Fastweb Mobile: aspettando il 5G i nuovi clienti navigano già con la rete WindTre

Secondo quanto concordato da WindTre e Fastweb a partire dal 7 settembre la rete di tutti i nuovi clienti Fastweb Mobile che acquisteranno una SIM ricaricabile si appoggerà a quella di WindTre con velocità fino a 1 Gbps in download e 75 Mbps in uplod, quest’ultimo dato verificato a seguito di varie indiscrezioni, dei primi passaggi e dei documenti di trasparenza tariffaria recentemente aggiornati e presenti sul sito.

Il discorso vale in maniera diversa per i già clienti. Infatti, questi ultimi già da qualche tempo stanno gradualmente passando dalla rete TIM a quella WindTre, nonostante l’inizio di questa migrazione non sia stata ufficializzata da Fastweb, bensì dimostrata con i fatti perché alcuni clienti hanno iniziato a utilizzare il roaming nazionale con WindTre su rete 4G e tecnologie precedenti.

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Ovviamente, non si conosce precisamente entro quando questo processo avrà fine, però essendo attualmente in corso è solo questione di tempo prima che avvenga. Inoltre, i già clienti non dovranno sostituire la loro SIM per la natura Full MVNO dell’operatore, anche se è stato già comunicato che sarà il quinto operatore di rete mobile d’Italia completando in questo modo la transizione.

L’accordo tra i due operatori va al di là del passaggio di rete nel mobile. Infatti, come è stato già annunciato il 25 giugno 2019 è in programma l’accelerazione della realizzazione dell’infrastruttura 5G nazionale e non solo. Dal suo canto WindTre gestirà la rete 5G, però dal punto di vista commerciale e operativo le due aziende rimarranno indipendenti. L’idea su cui si fonda l’accordo è che WindTre fornirà a Fastweb i servizi di roaming sulla propria rete per allargare la coperture dei suoi servizi mobile, mentre l’altra azienda renderà disponibile la sua rete FTTH e FTTC.

Concludendo, durante l’IFA 2020 l’Head of Network Engineering di Fastweb, Marco Arioli, ha confermato che la rete 5G dell’operatore sarà lanciata già quest’anno, anche se non sono state offerte informazioni puntuali su quando avverrà.

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Su Android Auto arriva il nuovo menù delle impostazioni: l’avete già visto? (foto)

Google ha appena introdotto una novità grafica di una certa rilevanza per Android Auto, la sua piattaforma di infotainment, che coinvolge la sua interfaccia utente.

Come segnalato nel gruppo Facebook Android Auto Italia, le impostazioni dell’app Android Auto stanno ricevendo un nuovo look: gli screenshot presenti nella galleria a fine articolo mostrano la nuova interfaccia grafica per le impostazioni di Android Auto, dove troviamo anche un tutorial su come connettere la piattaforma a una nuova auto.

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La novità sarebbe in fase di distribuzione attraverso un aggiornamento dei Google Play Services, quello corrispondente alla build 5.4. Fateci sapere se avete già ricevuto la novità grafica.

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Waze pensa alla vostra sicurezza: avete già notato l’avviso di passaggio a livello? (foto)

Waze, uno dei servizi più popolari di navigazione stradale, ha appena introdotto un’interessante novità che riguarda la sicurezza dei suoi utenti durante l’utilizzo delle mappe e dei servizi di navigazione.

La novità consiste nella segnalazione della presenza di un passaggio a livello ferroviario sul percorso scelto dall’utente in tempo reale. La funzionalità arriva dopo le raccomandazioni delle istituzioni ferroviarie statunitensi, alle quali hanno fatto seguito quelle provenienti da organi omologhi in Francia e Messico. Il nuovo avviso verrà mostrato all’utente durante la navigazione attraverso un banner (avete un esempio nella galleria a fine articolo) che inviterà l’utente ad approcciarsi al passaggio a livello ferroviario con prudenza.

