La serie Huawei P60 è molto vicina, e porterà diversi miglioramenti

È passato esattamente un anno dall’arrivo sul mercato italiano (e un anno e mezzo dalla presentazione in Cina) degli smartphone della serie Huawei P50: in particolare, i dispositivi più interessanti sono stati sicuramente Huawei P50 Pro, uno dei migliori camera phone in circolazione, e Huawei P50 Pocket, uno smartphone pieghevole “a conchiglia” che invece non ha convinto a pieno.

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Adesso però è arrivato il momento di guardare al futuro: finalmente è spuntato qualche rumor relativo a Huawei P60 Pro e Huawei P60, sia per quanto riguarda le specifiche tecniche che una finestra di lancio. Partiamo proprio da quest’ultima: la serie Huawei P60 dovrebbe essere presentata a marzo 2023, ma non è chiaro se gli smartphone arriveranno sin da subito in Europa o se l’azienda preferirà lanciarli prima esclusivamente in Cina.

Le specifiche dei due dispositivi sono decisamente buone: P60 Pro dovrebbe montare un display da 6,6 pollici OLED con risoluzione 1440 x 3200 pixel e supporto ai 120 Hz. La fotocamera frontale dovrebbe essere da 32 MP, mentre sul retro troveranno posto un sensore principale da 50 MP, uno grandangolare da 50 MP e un sensore tele da ben 64 MP.

Lato hardware, i rumor parlano di Snapdragon 8+ Gen 1 come processore (curiosamente, dovrebbe esserci solo il supporto al 4G) e di una batteria da 5.500 mAh con supporto alla ricarica rapida a 100 W (cablata) e 50 W (wireless). Queste specifiche sono migliori in tutto rispetto a quelle di P50 Pro.

Purtroppo sappiamo davvero poco della versione base: Huawei P60 dovrebbe montare dei sensori fotografici diversi rispetto al fratello maggiore, in configurazione 50 MP (principale) + 50 MP (grandangolare) + 16 MP (tele). Entrambi gli smartphone dovrebbero poi avere la certificazione IP68 contro acqua e polvere.

Non ci resta che attendere ancora un paio di mesi per saperne di più: nel frattempo, vi lasciamo a qualche render che ci permette di farci un’idea del design degli smartphone.

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La serie Huawei P60 è molto vicina, e porterà diversi miglioramenti

In Cina arriva Huawei Watch Buds, lo smartwatch con auricolari integrati

Huawei ha presentato oggi, solo in Cina, un nuovo smartwatch davvero particolare: si tratta di un orologio smart dal design abbastanza classico, ma che include al suo interno un paio di auricolari true wireless, “nascosti” nella scocca e accessibili semplicemente alzando lo schermo.

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Come anticipato, da chiuso il design dello smartwatch è molto simile a quello di altri orologio: il cinturino è in pelle nera o marrone e la scocca, in acciaio inossidabile, include anche una corona che può essere ruotata. Dal punto di vista tecnico, il display è in tecnologia AMOLED da 1,43 pollici e in risoluzione 466 x 466 pixel (la densità di pixel è di 326 PPI).

Il sistema operativo è ovviamente HarmonyOS 3 e lo smartwatch è compatibile con dispositivi con sistema operativo Android 7.0 o successivo oppure iOS 9 o superiore. Huawei Watch Buds include poi una serie di funzionalità che abbiamo già imparato a conoscere su altri smartwatch: misurazione della frequenza cardiaca e possibilità di fare ECG, SpO2, monitoraggio del ciclo mestruale femminile e della fibrillazione atriale della frequenza, oltre che monitoraggio di sport e attività fisica.

Il punto forte è ovviamente un altro: lo schermo dello smartwatch può essere alzato (Huawei chiama questa funzione Flip Cover) e all’interno trovano posto due auricolari in ear, agganciati magneticamente alla scocca. Le cuffie sono ovviamente true wireless e sono compatibili con la cancellazione attiva del rumore.

Specifiche tecniche

  • Schermo: AMOLED da 1,43″, risoluzione 466 x 466, 326 PPI
  • Cinturino: cinturino in pelle da 22 mm
  • Sensori: sensore inerziale a 6 assi (sensore di accelerazione, sensore giroscopico), sensore ottico della frequenza cardiaca, sensore di luce ambientale, sensore Hall, sensore capacitivo, dispositivo di conduzione ossea (VACC)
  • Monitoraggio della salute: SpO2, ciclo mestruale femminile, screening della fibrillazione atriale della frequenza cardiaca, ECG
  • Sistema operativo: HarmonyOS 3; compatibilità con Android 7.0 o successivo e iOS 9 o superiore
  • Connettività: Bluetooth 5.2, NFC
  • Dimensioni:
    • Dimensioni orologio: 47 mm × 47,5 mm × 14,99 mm; quadrante da 47 mm
    • Dimensioni auricolare: 21,8 mm × 10,3 mm × 10,3 mm
  • Peso:
    • Orologio: 66,5 g
    • Singolo auricolare: 4 g
  • Capacità della batteria:
    • Orologio: 410 mAh
    • Auricolare: 30mAh

Disponibilità e prezzo

Huawei Watch Buds è disponibile solo in Cina ad un prezzo di 2988 yuan (circa € 407). La disponibilità nel mercato globale deve ancora essere annunciata dall’azienda.

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In Cina arriva Huawei Watch Buds, lo smartwatch con auricolari integrati

Huawei Pocket S ufficiale in Cina: il pieghevole economico?

Huawei torna a farsi sentire nel settore smartphone, nonostante le limitazioni commerciali da rispettare in relazione al ban ricevuto dal governo statunitense, e presenta un nuovo pieghevole.

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Stiamo parlando di Huawei Pocket S, quello che sembra il successore naturale del P50 Pocket lanciato lo scorso anno e che abbiamo conosciuto nel dettaglio nella nostra recensione. Andiamo quindi a vedere ciò che sappiamo della sua scheda tecnica.

  • Display:
    • Interno: 6,9″ (2.790 x 1.188 pixel) FHD+ OLED con refresh rate a 120Hz, 300Hz touch sampling rate, 1440 Hz high frequency PWM dimming, DCI-P3 colour gamut, fino a 1,07 miliardi di colori
    • Esterno: 1,04″ (340 × 340 pixel) OLED, refresh rate fino a 60 Hz
  • Processore: Octa Core Snapdragon 778G 4G
  • GPU: Adreno 642L
  • RAM: 8GB / 12GB
  • Storage interno: 256GB / 512GB
  • Sistema operativo: Hongmeng 3.0 (HarmonyOS)
  • Reti: Dual SIM
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 40 megapixel True-Chroma Camera, f/1.8 aperture
    • Grandangolo: 13 megapixel, f/2.2 aperture
  • Fotocamera anteriore: 10,7 megapixel, f/2.2 aperture
  • Sicurezza: sensore d’impronte laterale
  • Audio: USB Type-C Audio
  • Dimensioni: 170 (87,3 se chiuso) × 75,5 ×7,2 (15,2 se chiuso) mm
  • Peso: 190g
  • Connettività: Dual 4G VoLTE, Wi-Fi 802.11 ax (2.4GHz and 5GHz), Bluetooth 5.2 LE, GPS (L1 + L5 Dual band), NFC, USB 3.1  Type-C (GEN1)
  • Batteria: 4.000mAh con Huawei SuperCharge a 40W

Insomma, il nuovo Huawei Pocket S sembra molto simile al suo predecessore, eccetto per alcuni dowgrade che riguardano il processore e la rimozione del terzo sensore fotografico per la fotocamera posteriore.

