Cosa sapere sul servizio di riparazioni fai-da-te lanciato da Apple

AGI – È un programma che consente di poter ordinare pezzi ufficiali di ricambio e che allega anche le istruzioni per sostituire componenti difettosi all’interno dei dispositivi, senza doversi per forza rivolgere ai punti di assistenza sul territorio. Si chiama fai-da-te ed è una pratica molto comune. Solo che a lanciarla è Apple, azienda che ha fatto dei propri componenti hardware (e della loro costosa riparazione) un elemento distintivo.

Solo strutture qualificate e certificate potevano mettere le mani sui device della mela morsicata. Le cose stanno cambiando. Cupertino infatti ha lanciato il programma fai-da-te (anche Samsung ha in fase di lancio un servizio analogo) negli Stati Uniti (il servizio arriverà entro la fine dell’anno anche in Europa e in Italia).

Prezzi analoghi all’assistenza tradizionale

Ma ci sono una serie di “ma”, uno è il prezzo. Fra la riparazione fai-da-te e quella dell’assistenza tradizionale, a stare ai prezzi degli States, non c’è differenza. Lo ha dichiarato proprio Apple, secondo cui i prezzi per i componenti, che vanno dai 0,20 dollari per le viti ai 312 dollari per un kit display per iPhone 12 Pro Max, sono gli stessi di quelli disponibili per la rete esistente di rivenditori di riparazioni autorizzati di Apple.

Si risparmia qualcosa però se si restituiscono i pezzi cambiati. “Per determinate riparazioni – fa sapere la società – i clienti riceveranno un credito al momento della restituzione di una parte sostituita per il riciclo”.

Non solo prezzi analoghi. Apple da una parte apre al fai-da-te, dall’altra spinge i consumatori a utilizzare i canali tradizionali. “La riparazione self-service fa parte degli sforzi di Apple per espandere ulteriormente l’accesso alle riparazioni. Per la stragrande maggioranza dei clienti che non hanno esperienza nella riparazione di dispositivi elettronici, rivolgersi a un fornitore di riparazioni professionale con tecnici certificati che utilizzano parti originali Apple è il modo più sicuro e affidabile per ottenere una riparazione”.

Perchè il servizio fai-da-te

Il lancio del servizio arriva dopo che i sostenitori del right-to-repair movement (il movimento del “diritto alla riparazione”. Tra i membri anche il co-fondatore di Apple Steve Wozniak) hanno a lungo fatto pressioni su legislatori e società tecnologiche affinché offrissero ai consumatori la possibilità di riparare i gadget da soli. A luglio scorso, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva approvato un ordine esecutivo che ordinava alla Federal Trade Commission di emanare regole che impedissero ai produttori di imporre restrizioni che rendono difficile la riparazione dei dispositivi. 

Le restrizioni al fai-da-te “possono aumentare in modo significativo i costi per i consumatori, soffocare l’innovazione, chiudere opportunità commerciali per le officine di riparazione indipendenti, creare inutili rifiuti elettronici, ritardare le riparazioni tempestive e minare la resilienza”, aveva dichiarato a luglio la presidente dell’FTC Lina Khan.

Self service repair store

Come funziona il servizio di Apple? Cupertino ha organizzato un vero e proprio negozio. Si chiama Self Service Repair Store: ci si collega, si seleziona il prodotto da riparare e il componente interessato, per poi ritirare il tutto nei centri autorizzati. I pezzi di ricambio sono tutti certificati Apple, gli stessi che vengono utilizzati quando si ricorre all’assistenza.

Facciamo qualche esempio. L’iPhone 12 Display Bundle (per riparare lo schermo) costa 269,95 dollari. Che diventano 236,35 se restituisci la parte sostituita. Su Amazon il kit (non originale) sta sui 200 dollari. L’iPhone 12 Battery Bundle (per cambiare la batteria) costa sul Self Service Repair Store di Apple 46.84 dollari. Su Amazon la stessa batteria la trovi (non originale) a 30 dollari.

