Android Auto: ecco il toggle per la modalità notte (finalmente!)

Sin dal suo debutto, Android Auto è in grado di controllare lo stato di accensione dei fari del veicolo in modo tale da impostare la modalità giorno o notte per le app di navigazione a seconda se i fari sono spenti o accesi. Di fatto, uno dei requisiti per la certificazione di un’automobile al protocollo di connessione di Android Auto è il controllo di alcuni parametri della vettura, e tra questi vi è proprio lo stato dell’illuminazione esterna del veicolo.

Una funzione molto basilare e abbastanza scontata per la maggior parte degli utenti ma che, purtroppo, nel corso del tempo ha creato alcuni grattacapi. Il primo problema di questa funzionalità è sorto in concomitanza con l’uscita di Android 10: a partire da questa versione del sistema operativo è infatti stata integrata la modalità scura di sistema, ma tale modalità non è andata d’amore e d’accordo con Android Auto, o meglio, ci è andata troppo d’amore e d’accordo poiché la modalità chiara o scura di Android Auto era perfettamente concorde con la modalità chiara o scura di Android.

Questo comportamento faceva sì, ad esempio, che un uso di Android Auto in pieno giorno facesse disattivare la modalità scura sullo schermo del telefono. O ancora, provare a cambiare il tema da chiaro a scuro dalle impostazioni del telefono aveva una ripercussione anche su Android Auto. Certo, non rappresentava un vero e proprio problema (visto che il telefono, teoricamente, dovrebbe non essere usato) ma era un fastidio per chi è abituato ad avere lo smartphone in modalità chiara o scura e lo ritrovava in maniera diversa dal “normale” durante l’uso di Android Auto.

Tuttavia questa accordanza tra tema sul telefono e tema su Android Auto era una vera e propria manna dal cielo per gli utenti di autoradio aftermarket. Spesso nel montaggio di quest’ultime capita di non effettuare un cablaggio perfetto lasciando il sensore dello stato delle luci scollegato e un veloce trucco per avere le mappe in modalità giorno o notte era quello di programmare la modalità scura di sistema in base all’orario, o semplicemente attivarla manualmente e il gioco era fatto. Ma Google dal suo canto ha ritenuto opportuno rendere il tema di Android Auto indipendente dal tema impostato sul telefono e lo stratagemma che prima funzionava senza problemi, a partire da Dicembre 2020, non ha più effetto, costringendo di fatto all’uso della modalità giorno per l’intera durata della sessione.

Ci sono due ironie in tutto questo racconto: la prima è che, a partire da Android 10, Android Auto è diventata un’app di sistema; la seconda è che ci sarebbe un’opzione nelle opzioni sviluppatore dell’app, ma da quando le due modalità sono indipendenti tra loro, nella pratica non funziona più. O meglio: è possibile solo forzare una modalità tra giorno o notte, perennemente.

La buona notizia è che a partire da Android Auto 6.3, è stata finalmente creata un’impostazione ad hoc per il cambio della modalità delle mappe. C’è voluto del tempo, decisamente troppo, ma grazie a questa funzione sarà finalmente possibile controllare quando Android Auto deve andare in modalità chiara o scura direttamente dallo schermo dell’automobile e senza il bisogno di riavvio dell’app. Questa funzione non si ottiene semplicemente aggiornando l’app ma è un’attivazione che avverrà via server e noi l’abbiamo attivata in modalità manuale e portata in anteprima esclsuiva a voi. Non ci è dato sapere quando (e se) arriverà in maniera globale ma siamo senz’altro contenti di vederla in azione (screenshot in galleria).

E voi rientrate tra le persone che hanno avuto problemi con la modalità giorno/notte di Android Auto? Aspettavate questa funzione? Fatecelo sapere nei commenti e nel nostro gruppo Facebook Android Auto Italia.

L’articolo Android Auto: ecco il toggle per la modalità notte (finalmente!) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Android Auto: ecco il toggle per la modalità notte (finalmente!)

