Foxconn: le inondazioni in Cina non avranno alcun impatto sulla produzione di iPhone

Nonostante le inondazioni che hanno colpito la Cina, Foxconn rassicura che la produzione di iPhone non ne sarà colpita.

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Foxconn: le inondazioni in Cina non avranno alcun impatto sulla produzione di iPhone

Amazon Music porta l’esperienza di una “radio reale” sulla sua app, grazie alla DJ Mode, ma solo in USA

Oramai qualsiasi servizio di streaming musicale consente di non fermare la riproduzione dopo la fine di un brano, ma di continuare “all’infinito” con canzoni scelte dall’algoritmo. Amazon ha deciso di fare uno step ulteriore con il suo Amazon Music e ha introdotto, per ora solo negli Stati Uniti, la modalità DJ.

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Con questa modalità, tra una canzone e l’altra, sarà possibile ascoltare il commento degli artisti o di DJ, oltre che “domande a tema musica” da Alexa. È possibile chiedere all’assistete vocale di riprodurre una che supporti la modalità DJ e al momento solo quattro playlist (Rap Rotation, Country Heat, All Hits e Billie Eilish Takeover) la supportano finora, ma sicuramente ne arriveranno altre a breve.

La modalità DJ è disponibile sia per gli utenti con abbonamento Amazon Music Unlimited che per quelli con un account Prime e, come già accennato, è disponibile solo negli Stati Uniti.

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Amazon Music porta l’esperienza di una “radio reale” sulla sua app, grazie alla DJ Mode, ma solo in USA

Honor 50 / 50 Pro escono allo scoperto: focus sulla fotocamera (foto)

Cresce l’attesa attorno ai prossimi top di gamma di casa Honor, la famiglia Honor 50, che quest’anno ha acquisito ancora più appeal per il probabile ritorno ai servizi Google per gli smartphone dell’azienda cinese.

Le immagini che vedete in galleria mostrano il retro di Honor 50 e Honor 50 Pro. I render sono a risoluzione tale che ci permettono di leggere le descrizioni apposte ai moduli fotografici posteriori: per la variante Pro vediamo un sensore principale da ben 108 megapixel con apertura f/1.8, mentre per Honor 50 vediamo un sensore da 50 megapixel con la stessa apertura f/1.8. Per entrambi ci sarà il supporto dell’immancabile intelligenza artificiale.

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Rumor precedenti hanno lasciato intendere che i nuovi Honor 50 si affideranno a processori Snapdragon. Vi ricordiamo che la presentazione ufficiale avverrà il prossimo 16 giugno.

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Honor 50 / 50 Pro escono allo scoperto: focus sulla fotocamera (foto)

Stadia Savepoint di marzo: ecco cosa è cambiato in questo mese sulla piattaforma di Google

Come ogni mese, Google ha pubblicato il recap di marzo per quanto riguarda la sua piattaforma di cloud gaming Stadia. Le novità sono state molte: a partire dall’arrivo di FIFA 21 e Saints Row: The Third sul servizio fino al bundle che coinvolge Resident Evil Village.

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Andando con ordine, questa è la lista dei titoli che sono arrivati su Stadia in questo mese:

  • AVICII INVECTOR
  • Crayta – Alien Conspiracy Battle Pass
  • DIRT 5
  • Disco Elysium: The Final Cut
  • Dragon Quest XI S: Echoes of an Elusive Age – Definitive Edition
  • FIFA 21
  • HITMAN – Free Starter Pack
  • Immortals Fenyx Rising – Myths of the Eastern Realm
  • It came from space and ate our brains
  • Kaze and the Wild Masks
  • Killer Queen Black
  • Monster Jam Steel Titans 2
  • Murder by Numbers
  • Nanotale – Typing ChroniclesPixelJunk Raiders
  • Saints Row: The Third Remastered
  • Terraria
  • Trine 4: The Nightmare Prince

Da notare l’introduzione di un titolo gratuito, sia per utenti base che Pro, ovvero Hitman 3: Starter Pack, che si aggiunge agli altri giochi gratis già presenti, cioè Destiny 2, Super Bomberman R Online e Crayta: Starter Edition.

