Ora è più facile controllare se ci sono aggiornamenti del Play Store: ecco come

Google ha appena introdotto un’interessante novità sul fronte del Play Store, il suo popolare store delle app, centrata sul tema degli aggiornamenti.

Stavolta la novità non riguarda gli aggiornamenti dei milioni di app che troviamo sul Play Store ma gli aggiornamenti del Play Store stesso. Sappiamo che questi solitamente vengono introdotti via server, ma con la nuova opzione che ha integrato Google nelle impostazioni dello store sarà più semplice verificarli. La nuova opzione per verificare se ci sono aggiornamenti del Play Store sarà nella sezione Informazioni delle impostazioni dell’app.

Lo screenshot che vedete in galleria riassume esattamente la nuova opzione implementata da Google nelle impostazioni del Play Store.

La novità è stata avvistata da qualche possessore di Pixel 6, ma anche da altri che hanno un dispositivo con Android 10. Come al solito, ci aspettiamo che il rollout stia avvenendo via server. Fateci sapere se avete già ricevuto la novità sul vostro Play Store.

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Ora è più facile controllare se ci sono aggiornamenti del Play Store: ecco come

Ci sono 36 nuove stelle Michelin in Italia 

AGI – La sempre emozionante cerimonia per la presentazione della 67a edizione della Guida Michelin ha visto l’assegnazione di 36 nuove stelle a 35 ristoranti, con la sorpresa del ristorante Tre Olivi di Paestum, passato da zero a due stelle

Tra le 35 novità stellate che hanno delineato un nuovo firmamento in quattordici regioni della penisola, la Campania si è distinta sia per il numero di riconoscimenti complessivi (8 nuove stelle), che per la presenza dei due nuovi ristoranti due stelle, inseriti nella selezione italiana. Nella Guida figurano dunque 2 new entry con due stelle e 33 novità con una stella, per un totale di 378 ristoranti. Confermati tutti gli 11 con tre stelle

L’evento, trasmesso in streaming, è stato condotto da Fjona Cakalli con la partecipazione di Federica Pellegrini che, in veste di Ambassador Michelin, ha annunciato i 17 ristoranti ai quali gli ispettori hanno assegnato la Stella Verde,  il totale dei ristoranti con stella verde sale così a 30.

Il panorama stellato 2022:

  • Una stella: 329 ristoranti (33 novità)
  • Due stelle: 38 ristoranti (2 novità)
  • Tre stelle: 11 ristoranti

Per un totale di 378 ristoranti stellati.

La classifica regionale 

Nella classifica delle stelle per regioni, la Lombardia mantiene la leadership grazie ai 56 ristoranti (3 con tre stelle, 5 con due,  48 con una) ed ai 4 nuovi stellati. La Campania si aggiudica invece il record annuale di novità (ben 7) issandosi al secondo posto con 48 ristoranti, (8 con due stelle e 40 con una). Di conseguenza il Piemonte, 1 novità e 45 ristoranti (1 con tre stelle, 4 con due, 40 con una), scende sul gradino più basso del podio mentre con una new-entry e 41 ristoranti (1 con tre stelle, 5 con due, 35 con uno), la Toscana scala in quarta posizione davanti al Veneto che a fronte del totale di 36, è la seconda regione più premiata del 2022 grazie a 5 nuovi ristoranti stellati (1 con tre stelle,4 con due, 31 con una) presenti in guida.

Tra le province, Napoli si conferma prima per distacco con 30 ristoranti (6 con due stelle e 24 con una) seguita da Roma in seconda posizione con 20 (1 con tre stelle, 1 con due, 18 con una ) e quindi da Bolzano; terza a quota 19 ristoranti (1 con tre stelle,  3 con due, 15 con una) davanti a Cuneo con 18 (1 con tre stelle, 2 con due, 15 con una). Milano scivola in quinta posizione con 16 ristoranti stellati (1 con tre stelle, 3 con due, 12 con una).

