Finalmente il Google Play Store Web si rifà il look!

È da anni e anni che il Play Store da web ha lo stesso aspetto. Oltre a permette di navigare fra le tantissime app disponibili per Android, il Google Play Store accessibile da browser permette anche di installare le stesse app in remoto su smartphone e tablet.

Non tutti lo usano, ma gli utenti che ogni tanto ci accedono erano accolti dalla stessa grafica oramai da tempo immemore. Finalmente Google si è decisa a dare una svecchiata al tutto.

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Una delle prime segnalazioni arriva da 9to5Google, che ha postato un breve video che mostra in azione la nuova interfaccia del Play Store Web. Il redesign modifica la scheda delle singole app, i menu di navigazione, le recensioni: tutto insomma.

C’è anche un filtro per visualizzare app dedicate a smartphone, tablet, Android TV e Chromebook. Il tutto, oltre a sembrare più funzionale, è anche più curato e decisamente più moderno di quello attuale. Date un’occhiata agli screenshot in galleria per farvi un’idea della nuova grafica.

Si tratta di una novità che verrà introdotta come di consueto con un rollout graduale. Non sappiamo se in Italia c’è già chi può vederla attiva. Nella redazione di 9to5Google non sono riusciti a replicarla, pubblicando appunto il materiale passatogli da un lettore.

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Finalmente il Google Play Store Web si rifà il look!

Con Google si potranno cercare nei dipinti i sosia dei nostri animali

AGI – Nel 2018 era diventata virale una piccola mania: trovare sosia di se stessi e dei propri amici nelle opere d’arte.

Merito della funzione Art Selfie, all’interno dell’app Google Arts & Culture. Adesso Big G ha pensato di fare la stessa cosa con i cuccioli di casa.

La funzione si chiama Pet Portraits e permette di rintracciare nei dipinti i propri cani, gatti, rettili, cavalli, conigli. “Potrebbero essere abbinati – ha spiegato la product manager Michelle Luo – a statuette egiziane antiche, arte di strada messicana, acquerelli cinesi sereni e altro ancora”.

Il funzionamento alla base è identico a quello usato per i selfie umani. Dopo aver scattato una foto, l’algoritmo riconosce la sagoma dell’animale, la ritaglia e scandaglia decine di migliaia di opere d’arte per trovare le immagini che gli somigliano di più.

Dietro questo giochino, simpatico ma non privo di sostanza tecnologica visto l’utilizzo del machine learning, c’è lo stesso obiettivo che aveva Art Selfie: spingere gli autori dello scatto a scoprire le opere in cui si è ritrovato il loro cane e la storia dell’artista che, decenni o secoli prima, lo ha immortalato.


Con Google si potranno cercare nei dipinti i sosia dei nostri animali

Le applicazioni sociali dell’AI secondo Google

AGI – “Molti problemi non hanno ancora una tecnologia capace di risolverli”. Ad alcuni ci sta lavorando Google grazie all’intelligenza artificiale, come ha spiegato Marian Croak, responsabile AI di Google Research, in apertura dell’evento Investors.

Un appuntamento durante il quale la società ha presentato alcune soluzioni in fase (più o meno avanzata) di sviluppo: un’app in grado di aiutare le persone con deficit del linguaggio, un sistema capace di esaminare una mammografia per individuare i tumori e una piattaforma per monitorare le inondazioni e avvertire la popolazioni.

Soluzioni che si rivolgono ad ambiti molto diversi, ma con due cose in comune: hanno un potenziale impatto sociale e sfruttano l’intelligenza artificiale.

Un traduttore per i deficit di linguaggio

Project Relate è uno strumento che aiuta a comunicare chi è affetto da disturbi del linguaggio. Per i malati di Sla, Parkinson, paralisi cerebrale, parlare e farsi capire può essere complicato. Il progetto punta a creare un’app che “traduce” una pronuncia difficoltosa in parole e frasi comprensibili.

“Sono abituata allo sguardo delle persone quando non riescono a capire quello che ho detto”, ha spiegato Aubrie Lee, brand manager di Google affetta da distrofia muscolare che collabora al progetto. L’app permette di rendere le frasi comprensibili all’assistente di Google, consentendo quindi di usare i comandi vocali. Con la funzione Ascolta trascrive il discorso in tempo reale, così da copiarlo e incollarlo in chat o da farlo leggere a chi si ha di fronte; con la funzione Ripeti, l’app legge ad alta voce quanto appena trascritto.

