Un’altra funzione Samsung è prossima alla chiusura: S Translator smetterà di funzionare presto

All’inizio del mese scorso Bixby Vision di Samsung ha dovuto rinunciare ad alcune sue funzionalità di realtà aumentata ed ora torniamo a parlare di saluti perché l’azienda sudcoreana ha predisposto l’interruzione del suo servizio S Translator, il traduttore istantaneo multilingua preinstallato sui dispositivi, entro la fine del mese. In maniera analoga a quanto fatto con Bixby Vision, l’azienda sta inviando ai suoi utenti sudcoreani la comunicazione circa la fine del supporto.

L’avviso in questione afferma che il servizio S Translator verrà chiuso il 1° dicembre e Samsung cancellerà prontamente tutte le informazioni personali raccolte dal servizio. Il fatto che questo servizio stia per avvicinarsi al suo tramonto non significa che gli utenti non possano più disporre di un metodo per effettuare traduzioni, che non implichi scaricare un’app terza ovviamente. Infatti potranno contare sull’assistente vocale Bixby, il quale traduce il testo da una lingua all’altra, supporta un numero maggiore di lingue e offre un’esperienza utente notevolmente migliore rispetto al servizio in uscita. Inoltre, effettua traduzioni istantanee dei testi per mezzo della fotocamera.

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Cosa ne pensate di questo nuovo addio? Eravate soliti utilizzare il servizio di traduzione fornito da Samsung?

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In Chromecast con Google TV manca un’importante funzione, che sarà però aggiunta in futuro

Lo scorso 30 settembre Google ha lanciato il suo nuovo Chromecast, che altro non è che un dongle con Android TV, ribattezzato Google TV, dotato di una nuova interfaccia utente che, come tale, per ora non dispone di tutte le funzionalità disponibili su altri dispositivi, come il supporto multi-utente.

Google ha recentemente commentato questo limite comunicando che, pur non essendo attualmente disponibile, è nei suoi prossimi programmi la sua implementazione. Gli sviluppatori dal loro canto non hanno reso nota alcuna informazione su una possibile roadmap, per questo avanzare possibili previsioni circa il suo arrivo sul dongle è prematuro e impossibile. Allo stesso tempo, hanno raccomandato gli utenti di rimanere sintonizzati per conoscere le eventuali novità.

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Ricordiamo che Chromecast con Google TV è ora disponibile all’acquisto presso lo store di Google (in tutte e tre le colorazioni: bianco ghiaccio, pesca ed azzurro cielo) e presso i rivenditori autorizzati (solo color bianco), come MediaWorld e Unieuro, al prezzo di 69,99€.

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Stadia Connect 14.07: arrivano la funzione Click to Play, la serie Hitman, Sekiro, tanti titoli 2K e molto altro (video)

Nell’ultimo Stadia Connect, tenutosi nella serata del 14 luglio, Google ha annunciato diverse novità per il suo servizio di giochi in streaming.

Arriva anzitutto la funzione Click to Play, che permette di creare dei link, da aggiungere ad esempio alla descrizione dei video su YouTube, che permettano agli spettatori di giocare subito al titolo in questione (a patto che sia nella loro libreria, ovviamente).

Sono inoltre stati confermati ed annunciati tanti giochi di rilievo in arrivo nei prossimi mesi su Stadia, tra i quali la serie Hitman, Sekiro e vari titoli 2K Games, tra i quali Mafia ed NBA2K21. Qui sotto trovate un elenco completo di giochi e software house con le quali Stadia collaborerà, seguito dai video dello Stadia Connect e dai trailer di alcuni dei più interessanti giochi mostrati; ne trovate altri sul canale YouTube di Stadia.

