ASUS ROG Phone II riceve Android 11, mentre altri guardano già oltre

ASUS ha sempre impiegato un po’ più di tempo nell’aggiornare la sua linea ROG, e infatti ora ASUS ROG Phone II si sta preparando per ricevere l’update che farà entrare questi dispositivi nel mondo di Android 11. Ciò sta avvenendo nello stesso mese in cui altri smartphone accoglieranno Android 12.

Al momento la società non ha diffuso un annuncio ufficiale circa tale implementazione, ma il registro delle modifiche è attivo sul sito cinese dell’azienda, considerando anche che a fine settembre sono iniziati i beta test.

L’aggiornamento ha un numero di build di 18.0210.2111.160 e include una sezione Conversazioni per le notifiche, un registratore dello schermo integrato (sebbene il ROG Phone lo avesse già), nuove API per le app e miglioramenti della privacy.

A ciò si aggiunge anche il nuovo design per ROG UI, presumibilmente lo stesso che, probabilmente lo stesso che sarà presente su ROG Phone 3 e ROG Phone 5 a seguito dell’arrivo di Android 11. 

Pare che la distribuzione sia stata avviata lo scorso martedì, ma se non si ha intenzione di attendere XDA Developers mette a disposizione il link OTA, che trovate nel loro articolo

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ASUS ROG Phone II riceve Android 11, mentre altri guardano già oltre

Oltre 900 app sfruttano la popolarità di TikTok, e il numero è destinato a salire

Ormai non è più un segreto il fatto che TikTok sia il social network più scaricato e utilizzato negli ultimi anni: l’app cinese primeggia ogni mese nelle classifiche delle app con più download e più remunerative e, alla fine del Q1 2021, è diventata l’app più scaricata di sempre in un singolo trimestre.

Ovviamente, a seguito di tutto questo enorme successo, sono spuntate sempre più applicazioni, sia su Android che iOS, che praticamente “vivono all’ombra di TikTok”: stiamo parlando di software per il download dei video, app che propongono gli hashtag più in voga o che mostrano statistiche sul proprio account, o anche app come Addison Rae Fake Call che permettono di fingere di ricevere una chiamata dalla TikTok Star Addison Rae.

Il numero di questi software è salito vertiginosamente nel 2020: alla fine dello scorso anno gli store mobile hanno visto oltre 400 nuove app di questo tipo, il doppio di quanto fatto nel 2019. Da gennaio ad ottobre di quest’anno, altre 200 app sono state rilasciate, per dunque un totale di 900 applicazioni legate in qualche modo alla popolairtà di TikTok.

 

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Oltre 900 app sfruttano la popolarità di TikTok, e il numero è destinato a salire

Cresce la spesa mobile in Europa: oltre 4 miliardi e mezzo di dollari spesi nell’ultimo trimestre

In Europa, il mercato delle applicazioni mobile continua la sua crescita: stando ai dati di Sensor Tower, nel vecchio continente sono stati spesi oltre 4 miliardi e mezzo di dollari nel terzo trimestre del 2021, con una crescita del 21% rispetto a quanto fatto lo scorso anno.

La maggior parte di questi ricavi provengono dall’App Store, con 2,4 miliardi di dollari generati, mentre il Play Store non molla e tiene testa con 2,1 miliardi di dollari. Interessante notare che invece diminuisice il numero di download, anche se solo del 3%, nello stesso periodo: in particolare, questo calo tocca il Play Store, che passa da circa 4,9 miliardi di download a 4,7 miliardi.

Le nazioni che più hanno speso in questo trimestre sono state Regno Unito (24% del totale) e Germania (21%), mentre per quanto riguarda il numero di download, al primo posto troviamo la Russia (1,4 miliardi di installazioni). L’app che ha fatto generare più ricavi è stata Tinder, mentre quella più scaricata è stata, neanche a dirlo, TikTok.

Buoni i risultati anche per quanto riguarda i giochi: i ricavi sono saliti del 16,7% nello stesso periodo di cui sopra e si sono attestati a 2,8 miliardi di dollari. In questo caso, il Play Store ha visto il 58,3% del totale dei guadagni, mentre anche per i giochi i download calano (circa il 3,4% in meno).