Il nuovo Huawei Pocket S arriva ufficialmente per il mercato cinese nelle colorazioni Argento gelo, verde menta, oro primula, rosa sakura, blu cristallo ghiaccio, nero ossidiana. Il prezzo corrisponde a circa 840€. Staremo a vedere se Huawei intenderà lanciarlo anche nei mercati europei e in Italia.

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Huawei Pocket S ufficiale in Cina: il pieghevole economico?

EMUI 13 ufficiale: tutte le novità della nuova interfaccia di Huawei

Huawei, nonostante un periodo non particolarmente favorevole, continua ad investire sul settore mobile. L’ultima novità in tal senso è il futuro rilascio del nuovo aggiornamento “EMUI 13”. Si tratta dello stesso update denominato in Cina come “HarmonyOS 3.0”: difatti nel contesto globale il firmware creato dall’azienda cinese conserva la denominazione “EMUI”. Passando alle novità del pacchetto, sono varie e tutte con un obiettivo: garantire all’utente un’esperienza ancora più coinvolgente.

Una delle principali novità riguarda l’interazione con i widget. Ad esempio, le icone delle app di sistema che prevedono un widget hanno una linea in basso: se si preme su di essa facendo uno swipe verso l’alto si aprirà il relativo widget (che potrà essere personalizzato come dimensioni e fissato a schermo). Tra l’altro, sempre a proposito di widget, alcuni di loro potranno essere combinati dando vita ad una soluzione unica in grado di fornire maggiori informazioni.

Un’altra novità si chiama “Superhub” e consiste nel potenziamento della funzione di “copia/incolla”. In pratica, sarà possibile trascinare testo, file o immagini in alto a destra, dove verrà visualizzata una cartella virtuale che conterrà tutti gli elementi copiati. Questa cartella, quindi, potrà essere aperta per selezionare i file precedentemente copiati. Novità anche per “Super Device”, l’opzione che consente ai vari dispositivi Huawei di comunicare tra di loro e che ora supporta un maggiore numero di prodotti, tra cui MatePad Paper, i MateBook e la TV Huawei Vision. In termini di novità, ad esempio, la collaborazione multi-schermo supporterà le finestre in orizzontale per il mirroring dello smartphone su PC. Inoltre, sempre tramite Super Device, è stata aggiunta la possibilità di condividere l’audio su più cuffie (compatibilità limitata alle Huawei FreeBuds 2 Pro).

Non manca, poi, una certa attenzione alla “pulizia” dello smartphone: se ne occuperà “SuperStorage”, un’opzione che comprimerà le app meno utilizzate ed eliminerà tutti i download inutili. Questa funzione potrà arrivare a liberare fino a 20 GB. Lato sicurezza, infine, Huawei ha rinnovato il “Privacy Center”, che offrirà una panoramica sulla frequenza con cui le app chiedono accesso ai dati personali, e il “Security Center”, che automaticamente ricercherà eventuali rischi per la sicurezza e virus.

Disponibilità

Huawei, almeno fino ad ora, non ha fornito tempistiche precise circa il rilascio dell’aggiornamento “EMUI 13”. Probabile, a riguardo, che qualche novità possa emergere nelle prossime settimane.

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EMUI 13 ufficiale: tutte le novità della nuova interfaccia di Huawei

Huawei nova 10 SE ufficiale: cuore Snapdragon e fotocamera da 108 MP

Il mercato smartphone di Huawei, soprattutto nel settore dei top di gamma, ha subito una sorta di battuta di arresto dopo il ban del governo statunitense. Nonostante questo l’azienda conferma la sua volontà di essere presente nel mercato smartphone.

Nelle ultime ore l’azienda ha ufficializzato un nuovo modello di smartphone. Parliamo di Huawei nova 10 SE, un dispositivo di gamma medio-alta che pone i suoi principali punti di forza sull’aspetto fotografico. Andiamo a vedere insieme le specifiche tecniche.

  • Display: 6,67″ OLED (2.400 x 1.080 pixel) full HD+, refresh rate a 90 Hz, HDR10, 20:9
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 680 4G, octa-core fino a 2,4 GHz (4×2.4 GHz Kryo 670 & 4×1.8 GHz Kryo 670), TMSC 6 nm
  • GPU: Adreno 610
  • RAM: 6 / 8 GB
  • Storage interno: 128 / 256 GB
  • Sistema operativo: HarmonyOS 2.0, senza servizi Google
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 108 megapixel, f/1.9, PDAF
    • Grandangolo: 8 megapixel
    • Profondità: 2 megapixel, f/2.4
    • Registrazione video: 1080p, 720p@960fps, gyro-EIS
  • Fotocamera anteriore: 16 megapixel, f/2.2
  • Connettività: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/a/6, dual-band, Wi-Fi Direct, hotspot, Bluetooth 5.2, A2DP, LE, GLONASS (3), BDS (3), GALILEO (2), QZSS (2), NavIC, NFC, USB Type-C 2.0, USB On-The-Go
  • Sicurezza: sensore d’impronte laterale
  • Batteria: 4.500 mAh, ricarica rapida a 66W
  • Colorazioni: Starry Silver e Starry Black

Il nuovo Huawei nova 10 SE è stato annunciato ufficialmente a livello internazionale, anche se ancora non sono stati riferiti prezzi e disponibilità. Torneremo ad aggiornarvi una volta che avremo queste informazioni per il mercato italiano.

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Huawei non ha alcuna intenzione di lasciare il mercato europeo

AGI – Huawei non ha nessuna intenzione di lasciare il mercato europeo. Alcuni giorni fa le parole di Ren Zhengfei, ceo del colosso cinese, sulla necessità dell’azienda di ‘sopravvivere’ a tempi difficili e sulla possibilità di abbandonare alcune piazze aveva lasciato pensare che l’Europa fosse uno di quei teatri da cui ritirarsi, soprattutto per l’improvvisa ostilità di alcuni governi nei confronti delle infrastrutture 5G made in China e per il bando all’uso dei servizi di Google sui suoi smartphone.

Eppure Huawei resterà in Europa, come ha assicurato all’AGI William Tian, presidente di Huawei CBG per l’Europa occidentale, e anzi rilancia, diversificando la platea di prodotti e puntando sui pc portatili e sugli indossabili pensati per lo sport e la salute.