Giornata della Terra e Giornata internazionale del Ballo, ecco le sfide attività di aprile

Nel mese di aprile saranno disponibili due nuove sfide attività da aggiungere alla vostra collezione

Link all’articolo originale: Giornata della Terra e Giornata internazionale del Ballo, ecco le sfide attività di aprile


Giornata della Terra e Giornata internazionale del Ballo, ecco le sfide attività di aprile

Stadia Savepoint di marzo: ecco cosa è cambiato in questo mese sulla piattaforma di Google

Come ogni mese, Google ha pubblicato il recap di marzo per quanto riguarda la sua piattaforma di cloud gaming Stadia. Le novità sono state molte: a partire dall’arrivo di FIFA 21 e Saints Row: The Third sul servizio fino al bundle che coinvolge Resident Evil Village.

LEGGI ANCHE: Apple Arcade si arricchisce di 30 nuovi giochi

Andando con ordine, questa è la lista dei titoli che sono arrivati su Stadia in questo mese:

  • AVICII INVECTOR
  • Crayta – Alien Conspiracy Battle Pass
  • DIRT 5
  • Disco Elysium: The Final Cut
  • Dragon Quest XI S: Echoes of an Elusive Age – Definitive Edition
  • FIFA 21
  • HITMAN – Free Starter Pack
  • Immortals Fenyx Rising – Myths of the Eastern Realm
  • It came from space and ate our brains
  • Kaze and the Wild Masks
  • Killer Queen Black
  • Monster Jam Steel Titans 2
  • Murder by Numbers
  • Nanotale – Typing ChroniclesPixelJunk Raiders
  • Saints Row: The Third Remastered
  • Terraria
  • Trine 4: The Nightmare Prince

Da notare l’introduzione di un titolo gratuito, sia per utenti base che Pro, ovvero Hitman 3: Starter Pack, che si aggiunge agli altri giochi gratis già presenti, cioè Destiny 2, Super Bomberman R Online e Crayta: Starter Edition.

Corposa anche la lista dei giochi annunciati nel mese di marzo e che arriveranno su Stadia durante il corso dell’anno:

  • Blue Fire
  • Life is Strange Remastered Collection
  • Resident Evil Village
  • Resident Evil 7 biohazard Gold Edition
  • Ys IX: Monstrum Nox
  • Ys VIII: Lacrimosa of DANA
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III

L’articolo Stadia Savepoint di marzo: ecco cosa è cambiato in questo mese sulla piattaforma di Google sembra essere il primo su AndroidWorld.


Stadia Savepoint di marzo: ecco cosa è cambiato in questo mese sulla piattaforma di Google

Ecco quella che potrebbe essere la scaletta di rilascio di HarmonyOS per gli smartphone Huawei

Ogni giorno che passa, il lancio del nuovo sistema operativo proprietario HarmonyOS (Hongmeng OS) di Huawei sembra essere più vicino. Le notizie circolanti parlano di novità nel mese di aprile, ma ancora non è chiaro quale possa essere la roadmap di aggiornamento dei dispositivi esistenti. Huawei P50 dovrebbe essere il primo smartphone commercializzato direttamente con a bordo HarmonyOS, ma dopo di lui chi ci sarà? Negli ultimi giorni è emersa quella che potrebbe essere una scaletta di update degli smartphone Huawei.

LEGGI ANCHE: Redmi Note 10 diventa uno smartphone foldable in questo test di resistenza

Dopo le prime due fasi di beta testing che hanno interessato gli sviluppatori, è probabile che se ne apra una terza prima di iniziare il programma di beta pubblica per i consumatori. Tuttavia, una nuova fuga di notizie espone quello che presumibilmente dovrebbe essere il piano di Huawei per il primo lotto di rilascio di HarmonyOS. Il leak apparso su Weibo elenca infatti i seguenti modelli:

  • Huawei Mate X2
  • Huawei Mate 40
  • Huawei Mate 40 Pro
  • Huawei Mate 40 Pro+
  • Huawei P40
  • Huawei P40 Pro
  • Huawei P40 Pro+

Sempre nella stessa immagine emergono altre informazioni secondo le quali l’azienda farà uscire HarmonyOS prima per i dispositivi dotati di EMUI 11 e Magic UI 4, ma le tempistiche del rollout per questi smartphone dipenderanno dal loro chipset, e avverrà probabilmente in ordine decrescente di potenza. Sembra invece confermato che tutti i telefoni Huawei e Honor con SoC Kirin riceveranno HarmonyOS ad eccezione ovviamente dell’Honor V40 che è stato rilasciato dopo la scissione delle due aziende.

