Xiaomi 12T Pro Daniel Arsham Edition: concepito come una scultura

Xiaomi 12T Pro (qui trovate la nostra recensione) è uno smartphone concreto, grazie a una buona fotocamera principale, a un bel display, a buona autonomia e in generale a un ottimo hardware. Forse non particolarmente originale, ma ecco che a questo ci ha pensato Daniel Arsham

L’artista newyorkese, autore di numerose personali nei musei d’arte moderna di tutto il mondo, ha infatti collaborato con Xiaomi per creare un’edizione limitata del telefono in linea con la sua estetica “Future Archeological”. 

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Xiaomi 12T Pro Daniel Arsham Edition è uno smartphone da collezione, che nelle intenzioni di questa collaborazione diventa un prodotto iconico che coniuga passato, presente e futuro in un design contemporaneo.

Giocando con le texture delle sue proposte scultoree di obsolescenza ed erosioni naturali e pensando alla prospettiva di un futuro immaginario di dematerializzazione digitale, Daniel Arsham ha creato un oggetto senza tempo di “archeologia fittizia”, partendo dalla scatola scultorea alla sensazione estetica e fisica del telefono stesso.

Daniel Arsham spiega di aver concepito “Xiaomi 12T Pro come se fosse una scultura il cui scopo esula dall’essere un oggetto funzionale; tra 20 anni le persone che lo avranno non lo useranno più come un semplice smartphone ma come un oggetto scultoreo, legato a un particolare momento storico e che va al di là della sua funzionalità“.

Yiyang Liu, Head of Co-branding di Xiaomi, spiega che questa collaborazione non è “solo incentrata su uno smartphone, bensì su una tecnologia avanzata utilizzata per realizzare il progetto dell’artista. Crediamo sia un prodotto affascinante per le persone di oggi e rimarrà un pezzo da collezione per i decenni a venire“.

Caratteristiche tecniche

Ricordiamo brevemente le caratteristiche tecniche di Xiaomi 12T Pro.

  • Schermo: 6,67” CrystalRes AMOLED, 1.220 x 2.712 pixel, 446ppi, 20:9, AdaptiveSync (30/60/90/120 Hz), 480 Hz touch sampling rate, luminosità 500 nit (900 nit di picco), contrasto 5.000.000:1, HDR10+, Dolby Vision 68 miliardi di colori a 12-bit, Gorilla Glass 5
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 8+ Gen 1
  • RAM: 8 / 12 GB LPDDR5
  • Archiviazione: 128 / 256 GB UFS 3.1
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 200 megapixel Samsung ISOCELL HP1, sensore da 1/1,22”, pixel size 0,64 μm, 1,28 μm 4-in-1, 2,56 μm 16-in-1 super, f/1.69, FOV 85°, OIS
    • Grandangolo: 8 megapixel, FOV 120°, sensore da 1/4”, 1,12 μm pixel size, f/2.2
    • Macro: 2 megapixel, sensore da 1/5”, 1,75 μm pixel size, f/2.4
  • Fotocamera anteriore: 20 megapixel, sensore da 1/3,47”, 0,8 μm pixel size, f/2.24, FOV 78°
  • Connettività: dual SIM, 5G (NSA+SA), Wi-Fi 6, Bluetooth 5.2, NFC GPS
  • Dimensioni: 163,1 x 75,9 x 8,6 mm
  • Peso: 205 grammi
  • Batteria: 5.000 mAh con ricarica a 120 Watt (caricabatterie incluso)
  • OS: Android 12 con MIUI 13

Xiaomi non ha rivelato il quantitativo di RAM e memoria interna dell’edizione..

Prezzi e disponibilità

Xiaomi 12T Pro Daniel Arsham Edition sarà disponibile in Europa Occidentale in quantità limitata: solo 2.000 pezzi al prezzo di 899,00 euro, in pre-vendita dalle ore 10.00 del 5 dicembre su mi.com e su highsnobiety.com e dalle ore 10.00 del 16 dicembre anche presso il pop-up store Xiaomi x Daniel Arsham di Berlino. 

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Xiaomi 12T Pro Daniel Arsham Edition: concepito come una scultura

Samsung pensa già ad Android 14 e a come aggiornare gli smartphone più rapidamente

Samsung è stato uno dei produttori più veloci a rilasciare una versione stabile di Android 13 per i propri dispositivi: l’azienda ha infatti sviluppato in tempo record la OneUI 5.0, basata proprio sull’ultima versione del sistema operativo Android, e questa è già disponibile per praticamente tutti gli smartphone top di gamma dell’azienda e su dispositivi più “vecchi” come Galaxy S21, Galaxy S20 e Galaxy Note 20.

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Samsung ha parlato proprio degli aggiornamenti dei propri smartphone in un nuovo post sul proprio blog in versione coreana. La società ha annunciato che altri dispositivi si aggiorneranno presto ad Android 13 con la OneUI 5.0: Galaxy Z Fold 4 e Flip 4 si sono aggiornati da pochissimo (almeno in Corea del Sud), mentre è già programmato per il prossimo mese l’update per Galaxy Tab S7, Tab S6 Lite, Galaxy A52s 5G e Galaxy A32.

Nel post, l’azienda ha fatto notare come sia stata estremamente celere nel rilasciare l’aggiornamento ad Android 13 dopo solo un paio di mesi rispetto a Google: si tratta sicuramente di ottime tempistiche (almeno per quanto riguarda i top di gamma), visto che è ovviamente impossibile competere con aziende come Apple o Google stessa. 

In ogni caso, Samsung pensa già al prossimo step: il prossimo anno infatti arriverà Android 14 e la società vuole farsi trovare pronta. Samsung ha dichiarato di star lavorando ancora più a stretto contatto con Google per rilasciare la OneUI 6.0 in tempi record e quasi in contemporanea con BigG.

L’azienda conclude poi il post parlando brevemente delle prestazioni della prossima release del software: Samsung vuole che la prossima release del sistema operativo sia migliore anche dal punto di vista delle performance. Ricordiamo che la prima beta di Android 14 sarà rilasciata a marzo 2023.

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Come comportarsi in situazioni di ogni… genere

AGI – C’è ancora posto per il galateo nella società contemporanea? Per Samuele Briatore, presidente dell’Accademia Italiana Galateo, coordinatore del Master in cerimoniale, galateo ed eventi istituzionali e assegnista di ricerca presso Sapienza Università di Roma, oltre che saggista, attivista e ideatore dei progetti di inclusione “Distretto X” per il Comune di Milano, la risposta è: assolutamente sì, ma con una bella mano di tinta arcobaleno.

Briatore, infatti, torna ora in libreria con un nuovo libro – dopo ‘Le regole delle buone maniere’, ‘Come usare le parole giuste’, ‘Il galateo del cuore’ – che aggiorna il galateo in una direzione assolutamente inedita: ‘Il nuovo galateo di genere’ (Newton Compton Editori, 10 euro, 288 pagine) raccoglie tutta una serie di riflessioni, informazioni e consigli per confrontarsi con i cambiamenti della nostra società e delle sue prassi.

Dalle occasioni più formali, come cerimonie o incontri di lavoro, ai momenti più leggeri, come cene o cocktail party “arcobaleno”, offre spunti preziosi per capire come mettere a proprio agio ogni ospite, che sia una persona LGBTQIA+ o etero/cisgender. Ma sono affrontate qui anche situazioni quotidiane e finora poco discusse nei manuali di galateo, eppure sempre più centrali, dalla medicina all’istruzione e fino al Pride.

