Il controller DualSense della PS5 è compatibile con PC e smartphone Android (video e foto)

Il debutto sul mercato della PS5, la nuova console di casa Sony, è sempre più vicino, pianificato per il prossimo 12 novembre. Qualcuno è già riuscito a metterci le mani, rivelando dei curiosi dettagli che non vi aspettereste.

I dettagli appena emersi online riguardano da vicino il controller DualSense, il nuovo controller che Sony ha lanciato al fianco della PS5. Austin Evans ha pubblicato si YouTube il suo singolare unboxing e primo contatto con il controller DualSense. Evans infatti ha usato il controller in tutti i modi immaginabili eccetto quelli più sensati: prima ha provato a connettere il controller al suo Surface Laptop Go, poi ad un Pixel 5, ad una PS4 Pro e infine alla Xbox Series X.

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Sorprendentemente il controller DualSense è stato in grado di connettersi correttamente al Surface Laptop Go e a Pixel 5: Evans è persino riuscito a giocare attraverso Pixel 5 su Microsoft xCloud. La prova di connessione con PS4 Pro è andata male, con il controller e la console che non sono riusciti a dialogare correttamente mentre quella con Xbox Series X è andata ancora peggio, con il controller che è stato solo in grado di ricaricarsi una volta collegato alla console.

Inoltre, Evans ha anche effettuato una sorta di teardown del DualSense, scovando una batteria di capacità pari a 1.560 mAh. Per finire un dettaglio che piacerà agli utenti più attenti: il rivestimento sul retro del controller è costituito da tante piccole forme geometriche, le quali viste da vicino consistono negli iconici trinagolo, cerchio, croce e quadrato di PlayStation.

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Nel mondo smartphone ROG Phone 3 domina ancora la scena, in fascia media il regno è tutto cinese (foto)

AnTuTu ha rilasciato la nuova classifica dei dispositivi Android, divisi tra le categorie top di gamma e medio-gamma, e di quelli iOS, elencato i migliori 10 di ognuna relativamente al mese di settembre 2020.

Top di gamma Android

La top 10 dei dispositivi Android non regala particolari sorprese rispetto a quanto visto il mese scorso. Il re assoluto rimane il ROG Phone 3 di ASUS, mentre al secondo posto troviamo Xiaomi Mi 10 Ultra e a seguire OPPO Find X2 Pro. OnePlus 8 Pro è sceso al quarto posto mentre OnePlus 8 ha scalzato i Galaxy S20 dalla top 10. Una new entry nella classifica dei migliori 10 Android in assoluto è il nuovo pieghevole di Samsung, il Galaxy Z Fold 2 con processore Snapdragon 865+ che si attesta al settimo posto.

Dispositivi iOS

La top 10 dei dispositivi iOS riserva davvero ben poche sorprese rispetto a quanto visto in quella di agosto. La classifica segue essenzialmente la gerarchia dei dispositivi nella casa di Cupertino: al vertice troviamo sempre le ultime due generazioni di iPad Pro e a seguire troviamo iPhone 11 Pro Max e iPhone 11 Pro. Chiudono la top 10 iPhone SE 2020 e iPad mini di quinta generazione. Per il prossimo mese ci aspettiamo le sorprese più grandi, ovvero a valle della presentazione dei nuovi iPhone 12 da parte di Apple.

Medio-gamma Android

Una categoria che sta attirando sempre più interesse nel mondo Android è quella dei dispositivi di gamma media. Nella top 10 non troviamo più OnePlus Nord che la dominava il mese scorso, ma al comando vediamo il nuovo IQOO Z1, il primo dispositivo ad arrivare sul mercato con il processore MediaTek Tianji 1000+. Al secondo posto troviamo Redmi K30 Ultra e successivamente Honor 30. Tra le new entry della top 10 troviamo Xiaomi Mi 10 Lite 5G e il nuovo Realme 7.

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Le novità dei Pixel 5 sul vostro smartphone: come installare la nuova Google Camera, Recorder e sfondi animati (foto)

Google ha ufficializzato da qualche settimana i suoi nuovi Pixel 5 e Pixel 4a 5G, due dispositivi destinati a non vedere mai il mercato italiano in via ufficiale. Per consolarvi però potete installare alcune delle app attualmente esclusive di questi due smartphone.

Nuova Google Camera

I Pixel 5 e Pixel 4a 5G di Google arrivano sul mercato con una nuova versione dell’app Google Camera, corrispondente alla build 8.0. Google prevede di distribuire questa nuova versione sulle precedenti versioni di Pixel. Nell’attesa però potete già provarla su tutti i Pixel a partire dalla seconda generazione. Qui sotto trovate il link per scaricare il bundle di apk, il quale dovrà essere aperto mediante l’app Split APKs Installer per completare correttamente l’installazione. Trovate il badge di Split APKs Installer in fondo a questo articolo.

Google Camera 8.0 | Download per Pixel precedenti

Nuova app Google Recorder

Abbiamo già parlato delle interessanti novità della nuova versione di Google Recorder, l’app per registrare e modificare le registrazioni audio. In attesa del rollout da parte di Google sugli altri Pixel, è possibile scaricare e installare manualmente l’app attraverso il link presente qui sotto. L’installazione andrà completata con Split APKs Installer, aprendo il bundle scaricato con quest’ultima app. L’installazione sembra andare a buon fine anche su alcuni dispositivi non Pixel.

Google Recorder 2.0 | Download

Sfondi animati

Con i nuovi Pixel di Google sono arrivati anche degli sfondi animati esclusivi. Potete avere un’anteprima degli sfondi osservando gli esempi presenti nella galleria in basso. Per installarli vi sarà sufficiente scaricare il pacchetto tramite il link presente qui sotto e avviare l’installazione. Per scegliere gli sfondi potete avvalervi di una qualsiasi app per l’impostazione personalizzata di sfondi, come ad esempio Google Sfondi. Tutti i dispositivi aggiornati almeno ad Android Nougat dovrebbero essere compatibili.