L’articolo Ecco quella che potrebbe essere la scaletta di rilascio di HarmonyOS per gli smartphone Huawei sembra essere il primo su AndroidWorld.


Ecco quella che potrebbe essere la scaletta di rilascio di HarmonyOS per gli smartphone Huawei

La famiglia Vivo X60 detiene un primato assoluto in tema fotografico, ecco quale (foto)

Vivo è una delle azienda cinese produttrici di smartphone che più è attiva nell’ultimo periodo, e sta preparando il lancio della sua nuova serie di top di gamma, la famiglia Vivo X60.

Alla fine dello scorso anno Vivo si è lanciata ufficialmente nel mercato italiano, pertanto i dispositivi che sta preparando ci interessano da vicino. Nelle ultime ore sono trapelati interessanti novità sulla serie Vivo X60, che includerà un modello standard, Vivo X60 Pro e X60 Pro+, che già conosciamo dopo il lancio avvenuto per il mercato cinese. Tra pochi giorni tali dispositivi debutteranno a livello globale e arriveranno con una novità assoluta per il settore smartphone, che riguarda il comparto fotografico.

LEGGI ANCHE: Vivo X51, la recensione

La novità consisterà nell’implementazione della tecnica chiamata pixel shift per il comparto fotografico. Questo algoritmo è già usato in macchine fotografiche DSLR ma finora non è mai stato implementato su smartphone. Le immagini che vedete in galleria mostrano brevemente in cosa consiste e perché sarebbe migliore delle attuali tecniche impiegate dagli altri smartphone: finora infatti le fotocamere degli smartphone si sono basate sul pattern Bayer, per il quale ogni pixel include una matrice di sotto pixel in grado di essere sensibili a un solo colore, non equamente ripartiti tra verde, blu e rosso (perché l’occhio umano è più sensibile al verde), una procedura che implica delle imperfezioni perché per colmare i gap che vedete tra sotto pixel è necessaria un’interpolazione software.

Pertanto, quanto scattato dalle attuali fotocamere degli smartphone è frutto anche di interpolazione, non per forza sempre corrispondente all’immagine reale. La serie Vivo X60 invece potrà contare sul pixel shift: questo implica appunto uno shift, sia in senso verticale che in senso orizzontale, della matrice di sotto pixel in modo da non dover ricorrere all’interpolazione per realizzare digitalmente l’immagine che “vede” il sensore. Per farlo è necessario che lo smartphone scatti più foto della stessa scena, rapidamente in modo che l’utente non avverta tale procedura.

Vivo ancora non ha condiviso i dettagli sulla nuova tecnica che ha implementato sui suoi X60, ma i risultati dovrebbero corrispondere a degli scatti con maggiori dettagli e tonalità maggiormente fedeli. Qui sotto trovate un esempio della resa del pixel shift sulla Alpha 7R IV di Sony.

L’articolo La famiglia Vivo X60 detiene un primato assoluto in tema fotografico, ecco quale (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


La famiglia Vivo X60 detiene un primato assoluto in tema fotografico, ecco quale (foto)

Curiosi di vedere i miglioramenti fotografici di OnePlus 9 Pro? Ecco i suoi primi scatti (foto)

Sappiamo ormai tutto quello che riguarda la nuova famiglia OnePlus 9 che verrà presentata tra qualche giorno, e le specifiche che maggiormente hanno incuriosito gli utenti sono quelle legate al nuovo comparto fotografico sviluppato in collaborazione con il brand svedese Hasselblad.