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Cresce la spesa mobile in Europa: oltre 4 miliardi e mezzo di dollari spesi nell’ultimo trimestre

Ted Lasso: oltre 650 mila dollari per utilizzare i loghi delle competizioni ufficiali

Ted Lasso può usare nomi e loghi reali del mondo calcistico grazie ad un accordo con la Premier League.

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Ted Lasso: oltre 650 mila dollari per utilizzare i loghi delle competizioni ufficiali

Croci Cuscino Oltre Blu Navy, 104 x 70 x 12 cm


Fornitore: CROCI
Tipo:
Prezzo: 60.02

  • Cuscino per cani e gatti
  • Cuscino imbottito realizzato in tessuto arredo
  • Fondo antiscivolo
  • Sfoderabile
  • Forma rettangolare

Descrizione

la linea oltre comprende cuccette e cuscini creati seguendo le moderne tendenze di arredamento sia come tessuti che come combinazioni di colori per offrire strumenti per il riposo ottimale di cani e gatti senza dimenticare la valorizzazione dell’arredamento in cui sono poste. Realizzata in tessuto arredo trapuntato abbinato a tessuto arredo piano, entrambi morbidi al tatto, rendendo il riposo ancora più confortevole. il cuscino imbottito oltre è realizzato con imbottitura di alta qualità e fondo antiscivolo per prevenire lo slittamneto durante l’utilizzo. il rivestimento è sfoderabile e lavabile in lavatrice. la forma rettangolare consente all’animale di poter stare comodamente sdraiato.

Contenuto della confezione

CUSCINO OLTRE BLU NAVY 104x70x12 cm


Croci Cuscino Oltre Blu Navy, 104 x 70 x 12 cm

Stadia un anno dopo: oltre le nuvole c’è il sereno (video)

È passato poco più di un anno dal lancio di Stadia, e sebbene l’inizio sia stato tutt’altro che roseo, il servizio di giochi in streaming di Google si è evoluto nella giusta direzione e ad oggi, a dispetto della sfiducia di molti, appare più solido che mai. Cogliamo quindi l’occasione di questo primo compleanno, e delle novità introdotte di recente, per fare un po’ il punto della situazione e per raccontarvi come funziona il cloud gaming di Google.

Interfaccia

L’interfaccia di Stadia è stata recentemente rinnovata, ed in effetti ce n’era bisogno. Adesso la home è organizzata in modo migliore, ma ancora carente dal punto di vista della personalizzazione. Non potete infatti nascondere eventuali giochi che non volete visualizzare (grave mancanza per chi ne abbia molti, anche perché le demo stesse, di titoli che poi magari avete acquistato, restano in elenco), né riordinarli, né decidere la griglia di visualizzazione dei vari giochi. E parlando di mancanze, non c’è ancora una ricerca nello store, il che è quasi assurdo per un prodotto di Google. All’inizio la cosa era giustificabile perché c’erano pochi contenuti, ma adesso se ne sente decisamente la mancanza. Tutto ciò su desktop, mentre su mobile non ci sono stati particolari cambi di grafica, ed anche lì bene o male si sentono le stesse carenze.

Nota di demerito quasi completo per la gestione dei contenuti catturati, siano essi screenshot o video. Non c’è selezione multipla, ad esempio per eliminarne/scaricarne tanti assieme (cancellare e/o scaricare un video alla volta è una noia), e la condivisione genera un link che si apre in Stadia, non il file direttamente. Inoltre le clip di soli 30 secondi sono molto brevi ed a volte non vengono nemmeno registrate correttamente; per di più sono salvate in WebM che non è il miglior formato in termini di compatibilità. Sì, questa parte sarebbe tutta da rivedere a parer mio: non è fondamentale, ma ampiamente migliorabile.

