La nuova realme UI 4.0 verrà lanciata l’8 dicembre: ecco quali dispositivi verranno aggiornati

L’8 dicembre, in occasione della presentazione a livello globale di realme 10 Pro, verrà annunciata ufficialmente la nuova interfaccia utente dell’azienda, ovvero realme UI 4.0 basata su Android 13. L’obiettivo dell’update è quello di migliorare quattro aree chiave: design, interazione, fluidità e sicurezza, per fornire un’esperienza utente del tutto nuova.

Design

Per ovviare al problema rappresentato dall’elevato numero di app con cui interagiscono gli utenti, è stato progettato un set più intuitivo di icone così da orientarsi con immediatezza. La nuova interfaccia, quindi, adotterà un nuovo layout che raggruppa più informazioni, mentre gli utenti potranno ottimizzare il centro di controllo in stile scheda per ottenere rapidamente le info principali. Verranno offerte, infine, anche wallpaper floreale e orologio con riflessi d’ombra.

Interazione

Realme UI 4.0 è caratterizzata da alcune interessanti informazioni come la musica smart AOD. Ad esempio, quando l’utente caricherà una canzone su Spotify sarà possibile vedere il lettore musicale senza sbloccare il telefono. Inoltre, il telefono suggerirà 4 playlist e toccando due volte l’AOD, il lettore si trasformerà in un pannello interattivo. L’inedita interfaccia adotterà anche le Bitmoji, che potranno mostrare il comportamento e lo stato dell’utente nel mondo reale per offrire più divertimento.

Fluidità

Debutta il nuovo Dynamic Computing Engine che aumenta le prestazioni complessive e riduce il consumo energetico, offrendo agli utenti un’esperienza fluida e duratura. Le prestazioni complessive sono state migliorate del 10% mentre la durata della batteria durante il gioco è aumentata del 4,7%. Inoltre, la società ha ottimizzato le animazioni con il Quantum Animation Engine 4.0, implementato per fornire un’esperienza più intuitiva mentre si passa da un’applicazione all’altra. Non manco miglioramenti ai layout adattivi con nuove funzionalità, come il nuovo Waterfall Content Self-Adaption

Sicurezza e privacy

È stato adottato un nuovo strumento per la privacy, ovvero Private Safe basato su Advanced Encryption Standard (AES). Tra l’altro, la nuova interfaccia 0 è dotato di una nuova funzione chiamata “Auto Pixelate” con cui gli utenti possono pixelare automaticamente le informazioni con un semplice clic attraverso screenshot presi da app di messaggistica istantanea come Whatsapp e Messenger, evitando di svelare informazioni personali.

Infine, prima del rilascio ufficiale di realme UI 4.0, l’azienda ha lanciato il progetto realme widget UI Co-Creation 2022 per spingere i fan e i designer di tutto il mondo a sviluppare design interattivi e innovativi per realme UI 4.0. Il progetto ha ricevuto più di 1.500 proposte da 15 Paesi in tutto il mondo. Le idee selezionate saranno svelate in occasione del prossimo evento di lancio di realme 10 Pro, l’8 dicembre.

I modelli che verranno aggiornati:

  • novembre 2022:
    • realme GT 2 Pro
  • dicembre 2022:
    • realme GT 2 Pro
    • realme GT Neo 3
    • realme GT Neo 3 150W
    • realme GT Neo 3T
    • realme 9 Pro+
    • realme 9 Pro
    • realme 9i 5G
  • gennaio 2023:
    • realme 9 5G
    • realme GT
    • realme narzo 50 Pro 5G
    • realme narzo 50 5G
  • febbraio 2023:
    • realme GT Neo 2
    • realme X7 MAX
    • realme 8 5G
    • realme Narzo 30 5G
  • marzo 2023:
    • realme GT Master Edition

 

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La nuova realme UI 4.0 verrà lanciata l’8 dicembre: ecco quali dispositivi verranno aggiornati

Vacanze di Natale in ville o casali, ecco l’ultima tendenza last minute

AGI – Villeggiare in villa. Magari a Capodanno, per cominciare a farci l’abitudine. Anche se i segnali di un avvio di tendenza non mancano, specie in vista delle prossime quanto imminenti vacanze natalizie, tra un mese o poco più.