Cacciaviti speciali

Cupertino ha pensato anche alla strumentazione. Ma anche in questo caso non stiamo parlando per intendersi di normali cacciaviti, ma di strumenti appositamente tarati. Comprare un Torque Driver per 85 dollari e usarlo una o due volte è veramente troppo.

“Apple offrirà kit di noleggio strumenti per 49 dollari, in modo che i clienti che non desiderano acquistare strumenti per una singola riparazione abbiano comunque accesso a questi strumenti di riparazione professionali. I kit di noleggio per una settimana verranno spediti ai clienti gratuitamente”. 

Cosa c’è nella cassetta degli attrezzi

Nel dettaglio, il programma Self Service Repair di Apple è stato lanciato negli States con 200 pezzi di ricambio (tra schermi, batterie e fotocamere) per riparare i vari modelli di iPhone 12, iPhone 13 e iPhone. Nei prossimi mesi il programma coinvolgerà anche i nuovi Mac, quelli con processori Silicon. 


Cosa sapere sul servizio di riparazioni fai-da-te lanciato da Apple

Tutto quello che c’è da sapere sulla missione di Samantha Cristoforetti sulla Iss

AGI – Alle 9.52 di questa mattina la navicella spaziale Crew Dragon Freedom, con il vettore Falcon 9, di SpaceX, è decollata dalla piattaforma di lancio 39 A del Kennedy Space Center, in Florida, dando il via all’Expedition 68 e alla missione Minerva.

Scopo della spedizione, quello di portare quattro astronauti, tra cui l’italiana Samantha Cristoforetti, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’astronauta, classe ’77, nata a Milano, è stata la prima donna italiana negli equipaggi ESA, e compie oggi il secondo volo verso l’ISS.

La precedente esperienza risale al 2014, quando a bordo della navicella russa Soyuz aveva raggiunto la stazione orbitante, soggiornandovi per ben 199 giorni, 16 ore e 42 minuti. L’equipaggio dell’Expedition 68 è formato dal comandante di veicolo Kjell N. Lindgren, dal pilota Robert Hines e dalle specialiste di missione Samantha Cristoforetti e Jessica Watkins.

Dopo una serie di rinvii, dovuti alla necessità di eseguire degli accertamenti e alle condizioni meteo sfavorevoli, gli astronauti sono entrati nella navicella spaziale con le futuristiche tute spaziali progettate da SpaceX e hanno effettuato le procedure di decollo. Saranno ora necessarie circa 30 ore per raggiungere l’ISS, dove gli astronauti si uniranno ai colleghi già presenti sulla stazione.

Nel corso della missione, che si prevede durerà circa sei mesi, gli astronauti dovranno compiere circa 150 esperimenti. Ben sei di questi test sono stati progettati da scienziati e ricercatori italiani, affiliati all’Istituto Italiano di Tecnologia, all’Università La Sapienza di Roma, al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), all’Università di Tor Vergata, del Consiglio nazionale delle ricerche, all’Università di Trieste e all’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Alcuni esperimenti sono stati ideati per studiare gli effetti dell’assenza di gravità su tessuti umani, sull’apparato riproduttivo e sul sistema uditivo. Altri rientrano nel campo della biologia e della scienza dei materiali. Obiettivo a lungo termine della ricerca è quello di comprendere più approfonditamente le conseguenze della permanenza nello spazio sull’organismo, in vista di viaggi più lunghi e duraturi verso Marte.

Nei prossimi sei mesi, l’equipaggio dovrà quindi svolgere una serie di attività, e per AstroSamantha, il nome della Cristoforetti sui social, non è esclusa la possibilità di passeggiate spaziali, o EVA. Uno dei compiti degli astronauti sarà infatti quello di completare l’installazione dello European Robotic Arm, il nuovo braccio robotico della Stazione Spaziale.