Le attrezzature Huawei per le reti 5G erano utilizzate massicciamente dai provider europei che, dopo i dubbi sollevati dalle intelligence occidentali sulla sicurezza delle reti, sono stati convinti ad abbandonarle in favore di prodotti europei come Ericsson e Nokia.

Un colpo letale per Huawei la cui posizione era stata già pesantemente compromessa dalla marginalizzazione nel settore degli smartphone. “Non abbandoniamo il mercato europeo” assicura Tian, “per via della situazione economica le vendite di smartphone sono crollate e i costi sono aumentati, ma è una sfida per tutto il mercato. Abbiamo dovuto diversificare, ma siamo convinti che in Europa ci sia spazio per i nostri smartphone e vogliamo continuare a lavorare con i partner europei”.

Per questo all’Ifa di Berlino è stata presentata la nuova serie di smartphone di fascia media, con Nova 10 e Nova 10 Pro , con la convinzione che a medio termine l’ecosistema formato dal sistema operativo Harmony insieme agli Huawei Mobile Services (Hms) e all’AppGallery saranno accolti dal mercato come terzo player insieme a iOS e Android da una parte e App Store e Play Store dall’altra.

Diversa la partita giocata nel campo dello smart office, con il  lancio del nuovo portatile della serie X (un computer che monta Windows e costa circa 2.200 euro), e della salute, con il nuovo smartwatch della serie D, certificato per il monitoraggio della pressione arteriosa, l’ECG e la saturazione. “La nostra visione di lungo termine” insiste Tian, “è focalizzata sull’Intelligenza artificiale, lo smart office, la smart home, la salute e l’intrattenimento”. Tutti settori però molto ben presidiati dai competitor che possono contare sul sostegno incondizionato di un partner importante come Google con il suo derivato Android.


Huawei non ha alcuna intenzione di lasciare il mercato europeo

Huawei è di parola: il pieghevole Mate Xs 2 è disponibile in Italia

Lo scorso aprile Huawei ha presentato il suo nuovo smartphone pieghevole, il Mate Xs 2, la cui forma ha ripreso quella del precendente Mate Xs (la cui recensione la potete recuperare a questo indirizzo). In un primo momento il dispositivo poteva essere rintracciato nella sola Cina, per poi atterrare in Europa, nel mese di giugno, in Germania.

Ora, lo spettro si amplia ancora e per nostra fortuna abbraccia anche l’Italia, visto che l’azienda ha ufficialmente annunciato il suo futuro arrivo nel nostro Paese.

Riprendiamo in questa sede quelle che sono le sue caratteristiche tecniche, andando però ad aggiungere qualche altro dettaglio che meglio ci fa avere un’idea del lavoro messo a punto dalla società.

  • Schermo: True-Chroma da 7.8” (2.480 × 2.200 pixel), golden ratio8:7.1, frequenza di aggiornamento intelligente a 120 Hz e supporto della frequenza di campionamento touch a 240 Hz, PWM a a 1440 Hz
  • Schermo anteriore: 6,5″ 2480 × 1176 pixel OLED 120Hz
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 888 4G
  • RAM: 8 / 12 GB LPDDR5
  • Archiviazione: 256 / 512 GB UFS 3.1
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 50 megapixel, f/1.8
    • Ultra grandangolare/macro: 13 megapixel, f/2.2
    • Teleobiettivo: 8 megapixel con zoom ottico 3x e messa a fuoco laser, f/2.4
  • Connettività: hybrid dual SIM, 4G, Wi-Fi tribanda (primo al mondo), che può raggiungere i 4 Gbps
  • Batteria: 4.880 mAh, supporto Huawei SuperCharge da 66 W che permette di raggiungere il 90% in 30 minuti.
  • Dimensioni: 156,5 x 75,5 (139,3 aperto) x 5,4-11,1 mm
  • Peso: 255 grammi
  • OS: HarmonyOS 2

Afferrando lo smarphone la prima cosa che potrebbe colpire è la sua leggerezza, che ripetiamo essere di appena 255 g, resa possibile grazie all’utilizzo di materiali leggeri e innovativi come le fibre di vetro ultraleggere per il backplane, le leghe di titanio di grado aerospaziale e l’acciaio ultraleggero ad alta resistenza per la sua struttura. Elementi quelli appena citati che contribuiscono anche a renderlo resistente al rischio di rottura. 

Grande attenzione nel corso del suo sviluppo è stata rivolta al meccanismo di piega, che qui è caratterizzato da una cerniera a doppia rotazione Falcon Wing di nuova generazione, in acciaio ultraleggero e ad alta resistenza. Una volta aperto, lo schermo diventa piatto e liscio come uno specchio.

Inoltre, Mate Xs 2 presenta un Composite Screen che vanta un design simile a quello dei sistemi anti-collisione delle auto, il che lo rende un eccellente ammortizzatore e buffer e permette agli utenti di poterlo usare in tranquillità.

Dal punto di vista dello schermo, oltre alle specifiche riportate poco sopra, è lecito anche citare l’antiriflettente Nano Optical Layer dello schermo che contribuisce a ridurre la capacità riflettente della luce del display e migliora così la lettura anche quando il dispositivo è colpito dai raggi solari. 

Il display vanta in aggiunta di un design in fibra di vetro 3D, che permette di avere un effetto morbido al tatto e di ridurre le impronte digitali.

Entrando nel vivo dell’utilizzo del device, quest’ultimo adotta il nuovo effetto visivo di piegatura dinamica: quando è aperto, lo schermo del desktop si espande automaticamente, quando è piegato la visione rimane chiara e uniforme.

La funzione Smart Multi-Window aggiornata permette interazioni più facili e la funzione Split-screen consente di utilizzare due applicazioni contemporaneamente, migliorando così efficienza e libertà. Ancora, la funzionalità Swipe Gesture consente di accedere e gestire facilmente le finestre mobili, permettendo il multi-tasking con un rapido swipe. 

Per quanto riguarda la fotocamera, la True-Chroma da 50 MP è capace di catturare colori quanto più fedeli alla realtà, e andando a migliorare Huawei XD Optics è stato possibile offrire una resa delle immagini nitida e dettagliata. Gli scatti possono anche essere visualizzati in anteprima attraverso il mirino digitale della fotocamera su entrambi gli schermi contemporaneamente, grazie alla funzione intelligente Mirror Shooting.

Gli utenti più esigenti che ci tengono ad avere degli scatti perfetti apprezzeranno la nuova generazione di AI Remove che consente di cliccare sugli oggetti selezionati per modificare facilmente la loro “opera”.

Da oggi fino al 31 agosto Huawei Mate Xs 2 sarà in pre-ordine solo su Huawei Store al prezzo di 1.999,90€  e, con il deposito di 10€, si otterrà uno sconto di 100€ e in omaggio le nuove Huawei FreeBuds Pro 2.

