Dopo 6 mesi sull’Iss, sta tornando a Terra Crew Dragon

AGI – Dopo sei mesi in orbita, gli astronauti della navicella Crew Dragon di SpaceX stanno rientrando sulla Terra. L’ammarraggio è previsto nella notte italiana.

I quattro astronauti (i due statunitensi della Nasa, Shane Kimbrough e Megan McArthur, il giapponese Akihiko Hoshide, dell’agenzia spaziale Jaza, e il francese Thomas Pesquet, dell’Agenzia spaziale europea) hanno cominciato il processo di separazione dalla Stazione Spaziale Internazionale (l’Iss) alle 20:05 e poi hanno cominciato il pericoloso viaggio di rientro verso la Terra.

 

Watch Dragon depart the @space_station and return to Earth with Crew-2 astronauts → https://t.co/bJFjLCzWdK https://t.co/5Pb3CtfIAU

— SpaceX (@SpaceX) November 8, 2021

 

Viaggio che durerà diverse ore, ma dpo il rientro nell’atmosfera, la navicela effettuerà una vertiginosa discesa prima di effettuare un ammaraggio al largo della costa della Florida, all’alba italiana, non prima delle 04:33 di notte. A bordo ci sono anche 240 kg di attrezzature ed esperimenti scientifici, su cui i quattro astronauti di Crew-2 hanno studiato per sei mesi. 

Crew-2 è la seconda delle sei missioni con equipaggio da e per la Iss che l’azienda di Elon Musk ha messo in campo nell’ambito del contratto con la Nasa che prevede l’invio di astronauti dal suolo statunitense, missioni che non erano state più effettuate dalla fine del programma Shuttle nel 2011.

 

Sunrise in space @SpaceX‘s Crew Dragon Endeavour passes over the east coast of Japan as it enters the final leg of its loop around the @Space_Station: pic.twitter.com/Xb8s0Je1Mr

— NASA (@NASA) November 8, 2021

 

La Nasa mantiene immutato per ora il programma di lanciare già mercoledì la missione Crew-3 dal Kennedy Space Center, sempre in Florida. La nuova missione porterà nel laboratorio orbitale altri quattro astronauti a bordo di una nuova capsula Dragon: il comandante Raja Chari, il pilota Tom Marshburn, lo specialista di missione della Nasa Kayla Barron e lo scienziato tedesco dell’Esa Matthias Maurer. E anche loro rimarrannno nello spazio altri sei mesi.


Dopo 6 mesi sull’Iss, sta tornando a Terra Crew Dragon

Desktop e laptop: il mercato prima e dopo la pandemia. Chi ha vinto, chi ha perso. E chi trionfa

AGI – Che cosa è successo al mercato dei computer prima e dopo la pandemia? Come sono cambiate le abitudini dei consumatori? E il digital divide in Italia? E quanto ha impattato la carenza di microprocessori sulla catena di approvvigionamento e le scelte delle aziende?

Secondo i dati più recenti di Canalys le workstation da scrivania hanno chiuso il terzo trimestre del 2020 con un -27% rispetto a dodici mesi prima, desktop addirittura al -33%. Di segno diverso i numeri del mercato dei laptop e delle soluzioni portatili: siamo a +1% per i notebook, +3% per le mobile workstation destinate ai professionisti, +21% per i tablet, +27% per i convertibili, +57% per i notebook ultraslim e +88% per i cosiddetti detachable. 

I veri trionfatori? I Chromebook con un +122%. “Dispositivi molto simili a un telefonino. Arrivati in Italia a metà 2020 con risultati positivi, ci aspettiamo una grossa crescita nel 2021, anche perché intercettano il target degli studenti”, “che cercano un approccio simile all’esperienza Mobile a cui sono maggiormente abituati” ha spiegato Massimo Merici, Business Development Manager System Business Group di Asus.

