Tutto quello che c’è da sapere sulla missione di Samantha Cristoforetti sulla Iss

AGI – Alle 9.52 di questa mattina la navicella spaziale Crew Dragon Freedom, con il vettore Falcon 9, di SpaceX, è decollata dalla piattaforma di lancio 39 A del Kennedy Space Center, in Florida, dando il via all’Expedition 68 e alla missione Minerva.

Scopo della spedizione, quello di portare quattro astronauti, tra cui l’italiana Samantha Cristoforetti, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’astronauta, classe ’77, nata a Milano, è stata la prima donna italiana negli equipaggi ESA, e compie oggi il secondo volo verso l’ISS.

La precedente esperienza risale al 2014, quando a bordo della navicella russa Soyuz aveva raggiunto la stazione orbitante, soggiornandovi per ben 199 giorni, 16 ore e 42 minuti. L’equipaggio dell’Expedition 68 è formato dal comandante di veicolo Kjell N. Lindgren, dal pilota Robert Hines e dalle specialiste di missione Samantha Cristoforetti e Jessica Watkins.

Dopo una serie di rinvii, dovuti alla necessità di eseguire degli accertamenti e alle condizioni meteo sfavorevoli, gli astronauti sono entrati nella navicella spaziale con le futuristiche tute spaziali progettate da SpaceX e hanno effettuato le procedure di decollo. Saranno ora necessarie circa 30 ore per raggiungere l’ISS, dove gli astronauti si uniranno ai colleghi già presenti sulla stazione.

Nel corso della missione, che si prevede durerà circa sei mesi, gli astronauti dovranno compiere circa 150 esperimenti. Ben sei di questi test sono stati progettati da scienziati e ricercatori italiani, affiliati all’Istituto Italiano di Tecnologia, all’Università La Sapienza di Roma, al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), all’Università di Tor Vergata, del Consiglio nazionale delle ricerche, all’Università di Trieste e all’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Alcuni esperimenti sono stati ideati per studiare gli effetti dell’assenza di gravità su tessuti umani, sull’apparato riproduttivo e sul sistema uditivo. Altri rientrano nel campo della biologia e della scienza dei materiali. Obiettivo a lungo termine della ricerca è quello di comprendere più approfonditamente le conseguenze della permanenza nello spazio sull’organismo, in vista di viaggi più lunghi e duraturi verso Marte.

Nei prossimi sei mesi, l’equipaggio dovrà quindi svolgere una serie di attività, e per AstroSamantha, il nome della Cristoforetti sui social, non è esclusa la possibilità di passeggiate spaziali, o EVA. Uno dei compiti degli astronauti sarà infatti quello di completare l’installazione dello European Robotic Arm, il nuovo braccio robotico della Stazione Spaziale.

Molto attiva sui social, Samantha Cristoforetti ha spiegato di aver portato con sé degli oggetti speciali per realizzare video destinati all’intrattenimento dei più giovani. A poche ore dal lift-off, AstroSamantha ha festeggiato il suo 45esimo compleanno, e ha scritto sui suoi profili di aver ricevuto “la migliore candelina di sempre”. 

Long birthday this year! We started last night with the “ultimate dinner” meal (it was already the 26th in Europe!) & many treats from the fantastic team here in quarantine. More cakes today & more birthday wishes, including some fantastic ones from my launch guest friends and…

— Samantha Cristoforetti (@AstroSamantha) April 26, 2022

 


Tutto quello che c’è da sapere sulla missione di Samantha Cristoforetti sulla Iss

Il tweet di Jack Dorsey sulla scarsa libertà su Internet e il miraggio del Web 3.0

AGI – Il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha dichiarato in un tweet di essere in parte responsabile per la centralizzazione e la scarsa libertà su Internet e se ne è rammaricato. “L’attenzione alla scoperta e all’identita’ nelle grandi corporazioni ha davvero danneggiato Internet. Mi rendo conto di essere in parte responsabile, e mi dispiace per questo”, ha scritto in un tweet.

the days of usenet, irc, the web…even email (w PGP)…were amazing. centralizing discovery and identity into corporations really damaged the internet.

I realize I’m partially to blame, and regret it.

