Viaggio in Italia in 20 formati di pasta (e qualche ricetta)

AGI – Ripiena, secca o fresca, fatta in casa o industriale: esistono tantissimi formati di pasta e ancora altri se ne continuano a inventare. In Italia mangia pasta il 98% della popolazione, se ne consumano circa 23 kg a testa l’anno e 6 italiani su 10 la mangiano tutti i giorni.

I consumi più elevati si registrano al Sud, dove si realizza un terzo del fatturato di settore. E per quanto questo alimento campeggi sulle tavole degli italiani con grande frequenza, aggiudicandosi il titolo di vero e proprio simbolo Made in Italy, la varietà e le tradizioni regionali italiane non hanno risparmiato alla pasta una certa diversità, almeno nei formati. E di conseguenza nei condimenti.

Ecco, dunque, il giro d’Italia in 20 formati di pasta, una piccola guida alle tradizioni locali per saper mangiare bene al prossimo viaggio nel Belpaese.

Le trofie

Pasta ligure per eccellenza, il loro nome significa gnocchi mentre la loro forma è data dal peculiare carattere arricciato come il truciolo da falegname. La tradizione le vuole accostate al pesto ligure (rigorosamente fatto in casa), patate e fagiolini.

I tajarin

Questo tipo di pasta lunga è piemontese e viene preparata con ben 30 tuorli per un chilo di farina che donano a essa quel famoso colore giallo. A dispetto di quello che può sembrare, i tajarin sono una pasta molto delicata, pensata appositamente in abbinamento con il tartufo bianco, tipico della zona.

Gli chnéffléne

Pasta tipica valdostana, sono piccoli gnocchi realizzati con farina e uova poi ‘grattugiati’ con un apposito strumento direttamente nell’acqua che bolle. Originariamente venivano conditi con burro fuso e cipolla brasata, ma oggi il condimento che va per la maggiore è quello con la fonduta.

I pizzoccheri

Tpici della Valtellina, questo formato di pasta lombardo si presenta come le tagliatelle, ma più spesse e più corte. Gli ingredienti sono farina di grano saraceno, altri tipi di farina e acqua. Si condiscono tradizionalmente con patate, verze, burro fuso e formaggio (Casera o Bitto), ma sono molte le varianti nate nel tempo.

I bigoli

Una sorta di spaghetto, ma più spesso, di grano tenero e acqua in grado di trattenere il condimento: questi sono i bigoli, pasta tipica veneta che può essere fatta con farina di grano saraceno o con l’uovo. In ogni caso, vanno serviti con ragù di anatra o di oca, oppure sugo di pomodoro, o, ancora, con le acciughe.

Gli cjarsons

È una pasta tipica friulana ripiena. La loro particolarità è quella di essere farcita con ripieno in cui il dolce e il salato sono accostati insieme: dentro possiamo infatti trovare uva passa, cioccolato fondente o cacao, cannella, spinaci, erba cipollina, ricotta, marmellata, rum, grappa, prezzemolo, biscotti secchi, uova, latte. Il condimento è bene sia soft: ricotta affumicata alla base e un po’ di cannella con burro chiarificato fuso e bollente sopra.

Gli spätzle

Originari della Germania meridionale, sono un piatto tipico anche del Trentino Alto Adige. Piccoli gnocchetti a base di farina di grano tenero, uova e acqua, possono essere fatti anche nella versione con spinaci, assumendo un bel colore verde. I condimenti più comuni sono quelli con i sughi di carne, ma vanno forte anche creme di formaggio o burro fuso e aromatizzato o, ancora, panna da cucina.

I tortellini 

Sono la pasta ripiena dell’Emilia Romagna per eccellenza e vanno rigorosamente mangiati in brodo. In realtà, si contendono il territorio con i cappelletti, altra pasta ripiena servita allo stesso modo. Le differenze? I primi sono della zona dell’Emilia, i secondi della Romagna, i primi sono piccoli e ripieni di carne con una ricetta rigida e depositata presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna dalla Confraternita del Tortellino e dall’Accademia italiana della cucina. Per i cappelletti, invece, la cosa è un po’ meno formale, ma tradizionalmente chi li fa li preferisce non usare la carne, ma solo formaggio. La cosa migliore è assaggiare entrambe le preparazioni, ma occhio a non confondervi quando li ordinate!

I pici

Formato di pasta lungo tradizionale toscano, è una pasta fresca preparata rigorosamente a mano a base di farina, acqua e sale. Si adattano bene a molti sughi, ma danno il meglio di loro con quello di carne tipico toscano.

I bucatini

Tra i più strani e famosi formati di pasta ci sono i bucatini, tipici spaghetti cavi, cult della tradizione laziale, famosi nella preparazione “all’amatriciana”.

Gli strangozzi

Altro tipo di pasta lunga, fatta solo di farina e acqua (ma si può aggiungere anche l’uovo), sono gli strangozzi, tipici dell’Italia centrale e in particolar modo dell’Umbria. Di origini povere, gli strangozzi sono nati nelle cucine delle massaie che ancora oggi stendono a mano la sfoglia fino a uno spessore di 2 mm per poi tagliarla in strisce di circa 3-4 mm lunghe 30 cm che ricordano le stringhe delle scarpe. Possono essere conditi con un sugo piccante o di carne, ma sono buoni anche accompagnati dal tartufo nero tipico di quelle zone.