Si stanno proponendo sempre più sul mercato immobiliare ville e casali di pregio, visto che i rispettivi proprietari hanno deciso di aprirle all’affitto breve anche fronteggiare il caro bollette e i tanti rincari dell’ultimo periodo.

La tendenza dice che tra chi sceglie di passare le festività natalizie in una dimora “da sogno”, la permanenza media “si attesta su 5 notti a soggiorno con prenotazioni che coinvolgono in media 12 persone per vere e proprie “reunion familiari”, anche se non mancano i gruppi delle coppie e quelli dei giovani che vogliono evadere specie nei giorni di transizione d’anno.

Secondo le prime rilevazioni di settore, gli italiani sarebbero in cima alla lista di quanti scelgono questa soluzione turistica: 38% dei residenti al Nord, 50% al Centro, 12% al Sud. Lazio e Lombardia sono le principali regioni di provenienza mentre le mete preferite puntano su Toscana, Umbria e Liguria. Il motivo di vacanze comuni in villa o nei casali? “Voglia di condivisione”, tra comfort rassicuranti come un camino a legna, ampi saloni e soggiorni attrezzati con ludici come sale biliardo, calciobalilla, spa.  

“La villa sta diventando sempre di più la destinazione e il luogo ideale dove costruire ricordi unici, quelli legati alle festività del Natale o Capodanno”, commenta Giammarco Bisogno, Fondatore e Ceo di Emma Villas srl. “Si tratta di strutture con standard qualitativi alti: campi da tennis, aree benessere, sale hobby, a disposizione esclusiva del gruppo di ospiti e che consentono di accogliere famiglie o piccoli gruppi nella massima sicurezza e privacy. Ecco perché queste tipologie di residenze sono sempre più scelte come luogo dove trascorrere le vacanze. Un trend positivo già registrato quest’estate, malgrado le preoccupazioni dovute ai rincari”.

Se si pensa che nel solo ponte di Ognissanti – quattro giorni uno di seguito all’altro – si sono spostati 10 milioni e 535 mila connazionali, ben di più saranno quelli che si spostano tra Santo Stefano e l’1 gennaio, specie dopo un’estate in cui s’è riscontrato un raddoppio delle prenotazioni totali di ville e casali di pregio sul 2021, si fa notare.

Si tratta di un mercato della “vacanza breve” per il quale potrebbe optare una gran parte degli italiani che si sta organizzando tra Natale e Capodanno: per questo periodo, infatti, almeno un 80% delle prenotazioni proviene proprio dall’Italia e, stando alle prime proiezioni, 4 turisti su 5 sono proprio italiani.

Ma quanto potrebbe costare una vacanza simie? Si calcola che l’affitto d’una villa o d’una tenuta di pregio per le festività può aggirarsi sui 3.400 euro, un costo che si fa più accessibile se suddiviso tra più ospiti, a seconda dei posti letto disponibili. Ma in genere per un budget che oscilla tra i 250 e i 500 euro a persona.

Tendenza dell’ultima ora per soggiorni brevi, cotti e mangiati.


Vacanze di Natale in ville o casali, ecco l’ultima tendenza last minute

Volete personalizzare il vostro OnePlus? Ecco gli sfondi ufficiali di OnePlus 10T Genshin Impact Edition

Arrivano delle interessanti novità per quanto riguarda gli appassionati di personalizzazione su smartphone Android, in particolare per coloro che sono attratti dal mondo di Genshin Impact.

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OnePlus ha infatti lanciato per il mercato cinese una variante molto particolare di OnePlus 10T, il suo modello di gamma alta che conosciamo bene anche in Italia, ovvero quella dedicata a Genshin Impact.

Sembra praticamente certo che il nuovo OnePlus 10T Genshin Impact Edition non arriverà mai ufficialmente nel mercato italiano, ma questo non significa che possiamo averne un assaggio. Grazie a XDA abbiamo modo di scaricare gli sfondi e le suonerie ufficiali del nuovo dispositivo.

Le immagini che trovate nella galleria in basso vi foniscono un’anteprima degli sfondi appena estratti dal nuovo modello OnePlus, e vi mostrano anche il design del nuovo smartphone.

Il pacchetto di contenuti appena estratti da OnePlus 10T Genshin Impact Edition include suonerie, sfondi statici, sfondi animati, personalizzazioni per l’Always On Display e l’animazione di avvio. Insomma, un bel bundle di contenuti personalizzati a tema Genshin Impact.

