Ovviamente OPPO sta preparando Find N Fold e Find N Flip per andare contro Samsung

Torniamo a parlare del settore dei pieghevoli, un ambito del mercato smartphone che ultimamente è al centro dell’attenzione anche grazie a Samsung, che ha appena ufficializzato i nuovi Galaxy Z Fold 4 e Z Flip 4, e Xiaomi che ha presentato il suo nuovo MIX Fold 2.

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Nella grande competizione che si infittisce per il mercato dei pieghevoli si inserisce anche OPPO. L’azienda cinese ha già mostrato il suo interesse verso questo settore di mercato con l’OPPO Find N arrivato lo scorso anno. Per il futuro OPPO intende raddoppiare e seguire le orme di Samsung.

Stando infatti a quanto appena trapelato dalle fonti di Pricebaba, OPPO avrebbe in mente di lanciare due nuovi modelli di pieghevole. Parliamo di OPPO Find N Fold e OPPO Find N Flip. I nomi non ci possono non ricordare immediatamente i modelli di punta di casa Samsung, giunti ormai alla quarta generazione.

OPPO avrebbe già registrato i sopra menzionati marchi presso l’EUIPO, ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, e, stando ai dettagli condivisi dal noto leaker Yogesh Brar, i nuovi pieghevoli avranno entrambi il processore Snapdragon 8+ Gen 1.

Questo testimonia la caratura di top di gamma che OPPO intende dare ai nuovi pieghevoli, visto che proprio lo Snapdragon 8+ Gen 1 è il miglior processore che ha da offrire Qualcomm per il mercato smartphone.

Il fatto che tali marchi siano stati registrati presso un organismo europeo fa ben sperare nei confronti di una commercializzazione su larga scala anche a livello europeo. Se questo dovesse concretizzarsi allora potremmo considerare OPPO una sfidante di Samsung sul fronte pieghevoli a tutti gli effetti.

Ancora non sono stati condivisi dettagli in merito alla presunta data di lancio dei nuovi OPPO Find N Fold e OPPO Find N Flip da parte della casa cinese. Torneremo ad aggiornarvi appena ne sapremo di più.

Nel frattempo vi suggeriamo di rivedere la nostra recensione completa di OPPO Find N, il primo pieghevole lanciato da OPPO per il mercato consumer.

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Ovviamente OPPO sta preparando Find N Fold e Find N Flip per andare contro Samsung

Apple lancia la modalità Lockdown contro gli spyware di stato

AGI – Si chiama Lockdown mode, in italiano potrebbe tradursi con “modalità isolamento”, ed la nuova funzione annunciata da Apple per il prossimo autunno. Servirà, nelle intenzioni, a difendere iPhone, iPad e il sistema operativo MacOS Ventura dagli spyware più sofisticati, quelli cioè venduti dalle aziende ai governi.

Sono “attacchi informatici altamente mirati da parte di società private che sviluppano spyware mercenario sponsorizzato dallo stato” ha precisato Cupertino, che ha chiamato ad esempio quelli sortiti (attraverso lo spyware Pegasus) dalla società israeliana NSO Group, che la Apple ha anche citato in giudizio. 

Un servizio adatto per quegli utenti che per la loro attività o per il loro status possono essere bersaglio di spyware. “Un livello di sicurezza estremo progettato per un numero molto ristretto di utenti che affrontano minacce gravi e mirate” ha fatto sapere Cupertino.

Lockdown mode di fatto riduce la superficie di attacco e disabilità alcune funzioni: nell’app Messaggi viene bloccata la maggior parte degli allegati, la compilazione JavaScript JIT sono disabilitate durante la navigazione, gli inviti e le richieste di servizi in entrata, incluse le chiamate FaceTime, sono bloccati, le connessioni via cavo a computer o accessori sono bloccate quando l’iPhone è bloccato. 

La società ha dichiarato che tutte queste protezioni saranno attive quando verrà lanciata la modalità di blocco. Apple ha detto anche che il suo programma Security Bounty sarà ampliato.