  • 2K – PGA TOUR 2K21, Mafia 2 Remastered, Mafia 3 Remastered, WWE 2K Battlegrounds, NBA 2K21
  • Behaviour Interactive Inc. – Dead by Daylight
  • Camouflaj – République
  • Capcom
  • CD PROJEKT RED – Cyberpunk 2077
  • Deep Silver -CHORUS, Windbound
  • Devolver Digital – Serious Sam 4
  • Dotemu – Windjammers 2
  • Electronic Arts – Star Wars Jedi: Fallen Order, FIFA, Madden NFL
  • FromSoftware – Sekiro: Shadows Die Twice
  • HandyGames – El Hijo – A Wild West Tale, One Hand Clapping
  • Harmonix
  • IO Interactive A/S – Hitman, Hitman 2, Hitman 3
  • Konami – Super Bomberman R Online
  • Larian Studios – Baldur’s Gate 3
  • Matt Makes Games Inc. – Celeste
  • Milestone S.r.l. – Monster Jam Steel Titans
  • Modus Games – Rock of Ages 3: Make & Break, Cris Tales
  • Necrosoft Games – Gunsport
  • Pandemic Studios – Destroy All Humans!
  • Ravenscourt – KONA, Relicta
  • Splash Damage – Outcasters
  • Supermassive Games
  • Square Enix – Lara Croft and the Temple of Osiris, Marvel’s Avengers, Outriders
  • TinyBuild Games – Hello Neighbor, Hello Neighbor: Hide and Seek
  • Ubisoft – Watch Dogs: Legion, Gods & Monsters, Assassin’s Creed Valhalla, Far Cry 6
  • Uppercut Games

Stadia Connect 14.07.2020

Outcasters – esclusiva Stadia

Sekiro

Super Bomberman R Online

Hitman 3

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Google Duo ci riprova: segnali di risveglio per la funzione di condivisione dello schermo

Se c’è una certezza quando si parla di Google è che di certezze non ce ne sono. Sulle nostre pagine vi abbiamo riportato innumerevoli esempi dell’andamento ondivago di Big G, che ogni tanto dà, ogni tanto toglie. Ma qualche volta torna anche sui suoi passi, come sembra stia accadendo per una funzionalità di Duo.

Dobbiamo infatti tornare indietro nel tempo di ben due anni, quando Google introduceva in Duo la funzione di condivisione delle schermate del proprio dispositivo, oggi familiare ai più grazie all’ultimo periodo di smart working e didattica a distanza. Peccato però che quella funzione non ha mai funzionato a dovere, tanto da venire rimossa soltanto tre mesi dopo, destinandola all’oblio.

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Un oblio non definitivo evidentemente, perché nell’apk dell’ultima versione di Duo sono ricomparse tracce del suo sviluppo, che Google potrebbe aver deciso di riprendere in mano proprio perché in tanti hanno imparato ad apprezzarla in altri servizi di videochiamate, tra cui proprio Google Meet. Al momento è difficile dire se e quando la vedremo tornare davvero su Duo, ma si tratterebbe sicuramente di una funzione apprezzata.

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In quali Paesi è già in funzione la rete 5G?

Alla fine di maggio, 81 operatori in 42 Paesi hanno lanciato servizi commerciali 5G. Cioè aperti al pubblico, concreti, oltre le sperimentazioni. A marzo 2019 erano meno di dieci. La grande accelerazione è arrivata tra aprile e settembre dello scorso anno: in sei mesi le offerte 5G si sono quintuplicate. Si è poi andati avanti al ritmo costante di circa dieci lanci commerciali ogni trimestre.

Nel corso della pandemia nessuna frenata. Anzi: gli operatori che hanno esordito sul mercato sono stati 11 solo tra aprile e maggio. C’è quindi un altro mese per arrotondare il conto del trimestre. I dati della Gsa, l’associazione che rappresenta le compagnie dell’ecosistema mobile, raccontano quanto e dove il 5G è già disponibile.

Gli 81 operatori che hanno già puntato su offerte commerciali sono peraltro solo una piccola parte di quelli che hanno investito nelle nuove reti: 386 in 97 Paesi. Praticamente raddoppiati nell’arco di un anno e mezzo.

