Apple rimanda l’evento di marzo a causa del coronavirus

Apple avrebbe deciso di posticipare l’evento di marzo dedicato all’iPhone 9 e ai nuovi iPad Pro con tripla fotocamera.Come riportato da Cult of Mac, Apple avrebbe preso questa decisione per evitare grandi assembramenti di persone all’interno dell’Apple Park, visto che un keynote avrebbe richiamato centinaia di giornalisti. Stando agli ultimi rumor, l’evento si sarebbe dovuto […]

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iPhone 5G, possibile slittamento a causa del Coronavirus

La dilagante epidemia di Coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale sta avendo serie ripercussioni anche sul mondo della tecnologia, con Apple in prima linea per cercare di arginare le problematiche dovute alle quarantene imposte dal governo cinese ad alcune aziende della filiera produttiva.Come già anticipato anche dalla stessa Apple, è molto probabile che […]

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Il coronavirus è l’occasione per il più grande esperimento di corsi universitari online

Quando, a fine gennaio, hanno chiuso la porta delle loro stanze nei campus delle università internazionali fiorite negli ultimi anni in Cina, le migliaia di studenti che si sono messi in viaggio per il capodanno lunare pensavano di tornare dopo una settimana. Ora, un mese dopo l’esplosione della crisi del coronavirus, non hanno idea di quando potranno tornare. Tutte le loro cose sono chiuse negli alloggi di atenei prestigiosi come la Duke Kunshan University, alle porte di Shanghai, o la New York University e la Nottingham, nel cuore della metropoli cinese. Posti che raccolgono studenti da ogni parte del mondo e della elite cinese e che all’improvviso si sono trovati ad affrontare la più grave crisi immaginabile.

Una crisi ha sorpreso le università in pieno secondo semestre, quello che si apre dopo le vacanze di Natale e si chiude a inizio maggio e, non avendo alcuna prospettiva sui tempi per la ripresa della lezioni in aula, non hanno potuto far altro che precipitarsi a mettere a punto un piano B: i corsi online. 

Organizzarsi per tenere un corso online per la prima volta di solito richiede diversi mesi. Le università internazionali in Cina lo ha fatto in meno di tre settimane.

“È stato molto stressante, ma allo stesso tempo ci ha uniti”, ha detto a ‘Inside Higher Education’ Clay Shirky, vicepresidente per le tecnologie educative alla New York University, che ha aiutato i colleghi della New York Shanghai a lanciare i loro corsi online. “Ci è voluto del tempo per renderci conto che avevamo davvero bisogno di spostare il semestre online”, ha detto. “Guardando indietro, vorrei che avessimo telefonato un po ‘prima.”

Più rapida è stata la decisione presa dai vertici della Duke insieme con quelli della DKU. Non appena è stato chiaro che le lezioni nel campus ultramoderno di Kunshan non sarebbero riprese  il 3 febbraio, come previsto, Matthew Rascoff, responsabile dell’e-learning si è sentito dire che entro tre settimane doveva essere tutto pronto per passare alla modalità online. Un’impresa, con 579 studenti universitari e più di 100 docenti sparsi in ogni parte della Cina e del mondo, con  fusi orari diversi e con diversi livelli di accesso a Internet.

“La pressione era altissima”, ha detto Rascoff al giornale online dell’università. “Ma la Duke è attrezzata per farlo. Abbiamo impiegato anni a costruire le infrastrutture per rispondere a una crisi “. Sette anni, per l’esattezza, durante i quali i docenti hanno messo a punto oltre 60 corsi online, tenendo conto di come ogni materia segue diversi principi di apprendimento e sforzandosi di creare gruppi partecipativi e coinvolgenti.

Innanzitutto sono stati identificati gli obiettivi da raggiungere in termini di apprendimento e da lì si è partiti per mettere a punto i materiali dei corsi, gli esercizi, i compiti e gli esami. Il 24 febbraio sono andate online le prime lezioni e studenti da decine di Paesi – sei dal’Italia – si sono connessi per seguirle. “La tecnologia è un fattore abilitante, ma la chiave è l’interazione umana” ha detto Rascoff, “Faccia a faccia o online, stiamo cercando di far sì che la base sia sempre il bon insegnamento e apprendimento basato sull’esperienza”.

