Xiaomi Mi 10T Pro è nell’aria: ecco come provare a essere tra i primi a provarlo

Xiaomi Mi 10T Pro sarà il nuovo top di gamma dell’azienda cinese, il quale arriverà con la serie Mi 10T e promette particolarmente bene con la sua scheda tecnica ufficiosa. Nelle ultime ore sono emerse novità che potrebbero riguardare proprio questo dispositivo.

Xiaomi ha appena pubblicato il ritorno del programma Mi Explorers in Europa, tramite il suo forum ufficiale. Xiaomi si è già servita di questo programma in passato per dar modo ad alcuni fortunati utenti di provare in anteprima i suoi nuovi prodotti. La descrizione del nuovo programma Mi Explorers non lascia dubbi in questo senso: Xiaomi selezionerà 10 utenti che proveranno in anteprima un nuovo prodotto dell’azienda.

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Xiaomi non si riferisce direttamente a Mi 10T Pro, ma le probabilità che si tratti proprio di lui sono molto alte. Il programma Mi Explorers appena annunciato è denominato Urban Adventures, ma ancora non è chiaro cosa esattamente implicherà per i partecipanti. Per iscrivervi non dovrete far altro che completare la procedura a questo indirizzo: c’è tempo fino al prossimo 22 settembre, Xiaomi annuncerà gli utenti selezionati, i quali riceveranno un Mi Explorers Package, il 24 settembre.

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I primi dispositivi con il nuovo HarmonyOS 2.0 di Huawei arriveranno tra pochi mesi (aggiornato)

Circa un mese fa Huawei ha ufficialmente presentato al mondo il suo nuovo sistema operativo. HarmonyOS infatti sarà la sua garanzia di indipendenza da chiunque – almeno a livello software – a dispetto dei vari ban emanati dall’amministrazione USA. Il prossimo 10 settembre comunque è attesa una nuova conferenza in cui il gigante cinese potrebbe e dovrebbe rivelare importanti dettagli sull’OS.

Stando alle ultime voci sembra che Richard Yu in persona, CEO di Huawei, parteciperà alla Developer Conference, probabilmente per fare un importante annuncio: forse l’arrivo di uno smartphone equipaggiato con HarmonyOS già all’inizio del prossimo anno?

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Continuando con quanto riportato da un fonte cinese, il telefono sarebbe in dirittura d’arrivo e potrebbe rappresentare solo il primo di una serie di dispositivi pronti a inondare il mercato. Si parla infatti anche di tablet, prodotti indossabili, PC e perfino gadget IoT. In effetti recentemente si è ipotizzato il possibile arrivo del primo smartwatch Huawei senza Android e con HarmonyOS. Per ora però vi consigliamo di attendere un altro paio di giorni per avere qualche certezza in più e qualche dubbio in meno.

Aggiornamento10 settembre 2020, ore 20:30

Abbiamo aggiornato il titolo e aggiunto la seguente sezione con i dettagli ufficiali rilasciati da Huawei dopo la presentazione ufficiale. Sopra trovate invece il vecchio articolo.

“Le stelle brillano anche nelle notti più buie. E gli sviluppatori sono le nostre stelle. Tutti insieme formano una galassia stupenda che ci illuminerà la strada”. Con questa frase – eloquente sull’attuale situazione di Huawei – si è aperta la Developer Conference 2020 (Together). L’evento è servito per annunciare una lunga serie di novità, tra nuovi prodotti e importanti annunci a livello software. Tra tutte va segnalata la presentazione di HarmonyOS 2.0, definito un “sistema operativo all-scenario” perché sarà disponibile per un’ampia gamma di dispositivi.

Ma soprattutto con l’ultimo aggiornamento, HarmonyOS sarà ufficialmente open source (donato alla OpenAtom Foundation) e gli sviluppatori potranno accedere a emulatori, pacchetti SDK e strumenti IDE. Il lancio sarà graduale e inizierà con la beta mobile per sviluppatori cinesi entro la fine del 2020. Per la precisione, come annunciato da Richard Yu in persona, dal 10 settembre sarà disponibile per dispositivi IoT da 128 KB a 128 MB (come smart TV, wearable, automobili, ecc.), da aprile 2021 per dispositivi da 128 MB a 4 GB e a partire da ottobre 2021 per tutti gli altri.

La cosa interessante è che anche la nuova EMUI 11 potrà dialogare con l’OS: grazie alla nuova tecnologia gli smartphone potranno connettersi a dispositivi IoT basati su HamonyOS rendendo così possibile, per esempio, la proiezione dello schermo su grandi display e tanto altro ancora. Le interazioni con prodotti IoT di altri produttori sarà poi ampliata esponenzialmente dall’arrivo della piattaforma unificata Huawei HiLink.

Rimangono infine impressionanti i dati di crescita di HMS Core (Huawei Mobile Services), la suite di servizi core alternativi a quelli di Google. Con il supporto di oltre 1,8 milioni di sviluppatori in tutto il mondo AppGallery ha raggiunto 96.000 app, 490 milioni di utenti attivi e 261 miliardi di download. Le open capabilities di HMS Core 5.0 sono aumentate da 14 kit a 56 kit, mentre il numero di API è passato da 885 a 12.981.

In futuro, Huawei continuerà comunque ad ampliare i servizi per gli sviluppatori costruendo tre laboratori globali di ecosystem cooperation (in Russia, Polonia e Germania) al servizio degli sviluppatori di tutto il mondo e da cui fornire servizi di abilitazione, test e certificazione, e cinque centri di servizi (in Romania, Malesia, Egitto, Messico e ancora Russia).

