Il caso Argo segna la fine (per ora) della guida autonoma

AGI – Amazon poteva acquisire e salvare Argo AI, l’ormai defunta startup che si occupava dello sviluppo di tecnologie per la guida autonoma, sostenuta da Ford e Volkswagen. Avrebbe potuto farlo, prima che l’accordo saltasse, come riportato da Bloomberg.

La scorsa primavera la società di Bezos era pronta ad investire centinaia di milioni di dollari nel progetto per utilizzare la tecnologia di guida autonoma di Argo e automatizzare alcuni dei furgoni elettrici per le consegne che stava acquisendo da Rivian Automotive.

Ford e Volkswagen erano ansiosi di portare un terzo partner in Argo, per sostenere l’alto costo dello sviluppo della tecnologia di guida autonoma. Tanto che, all’inizio del 2022, l’allora amministratore delegato di VW, Herbert Diess, era andato negli Stati Uniti per discutere l’accordo con il co-fondatore di Amazon, Jeff Bezos.

Le società hanno però faticato a elaborare una struttura di governance per il controllo della startup. Inoltre, il gigante della vendita al dettaglio è stato scoraggiato dall’alto costo della tecnologia di Argo. L’invasione russa dell’Ucraina ha fatto il resto, destabilizzando ulteriormente un’economia globale alle prese con problemi legati alla catena di approvvigionamento e, negli Stati Uniti, con la più alta inflazione degli ultimi 40 anni.

Insomma, spendere miliardi per una tecnologia ancora non provata non sembrava una scommessa così buona. Senza Amazon a bordo, Argo non è stata in grado di attrarre altri investitori e rafforzare la propria credibilità per poi quotarsi in borsa. Ford e VW il mese scorso hanno chiuso Argo, che un tempo valeva oltre 7 miliardi di dollari. Fine della storia o quasi.

Il fallimento di Argo non è un caso isolato. È cresciuto lo scetticismo sulla fattibilità commerciale delle auto a guida completamente autonoma. Le case automobilistiche stanno investendo invece miliardi per passare ai veicoli elettrici, cercando di soddisfare normative sempre più severe per combattere il cambiamento climatico.

Quindi, data la crisi e con l’elettrico come priorità, che ne è stato dei sogni a guida autonoma? Meno di dieci anni fa General Motors, nel 2017, prometteva la produzione in serie di veicoli completamente autonomi nel 2019.

Lyft sosteneva nel 2016 che metà delle sue corse sarebbero state a guida autonoma entro il 2021. Anche Ford aveva parlato del 2021 come data per la distribuzione di questi veicoli su larga scala. Un rapporto di McKinsey sostiene che il settore dei veicoli autonomi abbia raccolto finora 100 miliardi di dollari, ma i risultati sono ancora scarsi. Che cosa è successo?

Il fatto è che non basta che un software guidi un veicolo all’interno di una corsia autostradale (cosa già eccezionale), anche per migliaia di chilometri consecutivi. Un’auto a guida autonoma, senza volante o pedali, deve essere in grado di guidare da sola in ogni situazione possibile.

Con milioni di chilometri percorsi dagli esseri umani ogni giorno, il numero di situazioni difficili e insolite, i cosiddetti casi limite, è enorme. Gli eventi insoliti sono, per definizione, non comuni, ma l’enorme numero di eventi insoliti incontrati da milioni di conducenti in tutto il mondo significa che gli “eventi insoliti” sono comuni.

“È davvero, davvero difficile”, aveva detto il ceo di Waymo John Krafcik nel 2018 sulla tecnologia di guida autonoma. “Non sai cosa non sai fino a quando non sei davvero lì dentro e provi a fare le cose”. Di fronte a questi ostacoli i leader di settore hanno ridimensionato gli obiettivi (leggi, quindi, guida assistita e non più autonoma). 

Nel 2018 gli analisti stimavano il valore di mercato di Waymo, all’epoca sussidiaria di Alphabet, in 175 miliardi di dollari ma nel corso di un recente round di finanziamento la valutazione era scesa a 30 miliardi, più o meno lo stesso di Cruise. 

La startup Aurora Innovation, co-fondata dall’ex capo dei veicoli autonomi di Google, Chris Urmson, ha perso oltre l’85% dall’anno scorso e ora vale meno di 3 miliardi di dollari e rischia di essere svenduta. Nel frattempo la società è passata allo sviluppo di camion a guida autonoma: si muovono principalmente sulle autostrade e sono più facili da padroneggiare.

Nuro, una startup, è passata dalle auto a guida autonoma allo sviluppo dii veicoli completamente autonomi senza una persona all’interno per la consegna delle merci. È una sfida molto più semplice in quanto non ci si deve preoccupare di proteggere le persone all’interno dei veicoli.

Anche le aziende che sviluppano Lidar, considerato un componente chiave per i veicoli a guida autonoma, al pari delle società a guida autonoma, sono precipitate. Velodyne, Quanergy, Luminar e Ouster hanno perso tutte valore.
Tesla, che da anni promette la “guida completamente autonoma”, ha offerto una funzione di assistenza alla guida meno ambiziosa che piace ad alcuni, ma è anche un prodotto beta con molto margine di miglioramento. Oltretutto sta anche affrontando diverse indagini governative relative alla sua tecnologia.

Solo l’Argo AI di VW e Ford e la Cruise di GM erano rimaste concentrate esclusivamente sulle auto a guida autonoma. Ora resta Cruise.
 

