Ancora aggiornamenti per Galaxy S20 e S21: è il secondo update di maggio

I primi smartphone Samsung a ricevere le patch di sicurezza di maggio sono stati quelli della serie Galaxy S21, seguiti dai dispositivi della serie Galaxy S20, che hanno ricevuto anche la nuova modalità Dual Shot.

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Sembrerebbe però che l’azienda coreana abbia rilasciato dei nuovi aggiornamenti per questi smartphone: alcuni utenti europei, sopratutto tedeschi, hanno iniziato a ricevere questo nuovo update con numero firmware G98xFXXU7DUE1 per Galaxy S20 e G99xBXXU3AUE1 per Galaxy S21. Purtroppo il changelog è abbastanza scarno, ma probabilmente questi aggiornamenti puntano a risolvere alcuni bug riguardanti il modem 5G.

Ad ogni modo, gli aggiornamenti sono già in rollout e possono già essere scaricati dalle impostazioni dello smartphone. È comunque possibile scaricare il firmware completo, da installare manualmente tramite PC, da questa pagina.

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Ancora aggiornamenti per Galaxy S20 e S21: è il secondo update di maggio

Iliad è l’operatore più apprezzato dai clienti, secondo la più grande indagine di mercato mai realizzata in Italia

Un gran bel risultato quello che si porta oggi a casa Iliad, il più giovane tra gli operatori non virtuali italiani che piano piano sta rosicchiando sempre più quote di mercato alla concorrenza. Già in queste ultime ore parlavamo di come l’operatore di origine francese fosse uno di quelli che durante il 2020 aveva registrato il maggior numero di portabilità in entrata.

Il risultato a cui facevamo cenno è quello di aver ottenuto il riconoscimento come primo operatore per la telefonia mobile dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF) per il 2021 nella più ampia indagine di mercato mai realizzata in Italia. L’indagine in questione ha raccolto i feedback di soddisfazione dei clienti in merito all’aspetto qualitativo e economico offerto da aziende attive in diversi settori. Pensate che sono stati raccolti oltre 870.000 giudizi di clienti ed utenti a riguardo di 974 aziende in 95 diversi settori dell’economia italiana. Il sondaggio è stato svolto online e compilato direttamente dai consumatori.

Iliad insomma è stata giudicata come il migliore operatore telefonico per qualità e per prezzo, attribuendole così il sigillo Top Qualità-Prezzo. N° 1 Telefonia Mobile 2021 di ITQF. “Siamo felici di aver ottenuto questo riconoscimento, soprattutto perché basato esclusivamente sulle opinioni degli utenti. La fiducia che abbiamo creato con loro e il passaparola spontaneo tra le persone, sono elementi fondamentali per Iliad, che ci stimolano a continuare nella crescita e a fare sempre meglio”, afferma Benedetto Levi, CEO di iliad Italia.

E voi attualmente quale operatore telefonico utilizzate sulla vostra o sulle vostre SIM? Siete tra gli oltre 7 milioni di utenti abbonati a Iliad?

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Iliad è l’operatore più apprezzato dai clienti, secondo la più grande indagine di mercato mai realizzata in Italia

EA spinge i giocatori di FIFA a spendere soldi reali per FUT in tutti i modi, secondo un documento interno

Electronic Arts starebbe facendo il possibile per spingere i giocatori di FIFA verso la modalità FUT (FIFA Ultimate Team), ovvero quella che a sua volta potrebbe convincerli a spendere soldi per acquistare pacchetti di giocatori aggiuntivi. Fin qui niente di nuovo: la modalità FUT c’è già da tempo, ed è cosa nota che EA basi proprio una larga parte dei suoi ricavi sugli introiti provenienti dalle microtransazioni. Non c’è mai stata però una vera e propria “ammissione di colpa”: il publisher non ha fatto intendere, almeno non a parole, di puntare quanto più possibile su FUT, anche a discapito del resto.

Ci sono però dei documenti ottenuti da CBC News (alcune pagine sono consultabili liberamente qui) tratti da una presentazione privata di EA di oltre 50 pagine che lascerebbero intendere il contrario. C’è una frase in particolare che ha attirato l’attenzione della stampa: “FUT is the cornerstone and we are doing everything we can to drive players there” che, tradotto, significa più o meno “FUT è il nostro pilastro e stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per spingere gli utenti a giocarlo”. E ancora “All roads leads to FUT”, ovvero tutte le strade portano a FUT, specificando che le altre modalità di gioco di FIFA devono obbligatoriamente generare hype proprio nei confronti di FUT, convincendo quanti più giocatori possibili a partecipare.

