Motorola moto G 5G (2022) non tradisce la sua storia: specifiche e design trapelati

Negli ultimi anni abbiamo visto Motorola spingersi anche nella fascia alta del mercato smartphone, lanciando anche dei modelli top di gamma molto interessanti. Tuttavia la casa alata non tradisce la gamma media, quella che l’ha riportata al vertice nel mercato smartphone.

Nelle ultime il buon OnLeaks ci ha fornito un corposo leak di moto G 5G (2022), il prossimo dispositivo di gamma media di casa Motorola. Le immagini in galleria mostrano un design abbastanza simile a quello che abbiamo visto per il suo predecessore: anteriormente vediamo un display forato al centro per ospitare la fotocamera anteriore, posteriormente vediamo un modulo fotografico rettangolare con tre sensori.

Sul profilo laterale vediamo la porta USB Type-C per la ricarica e trasferimento dati, il jack audio, gli speaker audio, i classici pulsanti volume e il sensore d’impronte digitali integrato nel pulsante power.

Sotto al cofano dovremmo trovare un processore Snapdragon 750G, accoppiato a 4 GB di RAM e 128 GB di storage interno. Il sistema operativo dovrebbe essere aggiornato all’anacronistico Android 11. Dal comparto fotografico posteriore possiamo aspettarci un sensore principale da 50 megapixel, un grandangolo da 8 megapixel e un sensore di profondità da 2 megapixel.

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Motorola moto G 5G (2022) non tradisce la sua storia: specifiche e design trapelati

Chrome Canary fa 100: il browser che in un decennio ha fatto la storia

Google Chrome è ormai sinonimo a livello mondiale di browser web, e la sua diffusione e livello di sviluppo sono così avanzati al punto che anche molti altri browser concorrenti usano l’engine Chromium sul quale è stato costruito.

Nelle ultime ore è arrivato un nuovo quanto simbolico traguardo per il browser: la variante Canary, dedicata alle build in fase di testa, ha appena ricevuto la sua centesima versione. Un traguardo importante per il browser di Google che, nel lontano 2008 iniziava a muoversi i suoi primissimi passi in un settore dominato da Internet Explorer e Firefox.

In un decennio Chrome ha fatto la storia del settore, arrivando a essere di gran lunga il brower web più utilizzato al mondo, forte anche della sua compatibilità con tutte le piattaforme, comprese quelle mobili.

Tutto questo non sarebbe successo se Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, non avessero portato nell’azienda il progetto per creare un browser web proprietario, visto che inizialmente il CEO dell’epoca Eric Schmidt non era favorevolissimo a questa avventura. Il progetto fu condotto sotto la guida di Sundar Pichai, l’attuale CEO di Google.

Dopo quasi 15 anni Chrome è il leader del settore browser, con i suoi rivali più apprezzati che comunque fanno affidamento all’engine open source sul quale si basa.

Parlando in termini pratici, la Chrome Canary 100 non dovrebbe apportare grosse novità software. Attualmente è in fase di distribuzione automatica per coloro che l’hanno installato. La centesima versione stabile di Chrome dovrebbe invece arrivare non prima di qualche settimana.

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Chrome Canary fa 100: il browser che in un decennio ha fatto la storia

Vodafone si butta nel mondo NFT: all’asta per beneficienza il primo SMS della storia

Il mondo NFT è sempre più popolare: i non-fungible token (qui è spiegato per bene il loro funzionamento) hanno conquistato anche Vodafone, che ha deciso di mettere all’asta il primo SMS della storia.

Quest’ultimo venne trasmesso attraverso la rete Vodafone il 3 dicembre 1992 e fu ricevuto dal dipendente Vodafone Richard Jarvis ad una festa di Natale: si tratta di un messaggio di 15 lettere che recita “Merry Christmas”. La società metterà all’asta, il prossimo 21 dicembre 2021, l’NFT relativo al messaggio tramite la casa d’aste Aguttes in Francia e si potrà pagare anche in criptovaluta Ether.

Maximilien Aguttes ha dichiarato in merito: “il primo libro stampato, la prima telefonata, la prima email: tutte queste invenzioni hanno cambiato la nostra vita e la nostra comunicazione nel mondo. Questo primo SMS ricevuto nel 1992 è una testimonianza storica del progresso umano e tecnologico. Ha trasmesso un messaggio di gioia, ‘Buon Natale’“.

