Ecco i numeri di modello della famiglia Galaxy S22, un cambio di rotta per la prossima decade?

La presentazione della famiglia Galaxy S21 da parte di Samsung è ormai andata in archivio da diverso tempo, e a quanto pare i suoi dispositivi saranno gli unici top smartphone di quest’anno del marchio sudcoreano che non avranno lo schermo pieghevole. Questo perché il 2021 vedrà molto probabilmente la linea Galaxy Note prendersi una pausa dal mercato. Chi è interessato ad un nuovo top di gamma Samsung con display non pieghevole, dovrà quindi aspettare la serie Galaxy S22, sulla quale abbiamo alcune fresche novità.

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Stanno infatti iniziando a circolare sul web i nuovi numeri di modello degli smartphone della famiglia Galaxy S22. Le fonti indicano che ai vari Galaxy S22, Galaxy S22+ e Galaxy S22 Ultra (nomi per ora ancora provvisori) dovrebbero corrispondere i numeri di modello SM-S901x, SM-S906x e SM-S908x. I numeri di modello SM-G9xx di Samsung hanno debuttato con il Galaxy S5 (SM-G900x) e hanno resistito fino alla serie Galaxy S21 (SM-G991x, SM-G996x, e SM-G998x). Per il Galaxy S22, Samsung sembra aver però cambiato rotta, sostituendo la lettera G con una S e ricominciando con la gamma di numeri 9xx per la prossima decade di Galaxy S.

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Ecco i numeri di modello della famiglia Galaxy S22, un cambio di rotta per la prossima decade?

Alexa in eterno mutamento, ecco le ultime novità

AGI – Ci sono i Widget APL, disponibili nella Developer Preview, che consentono agli utenti di interagire con i contenuti dalla schermata iniziale del loro dispositivo. Ci sono le Alexa Shopping Actions (come aggiungi al carrello e acquista) che permettono di vendere prodotti da Amazon.it attraverso le skill. E poi anche la disponibilità delle Interactive Media Skill Components, che ridurranno il tempo necessario ai produttori di contenuti (radio, podcast e musica) per lanciare esperienze interattive su Alexa.

Sono alcune delle nuove funzionalità in arrivo su Alexa, l’assistente vocale di Amazon che può controllare fino 140 mila prodotti: in tutto sono più di 50, 30 per l’Italia e sono state presentate nel corso di Alexa Live, la terza conferenza annuale degli sviluppatori (nel mondo se ne contano più di 900 mila e hanno sviluppato più di 130 mila skill).

Alcune di queste skill sono dedicate agli sviluppatori, altre riguardano anche gli utenti. Alcune sono poi disponibili solo negli Stati Uniti (come la possibilità di dare ad Alexa una voce maschile, Ziggy).

Fare di piu, pensare di meno

“Gli sviluppatori e i produttori di dispositivi sono stati fondamentali per l’evoluzione di Alexa e saranno fondamentali per il futuro di tutta la nostra famiglia di dispositivi e servizi” ha dichiarato Jeff Blankenburg, Chief Evangelist Amazon Alexa. Per Blankenburg l’obiettivo di Alexa è “essere un assistente ambientale proattivo, personale e prevedibile” che permetta agli utenti “di fare di più e di pensare meno alla tecnologia”.

Smart home più facile

In chiave Smart Home Amazon ha sviluppato un ecosistema aperto. Supportando più protocolli per la casa intelligente, in questo modo, è più semplice per produttori di dispositivi e sviluppatori collaborare con Alexa e creare soluzioni innovative per i consumatori finali. Nell’ultimo anno e mezzo, Amazon e altri produttori leader di device per la casa intelligente, hanno sviluppato un nuovo protocollo di interoperabilità chiamato Matter.

L’obiettivo di questo standard è quello di rendere facile per gli utenti sapere che i loro dispositivi in casa sono compatibili con tutti i principali servizi vocali. Per i produttori di dispositivi, Matter ridurrà lo sforzo richiesto per realizzare un nuovo dispositivo Smart Home. I dispositivi della famiglia Echo saranno aggiornati per essere integrati con il sistema Matter.

