Ecco come saranno Amazfit GTR 2 e GTS 2: la novità più interessante sarà sotto al cofano (foto)

Amazfit si conferma costantemente attiva nel settore dei dispositivi indossabili e si sta preparando al lancio dei nuovi Amazfit GTR 2 e Amazfit GTS 2, due smartwatch rivolti a due tipologie differenti di utenti.

L’immagine presente in galleria mostra quello che dovrebbe essere il design dei nuovi Amazfit GTR 2 e GTS 2: per il primo vediamo un look abbastanza classico, con quadrante circolare e bordi poco marcati; mentre per il secondo vediamo un look più sportivo, che però non brilla in originalità, con quadrante rettangolare e pulsante fisico con rotella.

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Dalla Cina arrivano conferme sul fatto che entrambi gli smartwatch integreranno un sensore per la rilevazione della saturazione di ossigeno nel sangue, il quale verrà gestito tramite la tecnologia software OxygenBeats, la quale permetterà di aggiungere informazioni sul monitoraggio del sonno, delle attività fisiche e dello stato di fatica.

Come avrete intuito dall’immagine qui in basso, l’azienda cinese presenterà ufficialmente i nuovi Amazfit GTR 2 e GTS 2 il prossimo 22 settembre. La presentazione sarà riferita al mercato cinese, siamo comunque fiduciosi nel fatto che Amazfit li porterà successivamente anche dalle nostre parti.

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WindTre è l’operatore italiano più veloce, Iliad supera Vodafone (foto)

Ookla Speedtest, una delle principali piattaforme di valutazione della velocità di rete internet, ha appena condiviso i suoi Speedtest Awards assegnati agli operatori telefonici in tutto il mondo. I risultati per l’Italia sono interessanti e sorprendenti sotto diversi aspetti.

L’operatore italiano che si è aggiudicato lo Speedtest Award, relativo al periodo del primo e secondo trimestre 2020, è WindTre: il neonato operatore è risultato il più veloce in assoluto in Italia. Ookla ha effettuato le sue rilevazioni considerando i test effettuati dai suoi utenti italiani (più di 7 milioni di rilevazioni nel periodo considerato) su tutto il territorio nazionale, sia da dispositivi iOS che da Android. Il metodo di calcolo del punteggio finale ha preso in considerazione sia la velocità in download che quella in upload, con un algoritmo che ha dato maggior peso a quello in download.

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Al secondo posto della classifica stilata da Ookla per l’Italia troviamo TIM e subito a ruota Iliad, le quali hanno soppiantato Vodafone che chiude la classifica. Il report di Ookla riguardante i risultati degli operatori italiani include anche alcuni dettagli sulla distribuzione territoriale della qualità di rete in termini di velocità, potete consultarlo accedendo a questo indirizzo.

Ringraziamo Alessandro per la segnalazione.

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Android scansati proprio, i possessori di iPhone acchiappano il 76% di più sulle app di dating

A quanto pare gli iPhone sono i migliori alleati per chi cerca di raggiungere quel che sposta anche un carro di buoi. Un nuovo studio rivela che il mostrare o meno gadget tecnologici, tipo e marca del dispositivo hanno un impatto sulle probabilità di essere scelti nelle app di appuntamenti. La ricerca realizzata da CompareMyMobile ha analizzato i risultati di oltre 50.000 swipe e match sulle applicazioni più popolari per combinare incontri verso profili identici in tutto tranne che per quello che riguarda l’aspetto tech.

I risultati hanno mostrato l’evidente apprezzamento ricevuto da chi possiede un iPhone (+76%), un Apple Watch (+61%) o gli AirPods (+41%). I dispositivi Apple aiutano più di tutti nell’ottenere uno giudizio positivo e una maggiore possibilità di abbinamento. Per quanto riguarda Android invece i migliori esiti li hanno gli utenti Samsung (+10), mentre gli altri produttori hanno tutti un impatto negativo: Google (-10%), Sony (-14%), Huawei (-23%) e OnePlus (-30%). Invece mostrare un BlackBerry riduce le probabilità di essere scelti addirittura del 74%!

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Lo studio ha analizzato i dati provenienti da 15 metropoli e tutte le percentuali riportate sono in confronto a un profilo in cui non veniva mostrato per niente uno smartphone o un altro dispositivo. I risultati variano di città in città e curiosamente mentre a New York vanno forte gli AirPods, a Londra attira di più mostrare un iPhone 11. In generale è emerso che le donne pongono maggiore attenzione all’aspetto tecnologico e che i millennial sono più influenzati dalla marca del telefono che da quella dell’automobile.