Sfondi animati ufficiali Pixel 5 | Download

Split APKs Installer download

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Uno dei produttori di smartphone più originali approda ufficialmente in Italia: debutto il 20 ottobre (foto)

Un nuovo produttore di smartphone si sta per affacciare ufficialmente nel mercato italiano, seguendo il pattern tracciato da Huawei e Xiaomi. Anche lui è cinese e ha lanciato diversi tra gli smartphone più originali visti negli ultimi periodi.

Molti di voi avranno ormai capito che si tratta di Vivo: il produttore cinese ha si è ben distinto in tempi recenti con i suoi X50, gli smartphone con fotocamera Gimbal, e ancor prima con il NEX Dual Display, il dispositivo con doppio display. Nel prossimo futuro quando vedremo un nuovo device Vivo non dovremmo più sperare di acquistarlo d’importazione perché l’azienda sta per debuttare ufficialmente nel mercato italiano.

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Il debutto di Vivo in Italia è fissato per il prossimo 20 ottobre alle ore 16. Al momento l’azienda non ha fatto trapelare cosa mostrerà durante l’evento e quali dispositivi commercializzerà ufficialmente dalle nostre parti. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati.

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Quali sono i migliori auricolari per gli smartphone?

La leggenda racconta che sia stato il signor Bose in persona, esasperato per il rumore di fondo a bordo di un aereo di linea, a lanciarsi per primo nella corsa allo sviluppo e che il suo brevetto sia arrivato quasi in contemporanea a quello della tedesca di Sennheiser: la cancellazione del rumore, Stiamo parlando della seconda metà degli anni ’80, quando i cd portavano nelle case un suono cristallino come non si era mai sentito, le musicassette si preparavano alla pensione e il walkman si apprestava a essere rimpiazzato dai lettori portatili di minidisk.

Cos’altro mancava a questo mondo perfetto? L’isolamento. Uscire nel traffico, scendere nella metropolitana, attraversare un terminal affollato, volare su un aereo rumoroso o viaggiare su un treno pieno di pendolari continua a significare dover affrontare una serie di ambienti e una miriade di sollecitazioni sonore che si insinuano nel padiglione auditivo, per quanto protetto dagli ovattati cuscini delle cuffie. 

La cancellazione del rumore è venuta a risolvere la faccenda, con un sistema semplice a dirsi: mandare nelle orecchie un segnale uguale e contrario a quello riscontrato nell’ambiente. Così, mentre si ascolta ‘The great gig in the sky’ dei Pink Floyd, all’udito arriva solo quella e non ciò che ci circonda.

Eppure mancava ancora qualcosa, perché ciò ci circonda cambia velocemente: dal traffico alla metro, dal terminal al vagone pieno di pendolari e non era detto che un sistema di cancellazione del rumore funzionasse altrettanto bene in ognuno di questi ambienti e per questo con Jabra nel 2019 è stata la prima a introdurre l’intelligenza artificiale: la stessa che è capace di capire se una fotocamera sta inquadrando un piatto di frutta o un gatto, può essere educata a riconoscere tra migliaia di suoni che non c’entrano con quello che vogliamo ascoltare e a tenerli lontani dalle nostre orecchie, sia che siamo impegnati in una conversazione telefonica o nell’ascolto di una sinfonia. 

L’ultimo anno è stato una gara tra i produttori di tecnologia – anche quelli non specificatamente dediti al suono – per mettere a punto gli auricolari più performanti. Attenzione: non bisogna confondere gli auricolari con le cuffie. Le cuffie sono molto molto più ingombranti, generalmente parecchio più costose, ma offrono prestazioni migliori soprattutto perché sono dotate di un cuscino che circonda e isola il padiglione auricolare (around ear) o vi si sovrappone (over ear). La scelta con il miglior rapporto qualità prezzo, nel primo caso, sono le Jabra Elite 85h con due modalità di cancellazione del rumore che si possono trovare a meno di 200 euro. 

Ma torniamo agli auricolari, che bisogna distinguere in due categiorie: i wireless e i true wireless. I primi sono scollegati fisicamente dal telefono, ma collegati tra di loro da un cavetto che in genere si tiene dietro al collo. Offrono una maggiore stabilità, più autonomia e più facilità nei controlli, ma soprattutto sono più difficili da perdere dei true wireless, che invece sono completamente privi di fili e possono essere così leggeri che, se non sono in funzione, non ci si accorge nemmeno di non averli più.

Non a caso proprio un anno fa lungo le linee della metropolitana di New York gli AirPods, gli auricolari bluetooth della Apple erano diventati l’oggetto più smarrito in assoluto, strappando il primato ai ciucci per bambini. E ponendo problemi di sicurezza per la quantità di gente che si calava sui binari per recuperarli. Tanto che nella loro versione più recente – gli AirPods Pro, Apple ha inserito il gommino che migliora la vestibilità e la cancellazione del rumore, oltre ai comandi lungo lo stelo che, come un cotton fioc spezzato, esce dall’orecchio. Ottima la resa sonora, decisamente migliorabile l’autonomia – che non è mai stata il massimo per nessun device Apple – al di sotto delle cinque ore. Il costo è da Apple: intorno ai 200 euro.

Sullo stesso stile se la battono 3 new entry legate al mondo degli smartphone più che a quello dell’audio puro: OnePlus, Honor e Huawei. 

Con le Buds OnePlus ha fatto un passo avanti rispetto ai già ottimi wireless Bullet: anche se l’assenza di gommino e la incredibile leggerezza (37 grammi) danno un’impressione di instabilità, restano salde nell’orecchio anche quando si fanno movimenti bruschi. Godono della certificazione IPX4 contro polvere e umidità, ma essendo in plastica liscia, il sudore potrebbe renderle scivolose durante lo sport. Anche se non c’è la cancellazione del rumore – limitata alle chiamate – la resa sonora va ben oltre gli 89 euro che costano, ma hanno un forte limite: per personalizzare i comandi bisogna accoppiarle a un telefono OnePlus. Scelta perfetta, quindi, solo per chi ne ha uno.

