La guerra tra Oracle e Google è finalmente giunta alla fine?

La causa che riguarda Google e Oracle risale ad ormai 11 anni fa, quando Oracle acquistò Sun Microsystems, sviluppatori del linguaggio di programmazione Java, largamente utilizzato dal sistema operativo Android per la creazione di applicazioni.

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Google fu quindi citata in giudizio perché, secondo i nuovi proprietari di Java, l’utilizzo del linguaggio autorizzava Oracle ad una fetta di ricavi pari a circa 8 miliardi di dollari e a circa 475 milioni di dollari di potenziali perdite in seguito ad un utilizzo illecito delle licenze. La diatriba legale è andata avanti fino ad oggi: nel 2016 una giuria ha dichiarato che l’utilizzo di Java da parte di Google era in linea con le varie licenze, mentre una corte d’appello degli Stati Uniti ha in seguito dato ragione ad Oracle.

Sembrerebbe però che tutto ciò sia destinato alla fine: in seguito ad una richiesta di Google alla Corte Suprema degli Stati Uniti inoltrata nel 2019, quest’ultima si è espressa a favore di BigG: secondo loro, il codice Java era utilizzato affinché gli sviluppatori creassero software totalmente nuovo per la piattaforma, quindi in maniera del tutto corretta e in linea con le licenze.

Ad ogni modo, vi terremo aggiornati circa questo contrasto che va avanti ormai dal 2010.

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La guerra tra Oracle e Google è finalmente giunta alla fine?

Google Traduttore è nell’olimpo delle app più scaricate su Android

Le app e i servizi offerti da Google per i dispositivi mobili sono sicuramente tra i più usati, grazie alla frequenza di aggiornamento e alla loro affidabilità. Tra questi troviamo sicuramente il suo Traduttore.

L’app Android di Google Traduttore ha appena tagliato un traguardo storico: l’app ha raggiunto il miliardo di download sul Play Store. Un numero che comunque tiene anche conto del fatto che l’app arriva preinstallata su alcuni device. Google ha investito parecchio nell’implementazione di feature software nel suo Traduttore, e questo sta dando i suoi frutti: si stima che l’app processi circa 100 miliardi di parole al giorno.

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Poco importa se il periodo attuale è dei meno felici per le app di traduzione, viste le forti limitazioni sui viaggi che più o meno tutti stiamo sperimentando intorno al mondo. Fateci sapere se Google Traduttore è anche il vostro riferimento oppure se vi avvalete di alternative.

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Google Traduttore è nell’olimpo delle app più scaricate su Android

Stadia Savepoint di marzo: ecco cosa è cambiato in questo mese sulla piattaforma di Google

Come ogni mese, Google ha pubblicato il recap di marzo per quanto riguarda la sua piattaforma di cloud gaming Stadia. Le novità sono state molte: a partire dall’arrivo di FIFA 21 e Saints Row: The Third sul servizio fino al bundle che coinvolge Resident Evil Village.

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Andando con ordine, questa è la lista dei titoli che sono arrivati su Stadia in questo mese:

  • AVICII INVECTOR
  • Crayta – Alien Conspiracy Battle Pass
  • DIRT 5
  • Disco Elysium: The Final Cut
  • Dragon Quest XI S: Echoes of an Elusive Age – Definitive Edition
  • FIFA 21
  • HITMAN – Free Starter Pack
  • Immortals Fenyx Rising – Myths of the Eastern Realm
  • It came from space and ate our brains
  • Kaze and the Wild Masks
  • Killer Queen Black
  • Monster Jam Steel Titans 2
  • Murder by Numbers
  • Nanotale – Typing ChroniclesPixelJunk Raiders
  • Saints Row: The Third Remastered
  • Terraria
  • Trine 4: The Nightmare Prince

Da notare l’introduzione di un titolo gratuito, sia per utenti base che Pro, ovvero Hitman 3: Starter Pack, che si aggiunge agli altri giochi gratis già presenti, cioè Destiny 2, Super Bomberman R Online e Crayta: Starter Edition.

Corposa anche la lista dei giochi annunciati nel mese di marzo e che arriveranno su Stadia durante il corso dell’anno:

  • Blue Fire
  • Life is Strange Remastered Collection
  • Resident Evil Village
  • Resident Evil 7 biohazard Gold Edition
  • Ys IX: Monstrum Nox
  • Ys VIII: Lacrimosa of DANA
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III

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Google Assistant su Fiat 500: basta un “Hey Google” per comunicare con l’auto (foto)

Google e Fiat hanno appena ufficializzato un’interessante novità per il settore automobilistico che concretizza il connubio tra una delle auto più iconiche della storia italiano e Google Assistant, l’assistente virtuale intelligente di BigG.