Ma a cosa serve oggi un manuale di galateo e perché farne uno specificamente per il mondo LGBTQIA+? Ci sono dritte anche per le persone eterosessuali?

“Questo Galateo non parla solo del mondo LGBTQIA+, ma è un testo che coinvolge tutti, che parla di genere a 360 gradi, di maschilismo, di galanteria, di femminile e delle nuove esigenze che emergono. A mio avviso, è questo che la contemporaneità chiede a chi si occupa di galateo: raccontare i cambiamenti della società e offrire gli strumenti per padroneggiarli e, nei limiti del possibile, indirizzarli. In questo libro si parla  di storia del maschile e femminile attraverso il galateo, per capire dove stiamo andando sapendo da dove abbiamo iniziato, perché non c’è futuro senza passato. Poi ci sono le parole. Parole per dire e non dire, parole per capire e parole per connettere. Parole per creare il mondo e per renderlo un posto migliore, per chi parla e per chi ascolta”.

D’altronde, il galateo, come il linguaggio, attraverso le regole che detta riflette ciò che è in essere nella società e, quando quest’ultima cambia, si fa sentire anche la necessità di elaborare nuovi codici condivisi. Ma quella di Briatore non è solo teoria o una riflessione generica sul tema, anzi: l’autore offre piuttosto indicazioni pratiche per gestire in maniera piacevole per tutte e tutti ogni genere di circostanza. Prendiamo una situazione comune: gli appuntamenti. D’altronde, stanno cambiando anche per le coppie etero. Viene da chiedersi, per esempio, chi invita, e come? Chi paga? C’è spazio per le buone maniere anche a letto? “A letto tutto è lecito quando è consensuale” – spiega l’autore – “il sesso è un atto totalmente libero che non dovrebbe essere soggetto mai a giudizio. Il conto lo paga sempre chi invita, indipendentemente dal sesso, così come il menù senza prezzo, non viene offerto sempre alla donna ma deve essere offerto, se richiesto, all’ospite indipendentemente dal genere. Quella del conto è soprattutto una questione uomo/donna dove un retaggio culturale forse un po’ polveroso gioca su stereotipi e non risponde alle nuove esigenze”.

Ma ci sono anche tante situazioni che gli inesperti non necessariamente associano al galateo. Il mondo del lavoro, per esempio, o, ancora, social network e dating online. Il galateo può venirci in soccorso per navigare anche queste occasioni a testa alta? “Il galateo sul lavoro è ampissimo ma possiamo riassumerlo in una  regola fondamentale: non è concessa ogni galanteria di genere e le persone saranno appellate come meglio desiderano. Quindi si ha il pieno diritto a voler essere chiamate ministre, sindache, avvocate, architette ecc. Per quanto riguarda la vita online, esiste la “netiquette”, termine che nasce dall’unione della parola net, “rete”, ed etiquette, “etichetta/galateo”, e viene utilizzata per definire l’insieme di regole di comportamento corretto ed educato da tenere sul web. Si tratta di buone maniere del mondo virtuale nel senso più ampio del termine. Riferendoci alla netiquette, infatti, parliamo di galateo della parola da intendere come etica, giustizia e rispetto verso il prossimo nelle conversazioni online. Ogni canale ha o dovrebbe avere la sua netiquette, così come ogni gruppo o pagina social, soprattutto se in quello specifico ‘ambiente virtuale’ si affrontano temi sensibili e vulnerabili rispetto all’odio e alla violenza verbale”.

In ‘Il galateo di genere’ ce n’è per tutti. La chiave di lettura delle varie occasioni prese in esame, comunque resta il genere. Un tema sempre più centrale nell’attualità e nei dibattiti che coinvolgono l’opinione pubblica, trasversale a vari ambiti, dalla cultura pop, ai diritti civili, alla salute e alla giustizia.

Eppure ancora molti hanno difficoltà a cogliere i termini del discorso, e per questo Samuele Briatore viene in aiuto, mettendo a disposizione dei lettori non solo un glossario e una panoramica sul tema, ma anche offrendo strumenti pratici ed empatici per favorire il reciproco riconoscimento fra le parti.

Per esempio, cosa bisogna sapere per le occasioni in cui sono presenti persone LGBTQIA+? Come comportarsi di fronte a un coming out? “Usiamo tante parole spesso con leggerezza, poniamo domande poco opportune e ci lasciamo andare a considerazioni spesso sgradevoli. Il coming out è un momento importante di affermazione della propria identità che porta con sé gioia, sollievo e orgoglio. Quando una persona decide di fare coming out con noi, ascoltiamo, ringraziamo per la fiducia e non cadiamo in frasi banali e sciocche come: ‘l’ho sempre saputo’, ‘Ma sei sicuro’, ‘da quanto tempo lo sai’, ‘ho un amic* da presentarti’”.

Matrimoni e famiglia sono un vero e proprio campo di battaglia per le persone LGBTQIA+. Come ci aiuta il galateo a viverle meglio? “Il coming out in famiglia può assumere diverse forme: c’è chi si confessa a cuore aperto, chi si ritrova a dover rispondere in modo secco a una domanda secca, c’è chi si racconta tramite la scrittura, con una mail o un messaggio, e chi non sente affatto il bisogno di rivelarsi ma parla della propria sessualità o identità di genere senza dare peso alla questione. Non importa la strada, l’importante è la meta: quella di una famiglia unita e in armonia che si comprende e si supporta nelle difficoltà. Il modo di reagire e rispondere, però, può fare la differenza. Non sempre la scoperta arriva come un fulmine a ciel sereno, anzi ci sono genitori che sanno da sempre che quel momento arriverà, altri per i quali l’effetto della dichiarazione può essere abbastanza traumatico. Con gli amici e le amiche di Agedo, l’associazione di genitori e amici di persone LGBTQIA+, abbiamo discusso del percorso emotivo che un genitore percorre e quali sono le diverse tappe, sempre più liberatorie, che passano dall’accettazione fino a giungere alla condivisione e all’azione”.

Il nuovo galateo di genere traccia una mappa delle configurazioni che assume il genere nelle società contemporanee e allo stesso tempo propone una guida per attraversarle in maniera aperta, accogliente e soprattutto all’insegna del rispetto e della reciprocità. Il galateo, d’altronde, nasce come specchio e bussola del contesto sociale che lo produce, e quello di Samuele Briatore è un galateo plurale, uno strumento quotidiano di riflessione e supporto per chi desidera confrontarsi con le occasioni che gli si presentano senza automatismi, pregiudizi o ipocrisie.


Come comportarsi in situazioni di ogni… genere

Xiaomi 13 potrebbe essere lanciato come Xiaomi 14: ecco le prime specifiche

Xiaomi è pronta a lanciare la sua nuova serie di smartphone di punta in Cina. La società, infatti, ha già confermato che i nuovi modelli avranno delle specifiche tecniche di primo livello, a partire dalla presenza del nuovo processore di Qualcomm, lo Snapdragon 8 Gen 2. Per quanto riguarda la denominazione degli inediti dispositivi, ancora nessuna novità, anche se ci si aspetta che si chiameranno “Xiaomi 14” (saltando, dunque, la “serie 13”).