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La novità è stata implementata dai Map Editor locali in diversi paesi europei, tra i quali figura l’Italia. Il nuovo avviso dovrebbe essere dunque già pronto ad attivarsi sul vostro Waze per Android e iOS, fateci sapere se l’avete già notato.

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La connessione internet è causa di problemi su Android Auto? Google ha già un fix (aggiornato: finalmente rilasciato)

Android Auto ha da poco superato i 100 milioni di download. Un numero destinato a crescere (a meno che non venga integrato all’interno di Assistant) grazie alla futura partnership con BMW e Harley Davidson.

Rimangono però dei fastidiosi problemi, alle volte creati dalla stessa Google: quello a cui ci stiamo riferendo ora impedisce l’esecuzione di determinati comandi a causa di una “connessione internet non abbastanza forte“.

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La cosa curiosa è che questo si verifica anche quando ci sono tante tacche e quando altri comandi vengono eseguiti tranquillamente a distanza di pochi istanti.

Il forum di supporto di Google è stato tempestato, a partire da gennaio, di segnalazioni da parte degli utenti, che stanno riscontrando il bug sulle vetture e le versioni di sistema più disparate.

Finalmente, Google ha preso una posizione ed ha risposto facendo sapere alla comunità che è a conoscenza del problema e che è stato già elaborato un fix, che sarà incluso in uno dei prossimi aggiornamenti.

Aggiornamento23/06/2020

Sono serviti, tra tutto, più di 5 mesi a Google per rilasciare l’aggiornamento che contenesse il fix a questo noioso bug. Finalmente, con la versione 11.15.14 dell’applicazione Google (in roll-out graduale), gli sviluppatori hanno comunicato di aver risolto le problematiche che affliggevano vari dispositivi.

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La prima beta di Android 11 era così buggata che Google ha già rilasciato un nuovo aggiornamento

Arriva a sorprese la beta 1.5 di Android 11, che va a correggere alcuni bug riscontrati nella prima beta, della quali ci eravamo lamentati anche noi. In particolare le novità sono le seguenti.

  • Non ci sono più crash (reboot) utilizzando la navigazione a gesture  per passare ad app con diverso orientamento, ruotando il dispositivo al contempo.
  • Su Pixel 3 e 3a, durante il setup successivo ad un reset è possibile attivare un servizio pSim se il telefono sta attualmente utilizzando un eSIM.
  • Sistemati i problemi di Google Pay.
  • Il sistema non forza più permessi privilegiati per RemoveBond. Questo risolve eventuali problemi di affect pairing, unpairing e altro su dispositivi Bluetooth.

Rimangono ancora dei problemi con Android Auto ma per dirla tutta, nella nostra esperienza in questi giorni, abbiamo notato diversi fastidi con notifiche altalenanti, glitch della tastiera, animazioni sballate ed altri comportamenti anomali; insomma, abbiamo riscontrato diversi problemi in più di quelli elencati nel breve changelog qui sopra, problemi che ad un primo sguardo sembrano tutti presenti anche dopo l’update. L’aggiornamento del resto pesa meno di 10 MB, quindi non ci aspettiamo che abbia stravolto le cose, ma era da tanto tempo che una beta pubblica di Android non era così instabile. Speriamo quantomeno nelle prossime release. Per adesso, se foste già nella prima beta di Android 11, vi basterà cercare un aggiornamento per scaricarlo automaticamente.

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In quali Paesi è già in funzione la rete 5G?

Alla fine di maggio, 81 operatori in 42 Paesi hanno lanciato servizi commerciali 5G. Cioè aperti al pubblico, concreti, oltre le sperimentazioni. A marzo 2019 erano meno di dieci. La grande accelerazione è arrivata tra aprile e settembre dello scorso anno: in sei mesi le offerte 5G si sono quintuplicate. Si è poi andati avanti al ritmo costante di circa dieci lanci commerciali ogni trimestre.

Nel corso della pandemia nessuna frenata. Anzi: gli operatori che hanno esordito sul mercato sono stati 11 solo tra aprile e maggio. C’è quindi un altro mese per arrotondare il conto del trimestre. I dati della Gsa, l’associazione che rappresenta le compagnie dell’ecosistema mobile, raccontano quanto e dove il 5G è già disponibile.