Monetizzare

Tra le nuove funzionalità presentate c’è anche la possibilità per gli sviluppatori di consentire agli utenti di scoprire e utilizzare le loro skill. Gli sviluppatori possono utilizzare le Paid Skill per chiedere agli utenti il pagamento di una somma di denaro per accedere alle skill premium. 

Per rendere più semplice la programmazione delle skill, Amazon ha annunciato anche Alexa Skill Components, per dare la possibilità di sviluppare skill più velocemente, inserendole nei modelli vocali esistenti e nelle diverse librerie. Con gli Skill Components, si può sfruttare il proprio tempo per concentrarsi sugli aspetti unici delle skill, dedicando meno all’attività operativa di programmazione. Gli Skill Components sono strumenti pronti all’uso, facilmente integrabili nelle app vocali. 


Alexa in eterno mutamento, ecco le ultime novità

Ecco lo smartphone pieghevole di Xiaomi dal display Surround (foto)

Il settore degli smartphone pieghevoli di Xiaomi al momento può contare solo sul Mi MIX FOLD, anche se recentemente sono trapelati nuovi dettagli su un nuovo dispositivo di questo genere che vanta delle somiglianze con la prima generazione di Galaxy Z Flip, motivo per il quale viene per ora definito Xiaomi Mi MIX Flip. Però nelle fucine dell’azienda c’è ben altro in lavorazione sempre appartenente all’ambito dei pieghevoli, ma con delle caratteristiche particolari.

Infatti, sembrerebbe che Xiaomi stia progettando uno smartphone pieghevole con un display Surround, il cui brevetto è stato depositato a febbraio 2020 in Cina e pubblicato il 6 luglio 2021. Questo dispositivo è dotato di un ampio schermo che si piega verso l’interno e una volta completamente chiuso il pannello continua sul retro, circa fino a metà del corpo. Invece, al lato opposto del bordo Surround è presente una cornice che include il modulo fotografico.

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Ci si chiede a questo punto se Xiaomi concretizzerà mai questo suo smartphone, che in termini di grandezza display potrebbe assomigliare ad un tablet da aperto, mentre in versione compatta sarebbe comunque in grado di offrire agli utenti un pannello abbastanza grande.

Immagini

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Ecco lo smartphone pieghevole di Xiaomi dal display Surround (foto)

Ecco come funziona l’auto volante e perché non la vedremo mai sulle nostre strade

AGI – Quasi quarant’anni fa l’immaginazione di Ridley Scott faceva sfrecciare auto volanti nel cielo piovoso della Los Angeles di Blade Runner. Le vetture (senza ali) si alzavano agili in mezzo a strade affollate e trafficate e volavano tra i grattacieli per atterrare con altrettanta facilità ovunque fosse necessario.

Oggi l’auto volante è una realtà, ma è piuttosto lontana da quelle pilotate di Harrison Ford nel film. Innanzitutto perché ha le ali, ma soprattutto perché per decollare e atterrare ha bisogno di una pista. E difficilmente si può immaginare che possa avere un’intera porzione di autostrada per farlo con comodità.

Praticabilità a parte, AirCar è un ‘autoplano’ dotato di un motore BMW e funziona con il normale carburante disponibile in qualunque pompa di benzina. Il suo creatore, Stefan Klein, afferma che potrebbe volare per circa 1.000 km a un’altezza di 2.500 m e finora ha totalizzato 40 ore di volo.

Servono due minuti e 15 secondi per trasformarla da auto in aereo e quando non vola le ali si piegano lungo le fiancate. In volo, il veicolo raggiunge una velocità di crociera di 170 km/h. Può trasportare due persone, con un limite di peso combinato di 200 kg, ma a differenza dei prototipi di droni-taxi, non può decollare e atterrare verticalmente e richiede una pista.