Il lancio, invece, sarebbe stato previsto nel mese di dicembre 2022 (in Europa ad inizio 2023), mentre su “3C” sono apparse alcune caratteristiche di un modello identificato col numero di modello “2211133C” (dovrebbe essere il modello “standard”). Questo dispositivo avrà al massimo 12 GB di RAM, Snapdragon 8 Gen 2 con clock a 3,2 GHz, mentre il software si baserà sulla MIUI 14 (Android 13). Le fotocamere – inserite in un modulo di forma quadrata – saranno tre, tra cui il sensore principale da 50 MP. Il display avrà una diagonale da 6,2″ con risoluzione FullHD+, con refresh rate a 120 Hz.

La batteria, infine, sarà da 5.000 mAh con supporto alla ricarica rapida da 67 W. Sempre lato ricarica, alcune indiscrezioni in passato suggerirono l’ipotesi che la variante “Pro” avesse supportato il supporto alla ricarica rapida da 120 W, la ricarica wireless da 50 W e la ricarica wireless inversa da 10 W (a riguardo, però, non c’è ancora nessuna conferma). In ogni caso al debutto della nuova serie di Xiaomi dovrebbe mancare poco, almeno in Cina. Quindi ancora un po’ di pazienza da parte degli utenti e tutto verrà rivelato.

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Xiaomi 13 potrebbe essere lanciato come Xiaomi 14: ecco le prime specifiche

Come guadagnare camminando usando le migliori app in assoluto

Vi piace camminare e fare delle lunghe passeggiate? Preferite spesso un percorso a piedi, invece che optare per un mezzo di trasporto. Fare del movimento fa bene alla salute e, se non avete la possibilità di praticare uno sport, anche una bella camminata ogni giorno trae numerosi benefici per il corpo e per la mente. Sapete che esistono delle app che vi fanno guadagnare in base al numero di passi che fate ogni giorno? Esatto, avete capito bene, siete pagati per camminare. Trovate anche voi che così mantenersi in forma e fare del movimento è sicuramente più stimolante? Bene, se non sapete di che applicazioni si tratta continuate a leggere per scoprire quali sono e come fare per scaricarle.

Volete sapere quali sono le app per rimanere in forma? Fate clic qui e scoprirete come fare ad allenarvi.

In questa guida troverete tutte le informazioni necessarie su come guadagnare camminando usando le migliori app. Nei prossimi paragrafi vi riveleremo quali sono le applicazioni in questione e potrete quindi subito scaricarle, provarle e iniziare a guadagnare in base ai passi fatti e all’attività fisica svolta. Prendetevi del tempo da dedicare alla lettura e, magari, procedete a scaricare queste app mentre vi spieghiamo quali sono. Sia che abbiate uno smartphone Android, sia che possediate un iPhone, ci sono soluzioni adatte per tutti. Che dite, iniziamo?

  • RunBet
  • StepBet
  • Virtuoso
  • Swetcoin
  • WeWard
  • Movecoin
  • Runtopia

La prima app di cui vi parliamo per guadagnare camminando è WayBetter, ideale per gli amanti della corsa. Come funziona? L’applicazione presenta delle sfide per coloro i quali amano impegnarsi e completare delle “run” in un determinato periodo di tempo, che risulta visibile nel proprio account. Ogni sfida presenta una quota minima da mettere in palio come “scommessa”. Se si completa l’obiettivo si vince e si divide la quota in palio tra i vari partecipanti, se non si raggiunge l’obiettivo si perde l’importo iniziale.

Vi ha incuriosito? Per provarla potrete accedere al PlayStore o all’App Store, a seconda del dispositivo mobile che avete (Android o iPhone), scrivere il nome nella barra di ricerca e procedere con il download e l’installazione. Al termine fate clic sulla sua icona per avviare l’app e avanzate con la registrazione utilizzando l’account Facebook o il vostro indirizzo email. Controllate la quota da scommettere, il numero dei partecipanti e anche la quota finale. Non appena ne trovate una che pensate di poter completare non vi resta che premere sul comando Join game. Sarà necessario aggiungere un metodo di pagamento, carta di credito o PayPal, e poi potrete iniziare a partecipare e a correre per vincere mentre vi mantenete in forma.

Una seconda opzione che vi suggeriamo di provare è StepBet. Con questa applicazione potrete scegliere degli obiettivi relativi alla vostra attività fisica, quindi personalizzabili in base al vostro tempo e alle vostre esigenze. Anche in questo caso c’è una quota da scommettere per far partire queste sfide settimanali che vi spingono a camminare e a fare esercizi per migliorare la vostra salute. Per provare questa app accedete al Play Store o all’App Store, a seconda che abbiate un dispositivo Android o un iPhone, digitate il nome nella barra di ricerca e procedete con il download e l’installazione.

In seguito, avviate l’app con un clic sulla sua icona, fate tap sulla voce Let’s go! per cominciare. Potrete collegare uno dei seguenti account: Google Fit, Garmin, FitBit o Samsung Health. In questo modo verranno calcolati i vostri progressi e gli obiettivi verranno tracciati e registrati. Potrete usufruire della prova gratuita facendo clic su Join Game, che durerà una settimana. Dopo aver cercato tra le varie sfide potrete vedere la quota da scommettere e l’importo finale in palio che potrete vincere. Non appena avrete trovato la sfida su base settimanale che più vi incuriosisce e pensate di poterla vincere non vi resta altro che iniziare subito. 

La terza opzione che vi presentiamo si chiama Virtuoso. Con questa applicazione, che potrete scaricare dal Play Store o dall’App Store a seconda del vostro dispositivo mobile, potrete registrare l’attività sportiva che avrete effettuato. L’app è in grado di tracciare in maniera del tutto automatica il numero di passi fatti ogni giorno, ma vi dà questa opportunità extra per guadagnare punti, ideale per chi pratica altri sport: corsa, bicicletta, ecc. Verranno richiesti vari dati in base allo sport indicato. L’applicazione provvede a premiarvi con una ricompensa in base al numero di passi, così come il resto delle attività sportive praticate e registrate. Questa si traduce in crediti dell’app. Una volta raggiunta una determinata quota, questi potranno essere scambiati con buoni Amazon o voucher di altre aziende che hanno avviato e mantengono una partnership con Virtuoso. Un’informazione che può tornarvi utile è che per utilizzarla non è necessario attivare il GPS, quindi la vostra batteria si consumerà meno velocemente e potrete usate il vostro dispositivo mobile per più tempo senza doverlo ricaricare.

L’ultima opzione che vi proponiamo in questa guida è Swetcoin. Potrete procedere a scaricarla dallo store di applicazioni di riferimento, dunque Play Store per dispositivi Android e App Store per iPhone, e poi avanzare con la sua installazione per poterla usare subito. Verrà richiesta l’attivazione del GPS per farla funzionare, in questo modo l’applicazione sarà in grado di tracciare i vostri spostamenti e registrare i passi compiuti ogni singolo giorno. Una volta effettuata l’iscrizione potrete iniziare subito a ricevere un credito per ogni mille passi fatti. Dopo averne accumulati, potrete utilizzarli per uno scambio con dei prodotti o dei buoni sconto per altre aziende che sono disponibili per voi all’interno dell’applicazione stessa. Dovrete soltanto consultare la sezione apposita, vedere cosa è disponibile in quel momento e scegliere lo scambio che più fa al caso vostro.

Volete un’altra opzione da combinare con le altre o semplicemente da provare? Non è finita qui, ne abbiamo subito un’altra per voi. Si chiama WeWard e anche questa applicazione vi ricompensa per i passi fatti ogni giorno. Per scaricarla potrete fare riferimento sia all’App Store se avete un iPhone o al Play Store se avete in dispositivo mobile Android. L’app funzione come un contapassi, che è in grado di tracciare i vostri spostamenti anche se avete il dispositivo mobile in tasca. I movimenti vanno convertiti a fine giornata dagli utenti stessi in denaro, che viene accumulato. Potrete poi, una volta raggiunta una certa quota, cambiarla con voucher, premi, buoni sconto, regali, oppure ritirata in euro e trasferita sul vostro conto bancario.