Vodafone devolverà tutti i proventi dell’asta all’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, per sostenere gli 82,4 milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie abitazioni a causa di conflitti e persecuzioni. Christian Schaake, Head of UNHCR’s Private Sector Partnerships Service, ha dichiarato: “La tecnologia ha sempre avuto il potere di innovare e cambiare il mondo. Attraverso questa combinazione di tecnologia innovativa e movimento per il bene sociale, l’UNHCR può continuare ad aiutare i rifugiati e le persone che sono state costrette a lasciare la loro casa, dando l’opportunità di trasformare le loro vite e costruire un futuro migliore per sé stessi, i loro cari e le comunità in cui vivono”.

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Vodafone si butta nel mondo NFT: all’asta per beneficienza il primo SMS della storia

Dallo speck alla finocchiona. Gli italiani e i salumi: una storia d’amore

AGI – Uno dei cibi più amati e versatili della nostra tradizione culinaria: in testa per preferenza i prosciutti cotti e crudi, seguiti a ruota dalla regina degli insaccati, la mortadella, dai wurstel e dallo speck.

E per dirla con Giuseppe Pulina che alla carne e ai suoi “derivati” ha dedicato una piccola enciclopedia unica nel suo genere “Carnipedia” (Franco Angeli editore) “i salumi fanno parte dell’anima profonda dell’Italia: sono il cibo della ricostruzione post-bellica  e la mortadella, una delle glorie nazionali, è stata immortalata da Mario Monicelli nel film omonimo con Sofia Loren e Gigi Proietti ed è servita ad Andreotti per mantenere per lungo tempo ottimi rapporti con il cancelliere tedesco Kohl che sembra la amasse particolarmente”. Insomma, non solo gusto, ma anche capacità di mantenere buoni rapporti diplomatici, fra le virtù dei salumi italiani…

Un prodotto sublime dalla storia eccezionale che nasce, lo ricorda sempre Pulina nel suo trattato per carnivori, dalla necessità di conservare i cibi e preservarli dalle aggressioni esterne, non è un caso che “fra le tante tecniche [di conservazione], le più̀ diffuse sono l’essicazione, la salatura e l’affumicatura, tre modalità̀ che, insieme alla maturazione operata da batteri utili, stanno alla base della produzione dei salumi”.  Un prodotto che non è retorica definire simbolo del Made in Italy: fra IGP e DOP, infatti,  il nostro paese conta più di 40 specialità e ogni regione vanta almeno un salume tipico, tanto che operando una selezione – che non può che essere personale e arbitraria – è possibile ricostruire un giro d’Italia in 20 bocconi pregiati e… sapidi.

Il lardo della Valle D’Aosta

Partiamo da nord-ovest, dalla Valle D’Aosta. Sulle guide della regione si legge che “L’autarchia economia di sussistenza che ha caratterizzato le nostre vallate fino a mezzo secolo fa, rendeva necessaria la conservazione domestica della carne dei rari animali che venivano macellati, in genere all’inizio dell’inverno”. E come spesso capita, è proprio la necessità a stimolare la nascita di prodotti eccezionali. È il caso del Lardo di Arnad, prodotto valdostano tipico della “bassa valle”, il tratto che va dal confine con il Piemonte alla stretta del Montjovet, noto per maiali ben ingrassati con una dieta ricca di castagne. Questo lardo è un prodotto unico, ricavato dallo spallotto del suino e tagliato in pezzi spessi almeno 3 cm, viene messo in salamoia con erbe aromatiche raccolte in zona e stagionato nei tradizionali doil (cassoni di legno di forma cubica). Neanche a dirlo questo lardo ha ottenuto la denominazione DOP e ha anche una sagra interamente dedicata che si tiene ovviamente ad Arnad l’ultima domenica di agosto.

Prosciutti, Speck, Bresaole e Mortadella del Centro Italia

Proseguendo il nostro viaggio incontriamo i grandi classici della salumeria italiana, su cui resta davvero poco da aggiungere. Parliamo del Prosciutto cotto, specialità piemontese, alleato di mille cene last-minute e di tante merende gustose, parliamo di Bresaola, salume d’eccezione della Valtellina, amato da sportivi e da chi vuole mantenersi in forma, e di Speck trentino. Parliamo ancora di Prosciutto crudo San Daniele, prodotto tipico del Friuli e di Mortadella prodotta in Emilia e, pochi sanno, anche in Liguria (anche quella IGP contempla il pistacchio).

