L’Intelligenza artificiale governerà gli elettrodomestici e ci farà risparmiare sulla bolletta

AGI – Le tecnologie di Intelligenza Artificiale applicate alla casa possono essere la chiave per un approccio più sostenibile e meno dispendioso con i consumi. Sullo sfondo l’aumento del prezzo dell’energia, quasi decuplicato nel 2022 rispetto a gennaio 2021. Che fare? Connettere gli elettrodomestici, creare un ecosistema casalingo (e anche più esteso), che ci permetta di scegliere come e quando utilizzare in modo più ragionato, economico e sostenibile una lavatrice, una lavastoviglie, una pompa di calore. 

Una lavatrice in classe A odierna, rispetto ad una vecchia classe A consente di risparmiare fino a 130 euro all’anno e fino a 200 euro rispetto alle classi D che sono ancora largamente installate in Italia. Questi dati si riferiscono a costi energetici normali ormai superati, considerando i costi attuali il risparmio è quasi duplicato.

Valutando le lavastoviglie il risparmio supera il 75 % mettendo a confronto un’odierna classe A con una classe D, anche in questo caso la più diffusa nel mercato nazionale. Un esempio ancora più concreto? Una famiglia tipo che effettua 6-7 cicli a settimana può arrivare a risparmiare fino a 250 euro all’anno”. 

Ne abbiamo parlato con Gianpiero Morbello, Head of Brand & IOT di Haier Europe, divisione europea della multinazionale cinese degli elettrodomestici: tra i marchi del gruppo Candy, Haier e Hoover (10% di quota di mercato in Europa). La società, che dichiara 5 milioni di elettrodomestici connessi, ha appena stretto accordi con Hive Power e Edison Energia. Obiettivo, “fornire contratti elettrici ottimizzati per i clienti in grado di far risparmiare in bolletta”.

Parliamo di efficientamento dei consumi energetici. In che modo e perché si punta in questa direzione?
“Le analisi evidenziano che il consumo energetico nelle case per circa il 60% è legato agli elettrodomestici. Con le pompe di calore questa percentuale sale ulteriormente. Anche prima della crisi russo-ucraina si adombrava un problema futuro nella gestione dei carichi dell’energia elettrica. Ora quella previsione è diventata realtà. Come azienda siamo molto focalizzati sul consumo energetico e investiamo perché i nostri prodotti consumino di meno attraverso una serie di innovazioni”.

Perché dovrebbe convenire scegliere un sistema di elettrodomestici connessi?
“La possibilità di connettere gli elettrodomestici in IoT, attraverso un’app e una piattaforma cloud, permette di controllarli e decidere quando accenderli e spegnerli, che programmi e che temperature utilizzare. Questi parametri vanno affiancati con quelli di chi fornisce energia, soggetti che sanno quando è più conveniente utilizzare l’energia elettrica. È un valore per il consumatore. Secondo i nostri calcoli, l’utilizzo combinato di questo sistema con i pannelli fotovoltaici fa sì che l’utente in un anno e mezzo rientri del costo di una lavatrice nuova. Con le smart grid la valutazione è più difficile, dato il costo altalenante dell’energia. La stima è comunque intorno al 20% di risparmio”.

Parliamo del ruolo dell’Intelligenza Artificiale in questo ecosistema.
“È fondamentale. Suggerisce da un lato il modo in cui utilizzare un elettrodomestico e dall’altro massimizza l’efficienza dell’intero sistema anche in relazione alle abitudini della persona”.


L’Intelligenza artificiale governerà gli elettrodomestici e ci farà risparmiare sulla bolletta

Pixel Tablet si farà ancora attendere, e per di più avrà SoC “vecchio” e niente rete mobile

Durante lo scorso Google I/O non solo abbiamo appreso della volontà di Google di continuare la sua avventura nel mercato smartphone, con i top di gamma Pixel 7 che dovrebbero arrivare in auturnno, ma anche di rilanciarsi nel mercato tablet oltre che avventurarsi tra gli smartwatch.

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Il Pixel Tablet di Google ha preso forma durante le ultime immagini ufficiali condivise da Google, in cui vediamo un pezzo di Pixel Tablet tra i nuovi Pixel 7 e Pixel Watch che arriveranno a breve. Per chi lo aspetta però non arrivano belle notizie.

