Un paio di jeans recuperati da un naufragio del 1857 sono stati battuti all’asta per 114 mila dollari 

AGI – Un paio di jeans, recuperato da un naufragio del 1857 al largo della Carolina del Nord, ha scatenato un acceso dibattito intorno al fatto che essi possano essere o meno degli antenati dei moderni Levi’s, scrive il Guardian di Londra. Ma l’interesse non è solo per questo: il fatto è che questi antichi jeans “sono stati venduti per 114.000 dollari”.

Si tratta di “pantaloni da minatore bianchi e pesanti con un’apertura sul davanti a cinque bottoni”, che figuravano tra i 270 manufatti dell’era Gold Rush venduti per un totale di quasi 1 milione di dollari a Reno, all’inizio del mese di dicembre.

La disputa, tuttavia, vede un certo disaccordo tra chi ritiene che i costosi pantaloni abbiano qualche legame con il padre dei moderni blue jeans, Levi Strauss, poiché “precedono di 16 anni il primo paio prodotto ufficialmente dalla stessa Levi Strauss & Co. con sede a San Francisco nel 1873”. Alcuni dicono che si tratti invece di una inoppugnabile verità storica perché ci sono prove che suggeriscono che esistono collegamenti con Strauss, che all’epoca era un ricco grossista di tele e merci grezze e i pantaloni potrebbero essere anche “una versione molto antica di quelli che sarebbero diventati in seguito i classici jeans”.

Ad ogni modo, Tracey Panek, che è una storica ed è anche la direttrice dell’archivio dell’azienda, afferma che qualsiasi affermazione sulla loro origine è una “speculazione” perché i pantaloni ritrovati “non sono Levi’s né credo che siano pantaloni da lavoro da minatore”, ha scritto in una e-mail inviata all’Associated Press.

Ma una cosa è innegabile: “Quei jeans da minatore sono come la prima bandiera piantata sulla luna, un momento storico nella storia dell’avventura nello spazio”, ha detto Dwight Manley, socio amministratore del California Gold Marketing Group, che possiede il paio di jeans e l’ha messo all’asta.

Altri oggetti che erano stati sepolti per più di un secolo nel relitto della nave a 7.200 piedi sotto la superficie dell’Oceano Atlantico sono andati anch’essi all’asta, tra cui le chiavi di uno stanzone dove erano conservate tonnellate di monete e lingotti, vendute per 103.200 dollari. Decine di milioni di dollari in oro sono stati venduti dall’inizio del recupero del naufragio nel 1988. Ma il 3 dicembre ha segnato la prima volta che i jeans messi all’asta. Un’altra è prevista per febbraio.

Quanto all’origine del paio di pantaloni da lavoro, Levi Strauss & Co. ha a lungo sostenuto che fino al 1873 l’azienda era strettamente un grossista e non produceva abbigliamento mentre Fred Holabird, presidente della società d’aste, crede che i pantaloni siano stati realizzati da un subappaltatore per conto di Strauss.


Un paio di jeans recuperati da un naufragio del 1857 sono stati battuti all’asta per 114 mila dollari 

Le modalità desktop e smart speaker sono 2 delle tante funzioni nascoste di Android 13

Nella settimana che si sta concludendo, Google ha introdotto sui suoi Pixel le patch di sicurezza di dicembre 2022 e soprattutto Android 13 QPR1 grazie all’ultimo Pixel Feature Drop dell’anno. In particolare, Android 13 QPR1 – ovvero il primo aggiornamento trimestrale dell’ultima versione del S.O. – nasconde molte funzionalità su cui gli utenti metteranno le mani più avanti. A scoprire quali siano le novità ci ha pensato, come al solito, Mishaal Rahman, il quale ha analizzato il codice sorgente di Android, scovando le novità che potrebbero arrivare nei prossimi mesi e che non saranno un’esclusiva dei Pixel.

La modalità Desktop

La modalità “desktop”, fino ad ora, è stata completamente assente sugli smartphone Pixel, mentre sui dispositivi di altri marchi – come Samsung – è disponibile una modalità che consente di trasformare il cellulare in un dispositivo all-in-one. Tuttavia, le modalità desktop offerte dai produttori di terze parti presentavano una criticità: questi lavori, non essendo supportati direttamente da Google, hanno provocato una diffusa frammentazione che non ha consentito agli sviluppatori di app di offrire supporto a questi progetti.

Per ovviare a questa criticità, il codice sorgente di Android 13 QPR1 contiene nuove parti di codice che “certificano” la volontà di Google di rendere la modalità desktop – aggiunta silenziosamente già in Android 10 – maggiormente utilizzabile da parte di tutti gli utenti. In particolare, l’azienda si sta concentrando sui miglioramenti alle finestre ed alla barra delle applicazioni. Per avviare la funzionalità, invece, occorre attivare un paio di flag che aggiungeranno alle “Opzioni sviluppatori” un inedito “Riquadro sviluppatore per impostazioni rapide” che, infine, consentirà di aggiungere un apposito nuovo toggle nel centro di controllo. Ulteriori miglioramenti a riguardo, infine, potrebbero arrivare con Android 13 QPR2.

La Taskbar di Android 12L sugli smartphone

Con Android 12L fu introdotta una nuova barra delle applicazioni utilizzabile esclusivamente sui dispositivi con schermi che presentano una densità di pixel maggiore o uguale a 600 dpi. Tuttavia, questo criterio è modificabile utilizzando le opzioni sviluppatori e quindi è possibile abilitare la barra su tutti i telefoni. Ovviamente l’interfaccia risulta scomoda da utilizzare e per ovviare a tale criticità sembrerebbe che Google si sia messa a lavoro. Difatti, in Android 13 QPR1 c’è un flag che permette di nascondere la barra di navigazione e far apparire quella delle applicazioni.

