Instagram punta su Reels e lo sposta in primo piano nella sua app (foto)

Dopo averlo lanciato qualche giorno fa, Instagram dimostra di puntare parecchio su Reels, la sua sezione di social network che sfida apertamente il dominio di TikTok.

Infatti nelle ultime ore diversi utenti del noto social network fotografico hanno segnalato una novità nell’interfaccia dell’app: il collegamento diretto a Reels è stato portato in primo piano, proprio nella barra inferiore di navigazione dell’app, come potete vedere dallo screenshot presente nella galleria in basso. Il collegamento a Reels ha preso il posto del collegamento alla sezione di Ricerca, spostato nella barra superiore.

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La novità al momento sembra essere limitata esclusivamente agli utenti indiani di Instagram. Staremo a vedere se nelle prossime settimane verrà estesa anche agli utenti europei e a noi in Italia.

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Ecco Mi 10 Ultra, lo smartphone per il 10° anniversario di Xiaomi che punta a essere memorabile (foto)

A pensarci oggi sembra assurdo che un nome di rilievo come Xiaomi esista da solo dieci anni, eppure è così. Il 6 aprile del 2010 Lei Jun, Lin Bin e altre sei persone fondarono un’azienda che nel giro di pochissimo tempo ha saputo imporsi come un vero e proprio colosso, con attività che spaziano in tutti i campi anche al di fuori dell’hi-tech.

Rimanendo nel reame degli smartphone – probabilmente il settore in cui almeno in Occidente è più conosciuta – Xiaomi ha voluto celebrare il primo decennio di attività con il lancio di un dispositivo memorabile: Xiaomi Mi 10 Ultra. Questa speciale “commemorative edition” – come era nota in un primo momentopunta al top, al non plus ultra, e si presenta quindi con un equipaggiamento di altissimo livello.

  • Schermo: AMOLED curvo da 6,67″ Full HD+ (2.400 x 1.080 pixel) in 20:9, 394 PPI, 120 Hz (touch a 240 Hz), HDR10+
  • CPU e GPU: octa-core Qualcomm Snapdragon 865 da 2,84 GHz con GPU Qualcomm Adreno 650
  • RAM e archiviazione: 8/12/16 GB di RAM LPDDR5 e 128/256/512 GB di memoria UFS 3.1 (non espandibile)
  • Fotocamera posteriore: sensore principale da 48 MP f/1.8 + teleobiettivo 2x da 48 MP f/4.1 + teleobiettivo 5x da 12 MP f/2.0 + grandangolare a 128° da 20 MP f/2.2; autofocus PDAF/Dual Pixel, OIS
  • Fotocamera frontale: 20 MP
  • Connettività: dual SIM 5G/4G, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.1, NFC, Dual-frequency GPS/A-GPS/GLONASS/BeiDou/Galileo, USB-C e sensore IR
  • Batteria: 4.500 mAh con ricarica rapida 120 W, ricarica wireless a 55 W ed inversa a 10 W
  • OS: Android 10 con MIUI 12
  • Dimensioni e peso: 162,38 x 75,04 x 9,45 mm e 221,8 g
  • Altro: lettore d’impronte integrato nel display, riconoscimento facciale, speaker dual-stereo, raffreddamento a liquido LiquidCool 2.0

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Mi 10 Ultra è il primo smartphone Xiaomi con refresh rate superiore a 90 Hz e il primo a supportare livelli di potenza elettrica per la ricarica impressionanti: 120 W con cavo che scendono a 55 W in wireless. Permettendo così di passare da 0% a 100% in soli 23 minuti (40 in wireless) e di caricare altri dispositivi tramite la ricarica inversa a 10 W.

Per quanto riguarda il comparto fotografico il telefono ha già fatto in tempo a impressionare i recensori di DxOMark che lo hanno incoronato il miglior smartphone per scattare fotografie e registrare video (qui potete leggere il nostro articolo). Anche a livello di potenza di calcolo Xiaomi Mi 10 Ultra non lascia niente al caso e grazie all’adozione di copiose quantità di RAM LPDDR5 e memorie UFS 3.1 è riuscito a raggiungere su AnTuTu il punteggio di 680.000.

