Abbiamo provato un PC ed un proiettore (con Android) così piccoli che… (foto e video)

Vi ricordate di Cardroid? Ebbene gli stessi autori della chiavina per (Android) Auto sono ora al lavoro su un nuovo progetto completamente diverso. Ecco a voi Pantera Pico PC, un vero personal computer, ma così piccolo che il prefisso “mini” gli andava largo.

Hardware e Prestazioni

4 porte USB-A (3x 3.0 + 1x 2.0), HDMI 2.0, slot microSD, jack audio, USB-C (per l’alimentazione). Ci sono più porte in questo Pico PC che non in molti mini PC, e tra l’altro, se le affermazioni dell’azienda sono veritiere, è il primo al mondo con 4 porte USB, e quello con più porte di tutti in generale.

Immaginatelo su una scrivania, con attaccati tastiera, mouse e monitor. Ad un occhio poco attento potrebbe sembrare un qualche accessorio ed invece è colui che li anima tutti, forte di un hardware sì di fascia bassa, ma forse non così tanto come potreste pensare.

All’interno: processore Intel J4125 quad-core a 2 GHz, 8 GB di RAM LPDDR4, SSD SATA M.2 da 256 GB, dual band Wi-Fi, Bluetooth e Windows 10 Pro. Ci sono anche versioni con meno memoria, ed anche una con 512 GB di storage, mentre lato software c’è anche l’opzione Ubuntu.

Stiamo parlando al presente ma in realtà dovremmo usare il futuro, dato che la campagna di raccolta fondi per Pantera Pico PC non è ancora iniziata, e dovrebbe prendere il via a giugno (ulteriori informazioni in questa pagina).

Il modello che abbiamo in prova è quindi una unità di pre-produzione, che si è rivelata sorprendentemente capace. Ci è arrivata in inglese, ma dopo un po’ di download e riavvii l’interfaccia di Windows è diventata in italiano, e se soprassediamo sul fatto che mouse e tastiera non sono inclusi (ma dovrebbero esserci dei bundle al momento del lancio), dobbiamo dirci stupiti. Si perché questo Pico PC gira straordinariamente bene; nei limiti del possibile.

Lato multimediale è notevole: ha riprodotto senza indugio tutti i nostri file di test, inclusi VP9, HDR, Dolby Vision, H.265/4 a 140Mbit e 10-bit, Dolby Audio. Insomma, tutti i principali formati audio/video sono supportati egregiamente. Idem dicasi per i servizi di streaming: Netflix e Prime Video su Edge non hanno mai dato problemi.

Ed anche la navigazione è ok, a patto di contenersi possibile entro le dieci schede aperte e soprattutto senza troppo contenuti pesanti in esecuzione concorrente. Il caricamento delle pagine è abbastanza lento, e non parliamo di un fatto di connessione, quanto di rendering della pagina stessa. Questo fenomeno è più visibile nei siti ricchi di contenuti diversi come Repubblica o Gazzetta, mentre per quanto riguarda YouTube la riproduzione è fluida anche in 4K, ma a patto di non avere troppe altre schede a “dare fastidio”.

Il collo di bottiglia in questi casi è il processore, dato che lo storage è piuttosto veloce, ed il quantitativo di RAM più che sufficiente per tutte le operazioni comuni. Abbiamo fatto qualche test anche con la suite Office di Microsoft, e l’impressione è la medesima: per quanto riguarda l’uso generico non ci sono criticità, ma se usaste molte formule su Excel o tante animazioni in Power Point, non aspettatevi certo un’esperienza cristallina.

Per chi abbia esigenze di computing medio/basse, per guardare la posta, controllare i propri siti/social preferiti, compilare qualche documento e guardare film in locale o in streaming, è una macchina “perfetta”: minima spesa e soprattutto ingombro, buona resa.

Attenzione però al calore. Il profilo del Pantera Pico PC è tutto in metallo (tra l’altro saranno realizzate anche delle versioni colorate: rosso, viola, rosa e altro), e diventa facilmente molto rovente durante l’uso, perché di fatto viene utilizzato per dissipare il calore all’esterno. La parte superiore è invece in plastica, con un LED blu che si illumina quando il Pico PC è acceso.

Accessori

Proiettore

Per proiettare un Pico PC non ci vuole un proiettore grande, ma un grande proiettore. Parafrasiamo una nota pubblicità per presentarvi il secondo (ma non meno importante) elemento di Pantera Pico PC: un pico proiettore con Android. Sì, avete letto bene, si tratta di un piccolissimo proiettore WVGA (854×480 pixel), grande più o meno quanto il pico PC stesso, che per certi versi ci ha sorpreso più di quest’ultimo.

Grazie alla mini HDMI può proiettare bene o male qualsiasi fonte esterna vogliate, incluso appunto il pico PC, ma anche senza collegarsi a niente e nessuno potete usarlo senza problemi. Al suo interno c’è infatti Android (7.1.2, quindi non aspettatevi upgrade), con una interfaccia abbastanza facilmente navigabile col telecomando in dotazione.

Il problema è che il sistema operativo “finge” di essere uno smartphone e pertanto molte app hanno un’interfaccia poco adatta al controllo con telecomando. Per fortuna quest’ultimo ha anche una funzione di mouse, che fa comparire un puntatore che potete muovere con le frecce direzionali. Non è il massimo della comodità, ma si fa di necessità virtù.

In compenso la parte superiore del proiettore è touch, e potete usare quella per muovervi un po’ più velocemente nell’interfaccia, per quanto l’area sensibile al tocco sia così limitata che spesso non è facile nemmeno così. Di YouTube è stata preinstallata la versione per TV, quindi nel suo caso è facile, ma con Netflix dovrete appunto ingegnarvi come sopra.

La velocità poi non è certo il suo forte: i titoli richiedono qualche secondo più della media per avviarsi, che sia YouTube, Netflix o altro, ma grazie alla porta USB potrete riprodurre anche dei contenuti locali, anche se da questo punto di vista le performance del Pico PC sono superiori. Parliamo infatti di un dispositivo con SoC Rockchip RK3128, 1 GB di RAM DDR3 e 16 GB di storage (che sono più della media). Tutte le informazioni tecniche sono disponibili sul sito del produttore.

In ogni caso è chiaro che questo non sia un proiettore pensato per diventare il centro multimediale di casa, quanto piuttosto per un utilizzo casuale, forte delle sue doti di portabilità e autonomia.

Sì perché c’è un altro elemento importante: il proiettore funziona anche a batteria. Lo potete utilizzare tramite l’alimentatore in dotazione (in questo caso le ventole si fanno più presenti), ma quando scollegato dalla corrente per almeno un’oretta dovrebbe farvi compagnia (l’autonomia è variabile: collegando il Pico PC è superiore ad utilizzare solo la parte android).

Pensatelo ad esempio in ufficio, per una rapida presentazione da una stanza all’altra, o nella cameretta dei bambini, per fargli rivivere un po’ il cinema o per proiettare qualche bel cartone. Ha un suo perché insomma, tanto che ci siamo trovati ad utilizzarlo più di quanto non avremmo pensato noi stessi.

Anche perché, ultimo ma non meno importante, la qualità video non è malvagia. Se usato per proiettare Windows i suoi limiti li mostra, perché parliamo comunque di un’interfaccia piena di scritte, alcune anche molto piccole, ma se ci guarderete un film o un cartone animato, vi assicuriamo che non sfigura affatto. I colori sono piuttosto vivaci e contrastati, e si può riempire tranquillamente una bella parete (100 pollici circa, ma anche spingendosi un po’ più in là non è che noterete chissà che perdita di qualità).

Unico difetto: il proiettore deve essere precisamente di fronte alla parete dove volete proiettare l’immagine, perché se lo inclinerete di lato non avrete funzioni per regolare il trapezio dell’immagine. Invece, se si tratta di inclinarlo verso l’alto o verso il basso, la keystone correction è automatica (fino a circa 40°)

Parliamo di ambienti abbastanza bui, ma anche con la luce del giorno è sufficiente che il sole non batta sulla parete di proiezione e ve la caverete. Certo, con un telo dedicato la qualità migliora sensibilmente, ma se non ne aveste uno non vale certo la pena comprarlo per un proiettore del genere. In ogni caso, considerando le dimensioni esigue ed il fatto che non richiede sempre di essere alimentato, l’unione di qualità video e flessibilità ve lo faranno senz’altro apprezzare. Ah, e c’è anche un treppiedi incluso, per indirizzarlo al meglio.

Powerbank

Per rendere il tutto davvero portatile, in caso di necessità, il Pantera Pico PC può essere alimentato grazie ad una Power Station. Purtroppo il modello che ci hanno inviato era proprio un pre-pre-produzione, senza alcuna informazione sulla capacità stampata sopra, e con un adesivo CE che poteva provenire da qualsiasi altro prodotto.

Funziona, sia chiaro: ha anche una uscita USB-A in modo da poterci ricaricare smartphone ed altro, più un ingresso per la ricarica ed una uscita per alimentare il Pico PC. È un po’ un mattone, ma del resto sarebbe stato il contrario, ci piacerebbe potervi dare però qualche informazione tecnica in più che al momento ci sfugge, ma che sarà senz’altro pubblicata su Indiegogo al momento opportuno.

Prezzo

Come già accennato più volte, la campagna di raccolta fondi non è ancora disponibile, e partirà solo il 14 giugno per concludersi due mesi dopo, pertanto i prezzi che abbiamo sono solo preliminari. Si parte da 169$ per la versione 4/64 GB e si arriva a 229$ per la 8/512 GB. Ci sono varie versioni intermedie e alcuni bundle, ma non ha senso ragionarci sopra adesso che potrebbero facilmente cambiare. Dando per scontato per un attimo che tutto rimanga così, il prezzo non è malvagio, ma aspettiamo di esserne sicuri e di vedere anche tutti gli accessori che saranno disponibili.

Il progetto è interessante, probabilmente non troppo mainstream, ma ciò non di meno interessante. E non è solo una fatto di originalità dei prodotti, ma soprattutto perché funzionano davvero, non solo solo un piccolo PC ed un piccolo proiettore, ma hanno il loro perché; come abbiamo visto finora.

Vi terremo aggiornati sul suo evolversi ma vi invitiamo anche a visitare il sito ufficiale per ulteriori informazioni. Continua a leggere Abbiamo provato un PC ed un proiettore (con Android) così piccoli che… (foto e video)

Non potete spendere 700 dollari meglio di così! (foto e video)

Hasbro, assieme a Robosen Robotics, ha creato il Transformer che tutti avremmo voluto da piccoli: un Optimus Prime (Commander, per i fan italiani) che si trasforma da solo, programmabile, e controllabile via smartphone (Android ed iOS). Non esattamente possibile 30 anni fa, ma adesso realtà per coloro che abbiano 699,99$ da investire nella collector’s edition disponibile sul sito Hasbro. Ed a quanto pare sono stati in tanti a farlo, perché l’avveniristico giocattolo è già esaurito, almeno per adesso.

Optimus Prime Auto-Converting Programmable Advanced Robot, questo il lungo nome completo, è anche in grado di camminare sulle sue gambe quando in forma di robot, e di correre in modalità camion, è programmabile e può essere controllato anche tramite comandi vocali

E questo è appena l’inizio: visto il successo di questo primo modello, non possiamo affatto escludere che non arrivino anche altri Autobot/Decepticon (Autorobot/Distructor, sempre per i fan della vecchia serie italiana). Intanto gustatevi il rinato Optimus Prime in azione.

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Non potete spendere 700 dollari meglio di così! (foto e video)

La prima beta di Android 11 era così buggata che Google ha già rilasciato un nuovo aggiornamento

Arriva a sorprese la beta 1.5 di Android 11, che va a correggere alcuni bug riscontrati nella prima beta, della quali ci eravamo lamentati anche noi. In particolare le novità sono le seguenti.

  • Non ci sono più crash (reboot) utilizzando la navigazione a gesture  per passare ad app con diverso orientamento, ruotando il dispositivo al contempo.
  • Su Pixel 3 e 3a, durante il setup successivo ad un reset è possibile attivare un servizio pSim se il telefono sta attualmente utilizzando un eSIM.
  • Sistemati i problemi di Google Pay.
  • Il sistema non forza più permessi privilegiati per RemoveBond. Questo risolve eventuali problemi di affect pairing, unpairing e altro su dispositivi Bluetooth.

Rimangono ancora dei problemi con Android Auto ma per dirla tutta, nella nostra esperienza in questi giorni, abbiamo notato diversi fastidi con notifiche altalenanti, glitch della tastiera, animazioni sballate ed altri comportamenti anomali; insomma, abbiamo riscontrato diversi problemi in più di quelli elencati nel breve changelog qui sopra, problemi che ad un primo sguardo sembrano tutti presenti anche dopo l’update. L’aggiornamento del resto pesa meno di 10 MB, quindi non ci aspettiamo che abbia stravolto le cose, ma era da tanto tempo che una beta pubblica di Android non era così instabile. Speriamo quantomeno nelle prossime release. Per adesso, se foste già nella prima beta di Android 11, vi basterà cercare un aggiornamento per scaricarlo automaticamente.

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