Confermati gli 11 con tre stelle che “valgono il viaggio”

Nel linguaggio della guida, le insegne con tre macaron propongono una cucina che “vale il viaggio”, ed i ristoranti  selezionati sono:

  • Piazza Duomo ad Alba (CN), 
  • Da Vittorio a Brusaporto (BG), 
  • St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), 
  • Le Calandre a Rubano (PD), 
  • Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), 
  • Osteria Francescana a Modena, 
  • Enoteca Pinchiorri a Firenze, 
  • La Pergola a Roma, 
  • Reale a Castel di Sangro (AQ), 
  • Mauro Uliassi a Senigallia (AN) 
  • Enrico Bartolini al MUDEC a Milano

Le stelle verdi 

La Stella Verde è un simbolo che contraddistingue i ristoratori in prima linea sul fronte della sostenibilità e può essere attribuito a qualsiasi ristorante, non solo ai ristoranti stellati o ai Bib Gourmand. Nell’assegnare il riconoscimento, gli ispettori prendono in considerazione molteplici fattori: la produzione delle materie prime, il rispetto del lavoro e il supporto dei produttori locali, la riduzione degli sprechi, la gestione dei rifiuti, le azioni mirate a minimizzare l’utilizzo delle risorse energetiche e l’impatto della struttura sull’ambiente, la formazione sostenibile dei giovani, sono solo alcuni dei temi. Sono 30 in totale i ristoranti con stella verde, 17 le novità. 

I premi speciali

I premi speciali conferiti sono stati quattro e sono: 

  • Premio michelin giovane chef 2022 by Lavazza, assegnato a Solaika Marrocco, Primo Ristorante, Lecce;
  • Premio michelin servizio di sala 2022 by Intrecci – Alta Formazione di Sala, assegnato a Matteo Zappile del ristorante il Pagliaccio, Roma;
  • Premio michelin chef mentore 2022 by Blancpain, assegnato a Nadia Santini, ristorante dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (Mn)
  • Premio michelin sommelier 2022 by Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, assegnato a Sonia Egger, ristorante Kupperlain, Castelbello (BZ).

La Guida oltre le stelle

nella guida sono presenti complessivamente 1.900 ristoranti. La presenza di un ristorante è un attestato di qualità e, nell’ottica di una selezione più diretta, immediata e leggibile, Michelin ha scelto di ritirare il simbolo del Piatto. La faccia sorridente dell’omino Michelin che si lecca i baffi, indica un ristorante capace di proporre una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 35 euro.Sono presenti  255 Bib Gourmand di cui 20 novità, 575 posti in cui la carta dei vini è particolarmente interessante e 798 esercizi ameni. 

La app, il sito della Guida e la novità hotel

La Guida Michelin non è solo cartacea. Tutti i ristoranti si trovano anche nella app Michelin Ristoranti, scaricabile gratuitamente per iOS e Android.Il sito www.guide.michelin.com/it è ricco d’informazioni, funziona come motore di ricerca e permette di scegliere facilmente il ristorante secondo gusti, occasioni, budget.

Ad ogni ristorante corrisponde una descrizione dettagliata ed il sito contiene inoltre una sezione editoriale in cui si trovano ristoranti, novità in anteprima e suggestivi itinerari segnalati dagli ispettori. Da quest’anno, la selezione dedicata agli hotel sarà disponibile in formato digitale, sul sito e sull’App. Una selezione che verrà costantemente aggiornata e potrà essere consultata, prenotata e condivisa su entrambe le piattaforme digitali.

Gli hotel raccomandati sulle piattaforme digitali sono selezionati con i medesimi elevati standard dei ristoranti, al fine di mantenere la stessa promessa: ambire all’eccellenza e promuovere l’unicità. Tuttavia, sebbene le selezion dedicate ad hotel e ristoranti condividano gli stessi esatti valori, i ristoranti sono selezionati da anonimi ispettori, mentre la selezione è creata dal team di Tablet Hotels – esperti di hotellerie – e dalla sua comunità di viaggiatori.

La selezione è un’impresa collaborativa alla quale partecipa tutta la community, composta da ospiti verificati che hanno prenotato il soggiorno attraverso Tablet. Essi possono validare gli indirizzi e condividere le proprie impressioni. Qualunque hotel con valutazione inferiore al soddisfacente, sarà ulteriormente esaminato in modo d’assicurare che le raccomandazioni delle Guide siano sempre degne di fiducia. La selezione digitale degli hotel permette ai viaggiatori di beneficiare della migliore piattaforma di prenotazioni sviluppata da Tablet.

