Google Traduttore è nell’olimpo delle app più scaricate su Android

Le app e i servizi offerti da Google per i dispositivi mobili sono sicuramente tra i più usati, grazie alla frequenza di aggiornamento e alla loro affidabilità. Tra questi troviamo sicuramente il suo Traduttore.

L’app Android di Google Traduttore ha appena tagliato un traguardo storico: l’app ha raggiunto il miliardo di download sul Play Store. Un numero che comunque tiene anche conto del fatto che l’app arriva preinstallata su alcuni device. Google ha investito parecchio nell’implementazione di feature software nel suo Traduttore, e questo sta dando i suoi frutti: si stima che l’app processi circa 100 miliardi di parole al giorno.

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Poco importa se il periodo attuale è dei meno felici per le app di traduzione, viste le forti limitazioni sui viaggi che più o meno tutti stiamo sperimentando intorno al mondo. Fateci sapere se Google Traduttore è anche il vostro riferimento oppure se vi avvalete di alternative.

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Google Traduttore è nell’olimpo delle app più scaricate su Android

L’app per la meditazione Balance non sarà più un’esclusiva iOS

Negli ultimi anni sono apparse sugli store mobile tantissime app per la meditazione: tra le più famose c’è sicuramente Balance, che però fino ad oggi è rimasta esclusiva per il sistema operativo iOS.

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Questa esclusività è terminata e sul Play Store è apparsa la prima beta dell’app. Le funzionalità sono le medesime che si trovano nella versione iOS: è possibile seguire dei percorsi guidati per la meditazione o per raggiungere diversi obiettivi, come ad esempio concentrarsi meglio o addormentarsi prima, il tutto attraverso un’interfaccia semplice e intuitiva.

Balance è disponibile in accesso anticipato sul Play Store e potete scaricarla dal badge in basso. È bene ricordare che, nonostante si tratti di un’app gratuita, è necessario sottoscrivere un abbonamento di $ 12 al mese e $ 70 l’anno per sbloccare percorsi di meditazione avanzati.

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L’app per la meditazione Balance non sarà più un’esclusiva iOS

Addio HomePod: caso isolato o spia di problemi più grossi? – iPhoneItalia Podcast S10E25

L’addio di HomePod rappresenta un flop per Apple: in questo podcast cerchiamo di capirne i motivi e se ci sono altre nubi all’orizzonte per la mela

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Addio HomePod: caso isolato o spia di problemi più grossi? – iPhoneItalia Podcast S10E25

Novità in arrivo per Google Calendar: sarà più facile riconoscere gli eventi brevi (foto)

Google ha in mente di introdurre una piccola ma utile novità per Calendar, il suo noto calendario ormai presente su tutte le piattaforme software. La novità riguarda gli eventi brevi in particolare.

La novità che Google starebbe per introdurre in Calendar consiste in una migliore visualizzazione degli eventi rappresentati sul calendario di Google. Come vedete dagli screenshot presenti in galleria, si tratterebbe di una visualizzazione più ristretta per gli eventi classificati da Google come brevi, ovvero gli eventi che sono pianificati per durare fino a 30 minuti.

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La novità è attualmente disponibile per un numero ristretto di utenti, presumiamo che arriverà nel prossimo futuro per tutti. Il suo rollout avverrà probabilmente via server, non sarà dunque necessario un aggiornamento dell’app.

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Novità in arrivo per Google Calendar: sarà più facile riconoscere gli eventi brevi (foto)

I meme più belli ispirati a Perseverance

AGI – Nemmeno il tempo di posarsi su Marte che Perseverance è già protagonista di centinaia di ‘meme’ sui social. Il più diffuso è quello che vede protagonista il meme dei meme: Bernie Sanders immortalato sulla sediolina pieghevole durante la cermonia di insediamento di Joe Biden, imbacuccato e con i guantoni di lana divenuti popolarissimi negli Stati Uniti. Lo seguono, ma abbondantemente staccati, un ‘signore dello spazio’ come Elon Musk, immortalato con il suo futuristico pick-up elettrico e Ted Cruz, il senatore del Texas ‘beccato’ mentre, trolley alla mano, torna alla chetichella da Cancun nel suo stato flagellato dal gelo.Poi gli immancabili alieni di varia estrazione: dagli orribili omini verdi di ‘Mars Attacks’ al tenero ‘ET’ di Spielberg, ma anche gatti e animali di ogni tipo. Fino agli italicissimi e regionalissimi meme dedicati ai cartelli ‘Auditorium’, così onnipresenti per le strade di Roma da essere diventati un’icona della capitale, a personaggi squisitamente palermitani come la coppia di fratelli che da decenni – c’era ancora la lira, ma forse addirittura il tarì borbonico – assillano i passanti con l’immutabile cantilena: “cuci’ mi runi due euro?”.