Non solo. Secondo uno studio condotto da Intel e Lenovo a livello globale nel 2020, Empowering Your Employees With The Right Technology, solo il 30% dei dipendenti di tutti i settori dichiara che i propri laptop o PC desktop sono ideali per la collaborazione incrociata, e la metà ha risposto che i propri computer non sono aggiornati o insufficienti per il lavoro.

Lo smart working stimolerà quindi un aumento delle decisioni tecnologiche guidate dagli utenti finali insieme ai loro dipartimenti IT, poiché i confini tradizionalmente netti tra la tecnologia aziendale e di consumo continuano a erodersi e su questa linea si innestano prodotti top come l’X1 Fold di Lenovo: una macchina che ambisce a essere insieme laptop e tablet, sfruttando quello schermo pieghevole che finora si era visto solo sugli smartphone. Sacrificando qualcosa alla comodità della tastiera, ma avendo a disposizione un tablet corredato di pennino grafico per realizzare praticamente qualunque cosa, i professionisti disposti a spendere qualcosa in meno di tremila euro hanno tra le mani un apparato che in quanto ad appeal non ha rivali. Non esattamente un prodotto per la Dad. Ma che la frontiera dei portatili si sia riaperta lo testimonia anche il fatto che uno storico produttore di smartphone economici come realme abbia in programma di produrre un tablet e un laptop. Quelli sì, pensati per i giovani,

Di questo e anche della battaglia dei conduttori e dei nuovi ritmi imposti alle aziende abbiamo parlato proprio con Massimo Merici.

Qual era lo stato di salute del mercato dei laptop prima della pandemia e come è cambiato durante

Il mercato è cambiato notevolmente. Prima della pandemia la situazione era di un mercato stagnante da 2 milioni di pezzi. Siamo partiti (fonte Istat) nel 2019 con il 33% della famiglie che non avevano un dispositivo. Qui non si ragiona in termini di “un dispositivo a persona”, ma “di un dispositivo a famiglia”, che in molti casi non c’era nemmeno. Il mercato è passato poi ai tre milioni di pezzi nel 2020. C’è stato un cambio di marcia. È maturata anche una diversa esigenza relativamente al prodotto, con più attenzione a quello che effettivamente serve. Il mercato nel complesso ha comunque ottenuto un gran giovamento dalle esigenze nate con la situazione Covid, ma ha dovuto gestire le difficoltà dovute all’approvvigionamento dei componenti, che hanno impattato l’intero settore creando nei ritardi nelle consegne.

Il mercato dei desktop esiste ancora?

Dagli ultimi dati condivisi, la pandemia ha influito negativamente sulle spedizioni di tutti quei materiali di tecnologia “da ufficio”, comprese le workstation o i desktop. Si sta infatti registrando una grandissima richiesta di accessori portatili per far fronte all’esigenza di smart working e DaD, che hanno impattato tutti gli italiani.

Dad e smart working, ma anche gaming spinto: che computer cercano gli italiani?

Cercano un computer adatto alle esigenze. Si va alla ricerca del fabbisogno reale. 

Quanti portatili c’erano in famiglia prima della pandemia e quanti ora?

Prima della pandemia una famiglia su due aveva un device (tablet o notebook). Il problema del digital divide vedeva un terzo delle famiglie italiane non avere un pc in casa. La pandemia ha creato un boost nella domanda di questi materiali, per far fronte alle esigenze degli italiani per quanto riguarda lo smart working e la DaD, ma non solo. Il lockdown dei mesi del 2020 ha visto una riduzione drammatica delle interazioni sociali, e i pc hanno sicuramente aiutato in questo. Non abbiamo ancora dati aggiornati rispetto a quanto è stato raggiunto nel 2021, ma la crescita della domanda e delle spedizioni, registrata nel primo trimestre del 2021 e per tutto il 2020, è sicuramente un dato positivo che ci porta a credere a un miglioramento della situazione attuale.

La vostra azienda è stata pronta ad affrontare l’aumento di richieste o c’è stato un intoppo nella supply chain?