I maccheroncini

Il nome completo è “maccheroncini di Campofilone” ed è una pasta lunga all’uovo tipica marchigiana. Ciò che distingue i maccheroncini dagli altri formati di pasta è la sottigliezza della sfoglia e un taglio finissimo che consente di cuocerli in acqua bollente in un minuto o direttamente nel condimento. Non solo: per prepararli viene impiegato più uovo di quanto non viene fatto in altri formati di pasta. Trattengono molto il condimento, di solito sugo di carne.

I maccheroni alla chitarra 

Tipici dell’Abruzzo, questo formato di pasta lungo viene fatto con un telaio di legno di faggio (o un altro legno neutro) sul quale sono tesi dei fili d’acciaio paralleli, la chitarra. Per realizzare i maccheroni, la sfoglia va adagiata sullo strumento e premuta con il mattarello sui fili: così si ottengono spaghetti a sezione quadrata, lunghi circa 30 centimetri. Possono essere conditi in tanti modi, ma anche in questo caso quello tradizionale resta il ragù. Qui di pecora, però.

Le sagne

Pasta tipica molisana, le sagne sono ricorrenti in tutta la cucina molisana e possono essere di diversi formati: romboidali nella loro versione classica, o a listarelle piatte, o, ancora, a piccoli quadrati o rettangoli. Di solito vengono mangiate con i legumi, in particolare con i fagioli.

Gli strascinati

Tipica della Basilicata, si tratta di una pasta corta molto diffusa anche nel resto del sud Italia, che viene preparata facendo strisciare dei tocchetti di pasta sulla spianatoia con un coltello o con le dita. Il condimento perfetto? Semplicemente un sugo, oppure un ragù. Ma, anche qui vince la fantasia.

Le orecchiette

Formato pugliese per eccellenza, possono essere fresche o secche e in Puglia tradizione vuole che vengano mangiate con le cime di rapa. In realtà, però, esse sono anche molto diffuse nell’abruzzese, dove si chiamano orecchie di prete. Ci sono poi piccole modifiche famose in altre province: in zona Taranto, si chiamano chiancaredde e sono orecchiette larghe 4 cm e leggermente più piatte che di solito si mangiano con cavolo e pancetta o con sughi di carne. Nel foggiano, invece, ci sono le pestazzulle: un’orecchietta meno incavata e più piatta.

I paccheri

Pasta corta tipica campana, se non addirittura napoletana, il nome deriva da pacca, che in napoletano vuol dire schiaffo, probabilmente per lo “sciàff” che emettono quando le tuffiamo nel sugo. Ma possono essere abbinati con moltissimi condimenti essendo molto porosi e quindi trattenendo bene i condimenti.

La fregola

Pasta tipica sarda, la fregola è costituita da piccole palline di grano duro e acqua, lavorate a mano e tostate nel forno, anche detta cous cous sardo. Si può condire in tanti modi, uno dei più tradizionali è quello con le arselle.

La stroncatura

Questo formato di pasta calabrese era in origine un prodotto di recupero e veniva fatta con le crusche dello scarto della molitura. Si racconta che la farina venisse letteralmente “spazzata” da terra, cosa che per ovvi motivi igienici è stata poi proibita. Oggi, questo formato di pasta è pressoché scomparso e solo poche botteghe la vendono ancora (con tutte le norme igieniche del caso). Si tratta di una pasta scura fatta di grano duro e farina integrale trafilata al bronzo, simile alle fettuccine, molto grosse con un sapore lievemente acidulo e ruvide. Si condisce in maniera altrettanto povera:  olio, aglio, peperoncino, sarde, olive, pomodori secchi e “mollica di pane” tostata.

Le busiate 

Sono un tipo di maccheroni arricciolati fatti a mano con semola e acqua, tipici della Sicilia. La tradizione le vuole con il pesto trapanese, essendo originarie di quelle zone, e cioè basilico, mandorle e pomodoro, ma possono essere molto versatili e sposarsi bene anche con altri sughi.


Viaggio in Italia in 20 formati di pasta (e qualche ricetta)

Utenti SPID raddoppiano in Italia ma l’utilizzo settimanale resta basso

Recenti statistiche hanno confermato che nell’arco di questo 2021 le identità SPID che sono state rilasciate alla popolazione italiane sono raddoppiate, arrivando così a toccare 26,1 milioni di utenze attive a fine ottobre, ossia il 43% degli italiani. 

Complici di questa crescita i recenti interventi normativi che hanno favorito lo switch-off della PA, dagli sforzi di Identity Provider (IdP) e Service Provider (SP), da iniziative come il Cashback e dalla necessità di accedere al Green Pass. Un’ulteriore spinta sarà poi data dalla possibilità di scaricare gratuitamente 14 certificati dall’Anagrafe. 