Se è vero il detto che si dà il meglio di sé sotto pressione, allora Huawei l’ha preso alla lettera, perché le Freebuds Pro che ha presentato per questa stagione sono la prova che la casa cinese continua a sfornare tecnologia di altissimo livello. Questi auricolari in-ear il cui design e le cui funzioni ricordano in effetti quelli di Apple hanno un livello di cancellazione del rumore (Anc) praticamente imbattibile e che non è paragonabile a quello delle cuffie solo per l’ovvia assenza del padiglione sovraurale. L’Anc su quattro livelli si appoggia a una app – AI Life – e riconosce l’ambiente circostante cambiando di conseguenza la potenza della cancellazione del rumore. Le modalità vanno da ‘aware’ che permette di sentire i rumori esterni pur continuando a godere della musica, a ‘ultra’ che isola quasi completamente. In conversazione danno il meglio di sé; durante l’ascolto della musica il suono è pieno e rotondo, anche se con una lieve tendenza a privilegiare i bassi: la possibilità di regolare l’equalizzatore attraverso la app non sarebbe stata male. Il costo – 179 euro – è ampiamente giustificato dalla qualità dei materiali e dall’autonomia che, grazie alla custodia, può arrivare a 20 ore senza mai attaccarsi alla presa: una prova che supera qualunque volo intercontinentale.

Nella stessa famiglia – e stiamo parlando di Honor – troviamo gli auricolari prodotti dalla Moecen: true wireless dal prezzo assolutamente competitivo – circa 30 euro – che ne fanno un’ottima scelta per chi cerca discreta qualità del suono – soprattutto grazie alla cancellazione del rumore in chiamata – un’ottima batteria che garantisce 6 ore di musica e 4 di telefonate, un’autonomia di 24 ore grazie alla custodia e controlli touch semplici ed efficaci.

Lasciando la Cina e soprattutto tornando all’ampia gamma di prodotti realizzati da case che si occupano quasi esclusivamente di qualità del suono, gli ultimi arrivati sono gli in-ear (cioè non hanno il bastoncino) della svedese Jabra che ha deciso di portare sulle Elite 85t le caratteristiche delle cuffie 85h. A 229 euro offrono sei microfoni per l’ascolto dei rumori esterni e altoparlanti da 12 mm con bassi potenti, migliorando al tempo stesso il comfort e alleviando la pressione sull’orecchio grazie al design semi-aperto. C’è soprattutto la possibilità di gestire manualmente la cancellazione del rumore con una tecnologia che sfrutta un doppio chipset per regolare l’intensità dell’isolamento con un cursore. Il passaggio dalla cancellazione totale a HearThrough, per sentire i rumori ambientali, può così essere graduale, con l’opzione di selezionare anche un livello intermedio. Notevole, poi, l’autonomia: fino a 5,5 ore di ascolto con la tecnologia ANC attiva, che si estende a 25 ore con la custodia di ricarica (con ANC accesa) e a 31 ore (con ANC disattivata).

Tra gli altri marchi sono da segnalare le WF-1000XM3 di Sony, considerate universalmente tra le migliori wireless in-ear per l’ascolto della musica e dei contenuti multimediali, ma con due limiti evidenti nell’impossibilità di regolare il volume dagli auricolari e nel prezzo sensibilmente più alto. 

Le Sennheiser Momentum True, grazie alla tecnologia di uno dei marchi più affidabili nel settore audio, portano con sé una qualità indiscutibile, ma anche una custodia un po’ troppo ingombrante, dimensioni degli auricolari ‘importanti’ e un prezzo decisamente – ma giustificatamente – più elevato. 

Ancora più alto il prezzo delle Beoplay E8 2.0 di Bang & Olufsen che anche senza avere la cancellazione del rumore offrono un sound cristallino con bassi potenti e definiti. Ma qui si va su portafogli (e orecchie) decisamente di un’altra categoria. 

Agi

Huawei lancia la sfida ad Android: il sistema operativo Harmony sugli smartphone

AGI – Alla fine l’annuncio tanto atteso è arrivato in uno dei momenti più difficili per Huawei: Harmony, il sistema operativo su cui il colosso cinese sta lavorando da tempo e che dal 2019 fa funzionare indossabili (smartwatch e sportwatch) e televisori, sarà open source e la versione mobile sarà disponibile per gli sviluppatori entro la fine dell’anno.

In soldoni significa che Huawei ha deciso di proporre il proprio sistema operativo come alternativa ad Android di Google e ha chiamato alle armi gli sviluppatori perché lavorino sodo per migliorarlo e renderlo competitivo.

Se le cose andranno come prevede l’azienda di Shenzhen, tra pochi mesi potrebbe arrivare su piazza il terzo sistema operativo a sparigliare il duopolio iOs/Android consolidato dopo la scomparsa di Windows Mobile.

Dal varo del bando voluto dalla Casa Bianca sui Google Mobile Service (Gms) – quell’insieme di app (da Maps a Pay) che fanno funzionare al meglio gli smartphone Android – era stato chiaro che il colosso cinese non sarebbe stato ad aspettare che l’amministrazione Trump trovasse il modo di togliergli dalle mani anche il sistema operativo. E l’annuncio fatto oggi alla conferenza degli sviluppatori è la prova che, nonostante le ripetute assicurazioni che l’intenzione prima era continuare a lavorare con Google, Huawei stava lavorando a un ‘piano B’ cosi’ alacremente che in breve e’ diventato il ‘piano A’.

“Le stelle brillano anche nelle notti più buie. E gli sviluppatori sono le nostre stelle. Tutti insieme formano una galassia stupenda che ci illuminerà la strada” ha non a caso detto Richard Yu, Executive Director and CEO of Huawei Consumer Business Group: retorica cinese per dire che l’azienda venderà cara la pelle nonostante i tentativi americani di lasciarla prima a corto di software con il bando sui Gms, poi di hardware con il divieto planetario di rifornirla di microprocessori.