 


Il caso Argo segna la fine (per ora) della guida autonoma

Piccola guida per conoscere la pasta: come cuocerla, condirla e… citarla

AGI – Nell’amplissimo calendario delle ricorrenze nazionali e internazionali non poteva certo mancare anche la “Giornata della pasta”, che cade il 25 ottobre. La quale, come dice all’Agi Luciano Monosilio, ex chef del ristorante Piparo di Roma, oggi con un locale tutto suo – Luciano – dietro campo de’ Fiori, una Stella Michelin presa da giovanissimo, “è un prodotto fondamentale, anzi è la base della nostra alimentazione sin da quando siamo bambini, nessuno può anche solo pensare di rinunciarvi”.

Nel “World Pasta day” una cosa è certa: il mondo in generale ne ha sempre più voglia, stando almeno ai numeri e alle classifiche delle richieste e dei consumi: in dieci anni sono raddoppiati quelli totali, passando da 9 a quasi 17 milioni di tonnellate del 2021.

Il pianeta la chiama nei modi più svariati: noodle, nudel, pâte, massa, fideos, macarrão… Ma in ogni caso il pensiero e la pista delle sue origini non può che ricondurre all’Italia. Paese che ne annovera di diversi formati, tra tradizione e fantasia: tra il genere pasta secca troviamo spaghetti, linguine, bucatini, candele, maccheroni, trofie, candele, fusilli, conchiglioni, paccheri, orecchiette, anellini e fregula.

Processi e tradizioni fanno poi il resto, con sughi e condimenti: pappardelle al cinghiale, spaghetti al pomodoro, bucatini alla matriciana, spaghetti alla carbonara, cacio e pepe, spaghetti aglio e olio e con aggiunta di peperoncino, linguine allo scoglio, spaghetti alle vongole, pasta e alici, pasta chi sardi, pasta alla norma, spaghetti al nero di seppia, bigoli in salsa, tagliatelle al ragù alla bolognese, per citarne alcuni.

Nel nostro Paese esistono poi centinaia di tipi di paste ripiene. C’è da perdersi e da perdere la testa tra agnolotti, tortellini, cappelletti, ravioli e le loro mille declinazioni che variano da regione a regione, da cucina a cucina, ciascuna con i suoi segreti.

“Quando parliamo di pasta – riprende a spiegare Monosilio – noi parliamo sia di paste di grano, di pasta secca di grano duro e abbiamo anche tradizione di paste fresche, quindi pasta all’uovo, ripiena, paste acqua e farina, ma il prodotto che identifica maggiormente l’Italia è la produzione di paste secca di grano duro”.

Quanti tipi di pasta ci sono? “Sono due, pasta secca e pasta fresca. Poi ci sono i vari formati e nella pasta fresca troviamo le paste ripiene, le paste lunghe e quelle corte, con base uovo e le paste a base di acqua. Nella pasta secca di semola di grano duro abbiamo invece solo una tipologia: quella prodotta con acqua e semola di grano duro. Anche perché se non ha questi due ingredienti e ne ha altri non può essere chiamata pasta secca di semola di grano duro”, afferma lo chef stellato.

Pasta, nei primi sei mesi del 2022 l’export segna +9%

Tra i formati della pasta fresca a base di acqua e farina vanno menzionate sagne, pici, bigoli, tagliatelle mentre con base uovo ci sono tagliatelle, fettuccine, pappardelle, tonnarelli, maltagliati, garganelli.

Da cosa si riconosce la qualità di una pasta? Secondo lo chef Monosilio “nel caso di una pasta secca si riconosce dal volume proteico che sviluppano le proteine, ovvero dalla qualità del grano che viene utilizzata. Di sicuro è il primo step. Che poi sia trafilata al bronzo o al teflon poco importa, la qualità è a prescindere e viene dal prodotto iniziale”.

Di pasta noi italiani siamo i più grandi consumatori con circa 23 chili a testa l’anno, ma anche quelli che più di tutti, producendola nei nostri pastifici o preparandola nelle cucine dei ristoranti di cinque continenti (sono oltre 2.000 i locali certificati, secondo Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi), la fanno poi conoscere anche al resto del mondo: nel 2021, il 61% della produzione nazionale di penne, fusilli &co è stata destinata all’estero.

Stiamo parliamo di 2,2 milioni di tonnellate, in pratica 75 milioni di porzioni di pasta italiana che ogni giorno sono state proposte nelle case e nei ristoranti di quasi 200 Paesi. Tant’è che nei primi sei mesi del 2022 l’export segna +9%, con Germania, Uk, Francia e Usa al top, Colombia, Olanda e Arabia Saudita invece più sugli scudi.

Secondo una ricerca di Unione Italiana Food, per l’82% dei ristorati interpellati, (le punte più alte in Giappone e Francia), il consumo di pasta “è aumentato, confermando una tendenza che avevamo già visto attiva nei consumi casalinghi, durante e dopo il lockdown” e dove, infatti, la pasta “è molto importante nel determinare il successo del locale per il 67% dei ristoratori” (addirittura l’80% in Francia e Germania) in cui il 50% dei consumi di pasta nei ristoranti è coperto da pasta secca lunga, come spaghetti, linguine, bucatini e soprattutto liscia.

E si cucina seguendo il modello consueto (67%, con aficionados soprattutto in Francia e in Giappone), con acqua che bolle e fuoco acceso fino al raggiungimento dei tempi previsti, poi scolata a condita o al massimo (30%) risottandola (cioè cuocendola in padella con il condimento). Praticamente sconosciuta – 2% solo negli Usa – la cottura cosiddetta passiva (pochi minuti di bollore poi fino a quando viene scolata a fuoco spento). Una curiosità: il 22% dei ristoratori serve maxi-porzioni oltre i 100 grammi (addirittura il 60% nell’insospettabile Francia).