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Pixel 4a è protagonista del teardown più rilassante di sempre (video)

Pixel 4a è il nuovo medio gamma che Google ha presentato ma che non ha ancora lanciato ufficialmente sul mercato, per vederlo dalle nostre parti dovremo infatti attendere ottobre. Potete comunque farvi un’idea di cosa offre guardando la nostra recensione. Se poi non vi bastasse potete anche godervi il suo teardown rilassante.

Sì, avete capito bene: iFixit, il team famosissimo per le sue guide di riparazione e per i suoi teardown degli smartphone e non solo, ha realizzato un teardown di Pixel 4a particolarmente silenzioso. Il video infatti non include descrizioni vocali ed è concepito proprio per trasmettere esclusivamente i rumori caratteristici del disassemblamento completo dello smartphone.

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Il teardown di Pixel 4a è stato semplicemente di tipo introduttivo, infatti non è stato ancora assegnato un punteggio di riparabilità e non è stato strutturata la sua guida di riparazione. Il video però ha messo in evidenza alcuni denominatori comuni con Pixel 3a: la procedura di estrazione del display è simile e non implica un particolare riscaldamento, e lo stesso vale per il frame metallico posto al di sotto del display. Anche le viti sono caratterizzate dallo stesso standard Torx.

L’estrazione del case posteriore e dello speaker audio è risultata più complicata del previsto a causa della presenza di alcuni cavi da sbrogliare. Per fortuna l’estrazione della batteria è risultata semplice, come visto per Pixel 3a, aggiungendo dell’alcol. Il video completo potete godervelo direttamente attraverso il player qui in basso.

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Anche Galaxy Z Fold 2 adotterà il vetro più resistente del mercato, ma non dappertutto

Abbiamo appena visto come il nuovo Gorilla Glass Victus abbia donato a Galaxy Note 20 Ultra una resistenza davvero… ultra! La buona notizia è ora che, in base a quanto riportato da SamMobile, anche Galaxy Z Fold 2 dovrebbe avvalersi del verto ultra resistente di Corning.

Tutta la parte esterna del pieghevole di Samsung sarà rivestita col Victus, mentre il display pieghevole dovrà per forza di cosa adottare una soluzione differente, tra cui l’ultra thin glass già apprezzato su Z Flip. Sia il cover display che la parte posteriore con le 3 fotocamere saranno invece protette dal Gorilla Glass Victus, e questo dovrebbe senz’altro essere un bel punto a favore di uno smartphone che fa proprio della resistenza una delle sue preoccupazioni principali.

Vi ricordiamo che Samsung svelerà ulteriori dettagli sul nuovo Fold 2 il prossimo 1 settembre, giorno nel quale dovrebbero aprirsi anche i pre-ordini. Restate quindi sintonizzati sui nostri canali, perché prima possibile arriverà anche una recensione completa del secondo tablet pieghevole di Samsung.

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Presto Chrome vi dirà in anticipo quali pagine si aprono più velocemente (foto)

Lo scorso maggio Google ha lanciato l’iniziativa “Web Vitals” con lo scopo di fissare degli standard nella misurazione delle performance di caricamento dei siti. L’obiettivo finale è aumentare la consapevolezza tra gli sviluppatori ed assicurare agli utenti minori tempi di attesa nel caricamento delle pagine internet. Con il rilascio di Chrome Beta 85 è stata introdotto un flag che permette di avere un primo riscontro dei lavori in corso.

Se abilitato infatti, il browser mostrerà nel menu contestuale (quello che si apre tenendo pigiato sui link) un’etichetta per quelle pagine che garantiscono tempi rapidi di caricamento. Come potete vedere dall’immagine in galleria, alcuni link mostreranno la dicitura “Pagina veloce” con tanto di rassicurante spunta celeste. Questa espressione appare solamente per quelle pagine che storicamente hanno un caricamento rapido, cioè inferiore ai limiti previsti da Web Vitals.

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Tuttavia per alcuni siti recenti o con poche visite, Chrome potrebbe effettuare delle valutazioni diverse per ogni utente. Tutte le altre pagine invece non mostreranno nessuna dicitura. Questa mossa è stata annunciata come la prima in un processo di etichettatura che prossimamente potrebbe venire esteso ad altre parti del browser. Inoltre Google ha anche dichiarato che in futuro l’esperienza di caricamento delle pagine avrà un impatto anche sulla posizione nei risultati di ricerca tramite il suo motore.

Se volete provare la novità in prima persona vi invitiamo a scaricare Chrome Beta dal Play Store usando il badge qui sotto e poi, dopo essere andati in “chrome://flags”, ad abilitare la voce #context-menu-performance-info-and-remote-hint-fetching.