Il salvaschermo di Android 13 che “converte” il Pixel Tablet in un Nest Hub

In vista del lancio del nuovo Pixel Tablet, Google sta rinnovando il salvaschermo di Android per aggiungere complicazioni e widget. Android 13 QPR1, infatti, aggiunge: “Smartspace” (è il nome in codice di “At a glance”, “Media entry” (sarebbe il controller multimediale) e “Home controls” (consente di controllare i dispositivi della smart home).

In definitiva, tramite Pixel Tablet si potrà avviare uno screensaver che mostrerà molte informazioni, al punto da poterlo definire un nuovo “Nest Hub”.

Orologi personalizzati per la schermata di blocco

Si pensava che questa opzione in grado di personalizzare lo stile dell’orologio nella schermata di blocco dovesse essere lanciata con Android 12 ed invece nulla. Ora, invece, Android 13 QPR1, grazie ad una modifica che introduce la sezione “Orologio personalizzato” nell’app “ThemePicker”, fa ipotizzare che Google abbia ripreso le attività per concretizzare questa funzionalità.

Condivisione parziale dello schermo

Con Android 13 QPR1 viene aggiunto il supporto alla possibilità di registrare una sola porzione di schermo. Questa opzione si potrà selezionare direttamente dalla finestra di dialogo per la registrazione dello schermo. Ad oggi, però, la funzione è attivabile esclusivamente tramite un flag di funzionalità.

Avviare Google Keep da ogni schermata

In Android QPR1 Google ha introdotto una speciale di finestra mobile delle attività diversa da quelle a forma libera. Quando viene abilitata, la barra delle applicazioni riceve un pulsante con l’icona di una penna che permette di avviare Google Keep in modalità di scrittura.

VPN Avanzata

Un’altra novità contenuta nel codice sorgente di Android 13 QPR1 fa ipotizzare dei possibili lavori circa una nuova funzionalità di VPN avanzata che apparirà nelle impostazioni apposite di Android. A riguardo, però, mancano ulteriori informazioni.

Supporto allo split-screen Android TV

Android TV 13 introduce una modalità picture-in-picture estesa che consiste nell’affiancamento di due finestre (simile a quanto avviene già sugli smartphone o tablet Android). Tra l’altro, viene aggiunto un inedito menu “Schermo diviso TV” che consente all’utente di passare da un’app all’altra oppure di uscire dalla modalità chiudendo una delle due applicazioni.

Le ultime due novità – oltre a quelle più piccole – riguardano il supporto alla modalità immersiva in Android Automotive OS, che consiste nella possibilità di aumentare l’area di visualizzazione a tutto schermo grazie ad un toggle nella barra del titolo, e la modifica riguardante l’opzione “Tocca rapido”. Sembrerebbe, infatti, che il rilevamento dei gesti di “Tocco rapido” verrà gestito dall’app Android System Intelligence. Tale scelta potrebbe essere motivata dalla presunta ricerca di maggiore privacy.

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Le modalità desktop e smart speaker sono 2 delle tante funzioni nascoste di Android 13

Lamborghini, monete virtuali e una vita ‘all in’. Chi sono i Crypto Kings

AGI – Le chiamano ‘Lambo’, per quella passione che hanno gli anglosassoni – e gli americani in particolare – per i diminuitivi e le sigle. Sono le Lamborghini, status symbol per antonomasia dei Signori delle Criptovalute: se arrivi a possederne una, vuol dire che sei nell’empireo. Per il resto, al netto di alcune eccezioni, rifuggono gli stilemi della finanza: niente cravatta, mai il gessato e soprattutto mai e poi mai il doppiopetto.

Amano però abitare lussuose dimore, anche se preferiscono quelle negli Hamptons agli appartamenti su due piani di Park Avenue e gli piace caracollare sulle piste degli aeroporti verso jet a noleggio calzando comode sneakers piuttosto che le rigide Church. E questa è l’unica cosa che hanno in comune con un’icona della finanza come Warren Buffet che dal 2006 possiede il marchio di scarpe sportive Brooks e che delle cryptovalute ebbe a dire, senza mezze misure, che non sono altro che “veleno per topi” destinato a “fare una brutta fine”.

Loro, però, sembrano non curarsene. I ‘Crypto Kings’ si fanno beffe della finanza tradizionale e hanno scommesso sull’immaterialità delle valute virtuali. C’è chi le ha create, come il mitologico Satoshi Nakamoto, e chi ha messo a punto il metodo per gestirle. Ma tutti hanno una cosa in comune: sono piuttosto strambi.

Nerd, li si potrebbe definire appiccicando loro la stessa etichetta che è stata prima lo stigma, poi la fortuna di persone come Brin, Bezos, Zuckerberg e Musk. Ma sarebbe riduttivo, perché alcuni di loro conducono un’esistenza decisamente fuori dallo stereotipo dello sfigato chiuso in una stanza piena di schermi e computer. 

Prendiamo il caso di Sam Bankman-Fried, sessantesimo nella lista dei miliardari del mondo di Forbes fino a quando non ha visto la sua fortuna passare in un pugno di ore da 26 miliardi di dollari a 991 milioni. Una foto scattata in occasione di un evento alle Bahamas, dove vive, lo ritrae insieme con l’ex presidente americano Bill Clinton – sotto la cui amministrazione prosperò e poi esplose la prima bolla delle dot.com – e con l’ex premier britannico Tony Blair.

Entrambi non hanno la cravatta, Clinton addirittura sfoggia una camicia sportiva, ma indossano tutti e due un completo. Bankman-Fried li supera a destra presentandosi sul palco in maglietta bianca, bermuda verde militare e sneakers con calzini a mezza caviglia. Si narra che viva in una specie di comune con altre dieci persone, vada al lavoro in una Toyota Corolla (niente Lamborghini per lui) e non disdegni di dormire in ufficio, in un sacco a pelo sotto alla scrivania.