Corposa anche la lista dei giochi annunciati nel mese di marzo e che arriveranno su Stadia durante il corso dell’anno:

  • Blue Fire
  • Life is Strange Remastered Collection
  • Resident Evil Village
  • Resident Evil 7 biohazard Gold Edition
  • Ys IX: Monstrum Nox
  • Ys VIII: Lacrimosa of DANA
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III

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Stadia Savepoint di marzo: ecco cosa è cambiato in questo mese sulla piattaforma di Google

Trapelano nuovi dettagli sulla data di lancio della serie OnePlus 9 (aggiornato)

Dopo aver parlato in diverse occasioni delle probabili caratteristiche dei nuovi top di gamma OnePlus, i OnePlus 9 che per il 2021 arriveranno in tre modelli sul mercato, è ora di parlare della presunta data di lancio.

Stando a quanto riferito da un leaker indiano su Twitter, l’azienda cinese potrebbe svelare i suoi nuovi flagship il prossimo 23 marzo. Questa data è in contrasto con i rumor emersi in precedenza, che indicavano l’8 marzo come data prescelta per il lancio della famiglia OnePlus 9.

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Dunque al momento rimane da capire se i nuovi flagship OnePlus arriveranno a inizio o a fine marzo. Di certo sappiamo che, oltre al modello standard e a quello Pro, arriverà anche OnePlus 9R.

Aggiornamento02/03/2021 ore 00:15

Nelle ultime ore anche il noto leaker Max J. è intervenuto sulla questione relativa alla possibile data di lancio dei nuovi OnePlus 9. Il teaser che vedete nella galleria qui in basso suggerisce che OnePlus ha in programma un importante evento per il prossimo 8 marzo. Non è chiaro se si tratterà dell’occasione in cui verranno svelati i nuovi flagship di casa OnePlus.

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Trapelano nuovi dettagli sulla data di lancio della serie OnePlus 9 (aggiornato)

Xiaomi presenta Mi11 e punta tutto sulla fotocamera. Vi ricorda qualcuno?

AGI – “Mi 11 è stato creato per essere al centro del palco”. Con queste parole Shou Zi Chew, president of International & CFO di Xiaomi ha presentato il nuovo smartphone della compagnia di Pechino, il Mi11 5G. Chipset Qualcomm Snapdragon 888 per combinare Intelligenza Artificiale e connettività 5G, tripla fotocamera da 108 MP, schermo Amoled Samsung di 6,81 pollici a risoluzione 2K e 120Hz di refresh, batteria da 4.600 mAh con ricarica rapida a 55W le caratteristiche di punta.

Il nuovo smartphone di Xiaomi è stato presentato in Europa nel corso di un evento (in diretta dallo Xiaomi Technology Park) intitolato non a caso “Le luci della ribalta”. L’obiettivo della compagnia di Pechino (terzo produttore di smartphone al mondo) è portare strumenti di ripresa evoluti nelle mani di gli appassionati di foto e video alle prime armi. Mi11 5G sarà disponibile in Italia a partire da inizio marzo, al prezzo di 799,90 euro per la configurazione da 8GB+128GB e a 899,90 euro per la variante da 8GB+256GB. Inizialmente debutterà nelle colorazioni Horizon Blue e Midnight Grey, successivamente la gamma colori sarà ampliata con la versione Cloud White e la Lei Jun limited edition.

Il laboratorio più silenzioso del mondo

Shou Zi Chew, president of International & CFO di Xiaomi, nel corso della presentazione, ha messo anche in evidenza come Xiaomi sia al terzo posto come produttore di smartphone e il fatto che è la compagnia cresciuta di più tra i primi 5 marchi di smartphone. Non solo. Chew si è soffermato anche sui laboratori dei Xiaomi dedicati ai test per le telecamere, precisando che i migliaia di test che prima richiedevano tre giorni per essere eseguiti vengono ora portati a termine in un solo giorno, definendo poi il laboratorio audio “il posto più silenzioso del mondo”. A proposito di 5G ha sottolineato il lavoro per migliorare le antenne.

La fotocamera

Equipaggiato con un sensore da 108 MP, con la più alta risoluzione al mondo per la fotocamera principale, Mi 11 5G monta anche una fotocamera ultra-grandangolare da 13MP e un obiettivo tele macro da 5MP. Sulla parte anteriore, una fotocamera da 20MP riduce al minimo le cornici sulla schermata home, garantendo agli utenti di apparire al meglio quando scattano un selfie o fanno una video chat con gli amici.

I video

Fra le funzionalità di Mi11 5G nel campo della fotografia e dei video c’è la modalità notturna, in grado di ridurre il rumore per riprese più luminose. Nel menu, a disposizione sei funzionalità speciali. Tra cui Parallel World, che duplica e inverte la scena per dare l’impressione di un mondo specchiato, Freeze Frame Video, freeza e clona i fotogrammi video per creare l’illusione che parti del video siano sospese nel tempo.