“Il passo avanti di Huawei nello sviluppo del suo ecosistema è il risultato del forte sostegno da parte di sviluppatori e partner globali” ha aggiunto Yu, “Huawei aprirà completamente ai developers le sue tecnologie chiave, software e hardware, collaborando con loro per promuovere un’ulteriore miglioramento dell’ecosistema Huawei all-scenario”. Tradotto: faremo di tutto per avere un sistema operativo così performante da tirare dalla nostra parte anche altri produttori cinesi.

E se si pensa alle quote di mercato del gruppo Bkk (Oppo, OnePlus e realme) e, perché no, a Xiaomi, qualora i cinesi dovessero decidere di fare squadra, le cose per Google potrebbero mettersi male.

Intanto con il supporto di oltre 1,8 milioni di sviluppatori, AppGallery e l’ecosistema Hms (Huawei Mobile Services) – l’insieme di servizi con cui l’azienda cerca di supplire alla privazione dei Gms – sono cresciuti esponenzialmente nel corso dell’ultimo anno. AppGallery ha attualmente oltre 96.000 app integrate con HMS Core e oltre 490 milioni di utenti attivi a livello globale. Inoltre, ha anche raggiunto il record di 261 miliardi di download di app tra gennaio e agosto 2020. Come se non bastasse Huawei sta costruendo tre laboratori globali di ecosystem cooperation in Russia, Polonia e Germania per essere a servizio degli sviluppatori e fornire servizi di abilitazione, test e certificazione. Cinque centri di servizi per sviluppatori globali saranno anche costruiti in Romania, Malesia, Egitto, Messico e Russia, fornendo servizi e piattaforme locali per aiutare gli sviluppatori. 

Agi

Fairphone 3+ è lo smartphone dei sogni per riparabilità: da 10 e lode per iFixit (foto)

Fairphone 3+ è l’ultimo modello dello smartphone sostenibile lanciato da Fairphone, un’azienda tedesca che da tempo è attiva nel settore della tecnologia eco-sostenibile. iFixit ha effettuato il teardown del dispositivo e, come era facilmente prevedibile, il risultato è stato molto positivo.

La riparabilità di Fairphone 3+ è stata valutata con il secondo 10/10 della storia di iFixit (il primo era stato assegnato al Fairphone 3): anzi, iFixit ha specificato che avrebbe voluto assegnare un punteggio persino più alto. Questo perché il nuovo Fairphone mostra con ancora maggiore enfasi la filosofia della tecnologia sostenibile, per coloro che hanno acquistato il modello precedente infatti è possibile acquistare soltanto il modulo fotografico e ritrovarsi tra le mani un Fairphone 3+ di fatto.

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Dunque, il teardown è andato essenzialmente come quello di Fairphone 3, dato che tutti i componenti hardware non sono cambiati eccetto il modulo fotografico, il quale ha subito un upgrade sia in termini di fotocamera posteriore che anteriore.

La filosofia di Fairphone è molto vicina a quella di iFixit: Matthias Mayer – il Managing Director di iFixit Europe – ha sottolineato come iFixit riconosce come propri i principi di business sui quali si fonda Fairphone e che continuerà a vendere i moduli dei dispositivi Fairphone attraverso i suoi store, appunto per agevolare i processi di riparazione e upgrade degli smartphone. L’obiettivo finale rimane sempre quello di non sprecare componenti e denaro per inseguire l’ultimo modello lanciato sul mercato.

Fairphone ha anche attivato ormai da tempo il programma Modular Take-Back Program, un servizio per il quale è possibile restituire e riciclare i moduli hardware obsoleti sul proprio smartphone e acquistarne di nuovi per continuare a usarlo. Anche iFixit ha fatto sapere che continuerà a supportare questo servizio nei suoi store europei.

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Lo smartphone con la batteria che dura 3 giorni e mezzo. La promessa di Wiko View5

La promessa è piuttosto impegnativa: mettere a disposizione, a un prezzo decisamente competitivo, uno smartphone da ricaricare due, massimo tre volte a settimana. È il salto di qualità che si ripromette Wiko, i ‘cinesi di Francia‘ che hanno lanciati sul mercato la serie 5 del loro modello di punta: il View. Con una batteria da 5.000 mAh, View5 e View5 Plus. puntano sull’autonomia grazie anche al supporto della tecnologia AI Battery Master. L’obiettivo è garantire 3 giorni e mezzo di autonomia con una sola carica che, riferisce la casa, è stata già certificata da SmartViser.

Display e comparto fotografico sono sempre stati il punto debole di Wiko che ora vuole recuperare con Full O display senza cornici e la Quad Camera da 48 MP. Quanto a memoria, la versione base ha uno storage di 64 giga espandibile con una scheda da 256 giga e 3 giga di ram, mentre il Plus è dotato di 128 giga di memoria interna (espandibili) e 4 di RAM. 

Il target di riferimento di Wiko è quello dell’età 15-35. In questa fascia l’attenzione al prezzo è altissima e la casa franco-cinese è in grado di rispondere con prodotti dal miglior rapporto prezzo-prestazione, all’interno di un “guscio” piacevole. Nella pratica Wiko è in grado di abbracciare un pubblico più ampio e trasversale, che interessa anche gli over 60: la discriminante del prezzo è appetibile in maniera universale.

Il prezzo di View5 è di 170 euro e quello del View5 Plus 200 euro.

 

Agi

Ecco Mi 10 Ultra, lo smartphone per il 10° anniversario di Xiaomi che punta a essere memorabile (foto)

A pensarci oggi sembra assurdo che un nome di rilievo come Xiaomi esista da solo dieci anni, eppure è così. Il 6 aprile del 2010 Lei Jun, Lin Bin e altre sei persone fondarono un’azienda che nel giro di pochissimo tempo ha saputo imporsi come un vero e proprio colosso, con attività che spaziano in tutti i campi anche al di fuori dell’hi-tech.