Ecco come funziona l’auto volante e perché non la vedremo mai sulle nostre strade

Guide to Life, ecco il nuovo video promozionale dedicato alla seconda stagione di Trying

Apple ha rilasciato il nuovo promo dedicato alla seconda stagione di Trying, la sitcom in esclusiva sul servizio Apple TV+.

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Guide to Life, ecco il nuovo video promozionale dedicato alla seconda stagione di Trying

Alla scoperta di Galaxy Watch 4: ecco il suo design e colorazioni (foto) (aggiornato)

A partire dallo scorso Google I/O 2021 è cresciuta particolarmente l’attesa attorno alla prossima generazione di smartwatch Samsung, i Galaxy Watch 4, dato l’annuncio della partnership tra il gigante sudcoreano e Google in merito alla prossima versione di Wear OS.

Sembra infatti che i prossimi smartwatch di casa Samsung integreranno i frutti della collaborazione software tra Google e Samsung. Nelle ultime ore sono trapelati online, grazie al solito OnLeaks, i render che mostrerebbero il design ufficiale dei prossimi Galaxy Watch 4. Le immagini, che trovate nella galleria in basso, mostrano uno smartwatch con il profilo del quadrante in linea con quello del cinturino. Il quadrante rimane circolare, coerentemente alle generazioni precedenti di Galaxy Watch, e due pulsanti fisici sono disposti simmetricamente sul lato destro.

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Come di consueto dovrebbero arrivare due varianti di Galaxy Watch 4, una da 40 mm e una più grande da 44 mm. Il materiale di realizzazione scelto da Samsung sarebbe l’alluminio. Dalle immagini vediamo come anche il cinturino sia più integrato con il quadrante, rispetto ai modelli precedenti, come se Samsung volesse integrare in un’unica entità quadrante e cinturino.

Le immagini mostrano anche le possibili colorazioni di commercializzazione: saranno quattro, corrispondenti a Black, Silver, Green e Gold. Come accennato sopra, dal punto di vista software ci aspettiamo l’arrivo della nuova piattaforma realizzata da Samsung e Google, la quale potrebbe includere le peculiarità di Tizen OS e Wear OS.

Relativamente alla data di lancio ci aspettiamo che i nuovi Galaxy Watch 4 arriveranno il prossimo 28 giugno, durante l’evento virtuale che Samsung ha programmato nel contesto del Mobile World Congress di Barcellona.

Aggiornamento26/06/2021 ore 15:10

Abbiamo aggiornato l’articolo con le nuove immagini trapelate sul conto della nuova generazione di smartwatch Samsung, i Galaxy Watch 4 che vedremo ufficialmente dal prossimo 28 giugno. Le nuove immagini ci confermano il look degli smartwatch, così come le colorazioni intraviste in precedenza. Oltre alle quattro già viste, ci sarà anche una colorazione sull’arancione.

Stando ai nuovi dettagli trapelati, Samsung ha impiegato dei materiali di standard militare per realizzare i nuovi Galaxy Watch 4. Inoltre, sappiamo che questi saranno impermeabili fino a 5 atmosfere e avranno il GPS integrato.

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Alla scoperta di Galaxy Watch 4: ecco il suo design e colorazioni (foto) (aggiornato)

Tra Apple e Google: ecco Harmony Os, il nuovo ecosistema liquido di Huawei

È il primo ecosistema mobile a nascere oltre il duopolio Google-Apple. E adesso, con il lancio di nuovi dispositivi e del sistema operativo HarmonyOS 2, si capisce meglio come sarà: Huawei ha scelto di essere l’anello mancante tra i due americani.

Un ecosistema piantato nell’hardware, come Apple: con i nuovi smartphone, tablet e auricolari, arrivano anche gli schermi e c’è un cambio di passo negli smartwatch. Ma un ecosistema più aperto rispetto a quello della Mela, per dialogare con dispositivi intelligenti che non vengono fatti in casa, come forni e frigoriferi, e spingere l’IoT. L’Internet delle cose, d’altronde, supporta ed è supportato dall’altro grande business della società cinese, la connettività. Tutto si tiene.