La prossima applicazione che vi presentiamo è tutta italiana. Si chiama Movecoin e vi permette di guadagnare camminando, ma anche correndo o andando in bicicletta. Si tratta, quindi, di un’altra applicazione versatile, perfetta per chi ama tenersi in forma e fare attività fisica ogni giorno. Con Movecoin potrete guadagnare 10 centesimi di movecoin, la valuta propria dell’app, per ogni kilometro percorso a piedi (di camminata o di corsa) o in bicicletta. Sommando le varie attività, giorno dopo giorno otterrete un gruzzolo che potrete utilizzare presso negozi convenzionati, per acquistare biglietti degli autobus pubblici, per pagare le tasse presso i vostri comuni di residenza, ecc, oppure procedere all’accredito in euro sulla vostra carta. Quest’app è disponibile sia per dispositivi Android, che per iPhone. Dunque, cercatela nel Play Store o nell’App Store e provatela subito.

Volete guadagnare camminando? Tra le applicazioni più utilizzate dagli utenti si trova Runtopia. Anche con questa soluzione potrete accumulare dei crediti per tutti i passi fatti durante la giornata. Questi si convertiranno in una valuta digitale e una volta accumulata una certa quota potrete utilizzarla per comprare delle attrezzature sportive. Per scaricare l’applicazione potrete accedere al Play Store se avete un dispositivo mobile Android o all’App Store se avete un iPhone, poi digitare il nome nella barra di ricerca e procedere con il download e l’installazione. Runtopia ha bisogno della geolocalizzazione per tracciare i vostri movimenti e per fornirvi dei dati utili relativi alle calorie bruciate, ai kilometri percorsi, alla velocità mantenuta e molto altro. Oltre a ricevere una ricompensa per i passi fatti, l’applicazione vi offre dei piani di allenamento, basati sulla camminata o sulla corsa e creati per obiettivi. Non vi resta che provarla e vedere se fa al caso vostro. 

 

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Come guadagnare camminando usando le migliori app in assoluto

AA Wireless e Pixel Watch non vanno d’accordo: come risolvere

Pixel Watch è il nome con cui Google è entrata ufficialmente e finalmente nel mercato smartwatch. Abbiamo conosciuto a fondo il dispositivo nella nostra recensione completa. Ora apprendiamo i primi problemi riscontrati dagli utenti.

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I problemi ai quali ci riferiamo arrivano da diverse segnalazioni su Reddit da utenti che usano Pixel Watch e AA Wireless, il dispositivo sviluppato nell’ambito di un progetto di crowdfunding e che si pone l’obiettivo di rendere wireless qualsiasi box con Android Auto.

I problemi consistono nell’impossibilità di avviare e connettere correttamente il proprio smartphone con AA Wireless se allo smartphone è connesso Pixel Watch. Diversi utenti hanno infatti segnalato che, dopo aver accoppiato Pixel Watch al proprio smartphone, non è più possibile usare AA Wireless. Prima di Pixel Watch funzionanava tutto correttamente.

Oltre alle segnalazioni sono arrivati anche alcuni suggerimenti da chi ha provato a risolvere il problema. Una soluzione che sembra affidabile è quella di disabilitare l’opzione per ricevere e interagire con le chiamate vocali su Pixel Watch per mezzo dello smartphone. Sembra proprio questa l’opzione che rende incompatibile l’uso di AA Wireless.

Probabilmente si tratta di un conflitto tra AA Wireless e Pixel Watch nella gestione delle chiamate su smartphone. Disabilitando l’opzione per Pixel Watch allora AA Wireless torna a funzionare correttamente. Chiaramente non si tratta di una soluzione definitiva, visto che così facendosi perderà la possibilità di gestire le chiamate da smartwatch.

Ci aspettiamo quindi che Google, o forse lo sviluppatore di AA Wireless, sistemi il problema con un aggiornamento della relativa app per gestire Pixel Watch o AA Wireless.

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AA Wireless e Pixel Watch non vanno d’accordo: come risolvere

Come sta andando il mercato degli smartphone pieghevoli?

AGI – Se ne vedono ancora pochi in giro, ma gli smartphone pieghevoli se la passano meglio di quelli tradizionali, almeno a guardare i numeri.

Se il dato tendenziale del settore è in netto calo, la porzione relativa ai ‘foldable’ è in crescita. Certo stiamo parlando solo dell’1,1% del totale (dati International Data Corporation – Idc), ma le spedizioni in tutto il mondo raggiungeranno i 13,5 milioni di unità nel 2022, con un aumento del 66,6% rispetto agli 8,1 milioni del 2021. La previsione è che nel 2026 siano tre volte tanto – circa 41,5 milioni – con un tasso di crescita annuale di quasi il 70% anno su anno.

In Samsung, il maggiore produttore di pieghevoli, sono convinti che il formato foldable “sia qui per restare” e a ulteriore riprova sono sempre di più le case produttrici che si cimentano. Archiviata – almeno sul mercato occidentale – la sfida tra la coreana Samsung e la cinese Huawei, restano comunque in campo in Europa player come Honor e Motorola.

La casa cinese presenterà il suo pieghevole in patria il 22 novembre e il presidente George Zhao aveva annunciato a settembre che la strategia europea dell’azienda sarà quella di avere due flagship, tra cui un pieghevole.

Motorola, da parte sua, ha appena presentato il nuovo Razr, un flip-phone che, chiuso, presenta un display interattivo da 2,7 pollici con cui di possono leggere, visualizzare notifiche e inviare messaggi, scattare foto, effettuare pagamenti e, aperto, ha un display P-OLED da 6,72 pollici con refresh rate fino a 144 Hz con funzionalità split screen su cui lavorare con più app aperte.

Protagonista del mercato resta comunque Samsung, la prima casa a presentare un flip e un fold (il primo si piega dimezzando le dimensioni di un normale smartphone ‘candy bar’ e il secondo si apre longitudinalmente raddoppiando la grandezza del display). Con Nicolò Bellorini, head of business della mobile eXperience division, abbiamo parlato dello stato del mercato degli smartphone pieghevoli e delle sue prospettive.

Dopo 4 anni qual è la reazione del mercato agli smartphone pieghevoli?

È un tipo di device che è venuto per restare e che è destinato a una crescita esponenziale, un trend che del resto è già attivo. È sicuramente una innovazione che il mercato apprezza e che probabilmente stava anche aspettando. Forse l’industria aveva bisogno di qualcosa che non fosse solo marginalmente innovativo e che rivoluzionasse l’utilizzo dello smartphone.

Un settore in cui la competizione con gli altri produttori resta serrata…

So che anche la concorrenza ha dei device simili, ma noi siamo alla quarta generazione. È una tecnologia estremamente complessa e non è facile arrivare al mercato e creare una customer base come abbiamo fatto noi. È un processo lungo e molto complesso: un conto sono gli annunci e i prototipi, un altro è avere una tecnologia solida da mettere nelle mani del consumatore.

I pieghevoli non rischiano di cannibalizzare il mercato dei talblet?

