SmartWorld News Podcast – iPhone 12 in Italia, Ubuntu 20.10 e grave falla di Chrome

Anche questa settimana si chiude con SmartWorld News, il nostro podcast che ogni giorno vi racconta le notizie più importanti della giornata, quelle che non potete perdervi. La nuova puntata è online: qui sotto trovate il player per ascoltare l’ultimo episodio, ma non dimenticate che potete ascoltarlo anche su Apple Podcast, Google Podcast, Spreaker e Spotify.

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SmartWorld News Podcast – Vivo in Italia, tanti siti irragiungibili e TV LG arrotolabile

Ecco anche oggi la nuova puntata di SmartWorld News, il nostro podcast che ogni giorno vi racconta le notizie più importanti della giornata, quelle che non potete perdervi. Qui in basso trovate il player per ascoltare l’ultimo episodio, ma non dimenticate che potete ascoltarlo anche su Apple Podcast, Google Podcast, Spreaker e Spotify.

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Amazfit Band 5 arriva ufficialmente in Italia a 45€: sensore SpO2, Alexa integrata e AMOLED a colori (foto)

Dopo l’annuncio fatto per il mercato statunitense finalmente abbiamo la certezza che la nuova Amazfit Band 5 sarà disponibile anche nel mercato italiano in via ufficiale. Andiamo a rivedere le caratteristiche principali della smartband di Huami.

Amazfit Band 5: Caratteristiche Tecniche

  • Display: 1,1″ AMOLED a colori (126 x 294 pixel) con più di 45 watchface.
  • Batteria: 125 mAh con circa 2 settimane di autonomia.
  • Certificazioni: resistenza all’acqua fino a 5 atm.
  • Assistente vocale: supporto a Amazon Alexa.
  • Rilevamento attività: almeno 15 attività sportive diverse.
  • Sensori: sensore PPG per la rilevazione continua della frequenza cardiaca e per la stima della saturazione d’ossigeno nel sangue.
  • Cinturino: silicone.

Uscita e Prezzo

La nuova Amazfit Band 5 è già disponibile al preordine nel mercato italiano al prezzo di 44,90€. La trovate con cinturino nero sullo store ufficiale Huami, questo è l’indirizzo per il preordine. Le spedizioni sono previste a partire dal prossimo 19 ottobre.

Amazfit Band 5 – Immagini

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Uno dei produttori di smartphone più originali approda ufficialmente in Italia: debutto il 20 ottobre (foto)

Un nuovo produttore di smartphone si sta per affacciare ufficialmente nel mercato italiano, seguendo il pattern tracciato da Huawei e Xiaomi. Anche lui è cinese e ha lanciato diversi tra gli smartphone più originali visti negli ultimi periodi.

Molti di voi avranno ormai capito che si tratta di Vivo: il produttore cinese ha si è ben distinto in tempi recenti con i suoi X50, gli smartphone con fotocamera Gimbal, e ancor prima con il NEX Dual Display, il dispositivo con doppio display. Nel prossimo futuro quando vedremo un nuovo device Vivo non dovremmo più sperare di acquistarlo d’importazione perché l’azienda sta per debuttare ufficialmente nel mercato italiano.

LEGGI ANCHE: come seguire l’Amazon Prime Day 2020

Il debutto di Vivo in Italia è fissato per il prossimo 20 ottobre alle ore 16. Al momento l’azienda non ha fatto trapelare cosa mostrerà durante l’evento e quali dispositivi commercializzerà ufficialmente dalle nostre parti. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati.

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Samsung Galaxy M11 arriva anche in Italia pronto ad ampliare l’offerta di dispositivi entry-level

Dopo esser giunto negli Emirati Arabi e in India, il Samsung Galaxy M11 si prepara ad arrivare anche nel nostro Vecchio Continente. Il dispositivo entry-level dell’azienda coreana si insinua nel mercato europeo con la sua combinazione di display, tripla fotocamera intelligente e batteria con una lunga durata.

Caratteristiche tecniche Galaxy M11

  • Schermo: 6,4” LCD TFT Infinity-O HD+ (1.560 x 720 pixel)
  • CPU: Snapdragon 450 octa-core (non confermato ufficialmente)
  • GPU: Adreno 506
  • RAM: 3 GB
  • Memoria interna: 32 GB (espandibile tramite microSD fino a 512 GB)
  • Fotocamera posteriore:
    • Principale: 13 megapixel, f/1.8
    • Grandangolo: 5 megapixel, f/2.2, 115°
    • Depth: 2 megapixel, f/2.4
  • Fotocamera frontale: 8 megapixel
  • Connettività: GPS, 4G LTE, dual-SIM (nano), single-band Wi-Fi b/g/n, Bluetooth 4.2, USB Type-C
  • Dimensioni: 161,4 x 76,3 x 9,0 mm
  • Peso: 197 grammi
  • Batteria: 5.000 mAh con ricarica rapida da 15W
  • Sistema operativo: Android 10 con One UI 2.0
  • Altro: jack per le cuffie, riconoscimento facciale e sensore impronte digitali sul retro

Pare che dalle nostri parti non arriverà la variante da 4 GB di RAM e 64 GB di spazio di archiviazione.