Ci sono situazioni su cui ASUS non può di certo intervenire. Bisogna invece gestire al meglio le risorse che si hanno e utilizzare i rapporti con i fornitori di parti. Il mercato continua ad andare molto bene, nonostante la carenza di componenti e problemi logistici, che hanno contribuito all’aumento dei prezzi medi. Secondo gli analisti, sul finire del 2020 la catena di approvvigionamento Pc non è riuscita a rispondere alla forte domanda di prodotti per il remote working e la didattica a distanza. Per questo, si è creato un gran numero di ordini arretrati. La curva in salita del primo trimestre del 2021 è conseguenza di tale richiesta, che dovrebbe persistere per almeno tutta la prima metà dell’anno in corso.

La battaglia sul mercato dei microprocessori vi preoccupa? Come potrebbe impattare sulla vostra produzione?

Nonostante la continua carenza di chip, l’industria ha venduto 83,981 milioni di PC nel primo trimestre del 2021, in aumento del 55,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e registrando un modesto calo dell’8% rispetto al quarto trimestre del 2020, tradizionalmente molto forte. È una situazione che teniamo sotto controllo in maniera spasmodica. Bisogna ottimizzare le risorse al massimo. Anche noi siamo stati impattati, ma stiamo lavorando per ridurre al minimo l’impatto di questa situazione. Soprattutto con una programmazione diversa: se prima si lavorava in termini di mesi, ora siamo già al 2022.

 


Desktop e laptop: il mercato prima e dopo la pandemia. Chi ha vinto, chi ha perso. E chi trionfa

Tetra SafeStart Attivatore per Acquari, Consente di Introdurre i Pesci Immediatamente dopo L’allestimento dell’Acquario


Fornitore: TETRA
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Prezzo: 4.16

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  • Per pesci sani in acquari d’acqua dolce


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Dopo Android 11, il Galaxy A50 sta ricevendo le patch di sicurezza di aprile

Samsung sta continuando il rollout delle patch di sicurezza del mese di aprile 2021 per i suoi dispositivi. L’ultimo smartphone in ordine di tempo a ricevere questo tipo di aggiornamento è il Samsung Galaxy A50. L’update è stato segnalato per il momento solo in India, ma potrebbe presto arrivare anche in altri Paesi.

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L’ultimo firmware per il Galaxy A50 (SM-A505F) si sta diffondendo in India, identificato dalla versione A505FDDU7CUD1. Come al solito, dovrebbe essere disponibile per il download tramite le Impostazioni del telefono, dal menu Aggiornamento software al suo interno. Oltre alle patch di sicurezza di aprile, che affrontano 21 esposizioni a vulnerabilità di Samsung e circa 30 problemi di sicurezza trovati all’interno del software di Google, non ci sono nuove funzionalità. Questo anche perché Android 11 è stato rilasciato per il Galaxy A50 solo poche settimane fa.

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Dopo Android 11, il Galaxy A50 sta ricevendo le patch di sicurezza di aprile

Dopo uno sviluppo durato 3 anni, sta per arrivare Project Cars Go (video)

Non si avevano notizie di Project Cars Go da quando nel 2018 Gamevil ne annunciò l’inizio dello sviluppo. Ora però il gioco di corsa è finalmente disponibile per la pre-registrazione sul Google Play Store, almeno negli Stati Uniti. Il suo rilascio potrebbe quindi essere vicino, anche se non si hanno conferme in merito.

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Project Cars Go è stato oggetto di una open beta in alcune regioni nordiche dell’Europa, dalla quale sono anche spuntati dei video gameplay non ufficiali. Guardando il video a fondo articolo vi accorgerete che purtroppo si tratta di un drag racer ad un solo tocco, sulla scia della serie CSR Racing e i suoi cloni. Iscrivendovi alla pre-registrazione, guadagnerete gratuitamente alcuni premi quando il gioco sarà lanciato. Le pre-registrazioni saranno aperte per tutti a partire dal 23 febbraio, quindi sembra che l’attuale annuncio negli Stati Uniti sia parte di un lento rollout.

