Ecco il Pixel 5 di Google: scheda tecnica e nuove immagini (foto)

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale da parte di Google, apprendiamo nuovi e interessanti dettagli su quello che arriverà sul mercato come il suo dispositivo di punta: il Pixel 5.

Grazie al solito Evan Blass è appena trapelata online quella che appare proprio come la sua scheda tecnica completa:

  • Display: 6,0″ full HD+ (2.340 x 1.080 pixel) OLED 90Hz, 432 ppi, 19,5:9 con profondità di colore a 24 bit
  • CPU: Snapdragon 765G 7nm EUV octa-core
  • GPU: Adreno 620
  • RAM: 8 GB LPDDR4X
  • Storage interno: 128GB (UFS 2.1)
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 12,2 megapixel f/1.7, flash LED, OIS, pixel size 1,4 µm, FOV 77°
    • Grandangolare: 16 megapixel f/2.2, FOV 107°, pixel size 1,0 µm
  • Fotocamera frontale: 8 megapixel f/2.0, FOV 83°, pixel size 1,12 µm
  • Connettività: dual SIM, 5G SA/NA 4G VoLTE, Wi-Fi 802.11ac 2×2 MIMO (2.4/5 GHz), Bluetooth 5.1 LE, GPS, USB Type-C, NFC
  • Batteria: 4.080 mAh con ricarica rapida a 18W, ricarica wireless Qi
  • Sistema operativo: Android 11
  • Dimensioni: spessore di 8 mm
  • Peso: 151 grammi
  • Altro: resistenza a acqua e polvere (IP68), speaker stereo

Dunque sarà un Pixel 5 particolarmente dedito al comparto fotografico, come tutti i componenti della famiglia Pixel del resto, dove la registrazione video supporterà la risoluzione full HD a 240fps e 4K a 60fps. Il display avrà un foro in alto a sinistra per ospitare la fotocamera anteriore, mentre dal punto di vista hardware Google integrerà un modulo di sicurezza Titan M dedicato.

Per supportare la ricarica wireless il nuovo Pixel 5 avrà un retro realizzato in vetro, mentre tutto l’alluminio impiegato per la scocca sarà di provenienza interamente riciclata.

Come abbiamo visto qualche ora fa, Google potrebbe lanciare Pixel 5 al prezzo di 629€ nel mercato tedesco. Probabilmente in Italia non lo vedremo mai ufficialmente.

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Gboard beta si prepara al nuovo font Google Sans: voi l’avete ricevuto? (foto)

Si prospettano interessanti novità per gli utenti Android che si avvalgono di Gboard, la tastiera virtuale di Google per dispositivi mobili, la quale potrebbe presto ricevere una novità grafica.

La novità consiste nel nuovo font Google Sans, quello che Google ha ormai implementato nella maggior parte delle sue app e servizi e che caratterizza l’interfaccia dei Pixel. Alcuni utenti che hanno installato la beta di Gboard hanno segnalato l’arrivo del nuovo font sulla tastiera, potete osservarne un esempio nella galleria in basso. Oltre al font sarebbe stato rivisto leggermente anche l’aspetto grafico dei pulsanti della tastiera.

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Sembra però che il nuovo font non sia disponibile per tutti gli aderenti alla beta di Gboard. Solo alcuni utenti ne hanno segnalato l’arrivo sulla versione 9.8.07.328163918-beta-arm64-v8a dell’app: solo la storia ci dirà se si tratta di un test per un numero ristretto di utenti o di una distribuzione via server.

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Il nuovo dongle per TV di Google potrebbe segnare il cambio di passo per Android TV

Torniamo a parlare ancora una volta del nuovo dongle Android TV al quale Google sta lavorando, identificato dal nome in codice Sabrina. Dopo i presunti prezzi di lancio, nelle ultime ore sono trapelati interessanti dettagli sul nome.

Secondo quanto riferito da Artem Russakovskii il nuovo dongle di Google potrebbe arrivare sul mercato con il nome Google Chromecast with Google TV e, oltre alle colorazioni Summer Melon e Rock Candy trapelate le settimane scorse, arriverebbe anche nella colorazione Summer Blue. Il prezzo di lancio dovrebbe attestarsi attorno ai 50$ (circa 42€).

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Dunque il lancio del suo nuovo dongle per TV potrebbe segnare anche il cambio di passo per l’intera piattaforma Android TV: questa cambierebbe identità in Google TV, acquisendo una nuova interfaccia grafica particolarmente focalizzata sui contenuti invece che sulle app.

Chiaramente quanto appena ipotizzato rimane da confermare, non sappiamo quando e come Google prevede di lanciare il nuovo dongle Sabrina. Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.