Ed a proposito di cose che cambierei, se da una parte è vero che in-game è possibile vedere la risoluzione dello streaming, mi piacerebbe che fosse indicato per ciascun gioco qual è la massima risoluzione/framerate disponibile per quel titolo, soprattutto con la possibilità di potere impostare la risoluzione ciascun titolo, e non solo a livello globale com’è adesso. Perché questo? Perché alcuni giochi in 4K si fermano a 30 fps (come per esempio Cyberpunk 2077), mentre in full HD vanno a 60 fps, e vorrei poter decidere a che risoluzione giocarli senza per questo dover cambiare impostazioni anche per tutti gli altri.

In compenso sono arrivate col tempo diverse funzioni utili. C’è la condivisione di contenuti in famiglia, c’è la possibilità, introdotta proprio negli ultimi giorni, di trasmettere live su YouTube in modo nativo (prima si doveva ricorrere a software di terze parti, che potevano complicare il tutto), c’è una sezione per i messaggi con gli altri giocatori, c’è il Crowd Choice, ovvero la possibilità, per gli spettatori su YouTube, di partecipare alle scelte che alcuni titoli pongono davanti al giocatore. Tutta l’integrazione con YouTube è migliorata col passare del tempo: non sarà certo la chiave di volta, ma è una peculiarità di Stadia sulla quale Google fa bene a puntare.

Catalogo e Prezzi

Il catalogo di Stadia è stato fin dall’inizio una delle principali critiche, nonché fonte di preoccupazione. Un anno dopo, le cose sono nettamente migliorate. Baldur’s Gate 3 (addirittura in early access), Borderlands 3, Watchdogs Legion, Assassin’s Creed Valhalla, Doom Eternal, la serie Hitman (compreso quello in arrivo), Fenyx Rising, Red Dead Redemption II ed ovviamente Cyberpunk 2077.

Sono ormai tanti i titoli tripla A disponibili per Stadia, spesso in contemporanea con il lancio sulle altre piattaforme. Alcune software house amano il servizio di Google più di altre (Ubisoft su tutte), e di certo i paragoni con Steam ed altri store ancora sono ben lontani, ma il catalogo cresce sia con vecchie glorie che con nuove hit, e ci sono titoli in programma per altri 3-4 anni.

Su questo punto voglio essere chiaro: Google sta investendo su Stadia, con convinzione. Al di là del fatto che il lancio di un anno fa fosse di fatto una beta (la “stabile” è arrivata solo ad inizio aprile, quando il servizio è divenuto disponibile gratuitamente per tutti), ed al di là del fatto che in fatto di marketing e promozione ci siano ancora grossi passi in avanti da fare, ciò che non è affatto mancato è la costanza di novità. Chiunque abbia seguito da vicino Stadia sa che il progetto è vivo e vivace, e non si intravede nemmeno lontanamente l’ombra di quel cimitero che ormai in molti temono, quando si parla di Google.

Riguardo i prezzi, è vero che mediamente i titoli presenti costano almeno quanto sulle altre piattaforme, se non di più in alcuni casi, ma è anche vero che ci sono molto spesso ottime offerte, e non solo per gli utenti Pro. In questi giorni è attiva una promo che, tra gli altri, vede Borderlands 3 scontato a 10,99€, e nei mesi passati ci sono stati spesso titoli interessanti scontati.

Va inoltre aggiunto un fatto importante: Stadia è gratis. A meno che non vogliate giocare in 4K HDR con audio 5.1, cosa che non è affatto scontata su tutti i titoli, la versione free di Stadia va benissimo per la stragrande maggioranza dei giocatori (ed anche la versione Pro, con i suoi 9,99€ al mese, si ripaga abbondantemente grazie ai giochi inclusi ed alla qualità superiore). Questo per dire che ci sta anche che alcuni titoli possano costare un pelo di più, ma se saprete pazientare le offerte non mancano.

Come funziona Stadia

Ma veniamo alla parte più importante, ovvero come funziona Stadia. Le considerazioni da fare sono di due tipi: i requisiti necessari e la qualità dei giochi.