È il tipo di persona che, figlio di due professori di Stanford, dopo essersi laureato in fisica al Mit se ne esce con frasi come “la scuola è inutile per la maggior parte dei lavori”. Salvo poi dirsi “sconvolto” per la rovina della sua creatura, Ftx, e ammettere di avere “fottuto ogni cosa”.

A mettere gli ultimi chiodi sulla sua bara (milionaria) è stato un altro personaggio sui generis, Zhao Changpeng, ceo di Binance, figlio di esuli cinesi emigrati a Vancouver negli anni ’80. Uno che, fuor di metafora, con le criptovalute si è giocato la casa, visto che ha costruito la sua fortuna con il milione di dollari ottenuto vendendo l’abitazione e investendo in quel salto nel buio che sono le valute virtuali.

È stato Zhao a decretare la fine di Ftx con una serie di tweet in cui metteva in dubbio la solidità e la solvibilità dell’azienda di Bankman-Fried. E, nomen omen, il banchiere virtuale è finito cotto a puntino. 

Ma immaginare il mondo delle cryptovalute come dominato da tardoadolescenti strambi sarebbe cadere in un altro stereotipo. Prendiamo l’esempio di Chris Larsen, fondatore del sistema di scambi in valute Ripple e creatore di Xrp, la settima criptovaluta del mondo. È stato il primo a rendersi conto che le valute virtuali – e in particolare il bitcoin – sono mostruosamente energivore e da sole rappresentano una minaccia per il clima. Da qui lo slogan ‘Change the Code, Not the Climate’, un’iniziativa ambientalista che finora non ha prodotto grandi risultati. 

Una scommessa vinta è invece quella di Song Chi-Hyung, oggi uno degli uomini più ricchi di Corea grazie all’intuizione di portare la cripto-speculazione sullo smartphone: sua è la app KakaoStock, forte di 300mila utenti. Laureato alla prestigiosa Statale di Seul, stava pensando a quale MBA iscriversi quando la Corea fu percorsa dalla grande onda dei primordi di Internet. Lui la cavalcò e la trasformò in una miniera d’oro. 

#Crypto Billionaires after the #cryptocrash:

Changpeng Zhao $ 29.7B (#BNB)
Sam Bankman-Fried $ 15.34B (#FTX)
Gary Wang $ 4.6B (#FTX)
Song Chi-hyung $ 3.1B {#UP)
Chris Larsen $ 3.1B (#XRP)
Brian Armstrong $ 2.8B (#COIN)
Jed McCaleb $ 2.5B (#XRP)

Source: coingape

— Watchlists.com (@WatchlistsC) October 25, 2022

Gli ultimi mesi sono stati un bagno di sangue per chiunque abbia investito o gestisca criptovalute, tranne che per una persona: Jed McCaleb che ad aprile valeva due miliardi e mezzo di dollari e oggi vale due miliardi e mezzo di dollari. La sua arte è stata quella di entrare e uscire dal settore nei momenti strategici, fino a creare una sua valuta virtuale, lo Stellar, una delle meno conosciute, ma anche una dele meno svalutate.

Nel complesso i Crypto King sono personaggi sfuggenti, che amano apparire nei loro contesti, all’esterno dei quali sono figure quasi incomprensibili. Il tipo di persona che potrebbe capitare di incontrare mentre carica una ‘Lambo’ su un megayacht a Portofino, ma quando qualcuno prova a spiegare come hanno fatto a guadagnarseli si resta un pezzo a bocca aperta tutt’altro che sicuri di aver capito.

Non fanno decisamente parte di questa cricca i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, consegnati alla fama dal film ‘The social network’: sono i geniali olimpionici di canottaggio turlupinati da Zuckerberg che avrebbe rubato loro la formula magica da cui poi nacque Facebook. Con i 65 milioni di dollari avuti al termine della battaglia legale con il patron di Meta, hanno creato una fortuna di 4,2 miliardi con la quale hanno deciso di lanciare una vendetta personale: un metaverso tutto loro da contrapporre a quello di Zuckerberg. Probabile che finisca male per tutti.

Se il Congresso decidesse di indagare sull’industria delle criptovalute per attività anticoncorrenziali, Barry Silbert e il suo Digital Currency Group sarebbero i primi a finire nel mirino. A differenza di molti suoi pari che hanno in orrore l’economia tradizionale, Slbert ha detto di ispirare le strategie di DCG alla Standard Oil, il conglomerato creato da John D. Rockefeller. Per questo ha investimenti in tutto il settore, inclusi il trader e prestatore di valuta digitale Genesis e la società di gestione patrimoniale digitale Grayscale. 

Avete presente la leggenda dei colossi nati nel garage. Bene, c’è un colosso dell’immateriale – Coinbase – che è nato  nella stanza da liceale di Brian Armstrong quando ancora scriveva codici per le startup californiane, tra cui quello di Airbnb. Coinbase oggi è il principale exchange di criptovalute statunitense, lui ne possiede un quinto e nonostante la società abbia perso il 90% rispetto all’Ipo della primavera 2021, gli restano nelle mani quasi due miliardi di dollari. 

È un altro di quelli che ha fisime strane come il divieto ai dipendenti di parlare di politica sul luogo di lavoro. La cosa che odia sopra ogni cosa è la fissazione dell’Unione europea per le nuove norme sulle criptovalute.

A quasi 50 anni, Matthew Roszak le ha viste quasi tutte nel mondo della blockchain, la tecnologia alla base delle criptovalute. Ha fondato Tally Capital, una società di investimento privata focalizzata su criptovalute con un portafoglio di aziende come Binance, Block.One, Blockstream, Civic, Messari, Orchid, Spacechain, Tzero e Qtum.

1/ @MatthewRoszak believes blockchain is one of the biggest inventions of our time. A novel software network platform for human innovation.

