“Se hai bloccato Parler devi bloccare anche Telegram”, l’accusa della CSW ad Apple

Perché Parler viene rimossa dall’App Store e Telegram no, malgrado la presenza di gruppi che fomentano e incitano alla violenza?

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“Se hai bloccato Parler devi bloccare anche Telegram”, l’accusa della CSW ad Apple

L’app che vi semplificherà la vita nel destreggiarvi tra WhatsApp, Telegram, Signal e non solo (foto)

Al giorno d’oggi sugli smartphone della maggior parte degli utenti troviamo installate almeno un paio di app di messaggistica istantanea, prime fra tutte WhatsApp, Telegram e, negli ultimi tempi, Signal. Pertanto può essere non semplice gestirle tutte.

Su Reddit è appena emersa un’interessante app, denominata DM Me, che si pone l’obiettivo di semplificare la gestione di diverse app di messaggistica sullo stesso device. L’app consiste in una sorta di rubrica che raccoglie tutti i contatti salvati con le relative opzioni per accedere alle specifiche chat nelle app di messaggistica. Come vedete dagli screenshot presenti in galleria, l’app al primo avvio permetterà di impostare l’ordine di priorità di presentazione delle app di messaggistica.

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DM Me include nella sua lista tutti i contatti che risultano registrati alle app di messaggistica supportate. Tra le app supportate troviamo anche quella relativa agli SMS. Tra le impostazioni dell’app troviamo anche quella per nascondere i contatti che non risultano registrati su nemmeno una delle app supportate. Infine, è possibile fissare in alto specifici contatti.

L’app DM Me è disponibile in anteprima sul Play Store, qui sotto trovate il badge di download gratuito. Essendo in un primo stadio di sviluppo, supporta solo WhatsApp, Telegram, Signal e SMS, ma lo sviluppatore ha fatto sapere di voler aggiungere Facebook Messenger a partire dal prossimo aggiornamento.

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L’app che vi semplificherà la vita nel destreggiarvi tra WhatsApp, Telegram, Signal e non solo (foto)

I passi falsi di WhatsApp e Twitter fanno volare Telegram

AGI – Telegram ha registrato 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore. Lo ha dichiarato il suo fondatore, Pavel Durov. L’annuncio arriva nel momento in cui WhatsApp, principale rivale dell’app di messaggistica, è al centro di numerose polemiche per via dell’aggiornamento dei termini di utilizzo che consentiranno di condividere più dati con Facebook.

Durov, 36 anni, di cui qualcuno passato in Italia durante l’infanzia, ha dichiarato sul suo canale Telegram che l’app ha registrato oltre 500 milioni di utenti attivi mensili nelle prime settimane di gennaio e “25 milioni di nuovi utenti si sono uniti a Telegram solo nelle ultime 72 ore”.

Durov non cita mail l’app rivale, ma spiega che, a suo avviso, “la gente non vuole più scambiare la propria privacy con servizi gratuiti”.

I nuovi termini di WhatsApps hanno suscitato critiche in quanto gli utenti extraeuropei che non accettano le nuove condizioni prima dell’8 febbraio saranno tagliati fuori dall’applicazione di messaggistica. Durov martedì ha detto che Telegram è diventato il “più grande rifugio” per quanti cercano una piattaforma di comunicazione privata e sicura e ha assicurato ai nuovi utenti che il suo team “prende questa responsabilità molto seriamente”.

Telegram è stata fondata nel 2013 dai fratelli Pavel e Nikolai Durov, che hanno anche fondato il social network russo VKontakte. Una delle caratteristiche che l’hanno resa popolare è il rifiuto di collaborare con qualsiasi autorità e di consegnare le chiavi di cifratura dei messaggi, il che ha portato al suo divieto in diversi Paesi, tra cui la Russia. Anche se sul finire dello scorso anno Mosca ha annunciato che revocherà il divieto. 

