Nasce Domo, l’hotellerie di design ma in appartamento

AGI – Viaggiare in sicurezza, che sia per un giorno o per un anno, prenotando un appartamento con i servizi da hotel premium. Fa il suo esordio in Italia, a Trieste, Domo, la nuova formula dell’hotellerie longstay firmata Sweetguest che consente ai viaggiatori di poter soggiornare anche per lunghi periodi di tempo, in appartamenti di design con le comodità degli alberghi a quattro stelle e con la possibilità – in caso di viaggi di lavoro – di avere a disposizione anche un ufficio personale.

“Live actually, live everywhere”, è il payoff del progetto che, in linea con i cambiamenti imposti dalla pandemia, rivoluziona il concetto di hospitality introducendo una formula flessibile, ibrida e modulare, all’insegna del design e del lusso – che consenta a ogni “turista” la soluzione adatta alle sue necessità.

Tra business e leisure, Domo mette a disposizione diverse tipologie di appartamenti completi di tutte le funzionalità, con la possibilità di ricevere le amenities di un albergo, dal concierge alle pulizie, dai parcheggi in convenzione alla laundery. Il tutto, arricchito da ambientazioni dal design ricercato ma accessibile, in linea con il mood della città ospitante.

Location d’esordio del progetto è Trieste, più precisamente il Borgo Teresiano, tra Piazza dell’Unità e Piazza della Borsa, all’interno di un elegante palazzo del 1800. Il capoluogo giuliano è, tra l’altro, tra le Europe’s best walking cities, la speciale classifica stilata dal The Guardian delle migliori sei città europee per camminare, insieme a Berlino, Lisbona, Marsiglia, Copenaghen e Siviglia.

Alla base del progetto, la “new culture of staying” che si sta affermando, dopo gli Usa, anche in Europa: il “Domo” prescelto non è una seconda casa, non è un albergo e nemmeno un B&B, ma un punto di riferimento, di partenza e di ritorno per la vita di chi, a vario titolo, viaggia.

Ogni Domo è stato pensato per essere estremamente flessibile sia nel design che nelle funzionalità, proprio per rispondere alle diverse esigenze degli ospiti. Sono quattro, in particolare, le tipologie previste. Lo “Studiò”, è l’appartamento dal taglio più piccolo – fino a 35mq circa – composto da un locale principale con angolo cottura e zona living/notte, con un piccolo ingresso, antibagni e bagno.

Caratteristica di questa formula, è la possibilità di essere abbinata a una suite, così da diventare “Deluxe suite”. La “Suite” varia dai 35 ai 45mq ed è composta da una zona living con angolo cottura, una camera matrimoniale, antibagno e bagno. La “Deluxe suite” è la formula più ampia: è composta da due o tre locali – living con angolo cottura e zona pranzo, una o due camere da letto – e varia dai 58 ai 70mq.

Infine, c’è l’“Home office”, al piano terra, composta da uno“Studiò” adibito a zona lavoro con un grande tavolo da riunioni, con antibagno e bagno; può essere aggregato a un ulterioreStudiò adibito a zona living con un secondo tavolo per meeting di piccoli gruppi, con la possibilità di usufruire anche di un divano letto, l’angolo cottura e il bagno.

L’avventura di Domo inizia quando i giovanissimi Rocco Lomazzi (Founder e Presidente) e Edoardo Grattirola (Founder e CEO) decidono di implementare la startup Sweetguest, da loro fondata nel 2016. “Alla base del progetto, unico in Italia nel suo genere, c’è il concetto di flessibilità. La pandemia ha accelerato una tendenza già in atto – commenta Edoardo Grattirola – che ha rivoluzionato il concetto stesso di viaggio. Da un lato ci sono tantissime persone che oggi si spostano per lavoro e che vivono a cavallo tra una città e l’altra per periodi piuttosto lunghi, dall’altro abbiamo visto che il confine tra viaggio d’affari e viaggio di famiglia è diventato sempre più labile. Abbiamo dunque deciso, forti del successo di Sweetguest, di proporre un modello di hospitality che, proprio grazie alla flessibilità e alla modularità, fosse in grado di rispondere in maniera efficace alle diverse esigenze dei viaggiatori. Ci siamo ispirati a realtà simili già presenti all’estero, per proporre un modello innovativo anche nel nostro Paese”. 