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Dopo uno sviluppo durato 3 anni, sta per arrivare Project Cars Go (video)

Comprare online dagli UK dopo Brexit: “ora con più costi aggiuntivi”

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea per molti non ha avuto effetti diretti in queste prime settimane, ma c’è un ambito che ha già iniziato a toccare chi segue le nostre pagine e chi fa spesso acquisti online. Il Regno Unito è di fatto uscito dell’Europa senza l’imposizione di dazi sulle spedizioni e senza limitazioni sulle merci che è possibile esportare e importare. Questo è già un successo per tutti, ma c’è comunque un aspetto imprescindibile da considerare.

Il fatto che il Regno Unito sia fuori dall’Unione europea significa che le merci dovranno quindi transitare dalla dogana e questo non allunga solo i tempi delle spedizioni (soprattutto nelle prime settimane) ma ha anche dei costi. Non tutto è chiarissimo, ma online iniziano ad arrivare molte segnalazioni anche surreali da tutta Europa con le prime consegne di merci dagli UK.

Al momento per le merci in uscita dal Regno Unito non dovrebbe esserci l’applicazione di nessuna tassazione IVA per beni spediti ad un privato dal valore inferiore a 135 sterline. Questo perché il costo verrà sostenuto da chi spedisce. Per importi superiori si dovrà invece considerare che all’arrivo del pacco a casa nostra verrà richiesto il pagamento dell’IVA al 22%. Ma non è tutto perché lo sdoganamento sono anche costi di servizio e balzelli aggiuntivi (come per esempio una tassa per un pacco di grandi dimensioni). Anche se non supera il valore di 135£ c’è chi ha ricevuto comunque dai costi di gestione per lo sdoganamento.

Se alcune procedure sono già chiare, appare comunque ovvio che al momento comprare online da UK sia ancora una procedura non del tutto chiara e ma che comunque diventato fin da subito più sconveniente. Fateci sapere nei commenti se anche voi avete avuto esperienza simili comprando online da UK nel 2021.

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Comprare online dagli UK dopo Brexit: “ora con più costi aggiuntivi”

Impennata di attivazioni su Signal dopo l’aggiornamento sulla privacy di WhatsApp

Come aumentare gli utenti di Signal? Grazie alla decisione presa da WhatsApp di condividere i dati degli utenti con Facebook.

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Impennata di attivazioni su Signal dopo l’aggiornamento sulla privacy di WhatsApp

Stadia un anno dopo: oltre le nuvole c’è il sereno (video)

È passato poco più di un anno dal lancio di Stadia, e sebbene l’inizio sia stato tutt’altro che roseo, il servizio di giochi in streaming di Google si è evoluto nella giusta direzione e ad oggi, a dispetto della sfiducia di molti, appare più solido che mai. Cogliamo quindi l’occasione di questo primo compleanno, e delle novità introdotte di recente, per fare un po’ il punto della situazione e per raccontarvi come funziona il cloud gaming di Google.

Interfaccia

L’interfaccia di Stadia è stata recentemente rinnovata, ed in effetti ce n’era bisogno. Adesso la home è organizzata in modo migliore, ma ancora carente dal punto di vista della personalizzazione. Non potete infatti nascondere eventuali giochi che non volete visualizzare (grave mancanza per chi ne abbia molti, anche perché le demo stesse, di titoli che poi magari avete acquistato, restano in elenco), né riordinarli, né decidere la griglia di visualizzazione dei vari giochi. E parlando di mancanze, non c’è ancora una ricerca nello store, il che è quasi assurdo per un prodotto di Google. All’inizio la cosa era giustificabile perché c’erano pochi contenuti, ma adesso se ne sente decisamente la mancanza. Tutto ciò su desktop, mentre su mobile non ci sono stati particolari cambi di grafica, ed anche lì bene o male si sentono le stesse carenze.

