Su WhatsApp sarà finalmente possibile inviare le foto a risoluzione originale

Da poco tempo, su WhatsApp è stata implementata una funzione che ha reso contenti diversi utenti, soprattutto quelli che inviano tante foto tramite la nota app di messaggistica. Ci riferiamo alla nuova opzione che consente di scegliere la qualità di caricamento dei media tra “auto”, “migliore qualità” e “risparmio dati”. Tuttavia, anche la scelta più qualitativa non consente ancora agli utenti di inviare la foto originale: difatti, il file risulta soltanto meno compresso del solito.

Per ovviare a tale criticità, gli sviluppatori, nella versione beta per Android 2.23.2.11, hanno implementato un’altra inedita funzionalità: si tratta di “Foto HD”. In pratica, nella schermata di invio di una foto – in alto – apparirà l’icona delle “impostazioni”. Premendo questo pulsante, sarà possibile selezionare la qualità di caricamento di media volta per volta e, soprattutto, sarà consentito inviare la foto nella sua qualità originale. In questo modo, gli utenti avranno finalmente il totale controllo sui file che invieranno. Questa opzione, ovviamente, è ancora in fase di sviluppo. Dunque, occorrerà attendere prima del rilascio definitivo.

Nel frattempo, gli sviluppatori stanno lavorando anche alla semplificazione dello spostamento della cronologia chat in un nuovo dispositivo Android senza ricorrere a Google Drive. Nel dettaglio, questa opzione sarà attivabile nelle impostazioni dell’applicazione (nella sezione “Chat”). Tra l’altro, sempre nelle scorse settimane, l’app ha ricevuto un aggiornamento che permette di annullare l’eliminazione di un messaggio.  

L’articolo Su WhatsApp sarà finalmente possibile inviare le foto a risoluzione originale sembra essere il primo su Androidworld.


Su WhatsApp sarà finalmente possibile inviare le foto a risoluzione originale

Bloccare un contatto su WhatsApp sarà più facile

Su WhatsApp (come in altre app), può capitare che non vogliamo più ricevere messaggi da parte di un contatto, ma la procedura, almeno nell’app di Meta, non è proprio immediata (ecco la nostra guida a riguardo).

Perché non aggiungere un pulsante per farlo rapidamente? La popolare app di messaggistica deve aver letto nel pensiero degli utenti, perché nell’ultima beta per Android è stata appunto rilasciata questa possibilità, e non tramite uno, ma ben due pulsanti (ecco invece come sbloccare un contatto). 

OFFERTE UNIEURO

OFFERTE MEDIAWORLD

Avvisaglie che la funzione fosse in via di sviluppo si erano già notate la scorsa settimana. Nella beta per Android numero 2.23.2.4, infatti, si era riuscita ad attivare una nuova voce al’interno delle opzioni della chat che consentiva appunto di bloccare rapidamente un contatto.

Neanche ventiquattr’ore dopo, con la beta 2.23.2.5, è stato introdotto (ma ancora non accessibile agli utenti) un altro pulsante per svolgere la stessa operazione, ma questa volta all’interno delle notifiche. In questo caso, però la scorciatoia di blocco risulta visibile solo quando si riceve un messaggio da contatti sconosciuti e non fidati, in modo da evitare di bloccare accidentalmente qualcuno.

Ora, con la nuova beta 2.23.10 scaricabile da Google Play, entrambi i pulsanti sono disponibili, anche se a un numero limitato di tester.

A sinistra potete vedere la nuova voce “Blocca” nelle opzioni della chat accessibili dall’elenco (in alcuni casi, potrebbe anche essere disponibile all’interno dell’intestazione dell’app), il che consente di bloccare un contatto senza aprire la chat. 

A destra, invece, si può vedere la voce all’interno delle notifiche, e come abbiamo detto appare quando si riceve un messaggio da contatti sconosciuti.

Ora è finalmente più facile bloccare i contatti, soprattutto se si ricevono molti messaggi da persone che non si conoscono o con cui non si vuole parlare, ma purtroppo non c’è ancora la possibilità di bloccare con un tocco più contatti contemporaneamente (e sembra non sia prevista).

