I 10 migliori robot aspirapolvere scontati al Black Friday

Il Black Friday di Amazon è ormai ampiamente avviato e tantissime offerte sono già iniziate, come altre sono anche già terminate, abbiamo quindi voluto selezionare per voi i migliori robot aspirapolvere in commercio per aiutarvi nella scelta di uno dei prodotti più ghiotti scontati durante la settimana del Black Friday.

Ricordatevi che Amazon ha già attive una serie di promozioni, così come un periodo di reso esteso. Rimane poi sempre valido il consiglio di seguirci nella nostra diretta su Telegram e di visitare il nostro indice delle offerte così come anche tutte le offerte direttamente sul sito Amazon.

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I 10 migliori robot aspirapolvere scontati al Black Friday

Arriva Astro di Amazon, robot casalingo che si muove come un cane

AGI – Amazon ha tenuto il suo tradizionale evento autunnale di presentazione dell’hardware: aggiornata la linea Echo e presentato un piccolo robot carino che cammina liberamente per casa come un cane con uno schermo intelligente. Astro, come è stato battezzato il robot, ha tre ruote (due grandi davanti e una piccola dietro) e un “collo” da cui pende uno schermo, su cui sono disegnati due occhi espressivi per dargli più personalità.

Lo schermo è fondamentalmente lo stesso di qualsiasi dispositivo intelligente della linea Echo di Amazon, consentendogli di visualizzare contenuti, effettuare videochiamate, fornire informazioni specifiche e così via.

Solo che, in questo caso, è mobile. Inoltre, l’azienda di Seattle ha detto che Astro può interpretare comandi come andare in una stanza specifica della casa e consegnare un oggetto a una persona specifica (cosa che si ottiene attraverso il riconoscimento facciale), così come monitorare la casa quando non c’è nessuno.

 Uno dei limiti di mobilità di Astro, tuttavia, è che non può salire o scendere le scale.

Il robot, il primo creato da Amazon, ha un prezzo di 1.000 dollari e la società lo ha classificato come prodotto “Day 1 Edition”, il che significa che l’unico modo per acquistarlo è richiedendo un invito alla società in anticipo.

Il gigante dell’e-commerce statunitense ha anche svelato il più grande display intelligente da parete di tutta la sua line-up fino ad oggi, l’Echo Show 15 da 15,6 pollici, con risoluzione HD 1080p, al prezzo di 250 dollari.

Con un design che imita quello di un quadro appeso al muro, l’Echo Show 15 ha una modalità di visualizzazione completa in modo che l’utente possa riprodurre l’immagine che vuole in grandi dimensioni, anche se questo può anche essere ridotto a metà dello schermo e condividere lo spazio con informazioni utili.

Così, le opzioni vanno dalla visione di contenuti in streaming da Amazon Prime Video o Netflix alla ricezione del segnale video in tempo reale da una telecamera di sicurezza installata sulla porta d’ingresso della casa.

L’azienda guidata da Andy Jassy ha anche sorpreso con un dispositivo dalla forma stravagante, simile a un periscopio, chiamato Amazon Glow, che combina le funzioni di una videoconferenza con quelle di un proiettore

Glow, al prezzo di 300 dollari, è progettato con i più piccoli in mente, in modo che quando si annoiano durante una videochiamata con amici o familiari, possono proiettare videogiochi o altri intrattenimenti dal dispositivo stesso per giocare con i loro interlocutori. 

Tra le altre presentaizoni, un termostato intelligente al prezzo di 60 dollari e un assistente vocale progettato per l’uso nei parchi a tema DisneyWorld e Disneyland che risponde al comando “Ehi, Disney”.

 L’evento di oggi è stata la prima grande presentazione di hardware della società da quando il fondatore di Amazon Jeff Bezos si è dimesso da CEO il 5 luglio per concentrarsi su altri progetti personali ed è stato sostituito da Andy Jassy, il suo confidente più fidato, che per anni ha guidato la redditizia divisione di cloud computing della società, AWS.

Bezos ha così messo fine a un lungo periodo di 27 anni alla guida di Amazon che lo ha portato a diventare l’uomo più ricco del mondo secondo la lista Forbes, e anche se si è dimesso dalla gestione quotidiana, rimane legato alla società che ha fondato, ora come presidente esecutivo.


