Siete alla ricerca di custom ROM di Android 12L? Ecco le più aggiornate

Android 12L è ormai realtà per un manciata di Pixel, ma grazie al modding è possibile averne un assaggio su un numero di smartphone più ampio. Andiamo a vedere due delle custom ROM basate su Android 12L più interessanti.

Descendant è una delle prime custom ROM ad aver abbracciato la base stabile di Android 12L. Si tratta di una ROM dall’aspetto minimalista, integra tutte le peculiarità principali di Android 12L con l’aggiunta del Face Unlock ed è stata aggiornata l’ultima volta ad aprile. Qui sotto trovate il link per scaricarla e il changelog completo.

  • Bug fixes
    • Solved an issue that was causing collision between Sony’s styled clock and weather
    • Solved an issue that was causing wrong scaling for vibration icon in volume bar
    • Solved an issue that was preventing Sony’s styled clock to correctly update time
    • Solved a typo in Settings for the word “lockscreen” in English localization
  • Improvements
    • Improved fingerprint processes haptic feedback
    • Improved Gestures Magic operativity on clean install
    • Improved the amount of available apps tinted icon for launcher
  • Interface changes
    • Brightness bar transition from unexpanded Quick Settings Panel to fully expanded Quick Settings Panel has been improved
  • New features
    • Face Unlock has been added
    • Fullscreen gestures, added in : Settings > System > Gestures > System navigation > Gesture navigation (gear icon)
    • What’s new can now check and notify for Descendant system updates
    • Weather app has been added and will feed weather infos to the system and users
  • Security patches level
    • April 2022

Oltre all Descendant troviamo anche la Pixel Experience. Si tratta di una custom ROM che offre un’esperienza utente vicinissima a quella offerta da Google sui suoi Pixel, con l’aggiunta di qualche interessante personalizzazione. In questo articolo abbiamo parlato del suo ultimo aggiornamento e dei dispositivi compatibili.

Qui sotto trovate il link di download e il changelog completo associato all’aggiornamento più recente.

  • Vanilla version
    • April security patch
    • Fixed charging animation not appearing
    • Fixed unlock sound playing repeatedly
    • Updated translations
    • Others fixes
  • Plus version:
    • LiveDisplay (color profile, display mode, reading mode, color calibration)
    • Hide Notch support
    • StatusBar shortcuts
    • Rotation settings
    • Lock screen display (media cover, music visualizer, power menu)
    • Per-app volume settings
    • Increasing ring volume
    • Different gestures
    • Power and Volume button customizations
    • Network traffic monitor
    • Brightness (brightness slider, auto-brightness, brightness control)
    • Quick settings (quick pulldown, title visibility, vibrate on touch, rows, columns)

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Siete alla ricerca di custom ROM di Android 12L? Ecco le più aggiornate

6G, grafene e droni intelligenti: il punto sulla ricerca di Ericsson in Italia

AGI – Tre centri di ricerca e sviluppo dove si fa sperimentazione sulle tecnologie legate al settore broadband, in cui si testano modalità di trasmissione dati che poggiano sui nuovi materiali e sulla fotonica. Dove soprattutto si lavora ai nuovi servizi legati al 5G, le reti superveloci di nuova generazione, e anche al 6G, “tecnologia che sarà in grado di abilitare il cosiddetto Internet dei sensi. Ogni volta che c’è una transizione tecnologica la domanda è sempre la stessa: che cosa ne faccio? Per questo è importante lavorare sui servizi che le nuove tecnologie possono offrire”. Parola di Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia.

Proprio della compagnia svedese stiamo parlando, che la scorsa settimana ha tenuto il suo annuale Ericsson R&D Day: 700 ricercatori per fare il punto sui risultati e gli sviluppi dei tre centri ricerca della compagnia: Genova, Pisa e Pagani (in provincia di Salerno).

“Si tratta di realtà vicine ai centri di ricerca e alle Università” ha detto sempre Pane. Che vuol dire dialogare con il territorio. E con le aziende. Perché fondamentale è “l’ancoraggio con il territorio e la collaborazione con startup e PMI innovative”. 