I requisiti sono in realtà al singolare, ovvero una fibra. Sarò molto lapidario: una 100 Mbit per giocare in full HD ed una FTTH per il 4K. Non perché ci sia bisogno di queste velocità per farlo, assolutamente, però avrete bisogno di una rete molto reattiva e con tanta banda libera. Un secondo prima vi basteranno 5-10 Mbit perché il vostro gioco sia fluido, il secondo successivo ce ne vorranno 25; e ci vorranno subito, non un secondo dopo, non uno prima. Non c’è pre-caricamento che tenga: non state guardando un video su YouTube, qui deve tutto avvenire in tempo reale, ed è inutile lamentarsi che “Stadia non va”, se il problema a monte è un altro.

Detto questo, anche giocando in full HD con una FTTH (come nel mio caso), non è detto che qualche scatto non possa capitare. A volte è il gioco stesso ad avere delle incertezze (perché non dimentichiamoci che tutti i giochi scattano prima o poi, anche su una RTX 3090), a volte è solo che, pur avendo tutta la banda del mondo, qualche pacchetto è andato perso. Capita! I protocolli di trasmissione non sono perfetti, e soprattutto via UDP qualche pacchetto può smarrirsi, e questo significa rallentamenti o scatti più o meno vistosi. E qui non è una questione di banda, ma anche solo di semplice sfortuna. Chiarisco però che è ormai un anno che gioco a Stadia ai titoli più disparati, e le volte nelle quali questi problemi sono stati “catastrofici” (=sono morto in game), si contano sulle dita di una mano.

E con questo mi riallaccio al secondo punto, ovvero la qualità dei giochi. Non tutti i videogiochi sono uguali su Stadia. Ci sono quelli più adatti alla piattaforma, e ci sono quelli meno adatti. Ci sono semplici “porting” e ci sono giochi ottimizzati. Doom Eternal, che è probabilmente il titolo più frenetico dell’anno, gira splendidamente. Red Dead Redemption II, che non è nemmeno lontanamente così adrenalinico, aveva decisamente più problemi quando lo giocai ad inizio 2020. Ed era così, probabilmente per tutt’altra ragione, anche su PC, nel senso che il debutto di RDR2 su PC è stato abbastanza pessimo e pieno di patch riparatrici. Stadia alla fin fine è una macchina Linux virtualizzata (semplificando al massimo), e come tale i giochi possono avere dei loro problemi intrinseci che nulla hanno a che spartire con la banda di rete di cui abbiamo parlato finora.

Di Cyberpunk 2077 ho già parlato in un articolo a parte e confermo quanto già detto: Stadia rappresenta l’alternativa più semplice ed efficace per giocare a Cyberpunk, ma questo non vuol dire che il gioco sia perfetto. Il gioco gira sempre fluido, ci sono anche le opzioni per decidere se privilegiare qualità grafica o prestazioni, cosa insolita per un gioco per Stadia, ed in full HD a 60 fps non ho mai avuto problemi. Scegliendo la maggiore qualità grafica non ho notato particolari miglioramenti tali da farmela preferire, quindi ho sempre tenuto la modalità prestazioni.  Graficamente si presenta qualche artefatto nelle scene più scure, ma non ai livelli di Assassin’s Creed Valhalla, anche perché Cyberpunk tendenzialmente ha dei colori dai contrasti molto elevati che ben si prestano alla compressione.

Al contrario un Dragon Ball Xenoverse 2 è ad oggi il titolo peggiore che abbia mai provato: scattoso, mai fluido come vorrei, e ben poco godibile (al di là del gioco in sé). Dragon Ball rappresenta però un’eccezione: la maggior parte dei giochi, anche quelli che non vi fanno percepire di essere stati cuciti a misura di Stadia, non hanno comunque particolari problemi di performance, che anzi sono superiori a quelle di tanti PC, dato che giocate comunque in full HD con dettagli alti a titoli quali Assassin’s Creed Valhalla, Shadow of the Tomb Raider o The Division 2.