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Disponibilità e prezzi

Dotato del design che caratterizza la serie M, questo modello è disponibile in due colori: nero e blu metallizzato. Samsung ha confermato che a partire da ottobre sarà possibile acquistare il dispositivo in Italia presso lo shop online di Samsung, Amazon e i negozi fisici al prezzo di 169,99€.

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SmartWorld News – PosteMobile down, 5G in Italia e Amazon senza fretta

Riprende la settimana e ritorna anche SmartWorld News, il nostro podcast che ogni giorno vi racconta le notizie più importanti della giornata, quelle che non potete perdervi. La nuova puntata è online: qui sotto trovate il player per ascoltare l’ultimo episodio, ma non dimenticate che potete ascoltarlo anche su Apple Podcast, Google Podcast, Spreaker e Spotify.

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SmartWorld News Podcast – Ban di TikTok e WeChat, nuovi dispositivi in Italia e giochi gratis su Epic Games Store

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OPPO Watch arriverà in Italia a fine estate, domani in compenso escono le cuffie Enco W11 a 39,99€!

Doppio annuncio oggi per la divisione italiana di OPPO. Il primo riguarda l’arrivo di OPPO Watch sul mercato italiano, mentre il secondo riguarda un nuovo modello di cuffie wireless che debutterà sul mercato già da domani 1 agosto. Scopriamo insieme i due prodotti.

OPPO Watch

Il nuovo smartwatch dell’azienda arriverà sul mercato italiano alla fine dell’estate. Sarà il primo smartwatch al mondo con display a doppia curvatura e sarà disponibile in due dimensioni, 46 mm nella colorazione black e 41 mm nelle colorazioni black e oro rosa. Dalla scheda tecnica si intuisce che il modello da 41 mm non avrà però lo schermo curvo. A bordo troviamo Wear OS di Google. Il vero di punto di forza dello smartwatch sembrerebbe essere il tempo di ricarica. OPPO Watch sfrutta infatti la ricarica rapida VOOC di casa OPPO: saranno sufficienti 15 minuti di ricarica per garantire una giornata intera di utilizzo (circa 16 ore di utilizzo). Non mancheranno ovviamente vari strumenti per il fitness, e ci sarà anche una funzionalità che consente di fotografare un vestito e di impostare una watchface in tinta tramite IA e l’app HeyTap Health. A bordo troviamo sia il GPS che l’NFC per i pagamenti con Google Pay.

  • Schermo: AMOLED 3D rettangolare rettangolare da 1,96″, 72,76% rapporto schermo/superficie, 402 x 476 pixel / 326 ppi | AMOLED 1,6″, 65,22%, 320 x 360 ppi
  • Materiale: lega di alluminio serie 6000 (telaio) + plastica e ceramica (retro)
  • Batteria: 430 mAh | 300 mAh
  • Resistenza all’acqua: 5 ATM | 3 ATM
  • Sensori: GPS + GLONASS, NFC

Ancora sconosciuto il prezzo di commercializzazione, vi aggiorneremo sicuramente a riguardo. Nel frattempo ecco delle immagini delle due versioni.

Nero 46 mm

Oro rosa 41 mm

OPPO Enco W11

A fianco dell’ufficialità di OPPO Watch per l’Italia, il noto marchio approfitta per rivelare anche l’arrivo sul mercato delle nuovissime OPPO Enco W11 Auricolari True Wireless. Si tratta di auricolari wireless che sfruttano la trasmissione Bluetooth binaurale simultanea, bassi “potenziati” (a detta di OPPO), certificazione IP55 per resistenza ad acqua e polvere e, sulla carta, 20 ore di autonomia. Potete già pre-ordinarli su Amazon a 39,99€, saranno disponibili da domattina 1 agosto al prezzo consigliato di 39,99€.

Caratteristiche

  • Trasmissione Bluetooth binaurale simultanea. Gli auricolari Enco W11 ricevono il segnale allo stesso tempo da entrambi i lati, di conseguenza, la latenza è minore e la connessione è più stabile.
  • Porta sempre con te la tua musica preferita grazie al Bluetooth 5.0
  • Associazione cuffie e smartphone continua: Una volta associati gli auricolari con lo smartphone, si connetteranno automaticamente ogni volta che ti trovi a 10 metri di distanza.
  • Con una singola ricarica, puoi godere fino a 5 ore di musica anche senza la custodia, e fino a 20 ore con la custodia. Una ricarica di appena 15 minuti consente un ascolto di 1 ora, la tua musica preferita potrà accompagnarti anche quando non hai tempo per una ricarica completa.
  • Gli auricolari su cui puoi sempre contare. Gli Enco W11 sono resistenti alla polvere e all’acqua con IP55⁴ . Se sudi o se vieni colto dalla pioggia, il funzionamento degli auricolari non verrà interrotto.
  • Gli auricolari OPPO W11 sono dotati di cancellazione del rumore durante le chiamate, e riducono il suono ambientale intorno a te. Potrai chiamare indisturbato anche in posti affollati o nel traffico.
  • I controlli touch intelligenti rendono le cuffie W11 facilissime da usare. Riproduci / metti in pausa la tua musica con un solo tocco e salta le tracce con un doppio tocco. Tocca tre volte per attivare l’assistente intelligente.