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Google Calendar al passo con i tempi: in arrivo la visualizzazione degli eventi negli altri calendari (foto)

Google ha in mente di migliorare ulteriormente la gamma di funzionalità offerte dal proprio Calendar, lo strumento per gestire gli impegni e le giornate lavorative.

La novità in fase di sviluppo per Google Calendar è intesa esclusivamente per la versione Android dell’app ed è stata scovata nel codice della build più recente. La funzionalità in fase di sviluppo consiste nella possibilità di vedere gli eventi fissati calendari lavorativi degli altri colleghi. Questo aiuterebbe non poco chi deve organizzare riunioni o incontri. Google ha confermato l’arrivo della funzionalità e ha specificato che non verranno mostrati in questo ambito gli eventi e le informazioni correlate al proprio account personale.

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Al momento non è noto come e quando Google intende lanciare la novità a livello pubblico. Secondo la descrizione fornita da Google, la feature potrebbe arrivare parallelamente ad Android 11. Vi terremo sicuramente aggiornati sui prossimi eventuali sviluppi.

 

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Google Assistant vuole essere indipendente: prove generali per uno slider volume dedicato

Gli assistenti vocali intelligenti sono ormai diventati un punto fermo nel mondo degli smartphone e non solo. Tra quelli più diffusi troviamo sicuramente Google Assistant, per il quale potrebbe arrivare presto un’interessante novità.

Nel nuovo codice AOSP di Android 11, riferito alla versione stabile lanciata ieri, sono stati scovati alcuni riferimenti che suggerirebbero un canale audio dedicato agli assistenti vocali in Android: i riferimenti puntano in particolare su Google Assistant e Bixby, per i quali potrebbe arrivare uno slider del volume dedicato nel classico pannello dei volumi audio di Android.

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La funzionalità avrebbe il chiaro scopo di permettere agli utenti di gestire il volume audio degli assistenti vocali in modo indipendente dal volume degli altri contenuti multimediali provenienti dallo smartphone. A voi piacerebbe avere questa funzionalità?

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Il Google Pixel 5 5G si mostra per bene negli ultimi render trapelati (foto e video)

Quelli presi in esame potrebbero essere i migliori render ufficiosi relativi al Pixel 5 da qui alla sua persentazione ufficiale (di cui ancora non si conosce la data). Estrapolati da un presunto modello CAD, le immagini e video ci mostrano come potrebbe essere il prossimo top di gamma di casa Google, comprese similitudini e differenze con il recente Pixel 4a.

Il family feeling c’è, eccome. La parte frontale rimane pressoché identica con cornici fine ed un foro in alto a sinistra per ospitare la singola fotocamera frontale. Il display inoltre sembra non avere alcun tipo di curvatura in prossimità dei bordi. Nella parte posteriore invece possiamo accorgerci della più grande differenza, quella relativa al modulo fotocamere; rispetto al Pixel 4a infatti il fratello maggiore potrà vantare 2 sensori (+ il flash LED), alloggiati in quadrato che ricorda molto quello del Pixel 4 XL.

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Sorpresa anche sotto il punto di vista dimensionale. La fonte racconta infatti di un dispositivo ingombrante circa 144,7 x 70,4 x 8,1mm (che diventano 8,5 nel camera bump), con i consueti tasti di accensione e regolazione del volume nella parte destra. Il lato inferiore ospiterà la porta di ricarica di tipo USB-C e due fori per gli altoparlanti, uno di essi destinato probabilmente al microfono principale. Un microfono secondario invece, incaricato della soppressione dei rumori, è collocato nella parte superiore. Manca, come d’altronde nel Pixel 4a, il jack audio.

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Ora Google mostra informazioni sugli incendi in tempo (quasi) reale su Maps e nelle ricerche online (video e foto)

Nei momenti di emergenza avere la informazioni giuste sull’ambiente che ci circonda è essenziale e può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte. Se ne sono accorti in prima persona alcuni ingegneri di Google quando anni fa scoppiò un piccolo incendio vicino alla loro sede di Haifa in Israele e online non appariva nulla: “le ricerche confermavano solo un mucchio di dettagli che già conoscevamo, ma niente sul grande incendio fuori dalle nostre finestre“.

Proprio per colmare questo vuoto informativo, Google ha annunciato di aver rilasciato un importante aggiornamento per il suo motore di ricerca e per Maps che mette in evidenza eventuali incendi boschivi. Il cambiamento climatico globale infatti ha reso sempre più frequenti gli episodi di combustione in natura e Paesi come gli Stati Uniti se ne sono accorti in prima persona negli ultimi anni.