Gli 81 operatori che hanno già puntato su offerte commerciali sono peraltro solo una piccola parte di quelli che hanno investito nelle nuove reti: 386 in 97 Paesi. Praticamente raddoppiati nell’arco di un anno e mezzo.

La geografia del 5G

In Italia sono già disponibili offerte di Tim e Vodafone. Il grande assente, per ora, è la Francia. Tra i Paesi più ricchi e industrializzati del mondo, è l’unico a non avere ancora la disponibilità di offerte 5G.

In Europa mancano anche, tra gl altri, Portogallo e Svezia. Caso curioso quest’ultimo, visto che è il Paese dove ha sede uno dei grandi fornitori mondiali della tecnologia: Ericsson. Negli Stati in cui il 5G è già accessibile, la priorità è andata alle reti mobili. È invece molto più limitata la geografia della tecnologia Fwa, cioè quella ibrida che punta a sfruttare determinate frequenze per portare la banda larga fissa dove i cavi non possono arrivare (o non è conveniente che arrivino). Sono ancora pochi gli operatori che hanno lanciato un servizio Fwa 5G: 39 in 24 Paesi. Tra i quali Cina, Stati Uniti, Germania, Australia, Sud Africa, Regno Unito, Finlandia. Rispetto al 5G mobile, sono molti meno anche i Paesi nei quali gli operatori stanno investendo sul Fixed Wireless Access. L’Italia c’è, insieme a Canada, Russia, Brasile e pochi altri.

I fornitori: Europa contro Cina 

Il proliferare delle offerte si lega allo sviluppo delle reti, che fa capo a pochi grandi compagnie. Non sempre si tratta di contratti esclusivi, come ad esempio nel caso di China Mobile, che ha firmato con Huawei, Zte ed Ericsson. O di Vodafone, che in Italia si appoggia a Huawei e Nokia.

La società di Shenzhen e quella svedese si contendono la leadership globale a colpi di contratti. Se Zte dichiara di averne siglati più di 40 e Nokia circa 70, Huawei ha superato quota 90 ed Ericsson ne ha firmati 93, 40 dei quali si sono già trasformati in reti “live” in 22 Paesi. Il gruppo svedese collabora quindi con metà degli operatori che hanno lanciato offerte commerciali in tutto il mondo. Una proporzione che si conferma sia a livello europeo (sono 17 su 32) che in Italia (uno su due, con Tim).

La concorrenza tra Ericsson e Huawei

Quando interpellato sui sospetti nei confronti di Huawei e dei possibili ripercussioni (positive) su Ericsson, il ceo Börje Ekholm ha svicolato: “Non ci occupiamo di geopolitica”. Anche in assenza di un bando, però, qualche effetto c’è già stato. Lightreading.com ha contato (tra ufficiali e “probabili”) dieci casi in cui un operatore ha cambiato fornitore (nella “Ran” – Radio access network – o nel network core). In nove occasioni Ericsson ha sfilato il contratto alla concorrenza: due volte, entrambe nel 2017, a Nokia; ben sette volte a Huawei (quattro solo nel 2020).

La società svedese ha soffiato a quella cinese la fornitura Ran di Telefónica (Argentina), TDC (Danimarca), Telia (Norvegia), Telus e Bce (Canada) e quella core di BT (Regno Unito) e Telefónica (Germania). C’è invece un solo caso in cui Huawei ha conquistato un contratto che apparteneva a Ericsson: la Ran dell’olandese KPN. Il traffico sull’asse Svezia-Cina è quasi a senso unico.

La carica degli smartphone

La disponibilità di offerte commerciali e quella di hardware 5G si spingono a vicenda. A maggio, per la prima volta, i dispositivi hanno superato quota cento. Secondo il 5G Device Ecosystem Report di Gsa, sono 112, più che raddoppiati da inizio anno, con 17 nuovi arrivati nel solo mese di maggio. Gli smartphone sono la maggioranza: secondo il rapporto ce ne sono 77 in commercio. La crescita promette di accelerare nei prossimi mesi: sono infatti 296 i dispositivi 5G già annunciati.