Arriva Astro di Amazon, robot casalingo che si muove come un cane

La relazione tra uomo e robot, secondo Civiltà cattolica

Gunther Anders, discepolo di Heidegger, definiva l’uomo antiquato, obsoleto, perché l’avvento della tecnica ha permesso di svolgere ogni compito molto meglio di quanto lo facesse un umano. Con il digitale si ripropone un interrogativo vecchio con risvolti inediti. Fino a che punto il transumanesimo o postumanesimo permette alla tecnica di modificare la natura dell’uomo? Quali i punti di forza e quali ‘controindicazioni’, se lo chiede in un articolo intitolato “Uomo e macchina: una relazione inedita” che verrà pubblicato a breve su La Civiltà Cattolica, Giovanni Cucci, gesuita, docente di filosofia e psicologia all’Università Gregoriana di Roma e scrittore.

“La polarità che aveva caratterizzato l’era industriale – homo sapiens/homo faber – sarebbe sostituita da una più radicale polarità, tra homo e cyber. Uomo e macchina giungono ad avvicinarsi sempre più, fino a fondersi in un essere ibrido o a porre in atto nuovi tipi di unioni, capaci di superare i limiti posti dall’altro/a”, scrive Cucci.

Fra le molteplici opportunità offerte dalla rivoluzione digitale, si prospetta che le macchine “possano offrire anche un supporto terapeutico, venendo in aiuto alle ataviche difficoltà di comunicazione e relazione dell’essere umano. La consapevolezza di avere a che fare con una macchina priva di emozioni può costituire un vantaggio non secondario, capace di vincere possibili resistenze e chiusure. È il motivo alla base del successo di molte proposte di programmi di psicoterapia informatica”.

L’assenza di giudizio consente di rivelare anche gli aspetti più dolorosi e negativi di sé. E’ questo ad esempio il caso dei pazienti di un centro per alcolisti che intervistati tramite un computer tendevano a riferire un consumo di alcool del 30% superiore a quello riferito dai pazienti intervistati vis-à-vis. Anche i problemi sessuali sono più facili da raccontare a un computer piuttosto che a uno psichiatra. Negli Usa e in Giappone hanno già fatto la loro comparsa i domestici elettronici che forniscono l’opportunità di tenere compagnia agli anziani (e non solo) provvedendo a ogni loro necessità, di giorno e di notte. “Essi sono sempre disponibili ed efficienti, non conoscono le instabilità di umore e i capricci degli umani, sanno essere fedeli, sono obbedienti e non invecchiano; mantengono inalterati canoni di bellezza e armonia tecnicamente perfetti, che invece uomini e donne vedono inesorabilmente sfuggire”.

Alcuni, osserva Cucci, “ipotizzano che ben presto i robot potranno essere un aiuto importante per sopperire alle insoddisfazioni affettive e sessuali di uomini e donne frustrati a motivo della solitudine, delle inibizioni o delle troppe delusioni”.

Delegare a un robot l’ambito delle relazioni “può tuttavia risultare molto rischioso, anzitutto per chi, come i bambini, necessita della dimensione calda dell’attaccamento, propria della corporeità”. La psicologa Sherry Turkle, studiando l’interazione con gli ultimi ritrovati tecnologici, invita a un bilancio critico, rispettoso della complessità, capace soprattutto di ricomprendere possibili vantaggi e costi di tali innovazioni, specie per i più piccoli: “L’attaccamento dei bambini fa capire non solo ciò che offrono i robot, ma anche ciò che manca ai bambini. In questo studio sembra che a molti manchi ciò di cui più hanno bisogno: genitori che si occupino di loro, e la sensazione di essere importanti. I bambini immaginano macchine sociali come supplementi di coloro che mancano nella loro vita; a volte quando le macchine falliscono, è il momento di riconsiderare le perdite passate. Ciò che chiediamo ai robot ci indica ciò di cui abbiamo bisogno”.

Ma qual è il prezzo da pagare? Per la Turkle il rischio è quello di rinunciare alla complessità, un aspetto essenziale della vita, espressione della dimensione più vera e profonda di sé. “Per non soffrire, ci si imprigiona in una tranquillità artificiale, senza mai mettersi in discussione. Sentirsi bene non è la misura di tutte le cose: ci si può sentire bene per motivi sbagliati. E se un compagno robot ci facesse sentire bene, ma togliendoci qualcosa?”. E ancora: “Quale tipo di relazione con le macchine è possibile, auspicabile o etico? Avere una relazione d’amore significa assaporare le sorprese e le difficoltà nel guardare il mondo dalla prospettiva di un’altra persona, plasmata da storia, biologia, traumi e gioie. I computer e i robot non hanno queste esperienze da condividere”.

Agi