— jack⚡️ (@jack) April 2, 2022

Dorsey ha rievocato con nostalgia i primi sistemi di comunicazione online come Usernet, Inter Relay Chat e le stessa posta elettronica. In passato il fondatore di Twitter ha lamentato che neppure il Web 3.0, la nuova fase di Internet salutata dai sostenitori come una versione decentralizzata di Internet basata sulla blockchain, sia in grado di sottrarsi al controllo dei colossi della rete come Amazon, Apple, Alphabet e Meta.

Dopo che Twitter bandì l’ex presidente Usa, Donald Trump, per violazione delle regole della piattaforma, Dorsey parlò di “un precedente pericoloso”, riferendosi al “potere che un individuo o una società ha su una parte della conversazione pubblica globale”. Quando era ancora Ceo di Twitter, Dorsey ha fondato Bluesky, un sistema di social media decentralizzato, che secondo lui che richiederà anni per essere sviluppato e ha lo scopo di rimettere il potere nelle mani degli utenti e consentire la creazione di molti social network. 

Il dibattito sul web 3.0

Nel Web 2.0 proliferano i giganti di Internet, le grandi della tecnologia come Twitter, Facebook, Google, Apple, Microsoft e Amazon che monitorano e controllano la maggior parte delle attività. Queste piattaforme hanno effettivamente la capacità di controllare la libertà di espressione su Internet, come denunciato da Jack Dorsey nel tweet postato oggi. Al contrario, il Web 3.0 è stato presentato come una possibilità di affrancarsi dal controllo dei grandi sui servizi Web 2.0 esistenti.

Utilizzando la blockchain, il Web 3.0 promette di essere più trasparente, sicuro, scalabile e, soprattutto, libero dal controllo si società ‘monstre’ come Alphabet, Apple, Amazon, Meta e Microsoft.
Tuttavia, il Web 3.0 è veramente decentralizzato? Con il tweet postato oggi il cofondatore ed ex CEO di Twitter dice di no, facendo in qualche modo eco alle parole del fondatore e CEO di Tesla Elon Musk, che si era addirittura schierato contro il Web 3.0 chiedendo se “qualcuno lo avesse davvero visto in giro”.

Poi, qualche giorno fa, Musk aveva addirittura messo in discussione lo stesso Twitter, domandando retoricamnete se non fosse venuto il momento di pensare a un nuovo social network e raccogliendo la immediata disponibilità di Kim Dotcom a lavorare su un prototipo messo a punto dal fondatore di Megaupload.

Ma il dibattito su cosa sia il Web 3.0 e quali siano le sue potenzialità va avanti da tempo e tra i primi a entrarvi è stato l’ex CTO di Coinbase Balaji Srinivasanres, che ha risposto a Dorsey stigmatizzando la censura cui Twitter ha ceduto (ad esempio mettendo al bando Donald Trump) a causa dei legami con quelli che i cospirazionisti chiamerebbero ‘poteri forti’ e in particolare i venture capitalist. Ma anche sostenendo che il Web 3.0 “offre la possibilità, non la garanzia, di qualcosa di meglio”.

Un dibattito che arriva in un momento in cui la piattaforma della criptovaluta Ethereum, Polygon, si è unita alla VC Seven Seven Six per lanciare un’iniziativa da 200 milioni di dollari per i social media Web 3.0 e le startup di videogiochi.

È interessante notare che Jack Dorsey ed Elon Musk sono stati grandi sostenitori di criptovalute, bitcoin e dogecoin. E se il vero potenziale del Web 3.0 può essere realizzato solo tra una decina d’anni, le critiche che gli sono state mosse hanno sicuramente messo la comunità e gli sviluppatori in guardia su come raccogliere i finanziamenti, per non finire preda dei venture capitalist esattamente come successo al Web 2.0.


Il tweet di Jack Dorsey sulla scarsa libertà su Internet e il miraggio del Web 3.0

6G, grafene e droni intelligenti: il punto sulla ricerca di Ericsson in Italia

AGI – Tre centri di ricerca e sviluppo dove si fa sperimentazione sulle tecnologie legate al settore broadband, in cui si testano modalità di trasmissione dati che poggiano sui nuovi materiali e sulla fotonica. Dove soprattutto si lavora ai nuovi servizi legati al 5G, le reti superveloci di nuova generazione, e anche al 6G, “tecnologia che sarà in grado di abilitare il cosiddetto Internet dei sensi. Ogni volta che c’è una transizione tecnologica la domanda è sempre la stessa: che cosa ne faccio? Per questo è importante lavorare sui servizi che le nuove tecnologie possono offrire”. Parola di Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia.