Stando infatti a quanto riferito dallo sviluppatore Kuba Wojciechowski, il nuovo Pixel Tablet di Google potrebbe offrire una scheda tecnica deludente per chi si aspetta un top di gamma assoluto. Andiamo quindi a vedere le evidenze principali scovate da Kuba Wojciechowski nel codice AOSP che dovrebbe essere destinato anche al tablet di Google:

  • Nessun hardware previsto per connettività dati e GPS. Questo significa che il tablet arriverà esclusivamente in versione Wi-Fi. Sarà davvero così?
  • Non ci sarà un sensore di prossimità, non ci sarà il barometro e nemmeno un processore dell’immagine avanzato.
  • Potrebbe esserci la prima generazione di processore Tensor, il componente identificato dal codice gs101.

Insomma, non aspettiamoci particolari faville dal nuovo Pixel Tablet di Google, potrebbe anche trattarsi di un dispositivo di gamma media. Non è escluso che il nuovo tablet sarà concepito per essere integrato in Nest Hub, come smart display.

Intanto, ancora non è stata definita una data di lancio per il Pixel Tablet, e nemmeno i rumor che emergono in rete hanno provato a chiarire questo aspetto. Presumiamo che ora Google sia particolarmente focalizzata sullo sviluppo di Pixel 7 e Pixel Watch. Dopo il loro evento di lancio possiamo aspettarci nuovi dettagli anche su Pixel Tablet.

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Pixel Tablet si farà ancora attendere, e per di più avrà SoC “vecchio” e niente rete mobile

Un’azienda italiana farà parte dello Standards Forum del Metaverso

AGI – A dieci giorni dal lancio dell’iniziativa, si è aggiunta oggi al Metaverse Standard Forum anche Alterside, startup italiana (“una metaverse agency” si è definita) che si occupa della creazione di tour immersivi, eventi e formazione, sviluppo di ecommerce, della progettazione di spazi di lavoro, videogame ed esperienze, ma anche dell’allestimento di spazi fisici per la fruizione in sicurezza della realtà virtuale.

Nata dall’esperienza di DeRev, Alterside ha l’obiettivo di portare le aziende del nostro Paese e quelle europee nei mondi virtuali.

Alterside è dunque la prima azienda italiana ad essere ammessa al gruppo di lavoro per la definizione degli standard globali di sviluppo del Metaverso, “una tecnologia – si è detto sicuro Roberto Esposito – che entro pochi anni sarà utilizzata da milioni di persone in tutto il mondo. Ritengo – ha aggiunto – che sia un compito dei pionieri dell’innovazione scrivere regole comuni e linee guida aperte e condivise. Per noi è un onore, e una responsabilità allo stesso tempo, essere stati ammessi a svolgere questo ruolo e a partecipare alla regolamentazione del Metaverso, dei mondi virtuali e delle tecnologie connesse, in collaborazione con alcuni dei più grandi tech brand del mondo”.

Avere regole comuni, permetterà al Metaverso di “evitare la frammentazione tra innumerevoli device, software e piattaforme non compatibili tra loro per fare in modo che sia interoperabile, una caratteristica che tra gli obiettivi prioritari del Metaverse Standards Forum”.

L’interoperabilità è una caratteristica potenziale che è fondamentale concretizzare “perché permetterà agli utenti di trasferire il proprio avatar, i propri beni digitali e le valute da un metaverso all’altro indipendentemente dall’ambiente in cui sono stati creati. Perché si realizzi l’interoperabilità è necessario che il Metaverso sia decentralizzato, aperto e di dominio pubblico e questo significa che chiunque oggi è impegnato nello sviluppo della tecnologia si rifaccia a standard condivisi”.

Fondato per iniziativa di 33 Big Tech del settore (tra cui Meta, Epic Games, Alibaba e Microsoft), il Metaverse Standards Forum è un gruppo di lavoro (prime riunioni entro l’anno) che vuole contribuire a definire gli standard per la tecnologia del Metaverso: standard aperti e interoperabili in grado di supportare soluzioni per la realtà aumentata e virtuale, geospaziale e per il 3D.

L’iniziativa si concentrerà su eventi come hackathon, sulla prototipazione per supportare standard comuni e anche allo sviluppo di una “terminologia coerente” il Metaverso, data anche la confusione lessicale sul tema. 

Tra gli assenti, spicca Apple, che anche sta lavorando sulla tecnologia VR e AR. Anche Niantic e Roblox, che hanno fatto passi da gigante nella fusione di giochi e mondi virtuali, non ci sono.

“Il Metaverse Standards Forum sarà essenziale per un Metaverso aperto e inclusivo” ha dichiarato Neil Trevett, presidente di Khronos, consorzio nato nel 2000 e focalizzato alla creazione di standard aperti, che ospita l’iniziativa. Il Forum è aperto a qualsiasi azienda, organizzazione o università attraverso un semplice accordo di partecipazione. 