La Sopressa vicentina

Bisogna arrivare in Veneto per scovare una chicca, la Soppressa vicentina, un insaccato prodotto unicamente in provincia di Vicenza, nella zona compresa tra le Dolomiti, l’altopiano di Asiago e i Colli Berici, solo con maiali locali allevati allo stato brado. Deve il suo nome al termine dialettale veneto “sopréssare”, cioè schiacciare, pressare, conosciuto a partire dalla metà del Novecento, questo salume era una portata tipicadelle feste contadine di mezza estate.

Finocchiona toscana e Ciauscolo marchigiano

Finocchiona e Ciauscolo, due leccornie originarie rispettivamente della Toscana e delle Marche. La prima, lo dice il nome stesso, ha uno spiccato aroma di finocchio che ne fa la sua fortuna anche in affari. Era usata, infatti, fin dal Medioevo per accompagnare e camuffare nel sapore anche i vini peggiori.

Tanto che un antico detto recitava “come gli abili parrucchieri son capaci di far sembrar piacente anche la donna più brutta, così l’aroma della Finocchiona è capace di camuffare anche il sapore del vino più imbevibile”, ecco perché ancora oggi “lasciarsi infinocchiare” assume il significato di farsi imbrogliare.

Il Ciauscolo invece è ottenuto dalla doppia macinatura di tagli pregiati di carne suina, fra cui pancetta, spalla e rifilature di prosciutto e lonza. Frutto della tradizione contadina marchigiana nella quale tutti i prodotti derivanti dalla macellazione del maiale costituivano una riserva preziosa per passare l’inverno, la parola “ciauscolo” deriverebbe dal latino ciabusculum, cioè piccolo pasto o piccolo cibo da portare con sé in campagna.

Lonza umbra, Porchetta di Ariccia, la Ventricina abruzzese e la Soppressata molisana

Ma il centro italia è ricco di specialità nel campo dei salumi, pensiamo alla Lonza umbra, salume saporito e speziato dall’alta percentuale di grasso che mantiene la carne sempre morbida, oppure alla Porchetta di Ariccia, più che un piatto tipico, un’istituzione, quasi un credo che dalle fraschette – le osterie laziali senza cucina dove si serve pane vino e salumi – fa proselitismi in tutto il mondo. Bisogna giungere in Abruzzo per trovare la Ventricina, salume tipico che deve il suo nome al ventre del maiale, anticamente veniva usato proprio lo stomaco dell’animale per l’insaccatura.

Realizzato con tagli pregiati e rigorosamente in punta di coltello, questo è uno dei salumi più costosi d’Italia. Considerata la regina dei taglieri da aperitivo, la ventricina è buona anche cotta e si usa nei ragù e come ripieno per la pasta fresca. Il Molise dà il suo contributo a questo viaggio enogastronomico portando in dote la Soppressata, un insaccato dal gusto speziato, dove alle carni pregiate tagliate a mano viene aggiunto pepe in grani e la cui stagionatura avviene nel budello di maiale che conferisce alla preparazione note inconfondibili.

Salame Napoli, il Pezzente lucano, il Capocollo di Martinafranca e la Nduja calabrese

E il Sud Italia non ha certo meno da dire in fatto di salumi, a cominciare dal Salame Napoli che a dispetto del nome si produce in tutta la Campania e che storicamente era considerato un bene prezioso, meritevole di essere scambiato per prestazioni professionali e consumato solo in occasioni importanti.

Restando nella grande famiglia degli insaccati e scendendo in Basilicata incontriamo il Pezzente, una salsiccia che deve il nome poco lusinghiero al fatto che la carne adoperata per la sua produzione è la meno pregiata del suino. Ma questo non ha alcun effetto peggiorativo sul gusto, dal sapore più o meno affumicato, il Pezzente (o la Pezzente o ancora Sauzizzon’) infatti sprigiona aromi di paprika dolce, di peperoni di Senise e di aglio fresco.

