Bitdefender punta il dito contro i dispositivi Android non aggiornati: sono una minaccia!

Il problema della frammentazione del sistema operativo Android è sempre più attuale: nonostante negli ultimi anni si siano fatti dei passi avanti (Samsung ad esempio rilascia tantissimi aggiornamenti, di sicurezza e non, per i propri smartphone), spesso accade che i dispositivi Android non vengano più supportati già dopo un paio d’anni dalla data d’uscita, esponendoli di fatti a diversi rischi per la sicurezza degli utenti.

Google infatti supporta ufficialmente l’ultima versione di Android solo per tre anni: una volta trascorso questo periodo di tempo, non sono più garantiti aggiornamenti di sicurezza ufficiali e dunque gli utenti devono sperare che il produttore continui a supportare il proprio dispositivo. Secondo quanto dichiarato da Bitdefender, a partire dal prossimo settembre quasi un terzo degli smartphone che eseguono l’app Bitdefender Mobile Security utilizzerà un versione del sistema operativo Android obsoleta.

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Secondo i dati in possesso di Bitdefender, quando a fine 2022 Android 10, una delle versioni del sistema operativo del robottino verde più utilizzate ancora oggi, smetterà di essere supportato ufficialmente da BigG (e sarà rilasciato Android 13), ben il 35% dei dispositivi Android con Bitdefender Mobile Security non disporrà più del supporto di Google.

Si tratta di un dato parecchio importante: i dispositivi obsoleti potrebbero infatti avere delle falle di sicurezza non corrette, che ovviamente fanno gola ad hacker e criminali informatici pronti a rubare dati personali o credenziali d’accesso ai siti web. In parole povere, un sistema operativo vecchio rende la vita estremamente più facile ai criminali informatici ed espone di conseguenza gli utilizzatori dello smartphone a seri rischi.

Il consiglio nostro e di Bitdefender è quello di installare le patch di sicurezza più recenti il prima possibile: questo genere di update risolve infatti le falle di sicurezza e, in generale, tutti i problemi legati alla sicurezza degli utenti, per cui è fondamentale installarli per ridurre al minimo il rischio di subire attacchi da criminali informatici.

Ovviamente, le patch di sicurezza non sono rilasciate “per sempre” e dunque, secondo Bitdefender, sarebbe il caso di sostituire lo smartphone alla fine del supporto ufficiale. Inoltre, la scelta di un nuovo dispositivo non dovrebbe basarsi solo sullo schermo, sulle prestazioni o sulla qualità della fotocamera, ma anche sulla qualità del supporto offerto dal produttore e sulla quantità di aggiornamenti rilasciati.

Samsung e Google sono sicuramente tra i produttori più attenti a questo aspetto: l’azienda coreana ha recentemente rilasciato la lista degli smartphone che continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza, mentre Google non ha certamente bisogno di presentazioni (basta ricordare che Android 13 arriverà anche su Pixel 4, smartphone rilasciato quasi tre anni fa e che probabilmente continuerà a ricevere update di sicurezza per almeno altri due anni). 

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Bitdefender punta il dito contro i dispositivi Android non aggiornati: sono una minaccia!

YouTube contro le app parassita: ecco perché chiude Vanced

AGI – Vanced chiude. L’app non sarà più disponibile “per ragioni legali”: ha ricevuto una diffida da parte di Google, società proprietaria di YouTube. La ragione è semplice: l’applicazione (non ufficiale) permette di guardare i video della piattaforma saltando gli annunci pubblicitari.

L’app ha un logo simile a quello di YouTube e, fino a poco fa, si faceva chiamare YouTube Vanced (il profilo Twitter è ancora @YTVanced). Non è bastato rimuovere dal proprio sito i riferimenti esplicita alla piattaforma e scrivere che l’applicazione “non è affiliata in alcun modo a Google”. Entro poche ore, l’app non sarà più scaricabile e non verrà più aggiornata, anche se – per chi l’ha già installata – dovrebbe continuare a funzionare, hanno scritto gli sviluppatori, per circa due anni. 

È probabile che Google, dopo aver lasciato fare per un po’, abbia deciso di intervenire vista la crescente diffusione di Vanced. La mossa di iniziare a vendere Nft (e quindi a incassare) potrebbe aver attirato l’attenzione e accelerato un processo il cui esito sembrava comunque scontato. Se, infatti, si può discutere sul perché Google abbia deciso di agire adesso, le ragioni della diffida sono solari.

L’applicazione ha delle funzioni che sono spesso invocate dagli utenti di YouTube: una modalità “scura” per risparmiare la batteria e rilassare gli occhi, controlli più intuitivi per la gestione del volume e la luminosità, possibilità di continuare ad ascoltare l’audio di un video in background (cioè mentre sul display c’è un’altra app).