Un’azienda italiana farà parte dello Standards Forum del Metaverso

Cosa farà scoprire Ikea al Fuorisalone di Milano

AGI – In occasione del Fuorisalone 2022, IKEA è all’interno degli spazi di BASE Milano con il suo IKEA Festival, un ricco palinsesto di eventi ed esperienze coinvolgenti per raccontare il futuro del design, indagare come si è evoluto il rapporto delle persone con la propria casa e mostrare come sia possibile migliorare la vita quotidiana della maggioranza delle persone.

Per tutta la settimana, IKEA esplora la vita in casa e le sue diverse future declinazioni attraverso tre momenti esperienziali.

Innanzitutto, è possibile visitare Ögonblick – A Life at Home Exhibition, un’avvincente istallazione fisica e digitale. Come dice il nome della mostra – Ögonblick che in svedese significa “momento” – IKEA invita a scoprire come i diversi momenti di vita si riflettono nel modo di vivere la casa, indagando al contempo gli effetti che questo potrebbe avere sul tempo e sullo spazio. Dal monolocale monofamiliare alle stanze condivise multigenerazionali: un racconto della vita in casa che nasce dalla profonda comprensione delle persone e del loro rapporto con lo spazio domestico.

Inoltre, prendono vita le “Life at Home Stories”, una serie di brevi documentari su persone appartenenti a differenti contesti sociali e sulla loro vita in casa in diversi Paesi del mondo. Questa illustrazione del rapporto tra le persone e lo spazio domestico è frutto di un lavoro di “Home visits” portate avanti nel tempo e che, annualmente, vengono raccolte e analizzate nel Life at Home Report, un documento che descrive da ormai 8 anni l’evoluzione della vita in casa attraverso le testimonianze, le storie e i punti di vista dei consumatori di tutto il mondo. Sono oltre 250.000 le persone intervistate nel corso degli anni in più di 30 Paesi.

Infine, l’esposizione “First Home”. Nel cortile prende vita una casa di ringhiera milanese, in cui IKEA ricrea le abitazioni di tre diverse famiglie, raccontando la storia di chi le abita. Qui IKEA adotta un approccio diverso in materia di accessibilità, esaminando ciò che le persone devono possedere e ciò che invece si può condividere con gli altri. IKEA vuole avere un approccio nuovo rispetto alle scelte che si possono effettuare per rendere la “prima casa” economicamente più accessibile, esaminando in che modo la condivisione e i comportamenti sostenibili possono essere un vantaggio sia per il portafoglio che per il pianeta.

“Il Fuorisalone è un appuntamento imperdibile per ogni appassionato di design ed è dal 1995 che IKEA prende parte a questa manifestazione. Siamo entusiasti di tornare, con questo nuovo format di IKEA Festival. L’obiettivo è far sì che le persone si riuniscano intorno ai temi che sono per loro fonte di ispirazione e importanti nella vita di tutti i giorni. In particolare, temi come la vita in casa, la musica, il cibo e il design. È a questo che abbiamo pensato quando abbiamo riempito di creatività e ispirazione i 2.600 mq del BASE.” spiega Marcus Engman, Chief Creative Officer di Ingka Group.

Le diverse giornate dell’IKEA Festival sono dedicate alle anteprime delle prossime collezioni e ad incontri “Democratic Design Talks” in compagnia del Design Manager di IKEA of Sweden, Johan Ejdemo, i designer interni Mikael Axelsson e Friso Wiersma, e designer che collaborano con IKEA, come la designer britannica Ilse Crawford e Sabine Marcelis, con base a Rotterdam.

“Siamo felici di essere tornati al Fuorisalone quest’anno, con il desiderio di condividere e ritrovare l’ispirazione e l’ottimismo necessari per la vita di tutti i giorni”, afferma Fredrika Inger, Global Range Manager di IKEA. “Non vediamo l’ora di sviluppare conversazioni interessanti dedicate al design e alla vita a casa e di dare alcune anticipazioni sui prodotti in arrivo, che ben celebrano i cinque pillar del design democratico di IKEA: qualità, forma, funzionalità, sostenibilità e prezzo basso.”

La sera sarà inoltre possibile vivere esperienze musicali con artisti internazionali.

All’interno della struttura sono presenti anche degli shop IKEA dove trovare in anteprima collezioni di accessori per la casa. Sono presenti anche chioschi che offrono ai visitatori l’opportunità di sperimentare l’offerta food di IKEA, sapori classici e ben noti, ma anche piatti realizzati con ingredienti a base vegetale: ci sarà ad esempio KORVKIOSK, dove gli hot dog incontrano la cucina raffinata, e la BULLERIA con polpette vegetali.