Al di là dello SPID, il 99% degli utenti Internet italiani ha almeno un profilo identificativo per l’accesso online e il 97% possiede almeno un’identità certificata (fra credenziali di home banking, SPID e carta d’identità elettronica 3.0 – la cosiddetta CIE). Tra i sistemi di identità digitale i più diffusi sono il social ID e l’home banking, mentre 24,7 milioni di italiani sono in possesso della CIE. 

Nonostante tale crescita però tali identità rimangono ancora sottoutilizzate. Ad esempio solo il 5% degli utenti usa la CIE più volte alla settimana e solo il 15% SPID. A giustificare tale circostanza è un portafoglio di servizi accessibili ancora limitato, con le PA che hanno appena concluso lo switch off delle credenziali proprietarie imposto dal DL Semplificazioni e le imprese private ancora più indietro.

Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Digital Identity, che si è occupato della ricerca, ha spiegato:

“Le identità digitali in Italia mostrano ancora enormi potenzialità inespresse.

L’assenza di una pluralità di servizi a cui accedere tramite questi sistemi rischia di frenare lo slancio degli ultimi mesi. I servizi pubblici, da soli, non possono trainare la crescita necessaria per raggiungere nel 2026 il 70% della popolazione in possesso di identità digitale certificata, come previsto dal PNRR.

Come dimostrano i dati del contesto europeo, i sistemi con una diffusione ampia e un utilizzo strutturale nella quotidianità degli utenti sono caratterizzati da un ecosistema ricco di servizi, che ampliano le potenzialità di queste chiavi di accesso, ne incrementano il valore e ne sostengono la diffusione”.

Nel 2021 è cresciuta la diffusione di molti sistemi di identità digitale in Europa. Da una recente analisi, l’Italia si colloca al sesto posto fra i paesi analizzati, con il 43% di cittadini utenti SPID contro il 22% di un anno fa.

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Utenti SPID raddoppiano in Italia ma l’utilizzo settimanale resta basso

Benvenuto Crosscall ACTION-X5: lo smartphone con action cam arriva in Italia

Crosscall, l’azienda francese attiva nel mercato smartphone da ormai diversi anni e specializzata nella produzione di dispositivi pensati per le attività all’aperto, ha appena lanciato il suo nuovo ACTION-X5. Si tratta di uno smartphone che, sebbene l’azienda non lo definisca esplicitamente così, è un rugged-phone con action cam integrata. Andiamo a vedere insieme le specifiche tecniche.

Crosscall ACTION-X5: Caratteristiche Tecniche

  • Display: 5,45″ IPS 1.440 x 720 pixel (HD+) – Corning Gorilla Glass 5
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 6115 octa-core
  • RAM: 4 GB
  • Storage interno: 64 GB espandibile fino a 512 GB tramite microSD
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 48 megapixel, FOV 80°
    • Grandangolo: 13 megapixel, FOV 120°
  • Fotocamera anteriore: 13 megapixel, FOV 120°
  • Sistema operativo: Android
  • Certificazioni: IP68
  • Batteria: 3.850 mAh
  • Dimensioni: 161,5 x 77,8 x 13,35 mm
  • Peso: 235,5 grammi
  • Connettività: GPS, A-GPS, Glonass, Beidou, Galileo, Radio FM, Wi-Fi 2,4 GHz e 5 GHz, LTE, NFC
  • Porte: USB Type-C 2.0

Uscita e Prezzo

Il nuovo Crosscall ACTION-X5 è disponibile nel mercato italiano al prezzo di 549,90 euro. Lo trovate sullo store ufficiale dell’azienda.

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Benvenuto Crosscall ACTION-X5: lo smartphone con action cam arriva in Italia

Ci sono 36 nuove stelle Michelin in Italia 

AGI – La sempre emozionante cerimonia per la presentazione della 67a edizione della Guida Michelin ha visto l’assegnazione di 36 nuove stelle a 35 ristoranti, con la sorpresa del ristorante Tre Olivi di Paestum, passato da zero a due stelle

Tra le 35 novità stellate che hanno delineato un nuovo firmamento in quattordici regioni della penisola, la Campania si è distinta sia per il numero di riconoscimenti complessivi (8 nuove stelle), che per la presenza dei due nuovi ristoranti due stelle, inseriti nella selezione italiana. Nella Guida figurano dunque 2 new entry con due stelle e 33 novità con una stella, per un totale di 378 ristoranti. Confermati tutti gli 11 con tre stelle

L’evento, trasmesso in streaming, è stato condotto da Fjona Cakalli con la partecipazione di Federica Pellegrini che, in veste di Ambassador Michelin, ha annunciato i 17 ristoranti ai quali gli ispettori hanno assegnato la Stella Verde,  il totale dei ristoranti con stella verde sale così a 30.

Il panorama stellato 2022:

  • Una stella: 329 ristoranti (33 novità)
  • Due stelle: 38 ristoranti (2 novità)
  • Tre stelle: 11 ristoranti

Per un totale di 378 ristoranti stellati.

