Galaxy S21 5G: i render ufficiali trapelano prima del lancio (foto)

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un numero di leak sempre maggiore sui prossimi top di gamma di casa Samsung, i dispositivi della serie Galaxy S21 che arriveranno ufficialmente il prossimo 14 gennaio.

Nelle ultime ore il noto leaker Steve H. ha aggiunto altra carne al fuoco pubblicando i render ufficiali che Samsung userà per promuovere la serie Galaxy S21: le immagini, che trovate nella galleria in basso, non ci mostrano nulla di nuovo rispetto a quello trapelato nelle scorse settimane.

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I Galaxy S21 Series 5G sono mostrati nelle due colorazioni nera e viola, quando sappiamo che, almeno per la variante standard, ne arriveranno altre due.

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Galaxy S21 5G: i render ufficiali trapelano prima del lancio (foto)

Apple accusata di impiegare anni prima di punire le aziende che violano i diritti dei lavoratori

Nuove accuse contro Apple, questa volta per i presunti ritardo nel prendere decisioni definitive contro i fornitori che violano i diritti dei lavoratori.

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Apple accusata di impiegare anni prima di punire le aziende che violano i diritti dei lavoratori

È italiana la prima stampante 3D che produce pezzi in ottone

Un’azienda italiana ha prodotto la prima stampante 3D in grado di usare leghe di ottone.  Si chiama 3D4BRASS, è prodotta da Ivano Corsini per Autebo e 3D4MEC ed è nata dall’esigenza della Rubinetterie Bresciane Bonomi.
La stampante 3D Powder Bed Fusion (PBF) è specializzata nel processo di tutte le leghe d’ottone con percentuale di zinco inferiore al 45% e che non contengono arsenico e può creare velocemente componenti funzionali per la validazione di preserie. Una rivoluzione nel mondo della stampa 3D per la produzione di componenti meccanici.

Con la nuova stampante, a tecnologia Powder Bed Fusion (PBF) è possibile produrre direttamente ottone senza utilizzare altri materiali come la cera o il collante, diversamente da tutti gli altri metodi produttivi utilizzati fino ad oggi con calchi e stampi che rallentano la produzione. In sostanza non viene prodotto lo stampo in 3D, ma direttamente il componente finale, senza passaggi intermedi.

La tecnologia Powder Bed Fusion è l’unica che permette  di produrre un componente 100% ottone, fondendo assieme le particelle di polvere che, una volta consolidate, creano componenti con caratteristiche meccaniche idonee a una produzione meccanica con un’altissima resistenza e una precisione di dettaglio fino agli 0.25 mm.

La tecnologia 3D4BRASS si adatta alla produzione di piccoli lotti e preserie e si rivolge soprattutto ai produttori di minuteria, gioielleria, rubinetteria, valvolame e di tutte le aziende che devono produrre oggetti di precisione.

Diversamente dalla produzione di uno stampo che impiega vari passaggi produttivi e lunghe settimane di lavoro, con la stampante 3D4BRASS si velocizza la produzione perché si possono stampare più preserie di diverse geometrie e dimensioni in un unico ciclo di stampa che richiede poche ore. I componenti così ottenuti sono funzionali e già pronti per essere utilizzati e venduti. 

La stampante 3D4BRASS sarà disponibile sul mercato a partire dal terzo trimestre del 2021 e avrà un prezzo di vendita che si aggirerà intorno a 400.000 euro. 

Agi

Una delle poche app esistenti da prima di Android sfonda i 500 milioni di download sul Play Store

Opera Mini è un browser sicuramente diffuso nel panorama delle app Android e anche uno dei più apprezzati, nonostante la recente vicenda poco felice che ha coinvolto altre app di Opera. Nelle ultime ore ha raggiunto un traguardo importante sul Play Store che la ospita.

La natura di Opera Mini è curiosa perché si tratta di un’app inizialmente sviluppata in ambiente Java ME: dunque Opera Mini è un’app esistente sin da prima della nascita di Android stesso, quando era compatibile con BlackBerry, Symbian e Windows Phone. Dopo diversi anni, Opera Mini ha raggiunto quota 500 milioni di download sul Play Store.

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Opera Mini non arriva preinstallata sui device Android e ora può vantare lo stesso numero di download di Telegram e Pinterest. Fateci sapere se anche voi siete tra il mezzo milione di download.