Lo strumento per fare tutto questo è il machine learning, un po’ come il traduttore di Google, che elabora dati (parole e frasi) e li traduce. Quanti più dati ci sono a disposizione, tanto migliore sarà il risultato. Ed è questo il punto più complesso del progetto Relate: ogni persona affetta da deficit del linguaggio parla in modo personale, con inflessioni praticamente uniche. Oltre a comprendere la lingua, quindi, l’app deve costruire una sorta di apprendimento personalizzato. Serve quindi una mole enorme di dati. È per questo che Google sta cercando utenti che possano testare la tecnologia, in modo che Relate impari (per ora solo in lingua inglese).

L’AI per lo screening del cancro al seno

Un progetto all’interno di Google Health punta a migliorare lo screening dei tumori al seno. Servono ancora approfondimenti e test clinici, ma – ha spiegato Alan Karthikesalingam, ricercatore che sta lavorando al progetto – il sistema di intelligenza artificiale “ha identificato il cancro nelle mammografie con maggiore precisione rispetto agli specialisti”.

Gli obiettivi sono chiari: rendere gli esami più accurati e replicabili. Ma anche più rapidi ed economici, per migliorare l’esperienza del paziente. Senza l’ambizione di sostituire i medici: se l’AI smaltisce parte del lavoro, ha spiegato Karthikesalingam, “i medici possono dedicare più tempo ed energie alle decisioni da prendere” per curare i pazienti.

Il progetto, è bene sottolinearlo, è una sperimentazione non ancora applicabile a livello clinico. Serviranno tempo, test e passaggi approvativi. Ma i ricercatori sperano che sia il primo passo verso la costruzione di uno strumento basato sull’intelligenza artificiale diffuso in ambulatori e ospedali. Non solo per individuare il tumore al seno ma anche altre patologie.

La Google Maps delle inondazioni

Nel 2018, Google ha lanciato una soluzione per monitorare le inondazioni e, in caso di rischio, lanciare allarmi alla popolazione locale. Il sistema fornisce dati sul livello dei fiumi, ma anche l’estensione del fenomeno con visualizzazione su Google Maps.

Adesso il progetto fa un passo avanti, con Google Flood Hub: le informazioni sono le stesse, ma con un impatto visivo maggiore che le rende più chiare. E, soprattutto, con un grado di dettaglio più capillare, per identificare località specifiche come singoli villaggi.

Lo sforzo non è solo tecnologico: “La sfida è avvisare persone che spesso non hanno accesso a Internet”, ha spiegato l’ingegnere del software Sella Nevo. Per questo Flood Hub collabora con ong che fanno da rete e promuove la formazione della popolazione locale, cui è stato insegnato come leggere gli avvisi e le mappe.

Il programma è stato esteso, negli ultimi tre anni, a parte dell’India e del Bangladesh, arrivando a coprire un’area che ospita 360 milioni di persone ed emettendo 115 milioni allarmi. L’obiettivo è ampliare le aree monitorate in Asia meridionale e Sud America.   


Le applicazioni sociali dell’AI secondo Google

L’app Sfondi di Google a quota 500 milioni di download: ci siete anche voi?

Da qualche anno ormai Google ha reso disponibile un’app dedicata esclusivamente agli sfondi per dispositivi Android, denominata appunto Sfondi e che offre molte interessanti alternative per personalizzare il proprio smartphone.

Nelle ultime ore è arrivato un importante traguardo per l’app Sfondi di Google. Questa ha infatti sfondato il muro dei 500 milioni di download sul Play Store. Si tratta di un traguardo importante in quanto l’app non arriva preinstallata su tutti i dispositivi Android.

L’app Sfondi di Google è disponibile gratuitamente sul Play Store. Se non foste tra i 500 milioni di download già effettuati, qui sotto trovate il badge per provarla subito.

Scarica da Play Store

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L’app Sfondi di Google a quota 500 milioni di download: ci siete anche voi?