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Dopo una lunga sperimentazione con il centro di gestione delle emergenze della California, la nuova funzione è stata ufficializzata oggi. Se si cerca su Google un incendio in corso, i risultati mostrano una mappa con i confini delle fiamme aggiornata in tempo quasi reale (circa una volta all’ora) oltre che notizie pertinenti, informazioni ufficiali e indicazioni sul comportamento da tenere sotto un banner rosso con la scritta “SOS Alert”.

Aprendo Google Maps invece vengono evidenziate le strade chiuse ed eventuali percorsi consigliati per evitare pericoli e blocchi stradali. La linea del fuoco è evidenziata in rosso ed è generata dall’Earth Engine di Mountain View usando i dati satellitari forniti dalla National Oceanic and Atmospheric Administration. Al momento il servizio riguarderà solamente gli USA, ma BigG ha dichiarato di voler implementare la novità anche in altre nazioni insieme ad ulteriori funzioni per le emergenze. L’unica vera pecca è che serve avere una connessione internet, qualcosa che non va dato per scontato in certe situazioni.

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Che succede agli smartphone Huawei ora che è scaduta la licenza di Google 

La promessa fatta da Huawei quindici mesi fa e ribadita più volte che i dispositivi con Android installato continueranno a ricevere aggiornamenti potrebbe scontrarsi con la dura realtà delle sanzioni Usa

Le società statunitensi sono state autorizzate a collaborare con Huawei, almeno in misura limitata, sebbene la società cinese sia sulla lista nera delle minacce alla sicurezza. Questa “Licenza generale temporanea” era valida per 90 giorni ed è stata prorogata più volte. Fino ad ora.

Cosa significa che la licenza è scaduta

Come riportato dal Washington Post, l’ultima licenza è scaduta il 13 agosto e Google e Huawei hanno confermato che non è stata ancora prorogata. Ciò significa che Google non è più autorizzato a lavorare con Huawei su prodotti rilasciati prima dell’entrata in vigore delle restrizioni commerciali a maggio 2019. Questo, come sottolinea Futurezone, significa che Google non pubblicherà più aggiornamenti per gli smartphone Huawei con sistema operativo Android, indipendentemente da quando sono stati prodotti e messi in commercio.

Ciò mette a rischio la sicurezza di milioni di clienti Huawei in tutto il mondo – oltre 240 milioni di smartphone venduti nel solo 2019 – e insieme con la penuria di chipset made in America messi a disposizione del colosso, mette a repentaglio l’esistenza stessa dei futuri device della casa cinese.

I telefoni saranno aggiornati

Ma ciò non significa che i telefoni Huawei non riceveranno alcun aggiornamento. Poiché Android è un sistema operativo open sourceHuawei può implementare autonomamente gli aggiornamenti di sicurezza. Google non è autorizzato a fornire a Huawei gli aggiornamenti in anticipo, come accade con altri partner, e questo significa che le patch arriveranno forse con un ritardo, ma arriveranno.

È anche possibile che gli smartphone Huawei non ricevano più aggiornamenti importanti per Android. Di solito vengono forniti da Google solo agli smartphone che sono stati testati e trovati compatibili. A causa del divieto di collaborazione, Google non potrebbe più testare gli smartphone Huawei

 È anche ancora da vedere se Google potrà aggiornare le sue app Android, che ora sono installate sugli smartphone Huawei. Si parla di applicazioni come Chrome, Google MapsYouTube, Google Pay che sui telefoni Huawei saranno presto disponibili solo in versioni obsolete.

Le app bancarie continueranno a funzionare?

Un altro problema può essere SafetyNet. Questo servizio di Google raccoglie continuamente dati sul dispositivo e utilizza un algoritmo per decidere se è affidabile. Molte app bancarie, ma anche app di Google come YouTube, funzionano solo su dispositivi che risultano affidabili. Se Google dovrà escludere Huawei da questo servizio, gli smartphone saranno considerati non sicuri e queste app non potranno più funzionare.

Finora, Huawei e Google non hanno ancora commentato, ma secondo alcune fonti Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sistema e patch di sicurezza e tutti i dispositivi su cui è preinstallato Google Play potranno comunque utilizzarlo per scaricare e aggiornare le app. Per gli smartphone come il P40, che non hanno Google Play preinstallato, nuove app e aggiornamenti possono essere gestiti tramite Huawei AppGallery.

Agi

Il nuovo easter egg di Google fa ballare la ricerca (video)

C’è un nuovo easter egg nella ricerca di Google e dovrebbe essere compatibile con quasi tutti i browser in circolazione (noi abbiamo provato con Chrome, Firefox e Safari). Solitamente questo tipo di piccoli “segreti” nella ricerca Google sono riservati al pubblico statunitense. Quello che vi proponiamo oggi invece è compatibile anche con google.it o più in generale con la ricerca in italiano.