Trattandosi di un modello speciale il telefono è disponibile in particolari colorazioni “di lusso”: Obsidian Black, Mercury Silver o Transparent Edition. I prezzi variano in base al taglio di memoria, per cui abbiamo (al cambio attuale con lo yuan): circa 650€ per 8/128 GB, circa 685€ per 8/256 GB, circa 735€ per 12/256 GB e infine circa 855€ per 16/512 GB.

“Guardando ai dieci anni passati, cosa ci ha reso orgogliosi? Abbiamo reso gli smartphone accessibili a tutti e accelerato lo sviluppo dell’Internet mobile, abbiamo collaborato con gli imprenditori che la pensano come noi e insieme abbiamo cambiato molti settori industriali, infine abbiamo aiutato molte persone a migliorare la qualità della propria vita, ad acquisire competenze, a ricevere una formazione sul lavoro, ad ampliare i propri punti di vista e le proprie possibilità, e a donare loro speranza.” ha dichiarato il CEO Lei Jun.

Chiudiamo con una nota curiosa: a quanto pare la mamma di un noto blogger orientale ha pubblicato per errore in anteprima il video hands-on del telefono, bucando l’embargo che di solito viene imposto dalle aziende in questi casi. La storia è diventata virale, al di là del contenuto stesso, e ora il blogger potrebbe trovarsi a dover rispondere pagando una penale che in questo caso arriva fino a un milione di dollari.

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Eolo chiude l’anno fiscale in forte crescita: si punta a diminuire il Digital Divide

Tempo di vacche grasse per Eolo. Il fornitore di servizi ha infatti comunicato i risultati dell’anno fiscale, caratterizzati da una crescita sostanziosa dei ricavi e dei nuovi clienti. Nell’ultimo esercizio in questione, chiuso lo scorso 31 marzo 2020, Eolo ha realizzato ricavi pari a 157 milioni di euro, registrando dunque una crescita del 24% rispetto al precedente periodo, suddivisi tra mercato Consumer (107 milioni) e mercato Business (50 milioni).

Nel corso dell’esercizio l’azienda ha totalizzato ben 98 milioni di euro in investimenti, supportati anche da un accordo di finanziamento risalente lo scorso dicembre per un ammontare complessivo di oltre 155 milioni di euro, cifra fornita da un pool di sei istituti di credito internazionali e domestici. Un ulteriore piano di investimenti da 150 milioni è stato annunciato lo scorso 12 maggio con l’obiettivo di azzerare il cosiddetto Digital Divide nelle aree del territorio italiano non ancora coperte da connessione ultraveloce.

Lo scopo, nello specifico, è quello di estendere la rete a banda ultra-larga FWA ad altri 1.500 comuni in Italia entro la fine del prossimo anno. In questo modo l’azienda andrà ad integrare ancor di più i 6000 comuni già coperti dal servizio, che da sole costituiscono il 78% delle unità abitative collocate nelle cosiddette “zone bianche”.

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Dal punto di vista del settore Business invece, Eolo ha continuato lo sviluppo dei suoi servizi dedicati, arrivando a connettere circa 70 mila unità tra imprese ed enti di pubblica amministrazione.

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Con Poco Xiaomi punta ad allargare il mercato. Dopo 2 anni ecco l’F2 Pro

Il nome, oggettivamente, non è il massimo, specie per il mercato italiano. Il brand ‘Poco’ dice, per l’appunto, poco o quasi nulla al grande pubblico italiano e sicuramente di primo acchito fa storcere il naso, ma basta pensare a chi c’è dietro – il colosso cinese Xiaomi – e a cosa ha già prodotto (uno smartphone, l’F1 che all’epoca della sua uscita, nell’estate del 2018 fu definito un ‘miglior acquisto’ per il rapporto qualità/prezzo) e già il discorso di fa più interessante.

Per Poco vale quanto già abbiamo visto con Honor e Realme: nati come spin-off di brand più noti come Huawei e Oppo per la vendita di smartphone a basso prezzo e poi diventati indipendenti con top di gamma che se non si avvicinano ai mille euro, comunque si discostano e parecchio dall’idea di low cost che aveva accompagnato la loro nascita. Con Poco Xiaomi vuole continuare a conquistare fette di mercato diversificando il portafoglio prodotti e allargando la fascia di clienti alla quale rivolgersi.