Fornisce anche un’estensione che di fatto reintroduce il “Non mi piace”, di recente rimosso da YouTube. Quello che però non può andare giù a Google è il blocco degli annunci: Vanced permette di guardare i video senza pubblicità. In sostanza, fornisce gratuitamente una funzione disponibile solo con l’abbonamento a YouTube Premium (che in Italia costa 11,99 euro al mese). Non solo: divide il video in segmenti e ne riconosce i contenuti, consentendo di tagliare quelli sgraditi agli utenti, come l’introduzione oppure i secondi dedicati al prodotto in un video sponsorizzato.

Dietro la neutra definizione di “app non ufficiale”, quindi, ce ne sarebbe un’altra: Vanced è un’app parassita. Per quanto molto diffusa, con tutta probabilità ha avuto un impatto meno che marginale sul fatturato di YouTube. Ma la sua presenza produce comunque alcuni effetti negativi: riduce le visualizzazioni degli annunci, scoraggia la sottoscrizione dell’abbonamento e penalizza i creatori di contenuti (grandi e piccoli).

Vanced non è un caso isolato. Ci sono altre applicazioni simili, sulle quali si stanno già riversando gli utenti. YouTube continuerà di sicuro a difendere se stessa. È probabile che, in parallelo, possa lavorare all’integrazione di alcune funzionalità nella versione gratuita: non è in discussione l’addio alla pubblicità (che è il motore finanziario della piattaforma), ma l’effimero successo di Vanced potrebbe spingere YouTube a valutare opzioni come la modalità “dark” o le regolazioni audio e video più evolute. Al momento, non c’è nulla di ufficiale, ma è successo qualcosa di simile pochi mesi fa.

Con lo stesso metodo della diffida con cui ha forzato la chiusura di Vanced, tra agosto e settembre 2021 YouTube ha decretato la fine di Groovy e Rythm, due bot che permettevano agli utenti della piattaforma Discord di ascoltare e condividere musica tratta dai video di YouTube. Nel giro di pochi giorni, lo scorso settembre, Discord ha rilasciato un servizio – Watch Together – che somiglia molto a quei bot, ma obbedisce ai termini e alle condizioni di YouTube, sia per quanto riguarda gli annunci pubblicitari che per la privacy degli utenti. In pratica, Discord offre agli utenti la possibilità di ascoltare musica da YouTube in modo legale. In cambio, diventa un nuovo canale di distribuzione di Google, che così potrà raggiungere nuove orecchie e incamerare altri dati.  


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Azionisti Apple, il fondo petrolifero norvegese contro l’aumento dei compensi per Tim Cook

Nella prossima assemblea degli azionisti si voterà anche su possibili nuovi compensi a favore di Tim Cook.

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Apple ha mentito sull’autonomia dei Powerbeast Pro, nuova class action contro l’azienda

La scarsa autonomia degli auricolari Powerbeats Pro è al centro di una nuova class action contro Apple.

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Cinesi contro Elon Musk per il rischio collisioni con ‘Space X’

AGI – Sotto tiro sui social media cinesi il miliardario Elon Musk in quanto secondo Pechino, due dei suoi satelliti hanno mancato di poco la collisione con la stazione spaziale del gigante asiatico.

L’uomo più ricco del mondo, che è stato recentemente nominato Persona dell’anno dalla rivista Time, è meglio conosciuto in Cina per le sue auto elettriche Tesla. Ma la sua azienda di esplorazione spaziale SpaceX gli sta facendo registrare un certo malcontento.

Secondo un documento inviato all’inizio di dicembre da Pechino all’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio esterno a Vienna, la stazione spaziale cinese Tiangong ha dovuto eseguire manovre evasive in due occasioni, a luglio e ottobre, per evitare “un incontro” con la navicella SpaceX.

L’agenzia spaziale cinese ha dovuto reagire “per garantire la sicurezza e la sopravvivenza degli astronauti in orbita”, ha aggiunto Pechino.

Mercato cruciale per Tesla

SpaceX non ha replicato, creando malcontento negli internauti cinesi e l’increscioso episodio potrebbe avere ripercussioni sulle vendite di Tesla in Cina. 

Il mercato cinese è cruciale per il multimiliardario canadese-americano nato in Sudafrica. Tesla vende circa un quarto della sua produzione in Cina e ha una fabbrica a Shanghai

Nello spazio, SpaceX ha lanciato una costellazione di più di 1.500 satelliti, Starlink, progettato per portare la connettività internet in tutti gli angoli del mondo. 

D’altro canto, “abbiamo visto un aumento del numero di rischi di collisione da quando Starlink è stato distribuito”, ha detto Jonathan McDowell dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics negli Stati Uniti.


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La causa contro la fotocamera dell’iPhone 13 si estende anche ai modelli più vecchi

Anche gli iPhone 12 e gli iPad Pro 2021 finiscono nella causa per violazione di brevetti legati alla fotocamera.

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