Mettendo piede in Puglia si incontra il Capocollo di Martinafranca, prodotto che restituisce tutta la sapienza dei macellai della Valle D’Itria e come suggerisce il nome è fatto con la carne della zona cervicale del suino. La Calabria invece è famosa per la Nduja, un salame spalmabile da usare così com’è sul pane o da aggiungere a sughi e ripieni (le famose imbottiture) per dare forza ai sapori.

Il Salame di Sant’Angelo e la Salsiccia Sarda

Con le isole si conclude questa esplorazione gastronomica, una selezione arbitraria, è bene ricordarlo, che potrebbe ricominciare molte volte portando alla ribalta altrettanti nuovi salumi. Le isole dicevamo. Il salame Sant’Angelo è una specialità siciliana dal colore brillante e dal sapore delicato che si fa trattando in punta di coltello solo le parti più nobili del maiale, tipico di Brolo, cittadina del Messinese.

Questo insaccato deve le origini intorno all’undicesimo secolo alla colonizzazione normanna che importò sull’isola nuove abitudini alimentari. Ultima ma solo per ordine geografico la Salsiccia sarda, riconoscibile per la sua classica forma a ferro di cavallo, è una specialità ottenuta amalgamando con equilibrio parti magre e grasse del suino a grana grossa a cui si aggiunge sale marino, pepe, aglio fresco tritato e aromi naturali.


Dallo speck alla finocchiona. Gli italiani e i salumi: una storia d’amore

La storia della Nazionale in una App, il museo è digitale

AGI – Il Museo del Calcio in una App. La storia, il presente, le vittorie, le maglie degli Azzurri sono raccontate nell’App Museo del Calcio per smartphone, realizzata per iOS e Android da SPACE-ETT.

Scaricabile gratuitamente dagli store, offre agli utenti contenuti innovativi, che si uniscono all’esperienza suggestiva all’interno del Museo.La nuova appdel #MuseodelCalcio è disponibile da oggi su Play Store e App Store.

 

La storia degli @Azzurri e delle @AzzurreFIGC tutta in una App

La nuova appdel #MuseodelCalcio è disponibile da oggi su Play Store e App Store.#Azzurri #Azzurre #Figc #Nazionale #Italia pic.twitter.com/Sfb2QNBVti

— Museo del Calcio di Coverciano (@museocoverciano) November 9, 2021

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 “Il Museo cambia anche nel modo di vivere le esperienze legate agli Azzurri, che si identificano in tappe di vita in ognuno di noi – ha spiegato Matteo Marani, presidente della Fondazione Museo del Calcio – con la App, gratuita, il Museo del Calcio ‘parla’ anche alle giovani generazioni e crea un nuovo coinvolgimento e una nuova interazione al passo con i tempi. La App Museo del Calcio, inoltre, sarà uno strumento di aggiornamento importante anche dopo la visita per avere info sull’arrivo di nuovi cimeli, sulle visite speciali degli Azzurri al Museo e sulle iniziative a cui diamo vita”. 

Un patrimonio da custodire

“Il successo della Nazionale ad EURO 2020 ha riportato la leggerezza che mancava da tanto nel nostro paese, come accadde con la vittoria dei Mondiali del 1982. La storia azzurra di ieri e di oggi è un patrimonio importante da custodire”, ha affermato Marco Tardelli ospite alla presentazione della App del Museo del Calcio. Con lui anche Gabriele Oriali, che in merito alla Nazionale ha detto: “È la mia vita, sono anni che vivo il percorso azzurro, prima come calciatore e ora come dirigente. L’emozione vissuta ad EURO 2020 mi ha fatto rivivere la gioia del 1982″.

 

Un #museo sempre più digitale e con nuovi contenuti tutti da scoprire..#MuseodelCalcio #Azzurri #Figc #Nazionale pic.twitter.com/EMUpALftdD

— Museo del Calcio di Coverciano (@museocoverciano) November 8, 2021

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Alla presentazione della App del Museo del Calcio, sono intervenuti con un video-messaggio Gabriele Gravina, presidente Figc, Roberto Mancini, Ct della Nazionale e Gianluca Vialli, capo delegazione. 

Realizzata in due lingue, italiano e inglese, l’App potrà essere scaricata sul proprio device all’arrivo al Museo e consentirà di accedere a diverse tipologie di media e contenuti speciali.

