Ecco perché EA vuole cambiare nome a FIFA

Negli ultimi giorni si è parlato del fatto che Electronic Arts potrebbe cambiare nome al suo popolarissimo gioco di calcio a partire dalla prossima edizione. Quindi potremmo non vedere mai FIFA 23, ma un ipotetico “EA Sports FC”, marchio registrato da EA a inizio mese. L’azienda finora non ha fornito elementi certi, ma ha solamente lasciato intravedere la sua probabile intenzione, senza fornire né certezze né spiegazioni se non una generica volontà di andare incontro alle richieste della community dando maggiore spazio ai movimenti calcistici di base e al calcio femminile.

Le probabili motivazioni che sono alla base di un cambiamento così radicale – almeno nella forma – sono state svelate dal New York Times il quale ha rivelato che la FIFA avrebbe chiesto ad EA un miliardo di dollari per il rinnovo della licenza d’uso del marchio per 4 anni. Non solo: la Federazione starebbe anche cercando di rimuovere l’esclusiva per l’uso del nome con l’intenzione di allargare le collaborazioni per esempio con Epic Games e Fortnite. In questo sembrerebbe che le richieste di EA vadano nella direzione opposta, l’azienda infatti vorrebbe ottenere i diritti per lo sfruttamento di tutto l’ecosistema legato al marchio FIFA, inclusi e-sport e prodotti digitali (come gli NFT).

Tutti questi elementi non vanno presi come oro colato, dal momento che la trattativa è tuttora in corso e le due parti stanno cercando di portare acqua al proprio mulino, visto il blocco a cui sono pervenuti. Come dichiarato da Peter Moore, ex-senio manager di EA, è la prima volta che la società lascia trapelare dettagli su una trattativa del genere, questo è un chiaro segnale. Inoltre è facile comprendere il disappunto di chi ha investito centinaia di milioni di dollari nel corso di molti anni per fare del nome FIFA un emblema dei videogiochi di calcio e ora vedrebbe tutto sfumare con un diretto rivale che solo grazie a una nuova licenza potrebbe godere di tutti gli sforzi fatti.

In ogni caso la decisione finale verrà presa entro la fine dell’anno, visto che l’attuale licenza scade dopo i mondiali di calcio in programma nel 2022 in Qatar. La richiesta economica della FIFA può sembrare elevata – di fatto corrisponde a circa il doppio di quanto concordato l’ultima volta – ma facendo due rapidi calcoli si tratta di 250 milioni di dollari all’anno per un franchise che è un caposaldo dell’intrattenimento videoludico. Non è un caso infatti che FIFA 22 occupi tutte e cinque le prime posizioni della classifica di vendite italiana (con le versioni per PS4, PS5, Xbox One, Nintendo Switch e Xbox Series X|S).

L’articolo Ecco perché EA vuole cambiare nome a FIFA sembra essere il primo su Smartworld.


Ecco perché EA vuole cambiare nome a FIFA

Google non è il vostro preferito quando dovete cercare news: ecco come vuole rimediare

La Ricerca Google non è il massimo quando si tratta di ricercare news dell’ultima ora, questo è praticamente un dato di fatto, lo sanno in tanti e lo sa anche Google. Per questo vuole rimediare con un progetto molto ambizioso.

Il progetto al quale sta lavorando Google si chiama Big Moments e ha lo scopo di rendere più appetibile la piattaforma di Ricerca Google quando si tratta di consultare news dell’ultima ora. In questo contesto Google non ha dimostrato di essere all’altezza dei suoi competitor: durante le prime settimane di pandemia Google è dovuta intervenire appositamente per mostrare prioritariamente le notizie divulgate da organi istituzionali, per evitare di alimentare isterismi e fake news.

Diventare più appetibile passa anche dal diventare più affidabile. Anche questo è ben chiaro a Google, la quale punta a rendere la sua piattaforma molto simile a Twitter, che nel campo delle news dell’ultima ora è leader. Il lavoro del team del progetto Big Moments si concentra su fatti avvenuti in passato, durante i quali gli algoritmi di presentazione delle news potevano fare meglio: si tratta di situazioni come le proteste Black Lives Matter e l’assalto al Campidoglio statunitense.