“Siamo davvero felici di ritrovarci in una rinnovata edizione del Fuorisalone, una manifestazione che ci sta a cuore da sempre. Dalla prima partecipazione di IKEA nel 1995, la nostra presenza qui si è sempre rinnovata. Il Fuorisalone dialoga con il tessuto vivo della città per portare il design a contatto diretto e quotidiano con la vita cittadina. E anche per noi di IKEA il dialogo con la comunità è fondamentale, proprio perché vogliamo arrivare a migliorare la vita della maggioranza delle persone.” dichiara Asunta Enrile, Country Retail Manager e Chief Sustainability Officer IKEA Italia.

Durante la settimana del design, IKEA vuole ribadire anche il proprio impegno nel supportare chi purtroppo una casa non ce l’ha più. Gli arredi e gli allestimenti che danno vita agli spazi dell’IKEA Festival al BASE, infatti, saranno donati a Opera San Francesco per i Poveri Onlus e IBVA, due associazioni attive sul territorio milanese che li riutilizzeranno per far sentire a casa chi più ne ha bisogno. Inoltre, per tutta la settimana del Festival, sarà possibile dare il proprio contributo per l’emergenza rifugiati, donando un euro ai chioschi food e negli shop presenti all’interno del Festival. I proventi raccolti saranno devoluti in favore di UNHCR – l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati.


Cosa farà scoprire Ikea al Fuorisalone di Milano

La serie Xiaomi 12 non si farà attendere ancora molto: lancio in Europa già a marzo

Se state attendendo la versione Global della serie Xiaomi 12 non dovrete aspettare ancora molto: l’azienda cinese infatti dovrebbe tenere un evento online il prossimo 15 marzo, durante il quale è molto probabile che vengano lanciati gli smartphone Xiaomi 12 anche in Europa (e dunque in Italia).

Non è ancora chiaro quali modelli arriveranno oltre i confini cinesi: al momento, in Cina sono disponibili Xiaomi 12, 12 Pro e 12X, ma diversi rumor parlano di una ipotetica variante Lite e di una variante Ultra. Xiaomi dunque potrebbe cogliere la palla al balzo e fornire maggiori informazioni su questi dispositivi proprio durante l’evento del 15 marzo.

Non si conoscono neppure i dettagli per quanto riguarda i prezzi europeri degli smartphone: alcuni rumor parlano di un range di prezzo tra i € 1.000 e i € 1.200 per la variante Pro di Xiami 12, di un prezzo compreso tra gli € 800 e i € 900 per la versione base di Xiaomi 12 e infine tra i € 600 e i € 700 per Xiaomi 12X. Non ci resta dunque che attendere ancora un paio di settimane per avere tutte le informazioni del caso.

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La serie Xiaomi 12 non si farà attendere ancora molto: lancio in Europa già a marzo

Quanto varrà e cosa farà l’Iot nel 2030

AGI – La verità è che nessuno sa come sarà il futuro dell’Internet of things. E l’ultimo rapporto di McKinsey lo conferma: entro il 2030, l’IoT potrebbe generare tra i 5500 e i 12.600 miliardi di dollari a livello globale. Un dato che ci dice due cose. Primo: la crescita c’è e ci sarà, forte. Secondo: la forbice tra la stima più cauta e quella più ottimistica è ancora enorme, perché sono ancora tante le incognite che potrebbero rallentare o spingere il mercato degli oggetti connessi.

D’altronde, l’analisi ha corretto al ribasso un analogo report del 2015: sei anni fa McKinsey prevedeva che l’IoT sarebbe valso tra i 3.900 e gli 11.100 miliardi entro il 2025. Per quella data, l’ultimo studio punta a 2.800-6.300 miliardi. In altre parole: la previsione più brillante è stata quasi dimezzata. C’è molta più cautela sullo sviluppo delle fabbriche intelligenti, delle smart city e dei veicoli autonomi (che non sono proprio dietro l’angolo), mentre sembra esserci stata un’accelerazione nelle case, negli uffici e – in parte – nella salute.

Al di là dei dubbi e delle correzioni di rotta, però, una cosa è certa: nei prossimi anni l’Internet delle cose sarà sempre più presente nei nostri appartamenti, sul posto di lavoro e al supermercato. Ecco come, secondo lo studio “The Internet of Things: Catching up to an accelerating opportunity”.

