Nessuna traccia di metano su Marte, il ‘mistero’ s’infittisce

AGI – La ricerca su Marte denominata ExoMars Trace Gas Orbiter da parte dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) non ha dato esito e ha stabilito nuovi limiti sulle quantità di metano presenti assieme a etano, etilene e fosfina nell’atmosfera di Marte, i quattro cosiddetti gas “biomarker”, che sono potenziali segni di vita. I risultati sono stati pubblicati su tre articoli sulle riviste Astronomy & Astrophysics e ScienceDirect.

Il metano è un biomarcatore di interesse chiave, poiché gran parte di quello trovato sulla Terra è prodotto dagli esseri viventi o dall’attività geologica, e quindi lo stesso potrebbe essere vero anche per Marte. 

“Abbiamo usato il Trace Gas Orbiter (TGO) per affinare ancora di più il limite superiore per il metano su Marte, questa volta con una raccolta dei dati per più di 1,4 anni marziani – 2,7 anni terrestri”, spiega Franck Montmessin, del laboratorio LATMOS dell’Università di Versailles Saint Quentin en Yvelines, co-investigatore principale della Atmospheric Chemistry Suite (ACS) di Trace Gas Orbiter e autore principale di uno dei tre nuovi articoli sui biomarcatori marziani.

“Non abbiamo trovato alcun segno del gas, il che suggerisce – dice il ricercatore – che la quantità di metano su Marte è probabilmente persino inferiore a quanto suggeriscono le stime precedenti”. Il ‘mistero del metano’ su Marte prosegue da molti anni con risultati contraddittori provenienti da missioni tra cui la Mars Express dell’ESA ed il rover Curiosity della NASA, che catturano picchi sporadici e scoppi di gas nell’atmosfera di Marte, fluttuazioni sia in orbita che sulla superficie del pianeta, segni del gas che variano con le stagioni oppure non osservando affatto il metano.

Stime precedenti vanno da 0,2 fino a 30 parti per miliardo di volume (ppbv), indicando fino a 30 molecole di metano per miliardo di molecole. Per riferimento, il metano è presente nell’atmosfera terrestre a quasi 2000 ppbv. Gli scienziati hanno anche cercato segni di metano intorno alla zona di lavoro di Curiosity, il cratere Gale, e non hanno trovato nulla, nonostante il rover abbia segnalato la presenza di metano in quell’area.

“Curiosity misura proprio dalla superficie di Marte, mentre l’orbiter effettua misurazioni pochi chilometri sopra, quindi la differenza tra questi due risultati potrebbe essere spiegata da qualsiasi metano intrappolato nella bassa atmosfera o nelle immediate vicinanze del rover”, aggiunge Franck. “Non abbiamo trovato alcun segno di metano su Marte e abbiamo fissato un limite superiore di 0,06 ppbv, che concorda con i risultati iniziali di TGO utilizzando l’ACS “, afferma a sua volta l’autrice principale dello studio, Elise Wright Knutsen, precedentemente al Goddard Space Flight Center della NASA, negli Stati Uniti, e ora a LATMOS, Francia.

La ricerca della vita su Marte, o delle sue tracce persistenti, è un obiettivo centrale del programma ExoMars e la caccia ai biomarcatori in particolare è un obiettivo primario del Trace Gas Orbiter. Il prossimo rover ExoMars “Rosalind Franklin”, il cui lancio è previsto per il 2022, completerà la caccia di TGO ai biomarcatori scavando nella superficie marziana. I campioni sotterranei possono avere maggiori probabilità di trattenere i biomarcatori, poiché il materiale è schermato dal duro ambiente di radiazioni dello spazio.


Nessuna traccia di metano su Marte, il ‘mistero’ s’infittisce

Perseverance è riuscita a estrarre ossigeno dall’atmosfera di Marte

AGI – Perseverance, il rover inviato dalla Nasa su Marte, è riuscito a estrarre cinque grammi di ossigeno dall’anidride carbonica dell’atmosfera del pianeta rosso attraverso l’elettrolisi. Si tratta di un altro traguardo rivoluzionario dopo il primo volo controllato su un altro pianeta compiuto lunedì scorso da Ingenuity, il piccolo elicottero spedito su Marte insieme a Perseverance, le cui riprese sono state diffuse proprio in queste ore.

Il successo del Mars Oxygen In-Situ Resource-Utilisation Experiment (Moxie) ha implicazioni dirompenti per le future missioni spaziali. La nuova tecnologia non solo potrebbe permettere agli astronauti inviati su un altro corpo celeste di produrre aria respirabile ma anche di fabbricare sul posto il carburante per tornare sulla Terra.

