Su Android Auto arriva il nuovo menù delle impostazioni: l’avete già visto? (foto)

Google ha appena introdotto una novità grafica di una certa rilevanza per Android Auto, la sua piattaforma di infotainment, che coinvolge la sua interfaccia utente.

Come segnalato nel gruppo Facebook Android Auto Italia, le impostazioni dell’app Android Auto stanno ricevendo un nuovo look: gli screenshot presenti nella galleria a fine articolo mostrano la nuova interfaccia grafica per le impostazioni di Android Auto, dove troviamo anche un tutorial su come connettere la piattaforma a una nuova auto.

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La novità sarebbe in fase di distribuzione attraverso un aggiornamento dei Google Play Services, quello corrispondente alla build 5.4. Fateci sapere se avete già ricevuto la novità grafica.

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Trapelano i prezzi delle novità di Samsung: Note 20 sotto i 1.000€, Buds Live a 189€, gli altri non ci sorprendono (foto)

Dopo tanti rumor relativi alle probabili caratteristiche tecniche e al design dei nuovi top di gamma Samsung, finalmente trapelano importanti indicazioni sui prezzi di lancio dei Galaxy Note 20 e delle Buds Live.

Secondo Ishan Agarwal, i prezzi ufficiali per i mercati europei della serie Galaxy Note 20 saranno:

  • Galaxy Note 20 LTE a 999€.
  • Galaxy Note 20 5G a 1.099€.
  • Galaxy Note 20 Ultra 256 GB a 1.349€.
  • Galaxy Note 20 Ultra 512 GB a 1.449€.
  • Galaxy Buds Live a 189€.

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Entrambe le varianti di Galaxy Note 20 (LTE e 5G) potrebbero arrivare con un frame realizzato in plastica, anche se Agarwal non è sicuro dell’affidabilità di questa informazione.

Il noto leaker ha anche precisato che i prezzi di commercializzazione potrebbero leggermente variare da paese a paese a causa delle diverse imposte. I nuovi dispositivi Samsung dovrebbero debuttare nel mercato indiano intorno al 28 agosto, la data di debutto in Europa non dovrebbe differire poi così tanto.

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Klipsch T5 Neckband: il ritorno delle cuffie con archetto (Recensione)

Sono passati un anno e due mesi dall’ultima volta che ho recensito un paio di auricolari Bluetooth con archetto e sapete che vi dico? Che mi era mancato.

Nonostante il mercato di sia evidentemente orientato sugli auricolari true wireless, al punto che siamo ormai letteralmente sommersi da questo genere di cuffiette, io continuo a restare un fan degli auricolari wireless vecchia scuola, quelli con l’archetto che ti circonda il collo.

Nonostante la moda dei true wireless, che offrono indubbi vantaggi di comodità in alcuni contesti, credo che gli auricolari con archetto abbiano ancora qualcosa da dire e che, per alcuni utilizzi, siano indiscutibimente meglio dei true wireless. Vediamo quindi com’è andata con questi Klipsch T5 Neckband!

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Confezione

All’interno dell’elegante confezione di vendita, oltre  gli auricolari in primo piano, troviamo un po’ di manualistica, tre gommini aggiuntivi (quattro dimensioni in totale) e un lungo cavo di ricarica.

Peccato che il cavo in questione sia microUSB: sì, ahimé esistono ancora connettori microUSB.

Un peccato anche che manchi un qualche tipo di custodia in cui riporle quando non si usano.

Costruzione e comodità

Da un punto di vista estetico, i Klipsch T5 Neckband sono sicuramente tra gli auricolari più belli e curati che mi sia mai capitato di provare. Vi basti pensare che perfino la mia ragazza, che solitamente è piuttosto disinteressata (eufemismo) ai prodotti che ricevo e testo, quando ha visto i Klipsch T5 Neckband si è avvicinata per chiedermi cosa fossero quelle cuffie, stupendosi per il design curato. Ci è anche rimasta un po’ male quando ha scoperto che non era il mio ultimo, folle acquisto, ma un prodotto in prova da restituire.