I giusti tempi di cottura sono tutto per questo alimento

Ovviamente c’è pasta e pasta e, secondo lo chef stellato Luciano Monosilio, il consiglio è scegliere una pasta che abbia “un alto valore proteico, quindi una pasta con un valore superiore ai 12 grammi per chilo, perché più nutriente”. E sulla cottura? Fuoco alto, fuoco lento, fuoco spento o cotta direttamente nel condimento…? Lo chef precisa subito: “Il termine cottura è sbagliato. La pasta essendo un prodotto secco va reidratato. Quindi questa idratazione può esser fatta in vari modi, l’importante è che il liquido in cui avviene la cottura abbia una temperatura superiore ai 70 gradi. E per il tempo, la si deve o assaggiare o fare riferimento ai tempi di cottura indicati sulle confezioni. Il tempo indicato è in genere quello reale di cottura, il minutaggio può arrivare anche a 12, 13 minuti, dipende dal formato e dalla qualità del grano”.

Consigli particolari sulla pasta, sul tipo e su come trattarla? “Vanno rispettati i tempi di cottura e di idratazione, la pasta dev’esser sempre cotta e non troppo al dente, quindi non troppo cruda ma neanche troppo scotta”. Va rispettato il giusto equilibrio.

Tuttavia secondo la ricerca di Unione Italiana Food in compenso, la filosofia della pasta al dente, che è di fatto sinonimo di approccio italiano alla pasta, si è affermata anche all’estero. Lo afferma l’82% dei cuochi interpellati. In Francia e Usa la pasta è al dente praticamente in tutti i ristoranti. Mentre il 18% – con punte del 40% in Giappone – si “piega” al gusto locale che a volte la preferisce stracotta. E sono anche pochi i compromessi rispetto agli usi locali: il 55% dei ristoranti serve ricette regionali italiane, il 31% ripropone la tradizione e solo il 14% ritiene che il glocal sia la strada giusta. Anche le ricette che hanno poco a che vedere con il Made in Italy scompaiono nel 73% dei ristoranti.

La tradizione per eccellenza è quella mediterranea, a cui si ispira il 53% dei ristoratori (e ben 9 ristoratori su 10 negli Emirati Arabi), quindi in questo ambito è molto limitato lo spazio per una cucina creativa e all’avanguardia che abbia per protagonista la pasta. Rimarca a tale proposito Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food: “Non abbiamo la presunzione di spiegare come si deve cuocere o condire un alimento che è stato ormai adottato da tutto il mondo. Ma oggi oltre il 60% dei pacchi di pasta prodotti in Italia viene esportata, contro il 48% nel 2000 e il 5% nel 1955… Se la pasta italiana gode all’estero di tanto successo ed è percepita positivamente è merito del centenario saper fare dei pastai italiani. E di chi, nei ristoranti italiani nel mondo, la valorizza in piatti che trasmettono il piacere e la gioia del mangiare mediterraneo. Tra gli intervistati, un cuoco su 3 ci ha anche rivelato che ogni volta che prepara un piatto di pasta pensa agli insegnamenti della mamma o della nonna. Sarà forse questo mix di sapere e amore il segreto della pasta italiana? Di certo, oggi, anche in un presente difficile ed incerto, la pasta è un momento di felicità accessibile e quotidiano”, conclude Felicetti.

Pasta, un alimento antisopreco e anticrisi

E a proposito di quotidianità, i contraccolpi di pandemia, geopolitica, caro prezzi ed energia hanno messo anche la pasta dinanzi ai grandi temi globali. In Italia sono 24 milioni le persone che ancora nel 2022 sono state costrette a far delle rinunce vivendo situazioni di disagio quotidiano, secondo il Rapporto Coop 2022, e per l’Onu 828 milioni di persone hanno invece sofferto la fame nel 2021.

Protagonista di infinite ricette antispreco e del “giorno dopo”, la pasta si conferma un alimento accessibile anche in un momento difficile per tutti. Un alimento anticrisi. Per esempio, in Italia con mezzo chilo di pasta e pochi altri ingredienti (pomodoro, un filo d’olio Evo, un po’ di formaggio), si riesce a preparare un pasto gustoso, nutriente e bilanciato per una famiglia di 4 persone, spendendo poco più di 2 euro. E negli Stati Uniti, considerando il costo medio di un pacco di pasta da una libbra (1,36 dollari per poco meno di 500 gr), una famiglia americana di 4 persone può mangiare un piatto di pasta spendendo la metà o meno di quanto farebbe per acquistare un hot-dog a testa.

Ma il mondo come si nutre di pasta? Secondo i dati di International Pasta Organisation, l’Italia è il primo Paese produttore di pasta (con 3,6 milioni di tonnellate, precede Turchia e USA), ed è anche tra i primi consumatori, con 23 kg procapite annui, davanti a Tunisia (17), Venezuela (15), Grecia (12,2). Se il 2021 ha registrato 2,2 milioni di tonnellate di pasta esportata, le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat rivelano nei primi sei mesi del 2022 un’ulteriore crescita (+9%). In valori assoluti, Germania, UK, Francia, USA e Giappone sono i mercati più strategici. Ma la voglia di pasta italiana registra crescite superiori al 40% verso Colombia, Paesi Bassi, Arabia Saudita.

Poi c’è chi, come Luciano Monosilio, la pasta preferisce farsela in casa. Nel suo ristorante romano, “Luciano”, ha approntato un laboratorio apposito, attiguo al ristorante, che la produce in proprio. Ma perché? Non si fida di quella in commercio? “No, semplicemente per il fatto che siamo anche produttori di pasta secca di semola di grano duro. Il nostro è un laboratorio pilota per poi poter sviluppare un progetto più grande di produzione. Al momento il progetto è funzionale al ristorante ma da gennaio apriremo anche uno shop online e quindi sarà possibile acquistarla da parte di chiunque attraverso il sito. E sempre producendola nel laboratorio del ristorante”. Sarà una produzione limitata? “Si parla di 10 chili l’ora, intorno ai cento chili al mese, cento-centocinquanta al mese per la vendita mentre il resto lo utilizziamo per il ristorante”. E il condimento simbolo di una pasta o di una pastasciutta qual è? “Sicuramente salse di base storiche, soprattutto della cucina romana che identificano in particolare le paste secche, e tra queste metterei le tre più conosciute: amatriciana, carbonara e cacio e pepe”, conclude Luciano Monosilio.