Attraverso un’attenta ricerca iconografica e storica, sono stati selezionati cimeli, testi e fotografie, per una fruizione più tradizionale, ma anche audio descrittivi, video storici di repertorio e soprattutto video-testimonianze che il presidente della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, ha voluto registrare e narrare in prima persona a tutti gli appassionati che faranno visita al nuovo allestimento.

L’applicazione, realizzata dalla società toscana SPACE S.p.A.-Gruppo ETT, rende il visitatore protagonista della visita attraverso la proposta di approfondimenti storici attivabili con tecnologia bluetooth, mentre i cimeli più significativi e iconici saranno segnalati da una speciale icona e un QR code attivabile dal lettore interno alla App.

La App Museo del Calcio è disponibile gratuitamente su Play Store e Apple Store. 


La storia della Nazionale in una App, il museo è digitale

Ecco il libro che racconta la storia del sistema operativo che ha fatto la storia (foto)

Android è il sistema operativo che indubbiamente ha fatto la storia di buona parte del settore dei dispositivi mobili. Il suo debutto è datato 2007 ma da ben quattro anni prima le basi erano gettate.

Per raccontare questa storia, probabilmente sconosciuta ai più, Chet Haase ha scritto un libro. Haase è un membro del team di sviluppo Android sin dagli albori e con il suo libro Androids: The Team That Built the Android Operating System vuole raccontare come il sistema operativo del robottino verde ha preso forma nei primi anni dal suo corso.

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Il libro non è di genere tecnico e dunque è particolarmente interessante per coloro che vogliono conoscere la storia di Android e che non sono esperti di informatica. Il libro contiene illustrazioni realizzate da Dan Sandler, un altro membro del team Android, che ha realizzato anche la copertina che vedete qui in basso.

Il libro appena citato dovrebbe essere disponibile in breve, ancora non conosciamo la data di uscita sul mercato così come il suo prezzo.

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Ecco il libro che racconta la storia del sistema operativo che ha fatto la storia (foto)

La storia di Lisey, il passaggio dal libro allo schermo raccontato da Stephen King

Stephen King racconta alcuni dei principali passaggi che hanno portato il romanzo ‘La storia dI Lisey’ su schermo nella nuova serie Apple TV+

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La storia di Lisey, il passaggio dal libro allo schermo raccontato da Stephen King

Samsung vuole fare la storia: Galaxy Z Fold 3 avrà la fotocamera sotto il display (foto)

Arrivano novità davvero importanti sul fronte del settore smartphone e che riguardano da vicino Samsung. Il produttore sudcoreano sta preparando il suo primo pieghevole con fotocamera integrata sotto il display.

Parliamo chiaramente di Galaxy Z Fold 3, il prossimo pieghevole di punta che Samsung lancerà entro la prossima estate. Come vedete dalle immagini presenti in galleria, tratte molto probabilmente da materiale che Samsung userà per marketing del suo nuovo dispositivo, Galaxy Z Fold 3 sarà il primo smartphone pieghevole nella storia ad avere una fotocamera integrata sotto il display. Pertanto il display non necessiterà di tagli o fori.

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La seconda immagine mostra la seconda importante novità: Galaxy Z Fold 3 godrà del supporto della S Pen, la quale, secondo gli ultimi rumor trapelati in rete, sarà definita Hybrid S Pen. La terza immagine in galleria mostra invece la probabile configurazione a tre sensori della fotocamera principale del pieghevole, della quale abbiamo già sentito parlare.

Al momento rimane incerto il resto della scheda tecnica di Galaxy Z Fold 3. È certo che dopo queste rivelazioni quasi ufficiali, il nuovo pieghevole di Samsung genererà attese ancora rilevanti in tutto il mondo tech.

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Samsung vuole fare la storia: Galaxy Z Fold 3 avrà la fotocamera sotto il display (foto)

Ingenuity fa la storia, 40 secondi di volo su Marte

AGI – Ingenuity, il piccolo drone arrivato su Marte con il rover Perseverance, si è levato in volo sul Pianeta Rosso. È la prima volta nella Storia dell’uomo che si realizza un volo controllato a distanza e con motore su un altro pianeta. Il piccolo drone, che pesa 1,8 chili, è volato e atterrato dopo circa 40 secondi, esattamente come da programma.

