La ricarica wireless è sempre più popolare: sono quasi un miliardo i dispositivi compatibili (foto)

La tecnologia di ricarica wireless su smartphone e dispositivi portatili si è iniziata a vedere per la prima volta ormai dieci anni fa: in questo tempo, sempre più produttori l’hanno implementata e sempre più utenti hanno iniziato ad apprezzare questa possibilità.

LEGGI ANCHE: Da luglio entra in vigore il Green Pass europeo

Secondo Strategy Analytics, in tutto il mondo gli smartphone compatibili con la ricarica wireless sono quasi un miliardo, numero che con tutta probabilità verrà raggiunto entro la fine dell’anno. Produttori di smartphone quali Samsung, Xiaomi e OPPO e produttori di hardware quali Infineon, MediaTek, Samsung SDI e Qualcomm sono i maggiori responsabili di tale traguardo.

In particolare, ben il 49% degli smartphone in Asia Pacifica supportano la ricarica wireless, con un maggiore interesse da parte degli utenti di Cina, India, Indonesia, Filippine e Vietnam. Il Nord America segue con il 21% e l’Europa con il 16%.

L’articolo La ricarica wireless è sempre più popolare: sono quasi un miliardo i dispositivi compatibili (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


La ricarica wireless è sempre più popolare: sono quasi un miliardo i dispositivi compatibili (foto)

Nuova beta per WhatsApp: i backup criptati sono sempre più vicini (foto)

WhatsApp si è recentemente aggiornata in beta: la nuova versione 2.21.12.14, come spesso accade, non porta nessuna novità vera e propria, ma ci offre dettagli interessanti sul futuro dell’app di messaggistica. In questo caso, spuntano ulteriori conferme circa i backup criptati.

LEGGI ANCHE: Prime Day 2021

Già nelle scorse settimane vi abbiamo parlato di questa funzionalità, che consentirà di proteggere i propri backup con la crittografia end-to-end. Pur non essendo ancora disponibile per gli utenti, nel codice dell’app è stata trovata la schermata che mostra proprio la chiave di cifratura, da conservare per recuperare il backup in un secondo momento. Questa sarà formata da numeri e lettere in formato esadecimale (numeri da 0 a 9 e lettere dalla a alla f).

Purtroppo non sappiamo quando questa funzionalità arriverà sul canale stabile, ma viste tante notizie a riguardo speriamo che il rilascio possa avvenire al più presto. Per provare la versione beta di WhatsApp, è necessario iscriversi tramite questa pagina.

L’articolo Nuova beta per WhatsApp: i backup criptati sono sempre più vicini (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Nuova beta per WhatsApp: i backup criptati sono sempre più vicini (foto)

Le prime immagini di Pixel 6 e Pixel 6 Pro sono così incredibili da essere credibili (foto e video)

Pixel 6 e Pixel 6 Pro dovrebbero essere quelli che vedete ritratti qui sopra. A fine articolo c’è anche il video di Front Page Tech dal quale provengono queste immagini, assieme ad una galleria di altri render ad alta risoluzione che potrete andare a spulciare con calma. Fatelo! Vi aspettiamo. Ci rivediamo al prossimo paragrafo, ma prima dategli un’altra occhiata in questa immagine di profilo.

Allora, partiamo dalle basi: quanto possiamo fidarci di queste immagini? La risposta è complicata. Complicata perché il leaker in questione, Jon Prosser, non è sempre stato dei più affidabili; anche se aveva predetto qualcosa di vero sulle date degli ultimi Pixel, oltre a svelare il Pixel Watch (che per altro non è mai stato annunciato), ed anche, per esempio, i nuovi MacBook Air (non ancora annunciati a loro volta).

Il punto è che tendenzialmente saremmo scettici, ma le immagini in questione sono così… a là Google, che personalmente io gli credo.

Un’altra precisazione importante: non si tratta di immagini autentiche, ma di render ricostruiti sulla base di vere foto hands-on dei due smartphone: in questo modo l’identità della fonte è protetta, ma possiamo comunque vedere fedelmente come dovrebbero essere i due smartphone.

Dopo anni di design iterativi quindi, Google cambia rotta, e lo fa in modo netto ed originale. Due smartphone dalle linee simili ma dalle dimensioni diverse, però questa volta non sarà solo la diagonale del display a separarli. Pixel 6 Pro ha infatti 3 fotocamere posteriori contro le 2 di Pixel 6. E non è affatto detto che non ci siano altre differenze hardware di rilievo. Se ne va infatti il suffisso “XL”, sostituito dal più modaiolo “Pro”, che lascia appunto intendere non ci sia solo una differenza dimensionale tra i due.