Il mercato dei tablet dopo la pandemia ha vissuto una seconda vita per via dello smart working e dell’e-learning e ha fatto scoprire agli utenti il beneficio di avere uno schermo grande con grande capacità di calcolo al quale eventualmente attaccare un mouse, uno schermo e una tastiera per usarlo come un pc. Tutte funzionalità che, forse anche per colpa dell’industria, prima non erano state comprese in maniera chiara. Di questo noi abbiamo fatto tesoro e oggi abbiamo una linea di tablet sviluppati in questa logica. Dei tablet non si sente molto parlare, ma è un prodotto che vende moltissimo ancora oggi. Nel fold l’integrazione tra smartphone e tablet è diretta: uno strumento che coniuga un grande schermo con una grande capacità di calcolo.

Il futuro del pieghevole è Flip o Fold?

La tecnologia degli schermi flessibili dà l’opportunità di raddoppiare lo schermo normale o di dimezzarne le dimensioni di ingombro. E in questi anni in cui abbiamo offerto questi prodotti abbiamo visto che i due form factor coprono bene quasi completamente le esigenze di esperienza d’uso. Il flip è un prodotto bilanciato femminile/maschile ed è percepito come più giovane, mentre il fold è più maschile. Andranno avanti entrambi: chi prova il foldable non torna indietro. Non avrebbe senso dire che tutto il mondo degli smartphone in futuro sarà pieghevole, ma chi cerca un form factor di questi tipo poi è difficile che torni a quello candy bar: sono percentuali ridicole.

Chi è l’utilizzatore tipo dell’uno e dell’altro modello?

Se è vero che c’è qualcuno che ne fa un uso estremamente dedicato alla produttività, è altrettanto vero che quella persona, in una altro momento della giornata, lo userà per l’intrattenimento. Non c’è un uso esclusivo: tutti i professionisti hanno anche una vita privata. La forza del foldable è proprio questa: garantisce molte più funzioni senza bisogno di separare la vita privata da quella professionale. Non c’è una vera ragione per cui le due funzioni debbano essere su due device diversi.

Perché si dovrebbe comprare un pieghevole: al di là dell’appeal visivo, quali sono i reali vantaggi per chi deve lavorarci?

Se serve usare applicazioni, leggere file excel o word e anche aggiornarli, editarli, ecc. è evidente che su uno schermo grande tutto ciò è molto più agevole. Inoltre le partnership con le maggiori software house fanno sì che le integrazioni con le applicazioni siano molto più facili che su un formato candybar. Posso fare una video call e nel frattempo usare un foglio di calcolo. La barra delle applicazioni aiuta a passare da un’app all’altra, si può splittare il multitasking e addirittura fare il copia e incolla trascinando da una all’altra.

I foldable sono molto costosi: comunque sopra i mille euro. Scenderanno mai di prezzo?

Aumenterà il loro valore percepito, poi il prezzo sarà un tema di domanda e offerta. Siamo nel business per sviluppare tecnologia per i consumatori e la tecnologia costa cara.

All’Ifa di Berlino Samsung ha mostrato di continuare a tutto vapore sulla strada dell’IoT e dell’integrazione tra mobile ed elettrodomestici. È possibile immaginare il pieghevole come un hub per la casa connessa oltre che come strumento di lavoro e intrattenimento?

Quello del family hub è un concetto legato alla condivisione all’interno della famiglia. La interazione tra bianco e mobile permette agli elettrodomestici di andare al di là del loro scopo funzionale e usare la tecnologia per delle comunicazioni che servono a tutta la famiglia, ma lo smartphone tendenzialmente è un device individuale e personale e resterà tale.


Come sta andando il mercato degli smartphone pieghevoli?

Pixel 7 Pro sottoposto al test di resistenza, come se la caverà?

Abbiamo definito Pixel 7 Pro (qui trovate la nostra recensione, in caso l’abbiate persa) il “premium phone dell’anno“, sensazione rinforzata dal nostro test fotografico contro i migliori smartphone sul mercato. Ma dal punto di vista costruttivo come se la cava?

Per scoprirlo, il noto JerryRigEverything ha sottoposto il top di Google al suo temuto test di resistenza, con lame, fiamme e torsioni a corredo. Scopriamo com’è andata!

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A differenza di altri test simili, quello che sembra preoccupare maggiormente il popolarissimo YouTuber riguarda la durata del blocco posteriore a rilievo che comprende le fotocamere. La finitura metallica lucida presenta infatti già alcuni segni pochi minuti dopo essere uscito dalla scatola.

Nondimeno, Zack comincia il test con le varie punte in scala di Mohs sul pannello frontale. Come capita con la maggior parte degli smartphone dotati di rivestimento in Gorilla Glass Victus, iniziano ad apparire segni a partire dalla scala 6, con solchi più profondi a livello 7.

Successivamente, lo YouTuber passa al taglierino, con cui testa i bordi metallici lucidi, i pulsanti in finitura opaca e il carrellino della SIM (con guarnizione per la resistenza all’acqua) del telefono, rivelando la possibilità di graffiare la verniciatura. 

Graffiando il bordo inferiore, Zack poi rileva la scarsa velocità della ricarica rapida, prima di passare all’atteso blocco posteriore delle fotocamere. Lo YouTuber nota come la verniciatura di parti metalliche possa avvenire in diversi modi, verniciando, con verniciatura a polvere (troppo spessa per gli smartphone), tramite galvanostegia o anodizzazione, ma qualunque sia il metodo, il contatto con chiavi, monete o altro (carta vetrata, nel suo caso) può causare abrasioni. In questo caso, l’opinione di Zack è che nel giro di due anni il telefono sarà segnato in maniera profonda, e consiglia l’utilizzo di una cover protettiva.

Dopo aver osservato che il pannello posteriore in vetro ha le stesse caratteristiche del pannello frontale, Zack poi procede al test con la fiamma, che come con ogni pannello OLED causa un marchio indelebile dopo una ventina di secondi. Questo però non ne inficia l’utilizzo, con il touchscreen che resta funzionale nonostante il danno.

Infine arriviamo al famoso, e decisivo, bend test, o test di piegatura. Lo YouTuber nota immediatamente un punto di fragilità in corrispondenza della banda dell’antenna, proprio all’altezza del blocco fotocamere. Nonostante non si rompa, il telefono infatti ci si avvicina dolorosamente, più di quanto pensasse Zack. A seguito della pressione, il Pixel 7 Pro si piega vistosamente, con il pannello frontale che si solleva e di fatto perde l’impermeabilità. Nessun problema dal lato posteriore, ma questa fragilità costruttiva certo non depone molto a favore del dispositivo.

Nel complesso, Pixel 7 Pro supera con riserva il test, con i motivi di preoccupazione soprattutto collegati al blocco fotocamere e alla debolezza costruttiva. Nondimeno, Zack elogia le caratteristiche software del telefono, soprattutto per le sue funzioni legate all’accessibilità. Se siete curiosi, qui sotto potete vedere il video completo.

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Pixel 7 Pro sottoposto al test di resistenza, come se la caverà?

Apple rivela come ha affrontato la riprogettazione dell’app Casa in iOS 16

Uno degli aggiornamenti più importanti di iOS 16 riguarda l’app Casa, che è stata completamente rivista sia nell’interfaccia che nelle funzionalità. 

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Apple rivela come ha affrontato la riprogettazione dell’app Casa in iOS 16

Come leggere codici QR su Android, con e senza app

Nel nostro quotidiano usiamo lo smartphone in tantissimi contesti, come quello lavorativo e quello legato alle attività di svago e domestiche. Con l’evoluzione tenologica i nostri telefoni sono in grado di fare sempre più operazioni e tra queste troviamo la scansione di codici QR.