Proprio della compagnia svedese stiamo parlando, che la scorsa settimana ha tenuto il suo annuale Ericsson R&D Day: 700 ricercatori per fare il punto sui risultati e gli sviluppi dei tre centri ricerca della compagnia: Genova, Pisa e Pagani (in provincia di Salerno).

“Si tratta di realtà vicine ai centri di ricerca e alle Università” ha detto sempre Pane. Che vuol dire dialogare con il territorio. E con le aziende. Perché fondamentale è “l’ancoraggio con il territorio e la collaborazione con startup e PMI innovative”. 

La trasmissione fotonica e l’uso del grafene 

Intanto, dall’incontro sono emersi anche alcuni dati, utili per capire su che settori sta investendo la compagnia svedese. Parliamo di “brevetti sull’uso di materiali nuovi come il grafene, che ha caratteristiche superiori al silicio e performance migliori anche in termini di sostenibilità”.

Parliamo di brevetti sulla “sicurezza. Il cloud è sì molto flessibile, ma aumenta la vulnerabilità della rete su attacchi hacker e malevoli” e di “brevetti con sistemi che includono Machine Learning e Artificial Intelligence per far sì che la macchina impari quali siano gli eventi considerati malevoli, filtri gli attacchi e collabori con gli umani”. Brevetti? Sì c’è anche un numero. 750 in vent’anni (1 ogni 10 giorni). 

Tecnologie per tutti

Parliamo di 5G e 6G, di tecnologie che sanno di futuro, che affascinano anche. Già ma quando saranno tra noi? Di sviluppo a ‘macchia di leopardo’ ha parlato Pane. Il gaming ad esempio è uno dei settori più avanzati in questo senso.

“Altri settori, come il medicale, avanzano. In pochi anni inizieremo a vedere un utilizzo del 5G importante”. Qualche esempio? Pane ha parlato di “ambulanze intelligenti. Già con una chiamata al 118 il paziente fornirà i suoi dati biometrici del momento prima di arrivare in ospedale, dando al medico suggerimenti utili. Spero – ha detto anche – che ci sia una spinta su digitalizzazione, industria, e sostenibilità. Non possiamo aspettare: sono progetti che, dato il PNRR, dobbiamo realizzare”.

Qui Genova, droni per il monitoraggio delle strade 

Nell’ambito del progetto “5G SmartG”, per infrastrutture stradali sicure a Genova, i ricercatori di Ericsson hanno equipaggiato con tecnologia 5G un drone per il monitoraggio da remoto di strade e ponti e la raccolta di informazioni.

Nello specifico si sfruttano le caratteristiche di bassa latenza ed elevata capacità di trasmissione di video HD di una rete 5G commerciale e avanzati algoritmi per l’Intelligenza Artificiale. E l’innovazione? Il drone ha modulato la capacità di trasmissione dati in base a quanto rilevato, «poi grazie alla blockchain abbiamo garantito che la trasmissione dei dati avvenisse in modo non hackerabile.

Qui Torino: l’orchestra allineata grazie al 5G

A Torino è andato in scena il primo concerto 5G itinerante al mondo. Musicisti e attori si sono esibiti da punti diversi della città di Torino, tra cui Palazzo Madama e Piazza Castello, dando vita ad un’esibizione artistica sincronizzata.

La rete 5G ha garantito in modo costante alte velocità e bassissime latenze, per assicurare una trasmissione contemporanea di diversi flussi video in alta definizione dalle videocamere alla regia centrale. La copertura 5G all’interno di Palazzo Madama è stata realizzata attraverso una progettazione personalizzata e con apparati non invasivi, coprendo tutta l’area senza alcun impatto estetico. 

Qui Ferrara: il servizio di lettura a distanza

Il progetto si chiama The Storytellers Project e ruota attorno ad uno strumento dedicato ‘ai bambini’. Di fatto si tratta di “raccontare una fiaba in modo innovativo grazie ad una sorta di ‘campana’ che genera una richiesta di informazione che viaggia sulla Rete in 5G, in sicurezza. Il bambino si collega con i volontari che raccontano la storia al bambino. La campana può accompagnare inoltre il bambino che può essere seguito nello studio e nei giochi”.