Immagini

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I portatili Samsung tornano in Italia

Samsung torna nel mercato italiano dei personal computer con tre portatili di fascia alta: Galaxy Book S con tecnologia Intel, Galaxy Book Flex e Galaxy Book Ion. L’arrivo sul sito samsung.com e presso i negozi, online e offline, delle principali insegne di elettronica di consumo è fissato al 30 giugno 2020. con prezzi che vanno dai 1.229 euro di Galaxy Book S  ai 1.429 di Galaxy Book Ion e ai 1.699 di Galaxy Book Flex.

Galaxy Book S

Galaxy Book S punta al risparmio emergetico: il processore Intel Core di nuova generazione con Intel Hybrid Technology offre piena compatibilità con le applicazioni Windows 10, bilancia i processi ad alte prestazioni durante l’utilizzo e riduce il consumo della batteria quando non è in uso. La batteria che può durare fino a 17 ore e offre fino a 512 GB di spazio di archiviazione e pesa 950 grammi. Lo spessore massimo è di 11,8 mm grazie al design senza ventole e a conchiglia che permette di avere un’ottima stabilità sia con il dispositivo aperto sulla scrivania che tenendolo sulle gambe. Per chi preferisce stare all’aria aperta durante il lavoro, la modalità Outdoor di Galaxy Book S consente di aumentare istantaneamente la luminosità a 600 nit semplicemente premendo due tasti. Lo schermo luminoso supporta anche le interazioni touch.

Grazie alla partnership con Microsoft, inoltre, è possibile utilizzare il proprio dispositivo Android preferito sul PC Windows. La funzionalità Collegamento Windows di Microsoft permette di sincronizzare il dispositivo mobile per ricevere notifiche e messaggi, copiare e incollare contenuti e trasferire foto da un dispositivo all’altro.

Galaxy Book Flex e Galaxy Book Ion

Galaxy Book Flex e Galaxy Book Ion sono dotati del primo display QLED al mondo su un computer portatile. Entrambi offrono la funzionalità Wireless Power Share di Samsung che consente anche di ricaricare smartphone, gli auricolari wireless Galaxy Buds o dispositivi indossabili compatibili con lo standard Qi attraverso il touchpad del laptop. Sono dotati di processori Intel Core di decima generazione.

Galaxy Book Ion ha una struttura a conchiglia ultraleggera in magnesio ed è spesso 12,9 mm per un peso di meno di un chilogrammo. Galaxy Book Flex è progettato per gestire attività più impegnative, dalla scrittura di righe di codice alla realizzazione di creazioni artistiche. La cerniera a 360 gradi di Galaxy Book Flex consente di utilizzare il dispositivo sia come tablet che come PC.

Agi

Samsung The Sero disponibile in Italia: la TV verticale non poteva che arrivare con uno smartphone in regalo

Presentata più di un anno fa per il mercato coreano, The Sero ha da subito attirato l’attenzione di mezzo mondo, per una peculiarità che la rende unica: la possibilità di ruotare il pannello, posizionandolo in verticale (la parola coreana sero significa proprio ‘verticale’), per la fruizione dei contenuti da smartphone. E ora, Samsung ha deciso di portarla in Italia, insieme ad una promo lancio pressoché inevitabile.

Già, perché coloro che decideranno di acquistare Samsung The Sero entro il 28 giugno, potranno ricevere in regalo uno smartphone Galaxy A71, ovvero proprio quella tipologia di prodotto a cui è ispirata la verticalità della TV. Dopo l’acquisto, dovrete registrare la vostra TV presso Samsung Members entro il 13 luglio, per poi ricevere il gradito omaggio entro un massimo di 180 giorni. Maggiori informazioni in questa pagina.

LEGGI ANCHE: Samsung Galaxy Tab S6 Lite, la recensione

Tornando a The Sero, si tratta di una bellissima TV dotata di un pannello QLED da 43″ in risoluzione 4K e altoparlanti stereo da 60 W a 4.1 canali. Trattandosi di un prodotto così particolare, il prezzo non poteva che essere alto: 1.499€ sul sito ufficiale di Samsung. Ma se cercate una TV che sappia distinguersi, avete trovato il modello che fa per voi.

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Sony Xperia 1 II atterra in Italia: partono i preordini a 1.199€ con la Style Cover View (video) (aggiornato)

Dopo la sua ufficialità a livello globale finalmente vediamo atterrare il nuovo top di gamma Sony nel mercato italiano. I timori sul prezzo salato di Sony Xperia 1 II si sono rivelati fondati, ma il lancio in Italia sarà costellato da un’interessante promozione.