Storia della Guida 

La Guida Michelin nasce in Francia nel 1900. Era una piccola guida che avevano voluto i fratelli Édouard e André Michelin, i fondatori della Michelin, per aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era spesso avventuroso. Conteneva informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare i pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire. In Italia, la prima Guida Michelin è del 1956. Nasce quindi come aiuto per chi viaggia, come ogni prodotto (pneumatici, carte e guide) Michelin, e continua ad esserlo.

I rigorosi criteri di selezione, applicati in modo omogeneo in 30 Paesi, la rendono un riferimento nel campo della ristorazione. Gli ispettori operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri definiti da Michelin: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu. Questi criteri sono rispettati dagli ispettori Michelin in Italia, come in Giappone o in Cina e negli Stati Uniti. Ne consegue che la qualità di un ristorante tre stelle è la stessa a Firenze e a New York, così come dev’essere equiparabile la qualità di un ristorante una stella a Napoli e a Londra.


Ci sono 36 nuove stelle Michelin in Italia 

Tre anni fa gli italiani si sono messi in casa Alexa per la prima volta

AGI – Tre anni fa – con un ritardo di quattro anni rispetto al debutto negli Stati Uniti – il primo dispositivo Alexa entrava nelle case degli italiani. E sembra che tre anni di polemiche sulla privacy e sull’accesso ai dati personali che gli assistenti vocali (non solo quello di Amazon) consentono a chi li controlla, sembra che non abbiano scoraggiato chi ormai interagisce sempre di più con loro.

“Nei primi tre anni dall’arrivo in Italia, gli utenti attivi che utilizzano Alexa sono cresciuti in maniera rilevante, oltre l’80% anno su anno” afferma Gianmaria Visconti, Country Manager di Amazon Alexa “e nel solo 2021 si contano oltre 5 miliardi di interazioni tra gli utenti in Italia e Alexa. Alcune di queste dimostrano come Alexa sia entrata nelle nostre case come un vero e proprio membro aggiuntivo della famiglia: basti pensare che oltre 7 milioni di volte, solamente nell’ultimo anno, gli utenti le hanno detto “ti voglio bene”.

Una delle funzioni (o skill, come si chiamano in gergo alexiano) più apprezzato fin da subito è stata la possibilit di ripriodurre musica in streaming. Un fenomeno in costante crescita in Italia: sono state infatti oltre 280 milioni le ore di streaming fruite nel corso degli ultimi 12 mesi. Tra i brani più richiesti troviamo Malibù di sangiovanni, Baby Shark e Musica leggerissima di Colapesce e Dimartino.

Alexa è stata protagonista anche nelle cucine degli utenti italiani anche attraverso la skill di GialloZafferano, il food media brand più diffuso in Italia, grazie anche alla possibilità di impostare timer e sveglie – circa 500 milioni solo nell’ultimo anno in Italia – controllare le preparazioni da seguire, aggiungere ingredienti alla lista della spesa e consultarla una volta arrivati al supermercato. Nel 2021, cucinare è stato per molti una grande distrazione e fonte di piacere, e sono state oltre 5 milioni le ricette consultate. Le preferite dagli utenti? Spaghetti alla carbonara, Tiramisù e Pancake allo sciroppo d’acero.

Quest’anno Alexa si è inventata anche sommelier, consigliando i vini dalle cantine italiane con cui accompagnare pranzi, cene e momenti conviviali. 

La diffusione degli assistenti vocali va di pari passo con l’evoluzione delle smart home e dei prodotti sviluppati da aziende come BTicino, Fastweb e Philips Hue. Sono oltre 140.000 in tutto il mondo i dispositivi per la casa intelligente compatibili con Alexa – tra cui luci, prese, citofoni, Internet box per gestire le connessioni ultraveloci dei dispositivi alla rete domestica e robot per le pulizie – e oltre 200 milioni quelli già connessi all’assistente vocale di Amazon. In Italia contiamo oltre 4.500 skill disponibili, di cui 544 dedicate proprio alla casa intelligente, messe a punto da Amazon insieme a sviluppatori di terze parti. Solo nel 2021, in Italia, sono state oltre 1.2 miliardi le interazioni tra i dispositivi intelligenti e Alexa, con oltre 100.000 comandi al giorno impartiti vocalmente per far funzionare la casa smart con BTicino. Nell’ultimo anno si contano inoltre circa 1 miliardo di interazioni tra Alexa e i principali sistemi di illuminazione, tra cui quelli offerti da Philips Hue.