Nota di demerito quasi completo per la gestione dei contenuti catturati, siano essi screenshot o video. Non c’è selezione multipla, ad esempio per eliminarne/scaricarne tanti assieme (cancellare e/o scaricare un video alla volta è una noia), e la condivisione genera un link che si apre in Stadia, non il file direttamente. Inoltre le clip di soli 30 secondi sono molto brevi ed a volte non vengono nemmeno registrate correttamente; per di più sono salvate in WebM che non è il miglior formato in termini di compatibilità. Sì, questa parte sarebbe tutta da rivedere a parer mio: non è fondamentale, ma ampiamente migliorabile.

Ed a proposito di cose che cambierei, se da una parte è vero che in-game è possibile vedere la risoluzione dello streaming, mi piacerebbe che fosse indicato per ciascun gioco qual è la massima risoluzione/framerate disponibile per quel titolo, soprattutto con la possibilità di potere impostare la risoluzione ciascun titolo, e non solo a livello globale com’è adesso. Perché questo? Perché alcuni giochi in 4K si fermano a 30 fps (come per esempio Cyberpunk 2077), mentre in full HD vanno a 60 fps, e vorrei poter decidere a che risoluzione giocarli senza per questo dover cambiare impostazioni anche per tutti gli altri.

In compenso sono arrivate col tempo diverse funzioni utili. C’è la condivisione di contenuti in famiglia, c’è la possibilità, introdotta proprio negli ultimi giorni, di trasmettere live su YouTube in modo nativo (prima si doveva ricorrere a software di terze parti, che potevano complicare il tutto), c’è una sezione per i messaggi con gli altri giocatori, c’è il Crowd Choice, ovvero la possibilità, per gli spettatori su YouTube, di partecipare alle scelte che alcuni titoli pongono davanti al giocatore. Tutta l’integrazione con YouTube è migliorata col passare del tempo: non sarà certo la chiave di volta, ma è una peculiarità di Stadia sulla quale Google fa bene a puntare.

Catalogo e Prezzi

Il catalogo di Stadia è stato fin dall’inizio una delle principali critiche, nonché fonte di preoccupazione. Un anno dopo, le cose sono nettamente migliorate. Baldur’s Gate 3 (addirittura in early access), Borderlands 3, Watchdogs Legion, Assassin’s Creed Valhalla, Doom Eternal, la serie Hitman (compreso quello in arrivo), Fenyx Rising, Red Dead Redemption II ed ovviamente Cyberpunk 2077.

Sono ormai tanti i titoli tripla A disponibili per Stadia, spesso in contemporanea con il lancio sulle altre piattaforme. Alcune software house amano il servizio di Google più di altre (Ubisoft su tutte), e di certo i paragoni con Steam ed altri store ancora sono ben lontani, ma il catalogo cresce sia con vecchie glorie che con nuove hit, e ci sono titoli in programma per altri 3-4 anni.

Su questo punto voglio essere chiaro: Google sta investendo su Stadia, con convinzione. Al di là del fatto che il lancio di un anno fa fosse di fatto una beta (la “stabile” è arrivata solo ad inizio aprile, quando il servizio è divenuto disponibile gratuitamente per tutti), ed al di là del fatto che in fatto di marketing e promozione ci siano ancora grossi passi in avanti da fare, ciò che non è affatto mancato è la costanza di novità. Chiunque abbia seguito da vicino Stadia sa che il progetto è vivo e vivace, e non si intravede nemmeno lontanamente l’ombra di quel cimitero che ormai in molti temono, quando si parla di Google.

Riguardo i prezzi, è vero che mediamente i titoli presenti costano almeno quanto sulle altre piattaforme, se non di più in alcuni casi, ma è anche vero che ci sono molto spesso ottime offerte, e non solo per gli utenti Pro. In questi giorni è attiva una promo che, tra gli altri, vede Borderlands 3 scontato a 10,99€, e nei mesi passati ci sono stati spesso titoli interessanti scontati.