La pasta trionfa nella cinematografia storica

La pasta è anche una grande protagonista del mondo in celluloide, al cinema. È ad esempio al centro di una delle scene finali del “Divo” di Paolo Sorrentino. Un dialogo tra Giulio Andreotti, interpretato da Toni Servillo, e la moglie Livia avviene davanti a un piatto di rigatoni all’amatriciana proprio pochi giorni prima che il leader politico Dc finisca alla sbarra nei tribunali di Palermo e Perugia per i suoi presunti rapporti con la mafia.

“Dove andiamo?” chiede una bellissima Monica Vitti tutta vestita dentro un abito blu ad Alberto Sordi che indossa uno smoking bianco. “Andiamo a mangiare, no?”, risponde lui con fare sornione. E lei, di rimando: “Mica qui da Alfredo? Chissà quello che costa qua!” Il film è “Polvere di stelle”, una commedia scritta e diretta dallo stesso attore romano nel quale i due decidono di festeggiare il momento di svolta della loro compagnia di varietà con un piatto di fettuccine all’Alfredo.

“Maccarone m’hai provocato e io ti distruggo. Io me te magno” è la celebre frase pronunciata da Alberto Sordi in “Un americano a Roma”. Qui i maccheroni al sugo fanno la loro parte in una scena iconica che mette in risalto l’amore per la cucina e in particolar modo per la pasta nel nostro Paese. Un fotogramma tra i più celebri della storia del cinema. “Questi sono rigatoni con la pajata”. “Pajata? E che cos’è?” “Che è? È meglio che non t’o dico, sennò… mangiali prima! Mangia Olimpia, assaggia. È un piatto tipico della cucina romana”. Ecco lo scambio di battute tra il Marchese del Grillo (Alberto Sordi) al tavolo dell’osteria con Olimpia Martin, quando arriva la moglie di Gasperino che, credendo di trovarsi di fronte al marito, inizia a colpirlo a colpirlo e insultarlo perché intento a trascorrere il suo tempo gozzovigliando, anziché soddisfare i bisogni della famiglia. La scena anticipa l’incontro tra Onofrio e il suo sosia ne “Il Marchese del Grillo” diretto da Mario Monicelli , commedia intrisa di romanità e storia tra piatti simbolo della capitale.

Gli spaghettoni alla carbonara sono il file rouge dell’onomino film “La Carbonara”, ultima testimonianza del sodalizio tra il regista Luigi Magni e Nino Manfredi; gli spaghettoni cacio e pepe trionfano in Roma di Federico Felini, e gli spaghetti aglio, olio e peperoncino fanno poi la loro parte ne “Il Conte Tacchia” del regista Sergio Corbucci. Buona giornata mondiale, pasta.


Piccola guida per conoscere la pasta: come cuocerla, condirla e… citarla

La modalità alla guida di Assistant è prossima al cimitero di Google: Android Auto per smartphone non ha più un successore

Si torna a parlare di Android Auto e modalità alla guida di Assistant. Due entità che sembravano indicare quasi la stessa cosa. Successivamente Google ci ha lasciato intendere che la modalità alla guida di Assistant avrebbe succeduto ad Android Auto. Ma lo sappiamo bene, a Google piace cambiare.

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Quella che infatti è nata come la nuova generazione di Android Auto, direttamente integrata in Assistant e senza richiedere la necessità di installare un’app a sé stante, sta per salutarci definitivamente.

Google ha infatti comunicato che dal prossimo 21 novembre la modalità alla guida di Assistant non sarà più disponibile. Al contrario, rimarrà disponibile la modalità Guida di Maps. Questa è abbastanza simile a quella di Assistant e, se vogliamo, è anche più semplice da avviare visto che basta aprire Maps quando ci si trova in auto.

La modalità alla guida di Assistant proponeva un’interfaccia ottimizzata per accedere alla navigazione e ai principali servizi Google e di streaming musicale che possono tornare utili durante la guida. La modalità Guida di Maps è davvero molto simile.

Possiamo quindi aspettarci che Google abbia fatto questa scelta per non tenere un quasi duplicato tra i servizi che offre ai suoi utenti in auto.

È importante però sottolineare come con questa scelta non c’è più un successore diretto di Android Auto per display su smartphone. Anche perché la modalità Guida di Maps non è altro che una sezione dell’app Google Maps.

Non conosciamo le motivazioni di Google alla base della scelta. In un certo senso sembra che Google stia “liberando” il suo Assistant da servizi che non sono strettamente relativi le potenzialità di un assistente vocale.

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La modalità alla guida di Assistant è prossima al cimitero di Google: Android Auto per smartphone non ha più un successore

Nokia X30 5G PureView guida la carica di nuovi telefoni e accessori dell’azienda

HMD Global, l’azienda che sviluppa i dispositivi a marchio Nokia, ha annunciato oggi dei nuovi smartphone e un tablet: particolarmente interessante è Nokia X30 5G, telefono “attento all’ambiente” e realizzato riciclando il 100% di alluminio e il 65% di plastica. Ecco dunque tutti i dettagli sui tre smartphone Nokia, il tablet T21, lo speaker e le cuffie true wireless della casa finlandese.

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Nokia X30 5G

Nokia X30 5G è costruito con un telaio in alluminio riciclato al 100% e un retro in plastica riciclata al 65%. Lo smartphone è dotato di funzionalità premium, tra cui la fotocamera PureView da 50 MP con OIS, vetro antigraffio Corning Gorilla Glass con DX+ e uno schermo PureDisplay da 6,43″ con colori brillanti e una visione fluida.