A questo indirizzo trovate il link per scaricare il pacchetto completo dei contenuti appena menzionati. Sarà necessario acquisire i permessi di root per applicare le personalizzazione all’Always On e l’animazione di avvio del sistema. Suonerie e sfondi sono invece disponibili anche ai dispositivi che non godono dei permessi di root.

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Volete personalizzare il vostro OnePlus? Ecco gli sfondi ufficiali di OnePlus 10T Genshin Impact Edition

Xiaomi 13 potrebbe essere lanciato come Xiaomi 14: ecco le prime specifiche

Xiaomi è pronta a lanciare la sua nuova serie di smartphone di punta in Cina. La società, infatti, ha già confermato che i nuovi modelli avranno delle specifiche tecniche di primo livello, a partire dalla presenza del nuovo processore di Qualcomm, lo Snapdragon 8 Gen 2. Per quanto riguarda la denominazione degli inediti dispositivi, ancora nessuna novità, anche se ci si aspetta che si chiameranno “Xiaomi 14” (saltando, dunque, la “serie 13”).

Il lancio, invece, sarebbe stato previsto nel mese di dicembre 2022 (in Europa ad inizio 2023), mentre su “3C” sono apparse alcune caratteristiche di un modello identificato col numero di modello “2211133C” (dovrebbe essere il modello “standard”). Questo dispositivo avrà al massimo 12 GB di RAM, Snapdragon 8 Gen 2 con clock a 3,2 GHz, mentre il software si baserà sulla MIUI 14 (Android 13). Le fotocamere – inserite in un modulo di forma quadrata – saranno tre, tra cui il sensore principale da 50 MP. Il display avrà una diagonale da 6,2″ con risoluzione FullHD+, con refresh rate a 120 Hz.

La batteria, infine, sarà da 5.000 mAh con supporto alla ricarica rapida da 67 W. Sempre lato ricarica, alcune indiscrezioni in passato suggerirono l’ipotesi che la variante “Pro” avesse supportato il supporto alla ricarica rapida da 120 W, la ricarica wireless da 50 W e la ricarica wireless inversa da 10 W (a riguardo, però, non c’è ancora nessuna conferma). In ogni caso al debutto della nuova serie di Xiaomi dovrebbe mancare poco, almeno in Cina. Quindi ancora un po’ di pazienza da parte degli utenti e tutto verrà rivelato.

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Xiaomi 13 potrebbe essere lanciato come Xiaomi 14: ecco le prime specifiche

La serie Galaxy Tab S8 festeggia: ecco Android 13 e One UI 5.0

Continua senza sosta la campagna di aggiornamenti di Samsung, che si conferma come il produttore Android più costante e solerte nel supporto software

Dopo le serie Galaxy S22 e pieghevoli 2022, le serie Galaxyy S20, S21 e Note 20 e i Galaxy A53 5G, ora è la volta dei tablet del gigante coreano, la serie Galaxy Tab S8 (qui la nostra recensione di Galaxy Tab S8 Ultra), che a fine agosto avevano ricevuto Android 12L con One UI 4.1.1. Vediamo tutte le novità.

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Aggiornamento Android 13 e One UI 5.0: le novità

L’aggiornamento di Android 13 e One UI 5.0 porta

  • una nuova interfaccia utente
  • la funzione Tavolozza dei colori
  • i widget impilabili (ne abbiamo parlato qui)
  • icone delle app più grandi nell’area delle notifich
  • interruttori di impostazione rapida ottimizzati
  • effetti traslucidi nell’area delle notifiche
  • animazioni e transizioni più fluide
  • possibilità di impostare la lingua per app (per le app di supporto)
  • app Samsung migliorate
    • Nuovo design per l’app Fotocamera, ora più semplice
    • L’interfaccia di Samsung Dex è stata migliorata
    • Samsung Gallery, Samsung Internet, Samsung My Files e altre app stock hanno ricevuto nuove funzionalità
    • Gli editor di immagini e video integrati hanno ricevuto miiglioramenti
  • maggiori impostazioni di accessibilità
  • OCR (riconoscimento del testo) per tutto il sistema, il che consente alle app Fotocamera e Galleria di acquisire il testo dalle immagini. Anche la tastiera Samsung può aprire la fotocamera e acquisire testo da quanto viene mostrato in diretta
  • Come abbiamo già visto, le Routine Bixby sono diventate Modi & Routine, che comprendono routine preimpostate, mentre sia Bixby che Modi & Routine hanno ricevuto nuove funzioni e opzioni che consentono una gestione più capillare delle notifiche (in modo simile a iOS)
  • Nuovi emoji, coppie di emoji, emoji animati ed emoji AR
  • Nuova sezione Privacy e sicurezza semplificata
  • Nuovo menu Dispositivi connessi
  • Nuovi gesti multitasking
  • Migliorate prestazioni di ricerca all’interno delle app stock e dell’interfaccia utente One
  • RAM Plus (la funzione di espansione della RAM virtuale) può essere personalizzato o disattivato
  • Nuovo menu dettagliato di diagnostica Wi-Fi