 

Agi

ZTE continua il nuovo corso con Axon 11 SE, presentato in Cina, ma già arrivato in Europa con diversi nomi (foto)

A inizio mese ZTE ha lanciato ufficialmente il nuovo Axon 11 SE in Cina. Lo smartphone si presenta come una variante di Axon 11, il primo dispositivo della serie ad aver abbracciato il “nuovo verbo”: dopo essere stata sinonimo di alta qualità a un prezzo contenuto, ZTE ha optato per una transizione verso la fascia media anche nell’hardware per contrastare la competizione diretta con Xiaomi e OnePlus.

Rispetto al predecessore quindi, equipaggiato con Snapdragon 765G, il nuovo Axon 11 SE monta un processore MediaTek Dimensity 800, uno schermo FHD+ da 6,53″ a 60 Hz con foro per la fotocamera frontale. Il design è quasi lo stesso, ma è evidente come il nuovo corso stia facendo sempre più il suo effetto sui componenti.

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Ad ogni modo, nonostante sia stato presentato da poco e non ci siano comunicazioni ufficiali per quanto riguarda la possibile disponibilità in Occidente, i colleghi di XDA hanno scoperto che in realtà il telefono è già in circolazione in Europa, e anche da diverso tempo!

Confrontando i codici identificativi del dispositivo e del firmware presenti nella certificazione TENAA e in quella della Wi-Fi Alliance, hanno scoperto che Axon 11 SE è stato lanciato silenziosamente in Germania come ZTE Blade V2020. Nel frattempo, il telefono in Slovenia è commercializzato come A1 Alpha 20+ dall’operatore telefonico A1. Specifichiamo che però si tratta della “variante internazionale” dotata di un SoC diverso: MediaTek Helio P70, un gradino inferiore rispetto a Dimensity 800.

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Samsung rilascia le patch di sicurezza di maggio: ecco su quali smartphone sono già disponibili (aggiornato: A50s)

Dopo aver atteso forse più del dovuto l’aggiornamento ad Android 10, ora Galaxy Fold vuole precorrere i tempi. Samsung ha infatti iniziato a rilasciare un nuovo update, che porta in dote le patch di sicurezza di maggio 2020, oltre a diverse novità per il comparto fotografico.

Il nuovo firmware è contraddistinto dal numero di versione F900FXXU3BTDD ed introduce molte funzionalità fotografiche già viste al momento del lancio della nuova famiglia Galaxy S20. Si tratta di Single TakeNight Hyperlapse, la modalità Pro per i video, filtri personalizzati e la possibilità di registrare video in 4K a 60 fps anche tramite la fotocamera frontale.

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Per il momento, l’aggiornamento è indirizzato alla variante LTE di Galaxy Fold, venduta sul mercato francese ad esempio, ma presto dovrebbe essere esteso anche alla variante 5G venduta in Italia.

Aggiornamento30/04/2020

Dalla rete giungono segnalazioni di un nuovo aggiornamento anche per le serie Galaxy S20 e Note 1o, con in dote le patch di sicurezza di maggio 2020. Il nuovo firmware per i Galaxy S20 ha il numero di versione G98xxXXS2ATD5, mentre per Galaxy Note 10 e Note 10+ è N97xFXXS4CTD1. Entrambi verranno distribuiti gradualmente su tutti i dispositivi nell’arco dei prossimi giorni.

Aggiornamento04/05/2020

Giungono da Belgio e Paesi Bassi le segnalazioni circa il rilascio delle patch di sicurezza di maggio 2020 anche per Galaxy S10, Galaxy S10+ e Galaxy S10e. Il nuovo firmware ha il numero di versione G97xFXXS5CTD1 e presto dovrebbe toccare anche gli altri Paesi europei.

