Su DxOMark le classifiche degli smartphone saranno finalmente divise per fascia di prezzo

DxOMark è sicuramente uno dei siti più famosi e apprezzati per quanto riguarda test su smartphone. Fino ad oggi però le classifiche per fotocamera, speaker o schermo non tenevano conto della fascia di prezzo del dispositivo: per quanto motivo sono stati lanciati dei filtri per dividere le liste in base al costo al momento del lancio sul mercato.

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Nella schermata in cui è mostrata una determinata classifica, è ora possibile selezionare un prezzo minimo e un prezzo massimo al momento del lancio: una volta fatto ciò, saranno mostrati solo i dispositivi che rientrano nel range. In particolare, DxOMark utilizza prezzi in dollari, che saranno eventualemtne convertiti in altre valute come euro o yuan cinese nel caso in cui i dispositivi in questione non siano disponibili ufficialmente negli Stati Uniti.

Sono poi state definite delle fasce di prezzo per gli smartphone:

  • Essential (sotto i 200$ )
  • Advanced (tra i 200$ e i 399$ )
  • High-end (tra i 400$ e i 599$ )
  • Premium (tra i 600$ e i 799$ )
  • Ultra-Premium (oltre gli 800$ )

Mentre è stata ridefinita la già presente divisione in fasce di prezzo per quanto riguarda gli speaker, che in precedenza era basata su prezzi in euro:

  • Essential: sotto i 200$ (prima era sotto i 200€)
  • Advanced: tra i 200$ e i 599$ (prima era tra i 200€ e i 499€)
  • Premium: oltre i 600$ (nuovo)

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Su DxOMark le classifiche degli smartphone saranno finalmente divise per fascia di prezzo

I numeri di serie dei prodotti Apple saranno presto generati casualmente

Apple modificherà presto il metodo di generazione dei numeri di serie dei propri prodotti, evitando di includere informazioni sul prodotto.

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I numeri di serie dei prodotti Apple saranno presto generati casualmente

Svolta storica dell’Agcom: i servizi premium in abbonamento saranno bloccati per tutti

Con una misura a suo modo storica, Agcom blocca i servizi premium sulle SIM di default, in assenza di un esplicito consenso da parte dell’utente. Specifichiamo che questo blocco coinvolge sia i servizi forniti via SMS/MMS che quelli tramite rete mobile, quindi è davvero onnicomprensiva.

Unica eccezione: una vasta serie di servizi SMS che permettono di effettuare donazioni solidali, accedere a servizi bancari, postali, di mobile ticketing e di televoto.

Il blocco sulle SIM può essere rimosso solo tramite una “previa ed espressa manifestazione di volontà dell’utente“, con tanto di consenso documentabile. Per attivare un servizio premium in abbonamento deve infatti essere inserito il numero di cellulare seguito da una OTP (password temporanea) di almeno 5 cifre.

Gli operatori dovranno inoltre allestire delle apposite pagine web sui propri siti, per informare la clientela dei servizi soggetti a questo blocco e di quelli esclusi, ed anche delle modalità per continuare ad usufruire di eventuali servizi premium già attivi sulle SIM.

I servizi premium vengono infatti bloccati di default sulle nuove SIM, mentre per tutte le altre il blocco sarà attivo soltanto se, dopo aver ricevuto un apposito SMS informativo, l’utente non abbia comunicato all’operatore una diversa volontà entro 30 giorni dalla ricezione dell’SMS stesso; in caso di silenzio assenso, il blocco dei servizi premium verrà attivato automaticamente.

 

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Svolta storica dell’Agcom: i servizi premium in abbonamento saranno bloccati per tutti

YouTube e Netflix saranno più esigenti: il supporto al codec AV1 potrebbe diventare obbligatorio

Arrivano interessanti notizie per due delle piattaforme di streaming multimediale più diffuse e note al mondo, YouTube e Netflix, le quali riguardano da vicino i requisiti per i contenuti video.

Stando a quanto emerso dal comunicato di lancio di un nuovo processore video di Synaptics, YouTube e Netflix potrebbero presto richiedere i contenuti video in formato AV1. Tale formato sarebbe dunque obbligatorio per i contenuti video che aspirano ad essere ospitati su tali piattaforme. Se il comunicato di Synaptics si rivelasse accurato, sulle piattaforme YouTube e Netflix saranno ammessi esclusivamente contenuti in AV1.