Il nuovo Sony Xperia 1 II punta quasi tutto su un comparto fotografico di prim’ordine, forte della solidità della piattaforma Sony Alpha grazie alla quale il produttore nipponico è leader nel settore delle mirrorless. Il nuovo smartphone di Sony arriva nel mercato italiano al prezzo di 1.199€ e chi effettuerà il preordine sullo store ufficiale dell’azienda riceverà in regalo le cuffie wireless Sony WH-1000XM3, un prodotto molto valido che è stato lanciato al prezzo di 380€ nel mercato italiano.

LEGGI ANCHE: Sony WH-1000XM3, la recensione

Il nuovo Sony Xperia 1 II approda nel mercato italiano nelle colorazioni nera e viola. Maggiori informazioni su come effettuare il preordine le reperite direttamente alla pagina dedicata sullo store ufficiale Sony. Intanto potete godervi un nuovo video sulle potenzialità fotografiche del nuovo Sony Xperia 1 II.

Aggiornamento08/06/2020 ore 23:45

Sembra che Sony ci abbia ripensato e ha modificato la promozione di lancio del suo nuovo top di gamma: chi acquisterà in preordine il nuovo Xperia 1 II non riceverà più le cuffie wireless Sony WH-1000XM3 bensì la Sony Style Cover View XQZ-CVAT, di valore commerciale ben inferiore a quello delle cuffie precedentemente proposte.

La natura della decisione sembra risiedere nelle esigue disponibilità riscontrate da Sony per le sue cuffie wireless. Il cambiamento è effettivo anche in Italia, come potete vedere dallo store ufficiale Sony. Chiaramente ci aspettiamo che questo non influirà sugli ordini precedentemente effettuati.

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La pandemia ha rivoluzionato il mercato degli smartphone. La strategia di Oppo in Italia

Il 22 maggio Oppo lancia sul mercato la serie di smartphone Find X2 con cui punta a presidiare la fascia medio-alta e alta del mercato in un momento particolarmente difficile per la crisi innescata dalla pandemia e in un panorama in cui gli equilibri sono stati rivoluzionati dalla guerra commerciale tra Usa e Cina. Ne abbiamo parlato con Li Ming, ceo di Oppo Italia.

Qual è la strategia di vendita in Italia: rapporto con i negozi fisici, gli operatori di telefonia e le vendite online

Oppo ha da sempre un DNA legato all’esperienza d’acquisto in-store. In tutti i paesi in cui Oppo è presente il negozio fisico viene vissuto come un vero e proprio punto di informazione dove l’utente finale può toccare con mano il prodotto, può chiedere informazioni ed essere guidato nel suo processo d’acquisto grazie a personale altamente qualificato. Questa stessa esperienza è stata trasferita anche in un mercato come quello italiano in cui, compatibilmente con le riaperture dei negozi a seguito dell’attuale situazione, isole, shop-in-shop e promoter continueranno a supportare il consumatore. Per quanto riguarda l’esperienza di acquisito online, invece, abbiamo recentemente lanciato la brand page su amazon.it.  È un passo molto importante, perché non solo rappresenta un momento decisivo dell’espansione di Oppo nel mercato italiano, ma, soprattutto, testimonia il profondo interesse e lealtà che l’azienda nutre nei confronti dell’Italia. Infine, con gli operatori il rapporto è ottimo e collaboriamo su diversi fronti ed espanderemo la lista nel corso dei prossimi lanci prodotto.  Oppo continuerà a lavorare per garantire ai clienti e all’Italia servizi e soluzioni all’avanguardia, rinforzando la struttura di vendita e integrando l’esperienza d’acquisto negli store fisici e digitali.

In Italia un prodotto come il Find X2 può occupare lo spazio che inevitabilmente sarà lasciato vacante dai flagship di Huawei?

Find X2 Pro è un prodotto pensato per soddisfare le esigenze di una specifica fetta di mercato. L’obiettivo di Oppo non è quello di occupare spazi vacanti, ma quello di mettere l’esperienza del consumatore al centro, fornendogli un prodotto in cui hardware e software rappresentino una sintesi della tecnologia di cui hanno bisogno. Find X2 Pro, infatti, è uno smartphone che include tutte le ultime tecnologie in campo display, ricarica e performance ed è il compagno perfetto sia per chi vuole farne un uso business sia per chi predilige un utilizzo più ludico. Grazie al suo Ultra Vision display a 120Hz, la ricarica veloce Super VOOC 2.0, il processore Snapdragon 865+ e un sistema di fotocamere di ultima generazione rappresenta un prodotto di eccellenza in grado di rivaleggiare con tutti i top di gamma presenti sul mercato. È un telefono che nasce con la volontà di offrire un prodotto di grande qualità per tutti coloro che cercano l’ultima tecnologia senza compromessi.

Temete che la saturazione del mercato dei flagship possa essere anticipata dalla crisi economica innescata dalla pandemia?