Rimanendo nel reame degli smartphone – probabilmente il settore in cui almeno in Occidente è più conosciuta – Xiaomi ha voluto celebrare il primo decennio di attività con il lancio di un dispositivo memorabile: Xiaomi Mi 10 Ultra. Questa speciale “commemorative edition” – come era nota in un primo momentopunta al top, al non plus ultra, e si presenta quindi con un equipaggiamento di altissimo livello.

  • Schermo: AMOLED curvo da 6,67″ Full HD+ (2.400 x 1.080 pixel) in 20:9, 394 PPI, 120 Hz (touch a 240 Hz), HDR10+
  • CPU e GPU: octa-core Qualcomm Snapdragon 865 da 2,84 GHz con GPU Qualcomm Adreno 650
  • RAM e archiviazione: 8/12/16 GB di RAM LPDDR5 e 128/256/512 GB di memoria UFS 3.1 (non espandibile)
  • Fotocamera posteriore: sensore principale da 48 MP f/1.8 + teleobiettivo 2x da 48 MP f/4.1 + teleobiettivo 5x da 12 MP f/2.0 + grandangolare a 128° da 20 MP f/2.2; autofocus PDAF/Dual Pixel, OIS
  • Fotocamera frontale: 20 MP
  • Connettività: dual SIM 5G/4G, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.1, NFC, Dual-frequency GPS/A-GPS/GLONASS/BeiDou/Galileo, USB-C e sensore IR
  • Batteria: 4.500 mAh con ricarica rapida 120 W, ricarica wireless a 55 W ed inversa a 10 W
  • OS: Android 10 con MIUI 12
  • Dimensioni e peso: 162,38 x 75,04 x 9,45 mm e 221,8 g
  • Altro: lettore d’impronte integrato nel display, riconoscimento facciale, speaker dual-stereo, raffreddamento a liquido LiquidCool 2.0

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Mi 10 Ultra è il primo smartphone Xiaomi con refresh rate superiore a 90 Hz e il primo a supportare livelli di potenza elettrica per la ricarica impressionanti: 120 W con cavo che scendono a 55 W in wireless. Permettendo così di passare da 0% a 100% in soli 23 minuti (40 in wireless) e di caricare altri dispositivi tramite la ricarica inversa a 10 W.

Per quanto riguarda il comparto fotografico il telefono ha già fatto in tempo a impressionare i recensori di DxOMark che lo hanno incoronato il miglior smartphone per scattare fotografie e registrare video (qui potete leggere il nostro articolo). Anche a livello di potenza di calcolo Xiaomi Mi 10 Ultra non lascia niente al caso e grazie all’adozione di copiose quantità di RAM LPDDR5 e memorie UFS 3.1 è riuscito a raggiungere su AnTuTu il punteggio di 680.000.

Trattandosi di un modello speciale il telefono è disponibile in particolari colorazioni “di lusso”: Obsidian Black, Mercury Silver o Transparent Edition. I prezzi variano in base al taglio di memoria, per cui abbiamo (al cambio attuale con lo yuan): circa 650€ per 8/128 GB, circa 685€ per 8/256 GB, circa 735€ per 12/256 GB e infine circa 855€ per 16/512 GB.

“Guardando ai dieci anni passati, cosa ci ha reso orgogliosi? Abbiamo reso gli smartphone accessibili a tutti e accelerato lo sviluppo dell’Internet mobile, abbiamo collaborato con gli imprenditori che la pensano come noi e insieme abbiamo cambiato molti settori industriali, infine abbiamo aiutato molte persone a migliorare la qualità della propria vita, ad acquisire competenze, a ricevere una formazione sul lavoro, ad ampliare i propri punti di vista e le proprie possibilità, e a donare loro speranza.” ha dichiarato il CEO Lei Jun.

Chiudiamo con una nota curiosa: a quanto pare la mamma di un noto blogger orientale ha pubblicato per errore in anteprima il video hands-on del telefono, bucando l’embargo che di solito viene imposto dalle aziende in questi casi. La storia è diventata virale, al di là del contenuto stesso, e ora il blogger potrebbe trovarsi a dover rispondere pagando una penale che in questo caso arriva fino a un milione di dollari.

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Google lancia Pxel 4a ed entra di prepotenza nella fascia media degli smartphone

Come in una battaglia navale d’altri tempi, una volta la potenza di una casa produttrice di smartphone si valutava nello scontro tra ammiraglie.

Oggi il mercato è cambiato – sarà colpa della pandemia o più probabilmente della saturazione della fascia premium – e lo scontro si è fatto più aspro che mai nella della fascia media, quella, per intenderci, che gravita tra i 350 e i 500 euro.

In questo segmento – al netto delle manovre di Apple che come al solito gioca una partita tutta sua – si è fatta notare nelle scorse settimane la presentazione di OnePlus Nord, un device bello e performante che sarà in vendita dal 4 agosto, e oggi piomba con prepotenza Google con il Pixel 4a.

Lo scorso anno il Pixel 4 si era presentato con alcune feature interessanti e per certi versi rivoluzionarie, ma il prezzo era ancora decisamente troppo alto per non preferirgli uno Huawei o un Samsung top di gamma. Ora invece – ma in realtà dal 1 ottobre – Google ha deciso di entrare a gamba tesa sul mercato di fascia media con uno smartphone che offre due atout non di poco conto: una fotocamera con una buona intelligenza artificiale e soprattutto aggiornamenti costanti che permettono al telefono di migliorare nel tempo. Tutto a un prezzo accessibile: 389 euro.

La fotocamera è la stessa del Pixel 4 con HDR+, controlli per la doppia esposizione, modalità ritrattoscatto migliore, foto notturna con – suona divertentissimo – astrofotografia e la stabilizzazione video.