L’arrivo sugli scaffali avverrà dal 1 settembre, e per i primi trenta giorni (quindi fino al 30 settembre) sarà possibile con l’acquisto dello smartphone avere in omaggio le FreeBuds Pro 2.

Sarà disponibile in bianco con una texture in pelle naturale. Inoltre, in dotazione è fornita anche una custodia in PU semi-coperta che ha lo stesso colore del dispositivo e, non solo fornisce una migliore protezione, ma funziona anche come supporto.

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Huawei è di parola: il pieghevole Mate Xs 2 è disponibile in Italia

11 migliori smartwatch economici: Huawei Watch Fit e Mi Band 7 da non perdere

Il miglior smartwatch economico è quello che più si adatta alle vostre esigenze, ed è anche quello che vi rende fiero del vostro acquisto. Non è facile scegliere e, nel contempo, rimanere sotto i 100€. Ce ne sono molti su Amazon Italia, buona parte dei quali risultano invitanti per i loro prezzi bassi, ma bisogna stare attenti a vari fattori. Guarda caso, la nostra attenta selezione vi guiderà nei meandri del vasto mondo degli orologi intelligenti a costi contenuti: abbiamo scelto per voi i 10 smartwatch più interessanti tra quelli a meno di 100€ in questo momento, dunque andiamo subito a vedere cosa conviene comprare, ma non prima di avervi informato che c’è anche la nostra guida dei migliori auricolari Bluetooth sotto i 50€ tra quelli in commercio.

Nella lista in calce vi aspettano tutti i migliori smartwatch a meno di 100€ oggi disponibili su Amazon. Per acquistare quello che desiderate basta cliccare sul pulsante dedicato nel box in basso. Se volete affacciarvi al mondo degli orologi intelligenti senza spendere troppo, optate per Amazfit GTS, oppure posate gli occhi direttamente sulla famosa Xiaomi Mi Smart Band 6 (o sulla nuova versione 7) o sulla bellissima Huawei Watch Fit, sempre che non vi dispiaccia indossare una smartband. Fate solo attenzione alle modalità di attivazione dello sconto: alcune offerte si attivano al check-out o richiedono di spuntare la casella “COUPON” presente sulla pagina del relativo prodotto.

A seguire vi lasciamo anche i pulsanti per iscrivervi al nostro canale Telegram delle offerte e quello per andare sulla pagina dei migliori sconti di Amazon.

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A differenza di molti smartwatch estremamente economici presenti su Amazon dalle marche poco note, questi segnalati nella nostra selezione vantano funzioni complete e vi consentono di vivere l’esperienza degli orologi intelligenti senza troppi compromessi. Valutate con calma le varie caratteristiche in base alle vostre esigenze, ma prima di tutto fatevi una domanda: l’orologio deve piacervi, quindi selezionate uno che vi piace davvero, perché diventerà il vostro compagno d’avventure!

Ovviamente, i più costosi vantano dei sensori più precisi soprattutto per il tracciamento del battito cardiaco e delle attività sportive, ma anche sui più economici si sono fatti enormi passi in avanti rispetto alle precedenti generazioni. Ultimo consiglio: nonostante questi siano compatibili con tutti i dispositivi Android, vale la pena comprare uno che sia della stessa famiglia del vostro smartphone per una migliore integrazione con l’ecosistema.

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11 migliori smartwatch economici: Huawei Watch Fit e Mi Band 7 da non perdere

La trasformazione di Huawei da produttore di smartphone a creatore di un ecosistema

AGI – Sarebbe interessante scoprire come sarebbe oggi il mondo della tecnologia di consumo se il 20 maggio del 2019 la Casa Bianca guidata da Trump non avesse messo fuori gioco con una mossa a sorpresa Huawei, uno dei protagonisti assoluti della scena, la cui crescita sembrava ormai inarrestabile.

Sarebbe interessante anche sapere cosa si dissero l’ad di Apple Tim Cook e lo stesso Trump in un incontro del 7 marzo di quell’anno – quello in cui, durante la conferenza stampa conclusiva il presidente Usa fece la storica gaffe in cui lo chiamava ‘Tim Apple’.

E sarebbe interessante sapere se durante quel colloquio i due parlarono della quota di mercato globale di Huawei che aveva raggiunto Apple al 12% o di quella in Europa, dove il colosso cinese aveva compiuto il sorpasso di un punto percentuale: 18 contro 17.

Ma oggi che il confronto tra Usa e Cina si è esteso ben oltre gli smartphone e il 5G, sarebbe pura accademia. Lo scenario del mercato non è poi così cambiato: lo spazio occupato un tempo da Huawei è stato in parte conquistato da Apple (mission accomplished, direbbe qualcuno) e per il resto parcellizzato tra altri brand cinesi come Xiaomi, Oppo, realme, vivo e OnePlus.

E cosa ne è stato di Huawei? Non ha smesso di produrre smartphone – che ancora oggi, come dimostra il P50 appena presentato – eccellono in tecnologia e innovazione, ma ha di fatto smesso di venderli in Europa e ovunque si faccia ancora totale affidamento sui Google Mobile Service (GMS) praticamente indispensabili per chiunque voglia usare app con, ad esempio, la geolocalizzazione.

Ci sono i modi per bypassare questa mancanza e continuare a usare social network e altre app teoricamente inaccessibili anche su uno smartphone Huawei senza GMS, ma bisogna guardare in faccia la realtà e riconoscere che a nessuno verrebbe in mente di caricarsi questa noia su un telefono per il quale ha speso mille euro.

Eppure sbaglia che pensa che Huawei sia uscita completamente dal mercato. E lo dimostra il successo degli smartwatch o dei computer portatili che la casa cinese continua a mettere sul mercato dove sono concorrenti di brand blasonati come Dell e (al netto dei sistemi operativi) Apple.

Quello su cui punta ora è la creazione di un ecosistema – parola che definisce la nuova frontiera di qualunque brand tecnologico – in cui a dominare non siano i device ma il sistema operativo. Quell’HarmonyOs che Huawei ha sviluppato per rendersi indipendente da Android (e quindi Google) e che vuole portare a essere protagonista di quell’Internet delle Cose (IoT) che è legato a doppio filo allo sviluppo del 5G.

Dei piani di Huawei e di cosa è successo negli ultimi tre anni abbiamo parlato con Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Huawei Consumer Business Group Italia.

Cosa ha fatto Huawei in questi anni?

A dispetto di quanto il mercato può pensare, non abbiamo smesso di fare telefoni. Continuiamo a sviluppare prodotti nuovi, investiamo in ricerca e sviluppo e nei prodotti nuovi ma è chiaro che da quando c’è stato il ban americano è iniziato un percorso di cambiamento che ci ha fatto passare dall’essere da azienda produttrice di smartphone ad azienda produttrice di un ecosistema.