La trasmissione fotonica e l’uso del grafene 

Intanto, dall’incontro sono emersi anche alcuni dati, utili per capire su che settori sta investendo la compagnia svedese. Parliamo di “brevetti sull’uso di materiali nuovi come il grafene, che ha caratteristiche superiori al silicio e performance migliori anche in termini di sostenibilità”.

Parliamo di brevetti sulla “sicurezza. Il cloud è sì molto flessibile, ma aumenta la vulnerabilità della rete su attacchi hacker e malevoli” e di “brevetti con sistemi che includono Machine Learning e Artificial Intelligence per far sì che la macchina impari quali siano gli eventi considerati malevoli, filtri gli attacchi e collabori con gli umani”. Brevetti? Sì c’è anche un numero. 750 in vent’anni (1 ogni 10 giorni). 

Tecnologie per tutti

Parliamo di 5G e 6G, di tecnologie che sanno di futuro, che affascinano anche. Già ma quando saranno tra noi? Di sviluppo a ‘macchia di leopardo’ ha parlato Pane. Il gaming ad esempio è uno dei settori più avanzati in questo senso.

“Altri settori, come il medicale, avanzano. In pochi anni inizieremo a vedere un utilizzo del 5G importante”. Qualche esempio? Pane ha parlato di “ambulanze intelligenti. Già con una chiamata al 118 il paziente fornirà i suoi dati biometrici del momento prima di arrivare in ospedale, dando al medico suggerimenti utili. Spero – ha detto anche – che ci sia una spinta su digitalizzazione, industria, e sostenibilità. Non possiamo aspettare: sono progetti che, dato il PNRR, dobbiamo realizzare”.

Qui Genova, droni per il monitoraggio delle strade 

Nell’ambito del progetto “5G SmartG”, per infrastrutture stradali sicure a Genova, i ricercatori di Ericsson hanno equipaggiato con tecnologia 5G un drone per il monitoraggio da remoto di strade e ponti e la raccolta di informazioni.

Nello specifico si sfruttano le caratteristiche di bassa latenza ed elevata capacità di trasmissione di video HD di una rete 5G commerciale e avanzati algoritmi per l’Intelligenza Artificiale. E l’innovazione? Il drone ha modulato la capacità di trasmissione dati in base a quanto rilevato, «poi grazie alla blockchain abbiamo garantito che la trasmissione dei dati avvenisse in modo non hackerabile.

Qui Torino: l’orchestra allineata grazie al 5G

A Torino è andato in scena il primo concerto 5G itinerante al mondo. Musicisti e attori si sono esibiti da punti diversi della città di Torino, tra cui Palazzo Madama e Piazza Castello, dando vita ad un’esibizione artistica sincronizzata.

La rete 5G ha garantito in modo costante alte velocità e bassissime latenze, per assicurare una trasmissione contemporanea di diversi flussi video in alta definizione dalle videocamere alla regia centrale. La copertura 5G all’interno di Palazzo Madama è stata realizzata attraverso una progettazione personalizzata e con apparati non invasivi, coprendo tutta l’area senza alcun impatto estetico. 

Qui Ferrara: il servizio di lettura a distanza

Il progetto si chiama The Storytellers Project e ruota attorno ad uno strumento dedicato ‘ai bambini’. Di fatto si tratta di “raccontare una fiaba in modo innovativo grazie ad una sorta di ‘campana’ che genera una richiesta di informazione che viaggia sulla Rete in 5G, in sicurezza. Il bambino si collega con i volontari che raccontano la storia al bambino. La campana può accompagnare inoltre il bambino che può essere seguito nello studio e nei giochi”.

Come funziona? Il bambino prende in prestito dalla biblioteca la “campana”, il suo nome è Storybell, che potrà suonare quando desidera ascoltare una storia. In questo modo una telefonata viene indirizzata ai lettori disponibili, fino a quando il primo risponde e diventa lo “storyteller” di quel bambino, per quella lettura. Da quel momento le persone possono parlarsi in tempo reale attraverso la campana. Il progetto mira a supportare le relazioni intergenerazionali e ha ricevuto fondi dal progetto europeo Designscapes per lo sviluppo dell’idea e la prototipazione. 