Moxie, prima estrazione sperimentale di risorse naturali dall’ambiente di un altro pianeta per il possibile utilizzo umano diretto, potrà consentire a future missioni di altri pianeti di “vivere di quello che offre il territorio”, ha spiegato Trudy Kortes, direttrice delle dimostrazioni tecnologiche presso lo Space Technology Mission Directorate della Nasa.

L’agenzia spaziale americana stima che per mandare quattro astronauti su Marte occorrano sette tonnellate di carburante per missili e con 25 tonnellate di ossigeno. Una macchina da una tonnellata per la conversione di ossigeno sul Pianeta rosso sarebbe quindi una soluzione molto più pratica del trasporto di una simile quantità di ossigeno, ha spiegato Michael Hetch, uno dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) che ha lavorato al progetto Moxie.

Al momento Moxie può produrre 10 grammi di ossigeno all’ora ma gli scienziati intendono entro due anni ottenere una quantita’ almeno nove volte superiore a condizioni e velocità differenti. 

È riuscito anche il secondo volo di Ingenuity

Il successo di Moxie non è l’unica bella notizia a giungere in queste ore dal pianeta rosso. È infatti perfettamente riuscito anche il secondo volo marziano di Ingenuity. Dopo aver fatto la storia lunedi’ scorso, con il primo volo controllato su un altro pianeta, il drone si è librato per 50 secondi a un’altezza di 5 metri, 11 secondi e 2 metri in più rispetto al test del 19 aprile. Igenuity è inoltre riuscito a muoversi lateralmente, e non solo dall’alto verso il basso.

La Nasa ha anche pubblicato un’immagine dell’ombra proiettata da Ingenuity sul suolo marziano durante il secondo volo e una parte delle riprese del primo volo effettuate da Perseverance, che mostrano l’apparecchio decollare e atterrare.

Getting comfy with my cameras and bringing my subject into sharp focus. Of course, getting the shot is always easier when your subject nails their mark. Here are zoomed-in views of the #MarsHelicopter‘s takeoff and landing on flight #1. Getting set up for flight #2. pic.twitter.com/2lR0sU5hOO

— NASA’s Perseverance Mars Rover (@NASAPersevere) April 22, 2021


Perseverance è riuscita a estrarre ossigeno dall’atmosfera di Marte

Ingenuity fa la storia, 40 secondi di volo su Marte

AGI – Ingenuity, il piccolo drone arrivato su Marte con il rover Perseverance, si è levato in volo sul Pianeta Rosso. È la prima volta nella Storia dell’uomo che si realizza un volo controllato a distanza e con motore su un altro pianeta. Il piccolo drone, che pesa 1,8 chili, è volato e atterrato dopo circa 40 secondi, esattamente come da programma.

“Prende il volo un sogno”

 “Prende il volo un sogno”, è l’esultanza della Nasa su Twitter, che ha pubblicato il video dei tecnici che esultano e battono le mani all’arrivo dei dati che hanno confermato l’impresa riuscita.

“Nei prossimi giorni”, rende noto l’agenzia spaziale statunitense, “sono previsti altri voli. E in futuro – aggiunge l’agenzia – i mezzi di esplorazione robotici volanti potrebbero unirsi a nuovi rover e persino agli astronauti nelle loro esplorazioni”. 

It happened. Today our #MarsHelicopter proved that powered, controlled flight from the surface of another planet is possible. It takes a little ingenuity, perseverance, and spirit to make that opportunity a reality: https://t.co/oT3rrBm6wj pic.twitter.com/u63GKshp0G

— NASA (@NASA) April 19, 2021

Le incognite dell’esperimento

Il rotore si è librato dal cratere di Jezero vincendo le sfide rappresentata da una temperatura rigidissima, che la notte può toccare i 90 gradi sotto zero, e una pressione atmosferica pari all’1% di quella terrestre che hanno imposto all’apparecchio il minor peso possibile e pale molto più grandi e con una velocità molto superiore a quelle che sarebbero state necessarie sulla terra.

Molte incognite erano inoltre legate al tempo, tra i 5 e i 20 minuti a seconda dell’orbita, che trascorre dall’invio del segnale radio dalla Terra alla sua ricezione su Marte. È poi necessario attendere ulteriore tempo perché giungano in sala controllo i dati inviati da Ingenuity, che nel frattempo agisce in autonomia nel decidere sul proprio riscaldamento o su come dirigersi verso un determinato punto.

Ora la Nasa ha a disposizione dati inediti sulle tecnologie necessarie al volo marziano che forniranno la base per nuovi tentativi ancora più sofisticati e potranno essere utilizzati per l’invio di altri robot o di esseri umani sul pianeta rosso.


Ingenuity fa la storia, 40 secondi di volo su Marte