Inoltre l’aggiornamento, oltre a offrire prestazioni migliori, porta le patch di sicurezza di novembre 2022 che risolvono quasi quattro dozzine di vulnerabilità di privacy e sicurezza negli smartphone e tablet Galaxy.

Aggiornamento Android 13 e One UI 5.0: chi lo sta ricevendo

Al momento, l’aggiornamento stabile di Android 13 (One UI 5.0) è disponibile in europa solo per i modelli 5G del Galaxy Tab S8. Queste le versioni firmware:

  • Galaxy Tab S8: X706BXXU2BVK4
  • Galaxy Tab S8+: X806BXXU2BVK4
  • Galaxy Tab S8 Ultra: X906BXXU2BVK4

Aggiornamento Android 13 e One UI 5.0: come installarlo

Per verificare la presenza del nuovo aggiornamento, in caso non vi sia stato indicato come notifica, fate come segue:

  1. Accedete a Impostazioni (abbassate due volte la tendina delle notifiche e toccate l’icona a forma di ingranaggio)
  2. Selezionate Aggiornamento software
  3. Toccate Scarica e installa

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La serie Galaxy Tab S8 festeggia: ecco Android 13 e One UI 5.0

Ecco Sparrow, il magazziniere robot di Amazon che riconosce i prodotti

AGI – Nel laboratorio di robotica di Amazon alla periferia di Boston, Massachusetts, il nuovissimo automa dell’azienda “Sparrow” seleziona gli articoli da spedire ai clienti, mostrando destrezza simile a una mano umana. È il robot più avanzato del gigante dell’e-commerce e potrebbe presto fare il lavoro delle centinaia di migliaia di dipendenti Amazon che smistano e inviano cinque miliardi di pacchi all’anno.

Lo sviluppo di “Sparrow” e di altri robot come “Robin” e “Cardinal” stanno alimentando i timori che i magazzini di Amazon un giorno saranno gestiti da macchine, portando a enormi licenziamenti.

Il capo della robotica di Amazon, Tye Brady, minimizza tali preoccupazioni, che sono state espresse dai sindacati. “Non sono macchine che sostituiscono le persone”, dice ai giornalisti durante un tour del laboratorio, aperto a Westborough nell’ottobre dello scorso anno. “In realtà sono macchine e persone che lavorano insieme per collaborare per svolgere un lavoro”.

Dotato di telecamere e tubi cilindrici, Sparrow può rilevare e selezionare con successo un singolo articolo da milioni di prodotti di diverse forme e dimensioni. Aspira delicatamente gli oggetti che arrivano su un nastro trasportatore e li distribuisce nell’apposito cestello davanti ad esso utilizzando il suo braccio robotico.

Robin e Cardinal possono reindirizzare solo interi pacchi, rendendo Sparrow il primo robot di Amazon in grado di gestire singoli prodotti. “Data la varietà di materiali che abbiamo nei nostri magazzini, Sparrow è un risultato significativo”, afferma Brady.

Le creazioni libereranno i dipendenti da compiti ripetitivi per concentrarsi su attività “più gratificanti e interessanti” mentre “miglioreranno la sicurezza”, insiste Brady. L’obiettivo di Amazon è garantire che trascorra il minor tempo possibile tra il momento in cui un cliente ordina un articolo e il momento in cui arriva alla sua porta.

Sempre sul fronte dell’automazione, Amazon entro la fine di quest’anno inizierà a consegnare con droni pacchi fino a due kg, in meno di un’ora dai magazzini di Lockeford, California e College Station, Texas.