Va inoltre aggiunto un fatto importante: Stadia è gratis. A meno che non vogliate giocare in 4K HDR con audio 5.1, cosa che non è affatto scontata su tutti i titoli, la versione free di Stadia va benissimo per la stragrande maggioranza dei giocatori (ed anche la versione Pro, con i suoi 9,99€ al mese, si ripaga abbondantemente grazie ai giochi inclusi ed alla qualità superiore). Questo per dire che ci sta anche che alcuni titoli possano costare un pelo di più, ma se saprete pazientare le offerte non mancano.

Come funziona Stadia

Ma veniamo alla parte più importante, ovvero come funziona Stadia. Le considerazioni da fare sono di due tipi: i requisiti necessari e la qualità dei giochi.

I requisiti sono in realtà al singolare, ovvero una fibra. Sarò molto lapidario: una 100 Mbit per giocare in full HD ed una FTTH per il 4K. Non perché ci sia bisogno di queste velocità per farlo, assolutamente, però avrete bisogno di una rete molto reattiva e con tanta banda libera. Un secondo prima vi basteranno 5-10 Mbit perché il vostro gioco sia fluido, il secondo successivo ce ne vorranno 25; e ci vorranno subito, non un secondo dopo, non uno prima. Non c’è pre-caricamento che tenga: non state guardando un video su YouTube, qui deve tutto avvenire in tempo reale, ed è inutile lamentarsi che “Stadia non va”, se il problema a monte è un altro.

Detto questo, anche giocando in full HD con una FTTH (come nel mio caso), non è detto che qualche scatto non possa capitare. A volte è il gioco stesso ad avere delle incertezze (perché non dimentichiamoci che tutti i giochi scattano prima o poi, anche su una RTX 3090), a volte è solo che, pur avendo tutta la banda del mondo, qualche pacchetto è andato perso. Capita! I protocolli di trasmissione non sono perfetti, e soprattutto via UDP qualche pacchetto può smarrirsi, e questo significa rallentamenti o scatti più o meno vistosi. E qui non è una questione di banda, ma anche solo di semplice sfortuna. Chiarisco però che è ormai un anno che gioco a Stadia ai titoli più disparati, e le volte nelle quali questi problemi sono stati “catastrofici” (=sono morto in game), si contano sulle dita di una mano.

E con questo mi riallaccio al secondo punto, ovvero la qualità dei giochi. Non tutti i videogiochi sono uguali su Stadia. Ci sono quelli più adatti alla piattaforma, e ci sono quelli meno adatti. Ci sono semplici “porting” e ci sono giochi ottimizzati. Doom Eternal, che è probabilmente il titolo più frenetico dell’anno, gira splendidamente. Red Dead Redemption II, che non è nemmeno lontanamente così adrenalinico, aveva decisamente più problemi quando lo giocai ad inizio 2020. Ed era così, probabilmente per tutt’altra ragione, anche su PC, nel senso che il debutto di RDR2 su PC è stato abbastanza pessimo e pieno di patch riparatrici. Stadia alla fin fine è una macchina Linux virtualizzata (semplificando al massimo), e come tale i giochi possono avere dei loro problemi intrinseci che nulla hanno a che spartire con la banda di rete di cui abbiamo parlato finora.

Di Cyberpunk 2077 ho già parlato in un articolo a parte e confermo quanto già detto: Stadia rappresenta l’alternativa più semplice ed efficace per giocare a Cyberpunk, ma questo non vuol dire che il gioco sia perfetto. Il gioco gira sempre fluido, ci sono anche le opzioni per decidere se privilegiare qualità grafica o prestazioni, cosa insolita per un gioco per Stadia, ed in full HD a 60 fps non ho mai avuto problemi. Scegliendo la maggiore qualità grafica non ho notato particolari miglioramenti tali da farmela preferire, quindi ho sempre tenuto la modalità prestazioni.  Graficamente si presenta qualche artefatto nelle scene più scure, ma non ai livelli di Assassin’s Creed Valhalla, anche perché Cyberpunk tendenzialmente ha dei colori dai contrasti molto elevati che ben si prestano alla compressione.