Come funziona? Il bambino prende in prestito dalla biblioteca la “campana”, il suo nome è Storybell, che potrà suonare quando desidera ascoltare una storia. In questo modo una telefonata viene indirizzata ai lettori disponibili, fino a quando il primo risponde e diventa lo “storyteller” di quel bambino, per quella lettura. Da quel momento le persone possono parlarsi in tempo reale attraverso la campana. Il progetto mira a supportare le relazioni intergenerazionali e ha ricevuto fondi dal progetto europeo Designscapes per lo sviluppo dell’idea e la prototipazione. 

Qui Castel Volturno: sport, inclusione e 5G 

Tam Tam Basketball è un’associazione no-profit, formata da figli di immigrati nati in Italia ma privi di cittadinanza. Lo scopo dell’associazione dilettantistica sportiva di Castel Volturno, gestita dall’ex cestista Massimo Antonelli, è generare un impatto positivo sulla vita dei ragazzi e delle ragazze, con una particolare attenzione all’inclusione sociale attraverso lo sport.

I ricercatori Ericsson di Genova e Pagani hanno messo in campo le loro competenze in ambito analytics e trasmissione dei dati su rete cellulare per rilevare i principali parametri fisiologici dei giocatori, così come i dati relativi ai movimenti, alla postura e ai tiri a canestro. I dati, rilevati tramite una pettorina dotata di sensori e videocamere HD, vengono trasmessi a un’infrastruttura edge cloud tramite rete 5G, quindi processati e visualizzati in una dashboard che permette ai giocatori di monitorare le proprie prestazioni e migliorarsi costantemente.

Qui Lioni (Avellino): il progetto borgo 4.0

Il progetto Borgo 4.0 è un progetto di Smart City in corso a Lioni, in provincia di Avellino, dove sorgerà un laboratorio di sperimentazione tecnologica per la smart mobility in ambiente reale. Qui parliamo di soluzioni, ha spiegato sempre Pane, “di industria 4.0 e anche di una area di ricerca civile: con sistemi di controllo del territorio, di sicurezza, prevenzione e monitoraggio utilizzando IoT. La sicurezza degli oggetti e delle persone è fondamentale per rendere questi progetti utilizzabili all’interno di una comunità – ha detto ancora il Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia – è il nostro next to come”.


6G, grafene e droni intelligenti: il punto sulla ricerca di Ericsson in Italia

Xiaomi (Mi) 12 Ultra potrebbe continuare sulla strada del doppio schermo, ecco i primi render

Le indiscrezioni sull’aspetto del prossimo top di gamma a marchio Xiaomi si stanno rincorrendo, e i render di certo non mancano. Ora, anche il designer HoiINDI ha deciso di pubblicare in rete i suoi rendering raffiguranti lo Xiaomi 12 in versione Ultra. L’anteprima 3D del dispositivo è visibile tramite il video a fondo articolo.

Il video mostra così la presenza di nuove e potenti specifiche tecniche: una nuova fotocamera da 200 megapixel e il SoC più recente di Qualcomm, ovvero lo Snapdragon 898. Il vero pezzo forte è però rappresentato da un’altra caratteristica, lo schermo aggiuntivo presente sul pannello posteriore, che sembra addirittura più grande di quello presente sul suo predecessore.

Xiaomi 12 nelle sue diverse varianti dovrebbe arrivare sul mercato con tecnologie avanzate per la ricarica ultra-veloce. Un sistema cablato HyperCharge che fornisce 200 watt di potenza e permette di caricare completamente la batteria da 4000 mAh in soli otto minuti.

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Xiaomi (Mi) 12 Ultra potrebbe continuare sulla strada del doppio schermo, ecco i primi render

Bloomberg sulla carenza di dispositivi: “Sarebbero stati tre mesi da record per Apple”

Gli ultimi tre mesi dell’anno avrebbero rappresentato un nuovo record per Apple senza i problemi di fornitura?