Gli utenti in Italia chiedono anche tante curiosità, domande ad Alexa. Le più gettonate dell’ultimo anno? “Cosa c’è stasera in tv?”, “Quanti giorni mancano a Natale?”, “Che Santo è oggi?”.

Ma la casa non è l’unico spazio in cui ricevere il supporto di Alexa. Anche all’interno di alcune vetture, come ad esempio Maserati, è possibile riprodurre musica, effettuare chiamate, ascoltare audiolibri e notizie, consultare il meteo, controllare i dispositivi smart di casa compatibili, ottenere indicazioni stradali, trovare parcheggio.

“Non avremmo ottenuto questi risultati senza la combinazione di più fattori. In primis il lavoro svolto dal team italiano: 50 colleghi, tra Language Engineer e Data Scientist, del nostro centro di Ricerca e Sviluppo a Torino, che in questi anni hanno migliorato la comprensione linguistica di Alexa del 70% circa. Oltre a tutti gli altri membri del team Alexa che ogni giorno lavorano per rendere Alexa l’assistente vocale ideale: cordiale, talentuosa e divertente. E ovviamente non possiamo dimenticare il grande contributo delle aziende con cui collaboriamo e quello degli sviluppatori”, conclude Visconti.

Le funzionalità di Alexa in Italia sono frutto del lavoro di una community di sviluppatori, composta oggi da oltre 54.000 membri.


Tre anni fa gli italiani si sono messi in casa Alexa per la prima volta

Più di 4 milioni di italiani sono ancora senza connessione  

AGI – Il 70,4% degli italiani ritiene che la digitalizzazione abbia migliorato la qualità della vita. Nell’Italia post-pandemia, per il 74,4% è abituale l’uso combinato di una pluralità di dispositivi (smartphone, pc, laptop, tablet, smart tv, console di gioco). Il luogo dal quale ci si connette non ha più importanza: il 71,7% degli utenti svolge ovunque le proprie attività digitali (e il dato sale al 93% tra i giovani).

Anche gli orari sono ormai diventati relativi: il 25,5% naviga spesso di notte (il dato sale al 40% tra i giovani). E il lavoro? Due lavoratori su tre utilizzano device personali per motivi di lavoro sottovalutando però i rischi per sicurezza e privacy. Sono alcuni dei numeri emersi dalla ricerca “La digital life degli italiani” realizzata dal Censis in collaborazione con Lenovo e presentata oggi.

In oltre 4 milioni senza connessione

In questo scenario si contano ancora nel nostro Paese 4,3 milioni di utenti di dispositivi senza connessione. Sono poi complessivamente 22,7 milioni gli italiani che lamentano disagi in casa, con stanze sovraffollate in cui è complicato svolgere al meglio le proprie attività digitali (14,7 milioni) o con connessioni domestiche lente o malfunzionanti (13,2 milioni). 

Un italiano su tre a disagio con l’ecosistema digitale

Ci sono complessivamente inoltre 24 milioni di italiani che non sono pienamente a loro agio nell’ecosistema digitale: 9 milioni riscontrano difficoltà con le piattaforme di messaggistica istantanea, 8 milioni con la posta elettronica, 8 milioni con i social network, 7 milioni con la navigazione sui siti web, 7 milioni con le piattaforme che consentono di vedere in streaming eventi sportivi, film e serie tv, 6 milioni hanno difficoltà con l’e-commerce, 5 milioni non sanno fare i pagamenti online, 4 milioni non hanno dimestichezza con l’uso delle app e delle piattaforme per le videochiamate e i meeting virtuali.

Un progetto di società digitale pienamente inclusiva

“Gli italiani traggono un crescente benessere dai dispositivi digitali, che semplificano e migliorano le loro vite” ha detto Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis. “Siamo all’alba di una nuova transizione digitale. Ora – ha sottolineato – serve un progetto di società digitale pienamente inclusiva, che possa dare risposta alla domanda ancora insoddisfatta di dispositivi, connessioni, competenze, e superare le diversità di accesso”. Per Emanuele Baldi, Executive Director di Lenovo Italia, “la pandemia ha accelerato la trasformazione digitale di almeno 5 anni, portando permanentemente in primo piano nuovi comportamenti digitali sia nella sfera privata che di lavoro. Ecco perché – ha aggiunto Baldi – dobbiamo concentrarci su tecnologie più intelligenti che si adattano meglio a questo futuro”.