In ogni caso, è davvero difficile rimanere indifferenti al design di queste cuffiette: l’archetto è rivestito in pelle con cuciture a vista, la cordicina degli auricolari è rivestita in tessuto e la parte finale dei due archetti, in metallo con finiture in gomma, è davvero un piacere al tatto.

I pulsanti – tutti fisici, niente diavolerie come i controlli touch – sono tre (Volume-/Play/Volume+), posizionati nella parte interna dell’archetto destro. La posizione non mi convince moltissimo, ma in fondo è solo questione di abitudine.

A differenza della controparte true wireless recensita qualche settimana fa, questa variante Neckband è davvero comodissima: gli auricolari sono davvero piccoli e, grazie anche alla forma affusolata, si inseriscono benissimo nelle orecchie e non danno fastidio neanche dopo ore di utilizzo.

Per quel che riguarda la comodità generale, come forse avrete intuito dall’incipit della recensione, utilizzando queste Klipsch T5 Neckband ho riscoperto il piacere delle cuffie con archetto, che non utilizzavo da tempo.

Esempio d’uso: sto lavando il bagno, indosso i guanti (con i quali vorrei toccare meno cose possibili) e ascolto musica. La mia ragazza inizia a parlaremi non accorgendosi che indosso le cuffie e, invece di urlarle il solito Non ti sento, vieni a sfilarmi gli AirPods! (succede sempre quando ho le mani sporche o impegnate), semplicemente tolgo gli auricolari facendo leva con la testa (bloccando il cavo con un dito) e li lascio penzolare al collo. È un esempio stupido, ma per me è paradigmatico: il “problema” con gli auricolari true wireless è che sono comodissimi in tanti contesti, ma diventano una seccatura quando dovete riporli nel case per brevi momenti. O quando avete fretta di metterli via ma non ritrovate la custodia nello zaino. Insomma, ci siamo capiti.

Al contrario, gli auricolari con archetto diventano quasi un’estensione di voi, come fossero uno smartwatch: non importa che li stiate utilizzando attivamente o meno, potete tenerli sempre appesi al collo, pronti per essere infilati alle orecchie. In quest’ottica, mi dispiace che questi Klipsch T5 Neckband non abbiano i magneti per fissare i due auricolari tra loro quando non sono in uso.

Concludendo la panoramica, la qualità costruttiva è ottima, l’archetto è molto flessibile, gli auricolari sono leggerissimi e non manca la resistenza agli schizzi (con certificazione IPX4).

Funzioni e qualità audio

Proprio come la controparte true wireless, queste Klipsch T5 Neckband hanno un suono davvero fantastico, caldo e pieno di dettagli. I bassi sono vibranti e particolarmente profondi, grazie anche all’isolamento acustico (passivo) garantito dagli auricolari che bloccano il canale uditivo: chi ama i bassi intensi, amerà queste cuffie. Sebbene i bassi siano leggermente enfatizzati, anche le altre frequenze sono ottime, con una menzione particolare per i medi e soprattutto i medio-bassi, che mi hanno colpito per la resa fantastica delle voci in alcune canzoni, come ad esempio By this river di Brian Eno.

Prendiamo proprio questo brano per accennare anche altri due dettagli degni di nota di queste cuffie: la separazione dei suoni e il soundstage. By this river è una canzone apparentemente semplice, con il piano come (quasi) unico strumento che apre la strada al vero protagonista della tracia, ossia la voce di Brian Eno, calda e melodiosa. Eppure, come ci si aspetta da Eno, la cura nei dettagli è maniacale e, con un po’ di attenzione, ci si accorge del suono di un sintetizzatore (credo, ammetto di non esser certo dello strumento) che periodicamente fa eco, lontanissimo: lo si sente “bene” da 2.03 in poi. Ecco, con le Klipsch T5 Neckband questo dettaglio si percepisce molto bene pur rimanendo nettamente distante dagli altri strumenti. E non è banale riuscire a restituire così bene questio particolare: con molti altri auricolari, il suono viene o coperto dalla voce e dal piano (risultando quasi inudibile), oppure completamente appiattito, eliminando l’effetto di eco in lontananza. Riuscire a riprodurre questi dettagli con fedeltà è un segno di ottima qualità.