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Al momento rimane da capire se l’eventuale obbligatorietà per il codec Av1 si rivelerà concreta solo per alcune risoluzioni video: secondo XDA questo potrebbe infatti accadere per i video in 4K a 60fps e in 8K. Se questo dovesse concretizzarsi, i produttori di smart TV e box TV dovranno adeguarsi e implementare sui loro dispositivi il supporto al codec Av1, altrimenti questi non saranno in grado di accedere ai contenuti di YouTube e Netflix.

Quanto appena descritto non è stato ancora confermato ufficialmente. Sappiamo che anche Google si sta attrezzando per rendere obbligatorio il supporto a tale codec sui prossimi dispositivi Android TV che arriveranno sul mercato.

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Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

“Durante lo scorso anno, abbiamo assistito al ruolo fondamentale svolto dalla tecnologia nell’aiutarci a continuare la nostra vita e rimanere in contatto gli uni con gli altri. Il nostro impegno per un futuro inclusivo e sostenibile va di pari passo con la nostra incessante ricerca di innovazione per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori: dalla riduzione dell’impronta di carbonio dei nostri prodotti, alla fornitura di una suite di funzioni di accessibilità, all’offerta di un un’esperienza visiva senza precedenti che si adatta allo stile di vita di ogni utente”. Queste le parole con cui JH Han, President of Visual Display Business di Samsung, ha aperto il suo First Look 2021, appuntamento (per la prima volta virtuale) in cui la compagnia coreana ha presentato la nuova gamma di TV: Neo QLED e Lifestyle TV, annunciando inoltre che da quest’anno i televisori Samsung saranno dotati di un telecomando a energia solare che può essere ricaricato dalla luce del sole ma anche dalle luci di casa, o tramite usb.

Tutto questo a pochi giorni dal CES 2021 di Las Vegas, la più importante fiera del mondo dedicata all’elettronica di consumo. Di accessibilità, sostenibilità (miglioramento dell’efficienza energetica, impiego di materiali riciclati e riduzione al minimo del testo e delle grafiche sull’imballaggio ecologico) e innovazione ha parlato anche Bruno Marnati, Head of Audio Video di Samsung Italia. “Il nostro impegno nell’innovazione, nel DNA di Samsung da sempre, deve andare di pari passo con la costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile”.

In particolare Samsung ha presentato una tecnologia display nuova, Neo QLED, nei suoi modelli di punta 8K (QN900A) e 4K (QN90A), portando la tecnologia QLED a un livello ulteriore grazie a una nuova sorgente luminosa, il Quantum Mini LED, controllata dalla tecnologia Quantum Matrix e dal processore Neo Quantum, un potente processore di immagini ottimizzato per Neo QLED. I modelli 2021 Neo QLED 8K e 4K di Samsung presentano poi funzionalità smart che arricchiscono il ruolo della TV, supportando le esigenze di fitness, intrattenimento e smart working dei consumatori.Samsung ha presentato anche la nuova gamma di Lifestyle TV. The Frame 2021 ha una dimensione della cornice dimezzata rispetto ai modelli precedenti. Le nuove cornici personalizzabili sono disponibili in cinque opzioni di colore e in due diversi stili personalizzabili.


Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

I OnePlus 8T non saranno soli: il 14 ottobre arriveranno le nuove OnePlus Buds (foto)

Il prossimo 14 ottobre sarà sicuramente il gran giorno dei nuovi OnePlus 8T, gli smartphone top di gamma del produttore cinese che ormai conosciamo quasi completamente. A detta della stessa OnePlus non sarà l’unico nuovo prodotto che verrà presentato.

Come confermato dal tweet del produttore cinese che vedete in fondo a questo articolo, il prossimo 14 ottobre verranno ufficializzati dei nuovi auricolari true wireless: si tratterà di nuove OnePlus Buds che offriranno la certificazione IP55, la quale assicura la protezione contro polveri o sabbie e contro schizzi d’acqua. Secondo Gizmochina potrebbero arrivare sul mercato come OnePlus Buds Z.