In un altro documento ottenuto da CBC News, ma non mostrato pubblicamente, EA si riferisce alle monete FUT (la valuta virtuale di FIFA 21) come una così detta “Grind Currency”. Nel gaming con Grind Currency si intende una valuta virtuale che necessita di così tanto tempo per essere accumulata da spingere il giocatore verso gli acquisti con valuta reale. CBC News ha subito provato ad entrare in contatto con EA per farsi rilasciare una dichiarazione a riguardo del materiale trapelato, ma un portavoce del publisher ha rifiutato di commentare il documento, specificando tra l’altro che si tratta di una presentazione “contrassegnata come privilegiata e riservata” che, vista non nel giusto contesto, può portare ad un’errata interpretazione dei fatti.

Successivamente EA ha pubblicato sul proprio sito una lunga dichiarazione in difesa di FUT e delle transazioni monetarie che avvengono in tale modalità, affermando che in nessun modo starebbe spingendo i giocatori a spendere soldi. Anzi, secondo EA, la maggior parte dei giocatori di FIFA non spenderebbe soldi in FUT. Secondo il documento già citato, FIFA 21 FUT ha qualcosa come più di 3 milioni di giocatori attivi giornalieri, mentre la modalità classica si aggira intorno ai 5,3 milioni, numeri altissimi considerato appunto che sono su base giornaliera e non mensile. E voi avete mai fatto acquisti nella modalità FUT di FIFA? Che ne pensate della vicenda?

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EA spinge i giocatori di FIFA a spendere soldi reali per FUT in tutti i modi, secondo un documento interno

Black Shark 4 Pro ha il miglior comparto audio, secondo DxOMark

Due giorni fa vi abbiamo parlato di Black Shark 4 e 4 Pro, i nuovissimi smartphone da gaming, con hardware all’avanguardia e un immancabile LED RGB nel modello Pro. Sfortunatamente, questi dispostivi sono stati annunciati solo in Cina e non sappiamo se e quando arriveranno in Italia.

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DxOMark ha però deciso di testare il comparto audio della variante Pro di Black Shark 4: i risultati sono molto positivi e nei vari test condotti dalla testata francese lo smartphone si è comportato bene, tanto da ottenere 81 punti, il più alto punteggio mai realizzato, che permette a Black Shark 4 Pro di superare ROG Phone 5 e iPhone 12 Pro Max.

Per quanto riguarda la riproduzione dell’audio, la qualità è buona, anche se a volume alto sono presenti delle leggeri distorsioni. La spazialità del suono è ottima, così come il bilanciamento dell’audio. Anche i microfoni si comportano bene e i suoni registrati risultano ben bilanciati e “realistici”.

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Black Shark 4 Pro ha il miglior comparto audio, secondo DxOMark

Il secondo aggiornamento firmware per le Galaxy Buds Pro migliora la funzione ANC (aggiornato)

Le Galaxy Buds Pro, ovvero le nuove cuffie true wireless di Samsung, sono state immesse sul mercato solo poche settimane fa, ottenendo recensioni positive da parte degli addetti ai lavori, grazie principalmente all’ANC e alla qualità audio migliorata. Nonostante la giovane età questi auricolari hanno già ricevuto un primo aggiornamento firmware, e ora è in fase di rilascio il secondo, che porta con sé miglioramenti nelle prestazioni.

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La nuova versione del firmware per queste Galaxy Buds Pro è identificata dal codice R190XXU0AUA5. L’aggiornamento ha un peso di 2.2MB ed è attualmente in fase di distribuzione negli Stati Uniti. Il changelog ufficiale segnala un miglioramento delle prestazioni di cancellazione attiva del rumore (ANC), della funzione Ambient Sound e della velocità di commutazione della modalità Voice Detect.

Le Galaxy Buds Pro sono indubbiamente le migliori cuffie che Samsung abbia mai realizzato, nonché uno dei migliori modelli sul mercato per qualità sonora. I suoi punti di forza sono rappresentati sicuramente dall’ANC, dalla modalità trasparenza, dagli impeccabili microfoni e dalla buona companion app.

Aggiornamento15/02/2021 ore 20:25

L’aggiornamento del firmware per le Galaxy Buds Pro alla versione R190XXU0AUB3 si sta espandendo anche al mercato globale. Il changelog è lo stesso della versione rilasciata negli Stati Uniti, con l’aggiunta di una sola voce riguardante delle modifiche di funzionamento nel caso di utilizzo di un solo auricolare.