Qui Castel Volturno: sport, inclusione e 5G 

Tam Tam Basketball è un’associazione no-profit, formata da figli di immigrati nati in Italia ma privi di cittadinanza. Lo scopo dell’associazione dilettantistica sportiva di Castel Volturno, gestita dall’ex cestista Massimo Antonelli, è generare un impatto positivo sulla vita dei ragazzi e delle ragazze, con una particolare attenzione all’inclusione sociale attraverso lo sport.

I ricercatori Ericsson di Genova e Pagani hanno messo in campo le loro competenze in ambito analytics e trasmissione dei dati su rete cellulare per rilevare i principali parametri fisiologici dei giocatori, così come i dati relativi ai movimenti, alla postura e ai tiri a canestro. I dati, rilevati tramite una pettorina dotata di sensori e videocamere HD, vengono trasmessi a un’infrastruttura edge cloud tramite rete 5G, quindi processati e visualizzati in una dashboard che permette ai giocatori di monitorare le proprie prestazioni e migliorarsi costantemente.

Qui Lioni (Avellino): il progetto borgo 4.0

Il progetto Borgo 4.0 è un progetto di Smart City in corso a Lioni, in provincia di Avellino, dove sorgerà un laboratorio di sperimentazione tecnologica per la smart mobility in ambiente reale. Qui parliamo di soluzioni, ha spiegato sempre Pane, “di industria 4.0 e anche di una area di ricerca civile: con sistemi di controllo del territorio, di sicurezza, prevenzione e monitoraggio utilizzando IoT. La sicurezza degli oggetti e delle persone è fondamentale per rendere questi progetti utilizzabili all’interno di una comunità – ha detto ancora il Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia – è il nostro next to come”.


6G, grafene e droni intelligenti: il punto sulla ricerca di Ericsson in Italia

La ricerca di YouTube Music ora funziona anche per i brani scaricati (foto)

Nell’ultimo periodo l’app YouTube Music ha ricevuto diversi aggiornamenti che hanno cercato di rendere l’esperienza d’uso più simile a quella di servizi come Spotify o Apple Music. L’ultimo update aggiunge una funzione estremamente utile per chi utilizza il servizio offline.

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Adesso infatti la ricerca dei contenuti su YouTube Music funzionerà anche offline e mostrerà tra i risultati le canzoni o gli album scaricati sul dispositivo. Nella schermata di ricerca sarà infatti mostrato un nuovo tab denominato Downloads che permetterà di filtrare i risultati affinché siano mostrati solo i contenuti disponibili anche offline. In questo modo non è più necessario recarsi in Libreria > Download ogni volta che si è offline, ma basta ricercare normalmente.

Questa funzione è disponibile a partire dalla versione 4.40 dell’app YouTube Music, arrivata sul Play Store ormai da diverse settimane. Nel caso in cui il nuovo tab di ricerca non sia mostrato, basterà chiudere l’app con un Arresto Forzato dalle Impostazioni del dispositivo.

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La ricerca di YouTube Music ora funziona anche per i brani scaricati (foto)

Chrome si arricchisce di una novità molto utile per la ricerca: come provarla subito (foto)

Google è sempre alla ricerca di nuove soluzioni per le sue app e i suoi servizi per dispositivi mobili. E proprio in questo contesto rientra la novità in fase di distribuzione per Google Chrome, il suo browser web.

La novità riguarda la barra di ricerca dei contenuti e consiste in suggerimenti automatici proposti in base alla scheda che si sta visualizzando: il video che vedete in fondo a questo articolo mostra un esempio pratico, in cui vengono suggerite schede attinenti all’argomento visualizzato e presenti su altri siti web. Questo permette di risparmiare notevolmente tempo quando si è alla ricerca di contenuti correlati.

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La novità potete già provarla, anche sulla versione stabile di Chrome. Basterà abilitare il flag disponibile all’indirizzo qui in basso.

chrome://flags/#continuos-search

9to5Google riferisce inoltre che la novità è in fase di distribuzione via server anche per coloro che non hanno abilitato il rispettivo flag. Fateci sapere se la trovate utile e se la userete spesso.

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Chrome si arricchisce di una novità molto utile per la ricerca: come provarla subito (foto)

YouTube Music sta testando una nuova funzione di ricerca, ma risulta piuttosto acerba

Google si sta impegnando duramente per far crescere il più possibile YouTube Music, aggiungendo all’applicazione nuove funzionalità e migliorando quelle esistenti. L’azienda di Mountain View sta ora testando un schedaLibreria” che aiuterà gli utenti a trovare più semplicemente la musica che stanno cercando, ma attualmente la soluzione sembra ancora poco funzionale.