Il lavoro non è semplice, anche perché si deve sempre partire dal presupposto che Google non è un editore e non può svolgere tale mansione. La sua è una piattaforma che ospita contenuti. Il team di Big Moments sta comunque lavorando all’implementazione di algoritmi software per la scelta editoriale, i quali eviterebbero l’interazione umana.

Tra le novità alle quali sta lavorando Google nel settore delle news è la proposizione di aggiornamenti in tempo reale in merito a persone coinvolte in uno specifico evento. Questo funzionamento in tempo reale sarebbe già in fase di test, stando a quanto riportato dal The Information.

Al momento tutto rimane abbastanza sfumato, segno che Google non vuole lasciar trapelare molto finché non ha qualcosa di concreto in mano. Torneremo ad aggiornarvi non appena emergeranno ulteriori sviluppo sul progetto Big Moments. 

L’articolo Google non è il vostro preferito quando dovete cercare news: ecco come vuole rimediare sembra essere il primo su Smartworld.


Google non è il vostro preferito quando dovete cercare news: ecco come vuole rimediare

Ecco come avere un Bugatti al polso: lo smartwatch arriva su Indiegogo

Arrivano interessanti novità da Indiegogo, la popolare piattaforma di crowdfunding sulla quale abbiamo visto nel corso degli anni curiosi e validi progetti. È Bugatti, proprio la nota casa di automobili di lusso, a lanciare il nuovo progetto, il quale come protagonista uno smartwatch.

Lo smartwatch di Bugatti si chiama Bugatti Ceramique Edition One e potete averne un’anteprima osservando le immagini che trovate in galleria. Si tratta di uno smartwatch che punta moltissimo sul design e sui materiali di realizzazione. La cassa e la ghiera sono realizzate in ceramica, il vetro è protettivo è zaffiro, mentre il cinturino è in titanio e silicone.

Il retro della cassa, i pulsanti e l’attacco del cinturino sono anch’essi in titanio. Le immagini mostrano inoltre che lo smartwatch arriva in tre diverse varianti, differenti per la ghiera: una minimalista ed elegante, la seconda più appariscente e la terza sportiva. Le ghiere sono intercambiabili.

Andando più sul tecnico, lo smartwatch offre la resistenza all’acqua fino a 100 metri di profondità. Il display è un AMOLED con risoluzione 390 x 390 pixel, sotto la cassa troviamo un sensore PPG per la rilevazione della frequenza cardiaca, mentre la batteria promette un’autonomia fino a 14 giorni.

Dal punto di vista software troviamo diverse feature: rilevazione dei passi, misurazione dello stress, valutazione dei liquidi persi, esercizi per il rilassamento, monitoraggio del sonno, supporto all’interazione con le notifiche (WhatsApp, Facebook, email, Skype, Calendar e non solo), servizio di mappe e monitoraggio delle attività fisiche. Le watchface sono come prevedibile in gran numero.

Il sistema operativo dovrebbe essere proprietario e Bugatti ha già mostrato l’interfaccia utente dell’app dedicata per dispositivi mobili, la quale sarà compatibile con Android e iOS.

Lo smartwatch di Bugatti può essere finanziato a partire da 899 euro. Come spesso sottolineiamo, il finanziamento di un progetto di crowdfunding non equivale ad un acquisto, anche se in questo caso ci si avvicina parecchio. Bugatti promette ai finanziatori la consegna del prodotto a partire da marzo 2022. Trovate maggiori dettagli alla pagina dedicata su Indiegogo.

L’articolo Ecco come avere un Bugatti al polso: lo smartwatch arriva su Indiegogo sembra essere il primo su Mobileworld.


Ecco come avere un Bugatti al polso: lo smartwatch arriva su Indiegogo

Ecco quali app hanno guadagnato di più dal blackout di Facebook & co.