“lock your door, turn off your phone, and study this technology for a day” pic.twitter.com/8XyJ7Yluvy

— Disruptive Brains (@DisruptiveBrain) May 11, 2022

È forse quello con il profilo più istituzionale nel mondo del settore, al punto da essere presidente della Camera di commercio digitale, la più grande associazione di categoria al mondo. È convinto che la tecnologia non serva solo a far soldi e per questo è nel consiglio di amministrazione di BitGive, una fondazione filantropica con cui i magnati del digitale cercano di mostrarsi più munifici che avidi.

Il suo approccio è forse quello più laico e meno integralista, tanto da aver prodotto il primo documentario dedicato alle criptovalute il cui titolo quanto mai esplicativo suona oggi forse un po’ ottimistico:  ‘The Rise and Rise of Bitcoin’. L’età, si sa, è buona consigliera e Roszak sa che non c’è errore peggiore che bruciarsi i ponti alle spalle.

Per questo, oltre a essersi messo a disposizione del Congresso degli Stati Uniti e della  Federal Reservecome esperto di criptolvalute, è attento a corteggiare i big dell’informazione come CNBC , Wall Street Journal, Bloomberg e Financial Times offrendosi come consulente.


Lamborghini, monete virtuali e una vita ‘all in’. Chi sono i Crypto Kings

I widget impilabili di Samsung One UI 5 sono una funzione che vorremmo ovunque

Una delle novità più interessanti della One UI 5 (che è approdata da poco su S22 e S21) è sicuramente la nuova interfaccia per impilare i widget. Questo vi permette di sfruttare uno spazio della vostra home per mostrare più widget diversi. L’idea è stata sicuramente resa popolare dalle ultime versioni di iOS e iPhone e forse è anche per questo che Samsung ha spinto di più lo sviluppo in tal senso.

Nel video pubblicato su TikTok vi mostriamo la funzione in azione, con anche gli step necessari per aggiungere o riordinare i widget impilati sul vostro smartphone Samsung.

Se abbiamo parlato però come di una funzione non del tutto nuova, ma più semplicemente riorganizzata è perché è così. Gli widget impilabili non sono una novità esclusiva della One UI 5, visto che erano già disponibili anche sulla versione precedente, anche se possiamo riconoscere che il sistema di gestione di questo strumento sia decisamente migliorato dopo l’ultimo aggiornamento.

Abbiamo trovato quindi la nuova implementazione di questi widget molto utile e speriamo che sempre più aziende possano implementare uno strumento simile nei loro software. O chissà, magari Google direttamente in Android.

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I widget impilabili di Samsung One UI 5 sono una funzione che vorremmo ovunque

Sono le bucce di Parmigiano l’ingrediente segreto di un cuoco che si rispetti

AGI – Che farsene delle bucce di Parmigiano che avanzano dopo aver grattugiato tutto il formaggio? Buttarle è un affronto alla miseria oltreché alla cucina del riutilizzo. Meglio conservarle, perché possono conferire sapore a diverse pietanze. Alle minestre, alle zuppe, ai passati di verdura, per esempio.

Sono utili da dar da rosicchiare ai bambini piccoli per aiutarli a rinforzare i denti da latte, suggerisce il Guardian. Oppure, raschiare la buccia con un coltello tanto rimuovere quella pellicola un po’ di cera che la ricopre, “tagliarla a pezzetti, quindi metterla nel microonde per circa un minuto, finché non si gonfia”, consiglia Filippo La Gattuta, executive chef del Big Mamma Group di Londra. Una volta raffreddata, se ne avrà uno spuntino croccante perfetto per l’aperitivo.

Un’altra ricetta, offerta dallo chef Theo Randall, autore di “La dispensa italiana”, suggerisce di immergere le bucce in circa un litro di acqua bollente, quindi una volta che sono morbide tagliarle abbastanza sottilmente e infornarle. Il segreto è ottenere bucce belle e morbide in modo da ottenere un sapore molto più gradevole e poi trasferire il tutto in una padella scaldata su fuoco brillante. Il successo dello spuntino dipende molto dalla corretta conservazione delle bucce che devono esser tenute in un luogo asciutto.

Con cinque sei scorze si può fare un brodo succulento, l’abbiamo già detto, anche in sostituzione del dado. Le bucce aggiungono un tocco particolare anche alle salse, agli stufati, alle paste e fagioli o con patate. Non manca poi chi griglia anche le scorze che assumono un buon sapore di affumicato, facendo bene attenzione, però, a non bruciarle.   

 


Sono le bucce di Parmigiano l’ingrediente segreto di un cuoco che si rispetti

Promemoria Pro, Push e Rusti Lake sono solo alcune delle app in offerta oggi

Oggi il Play Store festeggia la festività con tantissime offerte app e giochi in offerta (le app da avere per Android Auto). Tra i nuovi sconti, troviamo popolari giochi come Rusty Lake Paradise e The White Door, ma anche utili app come Promemoria Pro e Tape-a-Talk Pro Voice Recorder.

Ma non scordiamoci delle app ancora in sconto dai giorni scorsi, per una giornata di relax da passare in compagnia di app Premium gratuite o a prezzi veramente invitanti. Scopriamole tutte!

Canale Telegram Offerte

Iniziamo la nostra lista con i nuovi sconti del giorno.