Il display è molto contenuto: un 5,8 pollici oled che si estende da bordo a bordo in cui è integrata la fotocamera anteriore. Modesto il taglio di memoria – 128 GB di spazio di archiviazione che evidentemente conta sul Drive di Google – e 6 GB di RAM. La presenza del jack per cuffie da 3,5 mm lascia supporre che non sia a prova di (breve) immersione nell’acqua.

Nonostante la batteria sia di appena 3140 mAh, promette 24 ore di lavoro intenso senza ricaricare.

Per i colori, a Mountain View devono essersi ispirati alla Model T di Ford: il Pixel 4 è disponibile in qualunque colorazione purché sia nero, ma in compenso offre sfondi personalizzati, che giocano graficamente con il foro della fotocamera anteriore.

Agi

L’acquisto di uno smartphone viene sempre più spesso rimandato per il Covid, ma per molti invece non fa differenza (foto)

Stando ai dati pubblicati da Kantar riguardo la situazione delle vendite di smartphone globali la situazione non è esattamente rosea. Le conseguenze della pandemia di Covid-19 infatti stanno pesando fortemente in un settore che già stava vivendo una difficile fase di stagnazione e in cui il ban contro Huawei sta smuovendo le acque e ridistribuendo gli equilibri di forza nei vari mercati.

Il declino di vendite è evidente anche per il secondo trimestre del 2020 (aprile-giugno), il primo interamente colpito dalle restrizioni della quarantena. Una delle conseguenze però è anche lo spostamento degli acquisti verso il canale online, aumentati dell’11% in Europa, USA e Giappone e arrivati a rappresentare quasi i due terzi di tutte le vendite.

Curiosamente però, come si può vedere dal grafico più in basso, mentre diversi consumatori dichiarano di aver rinunciato o rimandato l’acquisto di un nuovo smartphone, ce ne sono sempre molti che invece si dicono ugualmente interessati. La percentuale cambia da Paese a Paese, ma gli utenti orientati a una spesa inferiore ai piani iniziali comunque sono decisamente di più di quelli che al contrario sono disposti a sborsare anche più del previsto.

È interessante anche notare come le vendite di iPhone non siano poi così toccate dall’andamento negativo generale, grazie al lancio quanto mai provvidenziale da parte di Apple del nuovo iPhone SE 2020 che ha intercettato i desideri di spesa di molte persone. Il suo successo è evidente anche in Cina, dove occupa il trono di dispositivo più venduto nonostante lo strapotere Huawei (che occupa più della metà del mercato nazionale).

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A proposito di Huawei, incominciano a diventare sempre più marcate le conseguenze del ban USA sulle vendite. Dopo che anche il governo statunitense ha esteso il divieto anche alla realizzazione di processori e il Regno Unito ha escluso l’azienda cinese dalla realizzazione della sua Rete 5G, nuovi segnali negativi hanno raggiunto gli utenti. In Occidente ne stanno approfittando gli altri marchi rivali come Xiaomi, Oppo, OnePlus e Realme. Il fenomeno è particolarmente evidente nella fascia media, storicamente il segmento in cui Huawei spadroneggiava. In Paesi come Spagna (40% delle vendite) e Italia (24%, un punto sotto Samsung!) è Xiaomi a spuntarla.

Samsung rimane in molte nazioni l’azienda da battere, anche grazie alle forti vendite della rinnovata serie Galaxy A. I risultati della fascia media però allo stesso tempo stanno alzando l’asticella delle aspettative nei confronti dei top di gamma Galaxy S e Galaxy Note e cannibalizzando i loro possibili acquirenti.

L’importanza del fattore prezzo risalta dall’analisi che evidenzia anche la rinnovata centralità della fascia media, vero terreno di scontro per tutti i produttori che si trovano a dover affrontare tempi sempre più lunghi tra un acquisto e l’altro da parte dei consumatori. Se gli utenti sono sempre stati abbastanza fedeli a un marchio, ora l’occasione per conquistarne di nuovi (o riconquistare quelli che si sono allontanati) si verifica una volta ogni 24+ mesi, un lasso di tempo in cui molte cose possono succedere.

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OnePlus lancia Nord e dà l’assalto agli smartphone di fascia media

Il mercato degli smartphone sa essere bizzarro. È dominato da variabili controllabili – basti pensare all’impatto che il bando all’uso dei servizi di Google ha avuto sulle vendite di Huawei e a come questo stia portando alla creazione di un terzo ecosistema accanto a quello di Apple e Android – e da fattori psicologici totalmente imprevedibili. O forse immaginabili nella mente di qualche visionario del marketing, come quello che ormai sette anni fa si inventò un sistema per il quale migliaia di persone facevano quasi a botte per aggiudicarsi un telefono di cui non si sapeva praticamente niente.

Il mercato degli smartphone sa mitizzare un marchio come OnePlus – per l’appunto quelli che riuscivano a vendere a scatola chiusa telefoni di cui non si sapeva nulla – e poi accantonarli, renderli obsoleti, poco divertenti, o, per usare parole che vanno di moda in certi ambienti, proni all’omologazione mondialista.

Che cosa sta succedendo a OnePlus

OnePlus aveva smesso di stupire. Dal modello 6T del suo smartphone aveva continuato a produrre ottime macchine – fatte utilizzando il meglio della tecnologia disponibile, proponendola a prezzi ragionevoli e con un design accattivante – ma ormai erano in tanti a competere su quello stesso campo. Persino all’interno della Bbk, la casa madre cui fanno capo nuovi protagonisti del mercato come Oppo e realme, un tempo confinati nella fascia medio-bassa e ora lanciati all’assalto delle ammiraglie di marchi come Huawei e Samsung come nemmeno nella battaglia delle Midway.