Con il lancio globale si delinea così in modo più preciso la traccia che Huawei ha dato al suo percorso: 1 + 8 + N. Uno smartphone come hub principale, otto classi di dispositivi in stretta connessione (dai tablet agli speaker fino ai visori) e un numero imprecisato di servizi da sfruttare anche al di là degli hardware marchiati da Shenzhen.

Un ecosistema liquido

L’infornata di nuovi prodotti non è scindibile da HarmonyOS. Come ha sottolineato Andreas Zimmer, Head of Product Huawei CBG Europe, “il sistema operativo è legato all’hardware e l’ecosistema è legato al sistema operativo”.

Si tratta quindi di dispositivi “nativi”, cioè creati con in testa l’idea di funzionare bene con il quel software. E infatti questo lancio globale, in attesa di avere per le mani HarmonyOS (che arriverà nei prossimi mesi su un centinaio device), punta molto “sull’interazione multi-dispositivo”. Parla di un ambiente digitale com se fosse un “super dispositivo coeso e olistico”.

Il sistema operativo ha infatti un pannello di controllo che permette di gestire e collegare i device con un semplice trascinamento.Ad esempio, se si vuole guardare un film, basta aprire il Pannello di controllo e spostare l’icona del monitor su quella del telefono: il film passerà dal telefono alla tv. Stessa gestualità se si vuole passare dall’audio dello smartphone a quello degli auricolari, i FreeBuds.

A confermare l’integrazione c’è il “Multi-device Task Center”: in sostanza, permette di far funzionare le app su diversi dispositivi senza che siano installate singolarmente su ognuno di essi.

La porta aperta all’IoT

Come detto, l’ampia gamma di hardware e la spinta per sfruttare i vantaggi dell’integrazione di un ecosistema fluido ricordano l’approccio di Apple. Guardando all’IoT, però, Huawei si apre in maniera più simile al vecchio partner (Google-Adroid). Non che a Shenzhen vogliano creare versioni diverse del proprio sistema operativo per altri produttori. Ma HarmonyOS lascia una porta dell’ecosistema aperta, per far entrare i dispositivi IoT. Permette di collegare lo smartphone con elettrodomestici di alcuni marchi (come Midea e Haier). Basta appoggiare il telefono sul forno o collegarlo al frigo per gestire preparazioni e temperature.

Rispetto all’ultimo EMUI (il sistema operativo di Huawei basato su Android), HarmonyOS afferma di avere “migliorato la fluidità delle operazioni di sistema del 42%”: uno smartphone sarebbe quindi in grado di mantenere velocità di lettura e scrittura simili a quelle di un telefono appena acquistato anche dopo 36 mesi di utilizzo, anche quando lo spazio di archiviazione si riduce.

Watch 3 tra sport e salute

Huawei ha rimarcato il concetto di ecosistema anche con un corposo lancio di nuovi dispositivi. Il Watch 3 (anche in versione Pro) è il primo smartwatch nato con a bordo HarmonyOS. “È un prodotto premium, ma fac iamo un passo alla volta”, ha affermato Zimmer. Come a dire che non c’è l’obiettivo immediato di scavalcare i leader del segmento.

L’orologio supporta fino a 100 modalità di allenamento, monitora la temperatura, rileva le cadute (con allarme in automatico), ricorda l’assunzione di farmaci. Insomma: come altri smartwatch di ultime generazione, muove dal fitness e dal benessere per approdare alla salute e guardare alla medicina.

Dal punto di vista stilistico, il dispositivo è caratterizzato da un quadrante rotondo e da una corona girevole, che diventa il principale strumento di controllo. Oltre alla connettività e all’integrazione con gli altri prodotti, Huawei ha evidenziato la durata della batteria rispetto ai concorrenti: ul Watch 3 arriva a 3 giorni in modalità smart e 14 giorni in modalità ultra lunga (cioè con un risparmio della batteria spinto che limita alcune funzionalità). Il Watch 3 Pro (caratterizzato anche da materiali di maggior pregio rispetto al fratello minore) arriva a 5 giorni in modalità smart e 21 giorni in modalità ultra lunga.