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AndroidWorld

Quanto costa la prima tv con lo schermo arrotolabile di Lg

Alla fine il televisore che si arrotola è arrivato. A produrlo e a metterlo sul mercato è LG Electronics: il Signature Oled R (modello RX) sarà disponibile inizialmente in Corea del Sud in alcuni negozi di elettronica di consumo premium al prezzo di 100 milioni di KRW (75 mila euro).

Prodotto nello stabilimento Gumi in Corea del Sud, vanta un display OLED flessibile da 65 pollici che fa sfrutta la tecnologia a pixel auto illuminanti e a controllo individuale.

Lo scopo di una tv arrotolabile è di abbattere le limitazioni imposte dai muri, consentendo di gestire il proprio ambiente domestico senza dover destinare in modo permanente lo spazio per un grande schermo nero che è utile solo quando è acceso. “Questo”, ha dichiarato Park Hyoung-sei, presidente di LG home entertainment “è un vero prodotto di lusso che reinventa ciò che può essere un TV: questo televisore unico offre infatti un’esperienza differenziata e un nuovo modo di pensare lo spazio”. 

Agi

DOOM Eternal: The Ancient Gods, prezzo, uscita e trailer della prima espansione

Durante la Gamescom è stato mostrato in azione anche DOOM Eternal: The Ancient Gods, il nuovo DLC/espansione di DOOM Eternal in arrivo su PS4, Xbox One, Stadia e PC. Uno dei migliori sparatutto del 2020 e degli ultimi anni sta insomma per espandere la sua storia con una espansione nuova di zecca divisa però in due parti.

Nell’espansione The Ancient Gods Parte 1, primo episodio di una storia in due parti per DOOM Eternal, i giocatori torneranno a vestire i panni del DOOM Slayer per affrontare un antico male risvegliato da uno squilibrio di potere nei cieli. Nella loro crociata contro le forze del male che li porterà in luoghi inesplorati dell’universo di DOOM, i giocatori affronteranno demoni temibili e mai visti prima in questo nuovo capitolo della storia del DOOM Slayer.

The Ancient Gods Parte 1 sarà disponibile dal 20 ottobre 2020 senza costi aggiuntivi per i possessori del Pass Anno 1 o dell’edizione Deluxe di DOOM Eternal. Per chi invece non possiede il Pass Anno 1, The Ancient Gods Parte 1 sarà disponibile come acquisto separato con incluso l’accesso gratuito a BATTLEMODE. Non è necessario possedere una copia di DOOM Eternal per acquistare e giocare a The Ancient Gods Parte 1. Il Pass Anno 1 è disponibile per l’acquisto al prezzo di 29,99 € e include l’accesso alle espansioni 1 e 2. The Ancient Gods Parte 1 sarà disponibile inoltre come acquisto separato al prezzo di 19,99 €.

Inoltre Bethesda ricorda anche che DOOM Eternal arriverà anche su PS5 e Xbox Series X come aggiornamento gratuito. Non ci rimane che dare un’occhiata al trailer completo.

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AndroidWorld

Trump concede 90 giorni a TikTok prima del ban definitivo e non si preoccupa di “WeChat”

Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo che concede alla cinese ByteDance 90 giorni per vendere o scorporare l’attività statunitense di TikTok. Intanto, il presidente degli Stati Uniti non sembra preoccupato dalle ripercussioni sulle aziende americane di un veto simile per WeChat.Nell’ordine, che segue quello già firmato a inizio mese, Trump afferma che ci sono […]

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La prima flotta di camion senza guidatore (e i problemi che pone)

AGI – L’utilizzo della guida autonoma anche per il trasporto pesante non è una novità, almeno a livello sperimentale. La startup TuSimple, una testa a San Diego e l’altra a Pechino, appare però come l’unica compagnia pronta all’applicazione commerciale su larga scala di queste tecnologie. La concorrente più importante, la Waymo di Alphabet, casa madre di Google, si sta concentrando al momento su minivan che percorrono brevi tragitti. TuSimple punta invece sulle lunghe distanze.

Al momento l’azienda ha solo 40 mezzi (altri 10 verranno aggiunti entro fine anno) e la rotta più estesa che copre è Phoenix-Dallas, mille miglia. Nondimeno per TuSimple ciò è sufficiente per proclamare la propria flotta “la prima al mondo con una rete per la guida autonoma”. E “rete” è la parola chiave per comprendere perche’ TuSimple sia valutata un miliardo di dollari, abbia attratto investitori come la Berkshire Hataway di Warren Buffet e abbia già tra i suoi 22 clienti le maggiori società di logistica Usa, come Ups e Us Xpress. 