Molto attiva sui social, Samantha Cristoforetti ha spiegato di aver portato con sé degli oggetti speciali per realizzare video destinati all’intrattenimento dei più giovani. A poche ore dal lift-off, AstroSamantha ha festeggiato il suo 45esimo compleanno, e ha scritto sui suoi profili di aver ricevuto “la migliore candelina di sempre”. 

Long birthday this year! We started last night with the “ultimate dinner” meal (it was already the 26th in Europe!) & many treats from the fantastic team here in quarantine. More cakes today & more birthday wishes, including some fantastic ones from my launch guest friends and…

— Samantha Cristoforetti (@AstroSamantha) April 26, 2022

 


Tutto quello che c’è da sapere sulla missione di Samantha Cristoforetti sulla Iss

Intrattenimento e risparmio energetico, Xiaomi presenta la serie 12: che c’è da sapere   

AGI – A tre mesi dal debutto in Cina, Xiaomi ha lanciato anche in Italia e sui mercati internazionali la sua nuova gamma Xiaomi 12 di cui fanno parte Xiaomi 12 Pro, Xiaomi 12, e Xiaomi 12X. La parola d’ordine? È sempre “intrattenimento”, con miglioramenti dell’algoritmo dell’Intelligenza Artificiale al servizio del comparto video e foto, una maggiore potenza di elaborazione e un’esperienza d’uso migliore.

Xiaomi 12 Pro e Xiaomi 12 arriveranno sul mercato italiano a partire dal 16 marzo presso Xiaomi Store Italia, le principali catene di elettronica di consumo e presso i principali operatori telefonici, mentre Xiaomi 12 sarà disponibile presso Xiaomi Store Italia e le principali catene di distribuzione.

A partire dal 24 marzo tutti i prodotti saranno disponibili anche su mi.com e Amazon. Tutti i dispositivi saranno disponibili in Italia in tre colorazioni: Black, Blue e Purple. Xiaomi 12 Pro sarà disponibile in due versioni, 8GB+256GB, 12GB+256GB, al prezzo di 1099,9 euro e 1199,9 euro. Xiaomi 12 sarà disponibile nella variante da 8GB+128GB e da 8GB+256GB al prezzo di 799,9 euro e 899,9 euro. Xiaomi 12X sarà invece acquistabile al prezzo di 699,9 euro nella variante unica da 8GB+256GB.

Ecco i nuovi device nel dettaglio. 

Le immagini

Tutti e tre i device montano una tripla fotocamera con un grandangolo principale da 50 MP e a una capacità di registrazione in 8K sia su Xiaomi 12 Pro che su Xiaomi 12. Xiaomi 12 Pro si distingue per l’innovativo sensore principale ultra-large Sony IMX707. Questo sensore è in grado di catturare grandi quantità di luce e presenta capacità di imaging avanzate, una velocità più alta di messa a fuoco e una maggiore precisione nel colore. 

Xiaomi 12 e Xiaomi 12X montano invece una fotocamera ultra-grandangolare da 13MP, insieme a una fotocamera macro per riprendere le scene da diverse prospettive. Xiaomi 12 Pro e Xiaomi 12 presentano anche un miglioramento dell’algoritmo di Intelligenza Artificiale.

Queste innovazioni rendono più facile riprendere ogni momento della giornata nel modo che preferiscono, anche in condizioni di scarsa luminosità o con soggetti in movimento. Ultra Night e Profocus. Xiaomi ProFocus identifica e traccia gli oggetti, prevenendo immagini offuscate o fuori fuoco di soggetti in movimento. La modalità Ultra Night Video utilizza algoritmi proprietari di Xiaomi che consentono di girare video anche con pochissima luce.

Il motore e il sistema di raffreddamento

Xiaomi 12 Series è alimentata dalla piattaforma mobile Snapdragon  di Qualcomm. In particolare, Xiaomi 12 Pro e Xiaomi 12 montano un processore Snapdragon 8 Gen 1. Costruito secondo il processo di produzione a 4 nm, questo processore potenzia anche le funzionalità di rendering grafico della GPU del 30% e l’efficienza energetica del 25% rispetto a quelli della precedente generazione.