  • Promemoria Pro GRATIS, un modo semplice e facile per impostare un promemoria o una notifica di scadenza. Aggiornato al 2022
  • Lovecraft’s Untold Stories 1,99 euro, un gioco rogue-lite con elementi di gioco di ruolo. Aggiornato al 2021
  • Gli occhi di Ara 2,39 euro, una sorprendente avventura a enigmi ricca di spettacolari ambientazioni 3D. Aggiornato al 2022
  • Forest Golf Planner 3,29 euro, da qualche parte in periferia c’è un angolo di verde incontaminato, una piccola fetta di paradiso… E da oggi, è il tuo campo da golf. Aggiornato al 2022
  • The Quest-Isles of Ice & Fire 1,99 euro, The Quest – Islands of Ice and Fire è un’espansione di The Quest, un bellissimo gioco di ruolo open world disegnato a mano con movimenti a griglia della vecchia scuola e combattimenti a turni. Aggiornato al 2019
  • The Quest 3,49 euro, The Quest è un bellissimo gioco di ruolo open world disegnato a mano con movimento basato sulla griglia della vecchia scuola e combattimento a turni. Aggiornato al 2022
  • Rusty Lake Hotel 1,19 euro, dai il benvenuto agli ospiti del Rusty Lake Hotel e assicurati che il loro soggiorno sia piacevole. Questa settimana ci saranno 5 cene. Assicurati che ognuna sia buona da morire. Aggiornato al 2021
  • Rusty Lake Paradise 1,79 euro, Jakob, il figlio più grande della famiglia Eilander, fa ritorno a Paradise Island dopo la perdita di sua madre. In seguito alla sua misteriosa morte, l’isola sembra essere maledetta dalle dieci piaghe. Trova i ricordi nascosti della madre di Jakob e partecipa agli strani rituali di famiglia per porre fine alle piaghe. Aggiornato al 2020
  • Rusty Lake: Roots 1,79 euro, la vita di James Vanderboom cambia drasticamente quando pianta un seme speciale nel giardino della casa che ha ereditato. Espandi il tuo lignaggio sbloccando i ritratti nell’albero della vita. Aggiornato al 2018
  • The White Door 1,79 euro, Robert Hill si sveglia in un Istituto di Salute Mentale con una grave amnesia. Segui la rigida routine giornaliera dell’istituto, esplora i suoi sogni ed aiutalo a ritrovare i suoi ricordi. Aggiornato al 2020
  • Hexologic 0,79 euro, Immergiti nel fantastico mondo di Hexologic. Risolvi enigmi stimolanti ma gratificanti, ascolta musica rilassante, immergiti nell’atmosfera di gioco! Aggiornato al 2018
  • PUSH 0,79 euro, molteplici e diversi puzzle da risolvere. Aggiornato al 2022
  • Up Left Out 0,79 euro, Un gioco di puzzle rilassante e minimalista in cui il tuo obiettivo è quello di sbloccare tutti gli elementi sul tabellone. Aggiornato al 2022
  • Tape-a-Talk Pro Voice Recorder 0,99 euro, Tape-a-Talk Pro Voice Recorder ti consente di registrare voce e audio con la massima qualità. Supporta registrazioni illimitate in background. Aggiornato al 2022
  • Geometria PRO 0,99 euro, “Geometria PRO” è l’applicazione più avanzata per risolvere problemi di geometria. Aggiornato al 2022
  • Radio Alarm Clock + 1,79 euro. Aggiornato al 2021

Vediamo ora gli sconti ancora attivi dei giorni scorsi. Affrettatevi, perché potrebbero finire a momenti!

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Promemoria Pro, Push e Rusti Lake sono solo alcune delle app in offerta oggi

Determinanti in Ucraina, protagonisti in cielo e in mare: i droni sono Il futuro  

AGI – Sono leggeri e facilmente trasportabili, decollano e atterrano in spazi angusti, non portano esseri umani a bordo perché sono comandati da remoto. Sono talmente versatili che possono essere utilizzati tanto in agricoltura, nel monitoraggio delle emergenze e del territorio, quanto in guerra.

“Sono mezzi robotici che non hanno limiti rispetto all’ambiente in cui devono operare”. Macchine robotiche che si muovono in maniera automatica, i droni possono operare in ogni ambiente ed essere utilizzati per applicazioni “dalla video sorveglianza all’agricoltura” ha spiegato Luciano Castro, esperto di droni e curatore di due manifestazioni legate al tema: il Sea Drone Tech Summit, iniziativa dedicata droni e robot per impiego marino e subacqueo in programma 25 e 26 ottobre a Ostia (Roma), e il Roma Drone Conference, in agenda l’8 novembre.

La guerra in Ucraina? “È la prima vera grande guerra dei droni – sottolinea Castro – certo, i droni sono stati già utilizzati in passato, ma mai con un uso così diffuso da entrambe le parti. È qualcosa che non si era mai visto”. Per Castro “il futuro sarà sempre di più dei droni”.

La tecnologia italiana e la ricerca

“Il nostro Paese – ha detto sempre Castro – è ai primi posti a livello internazionale nello sviluppo di nuove tecnologie e servizi con l’impiego di droni, che già oggi vedono queste sofisticate macchine robotiche sempre più protagoniste della nostra vita quotidiana, in cielo ma anche in terra e in mare”.

Solo idee? Parliamo del trasporto di persone con i droni-taxi, del monitoraggio a lungo raggio di ampi territori o di grandi infrastrutture, di consegne urgenti tra ospedali di farmaci, sangue e organi e anche di UAV “per la sorveglianza subacquea e il soccorso in mare”.

In questo quadro “c’è sempre più attenzione verso l’impiego di macchine robotiche in mare”.  Quello italiano si presenta come “un ecosistema molto articolato”. Da una parte le applicazioni militari, dall’altra la ricerca e l’impiego dei droni marini per usi civili. “Molte università sono impegnate sul tema, c’è il CNR e c’è l’ENEA”. E dalla ricerca “sono nati numerosi spin-off”.

Le aziende e la sorveglianza subacquea

Dopo il danneggiamento del Nord Stream, una delle condotte sottomarine di gas più importanti d’Europa, è emerso in tutta la sua potenza il tema del controllo di queste infrastrutture strategiche. Ma sui fondali marini ci sono anche i cavi per la trasmissione dei dati, senza contare tesori archeologici e relitti di navi.