Non siete certo i primi a farlo

Se si guarda ad altri player del mercato, è vero ma nella fattispecie abbiamo fatto qualcosa di più: abbiamo creato AppGallery (lo store di applicazioni proprietario su cui ha investito moltissimo, ndr) e HarmonyOs. Quando dico che siamo un’azienda produttrice di ecosistema non mi riferisco al mero device, ma ai pc, ai wearable, agli auricolari, ai monitor e stanno arrivando le stampanti. Non è solo una questione di device, ma di servizi. AppGallery è una piattaforma che si pone come terzo polo rispetto a quello di Android e iOs e con HarmonyOs, abbiamo voluto creare un sistema operativo aperto non solo per i prodotti di Huawei, ma per l’industria.

Volete fare concorrenza ad Android?

Le premesse sono diverse: il nostro non è un sistema operativo che deve essere per forza legato alla telefonia, ma che, non avendo necessita di attaccarsi ai cloud, può essere usato dagli elettrodomestici senza che in mezzo ci sia uno smartphone a fare da hub. Un bel vantaggio anche in termini di privacy e riservatezza delle informazioni che non devono necessariamente uscire dal sistema domestico. La nostra priorità è posizionare Huawei come una ecosystem company, con un ecosistema di servizi e dispositivi connessi all’interno di cinque scenari specifici – Smart Office, Smart Home, Entertainment, Smart Travel e Sports and Health – in risposta alle esigenze di mercato e ai desideri dei consumatori.

Con che risultati?

Al 28 aprile 2021, HarmonyOS era stato implementato su oltre 240 milioni di dispositivi Huawei, rendendolo il sistema operativo per dispositivi mobili in più rapida crescita al mondo. Oltre 2.000 fornitori hanno aderito ad HarmonyOS Connect, con oltre 150 milioni di dispositivi HarmonyOS Connect spediti. Alla fine del 2021 più di 33.000 servizi erano in esecuzione sui dispositivi HarmonyOS.

Come sta andando AppGallery?

Abbiamo messo in piedi una piattaforma che non è solo un contenitore di app, ma vende servizi come il gaming, il cloud, servizi video e musicali. Fatte salve alcune app, oggi possiamo dire all’utente finale che possiamo soddisfare al meglio le sue esigenze. Il 70% delle lamentele riguardava la mancanza di app bancarie e su tutte Banca Intesa e di Unicredit, che ora sono a bordo.

E in termini di utenti?

Siamo molto soddisfatti anche dell’evoluzione degli HMS (Huawei Mobile Services) e di AppGallery in questi soli due anni che si inserisce perfettamente in questa visione di ecosistema che possa rendere la vita delle persone veramente connessa. Solo in Italia abbiamo oltre 6,3 milioni di utenti attivi mensili, +38 milioni di nuovi download (+25%), e integrato 12.000 app in 18 categorie tra cui banking, app di servizi, giochi e intrattenimento, shopping, strumenti di navigazione e trasporto, notizie, social media. Abbiamo un dipartimento che propone AppGallery come un normalissimo canale social sul quale le aziende possono fare pubblicità e lo proponiamo alle agenzie.

Chi manca ancora all’appello in AppGallery? Quale servizio sentite che vi manca più di altri?

La verità? Poste Italiane. Ci piacerebbe averli a bordo nel più breve tempo possibile perché offre un ampio ventaglio di servizi agli utenti finali. È una app che fa moltissime cose ed è un passo verso la digitalizzazione dei servizi. Stiamo collaborando con loro, ma ci sono delle resistenze che speriamo di superare presto.

A che punto è il 5G in Italia?

È molto lento per diversi motivi: le infrastrutture innanzitutto e poi perché è molto costoso. Così il risultato è un rimpallo tra chi dovrebbe offrire i servizi e chi dovrebbe fare le infrastrutture: i primi non lo sviluppano se non ci sono le seconde e i secondi non vogliono investire senza una chiara visione sulle opportunità dei servizi. Non è sufficiente pensare che serva a scaricare un film in altissima risoluzione in pochi secondi: il vero 5G è rivolto all’utente finale, ma è un prodotto che deve servire all’industria. Anche per questo ci stiamo concentrando su un sistema operativo per l’auto intelligente – che funzionerà con il 5G – e su batterie che si carichino velocemente: un settore in cui abbiamo un’esperienza importante sviluppata proprio con gli smartphone.


La trasformazione di Huawei da produttore di smartphone a creatore di un ecosistema

Huawei FreeBuds 4E ufficiali: nuovi TWS con ANC e 22 ore di autonomia

Huawei ha annunciato i suoi ultimi auricolari TWS, ossia le FreeBuds 4E caratterizzate da un sistema ibrido di cancellazione attiva del rumore a doppio microfono, un driver dinamico da 14,3 mm e altre funzionalità.

A seguito dell’attivazione della riduzione del rumore, la tecnologia adattiva può identificare l’attuale anatomia del condotto uditivo e le condizioni di usura, abbinando così in modo intelligente i parametri ottimali.

Huawei FreeBuds 4E ridurrà il rumore ambientale a bassa frequenza, consentendo agli utenti di non perdersi alcuna parola della conversazione e anche eventuali segnali dal mondo esterno.

Tramite le gesture, come doppio tocco/pressione lunga/scorrimento, il controllo degli auricolari è possibile anche in movimento. La funzione Quick Reminder di Huawei, inoltre, può trasmettere sia promemoria dell’assistente intelligente che notifiche delle app dei propri smartphone.

Huawei FreeBuds 4E sarà disponibile in Cina a partire dal 24 marzo al costo di 699 yuan, circa 100€, nei colori bianco, argento e rosso. Per quanto riguarda il suo arrivo negli altri mercati ancora non è stato comunicato nulla a riguardo, perciò rimanere sintonizzati per non perdervi eventuali aggiornamenti.

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Huawei FreeBuds 4E ufficiali: nuovi TWS con ANC e 22 ore di autonomia

Preoccupati per un neo? I futuri telefoni Huawei potrebbero avvisarvi se c’è un problema

Huawei crolla ma non si dà per vinta. Nonostate i problemi dovuti alle sanzioni commerciali statunitensi, il dipartimento di ricerca e sviluppo dell’azienda sta sviluppando costantemente nuovi telefoni e tecnologie. Abbiamo recentemente visto il nuovo P50 Pocket, che presenta un display a copertura rotonda che può essere utilizzato anche come specchio intelligente con una modalità di rilevamento della protezione solare. Una volta attivato, il telefono misura se è stata applicata una quantità sufficiente di crema solare sul viso e se è distribuita uniformemente, e può anche rilevare se il trucco è stato rimosso correttamente. Tutto questo è possibile grazie ad una fotocamera iperspettrale da 32 MP.

Sembra che il produttore cinese abbia idee ancora più creative per il futuro. Huawei ha depositato un brevetto per la tecnologia delle fotocamere che dovrebbe consentire di analizzare la struttura del viso e della pelle, al fine di fornire consigli basati su eventuali variazioni. La documentazione, di 43 pagine, è intitolata “Metodo di analisi dell’aspetto e dispositivo elettronico”. Nel fascicolo si menziona un sistema a tripla fotocamera in grado di acquisire immagini facciali 3D al fine di eseguire un’analisi facciale accurata. 