“Prende il volo un sogno”

 “Prende il volo un sogno”, è l’esultanza della Nasa su Twitter, che ha pubblicato il video dei tecnici che esultano e battono le mani all’arrivo dei dati che hanno confermato l’impresa riuscita.

“Nei prossimi giorni”, rende noto l’agenzia spaziale statunitense, “sono previsti altri voli. E in futuro – aggiunge l’agenzia – i mezzi di esplorazione robotici volanti potrebbero unirsi a nuovi rover e persino agli astronauti nelle loro esplorazioni”. 

It happened. Today our #MarsHelicopter proved that powered, controlled flight from the surface of another planet is possible. It takes a little ingenuity, perseverance, and spirit to make that opportunity a reality: https://t.co/oT3rrBm6wj pic.twitter.com/u63GKshp0G

— NASA (@NASA) April 19, 2021

Le incognite dell’esperimento

Il rotore si è librato dal cratere di Jezero vincendo le sfide rappresentata da una temperatura rigidissima, che la notte può toccare i 90 gradi sotto zero, e una pressione atmosferica pari all’1% di quella terrestre che hanno imposto all’apparecchio il minor peso possibile e pale molto più grandi e con una velocità molto superiore a quelle che sarebbero state necessarie sulla terra.

Molte incognite erano inoltre legate al tempo, tra i 5 e i 20 minuti a seconda dell’orbita, che trascorre dall’invio del segnale radio dalla Terra alla sua ricezione su Marte. È poi necessario attendere ulteriore tempo perché giungano in sala controllo i dati inviati da Ingenuity, che nel frattempo agisce in autonomia nel decidere sul proprio riscaldamento o su come dirigersi verso un determinato punto.

Ora la Nasa ha a disposizione dati inediti sulle tecnologie necessarie al volo marziano che forniranno la base per nuovi tentativi ancora più sofisticati e potranno essere utilizzati per l’invio di altri robot o di esseri umani sul pianeta rosso.


Ingenuity fa la storia, 40 secondi di volo su Marte

ZTE entra nella storia con il primo smartphone con fotocamera sotto il display: ZTE Axon 20 5G arriva a 449€ (aggiornato)

Sapevamo che ZTE puntava a entrare nella storia lanciando il primo smartphone commerciale con fotocamera integrata interamente sotto il display e oggi ne abbiamo avuto la certezza. ZTE Axon 20 5G è stato appena ufficializzato in Cina e ha mantenuto tutte le promesse trapelate nelle scorse settimane. Andiamo a vedere la scheda tecnica completa insieme.

ZTE Axon 20 5G: Caratteristiche Tecniche

  • Schermo: 6,92″ FullHD+ (1.080 × 2.460 pixel) Full HD+ OLED 20.5:9 display, 90Hz refresh rate, 100% DCI-P3 color gamut
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 765G octa core 2,4 GHz
  • GPU: Adreno 620
  • RAM: 6 / 8 GB LPPDDR4x
  • Memoria interna: 128 / 256 GB UFS 2.1, espandibile con microSD fino a 2TB
  • Fotocamere posteriori:
    • Principale: 64 megapixel ƒ/1.8, flash LED
    • Wide: 8 megapixel ƒ/2.2, FOV 119°
    • Macro: 2 megapixel ƒ/2.4
    • Profondità: 2 megapixel ƒ/2.4
  • Fotocamere frontali: 32 megapixel, ƒ/2.0
  • Connettività: 5G SA/ NSA, Dual 4G VoLTE, Wi-Fi 802.11 ac (2.4GHz + 5GHz), Bluetooth 5, GPS/GLONASS/Beidou, USB Type-C, NFC
  • Batteria: 4.220 mAh, ricarica rapida a 30W Quick Charge 4+
  • Dimensioni: 172,1 × 77,9 × 7,98 mm
  • Peso: 198 grammi
  • Altro: Sensore d’impronte nel display

La caratteristiche più interessante del nuovo smartphone di ZTE è sicuramente la fotocamera frontale integrate direttamente sotto il display. In questo modo il produttore cinese ha realizzato il primo display senza alcuna tipologia di bordi e notch, evitando l’adozione di meccanismi motorizzati per la fotocamera. Chiaramente anche i sensori di luce ambientale e di prossimità sono stati integrati sotto lo schermo.