La nuova funzione è disponibile nell’ultima beta di WhatsApp versione 2.23.2.10 che potete scaricare da Google Play, ma al momento è accessibile solo ad alcuni tester. In caso non la vediate, non disperate: WhatsApp ne espanderà sicuramente la disponibilità nei prossimi giorni

L’articolo Bloccare un contatto su WhatsApp sarà più facile sembra essere il primo su Androidworld.


Bloccare un contatto su WhatsApp sarà più facile

L’intelligenza artificiale nel 2023 sarà più “empatica” (ma a rischio discriminazioni)

AGI – Come sarà il 2023? Artificialmente emozionante. In un articolo dedicato all’Intelligenza Artificiale, il mensile americano Wired racconta che Hume AI, fondata da Alan Cowen, ex ricercatore di Google, “sta sviluppando strumenti per misurare le emozioni dalle espressioni verbali, facciali e vocali” mentre la società svedese Smart Eyes ha sviluppato la rete neurale SoundNet, “un algoritmo che classifica emozioni come la rabbia da campioni audio in meno di 1,2 secondi”. Allo stesso tempo, la piattaforma video Zoom sta introducendo Zoom IQ, “funzionalità che presto fornirà agli utenti un’analisi in tempo reale delle emozioni e dell’engagement durante una riunione virtuale”.

Insomma, stando a Wired, nel 2023 le aziende tecnologiche rilasceranno chat-robot avanzate “in grado di imitare da vicino le emozioni umane per creare connessioni più empatiche” con gli utenti nel settore bancario, dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria in modo che entro l’anno in corso “l’intelligenza artificiale emotiva diventerà comune anche nelle scuole”. Un modo, per gli insegnanti, di tenere conto “dei cambiamenti emotivi negli studenti, nonché della loro motivazione e concentrazione, consentendo loro di intervenire tempestivamente se un alunno sta perdendo interesse”.

Ma per il mensile Usa delle tendenze tecnologiche, c’è più di una controindicazione, perché “il problema è che la maggior parte dell’intelligenza artificiale emotiva si basa su una scienza imperfetta”. Il punto è che gli algoritmi d’intelligenza artificiale emotiva, anche se addestrati su set di dati ampi e diversificati, “riducono le espressioni facciali e tonali a un’emozione senza considerare il contesto sociale e culturale della persona e la situazione”.

Se gli algoritmi possono riconoscere e segnalare che una persona sta piangendo, “non è sempre possibile dedurre con precisione il motivo e il significato dietro le lacrime” e allo stesso modo, “una faccia accigliata non implica necessariamente una persona arrabbiata”, ma questa è la conclusione che probabilmente raggiungerà un algoritmo.

La spiegazione di questa sfasatura è che tutti noi “adattiamo le nostre manifestazioni emotive in base alle nostre norme sociali e culturali, in modo che le nostre espressioni non siano sempre un vero riflesso dei nostri stati interiori, precisa la rivista, “pertanto le tecnologie d’intelligenza artificiale che fanno supposizioni sugli stati emotivi probabilmente esacerberanno le disuguaglianze di genere e razziali nella nostra società” al punto che “il riconoscimento facciale AI può anche perpetuare le disuguaglianze”.

In conclusione, le tecnologie di intelligenza artificiale emotiva “diventeranno più pervasive nel 2023”, ma se non contestate e non esaminate, rafforzeranno i pregiudizi sistemici razziali e di genere, replicheranno e rafforzeranno le disuguaglianze nel mondo e svantaggeranno ulteriormente coloro che sono già emarginati. 


L’intelligenza artificiale nel 2023 sarà più “empatica” (ma a rischio discriminazioni)

Ecco come sarà OnePlus 11: alert slider e grande fotocamera

Da diversi anni ormai conosciamo OnePlus per il suo forte impegno nel settore di mercato degli smartphone, iniziato con i top di gamma Android e poi esteso al segmento dei medio-gamma.

