Natural Code 28 Tonno e Misto Mare Umido Gatto 85 Gr


Fornitore: NATURAL CODE
Tipo: UMIDO GATTO
Prezzo: 1.09

Natural Code 28 Tonno e Misto Mare Umido Gatto 85 GR

Alimento complementare naturale in gelatina per gatti adulti, senza conservanti, coloranti, aromatizzanti, e glutine.

Questo alimento per gatto unisce tutta la qualità del pescato: il tonno, ricco in acidi grassi Omega 3, il surimi, fornisce proteine ad elevato valore biologico, e i gamberetti, ricchi di vitamine, sono molto apprezzati dal gatto.

La preparazione è in soluzione Jelly che migliora l’appetibilità e garantisce un valido apporto idrico.

Composizione:
Tonno 39%; surimi 6%; gamberetti 3,5%; riso 1,5%; acqua di cottura 48,72%.

Componenti Analitici:
Umidità 85,42% Proteina Grezza 11,92% Oli e Grassi Grezzi 0,33% Ceneri Grezze 0,82% Fibra Grezza 0,09% Energia (Kcal/100g) 49,51.


Natural Code 28 Tonno e Misto Mare Umido Gatto 85 Gr

Unipro Rustico Mare per Gatti Pezzetti di Tonno 85 Gr


Fornitore: UNIPRO
Tipo: UMIDO GATTO
Prezzo: 0.89

Unipro Rustico Mare per Gatti Pezzetti di Tonno 85 Gr
Alimento complementare per gatti adulti di tutte le razze, ad alto valore nutritivo senza coloranti e conservanti.
Prodotto in Italia con solo pesce pregiato e materie prime di alta qualità.

Composizione
Tonno 60%

Additivi
Nutrizionale vitamina E (tutto-rac-alfa-tocoferite acetato) 58 mg/Kg, gelificante (E499) 530 mg/Kg.

Componenti analitici
Umidità 82,2%, proteina grezza 16,12%, fibra grezza 0,1% oli e grassi grezzi 0,78%, ceneri grezze 0,87%


Unipro Rustico Mare per Gatti Pezzetti di Tonno 85 Gr

Determinanti in Ucraina, protagonisti in cielo e in mare: i droni sono Il futuro  

AGI – Sono leggeri e facilmente trasportabili, decollano e atterrano in spazi angusti, non portano esseri umani a bordo perché sono comandati da remoto. Sono talmente versatili che possono essere utilizzati tanto in agricoltura, nel monitoraggio delle emergenze e del territorio, quanto in guerra.

“Sono mezzi robotici che non hanno limiti rispetto all’ambiente in cui devono operare”. Macchine robotiche che si muovono in maniera automatica, i droni possono operare in ogni ambiente ed essere utilizzati per applicazioni “dalla video sorveglianza all’agricoltura” ha spiegato Luciano Castro, esperto di droni e curatore di due manifestazioni legate al tema: il Sea Drone Tech Summit, iniziativa dedicata droni e robot per impiego marino e subacqueo in programma 25 e 26 ottobre a Ostia (Roma), e il Roma Drone Conference, in agenda l’8 novembre.

La guerra in Ucraina? “È la prima vera grande guerra dei droni – sottolinea Castro – certo, i droni sono stati già utilizzati in passato, ma mai con un uso così diffuso da entrambe le parti. È qualcosa che non si era mai visto”. Per Castro “il futuro sarà sempre di più dei droni”.

La tecnologia italiana e la ricerca

“Il nostro Paese – ha detto sempre Castro – è ai primi posti a livello internazionale nello sviluppo di nuove tecnologie e servizi con l’impiego di droni, che già oggi vedono queste sofisticate macchine robotiche sempre più protagoniste della nostra vita quotidiana, in cielo ma anche in terra e in mare”.

Solo idee? Parliamo del trasporto di persone con i droni-taxi, del monitoraggio a lungo raggio di ampi territori o di grandi infrastrutture, di consegne urgenti tra ospedali di farmaci, sangue e organi e anche di UAV “per la sorveglianza subacquea e il soccorso in mare”.