Xiaomi 12X possiede invece il processore Snapdragon 870. Questi tre dispositivi offrono un’eccezionale velocità di caricamento e di trasferimento dati grazie all’UFS 3.1, oltre alla RAM LPDDR5 che garantisce una velocità di memoria fino a 6,400Mbps. Inoltre, la serie Xiaomi 12 possiede un sistema di raffreddamento rafforzato da una camera di vapore e diversi strati di grafite per offrire capacità di raffreddamento senza eguali.  

Il display

Xiaomi 12 Pro, Xiaomi 12, e Xiaomi 12X sono equipaggiati con un display AMOLED Dot Display, classificato A+ da DisplayMate, con supporto TrueColor. Il display possiede funzionalità antigraffio Gorilla Glass Victus di Corning e supporta Dolby Vision. Xiaomi 12 Pro conta su un Il display di 6,73 pollici a risoluzione WQHD+ e a basso consumo energetico utilizza AdaptiveSync Pro per adattare in modo intelligente il display LTPO dinamico tra 1Hz e 120 Hz a seconda del contenuto. Xiaomi 12 e Xiaomi 12X sono equipaggiati con un display di 6,28 pollici. Entrambi supportano la tecnologia AdaptiveSync 120Hz.

La ricarica

I dispositivi sono dotati di ricarica di nuova generazione. Xiaomi 12 Pro viene dato in dotazione con il caricatore Xiaomi HyperCharge a 120W. Con una batteria da 4,600mAh, ricaricabile in 18 minuti usando la modalità Boost, Xiaomi 12 Pro. Xiaomi 12 e Xiaomi 12X possiedono batterie da 4,500mAh. Entrambi i dispositivi supportano la ricarica turbo cablata a 67W per un’accensione rapida. Xiaomi 12 Pro e Xiaomi 12 supportano anche la ricarica wireless da 50W e la ricarica inversa da 10W.  Xiaomi 12 Pro e Xiaomi 12 sono anche dotati entrambi di Xiaomi AdaptiveCharge, algoritmo di ricarica smart che impara e si adatta alle abitudini di ricarica e che in aggiunta prolunga il ciclo di vita della batteria. 


Intrattenimento e risparmio energetico, Xiaomi presenta la serie 12: che c’è da sapere   

Samsung ha presentato i nuovi Galaxy S21. Che cosa c’è da sapere

AGI – “Viviamo in un mondo mobile-first, in cui molte persone hanno iniziato a lavorare da remoto e a trascorrere più tempo a casa. Con i nostri nuovi smartphone, abbiamo voluto offrire un’esperienza in grado di rispondere alle esigenze multimediali che caratterizzano la nostra vita quotidiana in rapida evoluzione”. Con queste parole TM Roh, Presidente e Head of Mobile Communications Business, di Samsung, ha aperto la presentazione dei nuovi Galaxy S21 5G, S21+ 5G e S21 Ultra 5G, la nuova serie di smartphone della multinazionale coreana. 

Il primo è pensato per chi vuole un design sottile e un display compatto da 6,2”, il secondo ha un display più ampio da 6,7” e una batteria più capiente ed è più centrato per gli amanti del gioco e delle serie tv. Per quanto riguarda l’S21 Ultra, Roh ha parlato di un “esempio di come Samsung stia portando avanti un’innovazione significativa, volta a offrire ai consumatori esperienze personalizzate, che possano arricchire le loro vite e aiutarli a esprimere la propria personalità. Abbiamo voluto fare un altro passo avanti ed espandere i confini delle concrete possibilità di uno smartphone”.

Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G sono già in vendita in Italia. Il primo, nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo consigliato di 879 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 929 euro. Il secondo è in vendita nella versione da 8GB + 128GB ad un prezzo di 1.079 euro e nella versione da 8GB + 256GB ad un prezzo di 1.129 euro.  Anche Galaxy S21 Ultra 5G sarà disponibile in vendita da oggi, ad un prezzo che oscilla tra 1.279 e 1.459 euro.