Offerte Amazon

Nelle ultime settimane abbiamo visto intensificarsi i rumor attorno a OnePlus 11. Dopo i leak sulla data di lancio e specifiche tecniche, apprendiamo nuovi dettagli sul suo design.

Le immagini che trovate nella galleria in basso mostrano il look completo di OnePlus 11. Posteriormente vediamo l’ormai assodato modulo fotografico circolare, di dimensioni considerevoli e che occupa una meta spostata a sinistra della cover posteriore.

In questo modulo fotografico ci saranno 3 sensori con il flash LED. Sul profilo laterale scorgiamo chiaramente l’alert slider, quello che ha reso famosa OnePlus e che abbiamo già visto su diversi modelli della casa cinese.

Il display anteriormente mostra dei bordi relativamente curvi, con un foro praticato in alto a sinistra per ospitare la foto anteriore.

Se volete saperne di più sull’aspetto delle specifiche tecniche attese, vi suggeriamo di far riferimento all’articolo che gli abbiamo dedicato.

L’articolo Ecco come sarà OnePlus 11: alert slider e grande fotocamera sembra essere il primo su Androidworld.


Ecco come sarà OnePlus 11: alert slider e grande fotocamera

Realme 10 sarà svelato il 9 novembre in Italia

Tra pochissimi giorni, Realme svelerà finalmente in maniera ufficiale Realme 10, il suo nuovo smartphone medio gamma: in particolare, bisognerà attendere fino al 9 novembre alle 11.00 per l’evento di lancio del dispositivo, che arriverà dunque anche nel nostro Paese.

Offerte Amazon

Dello smartphone sappiamo già molti dettagli, resi pubblici da alcuni leaker nelle scorse settimane: Realme ha confermato che sotto la scocca ci sarà un processore MediaTek G99, mentre sappiamo dai rumor che la memoria RAM sarà da 8 GB e quella interna partirà da 128 GB. La fotocamera principale sarà invece da 50 MP.

Lo schermo dovrebbe essere un pannello da 6,4 pollici AMOLED, con supporto al refresh rate a 90 Hz, mentre per la batteria si parla di 5000 mAh con supporto alla ricarica rapida a 33 W. Realme ha parlato anche della funzionalità di RAM dinamica che troveremo sicuramente su Realme 10:

Realme 10 sarà dotato anche di una RAM dinamica fino a 16 GB (8 GB + 8 GB) – la più potente del settore – che sarà in grado di garantire una fluidità di sistema anche quando sono in esecuzione fino a 18 applicazioni contemporaneamente.  

Di seguito, le specifiche tecniche note e alcune foto di Realme 10:

  • Display: 6,4″ AMOLED con refresh rate fino a 90 Hz
  • Processore: MediaTek Helio G99
  • RAM: 8 GB
  • Storage interno: 128 GB
  • Fotocamera posteriore: sensore principale da 50 megapixel
  • Batteria: 5.000 mAh con ricarica rapida a 33W
  • Connettività: 4G, dual-band Wi-Fi, Bluetooth 5.0, GPS, USB Type-C

Appuntamento dunque al 9 novembre 2022 alle ore 11:00 per avere tutti i dettagli su Realme 10.

L’articolo Realme 10 sarà svelato il 9 novembre in Italia sembra essere il primo su Androidworld.


Realme 10 sarà svelato il 9 novembre in Italia

Google Pixel 7a sarà il miglior best buy della serie

Il prossimo smartphone di Google, Pixel 7a, si preannuncia già come un aggiornamento significativo rispetto agli altri modelli della serie A. Difatti, il dispositivo dovrebbe avere fotocamere migliori, supporto alla ricarica wireless e tanto altro. Nello specifico, secondo alcune indiscrezioni, il nuovo modello dovrebbe essere lanciato nel 2023 e tra i punti di forza potrebbe avere un corpo in ceramica che gli conferirebbe un aspetto certamente premium. Per quanto riguarda il processore, dovrebbe essere equipaggiato con il chip Tensor G2, lo stesso della serie Pixel 7.