@arcamasilum


I passi falsi di WhatsApp e Twitter fanno volare Telegram

Tante novità nell’ultimo aggiornamento di Telegram: arrivano le chat vocali “fatte come si deve”

Telegram è una delle app di messaggistica istantanea più famose, quasi 500 milioni di utenti attivi, e circa mensilmente vengono rilasciati aggiornamenti che aggiungono tante novità.

Dopo aver già potenziato i gruppi con tantissime funzioni non presenti sulle app concorrenti, sono arrivate le Chat vocali, un modo nuovo di comunicare in stile walkie-talkie. Ogni gruppo può diventare una chat room vocale in cui i membri possono parlare liberamente, parallelamente all’invio di foto e testo. La funzione è attivabile dalle impostazioni del gruppo e, una volta attiva, i membri potranno unirsi alla chat vocale tramite una barra in alto che mostra i membri attivi e chi sta parlando in quel momento.

L’interfaccia delle chat vocali mostra tre pulsanti: uno per scegliere l’output dell’audio, uno per attivare o disattivare il microfono e uno per chiudere totalmente la comunicazione. La funzione rimane attiva anche se l’app non è in primo piano e, nel caso di Android, sarà presente un gradevole pulsante flottante che mostra i controlli del microfono e chi sta parlando.

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Secondo Telegram, le chat vocali possono accogliere alcune migliaia di partecipanti, per cui possiamo dire che non ci sono davvero limiti. Vanno citate anche le animazioni delle varie finestre e dei pulsanti, che sono davvero ben fatte e si integrano bene con il resto dell’applicazione. Questa funzionalità è presente sia su mobile che sul client per macOS e Telegram Web. Su quest’ultime piattaforme sarà possibile scegliere una scorciatoia per il push-to-talk.

Altre novità introdotte con questa versione sono: l’ottimizzazione degli sticker, che ora mostrano un contorno grigio mentre vengono caricati, potenziamento delle funzioni dell’editor di foto, possibilità di archiviazione su scheda SD di tutti i dati dell’applicazione, ovviamente solo su Android, e sempre su Android, sono state introdotte nuove animazioni in tutta l’interfaccia.

Su iOS arriva invece la possibilità, fino ad oggi in beta, di far leggere i messaggi ricevuti da Siri tramite AirPods. Questo è attivabile tramite Impostazioni iOS > Notifiche > Fai leggere i messaggi e attivando Telegram.

Come ogni aggiornamento, sono state rilasciate anche alcune nuove emoji animate. Questa versione dell’applicazione è già presene sui vari store ed è raggiungibile dai badge in basso.

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Tante novità nell’ultimo aggiornamento di Telegram: arrivano le chat vocali “fatte come si deve”

Ghiotto aggiornamento per Telegram: arrivano i video profilo, novità grafiche e funzionali per chat, gruppi e Persone Vicine (foto)

Telegram ha appena rilasciato un nuovo e consistente aggiornamento per le sue app Android e iOS di messaggistica, il quale include tantissime novità, come di consueto del resto. Andiamo a vederle insieme nel dettaglio.

La prima novità riguarda i profili utente: dopo l’aggiornamento sarà possibile impostare un video profilo, invece che la classica immagine, e scegliere un fotogramma di esso come immagine statica da proporre nelle chat. Al video è possibile applicare anche degli sticker animati.

L’aggiornamento ha anche introdotto un nuovo strumento di editing fotografico e video: si tratta della possibilità di incrementare la morbidezza della pelle sui video registrati e sulle foto scattate con la fotocamera frontale.

Sono stati apportati dei miglioramenti alla funzionalità Persone Vicine di Telegram: quando ci si scriverà usando questa feature si troverà l’informazione relativa alla distanza tra i due utenti. La novità è accessibile a patto che tra le impostazioni Contatti > Persone vicine sia selezionata l’opzione “Rendimi visibile“.