Tripla fotocamera, ia e fermo immagine 8K

La tripla fotocamera con Intelligenza Artificiale di Galaxy S21 5G e Galaxy S21+ 5G è progettata per i momenti in cui si desidera fare scatti più ricercati e avere maggior controllo creativo. Il sistema di lenti è in grado di analizzare e adattarsi alla scena per garantire il miglior scatto possibile in ogni ambiente.

La funzione “Fermo Immagine 8K” permette di ottenere immagini nitide dai video in 8K, mentre “Super Stabilizzatore” garantisce la massima fluidità dei video indipendentemente dalla velocità o dalle condizioni di ripresa, ottimizzando automaticamente tra i 30fps e i 60fps registrando in risoluzione FHD.

La funzionalità “Scatto Singolo”, poi, grazie all’Intelligenza Artificiale permette di ottenere contemporaneamente un’ampia gamma di immagini e video, è stata migliorata con nuove impostazioni come Video in Evidenza e Slow-Mo Dinamico.

Schermo intelligente

Galaxy S21 Ultra 5G è il modello più grande della serie Galaxy S21: ha un display Dynamic AMOLED 2X da 6,8”. Per la prima volta gli utenti non devono più decidere tra la fluidità di una frequenza di aggiornamento da 120Hz e un display Quad HD+: su Galaxy S21 Ultra 5G sono disponibili entrambi.

La frequenza di aggiornamento dello schermo si adatta al contenuto visualizzato, da 10Hz a 120Hz, assicurando la migliore esperienza di visione senza compromettere la durata della batteria. Rispetto a Galaxy S20, S21 Ultra 5G offre  immagini 25% più brillanti. Con un rapporto di contrasto migliorato del 50%, i contenuti sullo schermo risultano nitidi ed immersivi, anche all’esterno.

Infine, come Galaxy S21 5G e S21+ 5G, anche Galaxy S21 Ultra 5G include un sistema di protezione della vista, per ridurre l’affaticamento degli occhi.

Sensore da 108 MP

Il Galaxy S21 Ultra 5G è dotato di quadrupla fotocamera posteriore (ultra-grandangolare, grandangolare e doppio teleobiettivo) che dispone di un sensore da 108 MP, da cui è possibile acquisire foto HDR a 12 bit. È possibile anche registrare in 4K a 60 fps con tutti gli obiettivi, inclusi la fotocamera frontale e le quattro lenti posteriori. Inoltre, grazie all’opzione file RAW a 12 bit, è possibile conservare tutti i dettagli anche per l’editing delle foto.

Disegnare e prendere appunti con la S pen

Samsung ha portato la S Pen su Galaxy S21 Ultra 5G: si potrà disegnare, prendere appunti, editare foto e firmare documenti. È possibile utilizzare la S Pen di un dispositivo Galaxy Note o Galaxy Tab, oppure acquistare una S Pen separatamente.

Per garantire una connettività migliore e più rapida, Galaxy S21 Ultra 5G è uno dei primi smartphone che supporta il Wi-Fi 6E, che offre una maggiore larghezza di banda e una connessione internet quattro volte più veloce, così da poter trasmettere in streaming e condividere contenuti in un batter d’occhio.

Con una connettività 5G ultraveloce e a bassissima latenza, Galaxy S21 Ultra 5G è progettato per fornire download video veloci, oltre a videoconferenze e streaming fluidi. Grazie alle funzionalità Ultra-wideband (UWB) integrate in Galaxy S21 Ultra 5G e S21 + 5G, sarà presto possibile usare Galaxy S21 per sbloccare automaticamente le portiere dell’auto, senza estrarre le chiavi.