LEGGI ANCHE: Sarebbe meglio se la nuova app di Google Pay non arrivasse in Italia

Finora potevamo solo immaginarci i miglioramenti ottenuti in termini di qualità fotografica, ma adesso grazie al profilo Twitter @techdroider possiamo ammirarli con i nostri occhi. Sono infatti emerse oltre 20 foto campione scattate proprio dalle fotocamere del OnePlus 9 Pro, che abbiamo raccolto nella galleria sottostante. Pensate che il tanto atteso miglioramento delle prestazioni fotografiche sia avvenuto? Fatecelo sapere nei commenti.

L’articolo Curiosi di vedere i miglioramenti fotografici di OnePlus 9 Pro? Ecco i suoi primi scatti (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Curiosi di vedere i miglioramenti fotografici di OnePlus 9 Pro? Ecco i suoi primi scatti (foto)

Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

Don Turner ricopre il ruolo di Android Developer Relations Engineer all’interno di Google e ha recentemente rilasciato un post sul blog Android Developers nel quale aggiorna il mondo sui risultati ottenuti grazie al lavoro sulla latenza audio effettuato negli ultimi quattro anni.

LEGGI ANCHE: Google non si ferma: Pixel Buds e Pixel 5a

Le azioni intraprese unite ad una rinnovata attenzione da parte dei produttori di dispositivi hanno infatti permesso infatti di ottenere miglioramenti significativi, portando la latenza media degli smartphone Android più popolari sotto ai 40ms. Questo valore rientra pienamente all’interno della gamma richiesta per le applicazioni in tempo reale.

Solamente nel 2017 la differenza tra il minimo ed il massimo valore di latenza dei dispositivi più popolari era di 222ms. Confrontando questo dato con quello della lista del 2021 l’intervallo si è ridotto a soli 28ms, fornendo un’esperienza audio superiore nonostante la presenza di smartphone di diversi OEM. Le informazioni riportate fanno riferimento alla latenza audio “andata e ritorno” che include ingresso audio, elaborazione e output audio. Per ottenere invece la latenza “tap-to-tone”, che include il tocco dello schermo per  l’emissione del suono, vanno aggiunti 15ms alle latenze visibili nei grafici a fondo articolo. L’obiettivo a lungo termine per gli ingegneri del suono Android resta comunque quello di raggiungere i soli 10ms di latenza “andata e ritorno”.

 

L’articolo Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

Ecco come risolvere il dilemma del curriculum: la risposta è Curriculify (foto)

migliori app android lavoro produttività

Una delle attività fondamentali quando si cerca lavoro fa rima con curriculum, il mezzo che spesso può aprire le porte giuste al mondo del lavoro dopo gli studi. Il curriculum dunque riveste un’importanza rilevante, è essenzialmente la prima interfaccia tra l’aspirante lavoratore e chi deciderà l’assunzione, e per questo deve essere sviluppato nel miglior modo possibile. Probabilmente avrete sentito diversi pareri in merito alla strutturazione di un curriculum, e quindi saprete che uno dei principali aspetti da evitare è la creazione di un curriculum poco originale e poco personale. In questo contesto abbiamo provato Curriculify, un’app molto interessante che si pone l’obiettivo di sviluppare il curriculum personale senza scadere nella banalità.

Tante personalizzazioni, proprio dove servono

Curriculify è un’app relativamente semplice e leggere da installare. Al primo accesso non verranno richiesti particolari permessi speciali per funzionare. Come vedete dai primi screenshot presenti nella galleria in basso, al primo accesso si potrà eseguire il login tramite un proprio account personale, opzione che aprirà le porte alla possibilità di sincronizzare i contenuti generati in locale e nuove opzioni di personalizzazione. Molto apprezzata, soprattutto di questi tempi, la sezione di avvio dedicata alla protezione dei dati personali.