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Il secondo aggiornamento firmware per le Galaxy Buds Pro migliora la funzione ANC (aggiornato)

Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

“Durante lo scorso anno, abbiamo assistito al ruolo fondamentale svolto dalla tecnologia nell’aiutarci a continuare la nostra vita e rimanere in contatto gli uni con gli altri. Il nostro impegno per un futuro inclusivo e sostenibile va di pari passo con la nostra incessante ricerca di innovazione per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori: dalla riduzione dell’impronta di carbonio dei nostri prodotti, alla fornitura di una suite di funzioni di accessibilità, all’offerta di un un’esperienza visiva senza precedenti che si adatta allo stile di vita di ogni utente”. Queste le parole con cui JH Han, President of Visual Display Business di Samsung, ha aperto il suo First Look 2021, appuntamento (per la prima volta virtuale) in cui la compagnia coreana ha presentato la nuova gamma di TV: Neo QLED e Lifestyle TV, annunciando inoltre che da quest’anno i televisori Samsung saranno dotati di un telecomando a energia solare che può essere ricaricato dalla luce del sole ma anche dalle luci di casa, o tramite usb.

Tutto questo a pochi giorni dal CES 2021 di Las Vegas, la più importante fiera del mondo dedicata all’elettronica di consumo. Di accessibilità, sostenibilità (miglioramento dell’efficienza energetica, impiego di materiali riciclati e riduzione al minimo del testo e delle grafiche sull’imballaggio ecologico) e innovazione ha parlato anche Bruno Marnati, Head of Audio Video di Samsung Italia. “Il nostro impegno nell’innovazione, nel DNA di Samsung da sempre, deve andare di pari passo con la costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile”.

In particolare Samsung ha presentato una tecnologia display nuova, Neo QLED, nei suoi modelli di punta 8K (QN900A) e 4K (QN90A), portando la tecnologia QLED a un livello ulteriore grazie a una nuova sorgente luminosa, il Quantum Mini LED, controllata dalla tecnologia Quantum Matrix e dal processore Neo Quantum, un potente processore di immagini ottimizzato per Neo QLED. I modelli 2021 Neo QLED 8K e 4K di Samsung presentano poi funzionalità smart che arricchiscono il ruolo della TV, supportando le esigenze di fitness, intrattenimento e smart working dei consumatori.Samsung ha presentato anche la nuova gamma di Lifestyle TV. The Frame 2021 ha una dimensione della cornice dimezzata rispetto ai modelli precedenti. Le nuove cornici personalizzabili sono disponibili in cinque opzioni di colore e in due diversi stili personalizzabili.


Come saranno le tv del futuro, secondo Samsung

Applausi per Vivo X51: il suo display può competere con quello dei grandi secondo DxOMark (foto)

DxOMark ha appena testato il display di Vivo X51, uno dei più interessanti dispositivi con i quali l’azienda cinese si è presentata ufficialmente nel mercato italiano. Il risultato finale è di tutto rispetto per Vivo X51, il quale ha ottenuto un punteggio di 87 punti, al pari di Galaxy Note 20 Ultra e attestandosi al quarto posto della classifica generale di DxOMark.

Tra gli aspetti positivi emersi durante i test del team francese troviamo il buon rendering dei colori, l’ottima gestione del motion-blur, l’efficacio del filtro per la luce blu e le ottime performance nella gestione della luminosità, le quali rendono il display leggibile in qualsiasi condizione d’illuminazione. Tra quelli negativi sono stati menzionati le basse performance in riproduzione video, in particolare con lo standard HDR10, un’accuratezza del touch non impeccabile e una sensibilità dello stesso touchscreen non adeguata nelle sessioni di gaming.

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Per maggiori dettagli sui test effettuati sul display di Vivo X51 vi suggeriamo di leggere il post completo pubblicato da DxOMark, dove troverete diversi esempi e confronti con altri smartphone. Nella galleria qui sotto trovate invece un riepilogo grafico dei test effettuati.