Samsung ha presentato i nuovi Galaxy S21. Che cosa c’è da sapere

Vota la tua fotocamera top di gamma preferita (senza sapere chi stai votando)

Solo poche settimane fa vi abbiamo proposto un confronto molto simile a questo fra Samsung, Google, Apple, Vivo e Sony. Visto che per forza di cose alcuni marchi erano rimasti fuori e nel frattempo altri smartphone top di gamma sono arrivati sul mercato abbiamo deciso di ripetere il confronto, questa volta includendo Huawei Mate 40 Pro, Xiaomi Mi 10 Pro, LG Wing, OnePlus 8 Pro e ASUS Zenfone 7 Pro.

A seguire trovate 14 foto scattate da questi 5 smartphone private dei dati exif.

Ogni foto è collegata ad una lettera (A,B,C,D,E) e per ognuno delle 14 foto scattate vi chiederemo di votare la vostra foto preferita nel form che trovate a fine pagina (è più comodo se aprite ogni galleria in un nuovo tab da desktop).

Foto 1 – Notte

Foto 2 – Assenza di luce

Foto 3 – Poca luce

Foto 4

Foto 5

Foto 6 – Grandangolo

Foto 7 – Selfie

Foto 8 – Controluce

Foto 9 – Zoom 2X

Foto 10 – Zoom 5X

Foto 11

Foto 12 – Poca luce

Foto 13

Foto 14 – Bokeh

Purtroppo uno scatto conteneva il watermark (l’abbiamo notato solo dopo) e abbiamo dovuto rimuoverlo.

 

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Tutto quello che dovete sapere su Galaxy S20 Fan Edition: il video che lo mostra all’opera (video)

Galaxy S20 Fan Edition sarà il nuovo smartphone che Samsung ufficializzerà il prossimo 23 settembre, durante un evento in cui riceveremo le conferme a tutti i rumor che sono trapelati nei giorni scorsi. A completare il quadro è appena arrivato un lungo video che lo mostra all’opera.

Il video che vedete in fondo a questo articolo arriva da Jimmy is Promo, lo stesso che condivise le immagini dello smartphone qualche giorno fa. Il video mostra Galaxy S20 FE all’opera durante le classiche attività, come la navigazione nell’interfaccia utente, tra le impostazioni di sistema della One UI 2.5 e nell’interfaccia dell’app Fotocamera.

LEGGI ANCHE: Samsung Galaxy Note 20, la recensione

Il video non mostra particolari novità software rispetto a quanto visto sulla One UI dei Galaxy S20 ed S20+, che vediamo nel video al fianco di Galaxy S20 FE. In questo articolo potete dare uno sguardo approfondito alla scheda tecnica ufficiosa di Galaxy S20 FE.

Vi ricordiamo che al momento rimane solo da conoscere il prezzo e la disponibilità del nuovo dispositivo di Samsung, staremo a vedere quale variante (LTE o 5G) arriverà ufficialmente in Italia.

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Un nuovo video hands-on mostra (quasi) tutto quello che c’è da sapere sulla fotocamera di Galaxy Note 20 Ultra (video)

Tra un paio di settimane finalmente Samsung svelerà in tutto e per tutto i suoi nuovi Galaxy Note 20 e Galaxy Note 20 Ultra. Con l’avvicinarsi della data si stanno intensificando le rivelazioni provenienti da leak che forniscono un quadro ancora incompleto, ma sempre più ricco su cosa aspettarsi dai due modelli. Molti dei contributi più solidi in questo senso stanno arrivando dal canale YouTube “Jimmy Is Promo” che evidentemente è riuscito a mettere le mani sugli smartphone e li sta sviscerando pezzetto dopo pezzetto.

Stavolta scopriamo quasi tutto quello che c’è da sapere sulla fotocamera di Galaxy Note 20 Ultra. In particolare sembra che diversi punti deboli di Galaxy S20 Ultra siano stati rivisti e sistemati a partire dallo zoom che sul prossimo top di gamma Samsung sarà limitato a 50x, con ingrandimenti ottici fino a 5x e poi scatti in digitale a 10x e 20x. Gli amanti della fotografia poi possono osservare alcune funzioni della modalità Pro compreso l’istogramma dei toni.