Auricolari e tablet

Huawei ha anche lanciato la quarta versione degli auricolari senza fili (i FreeBuds), il nuovo tablet MatePad (anche inversione Pro) e i MateView, esordio nel campo dei monitor. I FreeBuds 4 hanno alleggerito il cofanetto caricabatterie del 20%, si sono dotati diuna tecnologia di cancellazione attiva del rumore più evoluta e sono passati da uno a due microfoni.

Si rinnova anche il tablet MatePad. La versione Pro è dotata di un display Oled da 12,6 pollici, con un rapporto schermo/corpo del 90%, il più alto sul mercato. Dotato dei chipset della serie Kirin 9000 (altro tassello fatto in casa Huawei), il tablet è accompagnata dalla seconda generazione di M-Pencil, con pennino rivestito in platino e 4.096 livelli di forza.

L’esordio nel settore dei monitor

Ultimi ma non ultimi, i due display MateView. Huawei esordisce nel mercato degli schermi stand-alone (cioè indipendenti da altri dispositivi). Indipendenti ma non divisi, visto che anche in questo caso si spinge sul concetto di ecosistema (si possono ad esempio collegare wireless con smartphone e pc, agendo sul pannello di controllo per “trasferire” video e altri contenuti).

“Con il lancio dei monitor della serie Mate, facciamo il nostro ingresso nel comparto dei monitor stand alone confermando la nostra vocazione all’integrazione e alla connessione senza soluzione di continuità”, ha commentato Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Huawei CBG Italia. Il MateView è un monitor dall’estetica più tradizionale, da 28,2 pollici con risoluzione 3840×2560. Il MateView GT è invece uno schermo curvo 21:9 pensato per i videogiochi: i suoi 34 pollici supportano una risoluzione di 3440×1440.  


Tra Apple e Google: ecco Harmony Os, il nuovo ecosistema liquido di Huawei

Backup gratuito su Google Foto: ecco per chi rimarrà disponibile

Si avvicina inesorabile la data del 1 giugno, quella in cui entreranno in vigore ufficialmente le modifiche apportate da Google in merito alla politica di gestione cloud di Google Foto. Il backup non sarà più illimitato, ma non per tutti.

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Ci saranno infatti alcuni utenti che continueranno a godere di tale privilegio. Si tratta dei proprietari di uno smartphone Pixel, andiamo a vedere le opzioni a disposizione in base al modello.

Google Pixel

I proprietari della prima generazione di Pixel sono i più fortunati in questo senso, perché saranno gli unici che continueranno a godere, idealmente per sempre, del backup illimitato e gratuito su Google Foto anche per i contenuti salvati a risoluzione originale.

Questo infatti era uno dei benefici concessi da Google al momento del lancio dei primi Pixel. Una condizione che dunque non può essere revocata nemmeno alla luce della nuova policy che sta per entrare in vigore.

Google Pixel 2

I possessori di Pixel 2 e Pixel 2 XL potranno godere del backup illimitato e gratuito, idealmente per sempre, su Foto per i contenuti salvati in Alta Qualità, che presto sarà rinominata Storage Saver. Il periodo per il backup illimitato e gratuito su Foto in qualità originale per questi dispositivi è scaduto lo scorso gennaio.

Google Pixel 3

I possessori di Pixel 3 e Pixel 3 XL godranno del backup illimitato e gratuito per i contenuti caricati in qualità originale su Foto fino al 31 gennaio 2022. Dopo questa data, il backup illimitato e gratuito varrà soltanto per i contenuti salvati in Alta Qualità.

Google Pixel 3a, Pixel 4, Pixel 4a, Pixel 5

I possessori di Google Pixel 3a / 3a XL, Pixel 4 / 4 XL, Pixel 4a / 4a 5G e Pixel 5 sono i più sfortunati tra i possessori di Pixel, in quanto potranno godere del backup illimitato e gratuito, idealmente per sempre, dei contenuti caricati in Alta Qualità su Google Foto.