In casa

Dallo studio emerge anche che per nove utenti su dieci (il 90,3%) dichiarano di possedere dispositivi in linea con le proprie esigenze. Anche i luoghi domestici  sono in gran parte attrezzati per il pieno ingresso nella digital life: il 73% degli utenti vive  in famiglie in cui ogni membro si connette con un proprio dispositivo, il 71,1% ha una  connessione casalinga ben funzionante, il 67,9% risiede in abitazioni in cui ciascuno ha  uno spazio in cui svolgere le proprie attività digitali. 

La sicurezza in rete

Gli italiani sembrano navigare in rete con disinvoltura. Il  69,4% degli utenti si sente infatti sicuro quando effettua pagamenti o altre operazioni finanziarie  online (e il dato sale al 74,5% tra i laureati). Più della metà (il 55,6%) poi utilizza almeno  qualche volta i servizi cloud per salvare documenti e informazioni (con punte del 77,5%  tra i dirigenti e del 63,9% tra i laureati)

Il lavoro 

Due terzi dei lavoratori (il 66%) utilizzano device personali  per motivi di lavoro, con punte fino all’85% tra i lavoratori autonomi e del 72,2% tra gli  occupati laureati. Ma succede anche che il 26,9% degli occupati (e il 39,8% dei dirigenti)  impieghi i dispositivi elettronici aziendali per ragioni personali. Sottovalutando il fatto che  usi impropri dei dispositivi possono comportare rischi per la sicurezza dei dati e per la  privacy di lavoratori e aziende.  

La pubblica amministrazione

E la PA? L’85,3% dei cittadini spera che in un prossimo futuro possa dialogare via e-mail con gli uffici  pubblici, l’85% che si possano richiedere documenti e certificati online, l’83,2% di poter  pagare online in modo semplice e veloce tasse, bollettini e multe. Il 78,9% si aspetta di  ricevere informazioni personalizzate via e-mail, sms o messaggi WhatsApp. Sì alla semplificazione unita alla protezione dei dati: il 76,4% vorrebbe poter conoscere i dati  personali di cui la Pa dispone, così da evitare inutili duplicazioni, il 75% vorrebbe  comunicare via Pec nella massima riservatezza, il 74% vorrebbe poter accedere a tutti i  servizi online con una sola password.


Più di 4 milioni di italiani sono ancora senza connessione  

“In un anno le abitudini di aziende e lavoratori sono cambiate come nemmeno in 10 anni”

AGI – La pandemia ha innescato cambiamenti senza precedenti nel lavoro, nella scuola, nei contatti sociali e in molti settori, dalla sanità all’intrattenimento. Ha anche fortemente accelerato la trasformazione digitale, portando alla definizione di ambienti in cui si svolge tutto da casa.

Secondo uno studio condotto da Intel e Lenovo, ‘Empowering your employees with the right technology’, solo il 30% dei dipendenti di tutti i settori ha detto che i propri laptop o PC desktop sono ideali per la collaborazione incrociata, e la metà ha risposto che i propri computer non sono aggiornati o insufficienti per il lavoro.

Di futuro del lavoro abbiamo parlato con Luca Rossi, presidente di Intelligent Devices Group (IDG) di Lenovo, ruolo nel quale ha la responsabilità a livello globale del business di Lenovo nel campo dei PC, smartphone, tablet, workstation e altri prodotti. Lo abbiamo fatto in occasione del Tech World, iniziativa in cui la compagnia ha presentato una serie di innovazioni per aiutare le aziende e i consumatori ad affrontare quella che l’azienda vede come “la nuova realtà”.

“La nuova realtà è qui e tanto gli individui quanto le aziende hanno oggi esigenze e usi diversi che richiedono una tecnologia più intelligente” ha dichiarato il presidente e CEO di Lenovo, Yuanqing Yang. “Lenovo – ha aggiunto – è concentrata sulle soluzioni per questa nuova realtà. Dalle nostre soluzioni ibride per il lavoro e la vita privata al portfolio edge-to-cloud, dal nuovo modello di business Everything-as-a-Service nell’ambito di Lenovo TruScale alle tecnologie Lenovo Brain e IA, fino al nostro impegno per un’innovazione ecologica e responsabile: Lenovo mira a innovare per consentire ai propri clienti e al mondo di vivere una trasformazione digitale e intelligente”.