In fabbrica e nei campi

Nonostante stime al ribasso, l’applicazione dell’Iot nelle fabbriche resta la più promettente in termini economici: vale 1.400-3.300 mila miliardi di dollari, circa un quarto del totale. La diffusione dei sensori permette una migliore gestione degli impianti. Quando l’adozione sarà su vasta scala, le fabbriche potrebbero ridurre del 10-15% i costi operativi, con un risparmio della spesa energetica del 5-10%.

L’Iot permetterebbe di trovare quello che McKinsey chiama “il sacro Graal dei tecnici”: la manutenzione predittiva. Niente più rigidi calendari di controllo e fermi improvvisi: i dati segnalano quando un macchinario ha bisogno di un intervento prima che si verifichi un guasto. “L’adozione della manutenzione predittiva è avvenuta più lentamente del previsto, ma vi sono segnali di miglioramento”, afferma il rapporto.

Dagli impianti ai campi: l’agricoltura di precisione permetterebbe di produrre di più con meno risorse, aumentando la resa del 15-20%.

Per la salute: dispositivi indossabili e ingeribili

La seconda applicazione dell’Iot per valore generato (550-1.760 miliardi) è la salute. Il settore affronterà un cambiamento enorme, di cui abbiamo già avuto un assaggio durante la pandemia. Oggi, il valore dell’Internet of things applicato alla sanità (150 miliardi) è simile a quello che riguarda il benessere (130 miliardi). Nel 2030 il monitoraggio e il trattamento delle malattie potrebbe arrivare a valere il doppio rispetto alle applicazioni legate a fitness e tracciamento del sonno. Sì, ma come? Ci saranno i wearable, i dispositivi indossabili come gli smartwatch. Ma anche sensori “impiantabili, iniettabili e ingeribili”.

I pazienti potranno utilizzare apparecchiature che rilevano e comunicano dati ai medici, lanciando allarmi in caso di anomalie. Flaconi intelligenti e applicazioni ricorderanno al paziente quando è il momento di assumere i farmaci, rendendo più semplice seguire la terapia.

In città: meno traffico e incidenti

L’impatto economico dell’Iot sulle città potrebbe essere di 1000-1700 miliardi di dollari. Si va dal monitoraggio della qualità dell’aria alla riduzione degli sprechi, dalla sicurezza all’energia.

La fetta più consistente (da un decimo a quasi un quarto del valore complessivo) sarebbe però generata dalla “gestione del traffico centralizzata e adattiva”. Cioè, in sostanza, da sistemi in grado di organizzare la viabilità in base ai dati. Linee e orari del trasporto pubblico sarebbero definiti grazie alle informazioni a disposizione e i semafori darebbero priorità a bus e tram per garantire maggiore puntualità.

Un traffico più scorrevole permetterebbe di ridurre i tempi di intervento in caso d’emergenza del 20-35%. Mentre un automobilista passerebbe alla guida il 15-20% di tempo in meno. Non male: vorrebbe dire risparmiare una decina di minuto per ogni ora passata al volante. Si taglierebbero, di conseguenza, spese per il carburante ed emissioni di CO2. Ci sarebbero anche meno incidenti, meno danni materiali e meno vittime, anche grazie alla guida autonoma. Che, però, rappresenterà ancora una nicchia: se oggi non c’è nessuna auto in circolazione dotata dei livelli di autonomia più elevati (il quarto e il quinto), nel 2030 potrebbe dirsi autonomo appena l’1% delle vetture.

Al supermercato: offerte personalizzate 

L’Iot cambierà anche il modo di comprare. Già nei prossimi due anni, più di una catena di vendita al dettaglio su due potrebbe avere casse automatiche, con una copertura dell’80-90% nel 2030. In altre parole: una spesa “fai da te” sarà la norma nel giro di qualche anno. I clienti guadagnerebbero tempo, mentre i supermercati ridurrebbero i costi.

McKinsey prevede però che “la chiave della futura esperienza” sarà legata alla personalizzazione: offerte su misura in tempo reale, sconti, consigli dedicati al singolo cliente. Si tratta di una sorta di trasposizione fisica di quanto succede già online: quando accediamo a un sito, ci vengono dati dei consigli in base alle nostre tracce passate. Il futuro in negozio potrebbe essere così. Quando l’utente arriva tra gli scaffali, un’app segnalerà al personale prodotti e promozioni in corso a cui il cliente potrebbe essere interessato. Oppure, con telecamere e reti neurali, ognuno potrebbe avere un “profilo di comportamento” tra reparti e articoli, fornendo informazioni sui suoi gusti. Tecnologie come questa potrebbero aumentare la spesa in negozio del 20-30%.