I Pixel 3 dicono addio al supporto software ufficiale di Google

I Pixel 6 sono appena arrivati ma in casa Google è anche tempo di addii. Dopo l’ultimo aggiornamento con le patch di ottobre i Pixel 3 salutano definitivamente il supporto software ufficiale.

Per i Pixel 3, i top di gamma Google lanciati nel 2018, è giunto il momento di dire addio agli aggiornamenti software periodici rilasciati da Google. L’ultimo aggiornamento periodico per Pixel 3 e Pixel 3 XL è stato quello con le patch di ottobre, che ha introdotto anche Android 12 in versione stabile.

Questo non significa che i Pixel 3 non riceveranno più aggiornamenti software da parte di Google. In casi di emergenza o di vulnerabilità particolari Google potrebbe tornare ad aggiornare i suoi ex flagship.

Quanto appena accaduto rientra perfettamente nei piani di Google, per i Pixel 3 infatti il supporto ufficiale di sicurezza ammontava a 3 anni a partire dal lancio.

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I Pixel 3 dicono addio al supporto software ufficiale di Google

Google rilascia Private Compute Services come app indipendente: perché è importante per la privacy

Con il rilascio di Android 12 abbiamo visto come Google intenda rinnovare il suo sistema operativo per dispositivi mobili. Questo passa anche dal rendere indipendenti app e servizi per una maggiore rapidità di aggiornamento.

Private Compute Services è una di queste app. Google ha recentemente reso Private Compute Services un’app disponibile sul Play Store singolarmente. Questo permetterà una maggiore flessibilità e rapidità nel rilascio di aggiornamenti software per la specifica app.

Tale app riveste particolare importanza per alcune funzionalità esclusive disponibili sui Pixel e per la privacy degli utenti. In questa app viene incluso il framework che permette a Live Caption, Now Playing e Smart Reply di operare in totale autonomia dal resto del sistema operativo e della app Android.

Questo permette anche di separare fisicamente i dati raccolti da queste funzionalità, chiaramente molto personali e relativi alle abitudini del singolo utente. Come vedete dagli screenshot in galleria l’app è già disponibile sul Play Store.

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Google rilascia Private Compute Services come app indipendente: perché è importante per la privacy

L’orologio Google si aggiorna con nuovi widget e stile Material You

Durante il mese scorso, Google ha rilasciato la Beta 5 di Android 12, nella quale sono stati introdotti i widget per l’orologio in tema Material You. Un nuovo aggiornamento per l’orologio di Google in versione 7.0 è uscito negli ultimi giorni, e integra al suo interno un widget aggiuntivo e cinque diversi stili di orologio tra cui è possibile scegliere.

Dopo aver posizionato il widget dove preferite, potrete scegliere tra i diversi stili. Per esempio, l’orologio “Analogico” permette di scegliere tra:

  • Scallop: Come l’originale, ma con il giorno della settimana e la data che ora appaiono e ruotano in posizione diametralmente opposta rispetto al punto dei secondi
  • Numeral: Ci sono gli indicatori delle ore 12/3/6/9.
  • Day: Una finestella indicante la data odierna è posizionata alla ore 15
  • Clover: Widget a forma di X già utilizzato per la cattura rapida/azioni da Keep e Drive

Allo stesso modo, Digital, Stacked, e World offrono ora uno stile “Transparent” dove non è presente uno sfondo colorato, in modo che gli utenti possano vedere il loro wallpaper sottostante. Premendo a lungo su un widget uscirà un’icona a matita nell’angolo in basso a destra per modificare rapidamente lo stile.

Il quinto widget dell’orologio Google prende il nome di “Stopwatch“. Con questo si avrà la possibilità di avviare / fermare il cronometro mediante un tasto collocato in basso a sinistra, mentre si potrà rapidamente iniziare un nuovo giro o riavviare con i pulsanti in alto a destra.

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L’orologio Google si aggiorna con nuovi widget e stile Material You

Google rinnova anche l’app Pixel Sounds con Material You e con nuove suonerie

Sta continuando il processo di adeguamento della app di Google a Material You, il nuovo linguaggio di design che il colosso di Mountain View ha introdotto con Android 12, e la nuova applicazione ad essere stata sottoposta a questo vento di rinnovamento è Pixel Sounds.