I ricercatori che trovano punti deboli nella modalità di blocco e aiutano Apple a renderla più sicura avranno diritto a premi fino a 2 milioni di dollari.

“Apple produce i dispositivi mobili più sicuri sul mercato. La modalità di blocco è una funzionalità rivoluzionaria che riflette il nostro impegno incrollabile nel proteggere gli utenti anche dagli attacchi più rari e sofisticati” ha dichiarato Ivan Krstić, responsabile dell’ingegneria e dell’architettura della sicurezza di Apple. 

“Sebbene la stragrande maggioranza degli utenti non sarà mai vittima di attacchi informatici altamente mirati, lavoreremo instancabilmente per proteggere il piccolo numero di utenti che lo sono. Ciò include continuare a progettare difese specifiche per questi utenti, oltre a supportare ricercatori e organizzazioni di tutto il mondo che svolgono un lavoro di fondamentale importanza nell’esporre le aziende mercenarie che creano questi attacchi digitali”.


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Bitdefender punta il dito contro i dispositivi Android non aggiornati: sono una minaccia!

Il problema della frammentazione del sistema operativo Android è sempre più attuale: nonostante negli ultimi anni si siano fatti dei passi avanti (Samsung ad esempio rilascia tantissimi aggiornamenti, di sicurezza e non, per i propri smartphone), spesso accade che i dispositivi Android non vengano più supportati già dopo un paio d’anni dalla data d’uscita, esponendoli di fatti a diversi rischi per la sicurezza degli utenti.

Google infatti supporta ufficialmente l’ultima versione di Android solo per tre anni: una volta trascorso questo periodo di tempo, non sono più garantiti aggiornamenti di sicurezza ufficiali e dunque gli utenti devono sperare che il produttore continui a supportare il proprio dispositivo. Secondo quanto dichiarato da Bitdefender, a partire dal prossimo settembre quasi un terzo degli smartphone che eseguono l’app Bitdefender Mobile Security utilizzerà un versione del sistema operativo Android obsoleta.

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Secondo i dati in possesso di Bitdefender, quando a fine 2022 Android 10, una delle versioni del sistema operativo del robottino verde più utilizzate ancora oggi, smetterà di essere supportato ufficialmente da BigG (e sarà rilasciato Android 13), ben il 35% dei dispositivi Android con Bitdefender Mobile Security non disporrà più del supporto di Google.

Si tratta di un dato parecchio importante: i dispositivi obsoleti potrebbero infatti avere delle falle di sicurezza non corrette, che ovviamente fanno gola ad hacker e criminali informatici pronti a rubare dati personali o credenziali d’accesso ai siti web. In parole povere, un sistema operativo vecchio rende la vita estremamente più facile ai criminali informatici ed espone di conseguenza gli utilizzatori dello smartphone a seri rischi.

Il consiglio nostro e di Bitdefender è quello di installare le patch di sicurezza più recenti il prima possibile: questo genere di update risolve infatti le falle di sicurezza e, in generale, tutti i problemi legati alla sicurezza degli utenti, per cui è fondamentale installarli per ridurre al minimo il rischio di subire attacchi da criminali informatici.

Ovviamente, le patch di sicurezza non sono rilasciate “per sempre” e dunque, secondo Bitdefender, sarebbe il caso di sostituire lo smartphone alla fine del supporto ufficiale. Inoltre, la scelta di un nuovo dispositivo non dovrebbe basarsi solo sullo schermo, sulle prestazioni o sulla qualità della fotocamera, ma anche sulla qualità del supporto offerto dal produttore e sulla quantità di aggiornamenti rilasciati.

Samsung e Google sono sicuramente tra i produttori più attenti a questo aspetto: l’azienda coreana ha recentemente rilasciato la lista degli smartphone che continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza, mentre Google non ha certamente bisogno di presentazioni (basta ricordare che Android 13 arriverà anche su Pixel 4, smartphone rilasciato quasi tre anni fa e che probabilmente continuerà a ricevere update di sicurezza per almeno altri due anni). 