Rossi, che sta succedendo nel mondo del lavoro?
“La pandemia è una tragedia che ha avuto tra i pochi effetti collaterali non negativi quello di funzionare come una sorta di “macchina del tempo” che ha accelerato la trasformazione digitale del mondo di almeno 5 o 10 anni, cambiando l’importanza della tecnologia nella nostra vita quotidiana, privata e non. Quindi anche nel lavoro, dove ha avuto un impatto incredibile. In un anno sono cambiate le abitudini di aziende e dipendenti in una maniera che neanche in 10 anni”.

È cambiato tutto
“Sì, il sentimento dei dipendenti, soprattutto i knowledge worker, è non voler tornare a una vita office based. Secondo una ricerca promossa da Lenovo, il 70% dei dipendenti vogliono un lavoro in forma ibrida. Lato aziende, sempre secondo i dati della stessa ricerca, nel 50-60% dei casi i CEO sono già su questa linea. È chiaro che questa forma ibrida di lavoro sarà declinata in modo diverso settore per settore”.

E la tecnologia che ruolo ha avuto?
“La tecnologia è al centro di questo grande cambiamento e ci ha permesso di mitigare gli effetti devastanti dei lockdown. Se la tecnologia non fosse stata già così matura, la pandemia avrebbe avuto un effetto ancora più devastante sul mondo del lavoro. Sia in occasione del fully remote work e poi dell’ibrid work, ci siamo resi conto da una parte che tecnologia era sì più pronta di quello che pensavamo. Ma subito sono emersi i gap”.

Gap di che tipo?
“Il comparto audio e video nei PC poteva essere migliorato ulteriormente e l’esperienza degli smartphone era decisamente superiore. Su questi due elementi abbiamo investito immediatamente. Poi abbiamo lavorato sull’accensione dei PC e sulla durata della batteria”.

Parliamo della sicurezza

È un tema caldo e lo sarà per i prossimi anni. È un tema di ecosistema: le aziende sono passate dall’avere tutto all’interno della loro rete più o meno protetta a postazioni remote, tutte una possibile vulnerabilità. Le aziende devono investire per permettere di avere queste postazioni esterne alla rete fisica protette. Lato utente remoto, smartphone e PC devono essere più protetti. Ci si confronta con un tipo di hacker decisamente diverso, uno che vuole utilizzare il tuo computer come porta di accesso per entrare nella rete aziendale”.

Che cosa possono fare le aziende?

“Fornire i prodotti e le soluzioni giuste per chi lavora a casa”.


“In un anno le abitudini di aziende e lavoratori sono cambiate come nemmeno in 10 anni”

Chi sono le imprenditrici più innovative d’Italia

AGI – Dal pastificio più antico del mondo all’azienda leader nel settore della decontaminazione particellare, dalle soluzioni avanzate per l’irrigazione di precisione alla startup biotech che ha brevettato la tecnologia per ricreare “un organo vivente in laboratorio”, passando per la prima azienda socialmente responsabile nell’ortofrutta fino alla conceria metal-free e biodegradabile: ecco di che cosa si occupano le 6 finaliste della 13esima edizione del Premio GammaDonna che dal 2004 valorizza l’iniziativa imprenditoriale femminile. Settori diversi, con un unico comune denominatore: l’innovazione, nel business e nella gestione d’impresa.

Saranno Milena Baroni – Mycroclean Italia (Gorgonzola-MI), Amelia Cuomo – Pasta Cuomo (Gragnano-NA),Giulia Giuffrè – Irritec (Capo d’Orlando-ME), Marianna Palella – Citrus (Cesena), Sara Santori – Conceria Nuvolari (Monte Urano-FM) e Silvia Scaglione – React4life (Genova) a contendersi, dagli studi televisivi di QVC Italia, il Premio GammaDonna domenica 21 novembre, alle ore 21.00.

Si tratta del primo format TV italiano che mette in luce e premia l’imprenditoria femminile innovativa, con l’obiettivo di contribuire a ridurre il gender gap in campo socio-economico attraverso esempi d’impresa virtuosi. 