La modalità Magic Zoom, capace di creare la sensazione della videocamera che ingrandisce e rimpicciolisce simultaneamente la scena. Time-lapse Pro poi permette di regolare la velocità dell’otturatore, ISO, apertura e EV per gestire anche le situazioni di illuminazione più difficili. Il controllo professionale si estende anche all’editing con funzioni AI avanzate, tra cui AI Erase 2.0 che consente agli utenti di rimuovere oggetti o linee indesiderate dalle immagini.


Xiaomi presenta Mi11 e punta tutto sulla fotocamera. Vi ricorda qualcuno?

Google chiude lo studio di sviluppo giochi per Stadia: è il primo chiodo sulla bara?

Google ha annunciato la chiusura di Stadia Games and Entertainment, lo studio di sviluppo in-house che doveva portare contenuti originali sulla piattaforma di giochi in streaming dell’azienda. La motivazione addotta da Google è molto semplice, tanto che la riporteremo testualmente: “Creare giochi che siano i migliori del loro genere, a partire da zero, richiede molti anni e investimenti significativi, e il costo sale esponenzialmente“.

Detta altrimenti: Google non è una software house, non ha le competenze, e gli investimenti necessari sarebbero enormi, al punto da non essere vantaggiosi. È molto più facile affidarsi a partner di terze parti, ed infatti, nel corso del 2021, Google promette di aumentare gli sforzi per aiutare sviluppatori e publisher a sfruttare a pieno la tecnologia di Stadia, in modo che siano loro a portare nuovi contenuti ai giocatori.

In molti hanno interpretato questa mossa di Google come un primo chiodo sulla bara di Stadia, ma chi vi scrive non è d’accordo. Se rileggete bene i due paragrafi precedenti, e dimenticate per un momento che parliamo di Google, il discorso in effetti fila.

Non ha senso improvvisarsi sviluppatori di videogiochi in un mondo già saturo di software house ed in un settore già saturo di difficoltà (l’esempio di Cyberpunk 2077 è emblematico, e forse non è nemmeno un caso che la decisione di Google arrivi proprio adesso).

Anche perché, o confezioni dei titoli originali che siano davvero AAA, in grado di competere con i Red Dead, Cyberpunk, ed Assassin’s Creed di turno (tanto per citarne tre a caso), ma ci vuole appunto un enorme investimento per arrivare a questi livelli da zero (ed il successo non è garantito), o tanto vale che ti affidi a chi il mestiere già lo conosce. E se invece i titoli originali dovessero essere “giochini qualunque”, di certo non servirebbero ad attirare nuovi utenti su Stadia.

La mossa di Google potrebbe insomma essere finalmente segno di una maturità raggiunta, di una visione chiara sul futuro di Stadia come piattaforma, che viene anche ribadito più volte: “trasmettere giochi in streaming su qualsiasi schermo è il futuro, e continueremo a investire in Stadia e nella sua piattaforma per fornire la migliore esperienza di cloud gaming per i nostri partner e la comunità di giocatori. Questa è stata la visione di Stadia fin dall’inizio.”

Se ci pensate bene, in passato, Google ha più volte cercato di essere ciò che non era, con risultati spesso fallimentari. Con Motorola ha provato a produrre smartphone, e pochi anni dopo ha dovuto dare via l’azienda intera, con Google+ ha provato a fare il social network, e poi ha dovuto chiudere baracca; e gli esempi più o meno severi potrebbero andare avanti.

Questa volta invece Google si è fermato in tempo. Ha stoppato una “emorragia” prima che diventasse tale; prima che potesse davvero nuocere al futuro di Stadia. Oppure ha iniziato ora a piantare il primo chiodo sulla sua bara. Ai posteri l’ardua sentenza.

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Google chiude lo studio di sviluppo giochi per Stadia: è il primo chiodo sulla bara?

Xiaomi finisce sulla lista nera del governo Trump (aggiornato con ricorso)

Reuters e Financial Times confermano entrambi una mossa dell’ultima ora dell’amministrazione Trump, che ha aggiunto 9 aziende cinesi, tra le quali Xiaomi, ad una blacklist di compagnie con presunte connessioni con l’esercito cinese.

Non si tratta della stessa entity list in cui sono coinvolte Huawei e DJI, tra le altre, ma l’inserimento di Xiaomi in questa lista nera significa che gli investitori statunitensi non potranno acquistare i titoli Xiaomi e dovranno eventualmente cedere quelli già in loro possesso, entro l’11 novembre 2021. Al momento però non sembra essere a rischio la produzione di dispositivi Xiaomi, così come invece è stato per Huawei.