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Xiaomi annuncia i piani per i prossimi 10 anni e prepara più di 7 miliardi di dollari di investimenti

A valle dei festeggiamenti per il decimo anniversario dell’azienda, il CEO e presidente del consiglio di amministrazione di Xiaomi Lei Jun ha annunciato i piani per i futuri dieci anni. L’biettivo è focalizzato su smartphone, sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e dell’Internet of Things. Per raggiungere questi obiettivi inoltre Jun ha dichiarato che la società ha intenzione di investire circa 7,2 miliardi di dollari.

A margine dell’annuncio, con una lettera inviata a tutti i dipendenti, il CEO ha comunicato la nomina di quattro nuovi dirigenti ai piani altissimi, in particolare Wang Xiang è stato eletto presidente di Xiaomi insieme a tre vice-presidenti: Chew Shouzi, Zhang Feng e Lu Weibing.

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Commentando le celebrazioni e il lancio di Xiaomi Mi 10 Ultra – lo smartphone dedicato al primo decennale – Jun ha detto che le vendite sono state da record: solo nei primi 10 minuti dall’apertura delle prenotazioni sono stati vendute unità per 57,7 milioni di dollari. Per fare un confronto Xiaomi Mi 10 Pro è riuscito a raggiungere solo la metà di questo valore. Ad ogni modo, considerata l’oscillazione di prezzo tra la variante più economica e quella più costosa, la cifra equivale a una quota tra i 57 mila e i 75,5 mila telefoni.

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L’ultimo aggiornamento fa somigliare Google Maps sempre più a un social network (foto)

Con un post sul suo blog ufficiale Google annuncia l’arrivo di una piccola ma significativa rivoluzione in Maps: presto si potranno seguire le attività di chi aggiunge contenuti. Il rilascio globale è partito dopo una sperimentazione durata più di sei mesi. La novità in poche parole introdurrà alcune funzioni tipiche dei social, come la gestione del proprio profilo (in parte in realtà già presente per chi contribuisce alle mappe), la possibilità di rendere pubblica la propria attività e ricevere notifiche a ogni upload significativo.

Già da qualche tempo infatti era possibile seguire le guide locali, da domani chi condivide foto, recensioni o liste pubblicamente potrà essere seguito da chi vuole ricevere gli ultimi aggiornamenti. Sarà poi possibile filtrare i profili pubblici per argomento (es. pizza, branch, campeggi, parchi, ecc.).

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Google ci tiene però a rassicurare quegli utenti più attenti alla propria privacy, dichiarando che allo stesso tempo sarà implementato un sistema di gestione della condivisione delle informazioni. In particolare si potrà scegliere se mostrare a tutti o meno le proprie recensioni, le foto e gli altri post che compongono il profilo pubblico su Maps. Per poter essere seguiti da altri bisognerà seguire una procedura precisa – disponibile per alcuni utenti, immaginiamo in base ai contributi effettuati – ma poi sarà possibile porre delle limitazioni. Per esempio con un profilo “restricted” si potrà approvare chi fa richiesta di diventare follower.

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Rivoluzione in casa Vodafone: niente più rimodulazioni entro i primi 6 mesi e recesso anche solo da una opzione

A seguito di un procedimento sanzionatorio attivato dall’Autorità Garante per le Comunicazioni, Vodafone ha definito una serie di impegni che verranno applicati nei prossimi mesi per rimediare alla sua posizione e migliorare la concorrenza nel settore. Si tratta di sei attività che l’operatore metterà in campo rivoluzionando in parte il rapporto con i propri utenti. Andiamole a vedere in dettaglio una a una.

Prima di tutto Vodafone ha dichiarato che non applicherà variazioni unilaterali alle condizioni di contratto – le cosiddette rimodulazionialle offerte voce e dati attivate da meno di 6 mesi dai clienti. In poche parole sottoscritta una tariffa si dovrebbe stare tranquilli che il costo non cambierà almeno per il primo semestre.

Un’altra importante novità, come riportavamo anche nel titolo, riguarda la possibilità di recedere solamente da un servizio o da una opzione aggiuntiva contenuta in un contratto. Questa facoltà associata alla modifica del servizio permetterà quindi di escludere quel servizio per cui il prezzo è stato variato senza dover per forza rinunciare a tutto il resto.

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Il resto degli impegni coinvolgono invece aspetti di trasparenza nel rapporto con i clienti, in particolare Vodafone si impegna a:

  • fornire una sintesi contrattuale integrativa subito dopo la firma di un contratto,
  • creare una sezione nell’area personale in cui siano riportate in ordine cronologico e dettagliatamente tutte le modifiche contrattuali applicate ai clienti che rientrano nella tipologia di offerta oggetto della modifica
  • informare l’Agcom ad ogni modifica contrattuale e
  • creare un’Unità di Vigilanza che verifichi ogni sei mesi la corretta applicazione dei precedenti impegni.