Lo stesso vale per l’altro pieghevole di casa Samsung, ovvero Galaxy Z Flip (numero versione F700FXXS1ATD9), e per l’unico smartphone di fascia media per ora raggiunto da questa tornata di aggiornamenti, ovvero Galaxy A50 (numero versione A505FNXXS4BTCA).

Aggiornamento06/05/2020

Dopo averle distribuite già sui diversi modelli, Samsung ha spiegato più nel dettaglio il contenuto delle ultime patch di sicurezza. Oltre ai fix apportati da Google, il produttore coreano ha ulteriormente sistemato 19 vulnerabilità scoperte nelle ultime settimane nei firmware Samsung.

Aggiornamento08/05/2020

Continuano a diffondersi sugli smartphone targati Samsung le patch di sicurezza di maggio 2020. Oggi tocca a Galaxy A5 (2017) e a Galaxy A8 (2018), con numero versione dei nuovi firmware rispettivamente A520FXXSECTD7 e A530FXXSCCTE1.

Aggiornamento13/05/2020

Anche Galaxy S9, Galaxy S9+ e Galaxy Note 9 si aggiungono alla lista di smartphone Samsung aggiornati con le patch di sicurezza di maggio 2020. Per i primi due, il nuovo firmware è il numero di versione G96xFXXS9DTD7, per Note 9 è invece N960FXXS5DTE2. Gli aggiornamenti vanno a risolvere anche una falla di lunga data, scoperta solo di recente.

Aggiornamento20/05/2020

Samsung ha iniziato a rilasciare le ultime patch di sicurezza anche per Galaxy Note 8 e Galaxy A5 (2017). Rispettivamente, i nuovi firmware hanno numero di versione N950FXXSBDTE6A520FXXUECTDA.

Aggiornamento22/05/2020

Arriva il secondo aggiornamento mensile per la serie Galaxy S20. Il firmware è il numero G98xxXXU2ATE6 e, oltre alle patch di sicurezza, che sono sempre quelle di maggio 2020, porta in dote anche miglioramenti per il comparto fotografico. In particolare, gli scatti ottenuti tramite la modalità notte sono di migliore qualità e il sistema di autofocus è stato ulteriormente sistemato.

Aggiornamento22/05/2020

Giungono segnalazioni da diversi Paesi europei relative al rilascio delle patch di sicurezza di maggio 2020 per Galaxy S10 Lite, Galaxy A30 e Galaxy J8. I nuovi firmware hanno rispettivamente il numero di versione G770FXXS2BTE2, A305FDDS5BTE3 e J810FJXU4BTE2.

Aggiornamento27/05/2020

Grazie ad una segnalazione sul nostro gruppo ufficiale Facebook (iscrivetevi, se ancora non l’avete fatto), possiamo darvi la notizia del rilascio delle patch di sicurezza di maggio 2020 per Galaxy A40. Il nuovo firmware è il numero di versione A405FNXXU3BTD4 / A405FNOXM3BTD3 / A405FNXXU3BTD2 e il peso dell’OTA è di 432,3 MB.

Ringraziamo Massimo per la segnalazione

Aggiornamento28/05/2020

Altri tre dispositivi Samsung stanno ricevendo in queste ore le patch di sicurezza di maggio 2020. Si tratta degli smartphone top di gamma 2017, Galaxy S8 e Galaxy S8+, il cui nuovo firmware ha numero di versione G95xFXXS9DTEA, e del tablet di fascia media Galaxy Tab A 2019, con firmware numero di versione T510XXS3ATE3/ T510OXM3ATD1.

Ringraziamo Massimo per la segnalazione relativa a Galaxy Tab A

Aggiornamento30/05/2020

Anche Galaxy A50s sta iniziando a ricevere le patch di sicurezza di maggio 2020. Il nuovo firmware è il numero A507FNXXU4BTD3 ed è stato avvistato in India, ma presto verrà distribuito anche su altri mercati.

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Gira voce che Project Soli sia sorto e già tramontato con i Pixel 4: classic Google?