Un meme dedicato a Perseverance

I meme più belli ispirati a Perseverance

iPhone scontati di 50€ con il Colore a Sorpresa. Su TrenDevice il Ricondizionato è ancora più conveniente!

Trendevice propone una nuova iniziativa con sconto sugli iPhone ricondizionati.

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iPhone scontati di 50€ con il Colore a Sorpresa. Su TrenDevice il Ricondizionato è ancora più conveniente!

Finisce un’era per Amazon: Jeff Bezos non sarà più amministratore delegato

Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon, ha annunciato che a partire dal terzo trimestre del 2021 non ricoprirà più il ruolo di amministratore delegato, che sarà invece assunto da Andy Jassy. Bezos resterà comunque in azienda, nel ruolo di Presidente del consiglio di amministrazione.

Fondato nel 1994 come “semplice” negozio di libri online, Amazon è diventato con il passare del tempo il più grande store virtuale di sempre; ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Amazon eroga infatti servizi su internet, tanto che Amazon Web Services è ad oggi il più grande provider di servizi cloud al mondo, nonché fonte di guadagni ben superiori a quelli del più noto store.

Nella lettera agli impiegati (1,3 milioni – NdR) con cui Bezos ha annunciato le sue dimissioni, vengono ripercorse le tante “invenzioni” della storia di Amazon, con una chiosa a metà tra l’ironico ed il compiaciuto: “pochi anni dopo un’invenzione sorprendente, quella che era una novità diventa la norma. E la gente sbadiglia. E quello sbadiglio è il più grande complimento che un inventore possa ricevere.

Bezos non lascia comunque Amazon, non è “stanco”, vuole solo avere il tempo per dedicarsi anche ad altro, ma promette che ci sono cose in cantiere che continueranno a stupire; e noi siamo qui in attesa di meravigliarci.

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Finisce un’era per Amazon: Jeff Bezos non sarà più amministratore delegato

YouTube e Netflix saranno più esigenti: il supporto al codec AV1 potrebbe diventare obbligatorio

Arrivano interessanti notizie per due delle piattaforme di streaming multimediale più diffuse e note al mondo, YouTube e Netflix, le quali riguardano da vicino i requisiti per i contenuti video.

Stando a quanto emerso dal comunicato di lancio di un nuovo processore video di Synaptics, YouTube e Netflix potrebbero presto richiedere i contenuti video in formato AV1. Tale formato sarebbe dunque obbligatorio per i contenuti video che aspirano ad essere ospitati su tali piattaforme. Se il comunicato di Synaptics si rivelasse accurato, sulle piattaforme YouTube e Netflix saranno ammessi esclusivamente contenuti in AV1.

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Al momento rimane da capire se l’eventuale obbligatorietà per il codec Av1 si rivelerà concreta solo per alcune risoluzioni video: secondo XDA questo potrebbe infatti accadere per i video in 4K a 60fps e in 8K. Se questo dovesse concretizzarsi, i produttori di smart TV e box TV dovranno adeguarsi e implementare sui loro dispositivi il supporto al codec Av1, altrimenti questi non saranno in grado di accedere ai contenuti di YouTube e Netflix.

Quanto appena descritto non è stato ancora confermato ufficialmente. Sappiamo che anche Google si sta attrezzando per rendere obbligatorio il supporto a tale codec sui prossimi dispositivi Android TV che arriveranno sul mercato.

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Comprare online dagli UK dopo Brexit: “ora con più costi aggiuntivi”

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea per molti non ha avuto effetti diretti in queste prime settimane, ma c’è un ambito che ha già iniziato a toccare chi segue le nostre pagine e chi fa spesso acquisti online. Il Regno Unito è di fatto uscito dell’Europa senza l’imposizione di dazi sulle spedizioni e senza limitazioni sulle merci che è possibile esportare e importare. Questo è già un successo per tutti, ma c’è comunque un aspetto imprescindibile da considerare.

Il fatto che il Regno Unito sia fuori dall’Unione europea significa che le merci dovranno quindi transitare dalla dogana e questo non allunga solo i tempi delle spedizioni (soprattutto nelle prime settimane) ma ha anche dei costi. Non tutto è chiarissimo, ma online iniziano ad arrivare molte segnalazioni anche surreali da tutta Europa con le prime consegne di merci dagli UK.