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Ci si aspetta che le nuove Buds siano più economiche della prima generazione lanciata da OnePlus diverse settimane fa. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sui prossimi sviluppi.

 

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Ecco come saranno Amazfit GTR 2 e GTS 2: la novità più interessante sarà sotto al cofano (foto)

Amazfit si conferma costantemente attiva nel settore dei dispositivi indossabili e si sta preparando al lancio dei nuovi Amazfit GTR 2 e Amazfit GTS 2, due smartwatch rivolti a due tipologie differenti di utenti.

L’immagine presente in galleria mostra quello che dovrebbe essere il design dei nuovi Amazfit GTR 2 e GTS 2: per il primo vediamo un look abbastanza classico, con quadrante circolare e bordi poco marcati; mentre per il secondo vediamo un look più sportivo, che però non brilla in originalità, con quadrante rettangolare e pulsante fisico con rotella.

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Dalla Cina arrivano conferme sul fatto che entrambi gli smartwatch integreranno un sensore per la rilevazione della saturazione di ossigeno nel sangue, il quale verrà gestito tramite la tecnologia software OxygenBeats, la quale permetterà di aggiungere informazioni sul monitoraggio del sonno, delle attività fisiche e dello stato di fatica.

Come avrete intuito dall’immagine qui in basso, l’azienda cinese presenterà ufficialmente i nuovi Amazfit GTR 2 e GTS 2 il prossimo 22 settembre. La presentazione sarà riferita al mercato cinese, siamo comunque fiduciosi nel fatto che Amazfit li porterà successivamente anche dalle nostre parti.

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Samsung tira dritto: Galaxy Note 20 con chip Exynos (e non saranno neppure nuovi!)

L’annosa sfida fra SoC Samsung Exynos e Qualcomm Snapdragon – da anni ormai stravinta dal colosso americano – quest’anno ha assunto i contorni di una vera e propria crociata da parte degli utenti europei, stufi di accontentarsi di Galaxy top di gamma che si comportano peggio delle controparti d’oltre oceano. Con i Note 20 alle porte, il gigante coreano avrebbe avuto l’occasione di mettere a tacere le critiche, estendendo a tutto il mondo la fornitura di SoC Snapdragon, oppure tirando fuori dal cilindro un nuovo Exynos all’altezza della situazione. Ma sembra che non andrà nell’uno né nell’altro modo.

Ad avanzare l’ipotesi è ancora una volta l’informatissimo leakster cinese Ice universe, subito corroborata dal collega Max Weinbach: Galaxy Note 20 e Galaxy Note 20 Ultra non soltanto non avranno lo Snapdragon 865+ in Europa, ma nemmeno il vociferato Exynos 992. Bensì, saranno animati dal famigerato Exynos 990, lo stesso dei Galaxy S20, travolto dalle critiche nei mesi scorsi, per prestazioni grafiche zoppicanti e, soprattutto, consumi ben più elevati rispetto agli omologhi Qualcomm.

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Se la voce fosse confermata, significherebbe che i Galaxy Note 20 non porteranno in dote alcun salto prestazionale (né migliore ottimizzazione dei consumi) rispetto ai cugini Galaxy S20, minando alle fondamenta le speranze di chi si aspettava un deciso cambio di passo. I vostri propositi di acquisto cambierebbero o no, alla luce di questa notizia?

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Google, i dati saranno eliminati in automatico (ma non per tutti)

AGI – Dicembre 2018: Sundar Pichai si presenta davanti al Congresso, che (in modo non sempre competente) interroga il ceo di Google su privacy e censura.Pichai se la cava bene (salvo qualche balbettio sul progetto Dragonfly, il motore di ricerca a misura di Cina). Ma da quella tornata di audizioni, ha riservato maggiore attenzione alle impostazioni sulla privacy, rinnovandole a folate. Adesso ne è arrivata un’altra. Mountain View rende per la prima volta automatica la cancellazione dei dati, semplifica la navigazione in incognito e inserisce il controllo dell’account direttamente tra i risultati di ricerca (con l’obiettivo di renderlo più accessibile). Ecco quali sono le novità, annunciata dal ceo in un lungo post.