In queste settimane, tutta l’attenzione degli appassionati della serie di smartphone Pixel è concentrata su Pixel 4a, un modello che si preannuncia particolarmente interessante per la fascia media del mercato, soprattutto se le voci di un prezzo aggressivo saranno confermate, anche in Europa. Non dimentichiamoci però che, all’orizzonte, Google sta preparando anche la sua nuova generazione di smartphone, i Pixel 5.

E proprio questo è stato uno dei temi trattati dai ragazzi di 9to5 Google nell’ultima puntata del loro podcast. Ad ancora diversi mesi di distanza dal lancio dei nuovi Pixel 5, le informazioni sono frammentarie e da prendere con le molle, tuttavia un rumor ha attirato in modo particolare l’attenzione loro e degli ascoltatori: Project Soli, che ha debuttato in pompa magna proprio con la serie Pixel 4, potrebbe già essere al capolinea.

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La tecnologia – che consente lo sblocco sicuro tramite riconoscimento 3D e, soprattutto, un’ampia possibilità di interazione con lo smartphone senza nemmeno sfiorarlo – potrebbe dunque essere messa da parte, per lasciar spazio ad altre trovate in grado di far più presa sul grande pubblico. Ribadiamo però che si tratta pur sempre di un rumor, che tra l’altro va in contrasto con altre notizie circolate di recente, che testimoniavano il grande impegno di Google nell’evoluzione di Project Soli. Sappiamo anche però che i colpi di scena siano all’ordine del giorno, quando si parla di Big G.

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Il coronavirus ha azzoppato gli utili di Foxconn. Ma la Fase 2 è già iniziata a marzo

Covid-19, blocco degli impianti cinesi. Poi chiusura dei negozi Apple e freno della domanda di smartphone. Foxconn, mega-assemblatore taiwanese, si è trovato incastrato nel circolo vizioso della pandemia. Gli utili sono sprofondati, ma il peggio (con qualche incognita) sembra essere alle spalle. O almeno così dicono i vertici e i dati non certificati del gruppo.

L’impatto dell’epidemia

Il blocco della produzione è stata la zavorra più pesante del primo trimestre. Gli utili sono calati del 90%: 2,08 miliardi di dollari taiwanesi (poco meno di 70 milioni di dollari) contro i 19,83 miliardi di un anno fa. Meno ripida ma comunque forte è stata la discesa del fatturato, in calo del 12%, a 929,13 miliardi di dollari taiwanesi. Rispetto ai tempi della diffusione italiana, l’impatto sulle attività cinesi è stato anticipato. Già nell’ultimo trimestre del 2019, infatti, Foxconn aveva perso un quarto degli utili. Con il nuovo anno, la situazione non è certo migliorata. Da gennaio e fino all’inizio di marzo, ha dichiarato il presidente Liu Young-Way, il blocco della produzione in Cina è costato circa “10 miliardi di dollari taiwanesi”. Se la compagnia ha sede a Taiwan, infatti, la maggior parte degli impianti (compreso il più grande, quello di Shenzhen) sono nei confini del dirimpettaio asiatico.

Impianti fermi e stipendi da pagare

Con gli impianti bloccati, la società ha continuato a pagare i dipendenti. Una voce di costo pesante, com’è normale che sia per un assemblatore di queste dimensioni: Foxconn è infatti tra le prime cinque società al mondo per numero di lavoratori impiegati. Ne ha oltre 660 mila, cioè più o meno quanto Volkswagen. È chiaro quindi che, oltre al calo del fatturato ci sia stato un assottigliamento del margine operativo, sceso di un punto percentuale, al 4,5%. Ecco perché l’utile è stato colpito in maniera molto più pesante rispetto agli incassi. “Nel secondo trimestre però si tornerà alla normalità”, ha dichiarato Foxconn. Anche grazie a un rimbalzo del fatturato, che dovrebbe crescere a due cifre.