Come conseguenza di ciò, il titolo di Xiaomi ha perso 14 punti negli USA in seguito alla notizia che l’azienda era stata aggiunta alla lista del Pentagono delle società con presunti legami con l’esercito cinese. Se dovessero esserci degli sviluppi, ve lo faremo sapere.

Aggiornamento15/01/2021 ore 09:00

Xiaomi ha risposto (via CNBC) negando le accuse di collusione con l’esercito cinese, ribadendo che i suoi prodotti sono fatti da civili per civili.

The Company reiterates that it provides products and services for civilian and commercial use. The Company confirms that it is not owned, controlled or affiliated with the Chinese military, and is not a ‘Communist Chinese Military Company’ defined under the NDAA.

Aggiornamento15/01/2021 ore 10:30

Riceviamo e pubblichiamo la risposta in italiano fornita da Xiaomi, che non è altro che un’estensione di quella già citata qui sopra:

Xiaomi ha sempre rispettato la legge e agito in conformità con le disposizioni e i regolamenti delle giurisdizioni dei Paesi in cui svolge la propria attività. 

La Società ribadisce che fornisce prodotti e servizi per uso civile e commerciale. Conferma inoltre di non essere posseduta, controllata o affiliata all’esercito cinese e di non essere una “Società militare comunista cinese” come definita dal NDAA. 

Xiaomi intraprenderà azioni appropriate per proteggere gli interessi della Società e dei suoi azionisti e sta esaminando anche le potenziali conseguenze di questo atto per avere un quadro più completo del suo impatto sul Gruppo.

Ci saranno ulteriori annunci, se e quando Xiaomi lo riterrà opportuno.

Aggiornamento31/01/2021

Xiaomi ci fa sapere tramite un messaggio ufficiale di aver depositato un ricorso in cui si chiede ai tribunali di dichiarare illegale la decisione e di revocarla. Questo è stato fatto per proteggere gli interessi degli utenti, dei partner, dei dipendendi e degli azionisti globali della società. Xiaomi ritiene che la decisione di considerare la società con una “società militare cinese comunista” ai sensi del NDDA sia di fatto errata e abbia privato la società di un giusto processo.

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Xiaomi finisce sulla lista nera del governo Trump (aggiornato con ricorso)

Signal riceve tante novità sulla scia di WhatsApp (foto)

A partire da quando WhatsApp ha deciso di introdurre i nuovi termini di servizio, comunque non applicabili ai cittadini europei e poi posticipati, sono stati diversi gli utenti che l’hanno abbandonata in favore di altri lidi. Tra questi troviamo Signal.

L’app lanciata dall’ex creatore di WhatsApp ha ricevuto milioni di adesioni nelle ultime settimane, come essa stessa ha celebrato. Il successo sembra aver smosso il suo team di sviluppo, il quale nelle ultime ore ha introdotto diverse novità ispirate a quanto già disponibile in WhatsApp:

  • Rinnovata l’interfaccia per modificare e personalizzare lo sfondo chat. Attualmente è molto simile a quella presente in WhatsApp.
  • La scheda relativa alle informazioni di contatto è stata rinnovata.
  • Arrivano gli sticker animati. Il primo pacchetto si chiama Day by Day. Dalla versione desktop di Signal è anche possibile creare degli sticker animati.
  • Introdotta la funzionalità Low Data per risparmiare traffico dati in chiamata.
  • Introdotti i suggerimenti di contatti Signal nella sezione di condivisione iOS.
  • Possibilità di personalizzare il download automatico dei contenuti in chat in base alla tipologia.
  • Esteso a 8 partecipanti il limite per le chiamate di gruppo.
  • Introdotta la possibilità di invitare i contatti a una chiamata tramite link.

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Le novità appena descritte sono in fase di distribuzione attraverso i più recenti aggiornamenti delle app Android e iOS di Signal. Fateci sapere se siete tra coloro che li stanno provando. Qui sotto trovate i badge di download dai rispettivi store.

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Impennata di attivazioni su Signal dopo l’aggiornamento sulla privacy di WhatsApp

Come aumentare gli utenti di Signal? Grazie alla decisione presa da WhatsApp di condividere i dati degli utenti con Facebook.

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Impennata di attivazioni su Signal dopo l’aggiornamento sulla privacy di WhatsApp