Tutti questi impegni sono stati accettati dall’Autorità (determina 90/20/DTC) al termine di un procedimento sanzionatorio conclusosi lo scorso febbraio con la condanna dell’operatore (atto di contestazione 2/20/DTC). Il procedimento era stato aperto a luglio 2019 da alcuni clienti in possesso di una SIM dati con tariffa a consumo che si erano visti applicare un canone fisso di 5€, proprio a seguito di una rimodulazione.

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L’acquisto di uno smartphone viene sempre più spesso rimandato per il Covid, ma per molti invece non fa differenza (foto)

Stando ai dati pubblicati da Kantar riguardo la situazione delle vendite di smartphone globali la situazione non è esattamente rosea. Le conseguenze della pandemia di Covid-19 infatti stanno pesando fortemente in un settore che già stava vivendo una difficile fase di stagnazione e in cui il ban contro Huawei sta smuovendo le acque e ridistribuendo gli equilibri di forza nei vari mercati.

Il declino di vendite è evidente anche per il secondo trimestre del 2020 (aprile-giugno), il primo interamente colpito dalle restrizioni della quarantena. Una delle conseguenze però è anche lo spostamento degli acquisti verso il canale online, aumentati dell’11% in Europa, USA e Giappone e arrivati a rappresentare quasi i due terzi di tutte le vendite.

Curiosamente però, come si può vedere dal grafico più in basso, mentre diversi consumatori dichiarano di aver rinunciato o rimandato l’acquisto di un nuovo smartphone, ce ne sono sempre molti che invece si dicono ugualmente interessati. La percentuale cambia da Paese a Paese, ma gli utenti orientati a una spesa inferiore ai piani iniziali comunque sono decisamente di più di quelli che al contrario sono disposti a sborsare anche più del previsto.

È interessante anche notare come le vendite di iPhone non siano poi così toccate dall’andamento negativo generale, grazie al lancio quanto mai provvidenziale da parte di Apple del nuovo iPhone SE 2020 che ha intercettato i desideri di spesa di molte persone. Il suo successo è evidente anche in Cina, dove occupa il trono di dispositivo più venduto nonostante lo strapotere Huawei (che occupa più della metà del mercato nazionale).

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A proposito di Huawei, incominciano a diventare sempre più marcate le conseguenze del ban USA sulle vendite. Dopo che anche il governo statunitense ha esteso il divieto anche alla realizzazione di processori e il Regno Unito ha escluso l’azienda cinese dalla realizzazione della sua Rete 5G, nuovi segnali negativi hanno raggiunto gli utenti. In Occidente ne stanno approfittando gli altri marchi rivali come Xiaomi, Oppo, OnePlus e Realme. Il fenomeno è particolarmente evidente nella fascia media, storicamente il segmento in cui Huawei spadroneggiava. In Paesi come Spagna (40% delle vendite) e Italia (24%, un punto sotto Samsung!) è Xiaomi a spuntarla.

Samsung rimane in molte nazioni l’azienda da battere, anche grazie alle forti vendite della rinnovata serie Galaxy A. I risultati della fascia media però allo stesso tempo stanno alzando l’asticella delle aspettative nei confronti dei top di gamma Galaxy S e Galaxy Note e cannibalizzando i loro possibili acquirenti.

L’importanza del fattore prezzo risalta dall’analisi che evidenzia anche la rinnovata centralità della fascia media, vero terreno di scontro per tutti i produttori che si trovano a dover affrontare tempi sempre più lunghi tra un acquisto e l’altro da parte dei consumatori. Se gli utenti sono sempre stati abbastanza fedeli a un marchio, ora l’occasione per conquistarne di nuovi (o riconquistare quelli che si sono allontanati) si verifica una volta ogni 24+ mesi, un lasso di tempo in cui molte cose possono succedere.

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Galaxy Note 20 senza veli: pochi compromessi ma più alla portata di tutti, trapela la scheda tecnica (foto)

Manca sempre meno al Samsung Unpacked che si terrà il prossimo 5 agosto, evento durante il quale il produttore sudcoreano ufficializzerà la nuova serie top di gamma Galaxy Note 20 e non solo. Nelle ultime ore sono trapelate importanti informazioni sulla variante più piccola dei nuovi top di gamma Samsung.