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Bloomberg sulla carenza di dispositivi: “Sarebbero stati tre mesi da record per Apple”

Ancora nuovi dettagli sul Google Pixel 6 Pro: aggiornamento sulla velocità di ricarica e bellissimi sfondi

Google è sempre più prossimo a lanciare i suoi nuovi Pixel 6, sui quali grazie alle ricche indiscrezioni sappiamo quasi tutto. Nel dettaglio, in riferimento a uno dei tre modelli di Pro è stato recentemente appreso che non solo vanterà un aggiornamento della velocità di ricarica, e sarà anche abbellito da tanti nuovi sfondi

Con il suo arrivo l’azienda di Mountain View ha predisposto il supporto alla ricarica cablata da 33 W, rumor che andrebbe a confermare quanto dichiarato precedentemente da 91Mobiles grazie a quanto affermato dal leaker Yogesh Brar. Ora infatti una nuova fonte di XDA Developers ha comunicato l’effettivo supporto del Pixel 6 Pro alla ricarica a 33 W.

In molti paesi la vendita di elettronica con capacità di comunicazione è sovrintesa da agenzie di regolamentazione, senza il cui marchio di approvazione i produttori di telefoni non possono spedire i loro telefoni con determinate bande di radiofrequenza abilitate. Se negli Stati Uniti tale procedura di verifica è affidata alla FCC, in Taiwan l’agenzia equivalente è l’NCC, che ha attualmente depositato la certificazione. 

L’etichetta normativa avvistata, che fa riferimento a Taiwan, certifica l’uso del Pixel 6 Pro in quella nazione, e nella parte inferiore invece è possibile notare che supporterà le seguenti velocità di ricarica: 5 V/3 A (15 W), 9 V/2 A (18 W), 9 V/3 A (27 W) e 11 V/3 A (33 W). 

Inoltre, guardando le etichette, che fanno riferimento a tutti e tre i Pixel 6 Pro, solo uno di questi ha ottenuto la certificazione dall’NCC, quindi non è possibile confermare e sapere se anche gli altri modelli potranno contare sulla ricarica a 33 W. Essendo però improbabile che ci sia una differenza nelle velocità di ricarica tra loro, è plausibile ritenere che ne saranno dotati tutti.

In ogni caso, a prescindere dal modello acquistato e dalla zona del mondo in cui si vive, Google non spedirà un caricabatterie da 33 W nella confezione con Pixel 6 o 6 Pro. La società probabilmente venderà il caricabatterie da 33 W separatamente, il cui costo però non è ancora noto.

Seppur più lenti dei caricabatterie offerti da altri produttori di smartphone, quelli di Google, rispettando il collaudato standard USB PD PPS e una velocità di ricarica più lenta di 33 W, non dovrebbero indurre i futuri consumatori a sostituire dopo qualche anno la batteria del loro Pixel 6 Pro.

Per quanto riguarda gli sfondi, oltre a quelli già precedentemente visti, è stato appreso che nell’app Google Wallpaper Images su Pixel 6 Pro saranno inclusi wallpaper mai visti che rappresentano foto di piante scattate dal fotografo Andrew Zuckerman. 

Le immagini sono disponibili sia in una variante a tema chiaro che scuro e sono hanno come soggetto le seguenti specie:

  • Orchidea Cattleya
  • Echeveria “Principe Blu”
  • Elleboro
  • Orchidea Falena
  • Giglio Persiano
  • Protea Puntaspilli

Se desiderate avere questi nuovi sfondi vi basta dare un’occhiata alla galleria qui in basso e procedere con il loro download.

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Ancora nuovi dettagli sul Google Pixel 6 Pro: aggiornamento sulla velocità di ricarica e bellissimi sfondi

“Il futuro è pieghevole” e Samsung scommette sulla terza generazione di Galaxy Fold  

Sono passati due anni dal debutto sul mercato dei primi smartphone pieghevoli. A darsi battaglia sul fronte della nuova tecnologia erano i due big del mondo Android: Samsung e Huawei. Molti dubbi smorzarono gli iniziali entusiasmi – qualcuno ricorderà gli incidenti occorsi con la pellicola protettiva di uno dei modelli debuttanti – e l’imponente diffusione di tablet e computer portatili sempre più leggeri e performanti sembravano rendere pleonastici device così ingombranti e costosi come gli smartphone pieghevoli.