ZTE ha impiegato la tecnologia Five Core per realizzare uno schermo adatto a integrare fotocamera e sensori: grazie all’azione di matrici organiche e inorganiche, poste sul display come se fossero delle pellicole, la fotocamera riesce a ricevere l’adeguata luminosità per scattare, come se operasse in condizioni normali, e lo stesso accade per i sensori. Per gestire i colori e i contenuti del display è stato implementato un driver di controllo dedicato, il quale ha una componente hardware e una software che si interfaccia con il sistema Android.

Uscita e Prezzo

Il nuovo ZTE Axon 20 5G è stato annunciato per il mercato cinese nelle colorazioni Black, Orange, Blue e Purple. In Cina il dispositivo è atteso dal prossimo 10 settembre a un prezzo equivalente a circa 270€ per la variante 6 / 128 GB e al prezzo equivalente a circa 345€ per la variante 8 / 256 GB. Il produttore cinese non si è ancora espresso in merito a un lancio dello smartphone anche in Europa.

Aggiornamento03/12/2020

ZTE Axon 20 5G sarà disponibile in Europa (e nel resto del mondo) dal 21 dicembre 2020. A quanto pare non sarà una vendita illimitata, ma le scorte finiranno molto probabilmente subito. Potete intanto registrare il vostro interesse in questa pagina per cercare di avere un posto in prima fila.

Aggiornamento21/12/2020 ore 10:00

Come promesso ZTE ha lanciato ufficialmente sul mercato il primo smartphone fotocamera integrata sotto il display. Il prezzo è molto interessante: si parla di 449€ per acquistarlo da oggi, 21 dicembre, anche in Italia. Il nuovo ZTE Axon 20 5G è disponibile sullo store ufficiale dell’azienda. Chi lo acquisterà riceverà in regalo le true wireless ZTE LiveBuds.

Aggiornamento14/01/2021 ore 00:00

Aggiorniamo l’articolo perché il nuovo ZTE Axon 20 5G è attualmente disponibile anche nel mercato italiano nelle due colorazioni Giallo alba e Nero mezzanotte, al prezzo di 449€.

Anche le nuove true wireless LiveBuds dell’azienda cinese sono disponibili in Italia al prezzo di 39,90€.

ZTE Axon 20 5G – Immagini

Aggiornamento

Abbiamo parlato della notizia anche nel nostro podcast, SmartWorld News

Ascolta “02/09 – Immuni continuerà a servire, le vendite di iPhone 11 e il primo smartphone con fotocamera sotto il display” su Spreaker.

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ZTE entra nella storia con il primo smartphone con fotocamera sotto il display: ZTE Axon 20 5G arriva a 449€ (aggiornato)

La storia tutta italiana dell’aperitivo in busta “supplente” dei bartender bloccati dalla pandemia

In un panorama imprenditoriale affossato e demotivato dal Covid, spicca una storia di successo che sembra studiata per i tempi bui di zone rosse e bar totalmente chiusi o tristemente privati dell’happy hour, ma che invece è stata pensata molto prima, neanche i tre ideatori avessero avuto la classica palla di vetro per predire il futuro.

È quella del brand, tutto made in Italy ‘The Perfect Cocktail”, che propone Long Island, Cosmopolitan and Co in buste monodose dal packaging chic, già miscelate e pronte da bere e dopo aver spopolato negli Stati Uniti ha appena debuttato in Italia con lo slogan “Shakera, apri, versa”. senza dimenticare pure il doveroso “e bevi responsabile” .

L’impresa che senza averlo previsto si è trovata a supplire al divieto di aperitivo nei bar imposto dalle chiusure governative anticoronavirus si distingue anche per un dettaglio anagrafico non da poco: l’idea è di tre milanesi, Gianni Merenda, già esperto di “mixology” con la sua agenzia di eventi e bar show che ha collaborato con i più importanti bartender internazionali e dei fratelli Max e David Razionale che si sono formati nell’azienda di famiglia che progetta articoli promozionali e gadget destinati soprattutto per aziende beverage. I tre non sono millennials né fanno parte della generazione Z, ma avendo rispettivamente 60, 50 e 45 anni stanno dimostrando che le startup vincenti non sono esclusivamente una roba da giovani.