Senza dubbio la situazione economica attuale sta avendo un impatto sulla propensione all’acquisto dei consumatori italiani e non solo. Questo è il motivo per cui la nostra serie flagship Find X2 posiziona smartphone a tutte le fasce di prezzo in grado di offrire prestazioni ottimali a ogni livello. Con Find X2 Pro copriamo la fascia alta grazie a performance e caratteristiche di eccellenza. Con Find X2 Neo, un vero e proprio top di gamma nel corpo di un medio di gamma, siamo in grado di raggiungere un’utenza che non vuole sacrificare le prestazioni a un prezzo contenuto. Infine, Find X2 Neo con un prezzo aggressivo e caratteristiche eccellenti rappresenta una solida scelta nel panorama degli android phone. Siamo convinti che questa diversificazione dell’offerta a livello di specifiche e prezzo sia una scelta pensata proprio per andare incontro alle necessità del pubblico.

A che punto è secondo voi lo sviluppo del 5G in Italia e cosa vi aspettate da questa tecnologia nel nostro Paese?

In Oppo abbiamo investito nella tecnologia 5G sin dall’inizio, sia creando molti degli standard di comunicazione necessari all’ implementazione della rete sui nostri dispositivi, sia collaborando con le differenti aziende del settore per supportare la sua diffusione. In Italia il 5G inizia a essere a un ottimo punto, la realizzazione delle infrastrutture necessarie e la diffusione della rete sta andando avanti grazie al supporto degli operatori. Proprio per questo, e non a caso, OPPO ha lanciato una linea – Find X2 – completamente compatibile con la rete 5G con il chiaro obiettivo di democratizzare questa tecnologia rendendola accessibile a tutti gli utenti e non solo a quelli premium. Crediamo fortemente nel 5G e siamo convinti che rappresenterà una risorsa importantissima che influenzerà e formerà la società del prossimo futuro.

Agi

Immuni è l’app per il contact tracing in Italia: ecco cosa sappiamo (Aggiornato)

Nella giornata di ieri, 16 aprile, il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, ha firmato l’ordinanza (riportata da Repubblica) da cui apprendiamo la scelta del governo in merito alla tanto discussa app di contact tracing: per il nostro paese, la scelta è ricaduta sull’app chiamata Immuni, sviluppata da Bending Spoons.

Partiamo con qualche notizia in merito alla società che si occuperà, a titolo gratuito, di realizzare il software e mantenerlo aggiornato nei prossimi mesi: Bending Spoons è un’azienda con sede a Milano specializzata nello sviluppo di app mobile (principalmente iOS, ma anche Android). Negli anni ha sviluppato diverse app di successo: in particolare, lo scorso anno si era fatta conoscere in tutta Italia per il successo di Live Quiz.

L’idea  su cui si baserà Immuni è la stessa del framework proposto da Apple e Google la scorsa settimana: ogni smartphone genera un ID temporaneo, che viene trasmesso in broadcast via Bluetooth Low Energy e registrato da tutti gli smartphone vicini. Questo ID viene rinnovato periodicamente (ogni quarto d’ora circa) e si basa su un sistema di chiavi che identificano lo smartphone: quando qualcuno risulta infetto, i suoi codici identificativi vengono caricati su un server e le persone che gli sono state vicine (e hanno salvato i relativi ID) vengono avvisati con una notifica.

Dal punto di vista della privacy, si tratta di una delle migliori infrastrutture possibili, perché non registra la localizzazione geografica, non usa GPS ma solo Bluetooth e, verosimilmente, esegue la maggior parte delle operazioni in locale, senza caricare alcun dato sui server: le uniche operazioni per cui lo smartphone comunica con il cloud sono per caricare e scaricare le chiavi delle persone infette.

L’app Immuni servirà per il contact tracing, ma avrà anche un’altra funzione importante: una sorta di diario clinico, in cui registrare tutte le informazioni relative alla salute dell’utente, come sesso, età, malattie pregresse, farmaci assunti e così via. L’idea è appunto quella di un diario, ossia di un registro da aggiornare quotidianamente.

L’app Immuni sarà disponibile per Android e iOS e verrà distribuita tramite i rispettivi store di applicazioni, Play Store e App Store.

A scanso di equivoci, l’installazione del software sarà su base volontaria. Tuttavia, secondo quanto ampiamente anticipato dagli studi effettuati su altri paesi, affinché il sistema di contact tracing risulti efficace, è necessario che l’app venga installata da almeno il 60% dei cittadini italiani.

Ci sono ancora diversi dubbi che riguardano l’app Immuni: ad esempio, quando sarà disponibile, implementerà il framework di Apple e Google per il contact tracing (vedi video qui sotto)? Chi gestirà i server su cui verranno caricati i dati degli infetti: sarà la stessa Bending Spoons o le istituzioni? Il codice sorgente sarà liberamente consultabile? Purtroppo non abbiamo ancora risposte in merito, ma seguiremo da vicino gli sviluppi del software.

Aggiornamento21/04/2020

Negli ultimi giorni si è parlato molto dell’app Immuni, anche in seguito ad informazioni erronee riportate da alcuni giornali nazionali che suggerivano possibili vincoli alla libertà di movimento per chi non avesse installato l’applicazione.

Dopo molto chiacchiericcio, il Governo ha fornito una serie di importanti delucidazioni, comunicate tramite un post sul portale del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

La nota del Ministero evidenzia una serie di aspetti cruciali per il sistema di contact tracing che verrà adottato per l’Italia, che sarà conforme alle linee guida dalla Commissione Europea (Mobile applications to support contact tracing in the EU’s fight against COVID-19).