Peccato che non ci sia possibilità di giocare un po’ con l’equalizzatore: Klipsch aveva promesso (già da tempo) il supporto tramite l’app Klipsch Connect, ma ad oggi questo software non riconosce le T5 Neckband.

A confermare l’ottima qualità audio troviamo il supporto ai codec AAC e aptX HD: tuttavia, probabilmente anche a causa dei codec utilizzati che richiedono un’elevata trasmissione di dati, le cuffie diventano instabili quando ci si allontana un po’, ad esempio cambiando stanza. Il Bluetooth è in versione 5.0 e non ci sono ritardi nel segnale: potete utilizzare queste cuffie per guardare film o serie tv senza problemi.

I pulsanti si riconoscono facilmente al tatto e si cliccano bene: un doppio clic su Play/Pausa richiama l’assitente vocale, mentre tener premuto Volume+ o Volume- va avanti o indietro tra i brani. Infine, tener premuti insieme i tasti Volume+ e Play/Pausa disattiva la vibrazione.

Sì, perché questi auricolari sono dotati di vibrazione, che vi avvisa di accensione e spegnimento, ma soprattutto delle chiamate in entrata. Personalmente apprezzo sempre molto la presenza della vibraizone sugli auricolari con archetto, anche se devo dire che su queste Klipsch T5 Neckband è davvero troppo intensa. Tanto intensa che un giorno, dopo aver ricevuto due chiamate a brevissima distanza, ho deciso di disattivarla perché piuttosto fastidiosa. Ovviamente nessuno mi ha più chiamato quel giorno.

Anche l’autonomia è molto buona: 15 ore con una singola ricarica, dice Klipsch. Personlamente mi è sembrato durassero un po’ meno (intorno alle 13 ore), ma alla fine siamo lì, e molto dipende anche dal livello di volume.

I microfoni sono ok in termini di qualità, ma il volume è davvero molto basso: insomma sono giusto sufficienti per farsi sentire in chiamata se non c’è troppo rumore intorno, e a patto che alziate un po’ la voce. Di seguito una sample audio, registrato sul balcone di casa.

Prezzo

Attualmente le Klipsch T5 Neckband costano 129€ su Amazon. Il costo non è male di per sé (la qualtià audio è davvero ottima e l’autonomia molto buona), ma le consiglierei solo se siete proprio sicuri di voler questo tipo di prodotto. Il boom del mercato true wireless, infatti, ha quasi azzerato la concorrenza in questo settore e i prezzi ne hanno risentito.

Per intenderci, allo stesso prezzo potete prendere ottimi auricolari true wireless, ottime cuffie a padiglione, o perfino spendere la stessa cifra per avere sia auricolatri (true wireless o no) e sia cuffie a padiglione di qualità decente. Ma che probabilmente suonano peggio di queste Klipsch T5 Neckband.

Insomma, le Klipsch T5 Neckband non vi deluderanno, ma siate certi di volerne un paio prima di effettuare l’acquisto.

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Delusione Pixel 5: perde una delle funzioni migliori e forse avrà sempre 2 fotocamere (aggiornato: c’è chi dice no)

Come sono andate le vendite di Pixel 4? Alcuni segnali facevano propendere per “male“, altri invece sembravano incoraggianti, fatto sta che con Pixel 5 è atteso un bel cambio di rotta, ed il cambio in effetti pare ci sarà, è solo la rotta che non ci sembra troppo giusta.

Stando infatti a dei render basati su schemi CAD di Pixel 5, il nuovo smartphone di Google non avrà più lo sblocco 3D col volto, sostituito da una “banale” singola fotocamera frontale con foro nel display. In compenso avremo finalmente uno smartphone “full screen”, ovvero con cornici ridotte al minimo sui 4 lati.