Il bumper posteriore che ospita appunto il comparto fotografico è poi così unico, che indubbiamente rimane impresso, e serve anche a spezzare in due colori la back cover dello smartphone. Qui sopra potete vederne un paio, ma all’inizio della galleria di Pixel 6 Pro c’è un’altra variante ancor più elegante.

Jon Prosser non ha dettagli tecnici da condividere: in suo possesso ci sono solo le immagini e nient’altro. Ciò che ci assicura è che quelle che stiamo guardando siano riproduzioni fedelissime degli originali, incluso il wallpaper frontale, il widget, l’orologio, ed anche quella impronta digitale sullo schermo, che indica chiaramente la presenza di un lettore di impronte sotto al display: una prima volta per i Pixel.

Ricordate però che, in base ad un altro leak che reputiamo affidabile, Pixel 6 e Pixel 6 Pro dovrebbero essere i primi smartphone con Google Silicon, ovvero con un SoC sviluppato dall’azienda stessa, alla stregua di quanto fa Apple (o anche Samsung, per quel che vale) da anni.

Se unite questi tre pezzi del puzzle (processore, nuovo design e l’arrivo anche di uno smartwatch a corredo), sembra (e vale la pena di evidenziare sembra, perché parliamo di Google) che quest’anno BigG sia pronto fare all-in sui nuovi Pixel; che sia pronto a crederci davvero, per una volta. Cosa questo vorrà dire in pratica non ci è dato saperlo, così come non possiamo dare per scontato che i Pixel 6 arrivino in Italia, dato che Pixel 5 (e probabilmente 5a) non l’ha fatto, ma indubbiamente, mai come quest’anno, speriamo in Google.  Cosa ne pensate?

Immagini Pixel 6

Immagini Pixel 6 Pro

L’articolo Le prime immagini di Pixel 6 e Pixel 6 Pro sono così incredibili da essere credibili (foto e video) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Le prime immagini di Pixel 6 e Pixel 6 Pro sono così incredibili da essere credibili (foto e video)

Ecco quali sono i giochi mobile che hanno fatto registrare gli incassi più alti ad aprile 2021

La classifica relativa alle vendite dei giochi mobile per il mese di aprile 2021 sono state stilate da poco, ma ci offrono degli interessanti dettagli sul mercato gaming. Il gioco mobile che ha incassato di più a livello mondiale nel mese di aprile 2021 è stato Honor of Kings di Tencent, che con 258,8 milioni di dollari di spesa da parte dei giocatori, registra il 38,4% di crescita rispetto allo stesso mese del 2020.

LEGGI ANCHE: Aukey sparisce da Amazon

Circa il 96% delle entrate di Honor of Kings provengono dalla Cina e dalla sua versione locale del titolo, chiamata Game for Peace. A seguire ci sono Thailandia (1,7%) e Taiwan (1,2%). PUBG Mobile di Tencent è stato il secondo gioco mobile più redditizio con 237,7 milioni di dollari di entrate lorde (circa il 60% delle entrate proviene dalla Cina, seguito dagli Stati Uniti), mentre sul terzo gradino del podio troviamo Uma Musume Pretty Derby di CyberAgent.

Nel 2020, la spesa dei giocatori è aumentata di oltre il 50% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 2,6 miliardi di dollari. Le entrate mensili continuano ad aumentare, e aprile 2021 ha segnato un nuovo record per il miglior mese di sempre su App Store e Google Play.

L’articolo Ecco quali sono i giochi mobile che hanno fatto registrare gli incassi più alti ad aprile 2021 sembra essere il primo su AndroidWorld.


Ecco quali sono i giochi mobile che hanno fatto registrare gli incassi più alti ad aprile 2021

Le chiamate e videochiamate su WhatsApp Desktop sono disponibili per tutti (foto)

Arrivano interessanti novità per gli utenti WhatsApp che si affidano anche alla sua versione desktop. Finalmente sono state distribuite ufficialmente le funzionalità per effettuare chiamate e videochiamate.

Qualche settimana fa abbiamo visto arrivare su WhatsApp Desktop e Web le chiamate vocali e videochiamate in versione beta. Nelle ultime ore il rollout sembra essersi allargato a tutti: gli screenshot in galleria mostrano l’annuncio che WhatsApp sta dando attraverso il suo Stato. La novità sembra essere dunque in fase di distribuzione anche per coloro che non hanno aderito alla beta su Android e iOS.

LEGGI ANCHE: Sonos Roam, la recensione

Le chiamate e videochiamate su WhatsApp Desktop funzionano esattamente come vi aspettereste, e come funzionano sulle app Android e iOS. Non siamo sicuri che la stessa novità stia arrivando per tutti anche su WhatsApp Web. Fateci sapere se avete ricevuto la novità e se le avete già provate.