 

Si tratta di un cosiddetto brevetto di utilità, il che significa che Huawei può implementare la tecnologia brevettata in diversi modi. Ad esempio, la documentazione parla dell’integrazione di una tale fotocamera in un telefono a conchiglia, come il P50 Pocket. Tuttavia, le immagini del brevetto mostrano un normale modello di telefono, ma Huawei potrebbe decidere di farne un accessorio opzionale, come una sorta di specchio intelligente. In tal caso, lo specchio intelligente potrebbe essere utilizzato in modo indipendente e collegarsi al telefono.

Il grafico Parvez Khan, alias Technizo Concept , ha creato una serie di immagini basate sulla documentazione del brevetto.

Il sistema di telecamere dovrebbe essere in grado di fornire informazioni su pori, rughe, acne, punti neri, macchie di colore, occhi scuri o una combinazione di questi e la loro profondità e dimensione. Ad esempio, è possibile determinare anche il numero di punti neri intorno al naso. Inoltre, possono essere fornite informazioni sulla piega nasale e sulle zampe di gallina.

Sullo schermo del telefono si vedrà la foto del proprio viso, e verranno mostrati diversi punteggi, come un punteggio della pelle e un punteggio dei pori. Verranno poi forniti anche suggerimenti e raccomandazioni per migliorare la struttura della pelle.

Al momento non sappiamo se Huawei renderà effettivamente disponibile la funzionalità brevettata, ma è chiaro che le funzioni sanitarie stanno diventando una parte sempre più importante dei nostri dispositivi mobili, e anche un motivo per cui li scegliamo.

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Preoccupati per un neo? I futuri telefoni Huawei potrebbero avvisarvi se c’è un problema

Ottiche performanti, Intelligenza Artificiale e un pieghevole: Huawei presenta i nuovi prodotti top (e sfida il ban)

AGI – Spinti dal sistema operativo EMUI12, con tanta Intelligenza Artificiale al servizio del comparto fotografico e nuove ottiche che, dice la casa madre, “sfidano la fisica” e, privi dei servizi di Google (primo fra tutti il Playstore: Huawei ha reso disponibile la AppGallery e il suo app store  con applicazioni globali e locali distribuite in 20 categorie), a causa del ban Usa in vigore. Sono i due nuovi smartphone di punta che Huawei ha presentato in Europa:  il P50 Pro e il pieghevole P50 Pocket, insieme con il Watch GT Runner, l’orologio intelligente per gli amanti della corsa.

“La serie Huawei P è da sempre votata alla nostra passione per la fotografia e alla ricerca della migliore qualità, estetica ed esperienza fotografica  –  ha spiegato Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Huawei CBG Italia – il nuovo Huawei P50 Pro rappresenta un nuovo capitolo nella storia dell’eccellenza delle fotocamere Huawei, nonché un cambio di paradigma nella fotografia mobile, nell’estetica del design e nelle esperienze in tutti gli scenari. Incorporando Huawei XD Optics in uno smartphone per la prima volta, stiamo continuando a rendere possibile l’impossibile dando il via a una nuova era della fotografia per smartphone”.

Basato su piattaforma Snapdragon 888 4G, il P50 Pro è disponibile nelle versioni Cocoa Gold e Golden Black, con 8 Gb di Ram e 256 per lo spazio di archiviazione. Il display in vetro curvo 3D, con un’unica fotocamera selfie grandangolare al centro, ha dimensioni di 6.6” con risoluzione 2700×1228 e 450 ppi. Grazie alla tecnologia True-Chroma Display, supporta anche l’intera gamma di colori P3 per offrire colori più accurati e realistici. Sono supportati fino a 1,07 miliardi di colori in modalità Hdr con una frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz, mentre la frequenza di campionamento del tocco, pari a 300 Hz, dovrebbe garantire un’esperienza di utilizzo fluida e reattiva. Il P50 Pro è anche certificato Ip68 per la resistenza alla polvere.

Con l’Intelligenza Artificiale addio foto mosse. È dunque nelle abilità fotografiche che il P50 Pro vuole distinguersi. Le fotocamere possono essere utilizzate in molteplici modalità che, grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, permettono di ottimizzare gli scatti e l’acquisizione di sequenze video: niente più foto mosse o sfocate insomma.

Il True-Chroma Image Engine ha un sistema di rilevamento della luce ambientale che utilizza un sensore multi-spettro a 10 canali, abbinato alla calibrazione del colore di oltre 2.000 colori nell’ampia gamma cromatica P3, per migliorare la sua capacità di rilevare la luce ambientale e la precisione della tonalità di colore media rispettivamente del 50 e del 20%. Risultato? I colori sono più variegati, riproducendo le sfumature della vita reale. Al sistema di imaging ottico insomma vengono garantite capacità computazionali, creando il primo sistema comprensivo di ripristino del segnale dell’immagine del settore, in grado di applicare calcoli computazionali per correggere errori ottici e riprodurre dettagli minuziosi. Questo permette di superare i limiti del design ottico e ripristinare fino al 25% del segnale dell’immagine. Il prezzo. Il nuovo P50 Pro è disponibile su Huawei Store al prezzo di 1199,90 euro.

Il P50 Pocket

Il pieghevole P50 Pocket, progettato in collaborazione con la stilista di alta moda Iris Van Herpen, integra una nuova generazione di Huawei Image con il motore d’immagine migliorato Huawei XD Fusion  Pro che supporta la tecnologia Ultra Spectrum Image in grado di garantire in tutti gli scatti una migliore resa delle texture con dettagli e colori realistici. Inoltre, la cerniera multidimensionale di nuova generazione e il design Multi-Dimensional Lifting consentono di piegare lo smartphone ottenendo un device sottile e tascabile. Migliora anche l’esperienza d’uso dell’utente: i due schermi, il Main Screen con l’ampio display e la Cover Screen all’esterno, offrono un nuovo modo di interagire con il dispositivo. Il display aperto misura  6,9 pollici in diagonale. Sulla Cover Screen è possibile visualizzare le notifiche senza dover aprire il device.

Il motore e il prezzo. Huawei P50 Pocket monta un processore Snapdragon 888 4G, 12 Gb di Ram e 512 di Rom, una batteria da 4mila mAh e la tecnologia SuperCharge 40W per la ricarica rapida. Disponibile su Huawei Store, costa 1599,90 euro.

