-C. Nonostante la presenza del jack da 3,5mm per le cuffie e lo slot per la scheda MicroSD, il dispositivo con back cover in plastica sarà certificato come impermeabile IP67. Infine, questo Galaxy A72 sarà lanciato con a bordo Android 11, ovviamente personalizzato da Samsung con la One UI.

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Samsung è pronta al lancio di Galaxy A72, ecco come sarà (foto)

Google Assistant su Windows, Linux e macOS? Ora è possibile, ecco come installarlo (foto)

Google Assistant, l’assistente vocale intelligente di BigG è presente su tantissime tipologie di prodotto, ma non ovunque. I grandi assenti all’appello sono i PC, a meno che non si parli di Chromebook con Chrome OS. Il progetto del quale vi parliamo intende colmare questa lacuna.

È infatti possibile installare Google Assistant su PC Windows, Linux e macOS, chiaramente in via non ufficiale visto che Google propone Assistant esclusivamente per PC Chrome OS. Il progetto è presente su GitHub e si avvale delle API per sviluppatori di Assistant. Pertanto, il processo di installazione non è così immediato: sarà necessario effettuare l’accesso con un account Google Cloud, anche se di prova gratuita, e poi completare l’installazione in circa trenta passaggi.

Quella che vedete nell’immagine qui in alto è proprio l’interfaccia di Assistant su PC Windows, con il pulsante per avviare l’ascolto vocale in basso a sinistra. Il client propone una serie di opzioni per personalizzare l’assistente vocale, tra le quali vediamo la possibilità di scegliere il tema dell’interfaccia, abilitare la modalità di conversazione continua e associare la sua attivazione a una scorciatoia da tastiera.

La finestra dei risultati di ricerca è regolabile, mentre i risultati sono interfacciabili con Google Foto quando si tratta di risultati di immagini. Gli screenshot qui sotto mostrano come tutto il design dell’interfaccia sia fedele allo stile Google.

Tra i punti critici sono stati rilevati le limitazioni nel contesto di gestione dei dispositivi connessi in casa, in tal caso è molto più agevole usare Assistant in via ufficiale da smart display. Inoltre, diversi servizi di terze parti, come Netflix e Spotify risultano irraggiungibili tramite Assistant da PC, così come le routine sembrano funzionare a singhiozzo.

L’installazione del client per PC di Google Assistant è spiegata passo dopo passo alla pagina dedicata al progetto su GitHub. Ribadiamo che attualmente sono disponibili le versioni per Windows, Linux e macOS.

Al link presente qui sotto trovate tutti i dettagli del caso.

Client non ufficiale di Google Assistant per PC | Download e guida

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Google Assistant su Windows, Linux e macOS? Ora è possibile, ecco come installarlo (foto)

GravityBox ora supporta Android 11: ecco come scaricare la sua prima versione

GravityBox è uno dei più diffusi moduli Xposed per i dispositivi Android, che consente di modificare tra le molte cose la schermata di blocco, la barra di navigazione e il display, e ora ha ottenuto la compatibilità con Android 11. Per tale implementazione c’è voluta però una discreta quantità di tempo e di lavoro, ma per fortuna  lo sviluppatore XDA Senior Recognized C3C076 ce l’ha fatta.

La versione rilasciata è la 11.0.0-beta-1 e quelli che vi proponiamo di seguito sono alcuni dei suoi punti fondamentali:

  • Modifiche alla schermata di blocco
  • Gestione delle tessere QuickSettings con tessere aggiuntive
  • Modifiche alla barra di stato
  • Modifiche alla barra di navigazione
  • Controllo delle notifiche (LED di notifica per app / suoni / vibrazioni)

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Il modulo è stato testato su un Google Pixel 3a con Android 11. Ricordiamo però che essendo ancora nelle sue fasi iniziali è possibile che alcune funzionalità potrebbero incorrere a delle anomalia e che potrebbero esserci durante l’utilizzo degli errori imprevisti. Per questo motivo per il momento è consigliabile procedere con cautela e ricordarsi di fare preventivamente un backup del dispositivi.

Per gli interessati è possibile scaricare GravityBox per Android 11 visitando il seguente indirizzo.

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GravityBox ora supporta Android 11: ecco come scaricare la sua prima versione

Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

“Durante lo scorso anno, abbiamo assistito al ruolo fondamentale svolto dalla tecnologia nell’aiutarci a continuare la nostra vita e rimanere in contatto gli uni con gli altri. Il nostro impegno per un futuro inclusivo e sostenibile va di pari passo con la nostra incessante ricerca di innovazione per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori: dalla riduzione dell’impronta di carbonio dei nostri prodotti, alla fornitura di una suite di funzioni di accessibilità, all’offerta di un un’esperienza visiva senza precedenti che si adatta allo stile di vita di ogni utente”. Queste le parole con cui JH Han, President of Visual Display Business di Samsung, ha aperto il suo First Look 2021, appuntamento (per la prima volta virtuale) in cui la compagnia coreana ha presentato la nuova gamma di TV: Neo QLED e Lifestyle TV, annunciando inoltre che da quest’anno i televisori Samsung saranno dotati di un telecomando a energia solare che può essere ricaricato dalla luce del sole ma anche dalle luci di casa, o tramite usb.

Tutto questo a pochi giorni dal CES 2021 di Las Vegas, la più importante fiera del mondo dedicata all’elettronica di consumo. Di accessibilità, sostenibilità (miglioramento dell’efficienza energetica, impiego di materiali riciclati e riduzione al minimo del testo e delle grafiche sull’imballaggio ecologico) e innovazione ha parlato anche Bruno Marnati, Head of Audio Video di Samsung Italia. “Il nostro impegno nell’innovazione, nel DNA di Samsung da sempre, deve andare di pari passo con la costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile”.

In particolare Samsung ha presentato una tecnologia display nuova, Neo QLED, nei suoi modelli di punta 8K (QN900A) e 4K (QN90A), portando la tecnologia QLED a un livello ulteriore grazie a una nuova sorgente luminosa, il Quantum Mini LED, controllata dalla tecnologia Quantum Matrix e dal processore Neo Quantum, un potente processore di immagini ottimizzato per Neo QLED. I modelli 2021 Neo QLED 8K e 4K di Samsung presentano poi funzionalità smart che arricchiscono il ruolo della TV, supportando le esigenze di fitness, intrattenimento e smart working dei consumatori.Samsung ha presentato anche la nuova gamma di Lifestyle TV. The Frame 2021 ha una dimensione della cornice dimezzata rispetto ai modelli precedenti. Le nuove cornici personalizzabili sono disponibili in cinque opzioni di colore e in due diversi stili personalizzabili.


Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung