“Se hai bloccato Parler devi bloccare anche Telegram”, l’accusa della CSW ad Apple

Perché Parler viene rimossa dall’App Store e Telegram no, malgrado la presenza di gruppi che fomentano e incitano alla violenza?

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“Se hai bloccato Parler devi bloccare anche Telegram”, l’accusa della CSW ad Apple

Samsung Galaxy S21: date un’occhiata ai render ufficiali delle custodie e delle cover della nuova serie (foto)

Il tempo che ci separa dalla presentazione dei prossimi dispositivi top di gamma di Samsung si accorcia sempre di più, e nel corso degli ultimi mesi sempre più tessere sono state trovate, raccolte e posizionato sull’ideale tabellone, tant’è che il grande puzzle si può dire quasi totalmente completato. Ora un ulteriore tassello è stato scoperto, e non riguarda le caratteristiche dei nuovi smartphone bensì i suoi accessori dal momento che sono stati diffusi i render ufficiali delle custodie e cover progettati per la futura serie Galaxy S21.

I prodotti mostrati nelle immagini, che potete voi stessi osservare grazie alla galleria qui sotto, variano da cover in silicone, in pelle o con il supporto per tener in posizione verticale il dispositivo, a custodie ancora più protettive che con una patta laterale ricoprono lo schermo, anche se alcune non totalmente grazie ad una striscia trasparente utile per la visualizzazione delle notifiche, ad esempio.

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Rumor affermano infine che il modello Ultra di questa nuova gamma di smartphone sarà dotato del supporto per la S-Pen, in genere esclusiva della linea Galaxy Note, anche se la società non includerà questo accessorio con il dispositivo né quest’ultimo sarà dotato di uno alloggiamento per contenerlo.

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Samsung Galaxy S21: date un’occhiata ai render ufficiali delle custodie e delle cover della nuova serie (foto)

Craig Federighi vuole che tutti copino Apple con le etichette della privacy

Le etichette della privacy sono una delle novità di iOS 14.3 e Crai Federighi vuole che altre aziende prendano esempio da Apple.

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Craig Federighi vuole che tutti copino Apple con le etichette della privacy

Eni protagonista della Maker Faire Rome

AGI – Per il settimo anno consecutivo, Eni conferma la sua partecipazione e sostegno a Maker Faire Rome – The European Edition, manifestazione con cui Eni condivide l’impegno sui temi dell’innovazione tecnologica e digitale, della formazione e ricerca e dell’Economia Circolare.

Quest’anno l’edizione 2020 di Maker Faire Rome – The European Edition si trasformerà in un evento digitale gratuito, su una piattaforma dedicata, dove i padiglioni diventeranno percorsi tematici, gli stand pagine web, con partner ed espositori che presentano i loro progetti, e un ricco calendario di eventi live, talk, webinar, workshop e conferenze sui principali temi dell’innovazione ma, anche, molti nuovi che la pandemia richiede di approfondire.

La “cabina di regia” di questa edizione digitale di Maker Faire Rome – The European Edition sarà collocata presso gli spazi Eni di Roma Ostiense, headquarter di Joule, la Scuola di Eni per l’Impresa, che dalla primavera del 2021 ospiterà le startup che vogliono contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione ed economia circolare del Pianeta.

Quest’anno Eni racconterà l’impegno di tutta l’azienda, dai suoi business alle società controllate, per una just transition, una transizione energetica che contribuisca a preservare l’ambiente, dare accesso all’energia a tutti e che sia al tempo stesso socialmente equa, come definito nella nuova Mission legata ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’ONU.

Grazie all’evoluzione del suo modello di business Eni punta a diventare un’azienda leader nella produzione e vendita di prodotti decarbonizzati in base ai target definiti dal Piano Strategico al 2050.

I tre filoni dei contenuti Eni

Le innovazioni tecnologiche per la decarbonizzazione: saranno presentate le tecnologie per la decarbonizzazione e la transizione energetica che sono alla base nel Piano Strategico al 2030 e 2050: dalla generazione di energia elettrica da moto ondoso al riciclo chimico dei rifiuti in plastica, dal riutilizzo di oli vegetali esausti o della frazione organica dei rifiuti solidi urbani per trasformarli in bio olio che può essere usato come carburante per le navi, dalla cattura, stoccaggio e riutilizzo della CO2 alle soluzioni per la riqualificazione energetica degli edifici ed il fotovoltaico domestico. Senza dimenticare la potenza di calcolo del super computer HPC5, che Eni ha messo a disposizione del Paese e della ricerca mondiale contro la pandemia tramite la partecipazione al consorzio Exscalate4CoV.

JUST (Join Us in a Sustainable Transition), è un programma di iniziative rivolte ai fornitori Eni, di oggi e di domani, per coinvolgerli nella trasformazione di Eni e costruire insieme un ecosistema di imprese protagoniste di una transizione energetica equa e sostenibile. Una sfida per il futuro dell’energia in cui i fornitori di Eni hanno un ruolo chiave.

JOULE, la Scuola di Eni per l’Impresa, appena avviata e in grado di contare circa 5.000 iscritti in un mese alla piattaforma formativa Open e 7 percorsi di incubazione con altrettante startup innovative.

Agi

Android 11 per Galaxy S20 è vicinissimo: nuovi indizi sul rollout della stabile (foto)

Dopo l’aggiornamento rilasciato qualche ora fa per gli utenti sudcoreani che hanno aderito al programma beta della One UI 3.0, Samsung ha rilasciato l’update per la beta di Android 11 anche in Regno Unito per la famiglia Galaxy S20.

L’aggiornamento fa riferimento alla build G98xxXXU5ZTKF ed è in fase di distribuzione apportando qualche bugfix, ottimizzazione e le patch di sicurezza Android relative a dicembre 2020. Dopo il changelog, Samsung ha integrato anche un avviso relativo al fatto che dopo aver installato questo aggiornamento non sarà più possibile effettuare il rollback ad Android 10 tramite Smart Switch.

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Quest’ultima evidenza conferma che il rilascio della One UI 3.0 basata su Android 11 in versione stabile è davvero molto vicino. Al momento non abbiamo ancora una data precisa per l’avvio del rollout, vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.

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AndroidWorld

La riscoperta della merende e gli altri riti sociali nella seconda ondata del Covid

Le pantofole con pelliccetta nera intonata ai calzini di Ilary Blasi, la felpa rosa salmone di Chiara Ferragni , i “task pants” (come quelli “cool” chiamano i pantaloni simil-tuta) della regina della moda Anne Wintour, il rito sociale dell’aperitivo anticipato all’ora della merenda o addirittura sostituito con la colazione al bar. Non siamo ancora al “sono già le 10 devo fare pranzo” della gag dell’attore comico Paolo Camilli che su Facebook inscena una telefonata a un ristorante  dove prenota “la cena alle 17 e l’aperitivo alle 16”.

Ma coprifuochi e regole varie anti Covid  dell’Italia multicolor giallo-arancione-rosso, infliggendo un indubbio colpo alla socialità stanno però stimolando nuovi business italici,  concentrati soprattutto sull’homewear o loungewear che dir si voglia e estri personali all’adattamento, con innesti convivial-creativi come il compleanno con invitati a turno appena messo in scena dalla scrittrice Lia Levi.

Per i suoi 89 anni, racconta all’Agi, in obbedienza alla raccomandazione governativa di limitare gli inviti casalinghi, ha convocato due persone ogni ora: “Per maggiore prudenza rispetto al contagio, quando è stato il turno dei miei nipotini in età scolastica ho preferito incontrarli all’aperto, sotto casa, anziché riceverli al chiuso, e così il mio è stato anche un compleanno in ascensore e in mascherina, sicuramente memorabile” scherza la scrittrice che ha aggiunto un tassello ai nuovi riti sociali escogitati da adulti e soprattutto giovani. Fatti di riscoperta della merenda, di diciottesimi tristemente declinati in inviti a pranzo “con tre tavoli da quattro amici, tutti tamponati dopo la positività di uno della loro cerchia”, come chiarisce Paola Troncarelli, madre di due ragazzi, e anche, come racconta ad Agi Barbara Mattei, madre di una sedicenne, dallo sfrondamento della cerchia degli amici a favore di una o due prescelte promosse a congiunte, “per dormire in tranquillità a casa dell’una o dell’altra” . Ovviamente dotate di tute e pigiami modaioli che non sfigurino sull’inevitabile reportage Instagram o Facebook.

Che l’abbigliamento da casa e quello sportivo sarebbero state le due principali tendenze autunnali l’avevano già previsto a fine estate gli analisti di  Retviews, prendendo in esame i prodotti  online in Francia, Italia e Germania di quindici brand  e anticipando il dominio di felpe e cardigan, meglio se in tessuti ecologici, incentrati sui colori marrone, terracotta, castagno, rosa polvere e beige, tanto per sottolineare il mood depressivo..

La seconda ondata, con la chiusura di bar e ristoranti alle 18 e il nuovo avvento dello smart working ha fatto il resto, archiviando look ricercati, outfit eleganti ma anche pigiama e tute impresentabili e spesso infarinate sfoggiate nel primo lockdown, quando non c’era stato il tempo per rinnovare il look da casa. Oggi spopolano invece  le linee dedicate, come la “Comfy”  di Mango, un nome e un programma a base di  pantaloni e maglie larghe, e prodotti di lusso come tute di cashmere o pantaloni larghi piumati stile boa da star hollywoodiane.

E ancora gli Ugg, gli iconici stivali piatti che incredibilmente tanto piacciono alle celebrities declinati in pantofole di pelliccia, alla pari dei sandali Birkenstock, mentre il marchio Leslipper propone  pantofole di velluto con profili in raso a contrasto, una roba in stile  Flavio Briatore insomma. Ma, trovate di lusso a parte, basta farsi un giro nei mercatini rionali per accorgersi che i banchi dove ci assembra pericolosamente di più sono quelli che vendono pantofole, morbide vestaglie di ciniglia e tute varie, e anche quelli che smerciano lenzuola e piumini. Si cerca di abbellire insomma il contenuto (noi) e il contenitore (la casa) come conferma all’Agi la direttrice di Caleffi, tra i negozi  con più clienti di Castel Romano Outlet in questo momento storico-sanitario: “Assistiamo a una ricerca del fashion casalingo, comprano piumini per il letto, lenzuola, asciugamani e accappatoi- analizza – dovendo trascorrere per forza più tempo a casa si sente l’esigenza di svecchiarla”.

Riguardo al rifacimento del look personale casalingo, la psicoterapeuta Marinella Cozzolino spiega all’Agi  che si tratta di un’esigenza innescata dal primo lockdown, quando ci siamo resi conto di non essere sempre così presentabili nei collegamenti Zoom: “Adesso è diventata una pratica per noi stessi, che noi psicoterapeuti incoraggiamo, perché vedersi con qualcosa di pratico ma carino indosso e anche magari con un filo di rossetto aiuta le difese immunitarie, mentre trovarsi davanti allo specchio spettinati e trasandati ci fa sentire in qualche modo malati anche se non lo siamo”.

Il look accurato, sottolinea, aiuta anche a dare la giusta importanza al lavoro che svolgiamo in smart working (“Non a caso molte scuole private impongono la divisa anche agli allievi in didattica a distanza”) e chiarisce non è solo un’esigenza femminile: “Mio marito vende abbigliamento maschile e mi racconta che ultimamente sono tanti gli uomini che chiedono “una tuta che non sembri una tuta”. Era ora.

Agi