Al contrario un Dragon Ball Xenoverse 2 è ad oggi il titolo peggiore che abbia mai provato: scattoso, mai fluido come vorrei, e ben poco godibile (al di là del gioco in sé). Dragon Ball rappresenta però un’eccezione: la maggior parte dei giochi, anche quelli che non vi fanno percepire di essere stati cuciti a misura di Stadia, non hanno comunque particolari problemi di performance, che anzi sono superiori a quelle di tanti PC, dato che giocate comunque in full HD con dettagli alti a titoli quali Assassin’s Creed Valhalla, Shadow of the Tomb Raider o The Division 2.

C’è però un’ultima osservazione importante da fare. Quando giocate a Stadia, di fatto state guardando un video su YouTube, non una scena renderizzata in tempo reale. Stadia usa lo stesso codec VP9 reso celebre da YouTube, e gli algoritmi di compressione probabilmente sono davvero gli stessi, o molto simili, perché se siete abituati al tubo ci ritroverete gli stessi difetti. Mi riferisco al fatto che in scene scure, con molte sfumature, ampio intervallo dinamico, magari con una gestione non ottimale delle luci o con la classica nebbiolina abusatissima in certi giochi, vedrete degli evidenti artefatti nell’immagine, incapace di visualizzare correttamente tutte le gradazioni di colore del video. Tutto ciò dipende fortemente dal titolo in questione.

AC Valhalla è abbastanza pessimo in questo caso, perché presenta una grafica che tende al realismo, ha una gestione dell’illuminazione tutt’altro che impeccabile, ed abusa del fogging. Il risultato è che in alcune scene la visibilità è pessima. Cyberpunk 2077, che in quanto a grafica raggiunge vette notevoli, non ha lo stesso problema, perché lo stile del gioco adotta contrasti molto netti, poche sfumature e luci ben marcate, oltre che gestite egregiamente. Ma anche rimanendo in casa Ubisoft, Immortals Fenyx Rising è ottimo visivamente, per il suo stile “cartoon” si comprime bene senza perdite di qualità; e per Watch Dogs vale in misura minore il discorso fatto per Cyberpunk, ovvero colori netti, poche sfumature, e quindi pochi artefatti.

Poi dipende anche dallo stile del gioco e dai movimenti della videocamera stessa. Un Baldur’s Gate 3 potrebbe avere gli stessi problemi di Assassin’s Creed, ma di fatto non li ha perché presenta una visuale isometrica, più ampia, meno vicina al soggetto, che aiuta a ridurre la presenza di aberrazioni.

E sia chiaro che niente di tutto ciò è una tragedia, perché Assassin’s Creed Odyssey l’ho giocato tutto, fino alla fine, e col tempo porterò a compimento anche Valhalla. Il fatto che ogni tanto qualche scena sia meno visibile è l’eccezione, non la regola. Potete considerarlo un po’ un limite attuale della piattaforma, del resto tutti ne hanno uno, o più. Con Stadia vi basta l’ultimo dei Chromebook per giocare in full HD a 60 fps a Cyberpunk 2077, mentre per farlo con un vero PC avrete bisogno di tutt’altro hardware e di tutt’altre cifre. Bisogna vedere quali sono le vostre esigenze e le vostre pretese. Stadia non è per tutti, ma del resto nemmeno un PC con RTX 3090 ed un AMD Ryzen 9 5950X lo è.

E sia chiaro poi, a proposito di hardware, che l’esperienza di Stadia è la più multipiattaforma che si possa immaginare. Qualsiasi sia il vostro sistema operativo desktop, qualsiasi sia il vostro smartphone Android (più o meno, anche se non tutti sono supportati altrettanto bene), qualunque sia la vostra TV (se avete un Chromecast Ultra), ci potrete giocare in un attimo, ed in un attimo potrete passare da un device all’altro continuando il gioco da dove lo avevate interrotto: una comodità impossibile con piattaforme tradizionali. Ed a proposito di comodità, non dover pensare a nessun aggiornamento, a nessuna patch, a nessun driver, ma solo a schiacciare play e giocare, è un’altra comodità che apprezzerete moltissimo; soprattutto mentre voi girerete per Night City, mentre i vostri amici sono ancora intenti a scaricare la patch del giorno.