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A notare questa nuova scheda per la prima volta è stato l’utente Reddit PeepAndCreep. Toccando su di essa e digitando le parole chiave di ricerca, questa mostrerà tutti i risultati rilevanti dalla vostra libreria. Purtroppo però, questo tipo di ricerca mostra solamente la musica in streaming di YouTube Music, mentre gli elementi caricati non appariranno qui. Questo fattore ne limita notevolmente l’utilità.

Toccando il profilo di un artista, sarete portati  alla pagina “nella mia libreria” per quell’artista, mentre toccando un album verrà mostrato nella sua interezza, anche se avete solamente alcune tracce salvate. Inoltre le playlist ufficiali di YouTube Music, le playlist fatte da altri utenti e le playlist collaborative non create dall’utente stesso, non saranno visualizzate in questa scheda. Tuttavia si tratta ancora di test che Google sta effettuando su alcuni utenti tramite un’attivazione lato server, e si spera che la funzione venga migliorata prima di un possibile lancio.

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YouTube Music sta testando una nuova funzione di ricerca, ma risulta piuttosto acerba

Nuovo aggiornamento per Google Chat: arrivano i filtri per la ricerca (foto)

Google Chat è disponibile per tutti gli utenti (prima era necessario avere un account Google Workspace) solo da una settimana ma è già arrivato il primo aggiornamento, focalizzato sul miglioramento della funzionalità di ricerca.

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A partire dalla versione Android, è infatti arrivata la possibilità di utilizzare dei comodi filtri di ricerca: basterà recarsi nella schermata di ricerca cliccando sulla barra per vedere la nuova interfaccia. Oltre a filtrare i risultati per data, anche secondo intervalli di tempo prestabiliti, sarà possibile specificare le conversazioni o i gruppi in cui andare ad effettuare la ricerca. Inoltre è presente il filtro per gli allegati, a scelta tra file Google Doc, PDF o video.

L’aggiornamento è al momento disponibile solo su Android, sia attraverso l’app Google Chat che l’app Gmail. Il client web e iOS riceveranno la ricerca con i filtri entro la fine del prossimo mese.

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Nuovo aggiornamento per Google Chat: arrivano i filtri per la ricerca (foto)

Google consentirà di scegliere il motore ricerca su Android. Ma solo in Europa

AGI – Google cede alle pressioni dell’Ue e annuncia che consentirà agli altri motori di ricerca sul mercato di poter essere scelti gratuitamente dagli utenti come ‘predefiniti’ sui dispositivi Android in Europa. Lo ha annunciato la società in un post sul proprio blog ufficiale.

La mossa di Mountain View arriva dopo l’affondo dell’Unione europea che nel 2018 aveva accusato la società di trarre un indebito vantaggio competitivo sui propri sistemi operativi multandola per 4,24 miliardi di euro. “Abbiamo rispettato la sentenza del 2018”, si legge nel post, che continua: “In dialogo con la Commissione europea, siamo andati anche oltre” introducendo “una schermata di scelta che chiede agli utenti di Android di scegliere un motore di ricerca predefinito”.

Sui dispositivi Android “le persone possono scegliere liberamente quali applicazioni usare, scaricare e impostare come predefinite”, scrive Oliver Bethell, direttore dell’area legale della società, “e le ricerche dimostrano che gli europei sanno come cambiare facilmente i motori di ricerca se desiderano farlo”. “A seguito di ulteriori feedback da parte della Commissione, stiamo apportando alcune modifiche finali alla schermata con le scelte multiple, compresa la partecipazione gratuita per i motori di ricerca ritenuti idonei”, si legge ancora nel post, che conclude: “Aumenterà anche il numero di motori di ricerca mostrati sullo schermo. Questi cambiamenti entreranno in vigore da settembre di quest’anno sui dispositivi Android”. 