Il più lungo down della storia di Facebook, WhatsApp, Messenger e Instagram ha significato per molti un brusco cambiamento della routine online. Per alcuni è stata una serata di panico, per altri l’occasione di riprendere le attività lontano dallo schermo, mentre altri ancora hanno semplicemente cercato un alternativa per sfogare i loro bisogni sociali. Questi ultimi sono stati probabilmente la maggioranza visti i numeri fatti registrare dai rivali di Facebook & c. Stando ai dati riportati da Sensor Tower infatti, chi ha guadagnato di più dal blackout del 4 ottobre è stato Snapchat, che ha visto i propri utenti crescere del 23% rispetto alla settimana precedente.

Tra gli altri social gli utenti hanno aumentato il tempo passato su Twitter dell’11%, mentre su TikTok solo del 2%. Sorte analoga è capitata ad applicazioni di pura messaggistica come Telegram (+18%) e Signal (+15%). D’altro canto il rovescio della medaglia sono i numeri ovviamente negativi fatti registrare da Instagram (-38% di utenti connessi), WhatsApp (-25%), Facebook (-24%) e Messenger (-20%). Non bisogna pensare però che ciò sia il segnale di una cambiamento definitivo anzi, già in passato queste app hanno dimostrato di essere flessibili e di riuscire a recuperare rapidamente il terreno perduto.

Se invece che ragionare per tempo speso si analizza lo scenario per utenti attivi, le cifre si spostano, ma le posizioni rimangono sostanzialmente le stesse. Quindi, come potete osservare dal grafico qui sotto, le applicazioni rivali hanno tutte guadagnato terreno, ad eccezione di TikTok, che curiosamente cala dell’1% rispetto alla settimana precedente.

L’assenza dei social si è fatta sentire, ma come dicevamo potrebbe non avere conseguenze durature. Discorso diverso invece per le app di messaggistica che proprio lo scorso 4 ottobre hanno visto aumentare esponenzialmente i nuovi iscritti. Qui i dati preliminari di Sensor Tower mostrano un aumento improvviso con i nuovi utenti che su Signal si sono moltiplicati per 12 (da 74.000 il 3 ottobre a 881.000 il giorno dopo. Incrementi meno forti, ma sempre molto consistente sono stati registrati anche da Telegram (+530% equivalenti a 6,3 milioni di nuovi account) e Viber (+630%, passando da 137.000 installazioni a circa 1 milione in 24 ore).

I numeri della base rimangono comunque profondamente distanti: nonostante tutto WhatsApp raccoglie circa 6 miliardi di utenti in tutto il mondo, mentre Telegram e Signal rispettivamente sono arrivati solo a 1 miliardo e 113 milioni. L’analisi si conclude con una nota sul fatto che l’interesse innescato dal down potrebbe avere conseguenze inattese nelle prossime settimane/mesi, conseguenze che andranno analizzate nel tempo, ma che ancora non sono evidenti.

Iscriviti al Gruppo Facebook

Canale Telegram Offerte

L’articolo Ecco quali app hanno guadagnato di più dal blackout di Facebook & co. sembra essere il primo su Mobileworld.


Ecco quali app hanno guadagnato di più dal blackout di Facebook & co.

La OxygenOS 12 sta arrivando: ecco quali smartphone OnePlus la riceveranno

Android 12 è finalmente arrivato, e con esso sono pronte ad essere rilasciate le varie personalizzazioni dei produttori di smartphone: in particolare, OnePlus ha già rilasciato la versione beta della OxygenOS 12 per OnePlus 9 e 9 Pro, ma ovviamente questi non saranno gli unici smartphone dell’azienda a ricevere tale aggiornamento.

Come accennato, la OxygenOS 12, basata ovviamente sulla omonima versione di Android, è da poco disponibile in beta e ci vorrà sicuramente qualche settimana prima di vederla arrivare in versione stabile. OnePlus ha ufficializzato che l’update arriverà su un totale di 13 dispositivi, tra top di gamma e smartphone più economici come la serie Nord, anche se non è stata dichiarata alcuna data ufficiale.