È stata presentata l’edizione speciale della Fiat 500 Family con Hey Google. La novità consiste in un’integrazione più profonda dell’assistente vocale con l’auto, che va oltre l’esperienza offerta da Google su smartphone Android e con Android Auto. Sulle nuove Fiat 500500X e 500L Hey Google sarà possibile interagire, anche a distanza, con l’auto per conoscere il livello di carburante o accendere le luci.

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Il tutto è stato reso possibile grazie all’integrazione di Assistant con servizio Mopar Connect di Fiat e all’Action My Fiat creata appositamente per Google Assistant. Per accedervi sarà necessario completare la procedura di configurazione iniziale indicata alla consegna dell’auto.

Come vedete dalle immagini in galleria, le nuove Fiat 500, 500X e 500L Hey Google presentano anche degli inserti sulle portiere e sui sediolini che richiamano i colori Google. La Fiat 500 Family Hey Google sarà presto disponibile nei tre modelli 500, 500X e 500L in 10 paesi europei, tra i quali l’Italia.

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Google Assistant su Fiat 500: basta un “Hey Google” per comunicare con l’auto (foto)

Hey Google, proprio non ti piacciono le notifiche di aggiornamento del Play Store? (video)

Poco più di un anno fa Google prese una decisione che fece discutere non poco online: rimuovere le notifiche di segnalazione di aggiornamento delle app tramite Play Store. La cosa fece tanto scalpore in alcuni ambienti che presto i colleghi di XDA rilasciarono un’app il cui compito era esattamente rimettere le cose come stavano prima. Successivamente, ascoltando la mole di richieste degli utenti, BigG è tornata sui suoi passi, reintroducendo prima dell’estate le tanto desiderate notifiche.

L’operazione però non è durata molto e diversi utenti ancora non riescono a riceverle nonostante l’apposito toggle sia correttamente attivato. La cosa diventa ancora più stridente se si pensa che sugli stessi Pixel realizzati da BigG se si prova ad attivare la funzione andando in Play Store > Impostazioni > Notifiche > Aggiornamenti completati non si ottiene nulla, come potete osservare nel filmato a fine articolo.

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Non è chiaro come mai le cose vadano in questo modo, sopratutto perché si tratta di una piccola, semplice funzionalità. Le lamentele per l’argomento sono ormai diventate strutturali, speriamo che Google se ne faccia carico per risolvere una volta per tutte. Nonostante la fiducia, consigliamo agli utenti interessati al tema di non trattenere il fiato in attesa di novità. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati, però!

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Questa app di Google vi fa misurare la distanza tra i telefoni per rivoluzionare il Bluetooth

Google sta lavorando attivamente sullo sviluppo di tecnologie di rilevamento in locale da cui le app possono trarre vantaggio per funzionalità esclusive. L’ultima novità in tal senso è nella pubblicazione dell’app “WifiNanScan” sul Play Store, per mezzo della quale gli sviluppatori potranno sperimentare con il Wi-Fi Aware.

Il Wi-Fi Aware, noto anche come Neighbor Awareness Networking (NAN), consente ai dispositivi Android 8.0 o superiore di rilevarsi a vicenda e di connettersi senza dover avere una connessione Internet attiva. Le API funzionano per rilevare i dispositivi nelle vicinanze e creare connessioni di rete in grado di condividere grandi quantità di dati o inviare brevi messaggi.

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Questa tecnologia supporta velocità di trasmissione più elevate su distanze maggiori rispetto alle connessioni Bluetooth, e diventerà presto uno standard. Tra i possibili usi, ci sono i seguenti:

  • Invio di un documento ad una stampante in modo sicuro e senza accedere alla rete
  • Visualizzare il menù di un ristorante ed effettuare una prenotazione senza avere una connessione ad Internet
  • Automatizzare operazioni scolastiche (come l’appello)
  • Semplificare i flussi di elaborazione di sicurezza negli aeroporti, dogana e immigrazione utilizzando l’identificazione mobile (ID) come la patente di guida o il passaporto, senza però richiedere ai viaggiatori di presentare un documento di identità fisico

Grazie all’app WifiNanScan è possibile ottenere una misura della distanza con una precisione di circa 1 metro con telefoni distanti fino a 15 metri, così da verificare le distanze tra i telefoni e capire quali sono i possibili utilizzi.