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Applausi per Vivo X51: il suo display può competere con quello dei grandi secondo DxOMark (foto)

I migliori di ottobre secondo AnTuTu: arriva iPhone 12, Rog Phone 3 troneggia e IQOO debutta nella top 3 (foto)

Come ogni mese torniamo a dare un’occhiata alle classifiche stilate dal noto benchmark AnTuTu sugli smartphone Android più potenti e performanti, e alla graduatoria unificata per il reame iOS/iPadOS. Prima di iniziare specifichiamo che per ottobre la lista è stata compilata utilizzando non i punteggi più alti fatti registrare da ogni modello, quanto una media dei risultati ottenuti dal primo all’ultimo giorno del mese su AnTuTu V8. I punti che potete vedere sono stati calcolati a partire da più di mille singole stime per ogni dispositivo (nel caso in cui esistano più varianti, viene presa in considerazione solamente quella con più memoria).

Anche stavolta la top 10 del robottino verde vede diverse novità e cambiamenti, ma il trono è occupato sempre da ROG Phone 3 con una media di 647.919 punti. Segue una presenza ricorrente nei piani alti: Oppo Find X2 Pro (con 614.425 punti) che torna a reclamare la sua seconda posizione dopo che il mese scorso era stato scalzato da Xiaomi Mi 10 Ultra. Infine chiude la top 3 il debutto di IQOO Neo 3 (600.408) un telefono dall’ottimo rapporto prezzo/potenza. Per il resto, al di là dei cambiamenti di posizione, osserviamo l’arrivo di Samsung Galaxy S20 FE e POCO F2 Pro.

La seconda graduatoria riservata ad Android prende in considerazione gli smartphone di fascia media e vede ai primi posti rispettivamente: Honor 30 (in vetta per la prima volta con una media di 404.210 punti), Huawei Nova 7 (molto simile al precedente, media punti 402.849) e Redmi K30 Pro (328.059). Il resto della classifica non ha subito particolari cambiamenti e diversi nuovi modelli, lanciati a ottobre, ancora non sono presenti o perché hanno accumulato pochi test o perché i risultati sono stati poco coerenti.

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Passando all’altra metà del cielo, notiamo come nonostante siano stati commercializzati nel mese, già fanno la loro comparsa un paio di iPhone 12 e l’ultimo iPad Air. Non c’è dubbio che qui la classifica sia più noiosa visto che le prime posizioni sono stabilmente occupate da iPad Pro 4 (12,9″), iPad Pro 3 (12,9″), iPad Pro 4 (11″) e iPad Pro 3 (11″). Solo dopo troviamo le new entry iPad Air di quarta generazione seguito da iPhone 12 Pro e iPhone 12. Chiudono i precedenti iPhone 11 Pro Max, Pro e standard. L’ingresso di iPhone 12 Mini e iPhone 12 Pro Max è rimandato al prossimo mese.

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Secondo voi quali sono i 10 film originali Netflix più popolari?

Netflix ha molti film nel proprio catalogo, tanto che spesso è difficile scegliere cosa guardare (ma presto potrebbe arrivare un aiuto molto particolare). Ci sono però delle produzioni che dopo il lancio diventano molto popolari, calamitando maggiormente l’interesse del pubblico. Tra questi, alcuni prodotti originali Netflix hanno attirato l’attenzione.

Ma quali sono stati i migliori? È la stessa Netflix a dircelo (grazie ad un report di Bloomberg), pubblicando una Top 10 dei film originali Netflix più visti durante le prime 4 settimane dopo il lancio. Non vogliamo farvi alcuno spoiler, quindi vi lasceremo direttamente la lista qui sotto: quali di questi avete visto?

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  1. Extraction: 99 milioni
  2. Bird Box: 89 milioni
  3. Spenser Confidential: 85 milioni
  4. 6 Underground: 83 milioni
  5. Murder Mystery: 73 milioni
  6. The Irishman: 64,2 milioni
  7. Triple Frontier: 63 milioni
  8. The Wrong Missy: 59 milioni
  9. The Platform: 56,2 milioni
  10. The Perfect Date: 48 milioni

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Brava Motorola, Edge+ scatta meglio di Pixel 4 secondo DxOMark (video e foto)

DxOMark è l’azienda francese che da diverso tempo testa i comparti fotografici, e non solo, dei principali smartphone Android e iOS in commercio fornendo dei giudizi spesso presi come riferimento dai produttori di dispositivi e dagli utenti. Anche per l’attuale top di gamma Motorola, l’Edge+, è giunto il momento di passare sotto la lente d’ingrandimento di DxOMark e il risultato è sicuramente soddisfacente: Edge+ ha conseguito una valutazione finale pari a 113 punti, leggermente sopra il punteggio conferito al Pixel 4 di Google ma comunque abbastanza lontano dalla vetta della classifica dominata da P40 Pro+.