In questo quadro “c’è sempre più attenzione verso l’impiego di macchine robotiche in mare”.  Quello italiano si presenta come “un ecosistema molto articolato”. Da una parte le applicazioni militari, dall’altra la ricerca e l’impiego dei droni marini per usi civili. “Molte università sono impegnate sul tema, c’è il CNR e c’è l’ENEA”. E dalla ricerca “sono nati numerosi spin-off”.

Le aziende e la sorveglianza subacquea

Dopo il danneggiamento del Nord Stream, una delle condotte sottomarine di gas più importanti d’Europa, è emerso in tutta la sua potenza il tema del controllo di queste infrastrutture strategiche. Ma sui fondali marini ci sono anche i cavi per la trasmissione dei dati, senza contare tesori archeologici e relitti di navi.

“L’attività di sicurezza di queste infrastrutture strategiche sono riservate”. È cosa però nota che i militari utilizzano da tempo droni sottomarini “per attività di controllo e di intelligence o legate alle mine”. Non solo. Ci sono, fa notare Castro, “aziende che lavorano con le piattaforme offshore” e che si occupano del controllo e della manutenzione di cavi sottomarini, a cui si sono aggiunte attività legate ai parchi eolici. In questo scenario, “c’è la divisione Sonsub di Saipem che ha sviluppato una famiglia di droni professionali che fornisce servizi per il controllo e la manutenzione di strutture sommerse”.

In Italia. Il punto dell’osservatorio di Polimi 

Dopo la frenata provocata dalla pandemia nel 2020, il 2021, secondo il rapporto presentato a febbraio 2022 dall’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano, è stato un anno di ripartenza per il settore dei droni. Il mercato professionale di questo settore in Italia ha raggiunto il valore di 94 milioni di euro, +29% rispetto al 2020, che però non è stato sufficiente a tornare ai livelli pre-pandemia (117 milioni di euro nel 2019).

Le imprese attive nel settore a livello nazionale sono 713, con 45 chiusure nel 2021 (111 se si considera il periodo 2018-2021). Il mercato è costituito da droni medio e piccoli in grado di svolgere attività a valore aggiunto per i settori più tradizionali ed è composto soprattutto da piccole imprese, delle quali l’81% ha meno di 10 dipendenti e sono nate in anni recenti.

Le principali applicazioni riguardano ispezioni e sopralluoghi (42% dei casi censiti), sicurezza e sorveglianza (21%), erogazione soprattutto in ambito agricolo (12%). E gli operatori? Secondo i dati (aggiornati a ottobre 2021) dell’ ENAC dal ° gennaio 2021 al 15 settembre 2021 gli operatori registrati sono passati da 27.289 a 57.227, con un incremento del 110%».

Le stime di crescita nel mondo

I dati più recenti di Verified Market Research hanno stimato il mercato globale dei droni a 19,23 miliardi di dollari nel 2020 e una stima di crescita (CAGR del 16,01%) a 63,05 miliardi di dollari entro il 2028. Più caute le stime di Research and Markets che nel suo Worldwide Drone Application 2022 Report ha evidenziato che entro il 2026, il mercato dei droni dovrebbe generare oltre 41,3 miliardi di dollari (CAGR del 9,4%). Per la società di analisi i principali settori per le applicazioni dei droni sono l’energia, l’edilizia e l’agricoltura. Mapping & Surveying, Inspection, Photography & Filming  le tecnologie più utilizzate.


Determinanti in Ucraina, protagonisti in cielo e in mare: i droni sono Il futuro  

La guerra dei panettoni parte in riva al mare della costa di Amalfi

AGI – La guerra dei panettoni avrà una data e un luogo di inizio. Il 30 agosto prossimo a Minori. E impegnerà due fronti, quello dei lievitati artigianali (ma non troppo, secondo i belligeranti), e quella della grande impresa.

Sarà infatti la spettacolare reunion dei migliori pasticceri e lievitisti italiani, La Notte del Panettone in riva al Mare, in programma nel piccolo centro della costa di Amalfi martedì prossimo, a lanciare la campagna per veder riconosciuto il panettone realizzato con il  lievito madre vivo come una eccellenza italiana. “Anche per proteggerlo dalle contraffazioni estere”, spiega Claudio Gatti, presidente dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano.