La Fase 2 di Foxconn iniziata a marzo

Le parole dei vertici sarebbero confermate dai dati mensili diffusi dal gruppo (ma, a differenza di quelli trimestrali, non certificati). A gennaio, il fatturato è calato del 12% anno su anno. A febbraio la flessione ha superato il 18%. Il quadro è stato severo fino ai primi giorni di marzo, con una progressiva ripresa già nel corso dello stesso mese, che infatti ha registrato un calo del fatturato meno corposo (del 7,7%) e un incremento rispetto a febbraio che ha sfiorato il 60%. I segnali di ripartenza sarebbero confermati da aprile: poco meno di 380 miliardi di dollari taiwanesi incassati avrebbero riportato (condizionale, perché sono dati ufficiosi) Foxconn in linea con aprile 2019. C’è ancora parecchio da recuperare, sia in borsa (il titolo ha perso oltre il 17% da inizio anno) che a bilancio: stando sempre ai dati non certificati, il fatturato dei primi quattro mesi del 2020 è inferiore dell’8,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’incognita Apple

Il principale freno alle attività di Foxconn (il blocco degli impianti cinesi) è stato rimosso. Ma resta ancora l’incognita domanda. I tempi dell’epidemia in Europa e Stati Uniti sono differiti. E la crisi economica potrebbe mutare le scelte di acquisto. La lista dei clienti va da Acer ad Amazon, da Google a Huawei fino a Sony e Xiaomi. Ma il nome della società taiwanese è legato soprattutto a Apple. Nel primo trimestre, i telefoni della Mela hanno fatturato il 7% in meno. E, come ha spiegato Cupertino, il rosso si è fatto sentire soprattutto “nelle ultime settimane del trimestre” e ha continuato a pesare per tutto aprile. Tradotto: le vendite hanno rallentato mentre Foxconn ripartiva. E guardando avanti, ha dichiarato Apple, “l’impatto della pandemia è al momento incerto e dipenderà da fattori che sono al di fuori del controllo della compagnia”. Il peggio sembra alle spalle ma anche Foxconn ha bisogno di conferme. Perché è in questi mesi che devono uscire dalla fabbrica gli smartphone da vendere nell’ultimo periodo  dell’anno, quello più ricco per il settore. 

Agi

Avete già usato la Modalità Riposo di Digital Wellbeing? Ecco le novità (foto)

Sin dall’ufficializzazione di Android Pie Google ha introdotto Digital Wellbeing per i dispositivi Android, uno strumento di monitoraggio e promozione di abitudini più salutari in tema di salute digitale.

L’app dalle nostre parti si chiama Benessere Digitale e tramite l’ultimo aggiornamento ha ricevuto la Modalità Riposo. In realtà si tratta della modalità Wind Down che è stata rinominata e ha ottenuto qualche funzionalità in più: come vedete dagli screenshot presenti in galleria, ora è possibile programmarne l’attivazione anche quando il dispositivo viene ricaricato in una certa fascia oraria. Rimane disponibile la possibilità di programmarne l’attivazione automatica in una determinata fascia oraria.

LEGGI ANCHE: Galaxy S20 Ultra vs OnePlus 8 Pro, il confronto

L’interfaccia utente di programmazione della Modalità Riposo è stata leggermente modificata, ora integra una descrizione che spiega come la modalità vada a modificare la tonalità del display e attivi automaticamente la modalità Non Disturbare. Queste due opzioni sono gestibili manualmente anche dall’utente. Una volta attivata, è possibile mettere in pausa per 30 minuti la Modalità Riposo direttamente attraverso la notifica di attivazione: optando per questa opzione vedrete l’interfaccia, stranamente in inglese, che vi avverte della possibilità di disattivare definitivamente la modalità o di riattivarla immediatamente.

Inoltre, anche per la Modalità Niente Distrazioni di Benessere Digitale è stata leggermente modificata l’icona di notifica: l’ultima immagine in galleria mostra la nuova icona che prende posto nella notifica di sistema Android.

Le novità appena descritte per Benessere Digitale sono state introdotte con l’ultimo aggiornamento dell’app in versione beta, corrispondente alla versione 1.0.302017577. Questo è l’indirizzo giusto per iscriversi al programma di beta testing ufficiale dell’app.