In casa: energia e video 

Dal punto di vista economico ha ricadute potenziali contenute rispetto ad altri ambiti (400-800 miliardi di dollari, il 7-8% del totale), ma ha “un impatto enorme su come le persone trascorrono tempo e spendono denaro”. È l’Iot in casa. Verrà utilizzato per automatizzare le faccende domestiche, dalle pulizie fino alla spesa.

Se gli smart speaker attuali giocano quasi tutto sull’audio, “guardando al futuro, il video potrebbe essere un abilitatore tecnologico ancora più importante”. Perché, spiega il rapporto “non è solo fondamentale per i casi d’uso della sicurezza, ma consente anche ai robot di muoversi efficacemente all’interno della casa”. L’altra grande fonte di valore è il risparmio energetico, combinando taglio della bolletta e delle emissioni di anidride carbonica.

Al lavoro: uffici e cantieri

In un uffici in cui tutto è connesso, la gestione degli spazi diventerebbe più efficiente. Ad esempio, identificando le sale conferenze disponibili o indicando il percorso più breve all’interno di un edificio. Le informazioni raccolte su movimenti e attività dei dipendenti permetterebbero di progettare meglio la configurazione degli spazi. La realtà aumentata migliorerebbe la condivisione, anche da remoto. I sistemi intelligenti per il monitoraggio dell’energia sarebbero in grado di tagliare costi ed emissioni.

Gli stessi principi, applicati sui cantieri, potrebbero aumentare la produttività del 5-10% e ridurre il costo delle materie prime del 5-9%.

Acceleratori e freni

Come dimostra la grande escursione economica stimata da McKinsey, ci sono molti fattori che potrebbero accelerare o frenare lo sviluppo dell’Iot. Tra quelli che il report chiama “abilitatori” ci sono il valore percepito (consumatori e aziende devono convincersi che l’Internet of things è utile), la tecnologia (con il progresso accompagnato da costi sempre più bassi), la connettività (il rapporto stima che sarà coperto dal 5G il 60% della popolazione mondiale entro il 2026 e il 90% nel 2030). 

In direzione contraria agiscono le “barriere”: le imprese si concentrano troppo spesso su “progetti pilota” e non su veri progetti di trasformazione; se l’interoperabilità non è sufficiente (cioè se i sensori non parlano gli stessi linguaggi) aumenta i costi e si rallenta lo sviluppo di nuove applicazioni. E poi ci sono i rischi e le normative: cybersecurity e privacy, senza le quali l’Iot si trasforma da opportunità in rischio.  


Quanto varrà e cosa farà l’Iot nel 2030

Apex Legends Mobile si farà! La beta è in arrivo questo mese per alcuni utenti

Dopo aver tanto parlato di un eventuale approdo del videogioco battle royale di Respawn Apex Legends su smartphone, finalmente EA, publisher del titolo, ha annunciato la versione mobile. Apex Legends Mobile sarà disponibile in beta già da questo mese, inizialmente per alcuni utenti in India e Filippine, mentre nel corso dell’anno dovrebbe arrivare per altre nazioni.

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EA ha anche rilasciato i primi dettagli sul titolo: innanzitutto, non si tratterà di un porting ma di una versione del gioco riscritta totalmente e quindi resa ottimizzata per l’utilizzo su schermi touch. Questo implica che il cross-play non sarà in alcun modo supportato, almeno in un primo momento. Apex Legends Mobile sarà ovviamente scaricabile gratuitamente, così come accade su PC e console.

Il successo di Apex Legends non accenna a fermarsi: dopo aver raggiunto i 100 milioni di giocatori ed essere sbarcato su Nintendo Switch, il titolo seguirà l’esempio di altri popolari giochi per PC o console, come League of Legends o Rocket League, che sono arrivati anche su mobile.

 

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Apex Legends Mobile si farà! La beta è in arrivo questo mese per alcuni utenti

Apple Car, ormai è chiaro: l’automobile della mela si farà – iPhoneItalia Podcast S10E20

Ormai è chiaro: Apple sta preparando la costruzione di un’auto a guida automona. Tutti i dettagli sull’automobile della mela morsicata e dei piani che Apple sta approntando per entrare in questo settore.

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Apple Car, ormai è chiaro: l’automobile della mela si farà – iPhoneItalia Podcast S10E20

Il Mobile World Congress del 2021 si farà sicuramente e sarà almeno in parte virtuale

L’edizione di quest’anno del Mobile World Congress (MWC) è stato uno dei primissimi eventi di rilievo ad essere annullato a causa della pandemia di Covid-19. I nostri lettori ricorderanno sicuramente il tira-e-molla e l’incertezza durata qualche giorno quando ancora si sperava che il coronavirus potesse essere davvero solo poco più di un’influenza stagionale. Da subito GSMA, l’azienda che organizza l’evento, si è messa al lavoro sull’edizione del 2021, offrendo il riaccredito per chi, utenti e società, aveva già acquistato il biglietto.