“L’attività di sicurezza di queste infrastrutture strategiche sono riservate”. È cosa però nota che i militari utilizzano da tempo droni sottomarini “per attività di controllo e di intelligence o legate alle mine”. Non solo. Ci sono, fa notare Castro, “aziende che lavorano con le piattaforme offshore” e che si occupano del controllo e della manutenzione di cavi sottomarini, a cui si sono aggiunte attività legate ai parchi eolici. In questo scenario, “c’è la divisione Sonsub di Saipem che ha sviluppato una famiglia di droni professionali che fornisce servizi per il controllo e la manutenzione di strutture sommerse”.

In Italia. Il punto dell’osservatorio di Polimi 

Dopo la frenata provocata dalla pandemia nel 2020, il 2021, secondo il rapporto presentato a febbraio 2022 dall’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano, è stato un anno di ripartenza per il settore dei droni. Il mercato professionale di questo settore in Italia ha raggiunto il valore di 94 milioni di euro, +29% rispetto al 2020, che però non è stato sufficiente a tornare ai livelli pre-pandemia (117 milioni di euro nel 2019).

Le imprese attive nel settore a livello nazionale sono 713, con 45 chiusure nel 2021 (111 se si considera il periodo 2018-2021). Il mercato è costituito da droni medio e piccoli in grado di svolgere attività a valore aggiunto per i settori più tradizionali ed è composto soprattutto da piccole imprese, delle quali l’81% ha meno di 10 dipendenti e sono nate in anni recenti.

Le principali applicazioni riguardano ispezioni e sopralluoghi (42% dei casi censiti), sicurezza e sorveglianza (21%), erogazione soprattutto in ambito agricolo (12%). E gli operatori? Secondo i dati (aggiornati a ottobre 2021) dell’ ENAC dal ° gennaio 2021 al 15 settembre 2021 gli operatori registrati sono passati da 27.289 a 57.227, con un incremento del 110%».

Le stime di crescita nel mondo

I dati più recenti di Verified Market Research hanno stimato il mercato globale dei droni a 19,23 miliardi di dollari nel 2020 e una stima di crescita (CAGR del 16,01%) a 63,05 miliardi di dollari entro il 2028. Più caute le stime di Research and Markets che nel suo Worldwide Drone Application 2022 Report ha evidenziato che entro il 2026, il mercato dei droni dovrebbe generare oltre 41,3 miliardi di dollari (CAGR del 9,4%). Per la società di analisi i principali settori per le applicazioni dei droni sono l’energia, l’edilizia e l’agricoltura. Mapping & Surveying, Inspection, Photography & Filming  le tecnologie più utilizzate.


Determinanti in Ucraina, protagonisti in cielo e in mare: i droni sono Il futuro  

Chi sono gli ‘influencer virtuali’ che spopolano nel marketing

AGI – Gli influencer attraverso i loro canali social sono capaci di determinare le scelte delle migliaia, talvolta milioni, di persone che li seguono in termini di acquisti, stili di vita o abitudini alimentari.

Per questo motivo, diverse aziende hanno da tempo iniziato a collaborare con gli influencer per sponsorizzare i propri prodotti, dando vita in questo modo al cosiddetto “influencer marketing”, fenomeno che solo nel 2021 ha generato 13.8 miliardi di dollari.

Accanto agli influencer realmente esistenti hanno fatto recentemente comparsa i “virtual influencer”, figure che agiscono come veri e propri influencer, ma che non esistono fisicamente nel mondo reale. Sono infatti “personaggi” creati e animati tramite grafica 3D da aziende di marketing, disegnati appositamente per supportare particolarmente i grandi brand.

Alcuni esempi di questo fenomeno sono Lu Magalu e Lil Miquela, che su Instagram hanno accumulato complessivamente quasi 10 milioni di followers.

I risultati della ricerca dal titolo “Virtual Influencers in Online Social Media” pubblicati su IEEE Communications Magazine indicano che i Virtual Influencer, pagati anche 10.000$ per singolo post, offrono svariati benefici alle aziende che li utilizzano: si parla infatti di esclusività, totale fedeltà e possibilità di essere rappresentati in qualsiasi luogo e momento.

Sebbene i followers dei virtual influencers non possano realmente relazionarsi con loro e “fare la tara” a consigli erogati da personaggi virtuali o che non possono testare i prodotti, la ricerca evidenzia come il loro successo sia innegabile come dimostrano le importanti collaborazioni di cui sono testimonial (Knox Frost è stato utilizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per raccogliere donazioni e sensibilizzare i giovani sui comportamenti da tenere per evitare il contagio da coronavirus mentre Lil Miquela è stato utilizzato da Calvin Klein e Prada).

Ma cosa ne pensano le persone di tutto ciò? Sebbene molti credano che la creazione di un influencer virtuale al solo scopo di lucro sia immorale (42%), altri (12%) sostengono che non sia molto diverso da ciò che i normali influencers fanno: mostrare la parte migliore (spesso finta) di sé per guadagnare di più.

Il rimanente 45% si fiderebbe di un influencer virtuale in base al contesto in cui opera, principalmente per argomenti di tecnologia e fashion. In generale, le persone hanno mostrato sia interesse che paura per questo fenomeno che potrebbe diventare incontrollabile. Infatti, il 60% delle persone pensa sia impossibile costruire delle relazioni con loro (il 33% ha detto “forse”), il che riflette che solo il 15% dei partecipanti chatterebbe con loro.

Tra le preoccupazioni, sono emerse le molte similitudini (sia per estetica che comportamento) tra gli influencer virtuali e reali, soprattutto per il post di Bermuda.