OnePlus continua ad assicurare che le sue vendite vanno alla grande, ma il ridimensionamento degli uffici in Europa e lo spostamento del quartier generale a Helsinki ci raccontano un’altra storia. Può essere colpa della contrazione del mercato dei cosiddetti flagship, può essere colpa dall’epidemia, fatto sta che – al netto del curioso caso della fotocamera che riprende attraverso la plastica – il marchio di Pete Lau aveva smesso di stupire.

E quando non si hanno più nuove idee – perché la tecnologia quella è e non ha senso spingere ancora oltre – l’unica soluzione è lanciarsi alla conquista di nuovi territori. Quegli stessi che magari, fino a poco tempo prima, si sono un po’ snobisticamente disdegnati, perché l’ambizione era quella di essere e restare il marchio più cool sul mercato Android. E OnePlus è sempre stata assente da una fascia molto popolosa anche se non ricca quanto quella dei flagship: quella dell’acquirente medio, fatta di ragazzini, curiosi di tech ma non troppo, giovani donne e gente che non vuole complicarsi la vita con telefoni che fanno cose che non si utilizzeranno mai.

Come è fatto OnePlus Nord

Così Pete Lau ha messo i suoi al lavoro e, con un battage di marketing che ricorda tanto i tempi d’oro dell’esordio, OnePlus ha sfornato Nord, il primo prodotto della sua nuova linea di fascia media. Tradotto in soldoni: ottimi telefoni che costano meno di 500 euro. In un caso – a condizione di rinunciare a un po’ di memoria, anche meno di 400. E OnePlus torna a sparigliare le carte, come ai bei vecchi tempi.

Nord è pensato per l’uso quotidiano: un sistema di fotocamere diversificato, una user experience fluida e la qualità OnePlus, che non si mette in discussione. Alimentato dal processore Qualcomm Snapdragon 765G, è innanzitutto uno smartphone 5G, anche se la rete di ultima generazione in Italia è a carissimo amico e con questi chiari di luna non si sa quando sarà realmente utile.

Presentando il telefono è stato lo stesso Pete Lau a evidenziarne i punti di forza: Display a 90 Hz, interfaccia OxygenOS e la rticarica Warp Charge 30T.

Il Nord è dotato dello stesso sensore Sony IMX586 da 48 MP di OnePlus 8, una fotocamera ultra grandangolare da 8 MP, una fotocamera macro e un sensore di profondità per offrire un’esperienza fotografica versatile e diversificata. La modalità Nightscape, disponibile sia sull’obiettivo principale posteriore che sull’ultra-grandangolare, scatta fino a nove immagini diverse a diverse esposizioni, intrecciandole insieme in pochi secondi per produrre foto più nitide, luminose e intense in condizioni di scarsa illuminazione.

È anche il primo smartphone OnePlus a essere dotato di una doppia fotocamera frontale: una principale da 32 MP e una ultra-grandangolare da 8 MP che offre un campo visivo da 105 gradi, per i selfie di gruppo.

Il display è un Amoled da 6.44″ con un refresh rate a 90 Hz per garantire fluidità con 1.048 livelli di luminosità automatica per un aggiustamento automatico.

OxygenOS 10.5, il software di OnePlus, offre la modalità Dark Mode, la Zen Mode, e un set completo di opzioni di personalizzazione che permettono agli utenti di modificare tutto, dalle forme delle icone alle animazioni delle impronte digitali.

La ricarica veloce è assicurata dal Warp Charge 30T di OnePlus, per portare la batteria da 4.115 mAh da scarica al 70% in mezz’ora anche mentre si sta sui social o si gioca. Utilizzando il machine learning, cambiain modo intelligente il modo in cui il telefono si ricarica durante la notte per ridurre la quantità di tempo che trascorre al 100%, migliorando così la salute della batteria.

Il Nord viene venduto in due configurazioni: nella versione 8GB+128GB nei colori Blue Marble e Gray Onyx al prezzo di 399 euro e nella versione 12GB+256GB nei colori Blue Marble e Gray Onyx al prezzo di 499 euro.

Oltre al, OnePlus ha anche lanciato i suoi primi auricolari true-wireless, OnePlus Buds che grazie alla tecnologia Warp Charge, con una ricarica di 10 minuti offrono 10 ore di autonomia. Costano 89 euro.

 

 

 

 

Agi

Vivo si conferma pioniera nel mondo smartphone: ecco i nuovi Vivo X50 con fotocamera Gimbal (foto) (aggiornato: in Europa)

Vivo è uno dei produttori cinesi che cerca spesso di distinguersi proponendo particolari soluzioni hardware sui suoi prodotti: l’azienda fu tra le prime a proporre il sensore d’impronte integrato nel display e nelle ultime ore ha lanciato dei nuovi smartphone che propongono una novità inedita per il comparto fotografico. Andiamo a vedere insieme le schede tecniche dei nuovi Vivo X50.