Il primo obiettivo era completare il corso di sette settimane interrotto dalle vacanze con lezioni in diretta sulla piattaforma di videoconferenza Zoom e il sistema di gestione dell’apprendimento Sakai per i materiali, gli esami e le discussioni in bacheca insieme con la piattaforma di apprendimento di Coursera.

Le biblioteche di Duke e Duke Kunshan concedono in licenza risorse elettroniche a studenti e docenti che non hanno accesso ai propri libri o biblioteche. La Duke ha portato a Durham, in North Carolina, molti insegnanti della Duke Kunshan che erano sparsi in tutto il mondo, per preparare le lezioni online.

Alla NYU Shanghai fino le cose stanno andando “sorprendentemente bene”, ha detto Jace Hargis, direttore del Centro di insegnamento e apprendimento della New York University. Ha seguito da vicino i progressi da quando sono iniziate le lezioni online, il 17 febbraio. “Il feedback iniziale degli studenti è stato buono, e i docenti riferiscono di sentirsi sempre più fiduciosi nella loro capacità di insegnare online anche se la stragrande maggioranza dei docenti – l’88% – non aveva avuto esperienze significative nell’insegnamento online in precedenza”.

Con docenti e studenti sparsi in tutto il mondo, lavorare in diversi fusi orari è stato impegnativo, ma non impossibile, ha affermato Hargis. “Dieci anni fa, non saremmo stati in grado di farlo: non c’era la  tecnologia”, ha detto. Internet ad alta velocità e progressi nella tecnologia di videoconferenza hanno reso la comunicazione molto più semplice. Attraverso webinar, risorse online appositamente create, consultazioni individuali, orari di apertura degli uffici online e molte, molte e-mail, un team internazionale ha lavorato con la facoltà di New York Shanghai per spostare quasi 500 lezioni online.

Le sessioni di formazione si sono concentrate sull’insegnamento ai docenti dell’uso delle due piattaforme di condivisione video, Zoom e VoiceThread, strumenti che consentono di insegnare in modo sincrono o asincrono. Per ridurre il carico di lavoro, la facoltà è stata incoraggiata a concentrarsi sulla preparazione delle prime due settimane del semestre di 14 settimane. Facoltà e studenti hanno accesso a un servizio di chat che funziona per 16 ore al giorno se hanno domande o hanno bisogno di aiuto.

Alla Fort Hays State University, che in Cina offre diversi corsi di laurea attraverso due istituzioni partner, si è lavorato per garantire che i contenuti online fossero accessibili a tutti gli studenti e su tutti i device. “Abbiamo dato priorità all’ottimizzazione per i dispositivi mobili: portatili, tablet e smartphone”, ha detto Andrew Feldstein, assistente preposto per l’insegnamento dell’innovazione e delle tecnologie di apprendimento all’università, “La prima cosa che ho pensato quando ho sentito che i campus erano chiusi era che questa poteva essere una vera opportunità”, ha detto Feldstein. “Spesso siamo rallentati da processi che non ci mettono nemmeno più in discussione. Questo ci ha permesso di guardare tutto sotto una nuova luce.”

 

Agi

Il Mobile World Congress si farà, nonostante il coronavirus. E i cinesi ci saranno

Il Mobile World Congress (Mwc) di Barcellona si farà. Il governo della Catalogna ha fatto sapere che “non contempla” la sospensione dell’edizione di quest’anno della più importante fiera al mondo sulla telefonia mobile, prevista per fine mese. Non c’è “alcun elemento” che faccia stare “in allerta” e pensare a “un qualche pericolo” derivante dall’epidemia da coronavirus, ha spiegato il responsabile per l’Industria, Angels Chacon, intervistato da Catalunya Radio.