Un altro notevole cambiamento che sembra in arrivo per Pixel 7a è l’introduzione della ricarica wireless. Come notato per la prima volta dal ricercatore Android Kuba Wojciechowski, il Pixel 7a includerà il chip “P9222” per la ricarica wireless (che forse sarà in grado di ricaricare solo 5 W). Il “pezzo forte” dello smartphone, tuttavia, dovrebbe essere il modulo fotografico. A riguardo, è probabile che il sensore principale sarà il Samsung GN1 da 50 MP, lo stesso già visto sui Pixel 6. Gli altri due sensori, invece, saranno un Sony IMX787 da 64 MP per il teleobiettivo ed un Sony IMX72 da 13 MP per l’ultrawide (lo stesso sensore dovrebbe essere impiegato anche come fotocamera frontale).

Se tutte queste notizie venissero confermato si tratterebbe davvero di una rivoluzione importante rispetto ai precedenti modelli della serie A. Difatti, un corpo interamente in ceramica non si era mai visto su un Pixel di questa linea, così come anche il teleobiettivo, fino ad ora sempre un’esclusiva dei modelli “Pro”. Per le conferme ufficiali, tuttavia, occorrerà attendere comunicazioni da parte di Google, ma l’attesa da parte dei possibili acquirenti è già alta.

L’articolo Google Pixel 7a sarà il miglior best buy della serie sembra essere il primo su Androidworld.


Google Pixel 7a sarà il miglior best buy della serie

Non ci sarà uno OnePlus 11 Pro

Da diversi anni ormai conosciamo OnePlus per il suo forte impegno nel settore di mercato degli smartphone, iniziato con i top di gamma Android e poi esteso al segmento dei medio-gamma.

Canale Telegram Offerte

Nelle scorse settimane abbiamo parlato in diverse occasioni di OnePlus 11 Pro, un dispositivo che avrebbe dovuto rappresentare quanto di meglio da offrire l’azienda cinese nel mercato. Questo dispositivo sarebbe infatti dovuto succedere a OnePlus 10 Pro, e alla serie T arrivata recentemente. Arriva invece la smentita.

Secondo quanto riferito dal noto leaker Max Jambor, non ci sarà uno OnePlus 11 Pro. O meglio, il dispositivo Pro che sta sviluppando OnePlus arriverà sul mercato col nome di OnePlus 11. Insomma, OnePlus non sarebbe intenzionata a lanciare due modelli tra i suoi nuovi top di gamma, forse per concentrarsi maggiormente sul segmento della gamma media.

Proprio a proposito di OnePlus 11 sono appena trapelate diverse informazioni sulle sue probabili specifiche tecniche. Continuerà la partnership con Hasselblad per la realizzazione del comparto fotografico. Questo sarà dotato da un sensore principale da 50 megapixel, un grandangolo da 48 megapixel e un teleobiettivo da 32 megapixel.

Il display dovrebbe avere una risoluzione pari a 3216 x 1440 pixel, mentre sotto il cofano ci sarà un processore Snapdragon 8 Gen 2 di Qualcomm accoppiato ad una RAM che arriverà fino a 16 GB con 256 GB di storage interno. La batteria avrà una capacità da 5.000 mAh con supporto per la ricarica rapida da 100 W e il sistema operativo sarà aggiornato ad Android 13 con la OxygenOS 13.

Insomma, ci sembrano tutte le carte in regola per convincere e competere nel settore dei flagship Android, sempre più affollato e ricco di alternative equivalenti tra loro.

L’articolo Non ci sarà uno OnePlus 11 Pro sembra essere il primo su Androidworld.


Non ci sarà uno OnePlus 11 Pro

Android 14 sarà esigente: nuovi requisiti da far rispettare agli smartphone

Nel mondo degli smartphone, e in particolare in quello degli smartphone Android, attualmente ci troviamo nella situazione in cui Android 13 è uscito da quasi due mesi e soltanto i Pixel e pochi altri modelli possono davvero godersi una sua versione stabile.

