YouTube in futuro potrebbe farvi scegliere nelle impostazioni la qualità video che preferite

Lo sappiamo benissimo: quando avviamo un nuovo video su YouTube possiamo scegliere la qualità video che preferiamo (o la abbassa di proposito per ottime ragioni). Ma non sarebbe meglio avere una impostazione predefinita che ci permetta, magari, di puntare al massimo risparmio dei dati? In futuro potrebbe essere così.

XDA Developers ha infatti spulciato nel codice di YouTube 15.12.33 e ha beccato qualche nuova stringa che parla chiaramente di “Preferenze qualità video“, con alcune opzioni che parlano di “maggiore qualità” o “risparmio dati“, differenziando anche la qualità in base alla rete a cui si è collegati (Wi-Fi o rete mobile).

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Questi cambiamenti potrebbero arrivare in futuro, come potrebbero essere scartati: il fatto di aver trovato qualche riferimento all’interno del codice non ci assicura assolutamente che riceveremo ciò che è stato trovato. Certo è che potrebbe far comodo una voce del genere all’interno delle impostazioni. Voi la usereste?

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Il traffico internet cresce, ma ridurre la qualità “non è necessario”

I dati scambiati sulla rete fissa sono raddoppiati e (soprattutto) i momenti di picco si sono innalzati del 40%. Ecco i numeri aggiornati trasmessi da Fastweb all’AGCOM. Un’ulteriore conferma dello stress cui infrastrutture e operatori sono sottoposti in questi giorni. Durante la clausura, gli italiani telefonano, navigano e (soprattutto) guardano e giocano molto di più.

Traffico e momenti di picco

Per quanto riguarda la rete fissa, il volume di dati complessivo giornaliero si attesta di solito intorno a 10-12 PetaByte. In questi giorni ha raggiunto invece i 18-20 PetaByte. Il test di tenuta più importante però non è il traffico totale ma l’intensità del picco. Se si regge quando arriva l’onda anomala, si riesce a gestire anche tutte le altre. Ed è quindi questo il dato che più racconta la singolarità del momento: i picchi, che di solito si fermano a 2,8 terabit al secondo, si sono arrampicati a 3,9 terabit al secondo. L’aumento sfiora quindi il 40% e, come ha spiegato il cto di Fastweb Andrea Lasagna, somiglia molto a quello che si registra di solito in un anno intero. Solo che, stavolta, è successo nel giro di qualche giorno.

L’aumento di video e giochi

Assieme all’incremento del volume, è cambiata la composizione del traffico. Pesano sempre di più streaming e videogiochi, mentre la semplice navigazione e lo smart working hanno un peso più gestibile. In termini di volume di dati giornalieri, il traffico video è cresciuto del 30% e rappresenta la metà del totale. Ancora più imponente è stata l’espansione dei videogiochi: il traffico è quadruplicato, fino a costituire il 15% del totale.

Riduzione della qualità “non necessaria”

Sono questi i dati che hanno convinto la Commissione europea a chiedere (e ottenere) da alcune piattaforme di streaming la riduzione delle qualità video: Netflix ha risposto riducendo il bitrate (cioè la velocità e quindi la qualità di riproduzione) in modo da tagliare un quarto del proprio peso sulle reti europee per 30 giorni. E anche Youtube ha adottato misure simili. La Commissione si è rivolta però anche agli utenti (per convincerli a usare meno dati mobili e, quando possibile, qualità di riproduzione più bassa) e agli operatori. Ad oggi, sottolinea Fastweb, misure che consentano di intervenire su particolari tipologie di traffico, quali il video o il gaming, “non si sono rese necessarie”. Per il momento, gli interventi sulla rete sono stati sufficienti: i principali snodi di rete sono stati potenziati per supportare picchi fino a 4,4 terabit al secondo. Ci sarebbe quindi margine. E la scelta di Netflix dovrebbe facilitare le cose. Per cui, afferma Fastweb, un intervento per gestire streaming e videogiochi “saranno adottate solo in caso di situazioni particolarmente critiche”.

Lo smart working “non è una criticità”. Ecco perché

I dati aggiornati confermano che lo smart working non rappresenta un fattore significativo. O almeno non abbastanza da premere sulla tenuta delle reti. Lo dimostrano diverse cifre. La quota del traffico assorbita dalla navigazione Internet è “sostanzialmente stabile”, attorno al 18%. Una cifra tutto sommato contenuta se si considera che sono molti di più gli utenti che usano il web rispetto agli abbonati delle piattaforme di streaming. È aumentato il traffico voce (cioè si telefona di più) e, anche nel caso di video-conferenze fatte per lavoro, le applicazioni più utilizzate sono molto più leggere di un film. Ci sono poi altri due prove. Primo: il picco arriva dopo le 18, cioè negli orari più utilizzati per lo svago e meno per il lavoro. Secondo: il traffico in upload, che in parte può essere ricondotto proprio al lavoro da remoto, sta crescendo a un ritmo superiore rispetto al traffico complessivo (+50%), ma resta il 10% del totale. Il resto è costituito dai download. “È un segno – afferma Fastweb – che l’aumento dello smart working è pienamente compatibile con gli attuali dimensionamenti di rete e non rappresenta una fonte di criticità”.

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Qualità dei farmaci: chiarimenti sui provvedimenti di ritiro di lotti di medicinali

L’Agenzia Italiana del Farmaco intende fornire chiarimenti in merito
ai provvedimenti di ritiro di lotti di medicinali, al fine di diffondere
un’informazione al pubblico corretta e veritiera. Si ribadisce
che i ritiri possono essere effettuati a scopo cautelativo, a seguito di
segnalazioni provenienti dal territorio oppure di controlli effettuati
dalla stesse Aziende farmaceutiche o dall’AIFA, come previsto dalla
normativa vigente (D. Lgs. 219/2006). L’attività di controllo della
qualità della produzione dei farmaci è fra i compiti istituzionali
dell’Agenzia. I difetti segnalati vengono classificati in funzione della loro gravità e
pericolosità, pertanto se il difetto riscontrato può comportare un
serio rischio per la salute, vengono disposti provvedimenti restrittivi
ai sensi dell’art. 142 del D. Lgs. 219/2006 e laddove si ravveda
un’effettiva necessità si procede anche con opportuna comunicazione sul
sito istituzionale dell’AIFA e attraverso i mezzi di informazione.

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