Aggiornata alla versione 3.0, le modifiche al design prevedono una nuova visualizzazione ad elenco con gli angoli arrotondati e in alto viene ora visualizzato ciò che è attualmente impostato seguito da nove raccolte in totale. Altro punto è il supporto ai colori dinamici, il quale viene utilizzato per evidenziare la selezione corrente, mentre la visualizzazione di una raccolta mostra la grafica del gradiente in alto.

Gli sviluppatori però non si sono limitati ad introdurre tali variazione nell’estetica, ma hanno anche aggiunto nuove suonerie e allarmi che vanno ad arricchire la libreria dell’app con 14 allarmi, 14 suoni di notifica e 14 suonerie.

Secondo quanto riportato da 9to5Google questa versione è attualmente in fase di rilascio per i Pixel di Google per mezzo del Play Store.

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Google rinnova anche l’app Pixel Sounds con Material You e con nuove suonerie

Google prepara il lancio delle chiavi digitali per auto in Android

La possibilità di poter aprire la vostra auto con un semplice tap sullo smartphone non è fantascienza e diversi produttori di auto già lo propongono con i loro servizi proprietari. Google sta per introdurre su larga scala questa soluzione.

XDA ha infatti svolto il teardown dell’ultima versione dei Play Services, evidenziando importanti riferimenti al servizio denominato Digital Car Keys. Si tratterà, come suggerisce il nome, della possibilità di sbloccare l’auto tramite il proprio smartphone Android tramite una chiave digitale preventivamente impostata. La funzionalità dovrebbe tecnicamente basarsi sulla combinazione di comunicazioni NFC e UWB.

Queste chiavi digitali verranno molto probabilmente impostate all’interno del profilo Google Pay personale, e verranno eliminate automaticamente nel caso in cui l’utente non imposterà un metodo di sblocco del dispositivo entro 5 minuti dalla configurazione.

Google ha confermato che la novità arriverà ufficialmente per i suoi dispositivi Pixel e per alcuni modelli Samsung. Non è stato specificato in base a quale criterio verrà stabilita la compatibilità con i vari modelli di auto e gli eventuali requisiti tecnici dell’auto. Ne sapremo di più a valle dell’evento del 19 ottobre in cui conosceremo ufficialmente i Pixel 6.

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Google prepara il lancio delle chiavi digitali per auto in Android

Google non è il vostro preferito quando dovete cercare news: ecco come vuole rimediare

La Ricerca Google non è il massimo quando si tratta di ricercare news dell’ultima ora, questo è praticamente un dato di fatto, lo sanno in tanti e lo sa anche Google. Per questo vuole rimediare con un progetto molto ambizioso.

Il progetto al quale sta lavorando Google si chiama Big Moments e ha lo scopo di rendere più appetibile la piattaforma di Ricerca Google quando si tratta di consultare news dell’ultima ora. In questo contesto Google non ha dimostrato di essere all’altezza dei suoi competitor: durante le prime settimane di pandemia Google è dovuta intervenire appositamente per mostrare prioritariamente le notizie divulgate da organi istituzionali, per evitare di alimentare isterismi e fake news.

Diventare più appetibile passa anche dal diventare più affidabile. Anche questo è ben chiaro a Google, la quale punta a rendere la sua piattaforma molto simile a Twitter, che nel campo delle news dell’ultima ora è leader. Il lavoro del team del progetto Big Moments si concentra su fatti avvenuti in passato, durante i quali gli algoritmi di presentazione delle news potevano fare meglio: si tratta di situazioni come le proteste Black Lives Matter e l’assalto al Campidoglio statunitense.

Il lavoro non è semplice, anche perché si deve sempre partire dal presupposto che Google non è un editore e non può svolgere tale mansione. La sua è una piattaforma che ospita contenuti. Il team di Big Moments sta comunque lavorando all’implementazione di algoritmi software per la scelta editoriale, i quali eviterebbero l’interazione umana.

Tra le novità alle quali sta lavorando Google nel settore delle news è la proposizione di aggiornamenti in tempo reale in merito a persone coinvolte in uno specifico evento. Questo funzionamento in tempo reale sarebbe già in fase di test, stando a quanto riportato dal The Information.