L’azienda punta a consegnare 500 milioni di pacchi tramite le macchine volanti entro la fine del decennio, anche nelle principali città degli Stati Uniti come Boston, Atlanta e Seattle.

Secondo Joe Quinlivan, vicepresidente di Amazon Robotics, circa il 75% dei cinque miliardi di ordini annuali di Amazon viene gestito a un certo punto da un robot. Però, gli studi suggeriscono che il passaggio ai robot nell’e-commerce non porterà a massicce perdite di posti di lavoro, a breve e medio termine, a causa dell’enorme crescita della domanda.

Tuttavia, uno studio del 2019 del Labor Center dell’Università della California a Berkeley ha avvertito che mentre alcune tecnologie possono alleviare le ardue attività di magazzino, potrebbero anche contribuire ad aumentare il “carico di lavoro e il ritmo di lavoro”.

I ricercatori hanno aggiunto che i progressi tecnologici potrebbero anche contribuire a “nuovi metodi di monitoraggio dei lavoratori” e hanno citato il videogioco MissionRacer di Amazon “che mette i lavoratori l’uno contro l’altro per assemblare gli ordini dei clienti più velocemente”.

Dal proprio canto, Amazon risponde che la sua innovazione ha generato più di un milione di posti di lavoro e 700 nuove categorie di lavoro, principalmente nell’ingegneria altamente specializzata, ma anche come tecnici e operatori. “Penso davvero che ciò che faremo nei prossimi cinque anni farà impallidire tutto ciò che abbiamo fatto negli ultimi dieci anni”, afferma Quinlivan.


Ecco Sparrow, il magazziniere robot di Amazon che riconosce i prodotti

Ecco perché Pixel 7 Pro potrebbe rompersi

Pochi giorni fa, il test di resistenza di Pixel 7 Pro da parte di JerryRigEverything non ci ha lasciato un’impressione particolare. Sì, il premium phone dell’anno (qui trovate la nostra recensione) non si è spezzato in due, ma ne è uscito piuttosto malconcio, rivelando una grave debolezza strutturale e una preoccupante propensione ai graffi del blocco fotocamere posteriore.

Ora il sempre agguerritissimo Zack Nelson, spinto dalla curiosità di individuare il punto critico del telefono di Google, ha effettuato il teardown del dispositivo. Vediamo cosa ha scoperto.

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Seguendo la procedura standard, lo YouTuber ha applicato calore allo schermo per ammorbidire l’adesivo e poterlo aprire con una ventosa e taglierino. Come per Pixel 6 Pro, lo schermo presenta un bordo protettivo in plastica che non deve essere separato, pena la rottura del pannello. A differenza del predecessore, però, il connettore dello schermo non è fissato da viti, quindi può essere rimosso più facilmente, un plus per la riparabilità.

Successivamente, Zack osserva altre somiglianze con il precedente top di Google, come l’adesivo in grafite per la dispersione del calore e la piastra centrale a forma di C che corre lungo la batteria, in questo caso però con una differenza fondamentale.

Ed è questo il punto nevralgico. Questa piastra nel Pixel 7 Pro non si estende oltre il blocco fotocamere come nel predecessore, ma si interrompe, rendendo la linea dell’antenna appena sotto suddetto blocco il punto debole del telefono, come abbiamo visto nel test di resistenza. La piastra in sé non è molto dura, ma probabilmente fissata con le viti consente la necessaria rigidità alla struttura, e presenta gli indicatori di ingresso dei liquidi.

A questo punto lo YouTuber passa alla batteria, che è fissata allo stesso modo del Pixel 6 Pro, con non troppa colla, che dovrebbe essere sciolta con alcol isopropilico prima di sollevare la batteria tramite le due strisce plastiche disponibili. Un altro punto a favore della riparabilità.

Senza la batteria, Zack può smontare il blocco degli obiettivi, rivelando che quello periscopico è in effetti dotato di stabilizzazione ottica dell’immagine grazie a piccole bobine elettromagnetiche. 

È arrivato il momento della scheda madre, che rivela la pasta termica e il piatto in rame per la dispersione termica del SoC e la porta USB saldata, circondata da un bell’anello di gomma blu.

Da notare anche la guida metallica che tiene in posizione la scheda madre, enorme, e gli altoparlanti, di dimensioni generose e dotati di anelli in gomma colorati per l’impermeabilità in linea con lo stile (interno) del telefono.