In questi due anni sono successe molte cose: la pandemia ha completamente stravolto il modo di lavorare da remoto e il bando imposto dagli Stati Uniti a Huawei ha di fatto messo nell’angolo uno dei due competitor.

Eppure, nel giorno in cui debutta la terza generazione dei pieghevoli di Samsung – i Galaxy Z – questa tecnologia che sembrava appannaggio di una elite disposta a spendere tra i mille i duemila euro, sembra più viva che mai. L’idea che fosse solo un modo per rivitalizzare un mercato impantanato nella ripetitività di modelli tutti uguali è stata ormai accantonata e la scommessa sui pieghevoli sembra essere più sensata di quanto non lo forse due anni fa.

Oggi gli utenti si aspettano smartphone pieghevoli progettati per durare nel tempo e per questo Samsung ha puntato a migliorare la qualità costruttiva ad esempio con la certificazione di resistenza dall’acqua IPX8, la scocca in Armor Aluminum e  Corning Gorilla Glass Victus, oltre alla pellicola protettiva realizzata in PET elasticizzato, dell’80% più resistente rispetto a quello delle precedenti versioni e alle setole più corte.

Per capire quali siano i reali spazi di mercato e le prospettive di una tecnologia come quella degli smartphone pieghevoli, AGI ha intervistato Paolo Bagnoli, Head of Marketing della divisione telefonia di Samsung Electronics Italia.

Quando furono lanciati i primi pieghevoli sembravano un gadget destinato a rivitalizzare il mercato degli smartphone con una novità riservata a una elite. Oggi siamo alla terza generazione, come è cambiato il mercato degli smartphone pieghevoli? A chi si rivolge? Come ha definito meglio il proprio target?

Due anni fa ci siamo avventurati nel rivoluzionario mondo degli smartphone pieghevoli, un nuovo formato che ha aperto infinite possibilità all’insegna di funzionalità, produttività e intrattenimento. In tutto questo tempo abbiamo continuato ad ascoltare i consumatori, migliorando la nostra serie Galaxy Z in risposta alle loro reali esigenze e aspettative, abilitando nuove modalità di vivere le app mobile e le interfacce utente, grazie anche alle nostre collaborazioni con aziende leader del settore.

Con i nuovi Galaxy Z Fold3 5G e Galaxy Z Flip3 5G introduciamo importanti novità desiderate dagli utenti, che li rendono ancora più resistenti, performanti e funzionali, il tutto racchiuso in un design iconico ed elegante. I nuovi smartphone pieghevoli offrono agli utenti nuove opportunità per lavorare, giocare e guardare contenuti con esperienze di intrattenimento sempre più coinvolgenti.

In particolare, Galaxy Z Fold3 è progettato per offrire il massimo della produttività e dell’intrattenimento: un dispositivo pensato appositamente per il multitasking, grazie a performance superiori, al display Infinity Flex senza interruzioni da 7,6 pollici e all’introduzione del supporto della S Pen. Z Flip3, invece, è caratterizzato da un design elegante, compatto e tascabile, nonché da funzionalità fotografiche migliorate e un display esterno più ampio, ed è dedicato agli amanti dello stile e della praticità.

Con Fold3 e Flip3 intendiamo ridefinire nuovamente le possibilità offerte dagli smartphone pieghevoli, offrendo la flessibilità e la versatilità necessarie per tenere il passo con la nostra vita. Ci aspettiamo che questa generazione di pieghevoli sia la più venduta di sempre: la domanda del mercato per questo tipo di formato sta crescendo in misura esponenziale e secondo molti analisti nel 2021 raggiungerà i 6,5 milioni di unità a livello globale, il triplo rispetto all’anno scorso.

Offrendo Flip3 a un prezzo di partenza di poco superiore ai mille euro, intendiamo permettere a una platea sempre più ampia di consumatori di accedere all’innovativa esperienza foldable e confermare il nostro ruolo di fornitore leader in questo mercato.

Il ban imposto dagli Stati Uniti a Huawei ha di fatto tolto di mezzo l’altro grande competitor nel campo degli smartphone pieghevoli. Eppure Samsung non ha rinunciato a questo segmento e a questa tecnologia. È veramente il pieghevole il futuro della telefonia mobile?