Scansionare un codice QR con il proprio telefono può rivelarsi molto comodo e utile per accedere rapidamente a specifici contenuti o siti web. In realtà, possiamo trovare i codici QR anche in contesti lavorativi come per la scansione dei biglietti da visita.

In questa guida andremo a vedere come scansionare i codici QR su Android. Andremo prima a vedere in cosa consistono i codici QR e successivamente quali sono gli strumenti integrati in Android per la scansione e poi quali sono le migliori app gratuite per farlo.

Nato nel 1994, il QR Code è un codice a barre bidimensionale che consente di memorizzare numerose informazioni che possono essere successivamente decodificate con un apposito lettore. Questi elementi grafici possono contenere URL, testi, numeri di telefono e informazioni (un massimo di 4.296 caratteri alfanumerici e 7.089 caratteri numerici).

I QR Code vengono spesso utilizzati per “sostituire” i menu dei ristoranti (memorizzando nel codice un URL con cui visualizzare il menu digitale completo), consentire agli utenti di visitare siti web, guardare video, leggere informazioni, realizzare biglietti da visita interattivi e molto altro in maniera semplice e rapida.

Un QR code può essere realizzato secondo diverse modalità, si possono usare app per smartphone e tablet oppure siti web appositi. Generalmente realizzare un QR code è gratis e semplice.

Tutti i dettagli sulle app e servizi che permettono di realizzare QR code li trovate in questa nostra guida. Nella stessa guida troverete anche le eventuali tariffe e abbonamenti associate alle app e ai servizi descritti.

La scansione dei codici QR può essere effettuata molto rapidamente e gratuitamente con gli strumenti integrati in Android. Questo significa che non è strettamente necessario installare un’app di terze parti. Andiamo quindi a vedere come scansionare codici QR su Android con l’app Fotocamera:

  1. Aprie l’app Fotocamera integrata del telefono o tablet Android compatibile.
  2. Inquadrare il codice QR.
  3. Toccare il banner che compare sul telefono o tablet Android.
  4. Seguire le istruzioni sullo schermo per terminare l’accesso al contenuto relativo al codice QR.

Quanto appena descritto vale per i dispositivi Android compatibili con la scansione QR tramite app Fotocamera. Tra questi troviamo sicuramente i Pixel di Google, visto che hanno l’app Google Camera. Ma tanti altri produttori implementano la funzionalità di scansione QR code sui loro smartphone e tablet. Samsung, Huawei, OnePlus, Realme e OPPO ad esempio mettono a disposizione la funzione QR code nella loro app Fotocamera.

Non sono molte le app gratuite e affidabili che offrono la possibilità di scansionare i codici QR su smartphone e tablet Android. Sul Play Store ci sono tantissime alternative ma vi suggeriamo di fare molta attenzione alle recensioni e al numero di download associato a questo tipo di app, visto che questa categoria è spesso presa come cavallo di Troia per installare malware e spyware.

Quindi di seguito trovate un paio di alternative valide per coloro che intendono scansionare codici QR con il proprio dispositivo senza usare l’app Fotocamera integrata.

Google Lens

Partiamo con lo strumento di Google. Lens è ormai disponibile come app a sé stante sul Play Store. Andiamo a vedere come usarla per scansionare codici QR sul proprio smartphone o tablet:

  1. Scaricare e installare Google Lens dal Play Store.
  2. Aprire l’app Google Lens.
  3. Inquadrare il QR code e tappare sul collegamento che appare a schermo.

Binary Eye

Binary Eye è un’app di terze parti che sicuramente costituisce una valida alternativa sul Play Store per scansionare codici QR. Andiamo a vedere come usarla:

  1. Scaricare e installare Binary Eye dal Play Store.
  2. Aprire Binary Eye.
  3. Inquadrare il QR code e tappare sul contenuto che apparirà a schermo.

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Come leggere codici QR su Android, con e senza app

Piccola guida per conoscere la pasta: come cuocerla, condirla e… citarla

AGI – Nell’amplissimo calendario delle ricorrenze nazionali e internazionali non poteva certo mancare anche la “Giornata della pasta”, che cade il 25 ottobre. La quale, come dice all’Agi Luciano Monosilio, ex chef del ristorante Piparo di Roma, oggi con un locale tutto suo – Luciano – dietro campo de’ Fiori, una Stella Michelin presa da giovanissimo, “è un prodotto fondamentale, anzi è la base della nostra alimentazione sin da quando siamo bambini, nessuno può anche solo pensare di rinunciarvi”.

Nel “World Pasta day” una cosa è certa: il mondo in generale ne ha sempre più voglia, stando almeno ai numeri e alle classifiche delle richieste e dei consumi: in dieci anni sono raddoppiati quelli totali, passando da 9 a quasi 17 milioni di tonnellate del 2021.

Il pianeta la chiama nei modi più svariati: noodle, nudel, pâte, massa, fideos, macarrão… Ma in ogni caso il pensiero e la pista delle sue origini non può che ricondurre all’Italia. Paese che ne annovera di diversi formati, tra tradizione e fantasia: tra il genere pasta secca troviamo spaghetti, linguine, bucatini, candele, maccheroni, trofie, candele, fusilli, conchiglioni, paccheri, orecchiette, anellini e fregula.

Processi e tradizioni fanno poi il resto, con sughi e condimenti: pappardelle al cinghiale, spaghetti al pomodoro, bucatini alla matriciana, spaghetti alla carbonara, cacio e pepe, spaghetti aglio e olio e con aggiunta di peperoncino, linguine allo scoglio, spaghetti alle vongole, pasta e alici, pasta chi sardi, pasta alla norma, spaghetti al nero di seppia, bigoli in salsa, tagliatelle al ragù alla bolognese, per citarne alcuni.

Nel nostro Paese esistono poi centinaia di tipi di paste ripiene. C’è da perdersi e da perdere la testa tra agnolotti, tortellini, cappelletti, ravioli e le loro mille declinazioni che variano da regione a regione, da cucina a cucina, ciascuna con i suoi segreti.

“Quando parliamo di pasta – riprende a spiegare Monosilio – noi parliamo sia di paste di grano, di pasta secca di grano duro e abbiamo anche tradizione di paste fresche, quindi pasta all’uovo, ripiena, paste acqua e farina, ma il prodotto che identifica maggiormente l’Italia è la produzione di paste secca di grano duro”.

Quanti tipi di pasta ci sono? “Sono due, pasta secca e pasta fresca. Poi ci sono i vari formati e nella pasta fresca troviamo le paste ripiene, le paste lunghe e quelle corte, con base uovo e le paste a base di acqua. Nella pasta secca di semola di grano duro abbiamo invece solo una tipologia: quella prodotta con acqua e semola di grano duro. Anche perché se non ha questi due ingredienti e ne ha altri non può essere chiamata pasta secca di semola di grano duro”, afferma lo chef stellato.

Pasta, nei primi sei mesi del 2022 l’export segna +9%

Tra i formati della pasta fresca a base di acqua e farina vanno menzionate sagne, pici, bigoli, tagliatelle mentre con base uovo ci sono tagliatelle, fettuccine, pappardelle, tonnarelli, maltagliati, garganelli.

Da cosa si riconosce la qualità di una pasta? Secondo lo chef Monosilio “nel caso di una pasta secca si riconosce dal volume proteico che sviluppano le proteine, ovvero dalla qualità del grano che viene utilizzata. Di sicuro è il primo step. Che poi sia trafilata al bronzo o al teflon poco importa, la qualità è a prescindere e viene dal prodotto iniziale”.