L’app prevede una sezione principale che include tutte le personalizzazioni applicabili al curriculum in fase di generazione. È possibile personalizzare il layout del documento secondo diversi standard, il font e la tonalità principale. Poi si passa all’inserimento delle informazioni personali, divisi in informazioni demografiche, esperienze di studi, certificati e esperienze professionali. Ogni opzione include delle sotto-opzioni di personalizzazione, e pertanto sarà molto difficile non poter aggiungere il desiderato dettagli di informazione.

Oltre alla possibilità di personalizzare il proprio curriculum è presente anche un’interessante sezione per la ricerca di posti di lavoro in base a semplici parole chiave, sicuramente nulla di rivoluzionario ma uno strumento in più integrato nel posto giusto. Oltre alla personalizzazione di base è poi possibile aggiungere immagini, firme e tradurre il documento in altre lingue.

Alla fine della generazione si potrà esportare il curriculum in formato PDF, condividerlo o salvarlo. È bene considerare che il modello personalizzato rimarrà a disposizione dell’utente, in modo da poterlo aggiornare o modificare in un secondo momento. Alcune funzionalità sono riservate agli utenti che creeranno un profilo sull’app, rispetto a quelli che hanno effettuato l’accesso come ospite. Altre funzionalità invece saranno disponibili esclusivamente per coloro che sottoscriveranno un abbonamento alla versione Pro dell’app.

Download gratuito e acquisti in-app

Curriculify è disponibile al download gratuito sul Play Store. L’app in versione free prevede degli annunci pubblicitari, non particolarmente invasivi e frequenti, e l’accesso limitato alle personalizzazioni a disposizione. Sempre all’interno dell’app sarà possibile creare un proprio account, per sbloccare parte delle esclusive, e sottoscrivere la versione Pro per sbloccarle tutte. Qui sotto trovate il badge di download dal Play Store.

L’articolo Ecco come risolvere il dilemma del curriculum: la risposta è Curriculify (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Ecco come risolvere il dilemma del curriculum: la risposta è Curriculify (foto)

La demo di Outriders è disponibile per tutti da domani! Ecco perché vale la pena provarla (video)

È passato poco più di un anno da quando Square Enix rivelò l’arrivo di Outriders con un trailer a febbraio 2020, ma ora finalmente l’attesa è finita: da domani 25 febbraio sarà possibile provare la demo giocabile. Si tratta di un’anteprima davvero golosa per due motivi: primo, è totalmente gratuita; secondo, mette a disposizione dei giocatori non scampoli e brandelli, ma il gioco intero!

Ovviamente non saranno disponibili tutti i contenuti, ma soltanto una parte, anche se abbondante e comunque più che sufficiente per farsi un’idea di cosa ci aspetta dal primo aprile. Gli interessati avranno a disposizione tutto il primo capitolo della campagna per circa 3 ore di gameplay. Un altro vantaggio per  chi deciderà di partecipare alla demo è che tutti i progressi verranno mantenuti quando si acquisterà la versione completa del gioco (che tra l’altro prevede l’upgrade gratuito alle console di nuova generazione).

LEGGI ANCHE: Salta a data da destinarsi la patch 1.2 di Cyberpunk 2077

Se ancora non siete convinti potete guardare i 7 minuti del primo video qui sotto, che vi forniranno altre valide ragioni per non perdere l’occasione. Se invece volete approfondire alcuni aspetti più tecnici nello sviluppo, soprattutto per quanto riguarda la versione per PC, potete gustarvi il quinto broadcast di Outriders andato in diretta qualche ora fa su YouTube.

L’appuntamento è quindi fissato a domani 25 febbraio 2021 alle 18:00 su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X | S, Xbox One, Steam e GeForce Now. Come dicevamo, la versione completa del gioco sarà pubblicata il primo aprile e sbarcherà anche su Epic Store e Google Stadia, nel frattempo potete trovare maggiori informazioni sul sito ufficiale.

L’articolo La demo di Outriders è disponibile per tutti da domani! Ecco perché vale la pena provarla (video) sembra essere il primo su AndroidWorld.