Ad arricchire l’edizione 2021, la proclamazione delle vincitrici del Giuliana Bertin Communication Award, riconoscimento di Valentina Communication per l’imprenditrice che si è distinta nel campo della comunicazione on e offline, e del Women Startup Award powered by Intesa Sanpaolo Innovation Center per la startupper più innovativa in ambito Smart city, Smart mobility, Life Science, Healthcare & Medical Devices, Bioeconomy, Media, Entertainment & Gamification, Fashion, Agri-food tech, Cleantech, Energy.

E la Menzione Speciale per lo Sviluppo Sostenibile che la Commissione europea, partner istituzionale di GammaDonna, conferirà alla biologa marina Mariasole Bianco, fondatrice e Presidente Worldrise, Onlus che dal 2013 agisce per la salvaguardia dell’ambiente marino attraverso progetti creativi di sensibilizzazione e conservazione. “Con questo riconoscimento, assegnato nell’ambito del Premio GammaDonna, abbiamo inteso premiare il grande impegno di Mariasole Bianco, come imprenditrice e divulgatrice scientifica in prima fila sui temi della sostenibilità e del suo impatto economico e sociale legato agli ecosistemi marini – ha commentato Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea – Il suo lavoro si inserisce perfettamente nel quadro delle azioni di sostenibilità ambientale e di sviluppo che la Commissione europea porta avanti grazie al Green Deal Europeo e al piano straordinario Next Generation EU”. Mariasole Bianco è infatti ormai punto di riferimento su scala nazionale e internazionale per le politiche legate alla tutela degli oceani e allo sviluppo sostenibile.


Chi sono le imprenditrici più innovative d’Italia

Come sono i nuovi iPhone 13

AGI – Come al solito, è i migliore iPhone di sempre. Il miglior comparto fotografico, lo schermo migliore, la batteria migliore. Come se ci fosse sulla Terra una sola azienda che ambisca a fare un nuovo prodotto peggiore del precedente e, soprattutto, a presentarlo come tale. Ma, si sa, questo è da tempo immemore lo slogan di Apple e con queste parole è stata presentata l’edizione 13 dell’iPhone. Ma anche il nuovo iPad e il nuovo Apple watch. Una bella rinfrescata alla line-up della casa, insomma, con particolare attenzione a quegli elementi che a Cupertino mancavano e che già da qualche anno sono gli atout della concorrenza: fotocamera con macro e grandangolo, schermo con il refresh a 120Hz e soprattutto una batteria che porti l’utente dalla mattin alla sera o che almeno ci provi.

Ma vediamo quali sono le novità introdotte da Apple nei suoi device di punta. 

iPhone 13

Il display è un Super Retina XDR con ProMotion e refresh rate adattivo fino a 120Hz, con un’esperienza touch che dovrebbe essere più veloce e reattiva. Il sistema fotografico monta le nuove fotocamere ultra‑grandangolo, grandangolo e teleobiettivo che sfruttano le prestazioni del chip A15 Bionic per la fotografia macro con l’ultra-grandangolo e prestazioni 2,2 volte migliori in condizioni di scarsa luminosità con il nuovo grandangolo. Le nuove funzioni di fotografia computazionale come Stili fotografici permettono di personalizzare l’aspetto delle immagini nell’app  e la modalità notte è ora inclusa su tutte le fotocamere di entrambi i modelli. Lo zoom ottico è un 3x, ovvero un’estensione dello zoom ottico totale pari a 6x per tutto il sistema di fotocamere. I video introducono la modalità cinema, per transizioni di profondità di campo, video macro, modalità Time-lapse e slow-motion, e prestazioni ancora migliori in condizioni di scarsa luminosità. La stabilizzazione ottica dell’immagine su sensore (OIS), un’esclusiva di iPhone, è disponibile su entrambi i modelli e stabilizza il sensore invece dell’obiettivo, per immagini fluide e video stabili anche quando l’utente non è perfettamente immobile. Su iPhone 13 Pro e iPhone 13 Pro Max sarà anche integrato ProRes,2 un avanzato codec video utilizzato diffusamente come formato di distribuzione finale per spot, lungometraggi e trasmissioni, per offrire una maggiore fedeltà cromatica e una compressione minore.