La classifica regionale 

Nella classifica delle stelle per regioni, la Lombardia mantiene la leadership grazie ai 56 ristoranti (3 con tre stelle, 5 con due,  48 con una) ed ai 4 nuovi stellati. La Campania si aggiudica invece il record annuale di novità (ben 7) issandosi al secondo posto con 48 ristoranti, (8 con due stelle e 40 con una). Di conseguenza il Piemonte, 1 novità e 45 ristoranti (1 con tre stelle, 4 con due, 40 con una), scende sul gradino più basso del podio mentre con una new-entry e 41 ristoranti (1 con tre stelle, 5 con due, 35 con uno), la Toscana scala in quarta posizione davanti al Veneto che a fronte del totale di 36, è la seconda regione più premiata del 2022 grazie a 5 nuovi ristoranti stellati (1 con tre stelle,4 con due, 31 con una) presenti in guida.

Tra le province, Napoli si conferma prima per distacco con 30 ristoranti (6 con due stelle e 24 con una) seguita da Roma in seconda posizione con 20 (1 con tre stelle, 1 con due, 18 con una ) e quindi da Bolzano; terza a quota 19 ristoranti (1 con tre stelle,  3 con due, 15 con una) davanti a Cuneo con 18 (1 con tre stelle, 2 con due, 15 con una). Milano scivola in quinta posizione con 16 ristoranti stellati (1 con tre stelle, 3 con due, 12 con una).

Confermati gli 11 con tre stelle che “valgono il viaggio”

Nel linguaggio della guida, le insegne con tre macaron propongono una cucina che “vale il viaggio”, ed i ristoranti  selezionati sono:

  • Piazza Duomo ad Alba (CN), 
  • Da Vittorio a Brusaporto (BG), 
  • St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), 
  • Le Calandre a Rubano (PD), 
  • Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), 
  • Osteria Francescana a Modena, 
  • Enoteca Pinchiorri a Firenze, 
  • La Pergola a Roma, 
  • Reale a Castel di Sangro (AQ), 
  • Mauro Uliassi a Senigallia (AN) 
  • Enrico Bartolini al MUDEC a Milano

Le stelle verdi 

La Stella Verde è un simbolo che contraddistingue i ristoratori in prima linea sul fronte della sostenibilità e può essere attribuito a qualsiasi ristorante, non solo ai ristoranti stellati o ai Bib Gourmand. Nell’assegnare il riconoscimento, gli ispettori prendono in considerazione molteplici fattori: la produzione delle materie prime, il rispetto del lavoro e il supporto dei produttori locali, la riduzione degli sprechi, la gestione dei rifiuti, le azioni mirate a minimizzare l’utilizzo delle risorse energetiche e l’impatto della struttura sull’ambiente, la formazione sostenibile dei giovani, sono solo alcuni dei temi. Sono 30 in totale i ristoranti con stella verde, 17 le novità. 

I premi speciali

I premi speciali conferiti sono stati quattro e sono: 

  • Premio michelin giovane chef 2022 by Lavazza, assegnato a Solaika Marrocco, Primo Ristorante, Lecce;
  • Premio michelin servizio di sala 2022 by Intrecci – Alta Formazione di Sala, assegnato a Matteo Zappile del ristorante il Pagliaccio, Roma;
  • Premio michelin chef mentore 2022 by Blancpain, assegnato a Nadia Santini, ristorante dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (Mn)
  • Premio michelin sommelier 2022 by Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, assegnato a Sonia Egger, ristorante Kupperlain, Castelbello (BZ).

La Guida oltre le stelle

nella guida sono presenti complessivamente 1.900 ristoranti. La presenza di un ristorante è un attestato di qualità e, nell’ottica di una selezione più diretta, immediata e leggibile, Michelin ha scelto di ritirare il simbolo del Piatto. La faccia sorridente dell’omino Michelin che si lecca i baffi, indica un ristorante capace di proporre una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 35 euro.Sono presenti  255 Bib Gourmand di cui 20 novità, 575 posti in cui la carta dei vini è particolarmente interessante e 798 esercizi ameni. 

La app, il sito della Guida e la novità hotel

La Guida Michelin non è solo cartacea. Tutti i ristoranti si trovano anche nella app Michelin Ristoranti, scaricabile gratuitamente per iOS e Android.Il sito www.guide.michelin.com/it è ricco d’informazioni, funziona come motore di ricerca e permette di scegliere facilmente il ristorante secondo gusti, occasioni, budget.

Ad ogni ristorante corrisponde una descrizione dettagliata ed il sito contiene inoltre una sezione editoriale in cui si trovano ristoranti, novità in anteprima e suggestivi itinerari segnalati dagli ispettori. Da quest’anno, la selezione dedicata agli hotel sarà disponibile in formato digitale, sul sito e sull’App. Una selezione che verrà costantemente aggiornata e potrà essere consultata, prenotata e condivisa su entrambe le piattaforme digitali.

Gli hotel raccomandati sulle piattaforme digitali sono selezionati con i medesimi elevati standard dei ristoranti, al fine di mantenere la stessa promessa: ambire all’eccellenza e promuovere l’unicità. Tuttavia, sebbene le selezion dedicate ad hotel e ristoranti condividano gli stessi esatti valori, i ristoranti sono selezionati da anonimi ispettori, mentre la selezione è creata dal team di Tablet Hotels – esperti di hotellerie – e dalla sua comunità di viaggiatori.