Questa è la lista completa dei dispositivi che riceveranno al OxygenOS 12:

  • OnePlus 9
  • OnePlus 9 Pro
  • OnePlus 9R
  • OnePlus 8
  • OnePlus 8 Pro
  • OnePlus 8T
  • OnePlus 7
  • OnePlus 7 Pro
  • OnePlus 7T
  • OnePlus 7T Pro

 

  • OnePlus Nord 2
  • OnePlus Nord
  • OnePlus Nord CE

L’articolo La OxygenOS 12 sta arrivando: ecco quali smartphone OnePlus la riceveranno sembra essere il primo su Androidworld.


La OxygenOS 12 sta arrivando: ecco quali smartphone OnePlus la riceveranno

L’auto-reset dei permessi alle app sta arrivando per miliardi di Android: ecco i requisiti

A partire da Android 11 Google ha introdotto un’interessante quanto utile novità sul suo sistema operativo per dispositivo, la quale prevede il ripristino automatico dei permessi concessi alle app installate se queste non vengono usate dopo un certo intervallo di tempo.

Questo intervallo di tempo di inutilizzo che fa scattare automaticamente il ripristino dei permessi associati alle app è dell’ordine dei mesi. La scelta di Google è molto condivisibile ed è a favore della privacy degli utenti: se un’app non viene usata, allora non ha motivo di godere di permessi di accesso allo smartphone.

Le ultime novità condivise da Google riguardano però anche i dispositivi meno aggiornati. Tutti gli smartphone aggiornati almeno ad Android 6.0 riceveranno la feature che prevede il ripristino automatico dei permessi concessi alle app se queste non vengono usate.

Tutti i device con API aggiornate almeno al livello 23, ovvero quelle corrispondenti ad Android 6.0, avranno tale funzionalità abilitata di default. Sarà comunque possibile disabilitarla manualmente se lo smartphone è aggiornato alle API 29 o precedenti. La novità investirà dunque miliardi di smartphone a livello globale, coprendo la quasi totalità dei dispositivi Android in circolazione.

L’articolo L’auto-reset dei permessi alle app sta arrivando per miliardi di Android: ecco i requisiti sembra essere il primo su Androidworld.


L’auto-reset dei permessi alle app sta arrivando per miliardi di Android: ecco i requisiti

I messaggi a scomparsa programmata su WhatsApp si avvicinano, ecco quali opzioni saranno disponibili (foto)

Continua il lento percorso di avvicinamento dei messaggi a scomparsa programmata su WhatsApp. Oggi si aggiunge una nuova puntata alla serie di annunci, avvistamenti e notizie che sta circolando ormai da diverso tempo online e finalmente scopriamo come funzionerà e quali saranno i limiti temporali che si potranno impostare.

Specifichiamo che la funzione non è ancora disponibile, nemmeno per gli utenti iscritti al programma di beta testing, e che fino a che non verrà rilasciata ogni aspetto potrebbe cambiare. La schermata riportata a fine articolo appare comunque molto eloquente e spiega come, una volta attivata la modalità, le chat avranno una scadenza temporale oltre la quale i messaggi svaniranno.

LEGGI ANCHE: Chissà quando vedremo lo smartphone pieghevole economico di TCL

Le opzioni che si possono vedere sono 24 ore, 7 giorni o 90 giorni, oltre ovviamente a “mai”. La didascalia spiega inoltre che una volta attivata la funzione si applicherà solamente alle nuove conversazioni e non toccherà quelle già presenti. La schermata con il timer, parte delle impostazioni Privacy, è stata scovata nella versione 2.21.19.7 di WhatsApp Beta per Android, disponibile tramite Play Store. Continuate a seguirci per sapere quando questo lungo sogno, diventerà realtà.