Canale Telegram Offerte

Questo però non significa che sia troppo presto per parlare di Android 14. La nuova generazione del robottino verde non verrà lanciata prima della metà del prossimo anno, quando Google rilascerà le prime beta.

Nelle ultime ore sono trapelati interessanti dettagli su cosa aspettarci da Android 14. Grazie al noto Mishaal Rahman abbiamo modo di vedere due nuovi requisiti che verranno richiesti agli smartphone con l’aggiornamento ad Android 14.

Il primo dei due riguarda il supporto ai contenuti video. Sarà infatti reso obbligatorio il supporto allo standard video AV1. Questo è menzionato nell’Android Compatibility Definition Document, al quale Google sta lavorando da tempo. La necessità del supporto AV1 su tutti i dispositivi con Android 14 potrebbe richiedere una larghezza di banda maggiore, soprattutto sulle applicazioni web che prevedono contenuti video. Speriamo che i produttori e i provider di rete si faranno trovare pronti.

Un’altra novità dovrebbe arrivare sul fronte delle app. Secondo quanto scoperto da Rahman nell’Android Compatibility Definition Document, Android 14 potrebbe supportare esclusivamente le app a 64 bit. Questo significherebbe che i processori di questi dispositivi dovranno essere compatibili con l’architettura Armv9. In questo senso sappiamo che processori come lo Snapdragon 8 Gen 1 o il Tensor di Google supportano già questo standard.

Questo ci fa capire che Google è intenzionata a muoversi con decisione sulla questione dell’abbandono delle app a 32 bit. Inoltre, sappiamo che ormai il 99% delle app presenti sul Play Store sono aggiornate secondo lo standard a 64 bit.

Ovviamente è ancora prematuro per dare per assodate tutte le cose appena trapelate sul conto di Android 14, semplicemente perché le tempistiche potrebbero cambiare e potremmo non vedere queste novità sin dalla prima beta o prima stabile di Android 14.

L’articolo Android 14 sarà esigente: nuovi requisiti da far rispettare agli smartphone sembra essere il primo su Androidworld.


Android 14 sarà esigente: nuovi requisiti da far rispettare agli smartphone

Pixel Watch costerà meno di Apple Watch, ma non sarà economico

Sono passate ormai diverse settimane da quando Google ha svelato le sue novità per il settore smartphone e smartwatch durante il suo keynote annuale. Andiamo quindi ad apprendere qualche dettaglio in più su Pixel Watch, il primo smartwatch della storia Pixel di Google.

Offerte Amazon

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a diversi rumor sul conto di Pixel Watch, molti dei quali hanno tracciato il profilo dello smartwatch dal punto di vista tecnico e del design. Adesso è ora di scoprire qualcosa in più sul prezzo.

Il prezzo di Pixel Watch è l’aspetto meno trattato dai rumor delle ultime settimane, segno che Google ancora deve ben decidere in quale fascia del mercato lanciare il dispositivo, o semplicemente che Google è brava a tenerlo segreto.

Nelle ultime ore 9to5Google ha approfondito questo aspetto grazie alle rivelazioni di alcune sue fonti interne. Andiamo al sodo: Pixel Watch in versione cellulare dovrebbe arrivare nel mercato USA al prezzo di 399 dollari. Per versione cellulare si intende il dispositivo in grado di supportare la connettività dati e telefonica tramite l’inserimento di una eSIM.

Il prezzo per il mercato statunitense non lascia molto spazio a considerazioni sul prezzo che vedremo in Europa, anche a causa delle recenti fluttuazioni del cambio tra la nostra moneta e il dollaro. Però è interessante rapportare il prezzo appena trapelato con quello per il mercato USA dei concorrenti di Pixel Watch.

Pixel Watch in versione cellular a 399 dollari sarebbe più economico del suo omologo Apple Watch Series 7, che è presente nel mercato USA a 499 dollari. Galaxy Watch 5 Pro cellular è arrivato in USA al prezzo di 449 dollari.

Insomma, possiamo aspettarci un Pixel Watch non economico in senso assoluto ma che costerà meno dei suoi concorrenti più diretti, il che potrebbe dare a Google l’appeal per avere successo sul mercato. Lo stesso che concettualmente abbiamo visto con il lancio di Pixel 6.