Ci sono però novità anche sul retro, dove, quasi per forza di cose, ritorna il lettore di impronte digitali posteriore. Praticamente immutato il corpo macchina posteriore, che è in pratica lo specchio di quello di Pixel 4, con il flash spostato in alto e al di sotto due sole fotocamere. Attenzione però: la fonte dice che “non può ancora confermare quali saranno le fotocamere posteriori“, quindi non si capisce bene se quei due sensori siano stati messi lì basandosi sempre sugli schemi CAD, o se siano solo una sorta di improvvisazione.

Le dimensioni approssimative sono di 144,6 x 70,4 x 8-9,5 mm, mentre le specifiche parlavano di Snapdragon 765, presumibilmente 6 GB di RAM ed almeno 64 GB di storage. Nulla è cambiato sul fronte USB-C e no jack audio. Il display dovrebbe essere un 5,8” circa, sempre in base agli schemi CAD in questione.

Al netto delle fotocamere posteriori, che speriamo vadano incontro ad un deciso rinnovamento (3 sensori, e fatti bene: grazie Google – NdR), l’assenza di sblocco sicuro col volto suonerà antipatica a tutti coloro (come il sottoscritto – NdR) che si fossero abituati alla sua bontà su Pixel 4. Meglio così dal punto di vista del design? Forse sì, ma non da quello della praticità. In ogni caso non c’è ancora nulla di immutabile, tanto più che la data di lancio è quantomai incerta, visti anche i continui slittamenti di quella di Pixel 4a (che a questo punto potrebbe tranquillamente chiamarsi 5a).

Aggiornamento07/07/2020

Molte note fonti, tra le quali Android Police e 9to5Google, hanno preso le distanze dai render in questione, additandoli come un prototipo non definitivo. Si tratta di un’ipotesi che non possiamo certo scartare, del resto è molto difficile avere la certezza assoluta a tanti mesi di distanza dal lancio, che indicativamente avverrà in autunno. Vero è che anche in passato, di fronte ad alcuni render di Pixel 4, ci fu chi disse la stessa cosa, a torto. Attenzione: non stiamo dicendo che le immagini qui sotto siano definitive e che Pixel 5 sarà esattamente così, ma non abbiamo nemmeno materiale per smentirle, ed a quanto pare nemmeno Android Police, 9to5Google o chi per loro ne è in possesso, altrimenti l’avrebbero già pubblicato. In ogni caso, per i motivi esposti qui sopra, speriamo ardentemente che Google tiri fuori qualcosa di meglio dal cilindro.

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Avete uno di questi dispositivi? Adobe Photoshop e Lightroom ora vi correggono la distorsione delle lenti

Alcuni smartphone, tramite la modalità Pro, permettono di aggiustare manualmente i parametri di scatto e, spesso, di scattare in formato RAW. Ci sono alcuni vantaggi nello scattare in RAW, ma anche degli svantaggi: tra questi, il fatto che se vi sono delle distorsioni dovute alle lenti utilizzate, queste non vengono sistemate automaticamente. Per questo Adobe Photoshop e Lightroom solitamente offrono dei profili di correzione automatica per alcuni smartphone Android.

Oggi sono stati inclusi nuovi profili di correzione, ognuno per ogni specifica fotocamera di un dispositivo. Ad esempio, se uno smartphone ha 4 fotocamere, saranno necessari 4 profili per sistemare i singoli scatti. Oggi è il turno di Huawei P40 Pro, iPhone SE 2 e tanti iPad:

  • Apple iPad (6th generation) back camera (JPEG)
  • Apple iPad (7th generation) back camera (JPEG)
  • Apple iPad Air (3rd generation) back camera (JPEG)
  • Apple iPad Mini (5th generation) back camera (JPEG)
  • Apple iPhone SE back camera (DNG+JPEG+HEIC)
  • Apple iPad Pro (11-inch, 2nd generation) wide-angle camera (JPEG+HEIC)
  • Apple iPad Pro (11-inch, 2nd generation) main camera (DNG+JPEG+HEIC)
  • Apple iPad Pro (11-inch, 2nd generation) front camera (JPEG+HEIC)
  • Apple iPad Pro (12.9-inch, 4th generation) wide-angle camera (JPEG+HEIC)
  • Apple iPad Pro (12.9-inch, 4th generation) main camera (DNG+JPEG+HEIC)
  • Apple iPad Pro (12.9-inch, 4th generation) front camera (JPEG+HEIC)
  • Apple iPod Touch back camera (JPEG)
  • Huawei P40 Pro front camera (JPEG)
  • Huawei P40 Pro rear main camera (DNG+JPEG)
  • Huawei P40 Pro rear telephoto camera (DNG+JPEG)
  • Huawei P40 Pro rear wide camera (DNG+JPEG)

Ovviamente questi profili sono inclusi anche nelle app per Android, come Photoshop Express. Ora la domanda sorge spontanea: ma il mio dispositivo è supportato? Presto detto: a questo link trovate la lista completa dei dispositivi supportati (non solo smartphone).

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Samsung aggiorna Galaxy Buds e Buds+: novità per la gestione delle connessioni bloccate e per la stabilità (foto)

Samsung ha appena rilasciato un nuovo aggiornamento software per i suoi Galaxy Buds e Galaxy Buds+, i suoi modelli di auricolari true wireless presenti attualmente sul mercato.

L’update fa riferimento alla build R17xXXU0ATF2 per entrambi i modelli e ha un peso di circa 1,4 MB per Buds e 1,32 MB per Buds+. Le novità incluse nei due aggiornamenti sono le stesse: è stato introdotto un nuovo menù per la gestione delle connessioni bloccate verso sorgenti conosciute e non e miglioramenti per la stabilità.

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L’aggiornamento è attualmente in fase di distribuzione automatica in base alla regione geografica. Potete controllarne la ricezione verificando la sezione degli aggiornamenti di sistema integrata nell’app Galaxy Wearable per dispositivi mobili.

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Ecco Android Studio 4.0: nuovi strumenti per il design delle app e una marea di altre novità (video)

Se il 2020 fosse stato un anno normale, Google avrebbe tenuto il suo solito I/O durante il quale sarebbe stata presentata la nuova versione di Android Studio. Dal momento che invece quest’anno può essere definito in molti modi, ma nessuno di questi è “normale”, il Google I/O non si è tenuto, ma il nuovo Android Studio 4.0 era comunque pronto per il suo debutto, quindi, senza tante fanfare, è stato pubblicato.

Rispetto alle poche novità del 2019, questa nuova versione mette molta carne sul fuoco e presenta parecchie nuove funzionalità, da cui l’avanzamento di versione alla 4.0. I cambiamenti più grandi riguardano il design: ora ci sono strumenti tutti nuovi per poter gestire grafica, animazioni, transizioni, diversi layout, ecc. Mentre finora tutto richiedeva la modifica manuale del codice XML, adesso c’è un’interfaccia grafica che consente di fare direttamente click-e-drag.

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Allo stesso tempo sono stati implementati nuovi strumenti come Layout Inspector, che consente di creare un’anteprima del design dell’app in 3D, o Layout Validation, con cui validare le impostazioni per schermi di diverse forme e dimensioni.

Android Studio 4.0 presenta anche un CPU Profiler con una grafica tutta nuova e la possibilità di ottenere suggerimenti per il completamento del codice nelle regole di rimpicciolimento dei file. Di seguito abbiamo riportato il changelog completo e il video di presentazione ufficiale. Oppure potete consultare la pagina su Android Developers dove sono illustrate tutte le novità. Da qui invece potete scaricare l’ultima versione stabile di Android Studio per Windows, Mac, Linux e ChromeOS

Design

  • Motion Editor: a simple interface for creating, editing, and previewing MotionLayout animations
  • Upgraded Layout Inspector: a real-time & more intuitive debugging experience
  • Layout Validation: compare your UI across multiple screen dimensions