Ma andiamo con ordine: “Quattro anni fa quando abbiamo cominciato a pensare al progetto – spiega all’AGI Gianni Merenda, responsabile della scelta dei miscelati e dello sviluppo dei cocktail – pensavamo a un prodotto da proporre in assenza del bartender di fiducia. Aperitivi da portare  nei viaggi in barca, sui campi da golf, in aereo, in vetta alle montagne e così via”. Detto fatto, è nato ‘The Perfect Cocktail”, conservato in una mini-bag da cento millilitri realizzata con una speciale combinazione di materiali riciclabili. Basta shakerare la mini-bag, aprirla e versarla in un bicchiere pieno di ghiaccio.

L’idea di debuttare prima negli Stati Uniti, dove sono arrivati nel gennaio scorso, poco prima dell’emergenza coronavirus, spiega “è stata dettata dal fatto che gli Usa sono da sempre un grande mercato per gli alcolici, è lì che sono nati gli aperitivi che hanno fatto la storia”.

Prima di sbarcare con un contratto annuale di esclusiva sugli scaffali della catena americana ‘Total wine and more’ dotata di 220 punti vendita, racconta Merenda, per testare il gradimento del prodotto è stato fatto un “blind  test”: “Un gruppo di clienti che contano ha assaggiato i nostri cocktail senza sapere la loro provenienza” spiega. Dopo la degustazione, chiamati ad esprimere il loro voto da zero a 5, si sono espressi con una media del 4,3 per la qualità. “Un successo, seguito da un moto di incredulità quando subito dopo abbiamo proiettato il video che svelava la connotazione dei cocktail”.

Perfezionati da un team che comprende bartender, enologi e chimici e fabbricati in Italia, i cocktail che negli Usa, informa Merenda, stanno registrando un tasso di crescita di oltre il 30 per cento al mese, (“realizziamo dalle 40 mila alle 80 mila minibox al giorno”) in autunno sono approdati anche in Italia con dieci diverse proposte, dal Negroni (il preferito a casa nostra) all’Old fashioned (quello che piace di più agli americani) passando per il Manhattan. Sono esclusi quelli che prevedono le bollicine, incompatibili con la proposta in mini-bag. “In Italia abbiamo cominciato nei grandi alberghi dove però il Covid ci ha fermato e ora ci stiamo muovendo con l’ecommerce e con il perfezionamento di accordi con la grande distribuzione”.

E i prezzi? I cocktail sono venduti in box da cinque mini-bag al costo di 24 euro (4.80 euro a singolo cocktail) e per chi vuole esagerare “o fare un regalo di Natale all’immancabile amico che ha tutto” c’è pure, informa il mini-frigo The Perfect Cocktail con 20 cocktail all’interno, a 295 euro.

 

Agi

Honor 30S potrà sembrarvi anonimo a prima vista, ma a modo suo passerà comunque alla storia (foto)

Torniamo a parlare di Honor 30S, il vociferato smartphone del marchio cinese, apripista della nuova serie Honor 30. Sono infatti molte le novità sul conto del nuovo modello, ma c’è anche un’importante conferma: sarà il primo smartphone di fascia media, uscito dalla fucina di Huawei, ad integrare la connettività 5G.

Il suo lancio appare ormai imminente, dato che le ultime voci parlano della fine di marzo, probabilmente a breve distanza dall’evento di presentazione della nuova serie Huawei P40. E si parla anche di specifiche: Honor 30S dovrebbe essere animato dal nuovo chip Kirin 820 5G, mentre la batteria – dalla capacità ancora sconosciuta – dovrebbe supportare la ricarica rapida a 40 W (10 V 4 A).

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Per quanto concerne il design, qui sotto vi riportiamo un paio di render della superficie posteriore di Honor 30S, che mostrano da un lato la somiglianza con il predecessore Honor 20S nelle finiture, dall’altro l’adozione dell’ormai onnipresente modulo rettangolare per le fotocamere, che dovrebbe ospitare ben 4 sensori. Aguzzando la vista si intravede anche il lettore di impronte digitali laterale, segno che il display potrebbe essere in tecnologia IPS, anziché AMOLED.

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