La variante classica di Galaxy Note 20 sarà caratterizzata da un prezzo più abbordabile rispetto alle altre, pur non dovendo rinunciare alle principali feature che vedremo sulle varianti più grandi e più costose. Per cominciare, il display sarà un Super AMOLED da 6,7″ con refresh rate a 60 Hz e risoluzione 2.400 x 1.080 pixel. Sotto il cofano troveremo un Exynos 990, accoppiato a 8 GB di RAM e 256 GB di storage interno.

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Il comparto fotografico posteriore presenterà un sensore principale da 12 megapixel con pixel di superficie ampia, pari a 1,8 µm, e autofocus automatico Dual Pixel. A questo verrà affiancato un grandangolare da 12 megapixel, f/2,2, con pixel ampi 1,4 µm, un sensore da 64 megapixel per lo zoom ottico 3x, f/2.0 e pixel ampi 1,0 µm. I tre sensori offriranno anche lo zoom digitale 30x e la registrazione video 8K. La fotocamera frontale avrà un sensore da 10 megapixel, f/2.2 con autofocus Dual Pixel.

Il Galaxy Note 20 avrà il supporto 5G opzionale, modulo Bluetooth 5, supporto al Wi-Fi 6, NFC, USB Type-C 3.2. Anche per la variante classica troveremo la S Pen a bassa latenza e le ottimizzazioni per Xbox e Project xCloud.

Per avere il quadro completo andiamo a vedere le caratteristiche trapelate finora su Note 20 a confronto con quelle emerse sul conto della variante Ultra:

Galaxy Note 20 Ultra 5GGalaxy Note 20 (5G)
Sistema operativoAndroid 10 con Samsung One UI
ProcessoreCPU octa-core di Exynos 990 a 2,7 GHz
DisplayDisplay AMOLED Infinity dinamico da 6,9″, 120 Hz, 19.3:9, Gorilla Glass 7Super AMOLED da 6,7″, 60 Hz
RisoluzioneWQHD / 3.200 x 1.440 pixel, 508 ppiFHD / 2.400 x 1.080 pixel, 393 ppi
Memoria12 GB di RAM, 256/512 GB (ulteriori varianti di storage possibili), microSD8 GB di RAM, 256 GB
Fotocamera posterioreTripla fotocamera, 108 MP f/1.8, 12 MP ultra wide angle f/2.2, 12 MP 5x zoom ottico f/3.0, laser autofocus, 50x zoomTripla fotocamera, 12 MP f/1.8, 12 MP ultra wide angle f/2.2, 64 MP Tele 3x zoom ottico f/2.0, zoom 30x
Fotocamera anteriore10 MP (f/2.2, messa a fuoco automatica)
Risoluzione videoRegistrazione fino a 8K (fotocamera principale)
Reti2G, 3G, 4G/LTE, 5G-Ready
ConnettivitàDoppia SIM – eSIM, Bluetooth 5.0, USB Type-C (Gen 3.2), NFC, WiFi 6, Wireless DeX
SicurezzaRiconoscimento facciale, Lettore di impronte digitali nel display, Samsung Pay, Samsung Knox, IP68
S-PenLatenza 9 msLatenza 26 ms
Batteria4.500 mAh, carica rapida, carica a induzione4.300 mAh, carica rapida, carica a induzione
ColorazioniMystic Black, Mystic BronzeMystic Black, Mystic Bronze, Mystic Green
Dimensioni164,8 x 77,2 x 8,1 mm161,6 x 75,2 x 8,3 mm

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Secondo voi quali sono i 10 film originali Netflix più popolari?

Netflix ha molti film nel proprio catalogo, tanto che spesso è difficile scegliere cosa guardare (ma presto potrebbe arrivare un aiuto molto particolare). Ci sono però delle produzioni che dopo il lancio diventano molto popolari, calamitando maggiormente l’interesse del pubblico. Tra questi, alcuni prodotti originali Netflix hanno attirato l’attenzione.

Ma quali sono stati i migliori? È la stessa Netflix a dircelo (grazie ad un report di Bloomberg), pubblicando una Top 10 dei film originali Netflix più visti durante le prime 4 settimane dopo il lancio. Non vogliamo farvi alcuno spoiler, quindi vi lasceremo direttamente la lista qui sotto: quali di questi avete visto?

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  1. Extraction: 99 milioni
  2. Bird Box: 89 milioni
  3. Spenser Confidential: 85 milioni
  4. 6 Underground: 83 milioni
  5. Murder Mystery: 73 milioni
  6. The Irishman: 64,2 milioni
  7. Triple Frontier: 63 milioni
  8. The Wrong Missy: 59 milioni
  9. The Platform: 56,2 milioni
  10. The Perfect Date: 48 milioni

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