Da notare che in confezione non sarà presente il caricabatterie: Nokia ha dichiarato in merito che “la rimozione del caricabatterie per contrastare i rifiuti elettronici e l’utilizzo di una scatola in carta certificata al 100% FSC e riciclata al 94% ci consente di risparmiare sulle emissioni di CO2 dovute al trasporto e di sostenere la Circular Economy”.

  • Schermo: pannello AMOLED da 6,43″, FHD+ 20:9 (1080 x 2400), refresh rate a 90 Hz, Corning Gorilla Glass Victus
  • CPU: Snapdragon 695 5G
  • RAM: 6 o 8 GB di RAM
  • Memoria interna: 128 o 256 GB UFS 2.2
  • Fotocamere posteriori:
    • Sensore primario da 50 MP AF OIS 1.0μm (f/1.8, 1/1.57″)
    • Sensore ultrawide da 13 MP (f/2.4, 1/3.06″)
  • Fotocamera frontale da 16 MP 1.0μm (f/2.4, 1/3.06″)
  • Batteria da 4200 mAh con supporto alla ricarica rapida a 33 W
  • Dual SIM (doppia nano SIM), connettività 5G, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.2, certificazione IP67
  • Sistema operativo Android 12

Nokia X30 5G sarà disponibile da ottobre nei colori Cloudy Blue e Ice White nelle configurazioni da 6/128 GB e 8/256 GB rispettivamente a 499 euro e 539 euro.

Nokia G60 5G

Lo smartphone è caratterizzato da un display da 6,58″ FHD+ da 120Hz, una tripla fotocamera con AI da 50 MP per il sensore principale (non manca un sensore ultrawide da 5 MP e uno di profondità da 2 MP), fotocamera frontale da 8 MP, processore Snapdragon 695 5G, fino a 6 GB di RAM e fino a 128 GB di memoria interna. La batteria è da 4500 mAh e supporta la ricarica rapida a 20 W.

Anche questo dispositivo è realizzato in modo sostenibile con il 100% di plastica riciclata sul retro e il 60% sul frame. Nokia G60 5G riceverà tre anni di aggiornamenti del sistema operativo Android e di patch mensili di sicurezza, oltre a una garanzia estesa di trentasei mesi senza costi aggiuntivi.

Nokia G60 5G sarà disponibile da settembre nei colori Pure Black e Ice Grey nella configurazione 4/128 GB a 339 euro.

Nokia C31

Nokia C31 offre un display HD+ da 6,7″ e una batteria in grado di durare tre giorni grazie anche alle funzionalità di risparmio energetico basate su intelligenza artificiale. Lo smartphone è dotato dell’ultimo sistema operativo Android, di tripla fotocamera posteriore e “selfie camera” alimentate da Camera by Google, nonché di una migliorata resistenza a polvere e umidità. Il processore è l’Unisoc 9863A1, la RAM arriva fino a 4 GB e la memoria interna fino a 128 GB.

Nokia C31 sarà disponibile nelle prossime settimane nei colori Mint, Charcoal e Cyan a partire da 129 euro.

Tablet Nokia T21

Il tablet monta un display da 10,36″ 2K (1200 x 2000 pixel), un processore Unisoc T612 (2 x A75 e 6 x A55 @ 1,8 GHz), fino a 4 GB di memoria RAM e fino a 128 GB di memoria interna. La fotocamera posteriore e quella anteriore sono da 8 MP. La batteria è da 8200 mAh e supporta la ricarica rapida a 18 W. È possibile utilizzare il tablet con una nano SIM.

Il tablet presenta una robusta scocca in alluminio, con una cover per l’antenna in plastica riciclata al 60%. Non manca infine il supporto all’NFC per i pagamenti e la funzionalità Second Screen, che permette di espandere e controllare simultaneamente anche il PC. Il tablet supporta anche un pennino esterno per prendere appunti.

Nokia T21 sarà disponibile nelle prossime settimane nel colore Charcoal Grey a partire da 239 euro.

Accessori

Nokia ha annunciato lo speaker Nokia Portable Wireless Speaker 2, completamente impermeabile, dotato di un design esterno riciclato al 100% e di una batteria con un’autonomia di ben 22 ore, e i nuovi auricolari Nokia Clarity Earbuds 2 Pro, dotati di una custodia di ricarica realizzata con plastica riciclata al 100% e che offrono un’esperienza audio immersiva grazie alla funzione Hybrid Active Noise Cancelling.

Nokia Portable Wireless Speaker 2 sarà disponibile a settembre al prezzo di 59,99 euro

Nokia Clarity Earbuds 2 Pro saranno disponibili nelle prossime settimane. Il prezzo verrà comunicato in un secondo momento.

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Nokia X30 5G PureView guida la carica di nuovi telefoni e accessori dell’azienda

Il software per la guida autonoma della Tesla costerà il 25% in più  

AGI – Dal 5 settembre Tesla aumenterà del 25% il prezzo del suo software premium per il sistema di assistenza alla guida (anche FSD, Full Self Driving), passando da 12 a 15 mila dollari. Ad annunciarlo l’amministratore delegato della società, Elon Musk, in un post su Twitter. Il tycoon non è però entrato nel merito dell’abbonamento mensile, fissato a 199 dollari. 

Il produttore di veicoli elettrici sta inoltre rilasciando una nuova versione beta, sempre del software FSD, la versione 10.69, che consente ai conducenti di testare le nuove funzionalità del sistema di assistenza alla guida su strade pubbliche prima che venga completamente eseguito il debug.

Non è la prima volta che Musk alza il prezzo del sistema di assistenza alla guida. Nel gennaio 2022, Tesla aveva aumentato il prezzo del pagamento una tantum da 10mila a 12mila dollari. Il mese scorso, Musk aveva detto che l’FSD era “ridicolmente economico”, considerando il valore del servizio.