LEGGI ANCHE: Ecco gli sfondi di Vivo X50

Il filmato mostra anche le varie risoluzioni in cui sarà possibile registrare video compresa la risoluzione 8K in formato ultra-wide 21:9 e il sistema di controllo dei microfoni. A quanto si vede infatti si potrà scegliere da quale fonte catturare l’audio: microfono frontale, posteriore, entrambi o uno esterno connesso via USB o Bluetooth.

Bixby Vision è stato potenziato con la funzione di descrizione vocale della scena, utile per chi ha difficoltà con la vista. Infine tra i dettagli di sistema si scorge la presenza di ONE UI 2.5 e di Nearby Share (anche noto come AirDrop di Google).

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Vota la tua fotocamera top di gamma preferita (senza sapere chi stai votando)

Torna una delle nostre rubriche più apprezzate, ovvero il sondaggio per votare le vostre foto preferite fra quelle scattate da 5 top di gamma, senza sapere quale smartphone si stato a scattare suddetta foto. I contendenti di oggi sono iPhone 11 Pro, Pixel 4 XL, Huawei P40 Pro+, Samsung Galaxy S20 Ultra e Sony Xperia 1 II. Sono smartphone tutti ancora assolutamente al top per quanto riguarda le fotocamere e due di questi, P40 Pro+ e Xperia 1 II non erano ancora mai stati inclusi in un nostro confronto fotografico.

A seguire trovate 15 foto scattate da questi 5 smartphone portate alla stessa risoluzione (che comunque era molto simile) e private dei dati exif.

Ogni foto è collegata ad una lettera (A,B,C,D,E) e per ognuno delle 13 foto scattate vi chiederemo di votare la vostra foto preferita nel form che trovate a fine pagina (è più comodo se aprite ogni galleria in un nuovo tab da desktop). Alcune foto (zoom / grandangolo) sono sono disponibili per alcuni smartphone che non le supportano.

Foto 1

Foto macro ad una minifigure LEGO in situazione di scarsa luce, con illuminazione artificiale al chiuso.

Foto 2

Foto al buio con modalità notturna dove disponibile o altrimenti in modalità automatica dove questa funzione è inclusa e si attiva in automatico.

Foto 3

Altra foto al buio, sempre in modalità notturna dove disponibile.

Foto 4

Selfie al buio con flash virtuale dallo schermo. Un tipo di foto che non avevamo ancora mai proposto in un confronto simile.

Foto 5

Foto ad un fiore al chiuso con nessuna luce naturale (in piena notte) e poca illuminazione artificiale.

Foto 6

Foto classica all’esterno con buona illuminazione.

Foto 7

Grandangolo. Pixel 4 XL non può scattare in questa modalità.

Foto 8

Classico selfie all’aperto con buona luce.

Foto 9

Scatto all’aperto in modalità ritratto (con l’opzione più ampia a disposizione dei vari software).

Foto 10

Altra foto classica all’esterno con buona luce.

Foto 11

Zoom 2X

Foto 12

Zoom 5X

Foto 13

Zoom 10X. Lo smartphone Google e quello Sony non supportano questo livello di zoom digitale/ottico.

Foto 14

Foto macro ad un fiore in condizioni di buona luce.

Foto 15

Foto all’esterno ad un fiore, sempre in condizioni di ottima luce.

Vota

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“Nascondere i contenuti borderline sta funzionando”, fa sapere YouTube

Bufale e altri contenuti al limite delle norme di Youtube stanno circolando meno. Il tempo speso dagli utenti Usa a guardare video borderline suggeriti è calato del 70%. Lo ha affermato la ceo Susan Wojcicki in una (inconsueta) lettera indirizzata alla comunità per celebrare i 15 anni della piattaforma. Insomma, i correttivi introdotti lo scorso anno stanno funzionando. Tanto che ci sarebbe da chiedersi perché non siano stati varati prima.