Di pasta noi italiani siamo i più grandi consumatori con circa 23 chili a testa l’anno, ma anche quelli che più di tutti, producendola nei nostri pastifici o preparandola nelle cucine dei ristoranti di cinque continenti (sono oltre 2.000 i locali certificati, secondo Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi), la fanno poi conoscere anche al resto del mondo: nel 2021, il 61% della produzione nazionale di penne, fusilli &co è stata destinata all’estero.

Stiamo parliamo di 2,2 milioni di tonnellate, in pratica 75 milioni di porzioni di pasta italiana che ogni giorno sono state proposte nelle case e nei ristoranti di quasi 200 Paesi. Tant’è che nei primi sei mesi del 2022 l’export segna +9%, con Germania, Uk, Francia e Usa al top, Colombia, Olanda e Arabia Saudita invece più sugli scudi.

Secondo una ricerca di Unione Italiana Food, per l’82% dei ristorati interpellati, (le punte più alte in Giappone e Francia), il consumo di pasta “è aumentato, confermando una tendenza che avevamo già visto attiva nei consumi casalinghi, durante e dopo il lockdown” e dove, infatti, la pasta “è molto importante nel determinare il successo del locale per il 67% dei ristoratori” (addirittura l’80% in Francia e Germania) in cui il 50% dei consumi di pasta nei ristoranti è coperto da pasta secca lunga, come spaghetti, linguine, bucatini e soprattutto liscia.

E si cucina seguendo il modello consueto (67%, con aficionados soprattutto in Francia e in Giappone), con acqua che bolle e fuoco acceso fino al raggiungimento dei tempi previsti, poi scolata a condita o al massimo (30%) risottandola (cioè cuocendola in padella con il condimento). Praticamente sconosciuta – 2% solo negli Usa – la cottura cosiddetta passiva (pochi minuti di bollore poi fino a quando viene scolata a fuoco spento). Una curiosità: il 22% dei ristoratori serve maxi-porzioni oltre i 100 grammi (addirittura il 60% nell’insospettabile Francia).

I giusti tempi di cottura sono tutto per questo alimento

Ovviamente c’è pasta e pasta e, secondo lo chef stellato Luciano Monosilio, il consiglio è scegliere una pasta che abbia “un alto valore proteico, quindi una pasta con un valore superiore ai 12 grammi per chilo, perché più nutriente”. E sulla cottura? Fuoco alto, fuoco lento, fuoco spento o cotta direttamente nel condimento…? Lo chef precisa subito: “Il termine cottura è sbagliato. La pasta essendo un prodotto secco va reidratato. Quindi questa idratazione può esser fatta in vari modi, l’importante è che il liquido in cui avviene la cottura abbia una temperatura superiore ai 70 gradi. E per il tempo, la si deve o assaggiare o fare riferimento ai tempi di cottura indicati sulle confezioni. Il tempo indicato è in genere quello reale di cottura, il minutaggio può arrivare anche a 12, 13 minuti, dipende dal formato e dalla qualità del grano”.

Consigli particolari sulla pasta, sul tipo e su come trattarla? “Vanno rispettati i tempi di cottura e di idratazione, la pasta dev’esser sempre cotta e non troppo al dente, quindi non troppo cruda ma neanche troppo scotta”. Va rispettato il giusto equilibrio.

Tuttavia secondo la ricerca di Unione Italiana Food in compenso, la filosofia della pasta al dente, che è di fatto sinonimo di approccio italiano alla pasta, si è affermata anche all’estero. Lo afferma l’82% dei cuochi interpellati. In Francia e Usa la pasta è al dente praticamente in tutti i ristoranti. Mentre il 18% – con punte del 40% in Giappone – si “piega” al gusto locale che a volte la preferisce stracotta. E sono anche pochi i compromessi rispetto agli usi locali: il 55% dei ristoranti serve ricette regionali italiane, il 31% ripropone la tradizione e solo il 14% ritiene che il glocal sia la strada giusta. Anche le ricette che hanno poco a che vedere con il Made in Italy scompaiono nel 73% dei ristoranti.

La tradizione per eccellenza è quella mediterranea, a cui si ispira il 53% dei ristoratori (e ben 9 ristoratori su 10 negli Emirati Arabi), quindi in questo ambito è molto limitato lo spazio per una cucina creativa e all’avanguardia che abbia per protagonista la pasta. Rimarca a tale proposito Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food: “Non abbiamo la presunzione di spiegare come si deve cuocere o condire un alimento che è stato ormai adottato da tutto il mondo. Ma oggi oltre il 60% dei pacchi di pasta prodotti in Italia viene esportata, contro il 48% nel 2000 e il 5% nel 1955… Se la pasta italiana gode all’estero di tanto successo ed è percepita positivamente è merito del centenario saper fare dei pastai italiani. E di chi, nei ristoranti italiani nel mondo, la valorizza in piatti che trasmettono il piacere e la gioia del mangiare mediterraneo. Tra gli intervistati, un cuoco su 3 ci ha anche rivelato che ogni volta che prepara un piatto di pasta pensa agli insegnamenti della mamma o della nonna. Sarà forse questo mix di sapere e amore il segreto della pasta italiana? Di certo, oggi, anche in un presente difficile ed incerto, la pasta è un momento di felicità accessibile e quotidiano”, conclude Felicetti.

Pasta, un alimento antisopreco e anticrisi

E a proposito di quotidianità, i contraccolpi di pandemia, geopolitica, caro prezzi ed energia hanno messo anche la pasta dinanzi ai grandi temi globali. In Italia sono 24 milioni le persone che ancora nel 2022 sono state costrette a far delle rinunce vivendo situazioni di disagio quotidiano, secondo il Rapporto Coop 2022, e per l’Onu 828 milioni di persone hanno invece sofferto la fame nel 2021.

Protagonista di infinite ricette antispreco e del “giorno dopo”, la pasta si conferma un alimento accessibile anche in un momento difficile per tutti. Un alimento anticrisi. Per esempio, in Italia con mezzo chilo di pasta e pochi altri ingredienti (pomodoro, un filo d’olio Evo, un po’ di formaggio), si riesce a preparare un pasto gustoso, nutriente e bilanciato per una famiglia di 4 persone, spendendo poco più di 2 euro. E negli Stati Uniti, considerando il costo medio di un pacco di pasta da una libbra (1,36 dollari per poco meno di 500 gr), una famiglia americana di 4 persone può mangiare un piatto di pasta spendendo la metà o meno di quanto farebbe per acquistare un hot-dog a testa.

Ma il mondo come si nutre di pasta? Secondo i dati di International Pasta Organisation, l’Italia è il primo Paese produttore di pasta (con 3,6 milioni di tonnellate, precede Turchia e USA), ed è anche tra i primi consumatori, con 23 kg procapite annui, davanti a Tunisia (17), Venezuela (15), Grecia (12,2). Se il 2021 ha registrato 2,2 milioni di tonnellate di pasta esportata, le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat rivelano nei primi sei mesi del 2022 un’ulteriore crescita (+9%). In valori assoluti, Germania, UK, Francia, USA e Giappone sono i mercati più strategici. Ma la voglia di pasta italiana registra crescite superiori al 40% verso Colombia, Paesi Bassi, Arabia Saudita.