I moltissimi feedback emersi dalle ricerche e ricevuti dai nostri clienti confermano la soddisfazione degli utenti per il formato pieghevole, che garantisce un’esperienza smartphone pratica e naturale nell’uso quotidiano. Stiamo assistendo a un’evoluzione nelle modalità di utilizzo dei nostri smartphone, sia in ambito lavorativo sia nel tempo libero, che è destinata a durare nel tempo.

Counterpoint prevede che le spedizioni 2021 di smartphone pieghevoli di Samsung crescano in modo significativo. Questo incremento è guidato da design e hardware migliorati e anche da una gamma con prezzi competitivi. Entro il 2023, si prevede una crescita di 10 volte nelle spedizioni di smartphone pieghevoli. E noi ci approcciamo al prossimo futuro da leader di questo segmento.

Vediamo di buon occhio l’introduzione di innovazione da parte di tutti i produttori perché ci spinge a trovare sempre nuove soluzioni e migliorare quelle attuali. Con tre generazioni di pieghevoli all’attivo, abbiamo ottenuto il know-how necessario e raccolto i preziosi feedback dei consumatori, utili per realizzare esperienze sempre più innovative e rispondere alle esigenze degli utenti.

Schermi pieghevoli sempre più ampi e nitidi e fotocamera sempre più performanti. Il futuro degli smartphone è nell’immagine e nell’intrattenimento o piuttosto nell’utilizzo professionale? Costano ancora molto, è una tecnologia il cui prezzo è destinato a ridursi o a restare ad appannaggio dei pochi che possono spendere 2.000 euro per un device?

Per quanto riguarda il prezzo, il nostro impegno è quello di rendere l’innovativa tecnologia pieghevole sempre più accessibile e con Z Fold3 e, in particolare, Z Flip3, abbiamo reso l’esperienza Galaxy Z ancora più conveniente

Con i nostri nuovi dispositivi pieghevoli intendiamo offrire sia il meglio della produttività, sia esperienze di intrattenimento immersive e coinvolgenti. Galaxy Z Fold3 offre esperienze di visione cinematografiche e permette di visualizzare e interagire al meglio con le proprie app preferite. Inoltre, grazie all’introduzione del supporto alla S Pen e alle funzionalità migliorate della modalità Flex, Z Fold3 si conferma il dispositivo perfetto per il multitasking.

Lavorando in stretta collaborazione con Microsoft abbiamo potuto arricchire l’esperienza Galaxy con le ultime novità in ambito di produttività e con la migliore connettività con i PC Windows. Ad esempio, Galaxy Z Fold3 e la S Pen permettono di prendere appunti condivisi durante una videochiamata con i colleghi in Microsoft Teams, approfittando anche dell’esperienza ottimizzata per adattarsi alla modalità Flex.

Galaxy Z Fold3 permette anche di gestire istanze multiple delle app Office preferite, come PowerPoint ed Excel, o di leggere le singole email in Outlook in maniera completa, restituendo l’anteprima delle altre sul lato opposto, proprio come avverrebbe da desktop, per ottenere il massimo della produttività anche in mobilità.

Grazie all’introduzione di funzionalità fotografiche più innovative, gli utenti Galaxy Z Flip3, invece, possono scattare selfie ancora più incredibili anche senza mani, con la modalità Flex, oppure direttamente dallo schermo esterno con il dispositivo chiuso. E, grazie al refresh rate adattivo da 120Hz, lo scorrimento e la condivisione sono estremamente fluidi.

Z Flip3 è ideale per rilassarsi e guardare vlog su YouTube o show televisivi senza dover utilizzare le mani, approfittando della funzionalità Pannello modalità Flex per un’esperienza di visione più pratica, spostando il video nella metà superiore dello schermo e mostrando i controlli, come luminosità o volume, nella metà inferiore. Infine, grazie ai nuovi e aggiornati Stereo Speaker con Dolby Atmos®, Z Flip3 offre un suono immersivo con incredibile chiarezza, profondità ed effetti spaziali.


“Il futuro è pieghevole” e Samsung scommette sulla terza generazione di Galaxy Fold  

Foxconn: le inondazioni in Cina non avranno alcun impatto sulla produzione di iPhone

Nonostante le inondazioni che hanno colpito la Cina, Foxconn rassicura che la produzione di iPhone non ne sarà colpita.