Alla fine Nelson rimette tutto al proprio posto, ma non c’è modo di sapere se è riuscito a riassemblarlo con successo, visto che all’inizio aveva rotto lo schermo. Almeno abbiamo scoperto il motivo della debolezza strutturale del telefono, e viene da chiedersi perché Google abbia fatto questa scelta. Forse per motivi di spazio? Qui sotto potete vedere il video completo.

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Ecco perché Pixel 7 Pro potrebbe rompersi

Ecco le fotocamere di Galaxy S23 Ultra: 200 MP e tante promesse

Samsung si prepara a nuove importanti novità per il mercato smartphone a livello globale, visto che il produttore sudcoreano sta preparando i suoi top di gamma che verranno lanciati all’inizio del prossimo anno.

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Parliamo ovviamente dei tre modelli di Galaxy S23, per i quali apprendiamo continuamente nuovi dettagli grazie ai vari rumor che emergono in rete. Dopo gli ultimi dettagli trapelati sulla presunta data di lancio, andiamo a vedere cosa aspettarci dalla fotocamera di Galaxy S23 Ultra.

S23 Ultra sarà il modello più performante della serie top di gamma Samsung. E il suo comparto fotografico sarà uno dei suoi fiori all’occhiello, come ormai accade sempre per i flagship Android. Grazie al noto leaker Yogesh Brar siamo in grado di capire cosa includerà il suo comparto fotografico.

Il sensore principale della fotocamera posteriore di Galaxy S23 Ultra sarà in grado di scattare a ben 200 megapixel. Questo sarà accoppiato a un sensore teleobiettivo periscopico da 10 megapixel in grado di realizzare un zoom 10x. Poi troveremo un secondo teleobiettivo da 10 megapixel con zoom 3x e un quarto sensore grandangolare da 12 megapixel.

Insomma, la novità principale rispetto a quanto visto su Galaxy S22 Ultra consisterà nel sensore principale da 200 megapixel. Questo componente sarà l’ISOCELL HP2 realizzato e prodotto da Samsung. Staremo a vedere come si comporterà sul campo.

Vi ricordiamo che il lancio ufficiale dei nuovi Galaxy S23 di Samsung dovrebbe avvenire entro fine gennaio 2023, o al massimo per febbraio 2023. Torneremo ad aggiornarvi appena ne sapremo di più sul periodo di lancio.

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Ecco le fotocamere di Galaxy S23 Ultra: 200 MP e tante promesse

Ecco il Pixel 2 che ci avrebbe fatto sognare

Sono ormai diversi anni che Google si dimostra particolarmente attiva e presente nel settore degli smartphone Android con i suoi Pixel, giunti ormai alla settima generazione e che possono competere anche nel settore dei medio-gamma.

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I più appassionati ricorderanno con affetto i Pixel 2, la generazione che ha segnato l’ingresso dei Pixel anche nel mercato italiano. E proprio a proposito dei Pixel 2 emergono online interessanti dettagli su come sarebbero potuti arrivare sul mercato.

Le immagini che trovate nella galleria in basso mostrano un Pixel 2 molto particolare, un modello che in realtà Google non ha mai realmente lanciato sul mercato. Si tratta infatti di un Pixel 2 in grado di supportare il riconoscimento dell’iride per l’autenticazione biometrica. Una funzionalità che avrebbe riscosso sicuramente successo nel 2017 quando i Pixel 2 sono stati lanciati sul mercato.

Le immagini mostrano come la scansione dell’iride sarebbe dovuta essere completata tramite il sensore della fotocamera anteriore. Si sarebbe trattato di un sensore a infrarossi, diverso da quello che troviamo convenzionalmente sulle fotocamere anteriori degli smartphone. 

Anche se l’avesse lanciato, Google non si sarebbe comunque guadagnata il primato sul mercato visto che già altri modelli Android con scansione dell’iride erano proposti sul mercato. Infatti alcuni modelli di Lumia 950 di Microsoft, il Samsung Galaxy Note 7 e la serie Galaxy S8 di Samsung già proponevano questo tipo di autenticazione biometrica.

Non sappiamo perché Google ha rinunciato al lancio di questo modello di Pixel 2. Fateci sapere se a voi sarebbe piaciuto. In questo contesto vi ricordiamo anche il nostro approfondimento sui metodi di autenticazione biometrica, soprattutto riguardante il riconoscimento dell’impronta digitale.