GRUPPO FACEBOOK DI SMARTWORLD

CANALE TELEGRAM OFFERTE

L’articolo I messaggi a scomparsa programmata su WhatsApp si avvicinano, ecco quali opzioni saranno disponibili (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


I messaggi a scomparsa programmata su WhatsApp si avvicinano, ecco quali opzioni saranno disponibili (foto)

OPPO A11s: ecco come sarà il prossimo medio-gamma (foto) (aggiornato con specifiche)

OPPO è uno dei produttori di smartphone più attivi a livello globale, e da anni propone i suoi prodotti anche nel mercato italiano. Mentre prepara la ColorOS 12 con Android 12 per i suoi smartphone, la casa cinese è in procinto anche di lanciare un nuovo dispositivo.

Stiamo parlando di OPPO A11s, lo smartphone che vedete nelle immagini in galleria. Gli scatti sono stati condivisi dall’affidabile Evan Blass, e mostrano uno smartphone con tripla fotocamera posteriore completa di flash LED, incastonata in un modulo rettangolare, e accoppiata a un sensore per le impronte digitali. Anteriormente vediamo un display forato in alto a sinistra, per ospitare la singola fotocamera anteriore.

LEGGI ANCHE: Redmi 10, la recensione

Al momento non sono trapelati dettagli sulle ipotetiche specifiche tecniche del dispositivo., così come non sappiamo quando l’azienda ha intenzione di lanciare il nuovo OPPO A11s. Torneremo ad aggiornarvi appena ne sapremo di più.

Aggiornamento11/09/2021 ore 00:00

Dopo aver visto le prime immagini di OPPO A11s, è ora di scoprire qualcosa sulle presunte specifiche tecniche. Come riferito sempre dal solito Evan Blass:

  • Display: 6,5″ (1.600×720 pixel) con refresh rate a 90 Hz
  • Processore: Snapdragon 460
  • RAM: 4 / 8 GB
  • Storage interno: 64 / 128 GB
  • Fotocamera posteriore: 13 MP + 2 MP + 2 MP
  • Fotocamera anteriore: 8 MP
  • Batteria: 5.000 mAh
  • Sistema operativo: Android 10 con ColorOS 7.2
  • Colorazioni: Black, White

L’articolo OPPO A11s: ecco come sarà il prossimo medio-gamma (foto) (aggiornato con specifiche) sembra essere il primo su AndroidWorld.


OPPO A11s: ecco come sarà il prossimo medio-gamma (foto) (aggiornato con specifiche)

Ecco quali sono i giochi da mobile più di tendenza di questa estate (foto)

Lo studio di analisi Sensor Tower ha pubblicato i dati la classifica dei giochi più redditizi per dispositivi mobili nel mese di agosto. In vetta non ci sono sorprese: al comando c’è sempre la doppietta di Tencent formata da PUBG e Honor of Kings. Entrambi i titoli beneficiano soprattutto del supporto da parte degli utenti cinesi che rappresentano rispettivamente il 61,4% e il 95% del totale degli incassi dei due giochi.

È comunque interessante notare che PUBG nonostante macini primati da mesi, è cresciuto del 4,7% rispetto a agosto 2020 arrivando in questo mese a 270 milioni di dollari. Honor of Kings invece ha visto le sue entrate aumentare meno, con un +3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e 256,2 milioni di dollari racimolati nel mese appena terminato. Il resto della top 5 è composta da Genshin Impact di miHoYo, Fate/Grand Order di Aniplex (ritornato ai fasti per il suo sesto compleanno) e infine il sempre glorioso Pokémon GO di Niantic.

LEGGI ANCHE: Iniziamo a parlare di iPhone 14

A livello globale gli Stati Uniti rimangono il mercato più grande con 2,1 miliardi di dollari spesi dai suoi cittadini ad agosto, una cifra che corrisponde a quasi un terzo (28%) del mercato mondiale. Al secondo posto nella classifica per nazioni troviamo il Giappone con il 20,8% e poi la Cina (dove tra l’altro il Play Store di Google non esiste nemmeno) con il 17,5%. Qui sotto potete osservare la graduatoria completa divisa per piattaforma.

GRUPPO FACEBOOK DI SMARTWORLD

CANALE TELEGRAM OFFERTE

L’articolo Ecco quali sono i giochi da mobile più di tendenza di questa estate (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Ecco quali sono i giochi da mobile più di tendenza di questa estate (foto)