I veicoli Tesla, anche quelli dotati di Full Self Driving, va detto, non sono a guida autonoma e richiedono che il guidatore mantenga l’attenzione del mezzo e prenda il controllo quando necessario. La versione più recente dell’FSD, 10.13, include aggiornamenti come svolte a sinistra non protette migliorate, rilevamento di animali, precisione del limite di velocità ed errore di velocità di pedoni e ciclisti.  Musk ha dichiarato la scorsa settimana che fino ad oggi Tesla ha distribuito FSD con funzionalità di navigazione cittadina a oltre 100 mila proprietari.

I nuovi veicoli Tesla sono dotati di un pacchetto di assistenza alla guida standard chiamato “Autopilot”, che include funzionalità come “Traffic-Aware Cruise Control” e “Autosteer”, e che si basa su telecamere, sensori, hardware e software in grado di mantenere un veicolo al centro della sua corsia e di viaggiare alla velocità del traffico circostante.

L’opzione di assistenza alla guida più costosa di Tesla, appunto la FSD, include ciò che la società chiama “Traffic and Stop Sign Control” e “Navigate on Autopilot” tra le sue funzionalità. Queste funzionalità più avanzate hanno lo scopo di consentire alle auto Tesla di rilevare e rallentare automaticamente in presenza di segnali stradali, di passare dalla rampa di accesso all’autostrada a quella di uscita quando si attivano gli indicatori di direzione, di fare cambi di corsia. 

Solo i clienti Tesla che acquistano o si abbonano all’opzione premium poi possono richiedere l’accesso a FSD Beta e inviare feedback all’azienda quando il sistema si guasta o si comporta in modo anomalo. 


Il software per la guida autonoma della Tesla costerà il 25% in più  

L’accordo tra Uber e Waymo deciderà il futuro dei camion a guida autonoma  

AGI – Uber Freight, il servizio di logistica di Uber, e Waymo Via, l’unità di Waymo (gruppo Alphabet) che si occupa dello sviluppo di autotrasporti a guida autonoma, hanno messo da parte il passato. Martedì le due società, in precedenza protagoniste di una lite finita in tribunale per un contenzioso sulle tecnologia che consente la guida autonoma, hanno annunciato una partnership definita dalle due compagnie «strategica a lungo termine».

Mentre Waymo Via si concentra sulla consegna di merci sia nei formati di autotrasporto che di consegna locale, Uber Freight, lanciato nel 2017, mette in contatto i conducenti di camion con gli spedizionieri, più o meno allo stesso modo in cui l’app di chiamata dell’azienda accoppia i conducenti con coloro che cercano un passaggio.

Il progetto alla base dell’accordo è combinare la tecnologia di guida autonoma di Waymo Via con la rete di spedizione di Uber Freight per automatizzare i trasporti su lunghe distanze. Certo, le due società non hanno comunicato la tempistica del progetto, né il suo valore in termini monetari.

«L’aumento della domanda di spedizione, unita alla crescente carenza di autisti ha portato il settore della logistica a un punto di svolta – hanno invece fatto sapere – e la necessità di una soluzione di trasporto autonomo come Waymo Via non è mai stata così evidente. Per aiutare ad accelerare questo futuro autonomo, stiamo collaborando con Uber Freight per connettere la nostra tecnologia con la loro piattaforma e distribuire camion autonomi attraverso la loro rete».

In pratica, succederà questo: i futuri clienti Waymo potranno utilizzare Uber Freight per pianificare in modo più efficiente le flotte di autotrasporti. Il software di Uber Freight funzionerà da intermediario che collega i camionisti con gli spedizionieri per ridurre i costi di spedizione e le costose miglia di carico vuoto.

In altri termini la partnership «unirà la potenza di Waymo Driver con la portata della tecnologia di mercato di Uber Freight, consentendo in definitiva l’implementazione sicura e scalabile di Waymo Driver sulle strade americane. Nell’ambito di questo accordo, la soluzione autonoma Waymo Via sarà collegata direttamente con la piattaforma Uber Freight a cui gli spedizionieri potranno attingere». Per le due compagnie l’obiettivo è «un futuro in cui i camion autonomi possono essere utilizzati in modo sicuro, efficiente e su larga scala su una rete digitale e ottimizzata, eliminando i punti morti, razionalizzando le catene di approvvigionamento e contribuendo a creare strade più sicure».

Cinque anni fa, a febbraio 2017, Waymo aveva intentato una causa contro Otto (società acquisita da Uber), che aveva ad oggetto il furto di segreti commerciali e violazione di proprietà intellettuale. Waymo sosteneva che il suo ex dipendente Anthony Levandowski aveva scaricato migliaia di file riservati sul suo disco rigido personale prima di dimettersi e lanciare una startup di camion a guida autonoma, Otto, che Uber aveva poi acquistato.

Levandowski è stato successivamente licenziato e le società hanno risolto la causa nel 2018. Waymo ha ricevuto un risarcimento da Uber che all’epoca ammontava a circa 245 milioni di dollari, molto meno degli 1,8 miliardi di dollari originariamente richiesti. Levandowski è stato condannato a 18 mesi di prigione, ma è stato graziato dal presidente Trump nel 2021.


L’accordo tra Uber e Waymo deciderà il futuro dei camion a guida autonoma  

Le Cinque Terre in 111 racconti, una guida sorprendente

AGI – “Le Cinque Terre sono il modo per dire vacanza veloce, natura a tutt’oggi come Dio la fece, e un intervento umano di genio” ma “le Cinque Terre sono anche lo sbocco al mare di un retroterra altrettanto curioso e ricco”. È la premessa a 111 luoghi delle Cinque Terre che devi proprio scoprire”, trentunesimo titolo e percorso turistico di una ricca collana di guide appena edito dalla Emons, ramo italiano di un editore tedesco, curato da Dante Matelli, giornalista culturale, prima a la Repubblica per tre anni, poi tutta una vita a L’Espresso.