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Questa app di Google vi fa misurare la distanza tra i telefoni per rivoluzionare il Bluetooth

Un bug rende Google Home/Nest Hub completamente muto, ma c’è una soluzione temporanea

Nell’ultimo periodo, molti utenti hanno lamentato uno strano bug per gli speaker smart di Google, più precisamente quelli dotati di display, ovvero Google Home e Nest Hub: l’audio infatti è completamente assente, anche quando il volume è impostato al massimo.

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Questo problema, le cui segnalazioni di sono apparse sul forum ufficiale di Google, è ovviamente molto fastidioso: nonostante il display riesca a mostrare molte informazioni, il feedback audio è una parte fondamentale dell’esperienza di uno smart speaker e, se completamente assente, rende difficile capire quando scade un timer o arriva una notifica.

Google è già a conoscenza del bug ed è al lavoro su una soluzione definitiva. Nel frattempo, sembrerebbe che un riavvio del dispositivo riesca a risolvere il problema, ma si tratta di una soluzione temporanea e molti utenti hanno visto riapparire questa problematica. Non resta quindi che attendere un aggiornamento da parte di BigG.

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Buon compleanno Chrome OS! Per i 10 anni del sistema operativo, Google annuncia le novità in arrivo

Ebbene si: sono passati già 10 anni dal rilascio di Chrome OS, il sistema operativo open source di Google pensato pensato per gli utenti che utilizzano il computer per la maggior parte del loro tempo collegati ad internet. Per festeggiare questo traguardo, BigG ha rilasciato la lista delle prossime novità in arrivo sul sistema.

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Per prima cosa si torna a parlare di Phone Hub, la funzionalità di Chrome OS che permette di collegarsi al proprio smartphone Android per effettuare una serie di operazioni come rispondere ai messaggi, controllare la durata della batteria del telefono e il segnale o attivare l’hotspot. Phone Hub mostra anche le schede del browser Chrome che sono state aperte l’ultima volta sullo smartphone, così da riprendere la navigazione. Sarà poi possibile collegarsi automaticamente alle reti Wi-Fi salvate sul telefono e scambiare dati con la funzione Nearby Share.

In arrivo anche un toggle nei Quick Settings per effettuare screenshot e registrare lo schermo e una nuova sezione con i controlli multimediali, che potrà anche essere “ancorata” sulla barra Shelf per raggiungerla più velocemente. Anche la Clipboard verrà migliorata e sarà in grado di tenere in memoria gli ultimi cinque elementi copiati e verrà aggiunta una nuova funzione detta Quick Answers, che permetterà di riceve informazioni utili quando viene effettuato il click con il tasto destro su una parola.

Le novità non finiscono qui: Google ha migliorato i desktop virtuali e la schermata di blocco e in più sono in arrivo delle nuove icone per moltissime applicazioni. L’aggiornamento di Chrome OS verrà reso disponibile a livello globale nel corso delle prossime settimane, ma per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina ufficiale di Google.

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Buon compleanno Chrome OS! Per i 10 anni del sistema operativo, Google annuncia le novità in arrivo

Novità in arrivo per Google Calendar: sarà più facile riconoscere gli eventi brevi (foto)

Google ha in mente di introdurre una piccola ma utile novità per Calendar, il suo noto calendario ormai presente su tutte le piattaforme software. La novità riguarda gli eventi brevi in particolare.

La novità che Google starebbe per introdurre in Calendar consiste in una migliore visualizzazione degli eventi rappresentati sul calendario di Google. Come vedete dagli screenshot presenti in galleria, si tratterebbe di una visualizzazione più ristretta per gli eventi classificati da Google come brevi, ovvero gli eventi che sono pianificati per durare fino a 30 minuti.

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La novità è attualmente disponibile per un numero ristretto di utenti, presumiamo che arriverà nel prossimo futuro per tutti. Il suo rollout avverrà probabilmente via server, non sarà dunque necessario un aggiornamento dell’app.

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Novità in arrivo per Google Calendar: sarà più facile riconoscere gli eventi brevi (foto)

Nuovi dettagli sull’app Google Ohana: sarà la sostituta di Discover?

Dopo i primi rumor emersi poche settimane fa, arrivano nuovi dettagli su quello che potrebbe diventare Google Ohana, l’app alla quale starebbe lavorando Google e che potrebbe introdurre come hub multimediale.