In primo luogo, l’utilizzo o meno dell’applicazione sarà su base assolutamente volontaria e, contrariamente a quanto ipotizzato nei giorni scorsi, non ci sarà alcuna limitazione di movimento per chi deciderà di non usarla. Lo aveva già annunciato poche ore fa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ma adesso possiamo anche leggerlo nero su bianco sul post in questione.

L’applicazione non dovrà accedere alla rubrica dei contatti del proprio telefono, non chiederà nemmeno il numero e non manderà SMS per notificare chi è a rischio.

Inoltre sarà necessaria l’integrazione delle indicazioni e dei protocolli sanitari stabiliti dal Ministero della Salute e dalle autorità sanitarie. L’applicazione si baserà sull’installazione volontaria da parte degli utenti e il suo funzionamento potrà cessare non appena terminerà la fase di emergenza, con cancellazione di tutti i dati generati durante il suo funzionamento.

Inoltre, l’applicazione utilizzerà un sistema di tracciamento basato esclusivamente su Bluetooth Low Energy e non conserverà alcun dato relativo alla geolocalizzazione: contrariamente a quanto richiesto da alcuni esponenti politici, quindi, non ci sarà alcun utilizzo del GPS.

L’applicazione non conserverà i dati relativi alla geolocalizzazione degli utenti, ma registrerà esclusivamente i contatti pseudonimizzati di prossimità rilevati mediante la tecnologia bluetooth low energy.

Un’altra buona notizia è che l’applicazione sarà open source: il codice sarà liberamente visualizzabile da tutti.

Il codice sorgente del sistema di contact tracing sarà rilasciato con licenza Open Source MPL 2.0 e quindi come software libero e aperto.

Infine, nel documento si fa esplicito riferimento al sistema di contact tracing di Apple e Google, su cui eventualmente potrebbe appoggiarsi l’intera infrastrtuttura: attualmente non è c’è alcuna certezza in merito e, a giudicare da quanto scritto, sembra ci vorranno ancora un po’ di settimane prima di una decisione definitiva.

Aggiornamento23/04/2020

Nella giornata di ieri, sono arrivate importanti conferme relative al funzionamento di Immuni: in particolare, è stato confermato che i codice che identificano i dispositivi saranno generati dai dispositivi stessi, e non da un server centrale.

Per questo, si parla di un approccio decentralizzato: lo stesso seguito da Apple e Google, descritto dal protocollo DP-3T (Decentralized Privacy-Preserving Proximity Tracing), e che viene ritenuto il più sicuro per la privacy da tutti i maggiori esperti di sicurezza informatica.

La notizia è particolarmente rilevante, poiché nei giorni scorsi c’è stata molta confusione in merito al protocollo che sarebbe stato adottato.

In origine, infatti, si era parlato molto del protocollo PEPP-PT (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing), definito dall’omonimo consorzio di cui anche Bending Spoons fa parte, e che si riteneva che potesse la base per l’app italiana di contact tracing.

In origine, questo protocollo prevedeva che la generazione delle chiavi potesse avvenire lato server (approccio centralizzato) o lato client (approccio decentralizzato, cui aderisce anche DP3T): nei giorni scorsi, tuttavia, qualsiasi riferimento all’approccio decentralizzato è stato rimosso dalle specifiche, al punto che tra gli esperti di sicurezza informatica si è creata una vera e propria spaccatura.

L’approccio centralizzato, con le chiavi identificative generate dai server, è infatti considerato meno sicuro in termini di privacy: tra i tanti, un lungo elenco di professori, avvocati, giornalisti e professionisti in generale ha firmato una lettera aperta pubblicata suil sito del Centro Nexa del Politecnico di Torino.

Fortunatamente, le richieste di maggiore privacy e trasparenza sono state accolte: Immuni si baserà sul protocollo DP-3T, anche se non è ancora stato deciso se adotterà o meno il framework di Apple e Google quando sarà disponibile.

Aggiornamento23/04/2020

Abbiamo parlato della notizia anche nel nostro podcast, SmartWorld News

Ascolta “23/04 – Star Wars al femminile, una grave falla di iOS e novità sull’app Immuni” su Spreaker.

Aggiornamento28/04/2020

Nonostante Vittorio Colao, a capo della task force del governo, continui ad auspicare una rapida adozione dell’app di contact tracing (come riportato da Repubblica), ad oggi non ci sono nuove conferme sull’app Immuni.

Domenica 26 aprile il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che il 4 maggio inzierà la cosiddetta Fase 2; tuttavia, durante la conferenza stampa non ha fatto alcun accenno a Immuni o al sistema di contact tracing.

Sembra quindi evidente che l’applicazione non sarà disponibile a breve: una delle possibili ipotesi è che, in seguito ai dubbi sollevati da esperti del settore e la scelta di adottare un approccio decentralizzato, il team di sviluppo stia aspettando di poter verificare come funzionerà il framework sviluppato da Google ed Apple, che potrebbe essere la base su cui costruire l’app Immuni.