Il vero business non è la guida autonoma

Il vero vantaggio di salire per primi sul treno di TuSimple è la possibilità di influenzare, con le proprie commesse, le rotte che verranno mappate digitalmente e finiranno per costituire la base dell’intero business, una volta sviluppato. 

Il presidente di TuSimple, Cheng Lu, lo spiega cosi’ a ReCode: “Immagina se avessi potuto aver voce in capitolo, al tempo, su dove sarebbero stati costruiti i binari ferroviari e scegliere di farli porre esattamente di fronte alla porta di casa tua. Da fornitore, non ti darebbe un grosso vantaggio?.

I piani di TuSimple appaiono inoltre più concreti di quelli della concorrenza perché si appoggiano su un programma di espansione quadriennale molto preciso. Al momento attiva nel Sud Ovest, l’azienda intende coprire l’intero meridione degli Stati Uniti, da Los Angeles alla Florida, entro il 2023 per poi estendersi all’intera nazione l’anno successivo.

La forte preoccupazione del sindacato

Se l’obiettivo finale è un’intelligenza artificiale abbastanza sofisticata da gestire in autonomia una vasta gamma di sensori, telecamere e segnali lidar e radar, per il momento tutti i mezzi di TuSimple avranno a bordo un autista in carne e ossa nel caso qualcosa vada storto. Nondimeno lo storico sindacato dei camionisti, L’International Brotherhood of Teamsters, è già molto preoccupato per l’avvento di una società il cui marketing propone slogan come: “Che succederebbe se creassimo un conducente virtuale che non beve mai, non sta mai al telefono e non si stanca mai?”. Secondo il Bureau of Labor Statistics, sono a rischio quasi 500 mila dei due milioni di posti di lavoro impiegati nel comparto.

Kara Deniz, portavoce dei Teamsters, ha espresso a ReCode la preoccupazione che l’introduzione di queste tecnologie costringa i camionisti a turni piu’ lunghi e pause minori. E non è l’unico problema.

“Nessuna di queste compagnie tiene conto della realtà della guida o dimostra una comprensione dell’industria dalla prospettiva di qualcuno che fa davvero questo lavoro”, spiega ancora Deniz, portavoce dei Teamsters. Il dubbio è come si possa comportare un’intelligenza artificiale di fronte a evenienze come la necessità di rapportarsi con le forze dell’ordine, gestire problemi relativi al carico o prestare soccorso su strada alle vittime di un eventuale incidente.

Agi

La prima beta di Android 11 era così buggata che Google ha già rilasciato un nuovo aggiornamento

Arriva a sorprese la beta 1.5 di Android 11, che va a correggere alcuni bug riscontrati nella prima beta, della quali ci eravamo lamentati anche noi. In particolare le novità sono le seguenti.

  • Non ci sono più crash (reboot) utilizzando la navigazione a gesture  per passare ad app con diverso orientamento, ruotando il dispositivo al contempo.
  • Su Pixel 3 e 3a, durante il setup successivo ad un reset è possibile attivare un servizio pSim se il telefono sta attualmente utilizzando un eSIM.
  • Sistemati i problemi di Google Pay.
  • Il sistema non forza più permessi privilegiati per RemoveBond. Questo risolve eventuali problemi di affect pairing, unpairing e altro su dispositivi Bluetooth.

Rimangono ancora dei problemi con Android Auto ma per dirla tutta, nella nostra esperienza in questi giorni, abbiamo notato diversi fastidi con notifiche altalenanti, glitch della tastiera, animazioni sballate ed altri comportamenti anomali; insomma, abbiamo riscontrato diversi problemi in più di quelli elencati nel breve changelog qui sopra, problemi che ad un primo sguardo sembrano tutti presenti anche dopo l’update. L’aggiornamento del resto pesa meno di 10 MB, quindi non ci aspettiamo che abbia stravolto le cose, ma era da tanto tempo che una beta pubblica di Android non era così instabile. Speriamo quantomeno nelle prossime release. Per adesso, se foste già nella prima beta di Android 11, vi basterà cercare un aggiornamento per scaricarlo automaticamente.

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Disponibile la prima Beta di Android 11: ecco le novità per sviluppatori e non (foto)

Google ha rilasciato la prima Beta pubblica di Android 11. Sì, finalmente possiamo dare una prima occhiata a cosa ci attenderà nella prossima release del robottino verde. Non troviamo grandi stravolgimenti a bordo, ma alcune accortezze che miglioreranno sicuramente il modo con cui ci approcciamo allo smartphone. Bando alle ciance, ecco le novità.