La zona grigia di Youtube

Da tempo, il funzionamento di Youtube era accusato di assecondare il cosiddetto “bias”: gli utenti tendevano a trovare sulla piattaforma contenuti che confermano le proprie convinzioni. L’algoritmo, infatti, tende a dare maggiore evidenza a contenuti affini alle visualizzazioni precedenti. Una distorsione non voluta ma che comportava alcuni rischi. Si dà, ad esempio, grande evidenza a bufale come le teorie del complotto, il terrapiattismo, i contenuti no vax (poi vietati del tutto). Ma anche a contenuti (leciti) che ritraevano minori rivelatisi esca per circoli pedo-pornografici.

Le norme escludono alcuni video, come quelli che ritraggono violenza o nudità, infrangono il copyright, contengono minacce o molestie. Spesso, però, esiste una zona grigia nella quale sopravvivono contenuti definiti, appunto, “borderline”. Nel corso del 2019, dopo polemiche legate alla circolazione di tesi anti-scientifiche e video al confine tra opinione politica e incitamento all’odio, Youtube ha deciso di inibirli. Non compaiono (o lo fanno meno) tra i video raccomandati. Un disincentivo che adesso Wojcicki ha quantificato.

Scusate il ritardo

Il calo del 70% riguarda solo gli Stati Uniti (il primo Paese dove le novità sono diventate operative). Le modifiche sono attive (dallo scorso anno) in Brasile, Francia, Germania e Messico. E dal 2020 in Italia e Giappone. L’intervento, anche alla luce dei risultati, sembra essere utile, anche se tardivo. Secondo un’inchiesta di Bloomberg, infatti, la proposta di limitare la circolazione di contenuti borderline escludendoli dai suggerimenti sarebbe arrivata sulla scrivania di Wojcicki già nel 2016. Ma sarebbe stata ignorata per paura che potesse impattare sul coinvolgimento degli utenti.

Oltre alla zona grigia, la ceo ha ricordato gli sforzi per cancellare quella nera. Ha svelato che i video rimossi nel solo terzo trimestre 2019 sono stati “più di 8,7 milioni”. Oggi, ha affermato, “i contenuti problematici rappresentano solo l’1% di ciò che gli utenti guardano e vogliamo ridurre ulteriormente tale numero”. Anche perché la società è attesa nel 2020 a un’ulteriore sfida: l’integrità delle presidenziali statunitensi.

La musica, da nemico ad alleato

Wojcicki è solita scrivere ai creatori di contenuti ogni tre mesi. Questa volta, in occasione del compleanno di Youtube (nato il 14 febbraio 2005), ha deciso di rivolgersi a tutti gli utenti. Guardando al principio e ai problemi di copyright che la piattaforma ha dovuto affrontare, il panorama è completamente diverso. La ceo ha sottolineato che lo scorso anno la piattaforma ha pagato all’industria musicale 3 miliardi di dollari tramite pubblicità e abbonamenti.

Youtube non è però solo un palcoscenico digitale (che star come Justin Bieber e Billie Eilish hanno saputo sfruttare). La piattaforma ha anche avvitato programmi di supporto agli artisti, come Foundry, dal quale è emersa Dua Lipa. Sempre alla voce monetizzazione, sono sempre di più gli utenti che con Youtube riescono a campare: “Rispetto all’anno precedente, il numero di creatori che guadagna somme a cinque cifre è aumentato del 40%”. Anche se non si sa quanti siano. Wojcicki ha invece rivelato quanti canali hanno più di 100.000 iscritti. Son oltre 170.000.

Agi

“Meningite: cosa c’è da sapere”: vademecum Ministero Salute, AIFA e ISS

L’Agenzia italiana del Farmaco, il Ministero della Salute e
l’Istituto Superiore di Sanità hanno realizzato un breve documento di domande e
risposte sulla meningite e sulle vaccinazioni disponibili e necessarie. Nel documento si ribadisce che attualmente non c’è
un’epidemia di meningite in Italia. La diffusione della meningite in generale è
bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni e l’andamento dei casi
riscontrati rispecchia questo trend.

Continua

Agriturismo Saturnia