Il sospetto di una massiccia defezione degli espositori era sorto dopo il forfait annunciato dalla coreana LG Electronics che ha fatto sapere che “sta monitorando attentamente” la situazione relativa all’epidemia e che, pensando “alla sicurezza e alla salute dei suoi dipendenti, partner e clienti”, ha deciso di annullare la sua esposizione e partecipazione al Mwc. “Questa decisione azzera il rischio di esporre centinaia di dipendenti di LG a viaggi internazionali, data la situazione sempre più restrittiva dovuta alla continua diffusione del virus” si legge in una nota, “in alternativa LG organizzerà nel prossimo futuro degli eventi dedicati per annunciare i nuovi prodotti mobile 2020”.

Fonti dall’altro colosso sudcoreano, Samsung, protagonista atteso della fiera, hanno confermato ad AGI la partecipazione.

Le case cinesi, che come ogni anno sono in primo piano a Barcellona per la presentazione di device e tecnologie, hanno fatto sapere che ci saranno, anche se con precauzioni.

Zte, impegnata nello sviluppo delle reti 5G in Italia e che a Barcellona presenterà non solo le tecnologie wireless di nuova generazione, ma anche nuovi smartphone come il Blade e l’Axon 5G ha fatto sapere che parteciperà, come previsto.

“Dopo l’esplosione del nuovo coronavirus, oltre a rispondere attivamente e organizzare le risorse per garantire il servizio di telecomunicazione nelle aree interessate, Zte ha sempre posto la salute dei nostri dipendenti e clienti come priorità” si legge in una nota dell’azienda, “in conformità con le linee guida del dipartimento sanitario cinese e dell’Oms, Zte ha adottato una serie di forti misure di prevenzione, controllo e salvaguardia: assicurerà che tutti i dipendenti della Cina continentale, compresi i cittadini non cinesi, non manifestino sintomi per 2 settimane prima della partenza e dell’arrivo nel Mwc e tutti i dipendenti devono sottoporsi all’autoisolamento di 2 settimane per garantire la salute e la sicurezza di tutto il personale”.

L’azienda ha disposto anche che tutti i dirigenti che partecipano alle riunioni di alto livello si autoisolino in Europa per almeno due settimane prima della fiera di Barcellona, che lo stand e le attrezzature della fiera vengano disinfettati quotidianamente e che il personale di presentazione dello stand provenga da Paesi al di fuori della Cina e principalmente dall’Europa”.

Misure simili saranno adottate da Huawei che ha annunciato di non avere intenzione di annullare la propria partecipazione, particolarmente significativa per il ruolo che il colosso delle telecomunicazioni ha assunto nello sviluppo del 5G in Europa, specie dopo la decisione della Commissione europea di non tagliare la tecnologia cinese fuori dalle reti Ue. “Non parteciperà nessuno che provenga dalla provincia dello Hubei” ha detto una fonte dell’azienda all’AGI, “la partecipazione del management che viene dalla Cina sarà limitata e tutti dovranno fare 14 giorni di quarantena prima di partecipare”. Anche Honor, il marchio nato da una costola di Huawei e pensato per la clientela giovane, sarà a Barcellona.

Anche Oppo e Xiaomi, due dei principali player cinesi nel mondo della telefonia mobile, con quote di mercato in continua crescita in Europa e in Italia, hanno confermato ad AGI che parteciperanno all’evento di Barcellona.

La franco-cinese Wiko ha deciso di non partecipare con uno stand di presentazione dei nuovi modelli, ma la scelta – si legge in una nota dell’azienda – non ha a che fare con l’epidemia di coronavirus quanto piuttosto con una strategia generale che vede il brand concentrarsi su attività più strategiche ed efficienti per i singoli mercati in cui è presente. “Una volontà che risponde all’obiettivo di Wiko di focalizzarsi su progetti che coinvolgano e interessino direttamente il consumatore finale e le sue community social” continua la nota, “la presenza di Wiko sarà pertanto focalizzata sul mercato spagnolo, ammettendo attività ad hoc rivolte al canale business, ai media di settore e ai principali partner e distributori dell’azienda”.

Agi