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Xiaomi Mi 10 Ultra è dietro l’angolo? Primi rumor caldeggiano una RAM da 16 GB (foto)

Xiaomi potrebbe lanciare un nuovo dispositivo nell’ambito della serie Mi 10, una variante ancor più ricca in termini hardware rispetto a quelle attualmente commercializzate.

I primi rumor su quello che potrebbe arrivare sul mercato come Xiaomi Mi 10 Ultra sono appena trapelati online dalla Cina: la prima immagine in galleria mostra il design frontale del dispositivo insieme a quello della fotocamera posteriore, la quale presenterebbe quattro sensori. La seconda immagine mostra invece il riepilogo dei benchmark effettuati sulla piattaforma Geekbench di un nuovo device Xiaomi con processore Qualcomm e ben 16 GB di RAM.

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Il design che riusciamo a scorgere dell’ipotetico Mi 10 Ultra non si discosta particolarmente dagli altri dispositivi della serie Mi 10. Rimangono diversi dubbi sull’affidabilità del collegamento tra i rumor appena trapelati e la variante Ultra di Xiaomi Mi 10. Vi terremo aggiornati sui prossimi eventuali sviluppi.

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Rivoluzione in casa Vodafone: niente più rimodulazioni entro i primi 6 mesi e recesso anche solo da una opzione

A seguito di un procedimento sanzionatorio attivato dall’Autorità Garante per le Comunicazioni, Vodafone ha definito una serie di impegni che verranno applicati nei prossimi mesi per rimediare alla sua posizione e migliorare la concorrenza nel settore. Si tratta di sei attività che l’operatore metterà in campo rivoluzionando in parte il rapporto con i propri utenti. Andiamole a vedere in dettaglio una a una.

Prima di tutto Vodafone ha dichiarato che non applicherà variazioni unilaterali alle condizioni di contratto – le cosiddette rimodulazionialle offerte voce e dati attivate da meno di 6 mesi dai clienti. In poche parole sottoscritta una tariffa si dovrebbe stare tranquilli che il costo non cambierà almeno per il primo semestre.

Un’altra importante novità, come riportavamo anche nel titolo, riguarda la possibilità di recedere solamente da un servizio o da una opzione aggiuntiva contenuta in un contratto. Questa facoltà associata alla modifica del servizio permetterà quindi di escludere quel servizio per cui il prezzo è stato variato senza dover per forza rinunciare a tutto il resto.

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Il resto degli impegni coinvolgono invece aspetti di trasparenza nel rapporto con i clienti, in particolare Vodafone si impegna a:

  • fornire una sintesi contrattuale integrativa subito dopo la firma di un contratto,
  • creare una sezione nell’area personale in cui siano riportate in ordine cronologico e dettagliatamente tutte le modifiche contrattuali applicate ai clienti che rientrano nella tipologia di offerta oggetto della modifica
  • informare l’Agcom ad ogni modifica contrattuale e
  • creare un’Unità di Vigilanza che verifichi ogni sei mesi la corretta applicazione dei precedenti impegni.

Tutti questi impegni sono stati accettati dall’Autorità (determina 90/20/DTC) al termine di un procedimento sanzionatorio conclusosi lo scorso febbraio con la condanna dell’operatore (atto di contestazione 2/20/DTC). Il procedimento era stato aperto a luglio 2019 da alcuni clienti in possesso di una SIM dati con tariffa a consumo che si erano visti applicare un canone fisso di 5€, proprio a seguito di una rimodulazione.

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Honor 9X Pro fa i primi passi in Europa

Lo scorso 24 febbraio Huawei ha presentato al mondo un nuovo smartphone, Honor 9X Pro, evoluzione del 9X sotto vari punti di vista: processore aggiornato a Kirin 810, raffreddamento liquido, vetro posteriore curvo e tante altre novità.

Mancano i servizi Google, ma è una cosa a cui ci dobbiamo abituare con gli smartphone Huawei, dato che la società si sta muovendo sempre più distante da Google. Al suo posto troviamo la suite HMS (Huawei Mobile Services).

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Per quanto riguarda il prezzo, è confermato a 249 euro (per la versione 6GB+128GB), ma non è ancora chiaro quando arriverà in Italia. Dopo l’Egitto, dove le fasi di pre-ordine sono già iniziate da tempo, ora tocca a Francia e Olanda.

In queste due nazioni, è possibile registrarsi al programma Early Bird, tramite il sito HiHonor, e partecipare all’estrazione di 20 smartphone gratuiti da distribuire prima che siano disponibili per tutti.

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Con cosa ci stupirà OnePlus il 3 marzo? Non sarà uno smartphone, questi i primi indizi (video)

I prossimi top di gamma OnePlus arriveranno con l’ufficializzazione della serie OnePlus 8 ma, stando a quanto emerso nelle ultime ore, il produttore cinese starebbe preparando un’ulteriore novità.

Quanto appena detto emerge dal tweet pubblicato dalla divisione indiana di OnePlus. Il contenuto, che potete vedere in fondo a questo articolo, è centrato su un breve video che mostra dei dettagli confusi di un dispositivo non identificato e che sarà presentato ufficialmente il prossimo 3 marzo. Anche OnePlus UK ha detto la sua, specificando che non si tratterà di uno smartphone o di un prodotto commerciale ma senza aggiungere altro.

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Dunque intuiamo che potrebbe trattarsi del concept di un dispositivo. Sicuramente non sarà OnePlus 8, che vedremo successivamente al 3 marzo.

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