Chiudo però con una tirata d’orecchi a Google: perché non c’è ancora il supporto ufficiale ad Android TV? Se ne parla da mesi, più o meno funziona tramite apk, ma fatto sta che ufficialmente non è mai stato rilasciato, nemmeno sulla nuova Chromecast con Google TV. (E non parliamo nemmeno di quello ad iPhone, perché lì il discorso sarebbe più complesso.) Eppure l’impegno di Google verso Stadia c’è; si vede. Però ci vorrebbero anche un po’ di coordinazione e di pianificazione in più.

Resto convinto che il  cloud gaming sarà uno dei futuri del mondo videoludico, così come lo streaming lo è stato per quello musicale e cinematografico. Stadia ha le carte in regola per essere tra i protagonisti di questo futuro. L’unico che potrebbe mettergli i bastoni tra le ruote è Google stesso, ma ho fiducia che non sarà così.

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Stadia un anno dopo: oltre le nuvole c’è il sereno (video)

Nova Launcher batte un colpo e si aggiorna dopo mesi: novità per le icone ispirate ad Android 11

Dopo ben quasi 4 mesi di silenzio assoluto, Nova Launcher ha ricevuto un nuovo aggiornamento rivolto alla versione beta dell’app Android, il quale introduce alcune novità per la personalizzazione delle icone.

Il nuovo aggiornamento per uno dei launcher di terze parti più popolari nel mondo Android non è particolarmente sostanzioso: la nuova versione è la 6.2.14 e il changelog indica l’introduzione di nuove forme di icone ispirate ad Android 11, parliamo delle Flower, Pebble e Vessel. A queste sono state aggiunte anche le forme Pentagon, Hexagon, Heptagon e Octagon.

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Il changelog non indica ulteriori novità, se non qualche ottimizzazione a carattere generale e bugfix minori. A questo indirizzo potete iscrivervi al programma beta ufficiale di Nova Launcher, mentre qui sotto trovate il badge per il download dal Play Store.

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Cosa ci aspetta con Galaxy Watch 3? Gesture per rispondere alle chiamate e SOS dopo le cadute (foto)

Il prossimo 5 agosto Samsung svelerà, oltre agli attesissimi Galaxy Note 20, le sue nuove Galaxy Buds Live e Galaxy Watch 3. Dopo le novità viste per le Buds Live, nelle ultime ore sono trapelati interessanti dettagli anche sul nuovo smartwatch di Samsung.

Le informazioni sul conto di Galaxy Watch 3 sono emerse dopo la pubblicazione della companion app dello smartwatch per dispositivi mobili. Le novità più interessanti riguardano la possibilità di gestire le chiamate vocali in entrata direttamente dallo smartwatch tramite gesture: le animazioni di SamMobile mostrano come rispondere alle chiamate ruotando il polso o come rifiutarle agitando la mano. Galaxy Watch 3 sarà in grado di gestire in autonomia le chiamate vocali perché sarà dotato anche di uno speaker audio.

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Inoltre, il nuovo Galaxy Watch 3 offrirà il rilevamento automatico delle cadute accidentali: al momento del rilevamento della caduta, il dispositivo invierà una notifica all’utente e se quest’ultimo non risponderà entro 60 secondi verrà inviata una chiamata ai contatti d’emergenza con la posizione geografica del dispositivo. In questo contesto sarà anche possibile impostare la chiamata automatica ai servizi d’emergenza.

Infine, sarà più semplice anche acquisire gli screenshot con il nuovo smartwatch di Samsung: basterà tenere premuti i due pulsanti fisici laterali. Ci sono ancora diverse incognite sul nuovo Galaxy Watch 3, prime fra tutte la disponibilità e il prezzo di lancio. Scopriremo tutto sul suo conto a valle dell’evento del 5 agosto.

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