Laurea alla Columbia, un po’ di docenze, esperto di cinema e letteratura, inviato di esteri, corrispondente da New York per alcuni anni, penna colta e raffinata. Sceneggiatore di ben tre film di Marco Ferreri. Personaggio lui stesso, singolare come quelli che ama descrivere. In una guida scritta in modo magistrale.

Sono 111 affreschi, 111 pennellate, 111 ritratti di luoghi e personaggi raccontati in meno di duemila battute ciascuno. Una scrittura essenziale, dove aggettivi e sostantivi pesano e fanno la differenza. Intagliano e scolpiscono la pagina, scarnificandola dagli orpelli. Scrittura per sottrazione.

Ma la forza di Matelli è tutta dovuta alla sua memoria storica e alle tante storie che conosce e governa, frutto d’una presa diretta, fatta di ascolto, contatti umani, vita vissuta ed esperienza consumata. Frutto della sua sincera e genuina curiosità fanciullesca, coltivata per tutta la vita fino all’età dei suoi 82 anni.

In questa anomala guida si rincorrono anche La Spezia liberty, Luni romana, Sarzana napoleonica, il Golfo dei Poeti, Byron, Shelley, D. H. Lawrence e Mario Soldati, ciascuno con un suo perché, una parte, un ruolo nelle storie raccontate; e poi Porto Venere, “affacciata su una serie di località verginali e sdegnose” (un esempio di descrizione), come Schiara, Persino, Navone, Monesteroli, i bozi. Che sono piscine naturali sul mare, “dei sancta sanctorum” e “come tutte le strade che portano al Santo Graal, la via è ardua ma il premio immenso”.

Ma al di là del mito, nel tempo “è come se l’Arcadia fosse svanita” e nel frattempo “c’è stata una lotta evidente dell’uomo con la natura, che invece di assecondarla l’ha violata” perché “per passare sono stati messi dei lastroni verticali in costa e c’è da appigliarsi a rocce e arbusti per mantenere il passo”.

Nella guida ci sono tutti questi elementi mischiati tra loro in 111 veri racconti ricchi di citazioni e rimandi. Viaggi nel viaggio, percorsi nel percorso.

Matelli non nasconde nulla, svela e rivela le trasformazioni del passato che sfocia nel presente, non sempre edificante per le sorti di un territorio che in verità è stato anche progressivamente edificato. Ma ci sono pure aspetti singolari e positivi, come il caso della Val di Vara, “capitale del biologico in Italia che eccelle in panorami, cibo, artigianato e impronte medioevali”, dove il sindaco di Varese Ligure “puntò sulla sostenibilità. Lungimirante”, sottolinea l’autore, tant’è che Varese “fu il primo paese in Europa a ottenere la certificazione di qualità ambientale”. E ora ci sono una novantina di aziende dedicate al biologico: formaggio, salumi, miele, fagioli, cipolle, pellame, bovini”. Infine il vino: “In tutta la valle è rigorosamente bio, anche nelle aziende minuscole”.

La guida va letta come un romanzo. Con informazioni e dettagli preziosi.


Le Cinque Terre in 111 racconti, una guida sorprendente

Guida completa ai regali: TUTTI i prodotti Apple con consegna per Natale su Amazon!

I regali di Natale sono la priorità del mese di Dicembre per la maggior parte dei consumatori e noi abbiamo creato una guida completa all’acquisto!

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Guida completa ai regali: TUTTI i prodotti Apple con consegna per Natale su Amazon!

Due auto Apple a guida autonoma coinvolte in incidenti

Apple sta continuando senza sosta i test sulle proprie auto a guida autonoma. Dopo due anni senza nessun sinistro, due auto della flotta di Cupertino sono risultate coinvolte in un incidente.Precisiamo subito che i due incidenti sono di piccola entità, derivanti in buona sostanza da collisioni che non hanno causato feriti. Il primo incidente, nella […]

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Due auto Apple a guida autonoma coinvolte in incidenti

Anche Amazon Music mostra un’interfaccia semplificata alla guida (foto)

Amazon Music ha da poco introdotto una nuova funzionalità che farà sicuramente felici gli utenti del servizio di streaming musicale che non possiedono un sistema Android Auto o Apple CarPlay.

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Già presente sul competitor Spotify, anche Amazon Music ha adesso una schermata personalizzata per l’utilizzo in auto. Quando l’app rileva la connessione all’impianto Bluetooth di un’automobile, mostra automaticamente la nuova interfaccia, che potete vedere nello screenshot in basso. Essenzialmente, le informazioni mostrate a schermo risultato più grandi, così come i pulsanti per cambiare traccia o mettere in pausa la musica.

È ovviamente presente il pulsante per richiamare Alexa in basso a destra, mentre in alto a sinistra è presente quello per uscire dalla schermata manualmente. L’interfaccia auto per Amazon Music è già disponibile sia su Android che iOS.