La demo di Outriders è disponibile per tutti da domani! Ecco perché vale la pena provarla (video)

WindTre: ecco i premi e concorsi WinDay pensati per questa settimana

Nuova settimana e nuovo giro di premi con WinDay, il programma di fedeltà gratuito che offre ai clienti iscritti sconti e regali vari per ogni giorno della settimana.

Con il WinMartedì è previsto il Music Quiz, il gioco in cui indovinare tutte le canzoni permette ai partecipanti di vincere fino a 3.000€ in ricariche o sconti in fattura. Per WinMecoledì invece è stato indetto un concorso a premi con in palio 3 bici elettriche Urban Living Integra Fantic Moto.

LEGGI ANCHE: Parliamo di giochi da tavolo (bis) – Podcast

Continuando sulla strada dei concorsi, il giovedì toccherà al WinQuiz e Giga Quiz.

  • WinQuiz: vincita fino a 3.000€ in ricariche o sconti in fattura. Per aggiudicarsi il premio bisognerà rispondere correttamente a nove diverse domande a risposta multipla entro un tempo limite;
  • Giga Quiz: disponibile per i soli clienti ricaricabili che abbiano attivato preventivamente l’opzione denominata 100 GIGA FAST. Saranno premiati i primi 2.000 partecipanti più veloci nel rispondere ai novi quesiti con le seguenti opzioni:
    • WinDay 1000 – 1000 Giga di traffico dati aggiuntivo validi per 6 giorni (oltre a questa offerta il primo classificato si aggiudicherà anche un Samsung Galaxy S21 5G da 128 GB)
    • WinDay 100 – 100 Giga validi per 6 giorni)

In occasione del venerdì, WindTre mette a disposizione sconti sul Crazy Store. Infine, per il fine settimana con l’iniziativa “WinCinema in streaming a casa tua”, i clienti potranno guardare un film gratuito in streaming su CHILI. Ricordiamo che la domenica ci sarà anche il Quiz Special Edition, riproposto con un montepremi pari a 2.000€.

L’articolo WindTre: ecco i premi e concorsi WinDay pensati per questa settimana sembra essere il primo su AndroidWorld.


WindTre: ecco i premi e concorsi WinDay pensati per questa settimana

Samsung è pronta al lancio di Galaxy A72, ecco come sarà (foto)

Samsung ha in programma il lancio di alcune nuove versioni dei suoi smartphone dalla serie Galaxy A. Tra questi, oltre al Galaxy A52, troviamo anche il Galaxy A72 di cui sono emersi dati e immagini ufficiali. Sarà un dispositivo di fascia media che dovrebbe avere una variante con connettività 5G, elementi di design che ricordano la serie S e prezzi a partire da 449 euro.

LEGGI ANCHE: Facebook sta costruendo il suo smartwatch

Il Samsung Galaxy A72 avrà un display SuperAMOLED da 6,7 pollici (2400×1080 pixel) in formato 20:9 con refresh rate fino a 90 Hz. Il lettore di impronte digitali si troverà direttamente sotto allo schermo, che avrà anche un piccolo foro posizionato in alto al centro dentro il quale sarà ospitata la fotocamera frontale da 32 megapixel. Le quattro fotocamere sul retro, di cui la principale potrà contare su 64 megapixel e maggiore dettaglio grazie al binning dei pixel, troveranno alloggio in un modulo ridisegnato. Le altre tre fotocamere dovrebbero essere una zoom da 8 megapixel, una grandangolare da 12 megapixel e una macro da 2 megapixel.

Il successore di Galaxy A71 avrà a disposizione un processore Qualcomm Snapdragon 720G, Octacore con clock fino a 2,3 GHz. La RAM varierà a seconda del modello, che potrà contare su 6 o 8 GB, mentre la memoria interna sarà di 128 o 256 GB, espandibili con scheda di memoria. Ad alimentare il tutto troviamo una batteria da 5000 mAh, che potrà essere ricaricata rapidamente utilizzando la porta USB Type-C. Nonostante la presenza del jack da 3,5mm per le cuffie e lo slot per la scheda MicroSD, il dispositivo con back cover in plastica sarà certificato come impermeabile IP67. Infine, questo Galaxy A72 sarà lanciato con a bordo Android 11, ovviamente personalizzato da Samsung con la One UI.