Sal De Riso, il re della torta ricotta e pera ma anche del panettone con l’albicocca del Vesuvio, impegnato in prima persona nelll’evento a Minori, è il primo ad armarsi e partire per la battaglia. 

Il precedente

“Bisogna proteggere il vero panettone artigianale da chi lo produce con i semilavorati e il lievito madre secco”, dice con foga all’AGI. “E’ difficile pensare a un Igp, perché è un prodotto nazionale – riflette il maestro pasticciere – ma  panettone artigianale ottenuto da lievito madre vivo e da una lavorazione sapiente senza nessuna scorciatoia o miscela deve essere valorizzato da un marchio come quello dell’Accademia o da un disciplinare specifico, come si è fatto per la pizza verace napoletana”.

Il pasticcere di Minori del resto sui panettoni sa il fatto suo, dato che è stato anche campione del mondo. Un decreto ministeriale che disciplini la materia panettone esiste già, sottolinea Sal De Riso, “ma è del 2005, è obsoleto e tra l’altro prevede possibilità come l’uso della margarina al posto del burro che non sono assolutamente in linea con quel prodotto di eccellenza che noi facciamo e che vogliamo tutelare”. Insomma, il dolce natalizio più condiviso sulle tavole degli italiani deve avere “lievito madre vivo e burro, e molti altri ingredienti nobili”. Quindi, occorre essere ben distinti da pasticcerie che utilizzano un mix di farine e lievito secco, seppure madre, per confezionare un prodotto senza rischi e senza potenziale spreco di tonnellate di farina che sono una realtà per gli artigiani che ogni giorno devono ‘rinfrescare’ il lievito madre vivo. 

“Dobbiamo impegnare una persona che si occupi solo di questo 365 giorni l’anno – esemplifica De Riso – e circa la metà del lievito rinfrescato, se non riusciamo a utilizzarlo per brioche o altri prodotti, va buttato. Con i costi che ne conseguono a fine anno. E senza la certezza che tutti i panettoni che produrremo quel giorno finiscano in tavola”. Tutti costi abbattuti per i panettoni artigianali senza lievito madre vivo.

La sfida dell’export

Il secondo fronte è quello della grande industria, che grazie ai monodigliceridi che stabilizzano il prodotto trattenendone l’umidità, possono avere un prodotto che ha data di scadenza a 5/6 mesi dal confezionamento, potendo così esportare facilmente all’estero.

Occorrono per questa battaglia un laboratorio attrezzato, grande qualità e puntuale conoscenza delle richieste di sicurezza alimentare dei paesi in cui si invia il panettone – esemplifica il maestro pasticciere – io esporto in Canada, Inghilterra e a New York, e mi assoggetto ai controlli a campione delle dogane, alle prescrizioni della Food and drug administration etc”. Come lui, altri pasticceri artigianali che in Italia esportano all’estero un 15% della loro produzione. Paesi europei, soprattutto, ma anche Australia, Canada, Stati Uniti.  E Gatti sta pensando a un campionato mondiale  a squadra nel  2023. “Le competizioni servono oltre che per misurarsi con gli altri, anche per diffondere un prodotto”, sostiene. Il panettone intanto va forte in Perù, dove se ne consumano oltre 42 milione di pezzi l’anno,anche d’estate. Merito di un campano emigrato lì, Pietro D’Onofrio, di Sessa Arunca, nel Casertano.

La festa

Nel frattempo, a Minori stanno montando le  casette di legno sul lungomare in cui distribuiranno assaggi di panettoni classici e innovativi, serviti anche negli hotel a colazione e ai bagnanti in riva al mare. “Ho iniziato a farlo anni fa per far conoscere il mio prodotto – racconta Sal De Riso – poi l’Accademia ha creato il 27 luglio la Notte del lievito madre, e ho parlato loro di Minori. Abbiamo deciso di fare qui una manifestazione per il panettone, che stiamo riproponendo ogni anno”. 


La guerra dei panettoni parte in riva al mare della costa di Amalfi

Lo chef stellato che si è inventato il grano da far crescere in mare

AGI – Potrebbe arrivare dal mare il grano del futuro grazie al ‘cereale marino’ in grado di offrire un grande aiuto per l’ambiente e la sostenibilità . Si tratta di una nuova pianta marina che porta benefici all’ecosistema aumentandone la biodiversità, assorbendo e immagazzinando grandi quantità di carbonio e che soprattutto è in grado di produrre, dai suoi semi, un “superalimento” molto nutriente.