Come è accaduto per i primi rumor, i nuovi dettagli arrivano dal Cile. Google Ohana sarà un’app che ufficialmente dovrebbe chiamarsi Google Entertainment Space. Sembrerebbe confermata la sua caratura di hub multimediale per i servizi Google, almeno su dispositivi mobili, anche se Android Headlines azzarda l’ipotesi che potrebbe anche costituirsi come sostituto di Google Discover.

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Non è nemmeno escluso che questa nuova app possa essere lanciata come esclusiva per dispositivi Android Go. Il tutto rimane ancora un’ipotesi abbastanza sfocata, torneremo ad aggiornarvi quando emergeranno dettagli più specifici.

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Nuovi dettagli sull’app Google Ohana: sarà la sostituta di Discover?

Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

Don Turner ricopre il ruolo di Android Developer Relations Engineer all’interno di Google e ha recentemente rilasciato un post sul blog Android Developers nel quale aggiorna il mondo sui risultati ottenuti grazie al lavoro sulla latenza audio effettuato negli ultimi quattro anni.

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Le azioni intraprese unite ad una rinnovata attenzione da parte dei produttori di dispositivi hanno infatti permesso infatti di ottenere miglioramenti significativi, portando la latenza media degli smartphone Android più popolari sotto ai 40ms. Questo valore rientra pienamente all’interno della gamma richiesta per le applicazioni in tempo reale.

Solamente nel 2017 la differenza tra il minimo ed il massimo valore di latenza dei dispositivi più popolari era di 222ms. Confrontando questo dato con quello della lista del 2021 l’intervallo si è ridotto a soli 28ms, fornendo un’esperienza audio superiore nonostante la presenza di smartphone di diversi OEM. Le informazioni riportate fanno riferimento alla latenza audio “andata e ritorno” che include ingresso audio, elaborazione e output audio. Per ottenere invece la latenza “tap-to-tone”, che include il tocco dello schermo per  l’emissione del suono, vanno aggiunti 15ms alle latenze visibili nei grafici a fondo articolo. L’obiettivo a lungo termine per gli ingegneri del suono Android resta comunque quello di raggiungere i soli 10ms di latenza “andata e ritorno”.

 

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Ecco come Google ha lavorato sul problema della latenza audio degli smartphone Android (foto)

La Google Camera si aggiorna con una delle novità che stavate cercando (foto)

Google ha appena rilasciato un nuovo aggiornamento per la sua Google Fotocamera, l’ormai famosa app che si occupa della gestione di scatti e video sui dispositivi Android compatibili, notoriamente i Pixel.

L’update per l’app di Google introduce un’interessante novità per le modalità di registrazione dei video. Si tratta della funzionalità per registrare i video rapidamente, tenendo premuto il pulsante di scatto: l’immagine in galleria mostra come sarà possibile effettuare lo zoom, tramite il trascinamento verso l’alto del pulsante di scatto, o passare alla modalità a mano libera. Quest’ultima permetterà di continuare la registrazione video anche dopo aver lasciato il pulsante di scatto.

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La novità è inclusa nell’ultimo aggiornamento rilasciato per l’app Google Fotocamera, corrispondente alla build 8.2.204. Questo è attualmente in fase di distribuzione automatica attraverso il Play Store per gli smartphone compatibili, qui sotto trovate il badge di download.

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Brave sfida Google con un motore di ricerca che mette la privacy al primo posto

Brave è uno dei tanti browser basati su Chromium che ha visto crescere la propria popolarità nell’ultimo anno, passando da 11 milioni a oltre 25 milioni di utenti attivi mensilmente, grazie ad alcune sue funzionalità e alla promessa di privacy e sicurezza durante la navigazione.

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Con un post sul suo sito, Brave ha annunciato lo sviluppo di un nuovo motore di ricerca focalizzato sulla privacy e che non raccoglie nessun tipo di dato sulla navigazione, utilizzando la tecnologia sviluppata da Tailcat, azienda acquisita proprio da Brave. Brave Search, questo il nome di tale servizio, utilizzerà database di ricerca indipendente per mostrare i risultati di qualità agli utenti, senza che questi rinuncino alla propria privacy.

È inutile dire che la concorrenza in questo campo è davvero agguerrita: Google e il suo motore di ricerca non hanno certo bisogno di presentazioni, motivo per cui sarà davvero difficile per Brave Search riuscire a “rubare” gli utenti di BigG. Ad ogni modo, nel caso vogliate iscriversi alla lista d’attesa per provare Brave Search, potete farlo da questa pagina.

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Brave sfida Google con un motore di ricerca che mette la privacy al primo posto