Lo smart watch

Il Watch Gt Runner è uno smartwatch capace di registrare i dati ambientali e fisici con cui formula un piano di allenamento personalizzato, svolgendo la funzione di personal trainer digitale. Grazie alla nuova tecnologia Huawei TruSeen 5.0+, il dispositivo consente il monitoraggio della frequenza cardiaca per accompagnare ogni passo dei runner. Il sistema di posizionamento dispone di 5 principali sistemi satellitari: Gps, Beidou, Glonass, Galileo e Qzss. Il Watch Gr Runner ha anche un chip di posizionamento Gnss Dual-Band Five-System, integrato con un’antenna sospesa, nascosta nelle alette realizzate in fibra di polimero grazie a cui riesce a rilevare con estrema accuratezza posizione del runner e traiettoria della corsa. Il Watch Gt Runner è disponibile al prezzo di 299,90 euro con inclusi gli auricolari wireless FreeBuds 4.


Ottiche performanti, Intelligenza Artificiale e un pieghevole: Huawei presenta i nuovi prodotti top (e sfida il ban)

Huawei vuole tornare alla ribalta con stile: ecco il pieghevole Mate V

Sono ormai passati un paio d’anni da quando Huawei ha dovuto abbandonare i suoi sogni di gloria nel mercato smartphone, cedendo gran parte del terreno guadagnato a livello internazionale a causa del ban statunitense. Il colosso cinese però è ancora vivo.

Huawei sarebbe pronta a tornare alla ribalta nel mercato smartphone con un nuovo pieghevole, è questo che emerge dalle fonti di XDA. Dovrebbe chiamarsi Huawei Mate V e avere a bordo un processore Qualcomm Snapdragon 888, per il mercato europeo, limitato alle reti LTE, proprio per rispettare il ban USA.

L’immagine che trovate in galleria mostra il presunto design posteriore del pieghevole Huawei: sul retro vediamo un modulo circolare che ospita tre sensori fotografici e il flash LED, mentre sotto vediamo un secondo interessante modulo che ospita un display secondario.

Il design è molto simile a quanto proposto da Galaxy Z Flip 3, con piegatura a conchiglia. Non sono note altre presunte specifiche tecniche, mentre il suo lancio in Cina dovrebbe avvenire entro fine anno. Staremo a vedere quando, e a che prezzo, Huawei intende portarlo in Europa.

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Huawei vuole tornare alla ribalta con stile: ecco il pieghevole Mate V

Vecchi cellulari e Intelligenza Artificiale per proteggere le aree verdi. Il piano di Huawei e WWF

AGI – Oltre mille segnalazioni acustiche di possibili attività illegali e più di trecentomila registrazioni di suoni della natura. E tutto questo grazie all’installazione di cellulari di vecchia generazione 2 e 3G (alimentati da pannelli solari) e dispositivi acustici in grado di ascoltare i suoni della natura (per finalità scientifiche) e di funzionare da orecchie per attivare interventi contro illeciti (tipo bracconaggio).

In che modo? Immagazzinando dati su un Cloud che verranno analizzati interpretati da tecnologie di Intelligenza Artificiale e lanciando allarmi. Dicevamo 1000 segnalazioni acustiche e 300 mila registrazioni: questi numeri sono i risultati dei primi tre mesi di sperimentazione di un progetto che è stato sviluppato da Huawei e WWF Italia (in collaborazione con l’organizzazione no-profit californiana Rainforest Connection). L’iniziativa si chiama non a caso “Guardiani della Natura” ed è stata presentata nei giorni scorsi nella Riserva Naturale Cratere degli Astroni (cratere dell’area vulcanica dei Campi Flegrei, in Campania, tra Napoli e Pozzuoli), una delle tre aree in cui sono stati installati questi dispositivi: le altre due sono Burano e Orbetello in Toscana.

“Sono quattro al momento i dispositivi installati da Huawei in zona – ha spiegato un esperto del WWF – sono tutti alimentati da pannelli fotovoltaici”. Il dispositivo, ha precisato Fabio Romano, Director of Industry Ecosystem Development Huawei Italia, è chiuso in una scatola che contiene un “vecchio cellulare”. La sua funzione è “registrare i suoni della natura H24“, suoni che poi verranno inviati e analizzati. “I dati vengono inviati alla piattaforma di proprietà di Rainforest Connection”. 

Tecnologia e ambiente

!La tecnologia può offrire un contributo enorme alla risoluzione di problematiche globali complesse e urgenti come la protezione dell’ambiente e la conservazione della biodiversità – ha sottolineato Wilson Wang, CEO di Huawei Italia – siamo da lungo tempo impegnati in progetti di sostenibilità e inclusione in tutto il mondo tramite il nostro programma Tech4All. Siamo quindi molto soddisfatti di essere riusciti a introdurre in Italia, attraverso la nostra partnership con il WWF e il supporto delle istituzioni locali, un modello efficace in grado di contribuire alla tutela del ricco patrimonio naturale del Paese”. 

Segnalazioni di attività illegali

In particolare le 1000 segnalazioni hanno permesso più di 15 azioni di verifica sul campo da parte delle forze dell’ordine, tra cui un blitz della Polizia Provinciale di Napoli che, accompagnata dalle guardie WWF all’interno dell’Oasi Cratere degli Astroni, ha effettuato il sequestro di un impianto acustico illegale per la cattura di fauna selvatica (bracconaggio), individuato proprio grazie ai sensori installati all’interno della Riserva Naturale. “Grazie a questi dispositivi riusciamo ad ascoltare quello che succede – spiega il WWF – per la decodifica invece ci viene in aiuto l’Intelligenza Artificiale”.

Analisi scientifica del panorama sonoro

Le 300 mila registrazioni audio provenienti dalle oasi coinvolte consentiranno invece uno studio della biodiversità in ambienti mediterranei, in collaborazione con gli esperti del Centro Interdisciplinare di Bioacustica del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia. Fra le ipotesi di ricerca scientifica si avrà la possibilità di analisi del panorama sonoro degli habitat per valutarne lo stato di salute analizzando la biodiversità acustica e l’impatto del rumore. Ci sarà l’opportunità di identificare le  delle specie presenti, con l’obiettivo di monitorarne presenza, trend e fattori di disturbo, come il cambiamento climatico, focalizzandosi su specie di particolare interesse (tra cui numerose specie ombrello, specie minacciate, rare o poco conosciute)

Il paesaggio sonoro

“Il paesaggio sonoro è la diretta espressione della vitalità, ricchezza e biodiversità di molti ambienti naturali e rappresenta una componente essenziale di molti ecosistemi nei quali gli animali hanno evoluto complessi sistemi di comunicazione, di ecolocalizzazione e di percezione dell’ambiente grazie al suono” ha spiegato Gianni Pavan, Professore di Bioacustica presso l’Università di Pavia. “L’ecoacustica è una nuova disciplina che nasce dal coniugare la bioacustica e l’ecologia, per studiare l’ambiente acustico naturale attraverso il monitoraggio della sua composizione, il riconoscimento delle specie presenti e il controllo del rumore di origine antropica che ha un impatto sulla vita di molte specie animali. Il paesaggio sonoro è anche importante per la fruizione umana ed è scientificamente riconosciuto il valore terapeutico dei suoni della natura associati alla mancanza del rumore antropico che ci affligge nella vita quotidiana”.