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YouTube contro le app parassita: ecco perché chiude Vanced

AGI – Vanced chiude. L’app non sarà più disponibile “per ragioni legali”: ha ricevuto una diffida da parte di Google, società proprietaria di YouTube. La ragione è semplice: l’applicazione (non ufficiale) permette di guardare i video della piattaforma saltando gli annunci pubblicitari.

L’app ha un logo simile a quello di YouTube e, fino a poco fa, si faceva chiamare YouTube Vanced (il profilo Twitter è ancora @YTVanced). Non è bastato rimuovere dal proprio sito i riferimenti esplicita alla piattaforma e scrivere che l’applicazione “non è affiliata in alcun modo a Google”. Entro poche ore, l’app non sarà più scaricabile e non verrà più aggiornata, anche se – per chi l’ha già installata – dovrebbe continuare a funzionare, hanno scritto gli sviluppatori, per circa due anni. 

È probabile che Google, dopo aver lasciato fare per un po’, abbia deciso di intervenire vista la crescente diffusione di Vanced. La mossa di iniziare a vendere Nft (e quindi a incassare) potrebbe aver attirato l’attenzione e accelerato un processo il cui esito sembrava comunque scontato. Se, infatti, si può discutere sul perché Google abbia deciso di agire adesso, le ragioni della diffida sono solari.

L’applicazione ha delle funzioni che sono spesso invocate dagli utenti di YouTube: una modalità “scura” per risparmiare la batteria e rilassare gli occhi, controlli più intuitivi per la gestione del volume e la luminosità, possibilità di continuare ad ascoltare l’audio di un video in background (cioè mentre sul display c’è un’altra app).

Fornisce anche un’estensione che di fatto reintroduce il “Non mi piace”, di recente rimosso da YouTube. Quello che però non può andare giù a Google è il blocco degli annunci: Vanced permette di guardare i video senza pubblicità. In sostanza, fornisce gratuitamente una funzione disponibile solo con l’abbonamento a YouTube Premium (che in Italia costa 11,99 euro al mese). Non solo: divide il video in segmenti e ne riconosce i contenuti, consentendo di tagliare quelli sgraditi agli utenti, come l’introduzione oppure i secondi dedicati al prodotto in un video sponsorizzato.

Dietro la neutra definizione di “app non ufficiale”, quindi, ce ne sarebbe un’altra: Vanced è un’app parassita. Per quanto molto diffusa, con tutta probabilità ha avuto un impatto meno che marginale sul fatturato di YouTube. Ma la sua presenza produce comunque alcuni effetti negativi: riduce le visualizzazioni degli annunci, scoraggia la sottoscrizione dell’abbonamento e penalizza i creatori di contenuti (grandi e piccoli).

Vanced non è un caso isolato. Ci sono altre applicazioni simili, sulle quali si stanno già riversando gli utenti. YouTube continuerà di sicuro a difendere se stessa. È probabile che, in parallelo, possa lavorare all’integrazione di alcune funzionalità nella versione gratuita: non è in discussione l’addio alla pubblicità (che è il motore finanziario della piattaforma), ma l’effimero successo di Vanced potrebbe spingere YouTube a valutare opzioni come la modalità “dark” o le regolazioni audio e video più evolute. Al momento, non c’è nulla di ufficiale, ma è successo qualcosa di simile pochi mesi fa.

Con lo stesso metodo della diffida con cui ha forzato la chiusura di Vanced, tra agosto e settembre 2021 YouTube ha decretato la fine di Groovy e Rythm, due bot che permettevano agli utenti della piattaforma Discord di ascoltare e condividere musica tratta dai video di YouTube. Nel giro di pochi giorni, lo scorso settembre, Discord ha rilasciato un servizio – Watch Together – che somiglia molto a quei bot, ma obbedisce ai termini e alle condizioni di YouTube, sia per quanto riguarda gli annunci pubblicitari che per la privacy degli utenti. In pratica, Discord offre agli utenti la possibilità di ascoltare musica da YouTube in modo legale. In cambio, diventa un nuovo canale di distribuzione di Google, che così potrà raggiungere nuove orecchie e incamerare altri dati.  


YouTube contro le app parassita: ecco perché chiude Vanced