Il comparto fotografico di Motorola Edge+ ha ricevuto una valutazione parziale pari a 119 punti. Tra gli aspetti positivi sono stati elencati il livello di dettaglio, il controllo del rumore, l’accuratezza nella gestione dell’esposizione e nel bilanciamento del bianco e le ottime performance del sensore grandangolare. Tra quelli negativi sono stati annotati le non ottime performance in fase di zoom, la non perfetta stima della profondità e il range dinamico che potrebbe essere più ampio.

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Il comparto video di Motorola Edge+ ha ricevuto una valutazione parziale di 101 punti. Note positive sono state spese per l’accuratezza dell’esposizione, l’alto livello di dettaglio in tutte le condizioni di registrazione, il controllo del rumore e per l’efficacia dell’autofocus sui soggetti in movimento. Peccato per alcuni artefatti visivi in condizioni di registrazione al chiuso e per l’inefficacia della stabilizzazione durante la camminata.

Per ulteriori informazioni sui test condotti vi suggeriamo di leggere il report completo disponibile sul sito ufficiale di DxOMark, dove troverete anche diversi esempi e confronti condotti su iPhone 11 Pro Max, Xiaomi Mi 10 Pro e Galaxy Note 10+. Qui sotto invece trovate un riepilogo grafico dei test effettuati su Motorola Edge+.

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Gli smartphone top tra i top secondo DxOMark: dominio totale di Android, in veste molto asiatica

DxOMark è l’azienda francese specializzata nel campo della fotografia che nel tempo è diventata un’autorevole voce nell’ambito del testing dei dispositivi mobili in termini di comparto fotografico e audio. Nell’ultimo anno l’azienda, oltre a testare le fotocamere posteriori di tantissimi smartphone Android e Apple, ha messo in campo altrettanto approfonditi test per le fotocamere anteriori e per i comparti audio degli smartphone.

Questa è la parte dell’anno in cui DxOMark tira le somme, incoronando i dispositivi che si sono distinti maggiormente tra i migliori che sono stati testati. Andiamo a vedere insieme quali sono stati.

Comparto fotografico

Migliori per fotografia

VincitoreSecondi classificati
Huawei P40 Pro Honor 30 Pro Plus

Huawei Mate 30 Pro 5G

 

Migliori per video

VincitoreSecondi classificati
Huawei P40 Pro Honor 30 Pro Plus

Xiaomi Mi 10 Pro

 

Miglior grandangolo

VincitoreSecondi classificati
Samsung Galaxy S20 Ultra Samsung Galaxy S20 Plus

Samsung Galaxy Note 10 Plus

 

Migliore per scatto notturno

VincitoreSecondi classificati
Huawei P40 Pro Honor V30 Pro

Honor 30 Pro Plus

 

Migliore per lo zoom

VincitoreSecondi classificati
Huawei P40 ProXiaomi Mi 10 Pro

 

Migliore per bokeh

VincitoreSecondi classificati
Samsung Galaxy Note 10+ 5G Honor V30 Pro

Samsung Galaxy S20 Ultra

Comparto fotografico anteriore

Migliore per fotografia

VincitoreSecondi classificati
Huawei P40 ProHuawei Nova 6 5G

Samsung Galaxy S20 Ultra

 

Migliore per video

VincitoreSecondi classificati
Huawei P40 Pro Samsung Galaxy S20 Ultra

Samsung Galaxy Note 10+ 5G

Comparto audio

Migliore in riproduzione

VincitoreSecondi classificati
Xiaomi Mi 10 Pro Huawei Mate 20 X

OPPO Find X2 Pro

 

Migliore in registrazione

VincitoreSecondi classificati
Honor V30 Pro Huawei Mate 30 Pro 4G / 5G

Xiaomi Mi 10 Pro

Come avrete intuito dai diversi podi evidenziati da DxOMark, il dominio dei dispositivi Android è praticamente totale secondo i test effettuati dal team francese. In particolare, produttori come Huawei, Honor, Xiaomi e Samsung dominano la scena: d’altronde sono gli stessi produttori che investono maggiormente nel campo fotografico.

Per ulteriori dettagli e informazioni sui test effettuati da DxOMark, con relativi approfondimenti sui punteggi assegnati a ogni comparto, vi rimandiamo ai link alla fonte.

