Un top di gamma con un’immensa batteria a ricarica ultra rapida? Xiaomi ci sta pensando

La categoria dei battery phone solitamente racchiude dispositivi di fascia media, che puntano più ad assecondare l’obiettivo di consumare il meno possibile per raggiungere un’autonomia impareggiabile, piuttosto che rimboccarsi le maniche per assicurare prestazioni di alto livello. Con la pressoché unica eccezione dei ROG Phone di ASUS, il prototipo di questa tipologia di smartphone sono alcuni modelli della serie M di Samsung, come Galaxy M31. Dalla Cina però giungono voci circa la volontà di Xiaomi di modificare i connotati di questo segmento del mercato.

Il colosso cinese sarebbe infatti al lavoro sull’ennesima variante della serie Mi 10, dotata di specifiche da fascia alta, ma soprattutto di una batteria superiore ai 6.000 mAh. Una simile capacità farebbe anche il paio con la tecnologia di ricarica ultra rapida che Xiaomi sta mettendo a punto da tempo, capace di erogare una potenza massima di almeno 100 W.

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Se le indiscrezioni si rivelassero fondate (che si tratti sempre di questo misterioso smartphone?), potremmo presto trovarci di fronte ad uno smartphone senza compromessi in termini di prestazioni e con un’autonomia finalmente all’altezza della situazione, sorretta per giunta da una ricarica così rapida da coprire in pochi minuti le rare défaillance energetiche. Certo, il peso complessivo rischierebbe di lievitare, ma sarebbe lo scotto da pagare per chi da sempre desidera anteporre l’autonomia a tutto il resto. E voi che cosa pensate a riguardo?

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Dalla Svezia arriva la batteria protonica: ecologica, si ricarica in pochi secondi e non perde capacità nel tempo

Ormai sono anni che le batterie, ossia i dispositivi in grado di accumulare e conservare la carica elettrica, rappresentano uno dei maggiori colli di bottiglia per lo sviluppo tecnologico. Dagli smartphone alle auto elettriche, le batterie rappresentano una delle sfide più grandi per ingegneri e scienziati che in tutto il mondo stanno cercando soluzioni che possano fornire energia in quantità, a lungo e senza troppe complicazioni nella costruzione e nell’uso, mantenendo compatte le dimensioni e magari anche eco-sostenibili.

La notizia di oggi è che dei ricercatori dell’università di Uppsala in Svezia, sono riusciti a mettere a punto un prototipo di batteria protonica che si può ricaricare in pochi secondi senza il supporto dell’elettronica avanzata – come avviene invece con le comuni batterie al litio. Si tratta di un’invenzione con le carte in regola per iniziare una nuova rivoluzione visto che è completamente realizzata con materiali organici (per la precisione chinoni, composti del carbonio, presenti in abbondanza in natura, e soluzione acquosa acida come elettrolita) che la rendono priva di rischi di esplosione o incendio.

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La ricarica può avvenire tramite una cella solare e riesce ad operare fino a 500 cicli di carica/scarica senza perdita significativa di capacità elettrica. Come se tutto ciò fosse poco, la batteria protonica non è influenzata nelle sue prestazioni dalla temperatura ambientale – al contrario delle altre batterie che invece perdono capacità a basse temperature – riuscendo ad operare in maniera immutata fino a -24°. Molte speranze circondano questa invenzione che speriamo si trasformi in realtà il prima possibile.

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