La selezione è un’impresa collaborativa alla quale partecipa tutta la community, composta da ospiti verificati che hanno prenotato il soggiorno attraverso Tablet. Essi possono validare gli indirizzi e condividere le proprie impressioni. Qualunque hotel con valutazione inferiore al soddisfacente, sarà ulteriormente esaminato in modo d’assicurare che le raccomandazioni delle Guide siano sempre degne di fiducia. La selezione digitale degli hotel permette ai viaggiatori di beneficiare della migliore piattaforma di prenotazioni sviluppata da Tablet.

Storia della Guida 

La Guida Michelin nasce in Francia nel 1900. Era una piccola guida che avevano voluto i fratelli Édouard e André Michelin, i fondatori della Michelin, per aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era spesso avventuroso. Conteneva informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare i pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire. In Italia, la prima Guida Michelin è del 1956. Nasce quindi come aiuto per chi viaggia, come ogni prodotto (pneumatici, carte e guide) Michelin, e continua ad esserlo.

I rigorosi criteri di selezione, applicati in modo omogeneo in 30 Paesi, la rendono un riferimento nel campo della ristorazione. Gli ispettori operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri definiti da Michelin: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu. Questi criteri sono rispettati dagli ispettori Michelin in Italia, come in Giappone o in Cina e negli Stati Uniti. Ne consegue che la qualità di un ristorante tre stelle è la stessa a Firenze e a New York, così come dev’essere equiparabile la qualità di un ristorante una stella a Napoli e a Londra.


Ci sono 36 nuove stelle Michelin in Italia 

Galaxy M22 arriva in Italia: lo smartphone economico con display Super AMOLED a 90 Hz (foto)

Non è assolutamente nuovo su queste pagine il Galaxy M22, lo smartphone economico di Samsung di cui lo scorso luglio abbiamo appreso molti dettagli, dalle specifiche all’aspetto fino ad arrivare al probabile prezzo per l’Europa. Ora, il dispositivo è stato avvistato nel mercato tedesco, e come caratteristiche chiave citiamo il display Super AMOLED con frequenza di aggiornamento di 90 Hz e la configurazione a quattro fotocamere, ma di seguito trovate la sua scheda tecnica completa.

  • Schermo: 6,4” Super AMOLD HD+ (720 x 1.600 pixel), frequenza aggiornamento 90 Hz
  • Processore: MediaTek Helio G80
  • RAM: 4 GB
  • Storage interno: 128 GB espandibile con schede microSD
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 48 megapixel
    • Ultragrandangolare: 8 megapixel
    • Macro: 2 megapixel
    • Profondità: 2 megapixel
  • Video: Full HD a 30 fps
  • Fotocamera anteriore: 22 megapixel
  • Connettività: dual SIM, LTE, GPS, Wi-Fi b/g/n/ac, Bluetooth 5.0, NFC, porta USB 2.0 Type-C e un jack per cuffie da 3,5 mm
  • Batteria: 5.000 mAh con ricarica rapida fino a 25 W
  • Sistema Operativo: Android 11

Attualmente il disposito è stato riscontrato all’interno del sito Web ufficiale tedesco del colosso sudcoreano, ma presto potrebbe arrivare anche negli altri mercati europei, tra cui quello italiano. Il Galaxy M22 è disponibile in tre colori (nero, blu e bianco) e non è stato ancora rivelato il suo prezzo, il quale secondo vecchie indescrezioni dovrebbe essere pari a 239,90€.

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Come comprare il Pixel 6 in Italia

I Google Pixel 6 e Pixel 6 Pro sono finalmente ufficiali e come sicuramente saprete c’è una buona e una cattiva notizia: arriveranno anche in Italia, ma bisognerà aspettare il 2022.

Al momento non sappiamo le motivazioni che hanno spinto Google a rimandare il lancio nel nostro paese e non abbiamo ancora una data definitiva, ma sicurmente se non avrete fretta la soluzione di aspettare e comprare Pixel 6 direttamente in Italia una volta ufficializzato sarà la scelta migliore.

Ma per chi invece è impaziente e non vuole rinunciare all’acquisto (e di conseguenza neanche aspettare una nostra recensione)? Per fortuna la disponibilità di Pixel 6 in altri paesi europei facilita questo compito, senza dover scomodare la spedizione dagli USA.

Sono tanti gli store tedeschi per esempio che lo hanno nel listino, come Mediamarkt o Saturn, anche se al momento le scorte sono terminate ed è disponibile solo il ritiro in negozio. Lo store Google Francia non ha più disponibilità, mentre quello tedesco ha a disposizione ancora alcune colorazioni. Non è possibile acquistare in Italia dallo store tedesco, ma dovrete fare affidamento a un parente o amico con carta di credito tedesca e indirizzo in Germania. Da nostre esperienze passate dovrebbe invece essere possibile comprare in UK con carta di credito italiana, ma spedendo ad un indirizzo inglese (o anche ad un servizio di remailing). Lo sconsigliamo però visto i costi del servizio di remailing e quelli di dogana e dazi.