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Foxconn: le inondazioni in Cina non avranno alcun impatto sulla produzione di iPhone

Amazon Music porta l’esperienza di una “radio reale” sulla sua app, grazie alla DJ Mode, ma solo in USA

Oramai qualsiasi servizio di streaming musicale consente di non fermare la riproduzione dopo la fine di un brano, ma di continuare “all’infinito” con canzoni scelte dall’algoritmo. Amazon ha deciso di fare uno step ulteriore con il suo Amazon Music e ha introdotto, per ora solo negli Stati Uniti, la modalità DJ.

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Con questa modalità, tra una canzone e l’altra, sarà possibile ascoltare il commento degli artisti o di DJ, oltre che “domande a tema musica” da Alexa. È possibile chiedere all’assistete vocale di riprodurre una che supporti la modalità DJ e al momento solo quattro playlist (Rap Rotation, Country Heat, All Hits e Billie Eilish Takeover) la supportano finora, ma sicuramente ne arriveranno altre a breve.

La modalità DJ è disponibile sia per gli utenti con abbonamento Amazon Music Unlimited che per quelli con un account Prime e, come già accennato, è disponibile solo negli Stati Uniti.

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Honor 50 / 50 Pro escono allo scoperto: focus sulla fotocamera (foto)

Cresce l’attesa attorno ai prossimi top di gamma di casa Honor, la famiglia Honor 50, che quest’anno ha acquisito ancora più appeal per il probabile ritorno ai servizi Google per gli smartphone dell’azienda cinese.

Le immagini che vedete in galleria mostrano il retro di Honor 50 e Honor 50 Pro. I render sono a risoluzione tale che ci permettono di leggere le descrizioni apposte ai moduli fotografici posteriori: per la variante Pro vediamo un sensore principale da ben 108 megapixel con apertura f/1.8, mentre per Honor 50 vediamo un sensore da 50 megapixel con la stessa apertura f/1.8. Per entrambi ci sarà il supporto dell’immancabile intelligenza artificiale.

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Rumor precedenti hanno lasciato intendere che i nuovi Honor 50 si affideranno a processori Snapdragon. Vi ricordiamo che la presentazione ufficiale avverrà il prossimo 16 giugno.

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Honor 50 / 50 Pro escono allo scoperto: focus sulla fotocamera (foto)

Stadia Savepoint di marzo: ecco cosa è cambiato in questo mese sulla piattaforma di Google

Come ogni mese, Google ha pubblicato il recap di marzo per quanto riguarda la sua piattaforma di cloud gaming Stadia. Le novità sono state molte: a partire dall’arrivo di FIFA 21 e Saints Row: The Third sul servizio fino al bundle che coinvolge Resident Evil Village.

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Andando con ordine, questa è la lista dei titoli che sono arrivati su Stadia in questo mese:

  • AVICII INVECTOR
  • Crayta – Alien Conspiracy Battle Pass
  • DIRT 5
  • Disco Elysium: The Final Cut
  • Dragon Quest XI S: Echoes of an Elusive Age – Definitive Edition
  • FIFA 21
  • HITMAN – Free Starter Pack
  • Immortals Fenyx Rising – Myths of the Eastern Realm
  • It came from space and ate our brains
  • Kaze and the Wild Masks
  • Killer Queen Black
  • Monster Jam Steel Titans 2
  • Murder by Numbers
  • Nanotale – Typing ChroniclesPixelJunk Raiders
  • Saints Row: The Third Remastered
  • Terraria
  • Trine 4: The Nightmare Prince

Da notare l’introduzione di un titolo gratuito, sia per utenti base che Pro, ovvero Hitman 3: Starter Pack, che si aggiunge agli altri giochi gratis già presenti, cioè Destiny 2, Super Bomberman R Online e Crayta: Starter Edition.

Corposa anche la lista dei giochi annunciati nel mese di marzo e che arriveranno su Stadia durante il corso dell’anno:

  • Blue Fire
  • Life is Strange Remastered Collection
  • Resident Evil Village
  • Resident Evil 7 biohazard Gold Edition
  • Ys IX: Monstrum Nox
  • Ys VIII: Lacrimosa of DANA
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III

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