Nella lista chat sono state implementate le mini miniature riferite ai file multimediali inviati: questa sarà utile per avere un’anteprima del contenuto ricevuto senza dover accedere alla chat specifica.

L’aggiornamento di Telegram ha apportato anche un nuovo strumento per filtrare le chat relative a utenti non presenti tra i contatti, utile nel caso in cui si ricevano tanti messaggi da persone sconosciute. La novità è disponibile nella sezione Privacy e Sicurezza delle impostazioni dell’app . Le chat filtrate verranno raccolte nell’Archivio.

Per i gruppi con più di 500 membri arrivano delle interessanti e dettagliate statistiche: queste riguarderanno le interazioni, la crescita degli iscritti e non solo. L’animazione presente qui sotto vi darà un’idea.

Inoltre per Android sono arrivate ulteriori novità: parliamo di nuovi strumenti per il player musicale, che ha ricevuto icone semplificate e la lista brani espandibile, della barra di scrittura che si adatterà automaticamente durante la scrittura di messaggi lunghi e degli strumenti per editare velocemente i video.

Per Telegram Desktop arriva la possibilità di usare account multipli sullo stesso dispositivo, esattamente come è già possibile per le app Android e iOS. Inoltre, per Telegram arrivano nuove emoji animate, mentre il limite per l’invio dei file è stato esteso a 2 GB.

L’aggiornamento appena descritto è in fase di distribuzione sul Play Store e App Store, oltre che per la piattaforma desktop. Qui sotto trovate i rispettivi badge di download.

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AndroidWorld

Come funziona il revenge porn su Telegram

Strumento digitale e indagine tradizionale. Telegram si conferma uno dei luoghi digitali (leciti) dove si consumano più spesso reati legati al sesso. Questa volta di mezzo c’è il revenge porn: foto e video pornografici usati per vendetta. Un’indagine coordinata dalla Polizia Postale ha portato alla denuncia di due amministratori di altrettanti canali e di un utente. Ogni gruppo ha migliaia di utenti iscritti. Uno incita allo stupro sin dal titolo. Ed è ancora online. Perché fermare un admin o denunciare un utente per aver condiviso foto della ex non equivale a bloccare l’ondata di miglia di messaggi al giorno.

Revenge porn e quarantena

Si tratta, quasi sempre, di materiale pornografico legale. Le conversazioni, però, si spingono spesso oltre. Basta scorrere uno dei canali per ritrovare commenti offensivi, alcuni riferimenti a Tiziana Cantone (morta suicida dopo la pubblicazione di un video) e decine di richieste di contenuti “pedo”, che non vengono scambiati direttamente “in pubblico” ma rimandano a chat private. Non è quindi semplice intercettare chi commette un reato. E nel caso del revenge porn lo è ancor meno.

Nelle chat gli utenti postano spesso immagini di quella che dicono essere la propria ragazza, invitando gli altri a insultarla. Che sia vero o meno, le indagini non possono partire senza una querela. Difficile che arrivi perché non è semplice capire se le proprie foto sono finite online senza consenso. “La legge che istituisce il revenge porn come fattispecie criminosa è del 2019. Da agosto a oggi, i numeri non corrispondono alla realtà”, afferma Alessandra Belardini, dirigente della Polizia Postale. Denunce e denunciati sono solo un frammento di quello che circola, non solo su Telegram. Quantificare il fenomeno è quindi impossibile. Si può però dire che “le vittime sono per la maggior parte donne e che è in aumento, anche perché siamo tutti chiusi in casa e usiamo di più le piattaforme digitali”.

Perché proprio Telegram

Ma perché proprio Telegram? Con la crittografia end-to-end, solo chi partecipa a una chat può conoscerne il contenuto. Ma c’è altro. Belardini, pur sottolineando che non è certo l’unico ambiente con gruppi nocivi, afferma che “dipende dalle policy”. L’app ha dei termini di servizio molto scarni. Punisce lo spam e le truffe. Vieta anche “post pornografici illegali” e “l’incentivo alla violenza”, ma solo se “visibili pubblicamente”.