I contenuti caricati in qualità originale contribuiranno a occupare spazio cloud sul proprio account Google.

Se non vi trovaste nei casi elencati sopra, dovrete necessariamente fare i conti con il backup non illimitato su Foto. In tal caso potete far riferimento al nostro articolo dove spieghiamo come usare al meglio Foto senza backup illimitato, andando a recuperare spazio dagli altri servizi Google.

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Backup gratuito su Google Foto: ecco per chi rimarrà disponibile

RedMagic annuncia il nuovo smartphone della serie 6: ecco il RedMagic 6R (foto)

RedMagic ha annunciato l’ultimo membro della famiglia RedMagic 6 Series, RedMagic 6R, lo smartphone che andrà ad affiancare il RedMagic 6 e 6 Pro e che racchiude prestazioni all’avanguardia per i giochi mobili con un design sottile e leggero.

RedMagic 6R – Caratteristiche tecniche

  • Display: 6,67″ (2400 x 1080 pixel) FHD+ OLED, 20:9, 144Hz refresh rate
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 888
  • GPU: Adreno 660
  • RAM: 6 GB/8 GB LPDDR4x
  • Storage interno: 128 GB/256 GB UFS3.1
  • Sistema operativo: RedMagic OS 4.0 basato Android 11
  • Fotocamera posteriore: 64 MP + 8 MP + 5 MP + 2 MP
  • Fotocamera anteriore: 16 MP
  • Audio: USB 3.1/NFC (Only GL)/Type-C earphone jack
  • Certificazioni: resistenza agli schizzi (IP53)
  • Connettività: Wi-Fi 6 (Wi-Fi 802.11 a / b / g / n / ac / ax, 2,4 GHz / 5 GH), 5G
  • Batteria: 4.200 mAh che supporta la ricarica rapida da 30 W

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RedMagic 6R eredita anche le migliori funzionalità di gioco elaborate da RedMagic. La frequenza di aggiornamento di 144 Hz e la frequenza di campionamento tattile di 360 Hz rendono il dispositivo estremamente reattivo, consentendo ai giocatori di giocare più velocemente e con maggiore precisione. Per quanto riguarda il raffreddamento, il raffreddamento a liquido VC e la tecnologia di dissipazione del calore al grafene sono sotto la scocca, che raffredda il telefono durante la riproduzione di giochi ad alta intensità grafica.

Uscita e prezzo

Il RedMagic 6R sarà venduto in Cina a partire da giugno:

  • RedMagic 6R 8 GB + 128 GB – 2.999 yuan (circa 385€)
  • RedMagic 6R 12 GB +256 GB – 3.299 yuan (circa 424€)

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Ecco come dare a Chrome un tocco di Android 12 (foto)

La nuova versione di Chrome per Android, il popolare browser web di Google, sembra includere un interessante numero di novità in fase di test. Dopo aver visto la novità per le news, andiamo a vedere come abilitare una piccola novità grafica.

La novità della quale parliamo ha il sapore di Android 12 e del Material You che caratterizza la sua interfaccia grafica. Come vedete dalle immagini in galleria, si tratta di un rinnovamento per le linee del menù contestuale del browser, in favore di bordi più arrotondati rispetto allo standard al quale siamo abituati con Chrome. Questi bordi così curvi sono estremamente coerenti con le linee del Material You che abbiamo visto con Android 12.

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Tutti coloro che hanno installato la versione 90 di Chrome per Android possono provare subito la novità grafica, abilitando il classico flag. Basterà recarsi al seguente indirizzo:

chrome://flags/#theme-refactor-android

Successivamente sarà necessario selezionare Enabled e procedere al riavvio del browser. Staremo a vedere se Google deciderà di implementare le nuove linee grafiche in pianta stabile sul suo Chrome.

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