Le persone al centro delle notifiche

A volte la lista delle notifiche può diventare troppo affollata. Per questo Google ora ha deciso di raggruppare tutte le notifiche relative alle app di messaggistica nella parte alta della tendina delle notifiche. Inoltre, sarà possibile impostare una conversazione come “prioritaria” in modo tale che appaia sempre in testa a questo gruppo. Le chat prioritarie spunteranno anche nell’Always on Display e possono “bucare” le impostazioni di Non Disturbare.

Ritroviamo poi una vecchia conoscenza: le Bubbles, ovvero quella funzione che permette di creare un elemento flottante dal quale richiamare direttamente la conversazione. Un po’ come le chat heads di Facebook Messenger, insomma.

Per chi controlla lo smartphone prettamente con la propria voce, Voice Access ora include elementi visuali che fungono da “punti di accesso” per comandi di accessibilità.

Infine, digitando su Gboard su Android 11, arriveranno suggerimenti rapidi e rilevati di testo e emoji. Questo è reso possibile grazie ad una intelligenza artificiale che si trova nello smartphone e fa uso del Federated Learning. Dato che questa si trova nel dispositivo, Google non riceverà alcuna informazione riguardo la vostra digitazione.

Nuovi controlli domotici e multimediali

Con l’avvento di Android 11 sarà più semplice gestire la domotica della nostra casa: premendo a lungo il tasto di accensione si accede ad un menu dedicato nel quale è possibile attivare le luci, cambiare la temperatura del termostato, aprire le porte e tanto altro. Nella stessa schermata si trovano i metodi di pagamento e eventuali biglietti (come quelli aerei).

Passare da un dispositivo audio o video all’altro sarà più facile con Android 11: come potete vedere in galleria, toccando nella notifica il nome di un dispositivo sarà possibile passare ad un altro semplicemente con un tocco. Nella stessa schermata si potranno anche modificare rapidamente i volumi.

Miglioramenti della privacy

Con le ultime versioni di Android siamo stati abituati ad avere un maggiore controllo sui permessi delle singole app. Questo verrà ulteriormente migliorato con Android 11, dato che ora sarà possibile fornire alcuni permessi una-tantum. Non solo, ma se non doveste usare alcuni permessi su alcune app per troppo tempo, il sistema automaticamente resetterà i permessi. Dovrete quindi fornirli di nuovo per poterli utilizzare.

Per gli sviluppatori

Se queste novità non vi fossero bastate, sappiate che Google ha altro in serbo per voi:

  • L’anno scorso è stato lanciato Google Play System Updates, una funzione che permette di portare componenti chiave dell’OS a tutti i dispositivi Android. Con Android 11 ben 12 nuovi moduli saranno aggiornabili (sono più che raddoppiati), migliorando privacy, sicurezza e consistenza nell’OS
  • Per facilitare la fase di testing, molti dei cambiamenti sono bloccati finché non verrà aggiornato il manifest dell’app a Android 11. Nelle opzioni sviluppatore è stata inserita una UI che permette di attivare e disattivare le funzioni per testarle
  • Arrivano il wireless ADB debugging e ADB incremental. Quest’ultimo dovrebbe velocizzare l’installazione di grandi APK
  • È stato introdotto il Modern Android Development, ovvero un insieme di strumenti volti a rendere più efficiente e produttivo il lavoro di uno sviluppatore
  • Android Studio 4.1 Beta e 4.2 Canary hanno nuovi strumenti, come l’Android Emulator interno all’IDE, la possibilità di importare i modelli ML Kit e TensorFlow Lite e tanto altro
  • Kotlin passa alla versione 1.4
  • Jetpack Compose, un toolkit per la creazione di UI native
  • Un redesign di Google Play Console

Come ottenere la Beta di Android 11

Ovviamente a bordo troveremo tanto altro, ma scopriremo tutto con il tempo. Per ora è possibile accedere alla Beta di Android 11 andando a questa pagina. Google segnala che è disponibile al momento a partire da Pixel 2 (e successivi), e che nelle prossime settimane potrebbe arrivare anche su altri smartphone.

Per gli sviluppatori: potete trovare l’Android Emulator aggiornato qui e un bel punto di riferimento per Android 11 a questa pagina. Maggiori dettagli su tutto quello di cui abbiamo parlato si trovano ai link nelle fonti.

Pare che chi avesse già installato le Developer Preview Android 11 abbia iniziato a ricevere la beta in maniera automatica tramite OTA: un esempio lampante lo trovate in galleria qui sotto.

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