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La relazione tra uomo e robot, secondo Civiltà cattolica

Gunther Anders, discepolo di Heidegger, definiva l’uomo antiquato, obsoleto, perché l’avvento della tecnica ha permesso di svolgere ogni compito molto meglio di quanto lo facesse un umano. Con il digitale si ripropone un interrogativo vecchio con risvolti inediti. Fino a che punto il transumanesimo o postumanesimo permette alla tecnica di modificare la natura dell’uomo? Quali i punti di forza e quali ‘controindicazioni’, se lo chiede in un articolo intitolato “Uomo e macchina: una relazione inedita” che verrà pubblicato a breve su La Civiltà Cattolica, Giovanni Cucci, gesuita, docente di filosofia e psicologia all’Università Gregoriana di Roma e scrittore.

“La polarità che aveva caratterizzato l’era industriale – homo sapiens/homo faber – sarebbe sostituita da una più radicale polarità, tra homo e cyber. Uomo e macchina giungono ad avvicinarsi sempre più, fino a fondersi in un essere ibrido o a porre in atto nuovi tipi di unioni, capaci di superare i limiti posti dall’altro/a”, scrive Cucci.

Fra le molteplici opportunità offerte dalla rivoluzione digitale, si prospetta che le macchine “possano offrire anche un supporto terapeutico, venendo in aiuto alle ataviche difficoltà di comunicazione e relazione dell’essere umano. La consapevolezza di avere a che fare con una macchina priva di emozioni può costituire un vantaggio non secondario, capace di vincere possibili resistenze e chiusure. È il motivo alla base del successo di molte proposte di programmi di psicoterapia informatica”.

L’assenza di giudizio consente di rivelare anche gli aspetti più dolorosi e negativi di sé. E’ questo ad esempio il caso dei pazienti di un centro per alcolisti che intervistati tramite un computer tendevano a riferire un consumo di alcool del 30% superiore a quello riferito dai pazienti intervistati vis-à-vis. Anche i problemi sessuali sono più facili da raccontare a un computer piuttosto che a uno psichiatra. Negli Usa e in Giappone hanno già fatto la loro comparsa i domestici elettronici che forniscono l’opportunità di tenere compagnia agli anziani (e non solo) provvedendo a ogni loro necessità, di giorno e di notte. “Essi sono sempre disponibili ed efficienti, non conoscono le instabilità di umore e i capricci degli umani, sanno essere fedeli, sono obbedienti e non invecchiano; mantengono inalterati canoni di bellezza e armonia tecnicamente perfetti, che invece uomini e donne vedono inesorabilmente sfuggire”.

Alcuni, osserva Cucci, “ipotizzano che ben presto i robot potranno essere un aiuto importante per sopperire alle insoddisfazioni affettive e sessuali di uomini e donne frustrati a motivo della solitudine, delle inibizioni o delle troppe delusioni”.

Delegare a un robot l’ambito delle relazioni “può tuttavia risultare molto rischioso, anzitutto per chi, come i bambini, necessita della dimensione calda dell’attaccamento, propria della corporeità”. La psicologa Sherry Turkle, studiando l’interazione con gli ultimi ritrovati tecnologici, invita a un bilancio critico, rispettoso della complessità, capace soprattutto di ricomprendere possibili vantaggi e costi di tali innovazioni, specie per i più piccoli: “L’attaccamento dei bambini fa capire non solo ciò che offrono i robot, ma anche ciò che manca ai bambini. In questo studio sembra che a molti manchi ciò di cui più hanno bisogno: genitori che si occupino di loro, e la sensazione di essere importanti. I bambini immaginano macchine sociali come supplementi di coloro che mancano nella loro vita; a volte quando le macchine falliscono, è il momento di riconsiderare le perdite passate. Ciò che chiediamo ai robot ci indica ciò di cui abbiamo bisogno”.

Ma qual è il prezzo da pagare? Per la Turkle il rischio è quello di rinunciare alla complessità, un aspetto essenziale della vita, espressione della dimensione più vera e profonda di sé. “Per non soffrire, ci si imprigiona in una tranquillità artificiale, senza mai mettersi in discussione. Sentirsi bene non è la misura di tutte le cose: ci si può sentire bene per motivi sbagliati. E se un compagno robot ci facesse sentire bene, ma togliendoci qualcosa?”. E ancora: “Quale tipo di relazione con le macchine è possibile, auspicabile o etico? Avere una relazione d’amore significa assaporare le sorprese e le difficoltà nel guardare il mondo dalla prospettiva di un’altra persona, plasmata da storia, biologia, traumi e gioie. I computer e i robot non hanno queste esperienze da condividere”.

Agi