La connettività è 5G soprattutto sono promessi “grandi miglioramenti” per quanto riguarda la durata della batteria (un campo su cui iPhone aveva grandissimi margini di miglioramento) e una nuova capacità di archiviazione da 1TB. Saranno disponibili dal 24 settembre in quattro colori: grafite, oro, argento e azzurro sierra a 1.189 euro (versione Pro) e 1.289 (Pro Max)

Come funziona il nuovo chip

Il nuovo chip A15 Bionic con GPU 5-core è realizzato con una tecnologia a 5 nanometri, è dotato nella gamma Pro di una nuova GPU 5-core che offre le prestazioni grafiche più veloci per i giochi ad alte prestazioni e le nuove funzioni delle fotocamere. La nuova CPU 6-core con due nuovi core ad alte prestazioni e quattro nuovi core ad alta efficienza riesce a gestire in modo fluido anche le attività più impegnative. Un nuovo Neural Engine 16-core, che esegue 15.800 miliardi di operazioni al secondo, consente calcoli di machine learning ancora più veloci per nuove esperienze nelle app di terze parti, oltre a funzioni come Testo live nell’app Fotocamera in iOS 15. Inoltre, importanti aggiornamenti al processore ISP di nuova generazione offrono riduzione del rumore e mappatura dei toni.

iWatch

Apple ha annunciato il Watch Series 7, dotato di un display Retina always-on con una superficie di visualizzazione del display ampliata, angoli più smussati e arrotondati e bordo rifrangente che consente ai quadranti e alle app a tutto schermo di diventare tutt’uno con la curvatura della cassa. Anche l’interfaccia utente di Apple Watch Series 7 è ottimizzata per il display più ampio, e offre maggiore leggibilità e facilità d’uso. Nulla di nuovio sul fronte dell’autonomia: 18 ore.

È il primo Apple Watch ad avere una resistenza alla polvere di grado IP6X, e mantiene sempre una resistenza all’acqua di 50 metri. Gli strumenti per la salute includono come il cardiofrequenzimetro elettrico e l’app ECG e il sensore e l’app per l’ossimetria.

iPad

Il nuovo iPad (9a generazione) monta il chip A13 Bionic e una batteria che dura tutto il giorno. Il prezzo è a partire da 389 euro per un display Retina da 10,2″ con True Tone, una fotocamera frontale ultra-grandangolare da 12MP con Inquadratura automatica, supporto per Apple Pencil e Smart Keyboard e il doppio della capacità di archiviazione rispetto alla generazione precedente.: quella di base è di base di 64GB, fino a un massimo di 256GB.

 


Come sono i nuovi iPhone 13

Ecco quali sono i giochi da mobile più di tendenza di questa estate (foto)

Lo studio di analisi Sensor Tower ha pubblicato i dati la classifica dei giochi più redditizi per dispositivi mobili nel mese di agosto. In vetta non ci sono sorprese: al comando c’è sempre la doppietta di Tencent formata da PUBG e Honor of Kings. Entrambi i titoli beneficiano soprattutto del supporto da parte degli utenti cinesi che rappresentano rispettivamente il 61,4% e il 95% del totale degli incassi dei due giochi.

È comunque interessante notare che PUBG nonostante macini primati da mesi, è cresciuto del 4,7% rispetto a agosto 2020 arrivando in questo mese a 270 milioni di dollari. Honor of Kings invece ha visto le sue entrate aumentare meno, con un +3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e 256,2 milioni di dollari racimolati nel mese appena terminato. Il resto della top 5 è composta da Genshin Impact di miHoYo, Fate/Grand Order di Aniplex (ritornato ai fasti per il suo sesto compleanno) e infine il sempre glorioso Pokémon GO di Niantic.

LEGGI ANCHE: Iniziamo a parlare di iPhone 14

A livello globale gli Stati Uniti rimangono il mercato più grande con 2,1 miliardi di dollari spesi dai suoi cittadini ad agosto, una cifra che corrisponde a quasi un terzo (28%) del mercato mondiale. Al secondo posto nella classifica per nazioni troviamo il Giappone con il 20,8% e poi la Cina (dove tra l’altro il Play Store di Google non esiste nemmeno) con il 17,5%. Qui sotto potete osservare la graduatoria completa divisa per piattaforma.

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Ecco quali sono i giochi da mobile più di tendenza di questa estate (foto)