La geografia del 5G

In Italia sono già disponibili offerte di Tim e Vodafone. Il grande assente, per ora, è la Francia. Tra i Paesi più ricchi e industrializzati del mondo, è l’unico a non avere ancora la disponibilità di offerte 5G.

In Europa mancano anche, tra gl altri, Portogallo e Svezia. Caso curioso quest’ultimo, visto che è il Paese dove ha sede uno dei grandi fornitori mondiali della tecnologia: Ericsson. Negli Stati in cui il 5G è già accessibile, la priorità è andata alle reti mobili. È invece molto più limitata la geografia della tecnologia Fwa, cioè quella ibrida che punta a sfruttare determinate frequenze per portare la banda larga fissa dove i cavi non possono arrivare (o non è conveniente che arrivino). Sono ancora pochi gli operatori che hanno lanciato un servizio Fwa 5G: 39 in 24 Paesi. Tra i quali Cina, Stati Uniti, Germania, Australia, Sud Africa, Regno Unito, Finlandia. Rispetto al 5G mobile, sono molti meno anche i Paesi nei quali gli operatori stanno investendo sul Fixed Wireless Access. L’Italia c’è, insieme a Canada, Russia, Brasile e pochi altri.

I fornitori: Europa contro Cina 

Il proliferare delle offerte si lega allo sviluppo delle reti, che fa capo a pochi grandi compagnie. Non sempre si tratta di contratti esclusivi, come ad esempio nel caso di China Mobile, che ha firmato con Huawei, Zte ed Ericsson. O di Vodafone, che in Italia si appoggia a Huawei e Nokia.

La società di Shenzhen e quella svedese si contendono la leadership globale a colpi di contratti. Se Zte dichiara di averne siglati più di 40 e Nokia circa 70, Huawei ha superato quota 90 ed Ericsson ne ha firmati 93, 40 dei quali si sono già trasformati in reti “live” in 22 Paesi. Il gruppo svedese collabora quindi con metà degli operatori che hanno lanciato offerte commerciali in tutto il mondo. Una proporzione che si conferma sia a livello europeo (sono 17 su 32) che in Italia (uno su due, con Tim).

La concorrenza tra Ericsson e Huawei

Quando interpellato sui sospetti nei confronti di Huawei e dei possibili ripercussioni (positive) su Ericsson, il ceo Börje Ekholm ha svicolato: “Non ci occupiamo di geopolitica”. Anche in assenza di un bando, però, qualche effetto c’è già stato. Lightreading.com ha contato (tra ufficiali e “probabili”) dieci casi in cui un operatore ha cambiato fornitore (nella “Ran” – Radio access network – o nel network core). In nove occasioni Ericsson ha sfilato il contratto alla concorrenza: due volte, entrambe nel 2017, a Nokia; ben sette volte a Huawei (quattro solo nel 2020).

La società svedese ha soffiato a quella cinese la fornitura Ran di Telefónica (Argentina), TDC (Danimarca), Telia (Norvegia), Telus e Bce (Canada) e quella core di BT (Regno Unito) e Telefónica (Germania). C’è invece un solo caso in cui Huawei ha conquistato un contratto che apparteneva a Ericsson: la Ran dell’olandese KPN. Il traffico sull’asse Svezia-Cina è quasi a senso unico.

La carica degli smartphone

La disponibilità di offerte commerciali e quella di hardware 5G si spingono a vicenda. A maggio, per la prima volta, i dispositivi hanno superato quota cento. Secondo il 5G Device Ecosystem Report di Gsa, sono 112, più che raddoppiati da inizio anno, con 17 nuovi arrivati nel solo mese di maggio. Gli smartphone sono la maggioranza: secondo il rapporto ce ne sono 77 in commercio. La crescita promette di accelerare nei prossimi mesi: sono infatti 296 i dispositivi 5G già annunciati.

 

Agi