L’eliminazione programmata

Lo scorso anno, Google ha introdotto la possibilità di impostare l’eliminazione programmata di dati come la cronologia delle posizioni o le ricerche. Opzioni disponibili: 3 o 18 mesi. L’utente però doveva prendersi la briga di entrare nella gestione attività e spuntare manualmente la propria scelta. Adesso questa stessa funzione diventa predefinita. Quando si attiverà per la prima volta la Cronologia della posizioni (che di default è disattivata) l’eliminazione viene fissata a 18 mesi. Lo stesso vale per le Attività web e app (cioè le informazioni raccolte da posizione, ricerche, navigazione). Per YouTube, invece, i tempi si allungano: 36 mesi di base (che con un intervento manuale possono diventare 3 o 18). 

Attenzione: queste novità valgono solo per i nuovi account o per chi non avesse mai attivato la Cronologia delle posizioni (quindi comunque account molto recenti). In tutti gli altri casi non ci sarà alcun cambiamento e, a meno di un intervento dell’utente, i dati continueranno a essere nelle mani di Google fin quando vorrà Google. La società, però, invierà notifiche e mail per ricordare che è possibile impostare la cancellazione automatica. Mountain View lo dice da tempo e lo ripete: “Le vostre informazioni dovrebbero essere conservate in un prodotto solo per il tempo necessario a renderlo utile per voi”. Ma quanto tempo serva perché sia “utile per noi” lo decide ancora – in buona parte – Google.

Il controllo della privacy nel motore di ricerca

L’altro mantra di Google è “a voi il controllo”. Non è un controllo integrale, certo. Ma negli ultimi mesi la società ha reso gli strumenti per la gestione della privacy più accessibili. Niente più caccia al tesoro per trovare la sezione giusta: l’area riservata alla gestione dell’account è stata resa più essenziale e pulita, ma non sempre risulta facilmente rintracciabile per chi non ha idea di dove mettere le mani. Cosa si fa quando si vuole ottenere un’informazione? La si cerca su Google. Ecco, appunto: Pichai porta il controllo dell’account direttamente sul motore di ricerca. Quando si cercheranno chiavi come “Account Google” o risposte alla domanda “Il mio Account Google è sicuro?”, comparirà un riquadro che contiene le impostazioni di privacy e sicurezza.

Navigazione in incognito più intuitiva

Viene semplificata la navigazione in incognito. Adesso è necessario cliccare sui tre puntini che compaiono accanto alla barra degli indirizzi, far aprire una tendina e scegliere “nuova scheda in incognito” per navigare e fare ricerche in (relativa) ombra. Già adesso sull’app di Google per iOS e “a breve su Android e altre app”, basterà una pressione prolungata sull’immagine profilo per attivare la modalità incognito. Prossimamente, dovrebbe essere possibile mantenerla saltando da un’applicazione all’altra di Google (ad esempio da Maps a Youtube). Ma a questo la società sta ancora lavorando. Risponde all’esigenza di semplificare anche la modifica della sezione Controllo privacy. Avrà “raccomandazioni proattive, inclusa una serie di consigli per guidarvi attraverso le impostazioni”.

Controllo password con meno click

La sezione Controllo sicurezza è stata lanciata cinque anni fa. È uno strumento che, in modo immediato, permette di visualizzare eventuali rischi legati a visite indesiderate: indica infatti quali dispositivi hanno accesso all’account, quali sono le app di terze parti autorizzate, se è prevista una mail di ripristino. “Nelle prossime settimane”, scrive Pichai, il Controllo password (lo strumento che controlla quali sono quelle salvate nell’account e se sono state compromesse) diventerà “parte integrante del Controllo sicurezza”. Già oggi le due sezioni sono collegate. Ma con l’integrazione si risparmiano un paio di click e si offre una visibilità più immediata di eventuali rischi.  

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Il Mobile World Congress si farà, nonostante il coronavirus. E i cinesi ci saranno

Il Mobile World Congress (Mwc) di Barcellona si farà. Il governo della Catalogna ha fatto sapere che “non contempla” la sospensione dell’edizione di quest’anno della più importante fiera al mondo sulla telefonia mobile, prevista per fine mese. Non c’è “alcun elemento” che faccia stare “in allerta” e pensare a “un qualche pericolo” derivante dall’epidemia da coronavirus, ha spiegato il responsabile per l’Industria, Angels Chacon, intervistato da Catalunya Radio.