L’articolo Le chiamate e videochiamate su WhatsApp Desktop sono disponibili per tutti (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Le chiamate e videochiamate su WhatsApp Desktop sono disponibili per tutti (foto)

Sono stati venduti 500.000 wearable nello scorso anno (foto)

La curva di vendita dei dispositivi indossabili ha cominciato un’impennata che non sembra intenzionata a fermarsi. Ve ne abbiamo parlato in quest’articolo, ma quello che ancora non era stato comunicato era il numero esatto di unità vendute: per la prima volta dalla loro nascita, sono stati venduti ben 500.000 wearable nel corso del 2020.

La crescita è stata trainata da Apple e Xiaomi e i dispositivi da polso, smart band e watch, assieme alle cuffie auricolari TWS Bluetooth hanno conseguito il 98% delle vendite totali e sono in continuo aumento. Seguendo questo andamento, si prevede che prima della fine dell’attuale decade siano venduti ben 2 miliardi di dispositivi, superando numericamente gli smartphone.

LEGGI ANCHE: Le innovazioni dei wearable di TCL presentate al CES 2121

D’altra parte i wearable possono essere indossati su qualsiasi parte del corpo: pensiamo agli occhiali smart per la realtà aumentata, agli anelli dotati di biosensori, o alle scarpe che diventano controller o che siano capaci di rilevare il livello d’inquinamento e chissà quanto altro vedremo nel prossimo futuro.

L’articolo Sono stati venduti 500.000 wearable nello scorso anno (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Sono stati venduti 500.000 wearable nello scorso anno (foto)

Le riprese di “Truth Be Told” sono state interrotte da manifestanti a Los Angeles

Alcuni manifestanti hanno interrotto le riprese di un episodio della seconda stagione di “Truth Be Told”.

Link all’articolo originale: Le riprese di “Truth Be Told” sono state interrotte da manifestanti a Los Angeles


Le riprese di “Truth Be Told” sono state interrotte da manifestanti a Los Angeles

Le prime beta di HarmonyOS rilasciate da Huawei sono basate su Android (foto)

Nelle ultime settimane abbiamo visto un progressivo incremento delle beta di HarmonyOS, il nuovo sistema operativo per dispositivi mobili che Huawei ha lanciato per marcare la sua indipendenza da Android. Un sistema operativo che sarà fondamentale alla luce del ban inflitto dal governo statunitense.

Tuttavia le prime beta di HarmonyOS non sembrano così indipendenti Android, almeno stando alle prime analisi trapelate in rete. XDA mostra il lavoro di uno sviluppatore che ha creato una semplice app destinata a una versione obsoleta di Android per poi eseguirla virtualmente sia su Android che su HarmonyOS: come vedete dagli esempi qui in basso, il messaggio di errore che restituisce il sistema è molto simile rispetto a quello restituito da Android.

Ma non finisce qui, un membro di XDA ha provato a installare l’app Superuser su HarmonyOS 2.0 e ha ottenuto un messaggio di errore estremamente simile a quello che avrebbe ottenuto su Android, con la differenza che il termine “Android” è stato sostituito con “HarmonyOS“.

Ancora più interessante è quanto scovato da un terzo sviluppatore, il quale ha estratto gran parte della partizione di sistema di HarmonyOS 2.0 beta e ha scoperto che è basata essenzialmente sul framework Android.

Tutto ciò cosa vuol dire? Sicuramente Huawei si sta appoggiando ad Android e al AOSP per le prime versioni di HarmonyOS. Per quanto possa sembrare strano, e non esplicitamente dichiarato al momento del lancio delle prime beta, è comprensibile che il produttore cinese si serva del codice AOSP per passare alla completa indipendenza di HarmonyOS. Inoltre, la stessa Huawei aveva esternato la volontà di usare il codice AOSP durante la transizione da Android ad HarmonyOS.

Dunque, se le attuali beta di HarmonyOS non vi sembrano altro che un rebrand di Android, possiamo aspettarci una maggiore indipendenza del sistema operativo e dei Huawei Mobile Services con le prossime versioni che arriveranno.

L’articolo Le prime beta di HarmonyOS rilasciate da Huawei sono basate su Android (foto) sembra essere il primo su AndroidWorld.


Le prime beta di HarmonyOS rilasciate da Huawei sono basate su Android (foto)

Il down di Google è durato un’ora. Gmail, YouTube e Classroom sono tornati online

AGI – I servizi di Google sono rimasti bloccati per circa un’ora in numerose nazioni, tra cui Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia. La homepage del motore di ricerca e alcune funzioni di ricerca non erano disponibili ma YouTube, Gmail, Google Docs, Google Calendar, Google Home, Nest, Google Classroom e praticamente ogni altro servizio del colosso di Mountain View risultavano non funzionanti. I disservizi sono stati rilevati alle 12,55 ora italiana e sono stati risolti alle 13,52. 