Develop & Profile

  • CPU Profiler update: improvements to make the UI more intuitive to navigate and the data easier to understand
  • R8 rules update: smart editor features for your code shrinker rules, such as syntax highlighting, completion, and error checking
  • IntelliJ IDEA 2019.3 platform update with performance and quality improvements
  • Live Template update: Android-specific live templates for your Kotlin code
  • Clangd support: Clangd and Clang-Tidy turned on by default

Build

  • Build Analyzer: understand and address bottlenecks in your build
  • Java 8 language support update: APIs you can use regardless of your app’s minimum API level
  • Feature-on-feature dependencies: define dependencies between Dynamic Feature modules
  • buildFeatures DSL: enable or disable discrete build features, such as Data Binding
  • Kotlin DSL: essential support for Kotlin DSL script files

GRUPPO FACEBOOK DI SMARTWORLD

CANALE TELEGRAM OFFERTE

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Una delle migliori offerte Kena Mobile sta tornando: minuti e SMS illimitati con 100 GB a 9,99€ al mese

Kena Mobile, uno dei diversi operatori virtuali attivi nel nostro mercato, sta per lanciare per la terza volta una delle sue offerte più interessanti per il contenuto del bundle e la tariffa mensile. Riassumiamo l’offerta di seguito.

Kena Flash 9,99

  • Minuti di chiamate illimitati verso tutti i numeri nazionali.
  • SMS illimitati.
  • 100 GB di traffico dati in 4G (sotto rete TIM, velocità massima in download di 30 Mbps).
  • Al costo di 9,99€ al mese
  • Contributo di attivazione: 0€
  • Costo nuova SIM: 0€

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Come per le volte precedenti, l’offerta sarà accessibile esclusivamente dai nuovi clienti provenienti da Iliad e dagli altri operatori virtuali. Secondo le indiscrezioni trapelate online nelle ultime ore l’offerta Kena Flash 9,99 dovrebbe tornare disponibile il prossimo 22 maggio per 72 ore, ovvero fino al prossimo 25 maggio.

Al momento non ci sono conferme ufficiali sulla reintroduzione dell’offerta, pertanto vi suggeriamo di tenere d’occhio il sito ufficiale dell’operatore.

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Ufficiale: Facebook scommette sul futuro delle GIF e acquisisce Giphy

Se avete usato una GIF almeno una volta all’interno delle vostre conversazioni, probabilmente conoscerete già Giphy, un sito web che rappresenta una delle librerie più estese del settore, con centinaia di migliaia di contenuti pubblicati direttamente dagli utenti.

E se lo avete fatto, è altrettanto probabile che vi ci siate imbattutti tramite un’applicazione dell’ecosistema Facebook, dato che Instagram, WhatsApp e Messenger sono tutte integrate con l’API della libreria Giphy e sono responsabili di circa il 50% del traffico che questo portale genera.

In ogni caso, da questo momento in poi la distinzione non si dovrà più fare, dato che Giphy è appena entrata a far parte ufficialmente della famiglia di Zuckerberg grazie ad un’operazione che, secondo le indiscrezioni, si aggirerebbe attorno ai 400 milioni di dollari, spicciolo più spicciolo meno.

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La notizia, anticipata da Axios, è stata poi confermata dallo stesso blog di Facebook, nel quale si chiarisce che dal punto di vista pratico non cambierà nulla nell’infrastruttura di Giphy: le API rimarranno attive, i partner continueranno ad usufruirne come in passato, e soprattutto la comunità potrà ancora esprimere tutta la propria fantasia.

Per quanto riguarda la sistemazione aziendale, Giphy entrerà a far parte del team Instagram. Ora rimane da vedere come reagiranno gli altri pezzi da novanta che facevano affidamento alla loro libreria, tra cui Twitter, Pinterest, Slack, Reddit TikTok. Decideranno di rimanere, favorendo un potenziale competitor, o se ne andranno?

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