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È già tempo del primo aggiornamento software per OnePlus 8 e OnePlus 8 Pro

Nemmeno il tempo di atterrare sul mercato, che OnePlus 8 e OnePlus 8 Pro possono già fregiarsi del primo di una (speriamo) lunga serie di aggiornamenti. Il changelog è piuttosto corposo, ma le modifiche sono tutte finalizzate all’ottimizzazione dell’esperienza d’uso, com’è logico attendersi da smartphone nuovi di zecca.

Tra le novità di maggior rilievo troviamo il supporto Dolby Atmos per i nuovi auricolari OnePlus Bullets Wireless Z, lanciati in concomitanza della nuova serie di smartphone, l’introduzione della funzionalità Live Caption, l’aggiunta del doppio tocco sul display per riattivare il dispositivo e il miglioramento delle prestazioni fotografiche.

LEGGI ANCHE: OnePlus 8 vs 8 Pro: quale comprare?

Il nuovo firmware OxygenOS riporta il numero di versione 10.5.4 e verrà distribuito nel corso dei prossimi giorni, dunque è ampiamente probabile che quando riceverete il vostro OnePlus 8 o 8 Pro, a partire dal 21 aprile, all’accensione troverete la notifica di questo aggiornamento, pronto per essere installato.

OxygenOS 10.5.4

System

  • Improved system stability
  • Improved icon display in status bar
  • Imporved back gesture experience
  • OnePlus Bullets Wireless Z can now be integrated with Dolby Atmos for better sound quality
  • Added double-tap feature to wake up lockscreen in ambient display mode or off-screen condition
  • Added OnePlus Tips & Support section in Settings. Check out all the new features and answers to common issues here
  • Added Live Caption, this will detect speech in media and automatically generate captions [To enable: Settings-System-Accessibility-Live Caption]
  • Update Android Security Patch to 2020.03
  • Updated GMS package to 2020.02

Camera

  • Optimized the camera’s shooting experience and improved stability
  • Optimized the animation effect and improved interaction experience
  • Added video filter feature

Fingerprint Unlock

  • Optimized the fingerprint unlock experience when unlocking the device

Phone updates

  • Added contact notes info for incoming calls

Network updates

  • Optimized network data transmission performance and stability

Voice Assistant updates

  • Now you can wake up voice assistant of your choice just by long-pressing the power button [To enable: Settings-Buttons & gestures-Press and hold the power button-Choose the app you want to activate]

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Offerte eBay: con questo coupon si risparmia ancora di più sui prodotti già scontati

Mettetevi comodi, perché eBay ha preparato una nuova iniziativa piena di offerte, per mezzo della quale sarà possibile risparmiare sulla tecnologia. Questa volta però il merito è di uno speciale coupon applicabile su una marea di prodotti, molti dei quali già scontati.

Lo sconto si consuma nelle stesse modalità viste in altre occasioni, quindi con un codice che sblocca un ulteriore ribasso del 5% sull’importo di listino: il risparmio massimo, come al solito, è pari a 100€. Le categorie promozionate sono tutte a marchio tecnologico: smartphone, TV, informatica e videogiochi sono solo alcuni dei prodotti validi per il coupon, che vi riportiamo in basso:

PITMAR20

Per usufruire del codice sconto, basta inserirlo nel campo dedicato prima di effettuare il pagamento dell’articolo presente nel carrello. Il tutto terminerà il 31 marzo, mentre i prodotti sono ad esaurimento scorte, quindi vi consigliamo di procedere il prima possibile nel caso foste interessati a qualcosa in particolare.

LEGGI ANCHE: Tutto su Xbox Series X, finalmente!

Infine, allo scopo di aiutarvi nella lettura delle offerte, abbiamo stilato per voi una lista di alcune offerte più interessanti, ma potete sempre dare un’occhiata al catalogo completo, raggiungibile al link qui sotto, per farvi un’idea più completa a riguardo.

ALTRE OFFERTE SU AMAZON

I prezzi nella lista sono da scontare di un ulteriore 5%

Smartphone

Auricolari e Smartwatch

Apple

Console

TV

Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Offerte Tecnologia

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