“Il problema riscontrato dovrebbe essere stato risolto per la stragrande maggioranza degli utenti interessati” scrive Google, “Continueremo a lavorare al ripristino del servizio per gli utenti che continuano a riscontrare il problema. Garantiamo che l’affidabilità del sistema è una priorità di Google e stiamo apportando continui miglioramenti per rendere migliore il nostro sistema”.

“Oggi alle 3:47 am PT [12:47 ora italiana] Google ha riscontrato una interruzione del sistema di autenticazione per circa 45 minuti, dovuta ad un problema interno con la quota storage. I servizi che necessitano che gli utenti siano loggati hanno riscontrato una elevata percentuale di errore durante quel periodo. Il problema con il sistema di autenticazione è stato risolto alle 4:32 AM PT [13:32 ora italiana]. Tutti i servizi sono ora ripristinati. Ci scusiamo con tutti coloro che sono stati impattati e condurremo un approfondito esame per per garantire che questo problema non possa ripetersi in futuro.”


Il down di Google è durato un’ora. Gmail, YouTube e Classroom sono tornati online

WhatsApp annuncia i messaggi effimeri: cosa sono e come funzionano

WhatsApp ha appena pubblicato una nuova FAQ riguardo una funzione non ancora disponibile ma che a questo punto dovrebbe arrivare a breve: i messaggi effimeri. Di cosa si tratta? In pratica di messaggi con l’autodistruzione incorporata: dopo 7 giorni non saranno più visibili; ma attenzione perché possono esserci delle eccezioni.

Se ad esempio doveste rispondere ad un messaggio effimero citandolo, il messaggio originale scomparirà dopo 7 giorni, ma quello citato potrebbe rimanere visibile anche a tempo scaduto (ad esempio se il destinatario del messaggio non avesse l’opzione attiva, perché di fatto il messaggio citato è un suo messaggio, anche se contiene testo inviato dal mittente). Stesso discorso vale se un messaggio effimero venisse inoltrato ad un’altra chat senza l’opzione dei messaggi effimeri di WhatsApp attiva.

LEGGI ANCHE: Black Friday 2020

Ci possono poi essere altri casi limite. Ad esempio, se un vostro contatto non aprisse WhatsApp per 7 giorni la notifica di un messaggio effimero potrebbe ancora essere visibile, nonostante il messaggio stesso sia ormai scomparso. Tenete poi conto che è sempre possibile effettuare screenshot, copiare il contenuto del messaggio o immortalarlo con una foto, prima che questo scompaia. E per quanto riguarda il backup, se questo viene eseguito quando il messaggio effimero è ancora visibile, tale messaggio sarà incluso nel backup, ma scomparirà poi al momento del ripristino se i 7 giorni saranno trascorsi.

Infine, per quanto riguarda i file multimediali, anche questi sono inclusi nei messaggi effimeri, e scompariranno automaticamente; ma se aveste attive le opzioni di download automatico il file sarà salvato comunque nella galleria. Potete disattivare questa funzione in Impostazioni di WhatsApp -> Spazio e dati, e cambiando le opzioni di download automatico dei media.

I messaggi effimeri vanno attivati per ogni singola chat nella quale li vorrete usare, sia questa una conversazione individuale oppure di gruppo. Basta aprire la conversazione per la quale volete attivare i messaggi effimeri, cliccare in alto sul nome del contatto/gruppo ed attivare l’opzione “messaggi effimeri”. In questo modo tutti i messaggi che manderete in quella chat scompariranno dopo 7 giorni. Disattivando l’opzione, questa rimarrà valida per i messaggi inviati quando era attiva, ma non lo sarà più per quelli successivi. Purtroppo non sembra esserci un modo rapido per rendere effimero un solo, singolo messaggio, se non quello di attivare la funzione prima di inviarlo, e disattivarla subito dopo. Allo stesso modo non è possibile impostare un tempo diverso da una settimana.

Ribadiamo che al momento questa voce non è ancora presente, ma lo sarà a breve su tutte le piattaforme supportate: Android, iOS, KaiOS, WhatsApp Web e le app Desktop. Il sempre vigile WhatsAppbetainfo ha pubblicato un paio di screenshot che illustrano come dovrebbero essere le impostazioni su iOS, che bene o male saranno rispecchiate dagli altri sistemi operativi. Non appena i messaggi effimeri di WhatsApp saranno disponibili ve lo faremo sapere.

L’articolo WhatsApp annuncia i messaggi effimeri: cosa sono e come funzionano sembra essere il primo su AndroidWorld.

AndroidWorld