A tal proposito, una prima versione delle API per il contact tracing per iOS e Android verrà rilasciata oggi, 28 aprile, come riferito da Tim Cook al Commissario Europeo Thierry Breton (via La Stampa).

Aggiornamento15/05/2020

Nella serata di ieri, 14 maggio, è stata pubblicata su GitHub la documentazione relativa all’app Immuni, che in larga parte conferma quanto sapevamo sull’app.

Come anticipato, l’applicazione utilizzerà il framework sviluppato da Apple e Google e non raccoglierà alcun dato relativo alla geolocalizzazione.

Immuni si baserà esclusivamente su Bluetooth Low Energy: quando due persone si trovano vicine, i dispositivi si scambiano codici generati randomicamente, che vengono salvati esclusivamente in locale (sul dispositivo). Quando una persona scopre di essere infetta, potrà scegliere di permettere all’app di caricare sul server i propri codici identificativi: in tal caso, le persone che sono state vicine (e che di conseguenza ne conservano i codici), riceveranno una notifica che li avvisa dell’esposizione.

In particolare, per ogni esposizione, Immuni registra:

  • il codice alfanumerico generato dal dispositivo;
  • la data dell’incontro;
  • la durata dell’esposizione (con un range variabile tra 5 e 30 minuti);
  • l’attenuazione del segnale, per stimare la distanza tra i due soggetti;

L’applicazione, quindi, non registra alcun dato personale, né tanto meno la posizione geografica. Inoltre, per preservare ulteriormente la privacy, il tempo di esposizione registrato non va mai oltre la mezz’ora: per questo motivo, anche nel caso in cui foste stati a contatto con un infetto per più tempo, l’applicazione vi segnalerà un’esposizione di mezz’ora.

La scelta di limitare il range temporale serve a tutelare l’identità degli infetti: infatti, indicare il tempo preciso dell’esposizione, potrebbe permettere a chi riceve la notifica di capire chi è la persona infetta di COVID-19 con cui è stato a contatto.

È importante ribadire che tutti questi dati vengono conservati esclusivamente in locale, sullo smartphone: nessuna di queste informazioni viene caricata su un server in cloud, quindi nessuno può accedere alla lista (seppur anonimizzata) delle persone incontrate. Questo approccio, definito decentralizzato, viene ritenuto il migliore dagli esperti di privacy e sicurezza informatica.

L’unico dato personale che sarà necessario indicare è la provincia di residenza: al momento della prima configuraizone, infatti, Immuni vi chiederà di scegliere la provincia dove vivete. Questa informazione, insieme ai tamponi registrati dagli ospedali, permetterà alle autorità sanitarie di mappare la diffusione dell’epidemia sul territoria nazionale.

Quando una persona scopre di essere infetta, potrà decidere di caricare sul server i propri codici personali: per farlo, sarà necessaria l’approvazione di un operatore sanitario, che dovrà quindi certificare l’effettriva positività al virus.

Periodicamente, Immuni scaricherà dai server tutte le chiavi delle persone infette e avviserà l’utente nel caso in cui sia stato a contatto con una persona malata. Inoltre, in questo caso, il sistema calcolerà anche una stima di quato potesse essere contagiosa la persona infetta nel giorno dell’incontro.

I codici delle persone infette saranno conservate su server pubblici gestiti da Sogei, società informatica controllata dal ministero dell’Economia e delle finanze. Tutti i dati verranno eliminati quando non più necessari (dopo due settimane circa) e, in ogni caso, tutti i dati conservati su smartphone e server verranno eliminati il 31 dicembre 2020.

Infine, Bending Spoons ha previsto una serie di interessanti procedure per evitare problemi con eventuali malintenzionati: l’app trasmetterà anche del dummy traffic, ossia dei dati fasulli (che verranno ignorati dal sistema) per confondere chi proverà a intercettare i dati.

Immuni sarà compatibile con tutti gli smartphone con Android 6 e superiori e con iPhone aggiornati ad iOS 13.5. Il codice sorgente verrà presto reso disponibile su GitHub: verrà pubblicato non appena finalizzato.

Secondo quanto riferito da Wired, l’applicazione sarà disponibile a fine mese (forse il 29 maggio) e attualmente l’Italia sta trattando con gli altri paesi dell’Unione Europea per rendere interoperabili le diverse applicazioni nazionali: in questo modo, sarà più facile riaprire le frontiere, poiché se un cittadino italiano si trova (ad esempio) in Francia, Immuni potrà comunicare anche con il software francese.

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L’editor video dei creatori di TikTok arriva in Italia (foto)

Il social basato su contenuti video è sicuramente ben rappresentato da TikTok, la piattaforma cinese che continua a macinare risultati sorprendenti in termini di apprezzamento da parte degli utenti a livello globale.

Nelle ultime ore è arrivata in Europa una nuova app dagli stessi creatori di TikTok, si chiama Viamaker e consiste in un editor video particolarmente votato alle piattaforme mobili e social: Viamaker offre la possibilità di aggiungere sottotitoli automatici ai video, personalizzarli con contenuti musicali tratti da librerie esclusive TikTok, e una vasta gamma di filtri ed effetti video.