La soluzione che quindi ci sentiamo di consigliarvi è quella dell’acquisto dal sito francese di Fnac (catena presente anche in Italia fino a qualche anno fa). È possibile comprare gli smartphone e pagare (poco più di 11€) per la spedizione in Italia dal 28 ottobre. Ovviamente non possiamo garantire personalmente per le tempistiche, ma anche qui esperienze passate ci dicono che non dovrebbero esserci problemi.

In teoria Amazon UK, DE e FR dovrebbero mettere lo smartphone disponibile nel prossimo futuro, ma al momento non ci sono date o conferme.

Fateci sapere nei commenti se vi imbarcherete in questa missione da nerd trepidanti o se aspetterete pazientemente il lancio in Italia.

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Come comprare il Pixel 6 in Italia

Huawei non demorde: Huawei Nova 8i in Italia a 349 euro senza servizi Google

A partire dallo scorso anno Huawei è passata dall’essere candidata a regina del mercato smartphone a livello globale al fronteggiare una crisi rilevante in termini di vendite a livello internazionale. Il tutto a valle del ban inflittogli dal governo statunitense. Attualmente Huawei fa fatica a tenere il passo di Samsung, Apple e Xiaomi nel mercato smartphone ma non è intenzionata a mollare.

Stando a quanto riferito dalla sezione italiana dello store ufficiale dell’azienda, Huawei ha lanciato in Italia un nuovo modello di smartphone. Parliamo di Huawei Nova 8i, mentre sarebbe in arrivo anche Huawei Nova 9. Andiamo a vedere le specifiche tecniche:

Huawei Nova 8i: Caratteristiche Tecniche

  • Display: 6,67″ IPS LCD full HD+ (2.376 x 1.080 pixel)
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 662, esclusivamente in LTE in virtù del ban statunitense
  • GPU: Adreno 610
  • RAM: 6 GB
  • Storage interno: 128 GB
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 64 megapixel, f/1.9
    • Grandangolo: 8 megapixel, f/2.4
    • Ritratto: 2 megapixel
    • Macro: 2 megapixel
  • Fotocamera anteriore: 16 megapixel, f/2.0
  • Batteria: 4.300 mAh con ricarica fino a 66W
  • Connettività: LTE, GPS, Bluetooth 5.0, jack per le cuffie
  • Design: simile a Huawei Mate 30
  • Sistema operativo: EMUI 11 basata su Android 10
  • Dimensioni: 161,85 x 74,7 x 8,58 mm
  • Peso: 190 grammi

Per quanto riguarda Huawei Nova 9 sappiamo che dovrebbe avere un processore Snapdragon 778G, sempre senza il supporto alle reti 5G. Il dispositivo dovrebbe avere a bordo HarmonyOS 2.0.

Uscita e Prezzo

Huawei Nova 8i è disponibile ufficialmente in Italia al prezzo di 349 euro sullo store ufficiale, nelle colorazioni Moonlight Silver e Starry Black. Per Huawei Nova 9 ancora non conosciamo dettagli su disponibilità e prezzi ufficiali. Stando a quanto riferito da WinFuture, dovrebbe arrivare in Europa al prezzo di 549,99 euro.

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Huawei non demorde: Huawei Nova 8i in Italia a 349 euro senza servizi Google

Abbandonate i vostri sogni di Sony Xperia 5 III: non arriverà in Italia

Non arrivano buone notizie per coloro che attendevano l’arrivo di Sony Xperia 5 III in Italia, uno dei più recenti top di gamma ufficializzati dalla casa nipponica.

Sony ha infatti comunicato agli utenti interessati, ovvero a coloro che si erano iscritti alla newsletter per rimanere aggiornati sulla commercializzazione di Xperia 5 III, che il dispositivo non arriverà ufficialmente nel mercato italiano. Dunque soltanto Xperia 1 III sarà disponibile in Italia.

Di seguito trovate il testo dell’email ricevuta con la quale Sony comunica la decisione:

Gentile Cliente,

Grazie per la fiducia riposta nel nostro marchio e per esserti registrato sul sito, così da ricevere costantemente i nostri aggiornamenti.
Ci spiace comunicarti che Xperia 5 III non verrà introdotto in Italia, tuttavia continua a seguirci per non perdere le nostre prossime novità di prodotto.

Cordiali saluti,

Non conosciamo le motivazioni alla base della scelta di Sony. Fatto sta che chi attendeva Xperia 5 III dovrà considerare altre alternative. Fateci sapere se lo stavate aspettando.

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Abbandonate i vostri sogni di Sony Xperia 5 III: non arriverà in Italia

Evento Huawei a sorpresa a ottobre: sarà la volta della serie P50 anche in Italia? (foto)

Huawei rivolge il suo sguardo verso l’Europa rivelando a sorpresa un evento di presentazione che si terrà il prossimo 21 ottobre a Vienna, la capitale della vicina Austria, e probabilmente lancerà nel mercato mondiale la nuova serie P50.