C’è però un’ultima osservazione importante da fare. Quando giocate a Stadia, di fatto state guardando un video su YouTube, non una scena renderizzata in tempo reale. Stadia usa lo stesso codec VP9 reso celebre da YouTube, e gli algoritmi di compressione probabilmente sono davvero gli stessi, o molto simili, perché se siete abituati al tubo ci ritroverete gli stessi difetti. Mi riferisco al fatto che in scene scure, con molte sfumature, ampio intervallo dinamico, magari con una gestione non ottimale delle luci o con la classica nebbiolina abusatissima in certi giochi, vedrete degli evidenti artefatti nell’immagine, incapace di visualizzare correttamente tutte le gradazioni di colore del video. Tutto ciò dipende fortemente dal titolo in questione.

AC Valhalla è abbastanza pessimo in questo caso, perché presenta una grafica che tende al realismo, ha una gestione dell’illuminazione tutt’altro che impeccabile, ed abusa del fogging. Il risultato è che in alcune scene la visibilità è pessima. Cyberpunk 2077, che in quanto a grafica raggiunge vette notevoli, non ha lo stesso problema, perché lo stile del gioco adotta contrasti molto netti, poche sfumature e luci ben marcate, oltre che gestite egregiamente. Ma anche rimanendo in casa Ubisoft, Immortals Fenyx Rising è ottimo visivamente, per il suo stile “cartoon” si comprime bene senza perdite di qualità; e per Watch Dogs vale in misura minore il discorso fatto per Cyberpunk, ovvero colori netti, poche sfumature, e quindi pochi artefatti.

Poi dipende anche dallo stile del gioco e dai movimenti della videocamera stessa. Un Baldur’s Gate 3 potrebbe avere gli stessi problemi di Assassin’s Creed, ma di fatto non li ha perché presenta una visuale isometrica, più ampia, meno vicina al soggetto, che aiuta a ridurre la presenza di aberrazioni.

E sia chiaro che niente di tutto ciò è una tragedia, perché Assassin’s Creed Odyssey l’ho giocato tutto, fino alla fine, e col tempo porterò a compimento anche Valhalla. Il fatto che ogni tanto qualche scena sia meno visibile è l’eccezione, non la regola. Potete considerarlo un po’ un limite attuale della piattaforma, del resto tutti ne hanno uno, o più. Con Stadia vi basta l’ultimo dei Chromebook per giocare in full HD a 60 fps a Cyberpunk 2077, mentre per farlo con un vero PC avrete bisogno di tutt’altro hardware e di tutt’altre cifre. Bisogna vedere quali sono le vostre esigenze e le vostre pretese. Stadia non è per tutti, ma del resto nemmeno un PC con RTX 3090 ed un AMD Ryzen 9 5950X lo è.

E sia chiaro poi, a proposito di hardware, che l’esperienza di Stadia è la più multipiattaforma che si possa immaginare. Qualsiasi sia il vostro sistema operativo desktop, qualsiasi sia il vostro smartphone Android (più o meno, anche se non tutti sono supportati altrettanto bene), qualunque sia la vostra TV (se avete un Chromecast Ultra), ci potrete giocare in un attimo, ed in un attimo potrete passare da un device all’altro continuando il gioco da dove lo avevate interrotto: una comodità impossibile con piattaforme tradizionali. Ed a proposito di comodità, non dover pensare a nessun aggiornamento, a nessuna patch, a nessun driver, ma solo a schiacciare play e giocare, è un’altra comodità che apprezzerete moltissimo; soprattutto mentre voi girerete per Night City, mentre i vostri amici sono ancora intenti a scaricare la patch del giorno.

Chiudo però con una tirata d’orecchi a Google: perché non c’è ancora il supporto ufficiale ad Android TV? Se ne parla da mesi, più o meno funziona tramite apk, ma fatto sta che ufficialmente non è mai stato rilasciato, nemmeno sulla nuova Chromecast con Google TV. (E non parliamo nemmeno di quello ad iPhone, perché lì il discorso sarebbe più complesso.) Eppure l’impegno di Google verso Stadia c’è; si vede. Però ci vorrebbero anche un po’ di coordinazione e di pianificazione in più.

Resto convinto che il  cloud gaming sarà uno dei futuri del mondo videoludico, così come lo streaming lo è stato per quello musicale e cinematografico. Stadia ha le carte in regola per essere tra i protagonisti di questo futuro. L’unico che potrebbe mettergli i bastoni tra le ruote è Google stesso, ma ho fiducia che non sarà così.