Vivo X50 | X50 Pro | X50 Pro+: Caratteristiche Tecniche

SpecificheVivo X50Vivo X50 ProVivo X50 Pro+
Dimensioni e peso
  • 159,54mm x 75,39mm x 7,49mm
  • 170g
  • 158,46mm x 72,8mm x 8,04mm
  • 181,5g
  • 158,46mm x 72,8mm x 8,04mm
  • 181,5g
Display
  • 6,56″ FHD+ AMOLED
  • 90Hz refresh rate
  • Flat display
  • Foro per la fotocamera
  • HDR 10+
  • 6,56″ FHD+ AMOLED
  • 90Hz refresh rate
  • Display curvo
  • Foro per la fotocamera
  • HDR 10+
  • 6,56″ FHD+ AMOLED
  • 120Hz refresh rate
  • Display curvo
  • Foro per la fotocamera
  • HDR 10+
ProcessoreQualcomm Snapdragon 765GQualcomm Snapdragon 765GQualcomm Snapdragon 865
RAM e storage
  • 8GB LPDDR4X + 128GB UFS 2.0
  • 8GB + 256GB
  • 8GB LPDDR4X + 128GB UFS 2.1
  • 8GB + 256GB
  • 8GB LPDDR4X + 128GB UFS 2.1
  • 8GB + 256GB
  • 12GB + 256GB
Batteria
  • 4200 mAh
  • 33W fast charging
  • 4315 mAh
  • 33W fast charging
  • 4315 mAh
  • 44W fast charging
Fotocamera posteriore
  • Principale: 48MP Sony IMX598, f/1.6, four-axis OIS
  • Secondario: 13MP portrait, f/2.48
  • Grandangolo: 8MP, 120° FoV, f/2.2
  • Macro: 5MP, f/2.48, 1,5cm super macro
  • Principale: 48MP Sony IMX598, f/1.6, gimbal OIS
  • Secondario: 13MP, f/2.46
  • Terzo: 8MP periscope, f/3.4
  • Grandangolo: 8MP, 120° FoV, f/2.2, 2,5cm macro
  • Principale: 50MP Samsung ISOCELL GN1, f/1.6
  • Secondario: 13MP portrait, f/2.46
  • Terzo: 8MP periscope, f/3.4
  • Grandangolo: 8MP, 120° FoV, f/2.2, 2,5cm macro
Fotocamera frontale32MP, f/2.4832MP, f/2.4532MP, f/2.45
Connettività
  • NFC
  • WiFi 6
  • Bluetooth 5.1
  • SA & NSA Dual-mode 5G
  • Sensore d’impronte integrato nel display
  • NFC
  • WiFi 6
  • Bluetooth 5.1
  • SA & NSA Dual-mode 5G
  • Sensore d’impronte integrato nel display
  • AK4377A Hi-Fi Sound chip
  • NFC
  • WiFi 6
  • Bluetooth 5.1
  • SA & NSA Dual-mode 5G
  • Sensore d’impronte integrato nel display
  • CS43131 Hi-Fi Sound chip
Versione AndroidFuntouch OS 10.5 basato su Android 10Funtouch OS 10.5 basato su Android 10Funtouch OS 10.5 basato su Android 10

Ovviamente la caratteristiche che più attrae dei nuovi Vivo X50 è il particolare meccanismo Gimbal implementato nel comparto fotografico posteriore della versione Pro e Pro+. Come vedete dalle immagini presenti nella galleria in basso, si tratta di un modulo hardware che assicura una stabilizzazione senza precedenti dei sensori fotografici: il principio sul quale si fonde è lo stesso dei classici gimbal in commercio, per il quale i sensori fotografici verranno automaticamente spostati nella direzione opposta alla sollecitazione rilevata. In tal modo la sollecitazione verrà automaticamente compensata. Il tutto è integrato con funzionalità software, come la Night Mode e la Astro Mode, che sfruttano e completano la stabilizzazione dell’immagine.

Uscita e Prezzi

La nuova serie X50 di Vivo è attualmente disponibile esclusivamente nel mercato cinese. Questi i prezzi di lancio:

  • Vivo X50:
    • 8 GB + 128 GB all’equivalente di circa 470€.
    • 8 GB + 256 GB all’equivalente di circa 500€.
  • Vivo X50 Pro:
    • 8 GB + 128 GB all’equivalente di circa 580€.
    • 8 GB + 256 GB all’equivalente di circa 640€.
  • Vivo X50 Pro:
    • 8 GB + 128 GB all’equivalente di circa 680€.
    • 8 GB + 256 GB all’equivalente di circa 750€.
    • 12 GB + 256 GB all’equivalente di circa 815€.

Al momento Vivo non ha comunicato i suoi eventuali piani di commercializzazione per i mercati europei. Vi terremo aggiornati su questo aspetto.

Aggiornamento16/07/2020 ore 23:35

Aggiorniamo l’articolo perché Vivo ha scoperto completamente le sue carte, annunciando che la serie Vivo X50 arriverà anche nei mercati europei. Al momento non sono stati indicati i dettagli su disponibilità e prezzi e nemmeno se i dispositivi arriveranno in Italia.

Inoltre, Vivo ha anche annunciato le sue nuove cuffie true wireless, le TWS Neo Earphones. Le nuove cuffie integrano dei driver audio da 14,2 mm con cancellazione del rumore supportata dall’intelligenza artificiale. Il modulo Bluetooth corrisponde alla versione 5.2, con una raggio di connettività pari a 10 metri. La porta integrata nel case per la ricarica è di tipo C. Trovate tutti i dettagli nella nuova immagine in galleria.

Le nuove cuffie di Vivo sono state annunciate per il mercato indiano al prezzo equivalente a circa 70€, le colorazioni previste corrispondono a Moonlight White e Starry Blue. Non sappiamo se Vivo le commercializzerà anche in Europa.

Vivo TWS Neo Earphones – Immagini

Vivo X50 – Immagini

Vivo X50 Pro – Immagini

Vivo X50 Pro+ – Immagini

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Vodafone Care è l’assicurazione per smartphone contro i danni accidentali e furto: si parte da 3€ al mese

Vodafone ha appena lanciato una novità nell’ambito dei servizi accessori dedicati agli smartphone venduti ai suoi clienti, corrispondente a un nuovo servizio di assicurazioni contro i danni accidentali.

La novità presentata dall’operatore rosso si chiama Vodafone Care, di seguito elenchiamo le opzioni proposte:

  • Copertura assicurativa contro i danni accidentali e da liquidi al prezzo di 3€ al mese.
  • Copertura assicurativa contro i danni accidentali e da liquidi e dal furto al prezzo di 5€ al mese.

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Le coperture sopra descritte hanno validità di 12 mesi e ammettono fino a 3 segnalazioni di sinistro all’anno. In caso di danneggiamento, l’assicurazione si impegna a riparare o sostituire il dispositivo. In caso di furto, l’assicurazione sostituirà il dispositivo.

Maggiori informazioni sulle coperture dell’assicurazione proposta da Vodafone potete reperirle a questo indirizzo. Maggiori dettagli sulle procedure di adesione le trovate alla pagina dedicata sul sito ufficiale.

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