Ecco come attivarlo:

  1. Aprite Google.it
  2. Digitate cha cha slide e avviate la ricerca
  3. Alzate il volume
  4. Premete sul microfono colorato e poi sugli altri simboli che compariranno

Vi abbiamo già anticipato il risultato di questo simpatico easter egg nel titolo, ma non vi rovineremo tutto il divertimento lasciandovi spazio per scoprire tutta la routine di ballo.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

È più divertente di così, ma i reel durano solo 15 secondi. Provate! #google #easteregg #chachasl

Un post condiviso da Emanuele Cisotti (@_ciso) in data: 6 Ago 2020 alle ore 12:28 PDT

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Google lancia Pxel 4a ed entra di prepotenza nella fascia media degli smartphone

Come in una battaglia navale d’altri tempi, una volta la potenza di una casa produttrice di smartphone si valutava nello scontro tra ammiraglie.

Oggi il mercato è cambiato – sarà colpa della pandemia o più probabilmente della saturazione della fascia premium – e lo scontro si è fatto più aspro che mai nella della fascia media, quella, per intenderci, che gravita tra i 350 e i 500 euro.

In questo segmento – al netto delle manovre di Apple che come al solito gioca una partita tutta sua – si è fatta notare nelle scorse settimane la presentazione di OnePlus Nord, un device bello e performante che sarà in vendita dal 4 agosto, e oggi piomba con prepotenza Google con il Pixel 4a.

Lo scorso anno il Pixel 4 si era presentato con alcune feature interessanti e per certi versi rivoluzionarie, ma il prezzo era ancora decisamente troppo alto per non preferirgli uno Huawei o un Samsung top di gamma. Ora invece – ma in realtà dal 1 ottobre – Google ha deciso di entrare a gamba tesa sul mercato di fascia media con uno smartphone che offre due atout non di poco conto: una fotocamera con una buona intelligenza artificiale e soprattutto aggiornamenti costanti che permettono al telefono di migliorare nel tempo. Tutto a un prezzo accessibile: 389 euro.

La fotocamera è la stessa del Pixel 4 con HDR+, controlli per la doppia esposizione, modalità ritrattoscatto migliore, foto notturna con – suona divertentissimo – astrofotografia e la stabilizzazione video.

Il display è molto contenuto: un 5,8 pollici oled che si estende da bordo a bordo in cui è integrata la fotocamera anteriore. Modesto il taglio di memoria – 128 GB di spazio di archiviazione che evidentemente conta sul Drive di Google – e 6 GB di RAM. La presenza del jack per cuffie da 3,5 mm lascia supporre che non sia a prova di (breve) immersione nell’acqua.

Nonostante la batteria sia di appena 3140 mAh, promette 24 ore di lavoro intenso senza ricaricare.

Per i colori, a Mountain View devono essersi ispirati alla Model T di Ford: il Pixel 4 è disponibile in qualunque colorazione purché sia nero, ma in compenso offre sfondi personalizzati, che giocano graficamente con il foro della fotocamera anteriore.

Agi

L’ultimo aggiornamento fa somigliare Google Maps sempre più a un social network (foto)

Con un post sul suo blog ufficiale Google annuncia l’arrivo di una piccola ma significativa rivoluzione in Maps: presto si potranno seguire le attività di chi aggiunge contenuti. Il rilascio globale è partito dopo una sperimentazione durata più di sei mesi. La novità in poche parole introdurrà alcune funzioni tipiche dei social, come la gestione del proprio profilo (in parte in realtà già presente per chi contribuisce alle mappe), la possibilità di rendere pubblica la propria attività e ricevere notifiche a ogni upload significativo.

Già da qualche tempo infatti era possibile seguire le guide locali, da domani chi condivide foto, recensioni o liste pubblicamente potrà essere seguito da chi vuole ricevere gli ultimi aggiornamenti. Sarà poi possibile filtrare i profili pubblici per argomento (es. pizza, branch, campeggi, parchi, ecc.).

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Google ci tiene però a rassicurare quegli utenti più attenti alla propria privacy, dichiarando che allo stesso tempo sarà implementato un sistema di gestione della condivisione delle informazioni. In particolare si potrà scegliere se mostrare a tutti o meno le proprie recensioni, le foto e gli altri post che compongono il profilo pubblico su Maps. Per poter essere seguiti da altri bisognerà seguire una procedura precisa – disponibile per alcuni utenti, immaginiamo in base ai contributi effettuati – ma poi sarà possibile porre delle limitazioni. Per esempio con un profilo “restricted” si potrà approvare chi fa richiesta di diventare follower.

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