L’articolo Pixel Watch costerà meno di Apple Watch, ma non sarà economico sembra essere il primo su Androidworld.


Pixel Watch costerà meno di Apple Watch, ma non sarà economico

Galaxy Z Fold 4 passa tra le grinfie di Zack: sarà all’altezza del suo predecessore?

Samsung Galaxy Z Fold 4 (qui trovate la nostra recensione, in caso l’abbiate persa) è sicuramente il re dei pieghevoli attualmente sul mercato italiano.

Nonostante il minimo impegno di Samsung nell’introdurre novità per un dispositivo da 1.800 euro (al netto di promozioni), il vantaggio tecnologico del gigante coreano è tale da potersi permettere aggiornamenti graduali e persino di continuare a usare una cerniera più ingombrante pur di mantenere il titolo di smartphone impermeabile. Ma sarà sempre resistente come Galaxy Z Fold 3? Uno spumeggiante Zack Nelson non si è fatto pregare e lo ha messo alla prova. Scopriamo com’è andata!

Segui SmartWorld su News

Il noto YouTuber in questo video era infatti particolarmente pungente non solo verso quei produttori che continuano a sfornare dispositivi praticamente uguali anno dopo anno come Samsung e Apple, ma anche contro OnePlus, rea di aver prodotto una serie piuttosto fragile (OnePlus 10 Pro e 10T) e di non ammettere l’evidenza. 

Ma torniamo a Galaxy Z Fold 4, come se l’è cavata? Molto bene. Tralasciando infatti gli appunti sulla similitudine con il suo predecessore, Zack testa lo schermo esterno per durezza con scala di Mohs e riporta un risultato in linea con quello di altri smartphone. 

Ovviamente lo schermo interno è molto più delicato, e già con durezza di livello 2 riporta profonde incisioni. Ma questo è implicito alla tecnologia dei pieghevoli, e infatti Samsung dota il prezioso dispositivo di pellicola preapplicata da non togliere. Passando poi alle cornici, al retro e alla “costa”, lo YouTuber conferma la composizione in metallo, che viene graffiato con il taglierino piuttosto facilmente, mentre i vetri delle fotocamere posteriori sono protetti da vetro molto resistente.

Fin qui tutto nella norma, come il test con l’accendino, che evidenzia la scomparsa dell’alone da bruciatura sullo schermo esterno e un danno permanente (ma che non inficia la funzionalità) all’interno.

Poi arriviamo alle scene più gustose, con Zack che prende il terriccio, lo stesso usato in altri test, per vedere quanto uno scenario da uso in spiaggia possa inficiare la funzionalità del telefono. Galaxy Z Fold 4 assorbe il maltrattamento senza fare una piega, senza lasciar entrare i grani di terra nella cerniera, che continua a chiudersi senza problemi o con rumori e attriti strani. La cosa un po’ preoccupante è solo che il terriccio si accumula tra schermo e bordi, che sono magnetici, il che potrebbe essere piuttosto difficile da pulire. 

E infine il temuto bend test. Nelson prova a piegare il dispositivo da chiuso e da aperto, proprio lungo il punto più fragile, ovvero la cerniera, ma dal verso sbagliato. I più deboli di cuore vorranno distogliere lo sguardo per qualche secondo, ma il nuovo pieghevole di Samsung non batte ciglio, e affronta le torture con flemma senza scricchiolii o torsioni. Come Galaxy Z Fold 3, Galaxy Z Fold 4 si conferma un carroarmato.

Sulla politica di rilascio di nuovi dispositivi di Samsung si potrà parlare, ma sulla qualità costruttiva, non si discute. Qui sotto potete vedere il test completo.

 

L’articolo Galaxy Z Fold 4 passa tra le grinfie di Zack: sarà all’altezza del suo predecessore? sembra essere il primo su Androidworld.


Galaxy Z Fold 4 passa tra le grinfie di Zack: sarà all’altezza del suo predecessore?