Il progetto pionieristico è stato promosso dallo chef stellato spagnolo Angel Leon e ora è al centro della sua partnership con Costa Crociere che si estende dalla gastronomia a un concreto impegno per il mare e l’ambiente attraverso il lavoro sperimentale del team di Aponiente nella baia di Cadice. Il cereale marino” o “grano di mare” può essere consumato così come è, oppure trasformato in farina e prodotti correlati, come pane e pasta.

Grazie al sostegno di Costa Crociere Foundation l’attività di ricerca & sviluppo sul “cereale marino” potrà rafforzarsi in maniera significativa, segnando un punto di svolta nell’implementazione del progetto. Per prima cosa sarà possibile estendere l’area coltivata dell’orto marino della baia di Cadice, aumentando la produzione del cereale.

Inoltre, Costa e Ángel León lavoreranno insieme per promuovere ulteriormente il progetto, presso l’opinione pubblica, le istituzioni e la comunità scientifica, per costruire nuove opportunità utili a “scalare” il progetto, facendolo crescere ulteriormente sino ad ampliarlo verso nuove aree costiere in Europa, e anche al di fuori dell’Europa.

 
Ángel León, conosciuto come “chef del mare”, insignito con il suo ristorante Aponiente di 3 stelle Michelin, è un grande innovatore nella cucina d’autore. Da oltre un decennio ha dotato Aponiente di un centro di ricerca e sviluppo, focalizzato su nuovi alimenti provenienti dal mare da inserire nella dieta umana. L’obiettivo è che un giorno le persone siano in grado di alimentarsi in modo sostenibile con i prodotti marini, che non siano necessariamente pesce, troppo spesso oggetto di pesca intensiva.
 
Nel 2017 Aponiente ha avviato un progetto unico a livello mondiale, che ha consentito per la prima volta di dare vita a una e vera propria coltivazione di una specie autoctona di pianta marina, la “zostera marina”, in un orto marino di 3.000 m2, nella baia di Cadice.

Questa coltivazione ha sollevato anche l’interesse del comitato scientifico del Dipartimento di Pesca e Acquacoltura delle Nazioni Unite, che ha rilevato come le colture di zostera contribuiscano alla tutela della biodiversità marina, costituendo un ecosistema particolarmente ricco di fauna. Le coltivazioni costiere di zostera, inoltre, sono un efficace alleato contro il cambiamento climatico, grazie alla forte capacità di assorbire e trattenere una grande quantità di carbonio nel sedimento, oltre a proteggere le coste dal fenomeno dell’erosione.

 
Ma il vero tesoro della zostera marina è il suo seme, ribattezzato da Ángel León “cereale marino” o “grano di mare”, che può essere consumato così come è, oppure trasformato in farina e prodotti correlati, come pane e pasta. Si tratta di un alimento dalle importanti proprietà nutritive: privo di glutine, ricco di omega 6 e 9, possiede una maggiore quantità di proteine di alta qualità (13%), carboidrati (82%, di cui circa il 50% amido) e meno del 2% di grassi (vegetali) rispetto ai cereali terrestri, come riso, orzo, grano, avena e mais. 

Un “superalimento”, quindi, che se opportunamente perfezionato, potrà rappresentare una fondamentale risorsa per combattere i problemi di fame e malnutrizione, che ancora affliggono diverse aree del mondo.
 
Inoltre, la sua coltivazione è sostenibile, perché può crescere senza acqua dolce né fertilizzanti o pesticidi, e può rappresentare una risorsa economica strategica per le zone svantaggiate, avendo una redditività potenzialmente più alta rispetto ad altri tipi di cereali terresti. Ad esempio, proprio nell’aera di Cadice, che sta vivendo una profonda crisi economica e occupazionale.
 