Inoltre, nulla vieta che questi virtual influencer possano un giorno convogliare messaggi più pericolosi che semplici annunci pubblicitari. Oppure, se i loro contenuti fossero generati automaticamente da algoritmi di intelligenza artificiale, la loro moderazione diventerebbe sicuramente più problematica. Vista la loro popolarità sempre crescente, ci aspettiamo molte nuove ricerche sul campo, ad esempio riguardo il loro recente approdo sul metaverso. Indubbiamente, questo è solo l’inizio. 


Chi sono gli ‘influencer virtuali’ che spopolano nel marketing

Chi sono e che fanno i 10 creator italiani su cui punta Meta

AGI – C’è chi viene dal gaming, come Fjona Cakalli, ideatrice di Games Princess; chi si sta affermando nel mondo della moda come Aya Mohamed e Sumaia Saiboub; chi come Macy Fancy ci regala uno sguardo sulla black beauty, inseguendo il desiderio di mostrare i mille volti e le tante sfaccettature che ci rendono speciali. E ci sono anche la campionessa di nuoto paralimpica Arianna Talamona, che ha trasformato la malattia da cui è affetta in un’opportunità, e Francesco Spedicato, che vuole intrattenere, emozionare e divertire quante più persone possibili attraverso i suoi disegni.

Sono alcuni dei 10 italiani, che fanno parte dei 150 creator digitali emergenti e provenienti da tutto il mondo, che si sono distinti per la capacità di realizzare contenuti video e format originali, coinvolgenti e interattivi sulle app di Meta. A rivelare i loro nomi è la società di Mark Zuckerberg in occasione della presentazione di Creators of Tomorrow, campagna pensata per mettere in luce i talenti che, a livello globale, stanno contribuendo alla nascita di una nuova ondata di contenuti digitali, creativi e originali.

“Parallelamente al  nostro costante impegno nello sviluppo del Metaverso – ha fatto sapere la società – lavoreremo per  aiutare i creator a farsi strada nelle loro carriere, favorendo loro l’accesso a strumenti, formazione e risorse all’avanguardia, per testare e sperimentare in prima persona nuove opportunità e innovazioni”. I Creators of Tomorrow saranno anche protagonisti a novembre a Londra, presso la Tate Britain, di un evento che permetterà loro  di conoscersi: un’occasione per far emergere la loro creatività, imparare gli uni dagli altri e trarre ispirazione per la creazione di contenuti.

I magnifici 10 creator italiani

Fjona Cakalli

Content creator, speaker, tech influencer, conduttrice TV, ma anche caporedattrice e imprenditrice digitale, Fjona Cakalli è nata a Tirana nel 1987 in una famiglia di primi ballerini dell’Opera. È arrivata in Italia a quattro anni. Nel 2011 ha creato Games Princess, sito italiano dedicato ai videogiochi e gestito da ragazze e nel 2013 ha dato vita a TechPrincess.it con l’intento di avvicinare le persone al mondo della tecnologia spiegandola con termini semplici. Nel 2014 apre il canale YouTube, Driving Fjona, in cui si parla di auto in modo leggero e divertente e nel 2019 ha co-fondato l’azienda TechDream, un’agenzia creativa che si occupa di marketing e comunicazione. Ad aprile le è stata affidata la conduzione della eSerie A TIM | eFootball PES 2021, il primo campionato ufficiale di esport targato Lega Serie A.

Aya Mohamed

Attivista e fashion e beauty creative, Aya Mohamed, è nata in Egitto e cresciuta a Milano. Conosciuta sui social come @milanpyramid, ha unito il suo interesse per la moda con la sua volontà di battersi per i diritti sociali. 

Sumaia Saiboub

“Mi è sempre piaciuto raccontare storie e in un modo o in un altro ho sempre sentito che sarebbe stato quello che avrei fatto, quello che non sapevo è che sarebbe stata proprio la mia a interessare – dice di sé Sumaia Saiboub – per questo sono grata ai social: sono le uniche piattaforme in cui tutti hanno la possibilità di raccontarsi in maniera autentica andando oltre le aspettative (fin troppo spesso legate a stereotipi) che la società ha su di te”.

Eugenia Longo

Nata a Milano, 24 anni, Eugenia Longo è laureata in Economia e Gestione Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha appena ultimato un master in Fashion and Luxury Brand Management ed esprime la propria creatività nel segno della self-acceptance. “Negli ultimi anni il mio focus sui social e nella vita si è spostato sul settore della moda – ha raccontato – i miei social rappresentano me, la mia storia, la mia passione e come io vivo ogni giorno con questi elementi e spero che questa commistione possa motivare altre persone ad essere ogni giorno loro stesse”.

Cibosupersonico

Il progetto di Francesca Fariello e Chiara Ratti è nato per condividere e sperimentare nuove espressioni della cucina a base vegetale, che mettono in tavola con cene e cooking classes dedicate alla scoperta di esperienze culinarie innovative e sensoriali. Attraverso i social documentano i loro progetti per abbattere l’inquinamento. 

Chiara’s Cakery

Chiara nel 2016 ha creato il suo blog “Chiara’s Cakery” per mostrare a tutti quanto sia bella e divertente la pasticceria, condividendo foto e video step by step delle sue ricette. Il suo sogno è quello di rendere questa passione un vero lavoro e fare ogni giorno ciò che più ama.

Macy Fancy

Nata in Costa d’Avorio e cresciuta in Italia, Macoura, questo il suo nome, è una lifestyle, fashion e beauty content creator. “Sono laureata in Scienze Politiche, sono appassionata di tutto ciò che riguarda la comunicazione digitale. Il mio lavoro è il perfetto ponte fra la mia professione e la mia personalità creativa ed attenta ai dettagli. Sui social sono conosciuta come Macy, consapevole del forte impatto dei social oggi, cerco di essere un esempio positivo. Condivido la mia quotidianità, le mie idee e i valori in cui credo. Il mio desiderio è fare realizzare, alle ragazze, alle donne di oggi e a quelle del futuro che la nostra voce vale e conta in questo mondo. In una società come la nostra con mille volti e sfaccettature, spesso sono le nostre a essere nascoste”.

