La nuova ZenMode di OnePlus vi permette di rilassarvi in compagnia: ecco tutte le novità (foto e download)

OnePlus ha recentemente rilasciato le prime versioni beta della sua OxygenOS 11, basata su Android 11, per la famiglia di dispositivi OnePlus 8. La nuova release OxygenOS include anche una ZenMode tutta nuova.

La ZenMode 2.0 che OnePlus sta attualmente testando in beta include diverse novità a livello grafico e a livello funzionale: come vedete dagli screenshot presenti nella galleria in basso, la nuova versione dell’app offre cinque temi diversi con un design rinnovato e più in linea con la nuova OxygenOS 11. I temi sono denominati Ocean, Space, Grassland, Sunrise e Meditation.

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A livello funzionale troviamo la possibilità di creare delle Room, all’interno delle quali invitare altri utenti per condividere l’esperienza ZenMode. Gli utenti con i quali condividere l’esperienza possono essere anche possessori di dispositivi non OnePlus. Inoltre, ora gli utenti possono impostare a priori la durata di attivazione della ZenMode, a partire da 1 minuto fino ad arrivare a 120 minuti.

La nuova ZenMode 2.0 è attualmente in versione beta per le serie OnePlus 7 / 7T / 8 e OnePlus Nord. Il produttore cinese ha promesso di distribuire nell’immediato l’aggiornamento alla versione stabile. Intanto potete provare le novità appena descritte scaricando e installando manualmente la più recente beta, il link lo trovate qui sotto.

Zen Mode 2.0.0.0.200624103431.9e72675 | Download APKMirror

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I numeri di Immuni adesso sono pubblici: download, notifiche ed utenti positivi

Immuni, l’app ufficiale per il contact tracing in Italia, ha reso pubblici i numeri che la riguardano, ovvero download, notifiche inviate ed utenti positivi rilevati. I dati, forniti dal Ministero della Salute e non direttamente dagli sviluppatori, sono disponibili sul sito stesso dell’applicazione, ed alla data del 1° ottobre 2020 riportano 6.679.118 di download, 5.329 notifiche inviate a persone venute a contatto con utenti positivi, ed infine 338 utenti positivi segnalati. Questo è il massimo che possiamo sapere di Immuni, visto che nomi e altri dati personali non sono proprio accessibili all’app e non vengono memorizzati.

Come riportato giusto ieri, Immuni è in circa il 17% degli smartphone attivi in Italia (esclusi gli under 14), un dato superiore alla media europea del 10%, ma che non deve farci gongolare. Più persone scaricano l’app, più questa sarà efficace, perché senza una sua adozione a tappeto tanti potenziali contatti rischiano di passare sotto silenzio.

Come ha recentemente sottolineato anche il Presidente del Consiglio, scaricare Immuni è un imperativo morale. La vostra privacy non sarà in alcun modo violata, la vostra posizione non sarà in alcun modo tracciata, ed il Bluetooth non fa precipitare l’autonomia del vostro smartphone.

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KartRider Rush+ approda velocissimo su Android e iOS (video e download)

Se siete tra gli appassionati di giochi kart su piattaforma mobile non potrete non provare il nuovo KartRider Rush+. Il gioco è stato appena lanciato su entrambe le piattaforme Android e iOS.

KartRider Rush+ è stato appena lanciato per Android e iOS. Osservando il video attraverso il player in basso potete farvi una prima idea della struttura e della grafica di gioco. KartRider Rush+ offre diverse modalità di gioco, tra le quali anche quella multiplayer.

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Il gioco è attualmente disponibile al download gratuito su Play Store e App Store, su entrambi include degli acquisti in-app. Al momento i server del gioco sono in manutenzione, pertanto potrebbero esserci dei momentanei problemi per l’accesso su Android.

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Le falle non rallentano Zoom. In Italia download milionari

Gli utenti se ne infischiano dei problemi alla privacy di Zoom. L’app per videoconferenze, usata anche da molte scuole, sta lavorando per tappare le sue falle. Ma nel frattempo non ha risentito dei propri guai. Lo testimoniano sia i numeri forniti dalla società che dagli analisti indipendenti.