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Viamaker era già disponibile in Cina, questa è la sua versione internazionale in lingua inglese. L’app è attualmente disponibile al download gratuito su Android e iOS. Qui sotto trovate i rispettivi badge per scaricarla e provarla subito.

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Le falle non rallentano Zoom. In Italia download milionari

Gli utenti se ne infischiano dei problemi alla privacy di Zoom. L’app per videoconferenze, usata anche da molte scuole, sta lavorando per tappare le sue falle. Ma nel frattempo non ha risentito dei propri guai. Lo testimoniano sia i numeri forniti dalla società che dagli analisti indipendenti.

Clausura batte privacy

In Italia, i download di marzo sono stati 2,5 milioni. È l’effetto clausura: gli utenti, secondo le stime di SensorTower, hanno scaricato l’app 29.000 volte a gennaio e 47.000 a febbraio. Tra scuole e gruppi di lavoro, c’è stata quindi la corsa al download, anche grazie alla semplicità di utilizzo di Zoom. Le crepe nella sicurezza sono diventate visibili tra la fine di marzo e nel corso di aprile. Ma sembrano aver avuto un impatto limitato. I download sono aumentati: sono stati 2,1 milioni nei primi venti giorni del mese. Con tutta probabilità, quindi, ad aprile si potrebbe arrivare attorno alla soglia dei 3 milioni.

I download in Europa

Gli italiani non sono i soli ad aver sorvolato sugli inghippi dell’app. La tendenza a ignorare i buchi è comune a tutta Europa. Anzi, di più. Se tra febbraio e marzo la crescita è stata più forte in Italia (5219% contro 3005%), ad aprile (cioè nel periodo in cui Zoom ha rivelato le proprie vulnerabilità), il progresso è stato più significativo nel continente. Probabile che questo scostamento sia dovuto ai tempi d’avvio dei lockdown, in Italia anticipati rispetto al resto d’Europa.

Ma, al di là dei motivi, i numeri confermano come il tema privacy sia stato marginale: 470.000 download a gennaio, 554.000 a febbraio e 17,2 milioni a marzo. Il record è già stato aggiornato nei primi venti giorni di aprile, con 21,4 milioni di download. Quota 30 milioni al mese è alla portata. Secondo quanto riferisce Bloomberg, nel corso di una conferenza online sulla cybersicurezza, il ceo Eric Yuan ha affermato che gli utenti globali attivi ogni giorno al 21 aprile erano 300 milioni, il 50% in più rispetto all’inizio del mese. Alla fine del 2019 erano appena dieci milioni.

Le falle di Zoom

Dall’inizio di aprile, nelle videoconferenze, sempre più utilizzate anche per creare classi virtuali, è emerso il fenomeno dello “zoombombing”: compaiono immagini, a volte goliardiche, altre pornografiche o razziste. In alcuni casi, l’intromissione ha diffusione video pedopornografici. Lo zoombombing è la prova che gli hacker sono riusciti a superare le barriere e a entrare nelle videoconferenze senza invito.

L’app ha anche rivelato che, a partire da febbraio, alcuni dati sono passati attraverso server cinesi. Il ceo della società si è scusato, ammettendo che l’app non era “pronta a gestire così tanto traffico in un lasso di tempo così breve”. È emerso anche che Zoom non utilizzasse la crittografia end-to-end (che permette di conoscere solo ai partecipanti il contenuto delle conversazioni) nonostante si vantasse di farlo. Nel frattempo, sono spuntate online le credenziali di 500.000 utenti ed è stato individuato un bug che permette di registrare le conferenze senza autorizzazione.

Cosa cambia con Zoom 5.0

Zoom ha provato a metterci una serie di pezze. Ha rafforzato il proprio “bug bounty program” (il programma che premia chi dimostri l’esistenza e segnali falle) e assunto un super-esperto, Alex Stamos. Oggi docente a Stanford, è stato il capo della Sicurezza di Facebook, lasciando Menlo Park in disaccordo con i vertici sulla gestione delle influenze russe.

Il 27 aprile è iniziato il rilascio di Zoom 5.0, la nuova versione dell’app che dovrebbe porre rimedio ai problemi emersi in queste settimane. Dal 30 marzo, senza l’aggiornamento non si potrà partecipare ai meeting. La novità più importante riguarda l’adozione della crittografia Gcm, più solida della precedente. Ci sono anche funzioni aggiuntive.

Gli ospiti di una conferenza possono segnalare un utente che non ha comportamenti appropriati e una squadra di revisori appurerà “ogni possibile abuso”. I “poteri” del gestore vengono ampliati. Avrà a disposizione una “sala d’attesa”, dove far accomodare gli utenti prima di consentire l’accesso alla conversazione. Potrà decidere la complessità delle password, “chiudere” l’accesso dopo l’inizio di una riunione, estromettere i partecipanti (che non potranno più rientrare) e chiedere una registrazione per verificare l’attendibilità degli utenti.  

Agi