E l’ultimo uscito, l’F2 Pro, va proprio in questa direzione. Creato per gli appassionati di tecnologia, punta tutto sulle performance, ma a un prezzo più accessibile rispetto a quello di un tradizionale flagship.

La piattaforma è l’ormai collaudatissimo Snapdragon 865 con connettività 5G abbinato a un processore chip Kryo 585 octa-core e alla GPU Adreno 650. La Ram è diversificata in base alle due configurazioni: 6 giga con uno storage a 128 e 8 giga con uno storage da 256. Il prezzo è di 499 euro per la prima da 6GB+128GB e 599 euro per la seconda.

Pensato per il gaming, usa la tecnologia LiquidCool 2.0 con la più grande camera di vapore disponibile sul mercato, insieme a più lotti di grafite e grafene, per mantenere il dispositivo fresco.

Il display è un amoled da 6,67” a tutto schermo, grazie alla pop-up camera, una soluzione che altri produttori hanno abbandonato perché non garantisce la resistenza all’acqua e alla polvere e soprattutto non ha le stesse prestazioni in termini di velocità di sblocco con il riconoscimento facciale.

Il comparto fotografico è costituito da una quad camera posteriore da 64MP e la pop-up camera da 20MP con sensore Sony IMX686. L’obiettivo ultra grandangolare da 13MP è a 123 gradi, il sensore macro è da 5MP e un quello di profondità da 2MP. La registrazione video può essere a 8K e 4K.

La batteria è da 4.700 mAh con carica rapida da 30W, che può ricaricare il dispositivo al 64% in 30 minuti e al 100% in 63 minuti.

Agi

Xiaomi punta a mantenere anche nel 2020 il record per il camera-phone con più MP

La rincorsa all’aumento dei Mega Pixel nelle fotocamere degli smartphone non accenna a rallentare. Giusto un paio di giorni fa parlavamo del progetto di un nuovo fantasmagorico sensore fotografico da 600 MP, in via di sviluppo da parte di Samsung. Tuttavia questa tecnologia – in grado di vedere meglio dell’occhio umano – non sarebbe pensata per l’utilizzo sui telefoni (non in prima battuta almeno), quanto per usi in ambito medico o automotive.

“Verso l’infinito e oltre!” (cit.) Il record di MP su smartphone per il 2019 è detenuto da Xiaomi, che ha commercializzato per prima su Mi Note 10 (anche noto come Mi CC9 Pro) il sensore ISOCELL Bright HMX da 108 MP realizzato proprio da Samsung. Entro quest’anno, comunque, l’azienda coreana avrebbe in programma di lanciare un nuovo dispositivo dotato di un sensore ancora più capiente, da 150 MP.

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Ancora non ci sono ipotesi su quale modello potrebbe essere equipaggiato con questa tecnologia, ma le voci che circolano parlano di un lancio entro la fine dell’anno. Anche stavolta però Samsung potrebbe essere battuta, proprio da Xiaomi. Stando a quanto pubblicato su Weibo dal solitamente affidabile leaker Ice Universe, la società cinese sarebbe pronta a inserire il nuovo sensore sull’erede di Xiaomi Mi Note 10, previsto per gli ultimi mesi del 2020.

La corsa è comunque affollata, partecipano infatti anche Oppo e Vivo, che però non sarebbero pronti ad abbracciare la nuova tecnologia prima del 2021. Dopo la moltiplicazione del numero dei sensori, ora la moda sembra essere focalizzata sulla quantità di MP, per cui non vi stupite se vi salutiamo riportando le ultime voci in materia: Samsung potrebbe essere già al lavoro per un sensore per smartphone da 250 MP.

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Turismo

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bruxellesjpg L'Ente del Turismo delle Fiandre (Visit Flanders) terrà domani, 4 marzo 2015 alle ore 14:00, il nuovo webinar realizzato in collaborazione con Travel Quotidiano. Relatore dell'incontro sarà Silvia Clarin, responsabile trade Turismo Fiandre.
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