L’articolo Samsung è pronta al lancio di Galaxy A72, ecco come sarà (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Samsung è pronta al lancio di Galaxy A72, ecco come sarà (foto)

Ecco le prime immagini di LG W41: il top di gamma che forse non vedremo mai dal vivo (foto)

A dispetto delle ultime notizie trapelate online che indicavano un ipotetico addio di LG al mercato smartphone, arrivano nuovi dettagli su uno dei prossimi dispositivi che potrebbe lanciare il produttore sudcoreano.

Il dispositivo che vediamo ritratto nel render presente nella galleria in basso si chiama LG W41: anteriormente vediamo un display forato centralmente mentre sul retro vediamo un modulo fotografico con quattro sensori, dei quali il principale scatterebbe a una risoluzione pari a 48 megapixel. Sempre sul retro, vediamo anche un sensore d’impronte digitali.

LEGGI ANCHE: Samsung Galaxy S21+, la recensione

La serie di smartphone LG W viene storicamente venduta nella gamma alta del mercato smartphone indiano. Pertanto ci aspettiamo che anche questo LG W41 non calchi mai i campi dei mercati europei.

L’articolo Ecco le prime immagini di LG W41: il top di gamma che forse non vedremo mai dal vivo (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Ecco le prime immagini di LG W41: il top di gamma che forse non vedremo mai dal vivo (foto)

Google Assistant su Windows, Linux e macOS? Ora è possibile, ecco come installarlo (foto)

Google Assistant, l’assistente vocale intelligente di BigG è presente su tantissime tipologie di prodotto, ma non ovunque. I grandi assenti all’appello sono i PC, a meno che non si parli di Chromebook con Chrome OS. Il progetto del quale vi parliamo intende colmare questa lacuna.

È infatti possibile installare Google Assistant su PC Windows, Linux e macOS, chiaramente in via non ufficiale visto che Google propone Assistant esclusivamente per PC Chrome OS. Il progetto è presente su GitHub e si avvale delle API per sviluppatori di Assistant. Pertanto, il processo di installazione non è così immediato: sarà necessario effettuare l’accesso con un account Google Cloud, anche se di prova gratuita, e poi completare l’installazione in circa trenta passaggi.

Quella che vedete nell’immagine qui in alto è proprio l’interfaccia di Assistant su PC Windows, con il pulsante per avviare l’ascolto vocale in basso a sinistra. Il client propone una serie di opzioni per personalizzare l’assistente vocale, tra le quali vediamo la possibilità di scegliere il tema dell’interfaccia, abilitare la modalità di conversazione continua e associare la sua attivazione a una scorciatoia da tastiera.

La finestra dei risultati di ricerca è regolabile, mentre i risultati sono interfacciabili con Google Foto quando si tratta di risultati di immagini. Gli screenshot qui sotto mostrano come tutto il design dell’interfaccia sia fedele allo stile Google.

Tra i punti critici sono stati rilevati le limitazioni nel contesto di gestione dei dispositivi connessi in casa, in tal caso è molto più agevole usare Assistant in via ufficiale da smart display. Inoltre, diversi servizi di terze parti, come Netflix e Spotify risultano irraggiungibili tramite Assistant da PC, così come le routine sembrano funzionare a singhiozzo.

L’installazione del client per PC di Google Assistant è spiegata passo dopo passo alla pagina dedicata al progetto su GitHub. Ribadiamo che attualmente sono disponibili le versioni per Windows, Linux e macOS.

Al link presente qui sotto trovate tutti i dettagli del caso.

Client non ufficiale di Google Assistant per PC | Download e guida

L’articolo Google Assistant su Windows, Linux e macOS? Ora è possibile, ecco come installarlo (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Google Assistant su Windows, Linux e macOS? Ora è possibile, ecco come installarlo (foto)