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Anche Amazon Music mostra un’interfaccia semplificata alla guida (foto)

Cosa regalare per Natale: una guida ai migliori regali tech del 2020

Natale si avvicina, e sebbene il mese del Black Friday ci abbia tenuto compagnia con continue promozioni, saranno in molti che ancora si troveranno alle prese con i fatidici regali. Per semplificarvi quantomeno la scelta, abbiamo pensato di raccogliere in questa pagina una serie di guide che, di mese in mese, manteniamo aggiornate ormai da diverso tempo, e che servono ad indirizzarvi verso i migliori prodotti di una specifica categoria. TV, smartphone, notebook, videogiochi, cuffie: c’è un po’ di tutto, in tante selezioni curate e mirate, che non vi faranno perdere tempo con tanti prodotti inutili, pur presentando comunque proposte per tutte le fasce di prezzo, dai più economici ai top di gamma. Le selezioni che vi proponiamo provengono da Amazon e da altri noti store online

Prima di lasciarvi quindi alle guide in questione, vi ricordiamo che, ogni giorno, potete seguirci su Telegram per rimanere aggiornati con le offerte del momento, anche quelle “lampo” che durano poche ore e che non sempre pubblichiamo sul sito. Ogni giorno comunque, sulle pagine di SmartWorld, trovate un’ampia selezione sulle promozioni ed i volantini in corso, ovviamente sempre relativi all’elettronica di consumo.

OFFERTE DI NATALE AMAZON

INDICE

Smartphone

Una selezione dei migliori smartphone del momento, divisa per tipologia: prezzo, sistema operativo, smartphone cinesi, dual SIM, camera-phone, battery-phone e altro. Qualunque siano le vostre esigenze, qui troverete il miglior smartphone atto a soddisfarle. Selezione a parte per gli smartphone pieghevoli e per quelli con connettività 5G.

Se però foste già orientati verso uno specifico brand, ecco che abbiamo anche delle guide mirate per tutti i marchi più noti.

Andando invece in tema accessori smartphone, non possiamo non segnalarvi una raccolta di powerbank e di caricabatterie wireless

iPad

L’iPad è universalmente riconosciuto come il miglior tablet che ci sia, ma in realtà di iPad ce ne sono ormai diversi, e le differenze tra uno e l’altro sono tante, non solo in relazione al prezzo. Grazie alla nostra guida però, riuscirete senz’altro a destreggiarvi.

Tablet Android

E se la scelta in ambito iPad non è facile, pensate a cosa possa non essere in ambito Android, dove le proposte sono moltissime, anche se non è facile trovare qualcosa al livello di Apple. Il produttore che ci si avvicina è senz’altro Samsung, ecco perché, nel suo caso, abbiamo realizzato anche un elenco dedicato.

Wearable

I dispositivi indossabili fanno ormai parte delle nostre vite da tempo, e proprio col passare degli anni sono diventati numerosissimi. Ecco quindi che abbiamo deciso di realizzare due guide separate, per smartwatch e per smart band, in modo da non creare confusione e permettervi di trovare più facilmente ciò che cercate.

TV

Un altro evergreen negli acquisti di Natale sono senz’altro i televisori, che infatti nel mese del Black Friday sono andati a ruba. Si tratta di un mercato molto vivace, con centinaia di modelli che di anno in anno si rinnovano ed in mezzo ai quali è facilissimo perdersi. Ecco perché vi consigliamo di leggere prima la nostra guida, al netto del fatto che promozioni che possono ribaltare il risultato sono sempre dietro l’angolo.

Se poi cercaste qualcosa di più cinematografico, perché non dare un’occhiata anche alla nostra selezione dei migliori proiettori? E se steste cercando una TV apposta per Netflix, questi sono i modelli consigliati.

Soundbar

Non c’è miglior regalo che possiate fare ad una bella TV di una buona soundbar, perché solo così potrete davvero godervi lo spettacolo.

Notebook

Un altro evergreen sono senz’altro i notebook, che a loro volta sono stati oggetto di molti sconti durante il Black Friday, tanto che al momento il mercato sembra completamente cambiato, nel senso che, soprattutto nella fascia entro i 1.000 euro, è difficile trovare tanti modelli che vi avremmo consigliato fino ad un mese fa.

Mac

Un mondo a parte nel settore PC è senz’altro quello dei prodotti della mela, recentemente rinnovati con i SoC M1. In questa guida troverete quindi non solo i nuovi MacBook ma anche gli iMac, i Mac Mini o Pro ed insomma tutto ciò su cui giri macOS.

Informatica

Tralasciando notebook e desktop, i prodotti di informatica sono moltissimi, ed anziché raccoglierli in un’unica e caotica guida abbiamo pensato bene di dividerli per argomento.

Console

Con l’avvento delle console NextGen, la domanda è quanto mai attuale, e sebbene comprare una PlayStation 5 sia sempre più impossibile col passare del tempo (se foste interessati solo a lei, date un’occhiata qui), non è certo la console di Sony l’unica proposta valida del mercato attuale.

Videogiochi

Che giochiate su console, PC o smartphone, il mondo del gaming ha ormai proposte per ogni device, e noi ovviamente abbiamo guide separate per ciascuno di questi.

E già che siamo in tema, non dimenticate di guardare anche quali sono i migliori controller.

Ebook reader

Kindle Oasis 2017 vs Kindle Oasis 2019

Niente di meglio che il relax delle feste per leggere un buon libro, anche in formato elettronico, e qui troverete senz’altro il lettore più adatto alle vostre esigenze, da regalare o regalarvi.

Audio

Il Natale è il momento ideale per compiacere un appassionato di musica, con tante idee regalo diverse alle quali poter attingere. Ecco quindi alcuni suggerimenti che abbiamo realizzato per voi.

Fotocamere

Che cerchiate una fotocamera compatta, una reflex, o anche le simpatiche nuove fotocamere istantanee digitali, abbiamo la selezione di idee regalo per voi.

Video

Esattamente come per i dispositivi audio, anche quelli video hanno più categorie al loro interno, a seconda del tipo di utilizzo, che sia in auto, in casa o per riprendere scene più “action”.

Smart home

L’elenco dei dispositivi di domotica potrebbe essere lungo, ed in parte lo abbiamo già coperto in altre categorie, ma rimanevano comunque fuori ancora alcuni prodotti, che abbiamo raccolto in quest’ultimo breve elenco.

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