Oggi, il giorno dopo l’annuncio che il CES 2021 sarà solo virtuale, è stato confermato che l’edizione 2021 del MWC si terrà e che sarà almeno in parte in formato digitale. Come hanno confermato gli organizzatori, imparando dall’esperienza di quest’anno, la situazione è nuova e complessa e bisogna cercare di rimanere flessibili e condividere le informazioni velocemente. Tutti gli stakeholder infatti vengono costantemente aggiornati dal GSMA in attesa di comprendere gli sviluppi della pandemia.

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È praticamente impossibile infatti pensare di poter replicare un evento in presenza dove centinaia di persone si incontravano, anche solo per le restrizioni alla circolazione internazionale. Sicuramente ci saranno degli elementi virtuali per chi non potrà viaggiare fino a Barcellona e probabilmente anche l’MWC seguirà la strada intrapresa dal CES, che svolgendosi pochi giorni prima, farà da test della situazione nel settore.

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Vi sono piaciute delle fake news? Facebook ve lo farà notare con messaggi mirati (foto)

In quest’ultimo periodo Facebook e le sue app collegate hanno incrementato la lotta nei confronti delle notizie false, fake news, soprattutto per evitare che si diffondessero informazioni errate riguardo la lotta al coronavirus. Nella giornata di oggi è stato fatto un altro passo in avanti decisamente interessante.

Facebook (il social network) ora inizierà a mostrare dei banner informativi nel feed delle persone che hanno interagito (commentando, condividendo o mettendo una reazione) con delle notizie false. I banner mostreranno dei link diretti al sito del World Health Organization (WHO).

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Non solo, ma è stata creata una sezione apposita per reperire notizie vere, chiamata “Get the Facts” (solo negli Stati Uniti). Tutte queste novità arriveranno “nelle prossime settimane”, e, tralasciando la sezione “Get the Facts”, non è stata fatta menzione di alcuna limitazione geografica. Insomma, potremmo vedere i banner anche da noi.

I want to share an update on the work we’re doing to connect people with accurate information and limit the spread of…

Posted by Mark Zuckerberg on Thursday, April 16, 2020

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Questo caricatore wireless di Oppo arriva a 40 W ma probabilmente farà tanto rumore quanto un aereo al decollo (foto)

Oppo Reno Ace 2 sarà compatibile con la ricarica wireless a 40 W. Proprio per questo motivo Oppo lancerà anche un caricabatterie wireless in grado di erogare tale potenza: 40W AirVOOC, già passato per il Wireless Power Consortium. Volete sapere come sia fatto? Oggi siete fortunati: è trapelata un’immagine reale, e la potete vedere in galleria a fine articolo.

Ovviamente quello che viene mostrato nell’immagine è la il lato inferiore del dispositivo, ma già da questa foto possiamo farci un’idea di come sarà il caricabatterie. Si vedono tutti i fori di aerazione, segno che al suo interno ci saranno delle belle ventole a raffreddare caricatore e telefono. Speriamo non faccia troppo rumore.

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Perché tanto interesse per Oppo 40W AirVOOC? Semplice: al lancio potrebbe essere il caricatore wireless più potente al mondo. E non solo: dalle immagini del Wireless Power Consortium sembra che questo caricatore riesca a raggiungere anche i 65 W di output. Un vero record.

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Instagram vi farà scegliere da chi essere taggati (foto)

Instagram è continuamente a lavoro su nuove soluzioni per le sue app dedicate alle piattaforme Android e iOS. Non è quindi una novità venire a conoscere delle funzionalità in fase di sviluppo prima che vengano lanciate ufficialmente.

Una delle più recenti feature in fase di lavorazione trapelate in rete riguarda l’aspetto della privacy. Come vedete dal tweet riportato a fine articolo, Instagram sta lavorando alla possibilità di offrire agli utenti la scelta di approvare i tag neicontenuti degli altri utenti. L’opzione sarebbe integrata direttamente nelle Impostazioni dell’app.

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Come sempre diciamo in questi casi, non sappiamo quando e in quali modalità verrà distribuita la novità per Instagram. Vi terremo aggiornati sui prossimi ulteriori sviluppi.