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Ecco il Pixel 2 che ci avrebbe fatto sognare

Ecco il primo screenshot del Google Play Store per tablet in arrivo nel 2023

Google è pronta a puntare con decisione sui tablet e provare, così, a recuperare terreno rispetto agli iPad, uno dei prodotti di punta di Apple. Oltre all’arrivo del Pixel Tablet, il colosso di Mountain View sembra intenzionato a rivoluzionare il suo Play Store in modo tale da renderlo pienamente funzionale su un dispositivo con uno schermo più ampio rispetto a quello di uno smartphone. Secondo queste indiscrezioni, l’update dovrebbe arrivare durante il 2023.

Nello specifico, grazie ad uno screenshot proveniente direttamente dal blog sviluppatori di Android, possiamo individuare qualche dettaglio in più circa il nuovo progetto di Google. Ad un primo sguardo, si può notare che verrà attuata una vera riprogettazione della pagina “Giochi”, che presenterà un layout differente rispetto al passato, comprendendo anche le descrizioni delle app e gli screenshot visualizzabili sulla schermata principale. A riguardo, così come affermato nel post, l’azienda ha dichiarato che attraverso questa nuova “veste” punta a migliorare la visibilità delle applicazioni presenti nello store ed a supportare in maniera più efficiente gli utenti durante la scelta su quale app installare. Tra l’altro, per sollecitare gli sviluppatori a sfruttare al 100% la nuova interfaccia, Google ha anche pubblicato una serie di linee guida sulla qualità dei contenuti. In particolare, sono evidenziati dei criteri che aiuteranno gli sviluppatori a trarre il massimo dall’inedito formato.

Le novità, però, non si esauriscono qui. L’azienda, infatti, ha annunciato anche che ora gli sviluppatori potranno aggiungere fino ad otto screenshot in formato 16:9 sul Play Store per Chromebook. Infine, Google ha fornito dei consigli sulle immagini create, come ad esempio non includere schermate ruotate in maniera impropria.

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Ecco il primo screenshot del Google Play Store per tablet in arrivo nel 2023

“Black & Blues: The Colorful Ballad of Louis Armstrong”, ecco il primo trailer

Diamo uno sguardo al primo trailer del documentario su Louis Armstrong che arriverà presto su Apple TV+.

Link all’articolo originale: “Black & Blues: The Colorful Ballad of Louis Armstrong”, ecco il primo trailer


“Black & Blues: The Colorful Ballad of Louis Armstrong”, ecco il primo trailer

L’archivio delle app del Play Store inizia a funzionare: ecco come

Google fa sentire la sua presenza nel settore smartphone e tablet anche grazie alle sue app e servizi per Android e iOS. Proprio in questo contesto è appena emersa un’interessante novità per il Play Store su Android.

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La novità alla quale ci riferiamo è stata annunciata in realtà diversi mesi fa, e consiste nell’archivio delle app per il Play Store. Nelle ultime ore alcuni utenti hanno scovato la possibilità di usare nella pratica la funzionalità.

Il breve video che trovate proprio qui in basso mostra la funzionalità all’opera. In linea teorica ogni singola app Android può essere archiviata tramite il nuovo strumento del Play Store. Nella pratica, almeno per il momento, soltanto l’app Google News.

L’accesso all’archiviazione delle singole app avviene tramite il menù contestuale associato all’app in questione. Una volta archiviata l’app si vedrà un’animazione che conferma l’avvenuta operazione e l’indicazione sullo spazio risparmiato grazie all’archiviazione dell’app stessa.

Tutte le app archiviate sono consultabili nella sezione apposita del Play Store, la quale si trova all’interno della sezione Gestione app e dispositivi, proprio come vedete dagli screenshot in fondo a questo articolo.

Al momento non abbiamo ancora ricevuto la nuova funzionalità, quindi è anche probabile che Google la stia testando su utenti specifici. Fateci sapere se invece è arrivata dalle vostre parti. Ci aspettiamo che nel breve verrà estesa anche alle altre app.

Rimanendo in tema tecnologia, vi ricordiamo invece che oggi è l’ultimo giorno per le offerte esclusive del Prime Day. Trovate tutti i dettagli sulle migliori offerte alla pagina dedicata con il pulsante qui in basso.

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L’archivio delle app del Play Store inizia a funzionare: ecco come