Il sospetto di una massiccia defezione degli espositori era sorto dopo il forfait annunciato dalla coreana LG Electronics che ha fatto sapere che “sta monitorando attentamente” la situazione relativa all’epidemia e che, pensando “alla sicurezza e alla salute dei suoi dipendenti, partner e clienti”, ha deciso di annullare la sua esposizione e partecipazione al Mwc. “Questa decisione azzera il rischio di esporre centinaia di dipendenti di LG a viaggi internazionali, data la situazione sempre più restrittiva dovuta alla continua diffusione del virus” si legge in una nota, “in alternativa LG organizzerà nel prossimo futuro degli eventi dedicati per annunciare i nuovi prodotti mobile 2020”.

Fonti dall’altro colosso sudcoreano, Samsung, protagonista atteso della fiera, hanno confermato ad AGI la partecipazione.

Le case cinesi, che come ogni anno sono in primo piano a Barcellona per la presentazione di device e tecnologie, hanno fatto sapere che ci saranno, anche se con precauzioni.

Zte, impegnata nello sviluppo delle reti 5G in Italia e che a Barcellona presenterà non solo le tecnologie wireless di nuova generazione, ma anche nuovi smartphone come il Blade e l’Axon 5G ha fatto sapere che parteciperà, come previsto.

“Dopo l’esplosione del nuovo coronavirus, oltre a rispondere attivamente e organizzare le risorse per garantire il servizio di telecomunicazione nelle aree interessate, Zte ha sempre posto la salute dei nostri dipendenti e clienti come priorità” si legge in una nota dell’azienda, “in conformità con le linee guida del dipartimento sanitario cinese e dell’Oms, Zte ha adottato una serie di forti misure di prevenzione, controllo e salvaguardia: assicurerà che tutti i dipendenti della Cina continentale, compresi i cittadini non cinesi, non manifestino sintomi per 2 settimane prima della partenza e dell’arrivo nel Mwc e tutti i dipendenti devono sottoporsi all’autoisolamento di 2 settimane per garantire la salute e la sicurezza di tutto il personale”.

L’azienda ha disposto anche che tutti i dirigenti che partecipano alle riunioni di alto livello si autoisolino in Europa per almeno due settimane prima della fiera di Barcellona, che lo stand e le attrezzature della fiera vengano disinfettati quotidianamente e che il personale di presentazione dello stand provenga da Paesi al di fuori della Cina e principalmente dall’Europa”.

Misure simili saranno adottate da Huawei che ha annunciato di non avere intenzione di annullare la propria partecipazione, particolarmente significativa per il ruolo che il colosso delle telecomunicazioni ha assunto nello sviluppo del 5G in Europa, specie dopo la decisione della Commissione europea di non tagliare la tecnologia cinese fuori dalle reti Ue. “Non parteciperà nessuno che provenga dalla provincia dello Hubei” ha detto una fonte dell’azienda all’AGI, “la partecipazione del management che viene dalla Cina sarà limitata e tutti dovranno fare 14 giorni di quarantena prima di partecipare”. Anche Honor, il marchio nato da una costola di Huawei e pensato per la clientela giovane, sarà a Barcellona.

Anche Oppo e Xiaomi, due dei principali player cinesi nel mondo della telefonia mobile, con quote di mercato in continua crescita in Europa e in Italia, hanno confermato ad AGI che parteciperanno all’evento di Barcellona.

La franco-cinese Wiko ha deciso di non partecipare con uno stand di presentazione dei nuovi modelli, ma la scelta – si legge in una nota dell’azienda – non ha a che fare con l’epidemia di coronavirus quanto piuttosto con una strategia generale che vede il brand concentrarsi su attività più strategiche ed efficienti per i singoli mercati in cui è presente. “Una volontà che risponde all’obiettivo di Wiko di focalizzarsi su progetti che coinvolgano e interessino direttamente il consumatore finale e le sue community social” continua la nota, “la presenza di Wiko sarà pertanto focalizzata sul mercato spagnolo, ammettendo attività ad hoc rivolte al canale business, ai media di settore e ai principali partner e distributori dell’azienda”.

Agi