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Il Mobile World Congress si farà, nonostante il coronavirus. E i cinesi ci saranno

Il Mobile World Congress (Mwc) di Barcellona si farà. Il governo della Catalogna ha fatto sapere che “non contempla” la sospensione dell’edizione di quest’anno della più importante fiera al mondo sulla telefonia mobile, prevista per fine mese. Non c’è “alcun elemento” che faccia stare “in allerta” e pensare a “un qualche pericolo” derivante dall’epidemia da coronavirus, ha spiegato il responsabile per l’Industria, Angels Chacon, intervistato da Catalunya Radio.

Il sospetto di una massiccia defezione degli espositori era sorto dopo il forfait annunciato dalla coreana LG Electronics che ha fatto sapere che “sta monitorando attentamente” la situazione relativa all’epidemia e che, pensando “alla sicurezza e alla salute dei suoi dipendenti, partner e clienti”, ha deciso di annullare la sua esposizione e partecipazione al Mwc. “Questa decisione azzera il rischio di esporre centinaia di dipendenti di LG a viaggi internazionali, data la situazione sempre più restrittiva dovuta alla continua diffusione del virus” si legge in una nota, “in alternativa LG organizzerà nel prossimo futuro degli eventi dedicati per annunciare i nuovi prodotti mobile 2020”.

Fonti dall’altro colosso sudcoreano, Samsung, protagonista atteso della fiera, hanno confermato ad AGI la partecipazione.

Le case cinesi, che come ogni anno sono in primo piano a Barcellona per la presentazione di device e tecnologie, hanno fatto sapere che ci saranno, anche se con precauzioni.

Zte, impegnata nello sviluppo delle reti 5G in Italia e che a Barcellona presenterà non solo le tecnologie wireless di nuova generazione, ma anche nuovi smartphone come il Blade e l’Axon 5G ha fatto sapere che parteciperà, come previsto.

“Dopo l’esplosione del nuovo coronavirus, oltre a rispondere attivamente e organizzare le risorse per garantire il servizio di telecomunicazione nelle aree interessate, Zte ha sempre posto la salute dei nostri dipendenti e clienti come priorità” si legge in una nota dell’azienda, “in conformità con le linee guida del dipartimento sanitario cinese e dell’Oms, Zte ha adottato una serie di forti misure di prevenzione, controllo e salvaguardia: assicurerà che tutti i dipendenti della Cina continentale, compresi i cittadini non cinesi, non manifestino sintomi per 2 settimane prima della partenza e dell’arrivo nel Mwc e tutti i dipendenti devono sottoporsi all’autoisolamento di 2 settimane per garantire la salute e la sicurezza di tutto il personale”.

L’azienda ha disposto anche che tutti i dirigenti che partecipano alle riunioni di alto livello si autoisolino in Europa per almeno due settimane prima della fiera di Barcellona, che lo stand e le attrezzature della fiera vengano disinfettati quotidianamente e che il personale di presentazione dello stand provenga da Paesi al di fuori della Cina e principalmente dall’Europa”.

Misure simili saranno adottate da Huawei che ha annunciato di non avere intenzione di annullare la propria partecipazione, particolarmente significativa per il ruolo che il colosso delle telecomunicazioni ha assunto nello sviluppo del 5G in Europa, specie dopo la decisione della Commissione europea di non tagliare la tecnologia cinese fuori dalle reti Ue. “Non parteciperà nessuno che provenga dalla provincia dello Hubei” ha detto una fonte dell’azienda all’AGI, “la partecipazione del management che viene dalla Cina sarà limitata e tutti dovranno fare 14 giorni di quarantena prima di partecipare”. Anche Honor, il marchio nato da una costola di Huawei e pensato per la clientela giovane, sarà a Barcellona.

Anche Oppo e Xiaomi, due dei principali player cinesi nel mondo della telefonia mobile, con quote di mercato in continua crescita in Europa e in Italia, hanno confermato ad AGI che parteciperanno all’evento di Barcellona.

La franco-cinese Wiko ha deciso di non partecipare con uno stand di presentazione dei nuovi modelli, ma la scelta – si legge in una nota dell’azienda – non ha a che fare con l’epidemia di coronavirus quanto piuttosto con una strategia generale che vede il brand concentrarsi su attività più strategiche ed efficienti per i singoli mercati in cui è presente. “Una volontà che risponde all’obiettivo di Wiko di focalizzarsi su progetti che coinvolgano e interessino direttamente il consumatore finale e le sue community social” continua la nota, “la presenza di Wiko sarà pertanto focalizzata sul mercato spagnolo, ammettendo attività ad hoc rivolte al canale business, ai media di settore e ai principali partner e distributori dell’azienda”.

Agi