Vecchi cellulari e Intelligenza Artificiale per proteggere le aree verdi. Il piano di Huawei e WWF

A volte ritornano: Honor prova a conquistare l’Europa anche senza Huawei

AGI – Nel maggio del 2019 il mondo era dei cinesi. O almeno il mondo della telefonia cellulare. Huawei si contendeva il primato delle vendite con Samsung e Apple sembrava scivolare irrimediabilmente fuori dal podio. Se alle performance della casa di Shenzhen si sommavano quelle di Honor, sub-brand per giovani, ma soprattutto di altri gruppi che sgomitavano alle loro spalle, come l’allora emergente Xiaomi, Oppo, OnePlus e le loro derivate, sembrava non esserci storia. Poi il mondo si svegliò con il bando di Trump alla vendita  di tecnologia americana – e in particolare dei Google Services – a Huawei e sappiamo tutti come andarono le cose. 

Per salvare il salvabile, Huawei mise la ‘piccola di casa’ sulla scialuppa dell’autonomia e la affidò alle acque burrascose del mercato. Trenta mesi dopo, Honor è tornata in Europa e, al netto delle battute e delle dietrologie su quanta tecnologia del vecchio proprietario ci sia ancora nei suoi device, abbiamo parlato con il country manager Italia Roger Liyn, per capire cosa si aspetta dal futuro

Quanto era cresciuta e che quota di mercato aveva raggiunto honor in Italia prima del bando di Trump?

La crescita di Honor è stata molto veloce e in Italia avevamo raggiunto circa il 10%

Che prospettiva di crescita da qui a due anni, qual è il target sia in termini di clientela che di quote di mercato vi aspettate?

Al momento non ci poniamo un obiettivo in termini di quota di mercato o di spedizioni. Per Honor, l’obiettivo è quello di continuare a sviluppare l’innovazione, la tecnologia e le capacità operative globali per servire meglio i nostri consumatori.

Con quanti modelli e di che fascia di prezzo arriverà in Italia?

Honor 50 è disponibile per il pre-ordine a partire dal 1 novembre solo su HiHonor.com al prezzo consigliato di 529 euro. La vendita ufficiale inizierà dal 12 novembre su HiHonor, Amazon e nei negozi dei principali operatori come Tim, Vodafone e Wind 3. Puntiamo molto sulla configurazione della fotocamera superiore per un’esperienza di vlogging e una fotocamera posteriore quadrupla di livello professionale che consiste in una fotocamera principale da 108MP, una fotocamera grandangolare da 8MP, una fotocamera Bokeh da 2MP e una fotocamera Macro da 2MP. Sulla parte anteriore, il dispositivo è dotato di una fotocamera grandangolare da 32MP. La batteria da 4300mAh supporta 66W SuperCharge ed è in grado di alimentare il telefono al 70% in 20 minuti. Un caricatore da 66W è incluso nella confezione di vendita standard.  Il processore è Qualcomm Snapdragon 778G 5G aggiornato.

Su quale elemento Honor punta per riconquistare il mercato italiano?

Abbiamo un forte team di R&D che è stato capace di immettere il primo smartphone Android nel mercato cinese. Hanno un’enorme conoscenza della domanda dei consumatori, della tecnologia innovativa e dello sviluppo dei prodotti, che ci permettono di fornire prodotti ed esperienze premium ai nostri consumatori. Abbiamo sviluppato tecnologie all’avanguardia per la costruzione di piattaforme nell’area 5G, AI, comunicazioni, elaborazione delle immagini, software e design. Possediamo anche capacità in tecnologie cruciali come GPU Turbo, Link Turbo, fotografia multi-camera e navigazione. Inoltre, abbiamo accumulato conoscenze approfondite nella tecnologia delle fotocamere per sviluppare il nostro processore di segnale d’immagine, che continua a evolversi per creare un’esperienza unica per i nostri consumatori.  Nel corso degli anni, Honor ha forgiato relazioni forti e a lungo termine e ha creato valori condivisi con una vasta gamma di partner locali. Il nostro team ha una ricca esperienza di mercato e una forte comprensione delle esigenze dei consumatori locali, il che ci mette nella posizione migliore per sostenerli in futuro.

Quanto è rimasto della tecnologia Huawei nei prodotti Honor?

Honor e Huawei non condividono più le risorse di R&D e Honor ha sviluppato un proprio team dopo essere diventata indipendente nel novembre 2020. Più del 50% dei dipendenti sono professionisti di R&D che si dedicano allo sviluppo di tecnologie innovative in quattro centri e oltre 100 laboratori in tutto il mondo. Continuiamo a investire pesantemente nelle capacità di R&D per sostenere il portafoglio completo di smartphone e altri dispositivi intelligenti, aspirando a raggiungere l’equilibrio tra tecnologia all’avanguardia ed esperienze utente.

Come state affrontando il problema dell’approvvigionamento di chip? C’è in prospettiva l’idea di sviluppare processori proprietari?

Qualcomm è passata attraverso un processo di certificazione molto rigoroso e approfondito ed è diventata il primo gruppo di partner globali che ha raggiunto un accordo con Honor. La serie 50 è il primo smartphone ad utilizzare lo Snapdragon 778G. La serie Magic3 è stata tra i primi a lanciare lo Snapdragon 888 Plus. Apprezziamo la fiducia che Qualcomm ha riposto in noi, che ci ha permesso di iniziare a collaborare pienamente con loro in così poco tempo. Credo che questo ci abbia fatto superare le sfide del settore. Il nostro team di R&D ha anche sfruttato la sua forte capacità di debug per risolvere i problemi che danneggiano l’esperienza dei consumatori e migliorare la stabilità e le prestazioni della piattaforma mobile di Qualcomm.

L’uscita di scena di Huawei dal mercato italiano ha aperto le porte ad altri produttori cinesi, Xiaomi e Oppo su tutti. Quali sono i principali competitor di honor? Qual è la strategia per strappare quote di mercato?

Ogni marchio di smartphone ha la propria strategia per i mercati in cui si trova. Per quanto riguarda Honor, siamo concentrati sullo sviluppo di prodotti ed esperienze e sulle nostre capacità per servire al meglio i consumatori. Per raggiungere questo obiettivo, stiamo aggiornando il nostro portafoglio di prodotti e le operazioni interne per offrire prodotti specificamente progettati per utenti di fascia alta. Puntiamo ad avere un portafoglio completo per diverse fasce di prezzo. La nostra serie ammiraglia, la serie Honor Magic, testimonia la migliore tecnologia innovativa della categoria e definisce gli standard del settore con il suo design estetico e un’esperienza utente superiore, mentre la serie X rappresenta l’accessibilità della nostra tecnologia per tutti.


A volte ritornano: Honor prova a conquistare l’Europa anche senza Huawei