Poi c’è chi, come Luciano Monosilio, la pasta preferisce farsela in casa. Nel suo ristorante romano, “Luciano”, ha approntato un laboratorio apposito, attiguo al ristorante, che la produce in proprio. Ma perché? Non si fida di quella in commercio? “No, semplicemente per il fatto che siamo anche produttori di pasta secca di semola di grano duro. Il nostro è un laboratorio pilota per poi poter sviluppare un progetto più grande di produzione. Al momento il progetto è funzionale al ristorante ma da gennaio apriremo anche uno shop online e quindi sarà possibile acquistarla da parte di chiunque attraverso il sito. E sempre producendola nel laboratorio del ristorante”. Sarà una produzione limitata? “Si parla di 10 chili l’ora, intorno ai cento chili al mese, cento-centocinquanta al mese per la vendita mentre il resto lo utilizziamo per il ristorante”. E il condimento simbolo di una pasta o di una pastasciutta qual è? “Sicuramente salse di base storiche, soprattutto della cucina romana che identificano in particolare le paste secche, e tra queste metterei le tre più conosciute: amatriciana, carbonara e cacio e pepe”, conclude Luciano Monosilio.

La pasta trionfa nella cinematografia storica

La pasta è anche una grande protagonista del mondo in celluloide, al cinema. È ad esempio al centro di una delle scene finali del “Divo” di Paolo Sorrentino. Un dialogo tra Giulio Andreotti, interpretato da Toni Servillo, e la moglie Livia avviene davanti a un piatto di rigatoni all’amatriciana proprio pochi giorni prima che il leader politico Dc finisca alla sbarra nei tribunali di Palermo e Perugia per i suoi presunti rapporti con la mafia.

“Dove andiamo?” chiede una bellissima Monica Vitti tutta vestita dentro un abito blu ad Alberto Sordi che indossa uno smoking bianco. “Andiamo a mangiare, no?”, risponde lui con fare sornione. E lei, di rimando: “Mica qui da Alfredo? Chissà quello che costa qua!” Il film è “Polvere di stelle”, una commedia scritta e diretta dallo stesso attore romano nel quale i due decidono di festeggiare il momento di svolta della loro compagnia di varietà con un piatto di fettuccine all’Alfredo.

“Maccarone m’hai provocato e io ti distruggo. Io me te magno” è la celebre frase pronunciata da Alberto Sordi in “Un americano a Roma”. Qui i maccheroni al sugo fanno la loro parte in una scena iconica che mette in risalto l’amore per la cucina e in particolar modo per la pasta nel nostro Paese. Un fotogramma tra i più celebri della storia del cinema. “Questi sono rigatoni con la pajata”. “Pajata? E che cos’è?” “Che è? È meglio che non t’o dico, sennò… mangiali prima! Mangia Olimpia, assaggia. È un piatto tipico della cucina romana”. Ecco lo scambio di battute tra il Marchese del Grillo (Alberto Sordi) al tavolo dell’osteria con Olimpia Martin, quando arriva la moglie di Gasperino che, credendo di trovarsi di fronte al marito, inizia a colpirlo a colpirlo e insultarlo perché intento a trascorrere il suo tempo gozzovigliando, anziché soddisfare i bisogni della famiglia. La scena anticipa l’incontro tra Onofrio e il suo sosia ne “Il Marchese del Grillo” diretto da Mario Monicelli , commedia intrisa di romanità e storia tra piatti simbolo della capitale.

Gli spaghettoni alla carbonara sono il file rouge dell’onomino film “La Carbonara”, ultima testimonianza del sodalizio tra il regista Luigi Magni e Nino Manfredi; gli spaghettoni cacio e pepe trionfano in Roma di Federico Felini, e gli spaghetti aglio, olio e peperoncino fanno poi la loro parte ne “Il Conte Tacchia” del regista Sergio Corbucci. Buona giornata mondiale, pasta.


Piccola guida per conoscere la pasta: come cuocerla, condirla e… citarla

L’archivio delle app del Play Store inizia a funzionare: ecco come

Google fa sentire la sua presenza nel settore smartphone e tablet anche grazie alle sue app e servizi per Android e iOS. Proprio in questo contesto è appena emersa un’interessante novità per il Play Store su Android.

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La novità alla quale ci riferiamo è stata annunciata in realtà diversi mesi fa, e consiste nell’archivio delle app per il Play Store. Nelle ultime ore alcuni utenti hanno scovato la possibilità di usare nella pratica la funzionalità.

Il breve video che trovate proprio qui in basso mostra la funzionalità all’opera. In linea teorica ogni singola app Android può essere archiviata tramite il nuovo strumento del Play Store. Nella pratica, almeno per il momento, soltanto l’app Google News.

L’accesso all’archiviazione delle singole app avviene tramite il menù contestuale associato all’app in questione. Una volta archiviata l’app si vedrà un’animazione che conferma l’avvenuta operazione e l’indicazione sullo spazio risparmiato grazie all’archiviazione dell’app stessa.

Tutte le app archiviate sono consultabili nella sezione apposita del Play Store, la quale si trova all’interno della sezione Gestione app e dispositivi, proprio come vedete dagli screenshot in fondo a questo articolo.

Al momento non abbiamo ancora ricevuto la nuova funzionalità, quindi è anche probabile che Google la stia testando su utenti specifici. Fateci sapere se invece è arrivata dalle vostre parti. Ci aspettiamo che nel breve verrà estesa anche alle altre app.

Rimanendo in tema tecnologia, vi ricordiamo invece che oggi è l’ultimo giorno per le offerte esclusive del Prime Day. Trovate tutti i dettagli sulle migliori offerte alla pagina dedicata con il pulsante qui in basso.

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I Pixel 7 controlleranno la vostra tosse e russamento notturno: ecco come

L’attesa si fa sempre più sottile per il prossimo evento ufficiale Google, quello programmato per il 6 ottobre. Sappiamo infatti che l’evento avrà come protagonisti i nuovi smartphone top di gamma di Big G. Parliamo ovviamente dei i Pixel 7 e Pixel 7 Pro.

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Dopo aver visto le presunte promozioni che caratterizzeranno il lancio dei nuovi flagship Google, il nuovo video pubblicato da Google che mette in risalto le capacità fotografiche e le schede tecniche praticamente complete, è ora di scoprire alcuni dettagli sulle nuove funzionalità che proporrà Google con i Pixel 7.

Il noto Mishaal Rahman ha infatti scovato un’interessante novità che riguarda la capacità di monitorare alcuni parametri di salute durante il sonno. Nello specifico si parla del monitoraggio del russamento e della tosse notturni.

Questi due parametri sono molto importanti per avere un’indicazione sul proprio stato di salute e sulla qualità del proprio sonno. Un eccessivo russamento o tosse notturni possono essere dei campanelli di allarme per patologie rilevanti.

Google renderà possibile il monitoraggio di questi parametri tramite i microfoni integrati nei nuovi Pixel 7. Ci aspettiamo che, per usare al meglio la funzionalità, Google richiederà agli utenti di tenere relativamente vicini gli smartphone durante le ore di sonno.

Lo screenshot che trovate nella galleria in basso mostra un’interfaccia, non ancora completa, che riepiloga il monitoraggio di russamento e tosse notturni lungo l’intera sessione di sonno. Ci aspettiamo che tali parametri verranno sincronizzati con Google Fit.

Visto che la funzionalità si basa sull’utilizzo dei microfoni, possiamo aspettarci che la funzionalità verrà poi distribuita, successivamente al lancio dei nuovi Pixel 7, anche ai Pixel delle generazioni precedenti.

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