Al momento per le merci in uscita dal Regno Unito non dovrebbe esserci l’applicazione di nessuna tassazione IVA per beni spediti ad un privato dal valore inferiore a 135 sterline. Questo perché il costo verrà sostenuto da chi spedisce. Per importi superiori si dovrà invece considerare che all’arrivo del pacco a casa nostra verrà richiesto il pagamento dell’IVA al 22%. Ma non è tutto perché lo sdoganamento sono anche costi di servizio e balzelli aggiuntivi (come per esempio una tassa per un pacco di grandi dimensioni). Anche se non supera il valore di 135£ c’è chi ha ricevuto comunque dai costi di gestione per lo sdoganamento.

Se alcune procedure sono già chiare, appare comunque ovvio che al momento comprare online da UK sia ancora una procedura non del tutto chiara e ma che comunque diventato fin da subito più sconveniente. Fateci sapere nei commenti se anche voi avete avuto esperienza simili comprando online da UK nel 2021.

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Comprare online dagli UK dopo Brexit: “ora con più costi aggiuntivi”

Sul meritato successo di una delle app più geniali di Google (aggiornato: nuova icona all’orizzonte?) (foto)

Tra le tante app di Google sono in molte ad aver sfondato quota 500 milioni di installazioni. La maggior parte di queste però si avvantaggia di “numeri gonfiati” visto che viene preinstallata praticamente su tutti gli smartphone Android. Tra queste non c’è Google Lens, una delle applicazioni più originali e interessanti lanciate da BigG.

Nata come app a se stante da quasi tre anni, Lens esisteva già da qualche tempo all’interno dell’applicazione Google, ma in realtà è la degna evoluzione di Google Goggles, un’app defunta da anni che per prima ha proposto il riconoscimento delle immagini.

500 milioni non sarà un miliardo, ma è pur sempre una cifra rispettabilissima e ambita, soprattutto per un’applicazione tutto sommato abbastanza di nicchia. Peccato anzi che Lens non conosca maggior fama, visti i suoi innegabili pregi.

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Solo nell’ultimo anno l’app ha introdotto il supporto alla soluzione di calcoli matematici, la lettura del testo rilevato, la possibilità di inviare il testo copiato a un computer collegato, oltre all’identificazione dei piatti nel menu. Se non l’avete ancora provata vi invitiamo a darle una chance e magari contribuire al raggiungimento del prossimo traguardo.

Aggiornamento22 gennaio 2021, ore 20:00

A quanto pare Google sta testando una nuova icona per Lens. Quella in uso attualmente è stata introdotta solo a maggio 2019, poco dopo l’I/O di quell’anno, ed è ancora perfettamente in linea con i nuovi canoni colorati che piano piano si stanno diffondendo. Eppure alcune persone hanno notato sulla barra di ricerca un simbolo diverso, più simile a una fotocamera stilizzata – come potete vedere nell’immagine qui sotto – probabilmente un test per capire se risulti più identificabile da parte degli utenti.

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Sul meritato successo di una delle app più geniali di Google (aggiornato: nuova icona all’orizzonte?) (foto)

Sul meritato successo di una delle app più geniali di Google

Tra le tante app di Google sono in molte ad aver sfondato quota 500 milioni di installazioni. La maggior parte di queste però si avvantaggia di “numeri gonfiati” visto che viene preinstallata praticamente su tutti gli smartphone Android. Tra queste non c’è Google Lens, una delle applicazioni più originali e interessanti lanciate da BigG.

Nata come app a se stante da quasi tre anni, Lens esisteva già da qualche tempo all’interno dell’applicazione Google, ma in realtà è la degna evoluzione di Google Goggles, un’app defunta da anni che per prima ha proposto il riconoscimento delle immagini.

500 milioni non sarà un miliardo, ma è pur sempre una cifra rispettabilissima e ambita, soprattutto per un’applicazione tutto sommato abbastanza di nicchia. Peccato anzi che Lens non conosca maggior fama, visti i suoi innegabili pregi.

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Solo nell’ultimo anno l’app ha introdotto il supporto alla soluzione di calcoli matematici, la lettura del testo rilevato, la possibilità di inviare il testo copiato a un computer collegato, oltre all’identificazione dei piatti nel menu. Se non l’avete ancora provata vi invitiamo a darle una chance e magari contribuire al raggiungimento del prossimo traguardo.

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