Google consentirà di scegliere il motore ricerca su Android. Ma solo in Europa

Brave sfida Google con un motore di ricerca che mette la privacy al primo posto

Brave è uno dei tanti browser basati su Chromium che ha visto crescere la propria popolarità nell’ultimo anno, passando da 11 milioni a oltre 25 milioni di utenti attivi mensilmente, grazie ad alcune sue funzionalità e alla promessa di privacy e sicurezza durante la navigazione.

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Con un post sul suo sito, Brave ha annunciato lo sviluppo di un nuovo motore di ricerca focalizzato sulla privacy e che non raccoglie nessun tipo di dato sulla navigazione, utilizzando la tecnologia sviluppata da Tailcat, azienda acquisita proprio da Brave. Brave Search, questo il nome di tale servizio, utilizzerà database di ricerca indipendente per mostrare i risultati di qualità agli utenti, senza che questi rinuncino alla propria privacy.

È inutile dire che la concorrenza in questo campo è davvero agguerrita: Google e il suo motore di ricerca non hanno certo bisogno di presentazioni, motivo per cui sarà davvero difficile per Brave Search riuscire a “rubare” gli utenti di BigG. Ad ogni modo, nel caso vogliate iscriversi alla lista d’attesa per provare Brave Search, potete farlo da questa pagina.

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Brave sfida Google con un motore di ricerca che mette la privacy al primo posto

Che cosa si progetta nei laboratori aperti di Ericsson e quanto investe in Ricerca e Sviluppo

C’è un sistema conforme al GDPR e basato su blockchain, che tiene traccia dei dati personali e pubblici dell’utente, proteggendo i dati sensibili, in modo da attivare servizi in ambito healthcare. Un progetto sviluppato con RiAtlas, una startup dell’Università di Salerno specializzata nel monitoraggio dei pazienti da remoto tramite applicazioni che sfruttano il potenziale di AI, IoT, wearable e smartphone.

Ma c’è anche il progetto per il controllo remoto del robot umanoide R1 dell’Istituto Italiano di Tecnologia che, grazie alla rete 5G, potrà raccogliere in tempo reale una enorme quantità di dati sull’ambiente circostante, condizione necessaria per muoversi in modo autonomo e interagire con persone e oggetti anche negli ambienti esterni più complessi. Tra gli altri c’è poi 5G VR CoDrive, progetto che consente di essere guidati in viaggi virtuali, potendo vedere, muoversi e interagire come se si fosse realmente in presenza. Sono alcuni dei progetti nati negli Innovation Garage di Ericsson, laboratori tecnologici nati all’interno dei tre centri di Ricerca e Sviluppo della compagnia di Genova, Pisa e Pagani (in provincia di Salerno). 

Co-sviluppo aperto a startup e studenti

I tre Innovation Garage sono tra loro interconnessi, ma ognuno ha una competenza tecnologica specifica: il laboratorio di Genova è specializzato in latenza delle reti 5G, Pisa in robotica e Pagani in cybersecurity. Nel corso del 2020 si sono occupati prevalentemente di progetti in ambito healthcare, assistenza sociale e industria 4.0. Soprattutto i tre laboratori condividono l’approccio di fondo: hanno l’obiettivo di agevolare dipendenti, aziende, istituzioni, studenti, centri di ricerca e startup nelle attività di co-sviluppo e testing di soluzioni innovative, a supporto delle comunità locali. 

Contaminazione

“Oggi un’azienda per rimanere competitiva deve collaborare con i diversi attori dell’ecosistema in cui opera, facendo ricorso a idee, strumenti e competenze sia esterne che interne. Gli Innovation Garage sono luoghi di cross-fertilizzazione e sperimentazione, dove vige un approccio collaborativo e aperto all’innovazione” ha spiegato Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia.

Ericsson, quanto investe in R&d n Italia

La presentazione degli Innovation Garage è stata anche l’occasione per il punto sull’attività di Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia. La compagnia è presente nel nostro Paese da più di 100 anni, da 42 è impegnata in Ricerca e Sviluppo: negli ultimi 20 anni ha prodotto più di 600 brevetti. Tra le tappe più rilevanti di questo percorso la creazione nel 1978 della Divisione R&S a Roma e la prima dimostrazione in Italia del 5G nel 2017.


Che cosa si progetta nei laboratori aperti di Ericsson e quanto investe in Ricerca e Sviluppo