È qui si gioca molto. Perché Telegram ha gruppi aperti (dove i contenuti sono in teoria punibili) e altri chiusi. I primi possono essere ricercati per nome, un po’ come si fa per un qualsiasi contenuto su Google. I secondi hanno bisogno di un invito, sotto forma di link. La distinzione è facilmente aggirabile: basta creare un gruppo pubblico e metterci dentro il link che rimandi a un altro. Molti canali borderline hanno già un “gemello” di riserva, dove gli utenti possono confluire in vista di un possibile blocco. Il gruppo viene chiuso? Se ne crea uno nuovo, con un nome molto simile.

Come si fa un’indagine su Telegram

Anche nel caso di quest’ultima inchiesta, chiamata Drop the Revenge, la denuncia degli amministratori non ha portato in automatico alla chiusura del canale. Gli utenti, infatti, stanno continuando a postare immagini e commenti, adesso accompagnati a insulti nei confronti di chi denuncia e degli “sbirri”.

Anche se il campo è diverso, spiega Belardini, “l’indagine è tradizionale”. Dopo la denuncia, anche con infiltrati nei gruppi, si cerca di risalire all’amministratore e poi all’IP, cioè al suo “indirizzo informatico”. Non basta. Perché l’IP individua un dispositivo, non la persona. “Chi ha le chiavi di una casa, non è per forza il proprietario”, afferma Belardini.

Serve quindi dimostrare chi abbia usato il pc o lo smartphone, grazie a una perquisizione informatica. È quello che è successo per i tre denunciati. Nel caso del 35enne di Nuoro, la Polizia postale ammette di essere stata “fortunata” perché ha sorpreso il ragazzo in flagranza, mentre era su Telegram. Il 29enne bergamasco, un utente non amministratore, è stato denunciato per aver pubblicato la foto della ex compagna. Per il secondo admin coinvolto, un 17enne palermitano che vive con i genitori, è stato decisivo “un suo errore”. Come nelle indagini “analogiche”, anche in quelle digitali è decisivo il classico “passo falso”, individuato, spiega Belardini, dopo aver seguito uno schema di gruppi e app “a scatole cinesi”.

“È un percorso lento, che va avanti anche per tentativi”. Il minore di Palermo aveva anche trovato il modo di guadagnare: vendendo foto per 2-3 euro, è riuscito a incassarne circa 5.000. Ma niente sistemi di pagamento complessi: usava delle carte prepagate. Si tratta comunque di un caso poco ricorrente: “Quel che muove il revenge porn non è il lucro ma la vendetta”.

Educazione all’intimità e al digitale

Chiedere la collaborazione di Telegram è un’utopia. L’app si limita a bloccare canali solo quando l’autorità lo impone (che però non avviene per singoli casi di revenge porn). Invocare il buonsenso degli amministratori e una moderazione più stringente è un controsenso. Secondo Belardini, oltre a punire il fenomeno, l’unico modo per arginarlo è “agire ex ante e non ex post”.

“L’abuso deriva dalla leggerezza del momento”. Questo non vuol dire evitare sempre di mostrarsi, se fa parte del proprio piacere. Ma ci sono modi più sicuri di farlo, come suggerisce la Polizia Postale, ad esempio usando “un supporto esterno o una cartella criptata” anziché lo smartphone. “Dobbiamo cercare di intervenire sull’educazione all’intimità sessuale e alla condivisione”. Cioè sui comportamenti privati e sulla conoscenza degli strumenti che si stanno utilizzando.  

 

Agi

Telegram, servizi in streaming e novità tech della settimana – iPhoneItalia Podcast S09E29

Una puntata densa di argomenti quella del podcast di oggi: da Telegram a WhatsApp, alle acquisizioni di Apple e a tutte le novità tech della settimana

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