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Stadia un anno dopo: oltre le nuvole c’è il sereno (video)

Cosa ha cercato la gente su Google nel 2020 (oltre al coronavirus)

Coronavirus e dintorni, elezioni americane, l’incidente ad Alex Zanardi, l’addio a Diego Armando Maradona. Sono gli argomenti che hanno caratterizzato il 2020 degli italiani, almeno secondo Google. Il motore di ricerca ha, come di consueto, diffuso le liste di “Un Anno di Ricerche”. Non sono le chiavi di ricerca più usate in assoluto ma quelle che, per un periodo prolungato, hanno registrato un forte incremento rispetto al 2019.

Pandemia e dintorni

La vetta in diverse categorie spetta alla pandemia. Coronavirus è la parola che, più di ogni altra, ha segnato le ricerche 2020. “Elezioni Usa”, al secondo posto, è l’unico argomento in grado di fare breccia in una top 5 dominata da termini legati al Covid-19: al terzo e quarto posto ci sono Classroom e Weschool, i due servizi online più utilizzati per le lezioni a distanza. E al quinto posto c’è la ricerca delle regole indicate dal governo, con “Nuovo Dpcm”.

Fai da te in cucina e dall’estetista

Gli utenti chiedono a Google istruzioni per l’uso e il significato di alcune parole. E anche queste liste sono segnate da coronavirus. Gli italiani hanno chiesto “come fare” “il pane in casa”, “e mascherine antivirus”, “il lievito di birra” e “la pizza”. Frutto di un ritrovato gusto per la panificazione e la cucina durante il lockdown. Vista la penuria di alcuni prodotti e la chiusura di alcune attività, si sono moltiplicate alcune ricerca sul “fai da te”. Per produrre cosa? “Amuchina”, “maschera capelli”, “scrub viso e corpo e labbra”, “tinta capelli”, “ceretta”. Insomma, oltre ai disinfettanti per le mani, si è sentita la mancanza di parrucchieri ed estetisti. Il “fai da te” ha riguardato anche attività di bricolage. Sono stati infatti molto cercati “pollaio”, “barbecue” e “zanzariere”.

In cerca di spiegazioni su pandemia e Mes

Legati al coronavirus sono anche le ricerche che puntano a capire “cosa significa…” un parola. In vetta ci sono infatti “pandemia”, “mes” (il molto discusso meccanismo europeo di stabilità), “dpcm” e “congiunti” (termine che decretava il primo spiraglio di allentamento del primo lockdown).

Solo alcuni eventi e la richiesta di alcuni “perché” infrangono il dominio della pandemia nelle ricerche Google 2020. “Perché si chiama coronavirus” è al secondo posto, preceduto da “perché votare si al referendum” (tenutosi a settembre per ridurre il numero dei parlamentari) e seguito da “perché le scope stanno in piedi” (frivolo tormentone di inizio anno). Gli eventi più cercati sono delle costanti. Gli italiani confermano l’enorme interesse per “Campionato Serie A”, “Elezioni USA” e “Festival di Sanremo”.

Da Alex Zanardi a Maradona

I personaggi che hanno registrato un’impennata di ricerche sono quelli legati all’attualità: “Alex Zanardi” (vittima di un grave incidente e impegnato nel percorso riabilitativo) e “Silvia Romano” (liberata a maggio dopo un anno e mezzo di prigionia). Molto ricercati anche i due protagonisti della corsa alla Casa Bianca (“Donald Trump” e “Joe Biden”) e “Giuseppe Conte”.

Nella lista degli addii ci sono i nomi di personaggi morti nel corso dell’anno. In vetta due campioni dello sport: la crescita di ricerche più netta è stata quella di “Maradona”, seguito da “Kobe Bryant”. Alle loro spalle un trio di artisti italiani: “Gigi Proietti”, “Ezio Bosso” ed “Ennio Morricone”, che precede “Sean Connery”.  

Agi