Arianna Talamona

Arianna è nata con una malattia rara ereditaria, nel 2019 è diventata campionessa del mondo di nuoto e nel 2020 ha vinto una medaglia d’argento alle paralimpiadi di Tokyo. Oltre a essere un’atleta, dal 2016 ha iniziato ad usare i social per raccontare la sua quotidianità e la disabilità dal suo punto di vista, con ironia e un po’ di stile. Arianna racconta le sue giornate tra un nuovo sport, il triathlon, la sua vita di coppia (si è sposata da poco) e le sue tante passioni, come la moda

Francesco Spedicato

Nato a Lecce, Francesco Spedicato, 22 anni, sin da piccolo ha amato essere creativo e non appena ha imparato ad impugnare una matita, ha iniziato a buttare giù schizzi che tentavano di riprodurre le copertine delle vecchie cassette dei cartoni animati o quelle dei dischi dei suoi cantanti preferiti. I suoi contenuti spaziano dai disegni tradizionali (con tecniche differenti) a mini tutorial o brevi cover acustiche di canzoni ed ancora fotografie e video della sua quotidianità. “Grazie ad Instagram ho la possibilità di ispirare, intrattenere, emozionare e divertire quante più persone possibili. Insieme, questi fattori costituiscono il motore che mi spinge a continuare a creare e a condividere contenuti con la mia community. Ora mi definirei un content creator full time e allo stesso tempo studio Scienze della Comunicazione all’Università di Lecce, cercando di poter realizzare il mio sogno, ovvero far diventare le mie passioni la mia professione”.

Ceppeland

Giuseppe Casciano, in arte ceppe, sfrutta a pieno le sue competenze professionali ed artistiche muovendosi trasversalmente tra attività tecniche e creative. Videomaker specializzato in effetti visivi, programmatore, musicista polistrumentista e social media manager, riesce a fondere le sue capacità al fine di creare una figura ibrida, polivalente, dinamicamente attiva 24/7. “Sostanzialmente un bot”.


Chi sono e che fanno i 10 creator italiani su cui punta Meta

Quali sono i migliori delivery e take away di Roma, secondo il Gambero Rosso

AGI – Il Gambero Rosso una ne pensa e cento ne fa.  Come l’ultima guida Roma 2023 del Gambero Rosso in cui una sezione è dedicata al delivery e ai take-away, l’ultima formula della ristorazione, perfezionata durante la pandemia ma destinata a rimanere, come ormai è ovvio, anche in futuro. Perché non sempre si ha voglia o tempo per concedersi una cena al ristorante, la pandemia ci ha impigrito e fatto scoprire quanto è bello cenare a casa da soli o con amici facendosi recapitare un buon pasto più o meno “firmato”. E poi c’è il fatto che il desiderio di buon cibo resta sempre e non ci lascia mai.

Secondo la Bibbia dei gourmet, c’è la chef Cristina Bowerman dietro Bowie, un valido servizio di delivery attivo sia a Roma sia a Milano, per “una cucina ricca di contaminazioni, declinata in alcuni classici dello street food internazionale, che offre proposte originali e divertenti. Imbattibile il burrito con coda alla vaccinara, golosissimo il croque monsieur con pastrami di lingua”. Da farsi recapitare sul proprio desco.

Il Gambero poi segnala Casaporto, piattaforma che raduna tante eccellenze gastronomiche che portano la firma di locali e chef noti della Capitale: si ordina e si riceve piatti, croissant e pizze d’autore direttamente a casa. Un marchio che da Londra si è diffuso anche in alcune città italiane.

Fiori di Zucca. È l’insegna di Raoul e Davide Rotundo, nata per proporre una pizza napoletana a domicilio di qualità, studiata nell’impasto e nell’esecuzione appositamente per la trasferta a casa dei clienti.

Food on the Road. Si ordina tramite l’omonimo sito o chiamando direttamente il laboratorio e si ricevono a domicilio preparazioni gastronomiche su misura, anche dal gusto internazionale o vegane. Tutte fatte con materie prime selezionate con cura, quasi sempre biologiche e confezionate sottovuoto.

Glass a casa tua. Ennesimo delivery firmato Cristina Bowerman, ma stavolta con la cucina di Glass Hostaria, il ristorante della chef, da gustare in casa propria. Il servizio comprende un menu degustazione composto da quattro portate più l’aperitivo con cocktail, i fiori e un piatto della collezione della casa, al costo di 90 euro. Ordine minimo per due persone, con preavviso di 24 ore.

Golinos. Insegnante, divulgatore e volto televisivo, ma prima di tutto un cuoco: Andrea Golino da qualche anno ha mesos radici a Monteverde Vecchio con un locale pensato per la cucina a domicilio e poi allargatosi a un’offerta completa da vero bistrot.

Hummustown. Progetto nato per dare supporto ai profughi siriani, aiutarli a integrarsi garantendo loro un lavoro e insegnandogli un mestiere, iniziativa da subito ben accolta in città. Tanti i piatti, dall’hummus alle falafel, senza dimenticare il mlookheyeh, una varietà particolare di spinaci serviti con riso

Legs Go. Per gli amanti del pollo fritto. Da via G. Da Empoli, 23 ora una seconda sede anche nei pressi della Piramide, la proposta è la stessa della casa madre.

Sushisociety. Pesce crudo di gran qualità, soprattutto per asporto e delivery, nel locale di Testaccio mentre in quello al Pigneto i tavoli permettono di fruire del locale come un ristorante a tutti gli effetti.


Quali sono i migliori delivery e take away di Roma, secondo il Gambero Rosso