“Il mare è la più grande risorsa che abbiamo in natura. È un’idea che Costa e Costa Crociere Foundation condividono con noi, e che ci ha portato a collaborare su questo progetto.” – ha dichiarato lo chef León. “Grazie al loro supporto avremo l’opportunità di far crescere ulteriormente la nostra iniziativa, nella speranza di poter fornire un aiuto concreto a quelle popolazioni che hanno difficoltà di sostentamento o economiche, contribuendo inoltre alla tutela del mare. Da sempre ho creduto che questo sogno iniziale potesse trasformarsi in una realtà e, con l’arrivo dei nostri nuovi partner, compiremo davvero un salto in avanti”.
 
Rossella Carrara, Vice President Corporare Relations & Sustainability del Gruppo Costa ha sottolineato che il progetto “si sposa perfettamente con gli ambiti di intervento di Costa Crociere Foundation e con i valori di Costa Crociere, perché riunisce diversi elementi su cui anche noi siamo impegnati da tempo: la tutela e salvaguardia dell’ecosistema marino e costiero; la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative collegate alla lotta contro il cambiamento climatico; la visione a lungo termine in un’ottica di completa integrazione della sostenibilità nel prodotto che offriamo ai nostri ospiti; l’attenzione agli aspetti sociali e di supporto alle comunità che ospitano le nostre navi”.


Lo chef stellato che si è inventato il grano da far crescere in mare

L’app per andare al mare senza fare code e a distanza di sicurezza

AGI – La stagione balneare è iniziata e, insieme alla voglia di mare, c’è anche la necessità di rispettare le nuove norme ed evitare gli assembramenti. Gli stabilimenti balneari sottostanno a precise regole e devono tener conto in primis del distanziamento, determinando così una diminuzione dell’offerta a fronte di un aumento sicuro della domanda, dovuto anche alle mancate partenze per l’estero degli italiani.

Esiste una app che si ripropone di risolvere ansie e problemi logistici: Riva Booking, in versione iOs e Android, è stata ideata per facilitare le prenotazioni di lettini e ombrelloni, ma anche degli altri servizi offerti dagli stabilimenti: tavolo al ristorante, parcheggio, sport acquatici, giornata in barca, ingresso piscina e qualsiasi altro servizio offerto dal beach club.

Secondo una ricerca della società XChannel, l’87% degli italiani nell’estate 2021 ha deciso di passare le vacanze nel Belpaese e, secondo un sondaggio condotto su un campione di 500 persone, il 93% di queste teme file e affollamenti: ecco quindi che le prenotazioni digitali diventano uno strumento fondamentale per godere al meglio di tutti i servizi che gli operatori turistici offrono.

Con quasi 500 beach club all’attivo in 11 regioni – Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana – e molti altri stabilimenti balneari in via di affiliazione, individuare il luogo ideale per le proprie vacanze estive e pianificare ogni singola giornata in tutta sicurezza non è mai stato così facile.

“Riva Booking funziona come le prenotazioni delle poltrone quando si vuole andare al cinema, o come i servizi di booking negli hotel: un metodo semplice e funzionale che, infatti, sta riscuotendo successo tra molti beach club – diceYor Balini, CEO di Riva Booking, che insieme a Diana Danza e Ottavio Di Paolo l’ha ideata – Da aprile a oggi, sono decine gli stabilimenti che ogni settimana entrano nel nostro network”.

Il funzionamento è  semplice: basta selezionare la località scelta per la propria vacanza, indicare tra le strutture presenti sull’app quella preferita, selezionare i servizi – lettino, ombrellone, sdraio, food, ecc – e procedere con il pagamento (sul quale Riva Booking applica una piccola commissione).

In questo modo, con pochi tap, ognuno può pianificare la propria giornata al mare in totale relax, senza lo stress di svegliarsi presto per garantirsi un posto in spiaggia, cercare parcheggio o, banalmente, fare la fila per compilare le schede con i propri dati personali che, in epoca Covid, è obbligatorio fornire. Gli operatori del settore affiliati, dal canto loro, hanno a disposizione uno strumento per la gestione delle presenze, riducendo drasticamente le code e le attese all’ingresso. Non solo: in questo modo Riva Booking solleva gli stabilimenti dall’onere di conservare i documenti cartacei con i dati personali degli ospiti.


L’app per andare al mare senza fare code e a distanza di sicurezza