La locandina diffusa non rivela moltissime informazioni in merito, dal momento che si limita a comunicare la data sopra citata, a riportare il profilo di uno smartphone e a dichiarare che saranno presentati uno o più dispositivi appartenenti a questa categoria.

LEGGI ANCHE: Recensione RedMagic 6S Pro

I più accreditati sono i Huawei P50 e P50 Pro arrivati nel mercato cinese lo scorso luglio, tempo in cui l’azienda non si espose circa il loro arrivo nei restanti mercati globali. Pesanti dubbi invece ruotano intorno alla possibile presenza dei Huawei Mate 50, i quali secondo un recente leaker cinese sarebbero attesi per il 2022, periodo che dovrebbe valere inoltre per la sola Cina. Tuttavia, è anche plausibile che assisteremo al debutto internazionale di un nuovo Huawei Nova, che dovrebbe poi essere svelato il 23 settembre in Cina.

Per mettere pace alla nostra curiosità dovremo quindi attendere il prossimo mese. Rimanete aggiornati per conoscere ulteriori informazioni.

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Evento Huawei a sorpresa a ottobre: sarà la volta della serie P50 anche in Italia? (foto)

Gli occhiali di Facebook-Luxottica disponibili da subito in Italia 

AGI – Arrivano sul mercato gli occhiali “intelligenti” realizzati da Facebook ed EssilorLuxottica. Si chiamano “Ray-Ban Stories” e sono disponibili in tutti i negozi che vendono il marchio Ray-Ban e sul sito Ray-Ban.com. L’Italia è tra i primi sei Paesi scelti per il lancio.

“Questo prodotto è una pietra miliare che dimostra che i consumatori non devono scegliere tra tecnologia e moda: possono vivere il momento e rimanere connessi indossando il loro stile preferito di Ray-Ban”, ha dichiarato Rocco Basilico, Chief Wearables Officer di EssilorLuxottica. Il prezzo parte da da 329 euro per le montature Wayfarer e saranno disponibili da subito in 6 Paesi: oltre l’Italia, ci sono Usa, Gran Bretagna, Canada, Irlanda e Australia.

Cosa consentiranno di fare gli occhiali Facebook Ray-Ban

Ray-Ban Stories viene lanciato insieme a una app, Facebook View (iOS e Android), che consentiràdi importare, modificare e condividere i contenuti catturati sugli occhiali intelligenti con la possibilita’ di caricarli su qualsiasi social presente con un app sul proprio telefono: Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Twitter, TikTok, Snapchat e altre.

“Ray-Ban Stories è progettato per aiutare le persone a vivere il momento e a rimanere in contatto con le persone con cui sono e con quelle che vorrebbero essere. EssilorLuxottica è stata a dir poco stellare in questa partnership e grazie al loro impegno per l’eccellenza siamo stati in grado di offrire sia stile che sostanza in un modo che ridefinirà le aspettative degli occhiali intelligenti. Stiamo introducendo un modo completamente nuovo per le persone di rimanere connessi al mondo che li circonda e di essere veramente presenti nei momenti più importanti della vita, e di guardare bene mentre lo fanno”, ha detto Andrew Bosworth, Vice Presidente di Facebook RealityLabs. 


Gli occhiali di Facebook-Luxottica disponibili da subito in Italia 

Honor 50 parte col botto in Cina, nell’attesa del suo arrivo in Italia

Il prossimo 12 agosto sarà una giornata molto importante per Honor, e non solo perché lancerà i suoi nuovi top di gamma Honor 50 nel mercato italiano, ma anche perché sarà la sua “prima volta” nell’ambito della presentazione di nuovi dispositivi in Occidente dalla separazione con Huawei.

I nuovi Honor 50 sembrano promettere bene e questo ce lo confermano i numeri di mercato che arrivano dalla Cina, dove i dispositivi sono già stati lanciati sul mercato. Honor ha incassato cifre quasi da record nelle prime due settimane di commercializzazione, mentre i dispositivi sono tra i più venduti nelle principali catene di elettronica cinesi.

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Per il lancio in Italia ci aspettiamo anche i servizi Google a bordo dei nuovi Honor 50. Se Honor bisserà il successo ottenuto in Cina ce lo diranno, per la misura maggiore, i prezzi di lancio per i mercati occidentali. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sui prossimi sviluppi.

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Honor 50 parte col botto in Cina, nell’attesa del suo arrivo in Italia

Ghiacciai sciolti e mari più caldi, gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia

AGI – L’ambiente alpino e i mari italiani sono gli osservati speciali nel monitoraggio dei possibili effetti dei cambiamenti climatici in Italia. I nostri ghiacciai fondono ogni anno di più, e i mari mostrano evidenti aumenti di temperatura, con alterazioni marcate nel Mar Ligure, Adriatico e Ionio Settentrionale; evidenze di stress idrico per le colture e le specie vegetali in alcuni casi studio analizzati dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa).