Clausura batte privacy

In Italia, i download di marzo sono stati 2,5 milioni. È l’effetto clausura: gli utenti, secondo le stime di SensorTower, hanno scaricato l’app 29.000 volte a gennaio e 47.000 a febbraio. Tra scuole e gruppi di lavoro, c’è stata quindi la corsa al download, anche grazie alla semplicità di utilizzo di Zoom. Le crepe nella sicurezza sono diventate visibili tra la fine di marzo e nel corso di aprile. Ma sembrano aver avuto un impatto limitato. I download sono aumentati: sono stati 2,1 milioni nei primi venti giorni del mese. Con tutta probabilità, quindi, ad aprile si potrebbe arrivare attorno alla soglia dei 3 milioni.

I download in Europa

Gli italiani non sono i soli ad aver sorvolato sugli inghippi dell’app. La tendenza a ignorare i buchi è comune a tutta Europa. Anzi, di più. Se tra febbraio e marzo la crescita è stata più forte in Italia (5219% contro 3005%), ad aprile (cioè nel periodo in cui Zoom ha rivelato le proprie vulnerabilità), il progresso è stato più significativo nel continente. Probabile che questo scostamento sia dovuto ai tempi d’avvio dei lockdown, in Italia anticipati rispetto al resto d’Europa.

Ma, al di là dei motivi, i numeri confermano come il tema privacy sia stato marginale: 470.000 download a gennaio, 554.000 a febbraio e 17,2 milioni a marzo. Il record è già stato aggiornato nei primi venti giorni di aprile, con 21,4 milioni di download. Quota 30 milioni al mese è alla portata. Secondo quanto riferisce Bloomberg, nel corso di una conferenza online sulla cybersicurezza, il ceo Eric Yuan ha affermato che gli utenti globali attivi ogni giorno al 21 aprile erano 300 milioni, il 50% in più rispetto all’inizio del mese. Alla fine del 2019 erano appena dieci milioni.

Le falle di Zoom

Dall’inizio di aprile, nelle videoconferenze, sempre più utilizzate anche per creare classi virtuali, è emerso il fenomeno dello “zoombombing”: compaiono immagini, a volte goliardiche, altre pornografiche o razziste. In alcuni casi, l’intromissione ha diffusione video pedopornografici. Lo zoombombing è la prova che gli hacker sono riusciti a superare le barriere e a entrare nelle videoconferenze senza invito.

L’app ha anche rivelato che, a partire da febbraio, alcuni dati sono passati attraverso server cinesi. Il ceo della società si è scusato, ammettendo che l’app non era “pronta a gestire così tanto traffico in un lasso di tempo così breve”. È emerso anche che Zoom non utilizzasse la crittografia end-to-end (che permette di conoscere solo ai partecipanti il contenuto delle conversazioni) nonostante si vantasse di farlo. Nel frattempo, sono spuntate online le credenziali di 500.000 utenti ed è stato individuato un bug che permette di registrare le conferenze senza autorizzazione.

Cosa cambia con Zoom 5.0

Zoom ha provato a metterci una serie di pezze. Ha rafforzato il proprio “bug bounty program” (il programma che premia chi dimostri l’esistenza e segnali falle) e assunto un super-esperto, Alex Stamos. Oggi docente a Stanford, è stato il capo della Sicurezza di Facebook, lasciando Menlo Park in disaccordo con i vertici sulla gestione delle influenze russe.

Il 27 aprile è iniziato il rilascio di Zoom 5.0, la nuova versione dell’app che dovrebbe porre rimedio ai problemi emersi in queste settimane. Dal 30 marzo, senza l’aggiornamento non si potrà partecipare ai meeting. La novità più importante riguarda l’adozione della crittografia Gcm, più solida della precedente. Ci sono anche funzioni aggiuntive.

Gli ospiti di una conferenza possono segnalare un utente che non ha comportamenti appropriati e una squadra di revisori appurerà “ogni possibile abuso”. I “poteri” del gestore vengono ampliati. Avrà a disposizione una “sala d’attesa”, dove far accomodare gli utenti prima di consentire l’accesso alla conversazione. Potrà decidere la complessità delle password, “chiudere” l’accesso dopo l’inizio di una riunione, estromettere i partecipanti (che non potranno più rientrare) e chiedere una registrazione per verificare l’attendibilità degli utenti.  

Agi