Al momento tutto rimane abbastanza sfumato, segno che Google non vuole lasciar trapelare molto finché non ha qualcosa di concreto in mano. Torneremo ad aggiornarvi non appena emergeranno ulteriori sviluppo sul progetto Big Moments. 

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Huawei non demorde: Huawei Nova 8i in Italia a 349 euro senza servizi Google

A partire dallo scorso anno Huawei è passata dall’essere candidata a regina del mercato smartphone a livello globale al fronteggiare una crisi rilevante in termini di vendite a livello internazionale. Il tutto a valle del ban inflittogli dal governo statunitense. Attualmente Huawei fa fatica a tenere il passo di Samsung, Apple e Xiaomi nel mercato smartphone ma non è intenzionata a mollare.

Stando a quanto riferito dalla sezione italiana dello store ufficiale dell’azienda, Huawei ha lanciato in Italia un nuovo modello di smartphone. Parliamo di Huawei Nova 8i, mentre sarebbe in arrivo anche Huawei Nova 9. Andiamo a vedere le specifiche tecniche:

Huawei Nova 8i: Caratteristiche Tecniche

  • Display: 6,67″ IPS LCD full HD+ (2.376 x 1.080 pixel)
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 662, esclusivamente in LTE in virtù del ban statunitense
  • GPU: Adreno 610
  • RAM: 6 GB
  • Storage interno: 128 GB
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 64 megapixel, f/1.9
    • Grandangolo: 8 megapixel, f/2.4
    • Ritratto: 2 megapixel
    • Macro: 2 megapixel
  • Fotocamera anteriore: 16 megapixel, f/2.0
  • Batteria: 4.300 mAh con ricarica fino a 66W
  • Connettività: LTE, GPS, Bluetooth 5.0, jack per le cuffie
  • Design: simile a Huawei Mate 30
  • Sistema operativo: EMUI 11 basata su Android 10
  • Dimensioni: 161,85 x 74,7 x 8,58 mm
  • Peso: 190 grammi

Per quanto riguarda Huawei Nova 9 sappiamo che dovrebbe avere un processore Snapdragon 778G, sempre senza il supporto alle reti 5G. Il dispositivo dovrebbe avere a bordo HarmonyOS 2.0.

Uscita e Prezzo

Huawei Nova 8i è disponibile ufficialmente in Italia al prezzo di 349 euro sullo store ufficiale, nelle colorazioni Moonlight Silver e Starry Black. Per Huawei Nova 9 ancora non conosciamo dettagli su disponibilità e prezzi ufficiali. Stando a quanto riferito da WinFuture, dovrebbe arrivare in Europa al prezzo di 549,99 euro.

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Volete personalizzare il vostro profilo Gmail? Allora Google Illustrations è quello che fa per voi

Vista l’ormai capillare diffusione dei servizi legati a Google, l’avatar di BigG appare molto spesso nell’angolino in alto a destra del nostro browser. Dove appare più volte è sicuramente in Gmail, e grazie ad un nuovo strumento chiamato “Google Illustrations” sarete in grado di trovare e costruire un’immagine del profilo personalizzata.

Tra le opzioni per sostituire la propria immagine del profilo di Gmail per Android si aggiunge ora anche la collezione di immagini “Google Illustrations”. Ci sono centinaia di illustrazioni come quelle nell’immagine principale di questo articolo, con immagini da “varie culture, interessi e sfondi”.

“Tutti noi abbiamo gusti e preferenze diverse. Che tu sia una persona da gatto, un buongustaio o un viaggiatore accanito, ti abbiamo coperto. Prova a cercare un posto nel tuo paese, un hobby che condividi con i tuoi amici, un animale o una creatura mitica che ti piace”

Una volta effettuata la propria scelta, sarà possibile “regolare i colori delle illustrazioni e la messa a fuoco secondo i propri gusti”. 

La nuova immagine del profilo verrà utilizzata per tutto Google Workspace (Gmail, Docs, ecc.), Contatti per Android, Maps, YouTube e altro. L’azienda ha costruito questo strumento, disponibile da oggi in Gmail per Android, soprattutto per le persone il cui “contesto sociale o preoccupazioni di privacy potrebbero impedire loro di utilizzare una foto reale come immagine del profilo”.

Tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2022, l’editor sarà disponibile in altre applicazioni di Google e sul web, compreso il supporto a iOS.

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