Nasce Domo, l’hotellerie di design ma in appartamento

Nasce Millennials XLab, incubatore per le startup dal big data alla mobilità intelligente

Roma si afferma sempre più nel panorama nazionale come un polo di attrazione per l’innovazione e le startup, e si arricchisce con la nascita di Millennials XLab, il corporate incubator del Gruppo Millennials, che lancia la Call 4 Open Innovation “From Draft to Craft”.

Dal 18 Novembre sarà possibile candidarsi alla Call 4 startup “From Draft to Craft”, in collaborazione con Dock3, Startup Geeks, Blue Ocean Finance ed in scouting partnership con LVenture Group.

Il programma di incubazione è rivolto a startup già costituite che operano in alcuni settori specifici: analytics, big data, events & travel, smart community, education, fintech, develop tools, health, IOT e smart mobility.

Alla chiusura della call si terrà il Selection Day in cui le 8 finaliste, valutate prendendo in esame team, idea progettuale, mercato di riferimento e modello di business, esporranno i propri Pitch davanti ad una giuria composta dal board di Millennials XLab, dai partner e da qualificati addetti ai lavori.

Le 4 startup selezionate accederanno al percorso di mentorship della durata di 13 settimane, percorso costruito con la finalità di validare i progetti d’impresa e dare loro  un boost allo sviluppo, facilitandone l’ingresso sul mercato. Complessivamente verranno erogati ad ogni startup 15 mila euro sotto forma di grant e servizi con la possibilità di fruire degli spazi aziendali.

Alla fine del programma tutte le startup parteciperanno all’Investor Day aperto ad una platea di investitori e specialisti del mondo dell’innovazione. Il Gruppo Millennials stesso si riserva la possibilità di entrare nell’equity.

“Vogliamo focalizzare la nostra attenzione su startup in possesso di un prototipo per mettere a loro disposizione le competenze del Gruppo Millennials e quelle dei partner. Il nostro percorso di incubazione ha l’obiettivo di fornire un’accelerazione alle giovani realtà imprenditoriali che entrano a far parte dell’ecosistema aziendale” dice Roberto Ruggerone, Chief Growth Officer di Millennials XLab.

 

Agi

Nasce il braccialetto che segnala il rispetto della distanza sicurezza 

Un braccialetto per segnalare la distanza di sicurezza sul luogo di lavoro e in strada, in tempo di coronavirus. A mettere a punto ‘Smart proximity‘ è la società  ‘Engineering.’ Un dispositivo indossabile, uno smart sensor lancia l’allarme quando la distanza di sicurezza tra due lavoratori dotati del dispositivo non è rispettata.

I due sensori segnalano la criticità via led, vibrazione o suono. Tutti i contatti vengono memorizzati per successive eventuali analisi. Proximity Sensor, ingegnerizzato in un bracciale o altro supporto, può dunque relazionarsi con uno o più sensori nelle vicinanze. Ciascun sensore interagisce con l’altro inviando e ricevendo le informazioni di prossimità.

Quando i due dispositivi sono in visibilità avvisano in tempo reale gli operatori con un suono o tramite led, invitandoli a mantenere la distanza di sicurezza. ​La funzionalità di alert non richiede nessuna interazione con il centro: autonomamente viene attivata dal dispositivo che è in grado di rilevare altri dispositivi vicini entro 1,5 metri con un errore di +/- 10 cm.

Le informazioni raccolte sono inviate, utilizzando la rete WiFi o il BLE ad un sistema di memorizzazione ed elaborazione attraverso il quale è possibile analizzare tutti gli eventi registrati dai dispositivi: nel caso in cui un dipendente risultasse affetto da Covid-19 si ottiene immediatamente l’elenco di tutti i suoi contatti. 

Per quanto riguarda la privacy, nessuna informazione sensibile è mantenuta dalla piattaforma. Sono salvati solo gli identificativi univoci del sensore e le relazioni temporali tra loro in forma anonima senza alcuna associazione ai dati dell’utente. Gli identificativi univoci presenti sullo smart sensor sono cifrati e le informazioni viaggiano su un canale sicuro.

L’utente dà il consenso al recupero delle informazioni di relazione temporale anonime del proprio sensore ai sistemi esterni alla piattaforma.

Agi