Questi sono solo alcuni dei 20 indicatori scelti dal gruppo di lavoro di 18 tecnici, opportunamente coadiuvati da altre decine di esperti provenienti non solo dalle Agenzie per la protezione dell’ambiente o dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ma anche da altri istituti ed enti di ricerca, racchiusi nel volume di 248 pagine che rappresenta il primo studio di questo livello sul monitoraggio degli impatti dei cambiamenti climatici in Italia, presentato oggi attraverso l’evento online dedicato. 

Il rapporto Snpa sugli indicatori d’impatto dei cambiamenti climatici fornisce un primo quadro conoscitivo sui fenomeni potenzialmente connessi ai cambiamenti climatici in Italia e rappresenta un sistema dinamico e aggiornabile, anche in funzione di eventuali nuove acquisizioni scientifiche. Per tenere sotto osservazione il fenomeno dei cambiamenti climatici e misurare l’efficacia delle azioni di contrasto e adattamento adottate, Snpa ha individuato un primo set di 20 indicatori nazionali e 30 casi pilota regionali afferenti a 13 settori vulnerabili già individuati nell’ambito della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e dalla successiva bozza del Piano nazionale.

Si va dalle risorse idriche al patrimonio culturale, passando attraverso agricoltura e produzione alimentare, energia, pesca, salute, foreste, ecosistemi marini e terrestri, suolo e territorio, ambiente alpino/appenninico e zone costiere. L’ambiente alpino presenta evidenti tendenze alla deglaciazione.

A causa dell’effetto combinato delle elevate temperature estive e della riduzione delle precipitazioni invernali, si registra una perdita costante di massa (bilancio di massa dei ghiacciai, indicatore nazionale e caso pilota su Valle d’Aosta e Lombardia), con una media annua pari a oltre un metro di acqua equivalente (cioè lo spessore dello strato di acqua ottenuto dalla fusione del ghiaccio) dal 1995 al 2019: si va da un minimo di 19 metri di acqua equivalente per il ghiacciaio del Basodino fra Piemonte e Svizzera al massimo di quasi 41 metri per il ghiacciaio di Careser, in Trentino Alto Adige. A tali fenomeni si aggiunge una chiara tendenza al degrado del permafrost.

L’analisi di due siti pilota regionali (Valle d’Aosta e Piemonte) evidenzia un riscaldamento medio di +0,15 C ogni 10 anni con un’elevata probabilità di “degradazione completa” entro il 2040 nel sito piemontese: infatti si ha permafrost solo in presenza di temperature negative al di sotto dello strato attivo del suolo per almeno due anni consecutivi, condizione che rischia di scomparire al 2040.

Anche passando dai monti al mare la situazione mostra segnali inequivocabili: all’aumento della temperatura del mare corrisponde già una significativa variazione della distribuzione delle specie, con un aumento della pesca nei mari italiani di quelle che prediligono temperature elevate (specie di piccole dimensioni come acciuga, sardinella, triglia, mazzancolle e gambero rosa), che si stanno diffondendo sempre più a nord nei mari italiani.

Penalizzate, invece, le specie di grandi dimensioni, talvolta di grande interesse commerciale, come il merluzzo, il cantaro, il branzino, lo sgombro e la palamita. Questo fenomeno è fotografato dall’indicatore “temperatura media della cattura”, calcolata anno per anno in base alle catture commerciali, cresciuta di oltre un grado negli ultimi 30 anni (un fenomeno più marcato nei mari del sud, nel Tirreno e mar Ligure rispetto all’Adriatico). Le variazioni del livello del mare costituiscono fonte di preoccupazione per le conseguenze sulle coste: gli incrementi, dell’ordine di pochi millimetri l’anno (valori medi del trend pari a circa 2,2 mm/anno con picchi nel Mare Adriatico di circa 3 mm/anno), sono continui e appaiono ad oggi irreversibili.

Particolare attenzione merita il caso di Venezia, dove è presente un fenomeno combinato di eustatismo (innalzamento del livello del mare) e subsidenza (abbassamento del livello del terreno): nel lungo periodo (1872-2019) il tasso d’innalzamento del livello medio del mare si attesta sui 2,53 mm/anno, valore più che raddoppiato a 5,34 mm/anno considerando solo l’ultimo periodo (1993-2019).

Evidenze di stress idrico per le colture (mais, erba medica e vite) e le specie vegetali analizzate (ambienti naturali tipici del Friuli) si riscontrano nei casi pilota di Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, dove la carenza continuativa di rifornimento idrico valutata in diversi mm/decennio può comportare sul lungo periodo possibili conseguenze sul ciclo di crescita e riproduttivo, e una consistente perdita produttiva con evidenti ricadute economiche.

I segnali che emergono sembrano già delineare per l’Italia fattori di criticità sia per le risorse naturali che per i settori socio-economici indagati: nella maggior parte dei casi le tendenze rilevate appaiono già coerenti con quanto atteso in un contesto di cambiamento climatico, ma sarà dalla continua osservazione dei fenomeni nel tempo, dall’analisi statistica dei dati e dalle operazioni di validazione con dati sul campo, che le attuali evidenze potranno essere confermate nonché depurate dall’effetto di altri fattori e più chiaramente attribuite alle variazioni del clima in atto. 


Ghiacciai sciolti e mari più caldi, gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia